A firmare!

Scopro, con un certo senso di vergogna, di non avere ancora firmato la petizione per Abou Elkassim Britel, cittadino italiano rapito in Pakistan dalla CIA, detenuto e torturato in Marocco, la cui innocenza – rispetto alle solite accuse di "terrorismo" – è stata dimostrata dalla magistratura italiana.

Sull’argomento è stato aperto anche un blog che offre informazioni aggiornate.

Non ho firmato perché mi ero dimenticato. Però se non me ne sono ricordato proprio io, vuol dire che anche altri non lo avranno firmato per semplice dimenticanza.

Quindi lancio l’invito a firmare su http://petitiononline.com/kassim/. A dimostrazione di quanto poco la libertà e lo stato di diritto interessino nel nostro paese, ci sono al momento poco più di 400 firme. Quindi per favore, fate girare questa petizione, fate un post sui vostri blog, fate qualcosa…

Segue l’invito che la moglie di Abou Elkassim Britel ci ha rivolto: ricordiamo che la nostra Antigone è una semplice impiegata, che conducendo questa battaglia praticamente da sola assieme a una coraggiosa avvocata.

Miguel Martinez

************

Gentile Signora/Signore

mi rivolgo a Lei per invitarLa a firmare la petizione on line per mio marito, vittima della guerra al terrorismo di Bush, privato da anni dei più elementari diritti ed  in sciopero della fame dal 16 novembre 2007 in un carcere marocchino.

Ecco, in breve, la sua storia:

Nel maggio del 2002, il cittadino italiano Abou Elkassim Britel, ammanettato, incappucciato, denudato, vestito di un pannolino, incatenato fu trasferito dalla CIA dal Pakistan in Marocco dove fu torturato da agenti dell’intelligence marocchina e dove ora è in carcere.

Nel maggio 2003, liberato senza accuse, dopo una lunga e dura detenzione in segreto, al momento di rientrare in Italia, fu di nuovo rapito e fatto sparire, complici i servizi italiani. Subì altri 4 mesi di detenzione segreta e nuove torture, poi fu processato senza alcuna garanzia. Prima condannato a quindici anni di carcere, la sua pena venne ridotta a 9 anni.

Oggi è rinchiuso nel carcere di Oukasha a Casablanca, dal quale dovrebbe uscire nel 2012.

Kassim è innocente delle accuse di terrorismo come risulta dall’archiviazione dell’indagine italiana.

Il Parlamento europeo ha sollecitato il governo italiano a prendere misure concrete per ottenerne l’immediato rilascio. Lo stato italiano tace e l’ingiustizia nei confronti di Abou Elkassim Britel continua.

La Sua adesione è per noi preziosa, e di sicuro motiverebbe altri a sottoscrivere la petizione.

Se vorrà farlo, Le chiedo anche di invitare i Suoi amici e corrispondenti a fare altrettanto, anche l’ inoltro di questa mail sarà un aiuto rilevante, considerato il silenzio quasi totale dei media.

La voce di tanti ci aiuterà ad ottenere la liberazione di mio marito, il ritorno ad una vita degna e di riunire la nostra famiglia.

Grazie ed un cordiale saluto                     khadija anna lucia pighizzini

per le informazioni:
sito web: Giustizia per Kassim

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37 Responses to A firmare!

  1. stigli says:

    La firma servirà comunque a salvare da ulteriori abusi e possibili sevizie garantite a chiunque viene accusato di terrorismo dal Patriot act e dintorni. Vedi http://www.worldcantwait.net/

  2. stigli says:

    Abou Elkassim Britel

    [..] Ho firmato per lui. Suggerito da Miguel. [..]

  3. stigli says:

    Abou Elkassim Britel

    [..] Ho firmato per lui. Suggerito da Miguel. [..]

  4. stigli says:

    Abou Elkassim Britel

    [..] Ho firmato per lui. Suggerito da Miguel. [..]

  5. stigli says:

    Abou Elkassim Britel

    [..] Ho firmato per lui. Suggerito da Miguel. [..]

  6. stigli says:

    Abou Elkassim Britel

    [..] Ho firmato per lui. Suggerito da Miguel. [..]

  7. stigli says:

    Abou Elkassim Britel

    [..] Ho firmato per lui. Suggerito da Miguel. [..]

  8. stigli says:

    Abou Elkassim Britel

    [..] Ho firmato per lui. Suggerito da Miguel. [..]

  9. stigli says:

    Abou Elkassim Britel

    [..] Ho firmato per lui. Suggerito da Miguel. [..]

  10. stigli says:

    Abou Elkassim Britel

    [..] Ho firmato per lui. Suggerito da Miguel. [..]

  11. stigli says:

    Abou Elkassim Britel

    [..] Ho firmato per lui. Suggerito da Miguel. [..]

  12. stigli says:

    Abou Elkassim Britel

    [..] Ho firmato per lui. Suggerito da Miguel. [..]

  13. stigli says:

    Abou Elkassim Britel

    [..] Ho firmato per lui. Suggerito da Miguel. [..]

  14. stigli says:

    Abou Elkassim Britel

    [..] Ho firmato per lui. Suggerito da Miguel. [..]

  15. stigli says:

    Abou Elkassim Britel

    [..] Ho firmato per lui. Suggerito da Miguel. [..]

  16. stigli says:

    Abou Elkassim Britel

    [..] Ho firmato per lui. Suggerito da Miguel. [..]

  17. utente anonimo says:

    Firmatto di nuovo..

    ma gia fatto prima : 400 firme?

    ma quelle 30 000 che fine hanno fatto?

    qualcuno po spiegarmi il mistero???????

    Violet

  18. utente anonimo says:

    OT

    Caro Miguel

    oggi mi sento buono e ti servo un assist degno di Kakà. Qualcuno dei moltissimi neocon del mondo ha sentito il bisogno di spiegare perchè il possesso iraniano della Bomba sarebbe una catastrofe da evitare pressochè ad ogni costo?

    Io ho solo sentito vagheggiare una guerra atomica con Israele, che presuppone un rincoglionimento dei due governi abbastanza improbabile.

    Grazie

    Francesco

  19. utente anonimo says:

    Violet,

    il mistero resta tale, nonostante le reiterate richieste di chiarimenti formulate in tal senso dalla signora Britel e dalla sottoscritta.

    F.L.

  20. falecius says:

    F.L., posso contattarti privatamente?

  21. utente anonimo says:

    6)

    se credi, i miei recapiti non sono segreti.

    ciao

    F.L.

  22. kelebek says:

    Per il solito troll di cui tolgo i post a prescindere dal contenuto: cambia almeno stile.

    Miguel Martinez

  23. utente anonimo says:

    significherebbe in ultima analisi ammettere che nei paesi islamici la giustizia è una chimera.

    Morpheus

    ammetiamolo pure, senza nessun problema; però qui si parla di un cittadino ITALIANO – e come cittadina italiana non mi sento per niente rassicurata dal tipo di intervento scelto dal mio paese. Se poi il fatto che non è italiano di nascita giustifica una cittadinanza di serie B, oppure che il tipo di reato ipotizzato lo condanna a priori, allora siamo proprio un paese di buffoni…

    Stefania

  24. abdannur says:

    Il primo “problema”, in effetti, è relativo all’assenza di garanzie per un cittadino italiano. E’ questo cui mira la petizione: l’intervento dello Stato per la liberazione di un cittadino abbandonato a se stesso. Una questione che ci riguarda, tutti.

    Quando si parla di “giustizia nei Paesi islamici”, poi, è necessario notare che la “categoria” cui sono maggiormente indirizzate vessazioni ed arbitrarietà sono proprio alcuni “musulmani praticanti”. La frequenza assidua di una moschea od una barba troppo lunga possono garantire almeno un paio di notti di “trattamento terapeutico” presso un posto di guardia dell’esercito. Le implicazioni “psico-politiche” sarebbero poi tutte da discutere.

    In una parola, una condizione di giustizia iniqua nei “Paesi a maggioranza musulmana” li squalifica di fatto dall’appellativo di “Paesi islamici”. Una differenza tanto lessicalmente sottile quanto strutturalmente decisiva.

    Il processo marocchino di Kassim ha sostanzialmente contravvenuto a qualsivoglia criterio di obiettività e garanzia; le sue condizioni carcerarie eccedono qualsiasi limite di dignità e rispetto dei diritti minimi dovuti ai detenuti. Non è un caso che le prigioni marocchine siano spesso chiamate con lo stesso termine che indica delle tombe.

    E’ forse sufficiente una parola sola, per rammentare, infine, il modo in cui Kassim è finito in cella: a seguito di un sequestro arbitrario da parte dei servizi segreti pakistani ed americani.

    Basta considerare anche un solo aspetto della faccenda, insomma, per trarne motivo di sdegno, preoccupazione e mobilitazione.

    Pace su di voi.

  25. ksakinah says:

    Chiarimenti per il Troll e per tutti coloro ai quali i sospetti del tale hanno messo la pulce nell’orecchio e insidiosi dubbi.

    - Abou El Kassim Britel viene illegalmente trasferito in Marocco nella notte tra il 24 e il 25 maggio 2002, dove viene detenuto in segreto fino all’11 febbraio del 2003, a questo punto viene liberato, senza che vi sia nessuna accusa contro di lui, ma non gli restituiscono il passaporto. Ottiene comunque un lasciapassare, grazie all’ambasciata italiana a Rabat, ma, a questo punto viene arrestato, questa volta pubblicamente, il 16 maggio, proprio in concomitanza dello scompiglio politico provocato dagli attentati di Casablanca. Il processo, durato mezz’ora, vede Kassim privo di difesa legale.

    - L’inchiesta italiana, conclusasi alla fine del 2006, è durata cinque anni ed è quindi iniziata proprio in concomitanza con la partenza di Kassim per il Pakistan, all’inizio del 2002, e non ha dato esito a nessun processo e quindi a nessuna sentenza. L’inchiesta è’ stata semplicemente archiviata, in quanto Kassim è risultato NON-COLPEVOLE dei reati a lui imputati.

    Quindi sig. Morpheus abbia l’accortezza di documentarsi prima di tentare abominevoli diffamazioni, nell’intento di gettare ombra su una persona che merita tutto il nostro sostegno.

    Grazie Miguel e grazie a tutti coloro che vorranno sostenere i diritti umani, già orrendamente violati, di un uomo innocente.

    Khadi

  26. ksakinah says:

    Giusto per essere più incisivi:

    - la detenzione marocchina è stata causata dal risalto mediatico dato all’inchiesta italiana, quindi i fatti non sono successivi, ma… ehm, non sussistono proprio

    - la sentenza marocchina attiene a fatti avvenuti in Marocco? E quando si sarebbero svolti questi fatti? Conosci qualche fatto e qualche data? Kassim si è ritrovato in Marocco in seguito a una extraordinary rendition, non ci è andato di sua volontà ed è stato detenuto e tortutato.

    Nel caso di dubbi e perprlessità tutti i documenti sono reperibili sul sito http://www.giustiziaperkassim.net

    Khadi

  27. falecius says:

    “la giustizia marocchina non offre le stesse garanzie di quella italiana”

    Credo che nessuno lo neghi. E allora?

    Dal punto di vista logico, la conseguenza “nei paesi islamici la giustizia è una chimera” non regge. Dovresti dimostrare che questo accade nella maggior parte dei paesi musulmani (che sono tra i cinquanta ed i sessanta).

    Il problema, anche se mi mi dimostri quanto sopra (io non lo so. Non ho la più pallida idea del regime politico della Guinea, per dire) è che tutti questi paesi tranne, che io sappia, tre (l’Iran, la Siria ed il Sudan) hanno governi alleati dell’Occidente; e che alcune delle violazioni di diritti umani (innegabili) che vi vengono commesse lo sono in nome delle esigenze della “guerra al terrorismo” occidentale.

  28. falecius says:

    F.L. ti chiedo scusa, ma non riesco a trovare i tuoi recapiti.

    Se vuoi, puoi contattarmi tu all’indirizzo falecius chiocciolina punto yahoo punto it.

  29. RitvanShehi says:

    >…nei paesi islamici la giustizia è una chimera. Morpheus< Eh, già, perché nei cristianissimi paesi, chessò, Guatemala, Colombia, Filippine, tanto per citarne alcuni, la giustizia dovrebbe essere degna di Salomone!:-)

  30. Se non ti spiace, Fal, me lo copio pure io il tuo indirizzo, visto che non ce l’ho. ok?

    Khadi

  31. falecius says:

    Khadi, assolutamente! del resto, se lo scrivo pubblicamente, significa che è disponibile a tutti…

  32. falecius says:

    Morpheus, secondo te uno che viene preso, deportato a qualche migliaio di km di distanza e poi rilasciato, subito dopo si fa coinvolgere in una attentato e arrestare di nuovo? Hai qualche informazione che colleghi Kassim agli attentati, o a qualsiasi altro crimine commesso in quel breve periodo di libertà in Marocco? E sì, perché non la rendi nota? Scusami ma disssento totalmente dai tuoi post (a parte il fatto che ho assoluta fiducia in Khadija Sakinah).

  33. kelebek says:

    Ho già chiarito a suo tempo, con tanto di post, che la presenza qui di una certa persona non è gradita; e credo di avere ottimi motivi per averne fatta l’unica persona esclusa dal mio blog.

    La persona in questione (che a suo tempo aveva pure scritto di accettare l’esclusione dal mio blog) può ovviamente commentare il caso di Kassim altrove: o su altri blog che ne parlano, o sul proprio blog. E lì potete anche riprendere la discussione.

    Non qui.

    Evitate per cortesia di rispondergli, altrimenti sarò costretto a cancellare anche le vostre risposte a lui.

    Miguel Martinez

  34. utente anonimo says:

    Scusa Miguel, non era chiaramente per dare importanza al tale, ma per essere chiari e trasparenti con tutti i frequentatori del tuo blog e i particolare con quelli che, non conoscendo la vicenda, avrebbero potuto prendere i dubbi sollevati come legittimi. I fatti ducumentati, invece, smentiscono qualsiasi tendenziosa illazione.

    Grazie ancora e… smettiamo subito, eh!

    ;-)

    khadi sloggata

  35. utente anonimo says:

    date ed eventi

    prima viene il processo italiano

    DOPO Britel viene arrestato in pakistan e spedito in marocco

    dopo viene rilasciato in marocco e vi rimane libero per almeno 3 mesi

    dopo ancora avvengono gli attentati antiebraico ed antibelga e quindi viene nuovamente arrestato, processato e condannato per questi fatti

    il processo italiano NON ha nulla a che vedere con quegli attentati

    questi sono fatti e date da chiunque reperibili sul sito di britel

    buonasera

  36. nessun processo in Italia per nessun fatto

    e nessun processo in Marocco per gli attentati del 2003!!

    è scritto nero su bianco in tutti i documenti

    khadija

  37. utente anonimo says:

    Accidenti, avevi fatto venire il dubbio anche a me!

    Invece sono andata a controllare e avevo già provveduto, nonostante le n-mila cose che m’accablent, come dicono oltralpe.

    A bientôt

    Lady D.

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