Theo Van Sulaymani

Il 9 agosto, il signor Ryan Donegan, di 40 anni, con un grosso crocifisso al collo, ha scavalcato il cancello della moschea di Regents Park a Londra.

Fermato dai custodi, ha chiesto di parlare con l’imam Muhammad Sulaymani, un signore di 58 anni. Ryan Donegan aveva già discusso in passato di questioni teologiche con l’imam, per cui l’imam lo ha ricevuto.

A questo punto, Ryan Donegan ha colpito al volto l’imam con un tirapugni  buttandolo per terra.

L’imam è caduto a terra, ed è significativo che il suo primo pensiero fosse che era meglio non difendersi, perché i media non lo accusassero di aver aggredito lui un non musulmano dentro una moschea.

L’imam è riuscito a rialzarsi, ma è stato rincorso da Ryan Donegan, che lo ha di nuovo buttato a terra e, montandogli sopra, ha cominciato a cavare gli occhi all’imam con le dita, un’operazione a quanto pare riuscita.

All’arrivo della polizia, Ryan Donegan non è voluto scappare.

Non credo che ci sia una grande differenza con l’attacco a Theo Van Gogh in Olanda: ricordiamo che la legge italiana definisce il tirapugni  come "arma bianca", al pari di un coltello.

Probabilmente l’aggressore dell’imam Muhammad Sulaymani era leggermente fuori di testa, come l’aggressore di Theo Van Gogh. E non è rappresentativo di qualche centinaio di milioni di cristiani europei, più di quanto l’aggressore di Theo Van Gogh fosse degli altri milioni di musulmani europei.

C’è però una differenza importante: mentre l’omicidio di Theo Van Gogh è stato un fatto isolato senza un solo parallelo in tutto il continente europeo, nel solo Regno Unito e nel solo mese di giugno ci sono stati 201 "racially motivated attacks", per la maggior parte islamofobe, e ben 258 a luglio.

Il 30 giugno scorso, ad esempio, Ghulam Mustafa Naz, ex imam della moschea di Manchester, facilmente riconoscibile per l’abbigliamento e la barba da musulmano credente, fu accoltellato ben cinque volte al corpo e due alla testa da un gruppo di quattro giovani bianchi. Se non l’hanno ammazzato, non era certo perché mancasse l’intenzione.

Domanda facile per tutti i consumatori di media.

1) Avete mai sentito parlare di Theo Van Gogh?

2) Avete mai sentito parlare di Muhammad Sulaymani o di Ghulam Mustafa Naz?

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59 Responses to Theo Van Sulaymani

  1. Risposta alla 1: si

    Risposta alla 2: no

    Quod est demonstrandum. No?

  2. metoikos says:

    Grazie della gradita visita. Mi sono permesso di linkare il tuo blog appena creato il mio, l’8 o il 9 agosto. Basta cliccare su “Una farfalla”.

    Che strano, il mio post di oggi, parla di razzismo come il tuo, ma a modo mio: Traduco una giornata del maggior poeta tunisino scritta nelle sue memorie del 1930, ma prima do la “notizia del giorno” scelta da me e la commento col testo di una canzone. Oggi ho inserito Biko, di Peter Gabriel. Agisco cosi; dialogo coi morti, attuando, in fondo, una protesta contro la mancata libertà di parola dalle mie parti. Per favore dai una occhiata al post del 17 agosto

    Un abbraccio,

  3. Caro Miguel,

    temo che quella dell’imam Sulaymani accecato sia una bufala.

    Non sono infatti riuscito a rintracciarla su alcun giornale inglese.

    Ceffo.

  4. utente anonimo says:

    http://news.bbc.co.uk/1/hi/england/london/6943292.stm

    io qui l’ho trovata, la notizia.

    ma da quando “se non lo ha scritto un giornale allora non è successo”?

  5. kelebek says:

    La colpa è mia: per qualche motivo, avevo scritto “Donahue” anziché “Donegan”, forse perché il primo è un cognome un po’ più comune.

    Adesso ho corretto.

    Quindi andate su Google e cercate:

    “Ryan Donegan” più parole come “mosque”, “imam”, ecc.

    “Muhammad Sulaymani” è, invece, la mia personale revisione scientifica delle diverse forme del nome della vittima, che appaiono nei media: le trascrizioni dall’alfabeto arabo sono assai precarie (le agenzie stampa italiane scrivono addirittura “Mohammed Salamoni”).

    Miguel Martinez

  6. kelebek says:

    Per Metoikos n. 2

    Metoikos è un uomo notevole sia per sensibilità che per esperienze.

    Attenzione che, al contrario di tutti i blog che io conosco, il primo post che appare è anche il primo che lui ha scritto, per cui sembra sempre fermo.

    Per leggere il post più recente, bisogna quindi andare in fondo all’ultima pagina.

    Miguel Martinez

  7. utente anonimo says:

    Ciò che non si dice è altrettanto importante di ciò che si dice. È la “reticenza”, che prima d’essere un concetto giuridico è, non a caso, una figura retorica. Nove volte su dieci la falsificazione non sta in ciò che viene detto ma in ciò che viene sottaciuto.p

  8. Oniros says:

    prendo i fatti così come li riporti. mentre provo simpatia per Theo Van Gogh, non posso fare altrettanto per l’imam accecato, simbolo di una fede che sta esasperando gli animi.

    Non ti chiedi perchè succedano questi fatti? Sono attacchi, o Risposte a precedenti attacchi?!

    La risposta non è semplice. io, naturalmente la penso in un modo (non condivisibile in questo blog).

    Ripeto: gli animi sono “esasperati”, e non vedo molte soluzioni all’orizzonte se non fatte di sangue e violenza (a meno che l’uomo diventi di punto in bianco, un essere luminoso civile e moderno…seeee, aspetta e spera!).

    Ciao

  9. kelebek says:

    Per Oniros n. 8

    “Non ti chiedi perchè succedano questi fatti?”

    Credo che tutto il mio blog sia un tentativo di capire “perché succedono questi fatti”, di cercare di leggere i segni e soprattutto il senso dei tempi in cui viviamo.

    Che poi le mie risposte siano quelle giuste, è un altro discorso; ma credo che sia difficile negare che io mi ponga le domande.

    Miguel Martinez

  10. utente anonimo says:

    3) E soprattutto: l’imam è forse morto?

    JZ

  11. utente anonimo says:

    fare informazione scorretta vuole anche dire non riportare notizie che hanno rilevanza per capire meglio certi fenomeni.

    qui da noi ci sono alcuni specialisti in materia.

    Non è difficile porsi delle domande, il difficile è districarsi in mezzo alle opzioni ed alle rappresentazioni della realtà;

    le “non notizie”, o l’omissione di notizie importanti, a volte sono parte integrante di queste rappresentazioni.

    fabrizio

  12. Ritengo l’intervento di Oniros #8 molto significativo.

    Si tratta di una persona colta e sensibile che parla a nome di altri (generalmente poco colti e poco sensibili) per cui è il casop di prestargli molta attenzione. Forse in questo intervento può essere racchiusa una delle chiavi del mistero.

    Usa molte volte la parola “esasperazione” riferendosi probabilmente a se stesso e a quelli della sua cerchia.

    Pensa a “risposte a precedenti attacchi”, quindi un tentativo di difendersi da un pericolo generalizzato e proveniente dall’esterno (i trifidi).

    “Non vedo soluzioni”: via senza uscita (aggiungerei alle crisi esistenziali che molti di loro stanno vivendo).

    E infine una descrizione del mondo occidentale:

    “sangue e violenza (a meno che l’uomo diventi di punto in bianco, un essere luminoso civile e moderno…seeee, aspetta e spera!)”

    Credo che da questi punti si possa partire per comprendere l’islamofobia.

  13. kelebek says:

    Per JZ n. 10

    La polizia è arrivata quasi subito, chiamata da altre persone alle moschea, prima che Ryan Donegan lo potesse uccidere.

    L’imam quasi sicuramente perderà la vista a entrambi gli occhi.

    Miguel Martinez

  14. utente anonimo says:

    x Barbara Lattanzi

    [quanno ce vò ce vò]:

    Islamo-fobia…Paura quindi ritenuta “immotivata”, giusto ?

    Fammi/temi capire: secondo te/voi fra Bamyan, New York, Londra, Beslan, Madrid, Sharm, Amman, Marocco …sono tutti Agenti della CIA e del Mossad che si spacciano per Musulmani per fomentare lo scontro tra Cristiani e Musulmani per poi assestare il Colpo di Grazia allo stremato vincitore ?

    … Almeno Blondet lo dice schiettamente che tutto il Male si spiega col Talmud !!!

    ;-/

    David

    (Ritvanarium)

    PS

    Oramai Ritvan latita da un pezzo, ma, se fosse qui, lui saprebbe come ironizzare e controironizzare laddove “voi” non siete stati capaci, e neppure “noi”.

  15. David

    (ti fornisco uina risposta alla Ritvan)

    Quella semmai dovrebbe essere terrorismo-fobia

  16. utente anonimo says:

    Tutti conoscono theo Van Gogh, non tutti, anzi nessuno l’imam a cui sono stati cavati gli occhi.

    Ciò dimostra in primo luogo che la vita di un occidentale ha più valore, anche se il caso del cineasta si impone per una serie di circostanze destinate a colpire in modo particolare l’opinione pubblica per via del movente che tira in ballo tutto l’armamentario immaginario in una questione centrale e di grande impatto, il ruolo delle donne o meglio il loro corpo.

    C’è dunque nell’assassinio di Theo V. G una carica simbolica che gli altri attacchi non hanno, è quasi fatale che sia così.

    Una mia giovane amnica ha visto a Lugano una signora completamente velata e con una specie di museruola di metallo all’altezza del viso; pur non avendo particolari pregiudizi ne è rimasta quasi inorridita.

    Ne abbiamo parlato molto e io ho cercato di ricollocare quell’immagine così dura, per lei, ma anche per me, in un contesto più articolato cercando di vedere quanto di altrettanto perturbante esiste anche nella condizione femminile occidentale, che tuttavia ha perlomeno in teoria un ventaglio di scelta maggiore, data la legislazione e i costumi molto diversi che regolano la vita delle donne.

    Ma un velo di quel tipo, peraltro penso poco diffuso, non vuol dire nulla e men che mai qualcosa che possa comportare un criterio di superiorità culturale, umana o sociale. Significa solo diversità, molta diversità.

    Ma come è stato osservato questa diversità, che non è la sola, quando si miscela con i grandi attentati viene letta in modo particolare e dà luogo anche nelle migliori persone a considerazioni che rasentano il senso di superiorità, senso di superiorità che io ritengo affine al razzismo.

    Faccende complicate, che richiederebbero o una grande cultura o una grande umanità, cose che scarseggiano!

    maria

  17. T. van Gogh era un cineasta molto mediocre (ho visto alcuni minuti del suo discusso film sull’islam) ma certamente non per questo meritava di morire – altrimenti troppi bisognerebbe farne fuori!

    Cercò di emergere all’attenzione del pubblico con un film-scandalo che, anche se fatto male, avrebbe sicuramente provocato reazioni e fatto parlare di lui (che era già avvantaggiato dal fatto di possedere il nome di un famoso fratello di un ancor più famoso pittore). La reazione infatti la ha provocata ….

    Morale: meglio cercare di perfezionare la propria arte e farsi conoscere per il proprio talento che cercare facili fortune!

    Spero che i medici riescano a salvare la vista al malcapitato imam.

  18. AbdelQader says:

    Col nome di Allah Il Clemente Il Misericordioso.

    Conosco entrambe le storie, ma del secondo so ben poco se non qualche trafiletto nascosto sul giornale quando avvenne il fatto. Per quanto riguarda Theo Van Gogh invece si sa tutto di tutto e anche di più: lui è stato fatto martire della civiltà “aperta”. Come afferma Barbara penso che fosse mediocre anche io: basta vedere i suoi cortometraggi per capire che era un regista sostanzialmente propugnatore di un cinema lento (tipo cinema francese anni ’60 e ’70), ma allo stesso tempo cercava di copiare malamente il simbilismo bergmaniano. Se la pellicola che gli costò la vita avesse documentato solo la condizione in cui tante musulmane versano, sarei stato il primo ad applaudirlo, invece ha cercato di veicolare il messaggio Islam = abiezione e violenza, mettendo di mezzo il Santo Corano. D’altra parte lui stesso più di una volta fece esternazioni razziste verso i musulmani e di disprezzo verso l’Islam. Theo Van Gogh è diventato un martire e non lo meritava, invece era solo una persona da compatire visto anche le evidenti turbe psichiche del suo avo.

  19. utente anonimo says:

    Il rapporto azione-reazione non sta molto in piedi tra i due episodi!

    C’è un’abissale differenza che divide le due aggressioni. E a dividerle è il movente. Theo Van Gogh è stato ucciso da un fanatico psicopatico per aver prodotto un documento filmato il quale riportava alla cronaca le condizioni di vita delle donne musulmane. Se non erro! Il film è stato proiettato anche qui a Como per volere della Lega Nord. Io non l’ho visionato quindi non saprei trarne un giudizio in merito. Se è stato assassinato per tale motivazione direi che l’omicidio può certamente rientrare in un concetto estremistico. Diciamo che è stato punito duramente per aver espresso liberamente ciò che è un dato di fatto, e la gravità del gesto assume più risonanza perchè si è consumato in Olanda ( in casa).

    Muhammad Sulaymani o Ghulam Mustafa Naz: onestamente non so niente di ‘sto personaggio. Opinabile il fatto che la sua vicenda abbia avuto poca risonanza, però, dai! Non si può paragonare il suo caso con la chiara matrice fondamentalista che ha tolto la vita a Van Gogh. Tra l’altro ucciso per aver documentato ed esposto in modo consapevole la realtà dei fatti. L’assassino è un marocchino e il movente è troppo terribile. Denota la carenza di libertà di espressione presente nei musulmani e, questa loro pessima qualità la vogliono importare nelle nostre case.

    la Cellula

  20. “Tra l’altro ucciso per aver documentato ed esposto in modo consapevole la realtà dei fatti. ”

    Infatti, c’è una tizia nuda con il velo in testa che parla tutto il tempo rivolta alla telecamera. Succede tutti i giorni in Egitto. La scena è solo questa, per 2 ore e mezza. Incredibile ma vero.

    “L’assassino è un marocchino ”

    Ecco, questa è una motivazione profonda.

    “e il movente è troppo terribile.”

    Se avessi visto il film probabilmente gli avresti concesso le attenuanti.

    Però su una cosa hai ragione. il caso van gogh aveva un movente. L’altro no.

  21. utente anonimo says:

    “e il movente è troppo terribile.”

    Se avessi visto il film probabilmente gli avresti concesso le attenuanti.

    maria

    beh se tutti gli autori di film brutti dovessero essere ammazzati ci sarebbe una strage mondiale.

    Quando è successo il fatto molti si sono soffermati sul valore o non valore del film e senza ironia , come se la mediocrità dell’opera in qualche modo attenuasse la responsabilità di chi ha ucciso e nascondesse il problema reale della diversa concezione riguardo alla libertà di espressione.

    I gesti esemplari per quanto folli rimandano sempre a problemi reali. maria

  22. Si, Maria, era una battuta. In un post precedente ho già detto più o meno quello che hai detto tu :-)

    Resta il fatto che, secondo me, l’intenzione del van gogh fosse quela di provocare reazioni per far parlare di sé. Purtroppo gli è andata male. Ricordiamoci che anche Lennon, che sicuramente non voleva offendere nessuno, ha fatto la stessa fine.

  23. utente anonimo says:

    >T. van Gogh era un cineasta molto mediocre< Tutto è relativo. Certo che rispetto alla massa di cinema prodotto in occidente qualche dubbio lo lasciava. Rispetto al seminulla prodotto da coloro cui la foto ruba l’anima… Mi parrebbe di far l’elogio del cammello contro il motore a scoppio… (per la cronaca: il cammello è uno dei miei animali preferiti).
    >D’altra parte lui stesso più di una volta fece esternazioni razziste verso i musulmani e di disprezzo verso l’Islam. < Anche verso cristiani ed ebrei: ma indovina chi lo ha ucciso? Nel complesso, sulla differenza tra il caso Van Gogh e gli altri episodi la penso come “La Cellula”, senza per questo minimizzare le aggressioni citate da Miguel. JZ

  24. AbdelQader says:

    Col nome di Allah Il Clemente Il Misericordioso.

    Ovviamente l’ha ucciso il solito vetero-wahhabita, ormai ci manca solo di sorprenderne uno coi pantaloni calati in S. Pietro e siamo a posto.Purtroppo i musulmani anche in quell’occasione hanno perso l’ennesima possibilità di controbattere con il Verbo alle nefandezze di un soggetto molto turbato. Purtroppo, in quell’occasione, Van Gogh ha vinto e i musulmani hanno perso: potevano controbattere adducendo dal Verbo per ben informare la gente, invece hanno preferito passare per dei sanguinari. A volte rimango basito per i comportamente di alcuni “fratelli”.

  25. utente anonimo says:

    >potevano controbattere adducendo dal Verbo per ben informare la gente, invece hanno preferito passare per dei sanguinari. < Spunto ottimo, condivido.
    JZ

  26. JZ

    Credo che AQ non intendesse parlare di tutti i musulmani, ma di qualche violento che non rappresenta affatto una religione e, specialmente, dell’assassino. Se proprio vogliamo confondere un singolo delinquente con un popolo o con una religione dbbiamo dire pure che il mostro di Milwaukee rappresenta gli statunitensi e chikatilo gli ukraini. (A proposito dell’Italia v. http://www.corriere.it/speciali/serialkiller/pop_skitaliani.html – e i casi non ancora risolti: http://www.corriere.it/speciali/serialkiller/pop_skprobabili.html )

  27. utente anonimo says:

    Maria, 16)

    Ti confesso Maria che l’episodio riferitoti dalla tua amica ha per me più valore di duecento discorsi astratti sull’ occidente e l’oriente , sulla nostra religione e sull’ Islam , su usi e costumi nostri e ” loro”.

    Sei sicura che la struttura metallica non fosse una protesi riabilitativa ? Per la mascella per esempio ?

    Perché se io dovessi credere che ancora nel mondo ci sono usi e costumi che permettono di segregare il viso di una donna con una museruola metallica , non solo non sarei, come già non sono, antioccidentale, ma sicuramente farei di tutto per impedire che simili costumi possano anche solo affacciarsi nella nostra cultura. Insomma, diventerei , se del caso, una combattente antiislamica.

    Aurora.

  28. utente anonimo says:

    Mi sono espressa male, Maria, ovviamente tu non hai visto e non puoi essere sicura di niente, dovresti chiedere alla tua amica..magari lei non aveva pensato alla protesi..( voglio essere ottimista).

    Aurora.

  29. utente anonimo says:

    Barbara il discorso è sempre lo stesso,trito e ritrito.

    Fermo restando sia io il primo a dire che gli assassini e i fanatici nell’Islam sono minoranza, non si può parlare di “singolo delinquente”.

    Non mi pare che i succitati personaggi combattessero in nome della “Bibbia” o degli “Slavi ortodossi” nè che avessero alle spalle gruppi di persone/amici a pensarla come loro.

    Quel che intendeva AQ classificando (per usare una , usando una metafora calcistica)una sorta di “Autogol” la reazione sanguinaria nei confronti di Van Gogh l’ho capito benissimo e, sia pur da una prospettiva diversa, la condivido come ho pure scritto.

    Saluti

    JZ

  30. utente anonimo says:

    Aurora,

    domani la vedo e chiederò di nuovo.

    Ti saprò dire.

    maria

  31. utente anonimo says:

    Se proprio vogliamo confondere un singolo delinquente con un popolo o con una religione dbbiamo dire pure che il mostro di Milwaukee rappresenta gli statunitensi e chikatilo gli ukraini.

    mariA

    barbara l’analogia seppur paradossale non mi pare pertinente ,

    il mostro di Milwaukee , se ricordo bene,uccideva non in nome della cultura americana o comunque a difesa di qualcosa

    Era semplicemente un serial killer e nei suoi assassini non c’era nulla di lontanamente politico.

  32. AbdelQader says:

    Col nome di Allah Il Clemente Il Misericordioso.

    Barbara al #26 ha ragione: è chiaro che quel tizio che ha accoppato Van Gogh non può essere l’esempio di tutta una realtà che per la sua stessa complessità sfugge a molti insigni orientalisti. E’ chiaro però che nessuno dopo il fatto, tranne la condanna, è riuscito ad articolare il minimo discorso logico per spiegare da una parte un gesto insensato e spregevole, e dall’altra ciò che ha scatenato questo atto criminale. Sarebbe in pratica come ritenere i tak-tak come esempio del mondo cristiano. Solo chi ha interessi politici può fare simili semplificazioni.

  33. kelebek says:

    Per Aurora e Maria

    Il punto, facile da dimenticare, è che “l’Islam” è semplicemente l’insieme di tutte le culture e tutte le diversità sulla più grande fascia di terre emerse del pianeta, che va dal Senegal alle Filippine, e che comprende circa un quinto della specie umana.

    Miguel Martinez

  34. JZ

    nemmeno i serial killer nostrani sono tanto pochi. basta che controlli le liste – una dei casi risolti e l’altra dei risolti – che ho scritto nel commenti precedente. Ma non dicono nulla sulle caratteristiche degli italiani, se non che viviamo in un periodo di crisi e quindi se ne vedono di tutti i colori.

    Un paragone più pertinente, se vogliamo parlare di atti criminosi organizzati e coordinati possono essere le organizzazioni mafiose.

    Esistono sotto- e contro-culture in tutti i posti. Ma ciò che è importante è sapere che sono fenomeni complessi difficile da comprendere guardando il telegiornale o chicchierandone con amici.

    Per comprendere una cultura o una società puoi fare come gli antichi sapienti platonici, attraverso l’esempio della città. Immagina una metropoli, dove c’è di tutti, gli individui e i gruppi si ritagliano ognuno una nicchia diversa, più o meno dentro o fuori dei margini di ciò che è considerato legale. Ognuno vede le cose da un punto di vista diverso, a seconda della posizione che ricopre nella struttura, struttura che divine ogni giorno più complessa e articolata. Un po’ di decenni fa alcuni studiosi, la c.d. “scuola di chigaco” analizzò i comportamenti sociali partendo dalla struttura delle città (centro, periferia, vari quartieri e sobborghi, ecc.). Ora, tutti queswti individui o gruppi costituiscono ognuno un microsistema in relazione con gli altri microsistemi. Ogni individuo ricopre numerosi ruoli diversi a volte compatibili a volta incompatibili tra loro.

    Questo stesso paragone, sempre secondo gli antichi, era la chiave per comprendere come migliorare la società e i singoli individui.

    La realtà non è un film alla Rambo.

  35. utente anonimo says:

    Ma Kel, sarei una pazza a voler combattere l’ Islam.

    Sono alcune sue interpretazioni e applicazioni, casomai, che vanno combattute, mi sembra così ovvio.

    Pensa se fossi nata nel paese dove vige la legge o il costume di andare in giro con la museruola metallica . Sarei in una cuccia, con la ciotola, metaforiche s’ intende, e con un reale padrone, imposto, a cui dovrei restare incatenata.

    La museruola sarebbe stata il segnale della barriera tra me e il mondo esterno- estraneo, del divieto di parlare con gli sconosciuti, della costrizione ad abbassare lo sguardo, a non sorridere, a non sgarrare.

    Io posso SCEGLIERE in questo occidente , a chi parlare, chi guardare, A CHI SORRIDERE per strada o tra amici e non amici , e questo mi sembra il minimissimo importantissimo per VIVERE decentemente.

    E poi tu credi che l’occidente non sia ampio e vario, che sia una struttura omogenea che plasma la maggioranza con il potere del denaro, con droga, lussuria, discoteche, scemenza ?

    Ammettiamo che sia così, che facciamo ? Ci passiamo un’accetta sul tronco e , mentre l’albero cade, diciamo ” radici occidentali, quanto siete brutte !”

    Se l’albero è marcio cadrà da solo.

    Aurora.

  36. utente anonimo says:

    Aurora

    “Pensa se fossi nata nel paese dove

    vige la legge o il costume di andare in giro con la museruola metallica”

    Ma dove questo paese ameno?! chi mai promulgò una legge siffatta?!

  37. utente anonimo says:

    Per AQ e Barbara.

    Qui o non si capisce o lo si fa apposta.

    NON HO MAI DETTO CHE L’ASSASSINO DI VAN GOGH RAPPRESENTI L’ISLAM

    Ho solo detto (e vi sfido a dimostrare il contrario) che c’è una bella differenza tra un serial Killer (e non ce ne sono pochi) che decide di dar sfogo alle sue pulsioni,e chi uccide in nome di un’ideologia condivisa(anche se certamente non dalla maggioranza dell’Islam).

    JZ

    JZ

  38. kelebek says:

    Per Aurora n. 35

    Su qualche vecchio libro di antropologia, credo il Biasutti, ho visto le foto di una sorta di costruzione a forma di castello, con listelli di legno, che sarebbe usata per coprire la testa, da alcune popolazioni di cammellieri, credo della zona degli emirati o dell’Oman, non ricordo bene.

    Può darsi che ci si riferisse a qualcosa del genere.

    Miguel Martinez

  39. AbdelQader says:

    Col nome di Allah Il Clemente Il Misericordioso.

    Per #37, in entrambe i casi mi sembrano soggetti con evidenti turbe spichiche.

  40. JohnZorn says:

    >Per #37, in entrambe i casi mi sembrano soggetti con evidenti turbe spichiche.< AQ: è probabile. Ma perché il soggetto che ha ucciso Van Gogh ha tanti che la pensano come lui? http://www.lemonde.fr/cgi-bin/ACHATS/acheter.cgi?offre=ARCHIVES&type_item=ART_ARCH_30J&objet_id=910849&clef=ARC-TRK-NC_01

    e jeune fils du cinéaste Theo Van Gogh brutalisé par deux jeunes Marocains

    LE MONDE | 30.07.05

    Les Pays-Bas sont à nouveau en émoi depuis que la mère de Theo Van Gogh a affirmé, dans une interview télévisée, que son petit-fils, Lieuwe, 14 ans, le fils du cinéaste assassiné par l’islamiste radical Mohammed Bouyeri, avait été brutalisé à deux reprises par de jeunes Marocains.

    Mme Van Gogh s’exprimait au lendemain du verdict prononcé, mercredi 27 juillet, par le tribunal d’Amsterdam, qui a condamné l’assassin de son fils à la réclusion criminelle à perpétuité.

    La grand-mère du jeune Lieuwe soutient que son petit-fils a été agressé à deux reprises alors qu’il promenait son chien. Interrogé par ses agresseurs sur son identité, il aurait nié, en vain, être le fils du cinéaste. Des voisins se seraient aussi alarmés quand ils ont entendu que des jeunes gens se renseignaient sur l’adresse de l’adolescent. Enfin, Lieuwe Van Gogh aurait, à l’école, subi les quolibets de jeunes d’origine étrangère affirmant que la mort de son père était “une bonne chose” .

    Ses révélations interpellent d’autant plus l’opinion publique néerlandaise qu’elle a découvert, au fil du procès de Mohammed Bouyeri, la violence avec laquelle le cinéaste a été assassiné, le 2 novembre 2004.

    Le jeune islamiste néerlando-marocain, qui revendiquait clairement son acte et a indiqué qu’il voulait punir “un blasphémateur et un infidèle” , n’a manifesté aucun regret mais a toutefois présenté de timides excuses à la mère de sa victime.

    La police d’Amsterdam, interrogée sur les propos de Mme Van Gogh, affirme prendre l’affaire très au sérieux. L’un de ses porte-parole a indiqué qu’elle avait déjà enquêté suite à des plaintes de la famille mais qu’elle n’avait pu trouver aucune preuve de menaces ou de brutalités.

    Cette version est contredite par la famille, qui affirme que les policiers n’ont entrepris aucune démarche. Au Parlement, le député populiste Geert Wilders a annoncé son intention d’interpeller les ministres de la justice et de l’intérieur.

    Saluti

    JZ

  41. PinoMamet says:

    Io ricordo foto di donne, di non so quale paese, che invece del velo usavano, a coprire-scoprire il velo, una specie di mascherina dorata, con larghe aperture sugli occhi.

    Forse era qualcosa del genere, boh!

    PS

    Il Biasutti, o forse il Luschan, ha fotografato un curdo che mi assomiglia un sacco (io però sono più bello! ;-) )

    nessuno credo si fidi più delle loro classificazioni, peraltro.

  42. PinoMamet says:

    Errata corrige:

    leggasi “scoprire il volto” non “il velo”.

    Ciao!!

  43. utente anonimo says:

    Per Aurora

    Ho di nuovo chiesto alla mia amica.

    Lei ricorda bene questo: la signora velata da capo ai piedi era con altre donne altrettanto velate nel centro di Lugano ma lei a differenza delle amiche aveva la fronte cinta da una fascia da cui partiva una specie di listello di metallo fin sotto il naso che poi si diventava una specie di targa dello stesso metallo non forata però, e che aveva ,cosa molto curiosa, inciso il disegno della forma delle labbra.

    Ho chiesto come poteva respirare secondo lei e lei mi ha detto che forse lo faceva perchè la targa di metallo restava staccata dalla bocca.

    Una cosa molto strana che non aveva mai visto prima.

    maria

  44. utente anonimo says:

    Col nome di Allah Il Clemente Il Misericordioso.

    Barbara al #26 ha ragione: è chiaro che quel tizio che ha accoppato Van Gogh non può essere l’esempio di tutta una realtà che per la sua stessa complessità sfugge a molti insigni orientalisti.

    maria

    ma certo che l’assassino di Van Gogh non rappresenta tutta la realtà, nessuno qui ha detto questo nemmeno Zorn mi pare.

    Ma tuttavia l’analogia con il serial killer o altre fenomeni non regge.

    Faccio un esempio. Ieri l’altro in Toscana un uomo ha ucciso a pistolettare due nipoti; il movente a suo dire sarebbe stato il fatto che i due ragazzi, non se se uno dei due era una donna, non lo rispettavano, ovvero detto in altre parole non condividevano ,evidentemente ,le sue idee .

    Non ho letto l’articolo e non saprei dire di più, nel senso che non conosco che tipo sia, credo però che se non è un tipo particolare per religione o etnia, la cosa finirà lì, non ci saranno particolari articoli o dibattiti come successe con il caso di Hina, ma perchè?

    Perchè Hina era di un’altra cultura, di una cultura che confligge, per certi versi, e non per limiti suoi soltanto, con quella occidentale e quindi il suo assassinio diventò qualcosa di simbolico che rimandava ad altro, a differenza di tanti delitti quotidiani.

    Voglio dire che non riconoscere mai questa particolarità è un eccesso di difesa che lascia il tempo che trova.

    Esiste un conflitto che non è uno scontro di civiltà ma appunto un conflitto che alcuni strumentalizzano o amplificano e che altri negano nelle maniere più diverse.

    Questo per dire che l’uccisione di van Gogh non equivale sul piano dell’immaginario al un altro assassinio, è qualcosa di più ,fermo restanto la follia dell’uccisore.

    O questo ragionamento è sbagliato e il fatto è SOLTANTO la vicenda privata di uno fuori di testa?

    maria

  45. utente anonimo says:

    Insomma Maria, non sembra una protesi, o qualcosa di simile, ma piuttosto una “mascherina di ferro”.

    Forse qualcuno degli ” islamisti” ( studiosi di Islam) o di viaggiatori nei paesi islamici , lettori del blog, ne sa qualcosa di più e può escludere che si tratti di una usanza musulmana.

    Grazie comunque di esserti interessata e ringrazia anche la tua amica da parte mia. Puoi anzi riferirle che il suo ” esserne quasi inorridita” è pienamente condiviso da me, anche se io mi ero immaginata una struttura più “torturosa”, tipo quelle di trazione che si vedono di tanto in tanto nei reparti ortopedici. Questa, a parte che sotto i potenti raggi del sole dovrebbe diventare rovente, in quanto metallica, almeno non serra parte del viso. Non rinuncio comunque a pensare che potesse avere una qualche utilità per la salute di chi la indossava, affetta forse da qualche patologia al volto.

    Infatti non mi spiegherei, altrimenti, come potesse girare per il centro di Lugano a volto coperto.

    Aurora.

  46. Ricordo di aver visto a Londra una donna velata che entrava nello Sheraton hotel di knightsbridge e portava una specie di mascherina alla zorro di metallo dorato. Mi dissero che doveva essere la moglie di un petroliere straricchissimo, solo quelle andavano in gisro così. La maschera era d’oro vero e credo che sia una specie di status symbol. Maria, forse la ta amica ha visto qualcosa del genere. che non fosse minimamente obbligatoria per alcun paese o religione lo dimostra il fatto che le altre che erano con lei non la portavano.

    Per quanto riguarda gli assassini bisogna evidentemente portare altri esempi.

    Gli attentati alle moschee di cui MM ci ha informati non sono voluti dalla religione cristiana, non sono tollerati dalla legge italiana, ma non sono episodi singoli né azioni complusive di un singolo squilibrato. Sono azioni coordinate, ideologiche e che hanno consenso (come avete potuto vedere anche su questo blog). I suoi sostenitori potrebbero portare complessi e articolati discorsi per giustificare tali mezzi “in nome dell’occidente” e della “cristianità”.

    Ma, in realtà, cosa rappresnetano se non se stessi e la prpria miseria?

  47. utente anonimo says:

    Non rinuncio comunque a pensare che potesse avere una qualche utilità per la salute di chi la indossava, affetta forse da qualche patologia al volto.

    Infatti non mi spiegherei, altrimenti, come potesse girare per il centro di Lugano a volto coperto

    maria

    sì, può essere che ci fosse un motivo particolare ,anche perchè era l’unica , del gruppo femminile,ad averla.

  48. l’esempio citato sotto è da confrontare con l’assassinio di van gogh.

    Per quanto riguarda l’articolo francese citato (mi pare da cell) riporto uno stralcio significativo che potrebbe essere sfuggito ad alcuni sopraffatti dall’orrore per il comportamento di cattivi nordafricani:

    “La police d’Amsterdam, interrogée sur les propos de Mme Van Gogh, affirme prendre l’affaire très au sérieux. L’un de ses porte-parole a indiqué qu’elle avait déjà enquêté suite à des plaintes de la famille mais qu’elle n’avait pu trouver aucune preuve de menaces ou de brutalités. ”

    La polizia non ha riscontrato NULLA. Vi ricorda qualcosa?

  49. utente anonimo says:

    Mi dissero che doveva essere la moglie di un petroliere straricchissimo, solo quelle andavano in gisro così. La maschera era d’oro vero e credo che sia una specie di status symbol.

    maria

    anche questa ipotesi è plausibile, perchè a Lugano ci sono molti ricchi e questo spiegherebbe anche perchè nessuno gli impediva di portarla. Non attribuivo comunque la mascherina a nessun obbligo religioso o statuale.

    Riguardo all’esempio invece da me portato mi sembrava abbastanza plausibile, nel senso che se a uccidere i nipoti fosse stato un immigrato islamico si sarebbe aperta subito una discussione e ,ovviamente non del tutto imparziale , sulla sua cultura familiare.

    Comunque l’assassino di van Gogh era uno squilibrato abbastanza particolare. E del resto la reazione da parte islamica è stata stigmatizzata anche da persone non sospette di questo blog mi pare.

  50. utente anonimo says:

    Se anche la maschera non fosse obbligatoria, sarebbe da presumere che comunque faccia parte del costume in quanto (status -) symbol , segno di distinzione.

    Scusate se io sono pignoletta, ma forse una maschera d’oro copre e pesa di meno di una maschera di vile metallo ? E ha forse un significato diverso da quello che ho ipotizzato nel mio precedente intervento ?

    Aurora.

  51. PinoMamet says:

    Giustissime secondo me le obiezioni di Aurora, anche se penso che la maschera, di qualunque materiale, abbia la stessa funzione del velo integrale, non di una museruola che impedisca inumanamente di esprimersi..

    Però io trovo inumano anche il velo integrale, in effetti.

  52. kelebek says:

    Mi vengono in mente i denti d’oro delle donne Rom… per molte, sono una prova dell’amore del marito, e per il marito, anche una prova della sua forza, ricchezza e quant’altro.

    Miguel Martinez

  53. utente anonimo says:

    x Aurora50:

    La vera maschera si porta come individui (!!!) non come membri di una comunità : quello è un segno di dostinzione tribale. E poi soprattutto ogni maschera è unica, mentre un velo o un cappuccio sono delle “divise” di un gruppo umano.

    a quando un Imam come Fray Tormenta ? Quello sarà un Gran Giorno, SE verrà !!!

    DAVID-Ritvanarium L’ INFAKABILE

  54. utente anonimo says:

    La Maschera di Fray Tormenta e il Nikab … non vedo immagine più eloquente di questa per farmi capire da Aurora, e se gli altri non capiscono fa lo stesso !

    by

    David-Ritvanarium l’ Infakabile

  55. utente anonimo says:

    Davide, sono sempre d’accordo con te, a parte due o tre o sette particolari, ma insomma anche se non comprendo questi afferro però il totale generale.

    La maschera di Fray Tormenta- stratagemma a fin di bene con cui egli si mette in gioco in prima persona- la capisco. Belle anche le foto, sei un raccoglitore – cernitore di belle immagini.

    Ma tra il velo e la maschera metallica non credo ci sia molta differenza sostanziale. Se rifiuti il primo, dovresti rifiutare anche la seconda.

    Altrimenti dovremmo concedere- azzardo per assurdo – anche ” il beneficio”- per sole donne ovviamente- di girare con una palla al piede da passeggio , purché sia di pregio o ben intarsiata e , soprattutto, simbolica . Una palla al piede che evochi cioè – grazie alla sua particolarità , artisticità, preziosità, immediatamente il potere, il mistero, le immagini sublimi, il peso …….della ricchezza , dei patrimoni incalcolabili , inimmaginabili, che certo oriente riflette.

    Mentre invece nessuna deroga- da parte dell’intransigente e diffidente occidente- sarebbe ammessa per le tante anonime, miserabili palle al piede, tutte uguali, tutte nere, di bassa lega, che ricordano il carcere da medioevo , la tortura ed evocano, guarda un po’, la repressione-punizione anziché la distinzione.

    Ma mi è chiaro: a te piace l’arte,l’artigianato, la storia, il significato delle maschere, ai più piace il denaro e per quello sono anche disposti a ” non guardare in faccia “: ovunque si fanno ponti d’oro, purché non si parli di denti dei rom , a chi porta oro.

    Aurora.

  56. kelebek says:

    Per Aurora n. 55

    Non penso che sarebbe difficile lanciare la moda della palla al piede.

    Non solo esiste quella del tacco storcicaviglia; o quella di chiazzarsi irrimediabilmente la pelle con disegni vari.

    Esiste addiritura l’uso del pezzo di metallo ficcato dentro la lingua o attraverso la pelle, a qualche millimetro dall’occhio.

    Giuro, è vero, l’ho visto con i miei occhi.

    Miguel Martinez

  57. utente anonimo says:

    Anche io ho visto questi obbrobri repellenti di ferri infilzati sulla lingua e sulle palpebre . Ho chiesto pure come si riuscisse a mangiare. Mi è stato risposto che si mettono e tolgono con facilità.

    Comunque, una bella palla con gli aculei farebbe pendant con la parrucca di topo nordico del parrucchiere di Lucca, i piercing sulla lingua tirata sempre fuori, il trucco rosa-nero vampiresco, alla Morticia – Mason e C. , per le serate satanico-trasgressive nelle discoteche sadomasochiste o nei pubs di metall music .

    Però, da quando hai scritto della tua amica che butta giù la porta del fidanzato con l’accetta, ti ritengo capace di qualunque frequentazione tribal/ metallara.

    Aurora.

    p.s : spero che stia discretamente , la tua amica, mi pareva che avesse qualche problema alle ossa.

  58. Effettivamente, le torture che avete citato sono poco dolorose. inoltre sono paritarie: la maggior parte sono unisex. Pensate invece ai seni siliconti. una che si è sottoposta a ciò mi ha detto che è molto doloroso.

    Lo ha fatto con lo scopo di compiacere suo marito. Ciò dimostra quanta parità sessuale ci sia nel nostro, luminoso mondo occidentale.

  59. utente anonimo says:

    A parte che per fortuna la cretineria e l’unione matrimoniale fondata sul silicone non fanno finora sicuramente parte del nostro costume o tradizione, ma doveva farsi gonfiare anche lui le tette , per soddisfare le esigenze di parità sessuale ?

    Aurora.

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