Caso Hegazi

Non sono un appassionato del copincollaggio, ma siccome varie persone mi hanno chiesto cosa penso del caso di Mohammed Hegazi, vi giro intanto un testo preso dal prezioso blog di Sherif, che – essendo egiziano – segue direttamente la stampa egiziana sul caso.
Non sono d’accordo su tutte le sue affermazioni, ma di quello ne parleremo domani, quando scriverò anch’io qualcosa sull’argomento.
Mi sono permesso solo di aggiungere qualche a capo per rendere più scorrevole il testo.
Miguel Martinez
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"Mentre in Egitto un 25enne di nome Mohamed Hegazi viene condannato a morte perché cristiano, nel silenzio colpevole delle istituzioni della Repubblica, il cui governo si limita a farfugliare timide prese di posizione, a Roma, nel cuore della cristianità, nasce una nuova moschea, questa volta a piazza Vittorio. In un quartiere già infestato dalla strabordante invasione di stampo cinese, ora nasce a fianco di una parrocchia un nuovo luogo di culto che ospiterà chissà quanti fondamentalisti, come se non bastasse la moschea che c’è a Roma nord. Non ci si vuole rendere conto che i cittadini romani non ne possono più di tanto buonismo e saggezza vorrebbe che si imponesse uno stop prima di andare avanti. Quanti altri imam devono predicare terrorismo in Italia?".
Francesco Storace, La Repubblica

Per quanto riguarda il caso del Sig. Mohamed Hegazi.

Ebbene, nonostante quanto viene affermato in Italia, per quanto mi risulta egli non è stato condannato a morte da nessuno, tanto meno dall’Università di Alazhar: a sostenere tale versione sono individui e organizzazioni, soprattutto di ex-cittadini egiziani, di estrazione e stampo neoconservatore all’estero.

 Solo un Imam, secondo la rete Alarabiya, ha fatto causa per far dichiarare Hegazi non aderente all’Islam, una causa che – ironicamente – coincide con i desideri dello stesso Hegazi. In Egitto l’abbandono dell’Islam non è considerato un reato punibile né con la morte né con il carcere e il governo permette persino alle autorità ecclesiastiche di avvicinare e convincere i cristiani che hanno abbracciato l’Islam a tornare sui loro passi, e quindi – tecnicamente – di abbandonare appunto l’Islam.

 Il sig. Hegazi ha solo avuto un problema burocratico – in Egitto di certo non mancano (solo per fare un esempio, una vedova che deve ritirare la pensione per la prima volta deve presentare anche un certificato controfirmato da due impiegati pubblici che affermano è ancora in vita (!), anche se si presenta in persona e con tanto di carta d’identità) – derivante anche dal fatto che è la prima volta in assoluto che viene avanzata una richiesta simile alle anagrafi locali.

Per questo il sig. Hegazi ha fatto una causa allo Stato e ha nominato un avvocato. Se si sentisse tanto minacciato da un clima talmente ostile, di certo non l’avrebbe fatto, per di più facendosi fotografare e concedendo interviste.
Va detto però, che ultimamente sono emersi sulla stampa egiziana alcuni dettagli curiosi sulla vita del Sig. Hegazi: è passato dall’ideologia marxista a quella islamista (numerosi quotidiani egiziani affermano di essere in possesso di documenti scritti a mano in cui Hegazi loda Ayman Al Zawahiri, leader di AlQaida) e si è convertito al cristianesimo solo dopo che i suoi genitori si sono rifiutati di aiutarlo economicamente a sposare una giovane ragazza.
Fonti egiziane sostengono che è possibile che abbia appositamente scatenato questo caso proprio per ottenere asilo politico all’estero con annesso assegno di mantenimento. Gli unici, finora, ad aver preso le distanze dal sig. Hegazi sono i suoi genitori: il padre, in particolare, ha fatto causa per farlo dichiarare incapace di intendere e di volere. Anche il padre della moglie auspica il suo divorzio.
Ora, c’è solo da aspettare che la giustizia egiziana prenda il suo corso, senza interferenze esterne, evidentemente interessate a danneggiare l’immagine del paese all’estero strumentalizzando private tragedie famigliari, e possibilmente ancor più interessate a mettere in pericolo proprio la vita del sig. Hegazi istigando qualche integralista ad ucciderlo.
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22 Responses to Caso Hegazi

  1. utente anonimo says:

    Attacchi agli islamici, macelleria a fuoco a Chiari

    http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=68273

    -HTM

  2. utente anonimo says:

    strano: nell’ultimo lustro circa 400 persone sono state arrestate in egitto per essersi convertite al cristianesimo

    fonte?Amnesty international

    castruccio

  3. utente anonimo says:

    Curioso su Google News la notizia è stata riportata solo da 3 giornali. Affianco invece bene 24 giornali riportano la notizia di quel fesso (magari anche drogato o ubriaco) che ha cercato di murare la Madonna.

    Evidentemente un singolo fesso che mura una statuetta è cosa più grave di un gruppo di fessi di distrugge il negozio di una persona.

    -HTM

  4. utente anonimo says:

    A comunque, una notizia per tirare su il morale…:

    “Iraq, precipita elicottero: morti 14 soldati Usa”

    http://today.reuters.it/news/newsArticle.aspx?type=topNews&storyID=2007-08-22T094148Z_01_CIN234648_RTRIDST_0_OITTP-IRAQ-ELICOTTERO-PUNTO.XML

    Se trovo il video dei 14 sorci abbrustoliti lo posto, intanto stappo lo champagnino ;-) ;-) ;-)

    -HTM

  5. PinoMamet says:

    Castruccio

    ti dispiacerebbe darmi un link?

    Ho fatto una brevissima ricerca digitando “egitto” sul sito italiano di Amnesty, ho trovato diversa roba (pena di morte, uso della tortura, caso Abu Omar, trattamento disumano dei CPT italiani…) ma niente convertiti al cristianesimo.

    Probabilmente sono io che ho cercato male, per carità.

    In ogni caso, ti sarei grato se mi dessi un link.

  6. daciavalent says:

    “Se trovo il video dei 14 sorci abbrustoliti lo posto, intanto stappo lo champagnino ;-) ;-)”

    potrei amare questa persona.

    dacia valent

  7. utente anonimo says:

    Per PinoMamet

    http://www.webalice.it/looooo/egitto3.htm (Sebbene l’articolo 3 della Costituzione egiziana del 1923 proclami l’uguaglianza di tutti gli egiziani di fronte alla legge, senza distinzione di razza, lingua o religione, la realtà appare ben diversa.

    La tendenza a islamizzare il sistema giuridico egiziano ha trovato compimento nel 1971 quando venne approvata, per decisione del Tribunale costituzionale supremo, la disposizione secondo cui “l’islam è la religione di Stato e qualunque legge contraria all’islam è contraria alla Costituzione”. )

    http://www.alleanzacattolica.org/acs/rapporto_98/egitto.htm

    http://www.laciviltacattolica.it/Quaderni/2003/3680/Articolo%20De%20Rosa.html

    qusta sera, domattina al massimo, ti linkerò (se sai l’9nglese) tre rapporti di amnesty international per intero

    castruccio

  8. metoikos says:

    Ho appena chiamato mio cugino Isam, che è musulmano osservante e che non stringe mai la mano a mia sorella, che è sua cugina. Lei lo sfotte e commenta che non vorrebbe, per niente al mondo, annullare il suo stato di purezza acquisito con le abluzioni.

    Isam mi riferisce che un musulmano che si converte al cristianesimo, per la legge coranica, ha 3 giorni di tempo per riabbracciare l’islam. Dopo di che, viene giudicato e diventa lecito ucciderlo. Una conferma dell’esistenza di questa legge coranica è fornita indirettamente dal caso dell’afgano di cui si è parlato ultimamente.

    Tuttavia, in Egitto, non è applicata la legge coranica. Quindi il signor Mohammed Hegazi non rischia la condanna a morte da parte di un Tribunale egiziano.

    Capire perché ha scelto di diventare cristiano, ha poca importanza: il signor Mohammed Hegazi dovrebbe essere libero nelle sue scelte religiose.

    Non ho capito se il signor Francesco Storace è paladino della libertà religiosa o meno. Da una parte si lamenta del silenzio colpevole delle istituzioni della Repubblica nel caso dell’egiziano e dall’altra si oppone all’apertura di un nuovo luogo di culto.

    Sento che siamo nella merda. Possiamo davvero cambiare il corso degli eventi, noi, quattro gatti?

    Dacia, gli americani hanno mentito: sono stato io ad abbattere l’Uh-60 Blackhawk. Ho usato un missile FIM-92 Stinger che gli stessi americani ci fornivano per combattere contro i russi in Afghanistan!

    Imed (Tunisia)

  9. metoikos says:

    Castruccio, ma in Egitto è rispettata la costituzione?

    Osserva questo caso:

    Articolo primo. – La Tunisia è uno stato libero, indipendente e sovrano; la sua religione è l’Islam, la sua lingua l’arabo e il suo regime la repubblica.

    Art. 8. – Le libertà di opinione, di espressione, di stampa, di pubblicazione, di riunione e di associazione sono garantite e esercitate nelle condizioni definite dalla legge.

    Il diritto sindacale è garantito.

    I partiti politici contribuiscono all’inquadramento dei cittadini in vista di organizzare la loro partecipazione alla vita politica. Devono essere organizzati su basi democratiche. I partiti politici devono rispettare la sovranità del popolo, i valori della Repubblica, i diritti dell’Uomo e i principi relativi allo stato personale.

    I partiti politici s’impegnano a bandire ogni forma di violenza, di fanatismo, di razzismo e ogni forma di discriminazione.

    Un partito politico non può appoggiarsi fondamentalmente nei suoi principi, obiettivi, attività o programmi, su una religione, una lingua, una razza, un sesso o una regione.

    È vietato a tutti i partiti di avere dei legami di dipendenza con partiti o interessi stranieri.

    La legge fissa le regole di costituzione e di organizzazione dei partiti.

    Ora, dato che leggi spesso i rapporti di Amnesty, dimmi se i principi della costituzione tunisina hanno trovata conferma nelle leggi e nella loro reale applicazione.

    Imed (Tunisia)

  10. utente anonimo says:

    scusate, cerco di essere abbastanza neutrale nella marea di disinformazione che c’è in giro e della conseguente ignoranza, sia essa voluta o meno.

    per darmi modo di orientare le ricerche e d incrociare i controlli, vi dispiacerebbe, quando date una notizia che reputate provenga da documenti ufficiali, nominarme la fonte ed il documento che riguarda la notizia, così anche altri possono verificarlo? grazie

    vuk17

  11. Grazie Miguel per la citazione! Attendo con interesse il tuo commento sulla vicenda.

    Sherif

  12. vuk17

    Imed ti ha dato la fonte: suo cugino

  13. metoikos says:

    Barbara, dimostra che la mia fonte ha fornito una informazione errata!

    Sono ateo, ho letto più il Vangelo che il Corano, ma la mia fonte è attendibile.

    Imed.

  14. metoikos says:

    Sapete perché non ci sono sacerdoti nell’Islam?

    Perché il rapporto con Dio deve essere diretto. Ogni musulmano trova risposta a ciò che cerca nel Corano.

    Allora perché non tagliamo la testa al toro e non andiamo a leggere il Corano?

    Imed.

  15. x Metoikos

    http://aljihadalakbar.splinder.com/

    mi è stato segnalato da un amico, che ringrazio.

    Ciao

  16. metoikos says:

    Per BarbaraLattanzi

    Grazie della segnalazione. Ho appena letto il post “Apostasia e questione di fede”. Trovo conferma che la “fonte superiore” dal punto di vista “giuridico” per i musulmani deve essere il Corano. Anche un “Hadith” viene dichiarato non autentico se non conforme alla “fonte superiore”.

    Mi procurerò un Corano e metterò a leggere ogni tanto: un cugino, in fondo, può non essere una fonte attendibile, ma in “buona fede”!

    Di nuovo, grazie.

    Imed.

  17. AbdelQader says:

    Col nome di Allah Il Clemente Il Misericordioso.

    Per ciò che attiene il termine dei 3 giorni per la riconversione degli apostati, è una prassi che si è inserita specialmente nella prassi del diritto hanbalita, impropriamete potremmo dire quello dell’Arabia Inaudita giusto per capirci. D’altra parte l’apostasia era già conosciuta ai tempi del Profeta (pslsf), infatti uno dei primi musulmani che si rifugiò in Abissinia si convertì al cristianesimo, e da quello che mi risulta nessuno provò mai ad assassinarlo. Inoltre non mi pare neppure che lo stesso Inviato (pslsf) abbia emesso una fatwa di morte nei suoi confronti. Di fatto l’apostasia è un fatto fra l’uomo e Allah (SWT), conseguentemente il diritto islamico (shari’a) non è tenuto a sanzionare tale comportamento. Per ciò che attiene il detto ritenuto “non autentico” relativo all’uccisione degl’apostati, molti ulema sunniti hanno interpretato il contenuto nei seguenti termini: ” se il musulmano X abbandona la sua fede per un’altra e non cagiona la conversione di altri attraverso una sua opera attiva di divulgazione, egli non può essere ucciso”. Va da se che purtroppo nel mondo sunnita è un tutti contro tutti, e mancando un’autorità centrale i singoli possono disattendere tranquillamente ciò essi dicono.

  18. NOn ti preoccupare, Imed. Anche i cugini si possono sbagliare.

    :-)

  19. kelebek says:

    Che io sappia, la questione dell’apostasia si è posta per motivi politici dopo la morte del profeta Muhammad.

    Quasi tutte le tribù dell’Arabia avevano stipulato un patto con lui; che per i musulmani era un patto con l’Islam, per i capitribù solo un impegno con un capo degno di particolare rispetto.

    Alla sua morte, moltissime tribù sciolsero il patto nella cosiddetta “ridda”, che fu quindi considerata una ribellione sia contro lo “stato” che contro la “religione”.

    Miguel Martinez

  20. metoikos says:

    Grazie a tutti: sto imparando un sacco di cose, e pensare che a causa della mia presunta “appartenenza etnica” vengo automaticamente considerato musulmano, mentre non lo sono, lo dichiaro pubblicamente nel mio quartiere da quando avevo 11 anni e nessuno mi ha sparato fino ad ora.

    Lo hanno fatto invece i carabinieri in italia, ma i motivi erano diversi!

    Imed Mehadheb

  21. utente anonimo says:

    finalmente un posto dove trovare vari punti di vista,anchio so di enormi difficolta’ epericoli per i cristiani in egitto,in particolare sono preoccupata per un mio amico del cairo,vorrei scambiare due chiacchere con chi ne sa’ piu’ di me,perfavore contattatemi….

  22. utente anonimo says:

    sono sempre io del commento numero 21 se volete parlare d’egitto,integrazione e altro contattatemi simona_8@hotmail.com,o cercate il mio mondo in live space vagabondare…grazie

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