Lo spacciatore astemio

Il titolo di Repubblica, che non è Libero, urla con fiera certezza:

Scuola di Al Qaeda in Italia

e sotto:

Amato: pronti a colpire.

Seguono tre pagine all’interno sulla drammatica notizia.

Cosa interessante: la frase attribuita ad Amato, "pronti a colpire", non compare più nel giornale; ad Amato viene attribuito solo un enfatico, ma meno preciso elogio alla polizia che sarebbe intervenuta "sventando rischi molto concreti".

E infatti, a negare che qualcuno fosse "pronto a colpire", sono proprio il procuratore capo di Perugia, Nicola Miriano e il pm Alessandro Cannevale, i quali 

"ammettono che sino a oggi la cellula jihadista di Ponte Felcino non aveva ancora progetti concreti e spiegano: ‘La scuola di terrorismo messa in piedi da Korchi non sta ancora attuando progetti terroristici determinati anche se l’allontamento per ignota destinazione di precedenti frequentatori lascia temere una simile eventualità".

Cioè, il fatto che in questo mondo mobile di braccia invisibili, impotenti e prive di documenti, qualcuno sparisca, costituisce almeno un indizio.

Per il resto, a casa dell’Imam sarebbero stati trovate non meglio specificate "sostanze chimiche" e "componenti elettronici". Una cosa che ricorda il caso del ferricianuro, un innocuo colorante usato da alcuni picareschi extracomunitari anni fa per fare dei timbri falsi, trasformato per mesi in semplice "cianuro" con cui "al Qaeda" avrebbe progettato di "avvelenare l’acqua potabile dell’ambasciata USA a Roma". [1]

Il giornalista Jenner Meletti intervista il parroco, don Alfredo Veschini, che dà una meravigliosa spiegazione della soddisfazione che gli fa provare la "carità cristiana" che lui esercita verso gli extracomunitari:

"Io li auto, ma spiego anche che noi facciamo questa carità perché il Vangelo ci dice di aiutare i fratelli. Nell’Islam, invece, c’è invece [sic] chi sostiene che questi fratelli bisogna ucciderli. Continuerò a dare un aiuto, solo perché sono convinto che il bene vale più del male".

Jenner Meletti intervista anche un marocchino bevitore di birra, che parla dell’Imam arrestato:

"Ogni tanto lo incontravamo, l’imam, e ci sembrava una persona buona. Ci diveva: non bevete birra perché Allah non vuole. Non ci diceva: fai il kamikaze. Noi non ci crediamo, che fosse un terrorista".

Di parere opposto, il barista Marco Barbagallo, che grida, "finalmente li hanno presi. Qui alla sera non si vive: si spaccia di tutto, e quelli della moschea controllano e sorvegliano". E Marco Barbagallo evidentemente ne sa più della Digos, visto che ci mette una nuova accusa che non compare in alcun atto ufficiale: "Ma lo sappiamo tutti che per fare i terroristi ci vogliono i soldi e la droga rende bene".

E’ la meraviglia della doppia colpa: si è bigotti e fanatici perché si dice di non bere la birra, ma si è anche spacciatori di droga. E, come sempre, si trova anche una spiegazione logica per mettere le due cose insieme.

Anche se forse il vero problema per Marco Barbagallo era avere un vicino di casa che predicava contro le bevande alcoliche.

Nota:

[1] La prova del progetto, un’inspiegabile piantina delle fogne di Roma, opportunamente comparsa alla seconda perquisizione in casa dei disgraziati in questione.

Per capirci, il cianuro è KCN, mentre il ferricianuro è K4[Fe(CN)6] · 3H2O.

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62 Responses to Lo spacciatore astemio

  1. Santaruina says:

    Una domanda, un po’ provocatoria: il lettore di repubblica viene considerato, solitamente, “colto e attento alle tematiche sociali”, mica come quei buzzurri che leggono Libero.

    Come si pone il lettore “colto e attento alle tematiche sociali” di fronte a “notizie” come questa?

    Non percepisce l’immensa presa per il culo?

    Forse è molto più facile fare fessi i lettori “colti e attenti alle tematiche sociali” che i buzzurri.

    Blessed be

  2. MattBeck says:

    Hai ben mostrato alcuni dei meccanismi di disinformazione; vediamo comunque se l’accusa di terrorismo regge.

    Quanto all’accusa per la quale parte dello spaccio di droga farebbe capo alla moschea… boh, spero di no.

    Ma non mi sorprenderebbe se fosse vera, data l’ipocrisia tipica dei fondamentalisti (islamici e non): l’Afghanistan in mano ai Talebani è il principale produttore di papavero, mentre i mullah iraniani, che a parole disprezzano il denaro, sono nella realtà (e gli Iraniani questo lo sanno bene da decenni) i principali commercianti di droga ed armi del paese (internazionali e non solo).

    Sono un po’ come la chiesa cattolica odierna e del medioevo, che parla(va) e parla del potere di corruzione del denaro ma che raccoglie(va) il sangue del demonio da tutta Europa.

  3. Santaruina says:

    I talebani avevano estirpato totalmente la produzione di oppio, produzione ripresa in seguito alla “liberazione” dell’Afghanistan.

    Come disse un tassista di New York intervistato da report

    “da quando abbiamo invaso l’Iraq il prezzo della benzina continua a salire, ma almeno dopo l’invasione dell’Afghanistan il prezzo dell’eroina è crollato”.

    Tanto per riflettere un po’.

    Blessed be

  4. kelebek says:

    Per MattBeck n. 2

    L’accusa di spaccio di droga semplicemente non esiste: se avesse il minimo riscontro, sarebbe stato comunicato dai magistrati alla stampa.

    E’ un’illazione privata di un barista.

    Il quale, possiamo presumere, sarà stato interrogato anche lui dalla Digos come testimone; e la Digos non ha evidentemente trovato credibile o interessante la sua illazione.

    Ciò che è interessante, però, è la certezza con cui lui afferma una cosa sicuramente non vera.

    Miguel Martinez

  5. utente anonimo says:

    Riflettere? Come no. Si riflette ampiamente. A modo di vetri. Invece di chiedersi il barista perché non ci si dedica al più umile ma utile controllo dello spaccio in zona piuttosto che a improbabili attentati in qualche “ignota destinazione”, riflette il pensiero della propaganda politico/giornalistica. La reflexion nous tue.p

  6. utente anonimo says:

    Per finire anch’io la mia “riflessione” (pure questa nobile parola è diventata una parolaccia), la propaganda alla fine della corsa diviene e viene riportata come opinione pubblica, sentimento dell’uomo della strada. Il cerchio si chiude. Se non vivessi già altrove, sarebbe durissimo sopportare le cose.p

  7. utente anonimo says:

    Furbacchione il giornalista a servizio della propaganda islamofobica: intervistare proprio il barista che teme perdite economiche a causa del precetto coranico di non bere. Satanasso deve pagarlo bene, oltre allo stipendio che prende dalla redazione.

    Sembra che Libero e Repubblica lavorino tutti e due per lo stesso padrone. Probabilmente la terminologia cambia un po’ per adattarla al diverso target.

    Comunque le notizie non sono prodotte dalle singole testate. La costruzione della notizia inizia molto prima e procede attraverso le agenzie e uffici stampa. i redattori di repubblica e di libero non devnono fare altro che mettere in bella forma (si fa per dire) quello che esce dal fax o copincollare quello che sta su internet (infatti si dice che sono pagati troppo per quello che vale il loro lavoro)

    Barbara

  8. La notizia era divertentissima quando l’ho sentita ieri alla radio. Ma per quanto sia almeno una mezza bufala (anche se così su due piedi mi sembra proprio una bufala intera) l’obiettivo di chi l’ha partorita è stato comunque raggiunto. Le eventuali rettifiche e assoluzioni non saranno probabilmente ritenute degne della prima pagina.

  9. utente anonimo says:

    L’obiettivo è questo: la gente piano piano, sentendo continuamente parlare di luoghi di culto che forse non sono veramente tali, di strani filmati e di extracomunitari che predicano il corano armato, piano piano inizia a sviluppare una sensazione di angoscia e risentimento, quasi irrazionale, quindi non soggetta a verifiche o smentite. La notizia poi può pure cadere nel dimenticatoio, gli indagati possono essere rilasciati e l’accusa può cadere. Ma quello che rimane è una sensazione di paura e di sfiducia che ci spinge a sospettare continuamente dell'”altro” e ci rende sempre più controllabili.

    Barbara

  10. utente anonimo says:

    Su La Stampa cartacea di oggi c’è l’intervista a uno Scialoja piuttosto preoccupato che spiegava come in Italia vivano marocchini ricercati in patria e come alcune comunità sfuggano a ogni controllo.

    So bene che i giornali tutti, anche quelli considerati seri, fomentino diffidenza e paura, perché un popolo impaurito è più controllabile.

    Però mi pare un poco superficiale il negare a prescindere qualunque cosa che ci piacerebbe non fosse vera.

    l.

  11. utente anonimo says:

    Per carità, potrebbe essere vera. Aspettiamo che ci mostrino le prove :-)

    Barbara

  12. kelebek says:

    Per l. n. 10

    Spiego meglio la mia posizione.

    Può darsi che i quattro di Perugia stessero costruendo una bomba atomica in casa.

    Non lo so.

    Però lo stesso potrebbe dirsi più o meno di chiunque.

    Esiste “informazione” ed esiste “controinformazione”.

    Io non ho “informazione”, nel senso che non possiedo la verità su una situazione che non conosco direttamente.

    Io cerco di offrire “controinformazione”; cioè una serie di riflessioni e di dati che bilanciano una “informazione ufficiale” del tutto unilaterale e permettono di ritrovare l’equilibrio.

    Miguel Martinez

  13. utente anonimo says:

    ;) ..leggo:

    Di parere opposto, il barista Marco Barbagallo, che grida, “finalmente li hanno presi. Qui alla sera non si vive: si spaccia di tutto, e quelli della moschea controllano e sorvegliano”. E Marco Barbagallo evidentemente ne sa più della Digos, visto che ci mette una nuova accusa che non compare in alcun atto ufficiale: “Ma lo sappiamo tutti che per fare i terroristi ci vogliono i soldi e la droga rende bene”.

    ..ehm.. e queste sono parole tue, mi pare..

    E’ molto più facile per una persona normale capire la verità con qualche telefonata, proprio perché la persona normale non ha alcun potere sanzionatorio.

    concludono il post 655 qui:
    http://www.splinder.com/myblog/comment/list/13008267#cid-35575215

    ..e guarda che non sto difendendo le esternazioni del barista, eh! mi ha solo colpito il diverso “metro”. ;)

    H.

  14. kelebek says:

    Per H. n. 13

    Hai ragione, c’è una contraddizione apparente.

    Però, io avevo detto che l’accertamento della verità è completamente diversa nel caso di un omicidio e nel caso di una querela per diffamazione.

    E’ ovvio che nel caso di “terrorismo”, le indagini sono ancora più serrate che per un omicidio.

    Se non altro, perché ci sono enormi opportunità di promozione per chi riesce a scovare un “terrorista”.

    Invece, è ovvio che in condizioni normali (analoghe a quelle delle querele per diffamazione), il drogato medio ne sa di più sugli spacciatori del quartiere di quanto ne potrà mai sapere un giudice.

    Miguel Martinez

  15. utente anonimo says:

    H.

    ho letto con interesse il tuo post linkato, da cui emerge che ogni sistema vuole imporre il suo credo come pensiero totalizzante. Ti informo però, che prima dell’islam si è affermato da noi un altro credo totalizzante, il pensiero unico del capitalismo. Lo “scontro di civiltà” a cui oggi assisitamo non è che il contrapporre una (presunta) razionalità occidentale – “razionalità illuminista” per Adorno , ma io la chiamerei “razionalità strumentale” – contro quella “orientale” (razionale anch’essa, per dirla con platone)

    Barbara

  16. utente anonimo says:

    cavolo! non sapevo chi i taxisti di N.Y. city fossero cosi attendibili??? I talibani hanno sempre prodotto eroina, questi tipi che all’inizio sono stati programmati e comprati dagli americani che avevano bisogno di amici locali. Che poi questi amici siano diventati nemici fa parte del gioco e dell’ipocrisia.E gli americani sono infinitamente grati ai talibani che gli offrono il pretesto la possibilità, l’occasione di andarli a bombardare un po! gli americani adorano bombardare!!!e i talibani anche loro si divertono a giocare alla guerra! Il Tabari che ha scritto la vita del Profeta racconta: c’era a Medina un arabo che passava le giornate a pregare e a recitare il Corano. Ma il Profeta parlando di lui diceva:” quell’uomo appartiene all’inferno” ….( era bravo per se stesso per il prorio ego) ecco i talibani sono come quell’uomo considerando tutto l’orrore che hanno provocato in afghanistan appartengono all’inferno.l’albero si considera in base ai frutti che dà. Che ci siano persone che si dicono muslim ed abbiano simpatia per questi tipi, vuol dire che dobbiamo veramente ricominciare a studiare la vita del Profeta il Corano i saggi maestri sufi, perché c’é veramente troppa ‘confusione’ … in momenti come questi mi sento extraterrestre ed odio i seminatori di zizzania tipo talibani!.ciao inchâ-Allah! Dio ci é difesa sufficiente! per fortuna! wadhuda ops!!!!!!!

  17. utente anonimo says:

    wadhuda

    e però pare che da quando hanno mandato le “forze di pace” a sgominare i talebani la produzione e l’esportazione di oppio sia aumentata parecchio….

    barbara

  18. utente anonimo says:

    E perché su due notizie come quelle un tassista non dovrebbe essere attendibile? Perché non ha una laurea o non appartiene a un think thank? Sui prezzi della spesa in italia è molto più attendibile una massaia che i dati istat sull’inflazione, per esempio. Ti risulta il contrario?p

  19. utente anonimo says:

    non attendibile perché é falso. Dal 198O anno nel quale a Landikotal e Khayber Pas si é cominciato a distillare eroina grazie all’intervento di un dottore europeo, da quel momento l’afghanistan non ha mai smesso di produrre oppio. E che sia una tonnelata in più o in meno dipende anche dalle condizioni climatiche ed altre circostanze, ma la cosa più sconcertante é quello che i talibani hanno fatto in afghanistan, orrore sopra orrore …wadhuda

  20. utente anonimo says:

    martinez

    perchè si è dimenticato di riferirci delle frasi registrate dalla DIGOS?

    quelle in cui incitava i bambini islamici a mostrare, picchiandoli, la superiorità sui bambini cristiani?

    un seminatore d’odio che difende un predicatore d’odio

  21. kelebek says:

    Per numero 20

    Non ho parlato delle intercettazioni per due motivi.

    Primo, perché espressioni anche forti non hanno nulla a che fare con “associazione finalizzata a terrorismo internazionale” (15 anni di carcere).

    Secondo, perché innumerevoli volte, le intercettazioni si sono rivelate malintesi o bufale: è il caso recente, ad esempio, delle presunte intercettazioni della trasmissione di Santoro.

    Miguel Martinez

  22. Santaruina says:

    Il fatto che i talebani avessero estirpato la produzione di oppio non è certo una notizia sconvolgente, è cosa nota.

    Google è un amico, per eventuali conferme.

    Per il resto, pace e bene.

    Blessed be

  23. utente anonimo says:

    Miguel

    Comunque sarebbe oppotruno, specialmente in un momento come questo, che gli islamici di origine extra-europea stessero attenti a non dire frasi “forti”. Le conseguenze di ciò le leggiamo sui giornali.

    Barbara

  24. MattBeck says:

    Il mullah Omar emise una condanna della produzione e consumazione di oppiacei; ma il proibizionismo non funziona, negli USA cristiani degli anni 20 come nell’Afghanistan musulmano e talebano.

    Una cosa sono le parole di una fatwa, un’altra i processi economici e la corruzione.

    I talebani sono esseri umani come tutti gli altri: alcuni sono fanatici ma anche onesti e non toccano quella robaccia e magari impediscono quelle attività; altri (la maggioranza) ci lucrano sopra.

    Attualmente ovunque gli Alleati non controllino, le coltivazioni si estendono a perdita d’occhio.

    Ma se il paese da anni è in mano ai talebani (a parte le città occupate dalla coalition of the willings), e se i Talebani sono nei fatti ferocemente contrari alle droghe, come si spiega che l’Afghanistan sia il principale produttore di eroina?

    E’ un processo che viene da lontano: ne sanno qualcosa i poliziotti di frontiera iraniani, che se non lasciano fare i contrabbandieri si ritrovano un giorno o l’altro con la gola tagliata.

    Era così già ai tempi della guerra Iran-Iraq.

  25. utente anonimo says:

    “Attualmente ovunque gli Alleati non controllino, le coltivazioni si estendono a perdita d’occhio.”

    E dove controllano? Mi sa che è pure peggio…

    “Era così già ai tempi della guerra Iran-Iraq”

    Sembra che ovunque ci sia lo zampino degli americani la droga la fa da padrona…

    Barbara

  26. MattBeck says:

    Barbara,

    la droga fa far quattrini, purtroppo, chiunque ne sia complice (un contadino colombiano o afghano che se no non può sopravvivere, come pure il mafioso ultrareligioso che prega la Madonna o Maometto, o il politico che dice di proibire le droghe, anche se poi ci ricava soldi lui stesso facendosi corrompere). I politicanti Americani ed i loro nemici ex-amici talebani sono due facce diverse della stessa ipocrisia; l’ipocrisia di coloro che si riempiono la bocca di belle parole e che fanno soldi con ciò che loro stessi proibiscono.

    Tanto non sono loro a pagare il prezzo più alto.

    Ciao

  27. utente anonimo says:

    ;)) ..Miguel, 14..

    io penso che la “verità” e naturalmente soggettiva, la sappiano sempre solo i protagonisti.. poi c’è la “verità del concordato”, quella che scrivono gli avvocati, per intenderci.
    e poi c’è quella spicciola, quella che nessuno sa “oggettivamente” ma tutti sanno. e il più delle volte non è verità perché si basa sul preconcetti.
    [;)) ..”io sono piccola e nera”, ricordi..? mica l’avevo scritto a caso nei miei primissimi interventi qui.. ;)]

    a volte però il preconcetto non è così fantasioso.. ché – pur basandosi su chiacchiere – ha un suo sfondo di verità che si manifesta nei fatti per chi ne è a contatto e li osserva e li ascolta, tipo il barista o il barbiere. o se vuoi anche altri esercenti.. ma quelli sopra son anche i più propensi al dialogo e alla chiacchiera.
    in altri termini, probabilmente l’attribuzione del barista ai frequentatori della moschea non è proprio esatta, per carità!, ma è anche probabile che sia vera.

    per esempio, se si vocifera che tizio o caio abbiano una collezione di coltelli pronti all’uso.. tizio e caio potrebbero essere dei collezionisti ed essere completamente estranei a un uso violento.. ma anche c’è qualcun’altro che dei coltelli sta usando.
    e quindi potrebbe essere benissimo che certe chiacchiere – quelle che riguardano la collettività e non l’individuo – non siano solo fantasie.

    oppure mettiamola così.. in un quartiere c’è una via dove ogni tanto sparano o si accoltellano.. e se tizio o caio è chiaro che non c’entrino ma è anche difficile identificare “chi” significa facilmente che è proprio nel quartiere che ha origine questa violenza. difficilmente è “da fuori”.

    H.

  28. utente anonimo says:

    MB

    d’accordo :-)

    H.

    Non metto in dubbio che ci siano persone che spacciano in italia, questo però non autorizza i baristi a prendersela con le moschee…

    so del luogo comune che vuole che molti spacciatori siano magrebini (molti altri però, almeno nella mia città, sono italiani), un tempo però, negli anni ruggenti dell’eroina, erano tutti italiani e il loro lavoro lo sapevano fare altrettanto bene … (è proprio vero che gli extracomunitari rubano il lavoro agli italiani!)

    A volerla dire tutta, poi, sappiamo che bar e locali spesso sono coinvolti nello spaccio (sarà un caso di concorrenza commerciale? bah!)

    barbara

  29. utente anonimo says:

    Qual è il problema, che quell’imam è un calderoli islamico? Per simili dichiarazioni cristiani si pappano stipendi da favola in parlamento. Riparliamone quando vorrai che la polizia si occupi anche di quest’altro lato dei dichiaratori.p

  30. utente anonimo says:

    Barbara, 15..

    ..a parte che non intendevo linkare il mio post ma il 655, ho solo sbagliato prendendo le proprietà dalla data e non dal numero, così ha agganciato tutta la sequela dei commenti..

    per il resto su ciò che affermi si potrebbe dire di tutto e di più.. ma ciò che più emerge – e ti do ragione – è una parola sola: contrapposizione. e ancora una volta.
    cosa che poco più di sessant’anni fa ha significato guerra mondiale. e solo sedici anni fa ha avuto inizio la guerra balcanica.. sempre contrapposizione.
    e se, pur senza andar indietro nella storia, proviamo ad allargare lo sguardo oltre l’europa.. l’elenco attuale è molto lungo.
    e certamente nessuno dei due sistemi in contrapposizione mi appare il migliore, salvo che uno dei due è territoriale.
    ma la mia domanda era appunto “che interessi muovono e spingono quersta migrazione mai vista prima..? e perché in europa..?
    e perché la contrapposizione si sta gonfiando a vista d’occhio..?
    e, se è un gioco economico, perché viene dirottata nella contrapposizione fra due fedi..?

    H.

  31. utente anonimo says:

    Barbara, 28..

    ;) ..tutto vero. ma prima di questa moschea c’era la stessa cosa..? in quel quartiere c’er aquello che sta emergendo..?
    c’era o non c’era..?
    perché l’esempio che ho fatto del quartiere dove sparano.. han sempre sparato, da quando è stato costruito. e, guarda caso, immigrati lì.. pochi. ché non sono esenti dalle fucilate.

    e potrebbe anche non essere a causa della moschea.. ma tutto sta nel “com’era prima”. oppure, coincidenza su coincidenza..?

    H.

  32. utente anonimo says:

    H.

    anche questa storia della contrapposizione non è altro che un’illusione. io, per esempio, non ne vedo alcuna tra cattolici e islamici. Dal mio punto di vista. E dal luogo in cui risiedo. Gente integratissima, che risiede qui da anni, in alcuni casi hanno aperto attività, più spesso lavorano come dipendenti e sono molto stimati. Ho notato che parecchi provenienti da c.d. paesi islamici sono di religione cristiana. qui a roma c’è anche una chiesa maronita diretta da un prete libanese.

    Non so rispondere alla tua domanda, se non con un’altra domanda: perché tanti cinesi in italia? perché tante prostitute dai paesi dell’est in europa? perché tanti operai edili dalla Romania? qui iniziano ad essere più degli islamici. Io comincerei a preoccuparmi di un’eventuale invasione confuciana e cristiano-ortodossa….

    Barbara

  33. utente anonimo says:

    PS: comunque non preoccupatevi. Vi informo che è in atto una contro-invasione cattolica dalle filippine e dai paesi latinoamericani!

    Barbara

  34. http://www.corriere.it/Primo_Piano/Editoriali/2007/07_Luglio/22/allam_predicatori_odio.shtml

    °°Chiudiamo le moschee dell’odio, della violenza e della morte. Via dall’Italia i predicatori del terrorismo islamico. Grazie alla Digos per gli arresti di Perugia, complimenti al capo della Polizia Manganelli e al ministro dell’Interno Amato. Ma non basta tirare un sospiro di sollievo per il mancato attentato. Dobbiamo liberarci dalle «fabbriche dei kamikaze» presenti nel territorio nazionale.°°

    °°Ora abbiamo l’ennesima conferma dell’intreccio fisiologico tra il terrorismo islamico globalizzato e la rete delle moschee dove si inneggia alla «guerra santa» nel nome di Allah. Così come abbiamo la certezza che si tratta di una realtà strutturale, ben radicata e diffusa sull’insieme del suolo italiano.°°

    Chi e’? Ma il buon Magdi, naturalmente.

    Ecco a cosa servivano questi allarmi-moschea.

    uppe

  35. utente anonimo says:

    Strano che allam, dato che c’è il monumento al milite ignoto, non abbia in quest’articolo anche proposto un monumento all'”ignota destinazione”. Sarebbe stata la cosa meno delirante di quello sproloquio.p

  36. utente anonimo says:

    # 31

    Com’era prima…

    certo è un ritornello che sentiamo spesso. le cose ora vann0o di male in peggio: la strada non è più com’era prima, il traffico è diventato caotico, “là dove c’era il verde c’è… una città”, i giovani sono maleducati, ecc.

    hai ragione, H. , spesso i discorsi contro gli immigrati sono associati a questo tipo di affermazioni. Incapacità di adeguarsi alle mutate condizioni. Comunque non volgio difendere a priori tutti gli immigrati, né sono d’accordo con l’immigrazione selvaggia. però bisogna ammettere che spesso quelli di certa gente non sono altro che pregiudizi.

    barbara

  37. utente anonimo says:

    Se è così Allam sta peggiorando. Ora è proprio da rinchiudere. Forse è pre questo che gli hanno dato la scorta, è pericoloso per se stesso e per gli altri. Spero che le vendite del corriere siano in calo.

    barbara

  38. utente anonimo says:

    leggo con orrore “mappatura delle moschee in Europa entro ottobre”… e mi domando: come si dirà “shoah” in arabo? perchè quello che vedo è una serie di pretesti, illazioni, prove fittizie, sequestri e diffamazioni non solo pari, ma ben più gravi di quelle vere o presunte messe in atto contro gli ebrei dal nazismo; almeno Hitler ha agito tout-court contro la “razza”, mentre qui subdolamente si parla di “moschee del terrore”: un bambino che entra nel tempio a pregare il suo Dio, cioè il migliore tra i bambini, diventa grazie a questo viscido sistema di etichette un “terrorista”! Inaudito… sono sgomento, questa sembra più una guerra contro Dio che contro i musulmani.

    Ma in fondo questo mi conforta, perchè naturalmente Dio vincerà.

    Salaam a tutti quanti.

  39. utente anonimo says:

    Non capisco cosa vuoi concludere. Che ci sono state delle esagerazioni nei giornali o che l’accusa è infondata (cioè è la montatura di qualcuno con un disegno preciso)?

    MI interesserebbe sapere se riesci ad accertarti della veridicità della formazione dei bambini, dove si sarebbe inculcato l’odio verso gli occidentali.

    Se vera, sarebbe molto preoccupante,

    Se falsa, sarebbe altrettanto preoccupante. non ne convieni?

  40. utente anonimo says:

    Barbara, 32/33..

    ..tutto vero, tutto verissimo, tutti integratissimi..
    ma dimmi una cosa.. chi ha chiesto di togliere il crocifisso dai luoghi pubblici..?
    chi ha chiesto di togliere Gesù bambino dal presepe..?
    chi tiene i figli a casa da scuola se i bambini fanno una recita..?
    chi ha chiesto l’orario ridotto per la preghiera..?
    e di esser sepolti guardando la Mecca..? e tutto ciò, naturalmente a spese nostre.
    mentre per noi, un loculo cimiteriale è a caso e per dieci anni, pagati milioni.
    saranno anche integratissimi.. ma fra di loro.

    poi vedi, io non metto in discussione la bontà della gente, immigrata o no che sia. però.. il caso fa la differenza.
    e c’è sempre un riscontro,. questa grande democraticità che vanti, come mai non c’è nei loro Paesi..?
    cioé, come mai quando siamo noi a far visita a loro dobbiamo star molto attenti a non sorpassare quella certa “linea rossa”..?
    e come mai qui invece chiedono a gran voce quel diritto che primi non danno..?
    io non metto in dubbio che la maggioranza non sia brava gente.. ma, loro, riescono a capire che io vivo senza Dio..?! e a non sentirsene offesi..?!
    o riescono a capire che qui, al mare o in piscina, si può stare con le tette al vento senza correre il rischio di essere violentate..?!
    o ancora, riescono a capire che a me da un gran fastidio veder in giro donne costrette sotto uno chador nero sotto a questo sole..?!
    insomma ci provano a capire qualcosa del nostro mondo o siamo solo noi che dobbiamo capire loro..?!
    riescono a capire che se mi chiedono “ho fame” ho offerto volentieri un panino al prosciutto o al salame e mi ha dato un enorme fastidio vederlo gettare nel cassonetto..?!
    ovviamente avevo chiesto espressamente “ho solo pane e prosciutto, ti va bene?” e la risposta era stata “sì”.e l’ho chiesto perché non do per scontato che l’extracomunitario che mi bussa sia mussulmano.
    ..quindi, cara Barbara, cerchiamo di non prenderci in giro..

    H.

    ps: gli altri che tu additi, cinesi o puttane, non han preteso nulla salvo fare concorrenza sleale nel commercio. ma qui la colpa è più nostra che loro. “nostra”, si fa per dire.. della cecità dei nostri politici.

  41. utente anonimo says:

    Barbara, 36..

    il pregiudizio è una nostra caratteristica intrinseca. e tu lo hai appena dimostrato.

  42. utente anonimo says:

    non ci si puo stupire che qualcuno che da secoli e secoli, da generazioni e generazioni non ha mai mangiato maiale continui a rifiutarlo. Fa parte della sua cultura. Che lo avesse rifiutato subito subito invece di fartelo preparare e poi gettarlo, quello sarebbe stato meglio; ci sarà un malinteso. Oppure voleva dimostrarti che per lui era proprio una schifezza, voleva provocarti per vedere se tu gli avessi ugualmente “sorriso”, nonostante il suo plateale rifiuto, nonostante le sue diverse abitudini…capita agli umani di mettersi alla prova di voler sapere se si é accettati, anche nella diversità….comunque forse ancora più tossico che il prosciutto sia a livello fisico che psichico é il non accettare l’altro, non cercare il dialogo. Questo vale x gli uni e x gli altri… imparare a vivere insieme, la diversità é la cosa più bella é la vera ricchezza, lo scambio, il dialogo, la scoperta sono forme d’arte e civiltà.. non lasciamo scappare occasioni per conoscere la nostra vera umanità, altrimenti saremo sempre incompiuti. ciao wadhuda

  43. kelebek says:

    Per n. 39

    “Non capisco cosa vuoi concludere. Che ci sono state delle esagerazioni nei giornali o che l’accusa è infondata (cioè è la montatura di qualcuno con un disegno preciso)? “

    Per ogni persona al mondo, imputata o meno di qualcosa, esiste la presunzione di innocenza e la possibilità di colpevolezza.

    Quando si dà la notizia di qualcosa che implica un’accusa molto grave, è quantomeno opportuno che si accenni alla possibilità di innocenza, cosa che succede solo quando l’imputato possiede un certo grado di potere: immaginiamoci i titoli sui giornali nel caso in cui Prodi (faccio per dire) venisse indagato per traffico di stupefacenti. Scriverebbero “Prodi è il capo della rete mondiale degli orchi della cocaina”?

    Oppure scriverebbero qualcosa come “Prodi indagato – Prodi dice, ‘ho un alibi di ferro e confido nella giustizia’ – Mastella: procedimento dubbio” ?

    Questo è il primo punto.

    Il secondo comprende la distinzione tra l’accusa specifica – “associazione finalizzata al terrorismo internazionale” – e tutte le altre questioni.

    Se Prodi viene arrestato con l’accusa di essere un narcotrafficante, per sapere se è innocente o colpevole, bisogna fare piazza pulita di accuse di contorno: “sì, ma faceva strane manovre all’IRI”, “eh, ma da uno che si allea con Di Pietro, che ti aspetti”, “beh, che ti aspetti dai bolognesi, sono tutti comunisti.”

    Un altro punto riguarda, infine, il meccanismo delle indagini sul “terrorismo islamico”. Un termine che deve restare in parentesi finché resterà vera una verità importante: che in Italia non è mai avvenuto un solo episodio di ‘terrorismo islamico’.

    Nemmeno uno.

    Miguel Martinez

  44. utente anonimo says:

    “riescono a capire che se mi chiedono “ho fame” ho offerto volentieri un panino al prosciutto o al salame e mi ha dato un enorme fastidio vederlo gettare nel cassonetto..?!

    ovviamente avevo chiesto espressamente “ho solo pane e prosciutto, ti va bene?” e la risposta era stata “sì”.e l’ho chiesto perché non do per scontato che l’extracomunitario che mi bussa sia mussulmano.

    H.”

    Scusami, eh?

    ma questa cosa del prosciutto non la capirò mai.

    Sta per diventare un simbolo, altro che ora di religione.

    Io non ho mai mangiato prosciutto in vita mia, quindi mi sento un po’ parte in causa; e ti chiedo: è possibile, ma siamo proprio proprio sicuri, che tu avessi in casa solo pane e prosciutto?

    O sotto sotto non c’era anche una provocazione da parte tua?

    Scusami, ma se basta una lezione di kung fu e un filmatino per trasformare un immigrato nel capo della Spectre, allora anche per me è lecito dire che la tua storia puzza un pochino.

    Anche perchè di provocazioni di questo tipo ne sento tante, almeno a parole

    (“NOi maniamo questo… o ti va bene oppure…”)

    beh, io sono un NOI che non mangia quella robaccia a base di maiale, mi dispiace.

    E non sono manco musulmano.

    Paolo

  45. utente anonimo says:

    ;) ..ma certo wadhuda, 42..

    quindi ancora pretese.. compresa quella che alle cinque del pomeriggio io abbia in casa un “arsenale” di cibarie.
    eppure sarebbe bastato dicesse “se non hai altro dammi solo il pane”, non credi?
    naturalmente sempre che – venendo dalle mie mani di “impura” – anche il pane non lo divenga, impuro..
    resta che – anche volendo ammettere la “provocazione” a posteriori che tu ci vuoi vedere – gettare le mie fatiche – ché alla cassa del super non pago il prosciutto con uno schiocco di dita – nonché la merenda a scuola di mio figlio il giorno dopo – cosa che il “mendico” non poteva sapere ma che era –
    non depone a favore della SUA volontà di dialogo, e per primo.
    e ora non dirmi che avrei potuto aprire il portafoglio e dargli un euro.. ché non deporrebbe per la mia!

    H.

  46. kelebek says:

    Per H n. 45

    Non ho capito cosa c’entra con “associazione finalizzata al terrorismo internazionale” (15 anni di carcere) il tuo incontro con un tizio (su qualche miliardo di “terzomondiale”) troppo imbarazzato per rifiutare la tua ospitalità, ma abbastanza coerente con i propri principi da buttare via di nascosto il cibo che gli avevi dato.

    Quando vieni a casa mia, ti offrirò un succulento pasto a base di cavallette e occhio di agnello.

    Bevanda di chicha amazzonica masticata e sputata e poi fatta fermentare.

    Miguel Martinez

  47. utente anonimo says:

    Sarà senz’altro come dici tu, H., per carità…

    però, guarda caso, io qualcosa da mangiare che non sia a base di maiale lo trovo sempre.

    E sono pure di gusti difficili.

    Sarà mica perché sono italiano e non-musulmano?

    Paolo

  48. utente anonimo says:

    ;D ..Paolo, 44/47..

    io non so se casa sia un ristorante col frigo sempre ben fornito e i fornelli sempre accesi.. beh, la mia no.
    resta che qui allevare un maiale ha sfamato in passato famiglie intere per lunghi inverni e che quindi “tirar fuori” pane e salame e la bottiglia di vino per

    l’ospite sia considerato fargli festa, dirgli che è ben accolto.
    poi neppure tu sai “cosa” io mangi.. e io sono in effetti vegetariana da sempre. ma si tratta di un’idiosincrasia mia, proprio “fisica”.. ché il solo odore della carne – qualsiasi – mi sconvolge lo stomaco. ma non trovo che questa sia una buona ragione per vietarla a mio figlio, o a parenti e amici se a loro piace. prorpio come non accetto che loro me la impongano.
    ma resta che sono consapevole che è più facile che si abbia in casa – alla mano – pane e salame piuttosto che altro. quindi, se mi capita di trovarmeli offerti, sgranocchio solo la fettina di pane.
    il resto.. dipende da quando hai fatto la spesa. o da quando accendi i fornelli.
    magari, se avesse bussato tre ore dopo dopo gli avrei offerto una porzione di couscous alle verdure.. o una fetta di arrosto. insomma quello che c’era.

    H.

    ps: poi, se tu ti metti a cucinare per tutti quelli che passano.. hai tutta la mia ammirazione. io non sono così cristianamente cristiana.

  49. utente anonimo says:

    Che ti posso dire, a me il maiale non mi ha mai sfamato, né d’inverno né d’estate.

    E guarda che io le persone che l’allevano ancora le conosco e le ho frequentate.

    Però il loro concetto di buona educazione, per mia fortuna, non era “ti offro pane e salame perché A ME piace”, tantomeno “te lo offro perché A TE non piace”, ma “tento di venirti incontro”.

    Che strano, avevano sempre un frigo normalissimo, come il mio, con dentro un po’ di tutto.

    Magari non andavano neanche in chiesa, quindi il cristiani non c’entra proprio niente.

    Ma devo essere proprio io che sono fortunato, perché invece sento continuamente di marocchini sfigatissimi che beccano solo gente che in frigo ha solo porco morto.

    Paolo

  50. utente anonimo says:

    In ogni caso, non voglio dirottare la discussione sul porco.

    Tu H. senz’altro sarai stata presa alla sprovvista, e l’ospite avrà fatto come dice Miguel, accettato per educazione. Niente di cui stupirsi.

    Però mi da troppo fastidio che per molti stia diventando una discriminante “o con noi possibili mangiatori di porco, o contro di noi”.

    Si possono scegliere simboli migliori, via.

    Paolo

  51. utente anonimo says:

    ;D ;D ..Miguelito, 46..

    ..posso portare qualcosa anch’io..?

    H.

  52. kelebek says:

    Per H n. 52

    Certo :-)

    Ma siccome io sono un occidentale e quindi non so cosa sia la cortesia, ti dirò “bleah, che schifo, ma ‘na roba decente non me la potevi dare?”

    Miguel Martinez

  53. MattBeck says:

    Apprezzo molto il lavoro di critica e decostruzione che stai facendo, Miguel; ma mi chiedo quale sia il potere della prova.

    Non basta un po’ di materiale propagandistico o potenzialmente pericoloso (anche il detersivo può uccidere…) a far pensare ad un progetto di attentato.

    Ma la prova di per sè non basta, ci vogliono i cosiddetti riscontri oggettivi, oltre che una corretta conoscenza del contesto (cosa che tu stai cercando di fare, come per l’imam che dà consigli per l’educazione dei figli, vedi ultimo tuo post).

    E comunque le intenzioni non sono perseguibili.

    Non so neppure se la progettazione pratica di un attentato (mappe, descrizione dell’azione, materiale esplosivo o comunque letale ecc.) sia legalmente perseguibile, anche quando ormai risulti lampante logicamente che si stava davvero preparando un omicidio di massa.

    Altrimenti anche Forsyth od un giallista potrebbero essere incriminati.

    Il fatto comunque che non si possa o riesca condannare qualcuno sulla base del materiale trovato a Perugia, non significa che non si tratti di potenziali terroristi: ciò che è progettualmente criminale può non essere legalmente perseguibile o giuridicamente dimostrabile.

    La mafia americana questo lo sa benissimo per esperienza.

  54. utente anonimo says:

    Io pensavo che tutti oramai sapessereo che non sono mai stati gli islamici a chiedere che venisse tolto il cocifisso dalle scuole, ma, probabilmente, qualche gruppo alicista. E invece viene fuori che c’è ancora chi crede alle frottole di certa propaganda islamofobica. Questa è la prova che anche le insinuazioni a mezza voce, senza né prove né alcun riscontro oggettivo possono influenzare la gente e diventare delle verità (almeno per alcuni).

    H., se vai nei loro paesi non ti imporranno assolutamente nulla, e potrai stare tutto il giorno a tette al vento su qualche spiaggia di Sharm. Loro invece sono costretti a lavare i piatti in qualche pizzeria della tua città, magari sottopagati.

    Barbara

  55. Miguel

    Comunque sarebbe opportuno, specialmente in un momento come questo, che gli islamici di origine extra-europea stessero attenti a non dire frasi “forti”. Le conseguenze di ciò le leggiamo sui giornali.

    Barbara

    Possiamo dire che in questo commento sia concentrata tutta l’ipocrisia di cui voi islamofili a oltranza siete capaci. Ma cazzo… ridurre quelle dichiarazioni a “frasi forti” è un eufemismo ridicolo. “Dai, fratello mio negro, senza offesa, ma temo che hai esagerato un po’, qui gli occidentali ottusi e soggiogati dalla cattiva informazione potrebbero farsi una cattiva opinione di te. Dammi la mano e corriamo su questo rigoglioso prato verde lontani dal mondo!”.

    - ché se state solo aspettando una conferma fiammante di tali affermazione, allora sappiate che mi accodo-

    Anche a me piacerebbe che gli arabi ci invadessero e che noi figli (bastardi) dell’illuminismo ci piegassimo a 90 al punto da perdere completamente la nostra individualità. Tanto noi un’individualità non l’abbiamo, poiché essendo i figli bastardi frustrati infami dell’illuminismo, siamo felici di aprirci al dialogo, ci fa crescere, ci fa godere. Quindi stiamo a dare ragione a tutti i negri, indipendentemente dalle fattezze che essi assumono. E mi farebbe estremamente piacere, senza ombra di sarcasmo, se ti mettessero un burqua e ti costringessero al silenzio, Barbara.

    Perché devi capire che la nostra filosofia ha definito ‘razionale’ tanto Voltaire quanto Platone, tanto il pensare quanto il credere; ma ha anche fissato evidenti paletti, ha anche scavato significativi “salti ontologici” (vedi Kierkegaard). Tra il credere e il pensare non vi sono punti di contatto. Questo non l’ho letto sui libri, ma emerge chiaramente dalla contrapposizione che esiste oggi, tra
    noi intellettualissimi froci ipocriti e
    loro, bigotti jihadisti. I musulmani moderati la pensano come me. I musulmani moderati hanno letto anche al di fuori del Corano.

    E’ proprio la vostra lettura mancata (o eventualmente non forzata) del Corano che vi permette di dar così bellamente aria ai vostri denti.

    Si gioca ad armi pari, e i musulmani non sono disposti a mettere in discussione niente dei loro usi, noi tutto dei nostri. (ma ribadisco: a me non dispiacerebbe che voi pecore tornaste a sottoporvi ad un nuovo Dio, magari più cazzuto di quello cristiano, inchâ-Allah).

  56. utente anonimo says:

    “Si gioca ad armi pari, e i musulmani non sono disposti a mettere in discussione niente dei loro usi, noi tutto dei nostri”

    Questo è quello che si sente dire spesso;

    però poi succede tutto il contrario.

    Mo’ le vedo anch’io le donne con l’hijab; ma questo uso è per l’appunto continuamente messo in discussione, tanto in “occidente quanto in “oriente”.

    Sono, almeno per ora, i musulmani coloro ai quali è continuamente chiesto di “adattarsi”, e lo fanno anche continuamente, e moltissimi lo fanno volentieri, per di più, perchè magari non vedono l’ora di essere un po’ meno musulmani.

    mentre noi non ci adattiamo per niente, perché concedere uno spazio per la preghiera o una mensa rispettosa delle esigenze religiose di qualcuno (i soli “grandi” sforzi che mi pare siano stati fatti in Italia, e non sempre) non è un uso dettatoci dal Corano e impostoci da barbuti agenti della Polizia Religiosa iraniana, ma semplice applicazione dei valori, figli non bastardi dell’Illuminismo, di libertà religiosa, quindi “roba nostra”.

    Paolo

  57. utente anonimo says:

    detto questo, è anche vero che la sinistra ha sempre coltivato un fastidioso quanto poco spiegabile autolesionismo, per cui qualunque simbolo, immagine, tradizione occidentale fa schifo, e qualunque minchiata africana o indiana è splendida e degna di ammirazione, o nel peggiore dei casi “giustificabile”.

    Autolesionismo che poi è l’immagine riflessa dell’ignoranza di destra, tuttora convintissima che in Africa esistano solo leoni e capanne, e che l’India sia nata letteralmente morendo di fame.

    Paolo

  58. @Paolo

    Questo è quello che si sente dire spesso;

    però poi succede tutto il contrario.

    Really? Come tu hai ben detto, chi si “adatta” lo fa spesso anche volentieri. Ma mettiti in testa che la felice tolleranza è una stronzata, è una presa in giro che ci si fa, non esiste la tolleranza reale (o meglio, può esistere solo nella misura in cui la minoranza a cui ho concesso la mia tolleranza non rompe il cazzo). Pertanto, il musulmano che si “adatta” non ha fatto alcuno sforzo o sacrificio, non ha espresso tolleranza, ma lo ha desiderato, magari attratto dalle luci al neon del relativismo e del sesso libero. Se invece il sacrificio l’ha fatto, magari per quieto vivere, opportunismo o intelligenza (=tolleranza meditata), sappi che sulla sua testa pende già una fatwa (e non ce l’ho messa sicuramente io).

    Io i negri musulmani non li tollero. Tollero le zanzare, mia sorella, la polvere. Ma non i negri. Tollerare le persone è tristissimo, significa che di quelle persone non ti importa un cazzo, che non ci vuoi davvero instaurare un dialogo, che vuoi lasciarle in un ghetto. C’è poco da tollerare o da chiudere un occhio, l’inghilterra e la Francia insegnano che i ghetti non sono belle esperienze.

    La tolleranza è occidentale.

    Quella tolleranza che tu definisci “roba nostra” è la più ipocrita e figlia di puttana delle acquisizioni illuministe. O devo definirla acquisizione “cristiana”? In quel caso massimo rispetto, amen, ma poi dovremmo entrare nel merito delle religioni? Dio ce ne scampi e liberi.

    RM

  59. utente anonimo says:

    Ragazza morta:

    calma, calma. Se sei morta dovrestii stare tranquilla. La tua rabbia mi fa riflettere, “figlia bastarda dell’illuminismo”. Parla pure di Voltaire, ma lascia perdere Platone.

    Barbara

  60. rubimasco says:

    non vorrei essere guastafeste, ma il ferricianuro a contatto con acidi sviluppa acido cianidrico, che era il componente tossico dello Zyklon B. In questo simpatico composto dei supporti inerti (pastiglie di legno pressato, ad esempio) venivano imbevuti di acido cianidrico, che poi veniva liberato, credo, tramite triturazione del supporto ed aspersione delle polveri.

    saluti

    Rubimasco

  61. Allora dobbiamo cercare le camere a gas e i forni crematori nella cantina dell’imam. Corro a dirlo agli inquirenti

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