Su Roberto Sandalo

Il testo che segue è tratto dal blog "Chiarelettere", che si occupa di giornalismo. L’ho scoperto per caso e quindi non so dire molto altro. Al testo, che è firmato da un certo Kilgore, segue la trascrizione dell’intervista di Sandalo a Repubblica del 13 settembre 2007.

Miguel Martinez

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Impossibile raccontare Roberto Sandalo in due parole: riunisce in sé tutto il marcio morale ed estetico che ammorba l’Italia da trent’anni a questa parte. Come "Roby il pazzo" fu tra i più sanguinari armati di Prima Linea, dove si distinse per ferocia e disprezzo nei confronti dei "morbidi".

Salvo poi barattare il carcere con una valanga di denunce e soffiate che travolse colpevoli e innocenti e che costituisce tutt’ora uno dei buchi neri meno onorevoli della stagione del pentitismo, in un "santo polverone" da cui emerse solo lui. Maestro dell’"armiamoci e partite" dopo aver inguaiato tanti ragazzi che aveva spinto alla violenza li volle redimere a forza denunciandoli (e denunciando tutti quelli di cui ricordava il nome).

Ottenne la protezione dello Stato e si dedicò a una carriera di leghismo militante (fu cacciato dalle guardie padane) e di rapine (per le quali fu arrestato e dovette di nuovo cambiare nome). Ora, convertito – dice lui – da Oriana Fallaci manifesta contro la presenza islamica in Italia, e si dipinge a Repubblica (mercoledì 12 settembre e giovedì 13 settembre) come "due volte servitore dello Stato: come pentito e come ufficiale degli alpini (glissando elegantemente sul fatto che durante il servizio di leva come ufficiale di complemento usò la divisa come copertura per traffici d’armi a favore di Prima Linea).

Senza pudore offre al giornalista Davide Carlucci una spiegazione per i raid razzisti contro le comunità nomadi, quelli in cui, per intenderci, si brucia vivo qualche bambino: "nelle comunità musulmane ci sono continue tensioni. Magari sono vendette fra loro".

Riflesso pavloviano: stessa spiegazione che sistematicamente fu data per tutti gli anni settanta agli omicidi di simpatizzanti di destra. Un esempio per tutti: il rogo di Primavalle appicato all’abitazione di un esponente dell’Msi da tre militanti di Potere Operaio (di cui il nostro all’epoca era dirigente) e nel quale bruciarono vivi un bambino di otto anni e un ragazzo di ventidue. Secondo la coraggiosa controinchesta dei compari di Sandalo di allora: "un orrore maturato nel verminaio delle sezioni missine".

Oggi come allora, la stessa testa e la stessa paraculaggine a disposizione degli istinti peggiori e della violenza. Peccato che nessun giornalista glielo faccia notare.

 

Sandalo da terrorista ad anti-Islam

da La Repubblica del 13 settembre 2007
 
Sandalo da terrorista ad anti-Islam: "È la Fallaci ad avermi convinto"  
L´ex di Prima Linea: ma ho lasciato Bossi, si è venduto  
 
di Davide Carlucci 

MILANO – Non si nasconde più, Roberto Sandalo. Anzi: l´ex terrorista di Prima Linea riconosciuto martedì a Milano mentre manifestava «contro il fascismo islamico, presentandosi con il nome di Roberto Severini, rilancia. Dice di considerare chiusi i suoi conti con il passato e di lavorare in un´agenzia investigativa. E aggiunge: «Rivendico il mio diritto a lottare perché la gente prenda coscienza di quel che sta per succedere in un paese narcotizzato da calciopoli e da tipi come Corona».

C’è però chi le ricorda il suo passato in un´organizzazione che in Italia ha seminato morte.
«Chi mi ha contestato è un anarchico, Giuseppe Fallisi. Sarà anche stupenda la canzone che ha scritto, La ballata del Pinelli, ma io non accetto critiche da lui perché non ha mai sparato un colpo».

Ma si rende di conto dell’enormità che dice?
«Mi spiego: negli anni ‘70 tutti erano pronti, come lui, a fare la rivoluzione a parole. Ad avere il coraggio di andare fino in fondo, di prendere le armi, poi, siamo stati in 6.600. Arrivo a questo numero perché tra le pistole e le chiavi inglesi di chi ci sosteneva in piazza non c´era molta differenza: ammazzavano entrambe. Comunque non voglio lezioni da chi non ha provato, come me, la tragedia di aver provocato la morte di qualcuno».

La tragedia vera l’ha vissuta chi ha perso per sempre i propri cari a causa delle vostre azioni di sangue.
«Lo so. Ho telefonato ai parenti di queste persone – come il figlio di Lando Conti e il nipote di Giuseppe Ciotta – e sono in attesa di un incontro. Vorrei che nella loro sofferenza, che è incancellabile, abbiano modo di verificare come una persona può cambiare».

Ma lei chi è oggi? Roberto Sandalo o Roberto Severini?
«Fui costretto a cambiare nome in Roberto Ranieri dopo aver collaborato con la polizia per far sgominare Prima Linea. Ma ora sono tornato Roberto Sandalo, lo devo alla memoria di mio padre partigiano e operaio. Per ragioni di sicurezza, in pubblico, mi presento come Severini. Non ho paura di usare il mio nome: quelli della banda Segio, ormai, fanno tutti gli scrittori».

Da ex terrorista, quindi, ora lei si batte contro i nuovi terroristi islamici…
«Sì, lo faccio perché rischiamo qualcosa di terribile in Italia oggi. E il mio animo si ribella. Dovevo andare anch´io a manifestare a Bruxelles, martedì, ma un sindaco razzista ce l´ha impedito».

Ci è andato Borghezio ed è stato bloccato.
«A lui va tutta la mia solidarietà. È stata una vergogna».

Ma l’europarlamentare leghista l´ha cacciata dalla Guardia Padana nella quale lei militava.
«Falso: non sono mai stato cacciato. Con ad altri 82 militanti della Lega nel gennaio del 1999 ci siamo allontanati dal partito perché Bossi aveva rinunciato alla secessione in cambio di denaro».

E l´impegno anti-islamico com’è nato?
«Un anno fa abbiamo deciso di dar vita a "Sos Italia", un’associazione che raccogliesse il testimone delle battaglie iniziate da Oriana Fallaci – per me resta la "compagna Emilia", il suo nome di battaglia nella Resistenza – dopo l´11 settembre. Molta gente anche di sinistra è convinta, come me, che non sia accettabile che ogni quattro giorni si apra una moschea in Italia».

Non crede di incitare all’odio? Non la preoccupano gli attentati contro le moschee che s´iniziano a segnalare proprio in Lombardia?
«Ma quale odio… Quanto a quei gesti, e ai raid contro i campi nomadi, segnalo che ogni sei mesi dalla Lega escono in tanti. O forse la lettura è un´altra: nelle comunità musulmane ci sono continue tensioni, magari sono vendette tra di loro».   

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57 Responses to Su Roberto Sandalo

  1. metoikos says:

    Mi capita di fare, durante lo stesso giorno e a distanza di poche ore, due constatazioni contraddittorie: la vita è bella/la vita fa schifo.

    Subito dopo la lettura del tuo post, affermo che la vita fa schifo…ma continuo ad interrogarmi su molti argomenti: Cosa è l’integrità morale? Un “militante” islamofobo deve per forza avere una integrità morale?

    Machiavelli ha teorizzato per la prima volta l’autonomia della politica dalla morale…

    Imed Mehadheb Metoikos (Tunisia)

  2. utente anonimo says:

    E l´impegno anti-islamico com’è nato?

    «Un anno fa abbiamo deciso di dar vita a “Sos Italia”, un’associazione che raccogliesse il testimone delle battaglie iniziate da Oriana Fallaci – per me resta la “compagna Emilia”, il suo nome di battaglia nella Resistenza – dopo l´11 settembre. Molta gente anche di sinistra è convinta, come me, che non sia accettabile che ogni quattro giorni si apra una moschea in Italia».

    Miguel, sinceramente finora nn ho visto, né sentito che i musulmani abbiano chiesto che lo stato o i comuni o le regioni, si diano da fare per aprirli delle moschee, le moschee in Italia nascono per inziativa privata e sulla base della “libertà di culto” che è garantito dalle leggi dello stato.

    Vogliamo impegnarci ed andare a vedere chi sta dietro a queste politiche per le “4 moschee al giorno” che menziona il terrorista Sandalo ?

    A mio avviso il problema è il riconoscimento ufficiale della religione islamica come un minoranza religiosa in Italia, cosa che è rimasta bloccata perché sono contro i sionisti e i massoni ovvero; i padroni , sia della destra, che della sinistra italiana.

    reza

  3. utente anonimo says:

    Abbiamo l’impressione che Sos il partito di cui parla Sandalo sia un partito virtuale che dice tutto ed il contrario di tutto. Un partito inventato per provocare o annullare dirottandole forze che fanno paura.Insomma un partito fantasma che si presta a losche strategie per ingannare …

  4. utente anonimo says:

    Risulterebbe sia stato fondato da un certo Volpe Pasini che ci voleva dentro anche Sgarbi .

  5. utente anonimo says:

    Ho letto, in proposito, il commento di un certo Nostromo sul sito connesso che e’ inquietante.Eccolo:#21 12:18, 15 settembre, 2007

    Tutti sanno che la Lega sud Ausonia , durante la campagna elettorale delle Politiche del 2006 , ebbe enorme spazio sulle testate nazionali ed estere (la Repubblica, Il Messaggero, Il Tempo, Corriere della Sera, Rai Tv ecc), per aver candidato la Principessa Yasmin von Hohenstaufen, erede del Barbarossa. La Lega Sud Ausonia immediatamente fu contesa da tutti i partiti, per il timore, forse, che sottraesse consensi. I media contrapposero infatti la Lega Sud con la pronipote di Barbarossa, alla Lega Nord che ancora grida “a morte il Barbarossa”! (per i comunicati stampa dell’epoca vedere http://www.legasud.it). C’e’ chi ha ipotizzato che la Lega Nord, per ridicolizzare il Barbarossa, si sia beffata di un “Falso Re di Svevia” (definito così dagli storici), un certo Barbaccia, presentandolo nella Lega Nord in Toscana al Senato, (risultato elettorale: zero voti).Ora leggiamo che Barbaccia (appartenente ad un clan favoreggiatore di Provenzano), fosse in contatto con Severini (che ora si scopre Roberto Sandalo), organizzatore delle manifestazioni contro la moschea in Val d’Elsa…Nessuno pero’ dice che la Lega Sud fu esautorata da Leghe cloni, nominate dall’alto e sorte come funghi in una notte, e la pronipote di Barbarossa presidente dell’Ucle consumatori, fu subito contesa da altri partiti (come riportato dalla stampa nazionale dell’epoca) ed infine invitata a presentarsi come capolista in un partito dei consumatori, ossia SOS Italia Consumatori. Ed il partito invio’, presso la segreteria della Fondazione della Principessa Hohenstaufen, a ritirare i certificati eletorali della principessa, un corriere che firmo’ la ricevuta della consegna con il nome Roberto Maria Severini (tale documento venne in seguito pubblicato dalle agenzie stampa ). Alla presentazione delle liste elettorali, come dall’Ansa e AdnKronos dell’epoca , si scopri’ che nelle liste non appariva piu’ il nominativo della principessa e che la motivazione del Tribunale di Bari era stata “la mancata consegna dei certificati elettorali”. (Vedi stampa dell’epoca). Il cui prodest e’ ignoto, palese tuttavia la predeterminazione (ed i mezzi) di voler escludere dall’elezione la vera pronipote del Barbarossa .

    Riportiamo una delle note d’agenzia dell’epoca

    Elezioni: Principessa Von Hoenstaufen, Scomparsi Miei Certificati Elettorali

    Roma, 5 apr 2006. – (Adnkronos) – La Principessa Yasmin von Hohenstaufen, che aveva accettato la candidatura a capolista per la Camera deputati in Puglia nelle liste del partito Sos Italia della Casa delle Liberta’ ha presentato una denuncia contro ignoti di associazione a delinquere per la scomparsa dei certificati elettorali relativi alla sua presentazione alle prossime elezioni. Cosi’, il suo ufficio legale chiede 20 milioni di euro di risarcimento da devolvere individualmente ai disoccupati pugliesi. (Sci/Ct/Adnkronos)

    Il nostromo – corridoio dei passi perduti-

  6. kelebek says:

    Per n. 3, 4, 5

    Tutte riflessioni interessanti, ma che richiedono un maggiore approfondimento.

    E avrei anche delle domande da fare, se c’è qualcuno che ne sa qualcosa.

    Per questo, invito le persone informate a scrivermi in privato, a muqawama@gmail.com

    Grazie

    Miguel Martinez

  7. kelebek says:

    Sul caso Roberto Sandalo, segnalo un articolo molto interessante, e sorprendentemente ben scritto, di Claudio Simeoni, ex-brigatista di Mestre diventato sacerdote neopagano (nonché odiatore del sottoscritto).

    http://stregoneriapagana.blogspot.com/2007/09/riflessioni-su-roberto-sandalo-e-il-suo.html

    Miguel Martinez

  8. utente anonimo says:

    É certamente un soggetto ambiguo. Ma le risposte rilasciate alle domande fatte da Repubblica le ritengo ANCHE condivisibili.

    Non ammiro Sandalo come uomo, non si può negare però, che questa sua lotta sia parte di un problema inesistente. L’intuizione personale che ha avuto, in sostanza, è quella che è sotto esame oggigiorno da una grande fetta dell’opinione pubblica stessa. Ovvero il definire l’islam: un sistema antiliberale ed invasivo, permeato da un fascismo di matrice religiosa.

    Poi:

    1-negli anni ‘70 tutti erano pronti, come lui, a fare la rivoluzione a parole

    2-quelli della banda Segio, ormai, fanno tutti gli scrittori

    NIENTE DI PIÚ VERO! Aggiungo che se ha lasciato la Lega vuol dire che a differenza dei venduti pagliacci leghisti, lui, crede davvero a ciò per cui si batte.

    la Cellula

  9. utente anonimo says:

    @reza

    Con la crescita demografica che hanno i musulmani nel nostro Paese, non credo che resteranno in minoranza per molti decenni ancora.

    Meglio darsi da fare e, fare in modo che si limiti la natalità islamica. Altrimenti tra qualche decennio l’Italia subirà la stessa sorte della ex Jugoslavia.

    la Cellula

  10. kelebek says:

    Per La Cellula n. 9

    Suggerisci gli anticoncezionali nel kebab?

    Comunque, i due terzi degli immigrati in Italia NON sono musulmani, quindi mi preoccuperei di più della diffusione di noialtri latinos.

    Miguel Martinez

  11. utente anonimo says:

    Come ho potuto affermare in commenti in altri post “non sono un razzista”. Per l’esattezza non mi definisco nemmeno antislamico, meglio mi faccio capire dicendo che sono persone di non mio gradimento per via della loro fede fanatica, invasiva, oppressiva e maschilista. Sopporto già abbastanza gli integralisti cattolici. Per cui: Vorrei evitare che in futuro venisse ad instaurarsi in Italia un forte dominio politico delle religioni in contrasto tra di esse che, verrebbe a trasformarsi in un flagello sociale per il popolo italiano.

    Liberiamoci dalle religioni! Sono solo oppressione.

    la Cellula

  12. utente anonimo says:

    VENEZIA – Una grande colomba bianca stritolata da filo spinato tricolore e la scritta in verde “Libertà” fanno da sfondo al grande palco allestito dalla Lega Nord per l’annuale festa dei popoli padani a Venezia in Riva degli Schiavoni. Umberto Bossi, in forma smagliante, si rivolge ai poco meno di cinquemila presenti che inneggiano alla secessione, rilancia l’indipendenza dei popoli padani e annuncia la battaglia fiscale.

    “Se ci fosse un referendum come succede in un Paese democratico davvero – ha detto tra l’altro Bossi – i nostri popoli sceglierebbero l’indipendenza dal tricolore e da quei simboli che non ci appartengono. Il nostro Simbolo è il Lion di San Marco “. Bossi nel suo discorso totalmente a braccio se la prende con il centralismo romano: “balordi” definisce i suoi rappresentanti. Le schiavitù, ha osservato Bossi “finiscono sempre, la nostra finirà. I popoli padani hanno fatto il patto di Pontida: combattere fino alla fine, fino alla libertà, fino a che la bandiera dei luridi centralisti finirà nella polvere”.

    IO NON CE LA FACCIO PIÚ A SENTIRE QUESTE CAZZATE ANTI-ITALIANE: VI PREGO QUALCUNO LO UCCIDA!

    E QUALCUNO UCCIDA ANCHE GIULIANO BIGNASCA DELLA LEGA DEI TICINESI. ANTIITALIANO DI MERDA!

    la Cellula estremamente incazzata

  13. kelebek says:

    Per la Cellula n. 11

    C’è un gigantesco errore logico in tutti i ragionamenti come i tuoi.

    E’ un fatto che un certo numero di lavoratori, indispensabili per la gloria dell’Italia, proviene da paesi mediorientali: sono una netta minoranza all’interno del flusso idrovoro di manodopera risucchiato dall’Italia.

    E’ un fatto che una parte di questi lavoratori sono “maschilisti”, secondo gli standard italiani: gli prenderebbe un infarto a pensare alla loro figlia a farsi di ecstasy in discoteca, ad esempio.

    Ma questo non vuol dire che il maschilismo si stia “espandendo”: la famiglia maschilista di Pordenone è semplicemente la stessa famiglia maschilista che ieri si trovava a Casablanca.

    Non ha maschilistizzato nessuno, non ha cambiato i valori di nessuno, non ha sradicato le tradizioni di nessuno.

    Nello scontro di sistemi, poi, non c’è partita. Se mettiamo in concorrenza i “valori occidentali” con i “valori patriarcali mediorientali”, i primi vengono promossi dai più raffinati studi pubblicitari del pianeta, da tutti i mass media, dall’esempio dei ricchi.

    I secondi vengono propagandati da un operaio – sfigato per definizione – un po’ depresso, che si spiega male in italiano.

    Quindi sappiamo tutti quale sia la risposta alla domanda cruciale:

    1) E’ più probabile che la nipote della Santanché decida di mettersi il hijab, o che la nipote del tornitore Ahmad di Khouribga decida di mettersi la minigonna?

    Miguel Martinez

  14. utente anonimo says:

    Chiaro che finchè sono una forza lavoro in minoranza un caso atroce come quello di Hiina, uccisa dal padre perchè innamorata di un italiano e viveva la SUA vita all’occidentale, resta solo un episodio isolato. Fortunatamente!

    La tua domanda finale conferma quanto io affermo: l’islam è una religione che non si evolve, resta chiusa sulle proprie basi che ne fanno particolarmente una religione oppressiva e maschilista, e queste pessime qualità si tramandano di generazione in generazione. Infatti anche i figli di famiglie islamiche nati in Italia devono rigorosamente rispettare le regole maschiliste del Corano. Inoltre non si integrano con la cultura laica e liberale del modo di vivere occidentale. Le donne islamiche che escono dalle regole dettate dagli uomini di fede islamica rischiano pure la pelle.

    la Cellula

  15. kelebek says:

    Per La Cellula n. 14

    1) “finché resteranno…” cioè per il futuro prevedibile, visto che per ogni musulmano che arriva in Italia, arrivano ben due non musulmani

    2) “forza lavoro”: è proprio per quello che ci sono stranieri in Italia, a parte qualche inglese del Chianti

    3) purtroppo, mi sembra che tu non abbia capito nulla di ciò che ho detto

    4) non ho detto nulla sull’eventuale “evoluzione” o meno dell’Islam

    5) Non è necessario essere musulmani per rifiutare totalmente di “integrarsi” nello “stile di vita occidentale”. Prendi me ad esempio, che mentre scrivo sto arrostendo due salsicce e sorseggio il vino. Ma spero di essere ancora meno integrato del più barbuto salafita.

    Miguel Martinez

  16. utente anonimo says:

    Sul tuo punto 5 sono d’accordo, però… lo capirei meglio se un soggetto attuasse questo schema rispettando in pieno una alternativa a cui crede fermamente. Altrimenti è pura ipocrisia da dissociati sociali.

    Allora tu tendi solo a dissociarti dal sistema occidentale sotto un aspetto esclusivamente falso moralistico. Non condividi il “sistema” ma ne degusti i contenuti. Non sei onesto con te stesso!

    la Cellula

  17. kelebek says:

    Per La Cellula n. 16

    Insomma, dovrei farmi musulmano, dici?

    Qui si pone un problema molto semplice: credo che si debba credere in una religione, per dirsi di quella religione.

    Dovrei credere che non esista dio all’infuori di Dio, che Muhammad sia il suo inviato, dovrei credere al giorno della resurrezione.

    Miguel Martinez

  18. utente anonimo says:

    Miguel #17,

    è che sei autorizzato ad essere “antioccidentale” solo identificandoti in un’alterità totale.

    Quindi chiudi il blog: puoi al limite tirare un paio di sassate (i sampietrini no, sono tipicamente occidentali).

    Digiuno.

    Puoi anche urlare qualche improperio, ma senza ricorrere a lingue occidentali. Prova col sanscrito.

    E fatti crescere la barba. Possibilmente nera.

    Vedrai che così lo tranquillizzi.

    Erika

  19. kelebek says:

    Per Erika n. 18

    il guaio è che a me la barba viene un po’ grigina.

    Tipo OBL prima della tintura.

    Miguel Martinez

  20. utente anonimo says:

    @Martinez

    Ah! Allora non stai seguendo le regole del Ramadan?

    Scherzi a parte! Io pensavo che tu ti fossi già convertito alla religione islamica. Noto che ne propagandi le meraviglie. Quindi non ti sei mai inginocchiato verso la Mecca.

    la Cellula

  21. utente anonimo says:

    questo Sandalo mi sembra un agitatore , un provocatore però di origine “ministeriale”, leggendo il suo squallido curriculum dà proprio questa impressione .

    Perchè spendere tante parole… alla bisogna continua a fare il suo “lavoro” dove occorre….

    Miguel non mi dire che non

    ci hai pensato…

    Enzo

  22. utente anonimo says:

    “credo che si debba credere in una religione, per dirsi di quella religione. ”

    Dovrebbe essere così! Sennò non si capisce perchè credere in una religione per poi ammirarne un’altra.

    la Cellula

  23. paniscus says:

    Miguel #17,

    è che sei autorizzato ad essere “antioccidentale” solo identificandoti in un’alterità totale.

    Già, mi sembra esattamente il genere di repliche che mi becco io quando discuto di laicità dello stato e di simboli religiosi nei luoghi pubblici:

    - “Embè, che avete contro i crocifissi? In Italia c’è la religione cattolica, chi non gli sta bene se ne torni al paese suo!”

    - “Scusa… quale sarebbe il paese mio in cui dovrei tornare, visto che sono italiana di padre e di madre fino a tutti gli antenati conosciuti per un par di secoli?”

    - “Ah, ‘mbè… ma allora sei ebrea? Sei protestante? Sei di qualche altra religione?”

    - “No, assolutamente!”

    - (con sguardo bovino) “…e allora perchè il crocifisso non ti sta beeeeneeeeee? Ma io mi credevo che quelli che non lo vogliono fossero tutti mussulmani o estracomunitari… se tu sei italiana, che fastidio ti dà?”

    :))))

    Lisa

  24. utente anonimo says:

    Non capisco neppure io, Lisa, che fastidio ti dia il crocifisso in aula.

    Anche ci fosse un solo alunno che poi , crescendo, se lo ricorda con piacere, per me varrebbe la pena di tenerlo affisso alla parete.

    Lo stesso vale per l’albero di Natale, il presepe, la recita natalizia, il panettone e le torte che preparano le mamme alle scuole materne in occasione dei festeggiamenti.

    Kel ricorda con piacere la sua infanzia con le candele e la musica classica in casa, sono piccole e grandi cose , il calore che ti circonda e ti resta impresso nel corso della vita.

    Lo stesso è quel crocifisso, quel simbolo che puoi trovare facilmente davanti tuoi occhi, entrando magari in un negozio, o in un ospedale, o in una delle innumerevoli chiese d’Italia, ed equivale , per tanti, ad una piccola luce, ad una nota rasserenante, che magari riporta al passato, alla casa, all’ infanzia, un segno a cui sei abituato, che ti è familiare, una parte del “focolare”.

    Aurora.

  25. kelebek says:

    Per La Cellula n. 20

    Io non propagando le meraviglie di niente.

    Se leggi i miei post, vedrai che non mi occupo nemmeno di Islam: ho cominciato a studiare l’arabo a 13 anni, ho passato la vita con testi e con amicizie attinenti al “Medio Oriente”, mi sono laureato in lingue orientali (con due esami di islamistica), e dopo tutto questo, posso solo dire che ci capisco poco o niente di Islam o di cultura mediorientale o di cultura araba (tre cose comunque ben distinte).

    Mi occupo di “Occidente”.

    Miguel Martinez

  26. kelebek says:

    Per Aurora n. 24

    Sono questioni completamente diverse.

    La presenza di un simbolo religioso in una chiesa, in una casa, al collo di una persona, in un piccolo santuario su un sentiero di montagna, indica sempre una riflessione, un’aspirazione, un elemento quindi di bellezza.

    La produzione in massa di crocifissi di plastica per occupare simbolicamente uno spazio pubblico a nome di una specifica organizzazione religiosa è tutt’altra cosa.

    Per capirci – io guardo con affetto la falce e martello al collo della vecchia partigiana, o nella polverosa sede di Rifondazione.

    Troverei un’imposizione tremenda se qualche giunta di sinistra imponesse la falce e martello – magari sostenendo che si tratta di un “simbolo del lavoro” – in tutte le scuole comunali.

    E mi schiererei con il consigliere di Forza Italia che ne chiede la rimozione.

    Miguel Martinez

  27. utente anonimo says:

    Il crocifisso è un simbolo molto radicato in Italia e direi in occidente, siamo abituati a vederlo da sempre, anche perchè la religione cristiana ha prodotto anche una tradizione culturale di grande pregio, pensiamo alle chiese, alla pittura, all’arte in genere, anche al linguaggio popolare che per parlare di poveri e ultimi usa l’espressione “poveri cristi” . Non a caso Pier Paolo pasolini in mamma Roma mostra Ettore che muore in carcere su una panca di legno come un cristo in croce.

    Anche a me non dà particolare fastidio l’immagine, per esempio in un ospedale, forse perchè la mia preoccupazione è rivolta al medico, lo stesso per le aule di tribunale.

    Capisco però che a differenza dell’albero di natale esso può costituire un problema nel senso che esposto come adesso negli edifici civili richiama una sorta di religione di stato.

    Sarei quindi per toglierlo pur senza fare le battaglie che alcuni “laici” fanno, come quel giudice che non ha fatto udienze per via del crocifisso alla parete, danneggiando così un sacco di malcapitati in attesa di giudizio e paragonandosi alla sudafricana Rose che per prima si sedette nei posti riservati ai bianchi rischiando molto più di lui che evidentemente per non lavorare alcuni mesi è anche abbastanza agiato. Gli scioperi hanno valore quando costano altrimenti è troppo facile.

    maria

  28. PinoMamet says:

    Per me non è un discorso di “a me non da fastidio”.

    Non mi danno fastidio una quantità di cose, dalla pizza alla marinara ai simboli religiosi dei Dogon, anzi è tutta roba che sarei pronto a ricordare con affetto, ma mica voglio stiparla tutta in un locale pubblico.

    In un scuola pubblica ade es. ci dovrebbero stare le cose pubbliche: la bandiera, se vogliamo, ma quella italiana, non quella dell’Inter, il registro, la foto del presidente.

    Se allo studente poi va di appendere il calendario di Melita Toniolo o, meno probabilmente, un qualche santino vicino al suo banco, allora lì entriamo nel campo dell’iniziativa privata e del “a e piace/non piace”, “a me da fastidio/non da fastidio”.

    Ma le cose appese pubblicamente in un locale pubblico devono essere pubbliche- la religione cattolica, come ogni religione, è invece un liberissimo fatto privato, e non un obbligo pubblico.

    A me sembra semplice, ma certi cattolici riescono sempre a inventarsi qualche scusa.

    Da quando ci si sono messi anche quei non-cattolici che però pur di far dispetto ai musulmani andrebbero a Lourdes in ginocchio, poi…

  29. kelebek says:

    Il significato del crocifisso nelle aule scolastiche e nei tribunali, a mio avviso, non ha nulla a che fare con le “tradizioni italiane”.

    Il sottinteso è semplice e chiaro: Dio approva lo Stato, è presente nelle materie insegnate a scuola e benedice le sentenze dei giudici.

    Trovo qualcosa di blasfemo in questo.

    E’ la pretesa divina dello Stato che mi dà fastidio, non certo il crocifisso.

    Miguel Martinez

  30. utente anonimo says:

    Il sottinteso è semplice e chiaro: Dio approva lo Stato, è presente nelle materie insegnate a scuola e benedice le sentenze dei giudici.

    maria

    infatti ho detto che sarei per toglierlo il crocifisso, ma che ci posso fare, non lo noto, sarò poco rigorosa, ma per sentire fastidio devo fare mente locale e cioè un ragionamento politico rigoroso.

    Tra l’altro il mio sentire non ha nulla a che fare con la religione. Penso sia riferito piuttosto all’abitudine, alla visione anche artistica, ecco perchè tiravo in ballo la “tradizione” culturale che credo esista.

    Riguardo ai simboli suggeriti da mamet devo dire invece che sarebbe proprio la bandiera italiana a provocarmi un certo fastidio, sarà per via della retorica imperante degli ultimi anni.

    Fosse per me ci metterei allora soltanto il presidente della Repubblica .

  31. Aragonbiz says:

    Che schifo.

    Che essere immondo.

  32. utente anonimo says:

    Un posto in cui non tollero la presenza del crocifisso è all’interno delle aule dei tribunali. Poichè ritengo che sia blasfemo nei confronti della religione cattolica fare giustizia in nome di Dio!

    la Cellula

  33. utente anonimo says:

    >Un posto in cui non tollero la presenza del crocifisso è all’interno delle aule dei tribunali. Poichè ritengo che sia blasfemo nei confronti della religione cattolica fare giustizia in nome di Dio! la Cellula< Mah, io so che le sentenze vengono pronunciate “In nome del Popolo Italiano”, mica in nome di Dio.
    Per allontanare da te l’orrido spettro della supposta blasfemia:-), basta che tu pensi che quello crocifisso sul muro sia un monito per i giudici, come simbolo del più famoso errore giudiziario della Storia umana.

    Ritvan

    P.S. In uno stato laico, tale simbolo nelle aule di giustizia dovrebbe essere considerato quanto meno inopportuno. Ma – come ho risposto a Sergio Romano che ne invocava la rimozione con gli stessi argomenti – farlo ORA sarebbe ancor più INOPPORTUNO, poiché costituirebbe un’arma in più in mano agli islamofobi. Infatti, anche adesso, il 99% del buon popolino italico è convintissimo – a dispetto di ogni chiarissima evidenza contraria in proposito – che a brigare per togliere il crocifisso da tribunali, scuole ed ospedali siano quei fetentissimi “colonizzatori” degli islamici:-)

  34. utente anonimo says:

    >..Aggiungo che se (Sandalo) ha lasciato la Lega vuol dire che a differenza dei venduti pagliacci leghisti, lui, crede davvero a ciò per cui si batte. la Cellula< “Se”, appunto.
    I “venduti pagliacci leghisti”, nel 1999 su “La Padania” ne danno un’altra versione ( http://209.85.135.104/search?q=cache:lQukZ3eIVUsJ:old.lapadania.com/1999/ottobre/21/211099p03a6.htm+guardie%2Bpadane%2Bsandalo&hl=it&ct=clnk&cd=4&gl=it&lr=lang_it ) che ti copincollo qui sotto (la cui scoperta mediante San Google mi ha fatto guadagnare la menzione speciale kelebekiana:-) ).

    Ritvan

    Sandalo, l’ombra dei servizi segreti si allunga sulla Lega

    Borghezio: “Quell’ex terrorista di Prima Linea si era infiltrato

    sotto falso nome nella Guardia nazionale padana piemontese”

    L’ombra dei servizi segreti che si allunga sulla Lega Nord. Questa, in sostanza, la lettura che Mario Borghezio, parlamentare del Carroccio, dà del caso Roberto Sandalo, l’ex appartenente a Prima Linea infiltratosi sotto falso nome tra le Camicie Verdi.”Si faceva chiamare Roberto Severini – spiega Borghezio – e i primi contatti che ha avuto con la Lega risalgono a tre anni fa in Piemonte. Si è dato molto da fare ma, nella zona di Torino, il “Conte”, questo il suo soprannome, destava qualche sospetto”. successivamente, Sandalo alias Severini si è trasferito nell’hinterland milanese, ufficialmente per motivi legati al suo lavoro. Entra nella Guardia nazionale padana e lega il proprio nome a una vicenda di volantini siglati “Fronte nord”: “Gruppo che – ricorda Borghezio – ha immediatamente fatto scattare gli anticorpi interni al nostro movimento”. Sconfessato Fronte nord, l’ex comandante Franco (questo il nome di battaglia di Sandalo) di Prima Linea viene messo spalle al muro un mese fa. Dai microfoni di Radio Padania, un militante piemontese racconta tutta la storia coi nomi e i cognomi. Sandalo reagisce parlando di attacco denigratorio, ma non smentisce, di fatto, nulla, neppure di avere rapporti coi servizi. “Per quale motivo si è presentato a noi con un falso nome? – si chiede Borghezio – Se non aveva nulla da nascondere, perché celare quel passato? La realtà è un’altra. Il caso di Sandalo, ora espulso e allontanato dalla Guardia nazionale padana, rappresenta un ulteriore tentativo di infiltrazione. Le idee della Lega Nord fanno troppa paura allo Stato italiano: e si continua a tessere manovre – spiega l’esponente del Carroccio – volte a creare confusione e far scoppiare il movimento dall’interno”. Qualche mese fa, Sandalo rilasciava una pesante intervista al settimanale Panorama, in cui afferma che nella Guardia nazionale padana ci sono molti che vorrebbero passare “alle vie di fatto”. “Un’intervista – commenta Borghezio – in cui sembra parlare di se stesso”. Insomma, un tentativo di infiltrazione solo parzialmente riuscito… “Questa è l’analisi più probabile – commenta Borghezio – Ma il dato politico che emerge dall’intera questione è molto più allarmante. Quando un movimento politico parla di libertà, di scelte drastiche e coraggiose, ecco che i meccanismi di difesa di organismi “paralleli” allo Stato scattano come molle. E usano i propri mezzi, mirando a eliminare il dibattito libero e democratico che dovrebbe caratterizzare lo svolgimento della vita pubblica in un paese civile. Non è certo la prima volta che la Lega deve fronteggiare questi problemi. Anche Edoardo Massari, quello suicidatosi poi in carcere e vicino agli eco-terroristi, si era avvicinato a suo tempo alle sezioni leghiste piemontesi, ma poi fu individuato ed espulso. Nel caso di Sandalo, abbiamo anche diffuso un’informativa alle sezioni, con tanto di foto. Non avremo più a che fare con lui: ma teniamo altissima la guardia nei confronti di questi attacchi che, difficile non dubitare, vengono da molto più in alto”.

  35. utente anonimo says:

    >Come ho potuto affermare in commenti in altri post “non sono un razzista”. la Cellula< Già, lo diceva anche quel tale del Ku Klux Klan ad Alabama. Però, lui aggiungeva:”Non sono io che sono razzista, sono loro che son negri”:-).
    >Per l’esattezza non mi definisco nemmeno antislamico, meglio mi faccio capire dicendo che sono persone di non mio gradimento per via della loro fede fanatica, invasiva, oppressiva e maschilista. Sopporto già abbastanza gli integralisti cattolici. Per cui: Vorrei evitare che in futuro venisse ad instaurarsi in Italia un forte dominio politico delle religioni in contrasto tra di esse che, verrebbe a trasformarsi in un flagello sociale per il popolo italiano.

    Liberiamoci dalle religioni! Sono solo oppressione.< Belle parole, molto “marxisticamente corrette”:-). Ma come si fa, in concreto? Ci si limita a lobotomizzarli i religiosi, oppure – come ti ha osservato Miguel – si ricorre alla castrazione chimica? O meglio, un sistema ancor più risolutivo, li ammazziamo tutti e buonanotte?:-). Ritvan P.S. Che dici, sono stato abbastanza laconico e aderente al tema stavolta?:-)

  36. utente anonimo says:

    >Riguardo ai simboli suggeriti da mamet devo dire invece che sarebbe proprio la bandiera italiana a provocarmi un certo fastidio, sarà per via della retorica imperante degli ultimi anni.

    Fosse per me ci metterei allora soltanto il presidente della Repubblica.maria< Ehmmm…va bene se è il kompagno Napolitano, ma se nella futura legislatura, con la CdL come maggioranza parlamentare, eleggono presidente il Berluska? Ti verrebbe un infarto, ti verrebbe!:-) :-). Meglio solo la bandiera italiana, dai retta a me!:-) Ciao
    Ritvan

  37. utente anonimo says:

    Il significato del crocifisso nelle aule scolastiche e nei tribunali, a mio avviso, non ha nulla a che fare con le “tradizioni italiane”.

    Il sottinteso è semplice e chiaro: Dio approva lo Stato, è presente nelle materie insegnate a scuola e benedice le sentenze dei giudici.

    Trovo qualcosa di blasfemo in questo.

    E’ la pretesa divina dello Stato che mi dà fastidio, non certo il crocifisso. Miguel Martinez< E il “sottinteso” del crocifisso negli ospedali quale sarebbe:”E’ inutile sperare nelle cure mediche, tanto Dio fa quel che cazzo gli pare”?:-) Ciao
    Ritvan

    P.S. Miguel, se leggi attentamente la Storia d’Italia, imparerai che fino ad un certo periodo scuole ed ospedali erano quasi esclusivamente fondati e gestiti da religiosi. E, naturalmente, avevano il crocifisso appeso alla parete.

    Pertanto, negare la valenza culturale di tale fenomeno è negare l’evidenza.

    Per i tribunali la questione è un po’ più complessa e, a mio avviso, va trattata separatamente da quella su scuole ed ospedali.

  38. utente anonimo says:

    Ma – come ho risposto a Sergio Romano che ne invocava la rimozione con gli stessi argomenti – farlo ORA sarebbe ancor più INOPPORTUNO, poiché costituirebbe un’arma in più in mano agli islamofobi. Infatti, anche adesso, il 99% del buon popolino italico è convintissimo – a dispetto di ogni chiarissima evidenza contraria in proposito – che a brigare per togliere il crocifisso da tribunali, scuole ed ospedali siano quei fetentissimi “colonizzatori” degli islamici:-)

    maria

    politicamente tale carta sarebbe giocata certamente, per questo io sarei per sdrammatizzare la questione e dare tempo al tempo, anche perchè credo sia già possibile non attaccare il crocisso alle pareti, mi pare, dall’ultima revisione del concordato fatta dal compagno Bettino. Ne sai qualcosa?

  39. utente anonimo says:

    Ehmmm…va bene se è il kompagno Napolitano, ma se nella futura legislatura, con la CdL come maggioranza parlamentare, eleggono presidente il Berluska? Ti verrebbe un infarto, ti verrebbe!:-) :-). Meglio solo la bandiera italiana, dai retta a me!:-)

    maria

    :-)))))

  40. utente anonimo says:

    >politicamente tale carta sarebbe giocata certamente, per questo io sarei per sdrammatizzare la questione e dare tempo al tempo, anche perchè credo sia già possibile non attaccare il crocisso alle pareti, mi pare, dall’ultima revisione del concordato fatta dal compagno Bettino. Ne sai qualcosa?< Non credo che il concordato di Bettino ne faccia menzione. E’ un Regio Decreto o circolare del Minculpop, mai abrogati, che ne imporrebbero l’uso. Faccenda complicaticatissima ed azzeccagarbugliatissima, su cui solo un leguleio esperto in diritto amministrativo potrebbe capirci qualcosa.
    Ciao

    Ritvan

  41. utente anonimo says:

    non sono per nulla esperto di diritto amministrativo, ma leggetevi sul sito giustizia -amministrativa la sentenza 556/2006 del consiglio di stato, in cui con una presa di posizione un po’ blasfema il cds dice più o meno che il crocifisso è simbolo religioso per i cattolici e simbolo di laicità per i laici….

    se non ricordo male il ricorso era stato introdotto da una signora finlandese (o svedese?)

    roberto

  42. utente anonimo says:

    @Ritvan

    @33 – Sì è vero, “in nome del popolo italiano”. Allora il buon Gesù lo hanno appeso nel posto meno opportuno. In quanto il popolo italiano decreta le sentenze, tramite, la Giustizia italiana (non Divina) non in base alle norme ecclesiastiche dello Stato Pontificio ma alle leggi vigenti di uno Stato sovrano e laico. L’islamofobia, in questo caso, è una scusa inventata dai bigotti e fanatici clericali.

    @34 – Che Sandalo fosse o, è tuttora, un infiltrato alle dipendenze dei Servizi è una cazzata demenziale che si va ad aggiungere a tutte quelle che la Lega ci propina settimanalmente. Fanno come l’estrema sinistra ai tempi della Contestazione: quando combinano una cazzata scaricano il barile addosso al fantasma anarchico o a quello dei Servizi deviati.

    @35 – Beh in effetti sono gli islamici che ce l’hanno con gli occidentali cristiani. Ti ripeto. Se poi non ci credi o, forse io, non riesco a farmi comprendere che: RAZZISTA NON LO SONO. Avrò alcune qualità poco aperte ai più, lo confesso. Questo perchè sono in parte affetto da un nichilismo individualista. Non credo alle dottrine del gregge.

    Un modo per liberarsi dalle religioni consiste nel praticare un totale menefreghismo nei confronti della fede e, lasciare che questi fenomeni religiosi si suicidano da soli col passare del tempo, per la sempre più carenza di fedeli. D’altronde la Chiesa era già in crisi di credibilità nell’Ottocento e ancor prima durante le Campagne napoleoniche. Credo che quest’epoca antireligiosa stia tornando. Grazie anche a un capitalismo che è sempre più qualunquista e che annichilisce ogni valore, nonostante tutti i difetti che questo comporta.

    Cell

  43. utente anonimo says:

    con tutto il rispetto per la crocifissioni (per queli che ci sono finiti sopra naturtalmente) della storia, il posto più bello, e frequente, dove ho visto etsi croci , sapete dove è?

    In mezzo a due belle tette, in giro per le strade delle città occidentali.

    Domanda: anche quando la croce si trova in mezzo a due ben visibili ed scoperte tette, si tratta del simbolo religioso ?

    Se la risposta è si: di quale religione si tratta ?

    reza

  44. utente anonimo says:

    Ma che bravo sandalo. E così “tutti erano pronti a fare la rivoluzione”. Tutti chi? Tutti gli italiani evidentemente no. Tutti i comunisti extraparlamentari forse? Sarebbe un’interpretazione già più accettabile, se non fosse palesemente falsa e più palesemente stupida. Quando si sente parlare parecchi di questi rivoluzionari è quasi incredibile il vuoto teorico e mentale che le parole dimostrano. È qui che v’è uno dei “segreti” delle loro continue giravolte. I filosofi antichi ritenevano come nemica massima della tranquillitas (l’equilibrio dell’animo, grosso modo) la leggerezza morale, la levitas, il cui segno distintivo era il volere e il disvolere le più diverse cose senza mai trovare un punto d’equilibrio. E sandalo è un perfetto esempio di questi leves. Ecco un suo ritratto rilevato di quasi duemila anni fa, fatto non certo da un giornalista che nulla comprende ma da seneca insomma:

    Per natura l’animo è agile e incline al moto. Ogni concreta possibilità di eccitarsi e distrarsi gli è gradità, più gradita alle INDOLI PEGGIORI che volentieri si logorano nelle occupazioni. Come certe piaghe vanno in cerca delle mani che le nuoceranno e godono al tocco e la sconcia scabbia dei corpi si diletta di qualunque cosa l’esasperi, non altrimenti direi che queste menti, in cui i desideri sono scoppiati fuori a modo di bubboni, provano piacere nell’affaticarsi ed essere sballottate. (De tranquillitate animi, 2, 11)

    Di volta in volta chiamano questo grattarsi la rogna: rivoluzione, secessione leghista, difesa della cristianità eccetera; l’impulso a grattarsi: volere o volontà. Tutta qui la loro teoria che bene spiega gli “incomprensibili” mutamenti d’opinione.p

  45. Ritvanarium says:

    x Paniscus:

    Io non sono Cattolico neppure io, ma credo che togliere i Crocifissi in questo preciso momento storico significhi una sola cosa:

    Genuflessione all’ Islam !

    — E comunque quel che rende insopportabili te e quelli come te è l’ InCoerenza Marxista, se la Religione è Oppio del Popolo e si vuole disintossicare una Nazione non solo si deve combattere la Droga Siprituale Autoctona ma anche stroncare sul nascere la Droga Spirituale Esotica … Poi si finisce col sostituire Dio col Dittatore di turno, ma nessun Sistema Sociale è perfetto ;-) ;-) ;-) ;-) ;-)

    Breve: passare dallo slogan “+ Kase – Kiese” allo slogan “- Kase + Moskee” è al difuori di ogni Logica Umana e Divina ;-) ;-)

    … Non ci resta che la Logica Satanica ;-)))))

    by DavidRitvanarium

  46. paniscus says:

    — E comunque quel che rende insopportabili te e quelli come te è l’ InCoerenza Marxista, se la Religione è Oppio del Popolo e si vuole disintossicare una Nazione non solo si deve combattere la Droga Siprituale Autoctona ma anche stroncare sul nascere la Droga Spirituale Esotica … Poi si finisce col sostituire Dio col Dittatore di turno, ma nessun Sistema Sociale è perfetto ;-) ;-) ;-) ;-) ;-)

    Mi sfugge completamente per quale motivo dovrei essere tenuta a una cristallina coerenza marxista, dal momento che non ho mai dichiarato di essere marxista.

    A forza di pescare alla cieca nella sua cesta di insulti prefabbricati, il nostro ha finito col perdere qualche colpo…

    Lisa

  47. utente anonimo says:

    Kel e Lisa,

    sono convinta che partiamo da due poli contrapposti : la mia indole è più sentimentale, la vostra più razionale.

    Per questo nel crocifisso anche di plastica io vedo quel richiamo al trascendente , al mistero, al ” numinoso” ( per usare un termine appreso da p) che non riconosco alla falce e martello.

    Inoltre, come ha ben chiarito Maria, il crocifisso rappresenta anche la nostra tradizione, quella tradizione che ci è sotto gli occhi nelle numerose chiese che ci circondano, che sono il centro del paese , o il pezzo d’arte e di bellezza della città,

    che riepilogano la nostra storia e il passato, le radici cristiane in cui , volenti o nolenti, siamo immersi.

    Possiamo far finta che non esistano, ma sono lì, nel Duomo di Milano, in San Pietro, nella chiesetta sul cucuzzolo della montagna, nelle croci dei cimiteri dove andiamo a visitare i nostri cari, nei funerali cui assistiamo ( quanti di voi non sono andati in chiesa in occasione di un funerale di un parente o di un amico o di un vicino di casa ? ). Noi, anche senza essere cattolici, respiriamo quel che è stato costruito fino ad oggi, e con questo siamo cresciuti anche nella vita pubblica . Non con la falce e il martello.

    Aurora.

    p.s. : le candele di plastica non mi piacciono, ma una semplice candela (di cera ) , per illuminare, non necessita di un candelabro d’argento.

  48. utente anonimo says:

    >con una presa di posizione un po’ blasfema il cds dice più o meno che il crocifisso è simbolo religioso per i cattolici e simbolo di laicità per i laici….

    se non ricordo male il ricorso era stato introdotto da una signora finlandese (o svedese?) roberto< Beh, io non direi blasfema. Il passaggio chiave mi sembra sia questo: “Ora è evidente che in Italia, il crocifisso è atto ad esprimere, appunto in chiave simbolica ma in modo adeguato, l’origine religiosa dei valori di tolleranza, di rispetto reciproco, di valorizzazione della persona, di affermazione dei suoi diritti, di riguardo alla sua libertà, di autonomia della coscienza morale nei confronti dell’autorità, di solidarietà umana, di rifiuto di ogni discriminazione, che connotano la civiltà italiana.

    La trovo una bella arrampicata azzeccagarbugliesca sugli specchi:-), ma niente di blasfemo.

    E come base giuridica rimane il Regio Decreto del 1924 che impone il crocifisso nelle aule. Decreto mai abrogato.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. L’ineffabile signora mi pare fosse proprio finnica.

  49. utente anonimo says:

    >Domanda: anche quando la croce si trova in mezzo a due ben visibili ed scoperte tette, si tratta del simbolo religioso ?

    Se la risposta è si: di quale religione si tratta ? reza< Di quella religione che si basa PRINCIPALMENTE sui dettami di uno che, davanti ad una donna adultera in procinto di essere lapidata (secondo legge mosaica e anche secondo sharia) fermò tutto con la frase – è proprio il caso di dirlo – lapidaria:”Chi è senza peccato scagli la prima pietra”.
    Ciao

    Ritvan

    P.S. Si stava parlando dei crocefissi sui muri di edifici dello Stato, caro reza, che c’entrano le tette? (o, per par condicio, le tombe, le chiese o qualsiasi altro luogo privato).

  50. utente anonimo says:

    >@Ritvan @33 – Sì è vero, “in nome del popolo italiano”. Allora il buon Gesù lo hanno appeso nel posto meno opportuno. In quanto il popolo italiano decreta le sentenze, tramite, la Giustizia italiana (non Divina) non in base alle norme ecclesiastiche dello Stato Pontificio ma alle leggi vigenti di uno Stato sovrano e laico. L’islamofobia, in questo caso, è una scusa inventata dai bigotti e fanatici clericali.Cell<
    Non c’hai capito ‘na mazza. Dico che se in questo momento fai un sondaggio nel buon popolo italico, alla domanda:”Chi vuole in questo momento togliere i crocifissi da tribunali, scuole ed ospedali?” una percentuale bulgara del 99% risponderebbe con granitica certezza “I musulmani d’Italia”. Che il tutto si riduca all’ineffabile e pittoresco Adel Smith che rappresenta solo sè stesso, sua moglie e il segretario Zucchi, al buon popolino italico frega ‘na beneamata sega. Poi, se questa granitica certezza l’hanno inculcata i bigotti, i clericali e via discorrendo, sarebbe da vedersi. Io sostengo, invece, che siano stati più o meno in egual misura i fallaciani e certi kompagni decerebrati che sfogano le loro insane voglie ateiste/marxiste/leniniste in modo vigliacco delirando che “i canti di Natale a scuola offendono i bambini musulmani”.

    >@34 – Che Sandalo fosse o, è tuttora, un infiltrato alle dipendenze dei Servizi è una cazzata demenziale che si va ad aggiungere a tutte quelle che la Lega ci propina settimanalmente.<
    Ah, mbè, certo, è improponibile supporre che uno che ha consegnato “impacchettati” ai Servizi centinaia di suoi ex compagni, a cui poi sempre i Servizi hanno fornito una nuova identità, con tanto di passaporto ecc., ecc, poi, quando va a intrufolarsi nelle “guardie padane” se ne strasbatte dei sullodati Servizi, suoi benefattori. Come no. E io sono Marilyn Monroe:-).

    >@35 – Beh in effetti sono gli islamici che ce l’hanno con gli occidentali cristiani.<
    Oh, bella, e chi te l’ha detto? Bin Laden forse?:-)

    >Ti ripeto. Se poi non ci credi o, forse io, non riesco a farmi comprendere che: RAZZISTA NON LO SONO. Avrò alcune qualità poco aperte ai più, lo confesso. Questo perchè sono in parte affetto da un nichilismo individualista.<
    O che bello, finalmente il mio amico reza ha trovato il “nichilista” che cercava disperatamente e che cercava di appioppare a me!:-)

    >Non credo alle dottrine del gregge.<
    Non per niente sei unicellulare:-)

    >Un modo per liberarsi dalle religioni consiste nel praticare un totale menefreghismo nei confronti della fede e, lasciare che questi fenomeni religiosi si suicidano da soli col passare del tempo, per la sempre più carenza di fedeli.<
    Metodo ispirato alla saggezza cinese, insomma, sedersi sulla riva del fiume ed aspettare…Mmmm…mi sa che mica funziona sempre, eh!

    >D’altronde la Chiesa era già in crisi di credibilità nell’Ottocento e ancor prima durante le Campagne napoleoniche. Credo che quest’epoca antireligiosa stia tornando. Grazie anche a un capitalismo che è sempre più qualunquista e che annichilisce ogni valore, nonostante tutti i difetti che questo comporta.<
    Mah, il tuo ragionamento mi sa tanto di uishfulle thinkinge:-). Un po come quello del buon Kruscev – ateo anch’egli, ricordiamocelo – che diceva più o meno:”Il kapitalismo occidentale si trova ormai sull’orlo del baratro: noi lo raggiungeremo e lo sorpasseremo”:-).

    Ciao

    Ritvan

  51. utente anonimo says:

    Era per cambiare un’pò gli umori.

    Io non so che diavolo viene in mente a chi straparla della croce al muro nei luogi pubblici in un paese a maggioranza cattolica .

    Gli appartiene e basta, possiamo discutere(intellettualmente) sulla esistenza di Dio o meno, sul fatto che Gesù sia esistito o meno e su molte altre cose, ma nessuno deve giocare con ciò che sta nel cuore della gente.

    allusione alle tette e la croce comuqnue non era a caso, ho fatto questo discorso in Iran, dicendo di sapere che quelle ragazze con le tette al vento, hanno comunque amore per Gesù nel loro cuore, e lo dimostrano con quella croce, ma questo naturalmente non è luogo di parlare di questo, perché il mio discorso era rivolto(in Iran) a gente che crede che per far credere in qualcosa, bisogna obbligare le persone.

    reza

    PS- una curiosità soltanto: la corte suprema della giustizia in Iran ha dato l’ordine di sospendere ogni condanna alla lapidazione.

  52. utente anonimo says:

    >una curiosità soltanto: la corte suprema della giustizia in Iran ha dato l’ordine di sospendere ogni condanna alla lapidazione. reza< Beh, mi sembra una buona notizia (o, visto l’argomento una “lieta novella”:-) ). A meno che – qui è Ritvan l’Eterno Pessimista che parla – non sia una sospensione giusto per dar tempo al Gran Consiglio, alla Guida Spirituale o chi di pertinenza, per emettere la solita fatwa sentenziante che anche l’impiccagione delle adultere è ugualmente “islamicamente corretta”. Perché in questo caso dubito fortemente che quelle signore un po’..ehm…mignottone:-) ne apprezzeranno la differenza.
    Ciao

    Ritvan

    P.S. Sulle tette siamo d’accordo. Però tu fai le domande a trappola, caro mio, mica ci hai detto che la risposta era ad usum ayatollahorum:-)

  53. utente anonimo says:

    Premesso che non è il mio campo, non sono affatto certo che il regio decreto del ’24 possa essere equiparato ad una fonte di rango legislativo. E nel caso si trattasse invece di fonte di rango amministrativo, potrebbe essere addirittura disapplicato laddove giudicato illegittimo (i.e., perché in conflitto con leggi e/o principi costituzionali).

    Questo dal punto di vista giuridico. Dal punto di vista politico, che secondo me è più importante, resta tutta l’incredulità verso la possibilità di intervenire su una materia del genere con un provvedimento d’urgenza, come ha fatto il giudice a L’Aquila. Il provvedimento è stato poi annullato (peraltro seguendo in modo pedissequo un suggerimento neanche troppo velato di Barbera sulle pagine del Corsera, che fa pure rima), ma il fatto che sia stato accolto in prima battuta ha dell’incredibile. Mi chiedo come abbia fatto l’avvocato a convincere il giudice che il mancato accoglimento avrebbe causato al ricorrente (o meglio, a suo figlio) un danno grave e irreparabile :-)))

    Z.

  54. utente anonimo says:

    >Premesso che non è il mio campo, non sono affatto certo che il regio decreto del ’24 possa essere equiparato ad una fonte di rango legislativo. E nel caso si trattasse invece di fonte di rango amministrativo, potrebbe essere addirittura disapplicato laddove giudicato illegittimo (i.e., perché in conflitto con leggi e/o principi costituzionali).Questo dal punto di vista giuridico. Z.<
    Beh, questo lo dovrebbe fare la Consulta, non credi? E invece non l’ha fatto. E il Consiglio di Stato nemmeno.

    >Dal punto di vista politico, che secondo me è più importante, resta tutta l’incredulità verso la possibilità di intervenire su una materia del genere con un provvedimento d’urgenza, come ha fatto il giudice a L’Aquila. Il provvedimento è stato poi annullato (peraltro seguendo in modo pedissequo un suggerimento neanche troppo velato di Barbera sulle pagine del Corsera, che fa pure rima), ma il fatto che sia stato accolto in prima battuta ha dell’incredibile. Mi chiedo come abbia fatto l’avvocato a convincere il giudice che il mancato accoglimento avrebbe causato al ricorrente (o meglio, a suo figlio) un danno grave e irreparabile :-)))<
    Un’ipotesi sarebbe questa: gli ha fatto vedere gli effetti devastanti del crocifisso nel film “L’esorcista”:-) :-)

    Ciao

    Ritvan

  55. utente anonimo says:

    XRitvan.

    No, l’adultero(a) va lapidato(a) e se si salva è libero(a) ma la condanna non è convertibile in altra punizione, solo che è difficile, e quasi mai documentabile la denuncia stessa per adulterio, perché ci vogliono 4 testimoni adutli che abbiano visto l’atto sessuale coi loro occhi.

    Per questo motivo , le quasi totalità delle denunce per adulterio in Iran post-rivoluzionario, sono state sospese, archiviate o al massimo, se tale reato/peccato era fino ad un certo percentuale palese, convertito in reclusione.

    In alcuni casi e nei centri rurali, qualche mullah a giudicare ha pure condanna donne e uomini alla lapidazione , ma si dice che in tutti gli anni dopo la rivoluzione, questi casi sono stati solamente 8.

    Comunque sia, il diciamo cosi; Blocco della frustazione e della lapidazione e anche la grande cautela nell’esecuzione delle condanne a morte, riguardanti il periodo di 8 anni della presidenza di Khatami, sono iniziati dalla presidenza di Rafsanjani, per essere ripresi, dopo circa 12 anni, col ritmo attuale per la volontà del governo di Ahmadinejad.

    Per la prima lapidazione effettuata di recente , un giudice in Iran sta sotto fermo e messo in attesa del giudizio del tribunale islamica, non so se lo processeranno veramente o no , ma si dice una cosa terribile di lui:

    Dicono che la donna lapidata, aveva abbandonato il marito drogato e i due figli , era andata (scappando naturalemnte da casa) in un’altra città a vivere, dopo circa un’anno in cui si era mantenuta con lavori umili , conosce un’uomo e lo sposa, truccando i documenti da cui si capiva che era già sposata.

    Dopo un anno e mezzo da quest’ultimo marito avrà un figlio quindi, passano quasi 3 anni da quando era scappata dalla casa del primo marito.

    Con il secondo marito le cose le vanno bene anche negli affari, ora insieme a lui ha un negozio alimentari, li chiede se può andare e recuperare gli altri due figli(maschio ora 12enne e feminuccia ora di 8 anni) e salvarli dalla miseria e i pericoli a cui sono esposti, vivendo con un padre drogato, il marito da il suo consenso e questa poveretta parte , tornando alla città da dove era scappata per prendere i figli, che nel fratempo vivevano con la nonna paterna, risulta che la nonna abbia lasciato partire i ragazzi perché si fidava della nuora e voleva bene ai nipoti, anche i figli accettano subito a vanno con lei al terminale dei pullman per partire, qualche diavoletto bastardo avvisa il marito drogato(al processo risulta essere stato un vicino) il quale va direttamente al commissariato e denuncia la cosa.

    La donna viene arrestata per; seguestro di minori, abbandono di tetto famigliare e , più tardi, perl’adulteria, viene anche processata , ma visto la situazione particolare, pur avendo tante accuse e anche condanne sulla capa(compreso seguestro di minori) non viene eseguita nessuna condanna alla lapidazione e finisce in gallera.

    Era in gallera da tre anni(doveva farné 5 di anni) e benificiava dal circolare governativo ancora in vigore sulla sospensione delle lapidazioni.

    Fin qui sembra tutto regolare(insomma) ma un giorno un giudice(chiaramente fanatico) la fa uscire dalla gallera e la porta in un paesino con 5 soldati di leva , sceglie di persona quei soldati e sceglie tra contadini e analfabeti e li ordina di effettuare la lapidazione.

    La donna muore, il primo marito torna a drogarsi, il secondo marito è in gallera per adulterio e falsificazione dei documenti e seguetsro di minori, dei bimbi non so niente, ma probabilmente stanno con la nonna.

    Questa cosa ha suscitato molte polemiche nel paese e il giudice si trova ora sotto stato di fermo, ma in casa con arresti domiciliari, perché è “malato”.

    Capisco che nell’Islam il limite tra peccato e il reato non esiste, ma so che anche nell’Islam si rivolge spesso alla casistica e alle precedenze simili per giudicare e sulla base delle stessi leggi islamiche, in qualsiasi tribunale islamica, il massimo che posso chiedere io da giudice alla donna sarà il perché di non essersi rivolto ad un tribunale per chiedere la separazione dal marito drogato, prima di fare le altre cose.

    Anche senza la riforma di Khatami per cui la donna alla pari dell’uomo può chiedre la separazione, per qualsiasi motivo giudicato accettabile dal tribunale che comprende ora anche il semplice disaccordo. ma nel’Islam è consentito comunque alla donna di chiedere la separazione dal marito : sterile, malato, drogato o pazzo.

    Quella donna non sapeva di avere dei diritti e quindi, ha agito contro la legge, ma il giudice che l’ha processato evava capito che è innocente e quindi, non deve essere lapidata, ma l’hanno messo in gallera.

    Il secondo giudice però, quello dell’esecuzione della lapidazione; è un assassino.

    reza

    PS- è terribile no? quando l’ho sentito non ho mangiato per due giorni e ancora quando me lo ricordo, sto male.

  56. utente anonimo says:

    Miguel quel che dici sul significato del crocifisso nelle aule scolastiche, inciso sui banchi di scuola. Ikalaseppia

  57. utente anonimo says:

    Ritvan,

    – Beh, questo [disapplicare una norma di rango secondario laddove illegittima] lo dovrebbe fare la Consulta, non credi? —

    Nein :-) Nel caso di norme secondarie spetta direttamente al giudice ordinario (art. 5 l. 2248/1865) e, per estensione, anche al giudice amministrativo.

    Ma pare che il problema non si ponga, perché il rd dovrebbe – dovrebbe… come dicevo, non ne sono certo – essere norma di rango legislativo (all’epoca lo era).

    Penso, comunque, che il problema sia prettamente politico. E poi i giudici hanno un mucchio da fare: ci pensino gli studenti a far sparire i crocifissi :-))

    Z.

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