Il ramo di tamarisco

Sei anni fa, gli Stati Uniti sono esplosi addosso al mondo.

Per oltre sessant’anni, il sistema economico più potente mai esistito in tutta la storia umana si è concentrato in maniera sempre crescente sulla formazione del sistema militare più potente di tutti i tempi.

Milioni e milioni di vite umane dedicate a qualche frammento del complesso: a montare il meccanismo di una mina in grado di smontare un bambino, a inventare macchine capaci di catturare un discorso tra fidanzati su una panchina a Sestri Levante, a vendere panini a chi faceva tutto ciò… Un motore in cui ogni ingranaggio aveva bisogno di dire, pagatemi, sottolineando l’urgenza di qualche rischio, cui bisognava reagire con la massima violenza possibile.

Banalmente, per usare un termine lanciato da un presidente di destra degli Stati Uniti, il "complesso militare industriale", in cui il deputato e il generale in pensione passano entrambi a sedere nel consiglio di amministrazione dell’azienda che produce articoli militari pagati dallo Stato.

Non sono stati certamente i neocon a inventare un simile sistema; ma hanno saputo distillarne il veleno. "Neocon" è un termine molto abusato, per cui ricordiamo che non significa affatto un conservatore, né tantomeno un fondamentalista religioso.

I neocon sono nati nella sinistra del Partito Democratico, prima di entrare nel partito degli affaristi repubblicani, e rappresentano quindi una sintesi (oggi va di moda il termine "rossobruno"…) di elementi di destra e di sinistra.

I neocon hanno saputo rendere affascinante il dominio del capitalismo assoluto, lavorando su tutte le forze psichiche latenti nel mondo che ama dirsi Occidente.

Lo spirito di elezione, la presunzione di poter guardare tutti i luoghi e tutti i tempi dall’alto; la mobilitazione religiosa lepantesca in simbiosi con il laico spregio per ogni fede; il razzismo spicciolo e quotidiano; i furori apocalittici della Bibbia; il vecchio sogno illuminista di trasformazione del mondo, mirabilmente sposato allo spirito crociato, inquisitorio e missionario e al gusto imprenditoriale; la cultura nichilista di certo rock americano; il femminismo fuso oscenamente con la mercificazione erotica; l’orgoglio igienico di chi ha creato un angolo di ordine e pulizia usando il pianeta come discarica; la nascita di un’umanità atomizzata, virtualizzata e individualista; l’autorappresentazione statunitense come "missione" e non come popolo; il piacere dello sterminio aereo degli indigeni; l’allegria alla vista del capro espiatorio che si sfracella sulle rocce; e una visione quasi leniniana dell’élite in grado di manipolare l’umanità per il suo bene.  

I neocon non hanno inventato nulla di tutto ciò, ma sono riusciti a trasformarlo nel combustibile emotivo e mediatico di una guerra che avrebbe dovuto assicurare all’Impero il controllo dei cieli, dei mari, delle onde radio, ma anche della grande fascia petrolifera del mondo, nonché del cuore del continente eurasiatico, addirittura dello spazio cosmico.

Hanno detto chiaramente che volevano creare un nuovo mondo, in cui la parte eletta del pianeta, gli abitanti delle fortezze imperiali, avrebbero goduto di straordinario benessere e sicurezza, mentre la specie pullulante dell’esterno sarebbe stata ricacciata nei suoi inferni, con un nuovo modello di diritto che avrebbe garantito minuziosamente gli inclusi e privato di ogni certezza gli esclusi.

Doveva essere una prova di forza finale, compiuta violando tutte le regole.

Moltissimi, anche in Europa, si sono opposti a questo incubo, in maniera più o meno cosciente. Il loro parere, però, non ha influito sulle decisioni imperiali. Perché le folle sorridono ai vincitori, e l’esito di una guerra tra la più grande concentrazione di mezzi di omicidio che si fosse mai vista sotto la Luna, e quattro straccioni in turbante sembrava assolutamente scontata.

Credevano che lo Shock and Awe [1] sarebbero stati così potenti da umiliare per sempre l’umanità subordinata: "capiscono solo la forza", hanno detto da Custer e Graziani a Rumsfeld.

Tanti hanno protestato in tutto il mondo contro ciò che stava arrivando, anche se pochi ne capivano la portata.

Accanto a quelle poche persone coscienti, c’erano milioni di brave persone dalle idee confuse, con pittoresche bandiere arcobaleno e profonde riflessioni, sul tipo "un sorriso è più bello di un pugno".

Poi sono partite le bombe, e i milioni sono rientrati a casa. E lì la cosa sarebbe finita.

Solo che dai vicoli del lato oscuro del mondo sono usciti dei giovani, che non sapevano nemmeno cosa fosse quella che noi chiamiamo politica.  

baghdad

Chi possiede cose e uomini, fa calcoli; chi non li possiede, può trarre forza solo dall’esperienza diretta, l’orgoglio, l’amore e la vendetta. E raccontando storie.

Le loro storie erano quelle che avevano già di loro, come gli indios messicani del 1810, che correvano scalzi dietro la bandiera della Vergine di Guadalupe a sgozzare chi per secoli aveva succhiato il loro sangue.

Anche questi ragazzi dei vicoli di Baghdad e di Karachi e di Muqdisho avevano storie da far rizzare i capelli alla brava gente nostrana.

Dicono che le feroci fanciulle del deserto schernissero così Amarah che era calato tra di loro, per rapire la bella ‘Abla, ed era stato cacciato da ‘Antarah bin Shaddâd al-‘Absi, figlio della schiava nera Zabaybah:

"L’Antara dei cavalieri, il leone della caverna, è arrivato, colui la cui generosità è come un mare:

Noi siamo come i più dolci dei fiori, profumate come le viole e la camomilla; e Abla, tra di noi, è come un ramo di tamarisco: la sua bellezza è la Luna piena e il Sole del deserto.

Vorresti possederla con la violenza, proprio tu, il più vile di tutti i cani che abbaiano!

Muori nel lutto, oppure vivi nel disprezzo; perché mai ci sarà fine alle satire che comporremo su di te!"

Cacciati da ogni antenna del pianeta, da ogni spia, da ogni missile, da ogni governo, la morte quasi certa che la si fosse scelta o no, quei ragazzi si dedicarono al lavoro artigianale:

"Potere troppe volte
delegato ad altre mani,
sganciato e restituitoci
dai tuoi aeroplani,
io vengo a restituirti
un po’ del tuo terrore
del tuo disordine
del tuo rumore."

So già tutto, quindi zitti mentre vi dico cosa direte:

a vivere braccati, la cautela spesso si trasforma in angoscia paranoica, nell’uccisione di ogni sospetto traditore

conoscere poco il mondo, vuol dire che spesso giudichi cose che non conosci

una poesia non è un progetto (ma c’è mai stato un progetto che, realizzato, somigliasse lontanamente alla propria matrice?)

nel segreto forzato, la semplicità iniziale diventa facilmente contorta trama

quanto è facile sbagliare per pochi secondi un’esplosione e uccidere i propri fratelli anziché i nemici

del sangue dei migliori, si alimentano spesso i peggiori

Sappiamo tutto questo.

Ma sappiamo anche che è successo un fatto assolutamente inimmaginabile, che ci riguarda tutti: l’Impero si è fermato.

Almeno per un po’, e gli aspiranti padroni della Terra si guardano attorno sorpreso, nel silenzio di un mondo che non li applaude più, mentre i neocon svicolano per godersi le loro ricchissime pensioni.

Nel senso più banale della parola, un altro mondo – non necessariamente migliore di questo – è diventato possibile.

Ma quell’Impero, qualcuno l’ha fermato.

E non è stato nessun membro della cerchia degli intellettuali d’Occidente, dei correttamente pensanti, dei dotati di parola.

L’hanno fermato i mujâhidin, con le scarpe da ginnastica logore.

‘Antarah sogna l’amata, prigioniera:

"Le sollevai il velo e il suo volto brillava, svelando la notte.

Si degnò di sorridermi e mi apparve così bella; e vidi nei suoi occhi scintillare la Luna.

E’ circondata da spade e lance e attorno alla sua dimora si aggira il leone della terra. "

Il nemico, almeno, lo dice che il suo problema sono i mujâhidin. Ma dagli altri, da tutti coloro che tirano un respiro di sollievo e compiacimento nel vedere l’Impero fermarsi, non sentirete un sussurro di ecumenica gratitudine, solo un muro di distanze e distinzioni.

"I miei voti li feci a uno che era come la luna piena, che somigliava ai rami del tamarisco;

Ma io sono solo, anche se una volta ci siamo incontrati e qui, ora che sono andati via, ci sono solo la civetta e il corvo!"

Per fermare l’Impero, i mujahidin hanno pagato un prezzo che nessuno conoscerà mai: chi tiene conto dei sepolti vivi sotto le bombe, dei morti torturati e dei murati vivi? Forse solo, a crederci,

"Colui che vede il moscerino stendere le sue ali nelle tenebre della notte nera".

(Questo video non è un’aggiunta decorativa al post, ma un suo
elemento costitutivo – se avete un attimo, guardatelo
) [2]

E allora, se fosse possibile parlarci, credo che dovremmo dire una cosa ai mujâhidin.

Senza di noi siete nati, senza di noi vissuti e senza di noi morti, o peggio. Se ve ne importa poco di noi, fate bene.

Però, mi sembra una cortesia dovuta, dirvi una cosa a nome di tutti i silenti, di tutti coloro che vi voltano le spalle, di tutti coloro che non vorrebbero mai essere visti in vostra compagnia, di coloro che non dicono né sì né no, ma cui voi avete regalato una speranza maggiore di libertà.

Ecco, la cosa che vi volevo dire, era grazie.

Note:

[1] Straordinaria e intraducibile espressione: shock è sconvolgimento, ma anche scossa elettrica; mentre awe è il sentimento di ammirato terrore che si prova di fronte alla potenza di Dio o all’esplosione di una bomba atomica.

[2] Il testo cantato in sottofondo al video dice, con qualche licenza entomologica:

"Colui che vede il moscerino stendere le sue ali
nelle tenebre della notte nera

e vede la vena nel suo petto
e il cervello tra quegli ossi sottili
e vede il sangue che scorre nella vena giugolare
muovendosi da un giunto all’altro

Perdonami per ciò che ho fatto in passato

E che vede l’embrione che si alimenta all’interno del moscerino
nelle oscurità delle sue viscere, senza guardare
e vede le orme dei suoi passi, dai movimenti veloci
e vede e ascolta altri esseri in fondo all’immenso e oscuro mare

Perdonami per ciò che ho fatto in passato"

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178 Responses to Il ramo di tamarisco

  1. Caro Miguel,

    hai ragionissima.

    Chiunque abbia a cuore la libertà dovrebbe ringraziare chi ha resistito sul campo all’avventura americana, in particolare gli insorti iracheni.

    Se non fosse stato per loro, l’impero USA avrebbe già invaso e piegato l’intero Medio Oriente (e forse, come da piani del PNAC, l’intero mondo per conseguenza).

    Certo, nessun ‘sinistro’ italiano o europeo, gravido di pietosi distinguo, ha fatto alcunché di simile.

    Oh, sì, sarebbe più carino che gli insorti che hanno fermato l’impero USA in Iraq, in Afghanistan e in Somalia fossero democratici progressisti secolaristi ecc. ecc. … ma comunque li dobbiamo ringraziare.

    PS: Quanto al “fermato”, c’è ancora però la terribile possibilità che in questi ultimi 14 mesi dell’amministrazione Bush/Cheney i neocons (o i loro amici israeliani) diano il colpo di coda, assalendo l’Iran … speriamo che qualcuno, nello stesso apparato militar-industriale USA, li fermi !

    Ceffo.

  2. fmdacenter says:

    Bah, mi sa che stai perdendo sempre più il contatto con la realtà, allucinato dalla diade immaginaria impero-resistenza.

    Chirac, Schroeder, Putin, il governo cinese, quello canadese, se vuoi sapere chi ha fermato gli USA guarda in alto.

    E in Iran, da dove vengono i mezzi per fare dei ragazzetti esaltati ma innocui della armi suicide.

    Sembri quelli convinti che le preghiere fermine le pallottole. O che Dio avrebbe protetto la crociata dei bambini.

    Una nota però farò: quando scrivi “quanto è facile sbagliare per pochi secondi un’esplosione e uccidere i propri fratelli anziché i nemici” sei disgustoso.

    Shock and awe esprime benissimo anche la strategia della resistenza in Iraq come in Afganistan. Solo che loro non hanno nulla da offrire (preciso: non “nulla di quello che l’Occidente democratico e capitalista ha da offrire”, intendo proprio nulla nulla).

    Spacciare le strategie imperialiste di vari stati come resistenza popolare è, nel migliore dei casi, ingenuo.

    Francesco

  3. kelebek says:

    Per Francesco n. 2

    Direi che è il contrario. I vari stati che citi hanno accettato con maggiore o minore riluttanza l’offensiva imperiale, finché non hanno visto che l’Impero si trovava in difficoltà.

    Miguel Martinez

  4. kelebek says:

    Sempre per Francesco n. 2

    Casomai, in questi conflitti, l’Iran si è trovato obiettivamente dall’altra parte (vedi Afghanistan e Iraq) o assente (Somalia).

    Miguel Martinez

  5. utente anonimo says:

    Chissà se ringraziano i mujahiddin anche le mamme dei bambini afgani saltati in aria insieme all’attetatore suicida che la scorsa settimana ha mandato un soldato italiano all’altro mondo…imperialisti anche loro?

    OT – Quanto al “nichilismo del rock americano…ma che cosa hai ascoltato? Ne ascolto moltissimo e puo’ essere anche nichilista, ma generalizzare in questo modo mi sembra riduttivo

    A.

  6. PinoMamet says:

    “Spacciare le strategie imperialiste di vari stati come resistenza popolare è, nel migliore dei casi, ingenuo.

    Francesco”

    Se ho capito bene stai parlando dell’Iran che arma Hezbollah.

    Il fatto che però che Hezbollah riceva armi dall’Iran non lo rende meno “popolare”.

    Del resto, gli americani e i britannici che armavano i partigiani italiani (mutatis mutandis, lo sottolineo tre volte così mi lasciate in pace) avevano la loro buona strategia imperialista per il dopo.

    Significa che la Resistenza non è stata un movimento di, appunto, resistenza popolare, aldilà della santificazione che se ne è fatta dopo la guerra?

    PS

    dall’Iran arrivano anche e soprattutto armi “non suicide”, tanto per distruggere un po’ lo stereotipo del medio-orientale buono solo a farsi saltare per aria.

    Ciao!!

  7. PinoMamet says:

    Comunque, l’Iran arma gli sciiti (ovvio, e cos’altro dovrebbe fare?) ma non c’entra assolutamente niente con qaedisti e mujahiddin afghani.

    Se negli Occidenti fai (giustamente, secondo me) i vari distinguo (la Francia e la Russia non sono gli USA) per correttezza devi farli anche negli Orienti.

    Non puoi giustificarci dicendo “non siamo tutti imperialisti” e poi condannare gli altri (tra l’altro, la parte più debole e perciò stesso meno “imperiale”) dicendo “loro invece sì”.

    Ciao!! :-)

  8. utente anonimo says:

    ciao Miguel,

    io ero (sono) una dei molti con le pittoresche bandierine arcobaleno, con le profonde riflessioni di cui al tuo breve stralcio…

    tutto qui.

    grazie

    r.

  9. PinoMamet says:

    Posso?

    “Un sorriso è meglio di un pugno” è in realtà una riflessione molto profonda, secondo me.

    Ciao!!

  10. utente anonimo says:

    RE: A., 10:38, 29 novembre, 2007.

    [A.] “Chissà se ringraziano i mujahiddin anche le mamme dei bambini afgani saltati in aria insieme all’attetatore suicida che la scorsa settimana ha mandato un soldato italiano all’altro mondo…imperialisti anche loro?”.

    C’era già la stessa sciocchezza su ‘Il Giorno’ di ieri l’altro.

    Una tizia (geniale davvero, come A.) ha scritto a Massimo Fini:

    LEI HA SEMPRE difeso il mullah Omar e i talebani.

    Ha visto cosa hanno combinato l’altro giorno uccidendo, oltre al nostro militare, sei bambini?

    Dovrebbe vergognarsi.

    Elena Cioni, Firenze

    MASSIMO FINI ha risposto:

    IO NON DIFENDO i Talebani in quanto tali, in loro difendo il diritto

    all’autodeterminazione dei popoli occupati dallo straniero. Le faccio notare che quando gli americani, bombardando i villaggi afgani,

    uccidono bambini, donne, vecchi in misura ben più rilevante, chiamandoli ‘effetti collaterali’, da

    noi queste notizie vengono nascoste nelle pagine interne. Un ponte costruito da militari e protetto, ad armi spianate, da militari è un obbiettivo militare e quindi legittimo della guerriglia. C’è

    semmai da chiedersi come mai gli afgani, che non sono arabi, si sono indotti a usare questi mezzi.

    Nei dieci anni di guerra contro i sovietici non avevano compiuto un solo atto terroristico, tantomeno kamikaze. Ma i russi stavano sul

    terreno, combattevano con truppe di terra e quindi i guerriglieri potevano combatterli. La Nato usa

    bombardieri, missili, aerei senza equipaggio comandati dal Nevada. Di fronte a questo ‘nemico che non c’è’ che armi ha la guerriglia?

    Nonostante ciò, per lungo tempo Omar si è opposto agli atti di terrorismo, ma alla fine ha dovuto arrendersi all’evidenza, sia pur

    limitandoli a obbiettivi comunque militari.

    In ogni caso mi pare evidente che gli afgani non vogliono i nostri ponti, le nostre scuole, le nostre chiese, la nostra carità pelosa, il nostro diritto, i nostri costumi. Vogliono continuare a vivere come hanno sempre vissuto, con molta dignità, secondo le loro tradizioni, prima che le aggressioni dei due Occidenti trasformassero quella terra, felice a modo suo, nel teatro di una tragedia di cui noi soli

    siamo i responsabili.

    (“Il Giorno” il 27/11/2007)

    Condivido la risposta di Fini al 100 %.

    Ceffo.

  11. kelebek says:

    Per A. n. 5

    Il riferimento al nichilismo di certo rock americano (d’accordo, non tutto) è specifico:

    http://it.youtube.com/watch?v=3y_5vxM8PYM

    Mi piacerebbe eventualmente sentire i tuoi commenti, dopo aver visto questo video.

    Miguel Martinez

  12. kelebek says:

    Per r. n. 8

    Anch’io ho messo la bandiera arcobaleno fuori dalla finestra, se non altro per fare numero. E ovviamente sono il primo a dire che la mia bandiera, o la mia partecipazione a certe manifestazioni, non sono servite assolutamente a niente.

    Il che non fa né di te né di me un cretino; semplicemente significa che non siamo stati noi, bensì i mujahidin a cambiare la situazione.

    Comunque, nel 2003 era diffuso un linguaggio assolutamente infantile a proposito della guerra incombente, da cui si rimuoveva totalmente la questione dell’imperialismo, e dove si parlava di una sorta di scontro personale senza senso tra due cattivi – Bush e Bin Laden – che volevano la “violenza”.

    Mi permetto una domanda.

    Dopo l’invasione dell’Iraq, cos’hai fatto a proposito della guerra?

    Miguel Martinez

  13. utente anonimo says:

    oggi va di moda il termine “rossobruno”

    …………………………..

    non hai afferrato il significato di rossobruno : l’inserimento della potente analisi marxista e del sentimentalismo terzomondista in un quadro generale e propostivo neofascista.

    il percorso neocon invece è qualcosa di simile alla Sinistra extraparlamentare italiana (ma anche craxiana) confluita in FI , avendo in particolare odio il clan piccista “tradizionalista”

    Pignolo

  14. utente anonimo says:

    sono stata a guardare quel che succedeva intuendo sviluppi tragici.

    mi occupo di tutt’altro. e non mi è dato fare proprio nulla, come è più che ovvio.

    ho seguito con attenzione la vicenda di cui all’articolo di qualche giorno fa, sperando che a fronte dell’assoluta mancanza di ritorno sotto il profilo economico ( nonostante il notevole impegno) vi sarebbe stata la possibilità di ragionare meglio sull’assurdità del tutto.

    mi hanno dato – tra l’altro – della terroristella fumata, a libro paga di qualche stronzo, nei confronti del quale ho reputato poco opportuno un accanimento giudiziale invocando soluzioni più pragmatiche.

    c’entra poco con il tema di oggi ma dopo aver visto il video, con immagini a me già molto ben note, volevo ringraziarti per l’articolo e parteciparti lo sconforto di una pacifista dai pensieri semplici.

    p.s: mi hanno fregato la bandiera e non ne ho più ricomprata un’altra

    r.

  15. kelebek says:

    Per Pignolo n. 13

    Tolto il “sentimentalismo terzomondista”, che non ho capito cosa c’entri, direi che la cultura neocon è proprio una fusione tra un metodo di analisi di derivazione marxista e un “quadro propositivo neofascista”.

    I neocon, a mio avviso, somigliano poco invece alla categoria dei transfughi italici, con l’eccezione forse di Giuliano Ferrara.

    La loro storia, e anche la loro elaborazione teorica, è di tutt’altro spessore.

    Il loro punto fondamentale è stato di usare tutta la potenza degli Stati Uniti per “fare la rivoluzione”, ma non in senso egalitario. Basta leggerne gli scritti…

    Miguel Martinez

  16. fmdacenter says:

    x Miguel 3 e 4

    I vari stati hanno rallentato l’offensiva in Iraq (su quella in Afganistan non vale la pena di parlare), hanno rifiutato di appoggiarla politicamente e militarmente, hanno armato la resistenza, stanno chiedendo agli USA di andarsene: se questo non è decisivo …

    In Afganistan, i “complici” degli USA hanno mandato pochissime truppe e permesso la ripresa dei talebani, hanno rifiutato svariate volte di auementare l’impegno militare, fingono di non essere interessati a quello che succederà.

    Da (quasi) subito gli altri imperialismo hanno iniziato a sabotare la manovra USA, con in buona sostanza il risultato di lascare spazio alle “”resistenze””, manovra che mi pare possa essere nel solo interesse della Cina, poco vulnerabile.

    I tupi Balilla sono solo carne da cannone e macellai di bambini.

    Posso citare al 100% Massimo Fini come sostegno ai miei ragionamenti?

    Francesco

  17. Pignolo #13,

    esatto.

    Siccome per motivi strutturali esiste l’imperialismo, allora i grandi saggi d’Oriente sono fighi, e noi si ricostituirà l’Opera Nazionale Balilla.

    Maddai.

    Erika

  18. Francesco numero (mi pare) 2:

    “Sembri quelli convinti che le preghiere fermine le pallottole. O che Dio avrebbe protetto la crociata dei bambini.”

    Su e-mule ho trovato un pdf intitolato “lessons learned” che parla della guerra Iran Iraq. Ho potuto appena scorrerlo, ma in una pagina si parlava delle sconfitte cui gli iracheni sono andati incontro attaccando le trincee iraniane con i tank senza appoggio della fanteria.

    Nelle trincee iraniane c’erano i ragazzini di quindici anni, che con sacrifici difficili da raccontare (una generazione dimezzata) hanno fermato praticamente da soli l’esercito di Saddam Hussein, per il quale facevano il tifo gli USA, l’URSS e l’Europa al gran completo. I rotocalchi di quegli anni avevano ciarle (più che “parole”) di condanna solo per la Repubblica Islamica, colpevole di esistere e colpevolissima di difendersi.

    Scusami tanto, ma sapere queste cose può essere, oltre che interessante, anche utile ad evitarti, per il futuro, di far la figura del mangiatore di spaghetti.

  19. utente anonimo says:

    l’orgoglio igienico di chi ha creato un angolo di ordine e pulizia usando il pianeta come discarica

    notevole punto di fusione tra lirismo e verità.

    ho sempre sostenuto che l’appoggio incondizionato al sionismo dipenda anche e soprattutto dalla forte affinità e appeal con/del pensiero elettivo: paradossalmente a soccombere sotto questa distorsione è stato il cristianesimo, trascinando con sé le altre religioni rivelate.

    chissà cos’è che c’è dopo.

    diego

  20. utente anonimo says:

    >Il riferimento al nichilismo di certo rock americano (d’accordo, non tutto) è specifico<
    ok. il video lo sto guardando adesso.

    A

  21. fmdacenter says:

    NSCO,

    a parte che certe cose le so da allora, non ho capito cosa c’entra con me.

    I ragazzini iraniani fermarono l’esercito di Saddam solo perchè inquadrati dai loro generali e parte di un esercito, armato da russi e cinesi (molto pù che da Oliver North).

    E non mi risulta (potrei sbagliarmi, naturalmente) che qualcuno abbia incoraggiato Saddam ad iniziare quella guerra, visto che lo stato dell’Iran post-rivoluzionario era un mistero e la paura diffusa nel mondo di altre rivoluzione islamiche.

    Mi risulta, invece, una difesa di rimbalzo della repubblica islamica che minacciò di arrivare a Bagdad, al punto che gli USA aiutarono Saddam, notoria pedina URSS, per evitare il diffondersi del “contagio khomeinista”.

    Saluti

    Francesco

  22. fmdacenter says:

    Pino,

    quel tuo “giutificarti dicendo non siamo tutti imperialisti” mi lascia pensare di non essermi spiegato.

    Mi spieghi perchè l’Iran arma gli sciiti iracheni? Per proteggere la maggioranza in un paese che vota? Un pò inutile, mi pare.

    Francesco

  23. Francesco,

    c’entra eccome, con te.

    Perché un conto è esprimersi come stai facendo rispondendomi, l’altro è esordire con “Sembri quelli convinti che le preghiere fermine le pallottole. O che Dio avrebbe protetto la crociata dei bambini.”…!

  24. fmdacenter says:

    NSCO

    scusa, rispondevo al post di Miguel, non capisco il problema.

    Francesco

  25. utente anonimo says:

    Comincio da quest’ultimo commento di Francesco.

    Intanto come è cominciato la guerra Iran-Iraq non può essere oggetto di opinioni, poiché le cose sono chiare e documentate, bisogna stare ai fatti:

    All’atto della rivoluzione iraniana del’79, l’America era impegnata con la “dottrina di cintura verde” contro alora USSR.

    Il primo governo rivoluzionario era di ingegnere Bazargan della “lega per la libertà” e i contatti tra questo governo e gli americani erano evidenti.

    La suddetta dottrina, nominato “dottrina Kissinger”, prevedav la creazione di una “cintura verde” (il verde è il colro dell’Islam) sul fianco sud dell’impero sovietico, allo scià dell’Iran per questo motivo venne tolto la terra sotto i piedi, il generale Fardust, amcio di infanzia dello scià una decina di anni fa scrisse le sue memorie in un libero, dove racconta bene i fatti di quei giorni dall’interno del palazzo reale.

    Fardust dice;

    “avevamo capito che sta succedendo qualcosa di strano e che l’atteggiamento degli americani era diventato ambiguo, abbiamo scoperto che la lobby sionista/bahai ci remava contro ma ci siamo mossi un pò tardi, quando abbiamo arrestato Hoveida a altri importanti politici responsabili della corruzione nel paese, la situazione divenne precipitoso e ormai il controllo del paese non era più possibile senza un fiume di sangue, dissi allora allo scià di decidere e di dare solo un ordine preciso, avrei potuto garantire di riportare l’ordine nel paese solo con un suo ordine, ma naturalmente dovevamo decidere di effettuare molti arresti e condanne a morte per tradimento, nonché avremmo dovuto dare l’ordine di sparare a chiunque cerca di manifestare contro il governo.

    Ma lo scià ha detto di no, ha detto che anche se facevamo tutto questo, la sua sorte era ormai deciso dall’esterno quindi il bagno di sangue sarebbe stato inutile.”



    Dopo che lo scià fuggi dal paese e scoppiò la rivoluzione, per i primi mesi gli americani speravano nella riuscita della prima pietra che avevano messo su per la “dottrina Kissinger”, ma il più furbo era proprio Khomeini che, rivoluzione per rivoluzione, dichiarò pubblicamente che Bazargan e il suo governo stavano con gli americani.

    Si portrebbe dire che ormai “il dado fu tratto” ma gli States non si perserò d’animo e infatti, sono iniziati i tumulti vari, specialmente nel Kurdistan iraniano.

    Per anni i curdi iraniani erano serviti all’Iraq per azioni antiraniana e quelli iracheni all’Iran in chiave anti saddam quindi, coi primissimi e fortissimi tumulti nel Kurdistan iraniana, la CIA e il mussad sono entrati praticamente in contatto operativo con Saddam.

    La CIA, il mussad e Saddam appoggiavano i curdi, finanziandoli ed armandoli contro la rivoluzione islamica.

    Quella del Kurdistan è stata una vera e propria guerra civile e molto sanguinoso, ma contemporanemante i gruppi di lotta armata clandestina come i “mujahedin del popolo” dall’interno assaltarono i rivoluzionari.

    Ebbene, la fede dei giovani iraniani è stat l’arma vincente e decisiva, infatti, la rivoluzione ha vinto su tutti i due i fronti, ma non si ebbe tempo di avere un’pò di calma in Iran che , la CIA e il mussad hanno deciso di non dare tregua alla rivoluzione iraniana e quindi, convinserò Saddam di continuare la facenda.

    Quella per Saddam era “l’occasione della vita”.

    Saddam aveva un esercito regolare mentre l’Iran aveva potuto mettere insieme solo parte dell’esercito completamente sciolto con la rivoluzione e aveva , in più, i giovani rivoluzionari (i Basiji) molto motivati a difendere la rivoluzione che avevano fatto.

    Per gli israeloangloamericani quella fu occasione per togliersi di mezzo due nemici in un solo colpo, o indebilirli al massimo ambedue con quyella guerra, naturalmente uno era l’Iran rivoluzionario, e l’altro il Baasismo di Saddam.

    Ma a differenza di Saddam(insomma, almeno dalla sua fine si dovrebbe capire che non sarebbe potuto andare lontano) , gli Ayatollah hanno potuto utilizzare quella guerra per costruire un nuovo stato e una nuova naziona in tutti i sensi, infatti, l’Iran di oggi è filgio di quei 8 anni, i Basiji di oggi e i Pasdaran di oggi, l’esercito iraniano, i servizi segreti e la nazione rivoluzionaria di oggi (che pur se si trova contraria in parte alle politiche di Ahmadinejad, sarebbe lo stesso pronto a morire per difendere il paese di fronte all’attacco americano), tutto fu possibile creare da quei anni di guerra che hanno forgiato l’anima rivoluzionaria degli iraniani.

    Il resto è la storia di oggi, ma di questo resto sapete solamente il 5%, poiché il 95% delle cose che sapete sono solo propaganda anti iraniana.

    reza

  26. utente anonimo says:

    Capperi, viene citato niente popo’ i meno che “il bombarolo” (storia di un impiegato)

    Questo kelebk è swempre più raffinato

    :-)))

    M. Mystere

  27. fmdacenter says:

    Reza

    stai dicendo che gli americani hanno complottato contro lo scià, loro principale alleato in Medio Oriente, per sostituirlo con un fantomatico governo “verde” più islamico.

    Mi sa che non hai capito bene.

    Passiamo alla guerra Iran-Iraq. Che Saddam abbia attaccato pensando di cogliere una facile vittoria è ben noto. Quale il ruolo di USA, Regno Unito e Israele? Quali prove? All’epoca Saddam era filosovietico e, piuttosto, vicino alla Francia che non agli USA.

    Saluti

    Francesco

    PS in effetti K. approfittò della guerra per consolidare il suo regime ed eliminare gli oppositori, tattica ben nota ai dittatori. Vedi Chavez che fa le sceneggiate con Uribe o Mussolini che si lancia in varie guerre.

  28. In effetti la citazione del rock andava circostanziata – nell’enorme calderone di tendenze del rock americano, in circa 50 anni di storia, trovi le piu’ disparate e contraddittorie tendenze (musicali e non).

  29. utente anonimo says:

    >Quale il ruolo di USA, Regno Unito e Israele? Quali prove? <
    Francesco

    Dai Frà, durante la guerra gli Awacs dei yankees collocati in medioriente fornivano informazioni sugli spostamenti delle truppe iraniane a Saddam, ben 138 industrie americane fornivano attrezzature e armi chimiche a Saddam e non bastava, alla fine gli States sono intervenuti direttamente in guerra a favore di Saddam (isole Fao e Nuorooz).

    La sorte della guerra però fu deciso “il giorno dell’aquila”.

    Questo giorno è famoso in Iran e viene festeggiato ogni anno.

    La storia è questa:

    Dopo i primi tre anni di guerra in cui l’Iran, causa mancanza di pezzi di ricambio, nn aveva potuto utilizzare la propria potenza aerea, gli ayatolah riuscirono a comprare sul mercato nero(gli israeliani sostengono ancora che sono stati loro) a trovare i pezzi necessari per far volare gli aerei F-14 TomCat e gli F-4 e F-5.

    In un solo giorno fecerà volare tutti gli aerei che avevano riparato e con ben 65 aerei da combattimento e un piano ben dettagliato e studiato a tavolino, spezzarono le costole all’esercito di Saddam.

    Da quel momento in poi la guerra si svolse, a 80- 140 Km di profondità, in territorio iracheno, da dove i cannoni iraniani per oltre 4 anni distrusserò ogni speranza di Saddam di uscire da quella guera con un qualsiasi risultato positivo.

    l’anniversario del “giorno dell’aquila” di questo anno era circa 10 giorni fa.

    reza

  30. PinoMamet says:

    Francesco

    (al num.22, per non perderci)

    guarda che non capisco davvero, non so se interpreto bene il tuo pensiero ma io a ‘sto punto, semplificando, lo vedo così:

    Occidente= buono, perché il progetto di USA ha trovato varia opposizione da altri paesi (e poi in fondo quel progetto era buono?);

    Oriente= no buono, perché l’Iran vuole aumentare la sua influenza finanziando e armando gli sciiti iraqeni

    (che in Iraq si voti e perciò Iraq del 2007= Italia, che ne so, del ’48, mi pare una favoletta, dai… da noi la guerra era finita, là NO!).

    Insomma, non è che mi dici che uno dei due è meno imperialista, mi dici che esiste un imperialismo “buono” e uno “cattivo”.

    Ho capito bene?

    Quindi, per Miguel la guerra di Bush è un movimento del grande ingranaggio tritacarne imperiale;

    per te è veramente “l’esportazione della democrazia”, che non è possibile nemmeno paragonare con le bieke mosse dei suoi oppositori (da qui il disinteresse verso ogni lettura della storia diversa… da quella di reza a quella di NSCO).

    E vabbè, fin qua posso anche seguirti (anche se io all’esportazione della democrazia non credo, né come movente né come effetto collaterale).

    Dove non ti seguo, è quando poi dici che tutto questo “impero” non esiste, perché vari paesi si sono di fatto opposti alla guerra (che comunque si è fatta lo stesso); mentre esiste però il nemico che questo impero si è creato!

    Ciao!! :-)

  31. PinoMamet says:

    “Capperi, viene citato niente popo’ i meno che “il bombarolo” (storia di un impiegato)

    Questo kelebk è swempre più raffinato

    :-)))

    M. Mystere”

    Cioè?

    Mica ho capito!

    Ciao!!

  32. kelebek says:

    Per idig n. 28

    Ho approfittato delle critiche per correggere il riferimento al rock nel testo.

    Grazie!

    Miguel Martinez

  33. AndreaYGHPSA says:

    Jazakum Allah bikhayr.

    3umar andrea

  34. fmdacenter says:

    Reza

    che io sappia gli USA iniziarono a fornire informazioni al’Iraq quando l’Iran iniziò a vincere troppo.

    Anche tu capirai che un trionfo dell’Iran di Kohmeini era inaccettabile tanto per gli USA quanto per il resto del mondo (sai com’è, l’idea di un Ayatollah seduto su quasi tutto il petrolio del pianeta non ispirava molta simpatia nè in America nè in Europa nè in Unione Sovietica).

    Cioè anni dopo che la guerra era iniziata.

    Sulle armi chimiche vorrei maggiori dettagli, avrebbero avuto un senso stratgico per fronteggiare il maggior numero di soldati iraniani, mandati disinvoltamente al macello dai loro comandanti in perfetto stile Fronte Occidentale. Hai altre informazioni?Come fecero le mine italiane.

    isole Fao e Nuorooz … perdona la mia ignoranza, non ne so nulla.

    Quello che so è che quasi tutto il resto del mondo tenne in piedi l’Iraq di Saddam perchè resistesse agli iraniani, soldi dei paesi arabi del Golfo (moltissimi), armi da ogni dove (URSS, Cina, Brasile, Francia, USA).

    Sulle aquile: solo USAF e Iran hanno mai avuto in servizio i Tomcat, dubito esistesse un mercato nero dei pezzi di ricambio e anche che persino Israele ne avesse, se non in accordo con gli USA, del resto l’Iran non ha certo troncato i rapporti riservati con Israele (così scrivono i giornali)

    Ciao

    Francesco

  35. fmdacenter says:

    xPino 30

    Semplificando, l’imperialismo USA (in questo da distinguere largamente da quello di altri paesi occidentali, meno potenti e meno ambiziosi), in specie quello neocon, è molto diverso.

    Crede veramente di poter “esportare la democrazia” e che questo farà dei paesi “liberati” non degli alleati ma degli amici degli USA.

    Questo può anche essere un bene per gli abitanti del paese ma lascia del tutto indifferenti sia i concorrenti esterni (Cina, Russia) sai quelli ufficialmente alleati (Francia, Germania). E lascia dubbiosi anche alcuni alleati (si vedano le cautele britanniche o il no canadese).

    Io non sono disinteressato ad altre letture, mi permetto di contestare cose che ritengo false o sbagliate. E riconosco in pieno l’ambiguità della politica estera USA, solo che vedo il bicchiere pieno per più di metà, molto di più.

    Così mi sono spiegato?

    Ciao

    Francesco

    l’Iraq occupato avrebbe potuto essere in pace, credo che molto del sangue scorso dopo ricada sui vicini, molto preoccupati della stabilità dei propri regimi. Resistenza per conto delle dittature, oserei definirla.

  36. utente anonimo says:

    miguel, ormai sei partito…

  37. Gli Slayer (che si sentono a piu’ riprese li’ sotto) sono un gruppo molto in linea con certe cose che tratti spesso. La loro opera e’ una delle piu’ lucide “autopsie in corso” dell’abisso umano. Pochi gruppi dicono tanto sull’uomo quanto loro.

  38. utente anonimo says:

    Mettetevela come vi pare

    ma se io dovessi essere obbligato a scegliere se essere invaso da

    cinesi

    iraniani

    usa

    arabi in genere

    non esiterei un attimino in favore degli usa

    Martin Mystere

  39. RitvanShehi says:

    >”Neocon” è un termine molto abusato, per cui ricordiamo che non significa affatto un conservatore, né tantomeno un fondamentalista religioso. kelebek< Perché mai li si dovrebbe confondere con “fondamentalisti religiosi”? Quelli sono i “teocon”:-).

  40. Ritvanarium says:

    Carissimo Kelebek,

    la tua Cupio Dissolvi una volta mi faceva imbestialire, ora _grazie all’ arguzia di Ritvan_ mi mette solo una gran tristezza.

    Peccato che io non abbia il cosiddetto “Dono della Fede”, sennò pregherei la Madonnina di Medjugorie per te e per tutti quelli come te.

    Davvero.

    Ciao

    by DavidRitvanarium

  41. RitvanShehi says:

    > (Miguel) quando scrivi “quanto è facile sbagliare per pochi secondi un’esplosione e uccidere i propri fratelli anziché i nemici” sei disgustoso. Francesco< Ma no, solo che in omaggio alle convergenze rossobrune:-) rispolvera il vecchio concetto kompagnesco dei “kompagni che sbagliano” riadattandolo in “fratelli che sbagliano tempo nel premere il pulsante”:-)

  42. utente anonimo says:

    Scusa Martin Mystere lo dici perchè sei disoccupato e con gli americani troveresti lavoro ? Fammi indovinare che genere di lavoro svolgi….

    Anonimo Veneziano

  43. RitvanShehi says:

    >Posso? “Un sorriso è meglio di un pugno” è in realtà una riflessione molto profonda, secondo me. PinoMamet< Io credo che – come la maggior parte delle cose di questo porco mondo – dipenda dal contesto. P.es. se fai questa “profonda riflessione” mentre un energumino ti sta gonfiando di botte come una zampogna, mi sa sei solo emulo di Monsieur di La Palisse:-)

  44. utente anonimo says:

    caro “anonimo veneziano”

    Non cerco lavoro, grazie :-)

    Martin Mystere

  45. kelebek says:

    Per Ritvan n. 39

    Tu ovviamente non faresti quell’errore.

    In media, la persona di sinistra curiosa ma non particolarmente colta crede che i “neocon” siano i beceri poliziottoni bianchi dell’Alabama con la birra in mano che invocano Gesù contro i negri.

    E siccome sono tanti a fare questo errore, ogni volta che parlo dei “neocon” mi tocca precisarlo.

    Miguel Martinez

  46. kelebek says:

    Per idig n. 37

    Grazie!

    Mi sto facendo una cultura :-)

    Miguel Martinez

  47. PinoMamet says:

    Martin num38

    A me mi hai già convinto: gli USA mi hanno portato John Ford, Fonzie, e il baseball (molto popolari da queste parti).

    Gli iraniani cosa potevano offririmi in cambio, le ta’zieh e Makhmalbaf… belli, ma non c’è paragone dai…

    adesso devi solo convincere gli iracheni, che però, forse perché sono “arabi in genere”, non sembrano tanto propensi.

    Ciao!! :-)

  48. PinoMamet says:

    Errata corrige: leggasi “molto popolare”, riferito al baseball (non che Ford e Fonzie non abbiano estimatori…)

  49. utente anonimo says:

    Mi piacerebbe trovare la canzone a sottofondo del video dei prigionieri di guerra: potresti darne qualche altra indicazione? Grazie!

    Pié

  50. controlL says:

    Tant’è! I veri popoli sono più pazienti di quello che comunemente non credesi; e perché la gente tranquilla e morigerata e cristiana della campagna, lontana dalle corruzioni delle grandi città, dia di piglio alle armi e si levi in fascio ad una riscossa ancora feroce, pugnando con quella ostinata risolutezza, onde si pugna PRO ARIS ET FOCIS, è uopo che siano messi addirittura colle spalle al muro; ed il Piemonte può rallegrarsi di averlivi messi.

    La guerra civile nel Regno delle Due Sicilie p. Carlo Maria Curci S.J. (La Civiltà Cattolica, Serie IV, vol. XI, 8 Agosto 1864)

    I trafficanti di civiltà, che sparano a palle infuocate contro città indifese, e aggiungono lo stupro all’assassinio, chiamino pure barbari, atroci, codardi, questi metodi; ma che importa, ai cinesi, se sono gli unici efficaci? Gli inglesi, che li considerano barbari, non possono negar loro il diritto di sfruttare i punti di vantaggio della loro barbarie.

    Se i rapimenti, le sorprese, i massacri notturni vanno qualificati di codardia, i trafficanti in civiltà non dimentichino che, come hanno essi stessi dimostrato, i cinesi non sarebbero mai in grado di resistere coi mezzi normali della loro condotta di guerra, ai mezzi di distruzione europei.

    Insomma, invece di gridare allo scandalo per le crudeltà dei cinesi (come suol fare la cavalleresca stampa britannica), meglio faremmo a riconoscere che si tratta di una guerra PRO ARIS ET FOCIS, di una guerra popolare per la sopravvivenza della nazione cinese – con tutti i suoi pregiudizi

    altezzosi, la sua stupidità, la sua dotta ignoranza, la sua barbarie pedantesca, se volete, ma pur sempre di una guerra popolare.

    k. marx New York Daily Tribune, 5 giugno 1857

    p

  51. utente anonimo says:

    XFrancesco#34

    l’invasione dell’Iran, da parte dell’esercito di Saddam, fu iniziato il 22 sttembre 1980, ma già sin da subito, i paesi arabi del Golfo Persico diederò il loro sostengo all’Iraq di Saddam, coi soldi e con le informazioni che gli americani fornivano sugli spostamenti delgi iraniani.

    L’aiuto americano , in modo diretto, fu fornito nella sede dell’ONU, dove l’indiscusso poeter degli Stati uniti metteva a tacere tutte le proteste iraniane contro l’invasione di Saddam.

    Ma il gioco di aiuti “diplomatici”/”informatici” diretti e quelli finanziari indiretti, venne smascherato con il viaggio di Rumsfeld a Baghdad nel febbraio 1983 cioé, nel bel mezzo del periodo in cui Saddam iniziò ad usare le armi chimiche contro, prima le truppe iraniane, e poi contro i civili nelle città.

    Nei successivi 5 anni di guerra, l’America diede una copertura politica/strategica/militare/finanziaria diretta e di primo livello all’Iraq.

    La guerra fini 8 agosto 1988, ma solo un mese prima, l’America per dimostrare che non permetterà l’avanzamanto di Iran, in quel momento più forte rispetto all’Iraq, e quindi una sua vittoria in quella guerra, ha abbattuto AirBus iraniana di linea con 299 passeggeri con un missile sparato dalla nave Wisconsin sul cielo del Golfo Persico.

    Io non so cosa altro poteva fare l’America in favore di Saddam, ma quanto ha fatto è documentata e tutto ciò fa dell’ America un complice dei crimini di Saddam contro l’Iran.

    Reza

    PS – nel’1984 gli elicotteri statunitensi attaccarono l’isola petrolifera di Nuorooz nel Golfo Persico, accusando l’Iran di usare quella isola per posizionare delle mine nelle acque del Golfo Persico, ma la verità era che l’unico terminale iraniano (a quei tempi, ora ne ha 8) di fornitura di petrolio alle navi cisterne giganti al di sopra di una certa grandezza, era quella isola.

    Nel’1993 l’Iran vinse una causa presso il tribunale dlel’Aja contro l’America per quell’attacco ed ebbe il risarcimento danni per la distruzione delgi impianti di fornitura di petrolio di quell’offshare.

    PS 1- nel Gennaio del’1988, l’esercito iraniano preparò un’ azione militare, tipo lo sbarco in normandia, contro Saddam su tutti i fronti, era previsto che il punto di lancio della controffensiva iraniana fosse l’isola di Fao, posizionato allo sbocco dell’Arvandrood(fiume confine tra l’Iran e l’Iraq) nel Golfo Persico.

    Gli iraniani riuscirono ad avanzare bene da quella posizione e i baasisti si diederò alla fuga di fronte al rapido avanzamento degli iraniani, Saddam aveva accumulato 300 mila soldati su quel fronte, iraniani avevano predisposto 80 mila unità dell’esercito, ma avevano lasciato la prima linea nelle mani dei pasdaran, i quali con 5000 unità e le tattiche di guerriglia, ebberò la man forte sugli iracheni.

    Indivina un’pò come fu che la fine di saddam fu rimandato ?

    intervennerò i yankees, i bombardieri e gli elicotteri americani bombardarono le posizioni iraniane causando 20.000 morti, quando diederò la possibilità alla guardia repubblicana di Saddam di attaccare i reparti iraniani più avanzati, i quali erano ormai arrivati a Bassora.

  52. RitvanShehi says:

    >Mettetevela come vi pare

    ma se io dovessi essere obbligato a scegliere se essere invaso da

    cinesi, iraniani, usa

    arabi in genere

    non esiterei un attimino in favore degli usa, Martin Mystere< Pare la pensasse così anche un vecchio partigiano pluridecorato del distretto di Valona, subito dopo la guerra.
    Si racconta che un agitprop del Partito era andato in un villaggio di quel distretto (famoso per esser stato la “culla” del movimento partigiano che portò al potere i comunisti) per spiegare le difficoltà che aveva il governo (comunista) ad assicurare le vettovaglie per il popolo. Alla fine ebbe la sciagurata idea di chiedere ai presenti delle idee su come fare per poter soddisfare i bisogni della popolazione. In quel momento si alzò il suddetto vecchio partigiano (famoso per la sua ironia) e disse:”Compagno, ho letto sul giornale che l’America sta rifornendo di viveri e quant’altro i paesi che ha sconfitto in guerra (piano Marshall, UNRRA ecc.-ndr): Germania, Italia e Giappone mangiano grazie agli aiuti americani: e se dichiarassimo guerra all’America e poi, una volta persa noi la guerra e occupati dagli americani, sarebbero obbligati a sfamarci, no?”.

    Il kompagno agitprop non ebbe il tempo di orripilarsi per cotanta “blasfemia”, che dall’altra parte della sala un altro vecchietto altrettanto ex partigiano e pluridecorato (nonché altrettanto ironico, tanto che i “duelli” verbali fra i due fanno parte del folclore della regione) replico:”Che idea del cavolo: ma non ti sfiora il sospetto che se la guerra la vinciamo noi – come del resto abbiamo vinto contro l’Italia e la Germania – dovremmo essere noi a sfamare tutta quell’America?! E come pensi di fare allora?”:-) :-).

  53. utente anonimo says:

    Ritvan era una vecchia barzelletta ed aveva come protagonisti Golda Meyer e Moshe Dayan

    Sei l’albanese più ebreo che io conosca.

    Sicuro di non essere ebreo? :-)

    Martin Mystere

  54. PinoMamet says:

    Mo’ ti dirà che gli ebrei l’hanno copiata dagli albanesi, come i greci hanno copiato Zeus e Demetra ;-)

    Ciao!

  55. PinoMamet says:

    Comunque credo che dare una paternità alle barzellette e alle storielle sia un’impresa disperata…

  56. utente anonimo says:

    Olmert to Haaretz: Two-state solution, or Israel is done for

    By Aluf Benn, David Landau, Barak Ravid and Shmuel Rosner, Haaretz Correspondents and AP

    Tags: Ehud Olmert, Annapolis summit

    WASHINGTON – “If the day comes when the two-state solution collapses, and we face a South African-style struggle for equal voting rights (also for the Palestinians in the territories), then, as soon as that happens, the State of Israel is finished,” Prime Minister Ehud Olmert told Haaretz Wednesday, the day the Annapolis conference ended in an agreement to try to reach a Mideast peace settlement by the end of 2008.

    “The Jewish organizations, which were our power base in America, will be the first to come out against us,” Olmert said, “because they will say they cannot support a state that does not support democracy and equal voting rights for all its residents.”

    Insomma, Olmert ripete ciò che ha detto Ahmadinejad, con la differenza che Olmert sta seduto su un vulcano, perché malgrado l’intelligenza dimostrata in queste parole, egli sa che ne lui rappresenta veramente israel, ne Abbas rapprsenta davvero i palestinesi quindi, le sue previsioni sono giuste, ma lui nn ha nessun modo di fermare questa andamento delle cose.

    reza

  57. utente anonimo says:

    e reza insiste a parlare d israel

    ma se li sogna anche di notte gli israeliani?

    Squallida è la vita di chi vede ovunque il proprio nemico.

    Martin Mystere

  58. RitvanShehi says:

    >Mo’ ti dirà che gli ebrei l’hanno copiata dagli albanesi, come i greci hanno copiato Zeus e Demetra ;-)

    Ciao!PinoMamet< Fortunatamente non siamo più in tempi archeologici:-).
    Io non so se gli ebrei l’abbiano o meno copiata dagli albanesi (spesso la stessa idea “germoglia” in luoghi diversi, in modo del tutto indipendente) ma ti faccio poco umilmente:-) osservare che la versione albanese risale agli anni 45-46, quando Israele era ancora da fare:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. x M. Mystere

    Sono sicurissimo di non essere ebreo: nemmeno in versione lev chadash:-). Solo che gli ebrei albanesi (“albanesi” per modo di dire, visto che la stragrande maggioranza di essi venne da noi partendo da Salonicco dopo che l’esplosione del nazionalismo ortodosso greco a seguito dell’indipendenza rese loro la vita difficile in quel paese) hanno lasciato un ottimo ricordo nella popolazione locale: tutta gente seria, ottimi lavoratori e non attaccabrighe. Tant’è vero che nel 1943, quando i tedeschi istaurarono in Albania un governo “fantoccio”, quest’ultimo chiese ed ottenne dai tedeschi (approvato da Hitler in persona) che non ci dovessero essere rastrellamenti e deportazioni di ebrei dall’Albania.

    Ho avuto anche esperienze personali con un paio di ebrei: uno anziano, mio superiore, che voleva avere ragione anche quando aveva torto (e che sono riuscito infine a farlo venire a più miti consigli, come ho raccontato altrove) e uno giovane, mio aiutante e cugino del suddetto, ma che mi è stato sempre fedele e dalla mia parte, a dispetto delle leggende metropolitane sugli ebrei.

  59. RitvanShehi says:

    >Insomma, Olmert ripete ciò che ha detto Ahmadinejad..reza< Perché, anche Ahmadinejad sosteneva che la lobby ebreo-amerikana non avrebbe sostenuto un Grande Israele un pochino “appartheidista”??!!:-)
    Reza, mi sa che l’hai capito male il discorso di Olmert:-).

  60. utente anonimo says:

    “tutta gente seria, ottimi lavoratori e non attaccabrighe. Tant’è vero che nel 1943, quando i tedeschi istaurarono in Albania ”

    è una generalizzazione anche questa :-)

    ma la media rispecchia quanto dici.

    Martin Mystere

    Ps l’Albania non fu l’unico paese che non applicò legislazione razziale e non consentì neppure i rastrellamenti (parlo anche di nazioni “satellite” della germania razzista)… solo l’Italia aderì sponteneamente ad un “invito” forse mai neppure formulato da Hitler e questa è una vergogna che ci porteremo addosso a lungo, anche perchè c’è gente come Niko che ogni tanto ce la ricorda

  61. utente anonimo says:

    “mi sa che l’hai capito male il discorso di Olmert:-).”

    Questa, invece, non è una generalizzazione. Anzi nel caso di specie hai indicato un caso specifico. Qui potevi tranquillamente generalizzare con qualcosa del tipo “mi sa che i discorsi li capisci sempre male”

    :-)

    M. Mystere

  62. kelebek says:

    Per Piè n. 49

    Dovresti poter scaricare qui la canzone, che si chiama “Ya man yara” ed è di Ahmad Bukhatir di Sharjah negli Emirati:

    http://www.enshad.net/audio/Fartaqi/Fartaqi_-_02_-_Ya_Man_Yara.mp3

    Miguel Martinez

  63. kelebek says:

    Per Reza n. 56

    Citazione interessante!

    Miguel Martinez

  64. kelebek says:

    Per Ritvanarium n. 40

    Veramente cupiodissoluto ci sarai tu…

    Il mio era un post celebrativo di un bell’evento, e un post di ringraziamento.

    Miguel Martinez

  65. fmdacenter says:

    x Reza 51

    all’ONU nel 1980 e giù di lì il potere ce l’avevano non solo gli USA ma anche l’URSS (allora all’apogeo della sua potenza), la Cina, la Francia e il Regno Unito. Puoi citarmi i casi in cui furono solo gli USA ad esercitare il diritto di veto? ammesso che ce ne sia mai stato bisogno.

    Ti ricordi l’assalto all’ambasciata USA a Teheran e la presa di ostaggi? Col senno di poi, mi sa che siete stati tra i grandi elettori di Ronald Reagan (grazie di cuore). Non mi pare strano che il governo USA fosse ostile a quello dell’Iran Islamico.

    Quale era la situazione bellica nel 1983, quando Rumsfield fece il suo viaggio? Eravate già penetrati in profondità in territorio iracheno?

    “diretta e di primo livello” cosa vuole dire?

    mi ricordo vagamente una cosa chiamata “guerra delle petroliere”, visto che sia l’Iran sia l’Iraq ne dipendevano per avere i soldi per la guerra. l’episodio del 1984 pare inscriversi in questo contesto.

    Sull’ultimo punto: il resto del mondo (e non solo gli USA) non avrebbe mai permesso all’Iran islamista e rivoluzionario di mettere le mani sul petrolio iracheno e diventare la potenza egemone del Medio Oriente. Infatti la guerra finì quando lo capirono anche i governanti iraniani.

    Ora, poichè non ci arrivi, non sto difendendo l’attacco a tradimento di Saddam contro l’Iran, ti faccio solo notare che il ritorno allo status quo ante era l’unico esito della guerra accettabile per gli equilibri politici mondiali. Una ingiustizia? Immagino di sì.

    Francesco

    PS x p

    La proposta del sistema democratico e capitalista è che ogni popolo può aderirvi senza dover tradire quanto di buono c’è nelle proprie tradizioni e guadagnandoci molto sia in termini di benessere materiale sia di libertà e dignità delle persone.

    Io credo che sia fondamentalmente vero.

    PS x MM

    Miguel, a me pare che – almeno a livello di stati – il capitalismo assoluto sia inclusivo e non crei affatto un “centro” dorato e una periferia infernale. Puoi provare a sostenere che lo fa dentro ogni stato (a livello di classe) ma non credo che sia corretto lo stesso

    PPS x MM (l’altro) e Ritvan

    non c’era un vecchio film in bianco e nero con la stessa storia della barzelletta?

  66. utente anonimo says:

    Afghanistan e rose, non più papaveri ma rose, meglio sempre qualche papavero, ma soprattutto rose…è cosi che un gruppo di afghani e francesi hanno sradicato campi di oppio per farne essenza di rose che è venduta a un grande fabbricante di profumi francese e certamente si pensa al mercato mondiale.E’ cosi che essenza di rose d’afghanistan sarà sparsa su tutta la terra per farla diventare più nobile, i potenti del business della guerra diranno che è una puzza allora noi diremo anche una parola magica e tutte le loro armi non saranno più operative e tutto sarà profumo di rose …ciao jamiyla…ops!

  67. utente anonimo says:

    Caro Miguel,

    complimenti per il tuo post.

    x Martin Mystere

    Io toglierei usa dalla lista dei “canditati” ….pur troppo siamo gia stati invasi da loro

    x Anonimo Veneziano

    …..io direi insegnante

    “Chi che ga on mistièro in man da par tuto trova pan….”

    fenice

  68. utente anonimo says:

    Francesco, lo so che ti diverti a giocarci sopra e poi dopo tutte le risposte che ti do, mi prendi in giro con le tue solite frasi , ma comunque per amore della verità, e per gli altri, ti riporto qui un pò della storia di quei tempi:

    Il 2 ottobre 1982, mentre per una serie spaventosa di attentati (a Tehran e nelle altre città iraniane ) moriranno diverse decine di autorità governative e capi militari e pasdaran (alla fine della guerra sono 3642 i morti per gli attentati della CIA e del mussad in Iran) e mentre l’Iran accusa gli Stati Uniti e israel per questi attentati, la penetrazione iraniana nel territorio iracheno è giunta a Mandali, poco distante dalla capitale Baghdad, se non intervenivano gli americani ci sarebbe stata la caduta di Saddam e ci sarebbe stata il governo che cé ora in Iraq, ma 20 anni prima e circa 2 milioni di morti in meno tra gli iracheni e gli iranianai, ma credo che per te in confronte a questo son meglio quei diversi miliardi di dollari di armi, tra cui armi chimiche e mine anti-uomo(oh, made in italy quindi……) che l’occidente ha venduto all’Iraq direttamente (mentre le armi l’Iran se gli procurava attraverso il mercato nero cioé, a doppio prezzo).

    Ma gli americani non hanno permesso che ciò accada( da dove si prendono queste libertà di decidere per gli altri popoli poi è un’altro discorso) comunque gli vediamo oggi che hanno invaso ed occupato l’Iraq, ed oggi vediamo anche tutti i crimini che commettono contro la popolazione civile irachena quindi, come vorrebbe dire qualcuno, non sono dei santi ma solamente degli assassini questi americani.

    Il 2 febbraio 1983 avviene il bombardamnento americano sul terminale petrolifero di Nowrooz( causando inoltre un disastro ecologico per il greggio fuoriuscito in mare nel Golfo Persico) ma l’ingente danno ambientale ed economico causato all’Iran non riuscirà a fermare l’avanzata delle truppe iraniane in Iraq e quindi, il 14 marzo 1983, alla riunione di Londra dell’OPEC, ci fu un grave scontro fra Arabia Saudita ed Iran per il prezzo del petrolio che nel fratempo scendeva a 7 dollari al barile e sotto diretta richiesta degli americani.

    Questo episodio indica la presa in giro che ci è sempre stato sul prezzo di petrolio da parte dell’America per tutti, oltre 200 mila tonnellate di petrolio si versa nel mare, si blocca uno dei terminali più importantri al mondo come quello di Nowrooz e la, da dove proviene il petrolio brucia in guerra, ma il prezzo del petrolio, per volontà americana scende a 7 dollari al barile e solo per mettere in ginocchio l’Iran.

    Non dico tutti, ma chi è occidentale ed è anche onesto, deve riflettere su questo episodio per capire dove sta il nemico che non era e non è nemmeno ora l’Iran.

    Comunque non riusciranno a fermare l’Iran, infatti, il 20 luglio le truppe iraniane avanzano nell’Iraq settentrionale giungendo in prossimità di Kirkuk (zona petrolifera nel kurdistan iracheno) e poco dopo, il primo novembre 1983, Iran con la sua formidabile avanzata in tutti i settori, prende anche il controllo dello stretto di Hormuz(la cosa dura fino al 22 febbraio 1984, quando le navi da guerra USA e britanniche si portano nello stretto di Hormuz attaccando due navi iraniane per riprendersi lo stretto).

    Ma la cosa non cambia la situazione.

    Quei brutti sciechi bastardi che fecerò scendere il prezzo del barile a 7 dollari, allora si sono resi conto che presto in ginocchi ci saranno loro, perché l’Iran poteva bloccare completamente lo stretto di Hormoz ma non lo fece, l’Iraq tenta invece l’attacco all’isola di Kharg (il più grande centro di smistamento del petrolio iraniano) per mettere a KO l’Iran, ma non ci riesce nemmeno questa volta.

    Il 12 dicembre, quel bastardo di Donald Rumsfeld (su mandato di Ronald Reagan) incontra a Baghdad, Saddam e tareq Aziz, garantendo loro la copertura politica amricana a Saddam nell’uso delle armi chimiche contro le truppe iraniane ed è ciò che effettivamente viene fatta dall’America nella sede dell’ONU , da quel momento in poi, ci sono gli atti e tutto è documetabile e per questo crimine gli iraniani hanno diritto a prendersi l’America e tutto ciò che è dentro, come risarcimento.

    Il 1 gennaio 1984, a cose ormai sputtanate e sapute da tutti, viene pubblicata ufficialmente la notizia che gli USA considerano contraria agli interessi americani una eventuale sconfitta irachena, lo dichiara l’allora portavcoce di casa bianca ed è anche questo un documento storico contro gli USA e il loro ruolo diretto e la loro complicità nei crimini di Saddam contro l’Iran.

    Questo era la situazione nel 1983-1984.

    Se non fosse stata per l’America, Saddam sarebbe stato finito molto tempo prima e l’Iraq sarebbe tornato agli iracheni con meno morti e dolori.

    reza

  69. ikalaseppia says:

    Martin Mystere “se io dovessi essere obbligato a scegliere se essere invaso …

    non esiterei un attimino in favore degli usa”

    La tua affermazione mi ricorda un romanzo The Man in the High Castle, di Philip K. Dick (trad italiana La svastica sul sole, mi pare) che racconta un mondo parallelo dove hanno vinto la II nazi e giapo. Ebbene in quel mondo gli americani hanno l’orrore di pensarsi vincitori, e si vergognano del loro passato genocida (pensa ai pellerossa).

    Analogamente e senza entrare nel merito del post (che comprendo ma mi pare un pochino troppo sentimentaleggiante per i miei gusti), non ti pare che sfuggito dall’incubo nazista l’Italia sia stata invasa dal sogno americano? Insomma, l’alternativa che poni è puerile perché, a ben guardare, opti per la condizione in cui viviamo e a cui ci siamo rassegnati. ciao

  70. fmdacenter says:

    Reza

    sei affascinante per come mescoli fatti e deliri, per come insulti il tuo interlocutore, per come sei incapace di metterti nei panni degli altri.

    Prova così: se tu fossi stato il Presidente degli USA, avresti permesso all’Iran di vincere quella guerra? Di fare dell’Iraq un protettorato e di diventare la potenza egemone del Medio Oriente? Di vedere i tuoi alleati arabi (sauditi ed emiri vari) con l’esercito iraniano alle frontiere?

    L’Iran antiamericano durissimo di Kohmeini, ti ricordo.

    Beh, è evidente che tale prospettiva era in grave conflitto con gli interessi degli USA e che il governo americano agì di conseguenza.

    Mi pare che le avanzate iraniane in territorio iracheno si siano mosse secondo la stessa logica.

    Poi, gli USA non sono l’unica potenza al mondo, cerca di allargare il tuo sguardo.

    Sugli attentati, trovo ridicolo pensare che la CIA avesse tali capacità in Iran. Troppa fiducia negli spioni nemici.

    Francesco

    Non sto giocando, non mi diverto, capisco benissimo che gli iraniani volessero la testa di Saddam dopo l’attacco a tradimento, nell’ultima frase scrivi che “l’Iraq sarebbe tornato agli iracheni”, il che è strano, Saddam era iracheno al 100% e Kohmeini allo 0%.

  71. fmdacenter says:

    * ika

    al contrario di te trovo la riflessione di Mystere pregevole.

    Se vuoi, ad essere stati invasi proprio dagli USA, tra tutti gli stati che ci sono al mondo, abbiamo avuto un culo pazzesco.

    Quanti sono stati invasi nientedimeno che da un terrible “sogno americano”? Niente panzer, niente cosacchi, niente armè, niente guardie rosse slave o cinesi, neppure un sipoi indiano o un giannizzero o un feadyn. Ci ha invaso Marylin Monroe!

    Lamentati!

    Francesco

  72. PinoMamet says:

    Per Francesco num.71

    a parte che non so cosa ti abbiano fatto i sepoy o i cosacchi (tra l’altro: Stalin ne ha fatto ammazzare un bel po’ , se questo te li può rendere più simpatici) e a parte che per conquistare l’Italia qualche carrarmato gli americani mi sa che l’hanno usato, per il resto sono d’accordo con te, poteva andarci peggio.

    Detto questo, non credo che questo valga anche giustificazione eterna per ogni azione compiuta da Stati Uniti e/o “Occidente”, “capitalismo” e compagnia bella.

    Ciao!!

  73. utente anonimo says:

    Vedi Francesco, non è questione di insulti, tu sei uno felicemente invaso dagli USA, sembra quasi che lo desideri veder ripetere, ma io sono uno contraria all’imperialismo americano e quindi, niente al mondo giustifica per me qualsiasi presenza ed interfrenza staunitense in quel ambito che credo , di diritto, appartenga alla zona di influenza geostrategica dell’Iran.

    Si tratta di due punti di vista diversi e io non volgio convinverti di niente, tra l’altro, non vedo nessuna possibilità per te di poter allargare la tua visione, tu sei felice cosi e questo è il massimo per te e non vuoi nemmeno sapere se esisteva un’altra possibilità, mentre a mio avviso, già l’annientamento dei nativi americani da parte dei colonialisti occidentali è stato un enorme danno all’umanità, quelli erano rispettosi della natura e dell’ambiente mentre l’occidente ne è il nemico numero uno.

    Vedi!?! le differenze sono tante e , appunto, ne discutiamo.

    reza

  74. utente anonimo says:

    Giorni fa ho visto un’immagine che sicuramente molti di voi già conoscono.

    S’intitolava :

    Il burqa più pericoloso è quello che non sai di indossare

  75. utente anonimo says:

    continuazione #74

    Raffigurava una persona coperta da una bandiera stelle e strisce. ;-)

    Cocco

    ps

    devo ripristinare la registrazione a splinder

  76. ikalaseppia says:

    x Si Francesco, “Ci ha invaso Marylin Monroe”, la coca (cola o non) e tutto il resto:

    uno spettacolo diffuso del consumo coatto che potrebbe anche essere divertente, (sopratutto se si ha il denaro e si ama il jazz) se non fosse letale per il Pianeta. Comunque dicevo un’altra cosa, il fatto che piaccia un simile spettacolo (per me lo sottolineo quello dei regimi comunisti ne era una variante) dipende più da una sorta di allucinazione collettiva che non dalla qualità della rappresentazione in sé che trasuda un opprimente miseria spirituale. Infatti pure Marylin era depressa al punto di farla finita. Senza Jhad.

    ciao

  77. fmdacenter says:

    “niente al mondo giustifica per me qualsiasi presenza ed interfrenza staunitense in quel ambito che credo , di diritto, appartenga alla zona di influenza geostrategica dell’Iran. ”

    ehm ehm ehm, lo hai detto agli arabi che sono “zona di influenza geostrategica dell’Iran”? che Reza, novello Monroe, ha elaborato la sua dottrina sul “cortile di casa”? credo che se pubblicassi questa tua uscita su qualche sito di quei paesi lì rischierebbe di scoppiare un bel casino, cosa ne dici? manco hai parlato di fratellanza islamica, proprio ci sei andato giù piatto piatto. Mi pari Putin, in questo :)

    non so tu ma questo si chiama IMPERIALISMO e a questo gioco gli USA sono risultati i più bravi al mondo. Gli unici, ripeto unici, che praticano un colonialismo dolce, un burqa invisibile, una sopraffazione che lascia la pancia piena ai sottomessi, i partiti politici, i sindacati, la stampa libera, le elezioni, i verdi, le posizioni antiamericane …. devono essere veramente diabolici.

    Francesco

  78. fmdacenter says:

    x Pino

    beh, l’immagine dei cosacchi che abbeverano i cavalli a San Pietro è un topos, mica potevo rinunciarci!

    Dato che i rapporti tra nazioni non sono stati e non saranno del tutto rispettosi, chi è piccolo ragioni con prudenza e buon senso, in attesa del paradiso in terra, quando l’ONU proteggerà tutti in ugual modo e il diritto dominerà sovrano. Intanto, meglio gli USA che altri.

    Invaso, considerando che a resistere erano i tedeschi, non so se era la parola giusta, cosa ne dici?

    Letale per il pianeta, dici, posso ricordarti dove è nata l’ecologia, le leggi per la protezione dell’ambiente, e tutto il circo verde? Nel cuore del sistema, non fuori.

    Se non siamo condannati, da lì verrà la strada per la salvezza.

    “l’annientamento dei nativi americani da parte dei colonialisti occidentali è stato un enorme danno all’umanità”: caro Reza, concordo. Adesso mettiti i mocassini e vai a caccia di bufali, a piedi che i cavalli sono stati estinti dai bravi nativi …. e non scherzo.

    Francesco

    PS ma ‘sto burqa invisibile e leggerissimo, com’è che lo vedono solo gli altri e io mi sento libero? Nei limiti della limitatezza e fallibilità e imperfezione umana, of course, e dei duri tempi di poco ascolto della Santa Madre Chiesa, ma libero.

  79. utente anonimo says:

    ika,

    questa discussione ritorna regolarmente su questo blog, e io non sono mai riuscito a capire quano si parla di “invasione dal sogno americano” in cosa consiste questa invasione? chi ti obbliga a vivere il sogno americano?

    tu parli di “miseria spirituale”.

    a parte il fatto che bisognerebbe intenderci su cosa è “miseria spirituale”.

    per me non è quella di chi gioca a baseball, e al limite nemmeno quella di chi si abbruttisce davanti all’isola dei famosi, ma piuttosto quella di chi si prostituisce per fame, o di chi è ridotto a contare i centimetri di pelle esposti.

    ma a prescindere da questa questione, chi è che impedisce al signor ikalaseppia di coltivare la sua ricca spiritualità (detto senza nessuna ironia)?

    roberto

  80. utente anonimo says:

    sempre per ika:

    “uno spettacolo diffuso del consumo coatto”

    coatto? chi ti obbliga?

    roberto

  81. utente anonimo says:

    Francesco, guarda che Iran e Iraq hanno una continuità geopolitica e geostrategica tra di loro, non sto parlando di arabia Saudita o dello Yemen, parlo dell’Iraq dove i sunniti sono in netta minoranza mentre gli sciiti e i curdi stanno coi parenti dall’altra parte del confine, in Iran.

    Mi sa che è inutile continuare a parlarne con te, come ho detto (e guarda che non è un insulto) non sei disposto ad allargare la tua visione perciò, vuoi avere ragione anche sulle cose della mia terra e credi di saperne di più, del passato, presente e futuro.

    reza

    PS – Domenica 2 dicembre , ore 11.00, sala Petrassi, concerto Jazz, io ci vado con i miei amici e la mia famiglia.

    PS1 – Sarò un invaso anche io !?!

    PS2 – Oggi ho pranzato al MacDonald (BigMac menù grande con la birra), mi sa proprio che sono un invaso anche io;-))

  82. ikalaseppia says:

    Signori, senza nessuna offesa, ma i vostri commenti, peraltro cortesi, sono la conferma di quel che dico.

    Permettetemi di ricordarvi con una battuta che gli ottimisti (che ho definito vittime di un’allucinazione collettiva e che pertanto sono in perfetta “buona fede”) credono di vivere nel migliore dei mondi possibili mentre i pessimisti sanno che hanno ragione. In quanto a me che tento di essere semplicemente realista vedo che l’autodistruzione programmata della presente umanità avanza a vele spiegate. (Kelebek lo ha capito, perciò mi è simpatico, a prescidere da differenze d’altro ordine scatta una certa solidarietà). Grazie al cielo, restando alle battute veritiere, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi per cui una via “di fuga” (in certi casi è il migliore degli stratagemmi) spirituale è sempre possibile. Ma vi assicuro che non è possibile in questo mondo andare a lavare il bucato sul tevere e che il consumo è, almeno in una certa misura, obbligatorio, a meno di non voler fare gli asceti (fuori legge, peraltro) e vi assicuro che non è la mia indole. Non disprezzo il mondo, come Lotario, semplicemente mi intristisce il suo degrado attuale, la perdità di qualità in ogni ambito dell’esistenza.

    Molto cordialmente vostro

  83. fmdacenter says:

    Reza

    non ci casco.

    Sei furbetto ma gli iraniani sono persiani e gli iracheni arabi (i curdi sono curdi) e i discorsi sulla continuità vai a farli altrove :)

    Il giochino delle giustificazioni all’espansionismo lo abbiamo giocato anche noi e ne sappiamo abbastanza per riconoscerlo.

    Verca almeno di sostenere che la democrazia islamica iraniana è migliore di quella occidentale americana, quello sarebbe un modo corretto.

    Ciao

    Francesco

  84. utente anonimo says:

    Te l’ho già detto, è inutile parlarne con te quindi basta, ma solo per il tuo bene ti consiglio di fare una ricerca sui popoli che stanno lungo 1700 Km di confine Iran-Iraq, al di qua e al di la del confine, troverai che si tratta degli stessi popoli che poi sono la stragrande maggioranza degli iracheni.

    Goodby baby ;-))

    reza

  85. Ciao Cocco, sempre grande!

    infatti:

    non vi è mai passato per la testa che forse, in un certo senso,

    siamo già invasi dagli statunitensi?

    Francesco,

    siamo sicuri che gli iracheni siano arabi? a me non risulta.

  86. utente anonimo says:

    XMiguel#63

    Scusa ma solo ora ho visto il tuo commentino sull’intervista di Olmert.

    anche a me è sembrato interessante, perciò ne ho parlato, ma ormai qui non si può discutere di niente purtroppo.

    Sarebbe stato bello poterne parlare più a fondo.

    reza

  87. PinoMamet says:

    “Francesco,

    siamo sicuri che gli iracheni siano arabi? a me non risulta.

    Barbara Lattanzi”

    Eh? A me risultava che lo fossero (con l’esclusione dei kurdi e probabilmente di qualche altra immancabile minoranza).

    Tra parentesi, conosco un ragazzo kurdo iracheno e amici arabi mi assicurano che non parla per niente bene in arabo; però si capisce piuttosto bene con un mio amico iraniano, a causa della parentela delle rispettive lingue.

    Ciao!

  88. PinoMamet says:

    Tra quelli che mi assicurano che il kurdo iracheno in questione parla maluccio in arabo, c’è appunto un altro iracheno “normale”, cioè arabofono.

    Ciao!!

  89. kelebek says:

    Sarebbe interessante vedere che percentuale di persone favorevoli a un futuro bombardamento dell’Iran credono che gli iraniani siano arabi.

    :-)

    Miguel Martinez

  90. kelebek says:

    Riguardo alla definizione di “cosa sono gli iraniani”: noi tendiamo ad applicare ovunque un modello specifico, quello dello stato nazionale europeo, basato sulla coincidenza di un territorio e di una lingua.

    Ma questo presuppone almeno tre elementi:

    1) che l’unità statale sia il riferimento accettato da tutti

    2) che esista una specifica lingua imposta obbligatoriamente nelle scuole (e che tali scuole siano assiduamente frequentate) e nei media (e che tali media siano assiduamente seguiti)

    3) che si ritenga la lingua una discriminante più importante di qualunque altra.

    Solo allora, possiamo dire che “Italia”, “italiani” e “italofoni” siano tutti la stessa cosa.

    Altrove non è così.

    Linguisticamente, comunque il farsi – la lingua parlata dalla maggioranza dei cittadini iraniani – appartiene al gruppo indoiranico delle lingue indoeuropee.

    Non ha quindi alcun rapporto con l’arabo, e la maggioranza dei persiani che conosco io non parlano affatto l’arabo.

    Ma la lingua, per motivi culturali e religiosi, è scritta con lo stesso alfabeto con cui si scrive l’arabo (come l’ungherese e il somalo sono scritti con l’alfabeto detto “latino”).

    Inoltre, il farsi ha un gran numero di parole prese in prestito dall’arabo, un po’ come l’inglese ne ha tante prese dal francese e dal latino (ma inglese e latino sono molto più vicini tra di loro di farsi e arabo).

    Esiste poi una minoranza araba in Iran, molto legata al Baath iraqeno. E, nella generale complessità delle cose, appoggiata pare dagli Stati Uniti in questo momento.

    Miguel Martinez

  91. Ritvanarium says:

    x Ritvan (in teoria anche x Kelebek)

    A poposito di Farsi, a che post erano i commenti da PHarsi a Kurosawa ?

  92. utente anonimo says:

    66: non è affatto male De Andrè, va là. Ciao!!!

  93. Ritvanarium says:

    Anch’ io non gradisco particolarmente l’ Esasperazione Massonica (persino Adam West, lo stramitico Batman con la panzetta, parla espressamente di “Repubblica Massonica degli Stati Uniti d’ America nel lungometraggio degli Anni ’60) MA il modello alternativo, caro Kelebek, lo trovi a casa tua, in Messico:

    Uomini straordinari come i Cristeros e Don Sergio Guitierrez, detto “Fray Tormenta” … el Luchador.

    (-: Hasta luego ;-)

  94. Ritvanarium says:

    Questo + #91 & # 93

    by David Ritvanarium

  95. utente anonimo says:

    NON PRAEVALEBUNT

  96. Coccoenne says:

    > coatto? chi ti obbliga? – roberto < Roberto, la precedente mi sembra una domanda un po’, scusami, banale.
    Certo, nessuno mi obbliga al consumo, nel senso che nessuno mi costringe a comprare, anche perché se non ho da pagare nessuno mi dà niente.

    Sta di fatto però, e sono pienamente d’accordo con ika, che mi si impedisce di vivere in qualsiasi altro modo (lecito, ovvero senza fare male a nessuno) scegliessi.

    A qualcuno dà una sensazione di libertà. Lo so. Purtroppo :-(. A me dà la sensazione di potermi muovere liberamente dentro un recinto. Solo che mi percepisco sempre vicino alle sbarre e quindi lo sguardo (il desiderio) si rivolge spesso anche verso l’esterno.

    Ciao

    Cocco

    Ps

    Ciao Barbara. Grazie, ma non scrivere “grande” che mi fa un po’ effetto. :-)

    Invasi dagli statunitensi? In un certo senso?

    In quel “certo senso” ci metterei anche “fisicamente”.

  97. utente anonimo says:

    Francesco,

    è vero che la minoranza araba sunnita in Iraq ha diretto il paese per tutto il secolo scorso, ma a quanto ne so solo parte degli iracheni può dirsi araba, pur essendo gli altri iracheni a tutti gli effetti.

    Detto questo, sono naturalmente d’accordo che questo non giustifica, né può giustificare, nessuna velleità espansionistica di sorta.

    Z.

  98. utente anonimo says:

    Roberto: “consumo coatto” e “spiritualità libera”

    vale la pena leggere in proposito i pensieri semplici dell’ottimo Zygmunt Bauman sul passaggio dalla fase solida a quella liquida della modernità.

    r.

  99. utente anonimo says:

    In realtà siamo passati alla fase liquida già prima del Code Napoléon, se è vero che il diritto segna la linea di confine dello scontro sociale.

    Ma ad un fisico da due soldi nonché debole di intestino come me, quegli aggettivi non fanno pensare proprio alla società :-)

    Z.

  100. utente anonimo says:

    l’analisi dell’autore è assai più recente e pertinente ai temi qui trattati.

    davvero l’aggettivazione ti pare poco pertinente alla società moderna globalizzata? :-)))

    r.

  101. utente anonimo says:

    XMiguel

    Hai visto? hanno detto ed hanno fatto che Azuz è stato arrestato!

    In un modo o nell’altro avevano deciso di mettere dentro l’islamico, l’arabo.

    Adesso chissà quali prove false tireranno fuori per denigridare un brava persona che tanto dolore ha già ricevuto dall’Italia.

    Vorrei sapere cosa ne pensi anche se qui non si può discutere di niente purtroppo.

    Sarebbe stato bello poterne parlare con serenità senza gli interventi fascisti di ritvan e mystere

    reza

  102. utente anonimo says:

    Il commento #101 non è mio.

    reza

    Quello vero

  103. kelebek says:

    Per Reza n. 101

    Perché non scrivi, fregandotene degli interventi degli altri?

    Non sei mica obbligato a rispondere sempre a chi ti risponde.

    Miguel Martinez

  104. Julio26 says:

    La poesia è una molecola del sentimento.

    Puo’ essere sucitata da amore,odio,malinconia o tristezza,stupore e via dicendo.

    L’ispirazione non necessita di una particolare forma di istruzione,il contadino puo’ ispirarsi alla terra-mi vengono in mente i burberi toscani che giocano con le rime- come l’oppresso si ispira alla libertà o al dolore . Il canto di entrambi trova spazio in un progetto antichissimo.

  105. paniscus says:

    già l’annientamento dei nativi americani da parte dei colonialisti occidentali è stato un enorme danno all’umanità, quelli erano rispettosi della natura e dell’ambiente mentre l’occidente ne è il nemico numero uno.

    Vedi!?! le differenze sono tante e , appunto, ne discutiamo.

    Reza…

    …il massacro dei nativi americani è stato un crimine di portata immensa, e nessuno lo mette in dubbio, e la sua prolungata rimozione storica è stata anch’essa una vergogna grave. Però questa storia degli indiani “ecologisti” è una mistificazione tanto quanto lo è stato, per molti decenni, il vezzo di negarne lo sterminio.

    Che si sappia, i nativi americani (forse non tutti, trattandosi di molti gruppi dalle abitudini molto diverse tra di loro, ma in generale la maggior parte) sono stati tra i popoli MENO “rispettosi della natura” mai esistiti sul pianeta. Sembrano essere stati responsabili, in particolare, dell’estinzione di quasi tutte le specie di grandi mammiferi che esistevano sul continente in origine.

    Proprio perché erano pochi, e avevano a disposizione risorse quasi infinite a confronto con le loro necessità di sopravvivenza.

    Il sentimento di rispetto della natura non nasce dal nulla come scelta ideologica, ma nasce inizialmente come esigenza molto materiale di risparmio economico, e poi, solo poi, prende le forme etiche che noi conosciamo.

    E se a te sembra di avere a disposizione infiniti bisonti, non è che quando ti serve la braciola ti fai gli scrupoli ecologici e ne ammazzi uno solo per spolpartelo tutto fino all’ultimo prima di cominciare a pensare di catturarne un altro (visto che oltretutto non hai manco il frigorifero): ammazzi tutti quelli che hai a tiro, spilluzzichi i pezzetti migliori, e chi se ne frega se il grosso viene lasciato a marcire inutilmente…

    La leggenda che il bisonte è sacro e che bisogna sacrificarne eccezionalmente solo il numero strettamente necessario, comincia a sorgere quando i bisonti sono diventati scarsi!

    Lisa

  106. utente anonimo says:

    reza n.101: “Adesso chissà quali prove false tireranno fuori per denigridare un brava persona”.

    Giova ricordare i trascorsi della ‘brava persona':

    ” Il tunisino, che già aveva riportato una condanna a quattro anni di reclusione per spaccio di stupefacenti, beneficiando dell’indulto”

    http://www.ifatti.com/articolo.asp?ID_ARTICOLO=4054

    Per la Cronaca

    PS: sempre per la cronaca, alle ‘brave persone’ come Azouz, in Iran, che succede?

  107. fmdacenter says:

    Allora,

    a quel che mi risulta, in Iraq ci sono

    arabi sciiti

    arabi sunniti

    arabi cristiani

    curdi

    minoranza molto poco numerose

    se questo fornisce giustificazione all’imperialismo iraniano invocato da Reza (e non dal governo iraniano), giudicatelo voi.

    Miguel, l’erudizione va bene e anche spaccare il capello in sedici a fini antioccidentali ma il confine tra arabi e persiani è antichissimo.

    Con la porosità dei confini, e chi lo nega, ma forte più di quello tra francesi e tedeschi

    Francesco

    PS vivere fuori dal mercato, credo sia impossibile dalla morte di Francesco d’Assisi, quando già i suoi frati avevano stabilito che l’Ordine potesse possedere dei beni.

  108. x nr. 106/101

    Ma non ci dici come ti chiami?

    ciao

  109. utente anonimo says:

    …ancora una mia notizia mescolata all’acqua di rose di Samarkanda; Miguel lo sai che il libro di poesie più letto dagli americani in qust’anno quasi finito é di Jalaludin Rumi, mistico sufi di asia centrale; chok teshekur !!! ciao jamiyla…ops..!!!!!!!!!

  110. kelebek says:

    Per Francesco n. 107

    Io non sono affatto favorevole alla politica iraniana in Iraq.

    Premesso questo, Iraq e Iran storicamente hanno sempre fatto parte di una stessa area culturale; e gran parte della cultura persiana, compresa la sua religiosità sciita, nasce in Iraq.

    Prima della scolarizzazione di massa, poi, si usavano da quelle parti, per diverse funzioni, le due lingue scritte, che si sovrapponevano a una grande varietà di parlate.

    Poi, con il nazionalismo arabo (e con quello persiano dello Shah) l’identificazione lingua/nazione diventa più forte; ma ancora oggi, le grandi famiglie dei religiosi sciiti hanno un’identità sovranazionale – Khomeini è vissuto a Najaf, al-Sistani, come dice lo stesso nome, è invece un iraniano.

    Miguel Martinez

  111. RitvanShehi says:

    >Per Reza n. 101 Perché non scrivi, fregandotene degli interventi degli altri? Non sei mica obbligato a rispondere sempre a chi ti risponde.

    Miguel Martinez< Ehmmm…come già detto da reza, quello vero:-) e persiano doc, il 101 non è di reza (e non lo poteva essere, per noti motivi). E’ la cagata del solito fake fallocefalo.

  112. kelebek says:

    Per Ritvan n. 111

    Hai ovviamente ragione – tra l’altro, la correzione è arrivata mentre scrivevo la risposta, ecco spiegata la curiosa sequenza.

    Comunque il principio vale ugualmente, visto che Reza tende a lasciarsi prendere la mano da chi “discute” con lui.

    Miguel Martinez

  113. RitvanShehi says:

    >PS – Domenica 2 dicembre , ore 11.00, sala Petrassi, concerto Jazz, io ci vado con i miei amici e la mia famiglia.

    PS1 – Sarò un invaso anche io !?!

    PS2 – Oggi ho pranzato al MacDonald (BigMac menù grande con la birra), mi sa proprio che sono un invaso anche io;-)) reza< Questo è il reza che mi piace: dimostra che non è in fanatico invasato:-), (un po’ invasivo sì, invece:-) ) ma solo uno scaltro nazionalista iraniano che parla pro domo sua.

  114. RitvanShehi says:

    >Giorni fa ho visto un’immagine che sicuramente molti di voi già conoscono. S’intitolava :

    Il burqa più pericoloso è quello che non sai di indossare. Raffigurava una persona coperta da una bandiera stelle e strisce. ;-) Cocco <
    Sicuramente chi l’ha disegnato preferisce, invece, un bel burqua rosso con sustampati falce e martello. De gustibus….:-)

    >Sta di fatto però, e sono pienamente d’accordo con ika, che mi si impedisce di vivere in qualsiasi altro modo (lecito, ovvero senza fare male a nessuno) scegliessi.<
    Qualche esempio di “altro modo”, così, tanto per sapere?

    E credi che sia mai esistito o che si possa concepire un sistema in cui ognuno possa fare quel che cazzo gli pare – oh, senza far male a una mosca, naturalmente – tutto il santo giorno, essendo mantenuto ovviamente da qualche entità soprannaturale, visto che nessuno vorrebbe lavorare per mantenere il prossimo fanullone?

    Grazie dell’eventuale – ancorché molto improbabile:-) – risposta adeguata.

  115. Coccoenne says:

    Ritvan # 114

    Perché, l’alternativa al consumatore coatto è il fannullone-mantenuto :-(????

    Cocco

  116. utente anonimo says:

    … dovresti immergerti: pare sia mirakolosa!:-)

    Jamiyla ?!? ops?!?

    Forse mi sono sbagliato

  117. utente anonimo says:

    Cocco,

    credo che Ritvan intende dire: se uno potesse fare tutto quel che gli pare – pur senza nuocere ad alcuno – difficilmente deciderebbe di lavorare otto ore al giorno per cinque giorni alla settimana. E avrebbe bisogno di qualcuno disposto a lavorare anche per lui :-)

    (Il Ritorno di) Zeta l’Esegeta

  118. utente anonimo says:

    Con un filo di ritardo, ma grazie per i link!

    Piè

  119. utente anonimo says:

    buongiorno Ika:

    “Ma vi assicuro che non è possibile in questo mondo andare a lavare il bucato sul tevere”

    granted! ma hai mai riflettuto sul fatto che non è *necessario* lavare il bucato nel tevere, perché tutti (ok, ok, non tutti, i clochard e i polacchi che sopravvivono sotto un ponte no) o hanno una lavatrice o quanto meno l’acqua corrente in casa?

    perché se su un piatto della bilancia metti tutto il brutto e sull’alltro nulla, beh capisco che la bilancia indicherà “incubo”.

    “che il consumo è, almeno in una certa misura, obbligatorio”

    ripeto contesto, a meno che tu non voglia parlare di avere un paio di mutande addosso, quello si obbligatorio

    “a meno di non voler fare gli asceti (fuori legge, peraltro)”

    l’ascetismo non è fuori legge in italia

    roberto

  120. utente anonimo says:

    per Cocco (ma anche iKa visto che la discussione è la stessa):

    “Roberto, la precedente mi sembra una domanda un po’, scusami, banale”.

    certo che è banale! quella che è curiosa è l’idea del “consumo obbligatorio”

    “Certo, nessuno mi obbliga al consumo, nel senso che nessuno mi costringe a comprare”,

    esatto

    “anche perché se non ho da pagare nessuno mi dà niente”.

    tristemente esatto . trovo però un pochino schizofrenico lamentarsi del “consumo obbligatorio” e del fatto che “nessuno ti da nienete”

    se il consumo è il diavolo, è bene che nessuno ti dia niente :-)

    “Sta di fatto però, e sono pienamente d’accordo con ika, che mi si impedisce di vivere in qualsiasi altro modo”

    ma perché!?! chi ti iompedisce se non la tua volontà?

    non per scendere agli aneddoti personali, ma:

    - c’ho un amico che si è licenziato da un posto da funzionario CE (a 6.000 euro al mese) per andare a vivere in india

    - ho un carissimo amico che appena diventato ingegnere è scappato in africa a costruire fogne nelle bidonville (con una associazione tipo ingeniurs sans frontières, praticamente vive di elemosine)

    - (qui mi costa un po’ dirlo) ho una parte della mia famiglia che vive sui pirenei in una comune allo stato preindustriale (mangiano solo quello che coltivano, acqua di pozzo, ecc.)

    - avevo una zia suora di clausura

    come vedi vivere in “qualsiasi altro” è perfettamente possibile, basta volerlo. io credo fortemente che per tutti noi la vita che abbiamo è più o meno quella che abbiamo scelto. vite imposte sono altre (chessò la prostituta moldava che a casa si puzzava di fame, il vucumprà senegalese ecc.)

    “A qualcuno dà una sensazione di libertà. Lo so. Purtroppo :-(. A me dà la sensazione di potermi muovere liberamente dentro un recinto”.

    esci dal recinto,e cambia vita! non avrai gli agenti della stasi che ti sparano alle spalle.

    “Solo che mi percepisco sempre vicino alle sbarre e quindi lo sguardo (il desiderio) si rivolge spesso anche verso l’esterno.”

    vedi sopra

    “Ciao”

    ciao!

    roberto

  121. utente anonimo says:

    una ola e tifo scatenato per lisa (105)

    roberto

  122. fmdacenter says:

    Kel

    questa non la sapevo.

    Cioè sapevo che lo sciismo non nacque in Persia ma credevo che la cultura persiana, nazione indipendente dall’Impero turco, se non anche da quello arabo, fosse una spece di depandace di quella irachena (ma non era finita col sacco di Baghdad e lo spostamento dei centri del mondo islamico verso ovest?) mi lascia stupefatto.

    Oh profondo abisso della mia ignoranza!

    Grazie

    Francesco

  123. kelebek says:

    Per Francesco n. 122

    Mai detto che la cultura persiana fosse un prodotto di quella irachena.

    Semplicemente, si tratta di un’area cultura insieme unica e divisa.

    E questo non da tempi recenti, ma sin dai tempi degli elamiti, nonché delle culture che si stanno scoprendo adesso in tutto l’Iran meridionale, fino al Baluchistan.

    Non a caso, la capitale dell’impero sassanide era Ctesifonte e lo stesso nome di Baghdad è persiano.

    Miguel Martinez

  124. kelebek says:

    Aggiungo – magari facendo arrabbiare qualche persiano, ma non certamente gli esperti di iranistica – che la cultura persiana è un po’ come quella giapponese: sa prendere da ogni cultura con cui entra in contatto – babilonese, ellenistica, indiana, araba, cinese – trasformandola in qualcosa di diverso e originale.

    Miguel Martinez

  125. ikalaseppia says:

    per Roberto:

    l’idea del “consumo obbligatorio” non è una stramba pensata di chi scrive o di Cocco è semplicemente uno degli elementi cardinali del sistema sociale in cui viviamo.

    Pure il punkabestia è un consumista. Non sto parlando in termini etici. E non mi interessa se si consuma poco o tanto. Un cittadino (cioè un non bandito nel senso etimologico) vive in una rete di obbligazioni sociali e istituzionali: se vuole essere un cittadino e non un ramingo fuorilegge (in Italia serve una fissa dimora e come minimo devi pagare la monnezza) deve fare i conti: con lo Stato e con il mercato e con quest’ultimo in misura sempre maggiore (e qui sta l’americanizzazione) anche per quanto concerne la previdenza, la salute, e perfino la “spiritualità” che ormai pure i guru indiani si fanno pagare. Essendo divenute le altre relazioni umane “accessorie” (così vorrebbe il Leviatano, fatta sdalva la famiglia mononucleare comunque utile alla stabilità del lavoratore).

    Che poi possano esistere eccezioni individuali (ma i casi che citi dubito lo siano realmente, ad esempio le suore pagano l’enel) non cambia la sostanza.

    ti saluto cordialmente

  126. Coccoenne says:

    Per roberto

    Ika scrive da più esperto dei “libri” ed io da esperto dell'”uomo”. ;-)

    > tristemente esatto . trovo però un pochino schizofrenico lamentarsi del “consumo obbligatorio” e del fatto che “nessuno ti da nienete”

    se il consumo è il diavolo, è bene che nessuno ti dia niente :-) -roberto < No, calma Roberto. Non mi lamentavo del fatto che nessuno mi desse niente, bensì del fatto che mi si obbligasse a vivere per consumare e non a consumare per vivere. < ma perché!?! chi ti iompedisce se non la tua volontà? - roberto >

    Ancora una volta verifico che il consiglio che si propone è quello di fare uno sforzo personale, di cercare un’oasi in cui rifugiarsi. E quel “basta volerlo” mi fa molto arrabbiare (non perchè lo dici tu, intendiamoci :-) ). Mi fa arrabbiare il concetto in sé. Come se la sorte del singolo dipendesse dalla sua volontà per cui se nasci in Iraq sei colpevole di essere vicino a pozzi di petrolio, se ti viene un tumore sei colpevole di non aver fatto gli esercizi giusti per esorcizzarlo, se sei precario è perché non sei riuscito a trovarti un lavoro stabile……e così via.

    Tutti gli esempi che fai, Roberto, sono di evasione da un sistema che sta un po’ stretto.

    Con tutto il rispetto per tutti coloro di cui parli, si dà il caso che una persona voglia vivere accanto a quelli che ama, magari al suo paese e possibilmente non in convento. E per quale motivo si deve prima sentire una povera sventurata e poi deve ritagliarsi un angolino del mondo in cui nascondersi?

    Da che cosa si deve nascondere?

    Guardiamola dall’altro lato: vorrebbe vivere in pace, lontana dal traffico cittadino, coltivando un po’ di terra. Può? No che non può.

    Prima di tutto deve comprare la terra magari indebitandosi, poi deve saldare i debiti e pagar le tasse. Come? Può solo lavorare la terra per il profitto di altri. No!

    A me sembrano pensieri molto semplici. Altro sarebbe se mi si dicesse che il mondo giusto è quello in cui si vive per consumare e non quello in cui si consuma per vivere.

    Potrei accettarlo più facilmente.

    Ma accettare di ammettere di poter fare la vita che si vuole se solo lo si “vuole veramente”, mi sembra tanto una presa per i fondelli. Della serie “cornuto e mazziato”.

    Ciao

    Cocco

  127. utente anonimo says:

    Per Ika e cocco,

    scusate ma a questo punto non capisco esattamente di cosa state parlando.

    per aiutarmi, esiste, è mai esistita questa società dove il consumo non è/era obbligatorio?

    specialmente per cocco,

    per evitare equivoci il “basta volerlo” non era affatto una critica a chi “non lo vuole”, e quindi è del tutto estraneo ad ogni giudizio su una eventuale colpa.

    e soprattutto è un qualcosa che riguarda esclusivamente gli occidentali integrati.

    non mi sognerei mai di dire ad un disgraziato al quale hanno appena spianato la casa a suon di bombe intelligenti “potevi essere furbo e pensarci meglio”.

    al limite, se mi permettete una piccola bestemmia, mi piacerebbe chiedere ad un laureato in lettere che lavora in un call center chi glielo ha fatto fare, ma questo è un altro discorso.

    poi cocco,

    pure io vorrei vivere vicino alla mia famiglia (e lontano da mia suocera) in un posto non troppo lontano dal mare, in una casa grande per tutti.

    vorrei passare almeno tre ore al giorno su un’amaca senza pensieri e preoccupazioni per il futuro a leggere cose che mi piacciono e non pallosissime sentenze, vorrei poter coltivare le mille amicizie che ho tralasciato e aver più tempo per giocare con mia figlia.

    se esiste una struttura di società che mi permette questo, beh fammi un fischio che ci penso

    :-)

    roberto

  128. ikalaseppia says:

    roberto di volata (giornataccia la mia) la principale differenza con i mondi precapitalistici è non esisteva la merce come la itendiamo oggi, domani mi riprometto di risponderti con calma, ciao

  129. Perfettamente d’accordo con Ika e Cocco (ciao bella! tutto bene?)

    Roberto, il consumo coatto è la modalità di vita tipica del capitalismo, società basata sul consumo e la massimizzazione del profitto. le merci divengono obsolete con velocità sempre maggiore (notato, megli ultimi anni?).

    tutto diviene consumo, anche i rapporti presonali e sentimentali tendono a conformarsi a questa modalità.

    sicuramente sono esistite società diverse in passato. e spero bene anche per il futuro!

    ciao

  130. Coccoenne says:

    Roberto, che dobbiamo fare per capirci?

    Fa’ finta ti stia parlando un ostinato contadino che non ha letto neanche un libro. Sono sicura potrebbe comunicare molte cose: stili di vita sociali, non particolari desideri personali.

    Cocco

    ps

    > tutto bene?- Barbara <
    Un po’ stanca ma abbastanza bene.

    Sei sempre molto gentile. Ciao Barbara.

  131. fmdacenter says:

    “il consumo coatto è la modalità di vita tipica del capitalismo”

    mica tanto, nel senso MOLTO estensivo in cui lo intendete voi anche un contadino del Medioevo, solo che dovesse acquistare il sale o un aratro nuovo o una mucca era obbligato a vivere nel mercato.

    di fatto implicate che la divisione del lavoro è uan forma di schiavitù (il che è vero, crea certamente una dipendenza reciproca tra gli uomini, liberandoli da una grossa fetta della dipendenza dalla fatica).

    Saluti e spero di aver capito

    Francesco

    PS bell’idea, Roberto, magari in un posto col clima della California del Sud o del Kenya :)

  132. mariak says:

    al limite, se mi permettete una piccola bestemmia, mi piacerebbe chiedere ad un laureato in lettere che lavora in un call center chi glielo ha fatto fare, ma questo è un altro discorso.

    maria

    in che senso roberto, per via del corso di laurea che ha scelto:-) o perchè ha accettato di fare un lavoro di m.?

    Non commento il primo dei casi, ma il secondo sì, può essere che chi non ha altri moccoli da accendere si debba anche accontentare di un posto in un call center.

  133. RitvanShehi says:

    >Perché, l’alternativa al consumatore coatto è il fannullone-mantenuto :-(???? Cocco< Quando scrissi “Grazie dell’eventuale – ancorché molto improbabile:-) – risposta adeguata” fui facile profeta:-)
    Se scrivi “mi si impedisce di vivere in qualsiasi altro modo (lecito, ovvero senza fare male a nessuno) scegliessi” vi è implicita anche la possibilità di vivere senza fa’ ‘n cazzo da mattina a sera, no?

    Bene, poi – bontà tua – specifichi che, invece, vorresti fare la coltivatrice diretta, ma ti manca la terra. E non te la vuoi comprare, la vuoi aggratise. Oh, bella, in virtù di quale diritto? Anche a me piacerebbe fare il pescatore, bella vita sana equa & solidale, a contatto con ‘o mare, ‘o sole, ma a patto che lo Stato mi regali un bel peschereccio che somigli tanto all’Ikarus di D’Alema: che dici, me lo dovrebbe dare o no?:-). Ah, poi, siempre lo Stato dovrebbe comprarmi – a prezzo equo & solidale, per me, s’intende – tutto il pesce che pescherò, così non sarò succube di quei beki grossisti del pesce (che a fare il pescivendolo in proprio non è che mi va tanto, anche perché dovrei pagare le tasse per il banco:-) ).

    O Cocco, a fare un bel mutuo presso una bieka banka sporka, borghese e kapitalistika per comprarti un pezzetto di terreno agricolo (che al giorno d’oggi te lo tirano addosso, se non è in prospettiva di diventare edificabile) no, eh? Che dici, che poi ci vuole anche il trattore e il gasolio, che ad imbracciare l’aratro coi buoi le tue delicate braccine da insegnante non ce la fanno? Col mutuo anche quelli! O in leasing, che fa più fico.

    O che mi replichi, che coi prodotti della terra non ci si riesce a pagare il mutuo, figuriamoci a campare? Brava, ci sei arrivata, finalmente. Non è che ti costringe qualcuno, è che NON TI CONVIENE. Pertanto, continua a fare l’insegnante, va. E ringrazia Iddio:-).

  134. RitvanShehi says:

    >in che senso roberto, per via del corso di laurea che ha scelto:-) o perchè ha accettato di fare un lavoro di m.? maria< Non so roberto, ma io un paio di sacrosante pedate glieli darei per aver sprecato 4-5 anni per ottenere quel pezzo di carta. Se, invece, avesse cominciato in quel call center 4-5 anni fa, abitando e magnando aggratise da mamma&papa, oggi avrebbe in mano un discreto gruzzoletto (diciamo sui 20 000 euri) col quale avrebbe potuto iniziare una piccola attività in proprio.
    E vabbè che sia…ehmmm..siete:-) un popolo di poeti (nonché santi, navigatori, ecc., ecc.) ma mica tutti potranno fare il prof di lettere, non ti pare?:-)

  135. Già Ritvan,

    come vedi, qua da nosotros l’alternativa al consumo è sempre il consumo (sia esso equosolidale o ingiustoconflittuale).

    e oggi il mio cuore è vicino a chavez.

    ciao!

  136. utente anonimo says:

    “io un paio di sacrosante pedate glieli darei per aver sprecato 4-5 anni per ottenere quel pezzo di carta.”

    Ritvan mi hai ricordato quella barzelletta dove un padre dice al proprio figlio: “Datti da fare! Alla tua età Napoleone era già un generale!” e il figlio risponde:”E alla tua età era già imperatore, papà!”

    Ciao Sardina.

  137. RitvanShehi says:

    >Ritvan mi hai ricordato quella barzelletta dove un padre dice al proprio figlio: “Datti da fare! Alla tua età Napoleone era già un generale!” e il figlio risponde:”E alla tua età era già imperatore, papà!” Ciao Sardina.< C’entra come i cavoli a merenda:-).

  138. RitvanShehi says:

    >Già Ritvan, come vedi, qua da nosotros l’alternativa al consumo è sempre il consumo (sia esso equosolidale o ingiustoconflittuale).BarbaraLattanzi<
    Beh, solo i puri spiriti non consumano nulla:-). Ti piacerebbe essere puro spirito?:-)

    >e oggi il mio cuore è vicino a chavez.<
    Oh, mio povero cuoricino infranto!:-)

    Ciao

  139. Ritvan,

    ehhh, 6 sempre esagerato! e poi anche i puri spiriti consumano l’Essere e l’anima mundi (magari riciclandoli)

    apprezzo la solidarietà per il mio cuore infranto … pur sapendo che il tuo non soffre nel vedere il telegiornale :-)

    ciao

  140. utente anonimo says:

    Cocco,

    “Roberto, che dobbiamo fare per capirci? ”

    dovresti farmi un esempio di società in cui il consumo non è coatto, perché io ho capitto che con la tua (e di ika) definizione larghissima di “consumo coatto” non esiste nessuna società non caratterizzata dal “consumo coatto” (ho insomma lo stesso dubbio di francesco 131)

    roberto

  141. utente anonimo says:

    maria

    “in che senso roberto, per via del corso di laurea che ha scelto:-) o perchè ha accettato di fare un lavoro di m.?”

    premetto che parlo di chi non è contento del suo call center e scrive a beppegrillo per lamentarsi della sua sorte infame e del capitalismobastardo,

    beh un po’ tutte e due.

    ma soprattutto perché dopo aver scelto un corso di laurea che è sicuramente una grandissima figata ma che è sostanzialmente inutile, non si è mai preoccupato del futuro (chessó studio delle lingue, informatica, espserienza professionale acquisita durante gli studi, pubblicazione di scritti e cose così).

    scommetto che un laureato con 110 in arabistica e che sia un po’ sveglio non lavora in un call center ma fa il traduttore o l’addestratore di paramilitari :-)

    roberto

  142. utente anonimo says:

    “ma mica tutti potranno fare il prof di lettere, non ti pare?:-)”

    ritvan,

    ma noi italiani mica vogliamo fare i prof (quel horreur!). vogliamo fare i poeti, i filosofi, gli scrittori, ché il lavoro è per gli schiavi, non per gli uomini liberi

    :-)

    roberto

  143. ikalaseppia says:

    x roberto e francesco, ci costringete alla (veritiera) fabula:

    ancora nel medioevo esistevano terre comuni, poi vennero le recinzioni e inizì l’accumulazione del Kapitale, oggi il processo si è esteso alla genetica, alle informazioni, per cui è stata “recintata” e privatizzata la vita stessa, le cose si pongono in modo un pochino diverso…

    lo scambio e il consumo esisitono da sempre la mercificazione d’ogni cosa no, per cui oggi tutto quello che era realmente vissuto è rivenduto in quanto rappresentazione spettacolare…fate vobis

  144. r

    ho conosciuto laureati in lingue, in fisica e in giurisprudenza che lavoravano al call center (laureati con voto alto, svegli, di bell’aspetto, ecc.). certo non erano contenti. ma credo che la disoccupazionesottoccupazione sia un po’ altina di questi tempi. dalle mie parti x trovare un buon lavoro non serve scegliere bene il percorso formativo o avere un buon cv, conta solo la raccomandazione – che di questi tempi deve essere una super- super raccomandazione, con una normale non ci fai nulla.

    ciao

  145. fmdacenter says:

    x BL

    laureati in quali lingue? credo che trovare qualcuno che parli tedesco (non dico arabo o cinese) e che sia disoccupato sia impossibile, a meno che “dalle tue parti” non intenda una di quelle regioni in cui non vi è alcun motivo bastevole per restarci.

    Francesco

  146. Io stessa so il tedesco e ti posso assicurare che non si trovano buoni lavori nella capitale (anche se fortunatamente non lavoro al call center). ho pure tradotto un saggio, se ti interessa un punto di vista ujunghiano-mistico sui sogni ti consiglio di leggerlo, è molto carino. eppure non mi sembra che la gente venga a cercarmi per offrirmi chissà quale contrattone …

  147. PS: ma ora che mi ricordo la laureata in lingue con 110 e lode parlava anche tedesco. provò a fare la giornalista (l’ho conosciuta in un ufficio stampa dove ho lavorato anche io) ma pure se era brava non le rinnovarono il contrattaccio. prima di adare via disse che sarebbe tornata al call center dove aveva lavorato prima. se tu vivi in un’oasi felice, francesco, mi fa piacere x te :-)

  148. utente anonimo says:

    boh barbara,

    non so in che regione vivi, ma dalle parti (ex-) mie laureati in giurisprudenza (mi limito a quello che conosco) con bel voto e svegli non lavorano nei call center.

    se poi vuoi dire che tutti quelli che lavorano hanno una raccomandazione, libera di pensarlo ma mi pare statisticamente impossibile (ie una sciocchezza per essere politically incorrect).

    roberto

  149. utente anonimo says:

    sull’amica giornalista, se non sei figlio di giornalisti, come è la stragrande maggioranza dei casi, mi risulta che per fare il giornalista ti devi fare un mazzo tanto ben prima di laurearsi, e che sapere iil tedesco non sia un particolare titolo di merito

    roberto

  150. Roberto

    non tutti quelli che lavorano, ma quelli che hanno un buon lavoro. ho già detto che vivo a roma. fino a 10 anni fa una persona preparata aveva più facilità a trovare, poi le cose sono peggiorate. io sto parlando di persone che hanno meno di 40 anni, naturalmente.

  151. utente anonimo says:

    e allora se parli di roma togli giurisprudenza dalla tua lista che di laureati svegli e che hanno degli ottimi lavori senza nessuna raccomandazione ne conosco a bizzeffe.

    (per la verità anche di laureati, anzi laureate, in materie umanistiche con gli stessi requisiti ne conosco due, ma non è un campione statistico significativo)

    barbara non voglio dire che tutto sia rosa e fiori, ma dire chi ha un bel lavoro lo ha solo per raccomandazione è una falsità (e pure una piccola carognata nei confronti di chi invece si fa il sottocitato mazzo tanto)

    roberto

  152. spiacente, ne conosco anche io di laureati in giurisprudenza, ma non sempre così fortunati. io a roma ci vivo e conosco varie persone. anche a milano un paio di persone che conosco, non potendo permettersi di aprire uno studio, hanno avuto difficoltà e poi sono entrate come impiegate. una era diplomata alla scuola tedesca :-)

    simona, la ragazza laureata in lingue che lavora – va (non l’ho più vista) al call center, non necessariamente doveva fare la giornalista. avrebbe sicuramente accettato un altro lavoro buono.

    posso parlare anche per esperienza personale. ho avuto difficoltà anche io, eppure vi assicuro che ho un curriculum (il problema qua è che ti dicono: “lei è troppo preparato, qua non assumiamo laureati e se li assumiamo non devono avere esperienza”).

    roberto e francesco, una curiosità, voi dove vivete?

  153. utente anonimo says:

    spiacente per i tuoi amici, ma continuo a pensare che non è *solo* una questione di fortuna, destino, parentele ecc.

    tutto questo, ça va sans dire, senza voler sminuire nessun lavoro. se a uno piace fare la commessa part time al supermercato per avere il tempo di scrivere saggi di fiilosofia il pomeriggio ha tutta la mia ammirazione.

    comunque, come tutti i kelebekisti sanno, la mia ultima residenza italiana era bologna.

    roberto

  154. mariak says:

    se poi vuoi dire che tutti quelli che lavorano hanno una raccomandazione, libera di pensarlo ma mi pare statisticamente impossibile (ie una sciocchezza per essere politically incorrect

    Roberto io credo che dire che tutti quelli che hanno un buon lavoro siano dei raccomandati, è vero solo in parte, una sorta di luogo comune oggi molto in auge perchè scarica sulla “raccomandazione” una serie di oggettive difficoltà riguardanti il mercato del lavoro e la sua trasformazione…

    Sono certa che conta molto il titolo di studio, la preparazione individuale, la voglia di fare, il merito insomma, ma non sempre.

    Voglio dire che spesso la “raccomandazione” in grande misura si ha fin dalla nascita.

    Vorrei vedere, per tornare all’origine della discussione, i call center, qual’è l’estrazione sociale e culturale di chi vi lavora, sì lo so sto mettendo in campo un concetto assai poco di moda, quello di classe, non riferendomi ovviamente soltanto agli operai come si intendeva una volta; tale indagine forse ci metterebbe a disposizione dei dati che potrebbero farci capire meglio cosa significhi “merito”.

    Va da sè che non dubito del tuo:-).

    Davvero.

    M.K

  155. utente anonimo says:

    Roberto,

    senza cattiveria, ma non credo che uno che non vive in italia, per quanto intelligente, possa insegnare agli altri quali sono le trasformazioni in atto in questo paese :-)

    io ti parlo delle molte persone che ho conosciuto, e ciò che dico è confermato da dati statistici, inchieste ecc. non metto in dubbio che esistano due o tre che 15 anni fa hanno trovato un buon lavoro, adatto alle proprie competenze, ne conosco anche io se è per questo.

    ti aggiungo che in alcune città, dove probabilmente i lavori “alti” sono molto inferiori in numero ai lavori nel catering, manodopera e commercio, è più facile trovare lavoro per chi non ha titoli o esperienze. credimi, non è che lo dico tanto per dare contro alla società. altrimenti i call center non pullulerebbero di laureati a pieni voti che fanno i precari, non credi?

    ciao

  156. utente anonimo says:

    Barbara,

    ma io non voglio insegnarti niente, ci mancherebbe altro, voglio solo convincerti del fatto che hai torto

    :-)

    ed in particolare hai torto quando scrivi che per fare un bel lavoro ci vuole fortuna e amici (che non guastano per carità ma non sono necessari né sufficenti)

    sul fatto che ci siano più lavori bassi che alti (uso la tua terminologia ma ribadisco che non credo all’esistenza di lavori alti e bassi) questo è assolutamente pacifico.

    però visto questo dato di fatto perché ci sono maree umane che passano 6-7-8 anni in facoltà con sbocchi professionali zero?

    dovrei aggiungere un altro capitolo, ma non voglio fare una guerra di religione con te.

    mi capita di fare selezione del personale e quindi mi arrivano tonnellate di curricula di gente che si laurea in giurisprudenza dopo 6-7-8 anni con un voto infimo, che non sanno nessuna lingua a parte l’italiano, che non sanno leggere le istruzioni per compilare un modulo di domanda, che alla domanda “perché vuoi lavorare qui” rispondono “beh cioè sa, perché cioè in italia le cose vanno male cioè sa”.

    ora dico, ma perché dopo un anno di università uno che non è affatto tagliato deve incaponirsi invece di fare il giardiniere, il pasticcere, il barista, il fresatore, l’addestratore di paramilitari in sudamerica, il centralinista al call center (che magari fatto a 20 anni non è così male), il meccanico, il domatore di leoni?

    roberto

  157. utente anonimo says:

    “Va da sè che non dubito del tuo

    :-).

    Davvero”

    sbagli a non dubitare visto che non mi conosci

    :-)

    roberto

  158. Roberto:

    “mi capita di fare selezione del personale e quindi mi arrivano tonnellate di curricula di gente che si laurea in giurisprudenza dopo 6-7-8 anni con un voto infimo, che non sanno nessuna lingua a parte l’italiano, che non sanno leggere le istruzioni per compilare un modulo di domanda, che alla domanda “perché vuoi lavorare qui” rispondono “beh cioè sa, perché cioè in italia le cose vanno male cioè sa”.

    mi sembra ovvio che non stavo parlando di questi :-0

    eppure, dalle mie parti sono proprio quelli che dici tu che trovano facilmente lavoro.

    mentre una mia ex compagna di scuola, laurea in giurisprudenza, 3 lingue parlate e scritte perfettamente, reduce da una borsa di studio a bruxelles, ha avuto difficoltà a trovare un lavoretto da impiegatuccia a milano.

    ora tu mi dirai che tutti quelli che conosco io non valgono nulla, (e magari io stessa sono semianalfabeta e non so fare niente, sono convinta che i miei molti nemici-nemiche lo sosterrebbero volentieri!!).

    se mi dici dove fai selezione del personale vedrò di mandarti io delle persone in gamba (laureate in giurisprudenza?), così almeno non avrai da lamentarti!

  159. mariak says:

    hai un ottimo lavoro penso, senza raccomandazione mi è parso di capire, quindi non rimaneva che il merito associato ovviamente a una dose inevitabile di casualità, fortuna, e forse buone condizioni di partenza, ma hai ragione meglio dubitare, sempre:)))

    M.K

  160. utente anonimo says:

    per barbara

    mi servono laureati in giurisprudenza, con ottima conoscenza del francese (e l’inglese e/o il tedesco non guastano)

    ma io non posso ricevere direttamente cv (a me li da l’amministrazione anonimizzati): bisogna inoltrarli per i canali istituzionali (sui siti di tutte le istituzioni dell’UE ci sono le istruzioni e i moduli per stage o lavori temporanei nel magico mondo dell’eurocrazia)

    :-)

    ciao

    roberto

  161. ok, in questo momento non ne ho per le mani, le persone di cui parlavo non le sento da circa 1 anno. ma a volte parlando con la gente mi capita. l’application form si trova sul sito ue?

    solo laureati in legge o anche altro?

    spero non si tratti della stessa borsa di studio della mia amica, perché lei dopo averla terminata stava peggio di prima …

  162. utente anonimo says:

    Per Barbara,

    qui ci sono i moduli per la corte di giustizia (cercano giuristi, traduttori, interpreti e giornalisti)

    http://curia.europa.eu/it/instit/presentationfr/index_emplois_stag.htm

    qui per la commissione

    (cercano di tutto ma in genere giuristi, economisti, attachés de presse, interpreti e traduttori)

    http://ec.europa.eu/stages/index_en.htm

    qui per varie agenzie

    (cercano di tutto e di più)

    http://europa.eu/epso/temp-staff_en.htm

    qui infine parlamento

    (i soliti traduttori, interpreti, giornalisti)

    http://www.europarl.europa.eu/parliament/public/staticDisplay.do;jsessionid=39E897E348E009636C434CA741B02411.node1?language=IT&id=147

    io ho saputo 5 minuti fa che cambierò lavoro, quindi finisco con le selezioni

    :-)

    roberto

  163. spero che avanzerai di grado :-)

    nei prossimi giorni vedrò. nel caso provo anche io se trovo qualcosa adatto a me, il lavoro che faccio non mi piace particolarmente.

    che dici, una con due lauree a pieni voti, 3 lingue, pubblicazioni e esperienze in uffici stampa, ricerca sociale e su legislazioni applicate, e traduzioni dovrebbe andargli bene?

    anche perché se vediamo una posizione dove è richiesto un profilo come il mio vorrei fare con te una scommessa :-)

  164. utente anonimo says:

    Barbara, se non sbaglio parli anche il tedesco, vero?

    M Mystere

  165. PS: Martin, ma preché non ti registri, così per messaggi privati si puù scrivere la mail di splinder?

  166. utente anonimo says:

    no, grado uguale ma lavoro molto diverso e (spero) più interessante

    :-)

    con il tuo profilo (che è eccellente, ma tieni presente che tre lingue sono veramente normali) non ti offriranno mai uno stage ma per posti di agente temporaneo o contrattuale te la puoi giocare (specialmente se le tre lingue ricoprono tutte e tre le lingue principali di lavoro, nell’ordine en, fr, de)

    questo potrebbe andare bene

    http://europa.eu/epso/documents/avis-at2b-relex-ad5_fr.pdf

    poi sono sicuro che c’è una vacancy aperta all’agenzia per la sicurezza alimentare di parma (l’EFSA) per un posto di “press officer” (ho un’amica che partecipa alla selezione, ma temo senza speranze visto che di sicurezza alimentare non sa niente)

    inoltre ci dovrebbe esserci ancora un posto per press officer all’agenzia di helsinki (ECHA)

    scommetto una cena alla prima volta che passo da roma che alla commissione non ti chiamano nemmeno per un colloquio (chiedono esperienza nelle relazioni esterne dell’UE), mentre a parma ti chiamano di sicuro (poi ovviamente te la giochi al colloquio)

    se veramente ti interessa manda curricula a tappeto a tutti gli uffici stampa di tutte le istituzioni e agenzie, (a volte le vacancy nemmeno le aprono se ci sono già candidai disponibili). per darti un’idea, per il posto che occupo attualmente avevo mandato un curriculum nel 2000 e mi avevano risposto con una letterina gentile del tipo “‘un ze po’ fà”. poi nel 2002 mi hanno invitato ad un colloquio.

    in bocca al lupo

    roberto

  167. utente anonimo says:

    ah dimenticavo.

    alla commissione ogni DG ha una cellula/divisione/unità “informazione e comunicazione”, quindi per la commisione potrebbe esserti utile scrivere al responsabile delle singole sezioni.

    sul sito della commissione con un po’ di pazienza troverai tutti gli organigrammi.

    roberto

  168. utente anonimo says:

    alla commissione ogni DG ha una cellula/divisione/unità “informazione e comunicazione”, quindi per la commisione potrebbe esserti utile scrivere al responsabile delle singole sezioni.

    Benvenuti a Brazil!… :-)))

    Sardina

  169. utente anonimo says:

    uh?

    sardina sai che non ho capito la battuta?

    roberto

  170. ti ringrazio rob,

    in effetti accetteri solo lavori che mi piacciono, visto e considerato che una busta paga ce l’ho già ed anche qualche interessante collaborazione scientifica. i soldi non sono tutto, bisogna pure dedicarsi a cose interessanti, tanto che ora mi iscrivo a un concorso al cnr (dove, come tutti sanno, soddisfano il cervello ma non il portafogli). nei prossimi giorni seguirò i tuoi consigli.

    attento a scommettere una cena con me. io mangio parecchio :-)

    ciao

  171. fmdacenter says:

    Le tre lingue sono normali?

    porco cane, io il francese non lo conosco affatto. se ci metto l’italiano quanto perdo?

    PS laurea in economia, 10 anni di centro studi, ormai esperto di database

    F.

  172. utente anonimo says:

    tre lingue per un addetto stampa, per gestire di database l’inglese basta e avanza.

    ma chi te lo fa fare di venire in queste lande piovose?

    :-)

    roberto

  173. utente anonimo says:

    Cavoli roberto, di questo passo si trasferirà l’intera truppa kelebek …

    barbara

  174. fmdacenter says:

    io lavoro a Cinisello Balsamo …

    e sono troppo intelligente per fare l’addetto stampa :)

    Ciao

    Francesco

  175. utente anonimo says:

    Roberto è che quella sfilza di parole: commissione, DG, cellula/divisione/unità “informazione e comunicazione” e nuovamente commissione mi ha fatto sorridere e venire in mente un mondo in cui la burocrazia ha preso il sopravvento come in Brazil.

    Non volevo, però, interrompere il tuo discorrere, eh!…

    Quando devo spiegare una battuta sono un po’ in imbarazzo… :-)

    Ciao Sardina

  176. RitvanShehi says:

    >Cavoli roberto, di questo passo si trasferirà l’intera truppa kelebek …

    barbara<
    Non temere, rimango sempre io a presidiare il forte: infatti, il primo ed imprescindibile requisito per abbuffarsi alla greppia dell’Eurolandia è…tatatatata…squillo di trombe…CITTADINANZA DI UN PAESE UE, of course!:-(.

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