Per Natale, violiamo l’embargo su Gaza

Riprendo dal sito della campagna Gaza Vivrà.

Versione in lingua inglese.

«Beati voi poveri,
perché vostro è il regno di Dio.

Beati voi che ora avete fame,
perché sarete saziati.

Beati voi che ora piangete,
perché riderete».

[dal Vangelo secondo Luca]

1974 anni fa Gesù di Nazareth veniva crocefisso per aver promesso agli oppressi la speranza nella salvezza e nella giustizia.

1974 anni dopo, negli stessi luoghi, un altro martirio è in corso, a subirlo è stavolta l’intero popolo palestinese.

La Striscia di Gaza è il simbolo di questa tragedia.

Da circa un anno, a causa dell’embargo decretato dalle autorità israeliane, Gaza è diventata un lager: un milione e mezzo di persone sopravvivono tra gli stenti. Non ci sono altre parole: siamo di fronte ad una catastrofe umanitaria.

Forte dello sfrontato appoggio degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, il regime israeliano ha sperato che prendendo Gaza per fame, questa avrebbe capitolato accettando, oltre alla truffa storica chiamata “Road Map”, di riconsegnare il potere a colui che l’aveva perduto con regolari elezioni: Abu Mazen.

Tuttavia Gaza non ha ceduto. Gaza vive e resiste.

Occorreva allora rendere questa punizione collettiva ancora più crudele.

Beni, cose e corpi non possono varcare i confini, carri armati, aerei da guerra e bombe si.

Da gennaio ad oggi, contestualmente all’inizio dell’embargo, l’esercito israeliano, col pretesto di rispondere al lancio di missili rudimentali, ha compiuto contro Gaza innumerevoli e devastanti incursioni, che non hanno risparmiato la stessa Cisgiordania.

Da gennaio, secondo le stesse fonti israeliane, l’esercito ha ucciso 457 palestinesi. Tra questi quasi un centinaio bambini. La grande maggioranza civili innocenti.

Negli ultimi giorni l’assedio di Gaza si sta facendo ancor più duro: gli assalti si susseguono, i palestinesi uccisi aumentano.

E’ in questa drammatica situazione, proprio in occasione del Natale, che il popolo palestinese non poteva essere lasciato da solo.

Una delegazione si recherà infatti a Gaza per portare ai suoi abitanti la solidarietà non solo di quanti hanno firmato l’Appello «Gaza Vivrà», ma di quella consistente parte del popolo italiano il cui cuore batte con quello palestinese e che chiede di porre fine all’embargo e all’assedio israeliani, come pure alla complicità della Comunità Internazionale, governo italiano incluso.

La delegazione ha un carattere umanitario, volendo verificare la situazione ed i mezzi concreti per aiutare la popolazione di Gaza a RESISTERE.

Vogliamo violare un embargo che è esteso addirittura alle persone, nella consapevolezza dell’importanza simbolica di questo atto per l’intero popolo palestinese.

E’ con questi obiettivi che ci incontreremo con le organizzazioni umanitarie e della società civile oltre che con le legittime autorità di Gaza.

 Della delegazione faranno parte:

Fernando Rossi – Senatore;

Giovanni Franzoni – Comunità Cristiane di Base;

Lucio Manisco – Giornalista ed ex parlamentare;

Maria Grazia Ardizzone – Campo Antimperialista;

Elvio Arancio – Centro studi cultura islamica di Torino;

Davide Casali – Fotoreporter;

Vainer Burani – Avvocato, membro Giuristi Democratici;

Maria Grazia Da Costa – Operatrice sanitaria;

Ugo Giannangeli – Avvocato, socio onlus “Per Gazzella”;

Margarita Langthaler – Coordinamento antimperialista Vienna;

Zeno Leoni – Giornalista;

Leonardo Mazzei – Comitato “Gaza Vivrà”;

Erika Miozzi – Associazione umanitaria di volontariato “Sumud”;

Giuseppe Pelazza – Avvocato;

Anika Persiani – Associazione umanitaria di volontariato “Sumud”;

Carmela Vaccaro – Docente universitaria, esperta di acqua.

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17 Responses to Per Natale, violiamo l’embargo su Gaza

  1. Ritvanarium says:

    Caro Kelebek

    sei ufficialmente invitato, senza alcun timore di sapore Morettiano, a partecipare a questo Dottissimo Dibbbattito ;-), penso che farebbe piacere anche a Ritvan, per una volta almeno, incontrarti “là”:

    http://ritvanarium.splinder.com/post/15139556/Scoop+Prenatalizio+Esagerato

  2. Ritvanarium says:

    Caro Kelebek

    sei ufficialmente invitato, senza alcun timore di sapore Morettiano, a partecipare a questo Dottissimo Dibbbattito ;-), penso che farebbe piacere anche a Ritvan, per una volta almeno, incontrarti “là”:

    http://ritvanarium.splinder.com/post/15139556/Scoop+Prenatalizio+Esagerato

  3. utente anonimo says:

    Tutto lascia dedurre che proprio sotto le feste natalizie ci sarà una vasta operazione militare israeliana a Gaza.

    Imed Mehadheb Metoikos (Tunisia).

  4. Caro Miguel,

    ottimo appello.

    Non funziona, però, quel “1974 anni fa” e “1974 anni dopo”; infatti i biblisti concordano sul fatto che la crocifissione di Gesù di Nazareth avvenne nell’Aprile del 30 d.C., e pertanto gli anni trascorsi sarebbero, invece di 1974, 1977.

    Ceffo

    (mi meraviglio che Ritvan non se ne sia accorto !).

  5. kelebek says:

    Per Ceffo n. 3

    Shhh, non svegliare il Ritvan che dorme!

    Miguel Martinez

  6. Ritvanarium says:

    Ritvan non dorme mai:

    ancora una volta fra un “Di Qua” e un “Di Là” ha optato per un “Oltre”

    http://ritvanarium.splinder.com/post/15139556#comment

    click

  7. Ritvanarium says:

    Ritvan non dorme mai:

    ancora una volta fra un “Di Qua” e un “Di Là” ha optato per un “Oltre”

    http://ritvanarium.splinder.com/post/15139556#comment

    click

  8. Ritvanarium says:

    Anzi, vi invito tutti al Diaologone PreNatalizio Scoopposissimo

  9. falecius says:

    Ceffo: con che argomentazioni?

    Nel senso, sappiamo che Gesù è nato in un anno quasi sicuramente compreso tra il 4 e l’8 a.C.

    Quindi, se aveva 33 anni quando fu crocifisso, questo doveva accadere tra il 25 ed il 29.

    Ma non saprei dire se l’età di 33 anni sia un dato tradizionale o abbia una fonte affidabile, mi pare che non sia sritta nei Vangeli (ma potrei sbagliare). E’ possibile che si sia desunta la data di crocifissione al 33 e su quasta base attribuita l’età di 33 anni usando la cronologia errata di Dionigi il Piccolo. Un mio amico che conosce bene la Bibbia propende per quest’ipotesi.

    Se hai altri dati sullo stato della questione, mi incuriosisce molto (Miguel, scusa l’OT).

  10. falecius says:

    Leggo solo ora… Erika ed Anika a Gaza… uhmmm… Secondo i bigliettini d’auguri passano l’embargo? :)

  11. irSardina says:

    Ma chi Erika=piccolacellula?

  12. @ Falecius, 19:12, 15 dicembre, 2007.

    Caro Falecius, i (supposti) 33 anni non hanno una seria base; tranne che, nei Vangeli sinottici, l’aggiunta all’essere Gesù ormai cresciuto, compiutamente adulto (quindi, nel suo 30simo anno di età, secondo tradizione ebraica) dei tre anni della predicazione (ovvero poteva anche avere, in realtà, 32 anni invece di 33, secondo tale vulgata).

    Ma il 7 Aprile del 30 d.C. (ironica la misurazione dionigica o dionisiaca delle ere in questo caso, non trovi ?) NON ha alcun legame con i 33 mitici anni, ma con considerazioni storiche, archeologiche e cronologiche di altro genere.

    Posso anche reperire una bibliografia di base riguardo alla data del 30 d.C. (o, diciamo, Era Comune, o qualcosa, onde cancellare il paradosso), ma ti prego (essendo malvagiamente pigro) di fidarti sulla parola.

    Immagino che anche senza chiedere di persona a biblisti, ma facendo (come ora è costume) qualche semplice ricerca Wikipedica (ma in Inglese), si possano facilmente trovare i motivi tecnici che rendono la data dell’Aprile del 30 EC o d.C. la più probabile, senza alcun legame con i 33 anni della tradizione popolare.

    Ceffo.

  13. RitvanShehi says:

    >Carmela Vaccaro – Docente universitaria, esperta di acqua.< Liscia, gassata o ferrarelle?:-)

  14. RitvanShehi says:

    >(mi meraviglio che Ritvan non se ne sia accorto !) (dell’errore di datazione della crocifissione). Ceffo< >Shhh, non svegliare il Ritvan che dorme! Miguel Martinez< >Ritvan non dorme mai. DavidRitvanarium< Beh…effetivamente oggi ho un po’ d’insonnia. Ma la vera ragione del mio distacco da qui era che ero affaccendato nei commenti di altri post.
    Comunque, quella dell’errore (vero o supposto che sia) di due o tre d’anni nella datazione della crocifissione, mi pare una questione di lana caprina.

    Il Ritvan “svegliato”, come ben teme Miguel:-), trova altro da osservare sull’accostamento

    “1974 anni fa Gesù di Nazareth veniva crocefisso per aver promesso agli oppressi la speranza nella salvezza e nella giustizia.

    1974 anni dopo, negli stessi luoghi, un altro martirio è in corso, a subirlo è stavolta l’intero popolo palestinese.”

    Intanto digiamocelo che tutte quelle belle cose Gesù agli “oppressi” (ma anche a quelli meno “oppressi”, bastava aver Fede, porca miseria che c’infilano il marxismo dappertutto, fortuna che non hanno scritto “proletari”:-) ) le prometteva, sì, ma nell’altro mondo, diversamente da Hamas che le vuole qui e subito. E per averlo è disposto a versare tanto, ma tanto sangue. Inzomma, direbbe Di Pietro “che c’azzecca Gesù con Hamas”?

  15. Beh, buon viaggio ai pellegrini di Natale!

  16. utente anonimo says:

    1974 anni fa Gesù di Nazareth veniva crocefisso per aver promesso agli oppressi la speranza nella salvezza e nella giustizia.

    1974 anni dopo, negli stessi luoghi, un altro martirio è in corso, a subirlo è stavolta l’intero popolo palestinese.

    … la solita retorica sul popolo deicida, sotto Natale…

    Leo

  17. fmdacenter says:

    ostreghetta, hanno trovato le motivazioni della condanna alla crocificssione del Nazareno?

    e voi non mi dite niente?

    una prova indiscutibile della Sua vita e niente sui giornali?

    oppure ho capito male e siamo alla solita fuffa retorica da cattocomunisti mal invecchiati? che delusione, che tristezza

    Francesco

    PS ma Nostro Signore odia i palestinesi al punto da dargli simili amici?

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