Esilarante

Si poteva fotografare meglio di così l’Italia?

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23 Responses to Esilarante

  1. controlL says:

    Ha ha ha. Propongo di affidare l’organizzazione del prossimo festival al grande Spurio Mecio, previa tessera pd, scilicet, essendo pompeo fuori gioco. Per i sinistri, dopo la parola d’ordine “io sono coglione”, ora ne hanno una più bella: io sono gorgoglione.p

  2. controlL says:

    cavolo di word. “io sono morgoglione” è il nuovo motto.p

  3. comictadpole says:

    E mo’, che ve state ‘ngora a lamenta’, mortaccivostri e de li islamonazicomunisti ghe nin ziete artro!!! Mapperché nu’ a smettete de favve e pippe e nun venite a magna’ abbacchio de Ggenzano, ‘mpuniti de ‘sti frocioni!!

    A Jjjuve perde co’ddu rigori contro e pe’ presidente j’hanno dato pure er orso Iioghi – ar’Isoladelifamosi ‘sta avvince Claudione mio – ma’nnatammorìammazzati – ma’ndo’ se po’ vive mejo de ccosì!!!

    + + + +

    NR: Intanto, con una copertura da nausea e di un servilismo criptofediano, Rai3 ha ripetuto per 7.856.994 volte la parola “democratico” nelle ultime 19 ore, salutando il varo della chiatta chiamata Pagliacciata Demoscopica – dal ponte della quale il prode cazzaro ha salutato i suoi mozzi invocandoli al grido di: “Democratiche, democratici… ” – che ricorda tanto il morboso e settario richiamo di fedeltà “Fratello, fratelli.. ” delle logge massoniche, o quello delle cosche mafiose, delle conventions dell’Amway – o l’altrettanto cinematografico “Amiche e amici della Libertà.. ” con cui inizia sempre gli incontri il nostro più istrionico rappresentante porta a porta_

    E il senso di un’altra parola, un tempo fondamentale, è finito al macero_

    L.M.

  4. Certo che si poteva fotografarla meglio: ci voleva una natura morta contenente: un piattone di spaghetti, una mezzina di Chianti -anzi no: de Frascati, aho’-, un mandolino, una bustina di coca, un pallone, e la maglia della “nazzionale di pallone” ultima serie, quella con que’ be’ piastroni dorati sul groppone stile medio calibro del cartello di Medellin!

    Alla parete di fondo, ovviamente, una foto di PADRE PIO.

  5. mariak says:

    NR: Intanto, con una copertura da nausea e di un servilismo criptofediano, Rai3 ha ripetuto per 7.856.994 volte la parola “democratico

    maria

    l’insopportabile guru di repubblica oggi si chiede se sia mai esistito un partito che nasce dalla partecipazione di tre milioni e passa di persone, io mi chiedo invece se sia mai esistito un partito che nasce con la benedizione attiva di imprenditori, grande stampa, televisione, sindacati, opinion leader del mondo dello spettacolo e della canzonetta, e che al suo interno ha di tutto e di più…e con in più la pretesa di liquidare a prezzi di saldo il Novecento!

  6. fabbile says:

    >Certo che si poteva fotografarla meglio: ci voleva una natura morta contenente: un piattone di spaghetti, una mezzina di Chianti -anzi no: de Frascati, aho’-, un mandolino, una bustina di coca, un pallone, e la maglia della “nazzionale di pallone” ultima serie, quella con que’ be’ piastroni dorati sul groppone stile medio calibro del cartello di Medellin!

    Alla parete di fondo, ovviamente, una foto di PADRE PIO. <
    e una di un “lato B”

  7. utente anonimo says:

    Maria #5

    esatto – proprio liquidato il ‘900 – sembra se lo sia comprato un Rotschild per 27 dollari in un mercatino di Rhode Island_

    cazzata estemporanea a parte, è da tempo che ti volevo dire che l’Hopper che hai messo sul tuo profilo è uno dei miei quadri preferiti, diciamo proprio del ‘900, perché se si dovessero considerare tutti i secoli della pittura non basterebbero 20 Gigabyte di testo per elencare i miei quadri preferiti_

    Buona domenica in questo meraviglioso clima polinesiano_

    L.M. (sloggato, mi sa)

  8. fmdacenter says:

    Che c’è da ridere?

    Si chiama Minculpop della Grande Speranza della Sinistra Moderata, al secolo Walter Veltroni.

    Posso riconoscergli del coraggio nel salire a Milano, dove scoprirà che lui e il partito democratico hanno un bacino di attenzione composto dalla redazione del Corriere.

    Non riesco a ridere sullo stato dei giornali in Italia.

    Francesco

  9. fmdacenter says:

    x Maria

    mi viene in mente una cosa: con tutto quel popò di benedizioni e appoggi, il partito d. aspira a raccattare un bel 33% dei voti.

    Non so se ridere o chiedermi cosa non capisco dell’Italia.

    Francesco

  10. utente anonimo says:

    Ridi Francesco, ridi;-))

    Ecco qualcosa di più per farti ridere di più:

    “L’ostetrico Fassino, liquidando una volta per tutte l’eredità comunista, lo ha definito “un partito che deve stare in sintonia con la società”. Ma il comunismo nacque come critica del modo di produzione capitalista: una critica di cui c’è oggi ancora bisogno, alla luce della nuova proletarizzazione ( precariato ) decisa ferocemente dal blocco industriale-politico-mediatico che governa il nostro Paese. ( E il mondo. ) Col partito democratico, sparisce la critica. Resta la gestione dell’esistente. Grazie a tutti. Avete fatto quel che potevate.

    Come se non bastasse, nel pantheon del PD, Fassino ha inserito Craxi! Ripudiando Berlinguer! Già tre anni fa, nel libro “Per passione”, Fassino aveva condannato il “passatismo” di Berlinguer per esaltare la “modernità” di Craxi. Lessi quelle pagine ancora calde di stampa ai 5000 spettatori del mio monologo al Palamazda di Milano, Festa Provinciale dell’Unità. Ammutolirono. Ricordai che Berlinguer, col suo passatismo, pose per primo il problema dell’etica pubblica e della questione morale; mentre la modernità di Craxi aveva portato a tangentopoli, al pizzo sui singoli appalti e all’ultimo frutto avvelenato, Berlusconi. Cinque minuti di applausi. Al termine, nel silenzio, qualcuno urlò:-Ecco perché non ti vogliono in tv!- E io:-Mi sa che hai ragione.-

    Ma c’è una logica nella follia. Chi scrive i discorsi di Fassino? Il suo amico Sebastiano Maffettone, filosofo socialista, già autore dei discorsi di Craxi. In pratica, quando i DS applaudono Fassino, da anni senza saperlo stanno applaudendo un discorso di Craxi.

    Berlusconi ha commentato:-Se questo che descrive Fassino è il Partito Democratico, quasi quasi mi iscrivo anch’io.- Perchè no, in effetti? La cosa divertente è che ne sarebbe capacissimo.

    Quella del partito democratico è una inevitabile stronzata. Inevitabile perché il blocco di potere industriale-politico-mediatico spinge in questa direzione ormai da anni dappertutto.

    Stronzata perché manda in soffitta la lotta contro le disuguaglianze che è da sempre la vera artefice del progresso, nonchè l’eredità più nobile di una storia politica liquidata con una fretta commendevole.

    Se non altro, si è fatta chiarezza. Da anni i DS si erano trasformati in un “partito di amministratori” ( definizione di Fassino ). E col placet dalemiano prima ai bombardamenti in Kosovo e poi alla guerra in Afghanistan era diventata prassi una realpolitik che di sinistra non aveva più nulla.

    Chi sarà il capo del Partito Democratico? A questo punto potrà essere chiunque, incluso lo strangolatore di Boston.

    Daniele Luttazi.

    reza

  11. utente anonimo says:

    Eh eh,

    quanto mi piacciono i discorsi degli intellettual-chic sinistrorsi :-))

    E’ divertente notare come le azioni militari in Kosovo e Afghanistan, a cui tutti i governi dell’Occidente – e quasi tutti i partiti italiani – hanno dato pieno appoggio (a torto o a ragione, non è questo il punto), diventino regolarmente crimini promossi e approvati dal solo D’Alema, Bombardatore Cattivissimo und Delinquente :-)

    Jospin viene esaltato dai Veri Sinistrorsi, che amano ripetere che bisogna fare come in Francia (a dire il vero, dalla rivolta delle banlié in avanti, lo dicono un po’ meno :-) ). Eppure non ha esitato un attimo a promuovere l’uno e l’altro intervento militare. Stessa cosa dicasi per Schroeder, che pure si è schierato con determinazione assoluta contro l’invasione dell’Iraq. E la politica estera del governo italiano dell’epoca è stata portata avanti grazie all’aiuto determinante di Cossutta e Diliberto, che pur di appoggiare la missione militare in Kosovo hanno spaccato il loro partito e ne hanno fondato uno nuovo.

    Ora, naturalmente se ne deve concludere che tutti questi partiti “di sinistra non hanno più nulla”. E come no. In tutta Europa sono di sinistra solo gli otto (in seguito cinque) partiti trotzkisti francesi, specie quelli che hanno lottato per vietare il velo alle donne islamiche nelle scuole. Tutti gli altri sono null’altro che servi dell’estabilishment politico-mediatico-economico-pippo-pluto-giudaico :-)

    Ma la cosa più divertente di tutte è la descrizione nostalgica del PCI, che da certi discorsi appare quasi un partito di radical-gruppettari. Mentre, come tutti sappiamo, era – specialmente sotto Berlinguer – un grande partito di massa.

    Ma soprattutto era un partito votato nel modo più assoluto alla realpolitik e non certo alla purezza spirituale: con tutte le conseguenze che ciò comporta.

    E per questi motivi era criticato, anzi criticatissimo da quelli che nell’Italia berlusconizzata ne sono oggi diventati – con gustosa ironia della sorte – i suoi più accesi quanto improbabili apologeti :-)

    Una cosa è certa: se “ragionare” in questo modo significa essere “di sinistra”, allora preferisco mille volte essere definito “di destra” :-))

    Z.

    p.s.: Nel merito: non c’è dubbio che sulla scala sociale Craxi avesse ragione e Berlinguer torto. E oure di brutto. Questo ha sostenuto Fassino, e francamente non saprei come contraddirlo, nemmeno volendo…

  12. fabbile says:

    Craxi il precursore della fenomenologia del “lato B” con i suoi nani e ballerine. Non che ci sia da meravigliarsi tanto, poi, dopo che persino Gelli pare si sia convertito

    http://www.lavocedellacampania.it/detteditoriale.asp?tipo=inchiesta2&id=52

  13. controlL says:

    Eppure luttazzi è un vero genialoide. Ma dice cose del genere, che fassino (fassino dico) abbia liquidato “una volta per tutte” l’eredità del comunismo! Tutt’al più avrà liquidato l’eredità del pci, ma è da vedere, che c’è più segni di continuità che di rottura.

    “Il 1953 [anno delle elezioni “truffa”] potrà dunque schierare come vorrà le sue stucchevoli cifre. Il potere non si taglia a fette in un momento fissato come quello in cui il fotografo fa scattare, ma si fonda su porzioni tagliate nell’ieri, nell’oggi e nel domani. Ora in Italia si batteranno: destra, centro e sinistra. Tutti capiscono.

    Chi vincerà? Facile pronostico: il centro. Per i milioni di voti? Ohibò, di questa materia non siamo affatto intenditori e potremmo dire fesserie giganti. Noi facciamo un calcolo a modo nostro, si potrebbe dire nello spazio-tempo politico.

    Voti del centro: atlantici ieri, oggi e domani (nonché nella vita di oltretomba): atlantici, in pieno.

    Voti della destra: antiatlantici ieri sotto Benito e Vittorio, atlantici oggi e domani, spaccati: atlantici, almeno ai tre quarti.

    Voti della sinistra: atlantici ieri fino all’indecenza, antiatlantici oggi; domani poi, chi lo sa? Come piegare uomini così eletti come i loro capi, alla banalità del “definitivo”? In conclusione: atlantici per due terzi.” Da “Battaglia Comunista” n. 13 del 1952

    Era fin troppo scontato già d’allora che i tre quarti destri e i due terzi sinistri sarebbero diventati cento per cento. Liquidatori di che? Questi sono i continuatori ed eredi di quella politica.p

  14. mariak says:

    Eppure luttazzi è un vero genialoide

    maria

    povero luttazzi, , è l’unico a non essere tornato in tv, insieme a massimo fini che non ebbe mi pare all’ultimo momento una sua trasmissione.

    Santoro martire che ha osato definire la sua permanenza in europa una sorta di arresti domiciliari lo ha ipocritamente ricordato in trasmissione, pretendendo che D’Alema e Prodi si pronunciassero a proposito di un suo eventuale rientro, ma dico intanto non poteva invitarlo lui come fece , appunto, quel bel tomo di celentano con santoro medesimo, presentandolo come un sorta di eroe? Oppure se proprio tiene alla libera informazione PER TUTTI si poteva mettere d’accordo con l’altro escluso, Biagi, e fare un’ iniziativa congiunta su luttazzi e fini, rischiando in prima persona.

  15. fmdacenter says:

    Dove è finito quel Fassino?

    Lo stucchevole clone di Berlinguer, moralista e inutile, che è diventato da un pò di anni mi da fino fastidio fisico.

    Ridatemi il Fassino craxiano che parlava alla vita, altro che questione morale.

    Chi disse “primum vivere, deinde philosofare”? non che Enrico fosse un filosofo.

    Francesco

  16. utente anonimo says:

    Luttazzi e Fini, ma forse anche B.G. Guerri o altri, sono troppo pericolosi per il “potere” – per non parlare di Grillo & friends_

    L.M. (sloggato)

  17. Io invece non riesco, al giorno d’oggi, a vedere nulla si veramente pericoloso per il potere

  18. fmdacenter says:

    Luttazzi e Fini sono pericolosi per il potere?

    Non vedo come, il secondo delira e il prima se lo mena.

    Attività entrambe sgradevoli da seguire in diretta ma prive di rischi per TUTTI i detentori di potere.

    E per la forma mentis che glielo permette.

    Francesco

  19. RitvanShehi says:

    x Z. (#11)

    D’accordo con te. Solo due piccole correzioni:

    1. “E la politica estera del governo italiano dell’epoca è stata portata avanti grazie all’aiuto determinante di Cossutta e Diliberto, che pur di appoggiare la missione militare in Kosovo hanno spaccato il loro partito e ne hanno fondato uno nuovo.”

    La scissione del PdCI da Rifondazione Comunista avvenne qualche mese prima della campagna NATO in Kosovo ed avvenne perche i futuri pdci-ni (Cossutta, Diliberto & Co) erano per rinnovare la fiducia al governo Prodi, mentre gli altri, capeggiati da Bertinotti, erano per sfiduciare Prodi. Prodi venne sfiduciato per un solo voto e il PdCI, successivamente entrò nel governo D’Alema, mentre RC no.

    Non è che ‘ste beghe fra kompagni io me le ricordi tanto bene, eh, ma sono andato a controllare (solita fonte:-)) visto che mi sembrava impossibile che il sovietiko-filoserbo Kossutta avese tanta voglia di bombardare Belgrado:-). La crisi del Kosovo lo trovò in ballo e dovette ballare (c’aveva pure uno dei suoi come sottosegretario alla Difesa, sì, quella Difesa che bombardava Belgrado! e mica lo ritirò, eh!:-)) facendo il solito kompagno “de lotta e de governo”, appoggiando obtorto collo il governo “bombarolo” D’Alema solo per non far tornare alla “classe operaia” l’incubo Berlusconi:-).

    2. “…non c’è dubbio che sulla scala sociale Craxi avesse ragione e Berlinguer torto.”

    Ma non era la “scala mobile”?

    Ciao

    Ritvan

  20. fmdacenter says:

    Vero Ritvan

    ciò non toglie che Enrico avesse torto :)

    tuo fedele Francesco

  21. utente anonimo says:

    Ritvan,

    quando la scissione si è consumata la crisi in Kosovo era già iniziata da un pezzo, e le forze armate italiane erano in stato di allerta.

    Che Cossutta ci abbia sofferto come un cane non ho il minimo dubbio, ma certo sapeva benissimo che restare al governo significava appoggiare un intervento militare in Kosovo.

    E forse Bertinotti, quando ha finto di scandalizzarsi perché nessuno parlava più di 35 ore (un tema così cruciale che nemmeno lui si è più sognato di riprenderlo in seguito :-) ) ha considerato il problema.

    Z.

    p.s.: Scala mobile, certo. Che ho detto io? :-)))

  22. RitvanShehi says:

    Caro Z., la scissione del PdCI avvenne l’11 ottobre 1998 e a febbraio 1999 si svolsero i negoziati-poi falliti – di Rambouillet fra kosovaroalbanesi e serbi.

    Kossutta doveva avere una bella sfera di cristallo per prevedere fin dall’ottobre 1998 che i negoziati del febbraio 1999 sarebbero falliti, che la Nato avrebbe bombardato e che l’Italia avrebbe preso parte ai bombardamenti.

    Lascia perdere le kossigate (ovvero Kossiga che si vanta di aver fatto da dietro le quinte da “regista” della nascita del governo D’Alema, al fine di coinvolgere l’Italia nei bombardamenti NATO), l’Italia avrebbe bombardato ugualmente anche con Prodi premier.

    Ciao

  23. utente anonimo says:

    Ritvan,

    non dico che Cossutta abbia partecipato ad una tetra manovra di palazzo per distruggere la Serbia, naturalmente. Il complottismo lo lascio volentieri a Luttazzi e co., e oltretutto sono convinto pure io che anche Prodi non avrebbe esitato ad intervenire in Kosovo (perché mai avrebbe dovuto sottrarsi?).

    Dico che la situazione stava precipitando rapidamente, e la possibilità sempre più attuale di un intervento era già stata discussa tra i paesi membri.

    Anche per questo, a mio avviso, Bertinotti si è sfilato: mentre Kossutta è rimasto. Probabilmente sperava che il conflitto potesse essere evitato, ma è rimasto: ben consapevole, secondo me, di cosa sarebbe potuto accadere.

    Z.

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