Un capolavoro

A volte ti viene una sensazione di opprimente solitudine, nel contrastare la marea di imbecillità aggressiva in cui siamo immersi.

Poi ti arriva un messaggio da una persona sconosciuta, che ti segnala che ha creato questo:

Io non sto con Oriana

Un capolavoro. Che invito tutti a visitare e linkare.

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94 Responses to Un capolavoro

  1. Flavio12 says:

    Che schifezza!

    A12

  2. utente anonimo says:

    E se invece cercasse di dare un contenuto alla versione non occidentale della libertà?

    Giusto per provare ad instillare qualche dubbio in noi beceri fanatici.

    Grazie

    Francesco

  3. kelebek says:

    Autostrada12 (n. 1)

    Ma quando riapre il tuo blog, che lo devo linkare?

    Miguel Martinez

  4. rubimasco says:

    mabbellobello.

    Mi piacque.

    saluti

    Rubimasco

  5. utente anonimo says:

    lasciatela riposare in pace… non avete alcun rispetto per i morti!

    “Se ne hai le tasche piene dell'”Occidente” e della sua “libertà”, sei capitato nel posto giusto.” Ahaahaaa cherridere! Ma questa frase ha un lato ironico o pensano e ci credono davvero a quanto scrivono.

    la Cellula

  6. utente anonimo says:

    eggià il fenomeno libertario dell'”Oriente” e un’icona per l’umanità intera.

    la Cellula

  7. utente anonimo says:

    è un’icona fenomenale eh?

    son sempre quello di sotto

  8. Ciao, “La Cellula”! Se non ti va bene puoi anche andare a lavorare, sai; mica si offende nessuno…!

  9. utente anonimo says:

    Magico! Era ora.

    Abu Yasin

  10. utente anonimo says:

    >lasciatela riposare in pace… non avete alcun rispetto per i morti! la Cellula< Se non è detto in senso ironico, quella frase avresti dovuto dirla prima a chi si autodefiniva “iostoconorianapuntoqualcosa”.
    Vedi, cellulite:-), anche per i morti vige la par condicio: se qualcuno li usa come clava non può poi lamentarsi se qualcun altro li usa come bersaglio.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Devastante il ritratto che ne faceva la kompagna Cederna.

  11. utente anonimo says:

    L’avevo visto ieri, era gia’ tra i nuovi link!

    Buona l’idea ma ho notato un po’ troppa aggressivita’ nelle parole per i miei gusti, si dovebbero affrontare gli argomenti con piu’ pacate argomentazioni, altrimenti si da’ la sensazione di non essere poi tanto diversi dalla persona che si sta attaccando.

    Cioe’, in definitiva, si dovrebbero attaccare-anche con violenza se vogliamo-le idee ma non le persone.

    Spero che si concentrino solo su questo in futuro.

    Infine, mi sembra manchi qualsiasi riferimento a Tiziano Terzani che pure rispose alla Fallaci attaccando le sue idee. Peccato perche’ ci tengo al personaggio, alla sua figura e al suo esempio in perfetta antitesi con la Fallaci.

    Ciao

    Pat

  12. Airel81 says:

    iniziativa che ha del penoso. il punto 10 del loro “manifesto” ha del comico. In tutta quella zolfa ripetitiva e monotona la parola Islam (da sola o combinata) si ripete per 20 volte… non aggiungo altro. Giusto tu Miguel, dall’alto della tua comprensione, potevi occuparti di tal sito che offre poco se non della facile retorica.

    ciao

  13. utente anonimo says:

    @8

    Martedì riprendo a lavorare… per ora sono in infortunio. Poi, per la tua gioia (e forse anche quella di M. Martinez), la presenza del mio nick da questo blog subirà un drastico calo. Perchè a me tocca lavurà duro. Non come te che alterni il tuo bel lavoro d’ufficio, magari nel pubblico impiego, con kelebek.

    la Cellula

  14. JohnZorn says:

    Non mi piace la battuta sui CD coi discorsi del Duce e l’Album di Mauro Repetto.

    Sono per me entrambi dei Must, soprattutto il secondo.

    Sito bocciato :)

    JZ

  15. utente anonimo says:

    Chissà cosa affermerà Osama nell’annunciato video previsto per l’11/9?… Una dichiarazione di guerra contro gli sciiti? Forse sarà più un’operazione mascherata da messaggio firmata Osama bin Laden…

    Che suspence ragazzi, non perdiamoci l’ultimo colpo di scena della saga al-qaedista.

    mig ex soviet

  16. http://www.iononstoconoriana.com/perche-non-dedicare-un-sito-ad-oriana-fallaci

    Miguel: linkato, ovvio. Quel post che ho linkato qua sopra, poi mi pare molto gustoso.

    Cloro

  17. Segnalato e linkato, eh? Figurati se me lo potevo perdere…

    Lady D.

  18. utente anonimo says:

    Tanto per iniziare, benritrovati a tutti, e soprattutto a Miguel – di nuovo da casa, da questo quartiere lazzaretto chiamato Isolotto, di isolamento e immigrazione, immigrato interiore fra gli immigrati dell’esistenza quotidiana_

    Ho dato una scorsa veloce al sito, perché ancora sono lontanissimo dall’essere “a posto” o abbastanza tranquillo per rimettermi a “studiare”, e devo dire che sì, l’ho trovato molto interessante – a dire “capolavoro” non ci sono ancora nemmneo vicino – ma come spesso accade mi sono germogliate in capo solo macchie folte di domande_

    Ve le rovescio un secondo qui, numerate sparse, nel caso qualcuno volesse rispondergli_

    1 – che senso ha mettere sempre a fuoco un simbolo per criticare una struttura, una forma, una cultura? avrebbe senso fare un sito anticomunista e chiamarlo “Io non sto con Castro”? o fare un sito antineoliberista e chiamarlo “Io non sto con Bush”? O fare un sito antibelusconiano e chiamarlo “Io non sto con Berlusca”, quando il berlusconismo è proprio l’ultima precisa espressione riflessa di un’intera società? Che bisogno abbiamo ancora di questi referenti, di queste maschere? Avremmo davvero bisogno di un Beppe Grillo per fare un V-Day, o di un Pasolini per saper riflettere o al limite anche di un Miguel per essere stimolati? Certo, molto meglio che ci siano, aiutano, sono utilissimi, ma senza di loro davvero saremmo così pecore, o insetti, da non poterci più muovere dalla nostra fila indiana?

    2 – perché invece non possiamo mai parlare di noi, di quello che vogliamo, di quello che possiamo fare, dei nostri obiettivi comuni? anche fossero pochi, precisi, essenziali_ Perché ci nascondiamo sempre dietro queste iconografie? Perché non possiamo costruire una critica, un’analisi, una riflessione a tutto tondo sulla nostra cultura, sul nostro tempo, senza ricorrere, appoggiarci a questi simboli limitati, devianti, perfino ipnotici, capaci di filtrare e rifrangere la realtà dalla nostra percezione? Come fossimo quasi un’intero blocco di umanità fatto di pischelloni incapaci di guardare e tenere in mano il proprio destino, giocherelloni, bisognosi alla fine sempre di una “mammina” che ci pari il culo_

    3 – Tanto più che nessuna corrente dominante, nessuna ideologia, nessuna cultura si può mai racchiudere o identificare con un personaggio, con un “pupazzo”_ Ma in realtà sono sempre universi, reti, sistemi, organismi sociali di cui noi stessi facciamo parte come arti, tentacoli_ A cosa ci serve quindi questa enorme e falsante semplificazione? Davvero siamo tanto scemi da non capire altri linguaggi?

    4 – O forse siamo obbligati e tenere sempre lo sguardo puntato sui simboli perché è l’unico modo per entrare in contatto con tutta quella massa di gente che non vede altro che quelli? costruiti evidentemente con operazioni di marketing ad arte_ E se ce ne distraiamo, se non ci facciamo coinvolgere nel meccanismo, nel “giochino”, e parliamo d’altro, di noi stessi – che poi siamo anche loro, perché volendo potremmo stare anche tutti insieme, uniti – tutta quella gente non ci potrà più capire e la perderemo per strada per sempre? imbambolata dai trucchetti di prestigio, dai pifferai e dalle perline colorate luccicanti_

    Bon, forse ragazzi sono scivolato per la tangente fuori tema – forse ho lasciato fiorire queste domande prima di andare a fondo con i contenuti del sito, lasciandomi trasportare da un’ondata superficiale_ Comunque, se fossi andato tropo di fuori magari ditemelo, please – e se qualcuno avesse delle risposte_

    Ancora un salutone a tutti – state bene – poi ci risentiremo anche con più calma_

    L.M. (Leonardo Migliarini)

  19. utente anonimo says:

    P.S.

    scusate i patetici errori di battitura e un abominevole, obbrobrioso

    “un’intero” (volevo usare un sostantivo femminile, quindi con ‘intera’, e quando ho cambiato idea non ho corretto l’apostrofo – vi prego credetemi sulla parola o mi toccherà vergognarmi per il resto dei miei giorni)_

    Miguel, gli articoli di Settembre mi sono sembrati di nuovo belli piccanti ed elettrici, si vede che sei tornato dalle vacanze!!

    L.M.

  20. kelebek says:

    Per L.M.

    Cioè, stai all’Isolotto e non mi hai ancora contattato?

    Dai, scrivimi in privato. muqawama@gmail.com

    Miguel Martinez

  21. metoikos says:

    @ L.M. # 18

    ” L’Io s’afferma opponendosi”

    Anche “Io non sto con Oriana”.

    Poi, come l’hai riconosciuto, contano i contenuti.

    Imed Mehadheb Metoikos (Tunisia)

  22. utente anonimo says:

    L’Io adulto si afferma amando.

    Francesco

  23. utente anonimo says:

    “E se invece cercasse di dare un contenuto alla versione non occidentale della libertà? ”

    Esiste una sola versione occidentale della libertà?

    Ec

  24. metoikos says:

    @ Francesco # 22

    Concordo con te, questa volta, San Francesco!

  25. PinoMamet says:

    “In tutta quella zolfa ripetitiva e monotona la parola Islam (da sola o combinata) si ripete per 20 volte

    Airel81″

    Sai com’è, la Fallaci era un pochino fissata..

  26. utente anonimo says:

    “Solfa”, non “zolfa”. “Solfa”. E che diamine.

  27. utente anonimo says:

    L’Io adulto si afferma amando. Francesco

    Condivido, Francesco, solo che, a volte, ho l’impressione che tu ami, come dire, a macchia di leopardo!

    Sardina

    PS Per Leonardo: bentornato! Mi hai dato da pensare con il tuo commento.

  28. utente anonimo says:

    Bentornato Leonardo, anche da parte mia!

    Ciao

    Ritvan

  29. utente anonimo says:

    iononstoconosama voi sì!

    Langley

  30. utente anonimo says:

    Un doppio bentornato leonardo, in lista e all’isolotto:-)

    maria

  31. utente anonimo says:

    Secondo me quel sito l’ha messo su Martìnez con un nuovo pseudonimo.

    Kill_Islam

  32. utente anonimo says:

    x Ec

    buona domanda ma rimane la mai: esiste una (o più) versione non occidentali della libertà?

    Francesco

  33. metoikos says:

    @ Langley # 29

    “iononstoconosama voi sì!”

    Io non sto con i morti.

    Il video apparso oggi non mi convince. Sembra che ben laden appaia sempre quando Bush è in difficoltà come se volesse dargli una mano mettendo paura agli americani.

    CONTINUO A SOSTENERE CHE E’ MORTO A TORA BORA…MALGRADO I DUE ULTIMI VIDEO.

  34. metoikos says:

    @ Kill_Islam # 31

    COMPLIMENTI PER NICKNAME

    KILL_KILL_ISLAM

  35. utente anonimo says:

    Metoikos

    ma perchè mai l’impero dovrebbe inventare di essere debole, quando il 90% della sua forza è l’aura di invincibilità, la certezza che la resistenza è futile?

    non ci sono precedenti

    Francesco

  36. metoikos says:

    @ fRANCESCO # 35

    SONO CONVINTO CHE MOLTI POLITICI ALIMENTANO E USANO LE FOBIE COME INSTRUMENTUM REGNI.

    QUESTO NON SIGNIFICA CHE L’IMPERO E’ VERAMENTE DEBOLE. CHI GOVERNA L’IMPERO HA BISOGNO DI CITTADINI DEBOLI IMPAURITI: VAI A LETTO SE NO TI CHIAMO BEN LADEN!

  37. utente anonimo says:

    @metoikos

    Non mi soffermerei tanto sull’aspetto psicologico… anche l’aspetto somatico, dibattendone, può far sorgere dubbi sul fatto se è davvero lui o un sosia costruito in qualche laboratorio maxillo facciale. Ma non credo che abbia molta rilevanza questo. Il video di Osama bin Laden, credibile o no, sospetto invece che sia un segnale dell’imminenza di un qualcosa di pericoloso per l’Occidente – Usa in testa.

    Langley

  38. utente anonimo says:

    Che strano! É arrivata la risposta anticapitalista di Bin Laden al post di ieri.

    tratto dal Corriere:

    OLTREPASSARE SISTEMA CAPITALISTICO – Osama Bin Laden cita poi nel suo video «i leader dell’Occidente – Bush, Blair, Sarkozy e Brown – che parlando di libertà e di diritti umani» lasciando nello stesso tempo la gente in balia «dell’avidità e dell’avarizia delle grandi compagnie e dei loro rappresentanti». «C’è una forma di terrorismo più forte, più chiara e più pericolosa di questa?», si chiede il capo di Al Qaeda nel video. «Come vi siete liberati in passato dalla schiavitù dei monaci, dei re e del feudalesimo, così dovreste adesso liberarvi dagli inganni e dalle catene del sistema capitalistico».

    TASSE – Poi Bin Laden lancia agli americani un invito ad «abbracciare l’Islam», tenendo presente tra l’altro «che nell’Islam non ci sono tasse, ma c’è una limitata zakat pari a solo il 2,5%». La zakat è uno dei pilastri dell’Islam ed è il versamento di una somma per beneficenza. Bin Laden, nel descrivere i benefici dell’Islam, afferma che abbracciarli vorrebbe anche dire per l’Occidente minare le fonti di approvvigionamento di capitalisti e venditori d’armi. Con un riferimento che sembra legato alla cronaca di questi giorni, Bin Laden, rivolgendosi agli americani, dice tra l’altro di essere a conoscenza «del peso dei vostri debiti legati ai tassi d’interesse, delle tasse assurde e dei mutui immobiliari».

    Otto Hahn

  39. utente anonimo says:

    Sciopero fiscale: Bin Laden come Bossi!

    Mica per niente le chiamano camicie verdi…

    Z.

  40. utente anonimo says:

    >É arrivata la risposta anticapitalista di Bin Laden al post di ieri.< dev’essere nascosto nell’isola di Polvese fabrizio

  41. utente anonimo says:

    ahaaahhaaa evvero!

    Ritvan

  42. utente anonimo says:

    Ritornando sull’argomento del post: il sito Iononstoconoriana (ancheseiocisonostata). Leggendo il pezzo di Camilla Cederna mi è venuto in mente che, all’epoca, quando lessi “Un uomo”, percepii qualcosa di stridente, proprio nel brano che parla del calcio, che Oriana ricevette da Alekos Panagulis, provocandole l’aborto.

    Questo fatto mi ha sempre lasciata perplessa. Perchè mai, come in quegli anni, il femminismo era così vivo ed era così lontano dal mio, e non solo, modo di pensare che una giovane donna si fosse fatta trattare così, ma nemmeno da un dio sceso in terra, figuriamoci, da un uomo! °__° . E poi su di lui ci scrive pure un libro sopra? Non so se mi sono spiegata…

    Sardina

  43. utente anonimo says:

    Avrò messo troppi così?

    Sardina

  44. utente anonimo says:

    “x Ec

    buona domanda ma rimane la mai: esiste una (o più) versione non occidentali della libertà?

    Francesco”

    Anche questa è una buonissima domanda, a cui pare troppo scontato rispondere sì; ma questa è in effetti la risposta giusta. Se non altro perchè un termine che traduca con buona approssimazione il nostro “libertà” si trova in moltissime lingue…

    Ec

  45. utente anonimo says:

    http://www.iononstoconoriana.com/il-punto/1-latest-news/57-firenze-lillegalita-legale

    alcune cose SU firenze PRIMA DELLA VICENDA DEI LAVAVETRI

    maria

  46. utente anonimo says:

    vai sardina:-) e non preoccuparti della forma, non siamo sul sito dell’accademia della crusca ,peraltro molto interessante!

    maria

  47. utente anonimo says:

    iostocon oriana dice che l’occidente, che lui nega radicalmente, verrà via via contaminato dall’islam al punto che sempre più persone lo contesteranno, e in particolare le donne.

    Non sono d’accordo, e non capisco perchè proprio le donne; è sempre molto difficile paragonare le diverse condizioni femminili, ma a me pare che dal punto di vista legislativo le donne “occidentali” hanno strumenti migliori di quelle islamiche e comunque sia non ritengo affatto che l’islam sia superiore, voglio dire che anche una radicale critica all'”occidente” e al suo sistema economico non significa, almeno per me, giudicare superiore l’islam.

    No perchè se si comincia a parlare di superiorità si rilancia quello che si vuole evitare e cioè la guerra di civiltà

    maria

  48. kelebek says:

    Per Maria n. 47

    Quanta probabilità c’è che la signorina Yespika, figlia del commercialista Rossi, sia tentata di mettersi il hijab?

    Quanta probabilità c’è che la signorina Fatima, figlia del muratore Ahmed, sia tentata di mettersi la minigonna?

    Insomma, chi ha lo stile di vita più a rischio?

    Miguel Martinez

  49. utente anonimo says:

    Il n.41 non è mio, è del troglione fetente cerebrofuso che si firma col mio nome. Precisione superflua, credo, per le persone intelligenti – data l’assoluta imbecillità, nonché sgarrupatezza grammatica del messaggio 41 – ma ci tenevo a precisare giusto per la cronaca.

    Ritvan (quello DOC)

  50. JohnZorn says:

    >

    Insomma, chi ha lo stile di vita più a rischio? < I secondi. Per fortuna aggiungo A patto, (e questo il punto su cui molti filoislamici fanno orecchie da mercante) che siano i muslimi ad adattarsi all’occidente e non il contrario come TROPPO spesso vedo fare (secondo voi il caso del Sig. Kanoutè perché lo citavo così spesso? Come esempio di calar le braghe al muslimo di turno)…. JZ

  51. utente anonimo says:

    >Quanta probabilità c’è che la signorina Yespika, figlia del commercialista Rossi, sia tentata di mettersi il hijab? MM< Ehmmmm…da Indiscusso Maestro:-) della Statistica, devo dirti che la domanda è mal posta per omissione. Manca nelle premesse l’accenno al fatto se la gentile sig.na Yespika sia o meno innamorata del giovane kebbabbaro Mustafà, superdotata controfigura di Omar Sharif, nonché seguace della più ferrea tradizione islamica.
    Sempre statisticamente parlando, più tali Mustafà ci sono in giro e più crescono le probabilità che la sig.na Yespika si metta il hijab.

    >E poi Quanta probabilità c’è che la signorina Fatima, figlia del muratore Ahmed, sia tentata di mettersi la minigonna?<
    Eh, dipende sempre se è innamorata del sullodato Mustafà o di Gigi er Rockettaro:-).

    >Insomma, chi ha lo stile di vita più a rischio?<
    Come già detto, molto dipende da Cupido.

    Ciao

    Ritvan

  52. utente anonimo says:

    Miguel,

    il mio era un discorso teorico a seguito di quanto letto nel sito interessante ,e per molti versi condivisibile , di io non sto con oriana.

    Ciò non vuol dire che ritenga superiore complessivamente la condizione della donna occidentale, e non ho nemmeno timori particolari, infatti ho parlato di condizione giuridica e non di costumi in senso lato superiori

    Esiste in occidente una degenerazione che colpisce l’immagine delle donne e anche la loro vita concreta, ma questo non significa che l’antitodo sia un’adesione all’islam, ma piuttosto una critica radicale a questi aspetti.

    Purtroppo oggi le stesse donne , anche quelle di sinistra con un passato di battaglie culturali e sociali, accettano il degrado dell’immagine femminile, o meglio non contestano più il ruolo assegnato alle donne tutto incentrato sulla bellezza e sulla giovinezza; non lo fanno per timore di essere ritenute veterofemministe o moraliste , per opportunismo,o vattelapsca.

    A me non interessa il dettaglio dell’abbigliamento, preferisco il fazzoletto alle poppe di fuori, a me interessa una condizione di parità sociale, di autodeterminazione, di libertà e di giustizia, e leggi che vadano in questa direzione.

    maria

  53. utente anonimo says:

    Ritvan,

    credo che ti sbagli, le signorine menzionate guardano molto al portafoglio anche, non credo che basti il fisico di omar scharif o di altri, mi pare che mirino, appunto, ai soldi e soprattutto al potere dei maschi con cui hanno a che fare.

    Aggiornati:)))

    maria

  54. Quoto l.’ottima risposta di Ritvan (molto più ancorata alla vita reale di tante teorie sulla purezza culturale) e l’ottima domanda di Maria

    -” perchè se si comincia a parlare di superiorità si rilancia quello che si vuole evitare e cioè la guerra di civiltà ”

  55. utente anonimo says:

    >Ritvan, credo che ti sbagli, le signorine menzionate guardano molto al portafoglio anche, non credo che basti il fisico di omar scharif o di altri, mi pare che mirino, appunto, ai soldi e soprattutto al potere dei maschi con cui hanno a che fare. Aggiornati:))) maria< Maria, Maria, il tuo sprezzo per la Nobile Scienza della Statistica lo trovo veramente deprecabile:-).
    Se la percentuale delle Yespika che, qui in Occidente, si mettono il hijab dipendesse solo dal gonfiore del portafogli di Mustafà, le Yespika in hijab sarebbero frequenti come le mosche bianche, visto che anche Mustafà col portafogli gonfio qui sono frequenti, appunto, come le mosche bianche.

    Ciao

    Ritvan

  56. utente anonimo says:

    #52

    “Purtroppo oggi le stesse donne , anche quelle di sinistra con un passato di battaglie culturali e sociali, accettano il degrado dell’immagine femminile, o meglio non contestano più il ruolo assegnato alle donne tutto incentrato sulla bellezza e sulla giovinezza; non lo fanno per timore di essere ritenute veterofemministe o moraliste , per opportunismo,o vattelapsca.”

    Forse non lo fanno perche’ ora, volendo, possono tutte essere belle e giovani. Se poi trovano lo sceicco col portafoglio pieno possono rinnovare la loro bellezza e giovinezza all’infinito :-).

    Pat

  57. kelebek says:

    Per Maria n. 52

    Siamo pienamente d’accordo.

    Io parlo di forza d’attrazione. In un campo più neutro, sono sempre i poveri che imparano la lingua dei ricchi, e non viceversa: quanti italiani emigrati negli USA hanno imparato l’inglese, e quanti “wasp” hanno imparato l’italiano?

    Miguel Martinez

  58. paniscus says:

    A me non interessa il dettaglio dell’abbigliamento, preferisco il fazzoletto alle poppe di fuori,

    Io sono favorevolissima alle poppe di fuori in pubblico, quando vengono usate per il loro originario scopo biologico. :)

    Perché altrimenti l’alternativa sarebbe chiudermi in casa 24 ore su 24 almeno per i prossimi sei mesi e possibilmente anche per molto di più…

    Lisa

  59. metoikos says:

    @ Langley # 37

    “(ANSA) – SYDNEY 8 SET – Il presidente Usa Bush ha affermato che il nuovo video di Bin Laden mette in evidenza la necessita’ di mostrare determinazione in Iraq.’Il nastro ci ricorda in che mondo pericoloso viviamo e che dobbiamo lavorare assieme per proteggere il nostro popolo -ha detto- Trovo interessante il fatto che, nel nastro, sia menzionato l’Iraq, il che ci ricorda che l’Iraq e’ parte di questa guerra contro gli estremisti’. Intanto esperti dell’intelligence confermano che la voce nel video e’ di Bin Laden.”

    Metoikos il 7/9/2007

    @ Langley # 29

    “iononstoconosama voi sì!”

    Io non sto con i morti.

    Il video apparso oggi non mi convince. Sembra che ben laden appaia sempre quando Bush è in difficoltà come se volesse dargli una mano mettendo paura agli americani.

    CONTINUO A SOSTENERE CHE E’ MORTO A TORA BORA…MALGRADO I DUE ULTIMI VIDEO.

    8/9/2007

    NOTA

    1) “Esperti dell’intelligence confermano che la voce nel video e’ di Bin Laden”…ma non confermano che l’immagine è sua! Sembra una sciocchezza ma non lo è. Da vecchi discorsi di Ben Laden si può, volendo, ricavare una “registrazione” audio nella quale lui afferma di essere ateo. Lo posso fare anche io e non ho i mezzi della CIA.

    Tranquillo Langley non siamo nell’imminenza “di un qualcosa di pericoloso per l’Occidente – Usa in testa”.

    SIAMO ASSISTENDO A UNA ORMAI COMUNE INIEZIONE DI FOBIA, SECONDO ME, PROPRIO PERCHE’ BUSH E’ IN DIFFICOLTA’ E GLI AMERICANI NON HANNO PIU’ PAURA COME SUBITO DOPO L’11/9.

    BEN LADEN E’ MORTO A TORA BORA TANTI ANNI FA. GLI USA SONO AL SICURO. NON SI FARANNO PIU’ COGLIERE DI SORPRESA.

    Imed Mehadheb Metoikos (Tunisia)

  60. utente anonimo says:

    Io sono favorevolissima alle poppe di fuori in pubblico, quando vengono usate per il loro originario scopo biologico. :)

    maria

    quell’eccezione è più che ammessa, sono ammesse anche quando si fa il bagno in una spiaggia deserta e in altre..circostanze:-)

  61. kelebek says:

    Per tutti

    Non ho ancora potuto vedere il video attribuito a Usama bin Ladin, quindi non esprimo giudizi.

    Certo, è strano che abbia taciuto per tanti anni, e ovviamente è facilissimo falsare un video.

    Inoltre, se ben ricordo (ma mi posso sbagliare) l’ultimo video attribuito a lui era quello appena prima delle elezioni negli USA, e lì in effetti le tentazioni di falsificare un video erano grosse…

    Con questo, non intendo affatto dire che condivido certe tesi secondo cui Usama sarebbe stato un “agente della CIA” o secondo cui tutti i video sono falsi.

    Non dico, infatti, che sia falso nemmeno questo. Anche perché non è facile capire se sia più utile al governo USA (per generare panico) o più imbarazzante (dopo sei anni è lì che fa un dignitoso marameo agli sceriffi che avevano detto che lo volevano prendere “vivo o morto”).

    Miguel Martinez

  62. kelebek says:

    ADNK (CRO) – 08/09/2007 – 19.27.00

    TERRORISMO: SUL WEB JIHADISTI BOCCIANO IL VIDEO, NON E’ IL VERO OSAMA

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    ZCZC ADN0858 3 CRO 0 RTX CRO NAZ TERRORISMO: SUL WEB JIHADISTI BOCCIANO IL VIDEO, NON E’ IL VERO OSAMA = Dubai, 8 set. – (Adnkronos/Aki) – (di Hamza Boccolini) – Suscita non poche perplessita’, anche in molti frequentatori dei forum islamici sul web, la versione completa dell’ultimo video di Osama Bin Laden, diffusa dai piu’ importanti siti di simpatizzanti jihadisti. Il documento, intercettato in precedenza dai servizi segreti americani, era stato proposto dai media statunitensi e dalla Tv araba ‘al-Jazeera’ in una versione parziale che durava circa tre minuti. Il formato originale, disponibile ora sul web, e’ invece lungo 26 minuti e 26 secondi. Nonostante sia stato realizzato dalla casa di produzione ‘al-Sahab’, che da sempre si e’ occupata di realizzare i video di al-Qaeda, quest’ultimo messaggio di Bin Laden – a quanto emerge da una approfondita analisi compiuta da AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL – non convince proprio tutti i frequentatori dei forum jihadisti sul web. Molti internauti di questi forum si astengono dall’analizzare i dettagli del filmato: il tono piu’ comune dei commenti e’ la soddisfazione per il fatto che il numero uno della rete terroristica sia ancora vivo. Ma, a fianco a questi, non mancano gli scettici. I primi a non credere all’autenticita’ di questo documento sono stati alcuni frequentatori dei forum jihadisti presenti sulla piattaforma ‘Paltalk’, che gia’ osservando la versione ridotta (appena un minuto e mezzo) diffusa dalla Tv araba ‘al-Jazeera’ ieri notte esprimevano forti perplessita': ”Crediamo che si tratti di un documento falso non solo per la barba che porta, ma anche per la sua voce”.

    In molti pero’ hanno evitato di esprimersi attendendo la giornata di oggi, quando i siti internet islamici hanno diffuso il documento originale. Ed e’ significativo che un internauta che si fa chiamare ‘abu al-Bara’, gestore di uno dei piu’ importanti forum islamici, abbia aperto una discussione dal titolo: ”Quali sono i segreti di questo video?”. In esso si evidenziano alcuni punti oscuri del presunto messaggio di Osama. “Come mai il video dopo due minuti si ferma e il filmato diventa solo audio per poi riprendere in forma di video solo negli ultimi minuti – si chiede al-Bara – e perche’ ha quella barba corta quando sappiamo che Bin Laden ha sempre avuto la barba lunga?”. A questa domanda alcuni frequentatori del forum hanno risposto con spiegazioni tecniche poco credibili, mentre altri contestano tale approccio dubitativo: per loro, porsi questo tipo di domande farebbe solo gli interessi dell’Occidente. A chiudere il dibattito e’ stato pero’ un altro navigatore, ‘Bin Muslim’, che ha scritto: ”Personalmente non ritengo che nel video ci sia Osama Bin Laden in persona perche’ quella figura non gli assomiglia molto. E’ diverso il naso ed e’ diversa la barba, non solo per la lunghezza ma anche per il colore. Anche il colore della pelle e’ troppo scuro. Il turbante e’ strano e la voce e’ diversa e le frasi che ha usato sono insolite”.

    A mettere le mani avanti e a fornire spiegazioni ‘preventive’ sono stati pero’ gli stessi autori del documento, quelli della casa di produzione ‘al-Sahab’, che hanno diffuuso una nota accanto al link per scaricare il filmato. ”Abbiamo inviato questo filmato ad alcune Tv prima di metterlo in rete in base ad una precisa strategia – si legge. – Non e’ vero quanto affermano alcuni siti internet occidentali che sostengono di aver ottenuto per primi questo filmato in un altro modo”. Volendo credere a questa spiegazione fornita dai terroristi, risulta strano il fatto che prima della messa in onda di ‘al-Jazeera’, le emittenti americane gia’ ne conoscessero il contenuto. Nonostante un avvertimento dei ‘produttori’ del filmato, poi, appare decisamente insolita la struttura del video. Infatti, nei primi due minuti del documento il video propone un Osama ‘parlante': dal terzo minuti, invece, si inserisce un fermo immagine del capo di al Qaeda mentre in sottofondo scorre la sua voce. Il sincrono immagini-voce riprende per altri due minuti, dal 13mo al 15mo: da qui fino alla fine, invece, torna il ‘freeze’ del video. E’ la prima volta che un video messaggio di al-Qaeda viene montato in questo modo: la qualita’ tecnica, d’altronde, e’ subito apparsa di livello assai inferiore rispetto alle ultime ‘produzioni’ del numero due di al Qaeda, lo sceicco egiziano al Zawahiri. Di qui gli interrogativi degli internauti islamici sull’autenticita’ del video, garantita invece (ed e’ un’altra novita’) dalla stessa intelligence Usa prima della sua stessa diffusione: dubbi domande destinate pero’ difficilmente a trovare risposte. (Ham/Pe/Adnkronos) 08-SET-07 19:42 NNNN

  63. utente anonimo says:

    ma anch’io avevo notato subito la barba scura, è la prima cosa che salta all’occhio, l’immagine offerta sembra molto più giovane dell’osama che conosciamo noi, però mi pare anche impossibile che se è una contraffazione non ci si sia curati di questi aspetti che non sono dettagli.

    E’ un bel mistero!

    maria

  64. utente anonimo says:

    intanto vivo o morto che sia, si ritorna a parlare di lui, e di quello che rappresenta nell’immaginario collettivo, la sua persona/immagine come per riattizzare.

    fa sicuramente più paura il n°1 del suo vice.

    fabrizio

  65. PinoMamet says:

    Qualche ipotesi, basata in realtà sulla sola immagine che abbia visto, quindi sul niente o poco più.

    L’immagine sembra sfocata- c’è un’ombra sotto la barba, più corta e nera, ma i lineamenti sono gli stessi di un video precedente, come anche (come è già stato fatto notare da altri) anche l’abbigliamento la posa e l’ambiente.

    Verrebbe da pensare a qualche forma di video-ritocco fatta su un video precedente- barba scurita e accorciata proprio per dare l’idea che si tratti di un video diverso.

    Questo spiegherebbe anche la brevità del filmato e i suoi buchi (non mi intendo tantissimo di editing e post-produzione ma ho il sospetto che la cosa debba essere fatta frame per frame se non si dispone dei mezzi di Hollywood- e poi il rendering al computer è di molto pesante per una cosa così, credo,- chiederò a meglio informati).

    Anche se l’ipotesi, basata, ripeto, su pochissimo, fosse vera, non ci direbbe nulla comunque su chi potrebbe essere l’autore del filmato.

    Ciao!

  66. utente anonimo says:

    Bin Laden ha dato il via agli estremisti islamici già presenti negli Usa. Gli Stati Uniti stanno per subire azioni jihadiste in casa propria.

  67. PinoMamet says:

    Aggiungo un’altra considerazione tecnica: tra i vari video di Usama bin Laden, quest’ultimo è curiosamente “quasi identico” non ad uno che mostra queste caratteristiche:

    -posizione frontale;

    -inquadratura ristretta al solo viso-spalle;

    -sfondo semplice e monocolore.

    Tutte cose che rendono molto più semplice il “ritocco”.

    magari mi sbaglio, ma per me si tratta proprio il vecchio video con una spuntatina alla barba (della quale resta l’ombra) e una ricoloritura della medesima.

    Ciao!

  68. PinoMamet says:

    Errata corrige;

    leggasi “non a uno qualsiasi, ma ad uno che presenta…”

  69. utente anonimo says:

    Pino

    e chi è l’autore del ritocchino artigianale?

    Francesco

  70. PinoMamet says:

    Embè Francé, potrebbe essere chiunque!

    Io mi limito a dare un parere sul come, sul chi e il perché non saprei dire niente- se fosse vera la mia ipotesi, nel caso gli autori del ritocchino fossero i qaedisti stessi si potrebbe tutt’al più avanzare l’ipotesi ulteriore che UbL sia morto o non raggiungibile- nel caso non siano loro, può essere vera qualunque altra cosa, anche i vari complottismi ;-)

    Ciao!!

  71. utente anonimo says:

    la CIA che si finge imbrabnata per far pensare ad Al Qaida?

    AL Qaida che si finge imbranata per far vincere le elezioni a Hillary Clinton?

    Donadoni che vuole distrarre l’attenzione dai risultati della nazionale?

    beh, mi piace questa cosa del complottismo

    Francesco

  72. kelebek says:

    Per Francesco n. 71

    Io non sono affatto “complottista” (nell’accezione comune), né sull’attacco al Centro Mondiale del Commercio e al Pentagono del 2001, né sul ruolo di Osama bin Laden.

    Semplicemente, ci sono migliaia di attori diversi, che per i motivi più diversi, avrebbero interesse a fare una cosa abbastanza semplice: fare un video falso e inserirlo anonimamente in rete.

    Non dico affatto che il video sia falso; e se è falso, non ho idea di quale potrebbe essere la finalità di chi l’ha falsificato.

    Per dare un’idea di quanto siano ampie le possibilità, potrebbe anche essere un “filojihadista” che vuole far vedere che gli americani non sono riusciti a uccidere OBL; oppure un trucco dei naroctrafficanti paraguayani per far arrestare un rivale boliviano, accusando lui di essere di al-Qaeda.

    Questo non vuol dire che “sia stata la CIA” (e nemmeno, ovviamente, che non sia stata la CIA).

    Semplicemente, il messaggio in sé – al di là di una bravura tecnica molto maggiore – non significa molto di più degli anonimi troll che annunciavano attentati sulle nostre spiagge tra i commenti a questo blog alcuni mesi fa (vi ricordate?).

    Miguel Martinez

  73. utente anonimo says:

    >Io parlo di forza d’attrazione. In un campo più neutro, sono sempre i poveri che imparano la lingua dei ricchi, e non viceversa: quanti italiani emigrati negli USA hanno imparato l’inglese, e quanti “wasp” hanno imparato l’italiano? Miguel Martinez< Miguel, non mi rivoltare la frittata adesso:-). Imparare una lingua non vuol dire neccessariamente condividere i canoni culturali/religiosi/etici/estetici del popolo che parla quella lingua. Ciao
    Ritvan

  74. utente anonimo says:

    Beh Ritvan

    gli italiani, cone tutti gli immigrati là, l’hanno fatto.

    e gli USA sono diventati gli USA soprattutto per questo.

    il che è perfettamente giusto, emigrare è una dichiarazione di superiorità del paese in cui si emigra.

    Francesco

  75. utente anonimo says:

    si emigra perchè non si trova lavoro nel paese di provenienza, in cerca di una vita che potrà essere migliore, ma anche peggiore, sotto certi aspetti, di quella che si conduceva.

    fabrizio

  76. utente anonimo says:

    Ci sono anche casi contrari,

    professionisti, tecnici, dipendenti di ditte etc, che emigrano ad es. in Asia e continuano a non sapere una parola della lingua del posto, mentre sono i locali ad essere costretti ad imparare l’inglese per poi essere assunti e agire anche da intermediari, a costi ridottissimi (ben meno di un corso di lingua per un tecnico o un dipendente!).

    Tutti costoro continuano a vivere in una specie di fac-simile della vita che conducevano nel loro paese d’origine (privilegi annessi e concessi) e a rimanere ignoranti degli usi e costumi della maggioranza della popolazione che li circonda.

    Sara’ una dichiarazione di superiorita’ anche questa?

    Oggi la tipologia di emigranti si sta evolvendo, non sono solo disperati, ma anche persone preparate col fiuto del guadagno facile e immediato, anche la superiorita’ e’ divenuta un comodo prodotto da esportazione.

    Ciao

    Pat

  77. utente anonimo says:

    Ah e scusate l’OT ma ho letto una cosa divertente che vorrei condividere con voi, e in riferimento al mio commento precedente, direi anche che e’ una dimostrazione di come invece l’inferiorita’ sia anche un facile (e necessario-per la superiorita’ of course) prodotto d’importazione!

    Si tratta del blog sulla Cina di un giornalista del corriere: http://lanostracina.corriere.it/

    Ebbene, qui viene riportato un post di una ragazza cinese che vive in Italia e che e’ molto critica della stampa occidentale (e italiana in particolare). Ecco cosa scrive (ai suoi connazionali):

    Così i media occidentali “modellano” la Cina!

    “Nei paesi dove c’è la libertà di stampa e di parole, le notizie riportate sono credibili perché sono libere? Secondo me tanti media occidentali si sono fatti accettare dalle popolazioni per gli articoli che distorcono la verità.

    Da sempre alcuni media occidentali imbruttiscono la Cina. Si sono chiamati Paesi aperti, ma fanno delle cose di mentalità estremamente strette. Nel loro servizio cercano di selezionare “certi” dettagli e li ingrandiscono infinitamente e invece gli argomenti da riportare veramente sono stati semplificati o addirittura abbandonati. Questa “arte” di fabbricare le notizie è morale professionale di questi giornalisti provenienti dai paesi liberi?

    In certi Paesi occidentali, sia sui giornali sia in televisione, l’immagine della Cina è sempre arretrata, sporca e disordinata. Potrebbero accompagnare il servizio con le foto di oltre dieci o vent’anni fa. Ci vorrebbero descrivere quasi come eravamo nella Dinastia Qing per soddisfare una mentalità di vanità, di arroganza o invidia.”

    La ragazza continua con vari esempi e poi conclude:

    “Queste notizie hanno sempre la veste di “giustizia e obiettività” per ottenere la fiducia dei lettori occidentali.

    …La fiducia è una della premesse con cui i medi occidentali riescono a imbruttire la Cina. Allo stesso tempo la fiducia pubblica è anche un punto debole dei media occidentali. Una volta che sveliamo i loro articoli numerosi che non corrispondono alla verità, la fiducia sarà colpita fortemente e saranno rovinate completamente le loro azioni di imbruttire e distorcere i fatti

    con le loro notizie”.

    Ora non sto qui a discutere sulla verita’ o meno delle sue parole, ma ancor piu’ divertente ho trovato la risposta del giornalista che replica:

    “Ospitiamo volentieri questi giudizi. Siamo liberi e lo possiamo fare. Ci aiutano a riflettere.”

    SIAMO LIBERI E LO POSSIAMO FARE…ovviamente riferendosi alla censura cinese.

    Gia’ ma nessuno e’ libero dall’ignoranza, e infatti molto carina e’ anche la successiva risposta di un commentatore:

    “La peggiore censura e’ l’ignoranza e questa aime’ non ha confini.”

    Ecco, tanto per restare in tema, ‘sta ultima risposta mi e’ sembrata proprio un capolavoro!

    Ciao

    Pat

  78. utente anonimo says:

    Pat

    non sono emigranti, sono colonizzatori.

    Francesco

  79. PinoMamet says:

    Senz’altro si potrebbero portare molti esempi contrari, ma credo che di base la ragazza cinese abbia ragione.

    (sarei curioso di sapere gli esempi che riporta a lei, a livello di aneddotica).

    In fondo, giocando sul fatto che di molti paesi si sa poco o niente del tutto, è facilissimo (e libero! liberamente praticabile dalla stampa libera) per un giornalista selezionare un’immagine negativa (o positiva, secondo i casi) raccontando ciò che il lettore vuole sentirsi dire.

    Il grande antidoto sarebbe “il viaggio”, sempre più economico e facile, ma purtroppo viene sostituito da un surrogato ancora più economico e facile, il turismo.

    Per questo quando mi capita tendo a leggere le guide dell’Italia per stranieri (in inglese, ma se potessi le leggerei in arabo in cinese e in urdu), libri o blog di stranieri che vivono qua, e devo ammettere che, per quanto non sempre, a volte l'”Italia” descritta non è esattamente l’Italia in cui vivo.

    Stiamo parlando di un paese occidentale descritto ad occidentali, ma uno spaesamento c’è sempre.

    Tempo fa trovai un sito di un inglese che abitava a Roma e ne parlava malissimo, e vabbè… allora che ci abiti a fare, no? Ai marocchini lo diciamo e agli inglesi no? Ma la cosa strana è che lui, che sosteneva di vivere in Italia da tanti anni, non solo non aveva evidentemente imparato a spiaccicare una parola di italiano- lo ammetteva candidamente, e scriveva “cucino romano”- ma viveva in un paese tutto suo dove non esiste vernice colorata per le pareti- pare ce l’abbiano solo in Inghilterra e negli USA, pensa te- e dove gli adolescenti si divertono a guardare le foto di famiglia, non come i vitali e spensierati adolescenti britannici.

    raccoglieva le critiche dei tipi fregati dai taxisti romani, sai la novità- fatto sta che un amico mio è stato fregato alla grande da un tassista svedese.

    Insomma, ne ricavai una sensazione di fastidio, non per le critiche in se, ma perchè per il 90% dei casi erano infondate e soprattutto fatte da un tizio che evidentemente parlava a vanvera.

    Penso come si debba sentire un cinese in Italia a vedere descritta la Cina, con tutte le sue contraddizioni, come il medievale paese dei tarocchi.

  80. utente anonimo says:

    @ Francesco

    prendi in giro o dici sul serio?!

    @ PinoMamet

    gli aneddoti sono riportati nel blog, il post e’ intitolato “I cinesi ci giudicano…malissimo!!”

    Pero’ vengono riportati solo gli articoli del Corriere criticati, e non quelli degli altri giornali italiani, il post completo la ragazza lo ha scritto nel suo blog in cinese.

    Gli articoli del Corriere che critica non distorcono poi molto la verita’ (inquinamento e altre brutture sono una realta'; anche se lei lamenta anche la presenza spesso di foto della Cina ante-guerra); la distorsione sta piuttosto nel riportare SEMPRE E SOLO queste brutture e ignorare del tutto le bellezze, le conquiste e le differenze positive…quindi l’immagine trasmessa e’ solo di inferiorita’, come lei giustamente accusa.

    Eheh anche a me e’ capitato di leggere bloggers che parlavano male del nostro paese e sentirmi un po’ infastidita, ma quando mi capita di leggere quelli di stranieri che ne parlano solo bene la mia prima reazione e’ sempre:

    “miiii… ma dove vivono questi?!”

    Quando si vive all’estero e’ anche normale idealizzare un po’ il proprio paese d’origine…quindi alla fine non me prendo troppo per le critiche negative, semplicemente non si rendono ancora conto che tutto il mondo e’ paese!

    Ciao

    Pat

  81. utente anonimo says:

    x Pat

    sono serissimo.

    ci sono gli emigranti, i gast-arbeiter, gli esuli, i colonizzatori.

    Sacco e Vanzetti credo fossero di questo ultimo tipo, come Cortez e Pizarro – andavano in “casa d’altri” ad insegnargli come dovevano comportarsi.

    Che abbiano o meno i mezzi per farlo non è decisivo, è già questo atteggiamento a rendere pressochè impossibile la convivenza con gli indigeni.

    Francesco

  82. utente anonimo says:

    >Beh Ritvan gli italiani, cone tutti gli immigrati là, l’hanno fatto. e gli USA sono diventati gli USA soprattutto per questo. il che è perfettamente giusto, emigrare è una dichiarazione di superiorità del paese in cui si emigra. Francesco<
    Oh, sì, gli italiani emigrati negli USA non si sono mai sognati di farsi un loro quartiere denominato “Little Italy”, dove al posto degli orripilanti hot dogs e hamburgers si mangiassero esclusivamente spaghetti con la pummarola in coppa:-). Perché essi ovviamente riconoscevano la schiacciante superiorità del hot dog sugli spaghetti, la pizza e simili schifezze:-)

    Ciao

    Ritvan (una tantum dissidente da te:-) )

  83. utente anonimo says:

    Ritvan

    non essere supeficiale.

    I figli di Little Italy andavano alle scuole ammerigane, parlavano l’inglese, trasformavano il cattolicesimo italiano in quello usano. In sintesi, si fondevano nella comunità USA senza perdere tutte le proprie caratteristiche.

    Ma giuravano fedeltà alla Costituzione e combattevano nelle Forze Armate degli Stati Uniti.

    Non è poco.

    Concordi?

    Francesco

  84. utente anonimo says:

    >Ritvan non essere supeficiale. Francesco<
    Francesco, non essere sgusciante!:-)

    >I figli di Little Italy andavano alle scuole ammerigane,<
    Granzie al cazzo, il governo italico se ne strasbatteva di fornir loro scuole in cui s’insegnasse correttamente anche il dolce idioma dantesco. Ecco perché quando parlano certi italoamericani Stanlio e Olio al loro confronto sembrano accademici della Crusca:-)

    >parlavano l’inglese,<
    Arigrazie al suddetto! Era la lingua ufficiale del paese, no? O mica Ahmed il kebabbaro pretende da te che il kebab glielo chieda in arabo?:-)

    >trasformavano il cattolicesimo italiano in quello usano.<
    Quale sarebbe la differenza, di grazia? E, comunque, nessuno ha preteso da loro di diventare protestanti, in omaggio alla “radici culturali del padrone di casa”.

    >In sintesi, si fondevano nella comunità USA senza perdere tutte le proprie caratteristiche.<
    Diciamo che diventavano leali cittadini USA: le “fusioni” sono roba da Borg:-).

    >Ma giuravano fedeltà alla Costituzione e combattevano nelle Forze Armate degli Stati Uniti.<
    Ma anche Ahmed il kebabbaro sarebbe felice di farlo: solo che gli chiedono 10 anni di residenza, e poi, dopo altri 4-5 anni (invece di 2, come prevede la legge!) gli rispondono picche, senza lo straccio di un’argomentazione plausibile. Ma anche se gli rispondessero positivamente, a quel punto il povero kebabbaro ha passato la soglia d’età in cui poteva essere un buon soldato:-).

    >Non è poco. Concordi?<
    Sì, ma con le aggiunte di cui sopra.

    Ciao

    Ritvan

  85. utente anonimo says:

    Dettagli, direi.

    E melting pot significa proprio “crogiuolo per la fusione”

    Tiè

    Francesco

  86. Ritvanarium says:

    Che delusione ! … Io mi aspettavo chissà chi e chissà cosa e invece ecco il solito Utile Kafir in preda all’ Odium Sui che non si rende conto di quanto rischi di fare la fine della Tudeh Iraniana una volta che non sarà più “Utile Kafir” ma solo “Kafir”.

    Proprio come te e i tuoi amichetti, o Kekebek, del resto !

    by

    DavidRitvanarium

  87. utente anonimo says:

    >Dettagli, direi. Francesco<
    Fratello, il Demonio si nasconde proprio nei “dettagli”:-)

    >E melting pot significa proprio “crogiuolo per la fusione”. Tiè<
    Lo so. Ma spesso e volentieri c’è enorme differenza fra l’etimologia di un termine, il suo significato “ufficiale” e l’utilizzo reale. Dispensami dal fornirti innumerevoli esempi, per favore!:-)

    Ciao

    Ritvan

  88. utente anonimo says:

    Eh no, adesso cercare di negare che cruogiolo da fusione sia stato scelto come termone “ideologico” a prescindere dal suo significato è troppo!

    Da mille rivoli arrivano negli USA, volontari e volenterosi, e cittadini statunitensi diventano.

    Imparano la Costituzione, la lingua, disimparano a cucinare, e a modo loro e strano da italiani diventano italo-americani, da cinesi cino-americani ecc. ecc.

    Ciao

    Francesco

  89. utente anonimo says:

    x Ritvan

    Visto che parlate di Immigrazione, pardon : “Migrantazione” ;-) … Hai presente “Quando gli Albanesi eravamo Noi” di GianAntonio Stella ?

    Se sì, che ne pensi ?

    by David_Ritvanarium

  90. utente anonimo says:

    >Eh no, adesso cercare di negare che cruogiolo da fusione sia stato scelto come termone “ideologico” a prescindere dal suo significato è troppo! Francesco< E chi lo sta negando?:-) >Da mille rivoli arrivano negli USA, volontari e volenterosi, e cittadini statunitensi diventano.<
    Per favore, risparmiami la prosopopea ampollosa che contradistingueva i kompagni degli anni ’50 quando parlavano dell’URSS:-).

    >Imparano la Costituzione,<
    Eh, sai che fatica!:-)

    >la lingua,<
    Aridaje con la lingua: gli serviva per lavorare, t’è capi’? E un po come dire:”imparavano a guidare e conseguivano la patente di guida”:-).

    >disimparano a cucinare,<
    Sì, cor piffero! Anche adesso Little Italy è un tripudio di odori culinari mediterranei.

    >e a modo loro e strano da italiani diventano italo-americani, da cinesi cino-americani ecc. ecc.<
    Grazie al cavolo, anch’io, se i kompagni mi danno la cittadinanza in tempo utile per poter votare per loro alle prossime elezioni:-) divento italo-albanese. E allora?

    Ciao

    Ritvan

  91. utente anonimo says:

    >x Ritvan Visto che parlate di Immigrazione, pardon : “Migrantazione” ;-) … Hai presente “Quando gli Albanesi eravamo Noi” di GianAntonio Stella ?

    Se sì, che ne pensi ? by David_Ritvanarium< E che ne devo pensare, tutto si riassume nel titolo. Fatti, cifre, statistiche parlano da soli.
    Che poi, a nessuno piaccia che gli si ricordino certi episodi facenti parte dell’ “album di famiglia” questo è umanamente comprensibile. Ma è la verità, anche se detta da un kompagno.

    Ciao

    Ritvan

  92. utente anonimo says:

    Ritvan

    quanti anglo-pakistani ci sono?

    Nessuno, sono tutti pakistani che vivono in Inghilterra.

    Ciao

    Francesco

  93. utente anonimo says:

    Nessuno va letto in senso relativo, mi raccomando.

    Francesco

  94. utente anonimo says:

    >Nessuno va letto in senso relativo, mi raccomando. Francesco< Bieko relativista! Lo dirò a Papa Ratzi!:-)
    Ciao

    Ritvan

    P.S. Il tuo è il solito “luogo comune”: ci sono i “pachistani che vivono in Inghilterra”, i pachi-inglesi, gli anglo- pachistani e gli inglesi dalla pelle olivastra che se gli chiami “pachistani” ti danno una pizza in faccia:-)

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