Nota di servizio

Come sapete, tra i commenti di questo blog, non esercito alcuna censura sulle opinioni.

Possono scrivere islamofobi, paladini del capitalismo, sionisti, razzisti conclamati, guerrafondai in base al principio che alle affermazioni si risponde con i ragionamenti e non invocando il politicamente corretto.

E poi un avvocato del diavolo fa sempre comodo, perché permette di correggere eventuali imprecisioni e di curare meglio il linguaggio.

Non sono invece ammessi comportamenti scorretti.

Questo principio ha funzionato, finora, a meraviglia, e credo che proprio i commentatori politicamente più lontani da me lo possano testimoniare.

Però, tra i commentatori critici più attivi, c’è un tale che si fa chiamare Castruccio, Martin Mystere, Erik Lehnsherr e altro, che tutti i giorni e a tutte le ore sorveglia il blog mio, quello di Sherif, quello di Dacia Valent, ma anche quelli di persone dalle idee lontane dalle mie, che però hanno sempre dimostrato un comportamento ineccepibile – Rosalux e MMax.

Il suo metodo consiste nel fare commenti tranquilli in termini di contenuto su un blog, mentre altrove diffama furiosamente lo stesso blog; e nel provocare liti con vari partecipanti, in modo da far degenerare i commenti, in particolare con la creazione di vari fake, facilmente riconoscibili dallo stile e anche da certi elementi tecnici, che gli permettono di diffamare o di insultare senza far perdere la faccia a quello che è il suo nick ufficiale del momento. A volte con vere e proprie persecuzioni, come una vergognosa esplosione di insulti razzisti contro un commentatore albanese.

Castruccio è una persona cui piace far credere di essere in possesso di chissà quali informazioni segrete, che gli permettono di insinuare sospetti di ogni sorta, o direttamente o tramite i suoi fake.

Pur sapendo tutto questo, speravo che si fosse calmato, e volesse giocare al ruolo, del tutto lecito, di avvocato del diavolo.

Ma ieri ha superato i limiti anche della mia larga tolleranza.

Alle 21.45, un suo fake anonimo scrive, con il solito linguaggio tra lo sbirresco e il mafioso:

"castruccio una volta scrivesti che MM era un noto confidente e lo definisti un soffia. Sei ancora dello stesso parere e innanzitutto ne hai le prove? C’ è qualcuno che è stato arrestato o indagato grazie alle sue soffiate?"

Scrivere una cosa del genere su un blog politico è un po’ come lanciare, durante un incontro di genitori dell’asilo, il sospetto di pedofilia su un altro genitore con cui non si è d’accordo per qualche motivo.

Quattro minuti dopo, Castruccio si risponde da solo, questa volta con il suo nick ufficiale:

alla non tanto anonima postatrice #28
non rispondo a domande poste con l’intento di scatenare discussioni

In un colpo solo, cerca di:

1) far capire, come sempre, che è al corrente di cose misteriose (perché mai dovrebbe essere una donna ad avere scritto quel commento, e anche se lo fosse, come potrebbe saperlo lui?)

2) farmi sospettare di qualche donna che commenta regolarmente sul mio blog, nella speranza di farmici litigare

3) non smentire l’affermazione diffamatoria, che anzi viene così alimentata

4) farsi sembrare moralmente superiore agli occhi di chi non lo conosce

A questo punto, né Castruccio né i suoi vari fake sono più ammessi su questo blog.

Chi volesse continuare a seguirlo, può leggere il suo blog, http://babbei.ilcannocchiale.it/, dove potrà anche rispondermi se vuole: a differenza di lui, non interferisco nelle cose di altri.

Conoscendo Castruccio, che non ha idea cosa sia il rispetto, so benissimo che ritornerà instancabilmente alla carica, sfruttando il fatto che lascio liberi i commenti, ripostando continuamenente i commenti che cancello o inventando nuovi fake.

Comunque non mi stancherò nemmeno io di cancellare.

Chiedo agli altri, ovviamente, di non alimentarlo, perché cancellerò le risposte che gli dovessero dare anche i miei migliori amici; e registratevi su Splinder, in modo che Castruccio non possa usare i vostri nomi, come talvolta ha fatto in passato.

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26 Responses to Nota di servizio

  1. utente anonimo says:

    Approfitto di questa zona franca anti anonimi per lasciare un commento molto OT, in forma ovviamente anonima, per fotografare due dettagli di una giornata italiana qualunque, quella odierna. Il nostro Presidente del Consiglio (schieramento di centro sinistra) si trova ora, mentre scrivo, ad inaugurare un enorme centro commerciale, forse il più grande del sud europa, disegnato dal noto Renzo Piano sulla falsariga del celebre vulcano (attivo) che si staglia sullo skyline dell’area. Questa cattedrale delle merci “appartiene” ad un senatore della repubblica di Forza Italia, residente in una cittadina dello sprawl di Napoli nord, che è la vera testa di ponte della camorra campana all’interno dei vertici istituzionali dello stato. Il caro Senatore possiede già, nella stessa area, un numero incredibile di negozi tra cui un grosso centro di servizi paraospedalieri. Dicono che questa struttura darà lavoro a 1700 persone: nessuno da queste parti ha mai visto un bando. Personalmente ho però visto, nei giorni scorsi, gli operai che sull’autostrada montavano i cartelli con le indicazioni per raggiungere il centro direttamente sopra i nomi delle uscite di Pomigliano, Acerra/Afragola e Nola. Il centro apre in un’area in cui ce ne sono altri sette: a tracciare una geografia del territorio le strade sembrano collegare i centri tra loro e non le città. Sempre oggi, l’ex presidente del consiglio è in visita a Napoli accompagnato dallo stesso senatore per un contro-evento, ovviamente solo apparente.

    Mentre accade tutto ciò, il giudice Forleo viene eliminato nel plauso generale dei giornalisti, conniventi o con il silenzio o con il risentimento per non essere riusciti a manipolarla in qualità di vittima da esposizione per il popolo dei talk show.

    Che c’entra una cosa con l’altra?

    Nulla, assolutamente nulla: le cose stanno così, semplicemente. Come questo commento, che lascia il tempo che trova.

  2. kelebek says:

    Per n. 1

    Grazie, una fotografia eccezionale.

    Suggerisco comunque di firmare con uno pseudonimo qualunque, solo per potersi orientare meglio nelle discussioni.

    Miguel Martinez

  3. Coccoenne says:

    Vorrei aggiungere un suggerimento, Miguel.

    Ovviamente per chi intende seguirlo.

    Qualcuno lo saprà già ma altri non ci avranno pensato.

    Se, da registrati, non voleste ricevere posta privata da tizio o da caio, potete bloccarne il mittente come ho fatto io con qualcuno poco prima che entrasse nella pagina del mio profilo.

    In caso contrario liberissimi di interloquire privatamente con chicchessia.

    PS

    Penso ti dovrai armare di una pazienza infinita, Miguel, a meno che non collaboriamo anche noi, ;-)

  4. utente anonimo says:

    Ne approfitto anche io con un argomento straneo al post.

    Due sere fa, in uno spazio di approfondimento del TG3 condotto da Maurizio Mannoni erano presenti in studio Gianni Minà e Vittorio Zucconi per parlare di America Latina. L’intervento di Minà su tutte le false ed infondate accuse che la stampa e gli ambienti politici USA ed europei rivolgono al governo venezuelano è stato così efficace ed incisivo da tagliare completamente l’erba sotto i piedi del buon Zucconi (non certo uno dei peggiori in circolazione) il quale, trovandosi nell’impossibilità di seguire il prontuario dei luoghi comuni di Repubblica sugli sviluppi dela politica sudamericana, ha dovuto ammettere che le politiche neoliberiste hanno creato in quel subcontinente dei disastri sociali, ma che la demagogia di Chávez non può essere la risposta perché impedisce il formarsi di una matura ed articolata società civile.

    Che Vittorio Zucconi abbia il tempo e la voglia di occuparsi del grado di maturità ed articolazione della società civile venezuelana può significare soltanto che è almeno moderatamente soddisfatto della società civile italiana (o nord-americana, visto che fa il corrispondente di Repubblica dagli Stati Uniti). Io invece mi sono ricordato della più bella battuta di Silvio Berlusconi in un’assemblea di Pubblitalia qualche anno prima di “scendere in campo”. Rivolgendosi ai suoi venditori di spazi pubblicitari e riferendosi al pubblico delle reti Mediaset disse: “Ricordatevi che il nostro pubblico è arrivato massimo alla seconda media, e di sicuro a scuola non erano i primi della classe”.

    Nel frattempo molte cose sono accadute. Le reti Mediaset sono rimaste fedeli al loro modello originario, mentre la Tv pubblica, con le sue isole dei famosi, le sue vite in diretta, le sue Porta a Porta si sono berlusconizzate. Venutogli il capriccio di fare politica nell’autunno del 93 Berlusconi investe qualche miliardo in un’operazione di marketing politico che qualche mese più tardi, alle elezioni politiche di primavera, lo fa risultare il più amato degli Italiani e gli fa varcare la soglia della Presidenza del Consiglio insediandolo definitivamente come l’uomo politico più potente della Repubblica.

    Venendo ai nostri giorni, un governo di centro-sinistra, indistinguibile nelle sue politiche dai dicasteri Berlusconi, trova la sua più profonda espressione attraverso la nascita di un nuovo partito che è l’apoteosi di tutti gli stereotipi del moderatismo nazionale. Intanto gli studenti italiani delle superiori vengono classificati tra i più ignoranti del mondo, e nell’opinione pubblica si può alzare la cortina fumogena di una emergenza sicuritaria anche se tutti i dati della criminalità (con l’eccezione degli abusi che si consumano nelle pareti domestiche) tendono inequivocabilmente al ribasso. Sullo sfondo la vecchia allergia degli Italiani per la lettura di libri e giornali.

    Ma andiamoci piano, vediamo di non cadere anche noi nel luogo comune del povera Italia. Ho già detto che se Vittorio Zucconi avesse voglia di versare lacrime sullo stato miserevole di una società civile potrebbe cominciare dall’incredibile stupidità di quella che ha tutti i giorni sotto gli occhi, quella USA (chissà se i sudditi di George W. Bush credono ancora in larga maggiornaza che la guerra in Iraq fu dovuta alle prove del coinvolgimento di Saddam Hussein nell’attacco alle Twin Towers). Ma in realtà il problema è meno definibile geograficamente. Per quanto le cosiddette “democrazie” occidentali siano dei sistemi relativamente evoluti rispetto al passato ed altre forme di civiltà, in esse la stabilità politica e sociale è il risultato di una grande abilità delle classi dirigenti di mantenere le masse in uno stato di minorità civile. Se esistessero le società civili che Zucconi sembra credere che esistano fuori dal Venezuela, e dunque dal raggio d’azione deleterio della demagogia di Chávez, le attuali strutture del potere politico, economico e informativo collasserebbero in una settimana. Come pensa Zucconi che una società civile davvero matura e articolata accetterebbe il permanere al potere di George W. Bush, dopo che è provato che ha portato il paese in guerra sulla base di menzogne? E come crede che Repubblica potrebbe mantenere aperti i battenti se la società civile italiana esigesse dei media che applichino scrupolosamente le regole della buona informazione, quelle che si imparano alle scuole di giornalismo e si dimenticano alla prima assunzione?

    Gianluca Bifolchi

  5. kelebek says:

    Grazie, Cocco del suggerimento…

    Grazie, Gianluca (che è una persona assai creativa e piena di iniziative interessanti).

    Miguel Martinez

  6. utente anonimo says:

    Venerdi 23 Novembre 2007 , presso Villa Savonarola Portici (NA) Oliviero Beha ha presentato il suo libro “ITALIOPOLI”.

    L’iniziativa è del Circolo Letterario I Vesuviani e della libreria Nutrimenti insieme ad un gruppo di giovani Porticesi.

    Il libro di Oliviero Beha rappresenta uno spunto per discutere della situazione politica e sociale dell’Italia.

    Il paese sta vivendo una delle crisi sociali più drammatiche dal dopoguerra ad oggi, una classe politica incapace di comprendere la realtà e risolvere le emergenze principali del paese, un terzo degli italiani vivono in condizioni critiche a cavallo tra la povertà e l’indigenza.

    Molte famiglie arrivano appena alla fine del mese, una intera generazione di giovani sta crescendo nell’indeterminazione del propro futuro, tra precariato ed assenza di valori di riferimento.

    Quale sarà il futuro dell’italia?. Quale deve essere il nostro ruolo?.

    Oliviero Beha è stato firmatario di un Manifesto per una nuova Politica.

    In esso si afferma che Centro Destra e Centro Sinistra sono si diversi, ma nella sostanza sono complementari e si sostengono a vicenda.

    L’ingessatura di questo sistema è una delle principali cause di questa situazione. C’è un solo modo per uscire da questa crisi: aumentare la partecipazione dei cittadini alla vita politica e sociale. Riscrivere nuove regole di partecipazione per i partiti, per i politici e per i cittadini, dando loro nuovi strumenti di partecipazione e di controllo.

    Tutto ciò sarà possibile soprattutto se si riesce a realizzare una giusta, libera e corretta informazione.

    Sperando che ogn’uno faccia la sua parte.

    Giovanni Erra

  7. utente anonimo says:

    il diritto di partecipazione e di controllo, attribuito ai cittadini in funzione del diritto di voto, è solamente un’illusione.

    Semplicemente non esiste.

    Remolo

  8. utente anonimo says:

    il diavolo è stupido e a breve affogherà nel distillato del suo

    veleno.

    infatti, tutti i suoi servitori cortocircuiteranno ossessivamente – sempre più soli – in pensieri paranoici e (mediocremente) stupidi.

    mi ero dimenticata di salutare Ritvan: grazie!

    r.

    ps: se deciderò di partecipare a queste discussioni (non mi sento molto all’altezza, siete così super secchioni) d’ora i poi mi registrerò senz’altro.

    ps 2) per MM: ricordati che abbiamo praticamente convenuto che la grazia ci sta e che ci sta anche una spintarella italiana, visti QUANTOMENO, i passaggi relativi all’ambasciata.

    Riferisci al tuo mandante e persuadilo a metterci uno zampino: sai che auspico sempre in una salvifica mediazione globale

  9. kelebek says:

    Per r. n. 8

    Traduzione del punto 2 prego… sono un po’ lento, non ho capito se è uno scherzo o che cosa.

    Miguel Martinez

  10. utente anonimo says:

    Finalmente! Miguel grazie!

    Spero che, a questo punto, anche Aurora ritorni se non altro per quella bella canzone di Giuni Russo che p ha postato per lei.

    Sardina

  11. Miguel, ma qua sono tutti messaggi in codice?

  12. mariak says:

    sardina,

    ti quoto.

  13. fmdacenter says:

    “L’intervento di Minà su tutte le false ed infondate accuse che la stampa e gli ambienti politici USA ed europei rivolgono al governo venezuelano è stato così efficace ed incisivo ”

    grazie, avendo idea di chi è Minà posso giudicare il resto del commento da questo.

    ne approfitto intanto per chiedere di chiudere una Tv di Stato che come approfonditori chiama Minà e Zucconi. rivoglio i soldi del canone, anche se li ha pagati mia moglie.

    Francesco

  14. utente anonimo says:

    Giovanni Erra??

    Allora ha ragione Magdi Allam: questo è un blog per criminali efferati!

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2003/06_Giugno/27/ergastolo.shtml

    :-)

    Z.

  15. utente anonimo says:

    Si tratta di una omonomia.

    Il commento qui è di Giovanni Erra di Pescara e non ha niente a che fare con l’atro suo omonimo condannato per l’assassinio di Désire.

    Questo è un membro del gruppo di Beppe Grillo.

    http://www.partecipare.info

    Remolo

  16. controlL says:

    Non concordo con oliviero beha. Bisogna invece spartecipare totalmente. Io infatti ho spartecipato volentierissimo al corteo di torino. Chi ha voglia di passeggiare dei politici e sindacalisti faccia a meno del mio accompagnamento. Quando potremo decidere noi dove “accompagnarli”, magari se ne riparla. Libertà è spartecipazione.p

  17. RitvanShehi says:

    >Per r. n. 8 Traduzione del punto 2 prego… sono un po’ lento, non ho capito se è uno scherzo o che cosa. Miguel Martinez< Ehmmm…Miguel, il MM a cui r. si riferisce – in merito alla vicenda di Kassim, immagino – non sei certo tu. Evidentemente r. non ha letto il post in cui ci sono questi commenti:-). (porca miseria, mi assento qualche giorno e qui scoppia il finimondo!:-)).
    E anche i ringraziamenti di r. nei miei confronti (troppo buona, cara r., da inossidabile garantista quale mi reputo non potevo pensarla diversamente. Non c’è di che!) credo si riferiscano sempre alla mia posizione in merito alla vicenda Kassim.

    Ciao

  18. RitvanShehi says:

    >ne approfitto intanto per chiedere di chiudere una Tv di Stato che come approfonditori chiama Minà e Zucconi…Francesco< Beh, non esageriamo, si tratta pur sempre solo di Rai3, una volta – ai tempi in cui in Afghanistan ci stavano i russi – nota con il grazioso appellativo di “TeleKabul”. Forse è giunto il tempo di ribattezzarla “TeleAvana”, così si fa contento anche il buon Minà:-).

  19. utente anonimo says:

    17:

    è proprio così caro Ritvan, grazie ancora a tutti.

    ho ben presente la differenza di genere tra Miguel Martinez (che non ho il piacere di conoscere) e che cura questo interessante sito e il sedicente MM (ben impresso – simbolicamente, si intende – nella mia memoria remota) sebbene io abbia partecipato alla discussione solo per il mio spiccato interesse alla vicenda Kassim (che procede nel suo sciopero).

    peace!

    r.

  20. utente anonimo says:

    Caro Ritvan

    è che ogni limite ha la sua pazienza e i miei sono finiti entrambi.

    Una democrazia adulta non ha scuse per l’esistenza di RAI3 e tanto meno per prelevare i miei soldi per mantenerla.

    Ciao

    Francesco sloggato

  21. mariak says:

    Una democrazia adulta non ha scuse per l’esistenza di RAI3 e tanto meno per prelevare i miei soldi per mantenerla.

    maria

    e invece ne ha per l’esistenza di rai 1, gran bella rete con i suoi approfondimenti a base di spugne, mestoli, ciabatte e quant’altro e con il suo vaticano minuto per minuto…

  22. RitvanShehi says:

    >Una democrazia adulta non ha scuse per l’esistenza di RAI3 e tanto meno per prelevare i miei soldi per mantenerla. Francesco<
    Mah, io credo che un Paese abbia sempre bisogno di pluralismo mediatico. Quello che non tollero e che si sia addirittura arrivati al grottesco di esigere il pagamento del balzello RAI anche per il possesso di un PC collegato a Internet!

    Ma dico, alla RAI è tanto difficile reggere la concorrenza del Biscione, pur avendo suppergiù lo stesso minutaggio pubblicitario di quest’ultimo? Ma se vuole dei soldi in più degli introiti pubblicitari,(per mantenere la pletora dei soliti 4 addetti per un solo compito, di cui uno democristiano, uno socialista, uno comunista e uno bravo, che fa tutto il lavoro da solo:-) ) perché non cripta il segnale e fa pagare solo chi lo vuol vedere?

    Per questi obbrobri la gente dovrebbe scendere in piazza in primo luogo, altro che per mandar via le basi usane o i soldati dall’Afghanistan.

    Ciao

  23. fmdacenter says:

    Cara Maria,

    grazie per aver abboccato.

    No, non esistono ragioni valide neppure per l’esistenza di una rete naizonal-popolare di stato dedicata alla cura e al rincoglionimento dei vecchietti e degli ignoranti.

    Ne esistono molto meno perchè coi soldi delle tasse si paghi una specie di centro sociale occupato, neppure autonomo ma molto legato ad una parte politica.

    vendere, vendere, vendere.

    semplice come bere un bicchier d’acqua.

    Francesco

    PS Caro Ritvan, per il puralismo c’è l’antitrust. E un duopolio è meno peggio di un monopolio.

  24. mariak says:

    No, non esistono ragioni valide neppure per l’esistenza di una rete naizonal-popolare di stato dedicata alla cura e al rincoglionimento dei vecchietti e degli ignoranti.

    Ne esistono molto meno perchè coi soldi delle tasse si paghi una specie di centro sociale occupato, neppure autonomo ma molto legato ad una parte politica

    maria

    sì perchè la rete nazional popolare non è legata a nessuno, vero?

  25. RitvanShehi says:

    >Caro Ritvan, per il puralismo c’è l’antitrust. E un duopolio è meno peggio di un monopolio. Francesco< Contestualizza, caro. Nella logica (perversa quanto vuoi, ma reale) della lottizzazione politica della Rai come TV di Stato, ha senso l’esistenza di Rai3 come espressione di pluralismo. Non vedo cosa c’entri l’Antitrust.
    Ah, se poi, come dici, si vende la Rai, allora il discorso cambia: se la comprano le coop rosse, può continuare a seguire la linea che segue, se lo compra qualcun altro dovrà fare come dice lui. Comitati Sovietici di Redazione e leggi italiche (di tipo similsovietico anch’esse, purtroppo) sull’editoria permettendo, ovviamente:-).

    P.S.Alle probabili:-) obiezioni di Maria sul mio sarcasmo nei confronti dei Democratici & Antifascisti Comitati di Redazione, segnalerò la surreale reazione del Comitato di Redazione dell’Unità alla notizia che quel giornale sta per essere comprato dagli Angelucci, editori di “Libero”.

  26. fmdacenter says:

    x Maria

    beh, per definizione la rete nazional-popolare è governativa, questo non c’era neppure bisogno di dirlo.

    x Ritvan

    non sono molto convinto che sia pluralismo appaltare una rete statale ad un soviet di pariolini. Piuttosto trasmettere programmi di poesia latina gestiti dal nostro comune amico p.

    Come dici tu, la soluzione vera è far del tutto a meno di una TV di Stato, o almeno limitarsi al minimo di una rete x pensionati.

    Ciao

    Francesco

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