Cose comunque reprensibili

Ho scritto l’altro giorno che un’organizzazione sionista e un’altra islamofoba-razzista stanno organizzando una campagna per far chiudere sistematicamente i blog antimperialisti, compreso il mio.

Con uno dei blog, ci sono già riusciti.

Di questo, non mi lamento.

Anche se mi dovessero chiudere un blog, non per questo divento una loro vittima.

Le migliaia di persone avvelenate a Bhopal, gli annegati di Lampedusa, la gente polverizzata dalle bombe tagliamargherita in Afghanistan, gli assediati di Gaza, la gente che si fa un ergastolo più settant’anni per aver espresso una critica… ecco chi sono le loro vittime.

Siamo in guerra, e il nemico – non tanto mio, quanto della specie umana – fa benissimo a cercare di far tacere chi non accetta lo stato di cose.

Però non ho intenzione di arrendermi, e quindi devo pensare a cosa si possa fare in termini pratici.

Come segnala una commentatrice al mio blog, Splinder si riserva il diritto di chiudere qualunque blog sia colpevole di

 "caricare, pubblicare, inviare o in altro modo trasmettere o diffondere contenuti che siano illeciti, dannosi, minatori, abusivi, molesti, diffamatori e/o calunniosi, volgari, osceni, lesivi della privacy altrui, razzisti, classisti o comunque reprensibili".

Oggi essere contro il dominio economico e di terrore militare, contro la trasformazione dell’umanità in scarti ghettizzati, rientra decisamente tra le cose "comunque reprensibili" ai nostri giorni.

Per cui:

1) Ho salvato tutto ciò che è stato pubblicato finora, compresi i commenti, e consiglio a tutti gli altri minacciati di fare lo stesso (io uso e consiglio l’ottimo programma gratuito reperibile su http://www.httrack.com). Appena chiudono questo blog, tutto questo sarà reso disponibile altrove, devo studiare però la modalità.

2) Segnatevi questo indirizzo:

http://sumud.blogspot.com/

dove ospito attualmente alcuni articoli in inglese, ma che diventerà il nuovo blog, in caso di chiusura di questo.

Alla faccia loro.

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99 Responses to Cose comunque reprensibili

  1. ulivegreche says:

    Ma io non penso che lo chiudano, non avrebbe senso, dovrebbero chiuderne altri mille. Si arriverebbe ad una spirale senza fine dalla quale si salverebbero solo i diari delle impiegati e i blog dei poeti da strapazzo.

  2. Aragonbiz says:

    Nel frattempo, ho linkato questo blog per preventiva solidarietà (e anche perchè lo trovo interessante)

    saluti

  3. utente anonimo says:

    onestamente non mi pare che tu scriva cose “comunque reprensibili”

    roberto

  4. utente anonimo says:

    se davvero pensano quello che si dice su questo blog, credo abbiano interesse a mantenerlo in vita.

    fabrizio

  5. kelebek says:

    Per tutti…

    Infatti, chiudere un blog è da stupidi, perché poi ne rinascono dieci per ognuno di quelli che si chiudono. Inoltre, rendono (brevemente) famoso il blog che è stato chiuso.

    Non so nemmeno se ci riusciranno: saggiamente, hanno colpito prima l’Imam di Carmagnola, che è molto facile da accusare, in modo da creare un precedente.

    La chiusura del blog dipende probabilmente dal tizio che c’è quel giorno in ufficio a Splinder, dalla lettura velocissima che darà di questo sito, e quindi dal caso.

    Per questo, ritengo impossibile prevedere cosa succederà.

    Ma è importante che i lettori sappiano dove ritrovare questo blog, nel caso un giorno lo trovassero chiuso, come è successo con Shahada.

    Miguel Martinez

  6. naturalmente sono contrario alla chiusura dei blog se questi non commettono reato (ma in tal caso, dovrebbe procedere la magistratura e non solo limitarsi a chiudere il blog).

    è vero che ognuno ha diritto di fare quel che vuole a casa propria (la casa è di splinder) però inquieta la fragilità di chi dovrebbe difendere (anche per interessi) la libertà di parola di fronte alle minacce di sabotaggio economico .

    il blog l’ho segnato.

    bisogna sempre conoscere cosa fanno i propri avversari ;-)

    saluti

  7. metoikos says:

    @ Miguel Martinez

    Non possiamo fondare una cooperativa e diventare “padroni” come splinder?

    Ospiteremo gratuitamente anche i sionisti, gli islamofobi razzisti e tutte le streghe del terzo millennio.

    Per coloro che si chiedono che senso ha chiudere un blog, chiedo se hanno mai sentito parlare della “controrivoluzione preventiva”.

    Esagerato?!

    Non solo dobbiamo diventare “padroni” come splinder, dobbiamo avere la nostra “hollywood”, le nostre TV satellitari, le nostre case editrici, ecc…

    Perché?

    Per vincere. Per cambiare veramente il mondo.

  8. rosalucs says:

    Se si chiude un blog, questo si apre da un’altra parte, mi sembra incontrovertibile. Il punto è che una piattaforma non è “la rete”: è un giardino privato ad uso pubblico, che si dà delle regole.

    Splinder ha deciso di non mettere blog razzisti o minacciosi sulla sua piattaforma. Voi trovate sbagliato darsi regole come quelle di spinder, siete dell’idea che le regole vadano ignorate, o pensate che il blog dell’Imam non fosse razzista, non incitasse all’odio ne’ fosse minaccioso?

    Direi che le domande da farsi in buona sostanza sono queste, il resto è mugugno preventivo, visto che a tuttora è stato chiuso quel blog e non questo.

  9. Caro Miguel,

    Ti giunga tutta la mia sincera solidarietà,

    Carlo

  10. rosalucs says:

    ah, nel caso in cui la risposta fosse che la regola che proibisce il razzismo e la propaganda l’odio è liberticida, a me va benone. Però occorrerebbe attaccare Spinder per quello, nelle lettere, e soprattutto non prendersela con chi cerca di difendersi dall’odio omicida con gli strumenti che ha.

  11. kelebek says:

    Per Rosalucs n. 8

    E’ semplicemente impossibile ragionare con te, perché tu volgi sempre tutto in moralismo.

    Mi dispiace, perché sono sicuro della tua buonafede.

    Ma io non obietto affatto al fatto che Splinder si dia delle regole: Splinder è un’azienda e le sue regole non sono etiche, bensì economiche.

    Chiaramente non chiuderanno questo blog perché “razzista” (?! afro-messicano-zingaro?) o idiozie del genere; ma perché a Splinder, in un conflitto di forze, conviene essere amici dei più forti e nemici dei più deboli.

    Se Splinder decide che, per i suoi interessi, gli conviene tenersi amici quelli di Informazione Corretta e chiudere fuori me, fa benissimo.

    Non mi lamento proprio di niente.

    Mai detto che trovo “sbagliato” qualcosa.

    Semplicemente, io ho questo blog su Splinder.

    E nel caso in cui venisse chiuso, intendo segnalare a tutti dove riaprirà.

    Miguel Martinez

  12. rubimasco says:

    “non prendersela con chi cerca di difendersi dall’odio omicida con gli strumenti che ha.”

    no, calma, gli “strumenti” sarebbero stati la denuncia per apologia di reato e il caso in mano ai magistrati.

    Il richiedere a splinder la cancellazione, sapendo benissimo che per evitare problemi il tizio in ufficio manco guarda la documentazione e cancella subito, non sono “strumenti leciti”, sono solo roba da bulli alla “guarda lì come siam potenti”.

    Insomma, chi ha cancellato il sito è un prepotente, non una vittima.

    ecchediamine

    Rubimasco

  13. kelebek says:

    Per Metoikos n. 7

    Hai ragione

    Per Carlo n. 9

    Grazie!

  14. rubimasco says:

    e tra parentesi grazie tante che quelli dell’ “opposta fazione” non fanno altrettanto atto di prepotenza, perchè al di là degli ideali e della giustizia, chi ha un server pensa prima di tutto a non avere problemi e sono convinto che dopo la segnalazione non gliene frega un bel piffero se il sito è di destra o di sinistra, quello cancella e via.

    saluti

    Rubimasco

  15. utente anonimo says:

    “nemico non tanto mio quanto della specie umana”: ma non ti viene un pochino da ridere a rileggere queste frasi?

    Io, anche stessi parlando della massoneria o di Umberto Veronesi, non riuscirei a farlo proprio per quello.

    Ciao

    Francesco

    PS non ti chiudono, non ti preoccupare, è più probabile che un’atomica persiana ti uccida

  16. metoikos says:

    @ anonimo # 16

    Anche gli statunitensi riconoscono che l’invasione dell’Iraq, le prigioni segrete, ecc. hanno nociuto all’immagine degli USA.

    Quindi, tu, che hai nel cuore lo stato d’Israele (ed è un tuo naturale diritto), non associare la tua bandiera con quella americana, almeno in questa fase storica.

    Perché?

    Rischi di peggiorare l’immagine già di per sé negativa di Israele.

    Tu sai quanti soldi si spendono per “abbellirla” malgrado tutto, vero?

    Imed Mehadheb (Tunisia)

  17. utente anonimo says:

    “Se si chiude un blog, questo si apre da un’altra parte, mi sembra incontrovertibile. Il punto è che una piattaforma non è “la rete”: è un giardino privato ad uso pubblico, che si dà delle regole.

    Splinder ha deciso di non mettere blog razzisti o minacciosi sulla sua piattaforma. Voi trovate sbagliato darsi regole come quelle di spinder, siete dell’idea che le regole vadano ignorate, o pensate che il blog dell’Imam non fosse razzista, non incitasse all’odio ne’ fosse minaccioso?

    Direi che le domande da farsi in buona sostanza sono queste, il resto è mugugno preventivo, visto che a tuttora è stato chiuso quel blog e non questo.”

    Aridaje. Mi pare di aver già dimostrato che il regolamento di splinter (così come quello di più o meno ogni altro spazio internet) è volutamente ambiguo nonchè applicato in modo assolutamente arbitrario e casuale. Fosse davvero questione di razzismo o minacce ce ne sarebbero da chiudere svariate decine… La differenza specifica che il caso di “shahada” presenta, rispetto ad altri siti “borderline”, è una sola: gli informazionecorrettaboys si sono mobilitati invocandone la chiusura.

    Ec

  18. rosalucs says:

    EC, rubimasco, martinez.

    Nel post precedente, all’argomento che di post razzisti “ce ne sono a bizzeffe” , vi ho pregato di trovarmene uno che inneggiasse al genocidio (e quello dell’Imam lo faceva).

    Non lo avete trovato.

    Il punto è, vi/ci sta bene che la piattaforma xyz ospiti blog che inneggiano al genocidio?

    E’ solo questo il punto. Se vi/ci sta bene, l’obiettivo delle lettere è semplicemente far togliere quella regola, non già prendersela con chi la fa rispettare.

    Quanto alla storia del più forte, beh, io sono convinta che se troviamo un sito che inneggia alla eliminazione fisica di qualcuno, lo facciamo chiudere senza grossi problemi. Fino ad ora però abbiamo trovato solo quello dell’imam di Carmagnola. (martinez, Il fatto di essere tra i siti in pericolo di cancellazione è una preoccupazione generica, o hai qualche base per crederlo?)

  19. rosalucs says:

    ah, martinez, è curioso che mi attribuisci moralismo quando la mia argomentazione è prettamente logica! Moralista sarebbe sostenere quella regola ad ogni costo, cosa che non sto facendo.

    E l’argomento che a Splinder faccia “comodo” tenersi buoni i potenti ebrei è la solita vaccata, francamente assai logora. Si protesta perchè il negazionismo entra nelle università? A nessuno verrebbe in mente di protestare perchè non si fanno conferenze accademiche su tutte le ipotesi di cure alternative del cancro: questo è considerato normale. Ma se uno arriva e sostiene che non c’era un progetto di sterminio nelle deportazioni degli ebrei durante il nazismo, tesi che ha la stessa scientificità dell’urinoterapia per la leucemia, tutti a strepitare sulle pressioni della lobby ebraica, a urlare al bavaglio messo agli accademici. E’ bastato che i rabbini facessero notare – con estrema calma – che la tesi della calunnia del sangue non era compatibile con la religione ebraica, a far urlare alla censura! In pratica, secondo te, uno se è ebreo deve solo ed esclusivamente tacere?

    Chissà, ti è difficile pensare che forse a Spinder – come organizzazione a scopo di lucro – “fa comodo” avere un briciolo di “rispettabilità”, che corrisponde in genere al non ospitare fanatici che inneggiano al genocidio per comandamento divino?

  20. PinoMamet says:

    Rosalucs dixit:

    “E’ bastato che i rabbini facessero notare – con estrema calma – che la tesi della calunnia del sangue non era compatibile con la religione ebraica, a far urlare alla censura!”

    beh dai, insomma, la mobilitazione contro il libro di Toaff è stata ben di più di questo.

    Poi non so se si possa parlare di censura, probabilmente no; ma ridurre il tutto a quello che i rabbini hanno fatto notare, con tutta la calma e il buon senso del mondo, mi sembra molto riduttivo.

    Non so poi se Splinder voglia tenersi buoni i “potenti” di Informazione Corretta, più che ebrei; credo di no.

    Ma credo che sia molto più semplice far chiudere un blog come quello dell’Imam di Carmagnola che quello di qualunque estremista non solo ebreo, ma anche cattolico o protestante o ateo, ma comunque antimusulmano.

    Poi, certo, con la pazienza si ottiene tutto.

    Però credo che il blog dell’Imam sia stato chiuso così, a colpo d’occhio; per altri si richiedono per ben altre analisi e discussioni.

    Solo la mia impressione, per carità.

    Però sta di fatto che in America c’è il Camp Meir Kahane, e nessuno dice niente e (il Kach è fuori legge in Israele…); il Camp Usama l’avrebbero chiuso subito e messo tutti in galera.

  21. kelebek says:

    Per Rosalux n. 18

    Il mio sito viene citato esplicitamente tra i prossimi da chiudere, come puoi vedere dalla citazione nel mio post.

    Sei pregata di indicarmi dove io avrei “istigato al genocidio” (contro chi, poi?).

    Nessuno dice che “Splinder si vuole tenere buoni gli ebrei”. Dico un’altra cosa: che Splinder si vuole tenere buoni quelli più forti.

    E da quella parte non ci sono certamente solo i sionisti (ebrei o meno che siano). Ci stanno un sacco di altri attori, da Bertinotti a Fini, solo per citare l’Italia.

    Miguel Martinez

  22. PinoMamet says:

    Sempre per chiarezza:

    non credo che nessuno dica niente contro il discutibile nome di Meir Kahane perché hanno tutti paura dei potenti ebrei;

    ma perché gli stanno molto di più sulle palle gli arabi e i musulmani.

  23. kelebek says:

    Sempre per Rosalux,

    leggi quello che scrivo, prima di rispondere.

    Il punto è che tu attribuisci a me argomentazioni moralistiche che non ho mai fatto (non mi sono mai lamentato della censura, la considero una cosa normale); e attribuisci a Splinder motivazioni moralistiche, mentre è ovvio che a un’azienda interessano solo i rapporti di forza, il rischio di perdere clienti, di avere grane che facciano perdere i soldi, di finire in tribunale e così via.

    Non ho nulla in contrario a chi cerca di far chiudere il mio sito (assieme ad altri).

    Sta facendo la sua piccola parte in quella che è oggettivamente una guerra.

    Una guerra che in Iraq ha provocato finora forse un milione di morti, per cui la chiusura di qualche blog diventa un delitto molto relativo.

    Semplicemente, trattandosi di una guerra, non ho intenzione di perdere questa battaglia, per cui segnalo quello che farò se questi riescono a far fuori il mio blog.

    Miguel Martinez

  24. metoikos says:

    @ Rosalucs

    “Il termine genocidio deriva dal greco (ghénos razza, stirpe) e dal latino (caedo uccidere) ed è stato definito dall’ONU come “Gli atti commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso”. Anche la sottomissione intenzionale di un gruppo a condizioni di esistenza che ne comportino la scomparsa sia fisica sia culturale, totale o parziale, è di solito inserita sotto la definizione di genocidio”.

    C’è chi INNEGGIA al genocedio e gli chiudono il blog, e c’è chi lo ATTUA e tu lo difendi.

    Lo stato di Israele, secondo la definizione dell’ONU, sta attuando un genocidio nei confronti del popolo palestinese.

    I francesi lo hanno fatto in Algeria, ma si limitano a denunciare quello consumato nei confronti degli armeni.

  25. rosalucs says:

    Martinez, non giochiamo a prenderci per il culo, che non è cosa. Il fatto che tu sia nella lista di proscrizione nei commenti di tal Herbrandsarcazzo ha più o meno lo stesso peso che ha Castruccio ad augurarmi di perdere tutti i denti tranne quello che mi fa male.

    Che poi splinder si voglia tenere buono un arco che va da bertinotti a fini, e cioè un arco che comprende il 70 per cento dei suoi lettori: beh, mi pare – davvero – una considerazione ovvia. Comunque se è questo che intendevi quando dicevi che “splinder si vuole tenere buoni i più forti”, allora hai ragione.

  26. utente anonimo says:

    Gli annegati di Lampedusa annegano in quanto sono vittime di organizzazioni giudaico massoniche, sionistiche ecc.ecc. ?

    Strano non lo sapevo..ero sicuro che i mercanti di schiavi fossero arabi, tradizionalmente, ma desso non è più vera gnent..

    AMLET

  27. kelebek says:

    Per Amlet n. 26

    Se tu riesci solo a ragionare in termini etnici, il problema è tuo. E non mi pagano per risolvere i tuoi problemi.

    Miguel Martinez

  28. kelebek says:

    Per Rosa n. 25

    Che io sappia, i blog li stanno chiudendo, non perché segnalati dall’ambasciata americana, ma perché segnalati proprio da gente come SiegWest (un nome, un programma).

    Quindi la segnalazione da parte di questa gente è ciò che porta alla chiusura dei blog.

    Poi un’azienda come Splinder fa i suoi calcoli, sapendo che c’è un arco di gente che va da Fini a Bertinotti che quantomeno non difenderebbe un blog che venisse chiuso, e che potrebbe anche venire mobilitato dai vari SiegWest.

    Non vuol dire che sono i Bertinotti e i Fini a chiedere la chiusura del blog, ovviamente.

    Miguel Martinez

  29. rosalucs says:

    metoikos:

    genocidio davvero fallimentare, quello che provoca una costante crescita demografica.

    Non c’è alcun genocidio. C’è una condizione assolutamente intollerabile di mancanza di diritti dei palestinesi dei territori (i palestinesi cittadini israeliani invece godono di tutti i diritti civili) condizione la cui soluzione è nelle mani tanto degli israeliani che dei palestinesi. Gli israeliani hanno restituito i territori laddove hanno avuto accordi di pace, accordi che – se non sbaglio – la maggioranza dei palestinesi non vuole fare. Posizioni analoghe a quelle dell’Imam del cazzo – in Israele – sono appannaggio di gruppuscoli di fanatici, perlopiù fuorilegge.

  30. utente anonimo says:

    votiamo tutti per far chiudere il blog della cicciona negra e razzista, un ossimoro insomma

  31. rosalucs says:

    Sì, anche il mio mal di denti non è passato: deve essere colpa del potente Castruccio.

    Martinez: splinder ha ricevuto segnalazioni sul sito dell’imam oltre che di un troiaio di siti alcuni dei quali disgustosamente razzisti ma non così apertamente minacciosi.

    E ha deciso – oh, somma stupefazione – di chiudere proprio quello dell’imam. Di cos’altro dobbiamo discutere?

    Quanto all’arco che va da Fini a Bertinotti, dici che non appoggerebbe la chiusura di un sito che inneggiasse – chessò – allo sterminio dei negri per comando divino?

    Eh?

    Quello farebbe fare bella figura a Splinder?

    Solo gli ebrei, sono amati, dall’arco costituzionale?

    Orca troia, non me n’ero davvero accorta.

  32. bloggoanchio says:

    Trovo molto “mediatica” tutta questa discussione e questo psicodramma preventivo.

    Rosa ha ragione, sia sul merito delle affermazioni de “L’utile Imam di Carmagnola” , sia sul fatto che ha violato le regole di Splinder, sia nelle critiche che muove alla tua analisi sui perché di questa chiusura.

    Ma se hai letto il mio intervento sul mio blog sai anche che trovo tutto molto poco di senso da un punto di vista strettamente pragmatico…per la mediticità che perlappunto si realizza.

    E questo per quanto riguarda la discussione tra MM e Rosa…

    In termini più generali aggiungo che buttare la chiusura dei blog, vista la sostanziale inutilità per quanto detto, nel calderone del titanico scontro “Occidente vs Oriente” [secondo te] o “Oriente vs Occidente” [secondo quelli di IC] è un’operazione che trovo di minima sovradimensionata, di massima spregiudicata e capziosa.

    Per chi legge con un minimo di senso critico verso le parti in metaconflitto tutto cio’ appare come le diverse facce di una stessa medaglia.

    Due facce che si alimentano reciprocamente e su basi che onestamente vedo altre rispetto a “Occidente vs Oriente” o “Oriente vs Occidente”

    Gli uni arrivano vestiti da crociati e gli altri si difendono vestiti da fieri saraceni…e viceversa.

    Sembra un gioco di ruolo.

    Ma questo gioco di ruolo è assimilabile al conflitto in atto, al conflitto reale e assassino nei luoghi in cui avviene?

    Io penso proprio di no.

    E sapete perchè?

    Perchè domani saremo ancora tutti vivi.

    Noi.

  33. bloggoanchio says:

    Dimenticavo da oggi la mia signature sara': “Meglio il colera a me che il mal di denti a rosa”. ;)

  34. -Splinder è un’azienda e le sue regole non sono etiche, bensì economiche

    Appunto. Splinder quindi non chiude i siti per amor della patria o perché sono brutti o cattivi. Ma li chiude quando ritiene di poter avere problemi o guai giudiziari che nessuna azienda vuole avere.

    Non credo quindi che il tuo blog stia per chiudere, E non capisco perché, sulla base di una lista di proscrizione de noantri postata da un utente tu debba aver paura.

    NOn credo che chiudano un blog semplicemente perché sta antipatico a qualcuno (credo che tutti i blog abbiano qualche nemico).

    Il caso dell’Imam si Carmagnola era un caso particolare perché si tratta di persona già soggetta a provvedimenti (non entro qua nel merito se giusti o sbagliati) e che postava articoli di ricercati internazionali (anche su questo non ho intenzione di dare giudizi). Comuque, c’erano motivaqzioni, elementi e porove concrete per dichiarare il sito pericoloso.

    In questo caso a miio parere non ci sono.

    (naturalmente si tratta solo di opinioni e non ho la certezza di come si comportarà splinder)

  35. Mujahid says:

    Ma come funziona httrack.com? Ti salva tutte la pagine del blog su file nei documenti o come?!

  36. kelebek says:

    Per MMax n. 32-33

    Guarda che sono abbastanza d’accordo.

    Il punto è:

    1) della gente sta chiedendo la chiusura di una serie di blog, tra cui il mio

    2) sono riusciti a chiudere uno di questi blog

    3) non ho idea se ci riusciranno con gli altri

    4) quindi preavviso i lettori, in caso di chiusura (che non ritengo probabile, ma non so), come potranno trovare il mio blog cinque minuti dopo che l’hanno chiuso qui.

    In tutto questo, la legittimità dello stato d’Israele, presunte denunce contro la censura, le accuse agli ebrei di dominare il mondo, genocidi, palestinesi che si riproducono come conigli fanno parte degli incubi notturni di Rosalux, ma non dei problemi miei.

    Miguel Martinez

  37. kelebek says:

    Per Mujahid n. 35

    Tu devi creare una cartella sul tuo computer, dove dici a Httrack di salvare il tuo blog.

    Comunque scarica il programma, poi è abbastanza intuitivo.

    Se hai dei dubbi tecnici, scrivimi pure in privato.

    Miguel Martinez

  38. metoikos says:

    @ Rosalucs

    “Secondo il noto adagio occidentale, Israele è l’unica democrazia in Medioriente: è sicuramente vero per chi appartiene alla maggioranza ebraica. Equivale all’incirca a dire che il Sudafrica durante l’apartheid era l’unico stato democratico africano: sicuramente vero, per la minoranza bianca. Per chi sperava in un cambiamento, ci ha pensato recentemente lo “Shin Bet”, il servizio segreto militare israeliano, a mettere in chiaro nero su bianco che Israele non è una democrazia, ma uno stato etnico. Tre mesi fa…

    le organizzazioni arabo-israeliane per i diritti civili e i partiti arabi hanno proposto ufficialmente l’avvio di una discussione per il superamento del carattere etnico dello stato ebraico e per ottenere il riconoscimento ufficiale dello status di minoranza araba. Yuval Diskin, capo dello “Shin Bet”, dalle pagine dei maggiori quotidiani ha dichiarato che i servizi segreti considerano i cittadini appartenenti alla minoranza araba una “minaccia strategica” per lo stato d’Israele e che si impegneranno a fondo per sventare qualsiasi iniziativa che mini il carattere ebraico dello stato, in particolare anche le iniziative di tipo legale. È quindi scoppiata una polemica furente tra la destra e i partiti arabi, a colpi di petizioni alla Corte Suprema, mentre il capo del principale partito arabo Balad rischia persino di essere espulso dalla Knesset.

    La popolazione palestinese di cittadinanza israeliana, i cosiddetti arabi-israeliani, sono circa un quinto della popolazione. Sono i discendenti dei palestinesi scampati alla deportazione sessant’anni fa, durante la guerra per la creazione dello stato ebraico. La minoranza palestinese in Israele subisce numerose discriminazioni sancite per legge, per cui è lecito parlare di vera e propria apartheid. Negli ultimi mesi, tuttavia, le organizzazioni per i diritti civili e i partiti arabi hanno deciso di uscire allo scoperto per cambiare questa situazione. In dicembre, hanno presentato ufficialmente un documento dal titolo “La prospettiva futura degli arabi palestinesi in Israele”, in cui stabiliscono gli obiettivi del movimento arabo-israeliano. Innanzitutto, si chiede di aprire la discussione sulla Costituzione, che Israele ancora non possiede, in modo da superare il principio etnico ebraico su cui è attualmente basata l’architettura istituzionale, per passare ad un modello pienamente democratico, in cui venga riconosciuta la natura bi-nazionale dello stato e vengano dati uguali diritti alla minoranza palestinese. Nel documento, si denuncia in particolare il carattere colonialista dello stato, un peccato originale derivato dalla guerra d’indipendenza del 1948.

    La richiesta cruciale delle organizzazioni arabe però riguarda l’apertura dei comitati per la distribuzione delle terre, che controllano la compra-vendita delle terre statali, anche a membri che non siano strettamente di religione ebraica. Attualmente, infatti, la gestione del demanio è nelle mani per lo più di rabbini (che controllano questi comitati) e i non-ebrei sono comunque tenuti fuori per legge. Questa rivendicazione punta ad abolire uno dei principali strumenti di discriminazione: la popolazione araba infatti possiede soltanto il due per cento della terra israeliana e mentre da un lato è in rapida crescita demografica, dall’altro non può acquistare nuovi terreni e quindi espandersi. La “questione demografica” rappresenta un vero e proprio incubo per la leadership ebraica, infatti la risposta ufficiale al documento si è fatta attendere tre mesi, ma è arrivata con una violenza inaudita.

    Il capo dello “Shin Bet” in persona, con il benestare di Olmert, ha rilasciato due settimane fa varie interviste sui giornali arabi, in cui rendeva nota la posizione ufficiale dello stato ebraico riguardo a queste iniziative arabo-israeliane. Senza molti giri di parole, ha minacciato di bloccare sul nascere tutte le attività dei partiti arabi in Parlamento e delle organizzazioni palestinesi-israeliane che cercheranno di cambiare la natura ebraica dello stato. E ha più volte sottolineato il fatto che lo “Shin Bet” fermerà qualsiasi tipo di iniziativa in tal senso, in particolare anche le attività legali e garantite dalle leggi sui diritti civili, come ad esempio le iniziative parlamentari o le petizioni. Per ricordare forse a chi l’aveva dimenticato che Israele è un vero e proprio stato di polizia, in cui i diritti elementari sono in realtà privilegi dei cittadini ebrei (ma nemmeno i pacifisti ebrei sono al sicuro) e lo “Shin Bet” non ha nulla da invidiare al “KGB” o alla “Stasi”.

    La reazione delle organizzazioni arabe non si è fatta attendere: gridando allo scandalo, si sono appellate alle Nazioni Unite e hanno denunciato lo “Shin Bet” alla Corte Suprema israeliana per abuso di potere, anche se è lecito dubitare che la Corte possa venire loro in aiuto, essendo espressione proprio della maggioranza ebraica. La polemica è quindi montata incessantemente sui media israeliani, fino ad investire in persona Azmi Bishara, capo del principale partito arabo Balad e famoso intellettuale arabo. Numerosi parlamentari di destra hanno presentato una legge per espellere dalla Knesset (il Parlamento israeliano ndr) quei membri che si siano recati in visita a paesi nemici o che abbiano contatti con terroristi (da notare che tutte le organizzazioni palestinesi dei Territori Occupati sono considerate terroristiche). In particolare, Bishara viene accusato di tradimento per aver complottato con il nemico nei suoi recenti viaggi in Libano e Siria e per i suoi contatti con esponenti Hamas.

    È chiaro a tutti che questa escalation di violenza, per il momento soltanto verbale, non porterà a nulla di buono: potrebbe persino riaccendere la scintilla dei disordini nei quartieri arabi, che nel duemila avevano a lungo infiammato le città israeliane, in concomitanza con lo scoppio dell’Intifada di Al-Aqsa. O forse è proprio questo lo scopo delle provocazioni anti-arabe, per poter risolvere la questione demografica una volta per tutte, deportando gli arabi-israeliani in West Bank, come proposto dal Ministro Avigdor Liebermann, leader del partito fascistoide russofono e alleato di Olmert. Attualmente Bishara si trova in Giordania ed i vari parlamentari di destra hanno insinuato che si dichiarerà rifugiato politico e non tornerà più in Israele. Il diretto interessato ha reso noto che sta riflettendo sulle sue prossime mosse, ma che è chiara la persecuzione nei suoi confronti e contro tutte le organizzazioni arabe.”

    Lasciami un po’ di tempo, Rosalucs, per calcolare quanti cittadini israeliani si possono eliminare con un bombardamento nucleare e farlo dichiarare da te, CON SUPERIORE SAGGEZZA, “un genocidio fallimentare”, solo perché la crescita demografica compenserebbe i morti.

    Domanda:

    1) In Israele, gli arabi possono fare il servizio militare come gli ebrei?

  39. metoikos says:

    @ Rosalucs

    Dato che esistono ancora ebrei, secondo la tua logica, devo dedurre che il genocidio nazista è stato “fallimentare”?

    La tua argomentazione è stata:

    Premessa sottointesa:

    Un genocidio, per essere dichiarato tale, deve eliminare tutti gli individui appartenente a una “etnia” o nazione.

    Argomenti:

    1) La crescita demografica dei palestinesi è più alta di quella degli israeliani.

    2) Esistono ancora palestinesi malgrado l’eccidio attuato dagli israeliani.

    Conclusione:

    Non c’è un genocidio attuato da Israele nei confronti del popolo palestinese.

    Apparentemente il ragionamento è “logico”, ma hai un problema nella premessa.

    IL TERMINE “GENOCIDIO” LO HA GIA’ DEFINITO L’ONU ED E’ QUELLO COPIATO NEL MIO PRIMO COMMENTO INVIATO A TE.

    SE SEI IN GRADO DI FARLO, USALO COME PREMESSA E VEDIAMO DOVE ARRIVI CON LA LOGICA.

  40. kelebek says:

    Per Metoikos n. 38/9

    Tu usi la testa, e dici molte cose sensate

    Ma poi arriva un tipetto che ti strilla:

    “Antisemita!!!!!!!!!!!”

    A questo punto, l’umanità si divide in due categorie:

    1) quelli che chinano la testa e scappano

    2) quelli che rispondono con un’elegante e gentile pernacchia

    Miguel Martinez

  41. metoikos says:

    Aspetto lo stupido che mi accuserà di essere antisemita e gli chiederò se ha mai pubblicato un racconto intitolato “Orizzonti chiusi” con questa dedica:

    A William Pano, Palestinese nato nel campo profughi Al-wehdat (Giordania) e a suo figlio Wadiah.

    Alla memoria di Yitzhak Rabin.

    “La pace la si fa con i nemici, non con gli amici.”

    Yitzhak Rabin

    Gli chiederò anche di leggere il mio racconto sul mio blog, oppure acquistando l’antologia “Impronte. Scritture dal mondo” Besa edcitore. Poi discutere, se vuole, i contenuti, senza insulti, usando gli strumenti della retorica, perché nessuno ha il monopolio della verità assoluta.

  42. rosalucs says:

    Il genocidio è il progetto di sterminio, e/o lo sterminio di un popolo.

    Se vuoi fare un genocidio, ti metti lì con le forze che hai e ci dai dentro. Vuoi eliminare gli arabi? Gli spari.

    Nel senso: vai nelle loro case, li prendi, li tiri fuori, e li uccidi.

    Ecco, questo non avviene in Israele.

    Quella che avviene in Israele si chiama invece “guerra”. Israele ha di fronte a se’ una controparte. O si parte dal riconoscimento di questa realtà di fatto, che dall’altra parte c’è un nemico determinato a far permanere il conflitto, totalmente e integralmente ostile, oppure non si arriva da nessuna parte. E questa descrizione – di reciprocità nell’ostilità, descrive uno stato di guerra, non già il genocidio di un popolo ai danni di un altro.

    Vogliamo riconoscere questo semplice e banale verità, prima di continuare il discorso?

    Israele ha oppure non ha di fronte a se’ una controparte totalmente e integralmente ostile?

  43. metoikos says:

    Si Israele ha di fronte a sé una contropa

  44. metoikos says:

    @ Rosalucs

    Scusami, ho inavvertitamente inviato un commento incompleto.

    Non hai risposto a nessuna delle mie domande.

    P.ES

    1) In Israele, gli arabi possono fare il servizio militare come gli ebrei?

    Comunque, non è grave, il tuo silenzio è una risposta rumorosa.

    Domanda:

    1) In Israele, gli arabi possono fare il servizio militare come gli ebrei?

    LO SO Rosalucs CHE I GENOCIDI AVVENGONO IN TEMPI DI GUERRA!!!

    Domanda:

    1) In Israele, gli arabi possono fare il servizio militare come gli ebrei?

    1) Hai cambiato argomento.

    2) Cerchi di imporre la tua definizione di “genocidio” e cosi non vale!

    3) ti assecondo

    Domanda:

    1) In Israele, gli arabi possono fare il servizio militare come gli ebrei?

    SI. SI. SI. Si, si Israele ha di fronte a sé una controparte e sono gli israeliani stessi; generazioni intere alle quali è stato inculcato l’odio per gli arabi ed il sogno del Grande Israele. Un sogno/progetto fallito.

    Domanda:

    1) In Israele, gli arabi possono fare il servizio militare come gli ebrei?

    TIENI A MENTE CHE NON SONO GLI ARABI AD OCCUPARE I TERRITORI CHE L’ONU HA ASSEGNATO A ISRAELE.

    Domanda:

    1) In Israele, gli arabi possono fare il servizio militare come gli ebrei?

    TIENI A MENTE CHE SONO GLI ISRAELIANI AD OCCUPARE TERRITORI CHE L’ONU HA ASSEGNATO AI PALESTINESI.

    Domanda:

    1) In Israele, gli arabi possono fare il servizio militare come gli ebrei?

    L’arbitro internazionale è l’ONU, vero?

    Domanda:

    1) In Israele, gli arabi possono fare il servizio militare come gli ebrei?

    Applichiamo allora le risoluzioni ONU.

    HAMAS stessa accetta un ritiro israeliano ai confini del 1967 per fondare uno stato palestinese e riconoscere Israele.

    Domanda:

    1) In Israele, gli arabi possono fare il servizio militare come gli ebrei?

    Mi sembra che mercoledi si riuniscono gli arabi per concordare un comportamento da assumere di fronte alla mancata accettazione da parte di Israele dell’iniziativa di pace ARABA.

    QUINDI GLI ARABI VOGLIONO LA PACE CON ISRAELE!

    Domanda:

    1) In Israele, gli arabi possono fare il servizio militare come gli ebrei?

    Vedi, Rosalucs, non basta a Israele detenere un arsenale nucleare per permettersi tutto. Ne ha preso coscienza soprattutto quando non ha raggiunto i suoi obbiettivi militari nell’ultima guerra che ha scatenato contro il Libano e combattuta soltanto da Hezbo Allah.

    LO SAI CHE QUELLA SCONFITTA HA SEPLLITO IL PROGETTO DI SHARON E DEI SUOI EREDI DI DICHIARARE UNA SOLUZIONE UNILATERALE “PERCHE’ NON ESISTE UN INTERLOCUTORE CREDIBILE PER FARE LA PACE CON I PALESTINESI”?

    Lo sai, lo sai.

    Domanda:

    1) In Israele, gli arabi possono fare il servizio militare come gli ebrei?

  45. utente anonimo says:

    @Rosalucs

    affiancandomi al simpatico Metoiko vorrei proporti un’ altra domanda. Nel compendio Baha’i “cento domande e cento risposte”, un simpatico libretto di FAQ su questa fede, si può leggere:

    D. 32. Che rapporti ci sono tra il Centro mondiale Bahà’i e lo Statoebraico di Israele?

    R. Nel periodo in cui Shimon Peres era primo ministro israeliano, fu stipulato un accordo fra lo stato ebraico ed il Centro mondiale della Fede Bahà’i. In tale accordo si specifica che lo stato d’Israele si impegna a rispettare i luoghi sacri per i Bahà’i. Si specifica anche che i Bahà’i non devono parlare della loro Fede alla popolazione israeliana. Se un ebreo israeliano accetta la Fede Bahà’i, deve lasciare Israele. I rapporti fra il governo israeliano con il Centro mondiale Bahà’i sono buoni. Sono buoni anche i rapporti con il municipio di Haifa.

    Cioè, fammi capire, se questo è vero vuol dire che come democrazia Israele è più o meno ai livelli dell’ Iran.

    E’ vero o non è vero?

    saluti

    Rubimasco

  46. utente anonimo says:

    —-

    1) In Israele, gli arabi possono fare il servizio militare come gli ebrei?

    —-

    Si’. E i Drusi, per fare un altro esempio, compongono diverse brigate del Golani E diverse brigate dell’esercito siriano.

  47. PinoMamet says:

    Per anonimo num.46:

    la Golani è UNA Brigata di Tsahal; al limite perciò i Drusi, che fanno il servizio militare come gli altri israeliani ma non rappresentano certo la totalità degli arabo-israeliani, ne formeranno più battaglioni o compagnie.

    quanto all’esercito siriano che nomini, non vedo cosa c’entri visto che la domanda è su Israele.

  48. PinoMamet says:

    Credo possa servire alla discussione;

    da

    http://en.wikipedia.org/wiki/Israel_Defense_Forces

    “By law, all Israeli citizens are subject to conscription and it is the Defense Minister’s complete discretion to grant exemption to individual citizens or classes of citizens. A long-standing policy dating to Israel’s early years extends an exemption to all other Israeli minorities (most notably Israeli Arabs). However, there is a long-standing government policy of encouraging Bedouins to volunteer and offer them various inducements, and in some impoverished Bedouin communities a military career seems one of the few means of (relative) social mobility available.

    Similar to the above-mentioned Druze, Bedouin soldiers increasingly complain of being segregated in the army (especially in the traditional role of trackers) and demand to be admitted to ordinary units, and volunteering to military service is an increasingly controversial subject in the bedouin community – with opponents of military service pointing, for example, to cases where Bedouin soldiers returned from dangerous duty in the Occupied Territories to find their family homes in the Negev destroyed by government inspectors.

    From among non-Bedouin Arab citizens, the number of volunteers for military service – some Christian Arabs and even a few Muslim Arabs – is minute, and the government makes no special effort to increase it. Six Israeli Arabs have received orders of distinction as a part of their military service; of them the most famous is a Bedouin officer, Lieutenant Colonel Abd El-Amin Hajer (also known as Amos Yarkoni), who received the Order of Distinction. Recently, a Bedouin officer was promoted to the rank of Colonel. [citation needed]

    Until the second term of Yitzchak Rabin as Prime Minister, social benefits given to families in which at least one member (including a grandfather, uncle or cousin) had served at some time in the armed forces were significantly higher than to “non-military” families, which was considered a means of blatant discrimination between Jews and Arabs. Rabin had led the abolition of the measure, in the teeth of strong opposition from the Right. At present, the only official advantage from military service is the attaining of security clearance and serving in some types of government positions (in most cases, security-related), as well as some indirect benefits. In practice, however, a large number of Israeli employers placing “wanted” ads include the requirement “after military service” even when the job is in no way security-related, which is considered as an euphemism for “no Arab need apply”. The test of former military service is also frequently applied in admittance to various newly-founded communities, effectively barring Arabs from living there. Also, the Israeli national airline El Al hires only pilots who had served in the Air Force, which in practice excludes Arabs from the job.

    Israeli Arabs claim that this puts them at a disadvantage vs. non-Arab Israeli citizens – although in theory any Israeli Arab has the opportunity to do military service, if he or she wants to, in practice any such volunteer needs to be vetted by the Security Service, and the drafting of Muslims other than Bedouins is not encouraged and is often considered a security risk. However — even though drafting Arabs may not be encouraged by the defense establishment — Israeli Arabs that want to join the IDF can. The Israeli government claims that this arrangement provides equal opportunity for the Arab population.”

    Ciao!

  49. PinoMamet says:

    Tutto sommato, la situazione militare degli arabi-israeliani mi ricorda quella dei libici (non degli eritrei o somali) nell’esercito italiano dagli anni trenta in poi.

    Erano soldati “nazionali”, portavano le stellette (gli eirtrei gli etiopi e i somali no), formavano anche unità d’elite (i primi parà italiani erano libici), ma erano ben lontani dall’essere considerati di fatto soldati “italiani”.

    Non ho idea di quale sia la loro condizione attuale (nel caso qualcuno sia ancora vivo) in termini ad es. pensionistici.

    Ciao!

  50. metoikos says:

    @ anonimo # 46

    HAI IL DIRITTO DI MENTIRE

    HAI IL DIRITTO DI MENTIRE

    HAI IL DIRITTO DI MENTIRE

    HAI IL DIRITTO DI MANTENERE IL SILENZIO, MA TROVATI UN NOME

    I palestinesi di Israele hanno la cittadinanza dello Stato ma non la nazionalità; hanno diritto di voto (sono, di fatto, la base del partito comunista e di altre forze di sinistra) ma non prestano servizio militare.

    L’Intifada, dalla quale sono esclusi, ha avuto tuttavia un grande impatto su di loro, contribuendo ad esaltare la loro lotta per l’eguaglianza di diritti.

    “Sempre nei giorni scorsi, il tribunale di Haifa ha decretato che l’Università di quella città doveva smettere con la sua politica di dare la precedenza per l’accesso al pensionato universitario agli studenti che avevano completato il servizio militare nell’IDF (le forze di difesa israeliane). Un requisito che di fatto esclude la maggioranza degli studenti arabi. La sentenza è stata sollecitata da un ricorso del Centro giuridico per i diritti della minoranza araba in Israele, Adalah, che difendeva tre studentesse arabe a cui lo scorso anno l’Università aveva negato una stanza nel pensionato, nonostante le loro difficili condizioni economiche e la scarsa frequenza dei mezzi pubblici con cui è possibile raggiungere i loro villaggi. I criteri di assegnazione di stanze nel pensionato sono basati sulla situazione socio-economica degli studenti e sui loro risultati nello studio. Tuttavia finora, come è stato pubblicato dai giornali israeliani, il 40 per cento del punteggio necessario per ottenere l’assegnazione poteva essere ottenuto con l’aver completato il servizio militare, cosa che secondo il tribunale costituisce una discriminazione contro gli arabi, in quanto il servizio militare non è aperto alla totalità degli arabi dello Stato di Israele, essendo essi legalmente esonerati dal prestare servizio nell’IDF. È questa la prima volta che un tribunale esclude l’uso del compimento del servizio militare come criterio per accedere a benefici, cosa che è pratica comune in Israele nelle istituzioni universitarie e tra i datori di lavoro e gli amministratori di alloggi. Una sentenza di cui Adalah farà uso anche nella sua lotta contro l’uso di tale criterio da parte dell’amministrazione israeliana nella distribuzione degli appezzamenti di terra da coltivare”.

    La legge israeliana sul “diritto al ritorno”, approvata nel 1950, e fondata sulla Halachà (legge religiosa ebraica), prevedeva che qualunque persona di religione ebraica (la religione solitamente viene trasmessa per via materna), anche se non di origine etnica ebraica, potesse emigrare in Israele, ed ottenerne la cittadinanza. Invece, una persona di discendenza ebraica, ma di religione differente da quella ebraica, non era da considerarsi ebrea, e non aveva diritto al ritorno ed alla cittadinanza. Con questa motivazione, ad esempio, fu negato il diritto al ritorno ad un frate carmelitano di origine ebraica, negli anni ’50 (a questo proposito, si può consultare anche l’Atlante delle religioni Utet). Per tale concezione, quindi, tutt’ora, sono ebrei soltanto coloro che professano la religione ebraica. Le persone di religione ebraica che in Israele si convertono ad altre religioni, pur non venendo espulse, sono considerate ex ebree, e la loro carta di identità è differente da quella degli ebrei israeliani. Il conflitto del 1967 significò, però, anche la possibilità, prima particolarmente difficile, di ricongiungersi per i palestinesi della “Palestina del 1948″, cioè quelli rimasti in Israele, e quelli della “Palestina del 1967″, cioè quelli di Striscia di Gaza e Cisgiordania. E’ importante notare che la politica israeliana ha cercato spesso di creare divisioni artificiose all’interno della popolazione palestinese, allo scopo di indebolirne la coesione. I dirigenti sionisti, infatti, interdissero il servizio militare obbligatorio per i palestinesi residenti in Israele, non fidandosi dei giovani di quella comunità. Era possibile prestare servizio militare volontariamente, ma chiaramente quasi nessuno della comunità palestinese si arruolò nell’esercito d’Israele (i pochissimi arruolatisi furono di solito beduini, poco cosapevoli politicamente e spinti da grave povertà). Tuttavia, il governo sionista ammise qualche eccezione sul servizio militare obbligatorio per la popolazione palestinese in Israele: nel 1957 la coscrizione divenne obbligatoria per i palestinesi drusi, ed ancora negli anni ’50 fu resa obbligatoria per i palestinesi circassi, ed in genere il servizio militare veniva fatto loro svolgere in zone di confine. In entrambi i casi, Israele cercò di creare divisioni facendo leva sulle particolarità culturali dei due gruppi, e cioè sul fatto che i drusi fossero una setta eterodossa dell’Islam, e che i circassi palestinesi, mussulmani (circa 3000 persone), fossero non arabi ma di lontana origine caucasica. I palestinesi drusi sono circa 100.000, dei quali circa 85.000 residenti in Israele; i politici sionisti cominciarono a trattare i drusi in Israele come non arabi, distinguendo i tribunali religiosi drusi dagli altri tribunali religiosi mussulmani. Questa divisione era chiaramente artificiosa, dato poi che i drusi giordani, libanesi e siriani nei loro Paesi vengono considerati a tutti gli effetti appartenenti una confessione mussulmana. Comunque, col tempo l’identità araba e palestinese dei drusi in Israele si è rafforzata, è cresciuta tra i giovani l’obiezione di coscienza contro il servizio militare in Israele, e nel 2001 un importante esponente druso in Israele ha dichiarato: “Siamo stati, siamo e sempre saremo dei palestinesi”. Il più noto esponente della comunità palestinese mussulmana drusa è comunque il poeta Samih al Qasim, giornalista di Arab al Kohl.

    ANONIMO, SE NON SEI SODDISFATTO, TI RIMBORSO, MA TROVATI UN NOME PER FAVORE.

  51. metoikos says:

    @ PinoMamet # 49

    “Tutto sommato, la situazione militare degli arabi-israeliani mi ricorda quella dei libici (non degli eritrei o somali) nell’esercito italiano dagli anni trenta in poi. ” PinoMamet

    TUTTO SOMMATO, LA SITUAZIONE MILITARE DEGLI ARABI-ISRAELIANI MI RICORDA L’APARTHEID.

    Imed Mehadheb Metoikos

    CHE STRANO, TUTTO SOMMATO…

  52. utente anonimo says:

    Dai, Miguel, non lo pensi sul serio, il tuo blog è troppo intelligente perché possano chiuderlo. E poi c’hai pure l’opposizione interna (gruppo sparuto composto da Francesco e da me), un sacco di ebrei lo visitano piacevolmente, su, non ti puoi paragonare all’ineffabile imam di Vattelapesca apologeta di Bin Laden!:-)

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Bentornato!

    P.S.2 Bush ha ammesso di aver sbagliato nel considerare tutti i baathisti e i membri dell’esercito complici di Saddam e intende porvi rimedio. Che ne pensi?

  53. rosalucs says:

    x martinez:

    tu prendi un fatto, ovvero che un comunista dichiara di essersi formato su una delle più estreme esperienze di socialismo, e ci ricami un post traendone conclusioni sull’imperialismo mondiale che impone per reintegrare le schegge impazzite l’accettazione di israele come paradigma della violenza legalizzata, e IO sarei quella con gli incubi?

    Ma LOL, ti ricordo che hai un blog che per il 90 per cento si occupa di sionismo ed ebrei, a fronte di un 2 per cento del mio, lascia perdere, che è il tuo, di immaginario, ad essere popolato da fantasmi.

    x quelli che parlano dei kibbuz come “cellule militari”, come aziende e via dicendo. In kibbutz le retribuzioni erano eugualitarie, stabilite dalla collettività, il lavoro pesante era soggetto a turnazioni, l’allevamento dei bambini era collettivo. Era una bellissima utopia da incubo, come mi pare siano state senza esclusione tutte le esperienze di socialismo reale. Siccome nei kibbuz si stava – a causa dell’estremismo socialista – piuttosto di merda, la gente dopo quarant’anni s’è strarotta i coglioni e ci ha messo su gli agriturismi e ciccia al culo.

    Le farneticazioni sulle “cellule militari” sono parte dell’armamentario di panzane con cui si costruisce la realtà quale la si vuole vedere e non quale è.

    x metoikos:

    Domanda:

    1) In Israele, gli arabi possono fare il servizio militare come gli ebrei?

    No. Hai una soluzione?

    Dici che io evado la questione, ma la questione è esattamente quella che io ti ho proposto. Il problema è la sopravvivenza, se hai un esercito che combatte per farti perdere hai un piccolo problema di sopravvivenza.

    Io ti ho segnalato che gli ebrei israeliani sono fatti della tua stessa materia fisica, e come te hanno a cuore la loro sopravvivenza.

    Hai una soluzione?

    Se prendi atto del fatto che gli ebrei sono fatti della tua materia fisica, e che dunque hanno a cuore la loro sopravvivenza, poi devi anche farti carico di PROPORMI UNA SOLUZIONE.

    La mia soluzione è: trattativa immediata, restituzione dei territori, fondazione dello stato palestinese, collaborazione economica tra le due nazionalità.

    Questa soluzione porterebbe nel tempo anche alla fine del problema che tu indichi, ovvero del fatto che esiste una discriminazione degli arabi israeliani: non fanno il militare.

    VOGLIO SENTIRE LA TUA, DI SOLUZIONE, METOIKOS.

    grazie.

  54. rosalucs says:

    ah, rubimasco:

    mai sentito che l’apostasia sia punita con l’espulsione, men che meno l’apostasia verso particolari religioni piuttosto che altre. Se hai una fonte che non sia un sito bahai e me la linki, ne discutiamo: senza offesa, ma un sito xyz non è una “fonte”: non è che ogni volta si può lasciare all’altro l’onere della ricerca, ti pare?

  55. kelebek says:

    Per Rosalux n. 53

    Intanto, hai sbagliato post: questo post non riguarda il sionismo, quindi qui – esattamente come ho detto io – tutte quelle cose lì non c’entrano niente. Stavi pensando a un altro post, mentre rispondevi a questo.

    Secondo:

    “Ma LOL, ti ricordo che hai un blog che per il 90 per cento si occupa di sionismo ed ebrei”

    Premesso che non ho mai scritto nulla su “gli ebrei”, e quindi siamo sullo 0% in materia, passiamo al sionismo.

    Guardo i miei ultimi post, a ritroso:

    1) Leninisti, lavavetri e fughe. Tema: Rom e stato

    2) Cose comunque reprensibili.

    Tema: riapertura del mio blog in caso di chiusura

    3) A ognuno le sue ferie: sì, sionismo.

    4) Tutti sulla stessa barca: chiusura di un blog islamico

    5) “Chiudere le moschee”: minacce alle moschee

    6) “Un tunnel oscuro”: un tale che mi attacca

    7) Il Giorno del Giudizio: carcere negli USA

    8) La bufala di Hegazy: cristiano in Egitto

    9) La Prova: diritto di asilo in Europa

    10) La sala dei desideri: moschea a Roma

    11) Altro attentato antislamico: attentato antislamico a Brescia

    12) Caso Hegazi: cristiano in Egitto

    13) Il grado di islamofobia: islamofobia in Italia

    14) “Qui chi non terrorizza si ammala di terrore”: paranoia da terrorismo in Inghilterra

    15) Il millesimo calcio alla ragione: I media e al-Qaeda

    16) La Prova Obesità: caso Imam di Ponte Felcino

    17) Reato di sentimento antioccidentale: caso imam di Ponte Felcino

    18) Alla convergenza dei due mari: Tipo che brucia un Corano

    19) Theo Van Sulaymani: violenze antislamiche in Inghilterra

    20) La raffinata arte della prevenzione: violenze antislamiche in Italia

    Questo fa il 5%, non il 90%. E anche di meno, in realtà, se avessi avuto la pazienza di continuare.

    Se la matematica non è un’opinione.

    Miguel Martinez

  56. rubimasco says:

    “Se hai una fonte che non sia un sito bahai e me la linki, ne discutiamo: senza offesa, ma un sito xyz non è una “fonte”: non è che ogni volta si può lasciare all’altro l’onere della ricerca, ti pare?”

    Guarda che non ci siamo capiti, quello che ti ho citato non è “un sito baha’i” , ma un libro edito dalla casa di giustizia baha’i (quindi il loro organo ufficiale) che risponde in maniera ufficiale a delle domande sulla fede baha’i. Certo che questo libro lo puoi scaricare su qualsiasi sito baha’i, ma è la risposta ufficiale della comunità mondiale baha’i alle domande suddette. Quindi in realtà non ti ho per nulla lasciato l’ onere della ricerca, in quanto quella è la precisa domanda seguita dalla precisa risposta.

    Sta poi a te contestare il fatto che ci sia l’ espulsione da Israele per i convertiti a questa particolare fede, mica a me.

    saluti

    Rubimasco

  57. utente anonimo says:

    Metoikis

    ma ti leggi prima di scrivere?

    facevo fatica a non ridere ad alta voce dopo i post 38 e 39, poi è arrivato Miguel e adesso al mia collega mi guarda scocciata.

    Francesco

    PS in corso d’opera di un genocidio, quale è la crescita demografica normale dei genocidati?

  58. bloggoanchio says:

    Miguel…rosa non è esattamente impazzita, una solida attenzione a mondo ebraico e sionista ce l’hai..ho fatto una veloce ricerca con la maschera di search di freefind che hai installato sul sito.

    Tre termini a caso

    Sionismo 143

    Sionisti 62

    Ebraico 71

    ‘nsomma..curioso perlomeno.

  59. rosalucs says:

    abbi pazienza: se tu fai un post in cui attribuisci alla dichiarazione di simpatia per i Kibbutz una sorta di “cerchio di fuoco” rituale per entrare nella kovnetikola dei kattivi globali, poi ti ci vuole un bel fegato per dare a me dell’ossessiva.

    Ah, non ti sto dando dell’antisemita, sia chiaro. Antisionistocentrico? Sionistofobo compulsivo? Vedi tu.

  60. PinoMamet says:

    Beh MMax

    per curiosità io ci ho cercato “Messico”, “messicano” e “islam” e il risultato è sempre stato “found 143 items”.

    Probabilmente 143 deve essere il numero massimo ottenibile o qualcosa del genere.

    A naso direi che Rosa si occupi di ebrei ed ebraismo decisamente più di Miguel.

    In effetti, devo dire che mi sembra che Rosa abbia una certa tendenza a infilarli in un sacco di discorsi che in teoria riguarderebbero altro, almeno nei commenti su questo blog.

    Ma magari è solo una mia impressione, per carità.

    Ciao!

  61. bloggoanchio says:

    @PinoMamet

    Ora non che parlare di sionismo ed ebrei debba essere una prerogativa prettamente di noi pippoplutogiodaicmassonsionistsanguinari.

    Ma dato che Miguel si interroga sui perchè rosa muove alcuni appunti…trovo una mia spiegazione.

    Si’ vero 143 è il limite… probabilmente sono ben di piu’.

  62. PinoMamet says:

    Visto che ormai si parla dell’argomento:

    “1) In Israele, gli arabi possono fare il servizio militare come gli ebrei?

    No. Hai una soluzione?”

    Io sì: farglielo fare.

    I tedesco-americani, gli italo-americani e anche i nippo-americani lo facevano negli USA durante la Seconda Guerra Mondiale, che a quanto dicono non fu una passeggiata o una partitella tra gentiluomini.

    Con ottimi risultati.

    Ciao!

  63. PinoMamet says:

    @ MMax

    anch’io credo che siano molti di più, ma probabilmente quelli su altri argomenti sono ancora, decisamente, di più.

  64. utente anonimo says:

    Pino

    ma i nippoamericani non hanno passato tutta la guerra rinchiusi nei lager?

    Francesco

  65. PinoMamet says:

    Francesco

    non ho capito se è una domanda retorica con riferimento alla lunga disputa su Giappone vs USA, atomica eccetera, o una domanda seria.

    Nel caso: le famiglie nippo-americane furono effettivamente rinchiuse, ma quelli in età militare furono arruolati, specialmente, se non esclusivamente, in alcune unità (non ricordo più quali, ma tra queste c’era l’unità più decorata di tutto l’esercito USA) di cui so che alcune furono utilizzate in Italia.

    Dovrei farmi una ricerchina per rinfrescarmi la memoria.

    Ciao!

  66. PinoMamet says:

    Per Francesco:

    http://libweb.hawaii.edu/digicoll/hwrd/hwrd_gifs/TL8-big.gif

    GI nippoamericano, mulo, e soldato italiano. :-)

  67. kelebek says:

    Per MMax n. 63

    Io credo che Israele abbia un’importanza mediatica, economica e militare molto maggiore di altri paesi con una popolazione comparabile; e che giochi un ruolo cruciale nei conflitti in corso nel mondo; e infine che abbia un’enorme importanza per un confuso immaginario che tocca argomenti che vanno dall’esistenza di Dio a Hitler.

    Quindi credo che sia utile e importante parlarne.

    Parlo invece poco del giudaismo, in genere nel contesto di confronti con alcuni elementi dell’Islam, credo.

    Semplicemente, dire che il “90%” del mio blog è dedicato a “sionismo ed ebrei” significa dire che il mio è un blog che ha questo come unico tema.

    Falso.

    Perché la questione del sionismo io la inserisco in un contesto molto più ampio, che è quello che mi interessa davvero.

    E se non si capisce questo, non si capisce ciò che scrivo.

    Miguel Martinez

  68. bloggoanchio says:

    “Io credo che Israele abbia un’importanza mediatica, economica e militare molto maggiore di altri paesi con una popolazione comparabile; e che giochi un ruolo cruciale nei conflitti in corso nel mondo; e infine che abbia un’enorme importanza per un confuso immaginario che tocca argomenti che vanno dall’esistenza di Dio a Hitler.”

    Io invertirei l’ordine degli argomenti e ti propongo questa affermazione:

    “Un confuso immaginario che tocca argomenti che vanno dall’esistenza di Dio a Hitler generi attorno ad Israele un’importanza mediatica e conseguentemente economica e militare molto maggiore di altri paesi con una popolazione comparabile; e che gli venga attribuito un ruolo cruciale nei conflitti in corso nel mondo”

    Che ne pensi?

  69. metoikos says:

    @ Rosalucs

    “x metoikos:

    Domanda:

    1) In Israele, gli arabi possono fare il servizio militare come gli ebrei?

    No. Hai una soluzione?

    Dici che io evado la questione, ma la questione è esattamente quella che io ti ho proposto. Il problema è la sopravvivenza, se hai un esercito che combatte per farti perdere hai un piccolo problema di sopravvivenza.

    Io ti ho segnalato che gli ebrei israeliani sono fatti della tua stessa materia fisica, e come te hanno a cuore la loro sopravvivenza.

    Hai una soluzione?

    Se prendi atto del fatto che gli ebrei sono fatti della tua materia fisica, e che dunque hanno a cuore la loro sopravvivenza, poi devi anche farti carico di PROPORMI UNA SOLUZIONE.

    La mia soluzione è: trattativa immediata, restituzione dei territori, fondazione dello stato palestinese, collaborazione economica tra le due nazionalità.

    Questa soluzione porterebbe nel tempo anche alla fine del problema che tu indichi, ovvero del fatto che esiste una discriminazione degli arabi israeliani: non fanno il militare.

    VOGLIO SENTIRE LA TUA, DI SOLUZIONE, METOIKOS.

    grazie.”

    ——————————————-

    Buon giorno, Rosalucs!

    1) Avevi parlato di un “GENOCIDIO FALLIMENTARE” attuato nei confronti del popolo palestinese perché il tasso di crescita demografica compensa ampiamente il numero dei morti, e ti ho fatto capire che la tua SUPERIORE SAGGEZZA è pericolosa perché a qualcuno può venire in mente, dati alla mano, di attuare, con la stessa SUPERIORE SAGGEZZA, un “GENOCIDIO FALLIMENTARE” nei confronti degli israeliani.

    …Dato che esistono ancora ebrei, secondo la tua logica, devo dedurre che il genocidio nazista è stato “fallimentare”? …

    2) Avevi dichiarato che non c’è un genocidio in atto (ma secondo la definizione dell’ONU io dico di si), ma “c’è una condizione assolutamente intollerabile di mancanza di diritti dei palestinesi dei territori (i palestinesi cittadini israeliani invece godono di tutti i diritti civili)”.

    Ti ho dimostrato documentando la mia argomentazione che anche all’interno di Israele LA SITUAZIONE DEGLI ARABI-ISRAELIANI RICORDA L’APARTHEID.

    3) Hai ammeso poi che “…ovvero del fatto che esiste una discriminazione degli arabi israeliani…”.

    4) La tua soluzione che dovrebbe mettere fine a discriminazioni e genocidio dei palestinesi è:

    “trattativa immediata, restituzione dei territori, fondazione dello stato palestinese, collaborazione economica tra le due nazionalità”.

    LA MIA SOLUZIONE:

    Sono contrario all’esistenza dello stato di Israele attuale, cosi come sarei contrario all’esistenza di una Germania nazista oggi.

    Sono contrario alla nascita di uno stato Palestinese.

    Sono contrario allo smembramento

    della Palestina storica.

    Sono per la creazione di uno nuovo stato, nell’area geografica della Palestina storica dove musulmani, ebrei, drusi e tutte gli esseri umani, a prescindere dal colore, dalla fede, dalla presunta appartenenza “etnica” vivono in uno stato democratico, economicamente florido, culturalmente fecondo; dove tutti cantano:

    Io vedo alberi verdi e anche rose rosse

    Li vedo sbocciare per me e per te

    E penso tra me, che mondo meraviglioso!

    Vedo i cieli blu e nuvole bianche

    Il chiaro e benedetto giorno e la sacra notte scura

    E penso tra me, che mondo meraviglioso!

    I colori dell’arcobaleno, così belli nel cielo

    Si riflettono anche sui visi delle persone

    Vedo amici tenersi per mano, e dirsi

    “Come stai?”

    Ma in realtà loro dicono “Ti amo”

    Sento bambini piangere, Io li vedo crescere

    Loro impareranno molto più di quello che io so

    E penso tra me, che mondo meraviglioso

    Sì penso tra me, che mondo meraviglioso

    Oh sì

    Grazie, Rosalucs, continua a difendere le tue idee, continua ad avere l’elasticità mentale per crescere ancora, per costruire un mondo migliore… Teniamoci per mano, e ci dicimoci “Come stai?”, ma in realtà diciamo “Ti amo”…

    Imed Mehadheb Metoikos (Tunisia)

  70. kelebek says:

    Per MMax n. 68

    Riflessione interessante.

    Miguel Martinez

  71. utente anonimo says:

    #70

    non è solo una riflessione interessante: è una verità.

    Peccato però che il confuso immaginario appartenga agli israeliani e ai loro supporters in primis, ma fortunatamente non a tutti gli ebrei.

    Forse il “confuso immaginario” è la vera malattia dell’identità nel mondo tutto uguale, tanto più virulenta laddove lo spettacolo ha già una “tradizione” quasi secolare: Kach vi dice niente?

    saluti

    diego

  72. utente anonimo says:

    dai non siamo ridicoli, il bilancio militare di Israele non dipende da nessun confuso immaginario mediatico.

    i miliardi di dollari in tecnologia militare USA del massimo livello di sofisticazione non cadono dal cielo per effetto dei media.

    trovo più credibile la tesi del complotto sionista che domina gli USA.

    credo che la verità sia che Israele rimane un alleato importante per gli USA in una regione in cui storicamente contavano poco e che giochi molto bene le sue carte nella politica interna USA, oltre a non organizzare attentato contro gli americani, a differenza dell’alleato saudita

    Francesco

  73. utente anonimo says:

    “It may be time for a new false flag synthetic terror operation to gin up hysteria in North America to permit the present bankrupt elites to retain power and further grind down any spirit of popular resistance to such irrational rule.”

    Questo dicono i neocons.

    meditate gente, meditate.

    rindintin

  74. PinoMamet says:

    Ma dove lo dicono?

    Perché mi sembra strano che siano i neocons stessi a definire così le loro azioni (synthetic terror) e il loro potere (irrational rule).

    Certo, a differenza dei Savi di Sion i neocons esistono: però il linguaggio ha delle somiglianze, pur nella brevità del brano postato.

  75. PinoMamet says:

    Insomma, è una cosa che dicono loro, è una cosa che gli fanno dire i loro avversari?

    Ciao!

  76. bloggoanchio says:

    @Diego

    Io non ho tutta quest’ansia di gettare la palla necessariamente nel campo dell’avversario.

    In tutta onestà ritengo che il problema sia condiviso in ogni prospettiva.

    Ormai da anni, sfuggo all’abbraccio di chi “supporta Israele” proprio fondando la propria adesione su questo immaginario che per definizione non

    coincide con la realta’. Parimenti trovo che questo “Immaginario” sia troppo spesso fondante dell’avversione dei piu’.

    L’immaginario in questo contesto difficilmente coglie sfumature e differenze, l’immaginario sostiene emotivamente il primato della propria prospettiva.

    L’immaginario in materia sostiene troppo il razzismo, d’ambo i lati.

    Lo sostiene in chi generalizza definendo un indistinto perfido complotto islamico o sionista, lo sostiene in chi disumanizza il proprio interlocutore rivestendolo di quegli elementi che prescindono da un’analisi del reale il più possibile attenta e seria .

  77. utente anonimo says:

    Tutta questa onestà mi sembra ben poca cosa, e anche un po’ meschina.

    “L’immaginario in questo contesto difficilmente coglie sfumature e differenze, l’immaginario sostiene emotivamente il primato della propria prospettiva”.

    E’ esattemente quello che fai, hai fatto e presumibilmente farai tu, generalizzando sul tuo interlocutore: ricordati che come tu per me sei un mentecatto, io per te sono l’anarcoreazionario del nonsocosa. Ma da parte mia sono stato io stesso a fornirti la causa per l’effetto.

    Sai cosa c’è però, prima di bollarti come mentecatto ho visto il tuo modo di fare, mosso da curiosità dovuta alla stima che altri nutrono nei tuoi confronti, e ho notato una costante malsana tendenza all’ipocrisia che mi rende molto più simpatico un castruccio qualsiasi di te, e allo stesso tempo incomprensibile qualsiasi stima di cui sopra. Tu parli di immaginario di chi difficilmente coglie sfumature e differenze. Ma mi basta aprire il tuo blog per leggere, come ultimo post, “Beh poi chiaramente si lanciano Qassam su asili nido, ma quella è resistenza”.

    Che cos’è questa, mentecatto? Una sfumatura e una differenza colta? Mi risponderai che è un dato di fatto con la stessa cattiva fede di chi manipola l’informazione non mentendo, ma selezionando ciò che fa comodo, la parte per il tutto.

    Non è questo a renderti avversario, anzi: è proprio questo che ti declassa dal rango di avversario a quello di mentecatto.

    Non per l’ironia sulla cosa, figuriamoci. Ma per la cattiva fede, perchè a differenza di molti, sai benissimo che il Qassam lanciato a Sderot non è la misura del conflitto e perchè sai benissimo che cos’è un Qassam, contrariamente a uno che sentendone parlare in televisione si immagina un “normale” missile teleguidato ad ampio raggio e con testata esplosiva, cosa che il Qassam non è.

    Non è l’immaginario a muovere il primato della tua prospettiva, non è la grettezza e la faciloneria di chi non ragiona per sfumature: è una strana forma di presunzione ed egotismo, sfortunatamente di moda in questi tempi e in questi mezzi. Questo ti rende particolarmente odioso e misero.

    Lontanissimo da qualsiasi “analisi del reale il più possibile attenta e seria”.

    diego

  78. rosalucs says:

    metoikos:

    …Dato che esistono ancora ebrei, secondo la tua logica, devo dedurre che il genocidio nazista è stato “fallimentare”? …

    rosalucsemburg:

    il genocidio nazista è stato certamente fallimentare, perchè io sono qui.

    Ma che fosse un tentativo evidente di genocidio dai numeri si vede, eccome. A Cracovia non c’era lo stesso numero di ebrei, prima e dopo, e neppure a Berlino: anzi, non ce n’era più nessuno, di ebreo.

    Quanto al happy ending che profili, la fine del concetto stesso di nazionalità, per quello che mi riguarda è ciò che mi auguro per l’umanità intera.

    Fammi sapere se tu pensi che gli ebrei e gli arabi siano maturi per dare il buon esempio .

    A partire – chessò – dalle opinioni dell’imam di Carmagnola riguardo agli ebrei e alla loro esistenza su questa terra.

    te saludi

  79. bloggoanchio says:

    @Diego

    Non ho dubbi che castruccio ti stia simpatico. E’ perfettamente aderente a quanto io penso del ragionare fallaciamente ad inimicos che contraddistingue gli hooligans antiimperialisti vs gli hooligan islamofobi.

    Nella vostra guerra dei pupi lui indossa il costume del crociato e tu quella del feroce saladino.

    Ma nella chiarezza che resta una guerra tra pupazzi, buon proseguimento.

  80. metoikos says:

    @ Rosalucs

    Se poni una domanda e mi suggerisci la risposta, allora vai fino in fondo e rispondi al posto mio.

    l’imam di Carmagnola…l’imam di Carmagnola…l’imam di Carmagnola…l’imam di Carmagnola…l’imam di Carmagnola…l’imam di Carmagnola…l’imam di Carmagnola…l’imam di Carmagnola…l’imam di Carmagnola

    E’ UNA FISSAZIONE LA TUA!

    Con simpatia,

    Imed.

    P.S.

    Sono storicamente ottimista.

  81. rosalucs says:

    x imed:

    L’imam è il dito, la luna è che iniziare l’idillio di un mondo senza nazioni da due popoli dilaniati dall’odio è se va bene – ma è raro – un ingenuità: se va male una ipocrita menzogna.

    ti arisaludi

  82. utente anonimo says:

    non riuscite proprio a vivere senza di me e, soprattutto senza evocarmi :-)

    da un lato i due difensori del sionismo… che con due avvocati d’ufficio del calibro di rosalucs ed mmax rischia la fucilezione nonostante la pena di morte sia abolita da anni

    dall’altro tale diego che, con tutta la simpatia possibile è un illustre sconosciuto

    invito però mmax a dare del pupazzo alla persona che vede allo specchio ogni mattina: il suo sionismo è l’ennesima trovata culturale ed ideologica di un bambinone che deve ancora trovare la sua VIA… è stato comunista, sandinista, marxista e maoista ed anche karateka

    già perchè mmax lesse (da neofita) il talmud e vi apprese l’invito “cercati un maestro” (in senso spirituale)

    lui ne trovo’ uno di karate dimostrano di non capirne una mazza: per prima cosa fece a pugni negli spogliatoi.

    castruccio

    ps un saluto a rosa, la lia de noantri

    ricordate lia? la musulmana che si scopri essere cristiana perchè mai convertita? ecco, rosa è la lia de noantri

  83. utente anonimo says:

    prima di andarmene

    per mmax: se tu fossi una persona ntelligente (con rosa ho rinunciato da tempo) ti chiederesti come mai martinez ha eletto te e rosa a “sionisti del blog” ovvero a due inutili idioti da mostrare in pubblico come avversari/oppositori anche in nome di quel minimum set di valori (quale sarà poi) che vi unirebbe.

    Non ho fortunatamente un minimum set con martinez…

    non sono il suo utile idiota

    non sono neppure il pupazzetto da mostrare ai suoi lettori: come giòà scritto con due difensori cosi’… il sionimo perde la causa e martinez vince facile

    ======

    martinez: per cortesia non rimuovere questi due post: sono stato evocato

    ho risposto

    castruccio

  84. utente anonimo says:

    castruccio ci sei?

    volevo dirti che sei un idiota e pure inutile

  85. utente anonimo says:

    e tu sei un cadavere che cammina

  86. metoikos says:

    @ Rosalucs

    non sono né ingenuo né ipocrita.

    Sono contrario all’esistenza dello stato di Israele attuale, cosi come sarei contrario all’esistenza di una Germania nazista oggi.

    Sono contrario alla nascita di uno stato Palestinese.

    Sono contrario allo smembramento

    della Palestina storica.

    Sono per la creazione di uno nuovo stato, nell’area geografica della Palestina storica dove musulmani, ebrei, drusi e tutte gli esseri umani, a prescindere dal colore, dalla fede, dalla presunta appartenenza “etnica” vivono in uno stato democratico, economicamente florido, culturalmente fecondo.

    Hai capito Rosalucs che questa soluzione non va bene, perché sei fissata con i numeri. La mia soluzione metterebbe in minoranza gli ebrei, in uno stato democratico!

    Ti capisco. Ma non hai capito cosa intendo con “Sono storicamente ottimista”.

    Chi l’avrebbe detto che l’Unione Sovietica sarebbe crollata in quel modo? E solo i sciocchi possono pensare che il dominio USA durerà in eterno.

    Addio!

  87. utente anonimo says:

    “Sono per la creazione di uno nuovo stato, nell’area geografica della Palestina storica dove musulmani, ebrei, drusi e tutte gli esseri umani, a prescindere dal colore, dalla fede, dalla presunta appartenenza “etnica” vivono in uno stato democratico, economicamente florido, culturalmente fecondo.”

    Immagino che la guida di questo Stato sarebbe affidato a Babbo Natale, ottima figura buona per tutte le religioni?

    Diciamo che, se anche la tua meta fosse condivisibile, non vedo nessuna strada per arrivarci.

    Francesco

  88. kelebek says:

    Ho dovuto lasciare due commenti di Castruccio perché effettivamente – come dice lui stesso – è stato “evocato”.

    Per favore, evitate di citarlo e lasciatelo riposare a testa in giù nella sua grotta, in attesa che cali il buio.

    Miguel Martinez

  89. utente anonimo says:

    #79

    >Nella vostra guerra dei pupi

    >ragionare fallaciamente ad inimicos

    Ho usato il termine “avversario” riprendendolo da te. Divento “hooligan antimperialista” e mascherina da “feroce saladino” perchè ti faccio notare come consapevolmente e deliberatamente tu abbia – in quel caso specifico ma, a quanto mi risulta, costantemente – ridotto quelle famose sfumature alla stessa melassa accusatoria di un “islamofobo” o come scegli di chiamarlo. Con l’aggravante di avere la pretesa menzognera di tirarti fuori da un ragionamento ad inimicos, quando è da quello che parti tu stesso.

    Se il mio puntualizzare sulla tua meschinità mettendo in risalto le tue stesse affermazioni per te significa estremismo o recita a soggetto, allora non posso non associare i tuoi interventi passati presenti e futuri a quelli più grossolani, ma certamente più “genuini”, di personaggi dai quali ritieni di aver preso le distanze.

    diego

  90. paniscus says:

    ps un saluto a rosa, la lia de noantri

    ricordate lia? la musulmana che si scopri essere cristiana perchè mai convertita?

    Lia avrà fatto una marea di pasticci e di mosse ambigue, ma questa proprio no. A quanto mi consta, non ha mai dichiarato di essere musulmana, né fatto nulla per farcelo credere.

    Lisa

  91. metoikos says:

    @ Francesco # 87

    Se i cittadini di quello stato elegessero, a suffraggio universale maschile e femminile, alla loro guida Babbo Natale, sono affari loro…Non accuserei mica Babbo Natale di essere “terrorista”!

    Che c’entra la religione? Mica ho proposto la creazione di uno stato teocratico?

    HO PROPOSTO IL SUPERAMENTO DELLE NAZIONALITA’ PER FONDARE UNO STATO CHE PENSA SOLO AL BENESSERE DEI SUOI CITTADINI.

  92. utente anonimo says:

    Hai dimenticato di chiedere il parere ai futuri cittadini di quello stato, ben sapendo che nessuno di loro, come peraltro nessuno al mondo, accetterebbe.

    La figura retorica dell’apolide senza nazionalità è robaccia da anni ’60 – Imagine there’s no country – ma non ha la minima realtà.

    Forse il buon Abramovich, forse.

    Francesco il realista

  93. metoikos says:

    @ Francesco il realista # 92

    L’apolide è colui chi è privo di ogni cittadinanza.

    Io ho parlato di uno stato e di cittadini. Quindi Imagine di John Lennon non c’azzecca, direbbe il famoso ex magistrato Di pietro.

    Il problema in quell’area geografica, a mio parere, non è la religione (ebrei contro musulmani/musulmani contro ebrei), ma la terra. Il possesso della terra: Arrivo dalla Russia, mi installano su terra non mi mia e mi danno armi per difenderla. Ovviamente, mi ci vuole una giustificazione morale per avere la coscienza tranquilla: Dio in persona mi ha donato quella terra, la terra promessa.

    Imagine, caro francesco il realista,

    Un giorno occupo

    Armi in mano

    Casa tua

    Imagine

    Ti ammazzo

    Imagine

    Che casa tua

    E’ la casa promessa da Dio

    A me

    Imagine!

  94. utente anonimo says:

    Sai, sono italiano.

    Quello che racconti è successo decine e decine di volte e senza bisogno di giustificazioni religiose.

    Francesco

  95. utente anonimo says:

    Sono per la creazione di uno nuovo stato, nell’area geografica della Palestina storica dove musulmani, ebrei, drusi e tutte gli esseri umani, a prescindere dal colore, dalla fede, dalla presunta appartenenza “etnica” vivono in uno stato democratico, economicamente florido, culturalmente fecondo.

    maria

    questo tuo desiderio o generico auspicio ,se cambi i soggetti ,andrebbe bene per ogni paese del pianeta, quindi lascia un po’ il tempo che trova.

  96. utente anonimo says:

    Martinez, a proposito di castruccio, non hai ancora risposto a lui sul tuo strano silenzio in merito alla foto di Ritvan il Sagace che ti abbiamo postato qui. E’ un silenzio-assenso?

    troll castrucciano

  97. utente anonimo says:

    @ maria # 95

    Il discorso era iniziato molto più a valle, con Rosalucs.

    “maria

    questo tuo desiderio o generico auspicio ,se cambi i soggetti ,andrebbe bene per ogni paese del pianeta, quindi lascia un po’ il tempo che trova.”

    …Infatti, in Europa non si riesce nemmeno a concordare un testo di una “costituzione europea”, però tutto è possibile se vediamo da dove è iniziato il cammino…STORICAMENTE SONO OTTIMISTA

    Personaggi del passato hanno contribuito a far nascere l’idea dell’Unione dei popoli europei.

    Tra questi ricordiamo due italiani:

    - Giuseppe Mazzini, che sosteneva la necessità della “solidarietà umana e della fratellanza tra i popoli..”; e

    - Carlo Cattaneo, che affermava:“uniamo nazioni libere per realizzare un’Europa libera ed unita”.

    Ma la realizzazione del grande sogno si ha nel 1950, quando con la dichiarazione di Robert Schuman, nasce l’Europa.

    Il 9 maggio 1950 Robert Schuman, ministro degli affari esteri della Francia, nel suo discorso dichiarava: “La pace mondiale non potrebbe essere salvaguardata senza iniziative creative all’altezza dei pericoli che ci minacciano”.

    Nel 1951 con il Trattato di Parigi nasce la CECA – Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio –

    Nel 1957, a Roma, i sei Paesi fondatori – Italia, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi firmano il Trattato che istituisce la CEE – Comunità Economica Europea .

    Il 7 Febbraio del 1992 è stato firmato il Trattato di Maastricht, un trattato destinato a segnare il passaggio dalla Comunità Economica Europea all’ Unione Europea, dando la possibilità ai Paesi membri di consolidare la loro unione politica, economica e monetaria.

    Il 2 ottobre 1997 è stato firmato il Trattato di Amsterdam, che ha emendati i trattati UE e CE e si propone di realizzare:

    - lotta alla criminalità;

    - promuovere il più alto livello occupazionale;

    - delineare la politica sociale;

    - promuovere le politiche ambientali;

    - potenziare la difesa dei consumatori;

    - assicurare maggiore trasparenza dell’attività delle istituzioni comunitarie.

    In ordine cronologico, dopo quello di Amsterdam, vi è il Trattato di Nizza, firmato il 26 febbraio 2001, che apporta cambiamenti al funzionamento delle Istituzioni dell’Unione Europea e rappresenta la proclamazione dei Diritti fondamentali dei cittadini europei.

    Il 1° gennaio 2002 sono state introdotte le banconote e le monete in euro in dodici dei quindici Stati membri; non hanno adottato la moneta unica il Regno Unito, la Danimarca e la Svezia.

    Attualmente l’Unione Europea è composta da 27 Stati membri:

    Italia, Germania, Paesi Bassi, Francia, Lussemburgo, Belgio, Danimarca, Irlanda, Regno Unito, Grecia, Spagna, Portogallo, Austria, Finlandia e Svezia; a questi ultimi, il 1° maggio 2004, si è aggiunta l’adesione definitiva di Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Slovenia ed Ungheria, per i quali era stato firmato, ufficialmente, il Trattato di adesione, il 16 aprile 2003.

    Il 1° gennaio 2007 entrano a far parte dell’Unione europea anche la Bulgaria e la Romania , che hanno firmato i trattati di adesione a Lussemburgo il 25 aprile 2005.

    Per la Turchia e la Croazia, nel 2004, il Consiglio europeo ha avviato i negoziati di adesione e l’auspicio è che possano far parte dell’Unione al più presto.

  98. L’ultima registrazione su Internet Archive del blog Shadada è del 30.03.2007. vVdi la lista in: http://web.archive.org/web/*/http://shahadah.splinder.com mentre quella del tuo è del 22.05.2007. vedi lista in:

    http://web.archive.org/web/*/http://kelebek.splinder.com

    Certo, meglio fare back up personali come hai fatto tu. Ma è anche comodo avere anche un’altra copia online: c’è meno da ri-pubblicare (io mi ero fatta un culo così a ricopiare quelli dei post che avevo scritto su http://adisi.livejournal.com ai quali tenevo, quando è, hem, cessata la mia collaborazione con ADISI a ottobre. Infatti non c’era nessuna copia del blog nell’IA, allora. Ma era una barba solenne che facevo alla spicciolata. Quindi quando ne è stata registrata una a gennaio su IA, ho tirato un sospirone di sollievo: non tanto per i post, ma per i link che contenevano).

  99. kelebek says:

    Per Troll Castrucciano n. 96

    Silenzio Dissenso, non Assenso.

    La foto che tu o qualche tuo compare ha messo su questo blog, dicendo che è di Ritvan, non è di Ritvan.

    Non so se è un avatar di Splinder, la foto dell’avvocato che vi divertite a divertire a tirare in ballo, o altro.

    Ma certo, non è la foto di Ritvan.

    Chiaro?

    Fine della discussione.

    Miguel Martinez

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