La sala dei desideri

C’è un locale, al quartiere Esquilino di Roma.

Fino a poco tempo fa, quel locale era una discoteca. Un incubo, presumo, per i vicini: se sopravvivi al rumore, ti trovi un diciottenne strafatto di ecstasy e alcol pronto a usarti come pista da Formula Uno per la sua nuova para-Ferrari.

Adesso, quel locale è stato acquistato da un’associazione, con l’intenzione di farne una piccola sala di preghiera per la comunità del Bangladesh, assai numerosa da quelle parti.

Ora, avere vicino casa una sala di preghiera islamica è una fortuna eccezionale.

Non è aperta di notte.

La sostanza più pesante che gira da quelle parti è il tè alla menta.

Quelli che la frequentano non molestano le passanti e non schiamazzano.

Non c’è nemmeno la puzza di un ristorante.

I frequentatori, poi, non hanno i SUV che ti ostruiscono il passaggio quando esci di casa.

Ecco, io una sala di preghiera sotto casa l’avrei sempre desiderata.

Se la gente non la vuole, non è per paura dei "magnaccia albanesi", dei "marocchini che ti spacciano la droga", dei "viados brasiliani mezzi nudi", della "zingara che ti borseggia" e tutti gli altri incubi metropolitani più o meno comprensibili, perché legati comunque a esperienze vissute.

L’interazione con un bengalese da moschea è molto diversa. Nove di sera, "ci siamo dimenticati il riso!" E giù al negozio del bengalese che è sempre aperto, sorriso, pagare, buonasera.

L’islamofobia si distingue dalla xenofobia generale, perché non nasce da alcuna esperienza concreta. Anche se il nostro vicino di casa bengalese passa la notte (fonda, visto l’orario di apertura del suo negozio) ad ascoltarsi i discorsi di Usāmah bin Muhammad bin `Awad bin Lādin, non lo fa certamente ad alto volume; e anche se lo facesse, non capiremmo nulla di ciò che il Maestro delle Caverne dice.

L’islamofobia (a differenza della ziganofobia, la paura degli zingari legata a cose molto umane) nasce interamente dai media.

Che ogni giorno dell’anno, ci presentano il marito che in Mauretania ha picchiato la moglie, l’imam nelle Filippine che ha detto che le turiste italiane sono tutte puttane, il tipo in Nigeria che ha fatto a botte con il vicino cristiano…

Viviamo in tempi in cui si esalta il culto della Libertà e della Proprietà, che in questo caso consiste nel cercare qualunque ostacolo giuridico per impedire ai bengalesi di fare ciò che vogliono della loro proprietà privata.

Infatti, il Comune (di sinistra) è riuscito a bloccare la sala di preghiera, perché non avevano esposto all’esterno un cartello di inizio lavori per la ristrutturazione. Proprio come il ristorante sotto casa mia, con la differenza che il Comune (di sinistra) in quel caso, non ha bloccato proprio niente.

Capiamoci, non è che la saletta doveva diventare più sicura di quanto fosse prima: per passare da un locale in cui orde di gente si scatena per ore al massimo dell’agitazione fisica con rischio di collasso cardiaco, a uno in cui gente molto tranquilla si siede su dei tappeti per qualche minuto,non è che ci vogliano chissà che lavori.

Comunque, il Comune (di sinistra) ha subito espresso tutta la sua ipocrisia, dicendo che aveva bloccato la saletta per puri motivi "amministrativi".

Souad Sbai, l’incredibile prodotto della Angelo Costa, nonché socia di Daniela Santanché (in politica, non nella proprietà del Billionaire) ha protestato contro la sala di preghiera perché, dice lei, tutti i 150.000 mila musulmani di Roma dovrebbero andare solo alla lontana moschea di Monte Antenne perché altrimenti "sfuggono ai controlli": ha ragione, infatti la moschea di Monte Antenne è "controllata" direttamente dai governi (e dai servizi segreti) dell’Arabia Saudita, del Marocco e dell’Egitto.

Souad Sbai, poi, spiega che in Marocco la gente non può aprire liberamente dei luoghi di culto, e suggerisce che anche in Italia si faccia la stessa cosa: pare che si tratti della famosa "reciprocità" – un musulmano non deve pregare in Italia, e nemmeno in Marocco.

La destra ha detto, invece, che:

1) il quartiere Esquilino è invaso da buddo-confuciani cinesi, per cui i bengalesi non dovrebbero poter pregare;

2) in Arabia Saudita, non fanno costruire chiese, per cui i bengalesi non dovrebbero poter pregare;

3) in Egitto, un musulmano convertito al cristianesimo chiede che si segni il passaggio di religione sui suoi documenti, per cui i bengalesi non dovrebbero pregare;

4) lì vicino, c’è la chiesa cattolica di San Vito, per cui i bengalesi non dovrebbero pregare.

E su quest’ultimo punto, devo dire, non hanno tutti i torti.

Non è difficile capire cosa avrebbe preferito San Vito, tra una discoteca e un locale di preghiera. E mica perché San Vito era cristiano.

Perché San Vito è il patrono dei birrai e dei locandieri.

Nonché, memorabilmente, del Ballo di San Vito e dei tarantolati. Una vera tradizione italica, altro che discoteche e tricolori.

taranta

 

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89 Responses to La sala dei desideri

  1. PinoMamet says:

    Il negozio del bengalese!

    Mi hai fatto tornare in mente Roma e mi è venuta voglia di tornarci a vivere…

    Il problema “moschee” a Parma (lo metto tra virgolette, perchè per me una moschea dovrebbe avere il minareto ecc. ecc.- quelle che ci sono in Italia, fatta salva LA moschea di Roma, sono tuttalpiù, appunto, “sale di preghiera”): arriva molta gente da fuori per pregare e occupa i posti macchina disponibili.

    I residenti, non potendo in ogni evidenza protestare per altro, protestano per quello.

    Insomma, il problema è appunto che ci sono TROPPO POCHE moschee.

    Il locale si trova nel “quartiere arabo”, in realtà multietnico a predominanza arabo-trattino-islamica, una volta quartiere proletario italico.

    Se passate in via B. c’è un bar di cui non faccio il nome, ma che rimanda all’”Abissinia”- ogni tre per due lo stanno re-imbiancando e sistemando.

    Cambio gestione?

    No, è che i residenti protestano per le risse e, non trovando di meglio, i vigili urbani lo fanno periodicamente chiudere con pretesti di igiene che, se applicati equanimamente, porterebbero alla chiusura dell’intera città.

    ecco, non è che le risse tra immigrati non ci siano: però non c’entrano niente con la “moschea” e non si fa niente per risolvere il problema, visto che non cesseranno certo per una reimbiancata al bar o una risistemata dell’impianto luci.

    Credo che, in fondo, siano generate dal fatt che due comunità diverse e rivali si dividano lo stesso locale: anche qui, la soluzione sarebbe avere PIU’ locali gestiti da immigrati, non meno e sovraffollati.

    vabbè, sono due cose che mi sono venute in mente.

    Ciao!!

  2. utente anonimo says:

    Una cosa molto interessante è che la (per altro folta) comunità bengalese italiana non è ancora stata associata ad alcuna tipologia di crimine, nell’immaginario comune.

    Sappiamo che i cinesi fanno cucire borse finte dai bambini 48 ore al giorno nel retrobottega, e poi ci comprano tutti i nostri bar con denaro contante ma che chissà da dove viene.

    Sappiamo che slavi e albanesi e rumeni sono particolarmente dediti allo stupro e allo spaccio e all’alcoolismo.

    Sappiamo che nordafricani e maomettani mediorentali in genere sono terroristi sanguinari e picchiano le moglie.

    Sappiamo che i ne(g)ri ci rubano le donne in virtù della loro maggior virilità, e sono la bassa manovalanza dei cinesi, a vender borse finte ai poveri turisti sprovveduti.

    Ma i bengalesi?

    I bengalesi, poi, oltre a non esser associati ad alcun crimine, non scontano nemmeno troppi stereotipi negativi, a parte forse quello di avere la pelle un po’ troppo scura.

    Probabilmente molti italiani non sanno nemmeno che questi omini, dall’aria così discreta, umilmente e laboriosamente impiegati nel mercato ortofrutticolo (almeno, qui a Venezia-Mestre i bengalesi fanno quasi tutti quello), non sanno nemmeno che sono musulmani, e quindi potenziali terroristi sanguinari ammazzacristiani-imburqafemmine.

    Mr. XYZ

  3. JohnZorn says:

    >Quelli che la frequentano non molestano le passanti<

    Su questo (relativo a una comunità Islamica “sul generis”, non bengalese nello specifico) non metterei la mano sul fuoco.

    JZ

  4. kelebek says:

    Per JZ n. 3

    Anche gli onorevoli democristiani fanno cose strane con le donne, ma non all’uscita dalla messa.

    Miguel Martinez

  5. utente anonimo says:

    non penso si tratti di fomentare qualcosa verso una specifica comunità, credo si tratti di fomentare verso le comunità diverse nel porre la propria su un piano differente.

    fabrizio

  6. abdannur says:

    Miguel, il punto di San Vito è il n°4. Ed è anche il migliore e più convincente! =D

  7. JohnZorn says:

    >Anche gli onorevoli democristiani fanno cose strane con le donne, ma non all’uscita dalla messa.<

    Verissimo, ma con donne consenzienti però, altrimenti dov’è la molestia?

    JZ

  8. kelebek says:

    Per Abdannur n. 6

    Grazie, ho corretto!

    Miguel Martinez

  9. kelebek says:

    Ringrazio poi il Meteco per aver segnalato, commentando altri post, la precisa genealogia del Maestro delle Caverne, che ho semplicemente copiato qui.

    Miguel Martinez

  10. utente anonimo says:

    Nessuno più vede nella taranta una rappresentazione “esecrabilmente” sacra e nelle tarantolate delle sacerdotesse degradate? O è solo più “ethnic music”?p

  11. x p. è sempre la “crisi della presenza” di cui parlava il buon vecchio de martino. Le contraddizioni sociali, rispecchiate come un ologramma in ciascuno di noi si traducono in sensazione di impotenza di fronte al mondo in cui la nostra presenza si dissolve. Lo psicodramma individuale e collettivo mette in scena il reale significato dei rapporti sociali (x i marxisti rapporti di produzione) e la vittima si sente posseduta: il suo corpo, nella consapevolezza inconscia dell’alienazione è “agito da” (dal veleno della tarantola, da uno spirito, dall’ecstasy, ecc.), non gli appartiene più.

    Avete sentito l’intervista ai residenti dell’esquilino fatta su sky?

    era divertentissima.

    c’era uno che parlava come il monnezza e che diceva: “non va bbene la moschea vicino alla chiesa. perché è… è come dire: tu c’hai na tabacccheria, no? mbeh, io te apro vicino n’altra tabaccheria… ‘nsomma, te faccio concorenza. nun va bbene, no?”

  12. PinoMamet says:

    per P #10:

    mi pare che il fenomeno taranta-pizzica ecc. sia andato incontro a una decisa commercializzazione;

    da un lato, ha sicuramente contribuito a riempire il Salento;

    dall’altro, leggevo da qualche parte che perlomeno gli anziani danzatori locali si trovano spaesati, se non inorriditi, dalle contaminazioni portate dalle masse di turisti, e mi pare che qualche Comune o Pro-Loco o simili si sia dato da fare per impedire che gli djembè o i ritmi non locali disturbino troppo almeno la parte tradizionale della festa (senza spingersi fino a proibirli).

    Questo almeno è quanto risulta a me per quanto riguarda il Salento, attendo aggiunte o correzioni.

    Credo insomma che una parte “sacra” in tutto il fenomeno sia rimasta, però la parte di “robba etnica che c’ho sur CD der Manifesto” sia ormai preponderante.

  13. utente anonimo says:

    la regola di Martinez: guai a fare cose strane prima del matrimonio eh!

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/08_Agosto/23/teheran_frustato_dailyy_mail.shtml

  14. anonimo 13

    Vedo che siamo diventati tutti lettori accaniti del corsera (nostro malgrado). siamo sicuri che non dia dipendenza?

  15. utente anonimo says:

    e nemmeno durante. Altrimenti la frusta. In onore di Allah, il Misericordioso, e pure, a modo suo ma; Clemente.

    Ahmadinejad si crede Allah fatto uomo!

    Non è meglio porre un attacco preventivo su Teheran… Prima che questo paese importi la sua democrazia?

    la Cellula

  16. utente anonimo says:

    beh!… il CorSera è il quotidiano del nostro amico Magdi! No?

    la Cellula

  17. utente anonimo says:

    No Barbara io, in particolare, sono un accanito lettore di Repubblica!

    http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/esteri/gb-iran-pegah/gb-iran-pegah/gb-iran-pegah.html

    la Cellula

  18. kelebek says:

    Per la Cellula n. 17

    Affascinante la questione della trave e della pagliuzza, o se preferisci, della trave e della trave.

    Allora, nella faccenda che citi, qual è la trave (occidentale)?

    Vediamo se ci arrivi…

    Miguel Martinez

  19. utente anonimo says:

    ti riferisci al paradosso legato all’importazione della democrazia? Così fosse… direi che è meglio se l’Occidente eviti di importare l’altrui “democrazia” specie se è troppo liberale come quella iraniana. Potrebbe risultare eccessivamente permissiva e con ciò viziare il popolo, portandolo a trasgredire le norme “civili” del Clemente cattolico, meglio preferire i capricci professati da quelle bestie di satana degli americani.

    la Cellula

  20. utente anonimo says:

    Per BarbaraLattanzi 11)

    Cos’è ” la consapevolezza inconscia” ?

    Non capisco l’espressione, davvero.

    Aurora.

  21. utente anonimo says:

    Per Cellula,

    credo che Miguel si riferisse al campo di detenzione e alla minaccia di deportazione….

    Ale

  22. utente anonimo says:

    non ho notato che intendevi in particolare il commento 17.

    La lesbica iraniana non mi pare minacciata di morte in GB però. C’è un disguido sul motivo della richiesta d’asilo in GB, nato perchè si vorrebbe che la ragazza dimostrasse quanto afferma (se è vero e non una messinscena). Credo che sia stata messa in detenzione appunto per far risaltare la sua vicenda sulla stampa internazionale per dimostrare al mondo quanto è umana la democrazia iraniana poi, tutto per lei verrà risolto per il meglio. Meglio patire un po’ di detenzione se questo può servire a raggiugere in seguito la libertà. Non quella iraniana però.

    la Cellula

  23. utente anonimo says:

    Aurra

    Consirìdera l’inconscio come un sistema, ciò che cambia rispetto al conscio è il tipo di processi cognitivi. Vi può esser una consapevolezza a livello di inconscio ma che non diviene cosciente. Qusto si traduce in espressioni diverse (destorificate) rispeto ai pensieri consci. Mi rendo conto che è un po’ cmplesso. Ti rimando a Freud (io preferisco i casi clinici ai saggi teorici) e a Ignacio Matte Blanco: http://it.wikipedia.org/wiki/Ignacio_Matte_Blanco

  24. utente anonimo says:

    x 23

    volevo scrivere

    x Aurora

    e firmare

    Barbara

  25. utente anonimo says:

    E’ colpa loro!

    Essendisi che nessuno sa chi cavolo siano i bengalesi o quale religione pratichino, perchè hanno voluto strombazzare che volevano farci una moschea? Subito si pensa ad una base della Spectre islamo-terroristica.

    Se avessero parlato di un “locale per rapporti con entità superiori” sarebbe andato tutto bene (ci vedete Storace a capire cosa è?)

    Ciao

    Francesco

    PS l’esempio di San Vito lo tengo come prova della superiorità della mia civiltà e religiore su quella praticata in Blangladesh, comunque.

  26. utente anonimo says:

    Miguel

    non vedo la trave :=0

    Francesco

  27. utente anonimo says:

    Già che ci siamo segnalo anche il grande antropologo

    http://it.wikipedia.org/wiki/Ernesto_de_Martino

    Barbara

  28. utente anonimo says:

    Il buon vecchio de martino piace anche a me, barbara. Uno dei non molti intellettuali legati al pci che mi stanno simpatici. Ma calca troppo la mano sull’“essere agito” come una forma di alienazione. Vorrei sommessamente ricordare che per marx anche il comunismo era un demone e i comunisti gli agiti/posseduti dal demone. Tutta manna per gli anticomunisti, immagino. Ma io amo immensamente questa definizione. Andiamo oltre questi aspetti. Non è la taranta un rito e la tarantolata una sacerdotessa di quel rito? Invece di essere riconosciuta sacra la donna è riconosciuta folle. Così il rito non è più la manifestazione d’una divinità benigna d’ascoltare ma d’una divinità maligna da scacciare. M’interessava sottolineare questo aspetto di quelle antiche tradizioni.

    Un bell’ossimoro effettivamente, aurora, “consapevolezza inconscia”. Vedo che barbara ce ne ha dato una definizione precisa, ma un po’ ostica. Io mi azzardo a dire, più terra terra, che dietro i gesti compiuti in trance dalla tarantolata, e quindi incoscienti, si può riconoscere una logica soggiacente, che fa pensare che siano consapevolmente compiuti; dallo spirito che possiede la tarantolata, immagino.p

  29. kelebek says:

    Per la Cellula n. 22

    Evidentemente non hai seguito tutto il processo con cui i “richiedenti asilo” sono stati prima demonizzati sui media, e poi privati sistematicamente dei loro diritti, soprattutto sotto Blair.

    Di cose come questa, ne succedono tutti i giorni in Inghilterra: persone che vengono rimandate, tra l’applauso generale, in paesi in piena guerra, o dove verranno subito massacrate.

    Questa è la parte nostra del problema, nel senso che non siamo in Iran, ma in Europa.

    E se un caso come quella della ragazza iraniana vi colpisce, dovreste fare qualcosa per far cambiare proprio questa situazione.

    Miguel Martinez

  30. utente anonimo says:

    p.

    “Andiamo oltre questi aspetti. Non è la taranta un rito e la tarantolata una sacerdotessa di quel rito? Invece di essere riconosciuta sacra la donna è riconosciuta folle. Così il rito non è più la manifestazione d’una divinità benigna d’ascoltare ma d’una divinità maligna da scacciare. ”

    Non interpreteri in questa maniera. Nel senso che no son sicura che il tarantolismo possa esere interpretato come rito e la taranta come sacerdotessa. E nemmeno ch equi possa esser rintracciato un dualismo o una contrapposizione tra generi. Comunque è un interpretazione interessante.

    La definizione che dai tu di “consapevolezza inconscia” è indubbiamente più chiara (quindi migliore) dela mia. ti ringrazio.

  31. utente anonimo says:

    Di nuovo ho dimenticato la firma

    barbara

  32. utente anonimo says:

    29 Martinez

    Infatti qualcuno se ne sta occupando: “Le associazioni gay hanno diffuso la notizia in tutto il mondo e i media di molti paesi, Italia inclusa, hanno sollevato il caso.” Probabile che se avevano qualche obiettivo da raggiungere per la salvezza di Pegah Emambakhsh, almeno quello sul piano mediatico lo hanno raggiunto in pieno!

    La procedura per la richiesta d’asilo è assai complessa in molti paesi e, lo è soprattutto per coloro che provengono da paesi islamici.

    Io di mio non posso fare nulla, ma questo caso mi fa chiaramente riflettere e accentua ancor di più il mio sentimento antislamico.

    la Cellula

  33. utente anonimo says:

    Sai p, in ogni frase la prima cosa che guardo è il soggetto. Così nel tuo esempio ho due soggetti distinti : per es. il “posseduto” ( incosciente) e “il possessore” (- che ha una sua logica , e che forse è, forse non è, consapevole della sua logica).

    Il posseduto non ha coscienza della eventuale consapevolezza del possessore. Non si potrebbe quindi, a rigore, dire che ha una ” incosciente consapevolezza”.

    Se poi vogliamo fare dello Zen, allora va tutto bene.

    Aurora.

  34. utente anonimo says:

    Ritengo che l’apertura di quella sala di preghiera islamica potrebbe mettere a rischio anche la sicurezza della vicina chiesa di San Vito, per il semplice motivo che, un attentato incendiario contro la sala perpetrato da parte dei combattenti antislamici o islamici invidiosi delle sale di culto altrui, rischierebbe purtroppo di coinvolgere anche l’antistante chiesa di Cristo (Nostro Signore).

    Premesso che i probabili attentatori non intendano cogliere due piccioni con una fava, sarebbe opportuno che tale progetto non si portasse a compimento.

    Adesso ho capito! Hanno studiato appositamente la realizzazione del centro di preghiera appunto per godere della auto protezione offerta dalla vicina chiesa. Questa comunità del Bangladesh ha capito che se colpiscono noi, colpiscono anche se stessi, poichè la chiesa è molto attaccata e ne risenterebbe anch’essa a causa di un eventuale attentato incendiario.

    la Cellula

  35. PinoMamet says:

    Non sono affatto un esperto di queste cose, quindi prendetemi, se volete prendermi, con le pinze.

    La tarantolata: non mi sembra “sacerdotessa” perchè non guida il rito, ma certamente è “sacra” perché ne è una parte, e la parte principale; facendo un parallelo, non è iyalorixà (madre-di-santo) ma sicuramente è “figlia-di-santo”- danza posseduta dalla divinità o ente sacro o demone che ha scelto di possederla.

    Lo scopo della danza mi sembra solo apparentemente quello di scacciare la divinità stessa, cosa che sarebbe invece plausibile nel caso si trattasse di una divinità negativa o di (caco)demone- in quel caso avremmo un essorcismo danzato, Nè più nè meno.

    Mi sembra invece che lo scopo della danza delle tarantolate sia di rendere presente (è la divinità a decidere quando, ma come sempre, in una cultura tradizionale, all’interno di un modus ben definito) un suo stato di disagio, quale che sia- e di “danzarlo via”.

    la divinità che la possiede è perciò benigna, perché rende evidente il male, e perciò il bisogno di cure- porta il male al parossismo e ne permette la guarigione.

    Just my two cents ;-)

    Ciao!!

  36. PinoMamet says:

    Ricordo che ci sono Orixàs “specializzati” appunto a curare malattie, come Babaluaye (San Lazzaro, identificato anche con altri santi) e che la possessione da parte delle divinità benefiche può assumere anche aspetti violenti o paurosi.

    Odò Iyà, Yemanjà!

  37. utente anonimo says:

    Mi risulta che in Italia ci siano circa 600 moschee e, per quanto mi riguarda, se non bastassero, ne possono costruire ancora, vicino a chiese o sinagoghe o altri luoghi, purché siano belle, come le sanno fare loro nei loro paesi.

    Sono luoghi di preghiera, di raccoglimento, di contatto o di presunto contatto con Dio. Dovrebbero essere luoghi ” di pace”.

    Se i musulmani saranno poi capaci di farci convertire volontariamente all’ Islam, vorrà dire che avranno fatto buona opera di proselitismo.

    Ritengo invece più importante convincere gli extracomunitari a desistere dal guidare veicoli privi di assicurazione :negli ultimi sei mesi ho già sentito tre casi di danni irrisarcibili subiti da miei conoscenti.

    Anche per queste cavolate cresce l’intolleranza.

    Aurora.

  38. falecius says:

    Per Miguel 29: hai ragione, ma ti faccio una domanda: se invece qualcuno (da qui) tentasse (con mezzi pacifici) di cambiare anche il tipo di situazione per cui in Iran la ragazza subisce le frustate, cosa ne penseresti? sarebbe imperialismo?

    Mi rendo conto che non si tratta di una questione semplice come potrebbe sembrare.

  39. utente anonimo says:

    Io ho molto semplificato, aurora, non conoscendo a fondo l’argomento. Ma credo che la parola “inconscio” sia stata usata dall’autore citato da barbara, perché parte d’una teoria complessiva in cui la “consapevolezza inconscia” s’iscrive. Una risposta precisa alla tua domanda richiederebbe la conoscenza delle idee di questo ignacio matteo blanco. Rispetto alla mia definizione che non ha ambizioni teoriche, “incosciente” (in fin dei conti sinonimo di “in trance”) a posto di “inconscia” va sicuramente bene.p

  40. utente anonimo says:

    ritengo che nell’analisi dei fenomeni culturali sia importante vder le cose da vari punti di vista. Qua mi sembra che siano venuti uri diversi significati da attribuire all’azione della tarantola. l’approcio demartiniano è solo uno degli approcci possibile che mette in luce la passività di alcuni ceti sociali di fronte all’azione del mondo esterno. La tarantola in questo senso rappresenta il potere – arbitrario, incontrollabile – che agisce sulle persone rappresentate qui in stato di passività. impossibile esorcizzarne l’influenza. il prete non procedeva all’esorcismo perché la persona doveva smaltire il veleno danzando a più non posso. danzavano senza interruzione per giorni interi, fino a cadere sfiancati. i paesani improvvisavano delle melodie veloci e ritmate (da cui deriva la taranta e la tarantella) per far danzare più velocemente e sfiancare prima il “posseduto” (più spesso la posseduta).

  41. utente anonimo says:

    p.

    inconscio e incosciente non sono sinonimi. pensiamo a un evento traumatico rimosso, è cnosciuto a quella parte di noi che chiamiamo “inconscio” ma occulto al conscio. quindi una parte di noi ne è consapevole, ma non è la parte a contatto con il mondo esterno.

    l’inconscio per matte blanco è una parte della mente che ragiona secondo una logica diversa da quella delle parti esteriori. le seconde infatti seguono la logica aristotelica (categorie spazio-tempo, principio di non contraddizione, ec.) mentre il primo ha regole che l’autore definisce “simmetriche” (ma è un po’ complicato da spiegare). la comunicazione tra questi due sistemi cognitivi non è automatica, come sappiamo.

  42. utente anonimo says:

    40 e 41 son sempre io

    Barbara

  43. PinoMamet says:

    Molto interessante! :-)

    (almeno per me!)

    per quanto riguarda l’irrazionale, il mio atteggiamento è sostanzialmente quello di E.R. Dodds, il grecista; cito a memoria da “Parapsicologia nel mondo antico”

    “se si accetta il verificarsi di un fenomeno X nell’America e nell’Europa moderne nelle condizioni ABC e solo in quelle, e si scopre poi la sua presenza in altro tempo e luogo nelle condizioni BCD, è lecito dedurne che né la presenza di A, né l’assenza di D sono condizioni necessarie al suo verificarsi”.

    Nel caso delle tarantolate mi pare che abbiamo molto probabilmente la cristianizzazione di un fenomeno molto più antico (la cui “verità” non mi sogno di mettere in discussione per il semplice motivo che credo alle possessioni); probabile che la lettura in chiave di esorcismo sia appunto successiva, come forse anche i rapporti con il potere.

    Non ho letto però il De martino, mi scuso (provvederò comunque).

    Ciao di nuovo e grazie a tutti per gli interventi che trovo illuminanti.

  44. utente anonimo says:

    Difatti, barbara. Avevo intuito che “inconscia” era termine tecnico che rimandava a una teoria conscio/inconscio complessiva. Io ho solo più empiricamente spiegato che c’era una logica in quei gesti che contrastastava con lo stato d’incoscienza (la trance) di chi li compiva. Da qui io non mi azzarderei mai, non avendone le capacità e le conoscenze, a ricavare teorie più generali. La tua spiegazione è servita a capire meglio la necessità di quell’aggettivo.p

  45. utente anonimo says:

    Pino

    grazie dell’interesse per questi argomenti, piacciono molto anche a me.

    di de martino si legge spesso “sud e magia” dove si trova quello di cui abbiamo parlato, tarantole e roba simile. ma secondo me il più affascinante è “il mondo magico” che ti consiglio di leggere.

    e.r. Dodds ha rivoluzionato gli studi classici in particolare con il suo “I greci e l’irrazionale”, dove dimostra che la cultura occidnetale non è esattamente quello che pensiamo noi. nel saggio ci sono anche delle affermazioni un po’ forti, del tipo che Empedocle era uno sciamano!!!

    i sostanza, dodds ci ricorda che lo scontro oriente-occidente è tutta una bufala. consiglio a tutti di leggerlo!

  46. utente anonimo says:

    pS: barbara

    (scusate, son abituata sul pc di casa dove sono loggata e qui no mi ricordo proprio mai la firma)

  47. utente anonimo says:

    Cosa avrebbe preferito San Vito tra una discoteca e questo? http://www.youtube.com/watch?v=lLLmyBCoDvE

  48. La questione della proprieta’ privata che viene trattata sulla base del due-pesi-e-due misure, a seconda di chi e’ il proprietario, mi fa venire in mente da un lato Charles Merrill che ha bruciato una preziosissima copia del Corano che era di sua proprieta’ (e nessuno ha avuto nulla da ridire) e dall’altro l’immigrato che, dopo aver comprato casa in provincia di Lecco, ha deciso di togliere una madonnina (di sicuro non del valore del Corano di Merrill) dal suo muro, scatenando la rivolta del paese. L’immigrato, che, decidendo di murare la nicchia, aveva mostrato di aver appreso bene la lezione della Proprieta’ Privata, ha dovuto apprenderne un’altra in tutta fretta: tutti i proprietari sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri.

    uppe

  49. utente anonimo says:

    Tra le ragione per cui i bengalesi non dovrebbero pregare io ci metterei anche che il west bengal e` infestato dal comunismo (eletto, per giunta) da oltre 30 anni. s.

  50. PinoMamet says:

    s. credo di non aver capito il tuo pensiero:

    sostieni che i bengalesi non devono aver diritto di pregare in Italia perché un paese contiguo al loro stato d’origine è “infestato” dai comunisti?

  51. Ritvan says:

    I’m come back

    alla faccia di trolloni, trollazzi e troglioni che mi volevano latitante ed in fuga, eccomi di ritorno con un nick registrato anti-clone ed anti-cojone.

  52. Bentornato.

    E’ tornato Ritvan! adesso so cavoli nostri

  53. utente anonimo says:

    tg3 veneto di oggi ha dato la notizia dell’immessa sul mercato del nuovo mazzo di tarocchi della Del Negro dedicati a Venezia. Indovina un po’ chi rappresenta il diavolo? http://www.venessia.com/immagini/diavolog.jpg

  54. ritvanvero says:

    Avviso ai naviganti.

    L’esercito di trollazzi e trolloni mi costringe ad intervenire nuovamente; il post #51 non è mio ed in questo modo il troglione di turno ha ottenuto due scopi: impedirmi di registrarmi con il mio nome ed allo stesso tempo obbligarmi ad iscrivermi per sputtanarlo.

    ma io ci metto la faccia, loro no.

  55. utente anonimo says:

    Se sono nuove si ispirano a immagini un po’ sbiadite, chi conosce mehmet ali pascia? Comunque il turco con turbante fa sempre la sua figura da Diavolo.

    Avevo pensato a un personaggio divenuto popolare dopo l’11/O9/01.

    Bene, allora auguri a Ritvan.

    Adriano Mathuziano

  56. muhammad says:

    grazie per il passaggio

    veramente il tuo blog è meraviglioso sual piano politico culturale

    complimenti, lo segirò continuamente

  57. kelebek says:

    Per Falecius n. 29

    Non ho alcuna simpatia per il sistema di potere iraniano (confesso una certa simpatia personale per Ahmadinezhad, ma non è certo lui che determina la politica del paese, né all’interno né all’estero).

    L’Iran sta cercando certamente di ritagliarsi un ruolo di potenza regionale.

    La tua domanda però è un po’ tendenziosa – la “situazione” dell’Iran non sono “le frustate”, ma un complesso che va da un certo modo di gestire il petrolio, di confrontarsi con il mondo arabo, con la Russia e la Cina, di coniugare statalismo e affari privati, alle le frustate, se vogliamo.

    Ora, questo sistema iraniano si trova in conflitto con vari altri sistemi e realtà, che chiaramente ne vorrebbero il ridimensionamento (i sunniti) o la distruzione (i neocon).

    Siccome i sistemi di potere non si muovono certamente per amore delle lesbiche iraniane che espellono felicemente dai propri paesi, è evidente che un attacco sarà mosso all’Iran per motivi più ampi di potere, che potranno anche sfruttare le lesbiche iraniane o le bambine albanesi con gattino (come in Sesso e potere).

    Guerra e politica sono due facce della stessa medaglia, per cui è ovvio che un tentativo di distruggere o di impossessarsi del sistema iraniano sarebbe comunque imperialista, anche se al posto delle bombe ci fossero (ma ci sono già) le trasmissioni di propaganda televisiva 24 su 24 indirizzate all’Iran, o miliardi dati a candidati alle elezioni, o cose simili.

    L’imperialismo sta nei fini, non nei mezzi.

    Miguel Martinez

  58. AbdelQader says:

    Col nome di Allah Il Clemente Il Misericordioso.

    Miguel scrive: “L’imperialismo sta nei fini, non nei mezzi.”. Il concetto di imperialismo come noi lo intendiamo è estremamente moderno ed eurocentrico, e non necessariamente collegabile ad una visione oggettiva delle cose. Non contesto neppure la posizione anti-iraniana (anche perchè ormai dovrei stare tutto il giorno attaccato al computer), quello che mi spaventa e “non nei mezzi”; fermorestando la contestualizzazione della frase. Anche perchè ciò significa che il medesimo mezzo, essendo neutro, può essere usato anche in funzione antimperialista: in pratica quello che proponi tu è una prassi macchiavellica!!! Non che storicamente i comunisti siano stati alieni a tale logica e si sono pure visti i risultati. Perdonami ma preferisco il mio Iran. Ya Hussein!

  59. Credo che i tarocchi venezani siano ispirati dalla storia di venezia. così si spiega l’immagine del diavolo simbolizzata dal turco. probabilmente altre figure sono interpretate dal doge e dai gondolieri. Ha a che vedere con il passato storico della serenissima più che con l’immaginario del presente.

  60. utente anonimo says:

    per me quella è un’immagine presa da una vecchia serie di Lancio story, “Dago”, un fumetto ambientato in quel periodo

    fabrizio

  61. utente anonimo says:

    oh my buon God! Ci sono due ritvan, non ne bastava uno?

    povero forse affetto da doppia personalità!

    $

  62. utente anonimo says:

    Vedi, ecco il lato positivo della democrazia occidentale! Siamo davvero il Belpaese.

    “E’ condivisibile e va sostenuta la proposta espressa dal ministro Pollastrini, affinche’ l’Italia dia asilo a Pegah Emambakhsh che il barbaro governo iraniano vuole lapidare, perche’ lesbica”. Lo ha detto Fabrizio Cicchitto, vicecoordinatore di FI.

    la Cellula

  63. ci sono già parecchie persone qua affette da personalità multipla. non dimenitcare che io stessa sono stata accusata di essere hafiz, pat, un certo giuseppe e non so bene quanta altra gente

    (saluti a hafiz pat e giuseppe)

  64. utente anonimo says:

    Io penso che alla fine l’inghilterra non espellerà quella donna, anche perché non si è capito bene cosa debba dimostrare: che rischia la pena capitale oppure, il che sarebbe ridicolo, che è lesbica? Comunque è buona cosa che l’italia si sia proposta in caso d’espulsione d’accettarla nel suo territorio foss’anche per fini strumentali. Ma da qui a dire che siamo il belpaese ce ne corre. Basta dare un’occhiata ai telegiornali di questi giorni.p

  65. utente anonimo says:

    per ritvan 1 & 2 (anche tre includeno ritvanarium)

    io sono ancora in attesa di risposte nell’apposito post

    ?????????????

    per Miguel che prova simpatia per il leader iraniano (de gustibus…)

    http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/esteri/iran-frustato/iran-frustato/iran-frustato.html

    castruccio

  66. utente anonimo says:

    @p

    Se fossi in te io darei un’occhiata anche ai tg degli altri!

    Se ti riferisci alla cronaca nera: l’Italia è il belpaese perchè si parla, forse troppo, a volte a vanvera, però si discute e lo schifo esce allo scoperto. Mentre in molti altri paesi vige quasi un senso di omertà sociale che funge da protezionismo che evita la fuga di notizie verso l’esterno, giusto per coprire il proprio schifo interno.

    Siamo il Belpaese… un po’ abbrustolito ma d’altronde l’Italia doveva bruciare di paura!

    la Cellula

  67. Dati i precedenti tra di noi, che non sono proprio improntati alla massima stima, dovrei astenermi dal commentare, ma abitando ad Esquilino, in piazza Vittorio a due passi dalla piazzetta di San Vito, vorrei dire la mia.

    Di moschee a Roma ce ne sono già molte, penso non solo la grande moschea ma tutte siano più o meno sotto controllo. Fossi musulmano, dati i tempi, lo pretenderei. Ad Esquilino vivono per lo più cinesi (un terzo del totale dei residenti), poi pachistani, indiani, bengalesi. Neri, arabi ed altri (area Europa orientale) sono una minoranza sparuta. Per la preghiera islamica, come sa bene chi abita nella mia zona, si usa quel che si può: cortili, aree di fabbricati, il mercato coperto. Ci sono moltissimi italiani aperti e curiosi che mettono a disposizione spazi, per quel che possono. Qui non siamo islamofobici: l’Orchestra di Piazza Vittorio ne ha dato testimonianza, e ne è prova vivente. Il mio macellaio è tunisino e il mio tabbaccaio pachistano, e mi è sempre sembrato normalissimo.

    Strumentalizzare la situazione non serve, se non a disinformare. Qui a San Vito una discoteca non c’è mai stata (anzi: magari ci fosse stata!) mentre purtroppo ci sono tanti Suv, guidati perlopiù da cinesi ma anche da altri immigrati (ristoranti e alberghi rendono, eccome) e purtroppo solo un mese fa proprio un pachistano, subito arrestato, ha investito col suo bolide una signora anziana che attraversava la strada accanto a Piazza Vittorio. L’ironia sulla pista da Formula Uno è quantomeno fuoriposto, ti segnalo.

    E da sempre qui le ragazze vengono molestate, eccome. Anche i ragazzi, per la verità: tre algerini sono stati arrestati per aver violentato, qualche anno fa, un ragazzo di quattordici anni. Una mia ex, che abita in via Carlo Alberto, potrebbe elencarti un lungo elenco di palpeggiamenti anche molto violenti subiti a Piazza Vittorio. Purtroppo, e sottolineo: da tutti, immigrati e non solo.

    Perché vedi, compagno K, il mondo non è fatto di islamici vs. islamofobici, ma di esseri umani (liberi, sì, ho il “culto della libertà”, ed uguali in diritto) che condividono vizi e virtù, pregi e difetti. Criminalità e desiderio di giustizia.

    La moschea dei bengalesi si farà, quando e dove ci saranno le condizioni. Vedrai che si farà. Se chi specula sulle tensioni culturali smetterà di svolgere questo odioso lavoro.

  68. utente anonimo says:

    Chiedo scusa per qualche “che” di troppo nel commento sotto. Ma io posso permettermelo: non ho la terza media!

    …non disturbate Martinez, dopo la bella immagine che offre al mondo la democrazia “liberticida” iraniana, s’è chiuso in un silenzio preoccupante.

    la Cellula

  69. utente anonimo says:

    il mio tabbaccaio pachistano, e mi è sempre sembrato normalissimo.

    ============

    ma non diciamo cazzate: il tabbaccaio NON può essere pachistano: per mlegge una tabbaccheria può essere concessa (o gestita) solo dal cittadino italiano: è uno dei pochissimi mestieri riservati (dai monopoli) ai cittadini

  70. utente anonimo says:

    Chiaro che, per fornirsi da un pakistano dipende molto da cosa fuma!

    la Cellula

  71. Ritvan says:

    per il troglione #54 e per barbara

    il primo dovrebbe astenersi da simili affermazioni ad minchiam e barbara è pregata di non buttare benzina sul fuoco se non vuole ritrovarsi in guai giudiziari: l’avvocato da me contattato adesso è incazzato per davvero ed ha già sporto denuncia querela contro noti, ignoti e figli di ignoti.

  72. kelebek says:

    Ringrazio Aldo Torchiaro (n. 67) dell’intervento: come tutte le cose che provengono da testimonianze dirette, è interessante. E i nostri scontri passati sono del tutto irrilevanti in questo contesto.

    Tra l’altro, io probabilmente tendo anche a proiettare la mia esperienza di persona che vive in un centro storico pieno di localini di ricchi borghesi, tutti “bianchi”, fatti di cocaina, con i SUV, che schiamazzano fino alle tre di notte.

    E mi piacerebbe molto avere una moschea sotto casa, se non altro per spaventare un po’ ‘sta gentaglia e fare pratica di arabo :-)

    Mi avevano detto che il locale della moschea era una discoteca; mi fido della tua precisazione, spero di non abusare della tua pazienza chiedendoti se sai per caso cosa fosse prima il locale.

    Io non ho mai negato una cosa ovvia: i giovani maschi scapoli in giro per il mondo sono i responsabili del 90% delle aggressioni a sfondo sessuali, dei furti, delle corse da ubriachi in macchina, e tutto il resto; e una grandissima parte dei migranti oggi sono giovani maschi scapoli.

    Quindi, i quartieri di nuova immigrazione sono anche i quartieri più a rischio di delinquenza spicciola: era così, ai tempi miei, in posti come la Borgata Alessandrina, quando di stranieri non ce n’era nemmeno uno in giro.

    Ma la moschea è sicuramente il luogo dove simili comportamenti si riducono più o meno a zero.

    Miguel Martinez

  73. Nel mio palazo, a roma, c’è un luogo

  74. scusate, riprenso.

    Nel mio palazzo c’è un luogo di preghiera islamico (non so se può essere propriamente defnito moschea). Non ci son stati problemi né lamentele. Credo che il baccano dell’esquilino l’abbiano scatento i media. probabilmente gli abitanti non sapevano nemmeno cosa stessero facendo quesgli operai che ristrutturavano l’edificio. poi arrivano i giornalisti e cominciano: cosa ne panesa lei della nuova moschea? le sta bene una moschea proprio qua, vicino a casa sua? vicino alla chiesa? crede che ci saranno problemi? la gente non sa cosa rispondere e improvvisa un’aria seria e preoccupata per fare la sua porca figura davanti alle telecamere.

  75. Evidentemente il tabaccaio in questione è cittadino italiano a tutti gli effetti. Ad Esquilino le prime ondate migratorie sono dei primi anni Settanta, i naturalizzati sono moltissimi. Ma scusate: che genere di immigrazione avete in mente? Non viviamo in un rione dove ci si spara dalle finestre di casa per contendersi il territorio, almeno non qui. Da noi l’integrazione è nel dna da almeno trent’anni, mica penserete che qui si raccoglie, non so, il cotone dalle piantagioni?

    Professioni regolarmente svolte da (ex) immigrati di mia conoscenza, provenienza afro-asiatica:

    - Medici della Asl;

    - Carabinieri;

    - Consulenti finanziari;

    - Vigili del Fuoco;

    - Professori di liceo;

    - Avvocati;

    - Consiglieri comunali;

    - Giornalisti (e anchor-man Tg3…);

    - Imprenditori;

    - Edicolanti;

    - Tabaccai.

    Troverei molto strana l’esclusione “per legge” da uno di questi ambiti un immigrato o il figlio di un immigrato.

  76. utente anonimo says:

    per torchiaro

    affermare che dal pakistan esista una immigrazione trentennale è pura eresia, non tanto perchè il Pakistan esiste da poco più di mezzo secolo (è stato creato sulla carta come stato islamico per etnia indiana) ma perchè i pmi flussi migratori dal pakistan risalgono alla fine degli anni 80

    se si agiunge che

    a) il pakistan vieta tassativamente la doppia ittadinanza

    b) la legge 91/92 che regola la cittadinanza ed il relaivo regolamento di attuazione prevedono che la procedura si perfezioni con la rinuncia alla cittadinanza eventualmente posseduta qualora lo stato di provenienza non consenta più di una cittadinanza

    c) dal 1992 ad oggi, in tutta italia, solo 3200 pakistani hanno chiesto lo status civitatis e solo 726 lo hanno effettivamente conseguito

    castruccio

  77. falecius says:

    Per Miguel 57

    “La tua domanda però è un po’ tendenziosa – la “situazione” dell’Iran non sono “le frustate”, ma un complesso che va da un certo modo di gestire il petrolio, di confrontarsi con il mondo arabo, con la Russia e la Cina, di coniugare statalismo e affari privati, alle le frustate, se vogliamo.”

    Vero. Infatti il mio punto non era “abbattere/cambiare il sistema di potere iraniano”: ( che non piace nemmeno a me). La mia domanda, cioè, riguardava un’eventuale iniziativa sostenuta da X, Y e W in Iran, da tizio e caio in Italia e da Sempronio in Papuasia che tentasse di modificare “la situazione” sotto la voce “frustate”; è chiaro che il discorso delle frustate si integra in un sistema più ampio, e puo’ diventare un pretesto per un sistema di potere concorrente. E’ possibile (non lo so) che non ci sia modo di eliminare le frustate senza eliminare tutto il resto, (e quindi finire col perseguire un fine imperialistico, date le circostanze). Quindi, nel ringraziare per la risposta, respingo ogni accusa di tendenziosità :) ))))

  78. utente anonimo says:

    Torchiaro fa un discorso più ampio, mi pare. Parla d’ondata migratoria (termine generale) è più in particolare si sofferma su alcune professioni che svolgono immigrati naturalizzati dell’area afroasiatica (che è un po’ più ampia del pakistan direi, a occhio e croce). Che siano pakistani o giargianesi esistono insomma tabaccai e non solo, è questo il succo del discorso, d’origine straniera. Ch’io sappia del resto le sigarette non sono più monopolio di stato, ma la loro fabbricazione e distribuzione è stata venduta a un’azienda privata. Lo stato si “limita” a supertassarle. Ne so qualcosa io, che fumo sigari.p

  79. utente anonimo says:

    Per castruccio:

    il Pakistan esiste dal 1947. Forse ti riferisci alla “partition” del 1971, quando cioè il Bangladesh si rese indipendente dal Pakistan, ma si tratta comunque di più di trent’anni fa.

    Che il Pakistan vieti la doppia cittadinanza non significa che ci siano cittadini pakistani col doppio passaporto. Basta usare quello italiano solo in Italia. Conosco decine di Iraniani che hanno due passaporti, putr l?iran vietando la doppia cittadinanza.

    Ale

  80. kelebek says:

    Precisazione

    Siccome i soliti cretini (o meglio, il solito e stranoto cretino) che si divertono a sfruttare questo blog per fare la guerra a Ritvan si stanno scatenando, avverto che tutti i commenti a firma di Ritvan o che riguardano Ritvan saranno cancellati finché Ritvan non mi risponde in privato.

    Credo che il vero Ritvan sia ancora in vacanza: gli ho scritto oggi e non mi ha ancora risposto.

    Miguel Martinez

  81. utente anonimo says:

    Usāmah bin Muhammad bin `Awad bin Lādin

    Ma adesso fai copia-incolla da Wikipedia per scrivere un nome? Martìnez mi deludi.

  82. kelebek says:

    Per n. 81

    Firmare sempre, anche con uno pseudonim qualunque.

    Straordinari quelli che scrivono “Martinez mi deludi”.

    Persone che prima ritenevano che io fossi talmente saggio da non aver bisogno nemmeno di cercare informazioni in rete.

    Comunque l’ho copiato, non da Wikipedia, ma da Meteco, come ho specificato io stesso nei commenti.

    L’elemento che non conoscevo era “bin ‘Awad”.

    Miguel Martinez

  83. utente anonimo says:

    Ale

    due precisazioni

    ho parlato di creazione oltre mezzo secolo fa (60 anni) del pakistan come stato islamico. Avvenne sulla carta e sempre per mano inglese, proprio come per israele ed il pakistan nacqua, appunto come stato islamico, per buona pace di tutto qulli che criticano SOLO ad israele le medesime magagne

    il neo cittadino italiano DEVE rinunciare alla propria cittadinanza originaria quando il suo stato di origine (reg. att. alla l.91 del 1992) non consenta il doppio status; LA RINUNCIA è atto formale e viene immediatamente e traasmessa per l tramite del MAE al paese di origine che, appunto vietando la doppia cittadinanza provvede a revocarla definitivamente.

    che poi esista qualche solito fortunato che per vie traverse sia riuscito, IN FRODE alle due normative (italiana che “tollera la molteplicià di status civitatis e pakistana che le vieta espressamente) è un altro discorso.

    castruccio

  84. Airel81 says:

    mi sembrava un bel blog questo. la tua infima battuta finale su san Vito mi ha invece disgustato. Non ti hanno insegnato di “lasciar stare i santi”?

    Aldilà di questo, penso che si dovrebbe permettere l’apertura di quella sala. Aldilà di ogni consierazione politica, delle persone vogliono costruire un luogo di culto. In ciò non ci vedo nulla di male. Purchè vi sia sempre il rispetto TOTALE verso l’altra fede (capisco pure che la parola “rispetto” per altre fedi, per alcuni musulmani può quasi sembrare una bestemmia).

    Ciao

  85. kelebek says:

    Per Airel n. 84

    Evidentemente non conosci l’umorismo curiale sui santi :-)

    Miguel Martinez

  86. Airel81 says:

    ok ok.. ho esagerato ;)

    Ciao carissimo, son stato contento della tua visita da me (naturalmente il link nel post è meritatissimo).

    Alla prossima

  87. utente anonimo says:

    >Bentornato. E’ tornato Ritvan! adesso so cavoli nostri. BarbaraLattanzi<

    Come ci caschi sempre tu!:-).

    Evidentemente sei una persona troppo perbene per poter anche immaginare che un italiano che sappia scrivere un po’ meglio di come scriveva i pizzini Provenzano abbia la vile spudoratezza di registrarsi col nome di un’altra persona allo scopo di generare confusione.

    Ciao

    Ritvan

  88. Mi dispiace, è che ste cose io proprio non le capisco

    ciao

  89. kelebek says:

    Soffocando il capro espiatorio

    [..] Su segnalazione degli oppositori (Lista Civica, Lega Nord, AN, FI) circa un mese fa la magistratura ha sequestrato l’immobile riguardo a presunte irregolarità nel piano interrato. La data dell’udienza non è ancora stata notific [..]

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