elenchi del telefono

Nei dialoghi di Platone, i partecipanti si trovano sempre in disaccordo; ma cercano insieme la verità, e per questo sono amici nel senso migliore della parola.

Questo fatto mi è venuto, riflettendo su un articolo che Barbara di Cloroalclero ha messo da poco sul suo blog, scritto dal suo amico HS.

Barbara e io stiamo dalla stessa parte; e lei è stata brutalmente colpita dai miei stessi nemici. Però può pubblicare delle cose con cui non sono d’accordo, senza che per questo si incrini la nostra amicizia.

Quello di HS è un lungo testo intitolato, “Alle radici della strategia della tensione“.

E’ una sorta di elenco del telefono, redatto però in uno stile da stream of consciousness. Facendone una parodia (ma nemmeno tanto), possiamo dire che la matrice è questa:

“Tizio aveva lo zio fascista ed era in contatto con un greco, che aveva fatto il servizio militare ai tempi dei colonnelli e poi fu arrestato per rapina, guarda caso a una banca che apparteneva alla rete di Sindona, che era della P2 e la P2 è nata vicino ad Arezzo dove è nato proprio Tizio…”

Testi simili sono troppo complessi per essere ricordati nei dettagli: lasciano solo la generica sensazione di qualcosa di molto contorto e losco; e hanno conosciuto un’esplosione ai tempi di Internet, perché diventa facile copiare qualunque cosa, mentre i motori di ricerca permettono di pescare nomi a caso nella melma, da utilizzare poi per dimostrare che Caio era amico di Tizio, che come abbiamo visto, era coinvolto in qualcosa di losco.

Data la natura predatoria della specie cui abbiamo la sfortuna di appartenere, i complotti esistono, e possono prendere le forme più inattese. Ad esempio, un testo che abbiamo citato più volte in questi giorni [1] mostra come D’Alema abbia trescato con Bertinotti nel 1998 per far cadere il governo Prodi. Solo che lì le motivazioni erano comprensibili, diverse e coincidenti: D’Alema aveva paura che gli ex-democristiani emarginassero gli ex-comunisti; mentre Bertinotti doveva disfarsi dell’ala dei funzionari legati a Cossutta.

Cambiate quelle motivazioni, altri complotti hanno portato i tre ladri di Pisa a governare insieme di nuovo.

Invece, Cloro ci parla del Complotto con la maiuscola, una cosa grandiosa che dura decenni e si insinua dapertutto; ed è questo che io chiamo complottismo.

In molti paesi, il complottismo è di destra: ad esempio, negli Stati Uniti, la John Birch Society, usando elenchi del telefono del genere, è riuscita a “dimostrare” che Henry Kissinger era… un agente sovietico.

In Italia, il complottismo è per il 90% di sinistra.[2]

Il Complotto, a ben scavare, è nato da un fatto: un gruppo di persone, con le migliori intenzioni, ha cercato di capire come mai qualcuno avesse cercato di incastrare il povero Pietro Valpreda con un’accusa falsa e atroce. Il complotto (con la minuscola) di alcuni politici e uomini dei servizi sicuramente c’era, in quel caso, anche se non sapremo mai esattamente in cosa consistesse.

Ma i ricercatori sulla “Strage di Stato” hanno avuto diversi committenti. Non nel senso volgare che qualcuno “li ha pagati”. No, però c’era qualcuno lì pronto a raccogliere quella ricerca, a sorvolare su tutti i suoi limiti e difetti, e a trasformarla in un mito.

I committenti principali sono stati Lotta Continua e il PCI.

Adriano Sofri sentiva bussare forte alla porta della storia, e pensava che fossero i golpisti cileni con gli stivaloni. E invece era Lele Mora (o magari Adriano Sofri stesso, nella sua versione successiva).

Il PCI aveva altre motivazioni: stava facendo carte false per entrare nel sistema, e veniva intralciato da un’agguerrita estrema sinistra. Ecco perché gli faceva molto comodo poter dire che erano solo “fascisti” e “agenti dei servizi” che “mestavano nel torbido”. Ecco la comprensibile (ma oscena) accusa alle “sedicenti” Brigate Rosse e tutto il resto, peraltro una naturale prosecuzione di una cultura che nasce con i processi staliniani.

Ma il Complotto prolifera per tanti motivi. Ogni gruppetto estremista, di destra o di sinistra, è convinto di avere in mano la Chiave del Problema Mondo. Ne consegue che ritiene di essere sotto diretta sorveglianza e minaccia da parte di chi non vuole che si trovi tale chiave; e che ogni critica al Capo che ha trovato la Chiave parta direttamente dalle più alte centrali del potere planetario.

Ne consegue, quindi, con inappuntabile logica, che il capetto del gruppo rivale, ma anche il critico interno, sia “al soldo dei servizi“. Ipotesi che il capo del gruppo rivale immancabilmente ricambia con gli interessi.[3]

Dire che il complottismo nasce e prolifera in ambienti di sinistra, non vuol dire che “sia di sinistra”, o almeno che sia marxista: proprio Marx invitava, credo, a diffidare dell’interpretazione della storia come costruzione segreta di loschi individui.[4]

E’ difficile affrontare questi elenchi del telefono. Prima di tutto, perché ne girano ormai a migliaia, e quindi la contestazione dei dati che appaiono in una lista non può avere effetto su tutte le altre. E comunque la gente è affascinata dai complotti, non dai non complotti.

Questi elenchi telefonici, poi, raccontano centinaia e centinaia di singoli “fatti”.

Presi ad uno ad uno, questi fatti possono essere assolutamente veri.

Oppure veri, ma non significativi (Tizio aveva sì conosciuto un giovane greco, ma solo perché lavoravano nello stesso posto, e il greco gli stava pure antipatico).

I fatti possono essere del tutto falsi.

Oppure un fatto vero può essere presentato con un’insinuazione linguistica che criminalizza una realtà innocente.

Partiamo, ad esempio, da alcuni fatti veri.

Miguel Martinez e Barbara hanno entrambi dei blog.

Non solo quei blog hanno scambiato dei link; si sono anche sentiti al telefono alcune volte.

Barbara stessa dice che suo padre ha fatto la guerra, dalla parte italiana e quindi dalla parte “fascista”. Mio zio è invece stato ufficiale nella marina statunitense, nel Pacifico e poi durante lo sbarco in Normandia.

Questi stessi, noiosi fatti si potrebbero raccontare anche in un modo ben più affascinante:

“Il Martinez, nipote di un militare statunitense coinvolto in oscure operazioni in Estremo Oriente e poi in Europa poco prima della Guerra Fredda, agisce in combutta virtuale, anche con contatti informatici, con tale Barbara, figlia di un uomo addestrato dai fascisti per uccidere senza porre troppe domande.”[5]

Se denunci chi scrive una cosa del genere, perdi pure la causa. E l’autore potrà dire che i tribunali hanno dimostrato la veridicità delle sue affermazioni.

Si fa poi una fatica immensa ad analizzare affermazioni che riguardano spesso fatti oscuri, personaggi sconosciuti e dove non vengono citate le fonti: già questi elenchi del telefono sono illeggibili, figuriamoci come sarebbe una loro critica dettagliata.

Al massimo, tra mille fatti se ne possono analizzare tre, salvo un finanziamento milionario che nessuno concederà mai per un simile lavoro.

Poniamo che qualcuno, chiamiamolo Sempronio, scopra che i tre fatti su mille che ha potuto analizzare siano tutte e tre bufale complete. Vuol dire che il cento per cento del suo campione è costituito da affermazioni assolutamente false, o almeno completamente fuorvianti.

Al lettore però non sembrerà affatto così: lui dirà, “vabbe’, tre fatti saranno sbagliati, ma ne restano 997…”

E magari aggiungerà, “e chi sa perché Sempronio si è preso la briga di difendere gente che fa parte dell’elenco. Perché vuole negare? anzi, andiamo a vedere questo critico con chi è in contatto, e se per caso non faccia parte anche lui del complotto…”

Così nel prossimo elenco del telefono troveremo che “Furio opera in stretto contatto con Sempronio, un negazionista professionista che ha fatto l’apologia di Tizio, un tale che aveva lo zio fascista e…”

Io un lavoro concreto di analisi sul complottismo l’ho già fatto a suo tempo, e riguardava un libro di Carlo Palermo.

Spesso si pensa che se una persona “sfida i poteri forti”, ciò che dice debba essere automaticamente vero.

Ora, Carlo Palermo è stato un magistrato indubbiamente coraggioso, ha rischiato di persona, ha sfidato gente antipatica. Probabilmente ci ha anche indovinato, qualche volta.

Però è solo la paura di venire denunciato che mi impedisce di dire che accanto a queste qualità, Carlo Palermo ha il piccolo difetto di essere clinicamente pazzo. Sarà il lettore del mio studio a giudicare.[6]

Note:

[1] Mi riferisco all’intervento di Massimo Bontempelli nel libro collettivo, I forchettoni rossi. La sottocasta della ‘sinistra radicale’, Massari editore, Bolsena, 2007.

[2] Il neofascismo italiano ha prodotto pochissimo complottismo, che non va confuso con teorie metafisiche sulla decadenza dell’Occidente e simili. Esiste un complottismo cattolico, invece, legato ad antiche fissazioni con la Massoneria e con gli ebrei.

Esiste poi un ampio complottismo di destra, che fotocopia semplicemente il materiale del complottismo di sinistra, per dimostrare il Grande Complotto Islamonazicomunista.

E proprio in questo complottismo, abbiamo una felice convivenza, spesso anche operativa, tra destri fallaciani e sinistri commissari telematici: pensiamo ad esempio a quel demente che risponde al nome di Fulvio Grimaldi, che è andato a sciorinare i suoi complotti davanti a Magdi Allam; oppure a duri-e-puri Giorgio Riboldi e Mariella Megna che hanno usato il giornalista di destra Aldo Torchiaro per lanciare i loro complottismi. Una convivenza operativa, quindi di identitari di sinistra, non con qualche pittoresco disoccupato collezionista di svastiche, ma con persone che ogni giorno fanno apologia della guerra, della repressione, della caccia ai migranti e dello sfruttamento.

[3] Ovviamente i gruppi politici sono tutti “infiltrati” o in qualche modo sorvegliati. Offrono generosamente lavoro a giovani disoccupati, che a loro volta scrivono rapporti inutili, che i loro superiori usano come strumento per farsi dare fondi coperti con cui si costruiscono le ville, finché un loro concorrente interno, per impossessarsi degli stessi fondi, non li smaschera.

In compenso, gli “infiltrati” si rendono utili al gruppo, attaccando manifesti, distribuendo volantini, reggendo pesanti striscioni e compiacendo l’io del Capo.

Però chi è l’infiltrato? Lo possiamo sapere solo in tre casi:

- confessione del diretto interessato (ma ci sono non pochi millantatori)
– dichiarazione pubblica del suo superiore nei servizi
– un processo in cui venga fuori

Per il resto si tratta sempre e solo di illazioni e quindi di calunnie. Che guarda caso, colpiscono sempre chi sta antipatico al gruppo; mentre mi sembra evidente che la prima preoccupazione di un infiltrato dovrebbe essere quella di risultare simpatico.

[4] Spero domani di pubblicare un bel testo del sociologo rivoluzionario Giulio Salierno sul complottismo.

[5] Notate il tipico linguaggio sbirresco di questi elenchi del telefono, dove sedicenti antagonisti usano curiosamente le stesse espressioni grevi e infanganti dei questurini. Ma questi ultimi, almeno, devono giustificare il proprio mestiere facendo capire di essere sulla pista giusta. Gli “antagonisti” fanno gli sbirri gratis, o almeno per il gusto di sentirsi, come amano dire, “cristallini”. Più producono il torbido, più si sentono puliti.

[6] Dopo aver letto il testo in cui criticavo il complottismo, una giornalista di destra mi ha accusato di aver usato “simboli esoterici” nell’articolo, mentre una buffa coppia di cialtroni di estrema sinistra mi ha accusato di voler difendere una (oggi inesistente) società segreta.

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50 Responses to elenchi del telefono

  1. utente anonimo says:

    Fulvio Grimaldi però è divertente!

    diego

  2. Adesso vi farò arrabbiare:

    Se è vero che il pensiero umano procede per associazioni (anche se sicuramente non è l’unico meccanismo), credo che sia naturale vedere i complotti. e assai divertente leggerli, anzi, un buon esercizio mentale. il problema nasce solo quando ci si crede troppo.

    non me la prenderei invece con chi ci scrive libri o ne fa un modus vivendi per farsi pubblicità. d’altronde tutti dobbiamo campare, no? (chi volesse obiettare che è moralmente sbagliato raccontar balle pensi che la maggior parte dei lavori al giorno d’oggi consiste proprio in questo – il mio no, per fortuna)

  3. utente anonimo says:

    per esempio, potresti mai rinunciare a cose come questa?

    - Come non sanno un cazzo tutti quelli che, a guisa di macachi impazziti, si arrampicano sui vetri della propaganda Usa-Sion (e pensare che Israele è il massimo fornitore di armi pesanti e leggere al Myanmar!) per risplendere per primi di meriti umanitari e di ghignanti onori imperialisti. Il manifesto, in cui dilagano e imperversano le lobby ebraica e cattobuonista, cui il “giornale comunista” ha appaltato l’intera politica estera, fa da capofila e si vede che gli rode il culo per non poter andare oltre i tre paginoni di prammatica contro Myanmar. Bello il giorno in cui a 6 uccisi a Rangoon, spalmati su tre paginoni, corrispondeva un articoletto su quattro mezze colonne per gli 11 palestinesi ammazzati a Gaza. Fa eccezione Astrit Dakli, che però ci mette del suo con l’annoso fobico antislavismo, che poi è anticomunismo d’annata, e in Ucraina si colloca addirittura equidistante tra la ladra e spia Timoshenko e le sinistre operaie. Del resto, sul suo giornale in prima pagina, si paragona Chavez al Duce e si fa dire al sindacalista-chef dei giornalisti che Anna Politovskaya, la nota agente Usa, collaboratrice del circuito radio Cia Liberty e intima della banda di rapinatori facente capo a Eltsin, deve essere santificata come capomartire della deontologia giornalistica. E Robert Menard, dei “Giornalisti senza frontiere”, no? Gli devono bastare i ritorni materiali, quei milioni che percepisce dal Dipartimento di Stato per diffamare Cuba e chiunque faccia girare i coglioni agli Usa? Qualcuno può al mio amico, segretario della FNSI, infilare da qualche parte i 170 giornalisti ammazzati in Iraq dagli statunitensi, dai loro fantocci e dalle milizie scite cogestite con i preti iraniani?

    ti dirò, nella matassa gli sfuggono molte tristi verità…

    diego

  4. utente anonimo says:

    OT: ultima cosa Miguel

    come mai se premo sul link di lisistrata neocon mi appare questo:

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=134102

    ???

    PS: ho provato a digitare direttamente il sito e la cosa nn succede… controlla i link

  5. kelebek says:

    Per diego n. 3

    notevole :-)

    Tocchi un problema importante.

    Certa gente grida al lupo indifferentemente quando vede una pecora, un gatto, una foglia o un lupo.

    Per cui in mezzo al caos, una volta su quattro, ci indovinano. Però vai a distinguere il lupo dalla foglia, dal gatto o dalla pecora.

    Miguel Martinez

  6. kelebek says:

    Per n. 4

    Si tratta di un trucco informatico cui ricorre sempre Lisistrata, o meglio il suo informatico: l’articolo del Giornale ovviamente attacca Dacia Valent.

    Adesso metto l’URL senza il link. Peggio per Lisistrata, che si gioca un po’ di visite.

    Miguel Martinez

  7. x nr. 3

    dove hai trovato l’articolo?

    Comunque la migliore è sempre la Carlizzi. e poi è pure simpatica

  8. kelebek says:

    Per Barbara n.7

    Concordo. La Carlizzi è molto più creativa, ed è anche una persona gentile.

    Miguel Martinez

  9. utente anonimo says:

    > e poi è pure simpatica

    naaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

    ;)

    l’articolo:

    http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o10004

  10. non me la prenderei invece con chi ci scrive libri o ne fa un modus vivendi per farsi pubblicità. d’altronde tutti dobbiamo campare, no?

    magari non diffamando, però, no?

  11. RitvanShehi says:

    >Fa eccezione Astrit Dakli, che però ci mette del suo con l’annoso fobico antislavismo, che poi è anticomunismo d’annata… (dall’articolo citato da Diego)< Non c’ha capito ‘na mazza, l’anticomunismo c’entra ‘na cippa: Astrit Dakli, giornalista de “Il Manifesto” è indubbiamente d’origine albanese. Astrit è nome albanese, significa più o meno “Falco”, e anche della regione di Dibra a confine con la ex Jugoslavia, a giudicare dal cognome. A ogni buon dibrano se gli nomini gli slavi gli si rizzano i capelli in testa, visti i massacri compiuti dai serbi in quella regione durante le guerre balcaniche e pure dopo.

  12. Però se visti da un punto di vista artistico bisogna ammettare che questi autori sono geniali. propongo di istituire il riconoscimento di una nuova corrente letteraria (con tanto di premiazioni ufficiali) o addirittura una nuova forma di arte a cui sarà attribuita una sua propria musa.

  13. kelebek says:

    Per Barbara n. 12

    In termini puramente estetici, preferisco i complottisti mistici.

    Quelli di sinistra dicono soltanto che Tizio è pagato dalla reazione per sabotare la lotta.

    Quelli cattolici (ma ce ne sono anche di ufologici, ecc.) costruiscono meravigliosi castelli sul simbolismo dei monumenti, tirano in ballo i templari, gli antichi egizi e un sacco di altre cose, che sono molto più affascinanti.

    Miguel Martinez

  14. Miguel: una precisazione, il testo non è mio, ma di HS che è uno dei collaboratori del mio blog.

    Sul mio accordo o disaccordo, poi, si aprono altri discorsi.

    Cloro

  15. kelebek says:

    per Cloro n. 14

    scusami, ho fatto qualche modifica nei primi paragrafi di questo articolo, vedi se va bene così.

    Miguel Martinez

  16. comictadpole says:

    Adriano Sofri sentiva bussare forte alla porta della storia, e pensava che fossero i golpisti cileni con gli stivaloni. E invece era Lele Mora (o magari Adriano Sofri stesso, nella sua versione successiva).

    Quest’immagine è degna aassolutamente dei più grandi – e mi ha fratturato una scapola dal ridere (qualcuno può telefonare al 118, please?)_

    (vedi Sardina, c’è tanto genio nell’oceano umano, che non trova spiagge sufficienti per approdare tutto)_

    + + + +

    concordo comunque in toto_

    L.M.

  17. comictadpole says:

    Diego #3

    mi sewmbra allucinante il giudizio sulla Politkovskaya_

    ma su Israele fornitore d’armi al Myanmar mi sa che c’ha azzeccato_

    vabbe’, noi italiani abbiamo la faccia come il culo di Spadolini se parliamo di spaccio d’armi_

    L.M.

  18. comictadpole says:

    Miguel, #13

    è verissimo – i complottisti sui temi: Templari, Sette, Poteri, Tecniche segrete, etc.. e quelli sugli UFO sono dei geni letterari_

    Dan Brown e Wilbur Smith, al confronto, potrebbero essere solo i loro prestanome_

    L.M.

  19. Caro Miguel: ho letto il post e ho letto anche l’analisi che fai su Palermo. Secondo me fai osservazioni giute accanto ad osservazioni cazzare. E’ normale.

    Il problema non è la scelta tra due estremi: complottismo-anticomplottismo. E’ che per capire qualcosa delle matasse ingarbugliate della storia è oggettivamente difficile, quindi, come degli inquirenti, gli storici cercano delle “strade” da percorrere.

    Che Hitler fosse un mistico non lo so e non credo (non ne aveva l’aria) ma che Hitler abbia iniziato la sua carriera politica nei servizi segreti finanziati dagli Junkers è storicamente provato con un’innumerevole quantità di documenti.

    Sull’Italia: che Valpreda fosse vittima di un complotto è abbastanza assodato. La testimonianza del tassista Rolandi (poco dopo morto in circostanze misteriose, ma già titubante nell’accusare Valpreda “su no mi, me par che l’è lu, se gu dit che l’è lu, l’è lu” scrive la polizia sul verbale) non puoi non considerarlo un effetto del complottismo. Che ha a suo carico proprio l’intimidazione e il denaro.

    Gli agenti del complotto (che non è mai uno solo, ma ce n’è sempre uno che pesa piu’ degli altri) comprano la gente con la paura, i soldi.

    Esiste un bel libro, che sicuramente avrai letto, ma che se non lo hai fatto ti consiglio di prendere subito, che è Giuseppe De Lutiis – Storia dei Servizi segreti in Italia (Editori Riuniti, Roma, 1991) dove le piste sono inequivocabili e portano ad un’unica matrice e a tanti “agenti” nel senso di tanta gente che trovo’ vantaggio personale ad asservirsi al complotto.

    Sugli infiltrati, poi, ho una teoria mia, scaturita non tanto dai libri, quanto dal vissuto, caro Miguel, io infati sono sempre stata qui a Milano e ho vissutodelle situazioni che chi ha vissuto all’estero non puo immaginare.

    Preciso che non ho alcuna nozione di “mistica” o cose di sto genere. Non credo che i complotti maturino solo in sede mistica. Anzi…

    Per esempio: gli storici hanno appurato che la congiura dei Pazzi in cui perse la vita Giuliano De Medici, fu ordita non a Firenze, ma nel regno di Napoli, e che il suo principale fautore fu proprio il re di Napoli in persona. Sai qual è il problema, piuttosto? che ci son voluti 5 secoli per appurarlo.

    Ciao

    PS hai poi visto il video sl “complotto dei potenti” di Enrico Voccia?

    cloro

  20. kelebek says:

    Per Cloro n. 18

    Credo che di fronte a ognuno dei molti complotti che realmente esistono, occorre porsi come Hercule Poirot.

    Lui non entra urlando sulla scena del delitto, dicendo che sa già in partenza chi è il colpevole perché uno dei presenti una volta ha detto una parolaccia, o ha “ambigui rapporti” con qualcun altro.

    No, Hercule Poirot prende atto che c’è un cadavere.

    Prende atto che ci deve essere un assassino.

    Sa che la situazione è piena di inganni e che che l’assassino si nasconde bene.

    Prende atto che la difesa migliore dell’assassino sono sempre i nostri pregiudizi personali, la fretta con cui saltiamo alle conclusioni, la confusione che facciamo tra gli indizi, le antipatie e le simpatie personali.

    Questa è la differenza fondamentale tra investigazione, nel senso bello della parola, e complottismo.

    Miguel Martinez

  21. cmq un po’ di tempo fa, avevo scritto una cosa dove tentavo (non so se riuscendoci o meno) di definire secondo me cos’è un complotto

    http://cloroalclero.blogspot.com/2007_01_01_archive.html

    oddio, magari è una cazzata eh ;-)

    cloro

  22. rubimasco says:

    x Miguel

    Approposito di strategia della tensione forse ti interessa il mio ultimo articoletto:

    http://rubimasco.wordpress.com/2007/10/31/musulmani-tutti-uguali-cristiani/

    saluti

    Rubimasco

  23. Sono interessanti anche quelli che mischiano metafisica e politica, anche se difficili da trovare, arrivano a dei livelli di delirio quasi irraggiungibili.

  24. RitvanShehi says:

    >Credo che di fronte a ognuno dei molti complotti che realmente esistono, occorre porsi come Hercule Poirot. kelebek< Io, molto in piccolo, credo di averlo fatto.
    C’è un libro della serie che s’intitola “Poirot e i Quattro” (fra parentesi è il primo libro in italiano che ho letto) ove il belga dalla testa d’uovo è alle prese con…ma con un Complotto Mondiale, bien sur! Uno dei komplottisti, il n.4, era una specie di Fregoli, si travestiva in continuazione ed era impossibile riconoscerlo. Nel momento decisivo Poirot lo riconobbe, perché aveva saputo che il n.4 quando era nervoso giocherellava con molliche di pane, facendone pallottoline.

    Cosa c’entro io? Beh, le mie “molliche di pane” erano il “qusto” e il “qullo”:-)

  25. utente anonimo says:

    Ritvan non è che ti confondi con “pollicino”????

  26. utente anonimo says:

    Martin Mystere

  27. RitvanShehi says:

    >Ritvan non è che ti confondi con “pollicino”????anonimo/a< No, no, Pollicino le spargeva lui le molliche, io solo guardavo con attenzione quelle che “spargevano” gli altri.

  28. utente anonimo says:

    dai Miguel, nome in codice: Kelebek, ho capito che sei un agente dei Servizi sotto copertura!

  29. Ritvanarium says:

    Complottisti ?

    … Ragazzuòli, non avete visto niente finché non avete visto David Icke coi suoi perfidi Lucertolonazzi “Reptilians” … tutti mascherati da NeoCon tipo i V-Visitors.

    Mah, io dico che uno così è fin troppo evidentemente DoppioGiochista …

    by DavidRitvanarium

  30. utente anonimo says:

    Enno Ritvan!!!

    Pollicino le guardava anche per poter ritrovare la strada di casa!

    MM

  31. controlL says:

    Er vertroniano è un perfetto democratico, lo dice l’incredidibile nome che s’è dato “spartacusquirinus”. Maanchismo all’ennesima potenza. Noi siamo per spartaco ma anche per crasso, che l’ha messo in croce. Fantastico!p

  32. kelebek says:

    Per Ritvanarium n. 30

    David Icke è ‘na favola.

    Comunque è interessante notare come i libri suoi si trovino dappertutto – oggi ne ho visti tanti alla Feltrinelli, ben in vista.

    Scrive da cani, dice sciocchezze, è palesemente disturbato e piace da matti.

    Miguel Martinez

  33. utente anonimo says:

    A proposito di gomblottismo – carina la leggenda di D’Alema che tresca per far cadere Prodi. Questa volta, pare, in coppia con Bertinotti (altre volte si sente dire che sì, Bertinotti ha votato contro, ma voleva che Prodi restasse su, mentre D’Alema ha votato a favore ma voleva che Prodi etc.)

    Peccato che anche Salvi, il più strenuo oppositore di D’Alema nel partito, l’abbia categoricamente smentita più volte…

    Ma non è questo il punto. Il punto è che è sempre rassicurante trovare qualcuno cui dare la colpa quando non si ammette che qualcosa non è andato come ci si aspettava, che un obiettivo non è andato raggiunto, che un’esperienza è giunta al termine.

    Platone diceva che i miti servono a spiegarsi ciò che non si è in grado di capire diversamente, ma oggi per favolette come i miti siamo troppo smaliziati. Così, se siamo di destra, diciamo che è tutta colpa dei muSSulmani; se siamo di sinistra, tiriamo fuori i gomblotti :-)

    Z.

    p.s.: In realtà noi oggi sappiamo che i miti non vengono costruiti a tavolino. Ma anche le teorie complottistiche sono generalmente enunciate in buona fede. Che poi l’onestà intellettuale talvolta scarseggi, naturalmente, è un altro paio di maniche…

  34. kelebek says:

    Per Z n. 34

    Non sono per niente d’accordo.

    Io non conosco abbastanza bene il caso specifico per poterne discutere; ma mi è sembrato un ottimo esempio di complotto realistico.

    Partiamo dal presupposto che le cose siano andate come ho scritto nel post. Bene, somiglia a decine e decine di altre cose che abbiamo vissuto realmente; al normale procedere della politica.

    Ed è quindi un esempio del contrario del complottismo mitologico, che presuppone gente che trama per anni sempre per lo stesso fine; presuppone schieramenti fissi nella storia, buoni e cattivi.

    Alla caduta di un governo partecipano tanti elementi; ma alla fine la provocano diversi individui, che valutano ciascuno il proprio tornaconto.

    E’ l’esatto contrario di dire che “sono i muSSulmani”, o “gli ebrei”, o “i massoni”, o “i comunisti”, o “la CIA”.

    Oltretutto, ho scelto l’esempio di D’Alema-Prodi-Bertinotti per il suo carattere non mitico: è un esempio che non ci dà nessun particolare nemico da combattere eternamente, anche perché i tre poi si sono rimessi d’accordo, come avevo detto.

    E quelli che allora tifavano per uno dei tre contro gli altri due, oggi tifano per tutti e tre.

    Può darsi che l’esempio sia sbagliato; ma è l’esempio meno complottista immaginabile.

    Miguel Martinez

  35. controlL says:

    Il fascino dei complotti viene da ciò che la storia ha spesso doppifondi molto suggestivi e poi, diciamocelo, spesso le versioni ufficiali dei fatti sono così fantastiche, che è un invito quasi irresistibile fantasticarci sopra. Direi che la cosa importante è non vedere ogni cosa come pura conseguenza delle azioni occulte di alcune persone. Faccio un esempio che ognuno può controllare dai link di questo blog, se ne ha voglia. Nell’articolo di hs il maggio francese è un’esplosione gauchiste in cui hanno giocato alcune forze filoamericane e israeliane per indebolire la posizione da grandeur che aveva de gaulle in politica estera. La cosa è perfettamente credibile, ma non spiega certo il maggio. Se andiamo nel sito “nel vento” e leggiamo il lungo intervento nel bollettino dell’“internazionale situazionista” intitolato “quando solo il meglio sarà sufficiente”, la caduta di de gaulle è solo un minimo frutto d’un’insurrezione che poteva portare a ben altri esiti. Ma è proprio ciò che volevano quelle forze destrorse può obiettare hs. Va bene, ma per quale motivo i situazionisti con le loro posizioni rivoluzionarie avrebbero dovuto appoggiare de gaulle solo perché intendeva fare una politica equidistante (insomma) tra washington e mosca? Non era il loro scopo e avevano ben chiari i motivi teorici per rigettare una simile possibile alleanza. Non c’era bisogno che glieli dicesse qualche infiltrato. Che, per la carità, avrebbe anche potuto esserci.p

  36. utente anonimo says:

    Miguel,

    ti faccio notare c’è già chi dice da tempo che D’Alema vuole “tradire nuovamente Prodi” (per sostituirlo, si deve presumere, con Veltroni). Quindi che si siano ri-messi d’accordo non è scontato per tutti. E molti ragionano anche qui in termine di buoni – Prodi – e cattivi – D’Alema.

    Non dubito che tu non lo faresti mai, ma c’è chi lo fa: l’ha fatto per esempio il fu Rinaldi su Repubblica, per anni. Non certo un estremista, e questo per osservare quanto il complottismo sia radicato nella sinistra italiana in genere, e non solo in quella radicale.

    Avviare una riflessione sulle ragioni gravi, profonde e strutturali che hanno portato il centrosinistra del ’98 ad una crisi drammatica che a ben vedere perdura tutt’oggi rischia di rivelarsi un’attività lunga, complessa, faticosa e forse spiacevole per chi dovesse mettersi in discussione nel processo.

    Trovare un Cattivone cui affibbiare la Colpa (qui Bertinotti o D’Alema, altrove Bush o Bin Laden) è invece relativamente semplice e indolore.

    Solo che alle prossime difficoltà del centrosinistra bisognerà trovare un nuovo Cattivone. Ma se è vero che viviamo ormai in un eterno presente, allora è anche vero siamo abituati ad occuparci né del passato né del futuro.

    Z.

  37. utente anonimo says:

    p,

    – Il fascino dei complotti viene da ciò che la storia ha spesso doppifondi molto suggestivi e poi, diciamocelo, spesso le versioni ufficiali dei fatti sono così fantastiche, che è un invito quasi irresistibile fantasticarci sopra. —

    Difficile darti torto :-)

    Z.

  38. Bellissimo post.

    Solo che non ci sono solo gli islamonazicomunisti: ci sono anche i nogglòbal eterogay! E come dimenticare i famosi Arrotini Satanisti del Bengala?

  39. paniscus says:

    Per esempio: gli storici hanno appurato che la congiura dei Pazzi in cui perse la vita Giuliano De Medici, fu ordita non a Firenze, ma nel regno di Napoli, e che il suo principale fautore fu proprio il re di Napoli in persona. Sai qual è il problema, piuttosto? che ci son voluti 5 secoli per appurarlo.

    Eh no, questa poi no, aggiornati, non hai studiato gli ultimi sviluppi dell’inchiesta, SEMPLICISTAAAAAAA che non sei altro!

    Il vero capo di tutto il complotto era il duca di Urbino!

    http://www.repubblica.it/2004/b/sezioni/spettacoli_e_cultura/pazzi/pazzi/pazzi.html

    Lisa

  40. Ma non si possono tirare in ballo anche massoni, satanisti e strane sette – debitamente occultate dietro ai movimenti politici o religioni canoniche di cui costituiscono l’eminenza grigia nonché l’entelechia? poi magari anche gli extraterrestri e la cia in combutta con loro. secondo alcuni carlo marx giurò di fronte a satana in persona di portare il mondo verso la perdizione.

    credo che il complottismo sia una tendenza naturale della mente umana, che cerca un senso finito “all’infinità priva di senso del divenire del mondo”.

  41. utente anonimo says:

    x Barbara # 41

    giuramenti non so, ma qualche poesiola magari…

    http://piccolozaccheo.splinder.com/post/14551452/diavolo+d%27un+Marx

    biric

  42. utente anonimo says:

    Ciao Kelebeck mi permetto di scrivere la mia su un argomento che mi è abbastanza caro e per cercare di rendere l’idea su una certa visione della storia e dei complotti.

    Personalmente concordo sul fatto che le congiure non vengano architettate da un parte specifica,ma più che altro vi sono dei “dirigenti” o “direttori” che usufruiscono di ogni possibile mossa per combattare la Tradizione.Usando questa parola mi rivelo quindi per quello di cui sono convinto: l’esistenza di un’unica Tradizione primordiale dell’età dell’oro via via decadente e degenerante,per motivi forse noti forse no,ma che non interessano.Da questa posizione è ben facile racchiudere e dare linee guida al resto dei punti di vista complottistici.Il bello del complotto,proprio oggi, è che più và di moda e-in un suo senso- meglio riesce(ciò lo ha focalizzato molto bene Santaruina nel suo blog).

    Per me è inutile dare un nome alla congiura ed alla famosa sinarchia;molti interpellano gli illuminati collegandoli il più delle volte ai sionisti; la mia convinzione è che fin dall’inizio di questo mondo esisteva una “tendenza distruttiva” che mano a mano ha preso più forza e ha alimentato la degenerazione e deviazione lungo l’arco delle ere;mi pare quindi vano cercare di dargli un’orgine;per i tempi attuali illuminati e sionismo rendo bene l’idea della parte operativa della congiura.Faccio notare che per molte Tradizioni che rendono esplicita la fine dei tempi, il luogo dell’ultima battaglia è il medioriente, il che è decisamente curioso.

    Per quanto mi riguarda le elucubrazioni su templari,alieni extraterrestri in ogni loro colorazione è fuffa pura.Gli altri filoni specifici che indicano nella chiesa o nella massoneria la cupola mondiale del male possono contribuire a rendere degli elementi importanti ma sbagliano poiché sia chiesa che massoneria sono in fondo vittime dell’antitradizione.Detto questo ognuno di noi con ogni sua azione, in un mondo diretto e governato dagli accoliti di Satana( banchieri, servizi segreti militari e sètte segrete politiche sono sempre parte del braccio esecutivo ed i governanti sono gli ultimi appartenenti a tal gruppo a mio modo di vedere) non fa che fare il gioco dell’avversario(Satana appunto) vittima e carnefice al tempo stesso, diretto od influenzato da forze latenti, ed agente inconsapevole della contro-tradizione o complotto/sinarchia/congiura che dir si voglia*.

    Espresso il mio punto di vista e ringraziando di aver avuto la possibilità di esprimerlo,mi scuso comunque per aver esternato un'”opinione” non richiesta,sperando di non aver impazienza.

    Sono stato spinto a scrivere per via di alcuni giudizi espressi al riguardo di “tali complottisti” come deliranti o (rifrendomi a te Kelebeck)come sparanti congietture a caso di cui ,almeno per probabilità, qualcuna debba essere giusta oppure come costruttori di castelli affascinanti. Purtroppo comprendo che ciò è inevitabile,per finire non posso che scrivere forse attirando qualche antipatia: è segno dei tempi.

    Daouda

    p.s. la questione è abbastanza difficile da dipanare per via anche dei disinformatori presenti all’interno dei “comblottisti” ed anche per via della questione su riportata (*).Inoltre è indubbio che, per un saggio accorgimento( presa per vera la tesi del complotto si intende) sappiamo molto di ciò che vogliono farci sapere.

    Saluti

  43. biric

    Ma quanti lati oscuri aveva karletto?!

    queste davvero non le sapevo.

    se la sinistra è asservita a satana, e sappiamo esserlo pure la destra, il centro lo è di sicuro…. saltelliamo incoscienti sull’orlo del baratro, non saranno certo le bussole a salvarci!

  44. Ritvanarium says:

    x Barbara Lattanzi :

    Il libro di cui trovi alcuni estratti è

    Richard Wurmbrand :

    “L’altra faccia di Karl Marx” ,

    PARTE I, segue la II in basso fra i Commenti

    CLICK

  45. Ritvanarium says:

    Dubito che sia facile reperirlo, ma il libro è questo:

    by David Ritvanarium

  46. dantem says:

    Divertente!

    Dovete sapere però che i teorici della cospirazione più incalliti, dalla IIa Guerra Mondiale in poi, sono sempre stati gli ufologi! ;-)

    UFOs and the National Security State: Chronology of a Coverup, 1941-1973

  47. Infatti stiamo studiando una Teoria Generale del Complotto che unisca tutti questi elementi in un unico, complesso e fantasmagorico sistema

  48. fmdacenter says:

    Orpo

    quasi mi perdevo le bellissime milizie scite cogestite con i preti iraniani, è bellissima, posso sapere da dove proviene?

    E quali sono le armi leggere vendute da Israele? In TV vedo solo M16 americani, mica gli rifileranno i vecchi UZI quei loschi sionisti …

    Francesco

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