Yakamoz

Apprendo, da una di quelle notiziole con cui i media cercano di alleggerire il puro orrore e la folle menzogna delle prime pagine, che una rivista tedesca ha fatto scegliere a una propria giuria il termine "più bello tra tutte le lingue del mondo".

E’ stato scelto il termine turco, yakamoz (la "z" finale sonora, come la "s" di rosa), che indica sia la noctiluca scintillans, un microrganismo bioluminescente che nelle calde notti estive illumina le acque del Bosforo, sia il riflesso della Luna piena sulle acque mosse dal vento.

Solo una piccola cosa. Vado a cercare la parola sul mio dizionario turco, sulla cui fedeltà ideologica non possono sussistere dubbi, visto che è pubblicato dall’Istituto Atatürk.

E il dizionario dice che la parola è di origine greca, senza però citare la forma originale.

Chiaramente non intendo contribuire a demenziali diatribe etnonazionaliste.

Al contrario, è interessante sottolineare la continuità nei tempi dei noctiluca, così indifferenti ai vari passaggi umani; e la natura profondamente unitaria della cultura marittima bizantina, ottomana e comunque prenazionalista.

Però mi vengono due curiosità.

Qual è il rapporto tra bioluminescenza degli organismi acquatici e le fasi della Luna?

E poi quale sarebbe la parola greca da cui deriverebbe yakamoz?

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113 Responses to Yakamoz

  1. PinoMamet says:

    “E poi quale sarebbe la parola greca da cui deriverebbe yakamoz?”

    A orecchio potrebbe essere qualcosa come diakamos (cerco se esiste); però non parlo il turco, yakamoz potrebbe benissimo avere etimologia turca, no?

    (Ok, ok, Ritvan: è albanese! :-) )

  2. PinoMamet says:

    “Googlando” diakamos, trovato questo:

    “”Yakamoz” sozu yunan dilinden goturulmush “diakamos”(deniz uzreinde ishilti). Amma yunanca “diakaio”- yanmaq, parildamaq demekdir; bu da mende shubhe yaradir ki, belke sozun kokunu yunanlar ozleri Turklerden goturmushler , yani “yakmak” sozunden.”

    Traduzione?

  3. Senza sapere il turco, mi pare di intendere che “diakamos” venga dal verbo “diakaio”, di cui questo è il lemma sul Liddell on line:

    http://www.perseus.tufts.edu/cgi-bin/ptext?doc=Perseus%3Atext%3A1999.04.0057%3Aentry%3D%2324889

    “surriscaldare, infiammare”, anche in senso metaforico.

    Però il Liddell non riporta il termine “diakamos” (che peraltro mi suona un po’ strano, non mi vengono in mente nomi darivati da radici verbali che abbiano desinenza come quella – vero è che non tocco il greco antico dalla maturità classica, 10 anni fa… sembrano pochi…)

    Lopo

  4. Annotazione che mi sono scordato:

    per intenderci, la radice di “diakaio”, tolta la preposizione “dià”, è la stessa di “caustico”.

    Lopo

  5. Scusate, nessuno si è accorto che è morta Benazir Bhutto?

    saluti

    Rubimasco

  6. utente anonimo says:

    Noctiluca scintillasn e’ uno dei Protisti responsabili delle “maree rosse”, quelle fioriture algali tossiche che fanno morire i pesci e che sono conseguenza di inquinamento organico delle acque costiere. Non direi che sono indifferenti alle attivita’ umane, ne’ che sia difficile notarle anche da parte di culture preindustriali.

    Per quanto riguarda la luna, hai mai visto lo scintillare del mare sotto la luna piena? E’ molto simile a quello causato da microrganismi bioluminescenti (ho visto varie volte entrambi, parlo per esperienza diretta)

    ciao

    Tupaia

  7. kelebek says:

    Per PinoMamet

    un colpo notevole: aver indovinato l’etimologia, e aver pure trovato un testo che collega etimologia greca e termine turco.

    Peccato che il testo che hai trovato è in lingua azera e non turca, e pure privo di alcuni utili segni per distinguere le lettere.

    Comunque il senso è abbastanza chiaro, traduco a braccio e sinteticamente, con possibili errori –

    Dicono che la parola yakamoz derivi dal greco diakamos (luce sulle acque). Ma in greco, “diakaio” significa bruciare, far brillare; e io sospetto che forse la radice di questa parola l’abbiano presa i greci dai turchi, dalla parola “yakmak” [bruciare].”

    Che vi dicevo di etnonazionalismi?

    :-)

    Miguel Martinez

  8. kelebek says:

    Per Tupaia n. 6

    Hai ragione, mi sono espresso male. Volevo dire che le alghe in questione sono indifferenti ai cambi di lingua e di regime, non certamente alle attività economiche umane, ci mancherebbe.

    Miguel Martinez

  9. kelebek says:

    Per Rubimasco n. 5

    Avendone parlato ampiamento tutti i quotidiani, tutte le televisioni e tutti i media del pianeta, non vedo perché dovrei essere costretto a dire qualcosa.

    Non sono un esperto del Pakistan, non conosco nessuna lingua parlata nel Pakistan (a parte… l’inglese), non ho nulla di originale o di nuovo da dire in merito.

    Posso anche mettermi per qualche settimana a cercare di capirci qualcosa, leggendo tutti i libri che posso in merito, ma sarà sempre una superficiale cultura da qualche settimana.

    Miguel Martinez

  10. per Miguel n.9

    Andiamo, tu stai scherzando:-)

    Hai parlato della lotta indiana contro l’ imperialismo dilagante, mi vuoi dire che conosci a menadito storia e lingue del subcontinente?

    Comunque, il fatto che gli USA sostengano il dittatore Musharraf e che Al-Quaida rivendichi l’ attentato (peraltro attribuito dai familiari della vittima a Musharraf) a me pare una cosa abbastanza interessante, visto che in questo caso gli interessi dei “combattenti per la libertà” e degli “imperialisti” di fanno sono coincisi. Da una parte ci sono i difensori della democrazia che difendono la dittatura; dall’ altra i difensori della libertà che fanno il gioco della stessa dittatura.

    Che gli imperialisti e gli antiimperialisti siano la stessa cosa, ma vista da due punti di vista differenti?

    Forse per questo ci sono tante condoglianze ma nessuno che voglia veramente analizzare la situazione.

    Questo volevo far notare.

    Saluti

    Rubimasco

  11. oscaraph says:

    Commenti splendidi.

    La sola cosa che potrei aggiungere è il riferimento al sangue, come nel caso dell’ecchimosi (enkymosis, dalla stessa radice) susseguente ad una severa punizione. Diakaio sta infatti anche per “punisco”.

    Ciò spiegherebbe il rossore delle alghe. Inoltre, la luna piena (detta anche “luna rossa”, in climi favorevoli) esercita il massimo influsso sugli “organismi acquatici” ai quali si riferiva Miguel nella penultima domanda nel post.

    Infine, tradizionalmente non c’è antitesi tra sangue e fuoco (anzi, tra sangue, ferro e fuoco), sicché anche gli etimi di Pino e di Lopo sono accettabilissimi.

  12. ZanShin says:

    >Qual è il rapporto tra bioluminescenza degli organismi acquatici e le fasi della Luna ?<
    Da quel che ho trovato non si andrebbe oltre il mimetismo luminoso per sfuggire ai predatori.

    Il che avrebbe comunque il suo fascino.

    http://www.kalidoxa.com/allegati/Bioluminescenza.pdf

  13. ZanShin says:

    Poi ci sono i pesci abissali che usano i propri fotofori come esche che le prede scambiano per gamberetti luminosi….”natural-mente” ;-)

  14. utente anonimo says:

    @ zan shin: ci sono diversi errori, anche grossolani, nell’articolo da te postato. Ad esempio l’insistere che le lucciole siano gli unici animali terrestri bioluminescenti. Ci sono anche due famiglie di collemboli (che non sono insetti, sono una classe a se stante), una di ditteri (Mycetophilidae) e 5 di coleotteri, tra cui i Lampyridae a cui appartengono le lucciole nostrane. Ah, ci sono anche degli scorpioni e penso altri artropodi.

    Sbaglia anche il nome dell’enzima, che in italiano e’ luciferasi, poi ho smesso di leggere.

    Solo per dire che la conclusione a cui salta, quella del mimetismo, mi sembra tirata per i capelli piu’ o meno come il resto.

    Tupaia

  15. paniscus says:

    oscaraph: Infine, tradizionalmente non c’è antitesi tra sangue e fuoco (anzi, tra sangue, ferro e fuoco)

    Eccerto, perché gli esoteristi della Grande Tradizione sapevano che nel sangue c’era l’emoglobina :)

    Lisa

  16. La questione di Benazir Bhutto è complessa. L’unica cosa che penso è che anche in questo caso non si può dar retta a quello che dicono i media. Sicuramente è più facile scoprore chi ha ucciso Meredith :-)

    Comunque qualcuno ha visto un cecchino sparare alla signora prima che ci fosse l’esplosione.

    Oscar ha ben tracciato la linea che collega i simbolismo “maschili” ignei, ma ricordo che la domanda riguardava le fasi della Luna. In questo caso si dovrebbe tracciare l’alòtra linea, che collega l’acqua alla luna e all’anima.

    ciao

  17. utente anonimo says:

    Miguel,

    ma sai pure l’azero!?!

    roberto

  18. utente anonimo says:

    cellule eccitate…desiderio-architettura luminosa del cuore, la luce scrive messaggi, disegna incantesimi e gli organismi acquatici e non , come lucciole scorpioni e esseri umani sono sempre collegati alla luna della realizzazione cosmica. Le bioluminescenze sono lampade ad olio sacro che tengono acceso il respiro-bellezza dei mondi. Lo stupore, la meraviglia, l’amore, ne sono il combustibile. Anche la nostra pelle emette fluorescenze direttamente proporzionali alla nostra evoluzione lunapsicospiritualecosmicainnamorata, ed al nostro modo di essere ‘cannibali'(catturare prede umane). Quando nel finto buio delle profondità marine i coralli reagiscono alla luce ultravioletta(luce nera) e si vestono di meravigliosi colori fosforescenti lo fanno anche per catturare cibo. Ma è soltanto dopo la luna piena che i coralli si accendono tutti insieme, una misteriosa sincronia che parla di lapislazzuli, smeraldi, rubini, diamanti, topazi..atmosfera incredibilmente elettrica in fondo al mare come nel mio cervello fuso! ciao! w.jamiyla+nota di musica color corallo

  19. “Eccerto, perché gli esoteristi della Grande Tradizione sapevano che nel sangue c’era l’emoglobina :)”

    No, ma sapevano che durante la battaglia il sangue ribolle. E sapevano anche che il dio Vulcano (il fuoco) è fratello di Marte (la guerra) in quanto tutti e due figli di Giove e Giunone. Vulcano forgia le armi per Marte, che provoca lo scorrere del sangue nella guerra.

    Quindi in effetti gli esoteristi della Grande Tradizione non avevano bisogno di conoscere l’ emoglobina per collegare sangue e fuoco.

    saluti

    Rubimasco

  20. controlL says:

    La microstoria e la macrostoria sono la stessa cosa. O per lo meno hanno le stesse parole. Così preso in questi giorni un programma di condivisione, mi trovo questa specie d’indovinello letterario (tipo “sao ko kelle terre”, chi conosce): “non si può essere kickati e bannati senza prima essere warnati”. Ho iniziato a ricostruire l’enigma solo dopo ricordato il proverbio inglaliano: “uomo warnato, mezzo salvato”. Così in questi stessi cupi giorni m’ha rincuorato vedere che anche alquaeda invece di citare il corano cita il wallstrett journal: “il più importante asset”. Anche se a qualcuno può non sembrare, democrazia e progresso viaggiano a tappe forzate.p

  21. falecius says:

    Roberto: l’azero è una variante del turco.

  22. “Oscar ha ben tracciato la linea che collega i simbolismo “maschili” ignei, ma ricordo che la domanda riguardava le fasi della Luna. In questo caso si dovrebbe tracciare l’alòtra linea, che collega l’acqua alla luna e all’anima.”

    attenzione che qui andiamo in un campo minato. In molte culture la luna non è femminile ma maschile. anche negli inni orfici (scritti in greco ma trovati e probabilmente composti in area Turca) la luna viene descritta come “maschio e femmina”, ma anche “dalle corna di toro” e il toro è un’ attributo solare e quindi maschile;e in coclusione, non vorrei sbagliare, ma il concetto di anima era sconosciuto ai primi greci. Probabilmente assimilarono un concetto simile quando il buddismo arrivò a contatto con la cultura greca……se ne hanno poche testimonianze, ma in qualche museo polveroso c’è ancora qualche statua di origine afghana, etichettata come “arte del Ghandara” che riproduce “Apollo Bhudda”. Vabbeh, dopo tanti discorsi vi posto l’ inno orfico alla luna, forse a qualch’ uno farà piacere:

    Ascolta, dea regina, portatrice di luce, Luna divina,

    Mene dalle corna di toro, che corri di notte, ti aggiri nell’aria,

    notturna, portatrice di fiaccole, fanciulla, Mene dai begli astri,

    crescente e calante, femmina e maschio,

    splendente,ami i cavalli, madre del tempo, portatrice di frutti,

    luminosa, triste, che rischiari, ti accendi di notte,

    che tutto vedi, ami la veglia, ti circondi di begli astri,

    godi della tranquillità e della notte felice,

    Lampetie, dispensatrice di grazia, porti a compimento, ornamento della notte,

    guida degli astri, dall’ampio manto, dal moto circolare, fanciulla sapientissima,

    vieni, beata, benevola, dai begli astri, del tuo splendore

    rifulgente, salvando i tuoi nuovi supplici, fanciulla.

    saluti

    Rubimasco

  23. PinoMamet says:

    beh Rubimasco,

    non direi che dell’arte e della cultura indo-greca si hanno poche testimonianze;

    l’argomento mi sembra abbastanza conosciuto e studiato.

    Ha avuto il suo momento di notorietà presso il grande pubblico ovviamente quando è stata strumentalizzabile, mettendo cioè l’accento non sullla fitta rete di legami e parentele tra “occidente” e “oriente”, ma sui “cattivi talebani che non amano l’arte e distruggono i Buddha”.

    Posso però testimoniarti che alcuni laureandi di letteratura greca da me conosciuti hanno manifestato la più profonda ignoranza su regni indo-greci, arte greco-buddhista e così via.

    cavolo, mi aspettavo che almeno ne avessero sentito parlare (non saprei se erano rappresentativi di una maggioranza; spero di no).

    Ciao!!

  24. Harmachis says:

    cosa s’intende per “grande tradizione?”

  25. utente anonimo says:

    Posso però testimoniarti che alcuni laureandi di letteratura greca da me conosciuti hanno manifestato la più profonda ignoranza su regni indo-greci, arte greco-buddhista e così via.

    Presso gli studenti dell’Asia Orientale (India, Cina, Giappone), invece, si tratta di fatti piuttosto noti.

    I contatti e gli influssi reciproci avvennero anche in campo filosofico.

    Si veda Pirrone che studia presso i gymnosophistoi indiani (cioè, gli sramana), tanto per dire il caso più noto, ma più in generale gli evidenti influssi indo-buddhisti su tutto il pensiero ellenistico.

    In senso inverso, si vedano gli influssi esercitati dalle religioni “solari” dell’area Irano-afghana nello sviluppo del buddhismo “devozionale” (Amidismo), che divenne poi maggioritario in Cina e Giappone.

    Tutti contatti Est-Ovest che nei manuali e nell’educazione scolastica vengono trascurati, stante l’ancora pesante influsso della tradizione Ottocentesca, quella che immaginava la Grecia (e l’Europa, e l’Occidente) come una sorta di miracolosa auto-creazione dal nulla.

    Comunque credo che l’idea di anima, in Grecia, possa essere penetrata per due vie (sparo, non sono specialista): influsso celtico (era Cesare ad affermare che i Galli credevano nella metempsicosi?) tramite l’orfismo tracio (o si dice trace?); e, ovviamente, influsso egiziano (in Egitto sia Pitagora che Platone avevano studiato).

    Mr.XYZ

    PS. Nel buddhismo il concetto di “anima” non c’è, anzi, viene recisamente negata qualunque sostanzialità di un eventuale “sé”.

  26. utente anonimo says:

    l’uomo ordinario percepisce dell’universo soltanto la sua molteplicità, mentre l’uomo ‘in cammino’, l’uomo illuminato lo percepisce nella sua Unità, perchè la sua realtà interiore s’identifica a quella dell’universo. “L’uomo Universale” é l’immagine del cosmo stesso e tutto contiene e non c’è più distinzione fra maschio e femmina, si è le due, cosi come per la luna che nel momento delle sua realizzazione pienezza é maschio e femmina considerando anche che nella ricerca spirituale la luna corrisponde al cuore. E le realtà del mondo celeste sono intuite in primo luogo dal cuore cioè dalla luna.(ma la ricettività è femminile) Il cuore è il trono dell’intelletto, la notte corrisponde all’anima ed il sole allo spirito….ed il raggio che rilega la luna al sole corrisponde a…..ciao! w.jamiyla

  27. kelebek says:

    Per Rubimasco n. 10

    Hai in parte ragione. Aggiusto il tiro.

    Il concetto fondamentale è che, nell’immensa marea di chiacchiere che ci circonda, dico il mio solo se ho qualcosa di relativamente originale da dire.

    Nel caso dei movimenti dei fuoricasta indiani, avevo una traduzione originale

    http://kelebek.splinder.com/post/15098609

    di un testo riguardante una situazione poco nota in Italia, ma che conoscono benissimo i miei amici, che sono stati più volte in India.

    Riguardo al Pakistan e al caso Bhutto…

    conosco persone che ne sanno più di me, ma non posso contattarle perché ho il computer che non mi funziona

    posso fare qualche riflessione sparsa e a tempo perso:

    1) Credo che non sia chiaro ancora chi abbia ucciso Benazir Bhutto.

    Leggendo solo i media “ufficiali”, mi pare di capire che ci sia stata una smentita di al-Qa’ida – che avrebbe tutto l’interesse a rivendicare una clamorosa azione militare; mentre c’è chi dice che nemmeno a Musharraf conveniva questo attentato. Boh, non saprei…

    2) Il Pakistan è un mostro, costruito con un’unica motivazione: fare da rifugio per i musulmani del subcontinente minacciati dagli induisti. Ha così messo insieme popoli, lingue, culture assolutamente diverse, unite solo dal fatto di essere (anche) musulmani.

    Questo vuol dire che l’unico modo per prevenire lo sfascio del paese consiste nell’esaltarne la “identità islamica”, cosa che crea una continua tensione tra tutte le rivendicazioni nazionali e di classe e quelle identitarie.

    E significa che ogni governo che nasce “laico” finisce inevitabilmente per sostenere chi garantisce la “islamicità” del Pakistan.

    3) Allo stesso tempo, esiste un piccolo ceto urbano che vorrebbe creare una situazione di capitalismo alla indiana, e magari ci riesce anche; ma il Pakistan arriva troppo tardi sul mercato globale per sperare che possa succedere ciò che succede in Italia, dove anche il più sfigato precario dei call center si sente membro del “ceto medio”.

    Il ceto capitalista del Pakistan sarà necessariamente nemico della maggioranza della popolazione; un’ostilità che probabilmente troverà espressione religiosa o etnica, piuttosto che apertamente sociale.

    Ma non ho idea chi abbia ucciso Benazir Bhutto.

    Miguel Martinez

  28. kelebek says:

    Commenti n. 6 e 14

    Colgo l’occasione per fare un po’ di pubblicità all’affascinante blog di Tupaia:

    http://www.lorologiaiomiope.com/

    Miguel Martinez

  29. kelebek says:

    Per Roberto n. 17

    No, non conosco l’azero… traduco a tentativi, perché è abbastanza simile al turco, come sottolinea Falecius.

    Miguel Martinez

  30. utente anonimo says:

    per falecius e miguel,

    “l’azero è una variante del turco”

    ah beh,

    e io che ci metto sangue sudore e lacrime per scorticare due parole di lussemburghese che è una banalissima variante di una lingua scema scema come il tedesco…

    complimenti ragazzi, avete la mia invidia

    :-)

    roberto

  31. falecius says:

    Roberto: preciso che io non so il turco, né tantomeno l’azero. I complimenti vanno solo a Miguel.

  32. kelebek says:

    Per roberto n. 30

    Il turco è una lingua ingannevole.

    Pronuncia facilissima (per noi europogeni).

    Vocabolario che si impara abbastanza velocemente.

    Assoluto rigore logico nella struttura, che permette di definire con precisione i rapporti di tempo, ecc.

    Solo che poi ti trovi con una sintassi spaventosa: hai sicuramente presente quelle lunghe frasi tedesche, tipo “La a Mannheim abitante rossovestita signora, che a noi il cadente tetto segnalò, vorrebbe…” ecc. ecc.

    Tutto il turco si basa su una logica per noi invertita di questo genere, basata su participi di ogni sorta e con funzioni precise: tanto è l’amore del turco per frasi inviluppate, che non esiste quella immensa semplificatrice che è la congiunzione “e” – l’hanno dovuta importare dall’arabo, e cercano comunque di usarla il meno possibile.

    In questo è l’esatto opposto dell’arabo: prima che l’arabo subisse il prepotente influsso della letteratura europea, si usavano pochissimo subordinate, giri di frasi e simili, mentre si usava moltissimo la congiunzione “e”.

    Mentre la complessità del vocabolario arabo ti costringe a ragionare sulle singole parole, senza crearti praticamente alcun problema con la sintassi.

    Miguel Martinez

  33. falecius says:

    Per miguel 32: anche il persiano moderno ha preso la congiunzione “e” dall’arabo, ma per quanto ne ricordo si tratta di una lingua molto sviluppata in paratassi (come l’arabo), ed in cui ci sono relativamente poche subordinate. Si è trattato di una sostituzione di una congiunzione precedente o di un’aggiunta come in turco? O (sparo) dell’intersezione tra una forma indeuropea “u” ed una araba “wa”?

  34. per Miguel n° 32

    Interessante, questa struttura si ritrova, a quanto ne so in maniera ancor più involuta, nelle lingue Inuit, che infatti vengono classificate come lingue “polisintetiche”. A quanto pare la caratteristica di queste lingue è che “una lingua polisintetica è in grado di sostituire mediante affissi (o morfemi legati) anche parole morfologicamente autonome (o morfemi liberi) corrispondenti anche a categorie essenziali come verbi e nomi”

    tanto che una parola limite, ma di uso comune, può essere

    “takulauqsimanngitaalugiqaluaqtarali”

    che significa:

    “ma, comunque, non l’ho mai visto effettivamente”.

    interessante, no?

    Giusto per curiosità trovi una grammatica generale delle lingue inuit qui:

    http://www.unisi.it/ricerca/centri/cisai/eschimesi.htm

    non si sa mai, dovessi un giorno occuparti delle rivendicazioni territoriali degli eschimesi in Canada, magari ti sarebbe utile:-)

    saluti

    Rubimasco

  35. falecius says:

    Rubimasco: il concetto di lingua polisntetica mi ha sempre lasciato perplesso, nel senso che c’è una certa arbitrarietà nella definizione di ciò che costituisce o meno una singola parola.

    Ad ogni modo il turco è classificato tipologicamente tra le lingue agglutinanti (mentre l’arabo ed il persiano, come l’italiano, sono lingue flessive).

  36. georgiamada says:

    http://georg

    [..] Yakamoz L’ho subito notato con gioia l’articolo di Marco Ansaldo Repubblica, 27 dicembre, p. 41. Articolo sulla deliziosa gara organizzata dalla redazione della rivista tedesca Kulturaustausch ("Scambio di culture") per trovare le parole [..]

  37. Concetto di anima presso i greci:

    La questione è un po’ più complessa, tale concetto ha avuto un’evoluzione e può essere inteso in maniera diversa in diverse epoche o luoghi geografici. Vi è sicuramente differenza tra l’epoca arcaica e quella antica, solo nella seconda è chiaramente presente una concezione unitaria di individuo e di anima individuale.

    Ipotesi di diffusione: chiedersi da dove viene l’idea di anima, se è endogena presso la cultura elenica o deriva dal’oriente è un po’ come chiedersi se è nato prima l’uovo o la gallina…

  38. utente anonimo says:

    è un po’ come chiedersi se è nato prima l’uovo o la gallina…

    In realtà è nato per primo il gallo! :-)

    Mr.XYZ

  39. kelebek says:

    Per Rubimasco n. 34

    Grazie, non conoscevo il testo sulla lingua inuit!

    Rubimasco è una sorgente notevole di cose strane :-)

    Comunque l’aspetto agglutinante del turco non pone problemi: si impara piuttosto presto a decifrare tutto il sistema dei suffissi, che è anche molto regolare e logico.

    Il guaio è la sintassi :-(

    Miguel Martinez

  40. utente anonimo says:

    al-Khidr,o al-Khadir il verdeggiante che puo camminare sull’acqua ed anche vivere nelle profondità del mare ed é amico di tutti i pesci e forme di vita , dirige il concerto delle bioluminescenze del mare, insieme alla luna. Potrebbe, volendolo, con un solo sguardo, far scomparire l’inquinamento di certe acque e le alghe tossiche, ma forse pensa che queste cose l’uomo intelligente dovrebbe riuscire a farle lui stesso! Cosi come i raggi di luna piena cercano disperatamente il mare d’Aral dove vorrebbero brillare ancora, quel mare seccato dall’ignoranza umana! La luna e Aral continuano a cercarsi perchè c’è un filo dove lo splendore non puo essere annientato e loro lo sanno! Ho voglia di fare gli auguri al mare soprattutto a quello che non c’è più. Caro mare d’Aral ti voglio bene: auguri! ciao wadhudajamiyla

  41. falecius says:

    per Wadhudajamyla 40: il tuo commento è bellissimo… anche altri tuo commenti sono molto belli, ma questo mi ha colpito… non sei “jamyla” solo per il nom-de-plume… :)

  42. oscaraph says:

    Pax vobiscum, assalam aleicum, as you like.

    Avevo parlato (11) di “commenti splendidi”. Ma se ne sono aggiunti altri davvero eccezionali. Purtroppo l’influenza m’ha costretto a letto, sicché mi riaffaccio solo oggi, sperando che non sia troppo tardi. Tra l’altro, questa è una delle cose più tristi della vecchiaia, perché da giovane, di «allettante» non c’era che l’amore.

    A Roberto (17) vorrei dire che non è questione di “sapere anche l’azero”. Don Michele non è poliglotta, bensì pantoglotta (o panglosso), conosce cioè tutte le lingue conosciute. E ciò, in parte per suo merito, in parte per grazia celeste. Il dono delle lingue è infatti dono rarissimo, sebbene non eccezionale; anche gli apostoli ne usufruirono, in quella che oggi è la ricorrenza della Pentecoste. Al riguardo, sarebbe interessante verificare la presenza d’una eventuale chierica sulla sommità del cranio di Miguel, chierica dovuta all’ustione causata dalla fiammella testimoniante, appunto, il dono in questione.

    A Lisa (15), alla quale già obietta Rubimasco (19), mi permetto di far presente che il possesso semantico di un simbolo, anche se parziale, vale diecimila prove. In questo caso, basta pensare che il cuore/Sole/Leone/oro è sempre considerato come una fornace. Il sangue/Marte/Ariete/ferro ne è l’emissario. Pensiamo pure al greco pyr (donde “pirico” o “piromane”) ed alla scaletta “phyr, fire, ferrum”. Va nello stesso senso la citazione Vulcano/Marte fatta da Rubi. E pensiamo pure alla ruggine, che gli antichi chiamavano “nostalgia del sangue”, attribuendola appunto al ferro “anemico”, ovvero ad un ferro da troppo tempo a digiuno.

    Voglio dire che, se invece del ragionamento analitico, ci si serve dell’intuizione sintetica (e perciò del simbolo), non occorre sapere dell’emoglobina. Mia nonna, analfabeta, combatteva l’anemia mangiando mele nelle quali aveva precedentemente conficcato chiodi arrugginiti.

    Dove si sbaglia è nell’attribuire al toro caratteristiche solari. Le corna concave sono sempre lunari, a differenza di quelle convesse dell’Ariete. Non a caso il Toro/Vacca è domicilio lunare (e venereo), in astrologia, mentre l’Ariete lo è solare e marziale. Del resto, la con-cavità allude universalmente al femminile.

    Per contro, ancora Rubi ha perfettamente ragione nel ricordare la polivalenza del simbolo. Basti pensare al tedesco, che inverte il genere sia della luna che del sole. O ai latini, che avevano sia un dio Lunus che una Diana/Artemide/Selene. Su ciò, vorrei aggiungere una postilla per Barbara (16), perché il simbolo, in quanto archetipico, non è mai definibile tout court maschile o femminile. È come discutere sul sesso degli angeli, perché, più si sale (e più si scende, pensiamo all’ameba), più si va verso l’androgino. L’animale (bipede o quadrupede che sia), nel suo giusto mezzo della mediocrità, si sdoppia in maschio e femmina, ma alle estremità opposte i generi si annullano. Tra parentesi, sarebbe interessante discutere sulla posizione del transessuale d’oggi: più vicino all’angelo o più vicino all’ameba? Chissà.

    Ciò premesso, ancora per Barbara, chiarisco di non essermi dilungato sull’influsso della Luna perché, dalle maree al travaso del vino dalla fregola al taglio del bosco, la presenza del pianeta pallido è indiscutibile. Pallido, ma non incapace di arrossire, vuoi per pudore virginale, vuoi per il sangue versato e fatto versare.

    A Jamiyla (26), che dice sempre cose affascinanti, faccio presente che ha ragione nell’affermare che “il cuore è il trono dell’intelletto, la notte corrisponde all’anima ed il sole allo spirito”, ma “il raggio che rilega la luna al sole”, in realtà parte dal cuore e, attraverso il chakra delle meraviglie (quello sovrastante la probabile chierica di Miguel e la tonsura del prete) ci lega all’asola del sole, come un filo (sutratma, appunto, donde il nostro “sutura”, la sura coranica ed il sutra buddista) invisibile. Ciò premesso, dev’esser stato un refuso scrivere che “nella ricerca spirituale la luna corrisponde al cuore”, perché il cuore/spirito/Sole/Leone non si deve confondere con lo stomaco/anima/Luna/Cancro. Esattissimo, quindi, dire che “la ricettività è femminile”, come la ragione/anima vogliosa di capire/comprendere/capacitarsi; ma quel che si può capire razionalmente è paragonabile a quel poco di mare contenibile dalla capienza di un bicchiere. Non si parla, pertanto, di femminilità anagrafica, bensì simbolica (tant’è che “razionale” è a torto detto più spesso il maschio, anziché la femmina), così come simbolicamente maschile è il penetrante intelletto, che non capisce (lasciando intatta la dualità tra soggetto ed oggetto), ma intuisce, facendo uno di due, ovvero fondendo conoscente e conosciuto/a come amante e amato/a.

    Va da sé che, nei confronti del Creatore, ogni creatura è femminile.

    Ancora Jamiyla (18), è da manuale: “lapislazzuli, smeraldi, rubini, diamanti, topazi..atmosfera incredibilmente elettrica in fondo al mare come nel mio cervello fuso”. Fossero tutti così, i cervelli. Complimenti. Tra l’altro, per tornare all’anima/Luna sempre errabonda, la sua collocazione nel solo stomaco è ovviamente riduttiva, perché un’altra sua sede è appunto il cervello, organo che forse lavora al massimo solo quando è “fuso” dal calore solare e cardiaco dell’intelletto.

    A mr. XYZ (25) bisognerebbe dire che il concetto di anima non abbisogna di importazioni, essendo universale. La differenza, semmai, è nella classificazione: da quella ellenica, che distingue tre anime (variamente dette, tipo “concupiscibile”, “irascibile” e “razionale”, aggettivi nei quali sarà facile riconoscere i tre guna indù) a quella coranica (ben descritta nella sura “Al Inshira”), attraverso quella degli egizi, che pare distinguessero in un solo individuo non solo nove tipi d’anima, ma anche un buon numero di corpi.

    Sembra un po’ affrettato, infine, dire che «nel buddhismo il concetto di “anima” non c’è, anzi, viene recisamente negata qualunque sostanzialità di un eventuale “sé”». Sostanza, sé ed anima sono infatti concetti ben distinti: il corpo è sostanza/substantia rispetto all’anima e questo lo è rispetto allo spirito; il sé non coincide con l’anima più di quanto vi coincida lo spirito. Del resto, chiamiamolo come vogliamo, ma ci deve pur essere qualcosa che trasmigra.

    Magnifico il Rubimasco del 34, doppiato dal successivo Falecio. Mi fate sentire un mentecatto.

    Con ciò chiudo. Mi scuso per aver aperto la mia bancarella in casa di Miguel. La sola scusante che ho è la febbre. Vado a riallettarmi.

    Auguro a tutti un capodanno festoso.

    Oscar

  43. per oscaraph n° 42

    “Dove si sbaglia è nell’attribuire al toro caratteristiche solari. Le corna concave sono sempre lunari, a differenza di quelle convesse dell’Ariete.”

    Sì, questo per la forma, ma attenzione, perchè il toro è il sacrificio di Mithra,e la testa di Moloch , dei solari per antonomasia. Le corna di toro dorate, nella teogonia rapsodica, sono l’ oriente e l’ occidente attribuiti al corpo di Zeus. Persino nel taoismo il percorso iniziatico dipinto di Kakuan è detto “dei dieci tori” e se lo analizzi bene vedrai che è anche un percorso solare.

    ah, già, trovi qui il testo dei 10 tori:

    http://www.karate-do.it/10tori.htm

    purtroppo non ho trovato le immagini.

    saluti

    Rubimasco

  44. utente anonimo says:

    Grazie a Rubi.

    Le tue conoscenze mettono soggezione, sicché non controbatto. Nel mio piccolo, mi riferivo solo all’astrologia nostrana, che fa del Toro/Vacca un segno lunare e dell’Ariete/Pecora uno solare.

    Mi ripeto, ma devo dire che gente così la si trova solo in rete. I miei contatti umani in carne ed ossa, in proposito, sono davvero poca cosa.

    Buon fine anno.

    Oscar

  45. “Le tue conoscenze mettono soggezione, sicché non controbatto.”

    eh, sentilì che sviolinate:-)

    No, è solo che mi diverto a cercare cose curiose e a metterle in relazione:-)

    Però è vero, in rete si trova di tutto e di più…..sarà che la comunicazione è facilitata dal semianonimato imperante? Mah….

    misteri della rete

    saluti

    Rubimasco

  46. utente anonimo says:

    @oscaraph

    Sembra un po’ affrettato, infine, dire che «nel buddhismo il concetto di “anima” non c’è, anzi, viene recisamente negata qualunque sostanzialità di un eventuale “sé”». Sostanza, sé ed anima sono infatti concetti ben distinti: il corpo è sostanza/substantia rispetto all’anima e questo lo è rispetto allo spirito; il sé non coincide con l’anima più di quanto vi coincida lo spirito. Del resto, chiamiamolo come vogliamo, ma ci deve pur essere qualcosa che trasmigra.

    Semplificando (e chiudendo un occhio sui diacritici nei termini sanscriti che verranno adoperati).

    Nel buddhismo viene negata la “sostanzialità” di qualunque cosa, nel senso che nessun ente può esistere come assoluto (di per sé: svabhava), ma unicamente in relazione a tutti gli altri enti. Si tratta del principio noto come pratitya samutpada, solitamente reso in italiano come “coproduzione condizionata”: ogni ente sorge all’esistenza in virtù delle sue relazioni con tutti gli altri enti, per poi subito svanire una volta cessate queste relazioni. L’impermanenza è l’attributo di qualunque ente, compreso il sé. Qui “sé” va inteso nel senso di quel quid indefinibile che dà unità all’inviduo senziente lungo il tempo, travalicandone le incessanti mutazioni fisiche e psicologiche. Semplificando brutalmente: a due anni come a novanta tu sei tu in virtù del tuo atman, che è sempre rimasto identico.

    Ovviamente il buddhismo ha il suo primo obiettivo polemico nelle correnti di pensiero hindu, in cui invece l’atman, è definito come l’unico ente assoluto, eterno, permanente, e coincidente con l’assoluto cosmico, il brahman, che è sat (essere), cit (intelligenza) e ananda (beatitudine).

    Il buddhismo si toglie dalle s…palle tutto l’armamentario metafisico hindu: non c’è nulla di eterno, né di permanente, nemmeno l’atman, che nel pensiero hindu è principio saldissimo. Al cuore del buddhismo c’è invece l’anatman (“a” privativo + atman), ovvero la negazione dell’atman.

    E riprendendo la tua ultima frase:

    Del resto, chiamiamolo come vogliamo, ma ci deve pur essere qualcosa che trasmigra.

    E invece è proprio questo il punto. Nel buddhismo non c’è nulla che trasmigra. La trasmigrazione è un’illusione propria degli esseri senzienti, illusione generata dall’attaccamento agli oggetti, e il primo oggetto di attaccamento è proprio l’idea che ci sia un “sé” (l’atman) permanente “che trasmigra”.

    Nel momento in cui si riesce a realizzare, a raggiungere la consapevolezza, dell’impermanenza persino del proprio atman, a quel punto la “trasmigrazione” (samsara) cessa… come se non fosse mai esistita. Perché effettivamente non è mai esistita!

    Si entra dunque nel nirvana (letteralmente “spegnimento”: spegnimento dell’atman e dei “suoi” attaccamenti).

    C’è una contraddizione?

    Molti critici indiani del buddhismo, nei secoli passati, ponevano questa domanda: se l’atman in origine non esiste, allora cos’è che va spegnendosi nel nirvana? Tradotto in termini “da filosofia occidentale”: come può esistere un Soggetto che si rende conto della propria non-esistenza?

    Sarebbe come sollevarsi da terra tirandosi i lacci delle scarpe.

    Ma di un pensiero razionalizzante di questo tipo il buddhismo si fa beffe, perché sin dall’inizio viene detto che il nirvana è al di là della verbalizzazione, della razionalizzazione e, ovviamente, dello stesso principio di non-contraddizione.

    E quando gli si chiedeva cosa fosse il Nirvana, gli si chiedeva di definirlo, si dice che Buddha si chiudesse in un “nobile silenzio”. E magari sorridendo beffardo, anche. :-)

    Come a dire: provate e vedrete, e allora saprete; e saprete anche che oltre un certo limite le parole possono solo tacere.

    Mr.XYZ

  47. utente anonimo says:

    Bisogna scappellarsi anche davanti a mr. XYZ. E ringraziarlo per il tempo perso a rispondere alle mie povere osservazioni.

    Fatto questo, però, o ci si ritira in buon ordine o si stabilisce un criterio. Altrimenti. il gioco non va avanti.

    Per criterio intendo la differenza di livello. Non c’è dubbio alcuno che, dal Suo punto di vista (e da quello dell’illuminato), c’è un solo Esistente: wadat al wujud in termini islamici, ama il tuo prossimo come te stesso in termini cristiani e identità tra jivatma e paramatma, ovvero sé e Sé, in termini indù. Ma noi, o almeno io, non siamo illuminati. A questo livello, hai un bel dirti che “a due anni come a novanta tu sei tu in virtù del tuo atman, che è sempre rimasto identico”. Questo è indiscutibile, ma tra il sapere razionalmente che è così ed il saperlo col cuore/intelletto (ergo, vivere, quindi “essere” questa verità) c’è differenza.

    Sai, si possono allargare a piacere i solchi tra una tradizione e l’altra. Comunque fai, hai sempre ragione. A me pare più costruttivo unificare, e vedere nella trasmigrazione [di quell’illusione che è l’anima mia] l’equivalente dell’inferno cristiano. Illusione anche questo, non c’è dubbio, ma che vorrei tanto evitare.

    Dici benissimo, circa il silenzio. Ma allora perché stiamo qui a parlarci, sia pure per iscritto? Anche questa è una differenza di livello, differenza che accomuna me e – perdonami se sbaglio – te, ma nella quale il Budda, chiudendosi nel suo nobile silenzio, non si sarebbe invischiato.

    Voglio dire, e mi ripeto, che sapere che nulla esiste, tranne Lui (anzi, neppure Lui, visto che l’Essere è oltre l’esistenza; di più, visto che oltre il Para Brahma c’è l’Apara Brahma, ed oltre l’Essere il non-Essere), è utile e pericoloso insieme. Ricordi il motto latino “ne sutor ultra crepidam”?

    Ciao. E grazie.

    Oscar Paro

  48. utente anonimo says:

    buon anno a tutti, e se devo proprio scegliere qualcuno per un augurio speciale, buon anno a kassim a sua moglie

    roberto

  49. OT leggermente volgare.

    “Bisogna scappellarsi anche davanti a mr. XYZ.”

    Santi dei, meno male che questo blog è poco frequentato dai toscani volgari come me. Dopo questa frase poteva succedere un’ ecatombe:-D

    e buon anno a tutti

    Rubimasco

  50. utente anonimo says:

    auguri a tutti e a Miguel un grazie di cuore!

    Francesca Longhi

  51. utente anonimo says:

    buon anno!

  52. utente anonimo says:

    Il caso kasim si tinge di NERO

    Un pacco che conteneva un manichino incaprettato mani e piedi accompagnato da scritte in arabo, destinato al ministro della Giustizia Mastella, è stato intercettato nell’ufficio postale di via Bravetta a Roma. Il pacco era indirizzato al Guardasigilli presso la sede del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria in Largo Daga. Tra le scritte in arabo ce n’era una che è stata tradotta con “Libertà e giustizia per Kassim”.

    Il pacco, un involucro di piccole dimensioni, è stato spedito il 24 dicembre scorso dall’ufficio postale succursale 1 di Bergamo. Come mittente “www.giustizia e libertà per Kassim.net”,

    ::::::::::::::::::

    Questa è la forza delle “ragioni” di una causa

    causa persa oltre che chiaramente immotivata

    Morpheus

  53. utente anonimo says:

    Intanto buon anno a tutti; è la prima volta che posto in codesto interessante luogo.

    Su yakamoz posso solo dire che in giapponese la Noctiluca scintillans viene detta 夜光虫 yakōchū, “verme nottilucente”; curiosa corrispondenza fonetica a inizio di parola con yakamoz, peraltro.

    Manuel

  54. falecius says:

    Morpheus: sorvolando sulle tue osservazioni come minimo irrispettose del dolore di una famiglia, la vicenda testimonia soltanto la pazzesca disinformazione in cui ci tengono i media mainstream.

    A questo link: http://kassimlibero.splinder.com/post/15334313/Minacce+a+Mastella%3F

    trovi la spiegazione di quello che è successo.

  55. utente anonimo says:

    Segnalo rettifica sul sito di Repubblica, non si possono enfatizzare solo gli aspetti negativi.

    In effetti l’opera poteva trarre in inganno.

    Speriamo sia l’inizio di un nuovo corso e complimenti all’artista!

    Papillon

  56. utente anonimo says:

    Ho letto la smentita ed i punti oscuri permangono: non si invia un’opera d’arte senza una lettera accompagnatoria che ne spiega il contenuto e firmata.

    A chi eventualmente intendesse replcare che vi era tanto l’una quanto l’altra rispondo anticipatamente che la lettera di accompagnamento aveva i toni di una rivendicazione e nulla spiegava dell’opera d’arte contenuta (che non era certo la gioconda ma un pupazzo dal duplice significato) e che l’indicazione di un sito web non è una firma.

    Lo ha spedito la moglie di kassim o l’autore dell’opera? Tutti e due? nessuno di loro due?

    Al massimo sono propenso a ritenere il fatto una mera provocazione mediatica: chi ha inviato il plico lo ha fatto in forma ambigua e bivalente proprio confidando sulle reazioni dettate dal panico e quindi sperando in una risonanza mediatica forse maggiore di quella ottenuta.

    Ancora una volta si sbaglia la forma di lotta e soprattutto nemico: non è il governo italiano nemico di Kassim ma il suo paese di origine anche se spesso fa comodo cercare di credere il contrario.

    Se invece si voleva solo ottenere pubblicità a basso prezzo ed aiuto dal nostro governo, ritengo che esistano mezzi differenti per chiedere l’aiuto di qualcuno; sicuramente meno controproducenti.

    Se io dovessi chiedere un prestito a qualcuno lo farei con edugazione, garbo e rispetto. Ogni eventuale richiesta fatta con inganno ed arroganza non si distinguerebbe dalla truffa o dall’estorsione.

    Morpheus

  57. controlL says:

    Morfeo dorme il sonno dei furbi e lasciamolo dormire, tanto non si vuole svegliare e s’è scelto il nome appropriato al proposito.

    Ma vediamo le prodezze di sublime deficienza (sono e ci credono tali, e per lo più c’azzeccano) a cui ha saputo arrivare il corriere.

    Inizia l’occhiello: Il pacco con scritte in arabo. Dunque, scrivere in arabo e già una “minaccia” per questi signori. Ma è un ridicolo questo a cui c’hanno già abituato. Vogliono andare ben più in alto (“alto”, ricordo, “bivale” anche lui, significa sia “verso su” che “verso giù” in un italiano che non abbia il “corriere” come suo campione di “radici culturali” da difendere. Ciascuno gli dia il significato che più gli garba). Andiamo “in corpore vili” dell’articolo. Vediamo in bella mostra la traduzione d’una di queste “teribbili” minacce: Tra le scritte in arabo ce n’era una che è stata tradotta con «Libertà e giustizia per Kassim». “Brrr rabbrividiamo”, come diceva con la nota espressione di terrore in volto natolia dei “bulgari”. Ma l’apoteosi della stupidaggine arriva nel paragrafo successivo: Come mittente «www.giustizia e libertà per Kassim.net». Cioè la “minaccia” in arabo altro non era che la traduzione dall’italiano del mittente. E la fanno cadere così questa sconvolgente “liaison” tra mittente e minaccia. Ma per fortuna l’autorità vigila e noi possiamo continuare a dormire il sogno dei furbi: Il plico, la cui scoperta è stata fatta stamani alle 12, è stato portato negli uffici del commissariato Monteverde. La Digos di Roma ha informato la questura di Bergamo e ha informato la Procura dela Repubblica di Roma. Davvero un gran finale, degnissimo dell’articolo.

    Ma possiamo farci sfuggire quest’imperdibile chicca del rivale “repubblica”? Non solo le autorità vigilano, ma come “repubbica” mette in rilievo, sono molto perspicaci: Secondo un investigatore, il nome Kassim riconduce alla vicenda di Britel Abu Elkassim, il cittadino italo-marocchino, sposato con una donna italiana, detenuto in Marocco. Che altro dire? Sogni d’oro a tutti.p

  58. utente anonimo says:

    ciao p., vedo che ti e’ rimasto lo stesso cuore da ragazzo che avevi al liceo.

    e anche il cervello e’ ancora in buono stato.

    cio’ mi rende felice e mi da speranza, tra tutta questa vacua e opaca liquidita’.

    auguri!

    r.

  59. oscaraph says:

    Poiché il buon Miguel tace, per cause tecniche, mi permetto di render lode a P. e ad R., ‘ché è grazie a persone simili che si può ancora sperare qualcosa.

    Buon anno.

    Oscar

  60. utente anonimo says:

    Ne p. ma neppure il suo ex insegnante r. però cercano di contestare le affermazioni di morpheus; il primo si limita a sfotterne il nick ed anche questo lascia sperare in qualcosa.

    Non una parola sulla mancanza di firma del mittente e neppure una misera spiegazione sull’altrettanto grave mancanza, quella di una letter di acompagnamento e spiegazione dell’opera d’arte. Non si tratta certamente di un artista famoso.

    Neo

  61. controlL says:

    Ma firma di cosa? La firma è il sito. Si clicca e si vede cos’è: la campagna in favore d’un uomo maltrattato (a dir poco) dalla giustizia. Qualcosa dovrebbe saperne mastella, visto che recentissime sono le risposte pilatesche d’un rappresentante del suo governo ad alcune interrogazioni parlamentari. Più chiara di così, la genesi di quel pacco. Dove sarebbe la minaccia? E quegli articoli hanno parti demenziali. Persino il veleno della propaganda che propinano quest’ideologi è spurio e scadente. Cialtroni in tutto. Ormai ci si suicida, chi li segue, con veleno andato a male. Come diceva totò: voi non ci crederete, ma c’è chi si avvelena con i barbabietoli.

    Io adesso ci credo.p

  62. utente anonimo says:

    Sig.Controll, dientichi un pochettino di trovarsi per internet: esiste un mondo reale fuori di qui. Nel mondo reale le missive, gli assegni, i versamenti ed anche le spedizioni di plichi si firmano con un nome e cognome o, al massimo, con una ragione sociale debitamente registrata.

    La minaccia o meglio l’ambiguità del “messaggio” risiedeva nell’incaprettamento del manichino ed alle persone di normale intelligenza quell’mmagine evoca, appunto una minaccia. Nessuno conosceva quell’opera d’arte.

    Come ha scritto Morheus è probabile che più di minaccia si trattasse solo di recerca di risonanza mediatica basata proprio sull’ambiguità.

    Comunque il problema vero su cui nesuno si sofferma è che quell’uomo è prigioniero nel suo paese di origine e che questa prigionia discenda unicamente da una sentenza di quel paese, giusta o meno che sia.

    Neo

  63. Per Neo n° 63

    “Comunque il problema vero su cui nesuno si sofferma è che quell’uomo è prigioniero nel suo paese di origine e che questa prigionia discenda unicamente da una sentenza di quel paese, giusta o meno che sia.”

    il suo paese DI ORIGINE. Non IL SUO PAESE. Infatti a quanto mi risulta Kassim è cittadino italiano.

    Siccome lo stato italiano si è adoperato sbrigativamente per liberare i suoi cittadini sotto regime di carcere duro all’ estero, le volte in cui i nostri bravi cittadini turisti sono stati beccati con qualche seme o dose di marijuana e condannati (non so se vi ricordate), non vedo perchè non dovrebbe occuparsi anche di Kassim, suo cittadino come gli altri.

    aloha

    Rubimasco

  64. utente anonimo says:

    Neo Morpheus,

    sono ancora in vacanza e ho un po’ di tempo per risponderti, anche se le didascalie alle opere altrui tolgono sempre un po’ di magia.

    Non credo che l’incaprettamento rappresentasse una minaccia, cioe’ la prospettazione di un possibile male ingiusto, bensi’ la consumata ex. rendition in danno di Abou Elkassim Britel, l’ Incaprettato, appunto.

    Bisognerebbe chiedere a lui se tale pratica si e’ realizzata con ”educazione, garbo e rispetto” ovvero con ”inganno e arroganza”.

    Poi ci si potrebbe interrogare, magari senza pudori, su molte cose niente affatto scontate su questa procedura [fatto reato?, ascrivibile a chi?, scriminato in presenza di fumus di terrorismo?, quanto e quale fumus?….]

    La circostanza della sovranita’ marocchina e’ formalmente corretta ma non bastevole, a meno di non perpetrare ”l’ambiguita”’ di fondo, anche solo per il fatto che si tratta di un cittadino italiano.

    Il tema pero’ e’ oggi quello dell’imbarazzante stallo e del silenzio della stampa, che gia’ la dice lunga sugli effetti collaterali e indesiderati di simili operazioni.

    Il mio auspicio, da sempre, e’ che la palude velenosa si riassorba per effetto di una ventata di buon senso e che finalmente si possa parlare di questa storia per quello che oggi essa rappresenta.

    Ma mi rendo conto ora di aver gia’ detto e stradetto tutto cio’, non cancello solo per Neo Morpheus, che si mette oggi in contatto, mi perdonino gli altri utenti per la noiosa pedanteria.

    r.

  65. utente anonimo says:

    x R. e Rubimasco

    mettiamo i puntini sulle i

    Kassim è un cittadino marocchino, quindi originario del marocco, naturalizzato italiano e quindi ha la doppia cittadinanza di cui una naturale e di origine e l’altra acquisita per matrimonio

    La prima cittadinanza prevale sia per nascita che per orientamento culturale.

    L’opera d’arte non era cosi’ chiara e necessitava della dovuta speigazione come dovuta era la firma; come ha scritto neo esiste un mondo reale fuori da internet dove esistono persone con nome, cognome e codice fiscale.

    Morpheus

  66. utente anonimo says:

    Solo ora noto che mi si attribuisce da parte di R. un qualcosa mai scritto e quindi cercherò di spiegarmi meglio.

    Non ho mai inteso affermare che la missiva fosse minacciosa ma che il mittente confidasse nella percezione di minaccia da parte delle forze dell’ordine con conseguente can can mediatico, come in effetti è stato.

    Nessuna volontà intimidatoria ma solo quella di ottenere pubblicità.

    Al limite si potrebbe parlare di procurato allarme.

    Morpheus

  67. utente anonimo says:

    Morpheus,

    le nostre Forze dell’Ordine non sono sceme, per fortuna… credimi sulla parola se puoi e vuoi,,, ti assicuro che hanno capito benissimo

    ciao

    r.

  68. utente anonimo says:

    ancora per Morpheus,

    perdona il tuziorismo difensivo ma talvolta temo di essermi logorata il cervello… non avrei speso parole se tu prima di virare sul procurato allarme non ti fossi diffuso[commento 55] ”sull’inganno e l’arroganza e su condotte integranti truffa ed estorsione”, altro che storie.

    sai com’e’ quella dell’estorsione viene sempre buona quando qualcuno pesta i piedi per ottenere qualcosa e la cosa mi fa proprio girare le scatole, parecchio.

    r.

  69. controlL says:

    Tutto il “can can” mediatico è pura demenzialità dei cosidetti mezzi d’informazioni, che più d’informare farebbero bene a informarsi secondo il consiglio del principe antonio de curtis: lei è un cretino, s’informi. Nulla c’entra lo speditore della loro deficienza, che non ha usato, en passant, la mia “irreale” postazione d’internet per spedire il pacco, ma una realissima sede postale di bergamo. Mi sfugge però se di sopra o di sotto.p

  70. utente anonimo says:

    Miguel, mi trattengo, faticosamente, con respiri profondi…

    ribadisco pero’ che non sono Aurora e che sono sana come un pesce, alla faccia sua.

    r.

  71. utente anonimo says:

    caro,

    conosco molto bene la differenza tra i due reati.

    piuttosto non comprendo da dove tu deduca il contrario.

    nel tuo commento n.55 hai evocato, a sproposito, la truffa e l’estorsione.

    nel mio commento n. 69 ti ho risposto.

    mai disquisito in relazione all’esercizio arbitrario delle proprie ragioni, pure del tutto inconferente con l’oggetto della discussione che ci occupa.

    buona serata

    r.

  72. utente anonimo says:

    Vedo che qui si discute su questioni di lana caprina e sull’identità degli interlocutori.

    La questione è semplice

    nel mondo reale, in cui vigono leggi ed usi cmpletamente diversi da quelli internettiani, è stato inviato in forma anonima un plico.

    Questo plico conteneva un’opera d’arte che difficilmente poteva essere compresa e l’unica cosa che facilmente intuibile era costituita dalla rivendicazione.

    Sarebbe stato opportuno accompagnare il tutto da una spiegazione. Non lo si è fatto probabilmente confidando nell’equivoco. Cosi’ è stato.

    L’amica R. ha contestto l’estorsione con le seguenti parole “viene sempre buona quando qualcuno pesta i piedi per ottenere qualcosa e la cosa mi fa proprio girare le scatole, parecchio. ” che in italiano significano solamente “qualcuno pesta i piedi per rivendicare un proprio diritto”; ciò è riconducibile all’esercizio arbitrario delle proprie ragioni che si distingue per l’elemento psicologico (e non solo) dall’estorsione.

    R dovrebbe imparare oltre al diritto un pochino di modestia

    Neo

  73. “nel mondo reale, in cui vigono leggi ed usi cmpletamente diversi da quelli internettiani, è stato inviato in forma anonima un plico.

    Questo plico conteneva un’opera d’arte che difficilmente poteva essere compresa e l’unica cosa che facilmente intuibile era costituita dalla rivendicazione.”

    In effetti, mi scusino i difensori di Kassim, ma questa mi pare semplice logica.

    La questione della scarcerazione o meno può essere dibattuta, ma quella del “manichino incaprettato” mi pare chiara.

    saluti

    Rubimasco

  74. utente anonimo says:

    che palle gigino! almeno cambiassi argomenti quando riappari!

    d.

  75. utente anonimo says:

    il latino noctiluca va fatto risalire a due distinte radici indoeuropee (nekw-t-, da cui il latino nox [noc-t] e il greco nux [nukt-], e leuk-, da cui il latino lux [luc-] e il greco leukos).

    non ho trovato il termine greco esatto, ma un ipotetico *leukonux* potrebbe spiegare il riflesso turco yakamoz almeno quanto l’altrettanto ipotetico *diakamos*.

    auguri

    ghuluww

  76. utente anonimo says:

    Bruttissima notizia ragazzi!

    Il titolare del blog; Miguelito MartineSS, è stato impiccato stamane all’alba in pubblica piazza a Teheran, senza che a esso sia stato fatto un giusto processo, perchè scoperto mentre si connetteva ad internet per aggiornare il suo blog personale.

    mago Mitrokhin

  77. RitvanShehi says:

    >A orecchio potrebbe essere qualcosa come diakamos (cerco se esiste); però non parlo il turco, yakamoz potrebbe benissimo avere etimologia turca, no?

    (Ok, ok, Ritvan: è albanese! :-) )PinoMamet< Mah, attingendo alla stessa fonte di spirito di patata potrei insinuare che trattasi, invece, di derivazione dal vocabolario del “Manifesto del Partito Comunista”!:-) Parlando seriamente, nessuno ha prestato attenzione a un piccolo particolare riportato da Miguel: il dizionario edito dall’Istituto Ataturk scrive tranquillamente che la parola ha etimologia greca. Mentre, se in Grecia ti azzardi a chiedere al bar un caffé “alla turca” rischi il linciaggio. A buon intenditor, poche parole, caro Paolo. Buon inizio a tutti. P.S. Scrive “Morpheus!: “Kassim è un cittadino marocchino, quindi originario del marocco, naturalizzato italiano e quindi ha la doppia cittadinanza di cui una naturale e di origine e l’altra acquisita per matrimonio La prima cittadinanza prevale sia per nascita che per orientamento culturale.

    Beh, rispolvero il sondaggio scientifico fatto dalle “Iene”, in cui due giovani uguali in tutto, curriculum e resto, tranne che per il colore della pelle (uno bianco l’altro nero) rispondevano a 10 annunci di lavoro di bar, ristoranti e pizzerie italiche e in cui il bianco ottenne 7 colloqui di lavoro e il negro 0 (dicasi zero).

    Ebbene, vi ricordo ancora il dialogo surreale filmato con telecamera nascosta fra il negro e l’ultimo ristoratore:

    “Negro:Scusi, ma perché non mi fa un colloquio di lavoro per vedere le mie capacità?

    Ristoratore: Ehmmmm… vedi…insomma… noi preferiamo personale di sala italiano…

    N: Ma io SONO ITALIANO, guardi…(tira fuori il passaporto)..guardi…qui sta scritto CITTADINO ITALIANO!

    R: Ehmmm…. ma io veramente…intendevo..italiano-italiano!”

    Ecco, caro Morpheus, impara dalla profonda sapienza ristoratrice italica, la prossima volta, senza tanti onanismi mentali su “prevalenze culturali” e roba simile, dì semplicemente che Kassim non è un “italiano-italiano”!

  78. PinoMamet says:

    ma caro Ritvan

    già un’altra volta te ne sei uscito con questa storia del comunista, perciò te lo ripeto:

    NON SONO COMUNISTA.

    Devo metterci anche il grassetto? :-)

    Lo sono stato, però. Succede.

    Tu invece un po’ la mania dell’etimologia albanese ce l’hai, non negarlo! ;-)

    parlando seriamente: non ho in casa un dizionario greco moderno “serio”, ma se tanto mi dà tanto non credo proprio che i greci abbiano difficoltà a riconoscere l’origine turca di “glendi”, “derti”, “loulàs”, “khadia” ecc. ecc.

    Poi ognuno c’ha il suo etnocentrismo, per carità, e chi è senza peccato scagli la prima pietra.

    Ciao!!

  79. RitvanShehi says:

    >Comunque, il fatto che gli USA sostengano il dittatore Musharraf e che Al-Quaida rivendichi l’ attentato (peraltro attribuito dai familiari della vittima a Musharraf) a me pare una cosa abbastanza interessante, visto che in questo caso gli interessi dei “combattenti per la libertà” e degli “imperialisti” di fatto sono coincisi. Da una parte ci sono i difensori della democrazia che difendono la dittatura; dall’ altra i difensori della libertà che fanno il gioco della stessa dittatura.

    Che gli imperialisti e gli antiimperialisti siano la stessa cosa, ma vista da due punti di vista differenti?

    Forse per questo ci sono tante condoglianze ma nessuno che voglia veramente analizzare la situazione.

    Questo volevo far notare. Rubimasco< Intanto gli USA mica si erano pronunciati contro la Bhutto. Essi sostengono Musharraf in quanto laico e antifondamentalista islamico, ma io credo che se la Bhutto (o qualsiasi altro laico) avesse vinto le elezioni, l’avrebbero sostenuto ugualmente.
    O forse no, forse le teste d’uovo di Washington preferivano che un paese islamico con l’atomica venga “gestito” da un (ex?) generale autoritario, piuttosto che dalla corte in perenne odor di corruzione di una signora di cui – premettendo pace all’anima sua – si poteva citare sempre il “Rigoletto” del “la donna è mobile, qual piuma al vento,..” con quel che segue. Per non parlare dell’ipotesi non tanto fantascientifica che se la democrazia portata dalla Bhutto avesse fallito, nei tumulti che ne sarebbero inevitabilmente seguito, qualche manina poco raccomandabile poteva facilmente acchiappare qualche atomica. Con tutto ciò che ne poteva conseguire.

    E francamente non saprei dar torto alle sullodate “teste d’uovo”…..Sono abbastanza democratici, ma mica fessi:-).

    P.S. In veste di vice-Miguel:-), invece, ti posso dire solo questo: visto che la signora aveva dichiarato che, in caso di vittoria, avrebbe bombardato i Valorosi Talebani, combattenti Antiimperialisti Per La Libertà, allora anch’essa era una serva (o in questo caso è meglio dire “colf”?) del biekissimo Imperialismo Usano, pertanto, chiunque l’abbia ammazzata (Mossad & CIA compresi:-) ) ha fatto bene!:-) :-).

  80. utente anonimo says:

    beh chiunque sia è conclamato anche che non conosce la differenza fra estorsione ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni

    meglio tornar a distrubuire volantini, va’

  81. falecius says:

    Ritvan: come non mi stanco di ripetere, Benazir Bhutto non era, quando era al governo, famosa per osteggaire i talebani. Era famosa per averli armati.

    Certo, negli ultimi mesi aveva chiaramente cambiato posizione, ma io, al posto di un decisore gransatanese :) non mi sarei fidato troppo.

    P.S. No, non so chi l’ha uccisa, a parte che non sono stato io. :p

  82. utente anonimo says:

    Ringrazio Rubimasco per la precisazione e l’intervento.

    E’ mia ferma conviznione, senza entrare nel merito della vicenda Kassim, che una simile iniziativa benchè sicuramente volta a far parlare della vicenda, sia controproducente.

    Contesto invece a Ritvan la sua affermazione sugli italiani-italiani. Non è su questo che verte il discorso percè non si tratta di stabilire se kassim sia o meno un italiano di serie b ma solo di ricordarci che

    * non era un turista

    * è stato processato da uno stato sovrano per fatti avvenuti su quel territorio

    * è un cittadino di quello stato

    come cittadino marocchino era quindi sottoposto duplicemente alla giurisdizione di quel paese ed è stato giudicato dalla magitratura di quel paese.

    Ignoro se il giudizio fosse stato o meno imparziale ma non riguarda l’italia che, al massimo potrebbe e dovrebbe intervenire per vie diplomatiche. E’ stato fatto per l’indegna Baraldini come per altrettanti indegni spacciatori o turisti sessuali.

    Nn è però lanciando messaggi ambigui che si ottengono certi risultati.

    Buona giornata

    Neo

  83. utente anonimo says:

    Per valutare le possibiltà su cui basarsi per indicare un più probabile “responsabile” tra tanti protagonisti della scena politica pakistana, per la morte di Binazir Bhutto, credo che dobbiamo valutare bene la posizione politica che lei occupava in quel scenario, nonché valutare il suo programma politico, visto che era tornata in Pakistan per governare.

    Il cuore della questione è proprio la famiglia della Bhutto, divisa religiosamente in femmine -schiite e maschi-sunniti.

    Per chi non dovesse sapere, aggiungo che il Pakistan è stato per anni (ancor più che l’Afghanistan) il teatro di lotta tra il wahabismo (esercito di sahabe) e l’Islam rappresentato prevalentemente dagli sciiti, ma anche dai sunniti (però non wahabiti) che costituiscono tuttora la maggioranza nello stesso Islam sunnita.

    Dunque, la Bhutto rappresentava (con la famiglia sempre al suo fianco) un posizione politica fortemente contraria agli interessi di chi (?) ha sempre voluto la divisione nelle file islamiche.

    In conclusione, per me chi ha sempre voluto la divisione nell’Islam ha un’identità precisa e chiara, perché non si tratta di un “fenomeno” nuovo o recente , bensi rappresentata da una “volontà” che risale a 1400 anni fa e cioé, il nemico dell’Islam sin dall’inizio.

    Tradotto in chiave non-storico ma basandosi sull’attualità politica del nostro mondo, dove l’Islam è comunque un protagonista di primo livello, ma sfortunatamente in negativo (per conseguenze di potere che ha quella “volontà” sui mezzi di informazione e politica) possiamo dedurre che l’assassino della Bhutto si nasconde tra le file di chi è esecutore di quella antica “volontà” !?!

    La mai risposta è ; Si, Certamente anzi, è unico come valido punto su cui formare una ipotesi, perché dai ridultati che si ottengono dall’assassinio della Bhutto, avrà vantaggi solamente questa “volontà”, che a sua voltà è creatore dell’AlQaeda e del terrorismo vero in ogni parte del mondo.

    reza

  84. Continua la campagna di intorbidamento acque sul caso Britel.

    Segnalo per chiarezza dove si possono trovare informazioni:

    - http://www.giustiziaperkassim.net si vedano in particolare gli articoli de “il Manifesto”,

    “Sole 24Ore” e “Carta”

    e più brevemente sul blog: http://kassimlibero.splinder.com

    Tutte le illazioni sul pacchettino sono destituite di fondamento, essendo lo stesso spedito regolarmente, con un mittente dichiarato, e cioè Giovanni Bianchini, già autore di un’installazione sulle extraordinary renditon, di cui anche Abou Elkassim Britel è vittima provata.

    Il caso è stato montato ed il Ministro Mastella si è rivelato più spiritoso di alcuni commentatori di questo blog, secondo la dichiarazione riportata dal Corriere del 2.01.08:

    ” Alla ripresa dell’attività valuterò se esistono le condizioni e i modi per un mio intervento [riferito a Kassim, nota mia]. Certo, però, io capisco gli artisti che sono persone originali, ma di questi tempi, visto che non è Carnevale e ci sono già state cose molto serie contro la mia persona, come minacce o proiettili, era meglio se lo scultore mi mandava prima un biglietto. La prossima volta, magari, mi telefoni”.

    Chiedo scusa perché non mi va di approfittare dello spazio di Miguel, su un post di altro genere, trovo davvero indegno persistere su un fatterello in presenza di fatti ben più gravi che hanno distrutto la vita e la reputazione di una persona, anzi di due per tacere delle nostre famiglie.

    Ringrazio coloro che ci sostengono, ricambio gli auguri e segnalo una petizione per Kassim:

    http://www.petitiononline.com/kassim/

  85. falecius says:

    “per fatti avvenuti su quel territorio”

    Scusa, Neo, quali fatti?

  86. utente anonimo says:

    Prendo atto della precisazione della Moglie del Sig.Kassim: il plico aveva un mittente reale e, comunque, risultava privo di una lettera di accompagnamento.

    Quanto oggi riferitoci dalla consorte conferma però quanto da più persone già avanzato: nel mondo reale deve esistere un mittente reale e non un sito internet. Sempre nel mondo reale sarebbe opportuno accompagnare una simile ed ambigua opera d’arte con apposta spiegazione.

    A Falecius rispondo solo che, a torto o ragione, esiste una sentenza di condanna per atti di terrorismo ed erano quelli i fatti cui mi riferivo.

    Neo

  87. RitvanShehi says:

    >Ritvan: come non mi stanco di ripetere, Benazir Bhutto non era, quando era al governo, famosa per osteggaire i talebani. Era famosa per averli armati. Falecius<
    Mentre il “Peacelink” (http://www.peacelink.it/conflitti/a/24542.html) non si stanca altrettanto bene:-) di ripetere che (grassetto mio-ndr):

    “….Zia,-ul-Haq, musulmano integralista, impose al Paese una società islamica basata sulla sharia, islam integralmente “puro”. Istituì l’Isi (Inter Services Intelligence) divenuto negli anni ’80 braccio operativo della CIA statunitense che coi finanziamenti, reclutò, addestrò e armò gli afgani nella guerra tra sovietici e mujaheddin che ben presto si trasformarono in agglomerato di estremisti (il cui nucleo oggi è chiamato Al Qaeda, talebani compresi). Chi ridimensionò il potere di costoro fu proprio Benazir Bhutto che in qualche modo cercò di riportare una sorta di democrazia nel Paese dal 1988 al 1996, anno in cui le succedette Nazaw Sharif fino al 1999 quando altro colpo di stato portò al potere il generale Pervez Musharraf, personaggio di facciata per l’Isi, indotto a riprendere i rapporti con tutti i protagonisti della jihad antisovietica…

    Mettetevi d’accordo fra kompagni:-), per favore!

    >Certo, negli ultimi mesi aveva chiaramente cambiato posizione,<
    Io – avendo altro da fare – non ho seguito nel tempo le dichiarazioni della Bhutto in merito ai molto onorevoli talebani, ma dubito fortemente che una donna – a meno che non sia totalmente decerebrata e non era questo il caso della Bhutto – possa provare simpatia per loro.

    >ma io, al posto di un decisore gransatanese :) non mi sarei fidato troppo.<
    Le ragioni della diffidenza gransatanese sono altre: come già detto molto probabilmente non la ritenevano capace di usare a dovere il pugno di ferro che serve in un paese dotato di atomica e pullulante di fondamentalisti islamici. Tutto qui.

    >P.S. No, non so chi l’ha uccisa, a parte che non sono stato io. :p<
    Ma mica ti avevo chiesto una confessione in tal senso io!:-).

  88. RitvanShehi says:

    Traduzione for dummies del criptico #84 di reza:

    BENAZIR BHUTTO E’ STATA UCCISA DAL MOSSAD!

    (vabbè, il Mossad non c’era 1400 anni fa, ma fa l’istess:-) ).

  89. RitvanShehi says:

    >Contesto invece a Ritvan la sua affermazione sugli italiani-italiani. Neo<
    La sua contestazione è stata messa a verbale, egregio. Insieme, però, alla precedente frase del suo “comandante” Morpheus a cui “italiani-italiani” era riferita, ovvero:“Kassim è un cittadino marocchino, quindi originario del marocco, naturalizzato italiano e quindi ha la doppia cittadinanza di cui una naturale e di origine e l’altra acquisita per matrimonio La prima cittadinanza prevale sia per nascita che per orientamento culturale.”

    >Non è su questo che verte il discorso percè non si tratta di stabilire se kassim sia o meno un italiano di serie b<
    Ah, sì? E quando lei, esimio, ha deciso in modo inappellabile su cosa debba o non debba vertere il discorso? Ha per caso una delega da Miguel, nostro onorevole “padrone di casa”?

    >ma solo di ricordarci che

    * non era un turista<
    Ah, beh, se lo fosse stato allora cambiava tutto!:-)

    >* è stato processato da uno stato sovrano per fatti avvenuti su quel territorio<
    Nessuno ha contestato questo.

    >* è un cittadino di quello stato

    come cittadino marocchino era quindi sottoposto duplicemente alla giurisdizione di quel paese ed è stato giudicato dalla magitratura di quel paese.<
    “Duplicemente”??!! Che minchia vor di’? Che se è “duplicemente” allora si puo’ lasciare tranquillamente che venga trattato a pesci in faccia dalla giustizia marocchina? E se fosse “non duplicemente” ma solo “semplicemente”, allora no, allora lo Stato italiano debba intervenire?

    E poi t’inkazzi se dico al tuo “comandante” Morpheus (che poi, saresti sempre tu:-) ) che divide i cittadini italiani in “italiani” e “italiani-italiani” come un pizzaiolo razzistoide qualsiasi? Sei proprio un bel tipo, sai!

  90. RitvanShehi says:

    >ma caro Ritvan già un’altra volta te ne sei uscito con questa storia del comunista….PinoMamet<
    Lo so. Ma pure tu non è la prima volta che mi dai del “fissato” di improbabili etimologie albanesi: par condicio, dunque:-).

    >perciò te lo ripeto:

    NON SONO COMUNISTA.

    Devo metterci anche il grassetto? :-)<
    Nemmeno io sono il sig. Portokalos (quello di “Il mio grasso grosso matrimonio greco) in salsa albanese. E il grassetto sicuramente non serve.

    >Lo sono stato, però. Succede.<
    E io, invece, non sono mai stato un sig. Portokalos. Pensa te!

    >Tu invece un po’ la mania dell’etimologia albanese ce l’hai, non negarlo! ;-)<
    No, hai capito male.

    1. Come ti ho già detto in passato, tutte le ipotesi sui prestiti filologici dei greci dai pelasgi – e in particolare quelli dei nomi di divinità – non sono mie (magari lo fossero:-) ). Sono di uno che è morto ad Atene di leucemia fulminante insieme alla propria segretaria (bella coincidenza, vero?).

    >parlando seriamente: non ho in casa un dizionario greco moderno “serio”, ma se tanto mi dà tanto non credo proprio che i greci abbiano difficoltà a riconoscere l’origine turca di “glendi”, “derti”, “loulàs”, “khadia” ecc. ecc.<
    Beh, quando ce l’avrai (ma edito ad Atene, però, non a New York:-) ) e vi sarà scritto “parola di origine turca”, allora ne riparliamo.

    >Poi ognuno c’ha il suo etnocentrismo, per carità, e chi è senza peccato scagli la prima pietra.<
    Quello di Cristo fu un intelligente escamotage per salvare una vita umana, pertanto scusabile. Se usato in altri ambiti, però, come in una discussione accademica, diventa un sofisma di bassa lega, equivalente più o meno a “di notte tutti i gatti sono grigi”.

    A questo proposito vale la pena citare una massima di De Gaulle:”Patriottismo è quando l’amore per quelli della tua gente viene per primo. Nazionalismo è quando l’odio per quelli non della tua gente viene per primo”.

    Ciao

  91. mariak says:

    Secondo il pakistano Ahmed Raschid, autore di Nel cuore dell’islam, che analizza all’indomani del crollo dell’Unione Sovietica il riaffiorare in Asia centrale dell’Islam e dei movimenti estremisti che ne deriveranno, è, come ha detto falecius, proprio Benazir Bhutto ad appoggiare i talebani, politica che viene con prontezza accolta dall’Isi per motivi legali alla presa di Kabul.

    Rashid scrive:

    Paradossalmente non è l’ISI bensì il primo ministro Benazir Bhutto, la leader più liberale e laica della storia recente del Pakistan, ad assestare il colpo di grazia a un rapporto di tipo nuovo con l’asia centrale. Anzichè favorire in Afganistan un più ampio procersso di pace che aprirebbe le vie commerciali naturali nord sud tra l’Asia centrale e il Pakistan attraverso l’Afganistan, Bhutto appoggia i talebani, seguendo una linea azzardata e arrogante che mira a creare una nuova rotta, per le pipeline e i traffici commerciali, che punta a occidente, dal Turkmenistamn attraverso il sud dell’Afganistan fino al Pakistan: una rotta alla cui sicurezza dovranno provvedere i talebani”

  92. PinoMamet says:

    Ammazza Ritvan come sei!

    Nun te se po’ di’ niente!

    Il dizionario edito ad Atene e non a New York non ce l’ho, però tutti i greci con cui ho parlato non hanno avuto nessuna difficoltà a riconoscere che nella loro lingua ci sono prestiti turchi, e pure numerosi (e anche italiani, o meglio veneti e liguri, mi pare).

    E non credo fossero tutti malati di leucemia, mi auguro sinceramente di no a questo punto! A me sembravano in buona salute.

    Non vedo allora perché un dizionario dovrebbe arrampicarsi sugli specchi ricercando improbabili origini autoctone.

    Eh sì, mica tutti sono come quel tale albanese che voleva per forza che tutti gli dèi greci, attestati dall’epoca di Omero o prima ancora, avessero un etimo spiegabile partendo dall’albanese moderno…

    (bada che non nego che QUALCHE nome di divinità greca possa avere origine illirica, te l’ho già detto).

    Ritvan, e stacci: sei il sig. Portokalos.

    Era un personaggio simpatico, dai. :-)

  93. ma miguel che fine ha fatto? perchè non posta più?

    comunque mi piacerebbe davvero tanto che scrivesse qualcosa su Ron Paul, il candidato alla Casa Bianca nelle Presidenziali USA 2008 contrario sin dall’inizio all’intervento militare in Iraq e alla “politica estera” di Israele: è praticamente ignorato dai media occidentali, nonostante nei sondaggi abbia preso più del triplo dei consensi di R.Giuliani

    secondo me, fatti come questi aiutano a comprendere meglio le dinamiche della nostra epoca..

  94. falecius says:

    Per Maria: la mia fonte è ovviamente lo stesso Rashid…

    Le obiezioni di Ritvan sono senzate. In particolare, ha perfettamente ragione riguardo al ruolo del generale Zia’ul Haq, predecessore della Bhutto alla guida del pakistan (nonché responsabile della morte di suo padre) grande alleato del grande Satana, privatazzore kapilaista (almeno secondo la wikipedia inglese, io non ne sapevo nulla) e impegnato pesantemente nell’appoggio ai mujahidin antisovietici afghani.

    Non nego affatto che il suo ruolo (in negativo) nel creare l’attuale situazione in Afghanistan e Pakistan sia maggiore di quello di Benazir; resta il fatto che fu la Bhutto, e non Haq, a mandare in Afghanistan i talebani e sostenerli. Entrambi portarono avanti il programma nuclare pakistano. Entrambi appoggiarono l’islamismo politico più radicale: Haq per convinzione ideologica, credo, la Bhutto direi essenzialmente per convenienza (non ho mai detto né pensato che lei stessa fosse ideologicamente legata ai talebani; però è un fatto che li appoggiò per quanto possibile).

  95. utente anonimo says:

    @Ritvan

    Beh, non dico che esisteva 1400 anni fa (e/o anche prima) nella sua forma attuale, ma il mossad, come la massoneria, non è solo un servizio segreto oppure, lo è per quanto al potere antico del sionismo serve anche avere un servizio segreto, ma in generale l’idea politica che questi portano avanti è antica e antecedente l’Islam.

    Io sto parlando di quelli che mentre il Profeta Mosé si trovava sula montagna hanno costruito la vacca d’oro ed hanno invitato gli Ebrei ad adorarlo.

    Il termine “Ebrei” qui usato , fa riferimento al originale popolazione fedele alla religione “abramica”, che poi sono rimasti Ebrei, più tardi divcentati Cristiani e dopo anche Musulmani.

    Ecco, sin dall’antichità è esistito questo nucleo del potere oculto nel seno di questa popolazione.

    Oggi il sionismo detiene il controllo di questo potere ed influisce (introducendosi in tutti i modi) lo stesso Ebraismo e poi anche il Cristianesimo e l’Islam.

    Loro non hanno fatto fuori la Bhutto a favore di Musharraft e di Sharif anzi, a mio avviso faranno fuori anche Musharraf, se questo non segue i loro dettami.

    reza

  96. mariak says:

    Loro non hanno fatto fuori la Bhutto a favore di Musharraft e di Sharif anzi, a mio avviso faranno fuori anche Musharraf, se questo non segue i loro dettami.

    reza

    certo reza, per te la lettura degli avvenimenti politici ovunque si manifestino non richiede un grande sforzo o una qualche conoscenza, per te tutto quello che accade oggi e anche ieri e anche ieri l’altro, è colpa del sionismo, a volte stento a credere che tu lo possa pensare davvero…

  97. Ritvanarium says:

    x Ritvan:

    Dici che se in Grecia chiedi “Caffé alla Turca” ti linciano …. be’ : è la Rivalsa degli Ex Dominati contro gli Ex Dominatori: il che rispecchia perfettamente l’ Etica Kelebekkiana ;-)))

    Ma … mutate le mutande ;-))) : se un turista in Albania chiede al bar “Caffé all’ Italiana” nel senso di “expresso”, che gli fanno poi i tuoi Compatrioti memori [per esperienza diretta o per tramandato oralmente] della Dominazione Mussoliniana ?!

    PS

    T’ aspetto “di là” ;-)

    by DavidRitvanarium

  98. RitvanShehi says:

    x Ritvan: ….se un turista in Albania chiede al bar “Caffé all’ Italiana” nel senso di “expresso”, che gli fanno poi i tuoi Compatrioti memori [per esperienza diretta o per tramandato oralmente] della Dominazione Mussoliniana ?! by DavidRitvanarium< Per par condicio lo appendono pei piedi a piazzale Loretovski:-) (vabbè, “ovski” non è un suffisso albanese ma per uno che fa una domanda come la tua dovrebbe andar bene lo stesso:-) ).
    Vedo che non segui con la dovuta attenzione i miei insegnamenti in materia albanese, caro Discepolo: ma è domanda da farsi nei riguardi di un paese in cui nel ristorante t’imbatti in un menu stampato dove troneggia un bel “Pene (sic) all’arrabbiata”?:-)

    Ciao

  99. RitvanShehi says:

    >…a volte stento a credere che tu lo possa pensare davvero…mariak< Ma che per caso stai dando del “munafik” al nostro buon reza??!!
    Certo che lo pensa davvero, ed è per questo che mi sta simpatico:-).

    Ciao

  100. RitvanShehi says:

    >Per Maria: la mia fonte è ovviamente lo stesso Rashid…falecius<
    Un bieko servo della gransatanese CNN, insomma, è la fonte a cui vi abbeverate entrambi. Però, quando fa comodo tutto fa brodo. Vi consiglio di leggere più attentamente la sezione Wiki che lo riguarda, perché diverse sue teorie sono state fortemente contestate.

    >Le obiezioni di Ritvan sono senzate. In particolare, ha perfettamente ragione riguardo al ruolo del generale Zia’ul Haq, predecessore della Bhutto alla guida del pakistan (nonché responsabile della morte di suo padre) grande alleato del grande Satana, privatazzore kapilaista (almeno secondo la wikipedia inglese, io non ne sapevo nulla) e impegnato pesantemente nell’appoggio ai mujahidin antisovietici afghani.<
    Tutti i “non kompagni” a quel tempo appoggiavano i combattenti islamici antisovietici.

    >Non nego affatto che il suo ruolo (in negativo) nel creare l’attuale situazione in Afghanistan e Pakistan sia maggiore di quello di Benazir; resta il fatto che fu la Bhutto, e non Haq, a mandare in Afghanistan i talebani e sostenerli.<
    Oh, se per questo furono gli ameregani a mandarvici Osama Bin Laden. E allora?

    >Entrambi portarono avanti il programma nuclare pakistano.<
    Beh, io mica ho detto che la Bhutto fosse una seguace di Pecoraro Scanio e volesse fare di ogni villaggio pakistano un “villaggio denuclearizzato”:-).

    >Entrambi appoggiarono l’islamismo politico più radicale: Haq per convinzione ideologica, credo, la Bhutto direi essenzialmente per convenienza (non ho mai detto né pensato che lei stessa fosse ideologicamente legata ai talebani; però è un fatto che li appoggiò per quanto possibile).<
    E che poteva fare altro? Erano suoi concittadini, correligionari e quant’altro, e si battevano contro i sovietici. Mica aveva la palla di vetro per capire in anticipo che razza di mostri sarebbero diventati una volta al potere.

  101. falecius says:

    Ritvan: i talebani non erano quelli che combattevano contro i sovietici, che si erano già ritirati dall’Afghanistan al tempo in cui Benazir governava il Pakistan; la sua scelta di appoggiarli fu dettata da considerazioni strategiche, che al momento erano logiche, ma non legate alla conflitto, già concluso, contro i russi.

    Per il resto, concordo.

  102. RitvanShehi says:

    >Ammazza Ritvan come sei!

    Nun te se po’ di’ niente! PinoMamet<
    Non mi si possono dire cose non vere.

    >Il dizionario edito ad Atene e non a New York non ce l’ho, però tutti i greci con cui ho parlato non hanno avuto nessuna difficoltà a riconoscere che nella loro lingua ci sono prestiti turchi, e pure numerosi (e anche italiani, o meglio veneti e liguri, mi pare).<
    Fra riconoscere una cosa al bar fra amici e metterla in un dizionario edito ad Atene passa una certa differenza.

    >E non credo fossero tutti malati di leucemia, mi auguro sinceramente di no a questo punto! A me sembravano in buona salute.<
    Certamente, finché la cosa rimane fra quattro amici al bar. Se poi la si pubblica ad Atene, la leucemia è sempre dietro l’angolo….

    >Non vedo allora perché un dizionario dovrebbe arrampicarsi sugli specchi ricercando improbabili origini autoctone.<
    Perché il sig. Portokalos è fatto così:-).

    >Eh sì, mica tutti sono come quel tale albanese che voleva per forza che tutti gli dèi greci, attestati dall’epoca di Omero o prima ancora, avessero un etimo spiegabile partendo dall’albanese moderno…<
    E’ falso. Non TUTTI. ALCUNI. E Aristides Kolas non era albanese, era “arvanitas”, ovvero nato cittadino greco, ma di origini albanesi. Come Gramsci, Crispi o Craxi.

    >(bada che non nego che QUALCHE nome di divinità greca possa avere origine illirica, te l’ho già detto).<
    Appunto, QUALCHE diceva anche lui. Probabilmente ricordi male.

    >Ritvan, e stacci: sei il sig. Portokalos.

    Era un personaggio simpatico, dai. :-)<
    Io sarò Portokalos quando tu ammetterai di essere un “umarell”:-). Io non pretendo che la comunità scientifica prenda per oro colato tutto quel che ha scritto Kolas, ma perdinci, se per molte parole di moltissime lingue gli specialisti mettono nei loro papiri una sfilza di ipotesi etimologiche, mi sembra molto stronzo ignorare VOLUTAMENTE che Afrodita in albanese significa esattamente “il giorno s’avvicina” (ovvero “stella del mattino”).

    Ma tanto ci siamo abituati, gli eruditissimi giornalisti italici ci chiamano ancora “slavi” e perfino il buon Davide teme per l’incolumità dell’incauto italico che dovesse ordinare un “caffé all’italiana” in un bar albanese:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. A proposito di etimologie strane, ho sentito al TG che nel famigerato:-) concorso per magistrati, sì, quello assurto agli orrori :-) della recente cronaca, un aspirante magistrato aveva citato nientepopodimeno che il “Tribunale dell’Aiax” ! Siccome probabilmente la privacy non consentiva di dire nemmeno se si trattasse di masculo o di fimmena, ci rimane il dilemma se trattavasi di leguleio nostalgico del glorioso passato della squadra del grande Cruijff o leguleia molto affezionata ad una certa marca di detersivo da cucina:-).

  103. RitvanShehi says:

    >Ritvan: i talebani non erano quelli che combattevano contro i sovietici,che si erano già ritirati dall’Afghanistan al tempo in cui Benazir governava il Pakistan<
    Erano quelli, erano quelli. Hanno combattuto contro i sovietici insieme ad altri. E poi, una volta scacciati i sovietici, c’è stata la resa dei conti fra le diverse fazioni antisovietiche, in cui i talebani hanno primeggiato. Anche grazie all’aiuto del Pakistan retto in quel periodo (1993-1996) dalla Bhutto.

    >la sua scelta di appoggiarli fu dettata da considerazioni strategiche, che al momento erano logiche, ma non legate alla conflitto, già concluso, contro i russi.<
    Rimanevano sempre dei veterani della guerra antisovietica, o no? La Bhutto non era ancora al potere al tempo in cui i talebani si battevano contro i sovietici, d’accordo, ma il governo del Pakistan li aveva aiutati allora (perché pashtun, come quelli pakistani, magari) e non si vedeva perché quando i talebani erano impegnati in una guerra civile contro “signori della guerra” e altre fazioni non legate al Pakistan quest’ultimo avrebbe dovuto interrompere l’aiuto ai suoi “protetti”. Si chiama “ragion di Stato”. E sottolineo di nuovo che nel 1995-’96 i talebani non avevano ancora consolidato il loro potere in Afganistan e non si erano ancora rivelati per quelle bestie primitive che erano. E io credo – ma siamo nel campo delle ipotesi – che se la Bhutto non fosse stata costretta ad abbandonare il potere, si sarebbe adoperata con più successo nel ridurre i talebani a più miti consigli.

  104. Ritvanarium says:

    Va be’ Ritvan … era una domanda un po’ provocatoria: il fatto è che in quanto popoli si è tutti (o quasi) gli ex dominati e/o gli ex dominatori di qualcun altro.

    Non penso che per avere un brutto ricordo di Mussolini (c’ è un video su youtube in cui dei tuoi Compatrioti giuravano Fedeltà al Duce in Italiano !!!) che pur sempre un Dittatore Straniero era, si debba per forza essere degli Ex Agenti della Sigurimi ;-/

    [A proposito: pare che la Sinistra Italica di Diliberto e Bertinotti stimi ancora Hoxha come “Eroe della Lotta Antifascista” anche se ammette che dopo il potere gli ha dato alla testa]

    … Poi è vero: i Greci eran già “spocchiosetti”

    ;-) quando erano Città-Stato dell’ Antichità, concesso !!!!

    Tuttavia per i Greci odierni è dimostrato che il nome “Macedonia” attuale “etnoterritorialmente abusivo”. Un po’ come se un isolotto scozzese volesse farsi chiamare “Albione”… vero Pino ;-) ?

    by David-Ritvanarium

  105. RitvanShehi says:

    >Va be’ Ritvan … era una domanda un po’ provocatoria: il fatto è che in quanto popoli si è tutti (o quasi) gli ex dominati e/o gli ex dominatori di qualcun altro. David-Ritvanarium<
    Questo è vero. Ma i popoli “intelligenti” (ma sarebbe meglio parlare di “elites intelligenti”) storicizzano e non si accaniscono contro i fantasmi del passato.

    >Non penso che per avere un brutto ricordo di Mussolini (c’ è un video su youtube in cui dei tuoi Compatrioti giuravano Fedeltà al Duce in Italiano !!!) che pur sempre un Dittatore Straniero era, si debba per forza essere degli Ex Agenti della Sigurimi ;-/<
    Mio caro, la sola cosa negativa che da quelle parti si imputa a Mussolini – a posteriori, beninteso – è che si mostrò troppo frettoloso e ingordo nei confronti dell’Albania. L’avrebbe avuta comunque, allo scoppio della guerra mondiale, mica scappava:-) e poteva tenere in pugno il re dell’Albania. Invece, offrì il destro a quel fetente di Enver Hoxha (a proposito, carino quel sito di quel gruppuscolo stalinista segnalato su “Ritvanarium”: più sono e meglio è, così si “cannibalizzano” fra di loro:-) ) di costruirci un esercito con la scusa di “liberarci” dalla dominazione straniera. E poi inchiappettarci per 45 anni….

    Per il resto, mi spiace, ma oggi anche gli ex agenti della Sigurimi riconoscono che gli italiani si comportarono benissimo con gli albanesi durante l’okkupazione. Anzi, più che bene, perché mentre in Italia c’era il razionamento dei viveri, in Albania c’era tutto il bendiddio portato dall’Italia, bastava avere soldi. Come già detto, perfino le case di tolleranza ci portò il Dux, cosa che non s’era mai vista nell’austera e patriarcale Albania!:-)

    >[A proposito: pare che la Sinistra Italica di Diliberto e Bertinotti stimi ancora Hoxha come “Eroe della Lotta Antifascista” anche se ammette che dopo il potere gli ha dato alla testa]<
    Eh, già, avrei voluto vedere loro al potere assoluto, avrei voluto!

    >… Poi è vero: i Greci eran già “spocchiosetti”

    ;-) quando erano Città-Stato dell’ Antichità, concesso !!!!<
    Almeno quelli, chapeau! Hanno costruito una splendida civiltà. Ma i loro discendenti ricordano il ramarro che si vantava del bisnonno coccodrillo:-).

    >Tuttavia per i Greci odierni è dimostrato che il nome “Macedonia” attuale “etnoterritorialmente abusivo”. Un po’ come se un isolotto scozzese volesse farsi chiamare “Albione”… vero Pino ;-)?<
    Mah, è comunque vero che l’odierna Repubblica della Macedonia coincide con la parte nord dell’antico regno macedone. Sicuramente gli odierni macedoni slavi, appunto perché slavi, non possono avere nulla in comune coi soldati di Filippo II e Alessandro Magno e se avessero scelto un altro nome per la loro repubblica forse sarebbe stato più corretto. Ma il nome, ricordiamocelo, lo scelse Tito, quando la creò come repubblica jugoslava e cosa fatta capo ha: poi era difficile cambiarlo e con che cosa? Ma stessero buoni i greci che nessuno glielo ruba Alessandro Magno che volle essere greco, anche se di stirpe illiro-macedone! E nessuno può accampare pretese territoriali nei loro confronti, i macedoni men che mai. E’ la solita idrofobia ellenica che se non litigano coi vicini non son mai contenti:-).

  106. falecius says:

    Per Ritvan 104: i talebani COME TALI, cioè come movimento organizzato, nascono, che io ricordi, dopo il ritiro sovietico. Nel senso che non erano una fazione strutturata in quanto tale durante il Jihad. Lo dico sempre basandomi su Rashid, che considero complessivamente affidabile, gransatanese :) o meno.

    Per il resto, non so cosa avrebbe fatto Benazir dei Talebani una volta se fosse rimasta al potere. Non escludo che avrebbe cercato di ridurli a più miti consigli, ma c’è anche da chiedersi se ci sarebbe riuscita. I Talebani si dimostrarono dei fanatici oscurantisti già nel ’95 ’96, anche se col tempo tesero a peggiorare.

  107. RitvanShehi says:

    >Per Ritvan 104: i talebani COME TALI, cioè come movimento organizzato, nascono, che io ricordi, dopo il ritiro sovietico. Nel senso che non erano una fazione strutturata in quanto tale durante il Jihad. Lo dico sempre basandomi su Rashid, che considero complessivamente affidabile, gransatanese :) o meno. falecius< Invece, la Wikipedia in gransatanese li descrive come “Originated as Pashtun Mujahideen groups in the Soviet war in Afghanistan” (http://en.wikipedia.org/wiki/Taliban). Se Rashid non è d’accordo, basta che vada lì e lo cancelli:-). (giuro che c’era, non l’ho aggiunta io!:-)).

    Certo, quando combattevano i sovietici non c’avevano scritto in fronte “Taliban Army”, non obbedivano come un sol uomo all’ineffabile mullah Omar, ma ciononostante quelli erano. Certo si sono organizzati meglio durante la guerra civile afghana, ma non credo che il Corano l’abbiano appreso durante essa:-).

    >Per il resto, non so cosa avrebbe fatto Benazir dei Talebani una volta se fosse rimasta al potere. Non escludo che avrebbe cercato di ridurli a più miti consigli, ma c’è anche da chiedersi se ci sarebbe riuscita. I Talebani si dimostrarono dei fanatici oscurantisti già nel ’95 ’96, anche se col tempo tesero a peggiorare.<
    Ti ricordo che nel ’96 la Bhutto aveva già dato:-).

    Ciao

  108. falecius says:

    Ritvan: non vedo la contraddizione. Non ho mai negato che l’origine dei Talebani sia nella guerra contro i sovietici.

  109. RitvanShehi says:

    >Ritvan: non vedo la contraddizione. Non ho mai negato che l’origine dei Talebani sia nella guerra contro i sovietici. falecius< Appunto. E come veterani della guerra antisovietica (per di più pashtun) ottennero l’aiuto della laica Bhutto, non perché la Bhutto fosse smaniosa di applicare la versione più integralista della sharia in Afghanistan. Mi premeva sottolineare questo.

  110. falecius says:

    Ritvan: sottolineatura corretta. Specifico che non ho mai creduto (anzi, ho esplicitamente negato, nei miei post sul tema) alla comunanza IDEOLOGICA tra Talebani e la Bhutto.

    Non ho dubbi che le considerazioni politiche e strategiche che la indussero a sostenerli non avessero a che vedere con le idee che professavano.

  111. RitvanShehi says:

    OK, falecius, ci siamo spiegati, grazie.

    Ciao

  112. utente anonimo says:

    Ritvan, tu hai avuto Hoxha e a noi hai regalato i tuoi amici merdaioli fascisti. Ora lecca il culo a Berishga,m va…

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