Guatemala, il sorriso del guerrigliero

Nel bellissimo blog, Siamo un fiume lento – scoperto per caso, solo ieri – ho trovato queste parole di un poeta guatemalteco.

Che valgono per mille fratelli, anche (e scusate se parlano un’altra lingua) quelli di Tora Bora a cui tagliarono le dita per prelevarne il DNA.

I commenti in fondo provengono dallo stesso blog.

Guatemala/ il sorriso del guerrigliero
Arqueles Morales

A Arnoldo, morto in combattimento

Due Mondi

Molto dopo che l’ultimo tiro era partito
trovarono i rangers tra i cespugli
il guerrigliero morto
adornato di rovi sangue e pallori.

Compiuto il rito della pallottola alla tempia
l’ufficiale prese con un fazzoletto i suoi occhiali vivi
per guardarci attraverso
quello che il morto guardava anche nell’ombra
quello che solo i suoi occhi venati d’odio potevano contemplare
E non riuscì a vedere niente.

Tolsero gli stivali  madidi  dal loro stampo ormai inerte
( sentieri e marciapiedi disegnavano la loro mappa
nel cuoio rossiccio e consumato)
per trovarci dentro
il sicuro meccanismo delle grandi tappe
la fretta che agitava i suoi passi per i boschi
la volontà di distanza di chi dà gli esempi
E non trovarono niente.

Lo denudarono del tutto
ispezionarono la sua camicia e non trovarono niente
e il suo corpo era un corpo di uomo indurito
misero sotto la lente il suo diario di campagna e non trovarono niente
esaminarono il suo berretto verdeoliva e non trovarono niente
smontarono il suo fucile attentamente e non trovarono niente
“Bruciatelo insieme ai suoi compagni” ordinò  l’ufficiale ai suoi soldati.

Ma anche questo espediente fu tardivo
perche’ il leggero sorriso del cadavere
era stato visto ormai da tutti.
Arqueles Morales nacque nel dipartimento de Jutiapa in Guatemala nel 1940. Studiò cinema nella scomparsa República Democrática tedesca dove fu corrispondente estero per tre anni. Nel 1958 si iscrisse all’Associazione scrittori e artisti del Guatemala.

Fu segretario di Miguel Ángel Asturias, quando l’autore del “Signor Presidente” visse rifugiato in Argentina. Conobbe vari paesi latinoamericani prima di  andare a vivere in Europa. Lavorò a Cuba nella sezione pubblicazioni di Casas de las Américas, fu consigliere del presidente del Panama Omar Torrijos e anche impegnato in Nicaragua durante la rivoluzione  sandinista. Morì a  L’Avana, Cuba nel 1988 e venne seppellito in Nicaragua.

Lasciò un’opera poetica: “La paz aún no ganada” (La pace non raggiunta).

Assieme al drammaturgo guatemalteco Manuel Galich ed al poeta salvadoreño Roque Dalton,  costituì lo stato maggiore di un gruppo letterario eroico che compi episodi memorabili. Arqueles fu un poeta ribelle, sensibile, colto che visse ogni minuto della propria esistenza.  Era un esperto in fughe e rapidi esili, cambi repentini di abitazione con equipaggio leggero. Visse ossessionato per la sua Guatemala. Lascio’ questi versi: “Questo paese del quale parlo non sempre è stato mio/ lo fecero per me come una scommessa vibrante“. (Este país de que hablo no siempre ha sido mío / lo hicieron para mí como un azar vibrante).

 

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14 Responses to Guatemala, il sorriso del guerrigliero

  1. NOn lo conoscevo, grazie Miguel :-)

  2. utente anonimo says:

    Questa notizia del tagliio delle dita è terrificante, sinceramente, quasi quanto quelle delle esecuzioni in iran o delle manicomizzazioni in Russia.

    Si moltiplicano i media, ma i lettori restano sempre quelli, anzi calano, non filtra l’orrore e la morte dalle tette delle veline..tutti se ne sbattono, veramente che roba!!!

    Un milione di morti o di amputazioni vale meno di un legamento crociato di un calciatore…Ma forse veramente la vita vale così poco?

    M.W.

  3. utente anonimo says:

    la vita? ma stiamo parlando di dita di gente morta in una esplosione.

    ruys

  4. utente anonimo says:

    bellissime le poesie , questi uomini sono ‘vivi’…mi piace moltissimo Hugo Margenat ciao! wadhuda!!!

  5. utente anonimo says:

    “The tissue samples are being collected in forensic bags”

    “l’ufficiale prese con un fazzoletto i suoi occhiali vivi”

    Lo stesso atto. Non trovano niente perché cercano.p

  6. iperhomo says:

    Grazie a te, Miguelito, si scoprono sempre cose interessanti. Oltre a questo blog,

    struggente, ti devo anche al scoperta di Rubimasco e di Upuaut, che sono abbastanza

    in linea con la tua ostentata (ma solo per pudore) laicità. La vera sorpresa, almeno per

    chi scrive, è Artisan de Paix, con una Etty diecimila volte più cattolica di me, alla quale

    non trovo il coraggio di scrivere.

    Grazie ancora, quindi.

    Ciao. Ipo

  7. utente anonimo says:

    International Day of the

    World’s Indigenous People

    9 August….dinosauri in volo accompagnano il fiume che si é infiammato alle gocce della storia, che si é cullato al ritmo degli amori misteriosi. Mentre malinconia bioelettrica si rotola su campi di stelle come se fossero il mare, kokkodrilli kanguri e koala festeggiano oggi 9 agosto, domani per voi, filmati dalla nuovissima rete televisiva aborigena la giornata dei popoli autoctoni, contro l’ipoocrisia del postcolonialismo.. tutto il sud pacifico danza e tutte le tribù del pianeta… la terra non appartiene all’uomo, é l’uomo che appartiene alla terra…haloa!!!!wadhuda

  8. utente anonimo says:

    >…kokkodrilli kanguri e koala festeggiano oggi 9 agosto, domani per voi, filmati dalla nuovissima rete televisiva aborigena la giornata dei popoli autoctoni, contro l’ipoocrisia del postcolonialismo..wadhuda< Scommetto che nella danza si unirà anche l’autoctonicissimo popolo padano, contro l’ipocrisia buonista del postcolonialismo islamico:-). Peccato, però, che nel Po non ci siano i coccodrilli…e se si usasse Calderoli per tale incombenza? Gli occhi da coccodrillo li avrebbe pure…
    Ciao

    Ritvan

  9. utente anonimo says:

    Ritvan, quelli sono esclusi perché non sanno danzareeeee. ciao! wadhuda

  10. utente anonimo says:

    Elezioni nel comune di Salsomaggiore.

    Passa un’utilitaria con altoparlante: propaganda elettorale della Lega nel quartiere deserto (tra l’altro, a stima spannometrica un buon 50% della popolazione del quartiere è formato da meridionali) .

    “Autodeterminazione… padroni a casa nostra!..”

    Ecco, questi ce l’hanno con gli immigrati o i musulmani; invece:

    “.. basta con il colonialismo di Fidenza!”

    Poi uno dice le piccole patrie…

    Paolo

  11. utente anonimo says:

    Nota a margine: Fidenza e Salso distano dieci kilometri.

    Paolo

  12. L’invasione tra paesi limitrofi è pur sempre un’invasione…

  13. utente anonimo says:

    >”.. basta con il colonialismo di Fidenza!”..Paolo< Sarebbe il caso di spargere artatamente la voce che esattamente sul confine fra i due comuni sorgerà una grande moschea, con annesso Centro Culturale Islamico, madrassa regolamentare e macelleria halal. Vedrai che fan pace subito:-).
    Ciao

    Ritvan

  14. utente anonimo says:

    Be’, gentilini è arrivato a dire “fare pulizia etnica (?) dei culattoni.

    Io capisco benissimo che si voglia fare “pulizia dei culattoni”, non mi scandalizzo; ma non capisco come si possa farla “etnica”. Pulizia solo per i culattoni d’un certo colore della pelle o che altro? Mah.

    Qui è la stupidità piena che emerge di espressioni diffuse che vengono ripetute senza pensare ai suoi significati. Puro pappagallismo. “Pulizia etnica” è espressione del gergo giornalistico venuto di moda per alcuni fatti tragici avvenuti negli anni scorsi. Ma per i culattoni, caro gentilini, basta “pulizia”, ce n’è d’avanzo (non il giornalista) pure. Va bene dirsi liberi e volere l’indipendenza, ma iniziare a esserlo un minimo dai cliché linguistici diffusamente presenti nell’ambiente non sarebbe un piccolo passo? Anche a lui, come prima a magdi, consiglio seneca.p

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