Italia salvata

Un anno e mezzo fa, rischiavo il linciaggio telematico per non essere andato a votare: bisognava salvare l’Italia, mi dicevano.

L’Italia si è salvata (senza il mio contributo) ed eccola qui, esattamente uguale a quando era dannata.

cusumano

Se le cose stanno così dopo che un’intera casta dirigente è stata spazzata via con Tangentopoli, dopo che tutto il sistema elettorale è stato ricostruito varie volte, quando nemmeno un partito politico rimane dalla Prima Repubblica, e dopo vari passaggi tra destra e sinistra che ci vengono sempre presentati come cambiamenti drammatici – se è così, vuol dire che il problema è l’Italia, non chi la governa.

E con qualunque sistema li si scelga, l’Italia plasmerà i propri governanti a propria immagine e somiglianza.

Prendiamo il caso Mastella. Il Ministro della Giustizia scelto dalla coalizione di uomini probi che ha liberato l’Italia dalla corruzione berlusconiana, si trova nelle condizioni che ben sappiamo.

Lui si difende, attaccando. E accusando una parte della magistratura di complottare contro di lui, perché lui sostiene i “valori cattolici” e lotta contro ogni “estremismo”.

Sono anni che sentiamo simili affermazioni, da parte dei tanti indagati. Però il complotto giustizialista ed eversivo viene denunciato, ma non viene mai teorizzato.

Mai che un indagato ci venga a dire cosa vogliono questi magistrati, che progetto di stato li ispira, quali sono gli interessi che stanno cercando di promuovere, chi sono i loro referenti in politica, nell’economia, nei media, all’estero, chi permette loro di fare carriera in magistratura.

I politici indagati gridano di essere vittime, ma non provano nemmeno a inventarsi un colpevole. Perché un conto è parlare di fumo, un conto è accusare, che so, la Germania di voler far crollare il sistema politico italiano: ti trovi nei guai con la Germania, e nell’impossibilità di dimostrare le tue ragioni.

La faccenda, in realtà, è più semplice.

Accantoniamo ogni considerazione moralistica: se qualcuno arriva a un certo punto nella scala gerarchica della politica (che so, portaborse di un consigliere di circoscrizione) è con ogni probabilità già uno zombie privo di anima e di coscienza, e quindi l’etica è irrilevante, se non come strumento retorico.

Parliamo del rapporto con le leggi. Che non vengono fatte da Dio, ma dagli stessi politici.

Uno dei motivi (ce ne sono anche altri) per cui i politici fanno leggi, è perché ciò permette la creazione della nicchia ecologica dell’illegalità.

Se, ad esempio, la legge non vietasse le tangenti, le pagherebbero tutti, e quindi alla fine nessuno.

Se la legge le vieta, la paura di finire in carcere già elimina gran parte della concorrenza. Rimane chi ha il coraggio di rischiare (credo che si chiami, “spirito d’impresa” o una roba del genere), e una probabilità concreta di cavarsela lo stesso.

I politici possiedono i timbri, e la possibilità di accelerare o di rallentare le pratiche, in un sistema in cui il tempo è denaro.

Per questo, hanno la possibilità di concedere favori ad alcuni, e quindi di far balenare speranze di favori a tanti. Infine, possono contare su capitali messi gratuitamente a loro disposizione dai contribuenti.

Il politico crea quindi una struttura in cui inserisce le persone che godono maggiormente della sua fiducia (e chi ne gode più dei parenti prossimi?) e che permette di aumentare ancora le sue forze; infine, trova quasi sempre un eccellente sistema di compromesso con i politici concorrenti. I politici si possono picchiare in aula, ma non faranno mai la guerra ai mezzi di sopravvivenza comuni: l’omertà è una regola trasversale e fondante della politica italiana.

Tutto questo permette al politico di operare come specialista dell’illegalità. E’un mestiere redditizio, ma ad altissimo rischio, perché il politico ogni giorno viola le leggi che lui stesso ha inventato. E per quanto il politico possa essere potente, prima o poi farà un passo falso. E’ inevitabile quindi che il tasso di criminalità – la percentuale sotto inchiesta o pregiudicati – dei parlamentari sia superiore a quello di qualunque altra categoria sociale. Ed è solo, come dicono, la punta dell’iceberg…

Tutto questo sarebbe semplice, se potessimo dire che c’è una bella Italia “sana, onesta e che lavora”, mentre i politici le succhiano il sangue. Rimedio: tutti i politici a lavorare come facchini ai mercati generali. No, il rimedio non funziona perché i politici sono essi stessi l’espressione della società italiana e degli interessi piccoli e grandi che la animano.

E’ evidente che l’Italia non si governa contro gli italiani. E quindi contro le infinite modalità che assume la mafiosità.

L’hanno capito benissimo sia Berlusconi che Prodi.

Ma proprio per questo, smettiamola di fingere che siano diversi.

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43 Responses to Italia salvata

  1. grandissimo.

    cloro

  2. talib says:

    Oh yes! pareva che la colpa di tutto fosse di noi non votanti..

    Ciao Miguelito

  3. mariak says:

    Il post di miguel come sempre è interessante, lo leggerò meglio però intanto vorrei dire che se non è colpa di voi che non avete votato ,non sarà nemmeno nostra che lo abbiamo fatto no?

  4. A differenza di Miguel, a votare ci sono andato, per il motivo che vado adesso a riferire e che farà si che vada a votare anche al prossimo giro.

    Il tutto, nonostante trovi ripugnante l’idea stessa di “essere governato”, dal momento che sono capacissimo di autolimitarmi e di decidere da solo e che soltanto individui dalla pochezza disperante possono far cortei o brindare in giro avendo sugli scudi il nome di questo o di quel politiconzolo.

    Il motivo per cui ho votato è che nonostante le differenze tra gli schieramenti siano nei fatti pressoché inesistenti, un conto è avere un governo, pur litigioso ed insignificante, ed un altro è consegnare la macchina statale ai calderoli, alle santanchè e alla feccia da stadio di cui sono espressione. Che poi essa feccia da stadio coincida con il cento per cento dei sudditi dello stato che occupa la penisola italiana, è altro e ben più doloroso discorso.

    Negli anni 2001-2006 ho avuto la nettissima impressione di vivere non in un paese pressoché civile, ma in una sorta di clinica psichiatrica. L’unico effetto positivo del cambio di governo è stato un attenuarsi di tale atmosfera.

  5. kelebek says:

    Per Maria n. 3

    D’accordo!

    Comunque, era una polemica a senso unico: non ho mai detto ad altri di non votare, ho solo detto che io non avrei votato; e la cosa, a suo tempo, ha suscitato parecchie reazioni rabbiose.

    Il sistema è congegnato in modo tale che se si vota o non si vota, è sostanzialmente la stessa cosa.

    Miguel Martinez

  6. PinoMamet says:

    Pino Scotto alla Camera;

    Chuck Norris al Senato.

    Altrimenti sto a casa.

  7. kelebek says:

    Per Nonstoconoriana n. 4

    Ripeto, non ho nulla in contrario a chi sceglie di votare, e il tuo motivo è perfettamente rispettabile.

    Però non ho particolari problemi a essere governato da una banda da stadio: quello che mi preoccupa sono le politiche reali e non gli atteggiamenti esteriori.

    Tra Amato e Calderoli, è ovvio che il primo è più “serio”. E forse è proprio questo che lo rende più preoccupante…

    Miguel Martinez

  8. …Entrambi, Amato e Calderoli, dispongono degli stessi strumenti: dare la costituzione in mano a un Calderoli è come consegnare una serie di bisturi ad un bambinonzolo di sette anni imbevuto di alchermes!

    La feccia da stadio non mi rappresenta affatto ed a farmi governare da essa ho -sì- un bel po’ di problemi…!

  9. Ucalcabari says:

    Hai dimenticato di dire i rapporti che passano tra i politici più in vista ed il sistema bancario (Prodi che è uno dei consulenti europei più importanti di Goldman Sachs o Padoa Schioppa che è stato vicepresidente di BCE, etcetcetc

    …) e non sono molto d’accordo sull’assunto che questa classe politica è quello che merita un popolo improduttivo…

    Invece mi piace questo passo “se qualcuno arriva a un certo punto nella scala gerarchica della politica (che so, portaborse di un consigliere di circoscrizione) è con ogni probabilità già uno zombie privo di anima e di coscienza, e quindi l’etica è irrilevante, se non come strumento retorico.”

  10. kelebek says:

    Per Ucalcabari n. 9

    e mi sono dimenticato pure il mitico inno dell’UDEUR:

    http://www.youtube.com/watch?v=dx75AZkBZa0&feature=related

    Miguel Martinez

  11. utente anonimo says:

    Preciso e affilato.

    Abbiamo una classe politica espressione, in tutte le sue sfumature, della società italiana. Io lavoro insieme a meno di trenta persone ma lo spaccato è quello. E gli Amato di qui , anche a me, fanno moooooolta più paura dei Calderoli. E fanno diuturni (scusa la parolaccia) e continui danni.

    Per tornare all’italietta, i 600 manager d’oro in scadenza forse (forse?) spiegano molte più cose che le manfrine politiche.

    silviu’

  12. utente anonimo says:

    personalmente resto convinto di due cose:

    1. non votare è una scelta assolutamente legittima ma che implica lasciar decidere agli altri.

    per coerenza quindi se io dico “fate vobis” che tanto per me fa lo stesso, non posso poi lamentarmi ogni due secondi perché il governo non mi piace, la politica è marcia e la democrazia non esiste.

    2. è falso dire che “se si vota o non si vota, è sostanzialmente la stessa cosa”.

    se i non so quante centinaia di migliaia che non hanno votato avessero votato in massa per il partito x, non sarebbe stata la stessa cosa. (non per niente i partiti si scannano per recuperare i voti degli indecisi…)

    roberto

  13. PinoMamet says:

    Capisco, Roberto

    ma io non sto affatto dicendo “fate vobis”.

    Sto dicendo “NON fate vobis”.

    NON voto per Berlusconi: ma neanche per Prodi.

    Chiamalo se vuoi “ma-neanchismo”.

    Se uno mi fa schifo, da 1 a 10, 8 e mezzo, e l’altro 7 più, devo per forza essere obbligato a votare per uno di quei due lì?

    Il mio, e di tanti altri, non-voto è, nella condizione italiana, una dichiarazione chiarissima: next!

    Si faccia avanti un altro candidato, di questi qua non sappiamo più che farcene.

    Ciao!

  14. Harmachis says:

    Grande articolo e anche molto divertente! (non si sa se ridere o piangere)

  15. utente anonimo says:

    scua pino,

    ma tutto si può dire della politica italiana tranne che “ce ne sono solo due”!!!

    :-)

    possibile che dei tremila partiti non ce ne fosse nemmeno uno che ti ispirasse un minimo di simpatia?

    e non vale dire “un voto al signor x” è buttato visto che contano solo prodi e berlusconi.

    10 anni fa chi se la cacava la binetti? e adesso eccola li che scrive la carta dei valori del PD…

    roberto

  16. utente anonimo says:

    Ma perché non diciamo la verità che ormai in Italia unica cosa da fare è; Alessandra Mussolini a capo del governo, Calderoli ministro degli esteri, Ignazio LaRussa ministro degli interni e l’ alleanza mafiosa (di tutte le mafie italiane) al ministro dell’economia ?

    Almeno cosi si è meno ipocriti no ?

    reza

  17. fmdacenter says:

    Italiani, mafia, spaghetti, mandolino

    chissà dove la ho già sentita :)

    Francesco

    Reza, quello è un monocolore missino! figurati se gli altri 99 partiti accettano!

  18. kelebek says:

    Per roberto n. 15

    Non devi confondere l’esistenza di una miriade di gruppi di interesse in lite tra di loro, con diversità di programmi.

    Miguel Martinez

  19. utente anonimo says:

    ok miguel,

    ma tu non devi confondere il fatto che nessuno vuole la sparizione dell’economia di mercato e dello stato d’israele con “identità di programmi”

    roberto

  20. PinoMamet says:

    Roberto

    ma io un partito che mi ispirava simpatia ce l’avevo!

    E l’ho pure votato, per anni, finché non mi hanno ispirato più né fiducia, né simpatia.

    magari saltasse fuori qualcun altro che mi ispirasse fiducia!

    Non vedrei l’ora di votarlo, davvero.

    Ciao!

  21. comictadpole says:

    Io vorrei ritornare milioni di volte, a volume da discoteca, sull’unico punto centrale_

    Ben oltre il ‘luogo iper-comune’ tirato in ballo da Francesco_

    ——————————————-

    I.L__ P.R.O.B.L.E.M.A__E’__L’.I.T.A.L.I.A

    ——————————————-

    E visto che ci viviamo dentro potremmo iniziare a cercare di fare qualcosa, direi io – o no??

    L.M.

  22. utente anonimo says:

    Egr. Miguel, il commento 4 al Suo intervento –e successiva controreplica 8 alla Sua risposta 7 – dimostrano come sia profonda l’analisi di Badiale e Bontempelli (da Lei più volte citati) sui riti identitari della tribù della sinistra (radicale o meno).

    http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=13283

    Nell’Italia da operetta, in questo clima da perenne derby calcistico (lo stadio è il luogo in cui l’italico carattere si estrinseca e da il meglio di se), in ragione del crollo di un’utopia (?!) e del prevalere attuale della pragmatica dittatura dei poteri forti (al momento unica indiscussa e imperante verità cui tutti, destri e sinistri, sono fedeli discepoli)-è giusto e normale che “forze progressiste” presentino in una Casa del Popolo in Toscana il “compagno” Lamberto Dini (da sganasciarsi dalle risate), presentino Mastella alle elezioni, giustifichino illegittime occupazioni armate (“umanitarie”) di altri popoli e paesi (e paventino, con fastidio, il ritorno del Berlusca a chi dissente), legittimino l’attacco del sistema del capitalismo assoluto ai più elementari diritti sociali (Goldman Sachs & Co docent).

    E in ragione della logica di appartenenza è, se non cosa buona e giusta, per lo meno molto meglio digerire tutto ciò – vedi i numerosi travagli della senatrice Franca Rame e la vergognosa aggressione al duo Turigliatto/Rossi – se avviene per opera della nostra tribù (squadra) e non della feccia da stadio (solo quella, da stadio?) dell’altra parte.

    Ho fatto riferimento all’analisi di Badiale e Bontempelli, purtroppo la loro (auspicata) sintesi – speranza di allargamento del fronte di opposizione al sistema imperante (fronte da loro riconosciuto come attualmente del tutto minoritario) è un’utopia: concordo con Lei, il problema è l’Italia.

    E ora mi faccia correre davanti al televisore: pantofole, birra e rutto libero …basta che vince ‘a Roma e che (ancora) se magna!

  23. controlL says:

    Il mobilissimo mastella è il motore immobile della politica italiana. Il punto dove è più chiara la sua fissità. Ma quale occhio può fissare la chiarezza del sole? Meglio distogliere lo sguardo sulla luce riflessa su berlusconi e prodi, e avere l’illusione del movimento.

    Il Clemente sia votato; sempre sia votato. A chi tocca votarlo stavolta, dopo il turno dei rivoluzionari? Ai liberisti? “Udeur verrà”. Anzi è già venuto. Si chiama, nella sua manifestazione “terrena”, seconda repubblica.p

  24. fmdacenter says:

    Roberto 19

    come sei cattivo!

    Francesco

  25. utente anonimo says:

    ma no francesco,

    non è (solo :-) ) cattiveria, è che proprio non capisco cosa altro ci sia di simile tra la politica della binetti e quella della bindi (giusto per prenderne due dalla stssa parte e per farmi del male)… o tra di pietro e il nanetto di arcore, o tra buttiglione e cossutta

    roberto

  26. utente anonimo says:

    Condivido alcune delle tue osservazioni. Ma non credo che il sistema elettorale sia irrilevante.

    QUESTO sistema elettorale sembra progettato per perpetuare indefinitamente la classe politica al potere. In modo che, al più, si scambino di ruolo tra maggioranza e opposizione.

    Il sistema di voto – come la procedura civile, per dirne una – non è mai trasparente e non è mai irrilevante. Solo non va di moda parlarne quando si discute di politica perché sono argomenti prettamente tecnici, a cui mal si attaglia il fanatismo passionale fatto di frasi strillate.

    Z.

  27. utente anonimo says:

    L.M.,

    – E visto che ci viviamo dentro potremmo iniziare a cercare di fare qualcosa, direi io – o no?? —

    Ma tu non vivevi in Cile? :-)

    Z.

  28. utente anonimo says:

    Z.

    No, sono tornato_

    E’ che sono un casinista – di prima categoria de luxe oramai, mi sbilancerei_

    Ma non lo ero da giovane – lo sono diventato nella trentina, e non c’è niente di peggiore per la trentina, neppure prendersi il morbillo_

    L.M.

  29. utente anonimo says:

    Bentornato tra noi, allora :-)

    Z.

  30. dantem says:

    http://segni

    [..] Italia salvata di Miguel Martinez Un anno e mezzo fa, rischiavo il linciaggio telematico per non essere andato a votare: bisognava salvare l’Italia, mi dicevano. L’Italia si è (senza il mio contributo) ed eccola qui, esattamente uguale a quan [..]

  31. dantem says:

    http://segni

    [..] Italia salvata di Miguel Martinez Un anno e mezzo fa, rischiavo il linciaggio telematico per non essere andato a votare: bisognava salvare l’Italia, mi dicevano. L’Italia si è (senza il mio contributo) ed eccola qui, esattamente uguale a quan [..]

  32. RitvanShehi says:

    >Reza, quello è un monocolore missino! figurati se gli altri 99 partiti accettano! Francesco< E chissenefrega. Ci mettiamo su una bella Guida Suprema, un delizioso Consiglio dei Guardiani, mettiamo fuorilegge quei partiti (ovvero i suddetti 99) che non hanno i “requisiti morali” che piacciono alla Guida Suprema e il gioco è fatto:-). Cribbio!

  33. RitvanShehi says:

    >concordo con Lei, il problema è l’Italia. anonimo kompagno< Eh, sì, aveva proprio ragione:-) il buon Togliatti, detto “Il Migliore” (pensa te come dovevano essere i peggiori:-) ) a dichiarare nel corso del XVI Congresso del Partito comunista dell’Unione Sovietica, tenutosi a Mosca nel 1930, (pagina 185 del resoconto stenografico):
    «È per me motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere dieci volte più del migliore italiano».

  34. RitvanShehi says:

    >QUESTO sistema elettorale sembra progettato per perpetuare indefinitamente la classe politica al potere. In modo che, al più, si scambino di ruolo tra maggioranza e opposizione.Z.< Sì, ma da quel che ho capito io a Miguel nun gliene po’ frega’ de meno del rinnovamento della classe politica, se i sostituti 30-enni degli ultrasettantenni Prodi e Berlusconi dovessero dire le stesse identiche cose che dicono rispettivamente Prodi e Berlusconi.
    Sempre da quel che ho capito, Miguel lamenta il fatto che a un ipotetico Partito Antiimperialista Antikapitalista che dovesse prendere, chessò, diciamo l’1% dei voti, le infami leggi elettorali kapitalisto-imperialiste non gli consentono di avere un “premio di minoranza” che gli consenta di ottenere il 55% dei seggi al Parlamento…no, anzi, diciamo meglio, il 70% dei seggi, così si può modificare anche la Costituzione senza sottoporla al referendum di quel branco di babbei che compongono il Ceto Medio Globalizzato&Cellularizzato:-).

    E poi vai con la cacciata a pedate degli amerikani dal Belpaese, interruzione di ogni rapporto con il biekissimo Israele, l’abolizione della moneta – bieka fonte di corruzione – nonché la “socializzazione” di tutti i “mezzi di produzione” (le ville, invece, a Berlusconi gliele lascerebbero, non essendo notoriamente esse “mezzi di produzione”:-) ).

    E così vivremmo tutti felici e contenti. Fino alle prossime elezioni…ma siamo proprio sicuri che ci sarebbero?:-)

  35. PinoMamet says:

    Ritvan (num 32)

    almeno in questo caso, credo che Togliatti fosse semplicemente, tragicamente, sincero.

    Purtroppo conosco molti altri italiani, di ogni orientamento o schieramento, che si sentono solo “miserabili mandolinisti”

    (a parte che il mandolino è uno strumento bellissimo e molto difficile, ma transeat) e che se potessero diventerebbero francesi, inglesi, tedeschi ecc.

    A volte lo diventano pure.

    E poi ci sono quelli che sognano di essere invasi e amministrati dalla Svizzera o dalla Danimarca.

    Niente di strano, in Italia il patriottismo è reato di “pessimo gusto”, permesso solo con cadenza quadriennale agli strati più bassi della popolazione, e assimilato ipso facto col fascismo.

    Si può essere patriottici solo per gli stati stranieri, allora è non solo tollerato, ma sintomo di intelligenza e di buona educazione:

    per Togliatti era l’Urss, per qualcun altro gli USA o la Gran Bretagna o Israele o l’Iran.

    Ciao!

  36. RitvanShehi says:

    Sì, Paolo, capisco, magari era anche un legittimo sfogo nei confronti dei suoi compatrioti che pecorinamente si ammassavano (era il 1930, ricordiamocelo) nelle “adunate oceaniche” del DVX (per poi scoprirsi miracolosamente tutti ferventi antifascisti il 26 aprile del 1945:-) ). Ma ciò non toglie che fossero parole di pessimo gusto, sconfinanti addirittura in una specie di razzismo autopunitivo.

    Ogni popolo ha i suoi vizi (che dovrebbe cercare di correggere) e le sue virtù (da coltivare e di cui andar fieri). E degli italiani io apprezzo molto quell’inclinazione al compromesso, “vivi e lascia vivere”, l’assenza di fanatismo assatanato che è foriero di grossi guai più di 100 mafie messe insieme. L’italiano è spesso e volentieri superstizioso, a volte bigotto, ma quasi mai fanatico o incline agli eccessi (specie a quelli sanguinari).

    Oppure, per parlare di un argomento che mi vedrebbe coinvolto in prima persona, malgrado quel che si legge spesso nei papiri del “Quadrimvirato di Allah”, parlare di “razzismo diffuso” in Italia non è terminologicamente corretto, perché il razzismo presuppone una consapevolezza di essere in qualche modo appartenente a “una razza superiore”. Certo, razzisti ce ne sono, ci mancherebbe, ma quel che si spaccia spesso per razzismo è, invece una “xenofobia”, nel senso più antico del termine, ovvero “paura dello straniero” (ovviamente non del turista giapponese:-) ). E questa paura e diffidenza verso “certi” stranieri si estende poi (inconsiamente?) a tutti gli stranieri che in qualche modo assomigliano a loro.

    Insomma, mandolino a parte, è bello essere italiani, via! E sicuramente gli italiani meritano governanti migliori di quelli che hanno.

  37. utente anonimo says:

    Beh Pino,

    era anche facile che il patriottismo, nell’Italia del 1930, si tingesse di colori piuttosto sgradevoli: gli unici che all’epoca gli era concesso di indossare.

    Tanto precisato, e dato atto del clima dell’epoca, devo dire che quel modo di ragionare non è il mio. Credo che ognuno debba essere orgoglioso (o vergognarsi) di ciò che fa (o non fa) lui, non di ciò che hanno fatto (o non hanno fatto) altre persone che, per mero accidente, ne condividono la nazionalità.

    Personalmente non mi vergogno per Mussolini e non mi vanto di Fermi, visto che – se non altro per età anagrafica – non ho partecipato né alla marcia su Roma né allo sviluppo della pila atomica :-)

    Z.

  38. utente anonimo says:

    Ritvan,

    è bello essere italiani?

    Beh, insomma… ti dirò: se escludiamo l’ambito politico, quello giudiziario e quello mediatico potrei anche essere d’accordo :-)

    Z.

  39. utente anonimo says:

    Però però…

    il fanatismo assatanato, prima o poi, ha una fine. Spesso violenta, traumatica e con enormi danni collaterali, ma pur sempre una fine (penso al nazismo in Germania, o anche al fascismo in Italia).

    La mafia pare di no, ormai pare na robba sub specie aeternitatis…!!

    Z.

  40. RitvanShehi says:

    >Credo che ognuno debba essere orgoglioso (o vergognarsi) di ciò che fa (o non fa) lui, non di ciò che hanno fatto (o non hanno fatto) altre persone che, per mero accidente, ne condividono la nazionalità. Z.<
    Ma ci mancherebbe altro, non abbiamo forse stabilito che la responsabilità penale è individuale?:-)

    >Personalmente non mi vergogno per Mussolini e non mi vanto di Fermi, visto che – se non altro per età anagrafica – non ho partecipato né alla marcia su Roma né allo sviluppo della pila atomica :-)<
    Beh, non era quello il senso del mio discorso, altrimenti entriamo in discorsi surreali alla Andrea Sartori, che ci elenca ogni volta e Michelangelo e Raffaello e Leonardo e Galileo e tutto il cucuzzaro per concludere che lui, in quanto diretto discendente di cotal schiatta di geni è lapalissianamente un “essere superiore” e gli altri sono, conseguentemente, dei barbari fessi:-).

    Io sto parlando delle caratteristiche più diffuse e costanti nei secoli dei popoli, delle masse, non della loro Storia o degli individui più eccelsi (nel bene o nel male).

    Insomma, per farla più chiara, se vengo a vivere in Italia mica c’avrò come condomini nel palazzo dei Mussolini o dei Galilei, c’avrò dei sig. Mario Rossi e, pertanto, spero bene che – statisticamente parlando – ci siano buone probabilità che convivere in modo passabilmente civile coi Mario Rossi del mio condominio non sia una fatica da Ercole:-)

    >Ritvan, è bello essere italiani? Beh, insomma… ti dirò: se escludiamo l’ambito politico, quello giudiziario e quello mediatico potrei anche essere d’accordo :-)<
    La politica l’avevo esclusa anch’io, dicendo che gli italiani non si meritano la classe politica che hanno. Sulla giustizia, non saprei: c’è chi dice bene, c’è chi dice male e l’ultimo exploit mediatico del procuratore di Santa Maria Capua Vetere (quell’omino che prima convoca una conferenza stampa urbi et orbi e poi chiede esterrefatto ai giornalisti:”Uè’ guagliu’ ma che facite, filmate co’ ‘a telecammera?”:-) ) non è che abbia giovato tanto all’immagine della magistratura. Però, credo che anche i guai del sistema giudiziario italico siano riconducibili in buona misura a responsabilità politiche (e torniamo punto e a capo). In quanto ai media, per fortuna mica sei obbligato ad avere il media che vogliono gli altri (come il politico che il kapataz mette in cima alla lista o il giudice “naturale” che ti fissa la seconda udienza dopo 4 anni:-) ): c’hai vastissima scelta e se non ti piacciono quelli nostrani puoi guardare la CNN e la BBC o abbonarti al New York Times:-)

    (però, digiamocelo, quella del giornalismo anglosassone “diverso” è la leggenda metropolitana più diffusa e più dura a morire!)

    >Però però… il fanatismo assatanato, prima o poi, ha una fine. Spesso violenta, traumatica e con enormi danni collaterali, ma pur sempre una fine (penso al nazismo in Germania, o anche al fascismo in Italia).<
    Fine provvisoria, in genere, purtroppo. Di solito si tramuta in brace che cova sotto la cenere, pronta a infiammarsi appena le condizioni lo permettono. O sei anche tu un seguace di Fukuyama, quello della “fine della Storia”?

    >La mafia pare di no, ormai pare na robba sub specie aeternitatis…!!<
    Non credo proprio. Hai visto la fiction su Provenzano con Michele Placido? Mi faceva quasi tenerezza:-) ). Sembrava una specie di Robin Hood che toglie “il giusto” ai ricchi “sanguisughe” per dare da mangiare ai poveri disoccupati. Quasi un comunista, direi:-). Eh, che peccato, ancora qualche anno di governo Prodi-Visco e i riccastri di laggiù sarebbero finiti con le pezze al culo e la mafia si sarebbe estinta per inedia:-).

  41. utente anonimo says:

    Ritvan,

    più che di responsabilità penale parlavo di orgoglio e di vergogna, ancora più strettamente individuali (la responsabilità penale, come abbiamo visto, può anche interessare organismi collettivi).

    Francamente non riesco neppure a vergognarmi nemmeno della spazzatura di Napoli: mi vergognerei piuttosto se fossi beccato mentre butto la spazzatura nel cortile del vicino. Ma forse sono io ad essere strano :-)

    Quanto alla malagiustizia, non intendevo incolparne i giudici (il discorso sarebbe interessante, ma si farebbe lungo). Intendevo piuttosto osservare – più banalmente – che per una serie di ragioni la giustizia in Italia funziona davvero male. E penso non tanto alla giustizia penale – dove tutto sommato ci si barcamena alla meno peggio – quanto a quella civile… mamma mia! :-)

    Z.

  42. utente anonimo says:

    (naturalmente parliamo della responsabilità penale in altri ordinamenti!

    Z.)

  43. RitvanShehi says:

    Zeta, scherzavo sulla responsabilità penale (confesso, contando anche sulla tua puntuale puntualizzazione sulla responsabilità penale collettiva, sebbene in altri ordinamenti:-) ), mi stai diventando serioso, mi sa!:-).

    Per il resto d’accordo.

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