Ultime da Gaza

Riprendo da Infopal

Haniyah: il nostro governo è pronto a discutere con la dirigenza dell’Anp e con gli egiziani per raggiungere un accordo per la gestione del valico di Rafah. L’Anp rigetta l’offerta.

24-01-2008 Gaza
 

Gaza – Infopal

Il primo ministro palestinese Ismail Haniyah ha sottolineato la disponibilità del suo governo a trattare immediatamente con i dirigenti dell’Autorità Palestinese a Ramallah e con gli egiziani un accordo per la gestione del valico di Rafah.

Ieri sera, durante un intervento in tv, Haniyah ha smentito l’intenzione del suo governo di gestire da solo il valico di Rafah e il resto dei passaggi della Striscia di Gaza, e ha invitato a un accordo palestinese – egiziano per mettere fine alla crisi e rompere l’assedio.

E ha confermato che quanto è accaduto e sta accadendo nella Striscia di Gaza è "un messaggio che la tensione ha raggiunto il limite e l’assedio non può proseguire. I palestinesi non chiedono solo di far entrare piccole quantità di combustibile o di cibo, ma di porre fine all’assedio e aprire i valichi, in particolare quello di Rafah".

E ha sottolineato di aver apprezzato la posizione del governo, del popolo, dei partiti e dei sapienti egiziani nei confronti dei palestinesi.

Le dichiarazioni di Haniyah giungono dopo il consenso dato dall’Egitto al transito di decine, centinaia di migliaia di cittadini della Striscia di Gaza nel suo territorio per rifornirsi del cibo, di materie di prima necessità, delle medicine, ecc.

Rabbia crescente

Haniyah ha spiegato che il protrarsi dell’assedio creerà una situazione complicata e approfondirà la sofferenza: "Il nostro governo ha chiesto ai paesi arabi ed europei di muoversi, perché a Gaza è finito tutto, eccetto l’orgoglio e la dignità. Il popolo non sopporta più questo assedio".

Haniyah ha attaccato con forza le posizioni e le dichiarazioni di qualche dirigente palestinese volte a giustificare il proseguimento dell’assedio e le aggressioni israeliane contro il popolo palestinese, invitando tutte le parti a "leggere con calma e studiare bene quanto sta accadendo".

Rispondendo poi a chi considera che i missili della resistenza siano la causa dell’assedio e delle violenze israeliane contro Gaza, Haniyah ha spiegato: "Le quotidiane invasioni israeliane in Cisgiordania e le uccisioni dei membri della Resistenza palestinese sono forse provocate dal lancio di razzi?". E ha evidenziato come quella addotta da Israele per giustificare i propri crimini sia "una grande bugia che ha l’obiettivo di indebolire volontà del popolo palestinese e isolarlo dal suo ambiente arabo e regionale".

Haniyah ha confermato che il suo governo è impegnato a proseguire una tregua con Israele, ma che "lo Stato di occupazione rifiuta una tregua reciproca contemporanea e globale".

Luce verde

Parallelamente, Haniyah ha accusato il presidente americano George Bush, in visita nella regione all’inizio di gennaio, di aver autorizzato Israele ad aumentare l’escalation militare contro il popolo palestinese e a rafforzare l’assedio: "Avevamo messo in guardia sugli obiettivi della conferenza di Annapolis e della visita di Bush nella zona. Avevamo anticipato che Bush avrebbe dato luce verde all’occupazione per rafforzare gli attacchi e le aggressioni sia in Cisgiordania sia nella Striscia di Gaza. E’ accaduto quanto avevamo annunciato: sono stati commessi massacri sulla terra di Gaza, altre uccisioni giornaliere nelle diverse zone della Striscia, invasioni continue, eliminazioni crescenti dei membri della resistenza in Cisgiordania. Questa escalation militare non poteva essere così selvaggia senza l’autorizzazione di Bush".

Manifestazioni nei paesi arabi

Il premier palestinese ha detto di aver apprezzato la vasta sollevazione popolare araba a sostegno del popolo palestinese, le espressioni di solidarietà e le richieste della fine dell’assedio e delle aggressioni. E ha sottolineato come il messaggio delle manifestazioni delle masse arabe nei diversi paesi ha chiarito che i popoli arabi e islamici "non permetteranno all’occupazione israeliana di isolare i palestinesi".
Haniyah, infine, ha lodato la conferenza nazionale palestinese riunita nella capitale siriana, Damasco, in quanto "conferma l’unità nazionale e il suo attaccamento ai diritti irrinunciabili".

La risposta dell’Anp di Abbas

L’Autorità nazionale palestinese di Ramallah ha rigettato l’offerta del premier della Striscia di Gaza, Ismail Haniyah, a trovare un accordo per la gestione del valico di Rafah insieme all’Egitto.

Il quotidiano arabo ash-Sharq al-Awsat, con base a Londra, ha citato quanto dichiarato da Nemer Hammad, consigliere politico di Mahmoud Abbas: "la presidenza dell’Anp non negozierà con Hamas su nulla fino a quando non revocherà il golpe, e non tratterà sui valichi perché non ha nulla a che fare con questo argomento".
 

gaza-gennaio08

Appena prima della caduta del Muro di Rafah, gli abitanti di Gaza avevano svolto una manifestazione a lume di candela contro l’embargo. Questa foto è tratta dal sito Free Gaza.

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5 Responses to Ultime da Gaza

  1. utente anonimo says:

    e che te lo dico a fare…

    diego

  2. fmdacenter says:

    tranne l’orgoglio e la dignità …. chissà perchè scommetto che agli orecchi di Barak questa suonerà come l’ennesima dichiarazione di guerra.

    ma cosa te lo dico a fare di rileggere con Ritvan la storia dell’Albania per vedere una via di uscita dall’impasse?

    Francesco

  3. comictadpole says:

    Ritvan e Francesco

    Perché non mi regalate in sintesi questa possibile ispirazione tratta dalla storia d’Albania?? Vista la mia notoria ‘gnuranza_

    L.M.

  4. fmdacenter says:

    calare le braghe e prendere quello che può venire per il momento, in attesa che passi la nottata.

    ma chiedi a Ritvan che sa

    Francesco

  5. RitvanShehi says:

    >Ritvan e Francesco. Perché non mi regalate in sintesi questa possibile ispirazione tratta dalla storia d’Albania?? Vista la mia notoria ‘gnuranza_ L.M.< Probabilmente Francesco si riferisce al mio racconto sulla riunione dei notabili albanesi nel 1912, dopo che le Grandi Potenze, per compiacere lo Zar di tutte le Russie acconsentirono al vassallo del suddetto Zar (la Serbia) di papparsi il Kosovo, abitato nella stragrande maggioranza da albanesi.
    Il dilemma della classe politica albanese era: accettare un’Albania senza il Kosovo o “resistere, resistere, resistere”? E la risolse il leader dei kosovari, Isa Beg Boletini, che disse la famosa frase:”Per adesso meglio un’Albania senza il mio Kosovo che senza alcuna Albania”.

    La Storia – specie questa recente – gli dette ragione.

    P.S. Ma – con tutto il rispetto per le sofferenze dei palestinesi – forse si adatterebbe di più la storiella di Nasreddin, il Bertoldo dei turchi, che anche noi albanesi abbiamo preso in prestito.

    Dunque, una notte il nostro Nasreddin sogna che qualcuno gli stava regalando una borsa con 99 monete d’oro. E lui gli diceva:”Ma signore, che numero è questo 99, faccia almeno 100 che è cifra tonda”. Ma l’altro non si smuoveva. Allora Nasreddin gli disse “No, o mi dai 100 monete o niente”. A quel punto si svegliò, realizzo e poi….chuse gli occhi, stese la mano e gridò: “Fa niente signore, me le dia comunque anche se sono solo 99″:-).

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