Dieci anni di carcere per navigazione (III)

Sappiamo, perché lo dice lo stesso GIP, che a Ponte Felcino "non si sono raccolti indizi sufficienti" per dimostrare che ci si preparasse a "realizzare azioni terroristiche".

Ma, provvidenzialmente, l’Art. 270-quinquies permette almeno di accusarli di essersi "addestrati", o meglio autoaddestrati.

Come si sono autoaddestrati a fare non si sa  cosa, gli arrestati di Ponte Felcino, senza armi e senza istruttori?

Spiega il GIP:

"Tale attività si è realizzata in primo luogo attraverso la visione e il commento in comune di messaggi, proclami, filmati e documenti scaricati da siti Internet "protetti", ai quali KORCHI è in grado di accedere". [1]

Cioè El-Korchi, a volte da solo, a volte con gli altri tre imputati, era solito visitare siti cosiddetti jihadisti, dal computer del suo ufficio nella sala di preghiera.

Gli inquirenti hanno speso innumerevoli ore a registrare e tradurre anche le telefonate degli imputati, con risultato nullo. Ma la bravura del GIP si dimostra proprio nella capacità di tradurre questo nulla in indizio di colpevolezza:

"Vanno altresì segnalate le particolari cautele adottate dagli indagati nei rapporti con l’esterno e in particolare nelle comunicazioni telefoniche, tutte innaturalmente sintetiche, e dedicate ad argomenti i più banali".

Guarda caso, sottolinea il GIP, esiste pure un documento jihadista in cui si consiglia di "evitare le comunicazioni telefoniche".

Due volte, invece, la cellula del terrore mette in pratica qualcosa di concreto, anche se presumiamo che la vita di Perugia non ne abbia risentito molto:

"Alle 22.09, il servizio di videoripresa ha registrato la presenza di KORCHI e del cugino OUMAADANE, impegnati ad effettuare esercizi fisici di arti marziali".

Il 21 febbraio del 2007,

"il predetto [Abderrazak] è stato osservato accedere, unitamente a KORCHI, all’interno dei locali dell’associazione e con questi videoripreso mentre effettua esercizi fisici, esegue mosse tipiche delle arti marziali utilizzando bastoni".

Tra i file che gli imputati avrebbero "visionato", una parte, dicono gli inquirenti, riguardava "la preparazione di esplosivi e veleni".

Ma c’è di più e peggio, come ha sottolineato la stampa e come viene evidenziato ripetutamente dal GIP: si stavano addestrando, a quanto pare, a ripetere l’exploit del Centro Mondiale del Commercio. La prova?

Il 14 febbraio del 2007, tra le ore 20:07 e le 22:08, "quattro soggetti" avrebbero visionato

"siti e forum inneggianti al jihad, al martirio, pagine web su armi ed esplosivi, nonché filmati in lingua araba con simulatore di volo per l’addestramento alla guida di Boeing 747".

In due ore e in un minuto, quindi, hanno visitato una pluralità di inneggianti siti; per cui possiamo assegnare, ipoteticamente, una visita di 15 minuti al "simulatore di volo". Anche per imparare ad andare in bicicletta, ci vuole più tempo.

In gran parte, comunque, gli imputati sono accusati di aver scaricato "file inerenti attività di propaganda", "file audio relativi a versetti del Corano", oppure un documento intitolato "La strategia di Al Qaida per la jihad internazonale fino al 2020": una nota a piè di pagina, nell’ordinanza di custodia cautelare, spiega che questo temibile documento non è altro che … un articolo uscito a puntate sul quotidiano londinese al-Quds al-Arabi e scritto da un noto giornalista/documentarista giordano: un documento dove si parla, sottolineano preoccupati gli inquirenti, "più volte" dei "giovani".[2]

Ma cosa vuol dire "visionare"?

"Nella sola prima settimana di intercettazione telematica, infatti, è stata verificata la consultazione di oltre ventimila documenti".

Non so quante ore gli imputati passassero in media su Internet, comunque possiamo ipotizzare, certamente abbondando, quattro ore al giorno, tutti i giorni della settimana.

Allora, "oltre" 20.000 documenti divisi per sette fanno circa 3.000 al giorno; 3.000 diviso per quattro fanno 750 l’ora; e cioè 12,5 documenti al minuto, pari a un documento ogni cinque secondi.

Il GIP deve trovare una risposta alla domanda che sorge ovvia: andare in giro per Internet, a visitare siti che sono alla portata di tutti, come fa qualunque giornalista (solo più velocemente), significa istituire "in modo inequivoco" una "scuola di terrorismo", come dice l’ordinanza di custodia cautelare?

Per farlo, il GIP sottolinea, ovviamente, l’assiduità con cui gli imputati, sotto gli occhi curiosi delle telecamere, avrebbero visitato siti islamisti.

Ma la quantità non è sufficiente per trasformare un clic in un addestramento. Occorre dimostrare che El-Korchi avesse in sé una qualità in grado di trasformare un incensurato navigatore in un potenziale terrorista.

Vedremo come hanno fatto.

Note:

[1] Si tratta di siti che richiedono una normale registrazione da parte di frequentatori, che però possono essere chiunque.

[2] Il GIP sostiene che "lo scopo ultimo delle loro attività sembra quindi quello di commettere o favorire azioni da realizzare"  in "Palestina, Iran, Afghanistan, Cecenia", dove sono notoriamente in corso conflitti armati.

Partecipare a tali conflitti non costituisce terrorismo; il GIP stesso precisa, infatti che 

"nell’ambito di un conflitto armato, può darsi un’azione violenta definibile come terrorista, se diretta intenzionalmente contro vittime civili o contro militari non impegnati in combattimento".

Per dimostrare che l’intento di partecipare ai conflitti in paesi lontani (intento comunque non dimostrato) avesse "finalità di terrorismo" (e non di lotta contro truppe occupanti), l’accusa fa un ragionamento notevole: el-Korchi è favorevole ai jihadisti, ed è risaputo che i jihadisti (non el-Korchi) amano "seminare il terrore nella popolazione", perché – dice con sicurezza il GIP -

"Si può anzi affermare che, nel presupposto della superiorità militare dell’indifferenziato nemico occidentale, bilanciata da una sua maggiore fragilità psicologica di fronte a eventi luttuosi di forte impatto mediatico, il bersaglio civile è privilegiato rispetto a quello militare".

Insomma, poiché si sa che le madri occidentali sono più sensibili delle loro primitive controparti mussulmaniche che fanno figli come i conigli, è evidente che il primo obiettivo di ogni jihadista sarà farne piangere il massimo numero possibile, uccidendo civili. Perché le madri occidentali dovrebbero piangere per morti civili in Iraq o in Afghanistan rimane un mistero che gli uomini di legge italiani devono ancora risolvere.

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67 Responses to Dieci anni di carcere per navigazione (III)

  1. una domanda di forma: come mai dividi tutto ciò in questi post “a puntate”? non avrebbe più senso fare un post unico (per quanto lungo)? è difficile divulgare e linkare questa cosa se è un feuilleton a puntate in cui bisogna ogni giorno aspettare la prossima.

  2. utente anonimo says:

    per n.1

    Al contrario, sarebbe pesantissimo per un lettore, che magari non ha tempo e voglia di spendere un paio d’ora a botta sul blog di kelebek, per quanto interessante, trovarsi il tutto concentrato in un unico papocchio immenso (pensa solo a quanto si prenderebbero le note: impossibile).

    K.

  3. utente anonimo says:

    «Rispondo ad alcuni commenti del precedente post visto che questo ne è il prosieguo!»

    Di softair non so nulla, conosco però qualcuno che quelle armi da finte è capace di trasformarle in vere. Forse qualche camicia verde leghista. Ma questa è un’altra storia. Posso solo supporre l’ipotesi che nell’attuare le finte guerriglie spesso siano presenti gruppi che interpretano la parte dei malvagi terroristi, giusto per rendere più allettante lo scontro. Impossibile, non immaginarlo di questi tempi.

    Io credo di essere stato frainteso. La mia non è un’idea, piuttosto sostengo una mia visione personale, perchè leggo e perciò constato, ossia come i genitori di soldati americani, situati in servizio nelle zone di guerra siano: genitori di eroi invincibili se il figlio torna dal fronte iracheno vivo e vegeto, senza tenere presente che il proprio figliuolo si è reso autore responsabile della morte di diverse persone, ritenute nemiche e magari in realtà dei semplici civili. Non sono assassini questi? Mentre, assumono l’aspetto di vittime disperate se il figlio torna in patria dentro una bara. Non è una mancanza di umanità verso i morti ammazzati (spesso civili) iracheni? E quale sentenza internazionale ha stabilito che colui che si ritiene essere il nemico stia effettivamente dalla parte del male?

    Io sostengo che i genitori di questi soldati avrebbero dovuto mettere in preventivo l’ipotesi che il figlio si sarebbe macchiato la coscienza di sangue. Insomma tu hai un figlio assassino e lo giustifichi semplicemente come un atto doveroso nonchè legittimo perchè ricade in favore e per la gloria della Patria. Sì, ma quale Patria? Quella che non ti garantisce nemmeno la sanità pubblica! Ma invece, se torna morto, piangi perchè il tuo caro è caduto per mano di un nemico che, di fatto, in anticipo; non si è mai dichiarato tale. Allora com’è la storiella? Non trovo umano che un uomo entri a far parte di un conflitto solo per risovere le sue difficoltà economiche a casa propria. Questi sono una specie di mercenari di Stato (direi criminali di Stato). Se schiattano, i genitori piangono: ‘mio Dio mio figlio non ce l’ha fatta a tornare a casa e guadagnarsi un futuro normale’.

    Esiste anche l’anomalia tutta occidentale e tipicamente americana, ovvero: il soldato che torni vivo o morto, comunque la sua figura in un eroe viene trasformata dall’opinione pubblica, se non finire in seguito e molto velocemente nel dimenticatoio a stelle e strisce. Carne da macello! L’Italia diversamente, sui suoi soldati defunti, rimugina per anni e li colloca nell’immediato nella sfera del martirio, dopo i conseuti Funerali di Stato.

    Cell

  4. kelebek says:

    Ho conosciuto alcuni soldati americani. Senza voler generalizzare, gli elementi comuni potevano essere….

    1) Gente estremamente semplice, di estrazione povera (e anche i bianchi, negli USA sanno essere molto poveri!)

    2) Vita chiusa in una bolla totalmente americana, senza alcun rapporto con i luoghi in cui si trovano

    3) Una grande “professionalità”, intesa come capacità di fare da ingranaggio in maniera competitiva, dentro un’immensa macchina, che probabilmente non sanno esattamente che serve proprio per uccidere, boh, la macchina c’è, e c’è tanto lavoro da fare…

    Miguel Martinez

  5. kelebek says:

    Per Brullonulla 1

    1) Un post unico sarebbe illeggibile

    2) dividere in diversi post mi permette di correggere il tiro mentre scrivo, rileggere e rivedere…

    3) hai ragione sulla difficoltà di fare un link; direi che l’unica è prendere il tag “ponte felcino”

    http://kelebek.splinder.com/tag/ponte_felcino

    e fare un link a tutto

    Miguel Martinez

  6. rubimasco says:

    con queste premesse ho idea che in fase processuale saranno semplicemente assolti perchè il fatto non sussiste. E dai, povero GIP, dovrà un minimo giustificare le spese di mesi di intercettazioni, no?

    saludos

    Rubimasco

  7. mariak says:

    Io sostengo che i genitori di questi soldati avrebbero dovuto mettere in preventivo l’ipotesi che il figlio si sarebbe macchiato la coscienza di sangue.

    maria

    beh forse ci hanno pensato che i figli potevano morire e forse quando sono partiti non erano molto contenti

    cell

    Insomma tu hai un figlio assassino e lo giustifichi semplicemente come un atto doveroso nonchè legittimo perchè ricade in favore e per la gloria della Patria. Sì, ma quale Patria? Quella che non ti garantisce nemmeno la sanità pubblica!

    maria

    miguel ha descritto sia pure in breve chi sono gli americani che si arruolano per andare in iraq, probabilmente se avessero le condizioni di vita di noi europei, in materia di sanità, istruzione, e stato sociale, se ne starebbero a casa o tutt’alpiù a giocare alla guerra come fate nel nord est

    cell

    Ma invece, se torna morto, piangi perchè il tuo caro è caduto per mano di un nemico che, di fatto, in anticipo; non si è mai dichiarato tale.

    maria

    ma che c’entra, non ho mai visto un genitore uno, che quando gli muore il figlio in guerra si consola con l’analisi politica della guerra sbagliata, mi sa

    che mescoli cose che non si possono mescolare

    cellula

    Allora com’è la storiella? Non trovo umano che un uomo entri a far parte di un conflitto solo per risovere le sue difficoltà economiche a casa propria. Questi sono una specie di mercenari di Stato (direi criminali di Stato).

    maria

    ti ripeto tu giudichi delle persone da una posizione completamente diversa, con ciò non voglio giusitificare tutti, ci sarà chi non si arruola malgrado le condizioni di vita, ma la questione resta un’altra, a meno che tu non ritenga che le guerre potrebbero non esisitere se tutti si rifiutassero di andarci, torppo semplicistico…

  8. utente anonimo says:

    Praticamente, ogni operazione “anti-terroristico” nell’ambito di ciò che chiamano “terrorismo islamico” , sin dalla primissima fase investigativa e in qualsiasi paese sotto l’ombrello americano(NATO) avviene con la preparazione dei rapporti immediati sulle operazioni stesse, che prima di essere consegnati alle autorità del paese in considerazione, vengono consegnate alle stazioni CIA e mussad del luogo.

    Questo avvine regolarmente sin dal’ 2001 e nessun governo , né di destra , né di sinistra, in questi paesi(tra cui Italia)potrà opporsi a questa (ormai) prassi a cui deve dimostrare fedeltà qualsiasi stato ombrellato dagli states.

    Non fa niente se, caso dopo caso, risulta che l’investigazione sin dall’inizio si è basato sulle falsità, non fa niente se le accuse non trovano prove adeguate per essere formalizzate e non fa niente se , in molti casi, cose ben più gravi vengono compiuti da varie persone, purché non musulmane, in ogni caso , l’arrestato, viene indagato in primo luogo per quello che è cioé, per essere musulmano, anche se ppi non si trovano ne armi, ne prove concrete a suo danno, ma spesso, per precisa volontà delle organizzazione sionistiche presenti nei vari paesi europei, ogni scusa deve essere usato per espellere quel musulmano, cosi si ha sempre un musulmano di meno a mettere in pericolo il domionio sionista in occidente.

    Nell’America le cose sono peggio, con “USA PATRIOT Act” e il recente “Military Commissions Act”, gli agenti di NSA possono arrestare chiunque e in qualsiasi momento, senza nessun preavviso e senza fornire nessuna accusa formale, quando cazzo desiderano.

    reza

    PS- ritvan , anche questo non è per te, pensa di più alle prostitute e ai delinquenti albanesi in Italia, di cui gli italiani si lamentano molto di più che dei “terroristi” musulmani.

    Senza rancore eh;-))

  9. RitvanShehi says:

    >PS- ritvan , anche questo non è per te, pensa di più alle prostitute e ai delinquenti albanesi in Italia, di cui gli italiani si lamentano molto di più che dei “terroristi” musulmani.

    Senza rancore eh;-))reza< E tu pensa di più alle puttane e ai puttanieri persiani che pare abbondino in Iran, tanto che per coprire di velo pudibondo le loro porcherie ci hanno messo di mezzo pure l’incolpevole Allah, inventandosi il sacro matrimonio “a orologeria”. Tié! Anch’io senza rancore:-)

  10. RitvanShehi says:

    >Nell’America le cose sono peggio, con “USA PATRIOT Act” e il recente “Military Commissions Act”, gli agenti di NSA possono arrestare chiunque e in qualsiasi momento, senza nessun preavviso e senza fornire nessuna accusa formale, quando cazzo desiderano. reza< E invece, nel Democraticissimo Iran i pasdaran non possono torcere un capello a un dissidente se non in presenza del suo avvocato…Muahahahahahahah:-) :-)

  11. utente anonimo says:

    >Da comandante di operazione internazionale nei Balcani ho dovuto stringere mani che grondavano ancora sangue e dialogare con responsabili di crimini che il mutato clima politico considerava eroi. Oggi non abbiamo, come nel passato, neppure una definizione condivisa di terrorismo e mai come in questo periodo è difficile separare il terrorismo come strumento dal terrorismo come ideologia, il terrorismo dalla lotta di liberazione, i ribelli dai criminali e gli insorti dai terroristi.< Generale Fabio Mini
    reza

    PS- è chiaro che esiste una volontà “oculta” che può agire quando le cose non sono ben definite, come è chiaro che ongi operazione anti “terrorismo islamico” è parte integrante della politica anti islamica in occidente.

  12. utente anonimo says:

    @7 maria

    “ma che c’entra, non ho mai visto un genitore uno, che quando gli muore il figlio in guerra si consola con l’analisi politica della guerra sbagliata, mi sa

    che mescoli cose che non si possono mescolare”

    “ti ripeto tu giudichi delle persone da una posizione completamente diversa, con ciò non voglio giusitificare tutti, ci sarà chi non si arruola malgrado le condizioni di vita, ma la questione resta un’altra, a meno che tu non ritenga che le guerre potrebbero non esisitere se tutti si rifiutassero di andarci, torppo semplicistico…”

    —————————————————————————–

    Scusa eh! ma queste tue risposte sono probabilmente in linea con la tua sacra disinformazia.

    Da quanto ne so, è nato anche qualche comitato di genitori americani che hanno avuto figli caduti sul terreno iracheno e, diverse volte hanno protestato contro Bush e la sua guerra ritenuta da questi un errore. Tu vuoi dire che se i figli di questi genitori non fossero tornati in una bara, quei comitati sarebbero sorti? Io non credo. Sono nati, appunto perchè, la guerra è divenuta sbagliata al momento che il figlio non è tornato indietro con le proprie gambe. Santa ipocrisia!

    Io non so quale informazione segui tu, però, mi è dato di sapere che spesso gli yankees si divertono parecchio nel giocare a sparatutto contro ipotetici nemici, spesso civili. E quasi sempre l’armamentario del nemico è nettamente inferiore. Facile fare gli eroi con gente selvaggia e impreparata. Se tu giustifichi ‘sti soldati… va bè, contenta te!

    Dici che un’ipotetica guerra contro la Russia o la Cina, porterebbe tanti giovani americani ad arruolarsi nei Marines? Mah!

    Cell

  13. kelebek says:

    Per Cell n. 12

    Eh, mi tocca fare il difensore dei soldati americani :-)

    Il livello di informazione, tra di loro, è bassissimo. Non sono paragonabili ai soldati italiani in missione all’estero, se non altro perché il soldato americano non prende nemmeno 20.000 dollari l’anno: siccome tutto il mondo appartiene agli Stati Uniti, non c’è il concetto di “missione all’estero”.

    Sanno, molto vagamente, che un pazzo ha ucciso tremila civili a New York, e non hanno la minima idea dove si trovino l’Iraq o l’Afghanistan.

    Poi escono dalla base, con coca cola, birra, discoteca, piscina e vedono gente misteriosa che gli sorride e poi gli spara alle spalle e non hanno la minima idea perché.

    E allora si scatena tutta la ferocia bestiale e stupida di cui sono capaci maschi ventenni ignoranti.

    Miguel Martinez

  14. mariak says:

    bello il commento di miguel sui soldati americani

    maria

  15. utente anonimo says:

    Consiglio vivamente tutti(meno che quel cretino di ritvan)di leggere il libro:

    joshua key

    IL RACCONTO DI UN DISERTORE

    2007 – Neri Pozza Editore, Vicenza

    Un brabo del libro;

    “Ero arrivato in Iraq da circa 24 ore…………………….e già non mi piaceva quello che facevo, c’era qualcosa che non capivo, avevamo un idirizzo da controllare, una casa con una famiglia che vi abitava, ma non avevamo trovato niente in quella casa, avevamo comunque portato via tutti i maschi dalla casa e, in meno di mezz’ora, avevamo distrutto la casa di quella gente, siccome ero nuovo, mi avevano messo a fare da guardia ad unica ragazza che si trovava nella casa, era aprile e a quell’ora del mattino a Ramadi faceva abbastanza fresco, la ragzza non restava zitta neanche un momento, era seduta per terra davanti a me e mi sgridava, non capivo quel che diceva, ma capivo dai gesti che mi sta domandando sul perché di tutto questo,, quel che era peggio , anche se potevo parlare la sua lingua, non avevo da darle nessuna risposta, perché nemmeno io avevo una riposta per ciò che facevamo, ma ad un certo punto, uno di noi ha trovato un cd di saddam hosein, il grido di aver trovato quel cd, ci ha fatto sentire a mille, come se ci avessero sparato una botta di adrenalina dritta nelle vene……………………….ancora non riesco a dimenticare ciò che abbiamo fatto in quella casa, l’obiettivo , ci speigavano, era sempre di trovare prove di attività terroristiche, e noi l’avevamo trovato quindi, gli abitanti di quella casa, anche se disarmati, in un batter d’occhio per noi erano diventati semplicemente dei terroristi………..”

    reza

  16. utente anonimo says:

    Certo Miguel è condivisibile ciò che affermi, ne ero già al corrente di queste pessime caratteristiche dei soldati Usa. I professionisti son quelli che sparano missili dall’alto, perchè si sa che, gli Usa sono imbattibili nel conflitto aereo. Il combattimento a terra lo lascino perdere. Il punto è che non tollero e, trovo ipocrita, la costituzione di comitati di genitori che hanno avuto figli caduti in Iraq o Afghanistan. Se tornano vivi, sono eroi e Bush è un grande presidente e gli Usa sono un esempio di libertà e una grande democrazia. Se tornano morti: la colpa è di Bush e l’America fa schifo e via dicendo… Nessuno li ha obbligati ad avventurarsi. Mi sembra tutto così irrazionale… «Mi arruolo, parto combatto sparo e ammazzo, e se mi va bene; me ne torno da eroe a casetta da mamma e papà con qualche soldino in tasca» CHE SCHIFO!

    Cell

  17. RitvanShehi says:

    >Poi escono dalla base, con coca cola, birra, discoteca, piscina e vedono gente misteriosa che gli sorride e poi gli spara alle spalle e non hanno la minima idea perché.

    E allora si scatena tutta la ferocia bestiale e stupida di cui sono capaci maschi ventenni ignoranti.

    Miguel Martinez< Beh, invece, tu, delicato, colto ed intelligente quarantacinquenne, se qualcuno prima ti sorride e poi ti spara alle spalle, invece di metter a tua volta mano all’arma gli offri un mazzo di fiori:-)
    Ciao

  18. mariak says:

    reza ma non eri loggato?

    maria

  19. utente anonimo says:

    Io concordo esattamente con la Forleo, perchè altrimenti, anche le legioni straniere, francese e spagnola, sarebbero illegittime su un piano internazionale, a ben vedere.

    Cell

  20. rezarez says:

    Eccoti maria, sono logato;-))

    Scrive Joshua Key dopo l’ennesimo pattugliameno in cui recarono, lui e i suoi comilitoni, ancora altri gravi danni ai civili iracheni;

    “……..alla fine i nostri ufficiali sono usciti da quella casa, e ci dissero che la missione era finito, ci dissero di toglierci dalle scatole, e mentre andavano verso la loro APC , via radio trasmettevano al comando il risultato, dicendo che la casa era stato bonificato! ma in quella casa avevamo trovato solo tre donne…………., non voglio pensare alla fine che hanno fatto quelle donne, quella casa era isolata , nessuno ha visto ciò che abbiamo fatto, ma da quel momento fui colpito da un pensiero, i veri terroristi eravmo noi, noi in Iraq eravamo terrorizando la gente, li picchiavamo, li stupravamo e li uccidevamo………….”

    reza

  21. kelebek says:

    Lo scambio di battute tra Reza e Ritvan può anche far sorridere, ma non mi va che alimentino i troll, quindi adesso basta.

    Miguel Martinez

  22. RitvanShehi says:

    Miguel, “adesso basta” lo dici dopo aver cancellato ANCHE gli schizzi di merda che il miserabile decerebrato che si firma “reza” – non me ne frega una cippa se sia loggato o meno – ha sparso qui.

    Tu sai che io non ho alcun rispetto per i “padroni di casa” che usano 4 pesi e 18 misure.

  23. kelebek says:

    Per Ritvan n. 23

    Io non vado a cancellare vecchi messaggi, che peraltro non ho nemmeno letto, una volta capito l’andazzo.

    Per quel poco che ne posso capire, siete in colpa tutti e due.

    Semplicemente, quello scambio sta attirando i soliti avvoltoi.

    E quindi si chiude d’ufficio.

    Miguel Martinez

  24. kelebek says:

    Per Maria n. 14

    Il punto è che i soldati – di leva o no che siano – non sono responsabili delle guerre in cui si trovano coinvolti.

    Lo sono di più gli avventurieri di professione, i mercenari della Blackwater e affini: in questo senso un Quattrocchi è molto peggio del ragazzone del West Virginia che non trova lavoro e si arruola nell’esercito.

    Anche le atrocità commesse in guerra – sotto stress, fanatizzazione, adrenalina e chissà che cos’altro – non le adebito in genere a chi le commette materialmente, ma a chi ha creato la situazione in cui le atrocità diventano inevitabili.

    E’ un criterio importante, da non dimenticare, anche quando riflettiamo su cose come Abu Ghraib.

    Miguel Martinez

  25. utente anonimo says:

    X Reza

    premesso che non ho nulla a che spartire con reza e con le sue idee

    noto che reza riceve gli stessi identici attacchi riservati da ritvan a tutte le persone che si permettono di dissentire.

    Io non avevo fatto neppure quello ma probabilmente ho scritto qualcosa che ha disturbato il suo complesso di inferiorità. Alcuni direbbero la sua consapevolezza.

    Come tutte le persone frustrate ritvan ricorre alla menzogna ed all’offesa finendo così per sembrare afflitto da complessi di speriorità e megalomania.

    Reza, dai retta a me: fai come ho fatto io: evita di rispondergli direttamente perchè il suo scopo è interrompere una discussione quando prende direzioni che lo disturbano. Crea la lite.

    Fatti il conto di quante persone finora sono cadute nella sua trappola; con quanti ha litigato ritvan?

    Martin Mystere

  26. utente anonimo says:

    XKel#25

    Ieri, il senato americano ha approvato un emendamento per cui, solamente da ora in poi, le attività di Blackwater e simili società, svolte in relazione alle missioni all’estero dell’esercito americano, entrano sotto la giurisdizione americana.

    La decisione non è retattivo.

    Ciò vuol dire che i Blackwater, finora agivano in piena illegalità, che gli 11 iracheni uccisi dai Blackwaters la settimana scorsa, non avranno giustizia e quindi, che chi, come responsabile politico , ha introdotto questi elementi criminali in Iraq, è politicamente responsabile dei loro atti e crimini che essi finora hanno compiuto contro i civili iracheni.

    reza

  27. fmdacenter says:

    Beh, caro Reza,

    credo ceh Bush sopravviverà a questa responsabilità politica.

    Anche perchè i suoi accusatori americani rifiutano di introdurre la leva, e quelli non americani di inviare i loro soldati (anche a comando ONU e non USA) per portare l’ordine in Iraq.

    Quindi solo la Blackwater può fornire uomini a quello scopo.

    Se può farti piacere, ritengo che questo sia un chiaro segnale di fortissima decadenza e indebolimento degli Stati Uniti e dell’Occidente: chi non sa combattere per quello che vuole presto farà quello che voglioni altri.

    Francesco

  28. utente anonimo says:

    I cittadini americani sono ormai diventati dei sedentari obesi ed esaltati. L’esaltazione e la troppa convinzione di strapotere che, gli statunitensi hanno, è causata soprattutto dalla troppa circolazione di armi all’interno del paese e la facilità con cui se ne può entrare in possesso. Le stragi nelle scuole tipo, la Columbine, ne sono un esempio. D’altronde, provengono dalla cultura sparatutto; Cowboy. Bush, deve aver raccontato ai giovani americani che in Iraq ci sono dei Mc Donalds che fanno degli ottimi Big Mac. E se la son tristemente bevuta!

    Cell

  29. utente anonimo says:

    …aggiungo che se gli Usa avessero avuto a che fare con i ceceni le avrebbero prese di santa ragione.

    Cell

  30. utente anonimo says:

    Consiglio tutti, di leggere il libro “The End of America” di Noami wolf.

    In questo libro, Wolf ci fornisce un riassunto dei diritti civili e costituzionali, a cui sono stati sottratti, sia i cittadini americani, che quegli delle altre nazioni, negli ultimi otto anni dall’amministrazione Bush.

    Wolf nel libro parla anche dei fatti concreti come; l’esaurimento globale delle risorse energetiche, i cambiamenti climatici, ed il disastro economico mondiale che stanno esacerbando la deriva fascista, inAmerica e altrove.

    Secondo wolf questa situazione continuerà a precipitare con la scarsità dell’energia, il caos ambientale, e la crisi finanziaria che getteranno benzina sul fuoco del terrorismo che l’elite al comando(i neocons) ha così deliberatamente ed accuratamente provocato ed alimentato in America.

    Per Wolf la società Americana continua a sfaldarsi, la deriva fascista precipiterà, e quello che succederà sarà l’ulteriore evaporazione delle poche libertà civili, post – Patriot Act e post – Military Commission Act, rimaste in piedi in America.

    reza

  31. kelebek says:

    Per Reza n. 31

    Capisco cosa si può intendere in un paese anglosassone per “deriva fascista”, ma il termine non mi trova d’accordo.

    Il fascismo fu una risposta a un enorme movimento di emancipazione, quello operaio e contadino.

    Ecco che il fascismo si è posto, in molte parti d’Italia (pensiamo alla Liguria o alla Toscana) contro gran parte della stessa popolazione.

    La cultura securitaria attuale, invece, si basa sullo stato di panico della maggioranza della popolazione, che si considera (a ragione o a torto) ceto medio e che esige dallo Stato protezione, non contro il mercato globale e la sua violenza, ma contro minoranze percepite come pericolose; minoranze che a loro volta cercano semplicemente di sopravvivere, in genere individualmente, e non hanno alcun progetto di emancipazione.

    Il modello fascista, insomma, poteva essere il poliziotto che picchia il sindacalista.

    Il nuovo modello è il precario del call center che grida che non c’è abbastanza polizia.

    Miguel Martinez

  32. utente anonimo says:

    per Miguel 32

    il fascismo è stato però lo strumento con cui un ceto medio e alto borghese, di piccole dimensioni per lo più, si è “difeso” dall’emancipazione operaia/contadina.

    Il fatto è che, proprio come dici tu, ora la quasi totalità della popolazione si (auto)definisce, a ragione ma spesso a torto, ceto medio. A mio avviso proprio questo lascia spazio ad una “deriva fascista” (o comunque la si voglia chiamare), che spesso non viene percepita (e queso forse succedeva anche all’inizio del ventennio) e spesso viene voluta e chiesta indicandola come unica soluzione ad una situazione di crisi, reale o presunta ( a ben vedere non ci sono poi molte differenze col passato!)

    ciao

    nix

  33. utente anonimo says:

    A mio avviso, gli strateghi del NEONAZIFASCISMO(leggi: Bush&Co) si ispirano ai casi storici per trasformare le società libere occidentali in società dittatoriali, iniziano usando la forza contro gli “indesiderabili” del momento, gli “immigrati” in generale , ma i “nemici dello stato” democratico e della società civile cioé, i musulmani, in particolare.

    In altri tempi, per il fascismo mussoliniano e quindi, per i nazifascisti furono, ovviamente, gli Ebrei, gli Zingari, i Comunisti, gli omosessuali, i “nemici” dello stato. Quindi nello stato attuale, una volta che la società viene rimodellata secondo l’uso di questo tipo di forza, si inizia a “sfocare i confini definiti” e ad estendere la criminalizzazione alla; libertà di parola, libertà di lottare per i diritti, libertà di oppore resistenza all’occupazione militare, etc, etc, come avvien in israel da 60 anni, e nel resto del mondo dal’2001,senza fornire una chiara definizione di “terrorista”, e quindi, si inizia l’uso della forza IN MODI ALTAMENTE VISIBILI, STRATEGICI E VISUALMENTE SCIOCCANTI contro persone che gli altri , NON DEVONO VEDERE normali cittadini.

    Ah, QUANTO SOMIGLIANO Le prime “celle per la tortura” utilizzate dalle SA [l’organizzazione paramilitare nazista] ALLE CARCERI SEGRETE DELLA CIA(e aggiungi tranquillamente; del mussad)sparse in tutto il mondo, dove vengono deportate i “prigionieri” musulmani che CIA e mussad prelevano in ogni parte del mondo, senza guardare in faccia alla sovranità nazionale degli stati ?

    reza

  34. kelebek says:

    Per Nix n. 33

    La differenza sta nel fatto che non esiste una controparte in “Occidente”. Non esiste nulla di creativo che si muova, e che debba essere schiacciato.

    Questo permette una tranquilla convivenza tra lo Stato – come organo puramente repressivo e non più propositivo (come comunque era sotto il fascismo) – e un clima generale che potremmo definire “libertino”, perché non c’è nulla nella cultura generale che minacci il dominio.

    Ecco che le punizioni diventano sempre più pesanti, le leggi sempre più restrittive, ma focalizzate su gruppi minoritari – i “musulmani”, i “terroristi”, gli “zingari” – e lasciano grande libertà alle persone “normali”: molte di queste leggi sono più repressive di quelle in vigore all’epoca fascista.

    Ma, a differenza dell’era fascista, queste leggi non minacciano le persone “normali” (sotto il fascismo, la repressione colpiva anche le cooperative e le osterie), e anzi le persone “normali” non sono mobilitate in alcuna struttura parastatale, ma possono permettersi una serie di comportamenti inimmaginabili all’epoca.

    Miguel Martinez

  35. utente anonimo says:

    “le persone “normali”, in un contesto del genere, non sono altro che, “costrutti” di costrutti di chi imposta questo “ordine”.

    Non sono “costrutti” diretti per la sperienza della vita sociale.

    Insomma, è una ricostruzione “ideal tipica”, al quale , per forza delle cose dipendenti dal contesto, si deve adeguare(infatti: adeguatezza/inadeguatezza)per essere considerato persona “normale”.

    reza

  36. RitvanShehi says:

    >Per Ritvan n. 23 Io non vado a cancellare vecchi messaggi, che peraltro non ho nemmeno letto, una volta capito l’andazzo.MM<
    Miguel, non so che scala cronologica usi tu:-), ma i messaggi stronzi firmati “reza” a cui mi riferivo erano il n. 15 e il n.17, entrambi del 04/10, come lo era del 04/10 il mio di risposta che tu hai cancellato. Pertanto sei pregato di trovare un’altra giustificazione, se proprio non puoi farne a meno.

  37. RitvanShehi says:

    >X Reza premesso che non ho nulla a che spartire con reza e con le sue idee.Martin Mystere<
    E chissenefrega non ce lo mettiamo, Esimio?

    >noto che reza riceve gli stessi identici attacchi riservati da ritvan a tutte le persone che si permettono di dissentire.<
    Di dissentire da che, Egregio?:-). Fare frasi di senso compiuto no, eh?

    >Io non avevo fatto neppure quello ma probabilmente ho scritto qualcosa che ha disturbato il suo complesso di inferiorità.<
    Un essere umano che avesse complessi d’inferiorità nei confronti di un protervo ignorante par suo, Esimio, sarebbe da eliminare. Per eutanasia:-).

    >Come tutte le persone frustrate ritvan ricorre alla menzogna ed all’offesa finendo così per sembrare afflitto da complessi di speriorità e megalomania.<
    Bugiardo e per di più spudorato è lei, Egregio. Sono ancora in attesa che lei mi incolli qui i miei commenti in cui avrei dato a TUTTI gli italiani dei “mafiosi” e dei “criminali d’Erba”.

    Ma vada a spargere i suoi Egregi schizzi di merda molto educati da un’altra parte, galantuomo dei miei stivali!

    Reza, dai retta a me: fai come ho fatto io: evita di rispondergli direttamente perchè il suo scopo è interrompere una discussione quando prende direzioni che lo disturbano. Crea la lite.

    Fatti il conto di quante persone finora sono cadute nella sua trappola; con quanti ha litigato ritvan?

  38. kelebek says:

    Per Ritvan,

    per placarti, ho cancellato il 17. Non ho capito, invece, il 15 cosa avrebbe di offensivo.

    Miguel Martinez

  39. utente anonimo says:

    Il#17 “ex nuovo”:

    “Joshua Key è uno dei 14000 (quattordici) soldati americani(reclute dell’Iraq) rifugiti in Canada che sono considerati disertori dall’esercito americano, i quali non vogliono ritornare in Iraq.”

    reza

  40. kelebek says:

    per reza n. 39

    così va benissimo

    Miguel Martinez

  41. utente anonimo says:

    Ritvan

    insisti pure non ti seguo e da quanto ho capito anche Reza.

  42. utente anonimo says:

    Martin Mystere

  43. mariak says:

    Sono sempre stata restia a usare il termine fascismo senza ulteriori specificazioni, mi sono sempre riferita al “fascismo storico” anche con persone delle mie stesse idee di sinistra. Tutt’al più potevo usare fascismo come sinonimo di violenza , in senso lato, ma preferivo sempre l’altra definizione, specialmente parlando di politica.

    L’ossessione securitaria a differenza del fascismo che aveva una componente di classe prevalente, è un fenomeno di tipo interclassista che poggia spesso sulla percezione di un pericolo che esiste soltanto in parte. la vicenda dei lavavetri è stata esemplare, come la vicenda dell’indulto, che certamente è stato realizzato male, ma che non giustifica gli attacchi che riceve da più parti, Travaglio, Grillo, altri comici , come maurizio crozza che spesso ritorna sul tema creando ansia a volte ingiustificata, per non parlare di alcuni politici.

    La politica securitaria poi, in genere declina la legalità in modo minimalista, parla di deboli, di vecchi, di poveri, e addita e appone a questi, altri vecchi, altri poveri, altri deboli come causa di tutti i mali, mi riferisco ai rom, agli immigrati, e altro; certo non dico che la piccola criminalità non sia aumentata o vada presa sottogamba, mi preme molto la sicurezza della vecchia traballante , ma anche della più giovane,per le quali uno scippo può essere fatale o quasi, ma respingo l’idea che sia stata la legge gozzini, tanto per fare un esempio, a peggiorare la sicurezza delle nostre città, che invece è il frutto di avvenimenti epocali legati a grandi rivolgimenti politici o a emergenze ambientali.

    maria

  44. RitvanShehi says:

    >Per Ritvan, per placarti, ho cancellato il 17.<
    Non per placare, ME che degli insulti di farneticanti decerebrati semianalfabeti me ne frego altamente. Per placare il senso di Giustizia censoria:-)

    >Non ho capito, invece, il 15 cosa avrebbe di offensivo. Miguel Martinez<
    Beh, se ti dessi del “cretino” forse lo capiresti:-)

    Infatti, il n.15 così esordisce:

    “Consiglio vivamente tutti(meno che quel cretino di ritvan)di leggere il libro..”

    Ciao

  45. utente anonimo says:

    farneticanti decerebrati semianalfabeti = ?

    reza

  46. RitvanShehi says:

    >Ritvan insisti pure non ti seguo e da quanto ho capito anche Reza.Martin Mystere<
    Certo che insisto, ci mancherebbe altro. Mica posso permettere al solito vigliacco italico razzista, xenofobo e INeducato arrivato qui per ultimo di tirare il sasso e poi nascondere la mano.

    Sono in paziente attesa – e te lo ricorderò abbastanza spesso – della documentazione attestante che:

    1. Gli albanesi sono la maggioranza della popolazione carceraria italica.

    2. Io avrei sostenuto che TUTTI gli italiani sono mafiosi e criminali.

    Fin quando tale documentazione non arriva qui, sono perfettamente legittimato (da me stesso:-) ) di darLe dell’Emerito Bugiardo Ineducato e Xenofobo.

  47. RitvanShehi says:

    >farneticanti decerebrati semianalfabeti = ?

    reza<
    Non ti dar pena, Miguel cancellerà d’ufficio anche quello, senza bisogno che tu ti lamenti:-). Si chiama “solidarietà antiimperialista”:-)

  48. utente anonimo says:

    “Più della metà della popolazione carceraria italiana è costituita da stranieri. A Rimini si conferma questo dato, seppur con delle differenze: gli stranieri erano il 49% nel 1999, il 46% nel 2000. Le comunità più rappresentate sono la marocchina, l´algerina, la tunisina, seguite da quella albanese”

    http://www.regione.emilia-romagna.it/wcm/dipendenze/sezioni/dipdoc/centri/centro_rimini/pubblicazione_carcere.htm

    bene ritvan

    adesso ci spieghi come è possibile che una minoranza di persone (400.000 ossia lo 0.7%) riesca a coprire, assieme ad altre tre comunità, oltre il 50% della popolazione carceraria

    Martin Mystere

    per ogni cento detenuti, per rispecchiare le percentuali, ci dovrebbe essere al massimo un albanese (400.000:60.000.000=x:100)

    i conti non tornano

  49. utente anonimo says:

    invece su 170.000 avvocati in italia solo 4 risultano albanesi

  50. utente anonimo says:

    Seguendo gli stessi criteri indicati da miguel martinez un ricerca ufficiale

    http://www.volontariatogiustizia.it/documenti/quinto_rapporto_allegato.pdf

    è interessantissima

    vediamo se trovo quanti albanesi risultano detenuti ed il numero complessivo esatto di detenuti

  51. utente anonimo says:

    Prima dell’indulto la popolazione carceraria in italia si attestava sui 60.710 di cui, udite udite 7115 albanesi

    insomma una popolazione che non arriva a rispecchiare lo 0.7% della società civile, in quella carceraria è 20 volte superiore

    i numeri significheranno pure qualcosa o no?

    Sempre quella popolazione, in un settore più elevato (avvocatura) si attesta a livelli particolarmente bassi (4)

    Significativo è il numero di veterinari regolarmente iscritti negli appositi albi (0) e di medici (22)

  52. mameranus says:

    sant’iddio ma che palle con queste statistiche degli albanesi!!!

    o anonimo, ma che senso ha dire che gli albanesi sono lo 0,7% della “società civile”?

    se la stragrande maggioranza degli albanesi che vengono da noi è composta da disgraziati maschi, giovani, disoccupati senz’arte né parte, che senso ha, anonimastro, confrontare questo gruppo con il gruppo “società civile” che comprende, per dire, tua nonna che è donna, anziana, pensionata e magari pure persona di buoni gusti e buona cultura?

    roberto

  53. utente anonimo says:

    bene ritvan

    adesso ci spieghi come è possibile che una minoranza di persone (400.000 ossia lo 0.7%) riesca a coprire, assieme ad altre tre comunità, oltre il 50% della popolazione carceraria

    per ogni cento detenuti, per rispecchiare le percentuali, ci dovrebbe essere al massimo un albanese (400.000:60.000.000=x:100) Martin Mystere

    A parte il fatto che credo che il Signor Ritvan Shehi non ti debba spiegare proprio un bel nulla, solo per il fatto di essere cittadino albanese, ho svolto la proporzione da te impostata.

    X = 400.000 per 100 fratto 60.000.000 Seguendo la regola della semplificazione si ottiene 4 fratto 6 il cui risultato è 0,6. (0,60606060…)

    Con il dato che indichi 0,7% c’è una differenza di 0,1%.

    Mi scuserai ma penso, francamente, non valga neanche la pena di discuterne.

    Sardina

  54. mariak says:

    bene ritvan

    adesso ci spieghi come è possibile che una minoranza di persone (400.000 ossia lo 0.7%) riesca a coprire, assieme ad altre tre comunità, oltre il 50% della popolazione carceraria

    Martin Mystere

    maria

    o non avevi detto che non avresti più rivolto la tua attenzione a ritvan, allora, perchè continui a tediarci con le tue statistiche carcerarie?

  55. kelebek says:

    Prendiamo un periodo di tempo lontano, “quando in Italia c’erano solo gli italiani”, rifacendoci al fondamentale lavoro di Aldo Ricci e Giulio Salierno, “Il carcere in Italia”, Einaudi 1971.

    Su quasi 400.000 detenuti tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 1969 (le dimensioni reali della popolazione carceraria vengono sempre mascherate in modo da farla sembrare molto più piccola), i maschi erano circa il 95%.

    Il 57,7% (nel 1967) era nato al Sud; e sempre nel 1967, il 32,6% erano disoccupati o inoccupati, il 51,4% lavoratori dipendenti o coadiuvanti.

    Quindi l’84% di persone “in basso” nella scala sociale (ma anche il 13,6% di “lavoratori in proprio” potrebbero comprendere anche venditori ambulanti).

    Il 9,6% erano analfabeti, il 75,3% aveva istruzione elementare, il 14,1% aveva la licenza media, pari al 99% della popolazione carceraria.

    Quindi è con questa umanità che occorre fare un confronto statistico, proprio come sottolineava Roberto.

    Per fare un raffronto, dal calcolo degli italiani dobbiamo togliere i minori di 14 anni, le donne, le persone dal ceto medio basso in su, le persone con titolo di studio superiore alla scuola media e le persone nate in regioni o almeno quartieri “bene” dell’Italia: cioè la gente che non va in carcere.

    Miguel Martinez

  56. RitvanShehi says:

    >o non avevi detto che non avresti più rivolto la tua attenzione a ritvan, allora, perchè continui a tediarci con le tue statistiche carcerarie? maria< O maria, ‘o che un Onorevole Appartenente alla Gran Loggia Dei Beneducati (Nonché Poco Informati) dell’Occidente D’ Italia non ha il diritto di cambiar parere?:-) >A parte il fatto che credo che il Signor Ritvan Shehi non ti debba spiegare proprio un bel nulla, solo per il fatto di essere cittadino albanese,..Sardina<
    Sì, ma io sono un albanese buono e quando mi si presenta l’occasione di illuminare un fratello immerso nell’ignoranza, m’intenerisco. Pertanto segui la discussione, che io faccio un salto da Sherif, che lì ho fatto mesi fa una picola “tesina” in materia che spero di trovare (sì, sono un pigro, lo so:-) ).

    >ho svolto la proporzione da te impostata.

    X = 400.000 per 100 fratto 60.000.000 Seguendo la regola della semplificazione si ottiene 4 fratto 6 il cui risultato è 0,6. (0,60606060…)

    Con il dato che indichi 0,7% c’è una differenza di 0,1%.<
    Non per prendere le parti del Sig. Beneducato Italico:-), ma veramente a me sembra che il risultato venga 0,666666666…che, arrotondato alla prima decimale ci dà appunto 0,7%

    >Mi scuserai ma penso, francamente, non valga neanche la pena di discuterne.<
    Ma no, io lo trovo interessante e istruttivo, invece.

    Cao

  57. RitvanShehi says:

    >Significativo è il numero di veterinari (albanesi-ndr)regolarmente iscritti negli appositi albi (0) e di medici (22). anonimo< O mio caro troglione ignorantello, se vai al sito dell’Ordine dei medici veterinari dell’Emilia Romagna (http://www.ilprogressoveterinario.it/fnovi/iscritti/iscritti.asp?IDRegione=5&REGI=Emilia%20Romagna) e fai una ricerca per nome nella lista che ti si presenta (lo sai fare, vero, non c’è bisogno del disegnino?), troverai un certo Kujtim Dr Duhanxhiu (visto che vosotros cari troglioni avete la simpatica abitudine di far fare le traduzioni dei nomi albanesi oggi mi sento buono e vi risparmio la fatica: in italiano è “Ricordo Dr Fumatore”:-) ma vi proibisco di insinuare che sia il mio vero nome, eh! ). Ebbene, se lui non figura nei papiri da te consultati, allora significa che con quei papiri ti ci puoi tranquillamente pulire il culo, visto che il Dr. Duhanxhiu è un Medico Veterinario di “pura razza”:-) albanese, laureato in Albania ed emigrato in Italia negli anni ’90. Cosa di cui ti puoi accertare – perché ovviamente un Essere Superiore par tuo mica può credere sulla parola a un albanese par mio -scrivendo al suddetto Ordine.

    Ci sono anche un paio d’altri CHE CONOSCO PERSONALMENTE, ma di cui al momento non mi sovvengono i nomi, però ti dovrebbe bastare quello.

  58. RitvanShehi says:

    >Seguendo gli stessi criteri indicati da miguel martinez un ricerca ufficiale

    http://www.volontariatogiustizia.it/documenti/quinto_rapporto_allegato.pdf

    è interessantissima

    vediamo se trovo quanti albanesi risultano detenuti ed il numero complessivo esatto di detenuti. anonimo<
    Mi dispiace, caro il mio troglionazzo, niente albanesi in quell’allegato. Però, c’è un altro dato interessante.

    Il 31/12/2005 le italiche galere contenevano esattamente 59523 detenuti, di cui 19836 stranieri. Che, se la matematica non è un’opinione, fa esattamente 33,3 %.

    D’acordoooooo?!

    E allora, diglielo tu, per favore, al Mr. Mystere Education Man di non prendere dati ad minchiam dai siti delle Regioni Rosse,(#48) in cui i detenuti stranieri figurano essere più del 50% della popolazione carceraria. E vedetevela fra di voi:-)

  59. RitvanShehi says:

    Ah, sempre per il troglione n.51.(quello di zero veterinari iscritti all’Ordine).

    Con dati messi lì ad capocchiam, senza riferimenti o link su cui si possa far verifiche, ti ci puoi sempre pulire il solito culo.

  60. fmdacenter says:

    Reza

    Bush e i neocon se ne vanno tra pochi mesi, ormai.

    A quale luna abbaierai allora?

    Non ti prendi mai una pillola contro la paranoia?

    Francesco annoiato

  61. RitvanShehi says:

    Dunque, ho scovato il lavoro che avevo fatto da Sherif (chi volesse leggere tutto: http://www.haloscan.com/comments/sceriffopoli/2919368431003749978/) e lo riporto.

    Un certo “Joe Black” posta questo papiro (già l’inizio con quel “sò” è tutto un tripudio di classe intellettuale:-) ).

    Sò che non verrò pubblicato, però…

    Secondo il sito “razzista” e “xenofobo” del Ministero della Giustizia, le statistiche riguardanti l’esecuzione negli istituti penitenziari italiani, vedono la maggioranza dei reati imputabili a stranieri provenire dall’Africa seguiti a ruota dai Paesi dell’Est… quando si dice risorse eh?

    Il totale generale dei reati ascritti ai detenuti presenti negli istituti penitenziari ed aggiornato al 31.12.2006, è di 140.842 e di questi 29.596 imputabili a stranieri e 111.246 imputabili ad italiani….Un occhio poco attento potrebbe esclamare:

    “Visto? Gli italiani delinquono di più”

    Peccato però che quei dati sono riferiti a circa 58.000.000 di italiani e a 3.000.000 di stranieri.

    Quindi 111.246:58.000.000=29.596:3.000.000

    Ora fate voi le debite proporzioni tenendo conto che questo non è ne’ delirio, ne’ follia, ne’ razzismo, ne’ xenofobia… ma pura e semplice matematica.

    Qui sotto i links dove verificare se “il Joe Black” è uno sparapalle razzista:

    http://www.giustizia.it/statistiche/statistiche_dap/det/2006/dic/reati.xls

    http://www.giustizia.it/statistiche/statistiche_dap/det/2006/detg31_stranieri.htm

    Joe Black

    Ovviamente:-) il Joe Black non fu disposto ad ascoltare quel che un ex docente di epistemologia della ricerca scientifica, epidemiologia e statistica medica veterinaria (vabbè, all’università di Tirana, ma nessuno è perfetto:-) ) aveva da chiarire in proposito. Per fortuna, un certo Piero si mostrò interessato alla mia opinione. E dunque a lui che mi rivolsi in questi termini:

    Eccomi qua, caro Piero….Sei stato facile profeta, in effetti JB non ha alcuna voglia di dialogare, ti sbatte in faccia il foglio excel, lui, ehheee!:-)

    Comunque, ti premetto che qualsiasi cosa io ti dica e qualsiasi cosa tu capisca dai miei presenti sproloqui statistici ad uso di non specialisti, non ti fare illusioni di poter raddrizzare il cervello del razzista medio su questo punto. Sarebbe come tentare di convincere un villico italico del XVI secolo che non è il Sole a girare intorno alla Terra, ma viceversa, poiché così ha concluso un extracomunitario polacco lavavetri chiamato Copernico:-)

    Dunque, per tornare a bomba e cercando di essere il meno “tecnici” possibile, le cifre che riporta il Ministero della Giustizia italico devono per forza essere esatte, tanto più che sono più o meno simili a quelle degli anni scorsi. La cosa che manca, però, per poter tentare di stabilire quello che in linguaggio statistico si chiama “correlazione” fra essere “ospiti” o “padroni di casa” e avere un minore o maggiore tasso di delinquenza è una cosa piccola piccola, che il sito tanto solertemente messoci a disposizione da Joe Black non ci fornisce. Ed è la divisione dei reati commessi da stranieri suddivisa in due categorie: da stranieri REGOLARI e da stranieri IRREGOLARI/CLANDESTINI.

    Perché serve questa distinzione? Ma per la semplice ragione che la statistica – anche quella cosiddetta “sociale” – è una scienza che richiede che quando si comparano due gruppi per vedere come si comporta una certa caratteristica – nel nostro caso il tasso delinquenziale – nell’ambito dei due gruppi, entrambi i gruppi dovranno avere caratteristiche molto simili, tranne ovviamente per 1 solo carattere, che nel nostro caso è la nazionalità: italiana o straniera.

    Ma cosa succede? Nel gruppo “stranieri” ci sono i due suddetti sottogruppi, di cui solo uno – ovvero quello dei regolari – ha caratteristiche simili a quelle della popolazione italica: è composto per circa metà da maschi e metà da femmine, ci sono meno anziani (poco propensi a delinquere, dati gli acciacchi dell’età ), ma in compenso ci sono più bambini (anch’essi poco propensi a delinquere), perciò pari sono, hanno un lavoro, una casa, un documento di riconoscimento ecc., ecc, insomma sono (quasi) in tutto e per tutto come gli italiani. E soprattutto si sa CON CERTEZZA quanti sono.

    L’altro sottogruppo, invece,…mamma mia: clandestini, senza documenti, in stragrande maggioranza maschi e qualora femmine in maggioranza prostitute, gente che non ha nulla da perdere, a volte sfruttata come bestie a volte collusa con la malavita o facente il malavitoso in proprio per sopravvivere…Insomma, chi potrebbe definire le condizioni giuridiche e umane di questi reietti paragonabili a quelli del buon cittadino italico? Nessuno sano di mente. Eppure, il nostro JB li mette allegramente nello stesso “paniere” dei regolari. Ovviamente perché siccome delle regole della statistica gliene frega ‘na cippa e c’ha pure il suo tornaconto, non si pone neanche il problema. E non si pone nemmeno quello di quanti siano IN TOTALE gli stranieri irregolari/clandestini (le due categorie sono distinguibili solo per un cavillo legale, ma in pratica è la stessa cosa) in Italia, per poter fare un tasso corretto: mezzo milione (come dicono gli “ottimisti”) 2 milioni (come dicono gli “allarmisti” alla Fallaci) o più verosimilmente una via di mezzo? Boh!

    Ma torniamo alle cifre. Il Grazioso ministero di Grazia e Giustizia non la fa questa distinzione. Spero in buonafede e per ignoranza del burocrate che tiene i fogli excel. Altrimenti dovrebbero essere ritenuti complici di fomentazione della xenofobia. Ma transeamus. Io quelle cifre le ho trovate. Le riporta il giornalista Peter Gomez (quello che insieme a Travaglio ce l’ha col Berlusca ) e altri. All’URL:

    http://www.alef-fvg.it/immigrazione/txt/docs/espresso2005.htm

    Non so dove li abbia trovati, forse ha una talpa al sullodato Ministero:-). Fatto sta che dai dati di Gomez & co. emerge che:

    “Nel 2004, su 611.283 persone arrestate o denunciate, il 60 per cento erano italiani, il 38 per cento immigrati irregolari, e nemmeno il 2 per cento regolari.”

    Ora, facendo due conti della serva – senza foglio excel -e “scorporando” i clandestini, emerge che:

    1. Gli italiani (anno 2004)

    1.a Italiani delinquenti = 366 770

    1.b Italiani residenti = 56 000 000

    1.c Tasso delinquenziale (1.a : 1.b) = 0,65%

    2. Gli stranieri regolari (anno 2004)

    2.a Regolari delinquenti = 12 225

    2.b Regolari residenti = 2 670 000

    2.c Tasso delinquenziale (1.a : 1.b)= 0,46%

    Minchia!!! Gli stranieri con permesso di soggiorno delinquono meno degli italiani!! Ma allora non c’è più religione!:-)

    No, calma e gesso!:-). Le cifre in assoluto (56 milioni per gli italiani e 2 670 000) per gli stranieri non sono paragonabili e, pertanto con prove statistiche – di cui non vi risparmio:-) i nomi: chi-square test e test di Student- tale differenza di 0,19% non è statisticamente significativa con probabilità superiore a 0,95 (se JB ha qualche amico che ha dimestichezza con la statistica, ci provi a sottoporre il tutto e poi mi faccia sapere), in pratica dobbiamo prendere come se italiani e stranieri regolari delinquano nel 2004 più o meno allo stesso tasso.

    Ovviamente, se facciamo “il conto” ai clandestini/irregolari, c’è da mettersi le mani nei capelli: 11.6%, ovvero più di 20 volte maggiore di quello di stranieri regolari e italiani. E te credo, sono dei fuorilegge per definizione!

    Da ciò si deduce chiaramente e senza bisogno di test di Student o chi-square, che è la clandestinità, non la nazionalità, che fa l’uomo ladro e delinquente.

    P.S. Per onestà intellettuale devo dire (ma non facciamoci sentire da JB :-)) che anche la mia elaborazione, pur se – a differenza di quella di JB – veritiera e rispettosa della regola basilare statistica della omogeneità dei gruppi, non è molto scientifica. Per il semplice motivo che nel Belpaese – come il Procuratore Generale della Cassazione non si stanca mai di ripetere nel suo discorso all’apertura di ogni santo anno giudiziario – quasi il 90% dei reati rimane senza autore. Pertanto, la nostra “classifica” si basa su un campione esiguo del 10 %. Campione che in barba alla seconda regola della statistica – ovvero campionatura rigidamente randomizzata e secondo protocolli ben standartizzati – è totalmente in balìa degli inquirenti.

    Ciao

    Ritvan

    Nota: A proposito di “balìa degli inquirenti”, c’è a Potenza in questi giorni un magistrato chiamato De Magistris, il quale sostiene (visto personalmente ad “AnnoZero” e a favore del quale anche Beppe Grillo sta conducendo una delle sue solite battaglie) che dove lavora lui i fascicoli riguardanti reati di cui sono accusati amici ed amici degli amici di certi inquirenti finiscono nella polvere per anni, e vengono “miracolosamente” tirati fuori appena scatta la prescrizione. Si è messo ad indagare, ma il suo Procuratore Capo non solo gli ha tolto l’inchiesta, ma ha permesso che le telefonate del De Magistris venissero intercettate – oh, legalmente, ci mancherebbe – dagli stessi inquirenti oggetto dell’inchiesta del De magistris!! E – dulcis in fundo – quel Glorioso Concentrato di Virtù Italiche che risponde al nome di Clemente Mastella, Ministro di Grazia e Giustizia, lo vuole trasferire “per incompatibilità”!

    Ma sarà certamente tutta colpa dei soliti albanesi:-)

  62. kelebek says:

    Dieci anni di carcere per navigazione (IV)

    [..] Ora, el-Mostapha el-Korchi è accusato di essersi addestrato a fare il terrorista. Cioè non solo a combattere in non meglio precisati luoghi lontani, ma anche a fare strage di civili. Come lo si dimostra? Dice di picchiare i bambini, quin [..]

  63. kelebek says:

    Dieci anni di carcere per navigazione (IV)

    [..] Ora, el-Mostapha el-Korchi è accusato di essersi addestrato a fare il terrorista. Cioè non solo a combattere in non meglio precisati luoghi lontani, ma anche a fare strage di civili. Come lo si dimostra? Dice di picchiare i bambini, quin [..]

  64. kelebek says:

    Dieci anni di carcere per navigazione (IV)

    [..] Ora, el-Mostapha el-Korchi è accusato di essersi addestrato a fare il terrorista. Cioè non solo a combattere in non meglio precisati luoghi lontani, ma anche a fare strage di civili. Come lo si dimostra? Dice di picchiare i bambini, quin [..]

  65. kelebek says:

    Dieci anni di carcere per navigazione (IV)

    [..] Ora, el-Mostapha el-Korchi è accusato di essersi addestrato a fare il terrorista. Cioè non solo a combattere in non meglio precisati luoghi lontani, ma anche a fare strage di civili. Come lo si dimostra? Dice di picchiare i bambini, quin [..]

  66. kelebek says:

    Dieci anni di carcere per navigazione (IV)

    [..] Ora, el-Mostapha el-Korchi è accusato di essersi addestrato a fare il terrorista. Cioè non solo a combattere in non meglio precisati luoghi lontani, ma anche a fare strage di civili. Come lo si dimostra? Dice di picchiare i bambini, quin [..]

  67. kelebek says:

    Dieci anni di carcere per navigazione (IV)

    [..] Ora, el-Mostapha el-Korchi è accusato di essersi addestrato a fare il terrorista. Cioè non solo a combattere in non meglio precisati luoghi lontani, ma anche a fare strage di civili. Come lo si dimostra? Dice di picchiare i bambini, quin [..]

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