Il mercato dei timbri

Ogni tanto, nei commenti, si tocca l’argomento Beppe Grillo; e comunque se ne sente parlare molto in giro.

Non seguo il suo blog, né guardo la televisione, dove se ne parla spesso, e quindi posso fare solo qualche commento generico e superficiale.

Innanzitutto, non mi preoccupa l’accusa di "antipolitica" che gli si lancia.

Chi parla di politica e di politici fa politica.

L’unica "antipolitica" consiste nello starsene zitti e farsi gli affari propri, cosa che Grillo non mi sembra faccia. Casomai, Grillo fa una politica antipartitica.

E non gli si può dare torto.

Il quadro dei partiti – da Rifondazione Comunista alla Fiamma Tricolore, passando per tutto quello che si trova in mezzo – fa uniformemente pena, con punte di ribrezzo.

Questo è un fatto sociologicamente significativo, perché indica che il problema va oltre le buone o le cattive intenzioni dei singoli, e anche oltre le idee che i politici professano di professare.

La penosa uniformità è dovuta a molte cose. Tra cui la più importante è il fatto che viviamo in una situazione in cui le vere scelte sono tutte determinate altrove – per sintetizzare, alla borsa di New York o al Pentagono.

E pertanto il compito dei politici, al massimo, consiste nel trovare soluzioni locali a problemi globali, su cui loro non hanno alcun controllo.

Alla loro conseguente inutilità, i politici di professione sopperiscono in diversi modi.

Una funzione fondamentale consiste nel restare in prima pagina, litigando in maniera molto rumorosa su questioni personali: il lifting di Berlusconi, la toilette dell’onorevole Vladimiro Guadagno, le stampelle offerte alla Levi Montalcini.

I politici di destra di secondo piano, che non hanno diritto di passerella in televisione, riescono a escogitare trovate veramente geniali per farsi sentire; ma i più seriosi di sinistra riescono comunque a entrare nei media esprimendo il loro solenne sdegno.

Su un piano più reale, i politici si occupano di quella cosa che chiamano "sicurezza", l’unico motivo per cui i ricchi continuano a pagare un po’ di tasse.

Lo Stato, infatti, non garantisce più il cittadino contro la violenza del flusso dei capitali, e quindi si butta nel promettere la sicurezza dell’automobilista contro i lavavetri. E in questo lo Stato si rifà di tutto ciò che perde e cede altrove, mobilitando decine e decine di migliaia di persone a monitorare, filmare, schedare, rinchiudere, espellere (o persino sfrattare) e così via.

Allo stesso tempo, i politici di mestiere hanno un preciso prodotto con cui inserirsi sul mercato capitalistico: la vendita di timbri. Cioè l’insieme di quelle funzioni statali che possono affrettare o ritardare dei guadagni.

Non lo fanno in maniera autonoma: i politici oggi sono, in massima parte, l’espressione di vari interessi che vanno dalle banche alle cooperative. Però tengono i timbri.

E su questa funzione, un gruppo antropologicamente piuttosto degradato di avvocati e commercialisti falliti e di guitti di successo è riuscito a ritagliarsi un benessere economico notevole, nonché immense soddisfazioni narcisistiche, che non vanno assolutamente sottovalutate.

Prendersela con la Casta non è quindi malvagio qualunquismo o egoismo: è un dovere innanzitutto estetico. Il problema è che il problema non finisce lì: fa bene Mastella a minacciare di pubblicare un libro sulla casta dei giornalisti, ad esempio.

Grillo giustamente attacca la Casta.

E non si limita a farlo nei termini di chi borbottava una volta contro "Roma ladrona".

Grillo ci mette anche sacrosante proteste contro l’arroganza statunitense e contro gli interessi capitalistici.

Inoltre, agisce guardando al presente e non assistendo al lancio reciproco di torte in faccia tra chi rinfaccia i gulag sovietici e chi rinfaccia i lager nazisti, come se Prodi e Berlusconi fossero la reincarnazione di Stalin e di Hitler.

Anche questo esserci nel presente è un bene e non un male, perché i problemi del 1940 non li possiamo risolvere noi, mentre possiamo almeno affrontare quelli del 2007.

Quindi non mi arruolo nella schiera degli antigrillisti: per capirci, preferisco Grillo sia a Berlusconi che a Veltroni.

Allo stesso tempo, cosa fa – o cosa può fare – Grillo?

Riflette i sentimenti inespressi di milioni di italiani.

Molto tempo fa, lessi un racconto di Luciano De Crescenzo. Io me lo ricordo così.

Siamo in centro a Napoli.

C’è un capannello di gente, attorno a un tale che si sta lamentando perché gli hanno appena scassinato la macchina e rubato l’autoradio.

"Questi delinquenti li manderei tutti in miniera! Troppo poco, andrebbero impiccati! Adesso diciamo basta!" grida la folla, piena di giusta ira.

In quel momento si fa avanti un signore, accompagnato da un ragazzino. Con voce tranquilla e autorevole, il signore dice, "scusate, nell’incidente successo prima, il ragazzo ha perso una medaglietta, ci tiene molto perché gliel’ha regalata la buonanima della nonna".

La folla fa silenzio, si apre, e lascia passare il ragazzo, che recupera la medaglietta. Dentro la macchina, dove poco prima lui stesso aveva rubato l’autoradio. Poi lui e il boss ringraziano gentilmente e si allontanano.

Questa combinazione di risentimento profondo e reale, di schiumante e rumorosa rabbia, di promesse vuote di ribellione e di sottomissione al momento del dunque è proprio la caratteristica fondamentale del tipo di popolaccio – per citare Dacia Valent – che si mobilita attraverso Grillo.

Dico, "si mobilita attraverso Grillo", perché non ritengo che Grillo sia un demagogo: lui non ha fatto il lavaggio del cervello a nessuno, e quella confusa furia la troviamo ovunque in questo paese, anche tra chi non sostiene affatto Grillo.

Ma cosa chiede questa umanità, per bocca di Grillo (il quale, personalmente, chiederebbe forse anche di più)?

Non va alla causa delle cose. Non perché sia vietato, ma perché alla gente, in media, non interessa affrontare davvero la propria situazione.

La gente grillina non chiede che l’Italia non obbedisca più agli ordini del Fondo Monetario Europeo o di Bruxelles.

Non chiede che si abolisca in Italia la ricerca della crescita economica e della competitività a tutti i costi.

Non chiede che l’Italia garantisca la sicurezza del e sul lavoro.

Non chiede che si chiudano le basi straniere.

Non chiede la certezza delle pensioni.

Chiede misure contro i Rom, sempre in quella maniera confusa che permette di dire, "io non sono razzista, ma io questi stranieri…": tra parentesi, non ritengo che certe recenti uscite del genere sul blog di Beppe Grillo siano esattamente colpa del comico – lui è solo il portavoce di certi sentimenti, che oggi sono travolgenti.

Oltre a prendersela con i Rom, questa umanità chiede tre piccole misure, non molto interessanti,[1] che dovrebbero rendere più "responsabili" i politici, senza che cambi affatto il loro ruolo o la rotta della nave di cui loro sarebbero attualmente i piloti.

E allora diciamocela chiaramente. Il problema non sono solo i capi. E’ pure l’umanità.

Nota:

[1] Sono favorevole o contrario, nel dettaglio, alle proposte di Grillo? Rispondere sarebbe perdere di vista il dato fondamentale: la loro natura assolutamente microscopica.

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108 Responses to Il mercato dei timbri

  1. upuaut says:

    Hai pure ragione sul fatto che l’umanita’ penda da quella parte, ma messa cosi’ sembra che Grillo non sia altro che un megafono involontario per il sentire popolare, il che lo renderebbe in un certo senso incolpevole. Credo invece che, proprio perche’ si tratta di lui, con il suo impatto mediatico e la schiera di gente che gli da’ retta, Grillo piu’ di altri dovrebbe pesare quello che dice ed assumersene la responsabilita’.

  2. upuaut says:

    Uff, io lo uso pure, l’account di splinder per rispondere, ma l’indirizzo del blog non e’ quello giusto, si tratta di un blog nato e morto, perche’ non riuscivo a farlo funzionare. Vabbe’.

  3. upuaut says:

    Ehm, come non detto, sono riuscita a sistemare la cosa. Scusami per la moltiplicazione dei post inutili, questi ultimi due puoi pure cancellarli. °_°

    /me si va a nascondere dietro la lavagna.

  4. utente anonimo says:

    Io ho frequentato il blog di Grillo da quasi quando è stato aperto per più di 1 anno, forse quasi 2_

    Capirete, all’epoca avevo il mio Cyberpoint a Santiago e passavo 10 ore al dvanti allo schermo on line_

    All’inizio, dentro, cioè fra i commentatori, c’era davvero della bella gente, di un discreto livello_ Mai come quello che si raggiunge qui su Kelebek – e sapete che non sto pigliando per le mele ma che è vero_

    Poi sapete com’è, la massificazione e conseguente cretinaggine della massa, l’era dell’apparire e dell’ansia di protagonismo, la difficoltà estrema di portare avanti discorsi lineari nella sfilza di 100o commenti minimo, il tempo immane che ti porta via – in pratica me ne sono andato via_

    Ma devo dire che nel lupanare bizzoso ero riuscito a conoscere alcune persone davvero interessanti_

    Non è del tutto esatto che Grillo, e i suoi frinellini, non chiedano una critica e un riesame del concetto di competitività e crescita, infatti all’inizio nel blog c’era molto fermento e materiale su studiosi come Latouche e la sua ‘Decrescita felice’_

    Comunque è evidente ed esattissimo, e col tempo non poteva che diventare così, anche giustamente forse, che Grillo sia solo un veicolo_

    E sono d’accordissimo che il primo problema sta proprio nella GENTE_

    L’ho potuto sperimentare l’ennesima volta proprio lì dentro_

    L.M.

  5. utente anonimo says:

    Poi, secondo tempo, devo dire Miguel che in questo post punti proprio il dito su un nodo vitale, semplice ma che fa da perno a milioni di contenuti_

    La gente grillina non chiede che l’Italia non obbedisca più agli ordini del Fondo Monetario Europeo o di Bruxelles.

    Non chiede che si abolisca in Italia la ricerca della crescita economica e della competitività a tutti i costi.

    Non chiede che l’Italia garantisca la sicurezza del e sul lavoro.

    Non chiede che si chiudano le basi straniere.

    Non chiede la certezza delle pensioni.

    Queste affermazioni centrano perfettamente almeno 2 punti_ Primo, che effettivamente la gente raramente chiede con determinazione di prendere i problemi dalle radici, perché fapaura – in genere i problemi si affrontano alle radici solo quando tutti non hanno quasi nulla da perdere, e per questo magari anche dopo catastrofi o guerre sanguinose_

    Secondo, l’Italia effettivamente non ha né la solidità economica di Germania, Francia, Inghilterra, addirittura Spagna, né il rapporto favorevole fra popolazione e territorio che hanno Danimarca, Svezia, Finlandia, Canada, Olanda_ Quindi, a che risultato porterebbe in effetti non rispettare più le indicazioni dei Fondi Monetari, della WB, essere da soli al mondo a non cercare più competitività e crescita, o perfino tornare a misure più rigide su previsione e lavoro che tendono comunque sempre a stagnare lo sviluppo economico??

    Lo chiedo perché di partenza io stesso chiederei quelle stesse identiche cose, ma al momento in cui lo faccio mi viene il dubbio che non siano obiettivi troppo idealisti, specialmente se perseguiti da un solo stato controcorrente, e se alla fine non risultassero davvero, dico quasi in senso contabile, dannosi_

    Proprio in questi dubbi – e in quelle richieste coraggiose, nette, sistemiche, dirette verso una visione completamente nuova e volta a un nuovo concetto, o ideale, di Umanità, stanno tutta la pesantezza, l’immensità, l’essenziale e il valore vitale di questo nodo_

    L.M.

  6. controlL says:

    A epigrafe di quel suo bel post dacia poteva metterci questa chicca senecana:

    itaque id evenit quod in comitiis, in quibus eos factos esse praetores idem, qui fecere, mirantur, cum se mobilis favor circumegit. (De otio)

    Così avviene come nei comizi in cui si meravigliano dei pretori eletti gli stessi che li hanno eletti, una volta che sia girato il mobile favore.

    È naturale. Gli eletti non rappresentano nessuno, ma sono piccole rotelle d’un grande ingranaggio. Chi li vota è perché spera di ricavare qualche favore da chi è dentro quell’ingranaggio. In tempi più grami c’è poco da avere favori. E il favore per avere favori gira come una trottola.

    Ecco un pezzo del discorso d’un “grillino” d’epoca senecana riportato da petronio:

    “Narrat is quod nec ad terram pertinet, cum interim nemo curat quid annona mordet. Non mehercules hodie buccam panis invenire potui. Et quomodo siccitas perseverat! Iam annum esuritio fuit. Aediles male eveniat, qui cum pistoribus colludunt: ‘Serva me, servabo te.’ Itaque populus minutus laborat; nam isti maiores maxillae semper Saturnalia agunt […] Sed quare nos habemus aedilem trium cauniarum, qui sibi mavult assem quam vitam nostram? Itaque domi gaudet, plus in die nummorum accipit quam alter patrimonium habet. Iam scio unde acceperit denarios mille aureos. Sed si nos coleos haberemus, non tantum sibi placeret. […] (Coena Trimalchionis)

    Questo qui parla di cose fuori dal mondo e intanto nessuno si cura del carovita che ci mangia. Oggi per Dio non ho potuto rimediare un tozzo di pane. E come imperversa la siccità! È un anno ormai che si fa la fame. Alla malora gli edili che se la fanno coi fornai: parami il culo e io lo paro a te. E così il popolino soffre, ma questi mangioni se la spassano sempre. […] Ma perché abbiamo un edile da quattro soldi che preferisce una lira alla nostra vita? E così a casa se la gode. Si becca più soldi lui in un giorno che un altro li ha di patrimonio. So ben io da dove ha preso mille denari d’oro. Ma se noi avessimo le palle, non se la riderebbe tanto. […]

    Ma questa era ancora plebe romana, “fortunati” dunque. Vediamo la provincia dell’impero come se la passava. Qui mi aiutano questi fulminanti versi di giovenale:

    […] sed quid damnatio confert?

    praeconem, Chaerippe, tuis circumspice pannis,

    cum Pansa eripiat quidquid tibi Natta reliquit,

    iamque tace; furor est post omnia perdere naulum. (Satira VIII)

    […] Ma a che serve la condanna?

    Cercati, Cherippo, un banditore per vendere le vesti,

    anche se Pansa ti ruba quel tanto che Natta t’ha lasciato,

    e taci ormai: è pazzia perso tutto perdere anche il trasporto.

    Andare a roma per accusare un cattivo amministratore erano soldi sprecati. Quand’anche condannato, il successivo si comportava come il precedente, e i soldi sottratti non li rivedevano più. Il sistema non si reggeva sui singoli.

    Ma poi c’erano anche le popolazioni cosiddette ribelli. E al peggio non c’è mai fine. Ce lo dice la già citata da qualcuno frase di tacito:

    Raptores orbis, postquam cunta vastantibus defuere terrae mare scrutantur: si locuples hostis est, avari, si pauper, ambitiosi, quos non Oriens non Occidens satiaverit: soli omnium opes atque inopiam pari adfectu concupiscunt. Auferre trucidare rapere falsis nominibus imperium et ubi solitudinem faciunt pacem appellant. (De vita et moribus Iulii Agricolae)

    Predoni del mondo, dopo che non ebbero più terre avendo tutto devastato, scrutano il mare. Se il nemico è ricco sono avidi, se povero, bramosi di potere, tali da non averli saziati né l’Oriente né l’Occidente. Sono gli unici a desiderare con la stessa passione le ricchezze e la povertà. Razziare, trucidare rapinare con falsi nomi lo chiamano impero e, dove fanno il deserto, la chiamano pace.

    Ringrazio il post per l’occasione che m’ha dato d’un piccolo ripasso d’un vecchio esame universitario.p

  7. utente anonimo says:

    PS – la prosa dei miei commenti 4, e sopratutto 5, non si può dire ai livelli minimi di presentabilità – e mi sconforto di averla buttata giù così di getto, “parlandola” – ma tant’è_

    Non me ne farò troppo un cruccio_

    L.M.

  8. RitvanShehi says:

    >E allora diciamocela chiaramente. Il problema non sono solo i capi. E’ pure l’umanità. kelebek< Ovvero, detto in altri termini:”In democrazia ogni popolo ha il governo che si merita”. Ciao
    Ritvan

    P.S. A scanso del solito rigurgito patriottardo italico, devo dire che l’Albania ha in questo momento un pessimo governo.

  9. utente anonimo says:

    p, i tuoi non sono burocratici timbri: sono sigilli , più o meno estesi, ma sempre preziosi, importanti.

    Da Eschilo a Marx, via Prometeo, tu hai stampato su questo blog delle frasi memorabili , riportandole alla memoria se dimenticate , facendole conoscere, se prima sconosciute :” i protagonisti della storia si presentano due volte, prima come tragedia , poi come farsa”.

    E anche tante poesie , come quella di Federico II, in stile Fedele d’ Amore, che ora , dopo un biennio dalla tua menzione, ritorna in auge e che io posso ricordare perché tu già me lo avevi presentato.

    E i tanti brani latini. Petronio , credo, lo avevi già postato, spiegando anche chi erano gli ” edili”.

    Con Seneca riprendi il discorso della turba, la massa, quella che Dacia chiama il popolaccio.

    Ed io mi metto a scrutare quel che non avevo notato e studiato ai tempi della scuola :

    ” relicta repetimus”.

    Aurora.

  10. kelebek says:

    Per Aurora n. 9

    Concordo

    Miguel Martinez

  11. utente anonimo says:

    forse qualcuno ricorda l’onorevole sbardella, il politico dc grande amico di giulio andreotti, dai nemici e non solo soprannominato lo squalo, il suo grido di battaglia era ” a fra’ che te serve ”

    alla domanda se i politici italiano erano migliori dei loro elettori rispondeva ” il 10% sono migliori, il 10% peggiori , il restante uguale “;

    E’ triste dirlo ma Ritvan ha ragione : abbiamo il governo che ci meritiamo

    Rocco

  12. utente anonimo says:

    Io credo che Grillo può dire quello che vuole, e nel modo che crede; urlando, che riesce congeniale alla sua cadenza genovese;-))

    Ma non credo che il problema sia Grillo.

    Il problema è quello di un paese che segue, a centinaia di migliaia, le invettive di un bravissimo comico, sulla “corruzione” dei parititi.

    Grillo non fa che continuare a fare il suo mestiere, lo ha sempre fatto e , in tutti i paesi del mondo, la satira prende di mira la politica e i politici, solo che questa volta , questo “genere” entra nei palazzi del potere ed occupa le pagine dei giornali, produce analisi, sia da parte dei politici che da parte del “popolaccio” e quindi, produce consensi e disensi.

    E’ cosi che in questa “Italia politica” , in questo che possiamo chiamare “circo politico-mediatrico italiano”, o che possiamo chiamare un “teatro”, la zazzera grigia di Grillo si aggiunge alle algide calze autoreggenti di Michela Vittoria Barambilla.

    Qualunquismo ?

    Certo, lo possiamo anche chiamare cosi, anche Gulielmo Giannini interpretava le viscere dell’Italia peggiore, erede di un sentimento antico e radicato per cui, se piove, la colpa è del governo ladro, lo faceva , tra l’altro, in un paese fiaccato dalla guerra e dalla disfatta, alle prese con i problemi drammatici della transizione istituzionale e della ricostruzione materiale, Giannini però, a differenza di Grillo, doveva fare i conti con un sistema di partiti non ancora consolidato nella riedificazione della democrazia, un sistema consapevole dei problemi e di se stesso, le proprie possibilità e gli obiettivi, ma oggi !?!

    Sinceramente non saprei immaginarmi Croce, Einaudi, Togliatti, sforza o De Gasperi, che fanno a gara per , prendere posizione, rispondre o dialogare con Beppe Grillo.

    Oggi questo è esattemente quello che i politici e gli intellettuali dell’uno e dell’altro versanet stanno facendo.

    E poi, Grillo è di destra o di sinistra ?

    L’incertezza credo che stia provocando epidemie di insonnia;-))

    A mio avviso, Come effettivamente elenca Miguel in questo post, tutto ciò accade perché i partiti non esistono più, esiste un solo palcoscenico mediatico rissoso dove si recita a soggetto e quindi, è certo che in questo “teatrino” , se entra in scena un professionista dello spettacolo, non può che sfondare;-))

    Insomma,il fascismo è alle porte come ha sostenuto un autorevole ministro ?

    Non saprei rispondere, ma non è difficile constatare il degrado della vita pubblica, e di conseguenza, quella della convivenza civile, che sta alla basse di quella che possiamo chiamare “coesione sociale”.

    L’aveva già detto in altre circostanze, sullo safondo c’é la grande questione della capacità delle istituzioni di funzionare, di produrre risultati e capacità di governo, tutto quanto dipendente dalla “casta” politica esistente che si ricicla.

    reza

  13. fmdacenter says:

    avevo scritto un prolisso commento molto critico verso questo post, cancellato dal Sistema.

    invece uso questo per dire che grazie a p. ora so quanto ho perso per colpa della mia prof di Latino. comunista, peraltro.

    Francesco

  14. Aragonbiz says:

    Mi pare una delle analisi più lucide che ho letto finora. Cioè, è quello che avrei voluto scrivere sul tema e non sono riuscito a fare.

    Perchè sono prima di tutto disgustato dal grillismo, talmente tanto da non sopportare più Grillo in toto.

  15. RitvanShehi says:

    >Sinceramente non saprei immaginarmi Croce, Einaudi, Togliatti, sforza o De Gasperi, che fanno a gara per , prendere posizione, rispondre o dialogare con Beppe Grillo. reza< Sforza….Sforza…chi era costui? Ritvan A 4 Zampe:-)

  16. Grillo può dire cose anche sacrosante su ecologia o sull’inutilità della casta politica, ma poi con queste uscite su rom rumeni e idiozie simile si allinea ai peggiori politici.

    Il problema è che cerca di adeguarsi ai sentimenti del suo pubblico (una volta si sarebbe detto base). E dato che il pubblico è razzista e intollerante, questo si riflette inevitabimente nel leader.

    Tra poco ce lo troveremo insieme a Di Pietro a sparlare di sicurezza e di lotta al degrado.

    D’altra parte, da uno che prima spaccava i computer per poi fondare un movimento populista basato su un blog, che ci si poteva aspettare?

    Lorenzo

  17. falecius says:

    Carlo (mi pare) Sforza, democristiano, fu ministro degli Esteri di de Gasperi.

  18. RitvanShehi says:

    >Carlo (mi pare) Sforza, democristiano, fu ministro degli Esteri di de Gasperi. falecius< Ah, mbè, allora Reza deve averlo conosciuto personalmente durante qualche suo (di Sforza) viaggio in Iran:-).
    Ciao

    Ritvan (siempre a 4 zampe:-) )

  19. utente anonimo says:

    Io sono sempre più convinto che – malgrado che il neonazifascimso ci abbia “imprigionato” momentaneamente in un confuso vociare(ma si può dire?) che ha preso il posto alla riflessione, al confronto, alle proposte e, soprattutto al tentativo ( pur sempre imperfetto perché siamo tutti “immaturi”) comunque irrinunciabile, che possa raccogliere la politica con l’intresse generale,sia a livello nazionale che a livello internazionale, il declino non è inevitabile.

    Nemmeno ora, con il petrolio a 90 dollari al barile , mentre sembra che le bacchette magiche siano sparite e mentre un mondo senza petrolio minaccia le nostre possibilità di accedere addirittura agli alimenti(i dati: il 17% della energia consumata nel mondo si utilizza nella produzione, distribuzione e somministrazione di prodotti agricoli. Questa percentuale si divide nella seguente maniera: 4% per la produzione; 5% nel processo, 8% nel trasporto e distribuzione dalla azienda agricola fino al supermercato) sto perdendo la speranza.

    Ieri sera mio figlio, per una verifica di storia(III° media)mi chiedeva spiegazioni sui fatti storici che assegnano ad ogni civiltà che abbia toccato l’apice della propria evoluzione, fasi successive che sono indicate dalla decandenza e dal declino.

    Mi chiedeva se questo è un determinismo storico, gli risposi di no, non ora e in questa fase storica , perché mai come ora l’uomo ha raggiunte la capacità di comprendere l’essenza riformatrice della propria vita, pubblica e privata.

    Non so, magari il buon senso riuscirà a prevalere, recuperando il tempo sprecato dietro alla bolla di sapone di liberismo, che sta mattina un signore(non ricordo il nome) cercava di far passare come “una cosa della sinistra” (Rai 3 caffe ore 07.20) ma comunque, che mi costa di essere ottimista;-))

    Scherzo naturalmente, io ho fede in Dio Unico di cui rappresentanza per l’Intelletto Universale , l’uomo, supererà (come ha sempre fatto) anche questo ostacolo.

    Ho fede particolarmente nell’Anima Universale che è rappresentata dalla figura femminile dell’umanità.

    Serve quindi un impegno comune a tutti gli uomini a riformarsi quindi, se i “calci nel sedere” di Grillo possono servire a svegliare qualcuno, e al sfaticata politica a riformarsi, perché no, io lo interpreto come uno stimolo al concorso delle forze vive della società che sta gridando alla salvaguardia e al recupero di quel valore che è l’interesse generale.

    reza

    reza

  20. utente anonimo says:

    Lorenzo #16

    D’accordissimo sulla prima parte_

    Ma sulla frase

    Tra poco ce lo troveremo insieme a Di Pietro a sparlare di sicurezza e di lotta al degrado.

    farei un appunto_

    Non credo che sia “populismo” o “antipolitica”, se nel momento in cui i cittadini, qualcosa di diverso anche da quello che un tempo si chiamava “popolo”, hano una percezione di insicurezza e chiedono più sicurezza, rispondere a quella richiesta, e magari, magari porca troia, farlo anche in modo efficace, come chissà perché riescono a fare paesi fatti di Homini Sapientes proprio uguali uguali a noi_

    Il problema si pone da quel punrto in poi, casomai_ Cioè, le responsabilità e i giudizi concreti sull’operato della politica si possono cominciare a dare quando agiscono, e si danno sui metodi che adottano per rispondere alle esigenze_ Per fare c’è un’infinità di modi – ed è lì che uno si mostra per quello che è, ed è solo lì che può intervenire il giudizio_ Credo io_

    L.M.

  21. utente anonimo says:

    OK OK – da l mio commento precedente togliete un “se” di troppo_

    Prima volevo scrivere

    “se nel momento… si risponde”

    poi volevo scrivere

    “nel momento… rispondere”

    e li ho incasinati_

    L.M.

  22. utente anonimo says:

    A proposito di timbri

    sul blog di Grillo

    http://www.beppegrillo.it/

    La legge Levi-Prodi e la fine della Rete

  23. RitvanShehi says:

    Io – magari c’ho i pregiudizi, eh!:-) – trovo profonde differenze di stile, sintassi ed ortografia fra la maggior parte del #12 e il# 19.

    Non vorrei che il solito fake ci stesse riprovando a rubare le identità:-)

    Ritvan (siempre a 4 zampe:-) )

  24. rezarez says:

    vorrei cercare di seguire i miei ragionamenti del #12 e del #19.

    Allora Miguel, Tu hai elencato un serie di cose che giustamente i cittadini chiederebbero all’amministratore della politica(statale o comunale che sia) prima di arrivare al discorso sui zingari.

    Io chiedo però che se un sindaco prende iniziativa di allontanare i lavavetri dai semafori, i venditori dei merci contraffatti dalle strade e dai marciapiedi dei contri storici, fermando anche la mano dei graffitari e toglinedo le prostitute dalle strade della città, in questo preciso momento della vita di tutti noi e in questo paese, la sua iniziativa e di “senso comune” o no ?

  25. fmdacenter says:

    X LM

    Homines Sapientes, credo.

    Di certo homini dovrebbe essere il genitivo singolare.

    Francesco

  26. mariak says:

    Ringrazio il post per l’occasione che m’ha dato d’un piccolo ripasso d’un vecchio esame universitario.p

    maria

    accidenti che bel commento, io, innvece, ringrazio te , come già altri, e spero in molti di questi ripassi. So così poco.

  27. PinoMamet says:

    Francè!!

    Homo è della terza, mi sa, il genitivo singolare è hominis, homini è il dativo.

    E nun me cascà sull’omo!!

  28. controlL says:

    Ringrazio chi mi ringrazia, ma era tardi e qualche cosa m’è sfuggita. La frase di seneca, chi volesse trovarla, è nel “de vita beata”. Condivido con miguel l’assunto principale, grillo, che pure qualcosa ha smosso, rischia di fermarsi alle singole persone, come il “grillino” petroniano, ma rischia di perdere di vista il sistema. L’uomo qualunque invece era un movimento interessante, e ha anticipato certe idiosincrasie verso lo stato e i partiti, direi con più acume di quanto facciano certo antistatalisti e antipartitocratici venuti cinquant’anni dopo.p

  29. fmdacenter says:

    x LM

    ma tu Homini lo hai usato come nominativo plurale!

    cascammo entrambi, mi sa.

  30. RitvanShehi says:

    >Io chiedo però che se un sindaco prende iniziativa di allontanare i lavavetri dai semafori, i venditori dei merci contraffatti dalle strade e dai marciapiedi dei contri storici, fermando anche la mano dei graffitari e toglinedo le prostitute dalle strade della città, in questo preciso momento della vita di tutti noi e in questo paese, la sua iniziativa e di “senso comune” o no ?< rezarez(finalmente loggato: ecché ce voleva!) Di senso comune senz’altro. Ma non di senso comun…ista:-).
    Mentre da consumato vicemiguel:-) ti faccio l’ormai nota domanda: allontanarli, ma per mandarli dove?

  31. utente anonimo says:

    WOW – da dove avrò mai beccato questa fantasia che ‘homo’ facesse ‘homini’ al plurale, se non dal vernacolo toscano e/o dalla fretta e/o dalla vecchiaia???

    poi pensate un po’ che demenza – sapient -es – homin -i – pas mal, n’est-ce pas??

    un vero tocco alla McEnroe_

    L.M.

  32. utente anonimo says:

    Sì,va bene.

    Il popolaccio urla e strepita ma non morde.

    Non è detto però che continui così ,qualcuno dalle mie parti si sta già organizzando in questo senso.

    E quando succederà qualcosa di brutto lo chiamerete ancora popolaccio ,con quella tipica modestia intellettual/ideologica che vi contraddistingue, o griderete al lupo ?

    Quella che disprezzate è gente che lavora,persone che posson sopportare precarietà e impoverimento,anche perchè dovendo lavorare,loro,han poco tempo di pensare alla politica, ma proprio per questo non più disposte a tollerare furti,rapine,aggressioni e violenze,non solo provenienti dagl’immigrati ,ma anche dai nostri bulli e teppisti.

    E se finora hanno avuto paura di reagire alla violenza con la violenza è perchè hanno famiglia,casa e lavoro,cioè qualcosa da perdere,e,forse sopratutto,perchè sanno che con loro ,la cosidetta giustizia andrà giù pesantissima,incitata in questo dai soliti buonisti che,al grido di”razzisti,giustizieri” esigeranno pene severissime per loro,allo stesso modo in cui invocano clemenza per i veri delinquenti.

    E ancora,il popolaccio,per quel che ho capito, tollera l’immigrazione regolare(a spaventarlo,semmai, sono i numeri )ma non quella clandestina che è una fabbrica di delinquenza.

    Quanto ai rom, preferisco non parlarne più.

    Franz

  33. utente anonimo says:

    Martinez mi piacerebbe sapere cosa ne pensi del disegno di legge levi-prodi e se la cosa ti preoccupa.

    tz

  34. kelebek says:

    Per Tz n. 33

    A leggere i media (e anche il blog di Beppe Grillo) sembra estremamente preoccupante.

    Prima di dire qualcosa fuori dai commenti, mi piacerebbe però sentire le riflessioni anche degli altri.

    Una cosa che non mi è chiara è:

    1) riguarda piattaforme italiane?

    2) riguarda cittadini italiani che hanno un blog, a prescindere dalla piattaforma?

    3) riguarda chiunque risieda o si trovi casualmente in Italia?

    4) riguarda qualunque cosa sia scritta in italiano?

    5) Se oKa90 apre un blog in italiano su Blogspot, la magistratura italiana chiederà a Blogspot di comunicare il nome e cognome della bloggarola, per scoprire magari che è una ticinese?

    Miguel Martinez

  35. Franz #32,

    chi invocasse “pene severissime” contro i “giustizieri” avrebbe davvero le idee parecchio confuse.

    Però a uno possono anche stare sul cazzo, suppongo.

    Erika (ovvero persona che non lavora e campa di rendita ma non ha una casa da perdere né una famiglia e quindi ama i furti e le aggressioni)

  36. utente anonimo says:

    Martinez

    il problema è mal posto

    un conto è la libertà di espressione un altro è la libertà di commettere reati a mezzo internet considerando quest’ultima una zona franca dove tutto sia lecito

    Anche perchè si dovrebbe rivoltare il discorso : perchè non scrivere sui giornali le stesse cose che siamo liberi di scrivere via internet?

    La risposta è drammaticamente semplice se non banale: la libertà di pensiero e parola finisce dove inizia la libertà di altri di non essere vilipesi, diffamati, calunniati o, meglio ancora

    finisce dove inizia l’istigazione all’odio, al razzismo, alla violenza

    Martin Mystere

  37. Martin #36,

    perchè non scrivere sui giornali le stesse cose che siamo liberi di scrivere via internet?

    Perché per pubblicare giornali ci vuole a. quantomeno il benestare di qualche interesse politico-economico e b. una serie di aziende a cui vendere bacini di lettori?

    (mi candido anch’io al Premio Banalità)

    Comunque la “libertà di non essere vilipesi” fa ridere.

    A parte che personalmente non la rivendico affatto, neanche nei confronti del mio vicino, quelli che vengono “vilipesi” nei blog sono, tendenzialmente, non semplici “altri”, bensì persone che hanno su di noi tutto il margine di potere arbitrario che il sistema economico concede loro, più quello condizionato che s’incarna nel sistema stesso, mentre noi non ne abbiamo nessuno.

    “Dove si stabiliscono confini, l’avversario non viene semplicemente distrutto; anzi, anche se il vincitore dispone della massima superiorità, gli vengono riconosciuti certi diritti. E cioè, in modo demonicamente ambiguo, pari diritti: è la stessa linea che non deve essere superata dai due contraenti. Dove appare, nella sua forma più temibile e originaria, la stessa mitica ambiguità delle leggi che non possono essere ‘trasgredite’, e di cui Anatole France dice satiricamente che vietano del pari ai ricchi e ai poveri di pernottare sotto i ponti.”

    (Walter Benjamin, Per la critica della violenza)

    Erika, in vena di citazioni

  38. utente anonimo says:

    Insomma piccola cellula, facci capire

    siccome tizio è un grande e potente politico e tu (pleonastico) una caccoletta senza mezzi, ti ritieni libero/a di poterlo diffamare utilizzando un mezzo a costozero ma con ampissima diffusività?

    MM

  39. utente anonimo says:

    Io credo che stiamo vivendo una fase di ripensamento della democrazia, o almeno di alcuni suoi aspetti, ma non so se esiste la possibilità che ciò ci possa portare verso un nuovo “assolutismo”, ma senza dubbio, l’origine della crisi è politica, i suoi riflessi però riguardano direttamente i cittadini individualmente in quanto attengono alla loro sicurezza unitamente ai loro interessi e ai loro diritti e tutto ciò si ripercuote sull’ordinamento e su ciascuno dei soggetti giuridici-stato.

    Sembra che per colpa di “troppa” democrazia, la statualità soffra dei “mali” ormai macroscopici che si manifestano in un duplice senso:

    Il primo, quella della sua insufficienza a garantire il cittadino la sicurezza, o in un certo senso, che non vengano violati i suoi fondati interessi e diritti, ed il secondo, anche se può apparire del tutto contraddittorio, quella dell’esercizio della sovranità medesima dello stato.

    Certamente la natura di tutto questo si rivela , talvolta, legittima, ma tal’altra, assai gravemente viziata da uno scopo di “prevaricazione”, del desiderio di raggiungere eccessivi ed ingiustificati vantaggi, da una finalità intesa, e sia pure implicitamente, a rinneggare i diritti sociali della persona umana e del’individuo singolo.

    reza

    Bisogna vedere se veramente qualcosa si sia venuto veificando, che esiga una più consapevole valutazione e che queste valutazioni suggeriscano(come si vede dal testo della legge proposta) taluni ben delineati interventi che il legislatore statbilisce al fine di “stabilire” o “ristabilire”

    la sovranità statuale in questo campo.

  40. Martin #38,

    1. dipende cosa intendi. Io riprendevo il tuo “vilipendere”. Non direi mai cose come “Walter Veltroni stupra fanciulle e le fa a pezzetti”, se la cosa non fosse dimostrata.

    Ma non vedo perché non possa dire qualcosa come “Walter Veltroni è un uomo di merda parte di un sistema di merda e portatore di un’ideologia di merda”.

    2. La differenza tra me e Veltroni non è numerica (lui primo della classe, io ultima). E’ una differenza qualitativa. Non nel senso che io sono più figa di lui. Nel senso che lui fa parte della schiera dei vincitori, io di quella degli scarti umani del sistema – per accidente geografico corruttibile anziché bombardabile.

    Il divieto di condannare più o meno velleitariamente il sistema stesso, usando tale parametro per giudicare coloro che ne sono i perni, non è semplicemente antidemocratico (poco me ne cale della democrazia): piuttosto equivale ad una sorta di reato di bestemmia.

    Ma niente è Dio, a parte Dio.

    3. Se Veltroni andasse dicendo che sono una stronza, pazienza.

    Il fatto è che Veltroni non ne ha bisogno, come i ricchi non hanno bisogno di pernottare sotto i ponti.

    Erika

  41. Aggiungo che non dispongo di mezzi ad “ampissima diffusività”(?).

    E neanche di mezzi per controllare tutti i mezzi altrui.

    E.

  42. kelebek says:

    Per Martin Mystere n. 36

    No, il problema non è per niente mal posto.

    Io voglio istigare all’odio, al razzismo, alla violenza, vilipendere ecc. ecc.

    E voglio capire se dedicandomi a queste attività, rischierò in futuro più di quanto rischio adesso.

    Capisco che forse non hai le risposte, ma io ho posto domande molto specifiche.

    Miguel Martinez

  43. mariak says:

    Nel senso che lui fa parte della schiera dei vincitori, io di quella degli scarti umani del sistema – per accidente geografico corruttibile anziché bombardabile.

    maria

    cerchiamo di non estendere o banalizzare troppo troppo il concetto di “scarto umano”

    Voglio dire che non è tale chiunque non sia dotato di potere, ci vuole anche qualcosina di materiale eh, fame, malattia, persecuzione, mancanza di lavoro, mancanza di casa ecc. ecc., insomma vita di m. e nella m. letteralmente., come ci racconta Mike Davis, ma forse non ho inteso cosa tu volessi dire esattamente-

  44. Ritvanarium says:

    Kelebek, scusa il tuttomaiuscolo ma è doveroso :

    VOGLIONO FARCI CHIUDERE TUTTI I BLOG !!!

    DIFFONDERE OVUNQUE, NON (!!!) E’ UNO SCHERZO !!!

    DavidRitvanarium

    CLICK

  45. Ritvanarium says:

    Kelebek, scusa il tuttomaiuscolo ma è doveroso :

    VOGLIONO FARCI CHIUDERE TUTTI I BLOG !!!

    DIFFONDERE OVUNQUE, NON (!!!) E’ UNO SCHERZO !!!

    DavidRitvanarium

    CLICK

  46. Maria #43,

    hai ragione, mi sono espressa male.

    Intendevo con ‘scarto’, piuttosto, chiunque non abbia alcun ruolo se non quello di merce, e che quindi se non è scarto è comunque scartabile.

    E.

  47. Ritvanarium says:

    VOGLIONO FARCI CHIUDERE TUTTI I BLOG !!!

    DIFFONDERE OVUNQUE, NON (!!!) E’ UNO SCHERZO !!!

    Signori e signore, vi chiedo gentilmente di far girare questo pezzo con un bel NO grosso come una casa: ci vogliono mettere in condizione di chiudere i blog: che ne dite?

    Attenzione, importante una legge che blocca i blog!!

    Ricardo Franco Levi,braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.

    La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.

    I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.

    L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.

    Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?

    La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.

    Il 99% chiuderebbe.

    Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.

    Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.

    Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.

    Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.

    Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.

    Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it

    Questo testo l’ho copiato dal blog di Beppe Grillo: http://www.beppegrillo.it/

    Per chi volesse firmare la petizione contro questa legge assurda:

    http://www.petitiononline.com/noDDL/petition.html

    Segnalato e copiato da ArcHantAlarch .

    NON TOCCATECI I BLOGS!!

    Ritvanarium

    VOGLIONO FARCI CHIUDERE TUTTI I BLOG !!!

    DIFFONDERE OVUNQUE, NON (!!!) E’ UNO SCHERZO !!!

  48. purtroppo grillo ha un poco esagerato negli ultimi post…

    prima contro i rumeni si, poi per parlare della violenze contro le donne ha linkato 3 notizie di violenze…tutte commesse da extracomunitari guarda un po’….

    dico, non c’era un italico tra la cronaca? no, grillo ha proprio esagerato per me….

    penso a tutte quelle persone confuse che dopo aver sentito o letto grillo, si sia sentita più sicura….

    a presto

    orso

  49. utente anonimo says:

    Domande e risposte

    1) riguarda piattaforme italiane?

    Si e no. la legge penale vale sul territorio nazionale. In primo luogo interne in che territorio si trova? dove è il server? dove si legge? dove si scrive?

    Se l server è in america ma io leggo in italia e francesco scrive in francia?

    Alcune leggi, però, puniscono determinati comportamenti anche al di fuori del territorio nazionale : turismo sessuale, ad esempio.

    2) riguarda cittadini italiani che hanno un blog, a prescindere dalla piattaforma?

    come sopra. Probabilmente riguarda dove è posta in essere l’azione: da dove scrivi? chi ti legge? se il blog è poggiato su un server estero, allora basterà oscurare quel server in italia…

    3) riguarda chiunque risieda o si trovi casualmente in Italia?

    la legge italiana riguarda non i cittadini ma chi si trova sul territorio. Se sei francese ed ammazzi un francese qui in italia, risponderai a tribunali italiani.

    4) riguarda qualunque cosa sia scritta in italiano?

    mah… sarebbe illogico ed assurdo

    5) Se oKa90 apre un blog in italiano su Blogspot, la magistratura italiana chiederà a Blogspot di comunicare il nome e cognome della bloggarola, per scoprire magari che è una ticinese?

    chissà!

    MM

  50. utente anonimo says:

    Aggiungo che non dispongo di mezzi ad “ampissima diffusività”(?).

    E neanche di mezzi per controllare tutti i mezzi altrui. E.

    Però devi ammettere che hai una “ricca” dialettica con cui potresti, eventualmente, esercitare una forma di potere, contraria, ad esempio, a quella di Uoltèr o… uguale!…

    Ciao Sardina

  51. RitvanShehi says:

    >La risposta è drammaticamente semplice se non banale: la libertà di pensiero e parola finisce dove inizia la libertà di altri di non essere vilipesi, diffamati, calunniati o, meglio ancora

    finisce dove inizia l’istigazione all’odio, al razzismo, alla violenza Martin Mystere< Ovvero un Luminoso Esempio di come “predicare bene e razzolare male”.

  52. utente anonimo says:

    blog chiui?

    Ci mancava pure il troll cinese!…

    Sardina

  53. utente anonimo says:

    Non sono andata a vedere cosa dice il blog di Grillo e neanche il disegno di legge.

    Rilevo però, da quanto leggo qui, che Grillo, e i suoi collaboratori, sarebbero sempre molto attenti a quel che succede, molto più degli altri. E che quindi si meriterebbe il suo successo. E’ stato sempre lungimirante.

    Quanto alla responsabilità del blogger, segnalo questo precedente : il Tribunale di Aosta , con sentenza n. 553 del 2006, ha affermato che il titolare di un blog è assimilabile a un direttore responsabile in quanto ” soggetto che ne aveva la disponibilità in gestione”. E può quindi essere condannato per diffamazione.

    Aurora.

  54. utente anonimo says:

    ops..

    il commento precedente (gulp) è di biric

  55. utente anonimo says:

    Questa sui blog tassati mi sembra l’ennesima isteria della quale parlamentari incapaci, media approssimativi e internauti esaltati sono più o meno equiresponsabili.

    Sono pronto a scommettere una cena che finirà tutto nel nulla, come tutto il cancan sulla Terrificante Legge Urbani.

    Però vi avviso: il mio appetito è notoriamente vorace :-)

    Z.

  56. RitvanShehi says:

    >Signori e signore,<
    Bieko maschilista!:-)

    >vi chiedo gentilmente di far girare questo pezzo con un bel NO grosso come una casa: ci vogliono mettere in condizione di chiudere i blog: che ne dite? Attenzione, importante una legge che blocca i blog!!<
    Esagerato!:-)

    >Ricardo Franco Levi,braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.<
    E’ una tentazione che ha ogni potere.

    >La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni,<
    E fin qui non ci vedrei nulla di male.

    >produrre dei certificati,<
    Mah, magari basterà un’autocertificazione.

    >pagare un bollo,<
    Sempre il solito sistema per estorcere denaro. Però, se si continua a pagare sui carburanti una tassa per la guerra in Abissinia, perché non il “bollo blog”?:-)

    >anche se fa informazione senza fini di lucro.<
    Ma neanche l’auto a moltissima gente non serve a fini di lucro (anzi, essi risparmierebbero un sacco di soldi a usare, invece, i mezzi pubblici) però il bollo auto esiste. Il lucro non c’entra, questi sono gli equivalenti dei balzelli feudali sul sale, sul macinato ecc.

    >I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.<
    Appunto. E tu pretendi che Prodi, Padoa Schioppa, Visco e compagnia balzellante si lascino scappare una tale pacchia?

    >L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.

    Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?<
    Mah, credo che dipenda dall’entità del bollo. Quanto sarebbe, in soldoni?

    >La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.<
    Qui, invece, scivoliamo sul terreno di Becket e Jonesko:-).

    Però, io qui ci vedrei anche lo zampino della potente lobby dei giornalisti (non a caso Mastella-mi pare-minaccia un giorno sì e l’altro pure di scrivere un libro su “La Casta” dei giornalisti). I quali tengono famiglia e giustamente:-) vorrebbero trovare nuovi sbocchi ai loro pargoletti, in un “mercato” già supersaturo.

    >Il 99% chiuderebbe.<
    Sono d’accordo. Ma la mazzata che li costringerebbe a chiudere non sarebbe la registrazione o il bollo, bensì l’imposizione di pagare un giornalista professionista. Io non credo che questa delirante clausola passerà in Parlamento. Almeno lo spero, per il bene della sanità mentale dei parlamentari.

    >Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.<
    Un altro delirio. Invece, sarebbe auspicabile – a mio immodesto avviso – che CHIUNQUE scriva su un blog (ANCHE commenti!) fosse obbligato a REGISTRARSI, con tanto di dati anagrafici, presso il gestore della piattaforma del blog o altro pubblico registro, dietro presentazione di un valido documento d’identità. Così ai troglioni resterebbe, per sfogare le loro frustrazioni deliranti da topi di fogna, solo l’ambiente adatto a tale scopo: i muri dei cessi pubblici.

    >Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento.<
    Mi sembra lapalissiano, trattandosi, appunto, di un disegno di legge.

    Però, credo che molti parlamentari (se non tutti) abbiano un blog. E non credo che l’ipotesi di sborsar quattrini per pagare un giornalista sarà di loro gradimento. Abbiamo, dunque, fiducia nella saggezza dei parlamentari!:-)

    >Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”. Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili. <
    Eh, evidentemente Ponzio Pilato ha fatto scuola!:-)

    >Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.<
    Questo mi pare che si sia già stato detto sopra:-)

    >Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.<
    Eh, se fosse così semplice i bloggers cubani, cinesi, iraniani e quant’altro sarebbero molto felici. Molto probabilmente, la legge – o gli atti successivi da essa derivati -saranno debitamente corredati di minuziose indicazione sull’Organismo Democratico, nonché Antifascista preposto alla cancellazione ipso facto dei blog “eretici”, nonché all’assunzione delle debite misure nei confronti del tenutario, misure tali da fargli passare per sempre la voglia di disubbidire alle Leggi Democratiche Antifasciste e Fondate Sulla Resistenza emanate dal Molto Onorevole Governo Prodi.

    >Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it<
    Eh, purtroppo non c’ho l’anonimizzatore e mi potrebbe rintracciare, sapete, c’ho il permesso di soggiorno in scadenza:-)…meglio di no:-)

    E comunque non servirebbe a un cazzo.

    >Questo testo l’ho copiato dal blog di Beppe Grillo: http://www.beppegrillo.it/

    Per chi volesse firmare la petizione contro questa legge assurda:

    http://www.petitiononline.com/noDDL/petition.html. DavidRitvanarium<
    Ah, sì, la petizione sì, quella la firmo subito, caro Discepolo. Se la petizione venisse firmata da milioni di persone, lo stupefaciente (nel senso tossicologico del termine:-) ) papiro verrebbe sepolto in un cassetto o, quanto meno, modificato in senso raziocinante.

    Ciao

  57. RitvanShehi says:

    >Quanto alla responsabilità del blogger, segnalo questo precedente : il Tribunale di Aosta , con sentenza n. 553 del 2006, ha affermato che il titolare di un blog è assimilabile a un direttore responsabile in quanto ” soggetto che ne aveva la disponibilità in gestione”. E può quindi essere condannato per diffamazione. Aurora.< Ah, buono a sapersi!
    Miguel, preparati che ti intento causa in quanto “soggetto che ne aveva la disponibilità in gestione” ed “assimilabile a un direttore responsabile” per responsabilità nelle reiterate cazzate troglionesche nei miei confronti.

    Così vivrò felice e nullafacente per il resto dei miei giorni coi soldi che ti manda il mullah Omar:-)

    Ciao e ci vediamo in Tribunale:-)

  58. RitvanShehi says:

    >Questa sui blog tassati mi sembra l’ennesima isteria della quale parlamentari incapaci, media approssimativi e internauti esaltati sono più o meno equiresponsabili. Z.< Mmmm…sotto quest’aspetto mai sottovalutare la determinazione di uno che ha la faccia di dichiarare urbi et orbi “le tasse sono bellissime”:-) >Sono pronto a scommettere una cena che finirà tutto nel nulla, come tutto il cancan sulla Terrificante Legge Urbani.<
    Accetto la scommessa. Però, siccome il Diavolo si nasconde nei particolari e tu sei un leguleio:-), precisiamo bene, dev’essere TUTTO, ma proprio TUTTO! Se passa anche UN SOLO PARAGRAFO del ddl, paghi tu, d’accordooooooo?!

    >Però vi avviso: il mio appetito è notoriamente vorace :-)<
    Pav condicio anche da pavte mia! (in compenso, sono molto movigevato nel beve).

    Ciao

  59. RitvanShehi says:

    >I tuoi ragionamenti AD MINCHIAM

    con un cosostros ed un nosostros, intermezzato da bieko, sono pure cagate sei un presntuoso che non vale un beneamato cazzo eppure ti dai della arie da superuomo.< Invidiosetto, eh, troglione? Ritvan
    P.S. Ma com’è che i tuoi deliziosi commenti nei miei confronti sono sempre due, uno appresso all’altro? Ah, già, dimenticavo, i coglioni vanno sempre rigorosamente in coppia.

    P.S.2 More solito, in culo a mammata, soreta e a li mejo mortacci tua!

  60. Ritvanarium says:

    X Ritvan,

    nella fretta non ho specificato, ma ci ha pensato ZanShin, che era un copia-incolla dal Blog della Signora (… ina ?) Eliandellepietre, qua su splinder ! [Interessante che tu l’ abbia scambiata per un maschilista]

    Sono basito in ogni caso dalla tua replica : tassare pure internet a me pare una roba da Socialismo Reale !!!

    Enver Hoxha sarebbe fiero di questo Politburo di un Governo Prodi II !!!

    by DavidRitvanaeium

  61. RitvanShehi says:

    #69 e 70.

    Confermo: i coglioni vanno sempre in coppia.

  62. Anonimo #58,

    Clemente chi? Amico tuo?

    Comunque quello che ho detto è che mai mi sognerei di invocare lo Stato che punisca te o altri per avermi “vilipeso” (lol).

    Questo non esclude affatto che io ti possa rispondere, mandandoti affanculo.

    Cosa che però farò quest’unica volta, almeno in questa sede, in rispetto al gestore del blog.

    Erika

  63. Ritvanarium says:

    Fonte Primaria sul paventato Flagello Dossettiano-Massonico :

    EilanDellePietre

  64. RitvanShehi says:

    >X Ritvan, nella fretta non ho specificato, ma ci ha pensato ZanShin, che era un copia-incolla dal Blog della Signora (… ina ?) Eliandellepietre, qua su splinder ! [Interessante che tu l’ abbia scambiata per un maschilista]DavidRitvanarium<
    Ah, beh, allora era una sorta di pav condicio. Ovviamente ritiro l’accusa di “bieko maschilismo”. Mi fa piacere che esiste una donna che si rivolge alla platea telematica con “signori e signore”.

    >Sono basito in ogni caso dalla tua replica : tassare pure internet a me pare una roba da Socialismo Reale !!!<
    Anche a me. Però, spero converrai con me che mantenere nel prezzo della benzina una tassa sulla guerra in Abissinia sia, invece, da “Fascismo Reale”. Pertanto, il tutto risulta solo un po’ di equilibrismo politico:-) :-).

    (dai, su, non hai capito il senso del mio discorso?)

    >Enver Hoxha sarebbe fiero di questo Politburo di un Governo Prodi II !!!<
    Non credo proprio. Enver Hoxha si vantava -e i miei amici comunisti lo ripetevano orgogliosamente come un mantra – che l’Albania era “L’unico Paese senza tasse di alcun genere”. Ovviamente, ai miei amici comunisti non passava neanche per l’anticamera del cervello l’idea che in un paese dove c’è un unico datore di lavoro, lo Stato, sarebbe stato da cretini (lo erano, ma non fino a questo punto:-) ) dare ai dipendenti dei soldi e poi chieder loro di compilare la dichiarazione dei redditi e pagare le tasse al…datore di lavoro. E altrettanto ovviamente io non ero così fesso da far loro questo ragionamento: la vita in un gulag non mi attirava molto:-).

    Ciao

  65. Ritvanarium says:

    Fonte Primaria sul paventato Flagello Dossettiano-Massonico :

    EilanDellePietre

  66. mariak says:

    Questo non esclude affatto che io ti possa rispondere, mandandoti affanculo.

    maria

    brava erika, mi associo

    ps.

    lo so, non si dovrebbe mettere il becco ma questi troll sono vigliaccamente esasperanti

  67. ZanShin says:

    Non saremo mai stati un popolo di santi, non saremo tutti un popolo di poeti … ma “navigatori” ;-) ultimamente lo siamo praticamente tutti (a parte gli umarell e le zdàure ovviamente) … Se (ma speriamo di no !) tutto corrisponde all’ anatema di Grillo circa una imminente tassa su internet e sui blog, dobbiamo forse dedurne che i nostri governanti hanno scelto l’ opzione del suicidio elettorale ?!

  68. controlL says:

    Credo che z abbia ragione nella sostanza. La legge non sarà/sarebbe (esilaranti le prese di distanza di pecoraro scanio e dipietro) così apocalittica. Ma la legge è davvero pessima. Dice levi che è intesa a creare il “libero mercato” e decide invece di quel mercato la definizione stessa di merce. Vabbe’, non solo i comunisti, ma pure i “liberisti” non sono più quelli del tempo di marx. Naturalmente la definizione e le controdefinizioni “esplicative” già hanno fatto sorgere interpretazioni contrastanti della legge. E ci sarà il solito “garante” che deciderà cos’è “prodotto editoriale”. Viene un po’ da ridere, vista l’inutilità dei garanti, a vedere insistere su queste figure “autorevoli”. Poi un po’ di balzelli, che chissà chi dovrà pagare (tutti i blog, solo alcuni, solo alcuni a giorni alterni o che altro? Si aspettano lumi dall’acume interpretativo italico), tanto per ricordare che loro sono i detentori del “mercato dei timbri”, e che l’acquisto in questo caso è coatto. Inoltre, compare anche per i blog che siano o fossero “prodotti editoriali” la figura del giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Croce e delizia già d’ogni rivista nata spontaneamente (noi ce la caviamo grazie a un simpatico giornalista di destra), verrà a crocideliziare anche i misteriosi blog dimostrati d’avere il potere magico di trasformarsi in detti “prodotti”. Infine, l’indeterminazione heisemberghiana della legge potrà essere selettivamente usata da qualche magistrato per avere più appigli legali nel rompere le scatole a questo o quel blog “troppo” qualunque cosa non gli garbi. Un bel pateracchio, che mostra il livello infimo, ma anche la protervia, di chi l’ha ideato.p

  69. fmdacenter says:

    dare del liberista ad un collaboratore di Prodi è un doppio insulto, in enrambe le direzioni.

  70. controlL says:

    S’è detto lui liberista. Non è colpa mia se adesso sono tutti per il libero mercato e fanno, come questa dicono, ogni legge in questa direzione. Prendo atto (sogghignando).p

  71. falecius says:

    “Questo non esclude affatto che io ti possa rispondere, mandandoti affanculo”

    Unisco il mio fanculo. E al prossimo che insulta Erika mi trasformo in Hulk e gli faccio un **** così.

  72. utente anonimo says:

    Fu proprio Grillo a dire “la democrazia esiste solamente in rete”, tò, detto e fatto, ai lor signori non è sfuggito l’incidenza di questa democrazia sulla politica(ma chi lo fa e come lo sta facendo !?!) e sul diritto che deve essere stabilito da loro, e non al contrario.

    Il “male” della democrazia(di cui Mr. Levi sarebbe il dottore curante) sembra proprio il suo esaurirsi in se medesimo unitamente al suo ricorrente e forzoso (Patriot Act made in USA) chinarsi dinanzi alla sovrapposizione degli interesi del neonazifascismo che vuole , a tutti i costi, “salvare” quel certo gruppo di stati che vengono nominati Occidente, dal “incompatibilità” ideologica degli “individui pericolosi(vedi Miguel Martines;-)) ) di qualsiasi razza, religione e nazione essi siano, con particolare accentuazione sui musulmani e suoi

    sostenitori dei palestinesi, iracheni, afghani o altri, che la Rete in gran parte difende, informando sul massacro al quale sono ora sottoposti , da Guantanamo a casa loro, nel loro letto , insieme ai loro donne e i loro bambini.

    Immaginate che questa legge venga messa in pratica da domani, quale sarà la sorte del’informazione corretta sulla guerra in atto contro i musulmani ?

    reza

  73. kelebek says:

    Allora…

    qualche opinione ancora incerta sulla questione.

    Ho l’impressione di qualcosa di estremamente raffazzonato; un tentativo da parte di persone che di internet non ci capiscono quasi nulla, di:

    1) affrontare un problema globale a livello locale (come fa il sindaco di Firenze, che cerca di controllare l’inquinamento in centro, mentre il comune è attraversato dall’autostrada principale d’Italia)

    2) punire Beppe Grillo.

    Teoricamente, credo che tutta la legge, anche se dovesse passare nella sua forma attuale, sarà quasi inapplicabile, perché non puoi trovare direttori responsabili per mezzo milione di blog, o quanti sono. Semplicemente, chiuderanno i server italiani.

    Poi, però, questa legge potrebbe cadere come un mattone in testa a qualcuno, come è successo con altre leggi nel caso di Ponte Felcino o dello sfratto di Dacia.

    Comunque, prima di dire qualcosa di più preciso, ci vorrei riflettere meglio.

    Miguel Martinez

  74. kelebek says:

    Comunque, detto questo, è ovvio che firmo e mi sembra giusto che si firmi:

    http://www.petitiononline.com/noDDL/petition.html

    Miguel Martinez

  75. kelebek says:

    La legge è demenziale per la natura non localizzabile di Internet, come ho già spiegato nelle domande che avevo posto.

    Fatta questa premessa, non avrei nulla contro una tassa, ovviamente di un importo ragionevole.

    Che so, cento euro l’anno, che tutti possono pagare, ma solo perché ci tengono davvero a esprimere qualcosa in rete.

    Discorso comunque del tutto teorico.

    Miguel Martinez

  76. utente anonimo says:

    Oplà, Gentiloni precisa – a scanso di equivoci – che nulla cambierà.

    Ritvan, che dire? mi devi una cena!

    e mo’ so’ cazzi tua :-)

    Z.

  77. upuaut says:

    Oh numi, Miguel, la tassa? Gia’ paghiamo, tutti, per accedere a internet. Credo inoltre che il diritto di esprimersi liberamente non debba essere sottoposto ad alcuna tassa, non perche’ non tutti potrebbero permettersela, ma per principio.

  78. mariak says:

    sulla questione tassa segnalo quanto scrive il gambescia

    mariA

    http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/

  79. controlL says:

    Non per dire, pur giudicando eccessivi gli allarmi apocalittici grilleschi, ma se non cambia nulla, perché intervenire con una nuova legge? Quella di gentiloni si aggiunge alle già tante interpretazioni di questo testo non ancora non dico approvato, ma discusso per l’approvazione. Il fatto stesso che da esso nascano tante interpretazioni significa che qualcosa è cambiato, e che neppure sappiamo bene cosa.p

  80. utente anonimo says:

    Non esiste via d’uscità, Mr.Levi ha compiuto la sua missione, art.2 comma 1 e 2 , art.5 , art.6 comma 1, art.7 comma 1 e 2………, obbligano TUTTI i bloghisti e proprietari e gestori di blog, vecchi, nuovi e futuri, a compilare la domanda di iscrizione e a rilasciare i dati anagrafici alle autorità di sicurezza.

    reza

  81. utente anonimo says:

    reza

    scusa un attimino

    Se tu sei convinto di scrivere cose vere, lecite e non integranti estremi di reato, perchè temi un simile provvedimento?

    Non è richiesto nulla per chi interviene in un blog, come noi oggi ma solo per chi lo gestisce affinchè controlli l’ammissiblità o meno di quanto avviene “in casa sua”

    Posso dirti di aver notato come Miguel martinez abbia più volte rimosso dati personali di amici e nemici, postati da altri (la responsabilità penale è personale)

    ma se non l’avesse fatto? che tutela avebbero avuto quelle persone?

    Libertà di pensiero e parola non significa impunità dai reati ed anche il libero esercizio di questi diritti incontra limiti necessari: non a caso la costituzione prevede ulteriori garanzie per i deputati/senatori proprio perche’ in virtu’ della loro specifica funzione…. non incontrino quei limiti

    Martin Mystere

  82. utente anonimo says:

    Martin, intanto non sono io lo “sconosciuto” ma tu, quindi chi da lezioni di rispetto per la legalità, deve applicarli in primo luogo su se stesso.

    Io firmo con il mio nome, se entro qui logato, entro da un blog con tot di dati anagrafici precisi rilasciati al gestore di splinder, dati che comprendono nome, cognome, indirizzo, l’età e altro ed il mio blog esiste dal 2003.

    Quindi, per favore ;-))

    Non ho capito poi da dove esce questo tuo “sommo” pensiero ritvanesco con cuo ti permetti a parlarmi da alto in basso, pregiudicando i motivi per cui sto partecipando a questa discussione, descrivendo un mio “timore” che, può anche esistere, ma non certamente perché io temi la legalità(come invece lo fai tu) ma per ben altri motivi, tra cui, la fine che aspetta alla libertà di pensiero e di espressione.

    Daidai, riprenditi e cerca di essere apposto con la legge, prima di parlare della legalità agli altri;-))

    reza

  83. utente anonimo says:

    reza

    1) dai del ritvan a qualcun altri

    2) se volessi fare il ritvan della situazione, ti inviterei per prima cosa ad usare meglio i congiuntivi (temi-a)

    3) nessuna legge mi obbliga a dichiarare i miei estremi personali quando scrivo, al momento. Quando ci sarà, mi adeguerò! pertanto il tuo invito a rispettare la legge è davvero risibile e dimostra che parli i leggi non sapendo neppure cosa siano

    4) il fatto che tu abbia un account splinder non significa affatto che le generalità fornite siano vere. Tu lo dici ed io ne prendo atto.

    5) il fatto che io sia “anonimo” bìnon implica affatto una mia impunità per eventuali frasi o comportamenti integranti estremi di reato.

    Il mio post precedente era volto semplicemente a spiegarti la ratio di una legge, peraltro ancora non esistente

    cercherò di spiegartela con paroline semplici: purtroppo non ho slogan come i tuoi

    a) le legge penale – e la nostra costituzione sancisce che la responsabilità penale è personale

    b) solo in casi tassativi si deroga a tale principio e si può essere responsabili per fatto altrui. Ad esempio l’art.57 del codice penale ed il o rinvio alla legge sull’editoria e stampa

    c) poichè, in base al principio di tassatività la nozione di sampa non era applicabile ad internet negli anni 2000/2001 è stata riformata la normativa sulla stampa, comprendendovi internet: per “stampa”, quindi, la legge penale fa riferimento al corrispondente istituto civile/amministrativo, definito appnto con la normativa in questione

    d) coronamento di questa evoluzione normativa è appunto l’inquadramento del titolare di un blog al responsabile di un giornale

    Purtroppo non ho un abecedario sottomano per spiegartelo meglio

    Martin Mystere

  84. utente anonimo says:

    In ordine alla libertà di pensiero o di espressione

    nessuno limiterà questa libertà ma come ogni diritto deve essere regolamentato. Tutti i diritti per essere lecitamente azionati devono rispondere a determinati criteri e tutti i diritti incontrano limiti naturali.

    Tu reza non hai, come non lo ha nessuno, il diritto di scrivere via internet quanto sarebbe vietato scrivere su un quotidiano. mettitelo in testa.

  85. utente anonimo says:

    p.,

    – Non per dire, pur giudicando eccessivi gli allarmi apocalittici grilleschi, ma se non cambia nulla, perché intervenire con una nuova legge? —

    Incapacità, cialtroneria, pressapochismo? :-) Di certo, come dimostra la vicenda della legge Urbani, non mancano certo precedenti anche molto recenti.

    Non pretendo di convincere nessuno, naturalmente. Capisco che sia sempre affascinante sognare l’Apocalisse ;-)

    Z.

  86. utente anonimo says:

    Dimenticavo. Questo è uno dei peggiori lasciti di Tangentopoli, secondo me: una classe politica dilettante e approssimitiva. Abbiamo cacciato i politici per professione? ecco, ora ci toccano i politici per cazzeggio.

    Non a caso il nostro parlamento è il più “giovane” d’Europa (oltre sette parlamentari su dieci sono alla prima o alla seconda legislatura).

    E si vede.

    Z.

  87. utente anonimo says:

    Insisto nel non andare ad informarmi su questa proposta di legge : i disegni di legge mi hanno stufata, basta pensare a quanto rumore per nulla hanno fatto sui PACS. Se e quando l’ approveranno, leggerò il testo definitivo.

    Ma anche quando sarà approvata, come anticipa p, ci sarà il guazzabuglio delle diverse interpretazioni, dovuto, come ha ribadito Z, al fatto che il legislatore è troppo spesso ambiguo, impreciso, lacunoso, frammentario.

    Quanto alla responsabilità attuale del gestore del blog, io ho citato una sentenza del Tribunale di Aosta.

    Però, che io sappia, attualmente la questione dell’ equiparabilità del blogger a un direttore responsabile non è affatto certa : ci sono due scuole di pensiero e, appunto, si segnalava un vuoto legislativo.

    Quanto alla libertà d’espressione, io sarei per il divieto assoluto : la “turba” è volubile, smemorata, ieri acclamava i discorsi di uno, l’altroieri applaudiva chi diceva esattamente il contrario, non si poi accorge che uno stesso si contraddice a distanza di poco tempo. Essa stessa si contraddice : mentre si dichiara a gran voce bonariamente accogliente, di fatto rifiuta, ghettizza, non vuole ascoltare e vedere chi disturba il suo quieto vivere, soprattutto non è capace di ricordare, e quindi non è in grado di distinguere quello che in realtà è stato, è, sarà . Ridottisi i suoi componenti a semiciechi e semiudenti , dimentichi anche del recente passato , da cui avrebbero dovuto apprendere.

    Naturalmente io parlo perché non faccio parte della ” turba”, anzi, ora che ci penso bene, voglio fare la caposetta : stiano tutti zitti per i prossimi decenni , e ascoltino me e i miei prescelti, che insegniamo loro il buon vivere e convivere.

    I dissidenti al confino.

    Perché io non mi contento di fare parte della casta , voglio anche la setta ( aperta obbligatoriamente a tutti)

    Aurora.

  88. mariak says:

    Dimenticavo. Questo è uno dei peggiori lasciti di Tangentopoli, secondo me: una classe politica dilettante e approssimitiva. Abbiamo cacciato i politici per professione? ecco, ora ci toccano i politici per cazzeggio

    maria

    una volta mi arrivò il depliant di un aspirante consigliere comunale che si vantava di non aver mai fatto politica prima di allora , avendo sempre lavorato nella fabbrica di famiglia, era un cinquantenne o giù di lì,, io ovviamente lo cestinai subito e non per via della fabbrichetta:-))

    maria

  89. utente anonimo says:

    p,

    nel tuo 67) hai messo tra parentesi una frasetta interessante : il direttore della vostra rivista è “un simpatico giornalista di destra”.

    Non ne avete trovato uno di ” sinistra” ? Sono tutti antipatici ?

    Aurora.

  90. controlL says:

    Credo che la conoscenza abbastanza casuale con uno dei fondatori del gruppo e la sua gentile disponibilità ad accettare abbia portato a questa soluzione. In realtà per noi è uguale, un ambiente di sinistra ci è lo stesso totalmente estraneo. Rapporti fortuiti e l’apprezzamento d’un anticomunista per la figura di bordiga hanno spinto in questa direzione. È sempre un problema per piccole riviste, se non hai la fortuna d’avere un giornalista in casa, trovare un direttore responsabile. Le soluzioni sono le più strambe in questo strambo paese, mais on s’arrange.p

  91. mariak says:

    p. la tua rivista si trova anche on line? oppure nelle librerie e basta, comunque mi riscrivi il titolo per favore?

    Maria

  92. utente anonimo says:

    x Erika #62

    ti chiedo scusa e mi prendo il fanculo.

    Ciao

    biric

  93. controlL says:

    metti n+1 in un motore di ricerca. Ti verranno fuori due riviste. Una americana (non siamo noi, ma è interessante) l’altra italiana.p

  94. utente anonimo says:

    Martin Maritn, di nuovo non ci siamo, di legge ci vivo, ci lavoro la dove le leggi(anche se internazionali) li fabbrichiamo e non solo, dalle 08.30 del mattino alle 15.00 passano tra le mie mani le leggi dei paesi vari.

    Daidai, riprenditi e cerca di non pensare a niente che, rispetto a te, possa mancare a me, solamente perché esiste una differenza di appartenenza a nazioni diverse tra di noi.;-)))

    reza :-D

  95. utente anonimo says:

    Reza, se vivi di leggi, allora c’è da preoccuparsi per il tuo futuro

    Non è passando una fotocopia da un tavolino all’altro che si diviene legislatore o giurista

    A me basta quanto leggo nei tuoi post

    MM

  96. utente anonimo says:

    niente eh, vuoi essere sul tuo? vabbene, contento te;-))

    reza

  97. mariak says:

    grazie p

    trovato.

    Maria

  98. utente anonimo says:

    Gent.ssima Aurora, lo sto leggendo anche io, ma non ho notato il nome del direttore di cui parli, potresti dirmelo ?

    Credo sia importante conoscere questo nome!

    Grazie,

    reza

  99. utente anonimo says:

    Gent.mo Reza,

    non ho capito cosa stai ” leggendo anche tu “, ma temo tu abbia sbagliato interlocutore, sul direttore.

    Perché sarebbe importante il nome ?

    Se poi ci legge anche biric…no, no, nomi non ne faccio : muta sono.

    Aurora.

  100. utente anonimo says:

    Reza, scusami, nel cercare un tuo riscontro, mi rileggo e trovo il mio commento brusco rasente il maleducato.

    ” La Grazia è per tutti “, dice Francesco ( non sa proprio spiegarsi, a lui la parola serve poco ), e a me invece è venuta a mancare ogni grazia espressiva.

    Aurora.

    p.s. : quando il gioco si fa duro , i duri iniziano a giocare, e gli altri si mettono a ballare.

  101. utente anonimo says:

    Forse ho capito(o letto) male i vostri(P, Aurora, Mariak) commenti, mi riferivo comunque ad “n+1″, mi sembra di aver letto che tu parlavi di un direttore che sarebbe di “centrodestra”, ecco; siccome ci sono andato a vedere, ma non ho visto il nome del direttore(veramente neanche altri nome)mi chiedevo se tu me lo puoi dire.

    Gentilmente;-))

    Grazie,

    reza

  102. mariak says:

    reza,

    è p che parlava di direttore responsabile di centro destra mentre si discuteva di leggi , editoria e blogger.

    Poi p su richiesta mi ha indicato l’indirizzo on line della sua rivista , quella che hai trovato anche tu.

    ciao

    maria

  103. RitvanShehi says:

    >Oplà, Gentiloni precisa – a scanso di equivoci – che nulla cambierà.

    Ritvan, che dire? mi devi una cena!

    e mo’ so’ cazzi tua :-) Z.< Beh, allora il gentile Gentiloni usa dormire profondamente durante le riunioni del Consiglio dei Ministri:-).
    Francamente, caro Z., per potermi spillare la cena credo che serva un pochino di più della “parola di gentiluomo” del Gentiloni.

    Ciao

    Ritvan

  104. Reza #100,

    veramente neanche altri nome

    E’ difficile trovare nomi in una produzione (non-)bordighista :)

    Eri

  105. controlL says:

    Direttore responsabile: Diego Gabutti

    È l’unico nome che c’è, reza, essendo necessario metterlo per legge.p

  106. utente anonimo says:

    Grazie mille;-)))

    reza

  107. fmdacenter says:

    “E allora diciamocela chiaramente. Il problema non sono solo i capi. E’ pure l’umanità.”

    Annotazione interessante e, in linea di principio, condivisibile.

    Che fare?

    Francesco

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