A Firenze

Pubblico volentieri il comunicato degli organizzatori della campagna di solidarietà con Gaza assediata.

GAZA VIVRA’

Appello per la fine di un embargo genocida

 Firma subito anche tu!

Tutte le firme devono essere inviate a info@gazavive.com

e verranno pubblicate su www.gazavive.com

Oltre a nome  e cognome è importante comunicare la città e la qualifica di ogni firmatario

 Quasi mille persone hanno già sottoscritto l’appello di solidarietà con il popolo palestinese, e per la fine dell’embargo a Gaza. Si tratta di una prima positiva risposta, la punta dell’iceberg di un’area che intende ribellarsi all’enorme sopruso perpetrato nei confronti del popolo palestinese, un’area che non si piega al filo-sionismo “politicamente corretto” dei grandi mezzi di (dis)informazione.

Sono quegli stessi mezzi che non solo fingono di ignorare il fatto che un milione e mezzo di esseri umani sono sotto assedio, accerchiati dal filo spinato, senza possibilità né di uscire né di entrare, ma  che passano regolarmente sotto silenzio le continue incursioni israeliane, che solo nei giorni scorsi hanno ucciso altre 11 persone nella Striscia di Gaza. 

Rompere questo silenzio è il primo obiettivo di questo appello, la premessa indispensabile per poter sviluppare una più ampia mobilitazione contro l’embargo.

 Mentre rinnoviamo l’invito a sottoscrivere l’appello, ed a farlo circolare con tutti i mezzi, convochiamo fin da ora un incontro nazionale per costruire insieme le prossime tappe della campagna

 l’assemblea nazionale si terrà

DOMENICA 11 NOVEMBRE

a FIRENZE

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26 Responses to A Firenze

  1. fmdacenter says:

    A proposito di genocidio, è finita l’acqua?

    Ormai dovrebbe essere qualche giorno che i perfidi sionisti hanno tagliato tutto.

    O aspettano un momento più opportuno?

    Che so, alla prima vittoria del Milan, con tutto il mondo distratto, zac! e tagliano tutto.

    Francesco

    PS il sarcasmo non è per i palestinesi ma per certi loro amici.

  2. utente anonimo says:

    fra l’altro mentre in questo ramadan le’ porte del paradiso” sono aperte i sionisti impediscono ai muslims l’accesso alla moschea Al-Aqsa , quindi aggiungono crimine a criminie e a tutti i livelli la politica di israele é degna del nazismo …ma molti ebrei non sono d’accordo con questa politica ufficiale e sono uniti ai musulmani…non si é qui per dire che i palestinesi non hanno mai fatto errori ma per dire che l’errore del sionismo é di gran lunga più grande. Ieri ho incontrato un libanese cristiano che mi ha detto: ma noi cristiani musulmani ebrei facevamo sempre la festa insieme! Il maestro dice ogni volta che qualcuno vorrà essere autentico seguace della conoscenza ci saranno attorno a lui 50 diavoli che vorranno impedirlo. E quello che viviamo ogni giorno ma in Hurqalya Al-Aqsa brilla più che mai ed anche qui sulla terra il cuore dei saggi entrerà nella moschea anche se le porte sono chiuse perché il grido di verità vola sul burâq e non puo cessare . la cupola d’oro riverbera scintille di conoscenza and ) pay no heed to the idiots, ) don’t give a dam to a stupidsssss….ciao! wadhuda

  3. kelebek says:

    Non sono graditi commenti confusi, riguardanti temi del tutto irrilevanti.

    La petizione e la riunione di Firenze non hanno nulla a che vedere con il defunto Yassir Arafat o con il defunto re della Giordania.

    Il commento di Francesco, per quanto sarcastico e superficiale, è comunque in topic; come lo è quello di wadhuda, perché parla di questo Ramadan.

    Miguel Martinez

  4. utente anonimo says:

    Miguel alla fine ho deciso di firmare.

    Ma mi spieghi -se lo sai- perchè il quarto punto (cancelli il Trattato di cooperazione con Israele sottoscritto dal precedente governo) è sparito?

    diego

  5. kelebek says:

    Per Diego

    Sono contento :-)

    Non è sparito. E’ che il sito http://www.gazavive.com è stato fatto con una serie di diavolerie artistiche, e quindi non compare tutto l’appello: bisogna fare clic sul testo dell’appello, e si vede tutto.

    Il pezzo che manca – quando si guarda senza fare clic – però è solo l’ultimo paragrafo (quello che tu citi), per cui si poteva rendere tutto direttamente visibile.

    Miguel Martinez

  6. utente anonimo says:

    IRRILEVANTI o scomodi?

    Quando ci si batte per una causa, si devono esaminare tutti gli aspetti connessi

    A chi si lamentava che durante l ramadan non fosse consentito (ma è poi vero?) l’accesso ai luoghi sacri, si è quindi ricordato che lo stesso accesso venne interdetto fino al 1967 a cristiani (in via parziale) ed a ebrei (non ad israeliani) dalle stesse persone che oggi lamentano un trattamento simile.

    nessuna irrilevanza od impertinenza, ma piena attinenza alla materia del contendere.

    Come è opportuno ricordare che i morti che qui si contano, sono infinitamente inferiori al numero di morti per mano palestinese o giordana.

    La storia è un continuo fluire di dati e date ed analizzare un singolo momento senza tenere conto del pregresso è da sciocchi o da persone in malafede

    Tu non mi sembri sciocco

    Martin Miguelez

  7. utente anonimo says:

    Embargo

    cos’è un embargo? ve lo chiedo perchè anche le parole hanno la loro importanza

    Si ha un embargo quando la comunità internazionale o uno (o più stati) impediscono il transito di beni di prma necessità verso un altro stato

    nel caso in esame non vi è embargo perchè israele non impedisce il passaggio di beni o servizi verso la palestina ma, più semplicemente, NON INVIA beni o servizi.

    Non invia acqua

    non invia elettricità

    o, più correttamente, non invierebbe.

    Se non ci fosse lo stato di guerra, israele non avrebbe obbligo alcuno verso la palestina c ome, del resto, gli stati confinanti non ne hanno verso israele (eccetto l trattato sullo sfruttamento delle acque del giordano con la giordania)

    Israele, tuttavia, è obbligata in quanto potenza occupante (ma occupa davvero tutto il territorio palestinese?)

    la domanda è quindi semplice: fino a che punto si può essere obbligati a fornire beni al proprio nemico ossia ad un nemico che si dichiara tale e che vuole la tua distruzione?

    Perchè è questo il vero problema: la petizione vuol costringere israele a fornire acqua ed elettricità ai propri nemici

    perchè non la forniscono, NULLA OSTANDOVI, egitto e giordania?

  8. utente anonimo says:

    anche il post precedente è scomodo/irrilevante?

    Martin Miguelez

  9. kelebek says:

    Per Martin n. 8

    1) I post precedenti erano anonimi

    2) Nei post precedenti, chiedevi a me di scrivere un post su un argomento deciso da te. Se tu vuoi parlare di un argomento, apriti un blog e scrivine tu

    3) Il discorso del Settembre Nero, e del tentato sterminio – con aiuto militare americano e israeliano – dei palestinesi in Giordania, è del tutto irrilevante alla questione di Gaza oggi (tra l’altro, Gaza sta dalla parte opposta, geograficamente, rispetto alla Giordania)

    3) Il tono offensivo-provocatorio lo vai a usare con gli amici tuoi.

    Tu non sei mio amico.

    4) Ciò che ha fatto il governo giordano a suo tempo non mi interessa, né che riguardi la strage del Settembre Nero, né che riguardi gli accordi sottobanco con Israele nel 1948, né che riguardi come hanno gestito il Muro Occidentale.

    Il giorno in cui dovessi fare un post sull’infame dinastia degli hashemiti, ne riparleremo.

    Miguel Martinez

  10. metoikos says:

    @ # 7

    Non è vero che si può parlare di embargo solo quando sussiste l’impedimento di transito di beni di prima necessità.

    Secondo la tua definizione della parola embargo, bisogna dedurre che non ci fu mai embargo contro l’Iraq, cosa assolutamente non vera perché attuata addirittura con una risoluzione dell’ONU. Ti ricordi “cibo in cambio di petrolio”? Quello era embargo ed il cibo è un bene di prima necessità!

    Quindi “nel caso in esame” esamina bene le tue informazioni…e ricordati che Israele vende i servizi ai territori occupati, mentre è una forza di occupazione ed è obbligata dal diritto internazionale di FORNIRE.

    E poi figurati se la petizione (da me firmata) costringerà Israele a “fornire acqua ed elettricità ai propri nemici”!

    Imed Mehadheb Metoikos (Tunisia)

  11. kelebek says:

    Comunque, qui c’è un equivoco.

    Io non ho alcuna obiezione alla politica israeliana: vogliono uno stato etnico? Bene, per averlo, bisogna eliminare in qualche modo l’etnia rivale – attraverso l’espulsione o la chiusura in ghetti o la creazione di condizioni di vita insostenibili.

    Mi sembra una politica intelligente e sensata.

    Mi occupo invece del governo italiano: perché il governo italiano deve sostenere la politica israeliana?

    La petizione è infatti indirizzata al governo italiano e non certamente a quello israeliano.

    Miguel Martinez

  12. fmdacenter says:

    Perchè no?

    Quali sono i bonus e i malus delle due scelte?

    Francesco

  13. utente anonimo says:

    l’equivoco martinez è il tuo

    la palestina è esterna allo stato d’israele e quindi la politica israeliana nei territori non ha nulla di etnico o di volto allo stato etnico

    Questo perchè confondi territori occupati con stato israeliano

    badula

  14. kelebek says:

    Per Badula n. 13

    Non esiste definizione dei confini di Israele.

    Pertanto, l’unica definizione che vale è: Israele è là dove arrivano effettivamente le armi d’Israele.

    Miguel Martinez

  15. utente anonimo says:

    sae non esiste nessuna definizione dei confini

    e per converso esiste israele – come stato riconosciuto dalla comunità internazionale – allora NON esiste alcuno stato palestinese

    Se invece, come credo, esistono dei confini, seppur contesi, allora è impossibile parlare di stato etnico in quei confini che, per definizione sono al di fuori dello stato. Niente ad oggio fa ritenere plausibile l’ipotesi di una grande israele mentre i libri di geografia stampati dall’autorità palestinese ed i proclami di hamas dimostrano chiaramente che il sogno palestinese è quello di una palestina che comprenda il territorio oggi conosciuto come israele

    martin Miguelez

  16. kelebek says:

    Trollate, via…

    Miguel Martinez

  17. utente anonimo says:

    al n.7 vorrei dire che israele non solo non invia beni, ma sopratutto impedisce,costruendo muri, rompendo strade tagliando in due i villaggi asfissiando la vita che i beni di prima necessità arrivino. E’ proprio questo lo schifo: il suo muro é uno schifo le strade tagliate sono pura oscenità, atti osceni sotto il cielo ed é per questo che molti ebrei si stanno ribellando alla politica uff. d’israele. Al n.6 che pateticamente dice ma é poi vero che hanno chiuso le porte? chiedo:ma li sai leggere i giornali??? ciao wadhuda!

  18. utente anonimo says:

    Al n,17 vorrei invece ricordare che da quando esiste quel muro è nettamente calato il numero di attentati e, conseguentemente il numero di ritorsioni.

    Martin Miguelez

    Ps una domanda semplicissima per il n.17

    ipotizziamo che domani israele si ritiri entro i propri confini

    che non risponda più al lancio di missili

    e che si chiuda in se stesso

    che elimini il muro

    e che, infine, non risponda militarmente agli attacchi kamikaze

    Sarebbe ancora obbligato ad inviare acqua ed elettricità (che fino ad oggi ha fornito gratis)?

    Se non la invia israele, da chi l’acquisteranno i palestinesi?

  19. utente anonimo says:

    caro n.18 la tua ipotesi é ipotesi all’interno del restare acerrimi nemici.Quello che dovrebbe succedere é trovare accordi nel ‘regno della civiltà’ dell’umana dignità….ciao wadhuda!!!!

  20. mariak says:

    a martin

    Ma il muro non corre lungo la linea verde ma si incunea in territorio palestinese peggiorando ancora di più la vita di quei palestinesi che si trovano sul suo tracciato. Non è un dettaglio di poco conto ma tu preferisci ignorarlo.

    maria

  21. PinoMamet says:

    “Niente ad oggio fa ritenere plausibile l’ipotesi di una grande israele mentre i libri di geografia stampati dall’autorità palestinese ed i proclami di hamas dimostrano chiaramente che il sogno palestinese è quello di una palestina che comprenda il territorio oggi conosciuto come israele ”

    Pare che i libri di testo israeliani soffrano della stessa “indefinitezza di confini”, e i proclami alla Grande Israele si sono sprecati.

    “ipotizziamo che domani israele si ritiri entro i propri confini [bla bla, palestinesi cattivi, bla bla]

    che elimini il muro

    [palestinesi ancora più cattivi]

    Sarebbe ancora obbligato ad inviare acqua ed elettricità (che fino ad oggi ha fornito gratis)? ”

    Dimentichi di dire che l’ha fornita anche “generosamente”.

    Comunque la risposta è no, posto che lo Stato palestinese sia messo in condizione di avere proprie risorse. Troppo comodo controllare tutti gli acquedotti e poi farsi belli per aver inviato un po’ di acqua.

    “Se non la invia israele, da chi l’acquisteranno i palestinesi?”

    Affari loro.

  22. utente anonimo says:

    Quello che dovrebbe succedere é trovare accordi nel ‘regno della civiltà’ dell’umana dignità….ciao wadhuda!!!!

    eviti di rispondere dimenticando che ho ipotizzato una situazione in cui israele concede tutto il concedibile ma soprattutto che hamas non vuole quanto ho ipotizzato….. pretende molto di più!

    Martin Miguelez

  23. RitvanShehi says:

    >Israele vende i servizi ai territori occupati, mentre è una forza di occupazione ed è obbligata dal diritto internazionale di FORNIRE. Metoikos< Ehmmmm…qui si sta parlando di Gaza, non della Cisgiordania. Mi sembra che Gaza non sia più okkupata, pertanto il Diritto Internazionale c’entra poco. Ciao

  24. RitvanShehi says:

    >Mi occupo invece del governo italiano: perché il governo italiano deve sostenere la politica israeliana?

    La petizione è infatti indirizzata al governo italiano e non certamente a quello israeliano. Miguel Martinez< Mah, azzardo…se non lo facesse – o meglio, se si mettesse a romper l’anima all’omologo israeliano, cosa ben diversa dal “non sostenerlo”, che se potrebbe anche fa, alla luce dell’ “equivicinanza “dalemiana – certi comparti dell’economia italica potrebbero soffrire a causa di un eventuale…ehmmm…come dire “controrisposta” israeliana. E siccome de ‘sti tempi l’economia non va proprio a gonfie vele e il governo italico ambisce – giustamente – a essere riconfermato alle prossime elezioni…ergo…tu sei una persona intelligente Miguelez:-), capisciamme’. O vuoi forse che ritorni il biekissimo Berluskaiser?:-) Ciao

  25. RitvanShehi says:

    >ipotizziamo che domani israele si ritiri entro i propri confini…Martin Miguelez<
    Quali confini?:-)

    >che non risponda più al lancio di missili<
    Si passerebbe molto probabilmente all’uso di missili più sofisticati e micidiali dei Qassam. A quel punto non vedo perché i sionisti non dovrebbero ribattere missile su missile. O che i bieki ebr..pardon sionisti c’hanno scritto in fronte “Giocondo”?:-)

    >e che si chiuda in se stesso<
    Beh, questo non lo può fare. Sarebbe utopico.

    >che elimini il muro<
    Mah, credo che basterebbe modificarne il tracciato qua e là, come da più parti è stato osservato. E non fare troppo i pignoli nei varchi.

    >e che, infine, non risponda militarmente agli attacchi kamikaze<
    Beh, rispondere militarmente a uno che s’è fatto lui stesso saltare in mille pezzi penso abbia poco senso:-).

    >Sarebbe ancora obbligato ad inviare acqua ed elettricità (che fino ad oggi ha fornito gratis)?<
    Penso proprio di no, venendo a mancare l’okkupazione.

    >Se non la invia israele, da chi l’acquisteranno i palestinesi?<
    Da….Israele. A prezzi di mercato. Business is business. E stai tranquillo che pagherà il solito Pantalone, ovvero l’UE.

    Magari succedesse così….

  26. utente anonimo says:

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