Piccole democrazie crescono

Khalid Amayreh,  l’autore del testo che segue, è un coraggioso giornalista palestinese, che vive una vita per nulla facile ad al-Khalil (Hebron), stretto tra i coloni armati, l’esercito israeliano e il regime golpista di Abu Mazen.

Ci riferisce alcune notizie che fanno da sottofondo all’ottomillesimo “vertice per la pace israelo-palestinese“, in corso ad Annapolis.

Un grazie a Infopal per la traduzione.

Intanto, quattro morti e nove feriti in un attacco israeliano a Gaza, mentre i golpisti di Ramallah chiudono i pagamenti del carburante per Gaza, permettendo così a Israele di tagliare le forniture del 75%.

Di Khalid Amayreh

Cisgiordania

Il capo della polizia palestinese e responsabile della guida dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) Mahmud Abbas sta seminando il terrore tra le fila dei giornalisti palestinesi che in Cisgiordania manifestano opinioni contro-corrente, e l’ha fatto in una maniera che non aveva precedenti dai tempi della creazione dell’ANP, ovvero dagli Accordi di Oslo del 1993.

Le aggressioni contro giornalisti e cameramen sono cresciute drammaticamente nell’ultimo periodo, specialmente in conseguenza alla conferenza di pace di Annapolis.

Giovedì 29 novembre, nella provincia cisgiordana di Hebron, uomini delle forze speciali di polizia hanno violentemente picchiato Mohammad Halayka, cameraman di una rete TV di Gaza, per aver filmato la manifestazione anti-Annapolis che si stava svolgendo nella città di Hebron. Sempre nel capoluogo, almeno un palestinese, un uomo di 37 anni, è stato ucciso durante le manifestazioni di martedì, quando dei poliziotti dal grilletto facile avevano aperto il fuoco contro i dimostranti

Decine di manifestanti e di giornalisti sono stati feriti in Cisgiordania, alcuni molto gravemente, in seguito agli ordini dati alla polizia di reprimere violentemente qualsiasi opposizione pubblica alla conferenza di Annapolis. Halayka, che aveva portato all’ospedale alcuni dei giornalisti colpiti, è stato attaccato da sette poliziotti dell’ANP, che l’hanno picchiato con le mani nude e coi calci dei fucili, finché non si è accasciato al suolo.

“Le forze di sicurezza – ha spiegato Halayka – mi hanno convocato dicendo di voler interrogarmi sul filmato che avevo girato durante la manifestazione. Quando sono arrivato, più di sette giovani agenti mi hanno aggredito, riempiendomi di pugni e calci, anche in faccia, finché non sono crollato a terra”. In serata, il cameraman è stato trasferito in ospedale.

Secondo Halayka, i poliziotti l’hanno anche avvisato che l’avrebbero multato per la somma di 10000 dollari se avesse informato i media di quanto gli era accaduto.

Prima del fatto, la polizia dell’ANP aveva già arrestato Bassam Dweik, traduttore, per aver filmato le proteste a Hebron e per “istigazioni e insulti all’immagine dell’ANP”. Bassam Dweik traduce articoli dall’ebraico e lavora per un gran numero di quotidiani dentro e fuori dai territori occupati.

Nella città di Dura, le forze di sicurezza preventiva hanno convocato Walid Amayreh, anch’egli giornalista, per interrogarlo riguardo alla sua presunta intenzione di scrivere un libro nel quale avrebbe criticato l’ANP. Amayreh è stato costretto a firmare un impegno scritto, nel quale affermava che non avrebbe criticato l’ANP né dato adito a istigazioni di qualsiasi tipo.

Secondo alcune fonti, martedì 27 la polizia avrebbe attaccato i giornalisti in diverse località della Palestina – tra cui Ramallah e Betlemmme –, picchiandoli selvaggiamente per aver seguito le dimostrazioni di protesta. Tra i giornalisti figurerebbe Wael Shuyukhi, corrispondente di al-Jazira, che ha ricevuto delle percosse alla testa ed è rimasto gravemente ferito.

Intanto, i poliziotti non si dichiarano entusiasti riguardo a questi episodi di violenza. Secondo quanto avrebbe affermato il Ministro degli Interni, Abd ar-Razzaq al-Yahya, “i giornalisti dovrebbero apprezzare il lavoro che stiamo svolgendo: ci dispiace per quel che è accaduto, ma giornalisti e reporter devono obbedire alla legge.”

Alcuni giornalisti palestinesi hanno condannato le potenze occidentali sostenitrici dell’ANP, per essere rimaste in silenzio di fronte agli attacchi della polizia contro la libertà di stampa in Cisgiordania: “Gli USA e l’UE – ha detto Mohammad Rajub, giornalista della provincia di Hebron – continuano a blaterare sulla libertà di stampa e sulla democrazia e su tutto il resto, ma quando vedono queste bestie che aggrediscono i reporter e li percuotono senza pietà in mezzo alla strada, allora diventano sordi, ciechi e muti (…) In questo caso, il silenzio vuol dire assenso, e persino complicità.” Ed ha aggiunto: “È questa la democrazia che ci stanno promettendo?”

È dagli eventi della scorsa metà di giugno – quando i miliziani di Hamas hanno espulso le forze di polizia di al-Fatah dopo una settimana di scontri sanguinosi – che il governo di Ramallah, appoggiato dall’occidente, tiene a freno la libertà di stampa in Palestina. In questi mesi, l’ANP ha chiuso diversi uffici stampa e diverse stazioni radio e TV per essersi resi “responsabili di attività illegali e istigazioni”. Oltre a questo, quindici giornalisti sono stati arrestati e, molto spesso, maltrattati e torturati.

Per quanto riguarda il sistema giuridico in Cisgiordania, esso è di fatto paralizzato e, nella maggior parte dei casi, gli agenti di polizia non tengono conto delle decisioni delle corti.

(Traduzione a cura della redazione di Infopal)

Da www.palestine-info.co.uk

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47 Responses to Piccole democrazie crescono

  1. kelebek says:

    Mi sento un po’ solo…

    Ho fatto un post sulla Palestina, sono passati diverse ore, e ancora nessuno mi ricorda:



    1) Il Mufti di Gerusalemme era amico di Hitler

    2) E’ Hamas che ha fatto il colpo di stato facendosi votare

    3) Gli arabi non amano lavorare mentre gli israeliani hanno fatto fiorire il deserto

    4) Due popoli per due stati

    5) E’ tutta colpa dei palestinesi perché ogni volta che li bombardano, tirano razzi verso una cittadina israeliana

    6) Hamas ha torto perché in Nigeria un musulmano ha dato un calcio a un cristiano

    Ehi, hasbaristi, dove siete?

    Miguel Martinez

  2. Coccoenne says:

    Shhh!!!!

    Non svegliare il cane che dorme. ;-)

    Cocco

  3. utente anonimo says:

    Martinez

    sono stupefatto

    frequento, non da molto, il tuo blog

    e qui ho scoperto da persone sicuramente non sioniste che

    a) nei paesi arabi e/o islamici come il marocco e il pakistan delle persone innocenti vengono rapite, torturate, processate ed incarcerate da innocenti.

    b) nei suddetti paesi islamici e/o arabi i giornalisti si inventano stragi di intere famiglie per ottenere danaro

    c) i giornalisti vengono picchiati ed incarcerati

    d) sempre nei suddetti paesi agli avvocati che difendono i diritti civili viene revocata la licenza

    dalla valent ho letto aluni articoli di Blondet esaltandolo…, successivamente ho scoperto essere un razzista che parla delle persone di colore come “negri”, poco intelligenti e culturalmente arretrati

    Non ho bisogno di andare in altri siti, sionisti eo antisilamici: mi basta quello che leggo da voi :-))

    Martin Mystere

  4. utente anonimo says:

    Comunque visto che sembri tenerci tanto

    1) Il Mufti di Gerusalemme era amico di Hitler

    Se è per qusto era anche lo zio di Arafat e venne nominato “ariano onorario”. Inviò truppe (misere in realtà) in aiuto del fhurer e quste confluirono in un piccolo reparto SS-

    2) E’ Hamas che ha fatto il colpo di stato facendosi votare

    No, ma mentre si faceva votare sparava ai propri nemici. Anche Hitler venne votato…

    hamas è stato più furbo del proprio maestro: non ha atteso alcuna “notte” ma ha scavato tunnel di giorno per uccidere i propri oppositori.-

    3) Gli arabi non amano lavorare mentre gli israeliani hanno fatto fiorire il deserto

    vero: quando si parla di palestina, infatti, ci si ricorda sempre il frutto di ulivi e di nocchieti. Tutta roba che sorge spontanea e non necessita di cure specifiche se non sbaglio. Quando Israele sgomberando ha lasciato alcune serre, queste sono state distrutte con la scusa che consumavano acqua. Peccato che i pozzi non se li erano portati via…sono rimasti li.

    Comunque è storia che prima “dell’arrivo degli ebrei” (strano credevo fossero li da sempre!) esistesse una sola università in palestina… ospedali non ne parliamo e di scavare pozzi neppure l’ombra.

    4) Due popoli per due stati

    già meglio uno stato con due popoli di cui uni governa e l’altro vive da dhimmi, come accade in tutti gli altri paesi arabi che si rispettino-

    5) E’ tutta colpa dei palestinesi perché ogni volta che li bombardano, tirano razzi verso una cittadina israeliana

    causa ed effetto… causa ed effetto…. NON effetto e causa :-)

    6) Hamas ha torto perché in Nigeria un musulmano ha dato un calcio a un cristiano

    No, perchè in palestina quelli di hamas impedivano ai palestinesi cristiani di andare a pregare la notte di natale, ad esempio.

    perchè, sempre in palestina la popolazione cristiana è diminuita in maniera esponenziale.

    martin Mystere

  5. PinoMamet says:

    “3) Gli arabi non amano lavorare mentre gli israeliani hanno fatto fiorire il deserto

    vero: quando si parla di palestina, infatti, ci si ricorda sempre il frutto di ulivi e di nocchieti. Tutta roba che sorge spontanea e non necessita di cure specifiche se non sbaglio. Quando Israele sgomberando ha lasciato alcune serre, queste sono state distrutte con la scusa che consumavano acqua. Peccato che i pozzi non se li erano portati via…sono rimasti li.

    Comunque è storia che prima “dell’arrivo degli ebrei” (strano credevo fossero li da sempre!) esistesse una sola università in palestina… ospedali non ne parliamo e di scavare pozzi neppure l’ombra. ”

    Scusami ma non capisco se scherzi o se dici sul serio.

    Perché no, gli uliveti non crescono da soli per gentile concessione della ditta Allah e Maometto, s.r.l., e richiedono un bel po’ di cura e di lavoro.

    E che dire di questi palestinesi, incapaci di scavare un solo pozzo (strano, si parla di pozzi già nei Vangeli, per non scomodare l’Antico Testamento, ma si vede che poi li hanno distrutti tutti come le famose serre..) e perciò costretti a bere solo Gatorade fino all’arrivo dei sionisti, che erano così arretrati da avere un sola Università! Anche questa costruita dai Jinn del deserto in una sola magica notte, immagino, perché i palestinesi mica si sognano di impegnarsi in qualcosa…

    ma dai!

    Ciao!!

  6. kelebek says:

    I nostri straordinari negoziatori palestinesi

    [..] Un altro articolo di di Khalid Amayreh, che scrive stavolta da Ramallah. Con un’informazione inedita e una riflessione utile sulla recita in corso ad Annapolis. Originale da: PeacePalestine Articolo originale pubblicato il 2 dicembre 2007 L&rsquo [..]

  7. kelebek says:

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  20. abdannur says:

    Il nuovo cittadino Barenboim

    [..] Daniel Barenboim è un rinomato pianista ed un apprezzato direttore d’orchestra. Ma soprattutto è un uomo dall’identità complessa: nato in Argentina, i suoi genitori sono russi di origine ebraiche. Da ieri, egli è anche il pr [..]

  21. abdannur says:

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  34. laconoscenza says:

    Il nuovo cittadino Barenboim articolo di Gabriele Ibrahim ‘abd an-Nur Iungo

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