Valori cristiani (I)

La Regione Lombardia, saldamente presieduta da Roberto Formigoni, viene spesso criticata per il potere che vi esercita la rete aziendalpolitica di Comunione e Liberazione.

La stessa Regione Lombardia ha appena varato una legge che "liberalizza" l’apertura domenicale dei negozi;  a essere precisi, dei grandi magazzini e centri commerciali che se la possono permettere.

Legge promossa dal consigliere di Forza Italia Carlo Saffioti, uno di quegli oscuri personaggi (il suo sito personale, ad esempio, contiene solo la sua foto) che riescono comunque ad arrivare dove vogliono.

Su Saffioti, troviamo in rete che è un militante monarchico  e proviene dal partito liberale.

L’apertura domenicale è un argomento sul quale non ho idee precise.

Ma dovrebbe averle un cattolico, visto che le commesse e i commessi di fede cattolica non potranno più "santificare le feste", in particolare nel periodo dell’Avvento, né partecipare all’Eucarestia domenicale.

Dice il Catechismo della Chiesa cattolica all’articolo 2181:

"L’Eucaristia domenicale fonda e conferma tutto l’agire cristiano. Per questo i fedeli sono tenuti a partecipare all’Eucaristia nei giorni di precetto, a meno che siano giustificati da un serio motivo (per esempio, la malattia, la cura dei lattanti) o ne siano dispensati dal loro parroco. Coloro che deliberatamente non ottemperano a questo obbligo commettono un peccato grave."

Figuriamoci cosa commette chi impone ad altri di non partecipare all’Eucaristia, magari con minacce di licenziamento. E anche se si riesce ad andare alla Messa delle 6 di mattina, prima di infilarsi di corsa in macchina per andare al lavoro, c’è dell’altro:

"Durante la domenica e gli altri giorni festivi di precetto, i fedeli si asterranno dal dedicarsi a lavori o attività che impediscano il culto dovuto a Dio, la letizia propria del giorno del Signore, la pratica delle opere di misericordia e la necessaria distensione della mente e del corpo."

Cerchiamo di capire cosa c’è in ballo qui, oltre a svariati miliardi di Euro.

Non è come la controversia dei Dico/Pacs, dove si discute dei diritti di persone che già in partenza non accettano la disciplina della Chiesa (altrimenti non cercherebbero di far legalizzare rapporti cattolicamente illeciti).

E non si tratta nemmeno di crocifissi (magari con cartellino Made in China) sulle pareti di un’aula scolastica di stato, che non sono prescritti da alcun catechismo.

No, qui si tratta del diritto dei cattolici di fare ciò che "fonda e conferma tutto l’agire cristiano". Nonché di conservare un simbolo potente dell’identità cristiana del nostro paese – il biblico giorno di riposo.

Certo, a differenza dei crocifissi, implica fare qualcosa, tipo andare a Messa o comunque rinunciare a guadagni o a divertimenti.

Riesco a immaginare le possibili giustificazioni per questo pugno all’identità cristiana d’Italia:

"L’economia non ha tempo da perdere con fissazioni religiose"

"Ormai la domenica lavorano tutti, siamo in un’epoca flessibile"

"Se non lavoriamo la domenica, i cinesi ci fanno fuori"

"Viviamo in uno stato laico, mica siamo obbligati ad adattarci alle festività religiose"

"I contratti di lavoro li faccio io, mica il Padreterno"

"Tanto già non ci va nessuno in chiesa la domenica, per cui cosa volete che cambi?"

Ma non sono esattamente le giustificazioni che ci aspetteremmo di sentire da un signore come Carlo Saffioti, che ha firmato l’appello di Magdi Allam chiamato "Salviamo i cristiani".

Vabbene che quelli erano i cristiani del Medio Oriente.

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96 Responses to Valori cristiani (I)

  1. fmdacenter says:

    Complimenti per aver notato qualcosa di assai rilevante per i cristiani, la nota concorrenza tra Dio e Mammona.

    Poi hai mandato tutto in vacca come al solito (è più facile essere cristiani lavorando la domenica in Italia che esserlo in Medio Oriente, checchè tu ne dica).

    Una curiosità: le tue fonti danno qualche novità sul fronte iracheno? O è solo propaganda di GWB?

    Ciao

    Francesco

  2. kelebek says:

    Per Francesco n. 1

    Riguardo all’Iraq, mi risulta che aumentano gli attacchi contro gli occupanti nella zona sciita; Moqtada al-Sadr però, grazie anche ai consigli che gli vengono dal Libano, sta tenendo a freno e formando meglio le proprie truppe; il cosiddetto “Stato islamico dell’Iraq” si sta molto rafforzando; e un buon numero di baathisti e di capiclan sunniti vengono cooptati, per il momento, a fianco degli occupanti in previsione della guerra contro l’Iran.

    Insomma, tutto è legato al probabile futuro attacco all’Iran, in cui sarà importante anche la posizione che assumerà lo “Stato Islamico”.

    Non credo che si schiererà con gli americani, ma tutto è possibile.

    Miguel Martinez

  3. kelebek says:

    Sempre per Francesco n. 1

    Nella mia esperienza

    1) la vita è più difficile per tutti in Medio Oriente

    2) E’ molto più facile essere cristiani – cioè credere, vivere secondo le regole cristiane, praticare la fede, crescere la famiglia – in Medio Oriente che qui.

    E i motivi mi sembrano talmente ovvi da non richiedere spiegazioni.

    Miguel Martinez

  4. kelebek says:

    Ovviamente, non sto parlando di dove le definizioni religiose scadono in conflitto etnico, come spesso accade là dove i sistemi clientelari prendono il posto di uno stato assente o a sua volta clientelare.

    In Libano è normale la discriminazione sul lavoro (in genere a favore di chi è etnicamente maronita o sunnita) ed è altrettanto normale il risentimento che ciò genera in altre comunità; nel sud dell’Egitto, ci sono un sacco di conflitti per le terre tra famiglie cristiane e musulmane; in Iraq non ne parliamo.

    Ma sto parlando delle situazioni in cui le tensioni etniche sono relativamente tranquille (come in Siria, nelle grandi città egiziane, in buona parte del Libano).

    Miguel Martinez

  5. trovo corretto mettere il dito sull’ipocrisia di Saffioti, ma oggettivamente il tutto mi pare assai pretestuoso.

    nessuno obbliga i cattolici a fare i commessi la domenica ai grandi magazzini. se i loro rituali sono più importanti del mantenimento economico della loro famiglia, che si comportino di conseguenza.

    la stragrande maggioranza delle altre professioni permette di essere liberi la domenica mattina.

    da ateo mi piacerebbe che i giorni di riposo nella settimana fossero a discrezione (per quanto possibile) del lavoratore, e non delle varie religioni a cui non appartengo.

  6. kelebek says:

    Per Brullonulla,

    La tua posizione è perfettamente coerente da un punto di vista laico.

    Però qui abbiamo a che fare con persone che dal lunedì alla domenica (senza giorno di riposo) inveiscono contro le minacce alla “identità cristiana”, ai “valori cristiani”, eccetera.

    Quasi sempre, queste persone si occupano di cose che non le riguardano (ad esempio, la vita privata di conviventi non cattolici).

    Qui invece abbiamo qualcosa che dovrebbe essere ben più grave, dal loro punto di vista.

    E comunque lo stravolgimento del ciclo settimanale ha un impatto molto maggiore sulla “identità” di quanto abbia l’apertura di un luogo di preghiera islamico in qualche garage.

    Per ora, non vedo denunce della CEI, proteste dei leghisti o altro.

    Miguel Martinez

  7. utente anonimo says:

    beh,

    il fatto che per alcuni politici che si piccano di essere i difensori della cristianità la fede è solo ed esclusivamente un’arma da usare contro i nemici, è la scoperta dell’acqua calda.

    per il resto, vedrai che se la stessa proposta sarà fatta non da un oscuro saffiotti qualsiasi ma da un politico che abbia un seguito di più di 5 persone, la CEI non ti deluderà.

    ricordi la polemica ai tempi delle partite del campionbato di serie B da spostare al sabato?

    roberto

  8. fmdacenter says:

    Miguel,

    ho sentito io il Papa richiamare al riposo domenicale … non è che si ripete ogni due per tre se la posizione della Chiesa è nota.

    Meravigliosa la tua ipocrisia: è più facile essere cristiani in Medio Oriente, esclusi i posti in cui vieni perseguitato se sei cristiano. Ma allora non è che lo fanno proprio perchè sei cristiano.

    In cambio qui in Occidente è più difficile perchè … ???

    Se Al Sadr tiene a bada i suoi e rafforza il suo controllo, chi commette gli attacchi nelle zone sciite?

    E non ho capito chi gli manda consigli dal Libano. Per la western vulgata dietro Hezbollah c’è il sostegno iraniano.

    Anche tu credi all’attacco all’Iran?

    Sarebbe una follia ma temo che questo non basti ad escluderlo.

    Ciao

    Francesco

  9. PinoMamet says:

    Carissimo Francesco

    io la vedo così:

    non è affatto più facile essere cristiani in Medio Oriente, per una serie di problemi, non tutti “storici”. In compenso, i cristiani di là sono cristiani davvero.

    Qui da noi, “essere cristiani” nel senso di appartenenza, più che nel senso di pratica, è semplice, semplicissimo;

    in compenso, non c’è nessuna concorrenza tra Dio e Mammona, perché Mammona ha stravinto.

    In effetti, la stragrande maggioranza dei “cristiani” lombardi, praticanti o meno, ciellini o meno, non si scandalizzerà certo per l’apertura domenicale, molti anzi la troveranno comoda e cosa buona e giusta.

    Si scandalizzeranno invece per la richiesta di levare il loro simbolo di appartenenza religiosa dai locali di tutti.

    In Italia quindi il cattolicesimo è passato da questione di pratica a questione di appartenenza.

    Ciao!

  10. utente anonimo says:

    Francesco,

    forse miguel intendeva dire che in un qualsiasi paese del MO dove credere in qualcosa vuol dire “essere praticante”, ed essere praticante implica qualche rinuncia, se io dico “niente sesso prematimoniale perché deus vult” nessuno mi guarderà strano.

    ciao

    roberto

  11. kelebek says:

    Per Francesco n. 1

    Il concetto sarebbe semplicissimo, se tu volessi capire.

    In quanto identificatore etnico – a prescindere dagli elementi che segnano la vita cristiana – è difficile essere cristiani in diverse parti del Vicino Oriente (Turchia e Iraq in particolare); facile in altre (città dell’Egitto, Giordania, Siria, Libano, Iran).

    Là dove non ci sono gli elementi di tensione etnica (essere cristiani, tu mi insegni, non è solo un fatto etnico), un cristiano vive senza tutti quegli elementi che hanno portato praticamente all’estinzione del cristianesimo in Europa.

    Certo, può non piacere il mondo del cristiano mediorientale, con le sue certezze teologiche, le sue liturgie che durano ore, i suoi grandi matrimoni, le preghiere e i digiuni, la gente che si riempie casa di icone, tutte le diverse generazioni di una famiglia che fanno tutto insieme, storie di angeli e di santi, zie pettegole e tutto il resto.

    Miguel Martinez

  12. A mio parere questo Saffioti o come diavolo si chiama si è comportato con assoluta coerenza.

    Nel considerare il suo comportamento si deve tener presente che il dio dei cattolici -e non solo dei cattolici- è innanzitutto il denaro; il resto è roba buona per le vecchiette e per i cresimandi. Da questo punto di vista, Saffioti si sta comportando in modo da rendere al suo dio (quello vero) i migliori servigi possibili.

  13. hafiz says:

    Col Nome di Allah il Compassionevole

    Approvo ciò che ha detto “Non stò con Oriana” è l’ennesimo tributo che questi atei nella fede e nello spirito hanno tributato al loro Moloch d’oro.

    Senza contare che i prodotti venduti nei centri commerciali sono per lo più di aziende che appoggiano Israele.

  14. fmdacenter says:

    Scusa Miguel

    quali sarebbero le etnie cristiane in Iraq e Turchia?

    E sarebbe facile vivere da cristiani in … Egitto, Iran, Libano, Giordania e Siria?

    Forse non abbiamo la stessa idea di facilità, oltre che di etnia.

    Non mi è chiaro quali siano gli elementi di cui parli, quelli del’estinzione del cristianesimo europeo. In questo mi ricordi certi cattolici tradizionalisti o reazionari, per i quali senza le preghiere in latino e con le minigonne la Fede è impossibile.

    Si confonde la Cultura con la Fede, come se la seconda potesse esistere solo connessa a certe forme della prima (di solito viste sotto la lente del buon tempo andato). Cacchio, finirò a difendere il Concilio tra un pò.

    Ciao

    Francesco

    PS adesso non si può essere cristiani in Europa per colpa delle Spice Girls … in questo possiamo prendere lezioni da Reza il paninaro ;)

    Ciao

  15. kelebek says:

    Per Francesco n. 14

    I gruppi etnici cristiani in Turchia sono (cito a memoria):

    1) gli armeni di Istanbul

    2) i greco-ortodossi di Istanbul

    3) I siro-antiocheni arabofoni del sud-est

    4) alcuni cristiano-assiri di lingua caldea

    Su cosa significhi “facilità di vivere”, boh…

    pensa a una famiglia con una villetta in un quartiere residenziale, stanze piuttosto grandi per tutti, negozietti e venditori ambulanti sotto casa per qualunque bisogno, strada piuttosto dissestata, corrente elettrica che va e viene, la fortuna di avere un amico medico privato che ha l’ultima attrezzatura dall’Europa ma costa, medicine alla farmacia che si devono pagare, ma poco; scuola dove si mandano i figli piuttosto autoritaria e dove le preghiere (cristiane) sono obbligatorie; zie pronte a massacrare di pettegolezzi la figlia che si trucca.

    E’ meglio o è peggio dell’Europa?

    Miguel Martinez

  16. PinoMamet says:

    Escludiamo Francesco e gli altri frequentatori del blog, tutti di solito bene informati;

    ma per il resto della popolazione “cristiana” italiana, già è un mistero l’esistenza di cristiani in Medio Oriente; se ne sente magari parlare più spesso recentemente, dove appaiono sempre come vittime dei musulmani (non potendo essere vittima, come i cristiani di quaggiù, del perfido MuSSulmano Immaginario, che come noto costringe tutti noi a privarci del maiale e ci obbliga a pregare rivolti alla Mecca cinque volte al dì…);

    ancora più misterioso è il fatto che queste comunità si trovano nell’area di prima predicazione cristiana, quando non in quella dove viveva Cristo stesso, praticamente da sempre, e non sono state paracadutate lì al solo scopo di figurare nel ruolo di “vittima del musulmano”.

    Immagino che a questo punto sia particolarmente odioso notare che questi figuranti rifiutino il ruolo nel quale ci aspetta di vederli recitare e ci vengano a dire che no, non sono così tanto vittima, o almeno non sempre e non dappertutto; e che in qualche caso stavano meglio prima dell’interessamento peloso di certi cristiani occidentali (alcuni gruppi protestanti per esempio, inutile specificare il paese d’origine) che sembrano più interessati a litigare coi vicini musulmani che ad andarci d’accordo.

    Ancora più odioso deve risultare, al “cristiano” uomo della strada occidentale, quello che che i negozi aperti di domenica sono tanto comodi, eccheccacchio, e io il crocefisso “a casa mia” (cioè in un locale pubblico) lo appendo alla facciaccia dei musulmani perchè “a casa mia” faccio quello che mi pare, ancora più odioso dicevo deve essere constatare che questi cristiani sono, come dire, arabi (anche quando sono copti persiani o che altro, “ièn tut marochèn a ‘na manèra”!)

    Ciao!! :-)

  17. kelebek says:

    Parlando di cristiani del Vicino Oriente, mi permetto di rifare pubblicità allo straordinario libro di un grande autore cattolico:

    William Dalrymple

    Dalla montagna sacra

    edizioni BUR

    Miguel Martinez

  18. Coccoenne says:

    Non ho tempo di leggere i commenti e magari qualcuno l’ha già detto: trovo questo post carinissimo

  19. hafiz says:

    Col Nome di Allah il Clemente

    Essendo vissuto tra il 2002 e il 2004 in Turchia a Istanbul posso dire che Miguel ha citato bene le varie etnie cristiane a Istanbul ad esempio c’è il quartiere Ulus dove risiedono gli ebrei (tutti ricchi commercianti e facoltosi) vicino Dolbache e le chiese cristiane sono disseminate ovunque , in particolare ricordo vicino al gran bazar c’è proprio il Patriarcato Ortodosso a fianco alla Moschea del gran bazar.( non dell’arasta bazar)

  20. Alcune precisazioni:

    In italia è in atto una protestantizzazione del cristianesimo. i valori cattolici vengono sempre più soppiantati da quelli protestanti. l’idea della predestinazione è oramai penetrata in profondità e, senza nemmeno saperlo, la maggior parte degli italiani la pone alla base dei propri ragionamenti. a questo, secondo una celebre analisi di max weber, sarebbe collegato il culto di mammona, o per meglio dire l’attggiamento alla base del capitalismo. a ciò è associata anche l’idea di religione non mediata dal clero e sostanzialmente secolarizzata. l’obbedienza alle regole diviene qua un optional, anzi, forse troppo ingombrante. la salvezza non dipende certo da ciò. (da qui “pecca fortiter et crede fortiter”).

    di nuovo si è notata la tendenza a sovrapporre e confondere l’identità di popolo con la religione. la religione presuppone l’obbedienza a delle regole e una precisa fede. ma credo che questo accada continuamente e non solo qui.

    E’ più facile essere cristiani dove ciò ha un senso. Di sicuro è più difficile laddove la religione è relativizzata a tal punto da dover spesso sospendere le sue regole di fronte all’avanzata delle armate del profitto economico.

  21. utente anonimo says:

    Ora lo voglio proprio dire: non so se sia più facile essere cristiani qui o in Medio Oriente, ma sto scoprendo che è difficile vivere da laici qua in Italia anzi, mi correggo, a Cagliari dove vivo io.

    Ad esempio se tu chiedi di non far frequentare l’ora di religione a tuo figlio e non sei di fede musulmana, le maestre ti rompono alquanto le scatole.

    Sardina.

  22. utente anonimo says:

    Volevo chiedervi se anche voi vedete i caratteri di scrittura di questo blog cambiati. Ora si leggono malissimo!

    Sardina.

  23. utente anonimo says:

    Due giorni fa ho appeso sulla facciata di casa mia Babbo Natale crocifisso con scritto “odio Babbo Natale perchè è un viscido capitalista”. Stamattina ho ricevuto in casa la visita della Digos.

    bobongo

  24. utente anonimo says:

    Figuriamoci cosa commette chi impone ad altri di non partecipare all’Eucaristia, magari con minacce di licenziamento. E anche se si riesce ad andare alla Messa delle 6 di mattina, prima di infilarsi di corsa in macchina per andare al lavoro, c’è dell’altro:

    Martinez

    esiste sempre lo statudo dei lavoratori: nessuno può essere costretto a rinunciare nè alle ferie nè al giorno di riposo settimanale. le ferie sono addirittura irrinunciabili mentre il giorno di riposo – se rifiutato dal lavoratore – deve essere retribuito quale straordinario

    M M

  25. Martin,

    questo si applica anche ai contratti atipici?

    ciao

  26. utente anonimo says:

    no :-(

    MM

  27. utente anonimo says:

    …il primo posto geografico dove praticare una religione deve essere possibile è il cuore dell’uomo.Quindi dipende proprio e soltanto dall’uomo stesso nella sua intelligenza e dall’impegno che ci mette. Quando la religione è trasformata in mercato l’uomo è caduto ed ha dimenticato il cuore ed invece di produrre dolci frutti, produce soltanto le teste di diavolo dell’albero dello zaqqoun! In ogni regione della terra dovrebbe essere possibile praticare la propria religione liberamente e questo si chiamerebbe civiltà, il Profeta Mohmmed lo ha sempre insegnato…nessuna dimensione forzata in religione, la religione è il dominio della libertà, della sincerità, altrimenti che amore è??? eh man! emancipate yourself from mental slavery…ciao w.jamiyla…ops!!!

  28. Ritvanarium says:

    >”L’economia non ha tempo da perdere con fissazioni religiose”

    “Ormai la domenica lavorano tutti, siamo in un’epoca flessibile”

    “Se non lavoriamo la domenica, i cinesi ci fanno fuori”

    “Viviamo in uno stato laico, mica siamo obbligati ad adattarci alle festività religiose”

    “I contratti di lavoro li faccio io, mica il Padreterno”

    “Tanto già non ci va nessuno in chiesa la domenica, per cui cosa volete che cambi?”< Non solo:
    Noi ;-) sappiamo distinguere fra quel che è di Dio e quel che è di Cesare … Voi ;-) in 15 Secoli (!)

    non ci siete ancora arrivati ;-) ;-)

    By

    David Ritvanarium ;-)

  29. kelebek says:

    Per Martin Mystere n. 24

    Quindi organizziamo i cattolici per difendere lo statuto dei lavoratori.

    Mi sembra un’ottima idea.

    Miguel Martinez

  30. David

    è che Cesare si sta prendendo anche quello che non è suo!!!

    ciao

  31. kelebek says:

    Per David n. 28

    Mi fai vecchio. Ho appena undici secoli.

    Miguel Martinez

  32. RitvanShehi says:

    Martinez esiste sempre lo statudo dei lavoratori: nessuno può essere costretto a rinunciare nè alle ferie nè al giorno di riposo settimanale. le ferie sono addirittura irrinunciabili mentre il giorno di riposo – se rifiutato dal lavoratore – deve essere retribuito quale straordinario

    M Mystere< Sì, ma nello Statuto Dei Lavoratori mica è scritto che il giorno di riposo settimanale dev’essere per forza la domenica, eh!:-)

  33. fmdacenter says:

    Solidarietà a Bobongo.

    Francesco

  34. fmdacenter says:

    Mai sentito parlare di messe prefestive?

    E di paesi in cui la domenica si lavora perchè il riposo è il venerdì?

    Fate troppi sconti ai cattolici lavativi e tacete troppi fatti sui cattolici in Medio Oriente. Consiglio umilmente un giretto su Asia News, sito di sporchi missionari cattolici che ivi vivono (no, non nel sito, Ritvan!)

    Ciao

    Francesco

  35. fmdacenter says:

    OT

    complimenti a Chavez che accetta la sconfitta al referendum. Un caso Pinochet bis? Sperem

    Francesco

  36. eh si. purtroppo ha perso. ora bisogna capire perché

  37. PinoMamet says:

    Ho conosciuto una ragazzina pallida, con gli occhi azzurri, di famiglia ricca, che mi ha detto che è venezuelana. Non ha accento straniero, ha nome e cognome italiano.

    Dice che la sua famiglia è dovuta scappare dal Venezuela per colpa di Chavez.

    So che suona di molto cinico e bastardo, ma Chavez mi diventa sempre più simpatico.

    Perchè l’altro venezuelano che ho conosciuto, negli USA, era un misto nero-indio (cioè, lui sembrava africano, sua nonna sembrava cinese) piuttosto male in arnese, e scommetto che se ne è andato dal suo paese non per salvare i suoi (molti) soldi, ma per guadagnarsene un po’ per campare.

    E il comunistone che dorme in me non può non pensare che i (molti) soldi della famiglia della ragazzina snobbettina con gli occhi azzurri che parla perfettamente italiano appartengano in realtà all’indio nero e a tutti i suoi parenti.

    Mi dispiace ma io la vedo così. Perciò forza Chavez!

  38. non capisco perché la gente non ha votato il referendum. propaganda?

    Forza chavez!

  39. RitvanShehi says:

    >Ho conosciuto una ragazzina pallida, con gli occhi azzurri, di famiglia ricca, che mi ha detto che è venezuelana. Non ha accento straniero, ha nome e cognome italiano. PinoMamet<
    Nulla di strano. Ci sono moltissimi emigranti italiani in Venezuela.

    >Dice che la sua famiglia è dovuta scappare dal Venezuela per colpa di Chavez. So che suona di molto cinico e bastardo, ma Chavez mi diventa sempre più simpatico.<
    Dai risultati del referendum pare che in Venezuela ci siano rimasti abbastanza cittadini a cui Chavez, sta, invece, molto antipatico. E dubito fortemente che tutti quelli siano ricchi, alti, biondi, con gli occhi azzurri e parlino fluentemente l’italiano:-)

    Ciao

  40. RitvanShehi says:

    >Solidarietà a Bobongo. Francesco<
    Solidarietà scontata: è noto che tu fai il tifo, invece, per Gesù Bambino:-)

  41. H.

    quindi anche tu pensi come me che ci siano state interferenze di propaganda dei soliti usa? in fondo ora si stanno giocando il tutto x tutto sull’energia

    ciao!!

  42. Vedi Ritvan,

    perché a Pino sta sulle scatole la ragazzina anti- chavez? perché sa cosa c’è dietro.

    però speravo cha andasse diversamente. ora è più in pericolo anche l’iran.

  43. RitvanShehi says:

    >Vedi Ritvan,

    perché a Pino sta sulle scatole la ragazzina anti- chavez? perché sa cosa c’è dietro. BarbaraLattanzi< Il lato “B”?:-)

  44. RitvanShehi says:

    >E’ ovvio che gli USA hanno scatenato la CIA per boicottare al massimo il referendum , pagando e corrompendo cittadini e funzionari< ‘sti venezuelani, vil razza di corrotti:-), mica come i valorosi persiani che degli sporki dollari della CIA se ne fanno un baffo e votano compatti per il buon Ahmy:-) :-).

  45. utente anonimo says:

    Sì, ma nello Statuto Dei Lavoratori mica è scritto che il giorno di riposo settimanale dev’essere per forza la domenica, eh!:-)

    verissimo (conta che conosco molto poco, anzi pochissimo, il diritto del lavoro)

    ma il ccnl specifico cosa dice al riguardo?

    M Mystere

  46. kelebek says:

    Per quello che posso dire io…

    Il referendum probabilmente era sbagliato anche come impostazione.

    Però Chavez ha perso per l’alto astensionismo, cioè perché in questi anni, pur attirandosi tanta simpatia, non è mai riuscito a mettere in piedi un movimento strutturato; anzi, da un paio di anni, il suo nemico principale è proprio l’apparato dello stato di cui lui stesso dovrebbe essere a capo.

    D’altronde, questo rapporto conflittuale con lo stato è inevitabile: il petrolio per definizione mette molti soldi in poche mani.

    Chavez cerca di ridistribuire questo denaro a molti, tramite lo stato; ma proprio facendo così potenzia i propri nemici.

    Nella pratica, il chavismo è l’esatto contrario di Hezbollah.

    Miguel Martinez

  47. controlL says:

    Una notizia di queste settimane dice che in piena U.R.S.S. è stata recentemente trovata una popolazione priva di contatti col mondo da secoli e secoli, chiusa tra le catene dell’Elbruz e del Casbek, nel Caucaso. I russi starebbero costruendo una strada per raggiungerla e “civilizzarla” […]Questo popolo non diretto da battilocchi avrebbe avuto contatti coi crociati nel Medio Evo; esso intelligentemente rispetta le condizioni del vivente lavoro: fa festa, pure essendo idolatra, il venerdì per Allah, il sabato per Jehovah e la domenica per il Cristo, il lunedì poi riposa per conto suo. Sta fresco, appena lo stakhanovizzano! (superuomo, ammosciati!, 1953)

    Il sogno della democrazia e’ di innalzare il proletariato al livello di stupidita’ che ha gia’ raggiunto la borghesia. (G. Flaubert)

    p

  48. Miguel,

    l’astensionismo può essere manovrato come e meglio del voto

  49. fmdacenter says:

    >Solidarietà a Bobongo. Francesco<
    Solidarietà scontata: è noto che tu fai il tifo, invece, per Gesù Bambino:-)

    ach, subito sgamato!

    vedo che Chavez compie miracoli (in Italia) risuscitando gli stalinisti che si credevano estinti già negli anni di Kruscev … ancora un pò e il prossimo segretario del PD sarà Palmiro :)

    Francesco

  50. fmdacenter says:

    Compagni

    in Venezuela l’unica propaganda la fa il buon Chavez, che ha assunto il controllo delle TV pubbliche e private mooolto peggio di Berlusconi.

    Chiedete a Miguel, per conferma

    Francesco

    adesso tra i soldi del petrolio in mano a Chavez e gli spiccioli della CIA vincono i secondi! potenza del sionismo esoterico, immagino: la maledizione del decino di Zio Sam!

  51. utente anonimo says:

    Se l’esempio di Saffioti può servire a illustrare molte cose, collegate ma non coincidenti:

    1) le contraddizioni e le ipocrisie dei politici cattolici;

    2) il paradosso di una difficoltà oggettiva a vivere il cristianesimo in un contesto consumistico-capitalista;

    3) i preconcetti con cui giudichiamo i pericoli veri o presunti che i cristiani corrono al di fuori del “democratico” occidente.

    Il punto più interessante mi pare il secondo. Qui per me c’è subito un’ulteriore contraddizione, perché da agnostico (ateo?) ben poco mi importa degli ostacoli alla santificazione cristiana delle feste. Inoltre, il fatto che non ci sia coercizione resta un argomento non irrilevante, per quanto ovvio.

    Ma mi rendo conto che esiste una relazione evidente tra l’oggettiva secolarizzazione della nostra società e lo strapotere delle merci.

    Non dico nulla di nuovo. Non immagino altro argine a questo strapotere se non una berlingueriana opzione per l’austerità. Che questo argine sia già saltato da anni (se mai è stato eretto) è una bella obiezione, ma credo che la stessa obiezione valga ormai per la messa domenicale.

    Al di là delle parole della gerarchia ecclesiastica, nel popolo cattolico il senso di sacralità di un giorno interamente dedicato al signore è irrimediabilmente perduto, sicché è inutile sperare che la santificazione delle feste riesca ad arginare l’oggettiva santificazione delle merci.

    Che politici cattolici facciano l’interesse della grande distribuzione (in palese contrasto con l’interesse del buon dio ad essere onorato ogni tanto) la vedo semplicemente come la resa defnitiva a uno stato di fatto.

    Val

  52. PinoMamet says:

    A’ Francè

    prendila come ti pare, ma in certe situazioni un po’ di esproprio può fare solo bene.

    Se a te sembra una cosa da stalinisti, amen.

    Ciao!!

  53. RitvanShehi says:

    >Miguel, l’astensionismo può essere manovrato come e meglio del voto.BarbaraLattanzi< Per la serie “gli adepti (e, per pav condicio, anche le adepte) sono più “ortodossi” del Maestro”:-).
    Un altro fattore che ha giocato contro Chavez è la Chiesa Cattolica (quella bieka reazionaria!:-) ). Probabilmente avrà spolverato lo slogan guareschiano:”nel segreto dell’urna Dio ti vede, Chavez no”:-).

  54. oppure l’esperienza maturata durante la campagna per l’astionsione al referendum sulla procreazione assistita?

  55. utente anonimo says:

    Aggiunta al #53 (c’è scappato un “Se” iniziale che non c’entra nulla).

    A proposito di contraddizioni.

    Ho la ventura di vivere nella cosiddetta Chinatown di Milano. Negli ultimi dieci anni la antica, picola e intregratissima comunità cinese locale è stata soppiantata dall’ondata di nuova immigrazione, dotata di soldi e di aggressivo spirito imprenditoriale. In breve tempo il quartiere ha subito una trasformazione traumatica: centinatia (centinaia!) di negozi tradizionali hanno lasciato il posto a esercizi all’ingrosso. Risultato: distrutta una trama di rapporti sociali, meno servizi (un vecchio deve fare un chilometro per andare a prendere il latte), più traffico, più rumore, più inquinamento (ogni giorno il quartiere è preso da assalto da centinaia di camion e furgoni), strade che diventano immondezzai.

    Io interpreto il degrado del quartiere come il risultato di un’applicazione idiota dei principi liberisti, una politica di “lassaiz faire” che rinuncia ad ogni velleità di governo e di indirizzo, confidando nella mano invisibile del mercato.

    Oggi, qui, non c’è più differenza tra la domenica e gli altri giorni: le esigenze del commercio non guardano in faccia né agli orari né alle feste (né, per la verità, alle leggi già vigenti, posto che una piattaforma logistica a cielo aperto non può funzionare se non violando sistematicamente decine di regolamenti comunali e del codice della strada – ma questo è un altro discorso). Gli esponenti di FI o di AN, difensori dell’identità italiana e dei valori cristiani, ai quali ho fatto notare l’incongruenza, hanno sempre glissato…

    Ora: posso testimoniare che (abbastanza miracolosamente visti i tempi) le proteste dei residenti non hanno mai avuto il benché minimo accento “anticinese”; ciò che da anni si chiede inutilmente è di trovare per l’ingrosso un’area industriale fuori dai centri abitati.

    Tuttavia è quasi impossibile sottrarsi all’accusa di razzismo. Ma come la mettiamo quando sono i “poveri” immigrati ad essere il veicolo, e non il freno, della distruzione identitaria e della mercificazione totalitaria del capitalismo?

  56. utente anonimo says:

    # 57 = Val

    non imparerò mai…

  57. kelebek says:

    Per Francesco n. 52

    veramente in Venezuela i media sono quasi totalmente contrari al governo.

    http://tinyurl.com/36mxg6

    Ma tanto che te lo dico a fare?

    Miguel Martinez

  58. kelebek says:

    Per Val n. 57-8

    Grazie delle interessantissime riflessioni.

    Miguel Martinez

  59. fmdacenter says:

    Miguel

    grazie per avermi corretto. Però qui da noi risulta che Chavez abbia condotto alla ragione le TV private a lui ostili con esplicite minacce di statalizzazione: tutto falso?

    E il mito delle ore di diretta chavezziana imposte al popolo a reti unificate? Solo un mito?

    Questo sta facendo il socialismo bolivariano in un solo paese e trascura i mass media? Va bene che è un militare però mi pare strano.

    Ciao

    Francesco

    PS x Val: se non fosse Dio a salvare la SUA Chiesa, e dovessimo confidare in preti e frati, staremmo freschi! Ciao

  60. fmdacenter says:

    x Barbara

    l’astensionismo che ha danneggiato Chavez è quello dei suoi seguaci … non sparlare a casaccio per il puro gusto di rivangare la grande vittoria di civiltà del referendum sulla legge 40!

  61. Francesco

    noto nelle tue parole una certa aggressività, spero invece di poter ragionare con te:

    “non sparlare a casaccio per il puro gusto di rivangare la grande vittoria di civiltà del referendum sulla legge 40! ”

    non provo alcun piacere a rivangare quell’episodio, dove ho visto la chiesa di roma, che stimo e ritengo importante, comportarsi male cavalcando la tigre del qualunquismo. personalmente non mi piaceva né quella legge né quella che c’era prima, e probabilmente nemmeno una eventuale futura. ora non sto a spiegare il motivo xché è complesso e non c’entra nulla in questo post.

    cmq oramai avresti dovuto capire che non sono una laicista.

    mi premeva solo dire che nei referendum è più facile manipolare il voto spingendolo verso l’astensionismo che verso il si o no.

    ciao

  62. utente anonimo says:

    Francesco: “se non fosse Dio a salvare la SUA Chiesa, e dovessimo confidare in preti e frati, staremmo freschi!”

    Non se la tua sia solo una battuta. La prendo sul serio e ti dico: dimentichi che, per un non credente come me, idee del genere sono inconsistenti e solo astrattamente comprensibili.

    Odio l’abuso dell’avverbio “oggettivamente”. Ma ciò che mi intreressa è che “oggettivamente” il mercato ha sconfitto la Chiesa. Il che, dal mio punto di vista, significa aver sconfitto Dio. Infatti non nominavo preti e frati, ma il popolo di Dio, che in quanto tale ormai non esiste più.

    Poi si può ragionare sul fatto che l’esigenza di un dio sia così connaturata all’essere umano che Dio non può essere mai sconfitto. Diciamo allora che può essere sostituito: il Dio di Abramo ha lasciato il posto al Dio di Gesù, il Dio di Gesù ha lasciato il posto al Dio Mercato.

    Esagero? :-)

    Val

  63. utente anonimo says:

    Ci sono popolazioni, etnie, in america latina, oppure vedi Maori in nuova zelanda, oppure i Polinesiani delle isole di polinesia o della Nuova Guinea o Vanuatu che in questo stesso momento stano civilmente lavorando per recuperare il loro sapere culturale, la loro identirà, la loro lingua , impediti persino di parlare la loro lingua!, che avevano dovuto abbandonare grazie alla violenza dei colonizzatori appoggiati dai missionari. Per non dire quello che gli inglesi hanno fatto agli aborigeni australiani, massacrandoli cercando di far scomparire il loro Dream Time, ma il Dream Time non scomparirà… haloa!ciao w.jamiyla…ops!!!

  64. RitvanShehi says:

    >Per Francesco n. 52

    veramente in Venezuela i media sono quasi totalmente contrari al governo.

    http://tinyurl.com/36mxg6

    Miguel Martinez< Facciamo un po’ di sconto (visto che parliamo anche di bieka mercificazione:-) ) alle affermazioni di Carotenuto, va!:-)
    Poi, forse bisogna dare alle parole il loro vero significato. Mi spiego: la frase “i media sono quasi totalmente contrari al governo”, non vuol dire nulla o quasi. Poco importa se tutti i proprietari, dirigenti, capiredattori e fino all’ultimo usciere della più scalcinata TV privata di Caracas tengono a portata di mano un bersaglio con la foto di Chavez sopra, da colpire con freccette nei momenti di ozio:-). Quel che conta veramente SE e IN QUALE MISURA questi media “antigovernativi” siano liberi di spargere nell’etere (o sulla carta) le loro idee scomode per il governo.

    Ecco, in una ricerca su Google, dopo il Sommo Maestro dell’America Latina Gennaro Carotenuto, incontrastato detentore della pole position:-) appare un link di Peace Reporter (che non mi risulta sia al soldo della CIA, tutt’altro:-) ) in cui vengono riportati, oltre a considerazioni dell’autore, anche le parole di una scrittrice venezuelana, Edda Armas, presidentessa da diversi anni del Pen Club Venezuela:

    Molti giornalisti di questo paese hanno subito intimidazioni e minacce e la libertà di stampa è a rischio, nonostante i proclami sulle libertà che arrivano dal presidente e da molti analisti filogovernativi.

    “Capita di sovente che redattori critici verso la politica chavista si ritrovino l’auto distrutta o subiscano attentati” racconta Edda Armas con un velo di tristezza. ….

    E per i giornalisti d’inchiesta la situazione è ancora più complicata. Molti di loro per vivere in assoluta tranquillità hanno imparato ad autocensurarsi. “Questo non serve allo sviluppo del paese”. Non solo. Edda… continua raccontando che “i giornalisti che hanno firmato il referendum per revocare il mandato al presidente Hugo Chavez (ma questo vale anche per gli altri cittadini) entrano a far parte di una specie di lista nera, la Lista de Tascon, e non hanno possibilità di accedere a nessun tipo di credito bancario. E molto spesso a loro non viene nemmeno rilasciato il passaporto”. E per loro l’ostacolo della burocrazia, già altissimo e quasi insopportabile, diventa praticamente insostenibile.

    E la tv…Le cose non vanno meglio per l’informazione televisiva. “Non esistono programmi in diretta. C’è una commissione governativa che ne analizza il contenuto e decide cosa tagliare e cosa far vedere. La cosa più eclatante, però, riguarda i programmi che diffondono le notizie. Al giorno d’oggi si possono vedere in Tv solo dopo le 23. Prima non era così, erano previsti per le 21. C’erano determinati orari ed erano rispettati. Adesso, con lo spostamento delle trasmissioni ad un’ora così tarda, non tutti se la sentono di aspettare. E’ un modo come un altro di complicare l’accesso all’informazione. E molti programmi televisivi d’inchiesta giornalistica sono stati chiusi. Ma in questo paese tutto è complicato”. 09.06.2007
    (da: http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&idart=8095)

    Come vedi, caro Miguel, la verità spesso e volentieri ha diverse sfacettature. Con buona pace del Sommo Maestro Carotenuto:-).

  65. RitvanShehi says:

    >mi premeva solo dire che nei referendum è più facile manipolare il voto spingendolo verso l’astensionismo che verso il si o no.

    ciao. BarbaraLattanzi< Solo se c’è l’obbligo del “quorum”, sorella, solo se c’è l’obbligo del “quorum” si può far “colare a picco” un referendum a colpi di astensionismo. E non mi pare questo il caso del referendum di Chavez.

  66. fmdacenter says:

    x BL

    scusa, cattiveria sfuggita alla penna.

    però il tuo ragionamento sui referenda non vale per quello venezuelano.

    Francesco

  67. fmdacenter says:

    Val

    mettiti nei panni del credente: per lui Dio è una persona esistente, quanto D’Alema o Bush. Solo migliore.

    In ogni caso, di simili sconfitte di Dio è piena la storia. Ma quello ogni volta torna.

    Ciao

    Francesco

  68. Non proprio. se viene spinta all’astensione solo una parte dell’elettorato vince necessariamente l’altra parte. :-)

  69. fmdacenter says:

    E come la spingo? Incitando al contempo i miei ad andare a votare?

    Metto un bollino sui programmi: sostenitori di Chavez non guardate il programma seguente che vi fa male alla salute?

    Dai, per una volta ammetti che hai sbagliato, non succede nulla, guarda me!

    Ciao

    Francesco

  70. Francesco

    se sbaglio lo ammetto. ma questa volta ho detto esattamente ciò che volevo dire. liberi di pensarla diversamente.

    E’ più facile convincere la gente che “è una questione complicata” “ma voi che ne capite” “la nazionalizzazione potrebbe essere un errore che porta a conseguenze imprevedibili anche per chi la propone” ecc. e convincerli a non votare per non sentirsi responsabili che ad andare totalmente contro l’uomo politico che hanno votato, scegliendo l’opzione contraria alla sua riforma.

    ma naturalmente se i suoi elettori non votano, fanno il gioco della parte avversa.

    spero ora di essermi spiegata.

    ciao

  71. E’ ovvio che è solo un’ipotesi, io non ero là a controllare i messaggi dei media e la propaganda. nemmeno capisco lo spagnolo :-)

  72. fmdacenter says:

    Sì, BL, ho capito. Ma come fai a convincere selettivamente ad astenersi SOLO i sostenitori del Sì e non anche quelli del No?

    Forse per loro la questione non è complicata?

    Ciao

    Francesco

  73. perché il salto nel buio è la riforma di chavez. è sufficiente mettere la pulce nell’orecchio sulle imprevedibile conseguenze di tale riforma, per non votare a favore di essa. se proprio non vuoi votare contro, non votare affatto

  74. fmdacenter says:

    Mah, mi pare tesi assai capziosa, ogni opposizione genera nei sostenitori di una tesi dei dubbi … vedremo se il padrone di casa ci dirà qualcosa o se è stato troppo scottato da Ritvan sul tema della libertà di parola in Venezuela.

    Francesco

  75. abdannur says:

    L’abolizione della Festa

    [..] Le hanno una certa importanza. Chiamiamole pure , parlando fuor dai denti; checché se ne dica, pure un becero può nascondere qualcosa di eroico, a modo suo. Quando è tutto ciò che resta, vale la pena di battersi per esso. [..]

  76. abdannur says:

    L’abolizione della Festa

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  79. abdannur says:

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  80. abdannur says:

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    L’abolizione della Festa

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  84. abdannur says:

    L’abolizione della Festa

    [..] Le hanno una certa importanza. Chiamiamole pure , parlando fuor dai denti; checché se ne dica, pure un becero può nascondere qualcosa di eroico, a modo suo. Quando è tutto ciò che resta, vale la pena di battersi per esso. [..]

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  86. laconoscenza says:

    L’abolizione della Festa- redattore Ibrahim ‘Abd an-Nur Gabriele

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  90. laconoscenza says:

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  91. laconoscenza says:

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  92. laconoscenza says:

    L’abolizione della Festa- redattore Ibrahim ‘Abd an-Nur Gabriele

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  93. laconoscenza says:

    L’abolizione della Festa- redattore Ibrahim ‘Abd an-Nur Gabriele

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  94. laconoscenza says:

    L’abolizione della Festa- redattore Ibrahim ‘Abd an-Nur Gabriele

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  95. laconoscenza says:

    L’abolizione della Festa- redattore Ibrahim ‘Abd an-Nur Gabriele

    [..] Le hanno una certa importanza. Chiamiamole pure , parlando fuor dai denti; checché se ne dica, pure un becero può nascondere qualcosa di eroico, a modo suo. Quando è tutto ciò che resta, vale comunque la pena di battersi per [..]

  96. laconoscenza says:

    L’abolizione della Festa- redattore Ibrahim ‘Abd an-Nur Gabriele

    [..] Le hanno una certa importanza. Chiamiamole pure , parlando fuor dai denti; checché se ne dica, pure un becero può nascondere qualcosa di eroico, a modo suo. Quando è tutto ciò che resta, vale comunque la pena di battersi per [..]

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