Valori cristiani (II)

Apprendiamo con piacere della conversione al buon senso di un noto forcaiolo, il tuttologo cosmico Massimo Introvigne.

Solo pochi mesi fa, Introvigne scriveva cose come questa:

Ora che sul tema della sicurezza gli elettori del Nord hanno suonato la sveglia, c’è da augurarsi che il governo voglia procedere senza paura con le espulsioni, anche quando i fiancheggiatori del terrorismo non fanno i muratori ma i predicatori. E che i soloni delle istituzioni europee, per malinteso garantismo, non mettano ulteriormente i bastoni fra le ruote all’Italia.

Ma quando la vite gira,  schiaccia un po’ tutti.

Ed ecco che il cattolico Introvigne si scopre addirittura difensore dello stato di diritto:

"Il ministro per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini vuole assicurare un’opportunità pari a quella degli spacciatori di droga di finire in galera ai cattolici che spacciano quel pericoloso oppio del popolo costituito dal magistero di Benedetto XVI. L’articolo 3 del testo di legge contro le discriminazioni sessuali e l’omofobia approvato in Commissione Giustizia della Camera prevede infatti la reclusione fino a tre anni per chi “diffonde in qualsiasi modo” “idee fondate sulla superiorità” ovvero “incita a commettere e commette atti di discriminazione” per motivi “fondati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”.

A prescindere dal carattere vago e ideologico di nozioni come “idee fondate sulla superiorità” (per esempio: del matrimonio eterosessuale sulle unioni omosessuali?) e “identità di genere”, la norma apre la strada alla persecuzione dei cattolici che vogliano fare il loro dovere, cioè diffondano “in qualsiasi modo” il magistero pontificio."

Ora, conosciamo i rapporti di forza. E possiamo quindi stare tranquilli che, in Italia almeno, nessuno finirà in carcere per aver diffuso le encicliche di Benedetto XVI.

Introvigne tifa semplicemente per la propria squadra, sorvegliando come un falco ogni mossa di quella avversaria e perdonando qualunque fallo alla propria.

Però non è privo di verità ciò che scrive.

Innanzitutto, ogni sistema cerca il massimo consenso. La maggioranza delle persone deve pensare di poter vivere una vita che reputa normale, all’ombra del sistema.

Questa esigenza diventa più complicata in una società capitalista, perché fanno parte della vita normale anche l’incessante cambiamento, l’obsolescenza dei prodotti e delle mode, la trasgressione e la "novità".

Perciò, la grande maggioranza delle persone deve pensare che il sistema protegga sia la loro sicurezza, sia ciò che esse ritengono sia la loro "libertà", cioè la possibilità di intasare le autostrade che vogliono, bere, ballare, smerciare, avere rapporti sessuali, mangiare, suonare e così via, entro limiti molto elastici.

Questo fa della nostra una società "libera" e orgogliosamente diversa dall’emirato islamico dell’Afghanistan ai tempi del Mulla Omar. E crea un’intensa identificazione della stragrande maggioranza della popolazione con il sistema stesso.

Però tra le libertà che abbiamo elencato, non ci abbiamo messo la libertà di espressione, di dissenso o di proporre modifiche reali al sistema.

Perché qui la perdita di libertà, negli ultimi decenni, è stata enorme.

Innanzitutto, sul piano concreto, tanti fattori hanno ridotto il dissenso cosciente al minimo storico. E quel dissenso che rimane viene trasformato in tifo di squadra con il sistema bipartitico.

Questi anni hanno visto la creazione di un immenso Luogo Comune, un’ideologia condivisa: trent’anni fa, Berlinguer e Almirante non avrebbero potuto discutere insieme, semplicemente perché mancava un linguaggio comune. Oggi, Veltroni e Fini possono parlare tranquillamente, perché tra di loro, passa più o meno la stessa differenza che poteva passare allora tra due correnti della Democrazia Cristiana.

Sui confini del Luogo Comune, veglia una schiera di custodi: quelli di destra sono pronti a sparare su chiunque ne fuoriesca a sinistra; mentre quelli di sinistra fanno lo stesso con quelli di destra.

Quando il 90% della società si riconosce nel grande Luogo Comune, diventa possibile colpire anche giuridicamente chi non vi si riconosce.

Oggi, nessuno stato occidentale dice apertamente di punire le opinioni; ma ovunque, ci sono persone in carcere solo per le opinioni che hanno espresso.

I principali pretesti sono di due tipi.

Il primo è per presunzione di intenzioni.

Io possiedo un coltello da cucina, come chiunque altro; ma la vicina di casa dice che io un giorno le ho detto che le banche mi stanno antipatiche; ergo, voglio andare con il coltello a fare una rapina in banca, ed eccomi a fare anni di galera, in teoria per una rapina, in pratica per una battuta.

In un’aula di tribunale, ho potuto sentire l’avvocato della difesa interrogare un testimone – amico di un imputato musulmano – chiedendogli se l’imputato avesse mai dimostrato "atteggiamenti ostili verso l’Occidente". L’avvocato faceva benissimo, ma è notevole pensare che la differenza tra anni di carcere e la libertà possa essere costituita dall’espressione in privato di sentimenti verso un fantasma, come appunto è "l’Occidente".

Non è un caso che simili misure colpiscano quasi sempre musulmani, cioè persone estranee al Luogo Comune.

Il cittadino medio scrive poesie ugualmente dementi, visita siti di ogni sorta e chiacchiera a ruota libera (magari di andare a impiccare albanesi), proprio come i musulmani che vanno in galera; ma il cittadino medio non è musulmano, e quindi non corre rischi.

Accanto a questo c’è un discorso più subdolo, che è quello cui accenna Introvigne.

Le opinioni sono assolutamente libere, per carità, ma a condizione che non offendano, feriscano o facciano soffrire nessun altro.

Qui è facile essere fraintesi. Ad esempio, io ritengo che la discriminazione in base alle origini etniche, alla confessione religiosa, al colore della pelle e al luogo di nascita – il complesso che possiamo chiamare "razzismo" –  sia una questione cruciale e strutturale dei nostri tempi. Anzi, assieme alla lotta contro la guerra, è la prima linea di battaglia oggi (e nella primissima trincea, troviamo l’amico Sherif el-Sebaie).

Eppure, sono contrario alle leggi che colpiscono le idee razziste (distinte ovviamente dai comportamenti concreti di violenza o di discriminazione).

Quando si inizia a punire la libera espressione, anche di idee opposte alle mie, si stabilisce un principio che un giorno o l’altro potrebbe colpire anche me.

La formulazione di certe leggi, poi, è assolutamente vaga: da una parte chiunque può sfuggirle, dall’altra, chiunque può ricaderci.

E quando succede questo, prevale l’arbitrio dei magistrati – l’indeterminatezza è il primo principio del terrore.

Proprio in questi giorni, alcuni esponenti musulmani italiani sono stati rinviati a giudizio per istigazione all’odio razziale, in base a un’inserzione pubblicata, a loro spese, su alcuni quotidiani nazionali. In quell’inserzione si criticava in maniera un po’ banale il fatto che un certo stato mediorientale avesse bombardato per quaranta giorni il proprio vicino, uccidendo un migliaio di persone.

Le persone rinviate a giudizio appartengono alla minoranza più bersagliata dal razzismo nel nostro paese; l’inserzione non faceva ovviamente riferimento ad alcuna "razza" o gruppo etnico, ma solo alla politica estera di uno stato estero, peraltro noto per essere fondato sulla discriminazione etnica.

Per cui possiamo immaginare che il magistrato abbia considerato da una parte le pressioni politiche – la denuncia proveniva da un parlamentare – e dall’altra, la vaghezza della legge. Infatti, là dove c’è vaghezza, il fattore che decide è la pressione.

Invece i presunti beneficiari di tali leggi repressive sono le persone che meno possono esercitare pressioni: da quando Ferruccio de Bortoli ha venduto la Fallaci all’Italia, assistiamo a una campagna di odio etnico senza precedenti nella storia italiana per diffusione e durata (le leggi razziali del 1938 sono state ovviamente superiori per intensità). Bene, questa campagna non ha comportato nemmeno una condanna, che io sappia, in base alla cosidetta Legge Mancino.

Attorno alle leggi repressive, si istituisce una micidiale gara tra destra e sinistra.

Vista la loro finalità in apparenza a difesa di categorie marginali, la sinistra sostiene con entusiasmo certe leggi repressive. La destra, che non vuole apparire politicamente scorretta, tace e poi si prepara a sfruttare la legge alla prima occasione per colpire qualche loro avversario. In fondo, la destra che conta si trova perfettamente a suo agio tra tutto ciò che sa di controllo, arresto e processo.

Allo stesso modo, la destra promuove forme repressive proprie – tutto quel complesso che porta allo "stato securitario" -, che la sinistra accetta tranquillamente, perché non può certo sembrare "complice dei delinquenti e dei terroristi".

Ciascuna delle parti fa così appello allo Stato affinché annienti i propri avversari, salvo quelli indistinguibili da loro stessi, e questo significa un potenziamento immane del sistema di controllo.

Accettare che lo Stato schiacci ogni pensieri ritenuto conflittuale ("offensivo verso gli altri") significa accettare un sistema totalitario.

Totalitario è infatti quel sistema che ritiene di racchiudere in sé tutti, abolendo i conflitti interni.

Se io dico che sono ammesse tutte le opinioni, "tranne quelle che offendono qualcun altro", sto negando il mondo così com’è: luogo di infiniti conflitti tra individui, classi, generi, popoli, culture, interessi, modelli di vita… Da questi conflitti, nasce la storia.

Le posizioni estreme svolgono, poi, un ruolo fondamentale per la libertà, perché allargano lo spazio di discussione.

Se, a proposito della guerra in Afghanistan, tutta la discussione si riduce a una destra che dice, mandiamoci 10.000 uomini e una sinistra che dice, mandiamoci 5.000, la scelta diventa minima.

Se invece l’arco della discussione può spaziare liberamente da chi dice che i Taleban dovrebbero occupare l’Italia, e chi dice invece che bisogna convertire gli afghani con la forza al cristianesimo, è probabile che da qualche parte, in mezzo all’enorme ventaglio di possibilità in mezzo, ci sia una proposta sensata e utile.

Nella misura in cui la violenza viene rimossa dalla società, viene istituzionalizzata: la società in cui è vietato insultarsi è anche la società più sorvegliata di tutti i tempi. Ecco perché è molto meno violento il militante gay che tira una torta sulla tonaca a un cardinale, che asettiche leggi che facciano rischiare anni di carcere a tutti i cattolici (almeno in teoria). Eppure sono sicuro che molti lettori penseranno che una macchia di torta su una tonaca sia peggio che perdere tre anni di vita in galera, tanto hanno interiorizzato il culto dello stato repressivo.

Solo che qui fanno tutti come Introvigne, che strilla solo quando pestano i piedi ai suoi. E si rifiutano di guardare tutto il quadro – i reati associativi, i CPT, le ordinanze contro i lavavetri, le liste nere con cui uno stato estero decide per l’Italia chi è "terrorista" e chi no, il mandato di cattura europeo, le espulsioni ministeriali, i magistrati che si inventano le intenzioni là dove mancano completamente i fatti, e anche l’imposizione del politicamente corretto per legge.

Proprio per questo, il buon senso del vero liberale all’antica è oggi quanto di più eversivo e islamonazicomunista ci possa essere.

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55 Responses to Valori cristiani (II)

  1. utente anonimo says:

    Ottimo!

    Secondat

  2. brullonulla says:

    bellissimo post. ho sempre pensato esattamente le stesse cose. se ti interessa, questo è un mio post su argomento analogo (scritto peggio e da un punto di vista più astratto e meno politico).

    evidentemente è una percezione condivisa. la cosa è interessante.

    (è del resto il motivo per cui ti leggo, benchè la pensi diversamente da te su numerosi principi di fondo)

  3. brullonulla says:

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  10. brullonulla says:

    la disciplina della libertà II

    [..] mi rifaccio vivo brevemente per segnalare questo post di Kelebek, al secolo Miguel Martinez (personaggio la cui lettura è spesso fonte di riflessione, anche se ho delle divergenze su alcuni presupposti base della sua visione del mondo). per il resto [..]

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    [..] mi rifaccio vivo brevemente per segnalare questo post di Kelebek, al secolo Miguel Martinez (personaggio la cui lettura è spesso fonte di riflessione, anche se ho delle divergenze su alcuni presupposti base della sua visione del mondo). per il resto [..]

  18. kelebek says:

    Per Brullonulla,

    Ti ringrazio. Il post che citi offre molti spunti di riflessione importanti, e invito tutti a leggerlo.

    Interessante la citazione della giovane cinese che aderisce a una setta evangelica:

    “”lì la pensano tutti allo stesso modo, e la cosa mi tranquillizza molto, perchè nel mondo tutti la pensano in modo diverso e questo porta la gente a litigare.”

    Bello, finché effettivamente la gente si vuole bene ed è solidale; ma un clima del genere diventa un’imposizione paurosa nel momento in cui la gente ha effettivamente interessi in conflitto tra di loro.

    Oggi in Italia, tutte le opinioni (cattoliche, liberali, di destra, di sinistra, ecc.) sono minoritarie. Eppure tutti sono pronti a “fare maggioranza” con qualcun altro, pur di chiedere allo stato di far fuori qualche altra minoranza.

    Un atteggiamento poco preveggente, proprio come quello di Introvigne.

    Miguel Martinez

  19. utente anonimo says:

    Ottimo, d’accordo in pieno.

    Mi permetto un opinione:

    L’inderterminatezza delle legge ( spesso altro che vaghe: spesso semplicemente contraditorie) ” i limiti elasctici” ecc, ha suo compimento come “anientamento dei propri avversari ” con L’arbitrio dei magistatti, che tecnicamente si chiama: discrezionalità, parola che rende bene lidea dei parametri de guidizio..

    Giudizio che , per la famosa impunabilità de fatto, provoca un fenomeno ” divertente”.

    Proprio in un paese che si chiama “de dirritto”, chi lo esercitta non risponde de suo operatto.

    Risponde allo più lo stato… per i danni ocasionati ; come dire che i magistratti non sono in grado de entendere e de volere…ne de assumersi le proprie responsabilità…. Queste “agevolazione ” , nei codici sono previste solo per minoreni, malati de mente ecc…

    Le infinità de cause inutile, danni inmane per le casse dello stato, sono la consuetudine.. per altro…e responsabilità de NESSUNO.

    Penso che questo fatore sia una “questione cruciale di questi tempi”…

    Mi permetto de disentire con :” il citadino medio , che non è musulmano non corre rischi”.

    Ma non solo il citadino medio. penso emblematico il caso Forleo e De Magistris.

    Siamo cosi abituatti ai bizzarri rinvii a giudizi, che chi non inciampa nel mecanismo, non focaliza, che è questa la Spada di Damocle : non bisogna essere condanatti ne andare in galera, per avere rovinata l’esistenza..

    I suicidi per motivi de la mala gustizia, per la cronaca, hanno le cifre de una epidemia…

    Certo la legge prrgredisce nella sua civilità: adesso si po proseguire una causa post mortem.. bella consolazione! grazie tante…

    i giudici che rinviano a giudizio senza neanche leggere, ( ovvio depende dal “cliente”) anche…un infinità.. si sa poverini, quanto sono pieni de dificoltà e lo poco che vengono rimunerati..

    I gradi de apello, che dovrebberrò essere una garanzia, con i tempi della legge, sono la beffa definitiva, per chi dopo anni de incubo, viene assolto…

    In ogni assoluzione, ce ovviamente un sbaglio de valutazione de partenza…

    Premetto che anche un PM, avrebbe giuridicamente la responsabilità de evitare una causa inutile…

    Immaginare si ce la voglia e il vil denaro, dopo essere assolti, per avere il sacrosanto diritto de avere un resarcimento, de rincominciare altra pesadilla… Anche perchè lo stato ha trovatto la soluzione: vedere la follia della legge PINTO, senza contare che lo stato non ha i denari per pagare,.

    forse denari delapidati nelle cause inutile?????

    Inutile, ma non!!!: basta un bel rinvio a giudizio per levarse qualsiasi rogna de torno.. spesso anche chi a l’ardire de credere nella giustizia…e de pretendere de avere tutelati i dirritti fondamentale…

    Cosi s’impara a non rompere…

    La morte civile, e morale ( ce chi ci tiene, ma guarda un po!) per chi viene rinviatto a giudizio, è la consuetudine , ovviamente non per i vip, che continuano egregiamente al meno a mantenere il loro lavoro, e come non cariche istituzionale de rilievo..

    Sicuramente gli emigrati, ma non solo musulmani, hanno delle problemi maggiorri, ma penso che il “razzismi legale” sia ben più limpido , semplicemente con le diferenze de status sociale..

    Gli avvocatti non solo costano una cifra, ma sono ben pochi quelli disposti a fare una lotta impossibile con la magistratura..

    ( ne va spesso della loro carriera) l’avvocato d’ufficio, una bufala.. Chi conosce i problemi, , lo sa benisssimo..

    Gli stranieri e italiani detenuti per messi, prima de avere le minime garanzie stabilite , sono

    la consuetudine… gli inocenti, anche…

    beh, mi apello per mio commento al diritto de opinione… non vorrei becarmi, cosa sempre in aguato una querella, che è ben probabile, sopratutto si se dice la verità, ben verificabile per altro; ovvio, sempre

    essendo moi ,un comune mortale, estraniera per di più!

  20. utente anonimo says:

    il #5: violet rouet..

  21. fmdacenter says:

    Toh, essendo tu diventato un liberal all’americana, non posso che quotarti al 99%.

    Mi tengo l’1% per spedire a Pianosa per dieci anni il consigliere comunale SSista – per il come ci sono gli avvocati, per il perchè non c’è bisogno di parole.

    Ciao

    Francesco

  22. però introvigne si sbaglia (come al solito!). chi ““incita a commettere e commette atti di discriminazione” per motivi “fondati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”, deve incitare a Veri atti discriminatori, per esempio, il licenziamento dal posto di lavoro, l’esclusione dai concorsi o dai diritti di cittadinanza. non mi risulta che la chiesa abbia mai detto cose del genere, né che intenda farlo.

    per il resto completamente d’accordo con il post. l’esempio proposto da introvigne è corretto se preso in generale, come fai tu, ma non in particolare sulla questione proposta da lui.

    ciao

  23. Scusa, vorrei avere maggiori info su questo:

    “Proprio in questi giorni, alcuni esponenti musulmani italiani sono stati rinviati a giudizio per istigazione all’odio razziale, in base a un’inserzione pubblicata, a loro spese, su alcuni quotidiani nazionali. ”

    E’ possibile trovare il testo dell’inserzione e quello della denuncia?

    grazie

  24. fmdacenter says:

    sarà stato il volgare attacco ad Israele pubblicato sul Corsera (mi pare) qualche tempo fa, dandogli dei nazisti tra le righe (mica tanto tra le righe)

    Francesco

  25. kelebek says:

    Ecco qui. Hamza Piccardo ne ha assunto la responsabilità, ma non ne è l’autore.

    Miguel Martinez

    Alla luce della decisione del PM Cordova di chiedere il mio rinvio a giudizio per “incitamento all’odio razziale” riprongo il documento per il quale mi si vorrebbe e processare

    hamza piccardo

    Cari fratelli e sorelle,

    in un versetto del Corano che per noi musulmani esplicita il senso della storia è detto: “…Se Allah non respingesse gli uni per mezzo degli altri, sarebbero ora distrutti monasteri e chiese, sinagoghe e moschee nei quali il Nome di Allah è spesso menzionato…” (XXII, 40)

    Quello che sta succedendo in Libano e a Gaza è esattamente il tentativo di distruggere l’umanità positiva che si estrinseca per moltitudini di uomini e donne nella menzione del Nome di Dio. E’ il tentativo orribile e reiterato di sostituire quella comunanza nel bene con una comunanza nell’odio, nella vendetta, nella volontà di annichilire l’avversario utilizzando la ricchezza e lo strapotere militare e tecnologico che essa consente.

    La blasfemità della guerra trova la sua massima espressione nei bombardamenti terroristici, stravolge il senso della politica come strumento di gestione dei conflitti e la sostituisce con un’atroce ricerca della supremazia militare.

    In quanto credenti, sappiamo che Iddio odia gli aggressori e che la sola reazione da Lui accetta è quella proporzionata all’offesa subita.

    Ebbene, con tutta la buona volontà di indossare i panni della paranoia israeliana, non riusciamo a vedere alcuna proporzione tra quello che avrebbe scatenato la ferocia sionista e le conseguenze di tale ferocia.

    A tutt’oggi sono altre 750 le vittime dei bombardamenti sul solo Libano meridionale e la terribile strage di Cana è la tragica apoteosi di uno Stato nato nella pulizia etnica, cresciuto e consolidato nella violenza e nell’ingiustizia e che, Iddio non voglia, finirà per essere la tragedia definitiva del suo stesso popolo.

    Non ci rallegriamo di questa facile profezia, la misericordia che la nostra religione ci insegna e ci ordina, comprende anche coloro che non hanno alcuna misericordia

    Il nostro senso di responsabilità nei confronti del mondo discende direttamente dalla volontà divina che ha creato l’uomo e lo ha messo su questa terra come Suo vicario, tenuto alla bontà e alla protezione del creato.

    Per questo, per mantenere fede alla nostra missione terrena, per obbedire alle Scritture e all’insegnamento dei Profeti (pace su tutti loro), non possiamo esimerci dall’atteggiamento coerente con il protocollo stesso della nostra condizione di credenti, quello che ci ingiunge di “indicare il bene e riprovare il male”.

    La sofferenza atroce che una parte della Umma sta sopportando non ci consente indifferenza o noncuranza.

    Invitiamo quindi tutti i musulmani e le musulmane d’Italia alla preghiera, all’invocazione continua e inesausta affinché Colui Che può ogni cosa sostenga e benedica coloro che lottano contro l’occupazione e l’ingiustizia, allevi le sofferenze e rassereni i cuori.

    Poiché non ci è dato di poter fermare con la nostra mano il massacro in atto, li invitiamo a testimoniare con la parola, individuale e collettiva, la riprovazione per quel che sta accadendo, manifestando ovunque sia possibile e opportuno. Manifestazioni pacifiche ed autorizzate che possono essere promosse da noi musulmani e trovare il concorso di uomini e donne di buona volontà, affinché il governo italiano eserciti la necessaria pressione per far cessare immediatamente l’aggressione sionista.

    Infine, poiché non è possibile dimenticare quel che di orrendo è gia accaduto, facciamoci parte responsabile nel sostegno dell’attività umanitaria a favore dei feriti, dei profughi, di coloro che hanno perso ogni cosa.

    La nostra responsabilità di credenti si compie nello sforzo di assolvere al dovere nella misura delle nostre possibilità, Allah non ci chiederà conto di quello che non ci sarà possibile fare, ma quello che è nelle nostre possibilità diventa un imperativo al quale il muslim non può sottrarsi.

    Hamza Roberto Piccardo, portavoce del Consiglio Direttivo UCOII

    luglio 2006

  26. mariak says:

    però introvigne si sbaglia (come al solito!). chi ““incita a commettere e commette atti di discriminazione” per motivi “fondati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”, deve incitare a Veri atti discriminatori, per esempio, il licenziamento dal posto di lavoro, l’esclusione dai concorsi o dai diritti di cittadinanza. Barbara

    infatti! definire poi l’identità di genere, nozione vaga e ideologica, mi sembra bizzarro se non pura malafede, evidentemente Introvigne non vede o non vuol vedere che esistono centinaia di migliaia di persone che non si riconoscono, e non per capriccio, nell’apparato genitale che hanno ricevuto nascendo. Tale condizione umana è oggetto tra l’altro di studi e riflessioni fin dagli anni Settanta del secolo scorso.

  27. Beh, a questo punto sarebbe interessante leggere i capi d’accusa. io sinceramente non ne vedo alcuno.

  28. controlL says:

    È che introvigne è un po’ presuntuoso, “procomberò sol io”, ma per niente di meno che per il papa, come diceva un giovanissimo e scusatissimo leopardi per l’italia in una poesia. Se invece lascia stare il papa, che non ha bisogno della sua guardia, il problema può sussistere. Si parlò della natura omosessuale in questo blog, e ci onorò della sua presenza una combattiva signorina di nome ruby thuesdey. Visitai allora il suo blog e gli attacchi alla perversione omosessuale erano uno dei temi più in vista del suo blog. Ha senso pensare che quel blog possa ricevere, anche solo per “accertarne” la rispondenza alla legge, se approvata, e peggio alla sua interpretazione, l’attenzione di magistrati? Nessuno. Preferisco ruby thuestedy a omosessuali e recenti amici – che la pollastrini era una di “servire il popolo”, “popolo omosessuale” dev’essere aggiunta successiva – che possano pensare di affidarsi allo stato in questa questione.p

  29. Sugli islamici rinviati a giudizio aspettiamo le decisioni della magistratura, con fiducia :-)

    ==========

    Introvigne… che dire? mi sono affezionato ormai a questo blog e non vorrei che facesse la fine del sito già chiuso e traslocato in altro server.

    Martinez, ormai è chiaro, ha necessita di avere nemici e ne individua in ogni dove. C’è da campar male così, ma non mi riguarda.

    Introvigne è uno studioso serio, preparato e documentato; ho avuto il piacere di conoscerlo e di apprezzarne le qualità, umane e professionali e questo mi basta.

  30. barbara

    qul manifesto fu davvero indecente: uno dei tanti autogol dell’Ucoii che nulla ebbero ad invidiare a qulli della iadl: finora ogni loro iniziativa giudiziale è stata stroncata

    finora ogni processo gli è stato contro. In una occasione Sherif e La valent strombazzarono di due sentenze loro favorevoli… da mesi aspetto di leggerle, inutilmente.

    Quanto ai capi di accusa… ci stanno tutti e la condanna non tarderà

    ma come già scritto aspettiamo il verdetto.

  31. kelebek says:

    Per Erik n. 16

    Cioè tu che dedichi tutto il tuo tempo ad abbaiare dietro il blog mio, quello di Dacia e quello di Sherif, nonché – quando trovi cinque minuti – a scrivere contro i blog di MMax e di Rosalux, saresti una persona che “non ha bisogno di nemici”?

    Io mi occupo di persone che ritengo politicamente pericolose, come Introvigne e Magdi Allam.

    Tu ti occupi… di blogger e traduttori di manuali tecnici.

    Miguel Martinez

  32. kelebek says:

    Per “p” n. 15

    Bel commento. Come sempre.

    Miguel Martinez

  33. Sto leggendo una cosa dell’univewrsità di pisa sull’istigazione all’odio razziale.

    Erik, penso che tu ti intenda anche di diritti costituzionali.

    per quanto riguarda introvigne non lo conosco personalmente, ma conosco il suo cv, come lo conosciamo tutti. millanta parecchie cose, per esmpio la qualifica di professore e quella di sociologo. poi ho trovato delle analisi imprecise e degli errori nei suoi saggi. in questa maniera non ci mette buona volontà per essere apprezzato :-)

    per il resto devo dire che ho trovato la lettura di alcuni suoi saggi piuttosto piacevole, in particolare quello sui vampiri.

    ciao

  34. Martinez

    introvigne pericoloso? per chi? per te, forse :-)

    Nel blog di dacia non scrivo da anni

    in quello di Sherif da oltre un mese

    Quanto alla mia funzione qui è solo quella – la stessa che hai potuto constatare e confermare – di farti le pulci ossia di evitare di farvela suonare, cantare e ballare da soli.

    Capisco dia fastidio ma quando ci si espone al pubblico sono questi i rischi che si corrono: l’essere publicamente smentiti e sbertucciati.

    Io non ti reputo mio nemico e neppure pericoloso, ciò non di meno reputo pericolose alcune tue idee che tuttavia devono essere contestate sullo stesso piano: quello dialettico.

    Rosa ed Mmax cercano di convincerti in base di “valori comuni” non megli specificati

    io non cerco di convincere nè te nè i tuoi lettori: mi basta smontare alcune teorie da strapazzo. Almeno cerco di farlo: a differenza di te, rispondo sempre con argomenti mentre tu, in mancanza di quelli… con la stessa censura che rimproveri ad altri.

  35. Si barbara, sui vampiri intesi quali persone che CREDONO di essere vampiri… è differente, non trovi?

  36. Quanto alla valent… capisco che ancora bruci di rabbia

    per non aver accettato i suoi molteplici inviti

    per aver previsto l’esito di alcune sue iniziative giudiziali (andate a finire come da me anticipato e motivato)

    per aver anticipato l’esito di alcune vicende che la riguardavano.

    La capisco, poveretta.

    ===========

    Sherif, invece è il migliore dell’ex quadrumvirato virtuale e lui meriterebbe tutto un discorso a parte

    ===============

  37. amici e nemici

    probabilmente Martinez crede che io lo ritenga un nemico per via di una mia vecchia frase; dissi che era meglio avere lui e dacia come nemici che quali amici, vista la strana tendenza ad avere disgrazie di vario livello degli amici dell’uno e dell’altra.

    ma anche questo è un discorso troppo lungo e poco adatto alla mia funzione di “ospite sgradito”

  38. Lo sto rileggendo, ma non riesco a trovare istigazioni all’odio razziale, semmai un’istigazione alla preghiera. se qualcuno trova frasi o parole da incriminare voglia cortesemente segnalarmele.

  39. PS: il saggio sui vampiri riguardava varie cose. c’erano pure digressioni sulla letteratura e sul cinema. se dico che mi è piaciuto vuol dire che era fatto bene!

  40. Barbara

    una studiosa esperta delle religioni quale sei dovrebbe sapere e conoscere bene – come in effetti conosci – il significato reale di certe incitazioni

    kelebek lo chiamerebbe il “potere di definizione” :-)

    Se un mafioso ti dicesse “a casa tua fa caldo” io al tuo posto chiamerei i pompieri

    E’ comunque chiaro che non hai a tua disposizione il testo intero ivi compreso l’nfelice paragone fra israele ed il nazismo. Kafka piace a tutti (o quasi) ma tutto ha un limite

  41. utente anonimo says:

    castruccio una volta scrivesti che MM era un noto confidente e lo definisti un soffia. Sei ancora dello stesso parere e innanzitutto ne hai le prove? C’ è qualcuno che è stato arrestato o indagato grazie alle sue soffiate?

  42. speravo citassi articoli di leggi come fai con ritvan …

    :-)

  43. se proprio insisti…

  44. alla non tanto anonima postatrice #28

    non rispondo a domande poste con l’intento di scatenare discussioni

  45. controlL says:

    Ma che noiosi con questa fissazione. Scommetto che non siete andati neppure a sentire i mitici squallor, ieri. Ma voglio riprovarci, che non tutti sono stati come barbara pollastrini in quegli anni. Dedicato agli sfigati del ’68, una delle canzoni più belle scritte su quel periodo. Squallor, signori. http://www.youtube.com/watch?v=OykC35QGU1Q&feature=related

    Mi Ha Rovinato Il 68

    Domani compio quarant’anni

    e la cambiale dei ricordi mi riporta al ’68

    quando ero amico di Capanna

    e avevo dato quattro esami con la media del 18.

    Il mio paese era lontano in un pezzetto di provincia

    e non me lo ricordo mica

    la nostra meta era Milano

    spinti da una fame antica

    di notti luci e un po’ di fica.

    Era l’autunno del ’68

    quasi vent’anni a cazzo dritto.

    Quante illusioni occupazioni e cortei

    e lacrimogeni e botte per star con lei

    finché una notte al fuoco dei falò

    sorrise e con un altro se andò.

    Del ’68 siamo stati gli eroi

    ed era tutto più grande, più grande di noi

    quanti bulloni in testa mi beccai

    perché, per chi non so e non lo saprò mai.

    Quanti ingegneri ed architetti,

    parrucchieri e cantautori

    ha partorito il ’68

    alcuni santi e qualche dio

    stilisti, uomini d’affari

    l’unico stronzo sono io

    e non mi pento del mio passato

    ma il ’68 mi ha rovinato.

    E ora mio figlio mi fa il culo perché

    a scuola gli altri hanno tutti le timberland

    ed io ripenso con tenerezza ormai

    al sacco a pelo dove la chiavai.

    Il ’68 lo passammo in trincea

    gridando forte giù le mani dal Vietnam

    era la storia che apriva strade nuove

    e finalmente fu il ’69.

    e non mi pento del mio passato

    ma il ’68 mi ha rovinato.

    Generazione maledetta la mia

    noi siamo ancora l’Italia che scia

    verso il domani, verso il non si sa

    perché fa rima con la libertà.

    Quante illusioni occupazioni e cortei

    e lacrimogeni e botte per star con lei

    finché una notte al fuoco dei falò

    mi disse scusa… e un altro si chiavò

    del ’68 siamo stati gli eroi

    ed era tutto più grande, più grande di noi

    quanti bulloni in testa mi beccai

    perché, per chi non so e non lo saprò mai

    e ora mio figlio mi fa il culo perché

    a scuola gli altri hanno tutti le timberland

    ed io ripenso con tenerezza ormai

    al sacco a pelo dove la chiavai.

    Il ’68 lo passammo in trincea

    gridando forte giù le mani dal Vietnam

    era la storia che apriva strade nuove

    e finalmente fu il ’69.

    p

    liberatevi anche voi e dite, “e finalmente fu il ’69”.

  46. a volte trovo p. eccessivamente ermetico …

  47. utente anonimo says:

    E finalmente fu il ’69!

    Mirabile dissacrazione! P sei togo!

    “…Bisogna saper scegliere il tempo

    non arrivarci per contrarietà

    tu giri adesso con le tette al vento

    io ci giravo già vent’anni fa…” F. Guccini

    Ciao Sardina

  48. utente anonimo says:

    Ehhhh però, caro P.:-), dovresti deciderti a venire a qualche cena di ex compagni (di scuola), che ci si tira un pò su il morale a vicenda tra prostatiti, mal di schiena, delusioni amorose e politiche, per non parlare di sti figli e delle loro scarpe firmate, che ogni stagione son da cambiare…

    ti penso spesso, immaginandoti ancora in quel sacco a pelo… ecco lo spettro, si aggira ovunque.

    F.:-)

  49. p., in effetti, dopo tanti anni quel sacco a pelo dovrebbe essere un po’ consunto, magari pieno di acari … spero che tu abbia ricordi migliori :-)

  50. controlL says:

    Ma non sono io. È una canzone degli squallor. Ciao, comprati arrapaho, ecco, quelli lì.p

  51. controlL says:

    ed io ripenso con tenerezza ormai

    al sacco a pelo dove la chiavai

    Meravigliosi questi due versi. Nel ricordo il sacco a pelo campeggia mitizzato. A me quei due versi ricordano questa poesia d’un autore che ho conosciuto un 25 anni dopo gli squallor. Certo qui il ricordo del plèd sprofonda direttamente nel mito, ma quei due versi che ascoltava il giovane ignorantello di mirafiori sud non sono indegni di stare accanto a sandro sinigaglia.

    Era un plèd scozzese

    Era un plèd scozzese

    più provato d’una bandiera

    garibaldina. L’aprivi tu

    (riquadrandolo poi) ed alcunché

    a tratti nella mente mi vampiva

    di due prische già visse vite

    due giovani evedim

    tra il Sur e il Sin

    erranti oltre l’Horeb.

    ——————-L’aprivi

    tu sulle glebe insollite

    sul forteto più croio

    … e non s’ebbe il re di Francia

    più caldo accoppiatoio.

    p

  52. tratta in inganno da F mi preoccupavo per i tuoi mal di schiena e speravo che finalmente avresti buttato il sacco a pelo e ti saresti comprato un materasso (magari ortopedico). tu mi offri di comprare un disco d’antiquariato (chissà quanto costa!) e io ti segnalo un bel libro:

    http://www.mulino.it/edizioni/volumi/scheda_volume.php?vista=scheda&ISBNART=06890

  53. utente anonimo says:

    tutto era mito: compagno di scuola, sacco a pelo, mal di schiena.

    ciao F.

  54. RitvanShehi says:

    >Forse è questo?

    http://www.tuttotrading.it/granditemi/israele/060820straginazisteisraeliane.php BarbaraLattanzi< Sì, è quello. Non vedo cosa c’entri la versione “ad usum delphini”:-) che ci propone Miguel. Comunque, io – parlando in punta di diritto e sapendo quanto la Kassazione sia attenta alla libertà d’espressione – non credo che i vertici dell’UCOII saranno condannati per istigazione all’odio razziale per aver criticato – anche se pesantemente – lo Stato d’Israele. Altrimenti la Kassazione dovrebbe mandare in galera anche chiunque scriva che Cuba è una schifosa dittatura o lo Zimbabwe uno stato razzista alla rovescia:-).
    Però – qui lo dico e qui lo nego:-) e autorizzo Miguel a cancellare per non mettere la pulce nell’orecchio a qualche islamofobo che bazzica questo blog – il fatto che nella cronologia – ovviamente unilaterale:-) – delle stragi successe in quella terra ci sono anche episodi successi PRIMA DELLA FONDAZIONE DELLO STATO D’ISRAELE – sarà probabilmente una buona carta per l’accusa nel tentativo di dimostrare che nel proclama non si criticava lo Stato d’Israele, bensì GLI EBREI in quanto tali. Forse i cari ucoiini avrebbero fatto meglio a omettere in quel proclama i “loro” morti di prima della creazione di Israele: tanto ne avevano in abbondanza dopo…

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