Bruce Lee e l’Imam del Terrore

Leggo che un gongolante poliziotto ha fatto una conferenza stampa, annunciando di aver "smantellato" una "scuola del terrore" (mi auguro che le espressioni non siano sue, ma dei giornalisti) a Ponte Felcino a Perugia.

"Sostanze tossiche", "materie esplodenti" e persino (sì, avete indovinato), "cellula vicina ad Al Qaeda".

In pratica, a quanto riesco a capire dalla lettura dell’articolo sul sito di Repubblica, l’accusa è la seguente.

L’imam della moschea, avrebbe tenuto delle "vere e proprie lezioni" a due immigrati clandestini e a un quarto uomo, di cui non viene specificato lo status.

Dove?

"All’interno del luogo di culto, fuori dall’orario delle cerimonie religiose".

Siccome ogni indagine sul presunto "terrorismo islamico" in Italia, prima di sgonfiarsi miseramente, si è basata su "intercettazioni ambientali" all’interno di moschee, e siccome "scoprire una cellula di al Qaeda" è il modo più sicuro di far carriera all’interno delle forze dell’ordine, possiamo ragionevolmente dedurre che la moschea fosse il luogo più microspiato della città.

E se lo stesso imam non lo teneva in conto, doveva essere il musulmano più sprovveduto d’Italia.

Non è chiaro in che cosa consistessero le lezioni.

"si svolgeva un’approfondita opera di istruzione e addestramento all’uso delle armi e alle tecniche di combattimento proprie delle azioni terroristiche, oltre a lezioni di lotta corpo a corpo."

Ora, immagino che il gongolante poliziotto avrebbe esibito teatralmente anche un coltellino da scout, se lo avessero trovato nella moschea.

Presumo quindi che la frase di cui sopra la possiamo tranquillamente riscrivere così:

"gli imputati avrebbero parlato dell’uso di armi, ma in concreto avrebbero fatto lezioni di lotta corpo a corpo".

Come in qualunque palestra d’Italia.

jkd

"Il tutto veniva corredato dalla visione, e dal commento in comune, di messaggi, proclami, filmati e documenti scaricati da siti internet "protetti", mostrati tra l’altro anche ad alcuni bambini frequentatori della moschea."

E qui arriviamo al punto fondamentale. Gli imputati avrebbero guardato filmati, liberamente disponibili su Internet (cosa significhi il termine "protetti" lo lasciamo agli esperti). Compreso un filmato che spiegava come "guidare un Boeing 747", che deve aver molto divertito i due clandestini.

Perché "fondamentale"? Perché non basta fare lezioni di lotta corpo a corpo per essere colpevoli di terrorismo internazionale. Bisogna che ci sia qualche documento che comprovi un progetto di qualche tipo.

Qui sembra che tale progetto manchi del tutto, altrimento lo avrebbero menzionato: volevano assassinare nel letto il Papa, avvelenare Berlusconi, uccidere i bambini dell’asilo nido di Rignano Flaminio?

In mancanza di tutto ciò, ci sono almeno cose scaricate in rete, che potranno essere presentate in un processo come prove dell’intenzione di "fare terrorismo".

Si sa invece che uno "straniero che frequentava la moschea" avrebbe avuto dei "collegamenti" con due marocchini in Belgio, i quali a loro volta sono sospettati di aver "fornito supporto" agli attentatori di Madrid (io, invece, le Mostruose Maestre di Rignano Flaminio le ho conosciute di persona).

I miei commenti si basano esclusivamente su quanto dice a caldo Repubblica. Però l’esperienza ci insegna che i gongolanti sgominatori di "cellule terroristiche" tendono a sparare tutte le loro cartucce al momento della conferenza stampa.

E che nove volte su dieci, i casi si ridimensionano dopo.

Per cui possiamo ragionevolmente supporre che il giornalista di Repubblica abbia peccato per eccesso e non per difetto, nella descrizione dei pericolosi barbuti d’Umbria.

 

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26 Responses to Bruce Lee e l’Imam del Terrore

  1. ma perchè è normale che un imam faccia lezione di corpo a corpo ai fedeli?

    cioè, scusami eh, ma leggere “Come in qualunque palestra d’Italia.” quando si parla di una moschea è una battuta degna di Marx (Groucho, non Karl).

    Dico, ammettiamo per assurdo che l’ imam stesse veramente dando lezioni di corpo a corpo , parlando di fucili e forse forse stesse facendo vedere dei filmati su aerei (ci credo poco, ma ammettiamolo)……

    ma perchè, è normale in una moschea?

    che cosa si fa d’ altro in una moschea? dopo la preghiera del venerdì diventa anche pizzeria da asporto?

    cos’ è: “da Alì: madrasa-pizzeria- halal-ferramenta-agraria”?

    e fanno anche il franchising di questi localì qui oppure è iniziativa privata?:-)

    saluti

    Rubimasco

  2. kelebek says:

    Per Rubimasco n. 1

    Nessuno parlava di “normalità”. Il problema è, si tratta di una cellula di Al Qaeda, o di un corso di arti marziali?

    Fatta questa premessa, non c’è nulla di particolarmente strano nel fatto che si facciano attività fisiche in un locale affittato come moschea.

    La “moschea” non è una chiesa, ma un luogo di socialità, dove si prega certo anche, ma non solo.

    L’Islam ha meno disprezzo del corpo del cristianesimo, dove comunque è normale fare attività sportiva negli oratori.

    Miguel Martinez

  3. utente anonimo says:

    Notoriamente chi è legato ad attività eversive mica lo scrive su documenti ufficiali tanto per farsi beccare, che ne dici?

    JZ

  4. utente anonimo says:

    JZ,

    – Notoriamente chi è legato ad attività eversive mica lo scrive su documenti ufficiali tanto per farsi beccare, che ne dici? —

    Se Repubblica dice il vero, l’indagine è basata su intercettazioni ambientali, non su “documenti ufficiali”. Miguel osservava semplicemente che, stando a quanto affermato dall’agente, non pare emerga alcun progetto eversivo da queste intercettazioni.

    Z.

  5. Anche a me era sembrata strana la faccenda della palestra e volevo chiedere lumi, ma vedo che Miguel li ha gia’ dati. In effetti nulla vieta a priori di organizzare un corso di arti marziali, di autodifesa o di quella roba li’, in una moschea, se ai fedeli la cosa non da’ fastidio e se e’ “normale”.

    Ma al di la’ del caso particolare, che boh, staremo a vedere, se 9 casi su 10 finiscono in nulla, c’e’ pur sempre quel caso residuo, per quello che ne sappiamo noi questo potrebbe essere quell’uno…

    Dicevo, al di la’ di questo caso specifico, piu’ che altro mi verrebbe da pensare che, per un gruppo di fedeli islamici in una moschea, il fatto stesso di scaricar roba da internet e di *parlare* di terrorismo, di attentati, di 11 settembre, di al qaeda, etc. (argomenti normalissimi per qualunque comune mortale, dati i tempi) possa essere pericoloso in se’. E questo non e’ mica bello.

    uppe

  6. utente anonimo says:

    Certo, al processo saranno scagionati “perché il fatto non sussiste”, come succede di solito in Italia con gli pseudo-terroristi islamici. La cosa grave, secondo me, oltre alla grossa rogna per gli indagati, è che questo sia un modo per far carriera in polizia, e l’evidente contasto tra forze dell’ordine e magistratura. Oltre alla superficialità con cui vengono condotte le indagini. Se ci fossero dei terroristi veri qua non credo che riuscirebbero a fermarli con le cimici in moschea….

    Barbara

  7. °°Se ci fossero dei terroristi veri qua non credo che riuscirebbero a fermarli con le cimici in moschea….°°

    Se e’ per questo, io non credo che andrebbero a complottare proprio in moschea… :D

    uppe

  8. per miguel n°2

    non c’è nulla di male a fare un corso di autodifesa in una moschea,in ogni caso vorrei sapere quante sono le moschee dove si fanno corsi del genere, ho visto per esempio che in Iran l’ attività fisica, anche se coadiuvata datradizionali canti sacri, è ben lontana dalla moschea. Comunque di solito negli oratori come in qualsiasi altro caso si chiama a tenere il corso gente diplomata o comunque capace, non l’ imam. Tra l’ altro i corsi di autodifesa di solito le palestre li tengono come corsi gratuiti (giusto per farsi pubblicità) e mi sembra strano che questo corso si faccia per solo un paio di persone.

    su, andiamo…..

  9. utente anonimo says:

    ovviamente il n°8 è mio.

    Rubimasco

  10. utente anonimo says:

    E se l’Imam è pure cintura nera perché non dovrebbe tenere dei corsi di autodifesa? :-) Visto che gli islamici cominciano ad essere un po’ perseguitati mi sembra giusto che imparino a difendersi….

    Barbara

  11. utente anonimo says:

    A me sembra tutto un po’ strano tutto un po’ naif …

    Su Repubblica leggo :

    All’interno del luogo di culto, fuori dall’orario delle cerimonie, si svolgeva un’opera di istruzione e addestramento all’uso delle armi e alle tecniche di combattimento proprie delle azioni terroristiche, oltre a lezioni di lotta corpo a corpo

    Ma le armi le hanno trovate per dirne una?

    E gli esplosivi ?

    Oppure costoro si “addestravano “guardando roba scaricata da internet

    ?

    Boooh

    Felix

  12. utente anonimo says:

    Ma la cosa è già ridimensionata, persino se quella fosse una cellula di al quaeda invece dei labili legami che si suppone avesse. Ci scassano i cabasisi di eurabia e di piani di conquista del mondo, e poi questi sarebbero i mezzi degli avversari? Di che armi si parla? Aerei, missili, bombe atomiche o cos’altro? E l’esercito dov’è? Sostituito da una minuscola palestra d’arti marziali? Parlare di questi deliri usando la moschea di perugia vale logicamente quanto chi dica che hitler potesse conquistare il mondo avendo come quartier generale la birreria di monaco. Cos’altro serve per mandare quei signori tra grasse risate a quel paese (dove sta al quaeda).p

  13. utente anonimo says:

    Visto la superficialita riguardo “il terrorismo islamico in Italia??”, mi smbra che gli inquirenti volessero che succeda qualche cosa, almeno avrano la prova per perseguitare i musulmani.

    Speriamo di no, altrimenti sono cazzi per i muslimigrant e non..

    OMAR;

  14. utente anonimo says:

    Pare che ci fosse un manuale per guidare un Boeing : che fosse un compendio alle lezioni di volo domenicale della Florida ?

    Ivan Karloff

  15. utente anonimo says:

    “Tra l’ altro i corsi di autodifesa di solito le palestre li tengono come corsi gratuiti (giusto per farsi pubblicità) e mi sembra strano che questo corso si faccia per solo un paio di persone.

    su, andiamo…..

    Rubimasco”

    Non sono mai stato immigrato, però da ragazzo praticavo arti marziali e ogni tanto mi capita di bazzicare l’ambiente (sempre più di rado).

    Distinguiamo: ci sono normalissime palestre che insegnano karate, aikido o altro, anche discipline “strane”, che abbiano sufficiente utenza, oppure kickboxing, oppure corsi di autodifesa,ecc. ecc..

    Poi ci sono insegnanti, a volte bravissimi, a volte improvvisati, a seconda del carattere e formazione personale e della disciplina insegnata, che, o perché la loro disciplina è conosciuta a pochissimi, o perché non hanno sufficiente bacino d’utenza, o perché preferiscono per scelta avere pochi allievi, insegnano dove possono. Anche in garage o abitazioni private.

    Ovviamente siamo fuori dal giro “mainstream”, per necessità, bisogno o scelta.

    Non è la palestra dove iscrivi tuo figlio a fare judo o dove va la ragazzina a fare cardiokickboxing, ma per carità, neanche FightClub, eh?

    Semplicemente, se i praticanti di Arnis Koreda Larga Mano o di Harimau Silat o di difesa personale inventata da me medesimo di persona non hanno i soldi per trovare una palestra come si deve, fanno come possono.

    E a nessuno viene in mente di accusarli di terrorismo, anche se gli allievi sono tre o cinque.

    Restiamo coi piedi per terra:

    un “maruchein” ha insegnato due prese di lotta a due suoi amici nel sottoscala o nel garage che serve da moschea- poi magari hanno guardato qualche video, e voglio metterci su che si sono anche lasciati andare a ingiuri e improperi contro gli americani vedendo qualche filmato dove le prendevano “ben gli sta!”

    Ed eccoli trasformati negli Architetti del Terrore…

    Paolo

  16. utente anonimo says:

    Post Scriptum:

    c’è nella mia città un bravissimo insegnante di Kali (disciplina di origine filippina) autore di un libro sull’argomento e un po’ autorità dnel suo settore, che per anni, se non mi sbaglio ha avuto in pratica uno, dicesi uno, allievo-barra-compagno di allenamento.

    Un altro Architetto del Terrore?

    per renderlo ancora più minaccioso, aggiungo che di lavoro “vero” qualcosa come il rappresentante di giubbotti antiproiettile e altri sistemi di sicurezza, anche per le forze armate.

    Se fosse musulmano, ce ne sarebbe a sufficienza per sbatterlo dentro.

    Ah! Gira armato con un kerambit, piccolo coltello indonesiano, in tasca.

    Paolo

  17. utente anonimo says:

    GENTE

    breve nota di costume x tutti gli interessati – chiedendo permesso a Miguel per l’OT_

    Sono appena tornato dall’esposizione “Trans Pacífico”_

    Assolutamente da vedere 2 videotesti musicati di Young Hae Chang, Corea del Nord_

    Disponibili al sito

    http://www.yhchang.com

    in inglese, francese, tedesco, spagnolo_

    I titoli da vedere sono

    “Cunnilingus in North Korea”

    e

    “The struggle continues”

    Da guadare magari più volte per non farsi scappare niente dalla velocità del ritmo_

    Non perdeteveli !!!

    L.M.

  18. kelebek says:

    Per Rubimasco n. 8

    Prendiamo un caso che la maggioranza dei lettori probabilmente giudicherebbe sgradevole.

    Poniamo che in nello scantinato di una parrocchia, si parlasse malissimo dei comunisti; ci si allenasse a fare qualche arte marziale; e si guardasse dei video sulle Crociate.

    Costituirebbe tutto ciò “associazione con finalità di terrorismo internazionale”, punibile “con la reclusione da sette a quindici anni”?

    Questo è ciò che interessa.

    Tu invece, mi sembra, insisti su un’altra questione: “ma è normale che ciò avvenga”?

    Miguel Martinez

  19. utente anonimo says:

    con tutto il pandemonio che succede nel mondo, l’italiano di tutti i giorni non guarda con molta simpatia il musulmano e spesso,l’italiano, cade in preda alla paranoia progammata e allucinato criminalizza anche la più banale delle azioni.E la famosa e terribile strategia della tensione che fa emergere sempre e solo gli aspetti menzogneri, stravolti e preparati per il grande pubblico sempre ingordo di mezze verità. A noi fare in modo che cessi a noi saper mostrare l’autentica natura di cività rispetto e pace che l’islam incarna! ciao!!! wadhuda

  20. per miguel n°18

    tu dici:

    “Poniamo che in nello scantinato di una parrocchia, si parlasse malissimo dei comunisti; ci si allenasse a fare qualche arte marziale; e si guardasse dei video sulle Crociate.”

    l’ esempio che fai è volutamente fuorviante.

    Nel ’68 le palestre di arti marziali erano controllate come possibile luogo di ritrovo di gruppi eversivi di destra. Così come i gruppi scout. si era infatti in una situazione di tensione tra due schieramenti che volevano, tutti e due, sovvertire l’ idea di stato accettata dalla maggioranza. Per risolvere la situazione ed evitare i problemi più grossi qui, nei gruppi scout locali, avevano una semplice regola: per principio non si parlava di politica.

    Oggi questa contrapposizione non esiste praticamente più, ma si continua a tener d’ occhio alcuni personaggi chiave.

    Esiste invece, attualmente, una tensione tra due culture (che sia vero o che sia falso lo “scontro di civiltà” non importa, quello che conta è il risultato).

    quindi se nel ’68 ci fosse stata una situazione del genere all’ interno delle chiese allora sì, sarebbe stato lecito controllare. Non oggi.

    Oggi è lecito controllare la situazione all’ interno delle moschee e una moschea che insegna arti marziali e tecniche di terrorismo (ripeto, sono convinto che probabilmente hanno esagerato nel giudicar male) viene controllata.

    Se poi il caso si ridimensionerà meglio. In questo caso vorrà anche dire che non solo i giornali hanno esagerato nel condannare, ma anche che chi difende a spada tratta gli islamici ha esagerato nel credere che lo stato condanni automaticamente. Ma non mi venire a dire che gli islamici sono così scemi da non considerarsi “guardati politici” o da non capire le conseguenze di certe scelte, perchè sarebbe un’ offesa alla loro intelligenza.

    saluti

    Rubimasco

  21. utente anonimo says:

    I giornali non hanno sbagliato un bel niente. I giornali fanno propaganda intenzionale. Non offendiamo anche la loro, seppur bassa, intelligenza.p

  22. kelebek says:

    Per Rubimasco

    Non parlo di “controllare”. Come giustamente dici tu, è comprensibile che si controlli una palestra di skinhead di destra.

    Il punto è se ciò costituisce “una scuola di Al Qaeda in Italia” o “associazione finalizzata al terrorismo internazionale” (ripeto, 15 anni di carcere).

    Miguel Martinez

  23. utente anonimo says:

    Ricordiamo che in italia spesso tutto finisce a tarallucci e vino, ma non è così in altri paesi. in gran bretagna, in USA, nel nordafrica quando si viene arrestati, spesso sulla base di informazioni simili a quelle riportate nel post, non si sa neanche se se ne esce vivi. noi siamo solo una provincia dell’impero

    Barbara

  24. Metti del materiale chimico (ma non necessariamente costruirà bombe)

    Metti il parlare di uso delle armi (ma il parlarne non è l’usarle)

    Metti il fare combattimento corpo a corpo (come in qualunque palestra)

    Metti tutte e tre le cose….

    Beh… ci vorrebbe l’avvocato Pecorella…

    Pensatoio

    Può darsi che la cosa venga ridimensionata, ma puzza un poco….

  25. utente anonimo says:

    “in gran bretagna, in USA, nel nordafrica”

    mi paiono situazioni non proprio omogenee …

    Francesco

  26. utente anonimo says:

    Certo è che aver accolto questi mussulmani morti di fame, e vedersi ripagare con continue minaccie di mettere bombe negli asili, incomincia a rompere. I problemi di popoli arretrati e trogloditi come gli arabi, ce li stiamo portando a casa, siamo degli autentici autolesionisti.

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