Il Giorno del Giudizio

Due anni fa, il professore Ali al-Timimi, cittadino statunitense e ricercatore medico, è stato condannato all’ergastolo (senza diritto a essere rilasciato prima, e con l’aggiunta beffarda di altri settant’anni) negli Stati Uniti per i seguenti tre motivi:

- nel corso di conversazioni private, avrebbe sostenuto che bisognava stare dalla parte dell’Afghanistan, allora aggredito dagli Stati Uniti, e che il futuro si stava facendo cupo per i musulmani negli Stati Uniti dopo l’11 settembre;

- in un articolo, avrebbe detto che la caduta dello Shuttle sopra il Texas sarebbe stato un segno celeste;

- e poi (ma qui lui non c’entra più niente), alcuni suoi allievi sarebbero stati in Afghanistan (senza mai combattere) e si sarebbero dedicati al paintball (o softair). Il paintball è uno sport molto popolare negli Stati Uniti, dove dei giovanotti vanno in giro per i boschi e si sparano addosso a vicenda con fucili giocattolo carichi di vernice.

Uno sport che ha un gran numero di cultori anche da noi. E che è certamente più innocuo di certi campi paramilitari – perfettamente leciti negli Stati Uniti – dove militari stranieri insegnano a usare armi da fuoco (“Israeli style infantry ambush, special weapons and tactics, guns, and so forth“) per “trattare con gli antisemiti in maniera efficace, ovunque si trovino“.

Il caso della paintball è di portata mondiale, perché ci presenta la nuova frontiera del diritto: un’azione perfettamente lecita diventa reato, in base alle intenzioni; e quindi in base alle idee della persona.

E’ lo stesso principio per cui è stato arrestato l’imam di Ponte Felcino: ha semplicemente scaricato dei file da Internet – come possono fare tutti – , ma solamente le sue idee fanno pensare che avrebbe potuto usare le informazioni raccolte in rete per compiere un’azione illecita, anche se non si sa quale avrebbe potuto essere tale azione illecita: sia nei processi della paintball, sia nel caso di Ponte Felcino, l’accusa non ha mai trovato la minima prova di un progetto illegale.

Ecco che le idee assumono la stessa importanza decisiva che avevano nei processi dell’Inquisizione. E fanno la differenza tra la libertà e l’ergastolo.

Un anno prima (il 15 giugno del 2004), e sempre per aver giocato (una sola volta) a paintball nei boschi della Virginia, era stato condannato all’ergastolo un altro cittadino statunitense, Masoud Ahmad Khan, reo – secondo il tribunale – di “congiura per condurre guerra contro gli Stati Uniti d’America“; mentre un giocatore più fortunato, Seifullah Chapman, è stato condannato ad appena 85 anni di carcere.

Sabri Benkahla (che avrebbe giocato anche lui un’unica volta a paintball) è stato condannato, invece solo adesso. Sabri Benkahla è accusato di essersi recato, otto anni fa, a un campo organizzato dal movimento indipendentista kashmiri Lashkar-e Taiba: solo quattro anni dopo, il movimento sarebbe stato messo sulla Lista Nera degli Stati Uniti, e quindi non lo si poteva punire per quel viaggio.

Sabri Benkahla è stato condannato lo stesso a dieci anni di carcere, per reticenza: l’FBI afferma che Sabri Benkahla non avrebbe raccontato tutto ciò che sa sul campo. Dice il pubblico ministero, Gordon Kromberg, “le informazioni che il sig. Benkahla ha in testa sono molto più importanti della sentenza che riceverà”.

La giustificazione, da sempre, di ogni forma di terrore.

 Un altro imputato, Ali Asad Chandia, nella cui casa sono stati trovati libri e CD ritenuti di “idee jihadiste” e che avrebbe aiutato a mandare in Pakistan delle palline da paintball – acquistato in maniera perfettamente lecita - è stato condannato a 15 anni di carcere. Gli avevano promesso meno di dieci anni di carcere, a patto che denunciasse gli altri prigionieri.

Nel suo discorso davanti alla corte, Ali Asad Chandia ha fatto la seguente dichiarazione:

“Nessuno è mai stato danneggiato dalle mie parole o dalle mie azioni.

Come ha detto chiaramente mio padre, ‘con tutte le accuse e i testimoni che il governo ha presentato in questo processo, e con tutte le indagini e gli arresti che hanno compiuto, e con tutti i miliardi di dollari dei contribuenti che hanno usato contro mio figlio, non c’è stato un solo essere umano su tutta la Terra che si sia presentato per testimoniare di aver subito avuto anche la puntura di un cardo da mio figlio Ali”.

Ho 29 anni. I miei genitori anziani attendono la sentenza, sapendo benissimo che potranno non essere ancora vivi quando sarò rilasciato.

Nessuno si sente più fiero di mia madre, che sta qui seduta in quest’aula a testa alta per l’orgoglio e l’onore di sapere che suo figlio non ha violato i principi che lei aveva instillato in lui.

Rimane il suo consiglio, “Figlio mio, se non hai fatto nulla di male, non c’è bisogno che tu faccia nulla di male. Non fa alcuna differenza, se ti offrono 4 anni o 45 anni. Non hai fatto nulla di male, non hai fatto nulla di male.”

Però soffrono per l’incarcerazione del loro amato figlio. Se i miei genitori moriranno prima di me, prego loro di protestare davanti ad Allah, dicendo che un pezzo del nostro cuore è stato strappato via dal governo degli Stati Uniti d’America a causa di alcune paintball giocattolo. Paintball giocattolo… che né il governo né la difesa sa che fine abbiano fatto.

Il governo disonesto di oggi non è molto diverso dal governo malvagio che governava l’Egitto circa 4.000 anni fa. L’unica differenza tra i due è che i governi antichi non imprigionavano la gente in nome della ‘democrazia’, ma commettevano piuttosto l’ingiustizia senza alcun pretesto di legge. Invece, questi moderni discendenti dell’ingiustizia adoperano false pretese di sincerità quando agiscono in maniera ingiusta.

Permettetemi di spiegare. Prima approvano le leggi illegali necessarie per giustificare le loro pratiche illegali, e poi incarcerano ‘legalmente’ la gente come me.

Voglio dire, i governi in passato erano sinceri nella loro insincerità, e non nascondevano il fatto che incarceravano la gente per salvaguardare i propri interessi e non quelli della comunità.

Ma questi moderni discepoli dell’ingiustizia gettano in carcere la gente innocente, per rimuovere la presunta ‘minaccia’ che sentono provenire da questo insegnante di scuola elementare che sta qui davanti a voi oggi.

In breve, i dominanti in passato erano semplici tiranni. I dominanti di oggi sono anche bugiardi spudorati.

L’Islam ci insegna a ribellarci contro l’ingiustizia.

E’ per questo motivo che io respingo l’occasione di mentire contro me stesso e contro altri, in cambio di una condanna più leggera. E qualunque sia l’esito oggi, so che alla fine la giustizia prevarrà.

Chiunque abbia trasgredito contro di me in questo processo, sappia che nel Giorno del Giudizio, io non sarò felice, finché non sia tolto loro come è stato tolto a me in questo mondo.

Coloro che mi hanno separato dai miei genitori, coloro che hanno partecipato nel rendere orfani i miei figli, coloro che mi hanno separato da mio fratello, da mia sorella e da tutti gli altri, coloro che hanno reso mia moglie simile a una vedova oggi, prego Allah che vi dia esattamente ciò che ha dato a me.

Subhanaka Allahuma wa bi hamdik, Wa ashhadu anla Ilaha illa Allah Wa ashhadu anna Muhammadan Rasul Allah

Grazie

Abu Qatada Ali Asad

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136 Responses to Il Giorno del Giudizio

  1. utente anonimo says:

    Uno stato decide lui se un’azione è legale è illegale, non per l’azione in sé, ma se la si fa in favore o sfavore di chi piace allo stato o spiace allo stato, che riserva per sé la decisione con chi è amico e con chi è nemico. In sostanza in azzeccagarbugliese l’esperto conferma le tue stessissime cose, miguel.p

  2. utente anonimo says:

    castruccio, come è andato il fatto?

    fabrizio

  3. kelebek says:

    Ho già spiegato che i commenti di castruccio qui non sono graditi, non per il contenuto, ma per gli insulti che castruccio scrive e ha scritto altrove a proposito di me e di altri.

    Tre di seguito, poi…

    Miguel Martinez

  4. utente anonimo says:

    Mmm, però in effetti sarebbe interessante sentire la sua versione dei fatti…

    Ec

  5. kelebek says:

    Per Ec n. 4

    Buona parte dei commentatori di questo blog sono persone che la pensano molto diversamente da me, e sono anche persone intelligenti.

    Aspettiamo che si facciano vivi Ritvan o Francesco, ad esempio, che sicuramente sapranno fare un’attenta critica a quello che ho scritto.

    Sono circa due anni, credo, che Castruccio sa che non è gradito qui, cosa che gli è stata detta esplicitamente più di una volta.

    In questi giorni, è ricomparso qui – legittimamente – perché era stato tirato in ballo in un commento; e rimane ovviamente il suo diritto a intervenire nel caso in cui si parli di lui.

    Altrimenti, si sappia che Castruccio ha un suo blog:

    http://babbei.ilcannocchiale.it/

    e lì potete seguire le sue riflessioni.

    Miguel Martinez

  6. utente anonimo says:

    insulti?

    martinez a te disturbano le idee, soprattutto quando non puoi e non sai contestarle: infatti ci sono decine di miei post che non hai rimosso :-)

  7. utente anonimo says:

    Martinez

    “Il caso della paintball è di portata mondiale, perché ci presenta la nuova frontiera del diritto: un’azione perfettamente lecita diventa reato, in base alle intenzioni; e quindi in base alle idee della persona.

    E’ lo stesso principio per cui è stato arrestato l’imam di Ponte Felcino: ha semplicemente scaricato dei file da Internet – come possono fare tutti – , ma solamente le sue idee fanno pensare che avrebbe potuto usare le informazioni raccolte in rete per compiere un’azione illecita, anche se non si sa quale avrebbe potuto essere tale azione illecita: sia nei processi della paintball, sia nel caso di Ponte Felcino, l’accusa non ha mai trovato la minima prova di un progetto illegale.”

    è chiaro che di diritto e giurisprudenza non ne sai molto, probabilmente le tue fonti sono gli azzeccagarbugli targati iadl, noti per essere stati bastonati in ogni sede giudiziaria (a dire il vero la valen ha sempre ostentato enormi vitorie, poi mai realizzate e si sarebbe anche vantata di due vittorie effettive, ma le sentenze non si non mai viste)

    Le intenzioni, come le definisci tu, nel diritto si chiamano “dolo” ovvero volontà coscente e sono le “intenzioni” a dare rilevanza o meno alle azioni ed alle loro conseguenze.

    Il tribunale del riesame, poi, se non sbaglio, ha già espresso un significativo giudicato cautelare sul caso di ponte felcino :-)

    Parlare di reati ideologici, poi, è anche ui un puro falso/errore giuridico: nessno nega la libertà di idee (questo avviene nei paesi che tanto difendi) o la libera espressione delle proprie idee ma le azioni che quelle idee vogliono propugnare e promuovere. In poche parole nessuno può vietarti di odiare una persona di colore o tantomeno costringerti ad amarla…

    come nessuno può vietarti di esprimere questo tuo pensiero

    ma se, dico se, un giorno qualcuno decidesse di invocare lo sterminio di neri, ebrei od altro, allora non sarebbe la sua libertà di pensiero/parola ad essere giudicata e condannata ma l’azione di istagazione a delinquere connessa.

    Infine, il fatto non è andato come da te descritto.

    castruccio

    utente anonimo

  8. utente anonimo says:

    per n.4

    non è, come scrive erroneamente, Martinez che uno stato punisce, in base alle intenzioni una attività/condotta altrimenti lecita

    l’antigiuridicità della condotta nasce proprio dalle diverse modalità ed intenzioni (DOLO) con cui e per ui l’azione viene posta in essere

    mi spiego

    non si punisce il semplice fatto di esercitarsi militarmente MA L’AVERLO FATTO IN FAVORE/PRESSO/ e con il finanziamente di uno stato straniero con cui si è fra l’altro in guerra

    PER molto meno, in un paese arabo/islamico, si viene uccisi e senza neppure un processo

  9. utente anonimo says:

    Inutile aspettare il ritorno di Ritvan

    ormai è stato scoperto e si conosce anche la sua facciotta

    ora che ogni sua menzonga è di pubblico dominio, non avrà più il coraggio di manifestarsi

  10. utente anonimo says:

    ed ora rilevo il disturbo

    castruccio :-)

  11. utente anonimo says:

    Ma chi è ? Antonio Di Pietro ?

    Aurora.

  12. daciavalent says:

    impeccabile come al solito.

    io invece sono molto triste.

    dacia valent

  13. daciavalent says:

    no aurora è un razzista infimo che ce l’ha con tutte le minoranze che on si attagliano al modello “zi badrone”.

    infatti, il suo sport ultimamente è creare fake ebrei che dicono a rosalucsemburg che era una bambina cattiva ed antipatica con cui non volevano giocare.

    vive per noi, respira per noi.

    dacia

  14. utente anonimo says:

    Mi riferisco alla “foto” del n. 10 : è quella di Antonio Di Pietro ?

    Aurora.

  15. daciavalent says:

    ah, quella? boh, dovrebbe essere uno degli avatar che splinder mette a disposizione di chi si iscrive.

    dacia

  16. utente anonimo says:

    dacia

    gli unici fake che conosco sono quelli da te creati: i vari marco ballarin o avvocato adinolfi che scriveva con il tuo ip alle 4 di notte.

    razzista? detto da te è un complimento che usi la tua pelle come uno scudo: solo con rosalucseburg puoi fare “l’onorevole nemica”, infatti rosa è speculare alla tua ex amica Lia

    prima sfruttata e poi sfanculata

    ps gradirei non mi si desse del razzista, soprattutto da parte di una persona “diversamente incensurata” come te

    castruccio

    pps noto che sul piano concettuale non sei stata in grado di contestare le mie affermazioni (ne tu, nè Martinez) ed è qusto quello che ti rode

  17. utente anonimo says:

    avatar? ed o che credevo si trattasse di ritvan

    castruccio

  18. utente anonimo says:

    invito martnez a confermare quanto da lui scritto prima: gli ultimi due post sono in risposta ad offese dell’ex onorevole dacia

  19. utente anonimo says:

    dacia

    ti vedo informata fin troppo bene su dettagli che rosa non ha reso pubblici (ha scritto qualcosa ma…) e dubito ti abbia reso partecipe fino a quel punto: neppure lei è cosi’ stupida.

    chissà, a pensar male a volte…

  20. utente anonimo says:

    Martìnez, sto post mi ha fatto pensare una cosa… ma possibile che un addestratore di bande paramilitari come te non sia stato in Afghanistan?!

    ‘gnente ‘gnente adesso scrivo una mail a sheikh Palazzi e che salti fuori che sei stato pure lì?

    così magari è la volta buona che ti incarcerano

    Abu Ibrahim al-Khadi

  21. kelebek says:

    Credo che questi commenti – che Castruccio ha ripubblicato sul mio blog e che lascio per chiarire meglio la situazione – spieghino perfettamente qual è il problema.

    1) Castruccio fa interventi spesso abbastanza documentati e intelligenti, sui quali sarebbe anche interessante discutere

    2) però questi interventi li intervalla con una serie di insulti a terze persone: in questo caso Dacia Valent.

    Lui si comporta in genere abbastanza correttamente verso le persone sul cui blog commenta, ma usa lo spazio dei commenti per attaccare terze persone; poi va sul blog di quelle terze persone, per attaccare chi lo ha ospitato prima.

    Castruccio, che sul mio blog non mi insulta (e infatti non critico il suo comportamento qui), scrive ad esempio sul blog di Rosalux che io sarei uno che “odia gli ebrei” a tal punto da allearmi “con una negra”.

    La prova di questa inqualificabile affermazione?

    Il fatto che io a 17 anni fa facevo parte – come ho sempre detto e dichiarato – di un gruppo teosofico (diretto da ebrei, politicamente filoisraeliano e con diverse sedi in Israele).

    Poi Castruccio apre un proprio blog, http://babbei.ilcannocchiale.it, dove attacca a sua volta, e da mesi, Rosalux e MMax (i “babbei” del titolo del blog) solo per il fatto che loro – pur avendo idee diversissime dalle mie -sono persone civili, che dialogano correttamente con me.

    Rosalux, scrive Castruccio, “ama discurtere con i nazisti”, cioè con Dacia Valent, con me, con Sherif e le altre persone a cui Castruccio regala questa definizione.

    Risparmio quindi a Castruccio la sofferenza di discutere almeno con questo “nazista”.

    Dovrebbe essere contento.

    Miguel Martinez

  22. kelebek says:

    Per Abu Ibrahim al-Awdashe n. 20

    Magari fossi stato in Afghanistan. E’ sempre stato il mio sogno.

    Miguel Martinez

  23. utente anonimo says:

    Martinez

    una precisazione è d’uopo, anzi più di una

    un capitolo a parte lo merita sherif

    A Sherif ho mosso tantissime accuse, di ogni genere, ma ho sempre riconosciuto:

    a) non essere un nazista

    b) non essere un antisemita

    c) essere una persona cultualmente sopra la media

    ho, altresì contestato il suo credere ciecamente ed acriticamente a determinate persone,valent in prima linea

    proprio recentemente ho riconfermato questi pensieri a Sherif e ciò non di meno ho seguitato a criticarne alcune scelte e parecchie prese di posizione

    ============

    valent: è un capitolo troppo lungo ma qui occorre notare che è entrata a gamba tesa

    dandomi del razzista

    solo perchè non è stata in grado di contestare alcuna delle mie affermazioni. In tempi recenti la valent mi ha costretto a pubblicare alcune email (su suo specifico formale invito: credeva non le avessi più!!!) che dimostravano quanto fossero palesi alcune sue menzogne

    =========

    arriviamo a te

    Ho sempre scritto, e lo ripeto, che al pari della valent è meglio averti come nemico che come amico… ma per ciascuno di voi per diverso motivo

    ho altresì affermato, e lo riconfermo, che i tuoi scritti denotano un feroce antisemitismo che ti ha portato, più volte, a negare addirittura l’esistenza degli ebrei :-)

    mi sono interrogato su cosa ti unisse alla valent se non l’odio antiebraico.

    Non hai fatto nulla per dimostrarmi che sbagliavo, probabilmente 8sicuramente) perchè non te ne fregava nulla

    purtroppo questo dubbio non è solo mio.

    Spero tu mi riconosca, però, almeno una cosa: non offendo MAI l’interlocutore per primo, al massimo mi difendo con gli stessi mezzi e le stesse armi.

    castruccio

  24. kelebek says:

    per Castruccio n. 23

    Bene, su una cosa siamo d’accordo, spero: che non vogliamo avere niente a che fare l’uno con l’altro.

    Semplice, no?

    Il mondo, e soprattutto la rete, è grande e c’è posto per tutti.

    Miguel Martinez

  25. utente anonimo says:

    Miguel

    concordo

    dove discordiamo è ben altro: la rete è grande e quando ci si espone al pubblico scrivendo alcune cose ci si deve aspettare che non solo i consensi ma anche (o soprattutto) i dissensi possano arrivare.

    Non mi troverai mai ad applaudire qualcuno nel suo blog

    mi troverai sempre a criticare qualcun altro nel suo: se i commenti sono aperti :-)

    Io non voglio cambiarti certo idea

    e tu non vuoi cambiare le mie

    ma… (c’è sempre un ma…)

    poichè ritengo pericolose certe idee, se non opportunamente contestate con argomenti a contrario: non sono per la repressione delle idee con la forza e l’unica forza che riconosco è quella di altre idee, vero, argomentate e documentate

    capisco che per la valent o per te sia più facile “rimuovere” che rispondere e contestare

    per questo intervengo dove quelle idee vengono scritte e non certo per fraternizzare con te

  26. utente anonimo says:

    Martinez, invece di perdere tempo con castrucciochesattuttolui, perchè non mi rispondi? come mai ti diturba tanto la facciotta di ritvan?

    Paolo D.

  27. utente anonimo says:

    Domanda per la Valent: sembra che fra te e castruccio ci fosse stata una certa intimità. Perchè non ci dici qualcosa di più su di lui?

    Paolo D.

  28. kelebek says:

    Per Castruccio n. 25

    Di critici su questo blog ne ho diversi in servizio permanente effettivo, e appena torna Ritvan avrò qualcuno che fa le pulci a ogni riga che scrivo.

    Ritvan è un analista spietato dei contenuti, ma non apre blog per attaccare qualcuno che è colpevole solo di rispondere in maniera corretta ai miei commenti.

    Quindi non ti preoccupare per la salute dei miei lettori, sono in ottime mani.

    Non spetta certo a me autorizzarti, comunque è ovvio che tu sei libero di contestare tutto ciò che scrivo, sul tuo blog però.

    Tra i babbei, per capirci.

    Miguel Martinez

  29. utente anonimo says:

    Per Paolo D.

    ma tu un mazzetto di cazzi tuoi no?

    ———–

    Per Miguel, ma non dovevi andare all’isola polverosa? :-)

    Nel mio blog (che sembri conoscere bene) parlo di babbei… e non mi sembra di averti mai dato del babbeo

    preferisco criticarti qui: ritvan è n utile k. come dice davide

  30. kelebek says:

    Bene, Castruccio, aprine un altro di blog.

    Che so “Nazinegri”, anziché “Babbei”.

    Miguel Martinez

  31. utente anonimo says:

    Qui non c’è bisogno di tate, puoi rendere i toui preziosi servizi altove. Passi se fosse tata francesca di sos tata, ma che ce ne facciamo d’uno strano incrocio d’azzeccagarbugli e don ferrante?p

  32. utente anonimo says:

    Questa vernice é una vernice di guerra e queste sentenze fanno parte di una ben studiata strategia per mostrare chiaramente quali sono diventate le regole del gioco.L’america si sentiva forte e si é ritrovata invece troppo vulnerabile. Desiderio di rivalsa verso chi l’ha umiliata ed ecco che i muslims sono diventati il nemico da abbattere (meno quelli pero che hanno il petrolio), le regole del ‘mercato di guerra” vuole che il gesto di alcuni sia fatto pagare all’intera comunità .Esigere giustizia da una giustizia di ‘stato di guerra’ é impossibile. Esigere giustizia da una giustizia che sa mettersi al di sopra dovrebbe essere possibile ma é proprio quello che loro non vogliono.La legge non é uguale per tutti, come intelligenza no é essere intelligenti tout court,ma sapere usare l’intelligenza con intelligenza altrimenti si é dei falsi intelligenti come tutti quelli che vorrebbero impedire agli esseri umani di lottare per i propi diritti, come tutti quelli che vorrebbero annientare l’amore…il paradiso e l’inferno sono già adesso qui sul pianeta, non lasciamo distruggere il paradiso smettiamola di essere ingrati…ciao wadhuda…ops!!!

  33. kelebek says:

    Per Wadhuda n. 32

    Il punto è, all’incirca, questo.

    Qui vicino a casa c’è una caserma. Ci passano davanti mille persone al giorno, mica è un reato, c’è il marciapiede.

    Un giorno, ci passi tu, ti arrestano e per averlo fatto, ti fai l’ergastolo.

    Perché?

    Tu non hai mai fatto né detto nulla contro quella caserma. In casa tua non c’è un grammo di tritolo, niente.

    Ma a casa tua c’è un libro, dal titolo “Abbasso gli eserciti!”

    E il possesso di quel libro dimostra che tu hai l’intenzione di buttare giù quella caserma con un attentato, e che ci stavi passando davanti per studiare il piano.

    Per cui mica ti mettono in carcere per le tue idee, per carità; come non è reato passare davanti alla caserma, non è nemmeno reato leggere il libro “Abbasso gli eserciti!”

    E’ il punto di convergenza tra i due che diventa ergastolo.

    Miguel Martinez

  34. PinoMamet says:

    Di tutte le cose che si possono dire, quella che proprio non capisco è “in Iran ti farebbero questo e quello”.

    E chissenefrega?

    Mica stiamo in Iran, insomma.

    Certo se fossi in Iran mi preoccuperei un po’ delle leggi iraniane; da cittadino italiano, posso essere disgustato dalla mancanza di democrazia in Iran, appoggio le manifestazioni a favore di… ecc. ecc.

    però sono un po’ più preoccupato dalle leggi italiane.

    Dagli interventi di castruccio scopro che non solo negli USA, ma anche da noi sarebbe legittimo sbattere in galera uno per via delle sue intenzioni, almeno io l’ho capita così.

    Cioè se me sparo ‘e pallette de gomma o de vernice con gli amici facendo finta di essere ungherese o australiano o vattelapesca sono uno che se sta a divertì; se lo faccio facendo finta di essere afghano sono un potenziale terrorista, e mettermi dentro è non solo normale, ma addirittura giusto.

    Ora, a parte che sparare le pallette di gomma o di vernice può essere considerato un addestramento militare solo da chi non ha mai sparato con un’arma vera (la differenza però dovrebbe essere intuitiva, ma mi sa che la logica nei tribunali a volte si perde per strada) per quanto effettivamente alcuni eserciti lo abbiano sperimentato come sistema (ma che c’entra, allora proibiamo anche il porto civile dei pantaloni mimetici?);

    a parte questo, non vedo proprio perché si debba punire un potenziale terrorista: forse forse perché non si riesce ad accaparrarsene uno reale?

    Poi uno dice Minority Report, mica stiamo tanti lontani.

    E allora se io penso che ammazzerei volnetieri il mio vicino casinaro, ma poi non lo faccio, devo andare in galera lo stesso?

    Non mi pare.

    Eppure ho anche studiato arti marziali e possiedo una spada cinese e un coltello spagnolo: qual è la differenza tra me e il disgraziato condannato per le palle id vernice?

  35. daciavalent says:

    il “ragionamento” dei razzisti si limita appunto ad attribuire ad un determinato gruppo sociale delle precise volontà.

    non si sa bene in base a queli prove vengano attribuiti questi complotti e congiure.

    le zingare rapitrici, gli ebrei untori, i musulmani terroristi. non esistono prove e nemmeno motivi per credere a queste fole, ma vengono coltivate e diffuse.

    pensare che uno di questi merdoni possa capire che il processo va fatto agli atti compiuti o tentati e non alle intenzioni, quando a perdere la libertà è un appartenente ad una minoranza negletta, è illudersi.

    dacia valent

  36. kelebek says:

    Per PinoMamet n. 34

    “qual è la differenza tra me e il disgraziato condannato per le palle id vernice?”

    La religione, direi…

    Miguel Martinez

  37. utente anonimo says:

    L’America quando scopre che ha delle possibili quinte colonne, non ci va molto per il sottile, ho sentito parlare di un periodo storico chiamato Maccartismo, più o meno siamo lì.

    A.M.

  38. utente anonimo says:

    “pensare che uno di questi merdoni possa capire che il processo va fatto agli atti compiuti o tentati e non alle intenzioni, quando a perdere la libertà è un appartenente ad una minoranza negletta, è illudersi.”

    Allora secondo il tuo ragionamento, se Moreno & Palladino avessero l’intenzione di terminare il lavoro iniziato alcuni anni fa, non si dovrebbe punirli? Dovrebbero farlo o almeno tentarlo?

    Bene bene!!

    Cosa è un tentativo? è solo la mera intenzione o la predisposizione di atti idonei diretti in modo non equivoco?

    E se qualcuno sperasse o confidasse nelle loro intenzioni?

    francesco

  39. kelebek says:

    Per A.M. n. 37

    Certo, il maccartismo ha svelato aspetti terrificanti della psiche collettiva statunitense.

    Ma ci sono due differenze…

    1) in Italia si conosce comunque il termine “maccartismo”, mentre non si conosce il nome di Ali Asad

    2) nessun sospetto comunista negli anni Cinquanta si è preso l’ergastolo più settant’anni, senza aver fatto male a nessuno.

    Miguel Martinez

  40. kelebek says:

    Per francesco n. 38

    Come vedi, io scrivo sempre il numero del post a cui faccio riferimento, è un sistema utile per evitare confusione.

    Infatti, non ho capito il tuo post, non ho capito a chi rispondi e non so chi siano Moreno & Palladino.

    Non è una critica solo a te, ma un invito a tutti di essere più precisi.

    Miguel Martinez

  41. x 37

    infatti sta per uscire il remake del film “il giorno dei trifidi” (anche conosciuto in tialia con i titoli “l’invasione dei mostri verdi” e “l’orrenda invasione”) un film di fantascienza di serie b (se non addirittura serie c”) degli anni 50. è famoso perché era una metafora delle fobie indotte nell’america maccartista. spesso sono i film peggiori i più interessanti dal punto di vista dell’immaginario collettivo.

    x MM 39

    Eh, si cerca sempre di migliorare i metodi!

  42. daciavalent says:

    Miguel,

    Moreno e Palladino sono gli assassini di mio fratello.

    A questo Francesco (che mi puzza di castruccio o un suo simile) non posso che rispondere che il loro lavoro l’hanno portato a termine egregiamente.

    Sono stati puniti per questo da un tribunale della repubblica, con la pena che il tribunale ha ritenuto congrua.

    L’uso dei nomi degli assassini di mio fratello è chiaramente – per questa feccia disumana – un modo per punirmi.

    Dacia Valent

  43. NOn capisco perché ve la prendete tanto con dacia (e, mi sembra, anche con miguel). si può non essere d’accordo, ma si discute con calma e rispetto

  44. utente anonimo says:

    42

    scusa se mi permetto ma mi sa che sei caduta in una provocazione

    stai attribuendo delle colpe nel presumere che qualcuno abbia intenzione di punirti.

    scusa di nuovo se “tocco” un argomento delicato,

    Non ci cascare

  45. utente anonimo says:

    il 44 è mio

    fabrizio

  46. Asiya86 says:

    L’usurocrazia degli USA è troppo evidente ormai! Il mito dell’America liberatrice del mondo è crollata da un pezzo,ma a quanto pare c’è ancora qualcuno che non se n’è accorto…la madre degli stupidi è sempre incinta!

  47. utente anonimo says:

    Sììììì … tutti a scuola di rispetto da una che scrive “Papa Nazinger” e “Siamo Ruinati” con in vignetta un prete che sodomizza un chierichetto, una che senza prove ha dato per certo che dei cattolici ignoti hanno causato l’ incidente mortale a un gruppo di turisti Turchi per vendicare Don Santoro, una che scrive espressamente che in Turchia i cristiani non dovrebbero solo ammazzarli ma farlo nelle maniere più strampalate apposte perché vadano sul calendario, una che ha chiamato “sorci abbrustoliti” i militari USA, una che ha messo il banner di bruciare la bandiera di Israele, una che si dispiace che Borghezio sia sopravvissuto al pestaggio, una che posta “San Stragista prega per noi” senza sapere nulla delle persecuzioni anticristiane in Indonesia … e chissà quanto altro ancora !

    Cara Miss Valent, chi semina vento raccoglie tempesta !!!

    by

    David _ Ritvanarium

    David/Ritvanarium

  48. daciavalent says:

    Fabrizio,

    rispondevo ad una domanda di Miguel.

    Non mi pare una provocazione, è semplicemente un uso sconsiderato di un’informazione reperibile in rete (anche da me, se è per quello) usata per fare del male a me.

    Che poi me ne faccia, è tutt’altro discorso.

    Dacia Valent

  49. daciavalent says:

    Babs,

    con me se a prendono per un unico motivo: sono un essere non solo superiore, ma anche soprannaturale.

    Dacia Valent, World Administrator, God’s First Daughter, Worldwide Mistress, The Soul’s Redemptress, Lan Manager’s Nightmare, Bill Gate’s Personal Consultant, Steve Jobs’s Personal Muse, Weather Maker, Phd.

  50. daciavalent says:

    Davide,

    sai che se un giorno imparerai a leggere saprai anche scrivere?

    Dacia Valent

  51. utente anonimo says:

    Dacia,

    ho l’impressione che visto il tema del post e quello che hai scritto sul processare le intenzioni ti stiano provocando per nel cercare di farti tenere il comportamento, da condanna delle intenzioni, che reputi non giusto.

    Approffittando di una situazione “limite”

  52. utente anonimo says:

    l’autore del post 53 mi sembra l’unica persona intelligente del blog

    castruccio

  53. utente anonimo says:

    scusa Dacia, ho dimenticato la firma

    53

    fabrizio

  54. utente anonimo says:

    yes Miguel, la comunità musulmana stà pagando un prezzo altissimo x qualcosa di cui non é colpevole. I muslims smaliziati dovrebbero prendere un chiaro distacco da organizzazioni che più che risolvere i problemi portano orrore. Si dice che in Iran non c’é libertà; vero e falso nello stesso tempo. Vero da un punto di vista occidentale dove libertà é la ‘loro libertà’ ristretta, falso perché tale affermazione non considera che la società iraniana é da millenni rivolta alla conoscenza della dimensione spirituale da Zoroastro a Sohravardi a Shaykh Khan Kermani, per non parlare del poeta Hafiz e di Rusbean, si é quindi in un clima di terra celeste e teosofia per cui non possiamo pretendere che in un lampo si gettino a copiare l’occidente!!!!Certo la gioventù iraniana vuole essere più libera ma nello stesso tempo non vuole perdere la grandezza della propria civiltà.Non bisogna mai tradire se stessi. Quello che agli occidentali fa comodo non capire e non vedere é che Islam é un altissimo livello di civiltà. L’ Islam ha reso gli uomini e le donne felici con bellezza raffinatezza e comunione. In questo secolo di incontro-scontro le società islamiche sono prese d’assalto all’interno e all’esterno……non é facile… ciao wadhuda….ops!!!!!!!

  55. utente anonimo says:

    Ancora sul Maccartismo.

    Ai coniugi Rosemberg, tra l’altro ebrei, andò anche peggio.

    A.M.

  56. daciavalent says:

    Non so chi tu sia, # 53, io non condanno un bel nulla.

    Per me possono organizzarsi in un culto degli assassini di Giacomo, sono fatti loro.

    Le questioni sono due, prò:

    a) l’uso dei loro nomi è così evidentemente inutile nell’economia del dibattito in corso che non riesco a trovare altre spiegazioni.

    b) Miguel aveva (implicitamente) chiesto chi fossero Moreno e Palladino e io gli ho risposto.

    Tutto qui.

    Dacia Valent

  57. utente anonimo says:

    Non hai capito, pazienza

    fabrizio

  58. utente anonimo says:

    In pratica (facendo la tara ai soliti ‘eufemismi’ migueleschi), queste persone sono americani coinvolti, a vario titolo, nell’addestramento militare in campi gestiti da nemici degli USA?

    Beh, da che guerra è guerra, i traditori del proprio Paese si fucilano alla schiena: troppo garantisti, ‘sti americani.

    Zib

  59. Miguel, è colpa tua. sei tu che hai titolato il post: il giorno del giudizio.

    Adesso i gironi infernali stanno vomitando fuori tutti i loro clienti e te li sbattono qua sui commenti.

    anche se ho intravisto un raggio di sole….

  60. metoikos says:

    Non c’entra niente forse, ma tanti auguri Miguel!

    Imed Mehadheb (Tunisia)

  61. kelebek says:

    Per A.M. n. 55

    Certo, sui coniugi Rosenberg hai ragione.

    Non volevo affatto sottovalutare ciò che è successo in quegli anni; volevo solo dire che adesso la situazione è per molti versi peggiorata.

    Quando ho scritto, avevo in mente specificamente il maccartismo, cioè i lavori del sottocomitato del senato che iniziarono nel 1953, due anni dopo la condanna a morte dei coniugi Rosenberg.

    Poi è vero che le due cose – il lavoro di Joseph McCarthy e la condanna a morte dei coniugi Rosenberg – fanno parte di un unico clima storico.

    Miguel Martinez

  62. kelebek says:

    Chiedo scusa a Dacia di aver lasciato passare il commento che adesso porta il numero 38.

    Ormai resta, visto che ha innescato una serie di commenti e chiarimenti.

    Miguel Martinez

  63. kelebek says:

    Grazie, Imed (n. 60)

    Miguel Martinez

  64. kelebek says:

    Come ho già pazientemente precisato, i commenti di Castruccio non sono benvenuti qui: li vada a scrivere su http://nazinegri.ilcannocchiale.it.

    Ho cancellato quindi un commento di Castruccio, in cui precisa – come è suo diritto – di non essere l’autore del commento n. 38, come forse poteva sembrare dalla risposta di Dacia al n. 42.

    Le altre considerazioni che Castruccio fa nello stesso commento sono irrilevanti.

    Miguel Martinez

  65. daciavalent says:

    Miguel,

    niente scuse, fratello. Per essere rilevante, il commento deve provenire da qualcuno che stimo o a cui riconosco una qualche – seppure infima – qualità.

    Dacia

  66. kelebek says:

    Per Zib n. 58

    No.

    Alcune di queste persone hanno visitato (senza addestrarvisi) centri legati a un movimento che non era affatto in conflitto con gli Stati Uniti; un movimento promosso alla luce del sole da un alleato degli Stati Uniti (il Pakistan), ma che combatteva un altro alleato degli Stati Uniti (l’India).

    Un movimento che all’epoca non era inserito in alcuna lista di nemici degli Stati Uniti.

    Miguel Martinez

  67. PinoMamet says:

    Zib num. 58:

    scrivi:

    “In pratica (facendo la tara ai soliti ‘eufemismi’ migueleschi), queste persone sono americani coinvolti, a vario titolo, nell’addestramento militare in campi gestiti da nemici degli USA?

    Beh, da che guerra è guerra, i traditori del proprio Paese si fucilano alla schiena: troppo garantisti, ‘sti americani.

    Zib”

    dicendo varie inesattezze.

    Non credo che attualmente l’Italia preveda la pena di morte per i traditori in tempo di guerra; ma semplifichiamo e ammettiamo che sia così, come è sempre stato, come dici tu, “da che guerra è guerra”.

    Bene: io non so se quelli che ha scritto Miguel siano tutti “eufemismi”, però ci vedo:

    -una condanna a un tale che ha sostenuto che bisognerebbe sostenere l’Afghanistan anzichè gli Stati Uniti: come se nell’America del ’41 un italoamericano, in conversazioni private, avesse detto che preferiva Mussolini- lo avrebbero condannato all’ergastolo? Non credo.

    Inoltre come vedi, qui il tradimento in senso militare (soldato dell’esercito A che passa all’esercito B) non c’entra proprio niente.

    -condanna a un tale che è andato in un campo paramilitare all’estero PRIMA che gli organizzatori del campo fossero dichiarati “organizzazione terroristica”- quindi se tra due anni il “Camp Meir Kahane” linkato da Miguel fosse dichiarato illegale, tutti i suoi partecipanti dovrebbero finire in galera?

    Faccio notare che Meir Kahane ha fondato il Kach, fuorilegge nello stesso Israele.

    (vorrei vedere se uno fondasse un “Camp Curcio” o “Fioravanti” in Italia, ma transeat)

    In ogni caso, neppure stavolta abbiamo il tradimento nel senso in cui dici tu, quello della fucilazione;

    -una condanna a un tale che ha spedito della palle da paintball, anche questa altrettanto assurda quanto potrebbe essere la condanna al fornitore di pantaloni mimetici al Camp Meir Kahane.

    E anche questa ben difficilmente configurabile come “tradimento militare”.

    Inoltre, sono ancora curioso di sapere dov’è la famosa guerra: in una guerra si combatte in due e i prigionieri avversari sono appunto prigionieri di guerra, qui una parte (gli USA) combattono contro chi di volta in volta gli pare (Afghanistan, Iraq, Al Qaeda) e trattano i prigionieri in maniera contraria ad ogni convenzione.

    Ciao.

  68. PinoMamet says:

    Zib

    vedo che Miguel ti ha risposto prima, più brevemente e meglio.

    Miguel, se ti va, sentiti perciò libero di cancellare il mio commento, visto che vedo hai già abbastanza casini sul blog ultimamente :-) e non voglio accrescere la confusione!

    Ciao!

  69. kelebek says:

    Per PinoMamet n. 67

    Non mi sogno di cancellare le ottime cose che hai scritto :-)

    Mi viene in mente il caso di P.G. Wodehouse, il famoso umorista inglese, che fu internato dai tedeschi quando conquistarono la Francia. I tedeschi poi lo liberarono e gli fecero fare dei programmi radio in lingua inglese (senza contenuto politico).

    Dopo una breve inchiesta, gli inglesi stabilirono che Wodehouse non era un traditore.

    Iva Toguri D’Aquino, cittadina statunitense di origine giapponese che si trovava a Tokyo all’inizio della Guerra, fece trasmissioni in lingua inglese alla radio; dopo la guerra, fu condannata a 10 anni di carcere, ma rilasciata dopo 6 anni e ufficialmente perdonata nel 1977.

    Il caso storico che somiglia di più a quello attuale fu il “sedition trial” di una trentina di cittadini statunitensi accusati di simpatizzare per Hitler durante la guerra (ma anche qualche semplice critico del governo); durante il processo, le accuse vertevano soprattutto sulle opinioni degli imputati. Comunque il processo si concluse con un nulla di fatto.

    Ci furono all’epoca anche arresti di alcune centinaia di neri americani, accusati di simpatie filo-giapponesi: Robert Jackson dell’Ethiopian Pacific League fu condannato a 10 anni di carcere.

    Ovvia la differenza tra una guerra mondiale con decine di milioni di morti, e un unico attentato – per quanto di risultati notevoli – compiuto da un gruppo di giovani con dei coltellini.

    Eppure, il comportamento statunitense sembra assai diverso oggi rispetto ad allora.

    Miguel Martinez

  70. utente anonimo says:

    Pino: “come se nell’America del ’41 un italoamericano, in conversazioni private, avesse detto che preferiva Mussolini- lo avrebbero condannato all’ergastolo? Non credo.”

    Beh, se non ricordo male, migliaia di cittadini americani di origine giapponese, dopo Pearl Harbor (e senza che avessero proclamato la loro fedeltà a Hirohito) furono internati nei campi, sorte che toccò pure (con trattamenti peggiori) ai civili inglesi e olandesi catturati dai giapponesi nel Sud-Est asiatico.

    Come dice giustamente Miguel, quella fu una guerra mondiale con milioni di morti e non si guardava troppo per il sottile.

    Però, se si esclude appunto Pearl Harbor, il suolo americano non fu mai toccato dai combattimenti. E Pearl Harbor fu comunque un’azione di guerra, compiuti da soldati con divise e insegne: chi avesse compiuto o collaborato ad atti anche meno gravi di 9/11, all’epoca, sarebbe stato fucilato lì per lì come spia e sabotatore.

    PS: pare che almeno Julius Rosenberg fosse effettivamente una spia, ma giusto per la cronaca, non m’interessa riaprire qui il caso.

    Zib

  71. utente anonimo says:

    Mi pare poi che sfugga il punto fondamentale: volete essere trattati da soldati? cominciate a comportarvi da soldati.

    Ricordatevi che Ginevra non era solo la moglie un po’ zoccola di Artù e che non vale solo per americani e israeliani.

    Vi comportate, viceversa, da tagliagole un tanto al chilo? E’ giusto che vi trattino come tali. Se non rispettate nessunissima regola, non potete pretendere che gli altri le rispettino con voi.

    Detto questo, non mi formalizzo troppo sui dettagli, per cui i talebani, ad esempio, che combattono sulla/per la loro terra, hanno diritto ad essere trattati da prigionieri di guerra anche se non sono un esercito con tutti i crismi: finché non si mettono a fare i tagliagole stile AlQaeda, appunto.

    Zib

  72. utente anonimo says:

    #70

    “Beh, se non ricordo male, migliaia di cittadini americani di origine giapponese, dopo Pearl Harbor (e senza che avessero proclamato la loro fedeltà a Hirohito) furono internati nei campi, sorte che toccò pure (con trattamenti peggiori) ai civili inglesi e olandesi catturati dai giapponesi nel Sud-Est asiatico.”

    Ricordo che anche l’italiano Fosco Maraini quando viveva in Giappone fu internato con la famiglia in un campo di concentramento durante la seconda guerra mondiale per non aver espresso fedelta’ alla Repubblica di Salo’.

    Pero’ e’ verissimo anche quanto dice PinoMamet #67:

    “Inoltre, sono ancora curioso di sapere dov’è la famosa guerra: in una guerra si combatte in due e i prigionieri avversari sono appunto prigionieri di guerra, qui una parte (gli USA) combattono contro chi di volta in volta gli pare (Afghanistan, Iraq, Al Qaeda) e trattano i prigionieri in maniera contraria ad ogni convenzione.”

    In tempi di guerra i cittadini che vivevano in un paese dichiarato nemico venivano richiamati in patria o fuggivano essi stessi o comunque sapevano cosa li aspettava se sostenevano apertamente la parte nemica, o vivevano in clandestinita’, o diventavano spie, e via dicendo…

    Oggi invece regna l’ipocrisia, si vuole continuare a mantenere i rapporti “utili” con questi paesi ma indebolirli e controllarli politicamente ed economicamente, si vuol continuare a dare i diritti di cui l’occidente va fiero a tutti gli immigrati per poi rivoltarsi contro di loro quando piu’ fa comodo senza che ci sia una guerra contro la loro nazione, ma solo contro le loro presunte e potenziali idee condivise da un gruppo terroristico senza cittadinanza che agisce su scala mondiale in maniera arbitraria con connessioni tutte da accertare, finanziamenti chissa’ da quali e quante fonti, reti che si intrecciano con movimenti nazionalisti e indipendentisti che con l’America (o l’Occidente in generale) in se’ hanno a volte poco o nulla a che fare. Insomma si e’ giunti a un gran minestrone di idee, disinformazioni, paure, prevenzioni che chiunque ha ancora un minimo di buon senso capisce che non portera’ da nessuna parte, certamente non risolvera’ mai il problema, anzi lo ha prima “ampliato” su scala mondiale e poi peggiorato.

    Mi chiedo a chi tocchera’, una volta finite le purghe contro le “cattive intenzioni” dei cittadini di fede islamica, forse a chiunque non dichiara fedelta’ all’Occidente, questo marasma di contraddizioni che si definisce Occidente, o a chiunque scrive su questo blog.

    Mi chiedo quante altre liberta’ ci toglieranno ancora e cosa bisognera’ fare per ottenere della vera informazione.

    Mi chiedo dove sono gli intellettuali che dovrebbero “illuminarci” attraverso cio’ che la storia dovrebbe averci insegnato.

    Mi chiedo dove e’ finita l’umilta’ di riconoscere i propri errori ed imparare da quelli o da chi ce ne mostra tutte le storture da essi derivate.

    Ora mi chiedo anche dove ci sia piu’ liberta’, rispetto per gli altri e sicurezza: se nell’occidente democratico, liberale e progressista o nell’oriente disciplinato e dittatoriale in via di “sviluppi” spero diversi dai nostri.

    Ciao

    Pat

  73. utente anonimo says:

    “i lombardi non hanno mai tirato fuori i fucili

    ma per farlo c’è sempre la prima volta”

    cosa prevede la legislazione italiana per frasi di questo genere?

    ff

  74. kelebek says:

    Per ff n. 73

    “cosa prevede la legislazione italiana per frasi di questo genere?”

    Un seggio in parlamento.

    Miguel Martinez

  75. kelebek says:

    Per Zib

    “Mi pare poi che sfugga il punto fondamentale: volete essere trattati da soldati? cominciate a comportarvi da soldati.”

    Hai ragione.

    Giocare a paintball, senza nemmeno sparare un colpo vero, non è un comportamento da soldati.

    Miguel Martinez

  76. utente anonimo says:

    Gli usa sono un paese del caz. si sa, ma comunque queste tecniche di guerra civile non sono nuove ma tramandate da 60 anni di ‘war on drugs’. Negli usa puoi comprare riviste come ‘high times’ che spiegano per filo e per segno con tanto di foto come coltivare 1 milione di dollari di marijuana, ma se poi ti trovano in casa oltre alla rivista anche una legalissima lampada per orticoltura ti becchi 20 anni di intento a produrre e distribuire droga. Col patriot act poi hanno fatto tombola.

  77. utente anonimo says:

    A proposito di file scaricati da internet, m’

  78. utente anonimo says:

    Per Miguel 74: forse ti confondi con qualche dittatura araba o latinoamericana. La legislazione italiana non prevede seggi riservati in Parlamento per nessuno, tranne gli ex Presidenti della Repubblica: tutti gli altri vengono eletti dal popolo, che vota Bossi che ciancia di fucili (senza aver mai sparato un colpo né essersi addestrato a farlo: alla bufala delle ‘camicie verdi’ mi sa che non ci crede più nemmeno Papalia), invece di Martinez che plaude all’eventuale gambizzazione dei preti berlusconiani che offendano il suo senso estetico.

    Che vuoi farci, è la democrazia, bellezza.

    Zib

  79. utente anonimo says:

    Giocare a paintball in Virginia (o nel Varesotto) è da semplici pirla, giocare ai piccoli talebani in Afghanistan (anche col paintball) no. Neppure in un esercito vero, all’inizio, ti fanno sparare col fucile: le munizioni costano. E arruolarsi in un’organizzazione armata (esercito o banda terroristica che sia) vuol dire accettare di farne parte e di subirne le conseguenze, anche se non si ha ancora partecipato a combattimenti veri. Ecco perché i neobrigatisti il cui ‘inutile coraggio’ Miguel ammira stanno, giustamente, in galera, anche se sono talmente pirla da non riuscire neppure a scassinare un bancomat.

    Zib

  80. Ho visto gente che si allenava a tirare bombe a mano giocando a pallavolo

  81. utente anonimo says:

    Bossi che ciancia di fucili (senza aver mai sparato un colpo né essersi addestrato a farlo: alla bufala delle ‘camicie verdi’ mi sa che non ci crede più nemmeno Papalia),

    maria

    interessante , quando Bossi parla di fucili “ciancia” soltanto, quando invece qualcuno ciancia a caso magari con un pennarello si versa un indignato fiume d’inchiostro e se si becca son dolori, per non parlare di quelli che non cianciano e non parlano ,e sono comunque beccati alla grande come quei tre islamici di anzio del tutto innocenti.

    Caruso ha detto una bischerata notevole a proposito del povero Biagi ma mi chiedo cosa sarebbe successo se avesse parlato di possibile rivolta con fucili che so’ dei precari, il finimondo certamente…

    maria

  82. utente anonimo says:

    Maria, grazie per aver ricordato Caruso, la cui presenza in Parlamento è un altro Mistero Doloroso della democrazia.

    Però le sue mi sembrano meno ‘ciance’ (anche se lui conta meno di Bossi) perché:

    -non ha fatto riferimento a ipotesi improbabili di rivolte future, ma ha dato di ‘assassini’ a dei giuslavoristi, quando invece in Italia, da qualche tempo a questa parte, i giuslavoristi vengono assassinati, o rischiano di esserlo (mentre invece nessun giudice è mai stato impallinato dai leghisti, neppure quando Bossi ricordava che le pallottole costavano poco);

    -gli assassini (effettivi o potenziali) di giuslavoristi vengono dalla sua area politica di riferimento (centri sociali e racaille varia).

    Zib

  83. utente anonimo says:

    Zib

    Non ho mai avuto particolari simpatie per caruso e più in generale per quelli che si fanno eleggere in parlamento malgrado la loro idea di lotta politica e culturale ne sia lontanissima, ma tuttavia portavo il suo esempio per dirti che esistono sempre due pesi e due misure, non per dire che caruso è una vittima, ma per dire che lo sdegno anche quando é a buon mercato ,viene declinato in modo differente a seconda delle situazioni e dei personaggi.

    Certo a differenza di te io penso che sia Caruso che Bossi, in fondo, lasciano il tempo che trovano, in entrambi i casi si tratta soltanto di parole, fumo negli occhi per mantenere il proprio piccolo o grande potere, mentre nell’esempio che citavo nel mio post e che tu non hai ripreso, si trattava di fatti….inventati!

    maria

  84. utente anonimo says:

    Maria, nemmeno io penso che Caruso andrà mai di persona a sparare a nessuno: dicevo però che dalla sua area politica le pallottole vere (non solo verbali come quelle di Bossi) sono già arrivate e altre erano in arrivo, proprio verso i bersagli che, di fatto (se poi nemmeno se ne rendeva conto, forse è perfino peggio), indicava lui.

    Zib

  85. PinoMamet says:

    Per Zib num.79

    non conosco nessuno che gioca a paintball, conosco invece dei ragazzi che giocano a softair; è vero che non lo fanno nel Varesotto o in Virginia, però non mi sembrano “semplici pirla”.

    Detto questo, facciamo che sono d’accordo con te: quando lo Stato A e lo Stato B sono in guerra, un cittadino di A che si rechi a B per ricevervi addestramento militare, anche se l’addestramento consistesse poi a giocare a tressette, compie qualcosa di punibile.

    Peccato che nessuno dei casi riportati da Miguel sia come questo descritto.

    Ci sono invece:

    - cittadini di A che si addestrano in A (o forse non si addestrano ma giocano solamente, boh!) e hanno simpatie per B: un po’ poco per beccarsi l’ergastolo (Masoud Ahmad Khan);

    cittadini che hanno, alla prova dei fatti, solo simpatie per B e non si sono macno addestrati: un po’ poco per un ergastolo+settant’anni (Ali al Timimi);

    -cittadini che si sono addestrati nello stato C, alleato di A, con l’organizzazione X, all’epoca “incensurata” anzi in odore di amicizia con A, un po’ pochetto anche per soli dieci anni (Sabri Benkhala);

    -un tale che ha mandato nello stato C, alleato di A, delle attrezzature sportive, ma che, avendo la gravissima colpa di nutrire qualche simpatia per B, si becca lo stesso quindici anni (Ali Asad Chandia).

    C’è una certa differenza con quanto dici tu, che da quello che ho capito è più o meno così: un cittadino britannico che, dopo lo scoppio della guerra, va ad addestrarsi nei boschi della Sassonia per fondare una guerriglia nazista in Galles.

    Ciao!

  86. kelebek says:

    Per Zib n. 71

    “Detto questo, non mi formalizzo troppo sui dettagli, per cui i talebani, ad esempio, che combattono sulla/per la loro terra, hanno diritto ad essere trattati da prigionieri di guerra anche se non sono un esercito con tutti i crismi. “

    Non ho dubbi che tu i prigionieri talebani li avresti trattati correttamente. Purtroppo non sono finiti in mano a te, bensì in mano agli americani:

    http://www.informationclearinghouse.info/article3267.htm

    Miguel Martinez

  87. utente anonimo says:

    A parte che lo stesso post di Miguel parla di gente che è andata a giocare al mujahid in Afghanistan, il governo pakistano è sì un alleato degli USA, ma questi qua non sono mica andati ad arruolarsi nell’esercito regolare di Musharraf (i cui servizi segreti, fra l’altro, hanno appoggiato la presa del potere dei talebani). Ci sono vaste aree dove i governativi non mettono manco piede. Altrimenti, bastasse lo status di ‘alleato degli USA’ del Pakistan, neppure gli assassini di Daniel Pearl sarebbero stati terroristi, men che meno Timothy McVeigh che si addestrava su suolo americano.

    Se un tribunale civile americano ha esaminato i fatti e ha concluso che si trattava di “congiura per condurre guerra contro gli Stati Uniti d’America”, tendo a fidarmi più dei giudici indipendenti (persino quelli della Corte Suprema, tutti di nomina presidenziale, hanno dato torto a Bush su Guantanamo, semplicemente perché hanno ritenuto che avesse torto) che della mamma di uno dei condannati: si sa, i figli so’ppiezz’e core, quindi ci ha messo la foto da bambino (presumo che nelle foto recenti avesse un aspetto meno rassicurante), si è lamentata dei pregiudizi della stampa ma poi non si è fatta intervistare dalla stampa (giusto per potersi lagnare preventivamente), poi ha raccontato che sì, effettivamente ci sono dei testimoni contro suo figlio che raccontano una storia divesa, ma uno (che pure lo conosce bene) mente ma non si sa perché, gli altri sono manipolati…

    http://tinyurl.com/3clhdk

    Se chiedete alla mamma della Franzoni, anche lei vi dirà che la sua ‘bambina’ non ha fatto niente di male.

    Zib

  88. utente anonimo says:

    ué, calmi tutti!

    in questo blog gli strani sono solo quelli che non mangiano maiale, il paintball è un’attività ricreativa innocente e pure molto divertente!

    :-)

    roberto

  89. utente anonimo says:

    Non mi pare ci sia da stupirsi: se in Italia è lecito ingabbiare la gente perché si addestrava a pilotare 747 a mezzo video illustrativi, gli Stati Uniti avranno pure il diritto di incarcerare i wannabe guerriglieri che si preparano con il paintball.

  90. utente anonimo says:

    L’autore del commento 89 sono io.

    K.

  91. utente anonimo says:

    Per Miguel #86: che c’entrano gli americani? Loro i prigionieri li hanno consegnati tutti interi, ai fieri e nobili mujaheddin. I quali, in ossequio alle loro antiche tradizioni di ospitalità, quando si ritrovano qualche vagonata di prigionieri talebani, organizzano delle simpatiche gare di sopravvivenza: così, per fargli passare il tempo. Come quando gli iracheni col senso della famiglia sgozzano i cristiani coreani, hai presente?

    Zib

  92. utente anonimo says:

    Miguel, non vale! #97 ha messo la mia foto e tu non gli dici nulla?! ;-)

    Zib

    PS: quell’altro in bianco e nero invece non mi somiglia per niente: non so chi è Ritvan, non so com’è fatto lui, ma io sono decisamente più figo.

  93. kelebek says:

    Per Zib n. 97

    Non ho dubbi che tu sia meglio dei nostri troll.

    Miguel Martinez

  94. PinoMamet says:

    Credo che siano stati cancellati dei commenti, perché parlate del num. 97 e io leggo solo il 93.

    Così mi sono perso la foto di Zib! :-)

    Se vi interessasse la mia, assomiglio al tipo che rema ‘a barca nella pubblicità di Dolce e Gabbana, solo più bello ;-)

    per Zib num.87

    eh ma il fatto è: per chi sono andati ad addestrarsi questi qua?

    (a parte che alcuni non si sono addestrati per niente).

    Alcuni, per qualcuno per cui all’epoca de ifatti era ok addestrarsi (allora vale il mio discorso sul Camp Meir Kahane); qualcuno per i fatti suoi in Virginia (ma allora vale il mio discorso sul mio vicino di casa e il mio studio delle arti marziali);

    qualcuno non si è addestrato per niente.

    Rimane il fatto che possano aver complottato contro gli Stati Uniti, certo; ma a giudicare dall’entità delle altre accuse, credo che questo complotto alla fine dei conti si sia limitato a discorrere dicendo che gli Stati Uniti fanno cagare e Osama è un figo.

    Opinione discutibilissima, ma che da sola non mi pare costituire un pericolo, neanche armandola di pallette di vernice.

    Ciao!

  95. utente anonimo says:

    x l’anonimo (si fa per dire) #10.

    “Inutile aspettare il ritorno di Ritvan

    ormai è stato scoperto e si conosce anche la sua facciotta”

    Però, faccia simpatica quella venuta fuori dall’identikit: ti verrebbe voglia di dargli un buffetto carezzevole:-). Peccato che lo schizzo sembri dipinto da un pittore macchiaiolo…dai, riprovaci con un programma di fotoritocco, caro troglione!

    >ora che ogni sua menzonga è di pubblico dominio,<
    Che sarebbe la “menzonga”, la moglie di mazinga?

    >non avrà più il coraggio di manifestarsi<
    Aspetta e spera (come diceva una canzonetta di vosotros).

    Ritvan

    P.S. Sulla diatriba al riguardo delle mostruose condanne per dei giochi innocenti negli USA: gli azzeccagarbugli di serie C rottamati dalla PA italica che pontificano qui sfidando il ridicolo “dimenticano” che le categorie penali introdotte nell’Europa continentale col codice napoleonico non hanno alcun valore nella common law su cui si basa il diritto penale USA e GB.

    In quei paesi è una giuria che, dopo votazioni, esprime il verdetto con 1 o 2 parole: “colpevole” o “non colpevole”, senza tante seghe chilometriche imbrattacarte. E’ l’intima convinzione dei giurati che decide, non le astruse combinazioni e i cavilli legulei (almeno nella gran parte dei casi).

    Purtroppo, come insigni giuristi hanno costatato, quel sistema ha un grosso “tallone d’Achille”: è vulnerabile ai pregiudizi della gente comune che compone le giurie. Ne hanno fatto in passato le spese innumerevoli negri giudicati da giurie di bianchi e anche – per rimanere attaccati all’italica stirpe – un certo Sacco e un certo Vanzetti.

    In questi casi, io preferirei tribunali composti da giudici professionisti, piuttosto che dalla casalinga di Voghera e dal lattaio dell’Ohio: questi ultimo sono troppo influenzabili dalle terrificanti immagini del crollo del WTC ogniqualvolta vengano chiamati a giudicare l’Ahmed o il Mohammed di turno, trascinato in giudizio ad minchiam dal solito procuratore stronzo in cerca di notorietà.

    P.S.2 (x sdrammatizzare un pochino, visto che non possianmo far altro)

    Scambio di email fra papà Mohammed nel Texas e il figlio Ahmed, studente in Francia:

    M:”Caro figlio, il nostro bell’orto è ormai coperto di erbacce, io non ho più la forza di zappare e seminare le patate come una volta: torna, ti prego a darmi una mano”.

    A:”Caro padre, per adesso non posso tornare. Ma mi raccomando, non zappare nell’orto, sai, è per via di certe cose che vi ho nascosto e che non vorrei venissero fuori”

    ……….(un paio di giorni dopo)

    “M: Caro figlio, non immagini cos’è successo qui: abbiamo avuto l’orto invaso tutto il giorno da frotte di agenti dell’FBI, poliziotti, DEA e quant’altro. Hanno smosso ogni zolla dell’orto e alla fine se ne sono andati via bestemmiando, senza aver trovato niente, sia ringraziato Allah”.

    “A: Bene padre, le mie previsioni si sono avverate: adesso l’orto è pronto per seminarvi le patate”:-).

  96. utente anonimo says:

    Miguel

    non ricordo bene quando mai l’Afganistan è stato aggredito dagli Stati Uniti, puoi rinfrescarmi la memoria?

    Grazie

    Francesco

  97. kelebek says:

    Per Francesco n. 96

    Autunno 2001

    Miguel Martinez

  98. utente anonimo says:

    No no, io parlo di una aggressione, quella è, come sanno anche i sassi, la liberazione degli afgani dal regime, oppressivo persino per gli standard centro-asiatici, dei talebani.

    Ti pregherei di fare una certa attenzione nell’uso delle parole.

    Ciao

    Francesco

  99. PinoMamet says:

    Eh eh carissimo Francesco

    ma se io vedo che un calabrone ti sta mordendo, e per liberartene ti tiro una bella mazzata sulla testa, un pochettino ti aggredisco, via!

    Ciao!

  100. utente anonimo says:

    Ma figurati, anzi ti ringrazio pure di cuore, visto quanto sono pericolosi i calabroni.

    Francesco

    PS certo, se mi tiri una mazzata e neppure stendi il calabrone, allora o sei pirla o in malafede, ma questo credo sia un altro discorso :(

  101. utente anonimo says:

    Rif. 99/100

    In effetti, Francesco, dovresti ammettere che PinoMamet tutti i torti non li ha! Ricordo che un giorno, passeggiando in campagna, mi son trovata una zecca addosso alla felpa. Me ne sarei potuta liberare tranquillamente ma il mio fidanzato, forse vedendo la mia faccia terrorizzata, ha preso l’accendino e: Fuoco! Risultato: mi ha fatto un buco nella felpa nuova, si è vero mi ha “salvato la vita” ma insomma, Francesco, l’autodeterminazione dei popoli dove la mettiamo?

    Ciao Sardina

  102. utente anonimo says:

    Sardina

    autodeterminazione da che?

    dall’influenza straniera o dall’oppressione interna?

    io come italiano sarò anche sotto tutela usana ma non sono mai stato così libero dalla fine dell’Impero Romano d’Occidente.

    ciao

    Francesco

  103. utente anonimo says:

    Rif. 102

    Caspita, Francesco, non credevo fossi così vecchio!

    Sei fortunato: per puro caso i tuoi pensieri e il tuo modo di intendere la vita concordano con quelli di chi ti tutela (usana) o, visto l’età, di chi ti fa da badante…

    Comunque è proprio questa “tutela usana”, come tu la chiami, che mi pare una prezzo troppo alto da pagare. Insieme a una dose spropositata di paternalismo che fa arrogare a degli individui il diritto di decidere cosa è meglio per altri individui.

    E se la Liberazione l’avessero fatta i turchi?

    Ciao Sardina

  104. utente anonimo says:

    Bene allora che aspettano a liberarci dall’oppressione interna?

    Io non aspetto altro che l’Italia sia liberata dall’oppressione che ci tiene schiavi! Perche’ ci ignorano?

    Anche il Tibet si dice sia stato liberato, e pure da un esercito chiamato proprio “di liberazione”.

    Mi sfugge un po’ l’oppressione interna di cui erano vittime ma fa niente, si vede che erano “meno liberi” dei liberatori.

    Bisogna sempre imparare dagli altri come essere liberi a modo loro, ne’ vero?

    Anche se magari non l’hanno mai chiesto gliela insegnamo noi ‘sta liberta’, in modo che non se la scorderanno mai piu.

    Mi sembra un ragionamento che fila.

    Ciao

    Pat

  105. utente anonimo says:

    scusate sardinia e pat,

    ma qui da noi (cioè da voi) qual è il prezzo da pagare (a parte avere un macdonald puzzolente in tutte le piazze più belle d’italia) e dov’è l’oppressione interna?

    roberto

  106. utente anonimo says:

    Roberto

    non fare domande di sostanza quando ti fanno rilievi di forma!

    Insomma, se per essere qualificati liberatori basta dichiararsi tali, cosa sarà mai la differenza tra essere invasi dagli USA ed esserlo dalla Repubblica Popolare Cinese? Anzi, per restare in terra padana, dalla Wehrmacht?

    Francesco

  107. utente anonimo says:

    I miei volevano essere esempi estremi di come si fa spesso abuso della parola liberta’, di come puo’ essere diversa la percezione dell’oppressione, e di come quindi farsi portatori di liberta’ presso popoli e sistemi completamente diversi dal nostro, con la certezza che diventino come il nostro e’ un’assunto sbagliato, come e’ sbagliato partire con la certezza che il nostro sia comunque il sistema migliore, e che la conseguenza del nostro intervento sia l’acquisizione effettiva della liberta’.

    Innanzi tutto la nostra liberta’ e’ molto “relativa”, certi diritti non vengono rispettati neanche da noi, per non parlare del lavaggio del cervello dai media che insistono nel farci credere che viviamo nel migliore dei sistemi possibili, mentre sempre piu’ persone fanno fatica ad adeguarvisi. La nostra oppressione interna era riferita a tanti fenomeni del nostro attuale sistema: la “casta” politica coi suoi privilegi intoccabili, il precariato che sta opprimendo e “schiavizzando” tantissimi giovani, i sempre piu’ frequenti casi di negazione di diritti fondamentali, come anche riportati in questo blog, e tante altre cose che ci pongono in uno stato di semi-liberta’ secondo me molto diverso da quello descritto dalla retorica.

    In Afghanistan, come per il Tibet, si e’ fatta una gran propaganda (nel primo caso dagli Occidentali, nel secondo dai cinesi) partendo dall’assunto che quei popoli vivevano in sistemi e condizioni arretrate rispetto ai “liberatori”.

    Noi siamo stati plasmati all’idea che le donne afghane vivevano in condizioni di semi-schiavitu’, la retorica cinese nella conquista del Tibet ed anche del Xinjiang si e’ basata sul fatto che questi territori avevano bisogno di essere liberati da un sistema economico-sociale di stampo feudale.

    Addirittura nei libri di storia cinese, le rivolte musulmane che seguirono alla conquista Qing furono classificate come rivolte della popolazione verso il vecchio sistema oppressivo feudale, mentre furono principalmente rivolte contro l’occupazione e l’oppressione cinese.

    La conquista di questi territori viene definita dalla retorica cinese in termini di “librazione pacifica” per sottintendere che fu voluta anche dalla popolazione locale, ma sappiamo bene che non fu esattamente cosi’.

    Ora so bene che Afghanistan e Tibet sono due situazioni diverse, ma conoscendole entrambe mi viene spontaneo fare il paragone di certa retorica, la retorica dei popoli vincitori.

    Senza negare l’oggettiva presenza di situazioni di “schiavitu’” e abusi vari in cui parte della popolazione afghana viveva, il punto e’ che questo secondo me non giustifica un intervento militare.

    E il paradosso e’ che piu’ andiamo avanti in questa guerra per la liberta’ e piu’ ne stiamo togliendo a noi stessi senza rendercene conto.

    Il punto e’ quindi anche chiedersi, dopo 6 anni di guerra al terrorismo, o esportazione della democrazia come la si voglia chiamare, quali risultati e quali miglioramenti sono stati raggiunti (io non ne vedo). Il punto e’ anche il fatto che imponendo la nostra idea di liberta’ e di democrazia con la forza, stiamo togliendo loro la liberta’ di sviluppare un proprio modus vivendi in base alla loro storia, societa’, etc. cosi’ diverse dalla nostra.

    Ma la storia si sa la scrivono i popoli vincitori e il punto di vista di quelli “liberati” viene ignorato.

    I nostri giornali riportano in prima pagina le notizie dei soldati Usa, britannici etc. uccisi in Iraq o in Afghanistan, ma alle stragi della popolazione civile e’ dato sempre molto meno rilievo, perche’ dobbiamo necessariamente condividere l’ottica dei “vincitori”.

    Queste guerre (Afghanistan ed Iraq) secondo me stanno assumendo caratteri sempre piu’ grotteschi anche perche’ a differenza del passato oggi esiste una maggiore informazione “alternativa” con la quale il “pubblico” volendo riesce a formarsi piu’ facilmente un’opinione critica personale non necessariamente in linea con le versioni ufficiali dei fatti.

    Tutte queste considerazioni mi sono venute in mente leggendo Francesco che afferma con assoluta certezza che la guerra in Afghanistan e’ stata per la liberazione da un regime oppressivo.

    Mi chiedevo semplicemente in quanti altri casi della storia e’ stata usata la stessa giustificazione che poi si e’ rivelata fasulla. Magari gli inglesi che occuparono l’India avranno giustificato la loro presenza li’ allo stesso modo, poi si sa che la vera liberazione pacifica gli indiani se la sono dovuti fare per conto loro.

    Riassumendo: sono molto scettica nell’abbracciare la retorica in corso in queste guerre, almeno non prima di vederne gli effettivi risultati che poi riveleranno anche gli effettivi obiettivi di tali interventi. Inoltre tale retorica si basa su di una sublime ipocrisia, visto che anche da noi esistono varie forme, diverse, di oppressione.

    Ciao

    Pat

  108. utente anonimo says:

    Roberto, vuoi che ti parli delle basi militari qui in Sardegna?

    Ciao Sardina

  109. utente anonimo says:

    il consiglio di francesco è ottimo, ma io sonotestardo più di un burriccu. e quindi

    si sardina,

    sarebbe un buon inizio, perchè non ho capito bene che vuoi dire (comunque in generale io sono dell’idea “paghiamoci noi una bella difesa europea e buttiamo gli yankee a mare”) …

    pat (ma forse anche sardina è interessata),

    questa è la squenza di post:

    francesco: “siamo più liberi sotto la tutela usana che nei duemila anni seguenti”

    pat: “Bene allora che aspettano a liberarci dall’oppressione interna?”

    roberto: “che intendi per oppressione interna?”

    pat: “la nostra liberta’ e’ molto “relativa”, certi diritti non vengono rispettati neanche da noi (…)”

    ****

    ripeto la domanda: **in che senso la nostra libertà è relativa?** certo non sono libero di picchiare francesco, né di bruciare il gommone di ritvan (me ne farò una ragione), ma in cosa l’ombrello di protezione usano limita la mia libertà?

    o meglio ancora: prendi un paese che non sia sotto il giogo stelle e strisce: che libertà hanno lì che io non ho?

    roberto

    roberto

  110. utente anonimo says:

    si sardina,

    sarebbe un buon inizio, perchè non ho capito bene che vuoi dire (comunque in generale io sono dell’idea “paghiamoci noi una bella difesa europea e buttiamo gli yankee a mare”) …

    mariA

    intanto si potrebbe evitare di ampliare le basi esistenti, vedi Vicenza, di cui non riesco a vedere la motivazione, poi opporsi al cosiddetto scudo stellare di cui è difficile capire il senso, noi europei da chi ci dobbiamo difendere, e perchè posto che lo si debba fare ,lo dobbiamo fare con gli Stati uniti sulla falsariga di un assetto geopolitico che non esiste più?

    A cosa serve un sito missilistico nel cuore dell’Europa e perchè dobbiamo esportare la democrazia secondo le decisioni degli usa, in paesi che non ci hanno fatto nulla e dove per ora le cose vanno peggio di prima?

    Forse tutto questo perchè siamo in balia politica degli Usa, la nazione più potente del mondo e per ora senza concorrenti. Questa egemonia non è senza conseguenze sullo stile di vita, sulle scelte economiche e culturali, quando si parla di oppressione interna forse ci si vuole riferire a questo stato di cose che a volte sembra obbligato!

  111. utente anonimo says:

    “in quanti altri casi della storia e’ stata usata la stessa giustificazione che poi si e’ rivelata fasulla”

    qui la risposta è facilerrima: moltissimi casi.

    solo che si da il caso che noi si viva in uno degli altri casi, quelli in cui la giustificazione (e pure ex post) è vera.

    gli italiani sono liberi dal 1945 perchè sono stati invasi dagli Alleati occidentali.

    i polacchi sono liberi dal 1989 perchè gli invasori russi/sovietici sono stati sconfitti e se ne sono andati.

    se questo fatto non interessa, allora la discussione è inutile.

    se questo fatto sussiste, allora si può ben discutere di come la libertà possa declinarsi in Afganista, certi che non sarà uguale a quella di Londra o Tokyo e altrettanto certi che non avrà la faccia del Mullah Omar.

    Francesco

    PS was ist ein burriccu?

    PPS le basi USA in Sardegna le ho volute io, cara Sardina, non dare le colpe ad altri.

  112. utente anonimo says:

    x 110

    “a volte sembra obbligato”, poi la ciucca passa e si torna lucidi.

    ecco, quando sento gente lamentarsi o di essere libera o di quello che faccio io con la mia libertà un pochino mi girano.

    Francesco

  113. utente anonimo says:

    Non mi sono lamentata di essere libera, leggi bene; ho parlato di egemonia americana che influenza i costumi , la cultura e l’economia europea, per ora non del tutto, grazie al cielo!

    la n. 10

  114. utente anonimo says:

    burriccu = asino (in qualche dialetto sardo).

    non so se i sardi usino quell’espressione ma in francese testardo come un asino si dice “têtu comme une bourrique”

    roberteddu

    ps rispondo più tardi a maria

  115. utente anonimo says:

    Ahi! Roberteddu il sardo non è un dialetto ma una lingua con delle varianti. In campidanese si dice burriccu, ma che mi ricordi non si cita per la testardaggine ma per un’altra faccenda che ha a che fare con le fregature.

    L’Italia ospita, mio malgrado, molte basi militari usa ma il primato spetta alla Sardegna che ne ha il 66% sul totale nazionale. Ti rimando al pezzo che Antonella Randazzo ha scritto su http://www.disinformazione.it.

    Comunque se non avessi tempo o voglia di leggerlo credo che, ad esempio, sia emblematico il caso del Cermis del 1998.

    Io sono convinta che ci sia stata un’ ingerenza americana o quanto meno un’interferenza nella vita politica del nostro Paese. Semplicemente perchè così ha fatto, l’America, con altre nazioni. Per ricercare il proprio equilibrio politico? Perché era necessaria una strategia della tensione? Fatto sta che dopo oltre sessanta anni ce li abbiamo ancora sul groppino…

    Cosa diresti se un tuo amico fosse venuto a casa tua per mettere in fuga dei ladri e dopo, che so, dieci anni fosse ancora lì e avesse messo il suo letto nel tuo salone, proprio al centro, sostenendo che quella è la posizione migliore per sventare altre rapine e giocando con un arma ti avesse fatto fuori qualche parente?

    Sardina

  116. utente anonimo says:

    >Cosa diresti se un tuo amico fosse venuto a casa tua per mettere in fuga dei ladri e dopo, che so, dieci anni fosse ancora lì e avesse messo il suo letto nel tuo salone, proprio al centro, sostenendo che quella è la posizione migliore per sventare altre rapine e giocando con un arma ti avesse fatto fuori qualche parente?

    Sardina<

    Ehmmm…vedo che il paragone ad minchiam dello Stato con la casa viene preso in prestito agli xenofobi quando fa comodo:-)

    Cara Sardina, non mi stancherò mai di ripetere che uno Stato non è equiparabile ad una casa (intesa come abitazione privata). Altrimenti avrebbero ragione i mei troglioni personali ad esigere da me l’avallo servile di ogni loro castroneria, visto che loro in Italia sono “i padroni di casa”.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. L’esistenza di basi usane in Italia non fa ipso facto di quest’ultima una succube degli USA. Lo dimostrò Craxi anni fa, a Sigonella.

  117. utente anonimo says:

    A Roberto #109,

    la mia risposta “Bene allora che aspettano a liberarci dall’oppressione interna?”

    era a Francesco: “No no, io parlo di una aggressione, quella è, come sanno anche i sassi, la liberazione degli afgani dal regime, oppressivo persino per gli standard centro-asiatici, dei talebani.” #98

    e lo stesso #104 : “autodeterminazione da che? dall’influenza straniera o dall’oppressione interna? ”

    E’ quel concetto di oppressione interna che non mi piace, quando vogliamo vederla solo presso i regimi di paesi e popoli lontani e dalla storia completamente diversa dalla nostra.

    Quanto al resto, non penso che la nostra liberta’ sia cosi’ illimitata da arrogarsi anche il diritto di sindacare su quella altrui e intervenire militarmente facendo una strage di civili e non. Penso che la vita valga piu’ di ogni altra cosa (e scusate se la frase suona un po’ Allamiana).

    Intanto come Miguel puntualmente riporta non siamo neanche tanto liberi di esprimere le nostre idee su un blog.

    Ciao

    Pat

  118. utente anonimo says:

    pat sardina e maria,

    vi devo una risposta ma per qualche giorno sarò impegnato a salvare il mondo (a meno che il mio capo non affidi la missione a qualcun altro, lo saprò fra 15 minuti).

    solo una cosa prima che sardina venga in lussemburgo a picchiarmi.

    non ho sostenuto che il sardo è un dialetto, ma che burriccu non lo dicono in tutta la sardegna* (intendevo “dialetto sardo” nel senso di “variante del sardo”)

    roberto

    * io l’ho imparato da una mia amica che ancora ride perchè mia moglie mi dice che sono “têtu comme une bourrique”

  119. utente anonimo says:

    x Pat

    quale oppressione interna in Italia?

    vero che ai tempo di Scalfaro avrei accettato molto volentieri un intervento dei marines (meglio, di una brigata meccanizzata di quelle di stanza in Germania) per essere liberato dall’infame oppressore ma in generale ce la passiamo abbastanza bene qui in Italia.

    concordo solo che tale intervento di liberazione va condotto con estrema circospezione ed adeguatissima preparazione, evitando come la peste i paesi di cultura sciovinista (mai tentare di liberare la Sardegna, per esempio) che vanno lasciati cuocere nel loro brodo, per quanto tragico.

    Francesco

  120. utente anonimo says:

    “Cosa diresti se un tuo amico fosse venuto a casa tua per mettere in fuga dei ladri e dopo, che so, dieci anni fosse ancora lì e avesse messo il suo letto nel tuo salone, proprio al centro, sostenendo che quella è la posizione migliore per sventare altre rapine e giocando con un arma ti avesse fatto fuori qualche parente?”

    Dipende molto dal quartiere in cui è la mia casa, carissima. E dal costo di comprarmi un’arma per conto mio.

    Francesco

  121. utente anonimo says:

    Rif. 118

    ‘Saggerato, Roberto, per così poco! Penso, poi, che mi converrebbe andare a picchiare Ritvan per 25 euri, compresa acqua e luce ventiquattro ore su ventiquattro. Oppure hai da proporre un’offerta migliore?

    Anzi, visto che il mese scorso sono stata a Roma avrei potuto benissimo (e dire che avevo con me anche la pattadese!…).

    Se mi fossi organizzata sarei potuta passare anche da Francesco e avrei preso due piccioni con una fava!

    Ciao Sardina

  122. utente anonimo says:

    Rif. 119

    Quella che tu chiami cultura sciovinista (da quando in qua lo sciovinismo è da considerarsi cultura?) altro non è che un sano amore per la propria nazione, che nulla toglie a ciò che può provare Maria, Barbara o tu per il luogo dove siete nati o dove sono le vostre radici. Lo considero un’arricchimento dell’individuo e non un modo per sopraffare gli altri o tediarli.

    In quanto al brodo (tragico?) ti ringrazio caldamente per aver espresso la tua posizione non interventista. Sono certa che dalle sofferenze di oggi sapremo, con le nostre forze, arrivare a un presente più vivibile ed essere migliori.

    Ciao Sardina

  123. utente anonimo says:

    A Francesco,

    per esempio l’oppresione interna della casta politica che sta allargando i suoi privilegi ed espandendo i suoi tentacoli presso mafie varie e quella degli schiavi del precariato che andrebbe bene se fosse reale mobilita’ ma che in Italia sta prendendo la forma di puro sfruttamento, con trentenni in depressione cronica perennemente alla ricerca dell’isola che non c’e', o la legalita’ che non funziona con leggi interpretabili ad personam e la guistizia che non arriva quasi mai…Poi tante altre situazioni che si stanno cristallizzando in sistemi immutabili dove chi non e’ oppressore e’ opprresso.

    A Roberto,

    se durante la tua missione trovi un po’ di tempo per venire a salvare anche me…

    sono nel mezzo di un trasloco e mi affaccio qui solo nelle pause, quindi anch’io non potro’ essere molto costante nel rispondere e poi forse non avro’ internet per un po’!

    Ciao

    Pat

  124. utente anonimo says:

    Pat

    troppo poco per mandare i marines, al massimo un governatore bavarese o catalano ;)

    Francesco

  125. utente anonimo says:

    Francesco,

    – Dipende molto dal quartiere in cui è la mia casa, carissima. E dal costo di comprarmi un’arma per conto mio. –

    Una risposta molto acuta, a mio avviso. Ecco – io direi che dopo la caduta dell’URSS il quartiere è diventato obiettivamente molto più sicuro, e che grazie all’Unione Europea quell’arma ora costa molto meno di prima.

    Insomma, ritengo ci siano tutte le condizioni per recuperare la nostra piena sovranità (cosa impossibile fino a una ventina d’anni or sono). Detto questo, se ancora non siamo riusciti a organizzare in proprio la nostra politica estera e la nostra difesa, dobbiamo criticare solamente noi stessi e non gli Yanquis. Loro fanno il loro interesse – sta a noi imparare a fare il nostro.

    Z.

  126. utente anonimo says:

    Rif. 116

    Ritvan carissimo potresti farmi l’esempio di un paragone ad figam?

    Ciao Sardina

    PS Parli così anche quando ti rivolgi a tua moglie? (tipo: non hai capito una mazza! Paragoni ad minchiam, etc…). Perchè al suo posto ti avrei già dato un’amorevole mestolata sugli incisivi, caro…

  127. utente anonimo says:

    caro Z.

    posso accusarti di

    a) ingenuità nel valutare il quartiere

    b) l’amico europeo puzza d’aglio e mangia a sbafo, preferisco quello americano. nessuno ti guarda la casa “gratis et amore Dei”?

    Ciao

    Francesco

  128. utente anonimo says:

    Rif. 118

    Tua moglie ti definisce testardo come un’asina! Forse è anche per quello che la tua amica ride tanto. Une, in francese, è articolo singolare femminile.

    Tu le potresti dire che è bella come “mendùla marigòsa” trad. Bella come una “mardorla amara” (cito S. Atzeni, scrittore) che è una definizione che ha molteplici significati…

    Sardina

  129. utente anonimo says:

    >Ritvan carissimo potresti farmi l’esempio di un paragone ad figam? Sardina<
    Non si usa il dolce antro di Venere per definire cose spiacevoli, né in albanese né in italiano. Mi hanno detto che i russi, invece, lo usano (p. es. dicono “testa di f..a”).

    >PS Parli così anche quando ti rivolgi a tua moglie? (tipo: non hai capito una mazza! Paragoni ad minchiam, etc…).<
    Ho sempre trovato sommamente ridicolo la domanda petulante da maestrina, tipo:”Ma a casa tua metti i piedi sul tavolo?”. Anche perché si rischia di ricevere la risposta finta ingenua:”Sì. E allora?”:-)

    >Perchè al suo posto ti avrei già dato un’amorevole mestolata sugli incisivi, caro…<
    E poi c’è chi si lamenta della violenza sulle donne in Italia. E chi critica il Profeta per aver autorizzato – seppur obtorto collo – nel VII secolo d.C. i mariti a dare una spolveratina alle mogliettine quando rompono troppo!

    Ciao

    Ritvan

    P.S. (serio). La franchezza e l’informalità del linguaggio fra amici (e anche i coniugi devono esserlo) mi sembra una premessa indispensabile. Ovviamente se c’è reciprocità, nel senso che se, nel contempo, impedisco a mia moglie di dirmi “hai detto una castroneria” mi meriterei la mestolata, non prima.

  130. utente anonimo says:

    129

    Ritvan tu sai quanto mi costi non lasciarti l’ultima parola ma dovrei dirti… Non mi vengono le parole… Ah, sì! Volevo dirti che non ci hai capito una mazza!

    Quando ti ho chiesto di fare l’esempio di un paragone ad figam significava che avrei voluto che mi facessi l’esempio di un paragone pertinente, intelligente, secondo il tuo modo di vedere le cose.

    In Italia si definisce “figo” qualcuno o qualcosa che è giusto, che è ok, ma tu che della lingua italiana sei padrone (senza tema di essere smentita più del 50% di noi italiani…) non lo hai afferrato, come mai?

    Ciao da Sardina la bulgara, se non ricordo male…

    PS Molto bello il commento che hai inserito sulla II° Guerra Mondiale, anche se non condivido il tuo pensiero.

  131. utente anonimo says:

    >Ritvan tu sai quanto mi costi non lasciarti l’ultima parola<
    Non sia mai, me la prendo!:-).

    >ma dovrei dirti… Non mi vengono le parole… Ah, sì! Volevo dirti che non ci hai capito una mazza!<
    Mai millantato di essere omnicomprensivo:-).

    >Quando ti ho chiesto di fare l’esempio di un paragone ad figam significava che avrei voluto che mi facessi l’esempio di un paragone pertinente, intelligente, secondo il tuo modo di vedere le cose.<
    I paragoni non si fanno a comando. Comunque, potresti andare per esclusione, ossia quelli che non risultano ad minchiam sono più o meno pertinenti.

    >In Italia si definisce “figo” qualcuno o qualcosa che è giusto, che è ok, ma tu che della lingua italiana sei padrone (senza tema di essere smentita più del 50% di noi italiani…) non lo hai afferrato, come mai?<
    Eh, colpa dei russi:-).

    >Ciao da Sardina la bulgara, se non ricordo male…<
    Ricordi bene. Ma, come già detto, “la sarda” è altrettanto efficace nei confronti del chiodo:-).

    >PS Molto bello il commento che hai inserito sulla II° Guerra Mondiale,<
    Grazie.

    >anche se non condivido il tuo pensiero.<
    Eh, lo so, in queste faccenduole amerikane è tutta questione di Fede, sorella:-)

    Ciao

    Ritvan

  132. utente anonimo says:

    Francesco #124,

    ambe’ se e’ per questo, anche in Afghanistan sarebbe bastato mandare un gruppetto di femministe, magari guidate dalla santa Santache’ (o ce fa), che i taleban sarebbero corsi a chiedere asilo politico anche agli usa!

    I marines non mi sembrano tanto efficaci e sembrano anche non aver capito bene che ci stanno a fare li’, tanto che sempre piu’ afghani dicono di voler ritornare ai vecchi “oppressori interni”, che con loro si stava un po’ meglio! (fonte: peacereporter-ma risparmiami di trovare il link che puoi verificare tu stess col motore di ricerca!).

    Ciao

    Pat

  133. utente anonimo says:

    >sempre piu’ afghani dicono di voler ritornare ai vecchi “oppressori interni”, che con loro si stava un po’ meglio!(fonte: peacereporter). Pat<
    Mi sto convincendo che forse sia il caso di accontentarli quei “sempre più”. Unico dubbio: che significa in termini di cifre “sempre più”? Che prima erano in due e oggi sono in tre? Che prima eran trecento e oggi sono quattrocento? Sai, cara, in democrazia le cifre – anche se a te fanno venire l’urticaria – contano.

    Ciao

    Ritvan

  134. utente anonimo says:

    Pat

    conosco Peacereporter … e mi astengo dall’esprimere la mia completa opinione sulla serietà di quello che scrivono.

    Dirò solo che sembrano una versione sgarruppata del Manifesto (con qualche eccezione).

    Cioè che per fanatismo ideologico non vogliono nè vedere nè capire, e in cambio se serve raccontano delle gran palle.

    Sul punto, immagino che dopo qualche anno di guerra qualsiasi pace possa sembrare desiderabile, anche quella talebanica, ma forse no.

    Francesco

    PS se hai a disposizione truppe migliori dei marines, mandale, che ce ne è bisogno.

  135. kelebek says:

    Dieci anni di carcere per navigazione (II)

    [..] Parlavamo degli arresti di Ponte Felcino… come fa il GIP a trasformare le idee politiche degli imputati, non accompagnate da alcuna azione o progetto, in dieci anni potenziali di carcere? Tutto è possibile, quando si possiede il potere di defi [..]

  136. kelebek says:

    Dieci anni di carcere per navigazione (II)

    [..] Parlavamo degli arresti di Ponte Felcino… come fa il GIP a trasformare le idee politiche degli imputati, non accompagnate da alcuna azione o progetto, in dieci anni potenziali di carcere? Tutto è possibile, quando si possiede il potere di defi [..]

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