I docenti sabotatori

Come si crea l’immenso panico sociale del "terrorismo islamico", quando non c’è mai stato un solo atto di "terrorismo islamico" nel nostro paese?

Ecco un piccolo esempio, in tre mosse.

Uno.

Magdi Allam, nel suo libro Viva Israele, scrive che le  università italiane "pullulano" di "docenti collusi con un’ideologia di morte profondamente ostile ai valori e ai principi della civiltà occidentale e all’essenza stessa della nostra umanità.[1]

In pratica, migliaia e migliaia di studiosi pullulanti tramerebbero nelle università per lo sterminio della specie umana e la sua sostituzione, presumiamo, con i bonobo.

Due

Duecentotrenta docenti e loro amici rispondono con un pacatissimo manifesto su Reset, una rivista che non legge nessuno, dicendo che le dichiarazioni di Magdi Allam sono "eccessive."

Tre

Il Corriere della Sera risponde, per tastiera di Pierluigi Battista. In un milione di copie, Battista, senza spiegare né il fatto Uno, né il contenuto del testo Due, dice che un documento cerca di indurre Magdi Allam ad "abiurare", "l’editore a ritirare il volume… i librai a disfarsene… dichiarare fuori legge un saggio… fare terra bruciata attorno a [Magdi Allam]".

Seguite bene le tappe.

Prima di tutto c’è il Grande Zero, cioè il "terrorismo islamico in Italia".

Di questo fenomeno, che semplicemente non esiste, ci sarebbero migliaia di complici nelle università.

Le persone accusate di essere complici del Grande Zero, osano difendersi.

Il fatto stesso che osano difendersi, dimostra che sono complici del "terrorismo islamico" e anzi, costituisce la prova della sua pericolosità.

Ora, è nella natura dei media che tutto ciò verrà dimenticato presto, nei dettagli.

Rimarrà però l’alone: "ho letto sul Corriere della Sera, mica su un volantino dei leghisti, qualcosa, non mi ricordo esattamente cosa, una roba tipo che gli islamici fanno le bombe dentro l’università. E quindi, figlia mia, studia economia e commercio e lascia stare quell’idea di imparare l’arabo".

Nota:

[1] Questa accusa lanciata da Magdi Allam a migliaia di studiosi – in tempi di panico planetario sul "terrorismo" – fa venire in mente Belomor, l’opera collettiva scritta dagli autori sovietici che avevano appena fatto visita ai cantieri del canale che Stalin stava facendo costruire, per collegare il Baltico al Mar Bianco.

Nel romanzo, spicca la pericolosa categoria degli "ingegneri sabotatori", diffusi in tutta l’Unione Sovietica, che commetteva deliberati errori di calcolo, nascondeva falle nel progetto e cercava di far fallire il gigantesco progetto della civiltà socialista.

A smascherarli è l’agente del Gpu, "guardia del corpo del proletariato", che distribuisce panini premio agli sterratori che lavorano meglio.[1]

Si veda Frank Westerman, Ingegneri di anime , Feltrinelli, Milano, 2006.

Print Friendly
This entry was posted in Censura e controllo globale, giornalisti cialtroni and tagged , , , . Bookmark the permalink.

68 Responses to I docenti sabotatori

  1. utente anonimo says:

    Poi ci si lagna che gli italiani non comprano i quotidiani !

  2. utente anonimo says:

    Sarà meglio che la ragazza lo studi, l’arabo, se vuole avere una carta in più da spendere come professionista nel settore economico ;-)

    Z.

  3. utente anonimo says:

    “ho letto sul Corriere della Sera, mica su un volantino dei leghisti, qualcosa, non mi ricordo esattamente cosa, una roba tipo che gli islamici fanno le bombe dentro l’università. E quindi, figlia mia, studia economia e commercio e lascia stare quell’idea di imparare l’arabo”.

    Ehmmm…purtroppo quella mala pianta di studenti islamici potenziali bombaroli credo si annidi anche nelle facoltà di Economia e Commercio, nonché in tutte le altre facoltà. Pertanto, l’unica alternativa seria per tenere la pupa lontana dai rischi di un’esplosione accidentale in aula causata dal bombarolo pasticcione col tovagliolo in testa sia non mandarla per niente all’università. Un’onesta carriera da impiegata in un salumificio o in un’enoteca la dovrebbe proteggere a vita da ogni sgradito contatto con i seguaci di Allah:-).

    Ritvan

  4. falecius says:

    Miguel, qui siamo sulla stessissima lunghezza d’onda (anche perché, insomma, quei docenti terroristi sono più o meno gli stessi che conosciamo tutti e due…) :))) Me ce li vedo, a far bombe, gente come Branca, Campanini e Zekiyan :) … O Trevisan Semi che si fa saltare in aria… meglio che mi fermo che potrei avercene alcuni in commissione… :)

  5. utente anonimo says:

    Come tutti gli ex sessantottardi, battista ha capito (c’è voluto del tempo, il testone) che il potere è inutile doverlo conquistare per gustarlo. Basta stare dalla parte di chi ce l’ha. La stupidaggine dell’uomo e di tutta una parte della classe dirigente è chiara nel fatto che abbiano dovuto passare una fase “rivoluzionaria” per rendersene conto.p

  6. Ma come è possibile che ci sia qualcuno che da retta a questi deliri di Allam?

  7. kelebek says:

    Per Barbara n. 6

    Calcola il numero di lettori di Reset, calcola quello del Corriere della Sera, e troverai la risposta alla tua domanda…

    Miguel Martinez

  8. utente anonimo says:

    x MM (#7)

    No Miguel, non sono d’accordo. E’ lo stesso discorso che facevamo a suo tempo a proposito delle vendite milionarie dei deliri della Fallaci. Se le nefandezze fallaciane/allamesche attaccano, non è tanto perché le sponsorizza il Corsera. E’ perché effettivamente rispondono a bisogni intimi (sub)consci (su cui ci sarebbe da scrivere interi tomi, scomodando Freud, Yung e tutto il cucuzzaro) di una grossa fetta del buon popolino italico. Di destra e di sinistra, trasversalmente. Un certo Poverini docet.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Al posto dei poderosi tomi:-), basti questo. L’Italia sta oggettivamente attraversando – e non da oggi, bensì almeno dall’adozione dell’euro che è stata una mazzata – una fase difficile (di cui solo i laudatores di prodi & Co pare non si rendano conto), soprattutto dal punto di vista economico, retrocedendo a vista d’occhio in tutte le classifiche internazionali. Il peggioramento della qualità della vita, il bullismo, il degrado generale (basti pensare ai treni e alla compagnia di bandiera all’asta:-) ) completano il quadro.

    Orbene, siccome il buon popolo italico, come ogni altro popolo, ha in genere la tendenza ad appioppare ad altri la responsabilità dei propri fallimenti, quale miglior capro espiatorio dei barbuti intabarrati “che non si vogliono integrare”? Se qualcuno gli serve la carne del capro su un piatto d’argento che fa il buon popolo, la rifiuta? Ma manco per idea!:-)

  9. kelebek says:

    Per Ritvan n. 8

    Hai assolutamente ragione, condivido in pieno.

    Volevo solo dire una cosa specifica sui rapporti di forza tra una voce e l’altra.

    Miguel Martinez

  10. utente anonimo says:

    “Sfilavo e urlavo anch’io questi slogan con i “compagni” a Roma. Indossando la divisa ideologia d’ordinanza: stivaloni da battaglia che sanno di stato d’emergenza, jeans che sanno di proletariato, eskimo preferibilmente color grigioverde che sa di guerriglia urbana, borsa di cuoio dell’artigianato di Tolfa che sa di solidarietà operaia, il giornale del partito o di area politica in bella vista nella tasca del giaccone o infilato nel retro dei pantaloni che sa di lotta di classe, infine come distintivo della militanza terzomondista, la kefiah palestinese a scacchi bianche e neri da avvolgere al collo, magari con la variante più spinta che copre la bocca lasciando liberi solo gli occhi per accrescerel’identificazione con i Fedayin, o anche semplicemente allacciandola come un vessillo alla borsa, che sa in ogni caso di rivoluzione”.

    E bravo magdi, anche lui come l’amichetto battista. Ma quella “divisa d’ordinanza” mica era obbligatoria. Apparteneva a lui e ai compagni pari suoi. C’erano comunisti lontani le mille miglia da queste stronzate vestiarie. È mica colpa di qualcuno se nelle campagne ideologiche che di volta in volta difende sceglie sempre la parte peggiore del campo a cui crede d’appartenere. Lasci stare quella stupidaggine dell’autocritica comunista, ma a un buon esame di coscienza stoico, a proposito d’occidente, potrebbe iniziare a pensarci seriamente. Assestare la bussola interna invece di prendersela a seconda del periodo con questa o quella ideologia esterna potrebbe essere un atto finalmente un minimo sensato.p

  11. utente anonimo says:

    ritvan,

    ma davvero pensi sia il caso di scomodare anche Yung? :D

    ruys

  12. utente anonimo says:

    E bravo magdi, anche lui come l’amichetto battista. Ma quella “divisa d’ordinanza” mica era obbligatoria. Apparteneva a lui e ai compagni pari suoi. C’erano comunisti lontani le mille miglia da queste stronzate vestiarie.

    maria

    bravo p, ma perchè non parlano per sé queste teste di c. pentite

  13. AbdelQader says:

    Col nome di Allah Il Clemente Il Misericordioso.

    Nel bene e nel male, il sig. Allam può essere considerato sicuramente un caso, sapientemente creato ovviamente. Mi sono tolto la briga di leggere il suo ultimo libro, il peggiore di tutti quelli che la sua mente ha partorito, e tranne una sperticata lode dell’entità sionista e sempre e omunque non hotrovato nulla di strano. Si fa per dire ovviamente, visto che ben altri (dis)onorevoli egiornalisti hanno sparato ben più in alto. Penso che la pubblicazione su reset di questa presa di posizione contro Allam abbia obbligato tutti bene o male a prendere posizione, pro o contro. Nonostante Allam sia apparso in TV e sui giornali direttamente, o indirettamente per bocca o penna di qualche “simpatizzante”, penso che abbia solo ottenuto una grande pubblicità per un libro francamente mediocre. Francamente mi stupisco che persone di grande cultura come il Prof. Franco Cardini, che saluto affettuosamente, abbiano preso in considerazione il giornalismo (chiamiamolo così) e quel libretto con scarsa dignità giornalistica del sig. Allam. La miglior risposta da dare ad Allam e soci è l’indifferenza perchè un individuo del suo calibro altro non merita. Salam.

  14. x Ritvan

    #8

    Credi che l’islamofobia abbia un’origine edipica?

    (non sto scherzando, dico sul serio, è un’ipotesi)

  15. x tutti

    scusate, non voglio fare la saputella, ma si scrive jung

    :-)

  16. maria

    bravo p, ma perchè non parlano per sé queste teste di c. pentite

    questo è un punto essenziale. si comprende come la carenza di ideali di una certa sinistra sessantottina (del tipo “sta per scoppiare la rivoluzione e io non so cosa mettermi”) sia all’origine della nostra decadenza. ma come tu dici bene, non rappresnta tutti, come vorrebbero loro

  17. AbdelQader

    credo che la cosa peggiore per lui sia essere chiamato signor Allam, come hai fatto tu, mentre lui vuole essere chiamato sempre “dottore”.

    Il problema è proprio questo, e, come ci ricorda MM, questa gente ha dalla sua i maggiori mezzia di comunicazione. il SIG. allam è addirittura vicedirettore di una grossa testata, gli altri hanno sempre molto spazio per dire le loro cag…te. è anche probabile che a fornirgli tutta questa risonanza non siano le turbe psichiche dell’inconscio collettivo (eccolo Jung) malato del popolo italiano, ma lo stesso sistema politico-economico-mediatico che tutti, volenti o nolenti, siamo costretti a subire

  18. utente anonimo says:

    >scusate, non voglio fare la saputella, ma si scrive jung

    :-)< Si, ma si legge Yung.

  19. utente anonimo says:

    >x tutti scusate, non voglio fare la saputella, ma si scrive jung

    :-)BarbaraLattanzi < Beh, allora, se vogliamo dirla tutta, si scriverebbe Jung:-)
    Ciao

    Ritvan ‘O Permaloso

    P.S. Sarà stata la nefasta influenza prevaricatrice della Lingua Globalizzante Imperialista a indurmi nel qui pro quo?:-)

  20. AbdelQader says:

    Col nome di Allah Il Clemente Il Misericordioso.

    Cara Barbara, non lo chiamo dott. perchè mi viene in automatico da pensare che mi sono proprio laureato per nulla. Il fatto che sia vicedirettore non mi stupisce affatto: lui è il soggetto giusto al momento giusto. Se il “problema”, il gap del sistema fossero stati gli Indù magari avrebbero dato maggior spazio ad un anonimo sig. X. Born in India naturalmente, mentre noi ci becciamo oggi l’egiziano islamico (?) sionista. Che malessere generalizzato.

  21. utente anonimo says:

    >x Ritvan #8 Credi che l’islamofobia abbia un’origine edipica?

    (non sto scherzando, dico sul serio, è un’ipotesi)BarbaraLattanzi< Non credo: il mio menzionare Jung e Fraud era una metafora per dire che è roba da psicanalisi.
    Ma non è solo islamofobia, è una xenofobia in generale. Solo che nel caso degli islamici il pretesto per dar loro addosso è molto più ghiotto che nei confronti di qualunque altro gruppo straniero: essi METTONO BOMBE! Essi SGOZZANO! Essi MALTRATTANO LE DONNE! Essi vendono la droga AI RAGAZZINI! Vuoi mettere col povero rumeno che al massimo ti clona il bancomat?:-) Sono il capro espiatorio perfetto.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Vabbè, questo in linea di principio. Poi ci sono i casi umani particolari. C’è lo xenofobo che ce l’ha con gli islamici per via – sempre pissicologica – dell’invidia del pene nei confronti di certi islamici sciupafemmine (tanto tutti negher sono:-) ) e c’è la xenofoba che, invece, ce l’ha con le bionde valchirie coscialunga dell’Est, note “rubamariti”:-). L’amica di mia moglie, ucraina corrispondente al suddetto identikit, trovava regolarmente sulla fiancata della macchina lasciata nel parcheggio aziendale costantemente custodito scritte tipo:”Puttana russa (vabbè si sa, qui la geografia è un optional), torna nel tuo paese”. Ah, dimenticavo, il personale era TUTTO femminile e lei non aveva litigato o fatto sgarbi a nessuna.

  22. Ho saputo anche che il signor dottore dei miei stivali ha avuto accesso anche alla docenza universitaria (spero non una cattedra fissa, ma solo qualche seminario del c*) a scienze della comunicazione a roma.

  23. E comunque, pensate che davvero i libri della fallaci e quelli di allam abbiano venduto così tanto? o è solo una montatura per dargli importanza? (del tipo: “la maggioranza degli italiani vuole veltroni capo della sinistra” ma dove sta questa maggioranza esultante??!!)

    in italia non ci sono poi tanti lettori, e la maggior parte di quelli che leggono credo che preferiscano altre letture

  24. Oniros says:

    Mi pare che qui si generalizzi un pochino. Certo in Italia atti di terrorismo veri e propri non ci sono stati, ma cerchiamo di non dimenticare i recenti fatti riguardo la moschea di Ponte Felcino.

    Non guardiamo solo quello che porta acqua al nostro mulino. Sono il primo a dire che i giornalisti, la stampa, sono i becchini della verità, ma poi ci sono i FATTI, su cui “ricamare” serve davvero poco.

    Il signor Magdi non è l’anticristo, sarà pur libero, in un paese che non è islamico, di scrivere e dire tutte le stronzate che vuole, o no? Macchinazioni, complotti, costruzioni vere… mi sembrano esagerazioni. Le persone, nella vita reale, hanno bollette da pagare, malattie da curare, ed un infinità di problemi… e se ne sbattono altamente di quello che dice Magmi o la defunta Fallici. Fenomeni giornalistici, tutto qui.

    Ciao

  25. utente anonimo says:

    Direi che oriana abbia senz’altro venduto molto. Al di là degli “aiutini” come le biblioteche che tutte comprano il libro e le aziende pubbliche e private che fanno spesso altrettanto per certi libri. Era una buona scrittrice, aveva già un pubblico di appassionati lettori, disse in bella prosa cose che una parte estesa delle persone voleva sentirsi dire. Allam è un “fenomeno” (anche nel senso colloquiale del termine) tutto mediatico. Non esisterebbe senza di questo. Qui mi sa che gli “aiutini” siano la parte preponderante delle sue vendite.p

  26. calmansi says:

    Per Barbara Lattanzi,

    #22: è normale per una facoltà di scienze delle comunicazione (ma perché cavolo in italiano si parla di “scienze” in quel caso? In inglese si dice “communication studies” ) invitare persone che hanno le mani in pasta. Mio padre ha una licence (equivalente della laurea italiana pre-Bologna), ma non un dottorato, e ha dato corsi di giornalismo all’università di Neuchâtel negli anni 80.

    #23 C’è una differenza tra il numero dei libri comprati e quello dei libri letti, soprattutto quando l’autore è un personaggio chiacchierato: la gente compra il libro un po’ ripromettendosi di leggerlo “quando avrà tempo”, un po’ per tenerlo in vista quando vengono degli amici.

    La prima edizione di Insciallah di Oriana Fallaci è stato un relativo flop: lei aveva chiesto un prezzo di vendita molto basso che avrebbe necessitato vendite da stra-best-seller per funzionare, e non ci sono state. Però da una parte si poteva permettere quel flop relativo, essendo già una scrittrice affermata. E mi sembra verosimile il forte aumento delle vendite dei suoi libri (anche di quelli già pubblicati) dopo l’11/9, quando alla paura del terrorismo si è aggiunta la strategia promozionale dei lunghi estratti pubblicati sul Corriere della Sera. Poi la morte aiuta anche.

    Allam invece non è uno scrittore affermato, l’onda d’urto dell’11/9 si sta affievolendo anche se fa di tutto per sfruttare ciò che ne rimane, non è morto, però un musulmano che scrive un libro in elogio di Israele e non perde un’occasione di attaccare i suoi correligionari fa notizia. Soprattutto se scrive regolarmente per un quotidiano.

    Quindi non mi sembra che ci sia motivo di dubitare della quantità di vendita dei loro libri. Ma il numero dei loro lettori rimane un’incognita.

  27. kelebek says:

    Per Oniros n. 24

    Grazie della visita, hai un blog interessante.

    1) Sul caso di Ponte Felcino, non solo non ce ne dimentichiamo, ho messo qui un apposito tag con una serie di post, e cercherò di seguire il caso fino in fondo, anche con informazioni di prima mano:

    http://kelebek.splinder.com/tag/ponte_felcino

    2) Nessuno vuole togliere la libertà a Magdi Allam di scrivere ciò che gli pare; e comunque Magdi Allam, tra il Corriere della Sera, uno stipendio di un milione di euro l’anno, gli ottimi agganci che vanta tra i servizi e in politica, ha il coltello dalla parte del manico lui, non certo noi.

    Miguel Martinez

  28. Oniros,

    qua non si tratta di persone che volgiono togliere al “povero” Allam il diritto di espressione. Ma di Allam e alcuni amici suoi che vogliono togliere il diritto di espressione agli studiosi e accademici.

    Poi non credo che ci sia da preoccuparsi per l’attività di pubblicista del suddetto, è vicedirettore di una delle maggiori testate italiane

  29. hafiz says:

    Nel Nome di Dio il Clemente

    E’ di oggi la notizia che al sig. Allam , è stata potenziata la scorta da parte della Polizia.

    La paranoia e il protagonismo di questo personaggio ormai hanno raggiunto un livello patologico.

    L’unica cosa che gli viene bene fare da qualche anno ,che lo fa trovare a suo agio è andare in “israele” ha prendersi l’obolo sotto forma di “premi giornalistici”.Ecco li pinocchio si sente perfettamente realizzato a suon di dollari.

    Quindi le polemiche per i suoi berci , in Italia , lasciano il tempo che trovano , l’importante è che il “clan Allam” come buona prassi egiziana prosperi a più non posso , ma ricordo ancora quando con le pezze nel culo mendicava un giaciglio e un pezzo di pane ai fratelli , che puntualmente lo ospitavano e nutrirvano , ( e vi posso fare anche i nomi a richiesta che li conosco personalmente)ma è una legge di natura chi fa del bene è odiato.

  30. utente anonimo says:

    l’arabo è una lingua bellissima

    la fallaci è morta grazie a Dio

    magdi allam è uno zombie che enuncia discorsi scritti da vampiri

    quanti infelici che si accontentano di odiare invece che conoscere e godere meglio così che di pazzi alienati l’islam non ha bisogno

  31. Ciao Hafiz,

    il problema è che potevano solo offrirgli un po’ di ospitalità, mentre lui voleva molto di più, quindi è andato da chi era disposto a pagarlo profumatamente.

    Ma perché hanno potenziato la scorta? chi è stato stavolta a “minacciarlo”?

    Quello che non capisco è come mai ogni volta che Allam chiede le autorità italiane obbediscono. Neanche fosse il presidente della repubblica!!!

  32. kelebek says:

    Per Hafiz n. 29

    Hai qualche fonte per il potenziamento della scorta?

    Miguel Martinez

  33. utente anonimo says:

    >Quello che non capisco è come mai ogni volta che Allam chiede le autorità italiane obbediscono. Neanche fosse il presidente della repubblica!!!BarbaraLattanzi< Sei sicura che l’abbia chiesta lui? Non sarà il solito gesto paraculista all’italiana degli ottusi burocrati che assegnano le scorte ad minchiam (tanto paga il solito Pantalone)?
    Ciao

    Ritvan

    P.S. Io continuo a non capire la base giuridica del fatto che a un privato, che lavora in un’azienda privata che lo paga profumatamente per scrivere ciò che scrive e che – teoricamente – lo potrebbe esporre a rischi, lo Stato debba assegnare una scorta armata, sulla base poi di semplici dicerie. Su questo presupposto, e a maggior ragione, qualsiasi privato cittadino che abbia subito minacce anonime o peggio, atti vandalici o tentativi di aggressione avrebbe ipso facto diritto a una scorta armata pagata dallo Stato, o no?Mah, misteri italici…non a caso Giolitti diceva:”La legge si interpreta per gli amici e si applica semplicemente agli altri”.

  34. Ritvan

    infatti, le tue perplessità sul sistema di assegnazione delle scorte mi sembrano logiche.

    Allam disse di essere stato minacciato mi sembra da Hamas, formazione che non è neanche presente in Italia, e poi non ci sono prove della minaccia.

    Ora provo io.Lavoro nel campo assicurativo (privato) e sono stata minacciata di morte dal subcomandante marcos. Me la date la scorta?! quando me l’assegnate??!!

  35. utente anonimo says:

    Kel, tu dici che se ti metti a descrivere la realtà gli altri non possono poi pretendere che tu gli suggerisca anche come fare per modificarla. Per esempio , se dici che piove, è inutile che gli altri ti chiedano che alternative proponi alla pioggia.

    Piove , punto e stop : descrizione della realtà dalla tua prospettiva.

    Ora la realtà sarebbe, io credo, visibile a tutti, ma non tutti hanno strumenti per analizzarla .

    Sul problema dell’ immigrazione, per esempio, si può leggere L’ Espresso (n.29) e l’articolo : ” L’invasione dei romeni”: “…..Tra regolari e irregolari oggi i romeni si aggirano tra gli 800 mila e il milione…Aumentano le folle in cerca di un qualunque lavoro, quello che si trova, anche in nero. Aumentano gli sbarchi dei rom che a Roma e Milano sono ormai un problema quotidiano, vissuto sulla pelle di chi viene scippato perfino da ragazzini sotto i 14 anni, non imputabili.

    Certo tutti gli immigrati, romeni compresi, sono una risorsa, danno un contributo alla crescita dell’economia. Ma a spaventare sono le fredde cifre della criminalità, rese note a fine giugno dal rapporto del ministero dell’Interno : 450 pagine di grafici e tabelle…I romeni sono in testa in ben sette su quindici tipi di reati denunciati e commessi da stranieri nel periodo 2004-2006 : dagli omicidi ( 15,4 per cento) alle violenze sessuali ( 16,2), dai furti d’auto (29,8) o” con destrezza ” (37) alle rapine nelle case (19,8) o nei negozi (26,9) fino alle estorsioni( 15)……

    Così si sa che al 13 luglio , secondo dati dell’amministrazione penitenziaria, sono 2.304 gli ospiti romeni nelle carceri italiane, su un totale di 15.848 stranieri, ovvero quasi il 15 per cento.”—–

    I romeni “hanno soppiantato gli albanesi, una volta padroni incontrastati delle piazze lombarde e piemontesi…Alcune delle loro specialità : sfruttamento della prostituzione, tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù”.

    E poi rapine, furti di rame.

    ” Ma la vera grande novità della delinquenza importata dalla Romania è la contraffazione di carte di credito……………..

    Rom, Romeni. Criminalità in forte ascesa. Eppure Roma è lontana. Il professor Barbagli ( docente di sociologia a Bologna, nds, come riporta prima l’articolo) lancia il suo j’accuse ” La legge Bossi – Fini è stata un fallimento. ….I poliziotti sono frustrati. Investono tante energie, ma vedono che chi viola il codice non viene rimpatriato, le persone indesiderate vanno espulse. C’ è un progressivo allontanamento tra le richieste della gente, specialmente delle regioni settentrionali, e la risposta della classe politica. Che è propagandistica, quella del centrodestra. Oppure è una risposta debole, quella del centrosinistra….”

    Cosa c’entra con gli islamici ?

    Un poco c’entra : cosa ci fanno in Italia i tre – che non saranno aspiranti terroristi- ma sono senza fissa dimora, senza lavoro, senza redditi ? Come vivono ?( e si potevano pure permettere di dilettarsi ad allenarsi in palestra e a guardarsi i video ). Dovranno dare delle risposte plausibili. Ho letto che per ora si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

    Aurora.

  36. x Aurora

    i tre lavoravano al nero nei bar di periferia, o come lavapiatti o come vocumprà, o come quei tanti operai non in regola i cui nomi leggiamo sempre più spesso nei bollettini delle morti bianche sul lavoro(spesso albanesi e romeni, ma anche molti italiani). Come vedi, anche gli irregolari non devono necessariamente essere dei delinquenti – non metto in dubbio comunque che alcuni lo siano, ma aspettiamo prima di formulare giudizi sulle singole persone, che per altro da quello che mi risulta sono incensurati.

  37. utente anonimo says:

    P.S. Io continuo a non capire la base giuridica del fatto che a un privato, che lavora in un’azienda privata che lo paga profumatamente per scrivere ciò che scrive e che – teoricamente – lo potrebbe esporre a rischi, lo Stato debba assegnare una scorta armata, sulla base poi di semplici dicerie. Su questo presupposto, e a maggior ragione, qualsiasi privato cittadino che abbia subito minacce anonime o peggio, atti vandalici o tentativi di aggressione avrebbe ipso facto diritto a una scorta armata pagata dallo Stato, o no?Mah, misteri italici…non a caso Giolitti diceva:”La legge si interpreta per gli amici e si applica semplicemente agli altri”.

    maria

    ritvan il tuo ragionamento fila fino a un certo punto, pur non avendo alcuna simpatia per allam, non puoi affermare che le minacce di morte siano dicerie, puoi solo chiederti se ci siane state veramente, riguardo al fatto di essere un cittadino privato, ovvero senza cariche pubbliche, non vedo contraddizione, anche il povero Marco Biagi era un cittadino privato, eppure aveva chiesto la scorta per minacce che potevano essere prima della morte soltanto dicerie. Voglio dire che a parte magdi allam, ci possono essere dei casi in cui la scorta è necessaria o perlomeno plausibile. Per minacce del comandante marcos è ovvio che si chiama tutt’al più il 118.

  38. Maria, da quello che so veramente Allam aveva chiesto la scorta per presunte (mai provate) denunce da parte di una formazione non presente in italia. questo è, in effetti, un po’ atipco. Per contro sappiamo che a Biagi la scorta non fu data, anche se la minaccia era molto più plausibile. proprio questo è il punto. cos’ha questo allam di speciale?

  39. utente anonimo says:

    barbara,

    lo so che a biagi la scorta non fu data, purtroppo, magari sarebbe morto lo stesso, da un attentato vero non si sfugge:-( lo citavo allora solo per dire che la scorta può essere plausibile anche per un cittadino senza cariche pubbliche.

    Anch’io non credo però in linea di massima che le minacce ad allam siano fondate, però sai di grulli in giro ce ne sono parecchi.

    Io credo che il suo libro si riveli per quello che è fin dal titolo e che comunque è imparagonabile a quelli di oriana fallaci che io penso letti perchè scritti veramente bene! Purtroppo.

    maria

  40. utente anonimo says:

    Per BarbaraLattanzi : ” I tre lavoravano al ( sic n.d.s.) nero…”.

    Allora troveranno presto qualche testimone sull’ “opera al nero” che i tre svolgevano nei bar o come “vocumprà” .

    Anzi, l’ipotesi dell'”opera al nero”, è interessante, spiegherebbe anche le sostanze chimiche ( alchemiche?), ritrovate in moschea.

    Aurora.

  41. utente anonimo says:

    >anche il povero Marco Biagi era un cittadino privato, eppure aveva chiesto la scorta per minacce che potevano essere prima della morte soltanto dicerie.maria<
    Maria, Marco Biagi era da considerarsi un servitore dello Stato, visto che aveva messo in opera una riforma del mercato di lavoro e preparato una legge che oggi porta il suo nome (e per questo era stato regolarmente pagato come consulente dal ministero competente). Pertanto AVEVA DIRITTO ALLA SCORTA.

    Non facciamo paragoni ad minchiam con Allam, per favore.

    Ciao

    Ritvan

  42. kelebek says:

    Per Aurora n. 35

    Tu dici:

    1) molti romeni vengono condannati per stupro, rapina, ecc.

    quindi

    2) di che campavano tre marocchini clandestini a Perugia?

    Campavano facendo i muratori. Al nero. Nessuno li ha mai accusati di stupro, di rapina, di spaccio e nemmeno di ubriachezza molesta o di schiamazzi notturni.

    Miguel Martinez

  43. x MM

    per Aurora non basta dire che lavoravaqno al nero. chiede pure le prove :-(

    (se fosse così facile trovare gente che testimonia sulle questioni di lavoro non ci sarebbe più lavoro nero in italia)

  44. utente anonimo says:

    >Lavoro nel campo assicurativo (privato) e sono stata minacciata di morte dal subcomandante marcos. Me la date la scorta?! quando me l’assegnate??!! BarbaraLattanzi< Ehmmm…non credo che funzionerebbe. Perché tu sei buona amica di Miguel e Miguel è buon amico del sullodato subcomandante. Non si minacciano gli amici degli amici.
    Però, p.es. se il castruccio, arzillo vecchietto in pensione dopo aver passato una vita a non fa’ n’cazzo nei cessi della PA, dicesse che a causa di certe sue affermazioni sugli albanesi il Bernardo Provenzano della “mafia albanese” lo ha chiamato al telefono:-) e lo ha minacciato di morte, molto probabilmente la scorta gliel’assegnerebbero:-). Nel Belpaese funziona così. Purtroppo.

    Ciao

    Ritvan

  45. x aurora

    su una cosa hai ragione, si dice “in nero”, all’inizio non avevo capito le battute :-(

    non so perché in genere mi viene da dire (e scrivere “al nero”)

  46. utente anonimo says:

    Maria, Marco Biagi era da considerarsi un servitore dello Stato, visto che aveva messo in opera una riforma del mercato di lavoro e preparato una legge che oggi porta il suo nome (e per questo era stato regolarmente pagato come consulente dal ministero competente). Pertanto AVEVA DIRITTO ALLA SCORTA.

    Non facciamo paragoni ad minchiam con Allam, per favore.

    maria

    non essere precipitoso come al solito, non ho detto che hai espresso un concetto del tutto sbagliato, ho detto che una scorta per essere plausibile non deve essere necessariamente data a un uomo che ha una dimensione pubblica di tipo governativo o statale. In altre parole NON HO DETTO, che biagi non aveva diritto alla scorta, ne aveva diritto eccome, ma non in quanto consulente, semmai come consulente minacciato.

    Ci sono tecnici che hanno svolto lavori altrettanto importanti , penso alla riforma dini, che non sarà stata stilata direttamente dalla simpatica faccia di rospo:-) ma da un tecnico come biagi, e che tuttavia non aveva nessuna protezione, perchè nessuno lo aveva minacciato.

    Preciso come del resto pensavo si capisse che non ho espresso appoggio alla scorta di allam , non conoscendo il tipo e la fondatezza delle minacce..

    Certo, se AllaRm, come è stato definito, fosse stato minacciato dai testimoni di geova , non se ne sarebbe parlato nemmeno un minuto.

    Cerchiamo di avere il senso del nostro tempo.

  47. utente anonimo says:

    Siempre x mary:

    >non puoi affermare che le minacce di morte siano dicerie, puoi solo chiederti se ci siane state veramente,<
    Maria, non credo di doverti insegnare il significato delle parole in italiano. Se uno dice che ha visto volare un asino, se permetti, me ne posso fregare altamente se sia vero o meno. Ma se uno chiede una scorta pagata ANCHE coi MIEI soldi, sulla semplice base della sua parola, permetti che chieda delle prove più consistenti? E se non le fornisce – come non le ha MAI fornite – posso dire a ragione che trattasi di “diceria”, ovvero di notizia senza fondamento?

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Inoltre, nel caso di Biagi c’erano PROVE SCRITTE delle minacce. Prove, su cui uno Stato serio dovrebbe indagare. E che poi tali indagini possono anche portare a scoprire, come nel caso Bagnasco, che era solo opera di un miserabile figlio di puttana ITALIANO (nonché ex-pubblico ufficiale, andiamo bene!) che voleva mandare in galera, come autori delle minacce, una coppia di ALBANESI che gli stava sul cazzo. Capito mi hai?

  48. Hafiz ha poi aggiunto che la scorta da oggi è pure STATA POTENZIATA. Echeche?! da 5 sono diventtati 10? tutto un battaglione dell’esercito? e poi perché è stata potenziata, forse si temevano ritorsioni da parte dei 200 professori universitari??

    Allam chiede e l’Italia obbedisce

    (a spese nostre)

  49. utente anonimo says:

    non puoi affermare che le minacce di morte siano dicerie, puoi solo chiederti se ci siane state veramente,< Maria, non credo di doverti insegnare il significato delle parole in italiano. Se uno dice che ha visto volare un asino, se permetti, me ne posso fregare altamente se sia vero o meno. Ma se uno chiede una scorta pagata ANCHE coi MIEI soldi, sulla semplice base della sua parola, permetti che chieda delle prove più consistenti? maria
    giusto, e non è cio che dicevo con quel veramente? mi riferivo al fatto che fossero state fatte davvero, seriamente, tu dici che non ci sono le prove, può essere, io non ho gli elementi per dire quello che tu affermi.

    Voglio dire che non so bene:

    se le minacce siano state fatte davvero, e cioè in quale circostanza, ben documentate da allam, ovviamente, e ben riscontrate dalle autorità

    Se una volta accertate le minacce si siano ritenute plausibili. Non sarà bastata la telefonatina tipo, pinocchietto, uno di questi giorni ti facciamo il c. ma qualcosa di più consistente, certo la fondatezza di qualsiasi minaccia si vede soltanto DOPO, è questo il punto, ma ti ripeto invocavo lo spirito dei nostri tempi, perchè certamente la questione islamica è la questione del 21 secolo, comunque vogliamo giudicarla.

  50. questo è il punto maria: si sa che le minacce di cui riferisce allam non sono state documentate. qualsiasi essere umano deve documentarle per essere preso sul serio, Allam no. è questa la peculiarità di questo caso, che deve farci riflettere.

  51. utente anonimo says:

    >e poi perché è stata potenziata, forse si temevano ritorsioni da parte dei 200 professori universitari??< L’ipotesi non mi pare tanto peregrina, specie dopo la filippica di PG Battista. Se per una fantomatica e mai provata telefonata di un agente di Hamas (organizzazione che non ha MAI torto un capello a nessuno al difuori del territorio della Palestina) gli hanno dato la scorta, figuriamoci per 200 firme nero su bianco, per la maggior parte firme di docenti d’islamologia o arabistica che SICURAMENTE avranno legami con hamas, hezbollah, al qaeda, il mullah dadullah e i fratelli musulmani d’egitto. E magari fra di loro (dei 200) ci saranno anche docenti di chimica che avranno facile accesso a vasetti pieni di nitrati, nitriti e altre sostanze atte a fabbricar bombe. E qualcuno docente di elettronica, capace di fabbricare un radiocomando a distanza della bomba non ci sarà fra i 200? Claro che sì, mujer!
    Che dici, che il manifesto dei 200 non conteneva alcuna minaccia? Ma va là che nosotros del SSASAM (Servizio Segretissimo Assegnazione Scorte Ad Minchiam) conosciamo bene – e proprio grazie al “pentito” Allam – la taqiya di quei maomettani là!:-) :-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Rido perché mi vergogno di piangere…

  52. utente anonimo says:

    siempre x mary (#50)

    Maria, in TUTTI i casi di minacce di morte abbiam visto subito in TV o sui giornali i papiri. Solo nel caso di Allam no. Vabbè, per me puoi credere pure in Babbo Natale e anche che le prove di minaccia ad Allam costituiscano Segreto di Stato e, pertanto, non si possono mostrare. Sopravviverò lo stesso.

    Passo e chiudo.

    Ciao

    Ritvan

  53. Sulla storia della scorta a Magdi Allam, ho scritto questi due pezzi:

    http://kelebek.splinder.com/1117794171#4931829

    http://www.kelebek.splinder.com/1150343696#8389057

    Miguel Martinez

  54. Ritvan 51: Grandissimo, applausi. Questa è gente traduce quel terrorista antimperialista (l’impero era quello dei Khan Mongoli) di Ibn Taymiyya, che tiene lezioni su Sayyid Qutb (nientemeno!) e che ha perfino letto il Corano! Vuoi che non cospirino dietro le loro taqiyat universitarie per Distruggere l’Occidente? Benvenuto nella GPU.

    :))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))

  55. utente anonimo says:

    x MM (#53)

    Evidentemente il tuo è un lavoro di Sisifo. Tu scrivi e scrivi e poi arriva la dolce mary, – che evisentemente non ha letto un tubo – e butta giù tutto. E ti tocca ricominciare:-)

    Ciao

    Ritvan

    P.S. E meno male che hai l’archivio, tu!

  56. utente anonimo says:

    x Falecius (#54).

    Se permetti, io sono della “scuola” del “Sigurimi”, non della GPU:-).

    Ciao

    Ritvan

  57. utente anonimo says:

    Kel, che salti in lungo : non ho mai insinuato che i tre avessero commesso i reati in cui primeggiano i romeni.

    Ho fatto però presente che sono irregolari in Italia, e che, a quanto ne sapevo, non avevano chiarito con che si mantenessero, dando adito a qualche dubbio.

    Sono contenta per loro di sapere che facevano i muratori, anche se in nero.

    Se ne sei certo tu, che presumo non li conosci, vuol dire che ti sono arrivate informazioni sicure e che ci sono elementi di riscontro, oltre alle loro dichiarazioni.

    Aurora.

  58. hafiz says:

    Nel Nome di Dio il Clementissimo

    La fonte l’ho letta sul:Il Resto del Carlino del 27 luglio del mese corrente , la scorta è stata potenziata su indicazione del Dott.Manganelli Capo della Polizia che ha ritenuto potenziarla visto che Allam abita a Fabbrica di Roma , vicino a “cellule dormienti” che ci sono nel Viterbese e quindi lui è il primo obbiettivo sensibile , cosi ha detto e cosi c’era scritto.

  59. utente anonimo says:

    Aurora,

    – “…..Tra regolari e irregolari oggi i romeni si aggirano tra gli 800 mila e il milione…” —

    Sarei curioso di sapere in base a quale criterio l’Espresso distingue tra romeni “regolari” e “irregolari”… ;-))

    Z.

  60. utente anonimo says:

    già z.,

    mi hai fatto venire la curiosità di vedere come spiega la cosa l’espresso e ho trovato il solito coeacervo di numeri sparati a caso, mala fede, populismo con una bella spruzzata di razzismo che contraddistingue certi articoli dell’espresso.

    tutto per un lettore in più…

    bah!

    roberto

    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Linvasione-dei-romeni/1690387/8/0

  61. utente anonimo says:

    Zeta, avrai letto l’articolo- suppongo- e avrai appurato che non si distingue in percentuali tra regolari e irregolari e si indicano le fonti della stima ufficiosa.

    Ma la tua domanda mi pare più sottile : come si fa a dire che ci sono romeni irregolari , dato che ora sono cittadini comunitari ?

    Ebbene, non so se gli intervistati includessero anche quelli che prima del gennaio 2007 erano privi di titolo di soggiorno e quindi irregolari, ma anche oggi un minimo ci vuole : un controllo alla frontiera del documento d’identità valido per l’espatrio, e, per i soggiorni superiori ai tre mesi, anche una motivazione valida ( essere lavoratori , studenti, avere risorse sufficienti per non essere un onere a carico dello Stato) con l’ obbligo di iscriversi all’anagrafe della popolazione residente.

    Potrai trovare maggiori dettagli nel D.Lgs. 30/2007.

    Aurora.

  62. utente anonimo says:

    Sempre costruttiva, la tua critica , Roberto : ho capito che l’Espresso non ti piace.

    Peccato che sia stato , il primo, ma mi pare anche l’unico giornale ad avere pubblicato un’ inchiesta di un inviato infiltrato in un C.T.P. ( che razzisti all’ Espresso!)

    Perché tu non sei razzista, però non ti arrischieresti a buttarti in acqua, come ha fatto Fabrizio Gatti, e aspettare che ti vengano a prendere dopo ore, solo per andare a vedere come vivono gli immigrati appena sbarcati a Lampedusa. E non sei razzista, ma chissà se avresti denunciato quello che hai visto, saresti potuto diventare un tipo scomodo, sollevando lo scandalo.

    E chissà quanti mutilati, senza gambe o senza braccia- uno che ho visto non aveva un arto intero a disposizione- quanti anziani sbattuti per terra, a elemosinare, quanti bambini e ragazzini mandati a borseggiare o a prostituirsi, sfruttati, come se ne vedono a Milano, vedi tu in Lussemburgo.

    O forse lì non hanno il nostro senso di accoglienza ? O ne hanno così tanto che sono tutti in case di accoglienza ben curati per essere inseriti, eventualmente nella società lussemburghese ?

    Se non vuoi i numeri in sogno di notti di mezza estate del giornalista , numeri tratti dal rapporto del ministero dell’interno, o non ti fidi delle dichiarazioni delle rappresentanze romene interpellate ( razziste o bugiarde ? ) , fai tu un’ inchiesta rivolgendoti alle fonti che ritieni più attendibili. I numeri saranno anche esagerati, ma di quanto ?

    Aurora.

  63. utente anonimo says:

    cara aurora,

    qui se c’è un furto in casa,o un barbone alla stazione, o una prostituta sui viali, non hai giornali che strillano “invasione di italiani!”, “emergenza polacchi!”, “quanti sono gli irregolari?”… eppure qui gli stranieri sono circa il 50% degli abitanti…

    evidentemente ognuno ha la stampa che si merita

    roberto

  64. utente anonimo says:

    Bene Roberto, se c’ è un barbone nessuno credo farebbe allarmismo, ma se ce ne sono tanti, la gente se ne accorge : vuol dire che il paese si sta impoverendo, se sono italiani, e che non riesce a integrare quelli che arrivano , se stranieri.

    Per UN barbone non solo in Italia non si fanno titoloni, ma non si fanno neppure titolini per TANTI barboni. La stampa ne dà notizia solo quando si scopre che un barbone è morto perché dimenticato sulla barella dal giorno prima, da quando cioè era arrivato ancora vivo al pronto soccorso di un ospedale- o perché è stato massacrato per aver difeso ( solo tra i tanti presenti ) una donna dagli aggressori.

    Per UNA prostituta , non si fanno titoloni allarmistici, e anzi non si fanno neppure quando sono uccise, quasi che le prostitute non meritassero particolare attenzione.

    La cronaca riporta i fatti che succedono, e neanche tutti.

    Dei CTP se ne parla in Lussemburgo ? E della n’drangheta ? e della mafia ? Se in Lussemburgo certi fenomeni non esistono, è ovvio che non facciano titoloni, non interesserebbe a nessuno.

    Sul fatto che in Lussemburgo metà della popolazione è straniera :

    Anche a Montecarlo sarà piena di stranieri, ma il punto è : che tipo di stranieri accolgono a Montecarlo ?

    Io barboni non me ne ricordo, al limite barboncini, che fanno tanto chic.

    Insomma, la stampa , la cronaca, riflette la situazione del paese, e neanche tutta e neanche bene, concordo. E vige il principio che un albero che cade fa più rumore di cento che stanno in piedi.

    Ma tu hai presente le metropolitane stipate ? E senza aria condizionata ? Ecco, magari puoi immaginarti l’Italia così, un domani, strapiena, con gente che per l’ insoddisfazione di NON TROVARE POSTO , con l’assillo di DOVERSI SISTEMARE , diventa sempre più litigiosa.

    p notava che gli incendi boschivi, probabilmente dolosi, che hanno devastato zone del foggiano, non potevano essere adeguatamente contrastate perché mancano i mezzi. Mezzi e forze che magari vengono dirottate in piani di prevenzione di altri fantomatici pericoli.

    Ma a me sembra che manchino in mezzi e le forze per contrastare tutto, dalla disoccupazione, risolta con un precariato che lascia ai giovani un grosso dubbio sul loro futuro ( si arrabbieranno a dovere un giorno ? ) , alla lotta alla criminalità , ecc.ecc.

    Insomma, mi sembra evidente che il Lussemburgo non sia nella situazione dell’ Italia, e quindi la stampa è diversa.

    Aurora.

  65. utente anonimo says:

    >..ma anche oggi un minimo ci vuole : un controllo alla frontiera del documento d’identità valido per l’espatrio..Aurora<
    Frontiera? Quale frontiera? Gli accordi di Schengen hanno abolito i controlli alle frontiere terrestri fra paesi UE (che tuttavia possono attivarsi a campione o in casi particolari, ma sempre come fatto eccezionale). E dubito molto che i rumeni siano tanto fessi e/o spendaccioni da arrivare in Italia via Fiumicino o Malpensa.

    Ciao

    Ritvan

  66. utente anonimo says:

    >Ma tu hai presente le metropolitane stipate ? E senza aria condizionata ? Ecco, magari puoi immaginarti l’Italia così, un domani, strapiena, con gente che per l’ insoddisfazione di NON TROVARE POSTO , con l’assillo di DOVERSI SISTEMARE , diventa sempre più litigiosa.< Toh, però…quando le stesse cose sulle metropolitane italiche le dice un “diversamente comunitario” qualcuno/a s’inkazza….La verità pare abbia gusti diversi, a seconda di chi la dice…e di chi l’ascolta.
    Ciao

    Ritvan

  67. utente anonimo says:

    che ti posso dire aurora?

    io sospetto che il Lussemburgo non sia nella situazione dell’Italia (anche) *perché* la stampa è diversa.

    l’allarmismo, il catastrofismo, questa continua ed implacabile ricerca del capro espiatorio nell’*altro* che caratterizza la stampa, ma forse sarebbe meglio dire l’opinione pubblica, italiana, impediscono qualsiasi riflessione seria.

    leggi questa tua frase:

    “p notava che gli incendi boschivi, probabilmente dolosi, che hanno devastato zone del foggiano, non potevano essere adeguatamente contrastate perché mancano i mezzi”

    il problema è *l’altro* (la crudele mancanza dei mezzi, manco fosse una piaga biblica), non il fatto che ci sono persone che hanno interesse ad appiccare incendi, o che si è no il 30% dei comuni pugliesi ha il catasto delle aree percorse da fuoco…

    roberto

  68. utente anonimo says:

    No roberto. Questione di priorità del ministero degli interni. Essendo endemici gli incendi, se ogni anno mancano mezzi è perché, al di là di chiacchiere, va bene così. Poi si potrà anche dire che sono dolosi, ma intanto una volta scoppiati, dolosi o no, senza mezzi fai poco.p

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>