Soffocando il capro espiatorio

Forse avete letto già l’appello che proviene da Colle Val d’Elsa, come se la situazione non fosse già abbastanza tremenda.

D’accordo con l’autore, ho tolto le proposte finali, che hanno bisogno di essere messe a punto meglio; e ve lo presento di nuovo qui sotto.

Non guardate solo il caso singolo.

Leggetelo attentamente, per cogliere il quadro generale, per vedere il mondo in questa goccia d’acqua, tra tante altre.

Prima di tutto, la scelta del capro espiatorio.

Anche il paranoico più paranoico dovrebbe capire che i barbuti non metteranno i loro Boeing 747 carichi di tritolo proprio dove fanno una moschea

E allora, è solo per una devastante manipolazione dell’immaginario che ci si accanisce contro il luogo in cui i lavoratori che mandano avanti questo paese possono per un momento respirare.

Notate l’incessante pressione, l’utilizzo di qualunque pretesto giuridico, e i meccanismi per cui leggi riguardanti l’immigrazone e il "terrorismo" (e quindi l’ossessione securitaria dei nostri tempi), nonché – in questo caso – le vessazioni di uno stato mediorientale – trasformano piccoli ostacoli in montagne e poi in catastrofi.

Miguel Martinez

===========

Su segnalazione degli oppositori (Lista Civica, Lega Nord, AN, FI) circa un mese fa la magistratura ha sequestrato l’immobile riguardo a presunte irregolarità nel piano interrato.

La data dell’udienza non è ancora stata notificata alle parti (non sanno neppure quando potranno esporre le proprie ragioni) mentre si parla di avviare l’istruttoria con l’ausilio di periti di ufficio per stabilire l’entità delle irregolarità.

L’immobile è ‘immobile’ alle pareti portanti, non ha il tetto (la cupola, per la precisione) e quindi inagibile .

Allo stesso tempo, mentre si (stra)parla di concessioni gratuite da parte del comune e della fondazione MPS, nel rispetto di una normativa regionale che impone l’occupazione di suolo demaniale a partire dalla primissima installazione, la comunità islamica si trova a dover pagare l’affitto al comune di 11.800 euro l’anno (undicimilaottocento/00 per 99 anni) con un retroattivo di due anni (data di inizio lavori).

11800 euro è l’affitto più alto mai concordato per un iniziativa del genere. Il calcolo è stato fatto sulla rendita catastale del terreno come se ci venissero costruite abitazioni.

La comunità islamica della valdelsa si trova in condizioni disperate. Ha raschiato il fondo del barile, fra donazioni spontanee e partecipazioni dirette degli amministratori, si sono rivolti agli stati arabi. Con gli accordi raggiunti a Dubai potrebbero arrivare tutti i fondi necessari, ma la Bossi-Fini impedisce la transazione.
per lo stesso motivo 50.000 euro sono bloccati ad Israele, insieme al presidente della comunità di Colle
, che per il progetto ha venduto casa e si è indebitato fino al collo.

La moschea/garage della comunità islamica della vicina Poggibonsi è intimata di sfratto . Da qui a breve andrà a pregare non si sa dove.. nessuno saprà più dove si raduneranno per pregare. All’ultima festa del Ramadam hanno pregato sulla scalinata della piscina locale.
Si, metà dentro il locale affittato per l’evento e metà fuori per le scale.

L’unica via di uscita sarebbe riuscire a completare la cupola per mettere in moto il sistema di autofinanziamento previsto.

Per la cupola servono 130 mila euro che non ci sono.

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34 Responses to Soffocando il capro espiatorio

  1. fmdacenter says:

    Quindi in realtà non è colpa dei cattivi politici di destra o dei giudici ma della megalomania di chi ha iniziato un’opera senza calcolare se aveva i mezzi per terminarla?

    Francesco

  2. falecius says:

    Dubai è negli Emirati Arabi Uniti, però.

  3. kelebek says:

    Per Falecius n. 2

    Hai ovviamente ragione, ho provveduto a correggere…

    Miguel Martinez

  4. kelebek says:

    Per Francesco n. 1

    1) Come puoi vedere, rileggendo con più attenzione il testo, i mezzi c’erano.

    2) Non giudico i giudici.

    3) Non credo che il sequestro (con tutte le conseguenze successive) sarebbe avvenuto, se la destra locale non si fosse impegnata ormai da anni in una campagna per impedire ai lavoratori musulmani di Colle di pregare.

    Si fosse trattato di un consorzio agrario (per citare De Andrè), nessuno si sarebbe messo lì a martellare i giudici perché si muovessero.

    Miguel Martinez

  5. utente anonimo says:

    Andate a pregare davanti alle sedi di AN, Lega Nord etc.

    Prima o poi si romperanno le palle e chiederanno loro di fare una moschea per levarsi i musulmani dai piedi.

    Manifestazione spontanea e pacifica tutti i venerdì.

    saluti

    Rubimasco

  6. Grazie Miguel, hai colto in pieno la situazione.

    Infatti sembra che le irregolarità che hanno portato al sequestro siano del tutto comuni in ogni struttura di nuova concezione. Nessuno, mi confermano ingegneri e architetti, rispetta al millimetro quello che sta sulla carta: costruendo ci si rende conto che il progetto deve essere variato, si procede e si regolarizza subito dopo. Se ogni variazione dovesse attendere l’approvazione definitiva nessun immobile che vedete in giro sarebbe completato. Per la moschea questo discorso non vale, sabbia e cemento viene passata al setaccio da 3/4 forze politiche e se un granello resta nella rete si bloccano i lavori e si chiamano gli artificieri. Ogni granello sono rate di mutuo da pagare a vuoto e muratori che prendono altri impegni.

    Ora, al di là del merito islamico o meno (non sono qui per fare la carità), questa condotta è talmente nauseante che NON può passare inosservata.

    Se non ci riesco con il mio partito, (che c’è, ma se c’è non si vede) mi accorderò con la comunità islamica, se a te sta bene ci troviamo a Firenze (che da qui è a un tiro di schioppo) e ci accordiamo per fare qualcosa di concreto.

    Fabio

  7. kelebek says:

    Per Rubimasco n. 5

    Sono totalmente d’accordo, sarebbe una bellissima idea.

    E qui troviamo tutti i limiti della comunità islamica: divisa, e terribilmente seriosa.

    Seriosa, sia per un’atavica educazione perbenista dei suoi esponenti, sia per la tendenza a cercare di dimostrarsi più rispettosi delle regole degli stessi italiani, sia per paura di venire cacciati dal paese al minimo passo falso.

    Per me, il merito dell’IADL sta proprio nell’aver cercato di rompere questi schemi.

    Ma non è facile e forse neppure possibile.

    Miguel Martinez

  8. kelebek says:

    Per i gentili sorveglianti,

    Fabio, nel dire “qualcosa di concreto”, intende concrete nel senso inglese del termine:

    “A strong hard building material composed of sand and gravel and cement and water.”

    Miguel Martinez

  9. utente anonimo says:

    Adesso dico una cosa ma non ho intenzione di provocare, voglio dire solo come dovrebbero essere le cose:

    1- per costruirci una moschea su un terreno quindi, un luogo dove il musulmano possa effettuare le 5 preghiere gionalieri, quel terreno e il materiale per costruire la moschea, devono provenire da fonti leciti, nel senso che su un terreno usurpato, e/o con problemi legali, non si può costruire una moschea .

    2- il sistema democratico italiano, la sua costituzione e le sue leggi, garantiscono libertà di culto.

    Dunque, a mio avviso, se un terreno appartiene al demanio pubblico, il suo proprietario “nominale” è lo stato, che rappresenta tutti quelli che vivono all’interno di tale stato quindi, l’uso di quel terreno torna ad essere lecito, secondo il riconoscimento legale alla libertà del culto e alla disponibilità dello stesso stato di fornire assistenza, la dove serve, affinché tale libertà sua garantita.

    reza

  10. scusate, non ho capito bene perché i soldi sono bloccati a dubai e in israele e non possono arrivare in italia

  11. kelebek says:

    Per Barbara,

    Credo che dovrebbe rispondere Fabio, che conosce meglio la situazione.

    Ipotizzo che ci siano dei problemi riguardanti importazione di soldi da paesi “problematici” da una parte.

    Dall’altra, andava forse precisato che l’imam di Colle Val d’Elsa è cittadino israeliano. Forse (ipotizzo, attendo precisazioni di Fabio) il governo israeliano gli ha bloccato i soldi della vendita della sua casa.

    Miguel Martinez

  12. da quello che ho capito il problema è sul trasferimento di capitali da quegli stati verso l’italia. Al momento non saprei dire con certezza se in virtù di leggi italiane o meno, certo è che nessuno si sogna di muovere un dito (so che sono state contattate le varie ambasciate) per favorire il trasferimento. La questione scotta tutti appena se ne parla.

    Sempre da quello che so io l’Imam ha venduto la casa di Poggibonsi, non quella israeliana. Anzi, ha spostato l’intera famiglia ad Israele e sta cercando di tornare con quello che ha raccolto li per il progetto.

    Però anche a me arrivano informazioni abbastanza frammentate, fra i musulmani che tendono a lavare i panni in casa propria e le pressioni politiche vista la delicatezza della questione, l’unica è prenderli da soli e capire al meglio cosa si può fare.

    Detto questo va messo in conto che non è così semplice entrare nel merito, la comunità islamica si sta arrampicando sugli specchi pur di non avere aiuti esterni, è abbastanza chiusa su se stessa. Questo ovviamente favorisce il clima di intolleranza degli avversari politici, ma vaglielo a spiegare.

    Di fatto si sta consumando un ingiustizia colossale sui diritti fondamentali spettanti a ciascun individuo, tutto per manovre politiche e strategie elettorali future (qui sono quasi tutti contro la moschea).

    Fabio

  13. utente #9

    Il terreno è più che lecito. Nel 2002 (mi pare) dal comune fu comunicata l’ubicazione ai cittadini residenti nelle vicinanze, con diritto di replica, e nessuno si oppose.

    Ora che è scoppiato il casino si difendono affermando “noi abbiamo sempre pensato che tanto non ce l’avrebbero fatta mai”

    beh, grazialcazzo, ora te la tieni.

    Invece no, fanno accanimento terapeutico su un moribondo, giusto perché secondo loro “non possono portare più a spasso i bambini nel parco”

    si sono accaniti con il comune, con noi, con gli islamici, sono impazziti.

    Questa caccia al negro deve finire.

    Se porteranno un boing 747 pieno di esplosivo almeno vedo dov’è che si dirige e me la do a gambe. Se non so nemmeno dove vanno a pregare può darsi che ne spuntino dal nulla una decina e non abbia neppure il tempo di bestemmiare il mio dio.

  14. mameranus says:

    per fabio (ma forse interessa anche miguel),

    ma perché la comunità musulmana è così restia agli aiuti esterni?

    ed è una particolarità di quella comunità o in generale delle comunità musulmane italiane?

    e sono restii a tutti gli aiuti esterni o spaventa la (possibile) strumentalizzazione politica? voglio dire, se l’aiuto non venisse dal PRC colle valdelsa ma mal sig. Fabio e dal sig. pincopallo, il rifiuto resterebbe tale?

    e infine, se sembrano non gradire aiuti esterni, perché aiutarli?

    bellissima comunque l’idea di rubimasco.

    roberto

  15. mameranus says:

    precisazione per Fabio:

    non vorrei essere frainteso quando chiedo “perché aiutarli?”

    lo trovo assolutamente ammirevole.

    solo che immagino questo dialogo:

    tizio “vuoi un aiuto?”

    caio “no grazie”

    tizio “scuro? guarda che lo faccio volentierie potrei sul serio aiutarti!”

    caio “no, veramente, me la sbrigo da solo”

    se io fossi tizio mi limiterei a dire “vabbé chiamami comunque se hai bisogno”

    roberto

  16. rubimasco says:

    “ma perché la comunità musulmana è così restia agli aiuti esterni?”

    è quello che recrimino anch’ io alla comunità islamica, ma non solo, nel mio piccolo io vedo che è una comunità chiusa in molti sensi e questo porta sospetti (leciti o illeciti che siano).

    In un’ Italia dove si fanno processioni sikh per le strade di Brescia, con tanto di barbutissimi e turbantatissimi sikh khalsa che aprono il corteo a lancia spiegata e che offrono cibo e benedizione a chiunque nel tempio non vedo il caso , sopratutto in questo momento, di chiudersi a riccio. Il farsi conoscere dalla gente faccia a faccia ha funzionato in passato e funziona tutt’ oggi. Intanto crea un clima di confidenza che appiana leggende metropolitane e sospetti vari da parte del comune cittadino e molto spesso crea anche un pò di complicità. In Italia si dovrebbe partire dal basso e invece si pretende sempre di prendere decisioni in alto e poi farle scendere come editti imperiali. In America questo potrebbe funzionare, in Italia ne dubito.

    In sostanza invece di farsi i fatti propri avrebbero dovuto offrire qualche kebab gratis, scusate la banalità:-)

    saluti

    Rubimasco

  17. per Roberto

    > “perché aiutarli?”

    Il punto non è sollevare i musulmani, ma affondare i razzisti.

    Sono indignato perché, pur sforzandomi di capire, non riesco a trovare una ragione che mi convinca sull’atteggiamento dei miei concittadini.

    “Che fai, mi stai aiutando?”

    “Si”

    “No guarda, grazie, facciamo da soli”

    “E chi se ne frega, tu devi finire la moschea al più presto”

    Se vuoi ti dico anche la mia personale opinione sul perché siano chiusi a riccio. Penso che sia nel DNA degli arabi, instaurare un filo diretto e privilegiato con altri fratelli musulmani, in special modo quando ci sono interessi in mezzo. Opinione che può essere anche sbagliata ma che tuttavia non mi da la licenza di giudicare. Facciano un po’ come più li aggrada, non sopporto che venga negata loro la propria identità, considerata lesiva se accostata alla nostra.

    E’ una questione di principio, non tollero convivere insieme a gente che quando apre bocca spara cazzate tipo

    “non ce l’ho contro i musulmani, ma la facciano di là dal mercatone, nei campi”

    “possono pregare dove vogliono, ma non sotto casa mia”

    Perché??? dico io, se mi dai una ragione oggettiva sono pronto a.. e invece picche, ogni volta il trito delle frasi fatte.

    A questi posso solo augurare che un giorno la figlia si sposi un musulmano, che quando gli viene un calcolo al rene il suo anestesista sia musulmano ecc.. che gli devo dire..

    Ma non è finita. Dal napoletano al siciliano al nero allo zingaro all’albanese alle puttane russe fino al musulmano. L’italia sta cambiando, la nuova frontiera dell’intolleranza si chiama romania. Fra un po’ ad essere i più sporchi e infamati saranno bulgari e romeni.

    e si ricomincia daccapo, perché noi siamo i più civili di tutti, siamo nella grande democratica e occidentale europa… che da l’attenuante a un sardo perché “naturalmente arretrato e rozzo”.

    ma che salti che ho fatto quando l’ho sentito.. :))

  18. E si, onestamente penso che non gradiscano il nostro aiuto, nè come singoli nè come partito, ma ci sono venuti a cercare per un appoggio politico e come partito locale abbiamo abbracciato la causa esponendoci alla berlina dei nostri stessi elettori. Abbiamo perso un mare di consensi, ma siccome riteniamo che l’erba che calpesti te posso calpestarla anch’io, che non esiste una terra vicina a un altra perché la proprietà non esiste su niente di niente, ne è nata una questione di principio.

    Ora, se ci sei venuto a cercare e per te ci siamo anche un po’ sputtanati, devi ascoltare anche quello che abbiamo da dirti, mi sembra uno scambio equo.

    Non è accettabile che le altre forze politiche riescano a bloccare un progetto di convivenza civile.

    Io VOGLIO che a questa gente venga data un opportunità di accoglienza degna di un paese civile.

    Fabio

  19. ikalaseppia says:

    Miguel, ti è arrivata la mia mail?

  20. kelebek says:

    Per Ikalaseppia

    No, non ho ricevuto nulla.

    Riprova su muqawama@gmail.com.

    Se non lo scambia per spam, mi dovrebbe arrivare.

    Miguel Martinez

  21. abdannur says:

    Come potrebbero essere messe a punto le proposte dell’appello originario?

    Le osservazioni di Rubimasco sono profondamente condivisibili, così come la proposta di un impegno “dal basso”. Oggi non credo ci sia altra via d’uscita credibile; essendo questa, d’altronde, anche la migliore in senso assoluto.

    Lo sforzo possibile è di dare un po’ di partecipata coerenza alla solipsistica frammentarietà di cui sopra. Per un incontro a Firenze, m’interesserebbe partecipare, se Dio vuole; non mi sarà possibile per le prossime tre settimane, ma in seguito potrei organizzarmi per fare un salto in loco.

    Colle Val d’Elsa, come Bologna, rappresentano punte di un iceberg che potrebbero catalizzare maggior attenzione ed impegno rispetto alla denuncia di un “clima” islamofobico, oggi troppo esteso e viscerale per essere combattutto con largo consenso.

  22. RitvanShehi says:

    >Se vuoi ti dico anche la mia personale opinione sul perché siano chiusi a riccio. Penso che sia nel DNA degli arabi, instaurare un filo diretto e privilegiato con altri fratelli musulmani, in special modo quando ci sono interessi in mezzo. Opinione che può essere anche sbagliata ma che tuttavia non mi da la licenza di giudicare.Fabio< Credo che Calderoli non avrebbe potuto esprimersi meglio:-)
    Parlando seriamente, non credi che i perfidi (nel senso che non si fidano, eh:-) ) arabi siano restii a stabilire stretti contatti col PRC per non entrare come il classico vaso di coccio manzoniano fra i vasi di ferro della politica italica?

    Un po’ di delicatezza, please! A volte conviene marciare (apparentemente) divisi per colpire uniti. Al massimo si potrebbe fare qualche incontro segreto, davanti a un piatto di kebab, magari con contorno di insalata russa (per par condicio:-) ) per coordinare le strategie.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Per Il Sorvegliante (copiando spudoratamente Miguel): “colpire” è detto in senso squisitamente politico-giuridico, eh!

  23. mameranus says:

    fabio,

    mi sento in imbarazzo a risponderti, perché da una parte condivido molte cose che dici (affondare i razzisti è assolutamente meritevole).

    d’altra parte ho l’impressione (e qui do ragione a ritvan) che la comunità musulmana effettivamente non voglia essere utilizzata come clava per menare AN e la Lega, e li capisco.

    su un altro piano, anche a me sembra che le varie comunità musulmane hanno una capacità di farsi ben volere pari a zero.

    racconto un piccolo aneddoto lussemburghese: ad ogni festa di comunità (l’ultima: la festa dei friulani) la comunità in questione mette manifesti in città, invita tutti quelli che hanno voglia di venire. risultato: nel mio paesello tutti pensano che, ad esempio, i friulani siano gente simpatica che il friuli è un bel posto e che il prosciutto di san daniele e la jota sono buone.

    per la festa dell’aid invece abbiamo solo visto un enorme tendone fuori alla moschea e se non avessi qualche collega musulmano manco l’avrei saputo che era un giorno di festa…

    eppure, e qui il mio stupore, non mi sembra affatto che magrebini/arabi & co. siano timidi, o poco ospitali, mica sono polacchi (giusto per fare un esempio di un’altra comunità veramente chiusa)

    roberto

  24. x Ritvan

    Parlando seriamente, non credi che i perfidi (nel senso che non si fidano, eh:-) ) arabi siano restii a stabilire stretti contatti col PRC per non entrare come il classico vaso di coccio manzoniano fra i vasi di ferro della politica italica?



    No, non ci credo.

    Sappiamo che l’imam di colle ha chiesto partecipazioni ai fratelli di mezza italia, ha girato per moschee di mezzo mondo e la maggior parte gli ha chiuso la porta in faccia.

    Sostanzialmente per due motivi:

    1) perché il progetto della moschea di colle è a partecipazione comunale ovvero “a vetri trasparenti”, non si può parlare arabo, ad esempio, ed è ovvio che non sta bene a tutti.

    Ma soprattutto perché

    2) non tutti i fratelli sono uguali: http://prcvaldelsa.altervista.org/blog/index.php?entry=entry070627-094216

    Quindi non mi sento di giudicare nessuno, prendo atto della situazione di intolleranza che si è creata e su quella faccio le mie considerazioni.



    Un po’ di delicatezza, please! A volte conviene marciare (apparentemente) divisi per colpire uniti. Al massimo si potrebbe fare qualche incontro segreto, davanti a un piatto di kebab, magari con contorno di insalata russa (per par condicio:-) ) per coordinare le strategie.

    ma è quello che facciamo

    x abdannur

    >Come potrebbero essere messe a punto le proposte dell’appello originario?

    ci stiamo lavorando. Ne ho parlato con chi mi ha fatto segare il post, ci siamo accordati che usciremo e riformuleremo l’appello senza cifre per un impegno concreto, che sia un contro-picchetto alla moschea, una manifestazione o altro, una partecipazione diretta, vedremo. Noi (IO) siamo convinti che una volta completata la moschea ne trarranno benefici anche i residenti ‘italiani’, come centro culturale, biblioteca, parcheggi, parco ecc. Da un campo alberato dove si camminava fra le cacche di cane sorgerà un centro che va ben oltre ‘la casa della preghiera’. La costruzione DEVE andare avanti, una volta finita finiranno anche le polemiche.

    guardate il progetto: http://prcvaldelsa.altervista.org/moschea.html

    >Le osservazioni di Rubimasco sono profondamente condivisibili,

    Andare a pregare davanti ad AN? è impensabile.

    considera che, come gli islamici si avvicinano PER LAVORARE alla moschea, si formano carovane di pattuglie di carabinieri che girano a ritmo costante. Figurati se gli islamici si possono permettere qualsiasi forma di protesta, provocazione o di creare qualche misero segnale di disturbo.



    Colle Val d’Elsa, come Bologna, rappresentano punte di un iceberg che potrebbero catalizzare maggior attenzione ed impegno rispetto alla denuncia di un “clima” islamofobico, oggi troppo esteso e viscerale per essere combattutto con largo consenso.

    profondamente daccordo. Bisogna fare qualcosa, o la situazione è destinata a peggiorare. Non a caso le polemiche che sento e leggo provenienti da Bologna seguono le stesse identiche dinamiche viste qui. Un film già visto, possibile che non ci sia verso di far tesoro dagli errori passati e crescere?

    Fabio

  25. exoticmale says:

    Ragazi non dovevamo parlare della Blavatsky?

  26. kelebek says:

    Sono d’accordo con Rubimasco: sarebbe bene che i musulmani fossero più aperti e capaci di interagire con la comunità.

    Per un certo periodo, ho frequentato occasionalmente – da visitatore – la moschea di Bologna (ai tempi, un tetro capannone in periferia) e sono stato trattato con grande rispetto e ospitalità.

    Però è anche vero che un gesto di ospitalità e apertura a Colle Val d’Elsa, ad esempio, non è nulla rispetto agli articoli quotidiani di Magdi Allam o a una trasmissione di Anno Zero: il clima mediatico è spaventoso, perché – qualunque cosa facciano i musulmani d’Italia – restano sempre:

    1) Una guerra internazionale in cui i “cattivi” per gli italiani sono “i musulmani” in blocco

    2) Una crisi sociale ed economica per cui gli italiani vivono nel panico

    3) Problemi reali legati all’immigrazione (due peruviani si accoltellano al Parco delle Cascine? Chiudiamo le moschee!)

    Non è certo un motivo per non fare ciò che dice Rubimasco.

    Voglio solo dire che la proposta di Rubimasco non è la chiave per risolvere la questione. Anzi, la chiave forse non esiste.

    Miguel Martinez

  27. RitvanShehi says:

    >1) perché il progetto della moschea di colle è a partecipazione comunale ovvero “a vetri trasparenti”, non si può parlare arabo, ad esempio, ed è ovvio che non sta bene a tutti.<
    Anche a me, se fossi un musulmano e praticante, starebbe un po sugli zebedei se sulla porta della “mia” moschea fosse scritto a caratteri cubitali: “VIETATO PARLARE IN ALBANESE” e magari sotto in piccolo: “perché la digos ha, purtroppo, problemi di bilancio e non si può permettere di stipendiare traduttori dall’albanese”:-)

    >Ma soprattutto perché

    2) non tutti i fratelli sono uguali: http://prcvaldelsa.altervista.org/blog/index.php?entry=entry070627-094216<
    Beh, “Jihad dei coglioni” l’ho trovato stupendo:-).

    Ciao

    Ritvan

  28. utente anonimo says:

    Da quindici anni abbiamo un afflusso in massa di mussulmani, alla ricerca di un pezzo di pane, perchè nelle loro società si muoiono di fame. In quindici anni sono comparse moschee da tutte le parti, in molte di loro si predica contro il paese ospitante, mi pare una porcheria delle più luride, prima di farne altre, bisogna guardare bene con che razza di individui si ha a che fare, a nessuno fa piacere aiutare un poveraccio e poi essere presi a sputi alle spalle dallo stesso. Una regolatina questi ospiti non sempre desiderati, dovrebbero darsela.

  29. kelebek says:

    Il numero 28 ce l’ha tutte.

    Pure la doppia “s” in mussulmani.

    Miguel Martinez

  30. utente anonimo says:

    Caro Fabio, da musulmano e da cittadino italiano apprezzo enormemente il tuo sforzo e la tua convinzione. Io sto a Milano, ma sarei pronto (e non da solo) a venire ovunque per sostenere questa causa giusta. Facci sapere come possiamo aiutare. p.s. Avete pensato di parlarne anche con Mohammad Dachan, il presidente Ucoii e con Yusuf Sebaie della “Alleanza Musulmani d’Italia” (piccolo gruppo legato all’Ucoii)? credo che potrebbe essere molto utile. Salaam.

    Abu Yasin

  31. x Ritvan

    Noi come prc ci siamo opposti al vincolo della lingua, che abbiamo trovato aberrante, ma vista la situazione di intolleranza è stata la via per convincere tutti dell’onestà del progetto. I musulmani stessi hanno capito il significato di questo ‘piccolo passo per l’integrazione’ e l’hanno sottoscritto pur di togliersi dai garages.

    x Abu Yasin. grazie dell’incoraggiamento, stay tuned, appena ci saremo accordati con la comunità musulmana su cosa fare spero nella partecipazione di tutti.

    Qui di ucoii non se ne può parlare, è venuto Magdi Allam (chiamato dalla lega) ed ha convinto tutti che è il male assoluto, qui ucoii significa terrorismo per tutti.

    ti assicuro che qui è un casino, come ti muovi arrivano arance da ogni direzione.

  32. abdannur says:

    L’adesione alle osservazioni di Rubimasco riguardava quel che ha poi rilevato Miguel: la necessità di un’apertura costruttiva da parte della comunità islamica, da “pianificare” in modo più concreto, certamente, di un’ipotesi di “picchetto dinanzi alla sede di An”, che oltre che infattibile sarebbe pure dannosa, certamente. La scorsa festa di fine Ramadan avrebbe potuto essere un’ottima occasione, in tal senso.

    La prossima festa, la festa più grande dell’anno islamico, quella del Sacrificio, sarà pochi giorni prima di Natale. Non potrebbe essere una buona occasione, avendo anche un po’ di tempo a disposizione per pensare qualcosa?

    Pace.

  33. Dò anche la mia disponibilità per eventuali incontri di discussione/preparazione verranno organizzati.

    3umar andrea

  34. RitvanShehi says:

    >La prossima festa, la festa più grande dell’anno islamico, quella del Sacrificio, sarà pochi giorni prima di Natale. Non potrebbe essere una buona occasione, avendo anche un po’ di tempo a disposizione per pensare qualcosa?abdannur < Ehmmm…l’occasione non mi sembra delle più propizie. Avrete addosso – oltre a leghistume e fascistume vario – anche gli Animalisti Talebani, inkazzati come iene per le sofferenze degli agnellini sgozzati senza preventivo stordimento.
    Meglio aspettare un’altra occasione, credo.

    Ciao

    Ritvan

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