Storie rom

"Carissima, grazie per avermi chiamato, come stai?"

"No, tutto bene, grazie a Dio…"

Ne dubito, ci sono persone che camminano sempre sotto una piccola nuvola nera, tutta per loro.

"Scusami se non ho risposto al tuo messaggio a Natale, però ti faccio gli auguri lo stesso, sai, a Natale, ero in ospedale",  riprende lei.

"E perché non me lo hai detto?"

"Perché non volevo che tu fossi triste."

"E che ti è successo?"

"No, non io, mio marito, Muameti.

E’ che ho preso in casa la Mimma, che sbaglia sempre tutto, ma è pur sempre mia sorella, lo sapevi che quando è fuggita con Argo, è rimasta incinta, ha avuto un bambino, poi è scappata ed è venuta qui da me…"

Ancora la Mimma, la donna che batte sempre la testa e non muore mai…

Me la ricordo con i denti rotti, a ridere e ridere sull’altalena, la voce bassa, roca e nasale che prendeva in giro, grandi mani scure a impastare farina, in ospedale che si impossessava delle sedie a rotelle e ci faceva le corse per i corridoi, cinque, sei, sette bambini, quanti ne ha avuti?, il corpo snello e fortissimo non lo racconta.

I denti tutti aggiustati per qualche decina di euro in una strana clinica di Brescia, e lei ancora a correre, ad aver paura che la chiamassero zingara, a innamorarsi di assassini, a fare e perdere lavori, a fuggire per l’Europa senza documenti e con tanti nomi, picchiata a grandi colpi dagli uomini e dal destino.

"E Muameti ha avuto una màgianera, come si dice, di quelle brutte, che io pensavo che stava per morire, ti giuro, Mikeli, ho avuto paura, non poteva più mangiare, poi però è passata.

Solo che Argo ha telefonato, dice, mi devi dare indietro la Mimma subito, è mia, e la Mimma mi diceva, digli di no.

E allora due giorni prima di Natale, Argo e i suoi cugini hanno aspettato Muameti qui sotto casa, con le mazze da baseball, e lo hanno picchiato, hanno spaccato le gambe, e in testa ha avuto, come si dice…?"

"I punti?"

"Sì, anche quelli, ma non solo. E poi era in prova al lavoro e non ci è potuto andare, sai la padrona è un po’ cattiva, penso che non lo prendono più, ma tu non ti preoccupare, grazie a Dio, stiamo tutti bene."

romania

Questa foto, che prendo dal blog di Vitro Nasu, dice tutto: i volti senza tempo di due ragazze, inghiottite da qualche straordinaria e terribile storia che non conosceremo mai.

L’uomo che tiene in mano la foto probabilmente non sa nemmeno lui cosa sia successo loro, né quando.

Verrà un fuoco, incendierà la roulotte, e delle due ragazze non rimarrà nemmeno questa foto. Eppure, avevano riso molto, e visto molte cose.

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30 Responses to Storie rom

  1. utente anonimo says:

    Feccia malavitosa. Niente di piu’.

  2. utente anonimo says:

    Mi sembrava che il commentatore n.1 non si fosse firmato… Ma poi mi sono accorto che in realtà si stava presentando. Niente di più.

    Mr.XYZ

  3. Il n.1?

    Dev’essere italiano; se è così, inutile meravigliarsi dell’ovvio!

  4. utente anonimo says:

    Leggo solo ora una replica di Ritvan a un mio intervento di ieri, replica alla quale ho appena risposto (a chi dovesse interessare). Saluti a tutti da Marcello “Teofilatto” Bernacchia

  5. RitvanShehi says:

    x MTB (#4).

    Letto. E siccome son buono (ma non buonista) ti risparmio la fatica di andare a quel post e ti copincollo la mia risposta anche qui.

    >Allora, ricapitoliamo, caro fratello Ritvan. Il 28/1 Miguel scrive: “Ieri, in molte chiese greco-ortodosse nel mondo, hanno commemorato Georges Hàbash”. Questo significa che Habash è stato commemorato il 27, giusto? Se non lo è, la tua precisazione, oltre che a me, va indirizzata anche a Miguel. Quello che puoi aver fatto tu è irrilevante, come del resto quello che ho fatto io. Come, per esempio, scriverti questa precisazione il 29 :-)

    Saluti da Marcello “Teofilatto” Bernacchia< Vero fratello. Se non che il tuo commento n.3 veniva subito dopo il commento n.2 di un anonimo (o era Miguel che trolleggiava?:-) ) che ci ricordava una commemorazione di un’altra nefandezza:-) ebr..pardon, israeliana, con tanto di film documentario. Commemorazione che si teneva, appunto, il 28 e non il 27.
    Pertanto, fratello, la prossima volta, per evitare equivoci, se proprio non ce la fai a copincollare l’intero paragrafo, metti almeno il n. del commento a cui ti riferisci. Grazie.

  6. RitvanShehi says:

    Beh, se l’anonimo n.1 si riferiva a quel galantuomo di Argo mica ha tutti i torti, eh! E se il buon Muameti non gli fa (ad Argo, ovviamente, non all’anonimo n.1:-) ) una bella denuncia appena esce dall’ospedale, vuol dire che un po’ omertoso è pure isso. A meno che non lo abbia vivamente sconsigliato Miguel di recarsi dalle autorità gage, bieke serve dell’Imperialismo:-).

  7. kelebek says:

    Per Ritvan Shehi

    Denuncia fatta subito. Argo è ancora in giro.

    Miguel Martinez

  8. utente anonimo says:

    Nell’immenso della mia ignoranza vorrei chiedere una cosa, sta storia è vera?

    Non prendetemi come uno scemo, ma i dubbi me li devo togliere.

    Nico

    http://www.sentimentoitaliano.blogspot.com

  9. kelebek says:

    Per Nico n. 8

    Fai bene a chiedere, perché la racconto in modo un po’ romanzesco, in effetti.

    Comunque sì, la storia, è assolutamente vera.

    Miguel Martinez

  10. kelebek says:

    Ancora per Nico n. 9

    Assolutamente vera la parte sopra la foto (il dialogo con la mia amica); le riflessioni sotto la foto – che ho preso dal blog che segnalo – sono di fantasia, o meglio costruite sul ricordo di tanti racconti veri.

    Miguel Martinez

  11. utente anonimo says:

    Capisco Miguel. Bè, non dev’essere bello vivere in quello stato. Alle volte mi chiedo come reagiremmo noi, che critichiamo sempre questa gente, a vivere in una baracca, con il rischio che essa prenda fuoco. Certo, di cose brutte ne fanno. Ma la mia è una riflessione diversa…la quale non avrà mai risposta.

    Nico

    http://www.sentimentoitaliano.blogspot.com

  12. controlL says:

    Che foto meravigliosa. Mi viene in mente un verso di de andré, ma spero che a loro sia andata meglio:



    ed avevamo gli occhi troppo belli

  13. RitvanShehi says:

    >Per Ritvan Shehi. Denuncia fatta subito. Argo è ancora in giro. Miguel Martinez< Ovvio. E’ un rom e ha pestato “solo” un altro rom, mica un “padrone di casa”:-). Un classico:-(

  14. upuaut says:

    Questa donna continua a stupirmi, e anche a commuovermi.

    Il marito prima si ammala di chissa’ che e poi viene pestato a sangue (e perde il lavoro) perche’ si sono presi in casa la Mimma (che anche lei deve averne prese tante) nonostante chissa’ quali difficolta’ familiari ed economiche.

    Eppure riesce a concludere «ma tu non ti preoccupare, grazie a Dio, stiamo tutti bene».

    Continua a sembrarmi incredibile. Evidentemente vivo nel mondo sbagliato.

  15. utente anonimo says:

    Per Ritvan, n. 5: ti copincollo la mia risposta, togliendo il n. del commento per evitare equivoci: “Grazie, seguirò il tuo consiglio. Anche se, avendo io scritto ‘ricordarlo’, mi si poteva concedere il beneficio del dubbio, visto che ‘Hàbash’ è maschile e ‘Jenin’ è femminile :-)”,

    Anch’io sono buono, e non ti mando a quel post :-))

    Saluti da Marcello “Teofilatto” Bernacchia

  16. kelebek says:

    Per Nico n. 11

    Colgo l’occasione per segnalare quello che per me è il criterio fondamentale per giudicare la gente.

    Nico notoriamente la pensa in modo diverso, rispetto alla maggior parte dei frequentatori di questo blog, in materia di Seconda guerra mondiale e dintorni.

    E su questo ci si potrebbe impiccare per ore di discussioni.

    Solo che quando si tratta di riflettere sulla realtà, dimostra un’umanità che non tutti hanno.

    Per questo, è sempre il benvenuto su questo blog.

    Miguel Martinez

  17. kelebek says:

    Per Upuaut n. 14

    Diciamo che il benessere (certo, relativo) ci mette innanzitutto al riparo dall’avventura, con tutto ciò che significa.

    In questo senso, le vite dei malestanti, che poi sono la grande maggioranza della specie umana, sono umanamente molto più interessanti di quelle dei benestanti, anche se le telenovele cercano di farci credere il contrario.

    Non che la cosa sia chi sa che consolazione per i diretti interessati…

    Miguel Martinez

  18. Jack696 says:

    Grazie Miguel per quello che scrivi. Secondo me gli zingari sono il popolo più illuminato che esista.

    “E poi era in prova al lavoro e non ci è potuto andare, sai la padrona è un po’ cattiva, penso che non lo prendono più, ma tu non ti preoccupare, grazie a Dio, stiamo tutti bene.”

    …la padrona è un pò cattiva…sembra che abbia l’innocenza di una bambina quando dice questa cosa e poi, con tutti i suoi problemi che ha, non gli si offusca la consapevolezza di “stare”.

    Un immigrato dalla Rom-ania.

  19. upuaut says:

    Hai ragione, Miguel, ma non pensavo tanto all’essere “malestanti”.

    E’ che noi ci lamentiamo molto, molto di piu’ e spesso per problemi ridicoli.

    O forse l’essere “benestanti” porta ad avere una scala di valutazione distorta, ad ingigantire le difficolta’. Una specie di compensazione per un senso di colpa latente.

    (ok, la smetto)

  20. mariak says:

    E’ che noi ci lamentiamo molto, molto di piu’ e spesso per problemi ridicoli.

    O forse l’essere “benestanti” porta ad avere una scala di valutazione distorta, ad ingigantire le difficolta’. Una specie di compensazione per un senso di colpa latente.

    maria

    i benestanti si lamentano molto,

    e più sono tali e più sono inclini alla lamentela, ma la cartteristica delle società del benessere è proprio quella di smarrire il senso delle proporzioni rispetto ai fatti della vta, per cui alcuni si lamentano che sò della qualità del cibo nelle corsie di careggi come se agli ospedali si andasse per mangiare e non per essere curati, e altri paragonano la loro battaglia per togliere i crocifissi dai muri delle scuole a quella fatta dalla famosa Rose per sedersi in autobus destinati ai bianchi in sudafrica e via dicendo…

  21. RitvanShehi says:

    >Per Nico n. 11

    Colgo l’occasione per segnalare quello che per me è il criterio fondamentale per giudicare la gente.

    Nico notoriamente la pensa in modo diverso, rispetto alla maggior parte dei frequentatori di questo blog, in materia di Seconda guerra mondiale e dintorni.

    E su questo ci si potrebbe impiccare per ore di discussioni.

    Solo che quando si tratta di riflettere sulla realtà, dimostra un’umanità che non tutti hanno.

    Per questo, è sempre il benvenuto su questo blog. Miguel Martinez< Mah, sulle VERE ragioni per cui è “il benvenuto”…andreottianamente parlando:-) direi che la principale è che egli è nel contempo antiamerikano e antieb…pardon, antisionista.
    Poi, la sua pietas umana nei confronti dei molto onorevoli rom è comprensibile: lui è visceralmente:-) italico, popolo universalmente noto per la sua carità (cristiana o laica che sia), e loro mica komplottano per dominare il Mondo:-). Insomma, Hitler, quando se la prese anche con loro pare abbia esagerato un pochino:-). Così, semmai, nel prossimo venturo Impero Italiano i cari rom li manderemo in dei bei campi di rieducazione, non in campi di sterminio:-). Augh!

  22. RitvanShehi says:

    >dalla famosa Rose per sedersi in autobus destinati ai bianchi in sudafrica..mariak< E’ successo, invece, nell’Alabama degli anni ’50. O che avevi paura di passare per antiamerikana?:-) :-)

  23. RitvanShehi says:

    >…alcuni si lamentano che sò della qualità del cibo nelle corsie di careggi come se agli ospedali si andasse per mangiare e non per essere curati..mariak< Dici che mangiar schifezze cucinate a membro di segugio aiuti a guarire?:-) Ciao
    Ritvan Non Benestante Ma Che Protesta Ogniqualvolta Qualcuno (Specie Se Quel Fancazzista Di Stato) Tenta Di Pigliallo Pe’ Lu Culo

  24. irSardina says:

    Per Maria rif. 20

    Sul primo punto (i benestanti si lamentano molto,

    e più sono tali e più sono inclini alla lamentela) sono d’accordo con te.

    Ma sul secondo punto (pasti negli ospedali) sono ,purtroppo :-)), d’accordo con Ritvan. Senza stare lì a dire che cucinare dovrebbe essere un gesto d’amore e che una buona parola già sta aiutando a guarire, ecco dico che mi piacerebbe che il cibo fosse, almeno, a livelli dignitosi.

    Ciao Sardina

  25. RitvanShehi says:

    Vuoi vedere che – marxisticamente parlando – anche la lamentosità ha carattere esclusivamente classista?:-)

    Ritvan Marxista Per Caso

  26. mariak says:

    Ma sul secondo punto (pasti negli ospedali) sono ,purtroppo :-)), d’accordo con Ritvan. Senza stare lì a dire che cucinare dovrebbe essere un gesto d’amore e che una buona parola già sta aiutando a guarire, ecco dico che mi piacerebbe che il cibo fosse, almeno, a livelli dignitosi.

    maria

    ma il cibo è già a livelli dignitosi perlomeno negli ospedali che ho conosciuto io, certo sardina, è chiaro che sarà sempre cibo da mensa o quasi, sono centinaia per non dire migliaia di pasti al giorno, per fare il cibo con amore ci vorrebbe quanto meno una cucina per corsia, e in ogni modo a casa si mangia sempre meglio, ho preso quell’esempio per dire quanto la gente sia propensa alla lamentela, per quanto mi riguarda, se mi capitasse di andare all’ospedale l’ultima preoccupazione che avrei sarebbe proprio quella del cibo:-)) qualcosa di analogo al trovarsi in un’aula di giustizia, a tutto penserei meno che al crocifisso appeso alle pareti….

  27. RitvanShehi says:

    O dolce mary, parlare così in astratto sulla giustezza o meno delle lamentele degli sporki borghesi sul cibo equo&solidale – che non possiamo assaggiare adesso, per ovvii motivi:-) – amorevolmente offerto dall’ospedale di Careggi in quel della rossissima Toscana ha senso quanto parlare del…sesso degli angeli:-)

    Io contestavo solo la tua frase un po’…ehmmm…diciamo così…estremista: “come se agli ospedali si andasse per mangiare e non per essere curati”. Negli ospedali certo che si va per essere curati, ma questo non vuol dire affatto che lì ti possano impunemente offrire da mangiare schifezze, tanto potresti sempre ordinare alla “SpeedyPizza”:-).

  28. mariak says:

    Io contestavo solo la tua frase un po’…ehmmm…diciamo così…estremista: “come se agli ospedali si andasse per mangiare e non per essere curati”.

    a volte per far capire un concetto in due righe, bisogna essere estremisti per forza….

  29. utente anonimo says:

    E poi tu sei pur sempre Bloody Mary, per cui un po’ estremista lo sei di natura ;-)))

    Z.

  30. RitvanShehi says:

    >a volte per far capire un concetto in due righe, bisogna essere estremisti per forza….mariak<
    Ma mica ti abbiamo costretta ad esprimerti in due righe, qui hai tutto lo spazio che vuoi!:-)

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