Per Gaza

GAZA VIVRA’

Campagna per la fine di un embargo genocida

 

 info@gazavive.com

www.gazavive.com

 

bollettino del 30 gennaio 2008

 

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Questo bollettino contiene:

1. UNA LUCE NEL MURO

2. RAPPORTO SULL’ASSEMBLEA NAZIONALE DEL 27 GENNAIO

3. LETTERA APERTA A TUTTI GLI ORGANISMI DI SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO PALESTINESE

4. INIZIATIVE E SCADENZE

 

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1

UNA LUCE NEL MURO

 

Esattamente una settimana fa, nella notte tra il 22 e il 23 gennaio, il popolo di Gaza ha aperto una prima breccia nel muro genocida che lo circonda.

L’esasperazione popolare, causata dall’ulteriore inasprimento dell’embargo da parte israeliana, nel sostanziale silenzio della cosiddetta “comunità internazionale”, ha portato ad un primo risultato: il muro di confine con l’Egitto è stato abbattuto in più punti, consentendo quantomeno una boccata di ossigeno ad un milione e mezzo di persone alle quali manca ormai quasi tutto.

In queste ore i varchi aperti vengono progressivamente richiusi dall’esercito di Mubarak. E’ questo il prevedibile risultato delle pressioni esercitate dagli Stati Uniti e da Israele affinché l’Egitto riprendesse rapidamente in mano la situazione, chiudendo non solo il muro ma lo stesso valico di Rafah.

Per i criminali di Washington e Tel Aviv l’embargo affamatorio non ammette eccezioni, i palestinesi devono essere di nuovo confinati nella Striscia finché non decideranno di chinare la testa.

 

Ma i fatti della scorsa settimana ci dicono quanto sia forte la resistenza popolare a Gaza che si raccoglie attorno al Movimento di resistenza islamica Hamas.

Purtroppo, la spesa che le famiglie palestinesi hanno potuto fare in territorio egiziano non muta nella sostanza la gravità della situazione a Gaza, ma l’apertura del muro ha comunque un grandissimo valore politico e simbolico.

Questa azione, che ha fatto seguito ad importanti manifestazioni di solidarietà in diversi paesi arabi, non solo ha portato sotto i riflettori dei media mondiali una situazione che si voleva in ogni modo oscurare, ma ha evidenziato la volontà e la capacità di resistenza del popolo palestinese.

 

Le immagini giunte da Rafah hanno fatto pensare ad un’evasione in massa da un carcere a cielo aperto. Su questo dovrebbero riflettere coloro che nei mesi scorsi hanno criticato il nostro appello, laddove si paragonava la situazione di Gaza con quella dei campi di concentramento nazisti.

Ma, a differenza di un’evasione, le persone sono uscite per poi rientrare, manifestando così il proprio diritto alla sopravvivenza insieme a quello alla resistenza.

 

Olmert e Bush continueranno certamente nei loro piani genocidi. Il loro obiettivo è quello di cancellare la stessa questione palestinese e questo richiede l’annientamento della resistenza ed in primo luogo di Hamas.

E’ questa la partita che si gioca a Gaza, una partita che sarà decisiva anche per i milioni di palestinesi che vivono in Cisgiordania e nei campi profughi in Libano, Siria e Giordania, perché qui si decidono oggi i destini della lotta di liberazione nazionale di questo popolo.

Una ragione di più per sostenere l’eroica resistenza che si svolge in questo fazzoletto di terra.

 

L’azione sul confine sud ha intanto rallentato l’offensiva militare israeliana, ha portato con più forza la questione nel mondo arabo, ha creato le premesse per una mobilitazione internazionale più consistente e decisa.

E su questo versante, per quanto ci è consentito dalle nostre forze, faremo la nostra parte.  

 

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2

RAPPORTO SULL’ASSEMBLEA NAZIONALE DEL 27 GENNAIO

 

La prevista assemblea nazionale del Comitato Gaza Vivrà si è tenuta a Firenze domenica scorsa.

La sala gremita, un ottimo dibattito (con oltre 20 interventi), la presenza di numerose realtà territoriali e di tanti giovani – tra i quali molti arabi e musulmani – dimostrano quanto sia sentita oggi la battaglia per la fine dell’embargo a Gaza e la necessità di un più forte sostegno alla causa palestinese.

 

La discussione si è incentrata sulla situazione a Gaza e in Palestina alla luce degli ultimi eventi (visita di Bush, apertura del muro verso l’Egitto), sul bilancio del lavoro svolto fino ad oggi, sulle prospettive e sulle iniziative da mettere in campo nei prossimi mesi.

 

L’assemblea ha espresso la necessità di continuare il lavoro intrapreso con il lancio dell’appello “Gaza Vivrà” alla fine del settembre scorso, nella convinzione che siamo ormai giunti ad uno snodo decisivo della lotta di liberazione del popolo palestinese.

E’ infatti in atto – e lo si è visto chiaramente con la conferenza di Annapolis – il tentativo di cancellare definitivamente la Palestina dall’agenda internazionale confinandola in un mini-stato, dipendente in tutto e per tutto da Israele, senza alcuna effettiva sovranità ed addirittura privo di continuità territoriale.

Questo progetto di apartheid ha le firme di Bush ed Olmert, ma anche il consenso di Abu Mazen.

 

A maggior ragione l’assemblea ha ribadito la necessità di un forte sostegno al legittimo governo palestinese presieduto da Hanyah, scaturito dalla vittoria di Hamas nelle elezioni democratiche del gennaio 2006 e che interpreta tutt’oggi le istanze di liberazione del suo popolo.

 

Il programma di lavoro che segue è concepito all’interno di una cornice unitaria, che unisca tutti gli organismi di solidarietà con la Palestina, che ci auspichiamo possa cominciare a prendere forma nei prossimi mesi.

 

Queste le decisioni:

 

a. Lettera aperta

E’ stata approvata una lettera aperta indirizzata a tutte le realtà impegnate a sostegno della causa palestinese, che potete leggere al punto 3 di questo bollettino, affinché si sviluppi un processo unitario in grado di dare più forza ed incisività alle iniziative nel nostro paese.

 

b. Grande assemblea nazionale per la fine dell’embargo a Gaza

E’ stato deciso di lavorare ad una assemblea-manifestazione, con la partecipazione di rappresentanti palestinesi, come momento culminante della campagna dei prossimi mesi.

Vista la rilevanza che sta assumendo la contestazione ed il boicottaggio della Fiera Internazionale del Libro, che si terrà a Torino nel mese di maggio (alla quale lo Stato di Israele è stato invitato come ospite d’onore), la proposta è quella di realizzare l’assemblea all’interno della settimana di mobilitazione che si svolgerà in coincidenza con la fiera ed alla quale il comitato Gaza Vivrà aderisce fin da ora.

 

c. Manifestazione nazionale del 29 marzo

Il comitato Gaza Vivrà, considerata l’importanza di questa scadenza, sarà presente all’incontro nazionale promosso dal Forum Palestina che si terrà domenica prossima a Roma.

L’obiettivo, che auspichiamo sia condiviso da tutti, è quello di una manifestazione che assuma la centralità della questione di Gaza, il rifiuto del progetto scaturito ad Annapolis, un rinnovato sostegno alle forze della resistenza.

 

d. Delegazione parlamentare

Come abbiamo già comunicato, il sen. Fernando Rossi al ritorno dalla Palestina ha lanciato un appello affinché si costituisca una delegazione parlamentare che entri a Gaza e possa visitare i parlamentari palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, colpevoli unicamente di appartenere o di riconoscersi nelle organizzazioni della resistenza.

L’assemblea ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa, auspicando che possa concretizzarsi quanto prima.  

 

e. Commissione di lavoro per l’incriminazione di Israele

E’ stata formata una commissione di lavoro che studi, in rapporto anche con altre analoghe iniziative che si stanno sviluppando in altri paesi, la possibilità giuridica di una incriminazione di Israele per i crimini di guerra e contro l’umanità commessi in violazione delle stesse Convenzioni di Ginevra.

Della commissione, che è ovviamente aperta al contributo di tutti, fanno parte al momento Aldo Bernardini, Vainer Burani, Ugo Giannangeli e Giuseppe Pelazza. 

 

f. Tour con esponenti palestinesi

Il comitato lavorerà per realizzare al più presto un tour di iniziative pubbliche con la presenza di esponenti palestinesi provenienti da Gaza e rappresentativi della resistenza.

Nel frattempo i membri della delegazione per Gaza sono disponibili a realizzare incontri pubblici sul tema dell’embargo. Chi è interessato scriva a info@gazavive.com

 

g. Campagna farmaci

Il comitato sta valutando le forme migliori per attivare una campagna efficace di aiuti sanitari.

Attraverso il bollettino daremo notizie dettagliate non appena il progetto sarà definito.

 

h. Adesione iniziativa 60° anniversario della Nabka

Gaza Vivrà aderisce all’iniziativa promossa dai “Giovani Europei per la Palestina – Italia” per ricordare il 60° anniversario della Nabka, che si terrà a Milano a metà maggio. 

 

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3

LETTERA APERTA A TUTTI GLI ORGANISMI DI SOLIDARIETA’

CON IL POPOLO PALESTINESE


Approvata dall’assemblea nazionale del Comitato Gaza Vivrà

Il destino e la causa del popolo palestinese sono davanti ad un momento storico decisivo.

Israele, sostenuto dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea, mentre continua la sua politica di annientamento della Resistenza, propone ai palestinesi la creazione di un mini-stato senza effettiva sovranità e privo di continuità territoriale.

Purtroppo, come si è visto alla Conferenza di Annapolis, il Presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese ha accettato la soluzione proposta dai sionisti.

Questi accordi sono tuttavia respinti da gran parte dei palestinesi. La tenace Resistenza che in condizioni difficilissime i cittadini e le legittime autorità di Gaza oppongono al genocida embargo israeliano ha un immenso valore, politico e morale. Se Gaza cadesse verrebbe portato un colpo letale alla lotta di liberazione del popolo palestinese.

Cresce nel movimento italiano di solidarietà la consapevolezza della grande importanza che assume la Resistenza di Gaza.

Questo movimento è tuttavia diviso, frantumato. Pesano antiche discordie, vecchie divisioni ideologiche.
Noi riteniamo che questa divisioni possano e debbano essere superate. Le tante voci attraverso cui si esprime il movimento di solidarietà con la Palestina possono e debbono parlarsi, unirsi, allo scopo di dare forza alla Resistenza palestinese, per sventare l’esito di una “pace” ingiusta e umiliante.

Facciamo dunque appello a tutti i comitati, le associazioni e le forze politiche che da sempre si battono per la liberazione della Palestina, ad incontrarsi prima possibile affinché sia posta fine a questa intollerabile divisione; affinché tutti gli organismi attivi confluiscano in un plurale ma unitario movimento.

Una prima importante occasione per unire le forze può essere la Fiera del Libro che si svolgerà a Maggio nella città di Torino. Dovremo dare battaglia, non solo contro la inaccettabile decisione dei suoi organizzatori di celebrare il 60° anniversario della nascita di Israele, ma affinché sia posto fine all’embargo ed all’assedio di Gaza.

L’Assemblea nazionale di GAZA VIVRA’ da dunque mandato alla presidenza perché diffonda quest’appello, contatti tutti gli organismi solidali con la Palestina, in particolare quelli delle comunità immigrate e islamiche, per verificare la possibilità di svolgere al più presto un primo grande incontro nazionale.

Approvata per acclamazione

Firenze, 27 gennaio 2008

 

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4

INIZIATIVE E SCADENZE

 

Domenica 3 febbraio, ore 10,30

Via Giolitti 231 – Roma

Riunione nazionale promossa dal Forum Palestina, con diversi punti all’ordine del giorno, tra i quali la decisione sulla manifestazione prevista per il prossimo 29 marzo in occasione della Giornata della Terra.

Il comitato Gaza Vivrà sarà presente a questo incontro.

 

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da ISM Italia

Ciclo di incontri con  Jamil Hilal

sociologo palestinese indipendente coautore de:

“Palestina quale futuro? La fine della soluzione dei due stati”, Jaca Book 2007

 

in memoria di Tanya Reinhart

Palestina

occupazione/oppressione/apartheid – boicottaggio/disinvestimenti/sanzioni (bds)

fine della soluzione “due popoli-due stati”

contro l’occupazione israeliana della Fiera del Libro di Torino 

 

Gli incontri, ai quali parteciperanno diversi altri relatori, si terranno:

 

Venerdì 1 febbraio, ore 20,15 – Torino – Aula Magna Istituto Avogadro, ingresso via Rossini 18

 

Mercoledì 6 febbraio, ore 20,30 – Milano – Centro Culturale Concetto Marchesi, via Lazzaro Spallanzani 6

 

Venerdì 8 febbraio, ore 21,15 – Varese – Sala polivalente Piramide, piazza De Salvo

 

Lunedì 18 febbraio, ore 18,00 – Roma – Casa delle Culture, via San Crisogono 45

 

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Venerdì 7 marzo – Perugia

Concerto musicale di solidarietà con la Palestina

promuovono:

Sumud – Associazione di Volontariato Antimperialista;

Comitato Gaza Vivrà

 

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5 Responses to Per Gaza

  1. comictadpole says:

    Se è permesso, copio da un acutissimo articolo di Ury Avnery_

    (…) I risultati, in entrambi i casi, sono stati identici: la popolazione libanese non si sollevò contro Hezbollah ma, al contrario, persone di ogni fede religiosa si unirono dietro l’organizzazione sciita. HASSAN NASRALLAH divenne l’eroe dell’intero mondo arabo. E oggi: la popolazione si unisce dietro Hamas e accusa MAHMOUD ABBAS di collaborare con il nemico. Qualsiasi madre che non abbia cibo per i propri figli non maledice ISMAIL HANIYEH, maledice OLMERT, ABBAS e MUBARAK.

    Cosa fare, allora? E’ impossibile tollerare la sofferenza degli abitanti di Sderot, sottoposti ad un fuoco continuo.

    Ciò che si nasconde al pubblico incarognito è che il lancio di razzi Qassam potrebbe cessare domani mattina.

    Alcuni mesi fa Hamas aveva proposto un cessate il fuoco. Questa settimana ha ripetuto l’offerta.

    Dal punto di vista di Hamas un cessate il fuoco significa: i palestinesi smetteranno di lanciare Qassam e proiettili di mortaio, gli israeliani porranno fine alle incursioni a Gaza, agli omicidi “mirati” e al blocco.

    Perché il nostro governo non coglie al volo questa proposta?

    Semplice: per fare un accordo simile dovremmo accettare di parlare con Hamas, direttamente o indirettamente. E questo è esattamente ciò che il governo si rifiuta di fare.

    Perché? Semplice, di nuovo: perché Sderot è solo un pretesto, proprio come i due soldati catturati erano un pretesto per fare qualcos’altro. Il vero obiettivo di tutta questa strategia è quello di rovesciare il regime di Hamas a Gaza e di impedire ad Hamas di prendere il potere nella West Bank.

    In parole semplici e brutali: il governo sta sacrificando il destino della popolazione di Sderot sull’altare di un principio senza speranza. Per il governo è più importante boicottare Hamas – che è adesso la punta di diamante della resistenza palestinese – che porre fine alle sofferenze di Sderot. Tutti i media cooperano a questa strategia. (…)

    L.M.

  2. RitvanShehi says:

    >FERMARE I FACISTI DI HAMAS A GAZA CHE HANNO CREATO UN LAGER DI SHARIA E OSCURANTISMO. anonimo< Ehmmm…strani “fascisti-oscurantisti”, però. Prima ti fanno il lager e poi ci demoliscono un muro per permettere agli “internati” di andare a rifornirsi dai vicini:-).
    Capisco che al presente lunghissimo tazebao di Miguel (a proposito, perché quella strana grafia “MARTìNEZ” o che se non metti la “ì” accentata temi che si offenda?:-) ) non si può che rispondere con un altro tazebao, giustamente più breve, ma per favore, non sfidiamo il senso del ridicolo!

  3. kelebek says:

    Per Ritvan n. 3

    Fossero così tutti i nostri avversari, le nostre biciclette avrebbero già conquistato la cima del Monte Everest.

    Miguel Martinez

  4. Gaza Vivrà,

    speriamo che Torino muoia presto…

    sadiqi mi sono permesso di “aggregarti” in una simbolica conta circa quanti bloggers pensano che boicottare israele non sia peccato mortale ma dovere per chiunque ha a cuore i diritti umani.

    bonsoireee

    Vik

    http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?eid=1653

  5. utente anonimo says:

    Mi ricordo che a scuola il mio professore mi ha fatto una testa così ( ) per insegnarmi che i Carbonari del risorgimento erano Eroi che combatterono per la nostra libertà. Adesso si capovolge tutto per dirmi che chi combatte per la propria libertà sono Terroristi. Ma andate a cagare!

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