Due anni di carcere, e poi…

Nel maggio del 2007, dopo due lunghi anni passati in carcere, i giudici della Prima Corte d’Assise di Milano hanno assolto tre cittadini marocchini, residenti a Varese – l’ex imam Abdelmajid Zergout, Abdellah El Kaflaoui e Mohammed Raouiane – dall’accusa di terrorismo internazionale.

Appena assolti, il ministro degli interni ne ha ordinato l’espulsione verso il Marocco, un’espulsione bloccata con procedura di emergenza dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Adesso sono state pubblicate le motivazioni delle assoluzioni di maggio.

ADNK (CRO) – 03/08/2007 – 15.43.00
TERRORISMO: GIUDICI MILANO, CONTRO IMAM VARESE PROVE INCERTE E SCARNE

TERRORISMO: GIUDICI MILANO, CONTRO IMAM VARESE PROVE INCERTE E SCARNE = Milano, 3 ago. – (Adnkronos) – Contro l’ex imam di Varese, Zergout, accusato insieme ad altri due imputati di terrorismo internazionale, sono state portate a processo "come ha osservato lo stesso pm" solo "prove scarne, equivoche, incerte ed incomplete, assolutamente inidonee a fondare una condanna".

Cosi’ i giudici della prima Corte d’Assise di Milano spiegano perche’, il 24 maggio scorso, hano assolto i tre islamici dalle accuse che gli erano state mosse.

"Dalle risultanze processuali -aggiunge la Corte- non e’ emersa l’esistenza di alcuna associazione operante sul territorio dello Stato italiano, nessuna forma di organizzazione stabile idonea a realizzare una serie indeterminata di reati". E ancora: "non vi e’ alcuna prova -proseguono i giudici milanesi nelle motivazioni della loro sentenza-di concreti obiettivi criminosi presi di mira dagli imputati ne’ delle concrete attivita’ da costoro poste in essere per dar corso ai loro propositi, nemmeno a livello di atti preparatori".

Nelle 30 pagine della loro sentenza, i giudici precisano che nei confronti degli imputati, al massimo "si puo’ parlare di un mero accordo tra persone che parlano in termini criptici, che si muovono con circospezione e cercano di sfuggire ai pedinamenti della polizia, che forniscono spiegazioni scarsamente plausibili, che mostrano una chiara adesione all’ideologia islamica fondamentalista".

Gli imputati, sottolinea ancora la Corte, sono "persone che raccolgono denaro per la causa comune, che tengono contatti con chi opera all’estero dentro organizzazioni responsabili di azioni violente, che dispongono di materiale che esalta la lotta contro gli infedeli inneggiando ai kamikaze". E tuttavia "tutto cio’ non e’ sufficiente -concludono i giudici- non e’ sufficiente sotto il profilo strettamente giuridico per configurare il delitto associativo". (Bac/Pn/Adnkronos) 03-AGO-07 15:51 NNNN

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40 Responses to Due anni di carcere, e poi…

  1. grazie per la notizia…

    sai, quando si ha a che fare con questo genere di notizie, accorgersene diventa un lavoro molto difficile!

    un saluto e a presto

    orso

  2. utente anonimo says:

    E’ bene ricordare che è diritto di ogni paese decidere chi mantenere sul proprio territorio e chi no (in diplomazia si chiama “Persona non Grata”, se non erro).

    JZ

  3. kelebek says:

    Per JZ

    I “paesi” non esistono.

    Esistono i governi e le loro istituzioni.

    Il governo italiano (non l’Italia) ha deciso di espellere una persona, contravvenendo a una decisione dello stesso governo di aderire a trattati internazionali e quindi alla corte europea dei diritti umani.

    Questa precisazione non significa che dico che, invece il “popolo italiano” avrebbe deciso diversamente.

    Dato il clima mediatico, probabilmente un referendum avrebbe deciso l’immediata espulsione di tutti i musulmani dall’Italia, con sequestro dei loro beni e la trasformazione delle moschee in discoteche.

    Miguel Martinez

  4. utente anonimo says:

    x JZ

    non graditi perchè? per essere stati assolti?

    Jz perchè non mi indichi un solo nome di terrorista islamico condannato in Italia, un solo attentato di matrice islamica, un solo tentato-attentato di matrice islamica?

    Te lo dico io: perchè non ce ne sono

    Ci sono state tantissime perquisizioni e tanti arresti ma nessuna condanna.

    Paolo D.

  5. utente anonimo says:

    >Per JZ. I “paesi” non esistono. MM<
    Non facciamo i pignoli al cubo, per favore! E se te lo dice un pignolo come me…:-)

    >Esistono i governi e le loro istituzioni.<
    Esistono gli Stati (chiamati anche “paesi”, ma da non confondere coi borghi:-) ). Che, dal punto di vista istituzionale s’identificano coi rispettivi governi e istituzioni.

    >Il governo italiano (non l’Italia)<
    Il governo italiano, nell’ambito delle proprie competenze legali, rappresenta l’Italia. Che ci piaccia o meno.

    >ha deciso di espellere una persona, contravvenendo a una decisione dello stesso governo di aderire a trattati internazionali e quindi alla corte europea dei diritti umani.<
    No, Miguel, non è così. Sono vietate dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (in base alla quale giudica il Tribunale omonimo di Strasburgo) le espulsioni COLLETTIVE (che poi magari si fanno lo stesso, all’italiana, mascherate da “individuali”, poiché che cos’è un collettivo se non la somma di indivisui?:-) ), non quelle individuali. Roberto te lo potrebbe confermare.

    >Questa precisazione non significa che dico che, invece il “popolo italiano” avrebbe deciso diversamente. Dato il clima mediatico, probabilmente un referendum avrebbe deciso l’immediata espulsione di tutti i musulmani dall’Italia, con sequestro dei loro beni e la trasformazione delle moschee in discoteche.<
    Miguel, mi sa che stai facendo della fantapolitica iperbolica alla daciesca:-).

    Primo – e come ti potrebbero confermare Z. e Roberto all’unisono – tale referendum sarebbe cassato perché incostituzionale (non è ammesso referendum su materie contenute in trattati internazionali e, come ho detto sopra, l’espulsione collettiva è verboten:-) ).

    Poi, ammesso che si cambi la Costituzione, io credo che l’ipotetico referendum abortirebbe per mancanza di quorum. Malgrado la campagna martellante antiislamica, a mio immodesto avviso quelli che sarebbero disposti a votare tale infamia non sarebbero in ogni caso più di quelli che han comprato i libri deliranti della Fallaci. Un paio di milioni al massimo. Perché il buon popolo italico avrà nella media anche tanti difetti formatisi nel corso della Storia (come ogni altro popolo), ma la crudeltà non rientra fra questi ed è appannaggio di una sparuta minoranza.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. A riprova del suddetto concetto: da un interessante libro di uno storico della medicina tedesco ho appreso che durante le terribili pestilenze del 1300, in tutta Europa si verificarono orrendi pogrom antiebraici (gli ebrei erano additati dalla superstizione popolare e da certi fondamentalisti cristiani dell’epoca come untori), nonché massicce espulsioni di ebrei. Tranne che in Italia. E questo qualcosa vorrà pur dire.

  6. utente anonimo says:

    Non è neppure come scrive Ritvan

    le espulsioni, anche quelle individuali, sono vietate quando eseguite senza il vaglio di un magistrato, il giudice di pace.

    Esistono in italia tre tipologie di espulsione: penale, amministrativa e Ministeriale.

    Ritvan ci spieghi per cortesia come è possibile espellere qualcuno in maniera immediatamente esecutiva in questo sistema e quindi perchè sarebbe a suo dire lecito e costituzionale.

    Non si può disporre espulsione penale senza condanna;

    non si può espellere amministrativamente, qualcuno titolare di permesso di soggiorno perchè si deve concedere tempo per ricorrere al tar e la revoca del permesso di soggiono non implica automatico decreto di espulsione.

    Le espulsioni ai sensi dell’art.13 co 1 (ministeriali-governative) sono sate relativamente poche in Italia e tutte sono state annullate dai tar, come nel caso dell’imam di carmagnola.

    Quello che Ritvan ci deve spiegare è come sia possibile espellere legittimamente qualcuno che è stato mandato assolto e che è titolare di permesso di soggiorno e che vive e lavora in italia a seguito della sua famiglia.

    Non è neppure vero quello che scrive quando ci dice che la convenzione europea vieti solo le espulsioni collettive: un trattato del 2003, immediatamente sottoscritto dall’Italia, ma recepito solo con dl.vo 8.1.07. vieta le espulsioni (individuali) di chi ha famiglia residente in italia.

    Cercare di giustificare un abuso di potere del governo e della polizia e spacciarlo per costituzionale, lecito e coerente con la convenzione europea, è davvero abietto;

    Paolo D.

  7. kelebek says:

    L’intervento di Paolo D al 6 è interessante, e sarebbe interessante la risposta di Ritvan.

    Prego entrambi di non riprendere qui la loro lite su altri temi.

    Miguel Martinez

  8. utente anonimo says:

    Ma proprio il caso dell’imam di carmagnola dimostra che si può espellere per i soliti motivi di ordine pubblico. Il vaglio giudiziale semmai avverrà dopo, per chi riesca a ricorrere, ovvio.p

  9. utente anonimo says:

    x P.

    il caso dell’Imam di carmagnola non rappresenta quano affermi per due ordini di ragioni

    la prima è che qull’espulsione avvenne prima della riforma che impone il passaggio dal gdp

    la seconda è che si trattò di un abuso, come riconosciuto dal TAR che ha censurato in pieno tutta l’attività

    Il fatto che io spari a qualcuno, riuscendo ad ucciderlo, non significa che l’omicidio è lecito!

    Paolo D.

  10. utente anonimo says:

    Non ho detto che sia lecito o illegale (ma che condanna rischiano i fuorilegge che l’infrangono?). C’è però una politica del fatto compiuto in questi temi, che va dagli arresti sul nulla alle espulsioni per ordine pubblico. Mi pare poi, pur essendo ciuccio in diritto, che il ricorso al tar nei casi d’espulsione ministeriale, cioè quelli più propriamente politici, non può che avvenire a cose fatte.p

  11. utente anonimo says:

    X p.

    le legge 205 del 2000 che ha riformato il processo amministrativo, contempla due tipi di “sospensiva” una precautelare ed una cautelare vera e propria. Entrambe sono applicabili all’art.13 co 1 sebbene la legge preveda che “la proposizione del ricorso non sospende l’esecutività dell’espulsione” perchè non è la proposizione del ricorso a sospendere l’esecutività (come avveniva prima della Turco Napolitano) ma il TAR.

    E’ proprio nei casi in cui l’espulsione viene eseguita senza il rispetto di queste norme che il TAR l’annulla e l’annulla proprio perchè c’è stato un abuso da parte della polizia o del Ministero.

    In tutti i casi di espulsione ex art.13 co 1 c’è stato abuso ed il tar lo ha punito. Quando il Ministero non ha abusato ed ha seguito la corretta procedura, il TAR ha sospeso.

    Paolo D.

  12. kelebek says:

    Le polemiche riguardanti Ritvan non sono ammesse tra i commenti a questo post.

    Già lo avevo segnalato prima, dicendo che si poteva continuare (eventualmente) tra i commenti a un post precedente.

    Miguel Martinez

  13. utente anonimo says:

    >Non è neppure come scrive Ritvan. Paolo D.<
    Ma va?

    >le espulsioni, anche quelle individuali, sono vietate quando eseguite senza il vaglio di un magistrato, il giudice di pace.<
    E dove avrei scritto io che che erano permesse anche senza il vaglio del giudice di pace?

    >Esistono in italia tre tipologie di espulsione: penale, amministrativa e Ministeriale.

    Ritvan ci spieghi per cortesia come è possibile espellere qualcuno in maniera immediatamente esecutiva in questo sistema e quindi perchè sarebbe a suo dire lecito e costituzionale.<
    E chi ha parlato di liceità o illiceità di un’ “espulsione immediatamente esecutiva”?

    >Non si può disporre espulsione penale senza condanna;<
    Eh, grazie al cazzo! Lo sa anche una matricola di giurisprudenza.

    >non si può espellere amministrativamente, qualcuno titolare di permesso di soggiorno perchè si deve concedere tempo per ricorrere al tar e la revoca del permesso di soggiono non implica automatico decreto di espulsione.<
    Lo può fare il Ministro. Si ricorre al Tar dal paese di destinazione. Non ho detto che sia giusto, ma è legale.

    >Le espulsioni ai sensi dell’art.13 co 1 (ministeriali-governative) sono sate relativamente poche in Italia e tutte sono state annullate dai tar, come nel caso dell’imam di carmagnola.<
    Che siano state annullate dal Tar non vuol dire che la loro esecuzione non sia stata formalmente legale. Probabilmente il Tar non ha trovato sufficientemente motivata l’espulsione. Intanto, però, l’imam deve chiedere un altro visto per entrare in Italia. E col piffero che glielo danno. Faccia causa al consolato che gli nega il visto e vediamo come finisce. Fa un buco nell’acqua. Non è giusto, ma è così.

    >Quello che Ritvan ci deve spiegare è come sia possibile espellere legittimamente qualcuno che è stato mandato assolto e che è titolare di permesso di soggiorno e che vive e lavora in italia a seguito della sua famiglia.<
    Perché si ritiene rappresenti un pericolo per la sicurezza nazionale, l’ordine pubblico o roba simile. Mai sentito parlare?

    >Non è neppure vero quello che scrive quando ci dice che la convenzione europea vieti solo le espulsioni collettive: un trattato del 2003, immediatamente sottoscritto dall’Italia, ma recepito solo con dl.vo 8.1.07. vieta le espulsioni (individuali) di chi ha famiglia residente in italia.<
    E’ falso. Quel decreto che recepisce una Direttiva UE, precisamente la direttiva 2003/86/CE del Consiglio, del 22 settembre 2003, relativa al diritto al ricongiungimento familiare(e non un trattato, ‘gnurant!) non prevede automaticamente nulla del genere. Ti sfido a citarmi articolo e paragrafo in cui si vieterebbe l’espulsione di chi “tiene famiglia” in Italia!

    >Cercare di giustificare un abuso di potere del governo e della polizia e spacciarlo per costituzionale, lecito e coerente con la convenzione europea, è davvero abietto;<
    Certamente, giustificare eventuali abusi di potere è abietto. Ma lo è altrettanto falsificare ad minchiam il contenuto delle leggi dello Stato, nonché le affermazioni degli interlocutori. Come fai tu.

    Ritvan

  14. utente anonimo says:

    Ritvan

    questa volta ci ha risposto in soli 3 giorni con un post al contempo nuovo, interessante ed a tratti piacevole.

    Peccato che dove è piacevole non risulti affatto nuovo o interessante e che gli spunti nuovi non siano affatto interessanti.

    L’unica cosa interessante, come è ormai chiaro, non è nuova ma come tutte le banalità è difficile da contestare.

    Ha impiegato 3 giorni per replicare in maniera davvero maldestra. Avrebbe potuto prendersi una settimana.

    anzi avrebbe dovuto.

    Ritvan

    Avrei falsificato le tue affermazioni? Che accusa interessante; non è la prima volta che ti difendi in questa maniera, dopo che qualcuno ha dimotrato l’inconsistenza delle tue affermazioni.

    Vuoi la norma specifica a chiare lettere? Ma allora non hai capito una beneamata mazza del dirito se ancora cerchi “la norma” che dica “ritvan potrà pisciare sui fiori”; spesso lo spirito di una direttiva si evince dal suo contesto generale e dal disposto combinato di più norme; per fartene un chiaro esempio, il Testo Unico stranieri non afferma mai che la moglie di un italiano ha diritto al permesso di soggiorno bensì che la moglie di un italiano rientra in quella categoria più ampia di persone definite inespellibili mentre un’altra norma sancisce il diritto al permesso di soggiorno semplicemente per gli inespellibili. Devi leggerle tutte e due, una non basta.

    Adesso ci dirai che tu non hai mai negato che la moglie di un italiano…….. e dovrei quindi replicarti che si tratta di un esempio

    Il mio discorso precedente era chiaro: quelle espulsioni sono state cassate non perchè scarsamente motivate ma spesso perchè irritualmente eseguite o per tutte e due i motivi.

    Quando prendi qualcuno in casa sua di notte e senza dargli neppure tempo di vestirsi lo deporti, violi il suo diritto di difesa.

    Quando qualcuno viene scarcerato, vuoi perchè ha scontato la pena, vuoi come nei casi in esame è risultato innocente, non si può – come invece avviene – imbarcarlo in nome di una pericolosità paventata ed indimostrata.

    Paolo D.

  15. utente anonimo says:

    x #14 di Paolo D. (probabilmente l’ennesimo travestimento di una nostra vecchia conoscenza che conosce discretamente i TULPS e vari regolamenti polizieschi, ma spara regolarmente cazzate quando si passa ad atti legislativi “superiori”) )

    Perché non fai pace col cervello? Una volta mi dici che dovrei andar fuori la domenica e appena mi assento dal PC per il weekend ti prude perché ci ho messo tre giorni a rispondere alle tue castronerie? Ma non ti va bene nulla, non ti va!

    Bene, non hai risposto alla mia sfida. Perché ovviamente sai di aver scritto una enorme cazzata, affermando che il Decreto Legislativo n.3 dell’8/1/2007 VIETA l’espulsione dello straniero che tiene famiglia in Italia. Invece, il comma 11 dell’art.1 del suddetto Decreto così recita:

    “11. Ai fini dell’adozione del provvedimento di espulsione di cui al comma 10, si tiene conto anche dell’eta’ dell’interessato, della durata del soggiorno sul territorio nazionale, delle conseguenze dell’espulsione per l’interessato e i suoi familiari, dell’esistenza di legami familiari e sociali nel territorio nazionale e dell’assenza di tali vincoli con il Paese di origine.”

    “si tiene conto” è giuridicamente diverso da “si vieta”.

    Hai fatto anche stavolta la tua solita vecchia cara figuraccia, caro il mio ex passacarte pseudoleguleio della PA italica.

    Ritvan

  16. utente anonimo says:

    Mi scuso con il martinez, ma finchè ritvan continua ad evocarmi… è mio diritto replicare-.

    Mio caro avvocato Agaci,

    continui ad evocarmi, senza nominarmi. E’ ormai chiaro che tu mi veda dietro ogni persona che, in un modo o nell’altro, finisce per farti fare figure di palta.

    E’ altrettanto chiaro perchè tu non voglia farti riconoscere ossia riconoscere l’imperizia con cui scrivi.

    Come Paolo D. ti ha fatto notare, il decreto n.5 (e non 3), recepito con L.46 del 2007, impone un vaglio completo, ai sensi degli art.5 4 6 del dl.vo 286/98 che, appunto, impongono alla questura/prefettura di tener conto di tutta la situazione personale/familiare/lavorativa dell’interessato.

    Tale nuova normativa è interessante perchè i summenzionati articoli, fnora, si riferivano solo al rilascio del permesso di soggiorno (ato del questore) e non venivano applicati al decreto di espulsione (competenza prefetto)

    ma… c’è d più: imponendo all’amministrazione (prefetto) un siffatto vaglio ne scaturiscono varie importanti conseguenze:

    - NE VINCOLANO l’attività all’obbligo della motivazione: finora i decreti di espulsione, quali atti urgenti e/o inderogabili erano svincolati non solo da tale obbligo ma anche da quello di cui agli art. 7, 8 e 10 bis della legge 241 del 90…

    - n impongono un’analisi ai sensi degli art.29 e ss (incluso il nuovo 29 bis) del dv.lo 286/98 che, appunto, VIETANO determinate espulsioni

    - ribadiscono la GIURISDIZIONE del tribunale civile ex art.30 o 6, sottaendola al tar ma soprattutto ridistrubuendo la competenza dal GDP.

    infine leggiti la circolare circolare del Ministero dell’Interno 300/C/2277/29/12/207/ 1^ DIV del 30/10/98;)

    è chiaro che non la conosci

    Come giustamente ti ha ricordato Paolo tu cerchi sempre la norma risolutiva, quella che ti spiega tutto: ancora non hai compreso che l’ordinamento giuridico è un tutt’uno uniforme, omogeneo e senza buchi… un qualcosa che tutto prevede e nulla lascia al caso

    I divieti esistono eccome.

    Tuttavia, ad onor del vero, Paolo D. ha commesso un grave errore logico interpretativo ma tu sei troppo asino per accorgertene.

    castruccio

  17. utente anonimo says:

    Infine trovo pietoso, DAVVERO PIETOSO, il comportamento di ritvan che cerca, evocandomi di buttare tutto in caciara: lo ha già fatto in altri blog….

    quando la conversazione diventa scomoda, fa casino al fine di far rimuovere tutto dal gestore del blog che cosi’ cancellerà anche le sue fregnacce giuridiche

    eppure basterebbe … semplicemente prendere atto di non conoscere un cazzo di normativa stranieri

    no, lui è onnisapienti e deve dimostrare di sapere tutto, salvo poi confidare in provvidenziali rimozioni

    magari domani… vedrà castruccio anche dietro il vigile che lo multa: mania di persecuzione o semplice paraculaggine?

    castruccio

  18. utente anonimo says:

    X Ritvan

    non sono castruccio, molto mi separa da lui

    Non sono neppure francesco, troppo ci separa.

    La tua necessità di ridurre ad una sola unità i tuoi detrattori-contestatori-oppositori è comprensibile, ma questo non toglie che sia ugualmente sbagliata.

    ogni tanto ne azzecchi una giusta ma anche qusto non significa che tu non possa sagliare: anche un orologio rotto segna l’ora giusta……. due volte al giorno.

    Paolo D.

  19. utente anonimo says:

    X Castruccio

    mio caro sig. “so tutto io”, perchè non mi rende partecipe? In quale errore logico interpretativo sarei incappato a suo dire?

    Paolo D.

  20. kelebek says:

    Per Castruccio n. 16

    Non c’è problema, hai il diritto di intervenire per replicare a una presunta chiamata in causa.

    Non ho mai ricevuto la foto dell’avv. Agaci che mi avevi promesso, puoi rimandarmela?

    Grazie

    Miguel Martinez

  21. utente anonimo says:

    Martinez

    grazie

    Ps non ho mai mandato la foto e per un semplice motivo, la mia affermazione è stata avventata: non ho l’autorizzazione dell’interessato e non voglio fare la fine di Magdi Allam :-)

    Ma non disperiamo… anche se Ritvan l’ha negato (ma i post ancora ci sono) egli è incazzatissmo e verrà qui lunedì al massimo mercoledì :-)

    in quell’occasione chiederò l’autorizzazione.

  22. Catruccio, la foto si può mandare a un privato, non è nemmeno protetta da copyright. tutt’al più chiedigli di non pubblicarla o inviarla agli altri. Credo che, malgrado le maldicenze di una certa innominata, di Miguel ci si possa fidare. Così chiariremo finalmente questa storia

  23. utente anonimo says:

    castruccio

    barbara

    non si tratta di copyright ma di diritto alla riservatezza ed alla propria immagine, tutelato dal codice civile e dalla normativa sulla privacy

  24. utente anonimo says:

    Per Paolo D.

    attendiamo Ritvan…

    se non riuscierà in pochi giorni a risponderci, sara’ mia cura indcarle il tutto

    castruccio

  25. utente anonimo says:

    ritvan dixit “appena mi assento dal PC per il weekend ”

    hai portato la prole al mare? scommetto che il gioco preferito dei tuoi figli è “il gommone”

    francesco

  26. utente anonimo says:

    >Mi scuso con il martinez, ma finchè ritvan continua ad evocarmi… è mio diritto replicare.castruccio<
    Diritto? Quale diritto? Qui sei in “casa d’altri” e non hai diritti, solo magnanime concessioni del “padrone di casa”. E poi, ma chi ha nominato il tuo castruccesco nick? Ah, già, ti sei riconosciuto nella descrizione, vecchio barbagianni dei sottoscala ragnatelosi della PA poliziesca. E sticazzi!

    >Mio caro avvocato Agaci,

    continui ad evocarmi, senza nominarmi.<
    E tu continui a chiamarmi con un nome che non è il mio.

    >E’ ormai chiaro che tu mi veda dietro ogni persona che, in un modo o nell’altro, finisce per farti fare figure di palta.<
    No, ti vedo dietro ogni persona che straparla ad minchiam di questioni giuridiche IN UN CERTO MODO, si fissa esclusivamente sul sottoscritto, nonché cita addirittura un tuo vecchio post sul blog di Sherif. Ma anche se non fosse così, probabilmente il Diavolo vi fa e poi vi accoppia nel blog di Martinez. Di merde come te l’Italia è piena, devo riconoscerlo.

    >E’ altrettanto chiaro perchè tu non voglia farti riconoscere ossia riconoscere l’imperizia con cui scrivi.<
    Ma va a ciapa’ i rat, bugiardo millantatore.

    >Come Paolo D. ti ha fatto notare, il decreto n.5 (e non 3), recepito con L.46 del 2007, impone un vaglio completo, ai sensi degli art.5 4 6 del dl.vo 286/98 che, appunto, impongono alla questura/prefettura di tener conto di tutta la situazione personale/familiare/lavorativa dell’interessato.<
    Il tuo “alter ego”:-) ha notato bene nella forma, il Decreto Legislativo che parlava dell’espulsando “che tiene famiglia” è il n.3 dell’8/1/2007 (anche se ha interpretato male nella sostanza, come ho già detto citando anche il comma riguardante). E’ un Decreto Legislativo, firmato dal Presidente della Repubblica, o emerito castroproducente, che corregge un Decreto Legislativo precedente, sempre del Presidente della Repubblica, pertanto non ha bisogno di essere “convertito in legge”.

    Tu, invece fai, come tuo solito, da impiegato fanullone che sei indubbiamente sempre stato, confusione pure con i numeri delle leggi. La Legge n.46, converte il decreto n.10 (né 3, né 5 e nemmeno “decreto legislativo”, ma “decreto legge”, però, tu non sai la differenza fra i due) del 15/02/2007 e né tale legge, né il decreto da essa convertito menzionano “l’espulsando che tiene famiglia”.

    Senti bello (si fa per dire), come ti ho già detto 1000 volte io non sono avvocato, non sono laureato in giurisprudenza, sono solo uno a cui piace tenersi informato, ma setacciare la Rete solo per trovare la conferma delle tue castronerie pseudogiuridiche comincia a stancarmi. Pertanto, riunisci il tuo Consiglio Superiore Dei Troglioni castrucceschi, concordate una versione definitiva della legislazione italica che proteggerebbe l'”ospite” pericoloso, purché tenga famiglia, e poi me la presentate e cosi mettiamo fine al discorso. Va bene?

    >Tale nuova normativa è interessante perchè i summenzionati articoli, fnora, si riferivano solo al rilascio del permesso di soggiorno (ato del questore) e non venivano applicati al decreto di espulsione (competenza prefetto)

    ma… c’è d più: imponendo all’amministrazione (prefetto) un siffatto vaglio ne scaturiscono varie importanti conseguenze:

    - NE VINCOLANO l’attività all’obbligo della motivazione: finora i decreti di espulsione, quali atti urgenti e/o inderogabili erano svincolati non solo da tale obbligo ma anche da quello di cui agli art. 7, 8 e 10 bis della legge 241 del 90…<
    Povero Prefetto, gli stanno tremando i polsi, e mo’ come farà a trovare una motivazione?:-) Mi sa che ti richiameranno in servizio permanente effettivo, con la mansione “trovamotivazioni”:-).

    >- n impongono un’analisi ai sensi degli art.29 e ss (incluso il nuovo 29 bis) del dv.lo 286/98 che, appunto, VIETANO determinate espulsioni<
    Sì, sì, impongono un profondo dibbbattito, oserei dire un tavolo di concertazione…a rivà a ciapa’ i rat!

    >- ribadiscono la GIURISDIZIONE del tribunale civile ex art.30 o 6, sottaendola al tar ma soprattutto ridistrubuendo la competenza dal GDP.<
    Tutto questo nella sullodata legge 46 del 2007! Tu hai davvero la vista ai raggi X!:-)

    >infine leggiti la circolare circolare del Ministero dell’Interno 300/C/2277/29/12/207/ 1^ DIV del 30/10/98;)

    è chiaro che non la conosci<
    La “circolare circolare”? Perché, ci sono anche circolari quadrangolari? Con tutto il rispetto possibile ed immaginabile per le circolari (circolari o quadrangolari che siano:-) ) di “casa tua”, nun me ne po’ fregà de meno. Uno Stato serio non si governa con le circolari, semplici atti amministrativi destinati agli addetti ai lavori. I cittadini si governano con le leggi o con atti legislativi aventi forza di legge. Specie quando tali circolari risalgono a 10 anni fa.

    >Come giustamente ti ha ricordato Paolo tu cerchi sempre la norma risolutiva,quella che ti spiega tutto<
    No, io cerco LA CERTEZZA DEL DIRITTO, una norma che non si debba giolittianamente “interpretare per gli amici e applicare agli altri”. Se a te a ai tuoi sodali sta bene così, si vede che ogni popolo ha le leggi che si merita e voi, da pagliacci quale siete vi meritate leggi, leggine, circolari e quant’altro cucite a mo’ di vestito d’Arlecchino e interpretabili (e non sempre, anzi quasi mai univocamente) solo da azzeccagarbugli di sette cotte. Solo mi dispiace per quell’altra parte del popolo che – giustamente – non la pensa come te.

    >ancora non hai compreso che l’ordinamento giuridico è un tutt’uno uniforme, omogeneo e senza buchi… un qualcosa che tutto prevede e nulla lascia al caso.

    Muahahahahahahah!!! E viviamo nel più perfetto dei mondi possibili, come il Candido voltaireano, con allo sfondo la fattoria del Mulino Bianco! A ‘mbecille, leggi un po’ il preambolo della sullodata legge 46 che citavi ad minchiam: troverai che è stata fatta in fretta e furia per prevenire procedure d’infrazione UE, specie per quanto riguarda la Corte di Giustizia. Altro che buchi, voragini sono, peggio delle strade della Roma governata da Veltroni:-).

    Sicuramente tu ci fai, mi rifiuto di credere che un essere umano – pur xenofobo come te – possa scrivere frasi tanto deliranti, come se vivesse su Marte.

    >I divieti esistono eccome.<
    Sì, nel tuo cervello bacato.

    >Tuttavia, ad onor del vero, Paolo D. ha commesso un grave errore logico interpretativo ma tu sei troppo asino per accorgertene.<
    Entrare nella tua mente contorta per trovare quale castroneria potresti contestare nel tuo solito modo cialtrone al tuo “alter ego”, scusami ma mi fa lievemente schifo. Pertanto lascio a te tutto il (dubbio) onore.

    >non ho mai mandato la foto e per un semplice motivo, la mia affermazione è stata avventata: non ho l’autorizzazione dell’interessato e non voglio fare la fine di Magdi Allam :-)…..

    non si tratta di copyright ma di diritto alla riservatezza ed alla propria immagine, tutelato dal codice civile e dalla normativa sulla privacy.<
    Non sparare ad minchiam le tue solite castruccerie pseudogiuridiche ad usum gonzi: la legge sulla privacy, il codice civile e quella tal legge del 1941 (mi pare) concernono solo la DIFFUSIONE E LA PUBBLICAZIONE, non semplicemente l’invio di un’email riservata. Poi, se Miguel pubblicasse la foto, sarebbe lui, semmai, a fare la “fine di Allam”. Sempre se l’avvocato in questione si muovesse in tal senso, cosa di cui ormai dubito fortemente (ma non gli starà forse piacendo tutta ‘sta pubblicità gratuita che gli state facendo vosotros decerebrati xenofobi? mah…).

    Dai, sii sincero, per una volta nella tua miserabile vita da ciarlatano da fiera di terz’ordine: o non ce l’hai, oppure temi la risposta di miguel, tertium non datur.

    Ritvan

  27. utente anonimo says:

    Ritvan

    siamo alle solite

    non riesci a rispondere senza doverti attaccare a fregnacce (circolare ripetuto due volte…) e senza entrare nel merito.

    Figuriamoci rispondere senza dover ricorrere alle offese: simpatica, una fra le tante, “Di merde come te l’Italia è piena, devo riconoscerlo”

    qui hai ragione: l’italia oggi ne è piena… poichè ne avevamo poche di nostre, le importiamo dall’albania

    oggi, se avrò tempo, ti indicherò tutti i divieti PALESI ossia comprensibili anche ad un azzeccagarbugli come te

    ma anche quelli meno palesi

    finchè tu non riuscirai a comprendere che il diritto è un corpo unico e non la somma di tante norme fra di loro separate, non riuscirai a fare nulla della tua miserabile carriera: la normativa stranieri, infatti si compone di

    un testo unico

    un regolamento di atuazione

    che devono necessariamente coordinarsi con

    - costituzione

    - norme internazionali e/o sovranazionali

    il tutto per dirti che sei un fregnacciaro, sia come veterinario, sia come avvocato che come uomo.

  28. utente anonimo says:

    Cerchiamo di spiegare a Ritvan, con parole semplici

    e con chiari riferimenti normativi, perchè non ci capisce

    una mazza di normativa stranieri in particolare e di legge in

    generale.

    Lo farò come dovessi spiegarlo ad un bambino di 5 anni.

    Ritvan afferma che:

    - non esistono nel nostro ordinamento chiari divieti di espulsione

    - le espulsioni immediata esecutive sono lecite

    - la legge 46/07 non prevede nuovi divieti

    tutte le sovraindicate affermazioni ono false o comunque frutto

    di erronea interpretazione della normativa vigente

    (adesso però vi anticipo che ritvan ci dirà di non aver mai affermato nulla

    del genere)

    DI quli norme dobbiamo tener conto?

    - Testo unico stranieri d.lvo 286/98 e succ. mod. (bossi fini ed altro)

    - reg. attuazione 394/99

    - costituzione

    - convenzione europea diritti dell’Uomo

    - dichiarazione internazionale dei diritti dell’uomo (che ritvan spesso confonde

    con la precedente)

    - direttive comunitarie e trattati ratificati/recepiti

    - legge 241/90 (trasparenza atti amministrativi)

    Prima di tutto occorre conoscere alcune informazioni di carattere generale

    il permesso d sogiorno è generalmente rilasciato dal Questore (ministero interno)

    il decreto di espulsione, sebbene materialmente consegnato dalla polizia è

    atto del prefetto.

    DIVIETO DI ESPULSIONE

    ART.19 TESTO UNICO

    In nessun caso può disporsi l’espulsione o il respingimento verso uno Stato in cui lo straniero possa essere oggetto di persecuzione per motivi di razza, di sesso, di lingua, di cittadinanza, di religione, di opinioni politiche di condizioni personali o sociali, ovvero possa rischiare di essere rinviato verso un altro Stato nel quale non sia protetto dalla persecuzione.

    2. Non è consentita l’espulsione, salvo che nei casi previsti dall’articolo 13, comma 1, nei confronti:

    a) degli stranieri minori di anni diciotto, salvo il diritto a seguire il genitore o l’affidatario espulsi;

    b) degli stranieri in possesso della carta di soggiorno, salvo il disposto dell’articolo 9;

    c) degli stranieri conviventi con parenti entro il quarto grado o con il coniuge, di nazionalità italiana;

    d) delle donne in stato di gravidanza o nei sei mesi successivi alla nascita del figlio cui provvedono.

    Questi casi sono TASSATIVI

    si noterà che tale norma sancisce l diritto all’unità familiare, principalmente dei parenti CONVIVENTI di cittadino italiano/comunitario

    a tale norma il testo unico stranieri fa corispondere l’art.28 del reg. att.

    1. Quando la legge dispone il divieto di espulsione, il questore rilascia il permesso di soggiorno:

    a) per minore età, salvo l’iscrizione del minore degli anni quattordici nel permesso di soggiorno del genitore o dell’affidatario stranieri regolarmente soggiornanti in Italia. In caso di minore non accompagnato, rintracciato sul territorio e segnalato al Comitato per i minori stranieri, il permesso di soggiorno per minore età è rilasciato a seguito della segnalazione al Comitato medesimo ed è valido per tutto il periodo necessario per l’espletamento delle indagini sui familiari nei Paesi di origine. Se si tratta di minore abbandonato, è immediatamente informato il Tribunale per i minorenni per i provvedimenti di competenza;

    a-bis) per integrazione sociale e civile del minore, di cui all’articolo 11, comma 1, lettera c-sexies), previo parere del Comitato per i minori stranieri;

    b) per motivi familiari nei confronti degli stranieri che si trovano nelle documentate circostanze di cui all’articolo 19, comma 2, lettera c), del testo unico;

    c) per cure mediche, per il tempo attestato mediante idonea certificazione sanitaria nei confronti delle donne che si trovano nelle circostanze di cui all’articolo 19, comma 2, lettera d), del testo unico;

    d) per motivi umanitari negli altri casi, salvo che possa disporsi l’allontanamento verso uno Stato che provvede ad accordare una protezione analoga contro le persecuzioni di cui all’articolo 19, comma 1, del testo unico

    In buona sostanza si prevede che, quando non si può espellere qualcuno questo vanti un

    diritto al permesso di soggiorno, anche se clandestino.

    L’espulsione può essere penale od amministrativa e, quest’ultima può essere disposta

    dal ministero interno

    dal prefetto

    art. 13

    1. Per motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato, il Ministro dell’interno può disporre l’espulsione dello straniero anche non residente nel territorio dello Stato, dandone preventiva notizia al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri.

    2. L’espulsione è disposta dal prefetto quando lo straniero:

    a) è entrato nel territorio dello Stato sottraendosi ai controlli di frontiera e non è stato respinto ai sensi dell’articolo 10;

    b) si è trattenuto nel territorio dello Stato senza aver richiesto il permesso di soggiorno nel termine prescritto, salvo che il ritardo sia dipeso da forza maggiore, ovvero quando il permesso di soggiorno è stato revocato o annullato, ovvero è scaduto da più di sessanta giorni e non ne è stato chiesto il rinnovo;

    c) appartiene a taluna delle categorie indicate nell’articolo 1 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, come sostituito dall’articolo 2 della legge 3 agosto 1988, n. 327, o nell’articolo 1 della legge 31 maggio 1965, n. 575, come sostituito dall’articolo 13 della legge 13 settembre 1982, n. 646.

    3. L’espulsione è disposta in ogni caso con decreto motivato immediatamente esecutivo, anche se sottoposto a gravame o impugnativa da parte dell’interessato. Quando lo straniero è sottoposto a procedimento penale e non si trova in stato di custodia cautelare in carcere, il questore, prima di eseguire l’espulsione, richiede il nulla osta all’autorità giudiziaria, che può negarlo solo in presenza di inderogabili esigenze processuali valutate in relazione all’accertamento della responsabilità di eventuali concorrenti nel reato o imputati in procedimenti per reati connessi, e all’interesse della persona offesa. In tal caso l’esecuzione del provvedimento è sospesa fino a quando l’autorità giudiziaria comunica la cessazione delle esigenze processuali. Il questore, ottenuto il nulla osta, provvede all’espulsione con le modalità di cui al comma 4. Il nulla osta si intende concesso qualora l’autorità giudiziaria non provveda entro quindici giorni dalla data di ricevimento della richiesta. In attesa della decisione sulla richiesta di nulla osta, il questore può adottare la misura del trattenimento presso un centro di permanenza temporanea, ai sensi dell’articolo 14.

    3-bis. Nel caso di arresto in flagranza o di fermo, il giudice rilascia il nulla osta all’atto della convalida, salvo che applichi la misura della custodia cautelare in carcere ai sensi dell’articolo 391, comma 5, del codice di procedura penale, o che ricorra una delle ragioni per le quali il nulla osta può essere negato ai sensi del comma 3.

    3-ter. Le disposizioni di cui al comma 3 si applicano anche allo straniero sottoposto a procedimento penale, dopo che sia stata revocata o dichiarata estinta per qualsiasi ragione la misura della custodia cautelare in carcere applicata nei suoi confronti. Il giudice, con lo stesso provvedimento con il quale revoca o dichiara l’estinzione della misura, decide sul rilascio del nulla osta all’esecuzione dell’espulsione. Il provvedimento è immediatamente comunicato al questore.

    3-quater. Nei casi previsti dai commi 3, 3-bis e 3-ter, il giudice, acquisita la prova dell’avvenuta espulsione, se non è ancora stato emesso il provvedimento che dispone il giudizio, pronuncia sentenza di non luogo a procedere. È sempre disposta la confisca delle cose indicate nel secondo comma dell’articolo 240 del codice penale. Si applicano le disposizioni di cui ai commi 13, 13-bis, 13-ter e 14.

    3-quinquies. Se lo straniero espulso rientra illegalmente nel territorio dello Stato prima del termine previsto dal comma 14 ovvero, se di durata superiore, prima del termine di prescrizione del reato più grave per il quale si era proceduto nei suoi confronti, si applica l’articolo 345 del codice di procedura penale. Se lo straniero era stato scarcerato per decorrenza dei termini di durata massima della custodia cautelare, quest’ultima è ripristinata a norma dell’articolo 307 del codice di procedura penale.

    3-sexies. Il nulla osta all’espulsione non può essere concesso qualora si proceda per uno o più delitti previsti dall’articolo 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale, nonché dall’articolo 12 del presente testo unico.

    4. L’espulsione è sempre eseguita dal questore con accompagnamento alla frontiera a mezzo della forza pubblica ad eccezione dei casi di cui al comma 5.

    5. Nei confronti dello straniero che si è trattenuto nel territorio dello Stato quando il permesso di soggiorno è scaduto di validità da più di sessanta giorni e non ne è stato chiesto il rinnovo, l’espulsione contiene l’intimazione a lasciare il territorio dello Stato entro il termine di quindici giorni. Il questore dispone l’accompagnamento immediato alla frontiera dello straniero, qualora il prefetto rilevi il concreto pericolo che quest’ultimo si sottragga all’esecuzione del provvedimento.

    5-bis. Nei casi previsti ai commi 4 e 5 il questore comunica immediatamente e, comunque, entro quarantotto ore dalla sua adozione, al giudice di pace…

  29. utente anonimo says:

    5-bis. Nei casi previsti ai commi 4 e 5 il questore comunica immediatamente e, comunque, entro quarantotto ore dalla sua adozione, al giudice di pace territorialmente competente il provvedimento con il quale è disposto l’accompagnamento alla frontiera. L’esecuzione del provvedimento del questore di allontanamento dal territorio nazionale è sospesa fino alla decisione sulla convalida. L’udienza per la convalida si svolge in camera di consiglio con la partecipazione necessaria di un difensore tempestivamente avvertito. L’interessato è anch’esso tempestivamente informato e condotto nel luogo in cui il giudice tiene l’udienza, salva la sua espressa rinuncia. Si applicano le disposizioni di cui al sesto e al settimo periodo del comma 8, in quanto compatibili. Il giudice provvede alla convalida, con decreto motivato, entro le quarantotto ore successive, verificata l’osservanza dei termini, la sussistenza dei requisiti previsti dal presente articolo e sentito l’interessato, se comparso. In attesa della definizione del procedimento di convalida, lo straniero espulso è trattenuto in uno dei centri di permanenza temporanea ed assistenza, di cui all’articolo 14, ovvero, in uno dei locali previsti dal comma 5-ter del presente articolo, per le finalità di cui al medesimo comma. Quando la convalida è concessa, il provvedimento di accompagnamento alla frontiera diventa esecutivo. Se la convalida non è concessa ovvero non è osservato il termine per la decisione, il provvedimento del questore perde ogni effetto. Avverso il decreto di convalida è proponibile ricorso per cassazione. Il relativo ricorso non sospende l’esecuzione dell’allontanamento dal territorio nazionale.

    5-ter. Al fine di assicurare la tempestività del procedimento di convalida dei provvedimenti di cui ai commi 4 e 5, ed all’articolo 14, comma 1, le questure forniscono al giudice di pace, nei limiti delle risorse disponibili, il supporto occorrente e la disponibilità di un locale idoneo.

    7. Il decreto di espulsione e il provvedimento di cui al comma 1 dell’articolo 14, nonchè ogni altro atto concernente l’ingresso, il soggiorno e l’espulsione, sono comunicati all’interessato unitamente all’indicazione delle modalità di impugnazione e ad una traduzione in una lingua da lui conosciuta, ovvero, ove non sia possibile, in lingua francese, inglese o spagnola.

    8. Avverso il decreto di espulsione può essere presentato unicamente il ricorso al giudice di pace del luogo in cui ha sede l’autorità che ha disposto l’espulsione. Il termine è di sessanta giorni dalla data del provvedimento di espulsione. Il giudice di pace accoglie o rigetta il ricorso, decidendo con unico provvedimento adottato, in ogni caso, entro venti giorni dalla data di deposito del ricorso. Il ricorso di cui al presente comma può essere sottoscritto anche personalmente, ed è presentato anche per il tramite della rappresentanza diplomatica o consolare italiana nel Paese di destinazione. La sottoscrizione del ricorso, da parte della persona interessata, è autenticata dai funzionari delle rappresentanze diplomatiche o consolari che provvedono a certificarne l’autenticità e ne curano l’inoltro all’autorità giudiziaria. Lo straniero è ammesso all’assistenza legale da parte di un patrocinatore legale di fiducia munito di procura speciale rilasciata avanti all’autorità consolare. Lo straniero è altresì ammesso al gratuito patrocinio a spese dello Stato e, qualora sia sprovvisto di un difensore, è assistito da un difensore designato dal giudice nell’ambito dei soggetti iscritti nella tabella di cui all’articolo 29 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, nonché ove necessario, da un interprete.

    9. Il ricorso è presentato al pretore del luogo di residenza o di dimora dello straniero. Nei casi di espulsione con accompagnamento immediato, semprechè sia disposta la misura di cui al comma 1 dell’articolo 14, provvede il Tribunale in composizione monocratica competente per la convalida di tale misura. Il Tribunale in composizione monocratica accoglie o rigetta il ricorso decidendo con unico provvedimento adottato in ogni caso, entro dieci giorni dalla data di deposito del ricorso, sentito l’interessato, nei modi di cui agli articoli 737 e seguenti del codice di procedura civile.

    10. Il ricorso di cui ai commi 8, 9 e 11 può essere sottoscritto anche personalmente. Nel caso di espulsione con accompagnamento immediato, il ricorso può essere presentato anche per il tramite della rappresentanza diplomatica o consolare italiana nello Stato di destinazione, entro trenta giorni dalla comunicazione del provvedimento; in tali casi, il ricorso può essere sottoscritto anche personalmente dalla parte alla presenza dei funzionari delle rappresentanze diplomatiche o consolari, che provvedono a certificarne l’autenticità e ne curano l’inoltro all’autorità giudiziaria. Lo straniero è ammesso al gratuito patrocinio a spese dello Stato e, qualora sia sprovvisto di un difensore, è assistito da un difensore designato dal giudice nell’ambito dei soggetti iscritti nella tabella di cui all’articolo 29 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, approvate con decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, e successive modificazioni, nonchè, ove necessario, da un interprete.

    11. Contro il decreto di espulsione emanato ai sensi del comma 1 è ammesso ricorso al tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma.

    12. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 19, lo straniero espulso è rinviato allo Stato di appartenenza, ovvero, quando ciò non sia possibile, allo Stato di provenienza.

    .

    1. I funzionari delle rappresentanze diplomatiche o consolari italiane che, ai sensi dell’articolo 13, comma 10, del testo unico, curano l’inoltro alla competente autorità giudiziaria del ricorso presentato all’estero, inviandone copia anche all’autorità che ha adottato il provvedimento impugnato.

    2. L’autorità che ha adottato il provvedimento impugnato può far pervenire le proprie osservazioni al giudice, entro cinque giorni dalla data di notifica del ricorso presso i propri uffici.

    Ricorsi contro i provvedimenti di espulsione

    13. Lo straniero espulso non può rientrare nel territorio dello Stato senza una speciale autorizzazione del Ministro dell’interno. In caso di trasgressione lo straniero è punito con la reclusione da un anno a quattro anni ed è nuovamente espulso con accompagnamento immediato alla frontiera.

    13 bis. Nel caso di espulsione disposta dal giudice, il trasgressore del divieto di reingresso è punito con la reclusione da uno a quattro anni. Allo straniero che, già denunciato per il reato di cui al comma 13 ed espulso, abbia fatto reingresso sul territorio nazionale si applica la pena della reclusione da uno a cinque anni.

    13 ter. Per i reati di cui ai commi 13 e 13-bis e’ obbligatorio l’arresto in flagranza dell’autore del fatto e si procede con rito direttisimo.

    14. Salvo che sia diversamente disposto, il divieto di cui al comma 13 opera per un periodo di dieci anni. Nel decreto di espulsione può essere previsto un termine più breve, in ogni caso non inferiore a cinque anni, tenuto conto della complessiva condotta tenuta dall’interessato nel periodo di permanenza in Italia.

    1. Il divieto di rientro nel territorio dello Stato nei confronti delle persone espulse opera a decorrere dalla data di esecuzione dell’espulsione, attestata dal timbro d’uscita di cui all’articolo 8, comma 1, ovvero da ogni altro documento comprovante l’assenza dello straniero dal territorio dello Stato.

    1-bis. Decorso il termine di cui al comma 1, lo straniero deve produrre idonea documentazione comprovante l’assenza dal territorio dello Stato presso la rappresentanza diplomatica italiana del Paese di appartenenza o di stabile residenza, che provvede, verificata l’identità del richiedente, all’inoltro al Ministero dell’interno.

    Divieto di rientro per gli stranieri espulsi

    15. Le disposizioni di cui al comma 5 non si applicano allo straniero che dimostri sulla base di elementi obiettivi di essere giunto nel territorio dello Stato prima della data di entrata in vigore della legge 6 marzo 1998, n. 40. In tal caso, il questore può adottare la misura di cui all’articolo 14, comma 1.

    16. L’onere derivante dal comma 10 del presente articolo è valutato in lire 4 miliardi per l’anno 1997 e in lire 8 miliardi annui a decorrere dall’anno 1998.

    ————————-

    ecco dove le fregnacce di ritvan iniziano ad emergere:

    1) la norma non si applica ai divieti tassativi sopra enunciati

    2) la norma ha delle deroghe che si aggiungono ai divieti sub 1): non opera per chi dimostra di essere presente in italia (a vario titolo) da prima del 1998 (art.13 co 15)

    3) la dizione di cui all’art. 13 co “3. L’espulsione è disposta in ogni caso con decreto motivato immediatamente esecutivo, anche se sottoposto a gravame o impugnativa da parte dell’interessato” significa olamente che il decreto è immediatamente esecutivo e che la proposizione del ricorso non ne sospende l’efficacia (come avveniva prima del 1998) ma LO STRANIERO NON PUò ANCORA ESSERE FISICAMENTE

    ALLONTANATO DAL TERRITORIO DELLO STATO (COME è AVVENUTO IN CASI ECLATANTI, IN BARBA A QUESTE NORME)

    L’ART. 13 CO 5-bis. “Nei casi previsti ai commi 4 e 5 il questore comunica immediatamente e, comunque, entro quarantotto ore dalla sua adozione, al giudice di pace territorialmente competente il…

  30. utente anonimo says:

    L’ART. 13 CO 5-bis. “Nei casi previsti ai commi 4 e 5 il questore comunica immediatamente e, comunque, entro quarantotto ore dalla sua adozione, al giudice di pace territorialmente competente il provvedimento con il quale è disposto l’accompagnamento alla frontiera. L’esecuzione del provvedimento del questore di allontanamento dal territorio nazionale è sospesa fino alla decisione sulla convalida.

    a SEGUITO DI DUE NOTE SENTENZE DELLA CORTE COSTITUZIONALE

    la n.222 e 223 del 2004 si è statuito, con legge, che non sipossa dare esecuzione all’espulsione, IN NESSUN CASO… SENZA IL VAGLIO DEL GIUDICE DI PACE

    Fino a questo punto, però, le norme sull’espulsione e sul diritto al permesso di soggiorno, non contemplano i casi di cittadini extracomunitari coesi con altri cittadini extracomunitari

    SEGUE

  31. utente anonimo says:

    PRIMA DI PROCEDERE occorrono altre informazioni essenziali

    il decreto di espulsione, sino a tempi recentissimi

    è stato erroneamente ritenuto svincolato

    dall’obbligo di avviso di avvio di procedimento ammnistrativo

    cosi’ come previsto dagli artt. 7, 8 e 10 bis della legge 241/90

    perchè atto urgente

    la cd partecipazione al procedimento amministrativo da parte

    dell’interessato veniva esclusa perchè in contrasto con le

    esigenze di celerità poste alla base del decreo di espulsione

    pertanto la questura, era, fino a ieri, vincolata dall’esaminare

    l’effettiva situazione personale, lavorativa E FAMILIARE

    dell’interessato solo nei casi di permesso di soggiorno e non

    durante l’emissione di n decreto di espulsione (su delega del prefetto)

    tale vaglio veniva mposto dall’art.5 co6 del Testo unico stranieri

    5. Il permesso di soggiorno o il suo rinnovo sono rifiutati e, se il permesso di soggiorno è stato rilasciato, esso è revocato, quando mancano o vengono a mancare i requisiti richiesti per l’ingresso e il soggiorno nel territorio dello Stato, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 22, comma 9, e sempre che non siano sopraggiunti nuovi elementi che ne consentano il rilascio e che non si tratti di irregolarità amministrative sanabili.

    6 Il rifiuto o la revoca del permesso di soggiorno possono essere altresì adottati sulla base di convenzioni o accordi internazionali, resi esecutivi in Italia, quando lo straniero non soddisfi le condizioni di soggiorno applicabili in uno degli Stati contraenti, salvo che ricorrano seri motivi, in particolare di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello Stato italiano.

    anche questa norma AGGIUNGE ulteriori deroghe al decreto di espulsione e ai casi tassativamente previsti come ostativi all’emissione del decreto ”

    salvo che ricorrano seri motivi, in particolare di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello Stato italiano. ”

    un ulteriore deroga è prevista, poi, dall’art.9 (e qui già ci allontaniamo dai PARENTI CoNVIVENTI DI CITTADINI ITALIANI per entrare nel mondo dei stranieri parenti solo di altri stranieri :-))))

    vds il già citato art.19 co 2 lett. d

    =================================

    ma cosa accade allo straniero espulso che ha in italia una famiglia (non composta da italiani)????

    vediamolo

    qui ci saranno di aiuto

    norme del testo unico stranieri

    norme internazionali

    giurisprudenza del consiglio di stato, dei tribunali civili ordinari

    e dei vari tar ma anche della corte europea

    il seguito a questa sera o al massimo domani

  32. utente anonimo says:

    finora i è stabilito che l’espulsione, anche mmediatamente esecutiva, non può aver luogo senza che prima si passi davanti un magistrato CHE LA CONVALIDI

    qusto non è avvenuto in casi di famosissime espulsioni, infatti cassate dalla nostra magistratura perchè illegittimamente ESEGUITE e non – come erroneamente scritto da ritvan, erroneamente/scarsamente motivate.

    c’è una bella differenza, non trovate?

  33. utente anonimo says:

    abbiamo anche visto che esistono dei chiari divieti di espulsione

  34. utente anonimo says:

    eccon un antipastino, nell’attesa

    da ALTALEX

    Ricongiungimenti familiari: la normativa dopo il D.L.vo 2007/5 Articolo di Laura Cassamali 17.04.2007

    Ricongiungimenti familiari: la normativa dopo il D.L.vo 2007/5

    di Laura Cassamali

    Con il D.Lgs. 2007/5 il Governo italiano ha dato finalmente attuazione alla

    direttiva 2003/86/CE del 22 settembre 2003 relativa al diritto di

    ricongiungimento familiare.

    In particolare, la direttiva fissa le condizioni in base alle quali i cittadini

    di paesi terzi, regolarmente residenti nel territorio degli stati membri

    dell’UE, possono esercitare il diritto al ricongiungimento, quale strumento

    necessario per il mantenimento o la creazione della vita familiare e mezzo per

    promuovere la coesione economica e sociale fra gli stati dell’UE.

    Il diritto all’unità familiare è oggi riconosciuto, in forza del nuovo art. 28,

    I comma, D.L.vo 1998/286, agli stranieri titolari di carta di soggiorno o

    permesso di soggiorno, di durata non inferiore ad un anno, rilasciato per motivi

    di lavoro subordinato o autonomo, ovvero per asilo, studio, motivi religiosi o

    familiari. Si amplia, pertanto, la categoria degli aventi diritto al

    ricongiungimento, posto che è incluso anche lo straniero munito di PdS per

    motivi familiari.

    Vieppiù: è ora espressamente disciplinato il diritto al ricongiungimento dei

    rifugiati. L’art. 29 bis TU Immigrazione, introdotto dal decreto del 2007,

    stabilisce infatti che lo straniero riconosciuto rifugiato possa chiedere il

    ricongiungimento per le medesime categorie di familiari e con la stessa

    procedura prevista dal TU per gli altri stranieri. Ciò accogliendo le

    indicazioni della direttiva CE del 2003, nella parte in cui sottolinea che la

    situazione dei rifugiati richiede un’attenzione particolare, in considerazione

    delle ragioni che hanno costretto queste persone a fuggire dal loro paese e che

    impediscono loro di vivere là una normale vita familiare, dovendosi, pertanto,

    prevedere condizioni più favorevoli per l’esercizio del loro diritto al

    ricongiungimento. Tale favor, invero, nella normativa nazionale si rinviene, in

    primo luogo, nel fatto che al rifugiato non è richiesta la sussistenza delle

    condizioni di ricongiungimento contemplate al III comma dell’art. 29 TU

    Immigrazione (alloggio idoneo, reddito derivante da fonti lecite sufficiente a

    mantenere sé ed il familiare ricongiunto); secondariamente, dalla circostanza

    che nel caso, peraltro non infrequente, in cui il rifugiato, a causa del proprio

    status ovvero per l’assenza di un’autorità locale, non possa fornire documenti

    ufficiali che provino i suoi vincoli familiari, le rappresentanze diplomatiche o

    consolari, dopo adeguate verifiche, provvedono al rilascio di apposite

    certificazioni. Il rifugiato è altresì ammesso a provare l’esistenza del vincolo

    familiare anche con altri mezzi. Rimane escluso, invece, il diritto al

    ricongiungimento familiare dei soggetti che hanno richiesto, ma non ancora

    ottenuto, lo status di rifugiato ovvero siano destinatari di provvedimenti

    temporanei di protezione, e ciò in aderenza a quanto previsto dalla direttiva

    CE.

    Non subisce ampliamento alcuno la categoria dei familiari per i quali è

    possibile chiedere il ricongiungimento, laddove, invece, la direttiva

    comunitaria ha lasciato agli stati membri la piena libertà di autorizzare la

    riunione familiare anche per il partner non coniugato che sia cittadino di un

    paese terzo ed abbia una relazione stabile, duratura, debitamente comprovata,

    con il soggiornante, o del cittadino di un paese terzo legato al soggiornante da

    una relazione formalmente registrata, nonché i rispettivi figli minori non

    coniugati, ovvero adulti ma non autosufficienti per problemi di salute.

    Chiaramente, un’apertura così importante è stata pensata per quei paesi dell’UE

    che sono dotati di una precisa regolamentazione interna delle convivenze more

    uxorio. Ciò spiega a fortiori la scelta dell’Italia di non recepire questa parte

    della direttiva comunitaria.

    A tutt’oggi, pertanto, è possibile chiedere il ricongiungimento per il solo

    coniuge, i figli minori, anche del coniuge o nati fuori dal matrimonio, non

    coniugati (abolita dunque la condizione di figlio “a carico”), figli maggiorenni

    a carico, qualora permanentemente impossibilitati a provvedere alle proprie

    indispensabili esigenze di vita per motivi di salute (non è più richiesta

    l’invalidità totale), nonché genitori a carico che non dispongano di un adeguato

    sostegno familiare nel paese di origine o di provenienza (eliminata la necessità

    dell’accertamento dell’esistenza di altri figli nel paese d’origine).

    I requisiti richiesti al soggiornante per ottenere il ricongiungimento, oltre al

    possesso della carta di soggiorno o del permesso di soggiorno con le

    caratteristiche sopra indicate, sono la disponibilità di un alloggio idoneo e

    una capacità reddituale tale da consentire il mantenimento di sé e dei

    ricongiunti, utilizzando come parametro di riferimento l’importo annuo

    dell’assegno sociale .

    Facilitato il ricongiungimento dello straniero già espulso dal territorio

    nazionale, per il quale, infatti, non trova applicazione il divieto di

    reingresso per dieci anni previsto dall’art. 13, comma 13, TU Immigrazione. Ciò

    significa che, tranne nel caso in cui l’espulso rappresenti una minaccia

    concreta e attuale per l’ordine pubblico o la sicurezza dello stato (secondo una

    valutazione che dovrà, quindi, essere eseguita in rapporto al singolo caso),

    l’espulsione non può essere ostativa al ricongiungimento, cui lo straniero,

    pertanto, ha pieno diritto. Peraltro, anche i provvedimenti di espulsione

    adottati nei confronti del soggiornante che ha chiesto il ricongiungimento o del

    familiare ricongiunto debbono tener conto della natura e della effettività dei

    vincoli familiari dell’interessato, della durata del suo soggiorno nel

    territorio nazionale, nonché dell’esistenza di legami familiari, culturali o

    sociali con il suo paese d’origine.

    Resta fermo che la richiesta di ricongiungimento è rigettata qualora sia

    accertato che il matrimonio o l’adozione hanno avuto luogo allo scopo esclusivo

    di consentire all’interessato l’ingresso o il soggiorno nel territorio dello

    stato. Così dispone il nuovo comma 9 dell’art. 29 TU Immigrazione.

  35. utente anonimo says:

    anticipo a ritvan che

    le due convenzioni (convenzione e dichiarazione, europea ed universale) dei diritti dell’uomo sanciscono la sacralità dell’unione familiare

    che il diritto alla coesione familiare è causa ostativa, DA VAGLIARE (come da lui stesso ammesso) all’atto di emanazione di un decreto di espulsione (secondo i parametri dell’art. 5 co 6 già indicato e, qundi, degli artt. 7 ed 8 L.241/90)

    ma già da tempo recepiti nella circolare 300/C/2277/29/12/207/ 1^ DIV del 30/10/98;)

    che statuisce la revocabilità dei provvedimenti espulsivi emessi in danno di chi vanti un diritto all’unità familiare (coniuge, figlio etc etc etc di titolare di permesso di soggiorno)

  36. utente anonimo says:

    In estrema sintesi: RITVAN

    speriamo tutti che tu sia per davvero un veterinario perchè un avvocato cosi’ impreparato non lo avevamo mai visto

    (infatti fai bene a negare di essere un avvocato)

  37. utente anonimo says:

    domani posto altro

    castruccio

  38. utente anonimo says:

    certo che se ritvan è davvero l’avv.agaci, è meglio che cambi lavoro!

    nun ce capisce proprio un cazzo!

    francesco

    ps ma sul gommone non aveva tempo di studiare? quanto veloce vanno?

  39. utente anonimo says:

    ritvan= parafangaro

    e così capiamo come mai non è neppure titolare di uno studio

    francesco

  40. utente anonimo says:

    Gli imputati, sottolinea ancora la Corte, sono “persone che raccolgono denaro per la causa comune, che tengono contatti con chi opera all’estero dentro organizzazioni responsabili di azioni violente, che dispongono di materiale che esalta la lotta contro gli infedeli inneggiando ai kamikaze”. E tuttavia “tutto cio’ non e’ sufficiente -concludono i giudici- non e’ sufficiente sotto il profilo strettamente giuridico per configurare il delitto associativo”. (Bac/Pn/Adnkronos) 03-AGO-07 15:51 NNNN

    Non sarà sufficiente a loro per metterli in galera ma è sufficiente a me per dire che questa feccia va eliminata con il rimpatrio forzato.

    Se poi a casa loro rischiano la galera significa che puliti non sono neanche per il loro paese.

    Ma dove c’è scritto che abbiamo il dovere morale di ospitare i simpatizzanti della lotta armata?

    Abbiamo già cosi tanti fecciosi fra gli italiani che non ce ne servono altri di importazione.

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