Rovesciando il mondo

Sì, lo so. Ci saranno Marx e Nietzsche, Islam e i conflitti mondiali.

Però ci sarà anche l’Isola Polvese. E non è poco.

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 ROVESCIANDO IL MONDO

idee e argomenti della lotta antimperialista

Isola Polvese dal 31 agosto al 2 settembre

 Iscrizione obbligatoria. Telefonare a Leonardo: 347.7815904

 

Programma del Seminario politico culturale

 VENERDI 31 AGOSTO

Prima sessione

ATENE E GERUSALEMME

Il messianismo cristiano nel processo di secolarizzazione europea

Relatore: Costanzo Preve

Seconda sessione

COLONIALISMO MISSIONARIO

Il socialismo europeo e l’interiorizzazione della superiorità dell’Occidente

Relatore: Massimo Bontempelli

SABATO 1 SETTEMBRE

Prima sessione

LA ROTTURA INCOMPIUTA

Marx e Nietzsche: dal rifiuto della filosofia all’apologia della scienza e del progresso

Relatore: Moreno Pasquinelli

 

Seconda sessione

UNA TERZA VIA?

Gli islam, la deriva delle civiltà e la lotta antimperialista

Relatore: Umar Andrea Lazzaro

DOMENICA 2 SETTEMBRE

Prima sessione

LA SOCIETA’ FUORI TUTELA

Per una critica degli antagonismi nelle società a capitalismo avanzato

Relatore: Gaetano Calabrò

 

Seconda sessione

RESISTERE ALL’ATTACCO

Gli assi portanti della strategia antimperialista

Relatore: Leonardo Mazzei

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26 Responses to Rovesciando il mondo

  1. utente anonimo says:

    quando alcuni giorni fa dici che in pakistan i pakistani stanno imparando a fare i cristiani io direi piuttosto che i pako stanno facendo i babylonia, che poi é riduttivo, non si puo mai fare di tutte le erbe un fascio.In pakistan come dappertutto c’é di tutto. E non abituiamoci a diminuire l’aggettivo cristiani, diciamo piuttosto certi che pensano si essere cristiani ma sono ben lungi dall’esserlo. Non si conosce veramente Mohammed se non si conosce Gesù e viceversa, la profezia continua, ogni muslim cioé sottomesso a Dio, Allah, sa benissimo che Gesù é amico intimo di Mohammed, sono i falsi cristiani che non lo sanno.Quando nel quinto anno della missione profetica di Mohammed, i compagni del profeta si recarono in Abissinia per sfuggire ai maltrattamenti dei coreisciti, furono accolti a braccia aperte dal Negus che disse “credo che questo Mohammed sia la persona di cui si parla nel Vangelo”… ed evidentemente il re abissino aveva un Vangelo che non era ancora stato censurato…. l’umbria el il lago trasimeno vi porteranno anche le vibrazioni di San Francesco, che come un sufi muslim sa che quello che importa é la purezza del cuore. Bismillah, wadhuda iman

  2. kelebek says:

    Per n. 1

    Purtroppo c’è un malinteso, che ti ha fatto perdere l’ironia del riferimento: nulla a che fare con il cristianesimo come religione.

    Se avessi fatto clic sul link sotto le parole “a fare i cristiani”

    http://kelebek.splinder.com/1156045118#8981155

    ti saresti trovato in un mio vecchio post, in cui parlavo della povera Hiina Saleem di Brescia, che prima di morire, aveva detto

    «Mi hanno tolta da scuola perché fumo.

    E mi picchiano perché faccio la cristiana»

    Dove lei – che sicuramente di cristianesimo nel senso in cui lo intendi tu sapeva ben poco – usava il termine “cristiano” per indicare fumare, andare in discoteca, ecc.

    Miguel Martinez

  3. utente anonimo says:

    E’ difficile cosa significhi essere cristiani oggi, ci sono i cristiani anagrafici, quelli credenti e praticanti, quelli che si riferiscono al cristianesimo come sinonimo di altra cosa, soprattutto la civiltà o tradizione culturale di appartenenza, dal momento che non c’è dubbio che le radici dell’europa siano prevalentemente cristiane, basta guardarsi intorno, architettura, pittura, musica…..

    Non conosco Hina ma ma non è detto che ritenesse il cristianesimo ,andare in discoteca o fumare, probabilmente si riferiva invece alla secolarizzazione che non esclude la religione pur permettendo la libertà di uscire, fumare, e andare dove pare e piace. E lei confondeva le due cose come la sua famiglia e non solo.

    Chi l’ha uccisa si è posto come al solito in posizione CONTRO quasi a voler affermare un’identità minacciata anche quando non lo è, chi l’ha uccisa non ha distinto tra sfera religiosa e sfera politica o quanto meno di costume, e ha identificato la libertà femminile sia pure relativa con qualcosa che ha chiamato “cristianesimo”

    La storia del tanga e del velo di cui si parla in neve. Come se in mezzo non esistesse anche un normale due pezzi.

    Naturalmente nella vicenda di Hina esiste anche la casualità, e mi riferisco a quei genitori e a quei parenti, come succede per i delitti familiari di tutti i tipi,in genere infatti non tutte le persone sono uguali, e a fronte di tale famiglia ce ne sono migliaia che amano i propri figli anche ser questi non sottostanno ai dettami della tradizione di appartenenza.

    Una cosa è certa, fa male al cuore, vedere hina difesa dalla santanchè, e trascurata dalla sinistra per timore di essere accusata di essere antislamica.

    maria

  4. utente anonimo says:

    >Una cosa è certa, fa male al cuore, vedere hina difesa dalla santanchè, e trascurata dalla sinistra per timore di essere accusata di essere antislamica.< Penso il punto da analizzare sia proprio questo… JZ

  5. kelebek says:

    Visto che se ne discute qui, ripubblico il mio post sul tema:

    http://kelebek.splinder.com/1155966942#8974644

    sabato, 19 agosto 2006

    Un dettaglio trascurato

    In questi giorni, ho poco tempo per scrivere, e persino per seguire le discussioni su questo blog, chiedo scusa a tutti.

    Ma immagino che ci si aspetti un commento sul caso del padre che dalle parti di Brescia ha sgozzato la figlia, seppellendola poi nel giardino di casa.

    Non so quanti abbiano notato un dettaglio che stona in maniera straordinaria.

    La ragazza lavorava in un locale pubblico. Cioè in un ristorante indiano. Non so a chi appartenga quel ristorante, ma c’è una buona probabilità che il proprietario sia di etnia/religione indù.

    Nella mentalità dei musulmani conservatori, è decisamente vergogna far lavorare le donne di casa. E mica in una fabbrica di tutte donne, ma in un locale pubblico, dove la gente beve alcolici e avventori maschi possono fare commenti sulle cameriere.

    Aggiungiamo che il proprietario, se è davvero indù (ma è solo una mia ipotesi), non sarebbe certamente il migliore custode della ragazza.

    A quanto mi è dato capire, la giovane Hina andava al lavoro, e anche altrove, senza alcun foulard e persino in minigonna, con tanto di ombelico scoperto e cellulare per chiamare gli amici. E con sufficiente tempo libero per frequentare un fidanzato italiano; anzi, a quanto pare, viveva per metà a casa del fidanzato, per metà a casa dei genitori.

    Date le distanze psicologiche che separano i luoghi del benessere dai luoghi della miseria, dobbiamo cercare un parallelo lontano: è un po’ come se il padre di una famiglia italiana trovasse normale mandare la figlia a fare la cubista in topless tutta la notte alla discoteca Ekstasy di Rimini, ovviamente impossessandosi la mattina dopo dei soldi che la fanciulla si è guadagnata.

    Qualcuno direbbe che quel padre è un autentico liberale, qualcun altro che è un magnaccia, ma nessuno direbbe che è un bigotto o un fanatico religioso.

    Insomma, mi pare evidente che papà Saleem se ne sia fregato altamente del comportamento della figlia, finché portava i soldi in casa, e finché la faccenda fosse nota solo a Brescia.

    Poi però i nodi arrivano al pettine. E qui mi viene in mente un mio conoscente italiano (tra l’altro, militante di estrema sinistra) che anni fa era in trattative per comprarsi moglie in Tailandia: i fratelli della ragazza giuravano e spergiuravano che fosse vergine, cosa che permetteva loro di chiedere un prezzo particolarmente alto (no, non so come sia andato a finire questo caso particolare di economia globale).

    Evidentemente, il padre di Hina aveva in piedi un traffico simile con qualche ignaro cugino in Pakistan, anche se per motivi piuttosto diversi, come vedremo.

    E forse era un traffico da concludersi con una certa urgenza, visto che la fanciulla aveva ormai raggiunto la venerabile età di ventun anni.

    Il problema non era la vita dissoluta che conduceva la ragazza – almeno secondo gli standard del paese da cui proveniva la famiglia – , ma il fatto che lei avesse annunciato di essersi fidanzata, e quindi di non essere più trasferibile al promesso cugino.

    A quel punto, il nostro bresciano adottivo ha dovuto dimostrare al proprio parente di essere uomo di parola, che mantiene gli impegni di casta (e non semplicemente di famiglia).

    Alcuni giornalisti un po’ più onesti della media hanno infatti sottolineato come il delitto sia da mettere in relazione con il sistema castale indiano.

    Ricordiamo che il Pakistan è storicamente parte dell’India, dove il sistema delle caste ha finito per assorbire anche una religione profondamente egalitaria (almeno in principio) come l’Islam: i quattro “colori” (varna) della gerarchia induista si ritrovano, in forma appena attenuata, nei villaggi islamici.

    Nel sistema indiano, è la legge della “nascita” – jati in sanscrito, zat in urdu – e la gestione dei matrimoni all’interno di tali gruppi che permette la formazione di gruppi sociali compatti e solidali, in grado di permettere la sopravvivenza in un mondo senza previdenza sociale, dove l’emarginazione significava la morte ai tempi della miseria, e significa la morte ai tempi della privatizzazione e del liberismo.

    Il padre di Hina, quindi, è un caso orribile ma interessante di hybris da globalizzazione: ha cercato di ottenere il meglio dal sistema “occidentale”, mandando la figlia a far soldi in un locale pubblico; e il meglio dal sistema “orientale” sistemandola con un cugino.

    E ha finito per rovinarsi per sempre in “Oriente” come inaffidabile corruttore della propria famiglia, e in “Occidente” come barbaro assassino.

    Miguel Martinez

  6. >Una cosa è certa, fa male al cuore, vedere hina difesa dalla santanchè, e trascurata dalla sinistra per timore di essere accusata di essere antislamica.<
    La frase di Amato sulle usanze siculopakistane proprio questo ha di buono: riporta la triste storia di Hina alle giuste proporzioni.

  7. utente anonimo says:

    “E non abituiamoci a diminuire l’aggettivo cristiani”

    Credo che questa sarebbe una cosa buona e giusta, le cubiste non fanno parte del cristianesimo, per nascendo nella nostra civiltà (o post civiltà che dir si voglia). Mi fa anche piacere che gli altri identifichino occidentale e cristiano ma è sbagliato, oggi più di ieri.

    Per il resto del commenti number uan – affermare che Gesù è amico intimo di Mohammed fa venire i brividi teologici: non potremmo mantenere delle rispettose distanze, senza tentativi di colonizzazione?

    Francesco

  8. utente anonimo says:

    Mi piacerebbe da matti assistere al secondo seminario, quello sul colonialismo missionario.

    Credo lo ascolterei “da destra” o meglio ” da occidente” ma mi aspetto sorprese.

    Francesco

  9. kelebek says:

    Per Francesco n. 8…

    Non so se intendi sul serio o ironicamente, ti rispondo comunque come se lo dicessi sul serio.

    La prenotazione è obbligatoria, e credo che ci siano dei vincoli con la struttura ospitante per cui si dovrebbe restare tutti e tre i giorni (i prezzi comunque sono decisamente modici).

    Forse sarebbe possibile fare proprio un salto in giornata, prendendo un traghetto e ritornando sulla terraferma (anche senza pranzo).

    Se vuoi, mi informo.

    Miguel Martinez

  10. utente anonimo says:

    MM

    guarda che avanzando l’età i miei vincoli aumentano …e benchè fossi serissimo non ho alcuna possibilità di venire.

    Volevo solo dire che oggi sto ancora coni colonial-missionari.

    Ciao

    Francesco

  11. kelebek says:

    Per Francesco n. 10

    Infatti, non trovavo l’espressione giusta.

    Sapevo che eri serissimo, sapevo che era impossibile.

    Diciamo che ti rispondevo, come se fosse possibile. Non come “se tu parlassi sul serio”.

    Miguel Martinez

  12. hafiz says:

    Nel Nome id Dio il Clemente

    L’errore del padre di Hina , semplicemente è stato quello di portarla qui.

    Nulla di più.

  13. utente anonimo says:

    L’errore del padre di Hina , semplicemente è stato quello di portarla qui.

    Nulla di più.

    maria

    nulla di piùùù? e no caro , la metti troppo semplice , l’errore è stato anche quello di ammazzarla che ti piaccia o meno, e che cavolo!!!

  14. kelebek says:

    Eh maria,

    non conosci i modi di Hafiz :-)

    Miguel Martinez

  15. utente anonimo says:

    O grande lettore Miguel, hai mica qualche titolo dal Vietnam unificato?

    Non pretendo proprio “saigon era molto meglio di ho chi minh city” ma non credo ci si possa discostare molto.

    Giusto per meditare su perchè combattere la resistenza sia giusto (non legale, giusto).

    Francesco

    PS Grande Lettore è un titolo onorifico, serio e pure un pò invidioso.

  16. utente anonimo says:

    >Una cosa è certa, fa male al cuore, vedere hina difesa dalla santanchè, e trascurata dalla sinistra per timore di essere accusata di essere antislamica. maria< Eh, già, non ci sono più i kompagni di una volta:-).
    Ciao

    Ritvan

    P.S. Non ho cambiato idea rispetto a quel che dissi a suo tempo: i processi in piazza mi fanno ribrezzo. E le femministe islamofobe un tanto al chilo come la Santanché anche. Ci sono dei giudici che giudicano gli imputati di omicidio, mi pare, e l’indecente spettacolo delle novelle tricoteuses targate AN-Amgelo Costa spa che starnazzano davanti a un tribunale lo trovo indegno di un paese civile.

    Una tantum, dunque, sono d’accordo coi kompagni-democratici:-).

  17. utente anonimo says:

    sono quella che fa venire i brividi teologici alle persone che considerano avere tutto il sapere teologico, mentre affrontano la teologia in modo decisamente ristretto antidiluviano e medioevale. Qualsiasi persona che nega lo stato di Profezia di Mohammed non puo nemmeno ritenersi seguace di Gesù, ma soltanto seguace della chiesa cattolica romana e questa é un’altra cosa. I maestri spirituali e i profeti operano per lo stesso Dio e sono fra loro fratelli e amici siritualmente intimi…elementare…e mi obbligo a dire a hafiz che l’errore del padre di Hina é di essere scemo. e non sapere che Allah é il miglior giustiziere. Forse, i veri miscredenti sono proprio quelli che pretendono fare giustizia da soli offendendo esseri innocenti! che strazio! mentre il profeta Mohammed ha sempre difeso le donne ed una delle prime leggi che instauro fu proprio quella di impedire agli arabi politeisti di uccidere le bambine( cosa allora in uso!).Nessun é padrone dell’uomo tranne Iddio nessuno ha diritto di uccidere i propi figli e questo é ben chiaro nell’islam..che tristezza vedere che la terra é piena di ignoranti….ciao wadhuda iman .

  18. utente anonimo says:

    x anonima 17

    sono d’accordo con la seconda parte del tuo post, in particolare quando dici che Dio “è il miglior giustiziere”, io aggiungerei che è bene agire perchè sia l’unico giustiziere, anche se non sempre è possibile.

    Però lascia stare, te ne prego, noi cristiani, non hai idea di quanto sia offensivo quello che hai scritto.

    Francesco

  19. utente anonimo says:

    Nessun é padrone dell’uomo tranne Iddio nessuno ha diritto di uccidere i propi figli e questo é ben chiaro nell’islam..che tristezza vedere che la terra é piena di ignoranti….ciao wadhuda iman .

    maria

    scusate eh, ma voi conoscete una religione o una ideologia che dice , andate e uccidete , suvvia, nessuno lo dice, eppure all’occorrenza tutti lo fanno.

    ” le leggi sono ma chi pon mano ad esse?”

    L’uomo è imperfetto e incapace di bene costante e hai voglia a stabilire precetti morali o giuridici, saranno sempre infranti…..

    Alcuni lo chiamano “peccato originale” , io sono agnostica e non saprei definirlo, ma condivido il concetto.

  20. utente anonimo says:

    son ,non sono

    maria

  21. utente anonimo says:

    Beh, Maria, i nazisti non si facevano molti problemi e i rivoluzionari lo mettono in conto.

    Immagino pure i colonialisti bianchi, per non parlare dei costruttori di imperi.

    Forse sono un pochino meglio le religioni.

    Ciao

    Francesco

  22. utente anonimo says:

    >x anonima 17 Francesco<
    Ma mica è anonima. C’è tanto di nome e cognome in fondo “wadhuda iman”. Una Sorella Musulmana, insomma. E tu la tratti da “anonima”. Vergognati!:-)

    >Però lascia stare, te ne prego, noi cristiani, non hai idea di quanto sia offensivo quello che hai scritto.<
    Ma perché “offensivo”? Abbi pazienza, ma loro riconoscono Gesù come Profeta e vosotros Maometto no. E ad essere offesi dovreste essere voi??!! :-)

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Sì, lo so che mi dirai che loro, però, non riconoscon Gesù come Dio e Figlio di Dio e che il concetto di Trinità per loro è un po’…ehmmm…teologically uncorrect:-). Ma non si può avere tutto dalla vita. Dai, sù, con tutto quello poi che avete combinato voi al povero Maometto, addirittura raffigurato in san Petronio tagliato a metà e tormentato dai diavolacci! Altro che vignette danesi!

  23. utente anonimo says:

    Mi vergogno e chiedo scusa per non aver visto la firma (che non avrei compreso).

    Caro Ritvan, la Divinità di Gesù è il punto qualificante del Cristianesimo. Tutto ha senso per quello.

    Toglilo e resta giusto giusto un bel patrimonio artistico da vendere ai ricconi di Dallas o Yokohama o Mosca.

    Ciao

    Francesco

  24. kelebek says:

    Questa volta tendo a dare ragione a Francesco.

    Nel senso che il riconoscimento di Gesù come Profeta, non è un riconoscimento di Gesù come inteso dai cristiani.

    E qui non esiste la possibilità di far tornare i conti.

    Io sono favorevolissimo ai punti di inconciliabilità tra le religioni.

    Miguel Martinez

  25. utente anonimo says:

    >Questa volta tendo a dare ragione a Francesco. Miguel Martinez<
    Perché hai il tuo tornaconto:-). Vedi sotto.

    >Nel senso che il riconoscimento di Gesù come Profeta, non è un riconoscimento di Gesù come inteso dai cristiani.<
    Però, è sempre meglio del “riconoscimento” tributato a Maometto da parte dei cristiani.

    >E qui non esiste la possibilità di far tornare i conti.<
    Quali conti? O che stai ancora a compilare le fatture delle traduzioni?:-)

    >Io sono favorevolissimo ai punti di inconciliabilità tra le religioni.<
    E ti credo, più ci si azzuffa e migliori probabilità ci sono di far cadere l’Imperialismo:-)

    Ciao

    Ritvan

  26. utente anonimo says:

    “Però, è sempre meglio del “riconoscimento” tributato a Maometto da parte dei cristiani.”

    Ehm, Ritvan ti prego di notare che a quel riconoscimento si accompagna l’accusa esplicita ai cristiani di essersi fumati un sacco di roba buona e aver completamente travisato il Profeta Gesù … che dal punto di vista pratico fa pari e patta.

    Francesco

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