Gaza chiama…

Riportiamo questo importante appello

Miguel Martinez


AUTORE:  Ramy ABDU

Tradotto da  Mary Rizzo
 

Sono passati 60 anni da quando la nostra catastrofe palestinese (Nakba) ebbe inizio. Il popolo palestinese ha subito e assaggiato molta sofferenza e molte calamità, quindi, la Striscia di Gaza, in cui vivono 1,5 milioni di persone di cui, all’incirca il 75% sono rifugiati, ha avuto un assaggio ancora più grande di questa sofferenza.

Dall’inizio della seconda Intifada nel 2000, l’Occupazione israeliana ha violato tutti i tabù, ed anche le convenzioni internazionali, torturando i palestinesi con severità.

Nel frattempo, il duro regime imposto sulla Striscia di Gaza continua da sette mesi, ma con ancora più crudeltà. L’assedio azzera la libertà di movimento di persone e cose da e verso la Striscia di Gaza. Quindi, la situazione umanitaria si è deteriorata ulteriormente, e la già fragile economia di Gaza sta morendo. L’economia era già debole a causa delle procedure imposte dall’Occupazione, ora la Striscia di Gaza si è trasformata in un grande “Ghetto”. Ogni casa di Gaza porta dentro di sé dei racconti di dolore e sofferenza!
 
In sostanza, la Striscia di Gaza è interamente dipendente dall’importazione di beni attraverso i Territori Occupati che sono sotto il controllo totale d’Israele. Dall’inizio dell’assedio, l’Occupazione ha proibito l’arrivo di materie prime nella Striscia, ma non solo, nemmeno i beni fatti a casa dei palestinesi possono lasciare la Striscia per il mercato dell’export. In aggiunta, il numero dei disoccupati ha raggiunto il livello del 70% della popolazione. In queste circostanze, i civili sono esclusi dalla fruizione dei beni essenziali per la loro sussistenza, che si aggiunge alla caduta libera dei loro redditi, che ammontano a meno di $650 annui pro capite.
 
Fino ad ora, l’Occupazione ha fallito nel suo tentativo di soggiogare la popolazione di Gaza. E’ proprio per questo motivo che l’Occupazione prova ogni mezzo pur di raggiungere questa soggiogazione.

L’Occupazione prende di mira ogni aspetto economico nella Striscia di Gaza. Tutte le imprese, che contavano 3.700 tra botteghe e fabbriche, hanno dovuto chiudere, con il risultato di lasciare 65.000 persone senza lavoro. Mentre l’assedio continua, anche gli agricoltori sono stati danneggiati, soprattutto durante la fase agricola più significativa, con il risultato di altri 20.000 lavoratori senza impiego.
 
Relativamente ai valichi di Gaza, ci sono cinque valichi e checkpoint alle frontiere che connettono la Striscia di Gaza con il resto del mondo: quattro valichi con i Territori Occupati e il quinto con l’Egitto, il “Rafah Terminale”. L’Occupazione ha controllo totale dei cinque valichi, quindi, sono lasciati in uno stato d’abbandono e sono stati chiusi. L’Occupazione non permette a nessuno di lasciare Gaza, nemmeno di entrarvi. Inoltre, permette l’ingresso ad una quantità limitata di alimenti nella Striscia, non possono entrare materie prime ed altri tipi di generi alimentari.
 
Dicono le statistiche che sono 37 i camion che portavano questi beni in Gaza, mentre il fabbisogno si aggira attorno ai 300 camion ogni giorno per portare materie prime, alimenti e beni d’ogni genere.
 
Nel campo della salute, il pericolo è grande, siccome la gente ammalata vede le proprie urgenze e sofferenze moltiplicate per due. L’Occupazione non permette l’ingresso di materiali sanitari nè medicinali. Inoltre, questa Occupazione vieta alle persone ammalate di lasciare Gaza per avere cure più idonee.
 
Le notizie e statistiche che sono state rilasciate da enti di sanità confermano che ci sono 1.500 persone con urgente bisogno di terapia chirurgica per le malattie dei reni, del cuore e per ogni tipo di cancro. Trecento di queste persone si trovano in una condiziona critica di pericolo di morte.
 
Più di 137 macchinari sanitari sono fuori servizio come conseguenza della mancanza di parti di ricambio, 23 di questi macchinari sono per la dialisi (su un totale di 66 macchinari). 86 tipi di medicinali sono esauriti, e nel futuro immediato, ci sarà l’esaurimento di altri 132 farmaci!
 
Dal lancio del Comitato Popolare Contro l’Assedio, PCAS, nel novembre 2007, abbiamo contato 29 vittime dell’assedio. Queste vittime erano persone malate che erano alle quali non era consentito viaggiare per ottenere le cure necessarie per la loro sopravivenza. Sono morte davanti alle telecamere mentre tutto il mondo è testimone del modo in cui sono morti. Però, nessuno ha potuto fare niente, e nessun’azione è stata intrapresa. Quelle persone ammalate che sono diventate vittime, stavano sempre pensando e chiedendosi… quando possiamo viaggiare per avere le necessarie cure? Si stanno facendo la stessa domanda le molte altre centinaia di persone malate!
 
Per quanto riguarda le questioni dei progetti per le infrastrutture, per gli impianti idrici, le scuole e le strutture sanitarie, le attività sono cessate a causa dell’isolamento della Striscia di Gaza. Materie prime necessarie per l’operazione di questi progetti non sono state permesse d’entrare nella Striscia, 250 milioni di dollari sono stati stanziati per questi progetti, e migliaia di lavoratori avrebbero potuto beneficiarne direttamente dalla loro realizzazione.

Inoltre, sono stati sospesi anche i progetti dell’UNRWA, 93 milioni di dollari sono stati stanziati, per alleviare la situazione disastrosa di 16.000 persone, ma i lavori non possono essere eseguiti. In questa circostanza già grave di per sé, l’occupazione ha limitato la fornitura di benzina e di altri carburanti, con gravi effetti sull’approvigionamento per uso potabile e sanitario, dato che hanno smesso di funzionare le pompe. Strutture per l’educazione, per la sanità e altri servizi sono stati chiuse. Manca anche la carta per scrivere agli studenti. Inoltre, è stato vietato a tutti i giovani che studiano all’estero di viaggiare verso le loro università per continuare con i loro studi, compromettendo il loro futuro. Molte famiglie rischiano di perdere la possibilità di entrare nuovamente in Gaza.
 
Più di 25 consigli municipali sono nel procinto di sospender i servizi per i residenti di Gaza. Queste cancellazioni includono la sospensione della raccolta dei rifiuti, siccome non c’è carburante per i mezzi..
 
Quelle di cui sono state appena accennate sono solamente alcune immagini isolate delle sofferenze che patisce il popolo della Striscia di Gaza. L’Occupazione mette la gente di Gaza sotto assedio, violando i loro diritti: diritti garantiti dalle convenzioni e protocolli internazionali sui diritti umani, inclusi quelli della Quarta Convenzione di Ginevra e la Dichiarazione Internazionale dei Diritti Umani.
 
Da quando PCAS ha incominciato il suo lavoro nel divulgare le situazioni di quest’assedio, si è messo in contatto con molte persone ed enti. Nonostante ciò, non abbiamo sentito la presa di nessuna posizione o azione formale. Non ci sono azioni concrete che riescono ad alleviare la sofferenza di questa gente. Dunque, noi facciamo un appello a voi, e chiediamo a tutti le persone di coscienza di alzare le vostre voci per chiedere un aiuto che potrebbe evitare che decine di migliaia di persone rischino di finire nel mezzo di una crisi senza fine.
 
Ramy Abdu
Portavoce
Comitato Popolare Contro l’Assedio
http://www.freegaza.ps/

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Originale da: http://www.tlaxcala.es/pp.asp?reference=4311&lg=en

Articolo originale pubblicato l’11 Dicembre 2007

L’autore

Mary Rizzo è membro di Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguística. Questo articolo è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l’integrità e di menzionarne autori, traduttori, revisori e la fonte.

URL di questo articolo su Tlaxcala: http://www.tlaxcala.es/pp.asp?reference=4320&lg=it

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