Bellezze, squali e impiccati (XV)

Alla prima parte

Questa per ora è l’ultima parte di questa serie di post sulla storia del Messico, ma spero di poter riprendere il discorso più avanti.

A citare Maurizio Blondet, ci si trova facilmente in un ginepraio: ci sono persone – cretine o in malafede, ma numerose – che ritengono che citare qualcuno che la pensi diversamente "contamini" in qualche maniera misteriosa e magica.

Per capire quanto siano malate tali persone, basti pensare al verbo che usano: "sdoganare". C’è chi crede di essere Napoleone, e chi un doganiere…

Di simili atteggiamenti psicotici, non mi interessa nemmeno discutere.

Citare non vuol dire essere sempre d’accordo. Mi separa da Maurizio Blondet qualcosa che è difficile da superare. Non si tratta di dire chi tra noi due ha ragione e chi sbaglia. Semplicemente, lui è coerentemente cattolico. Io non sono cattolico.

Da lì discendono differenze radicali su argomenti importanti per entrambi. Differenze che vanno dall’11 settembre (dove lui appartiene alla schiera di chi crede all’autoattentato neocon, io invece a un’operazione militare, discutibile ma legittima almeno quanto tutti i bombardamenti con cui l’Occidente affligge il mondo dal giorno in cui ha scoperto l’aereo) all’evoluzione (lui è autore di un libro antidarwiniano).

Qui invece, Blondet ha fatto una scoperta riguardante un argomento che non conoscevo, e gliene va tutto il merito.

Ciò che dice Blondet qui, rientra perfettamente nel discorso che stiamo facendo sul Messico.

Ma dimostra ancora una volta la tesi di Sven Lindqvist: la principale colpa di Hitler è stata di aver violato le regole, rivolgendo contro l’Occidente le stesse pratiche che l’imperialismo rivolgeva e rivolge ancora oggi contro il resto dell’umanità.

Miguel Martinez

********************************

«Zyklon B» contro i messicani

Maurizio Blondet
25/06/2007

Prodotto dalla ditta tedesca di disinfestazione DEGESCH, il famigerato «Zyklon» (acido cianidrico) era commercializzato in quattro versioni di diversa potenza.

Zyklon E era raccomandato per liberare ambienti da infestanti duri a morire, come gli scarafaggi. Zyklon D era il preparato più largamente usato per liberare ambienti chiusi (stive di navi, edifici in cemento con mobili nelle stanze) da pidocchi, topi e ratti.

A quanto pare, per gli esseri umani bastava la versione meno potente, il Zyklon B.

Ma sull’uomo non fu usato per la prima volta in Germania.

Fu usato dal 1929 negli Stati Uniti, dall’autorità sanitaria (US Public Health Service) alla frontiera col Messico, per spidocchiare gli immigranti messicani che transitavano da Juarez a El Paso. (1)

In quello stesso 1929 la DEGESCH si divise il mercato mondiale con l’americana Cyanamid, da cui i sanitari americani comprarono il prodotto.

Le basi giuridiche per l’uso della sostanza erano state poste dal presidente Woodrow Wilson, che aveva varato la Immigration Law nel 1917.

Wilson era un «eugenista», influenzato dalla potente lobby degli eugenisti americani, che perseguivano la «sanità razziale» con argomenti medico-sociali.

La lobby riuscì a creare nell’opinione pubblica un tremendo allarmismo sulle possibili  malattie infettive che gli stranieri potevano portare.

Nello stesso 1917, l’allarme fu tradotto in una direttiva: il «Manual for the physical inspection of Aliens» (Manuale per l’ispezione fisica degli alieni).

Esso escludeva dall’immigrazione «imbecilli, idioti, deboli mentali, persone di inferiorità costituzionale psicopatica [categoria che comprendeva gli omosessuali], mendicanti, poligami, anarchici, persone affette da malattie contagiose, prostitute, qualunque alieno analfabeta oltre i 16 anni».

Il sindaco di El Paso, tale Tom Lea, chiese ed ottenne dal governo federale che nella sua città fosse allestito un campo di quarantena dove trattenere gli «alieni» per oltre 14 giorni.

Lo stesso Tom Lea era ossessionato dalla campagna degli eugenisti, al punto che portava mutande e maglie di seta, perché i medici allora dicevano che sulla seta i pidocchi (portatori del tifo) non si attaccavano.

Nel solo 1917 gli agenti del Public Health Service spidochiarono 127.123 messicani direttamente sul ponte di Santa Fe, il punto di transito da Juarez.

Non solo gli emigranti: anche gli abitanti di Chihuahuita, il quartiere messicano di El Paso, furono sottoposti al «bagno profilattico»: consistente nella rapatura a zero, nell’incinerazione dei loro vestiti, e nella loro immersione in un bagno di kerosene ed aceto.

Ciò, nonostante l’ispezione di 5 mila case a Chihuahuita avesse portato alla scoperta di due soli casi di tifo, uno di tbc e uno di morbillo.

Nel 1916, un bagno disinfettante del genere ordinato da Lea sui detenuti di El Paso (quasi tutti messicani) era finito in tragedia.

I detenuti avevano avuto l’ordine di denudarsi, e di gettare i loro abiti in una cisterna riempita di una mistura di benzina, creosoto e formaldeide.

Poi, essi stessi furono obbligati a prendere un bagno in una mistura di benzina, aceto e carbone vegetale.

Alle 15.30 del 15 marzo, l’accensione di un fiammifero provocò un incendio nel carcere saturo di benzina.

Il giornale The El Paso Herald contò 50 «detenuti dai cui corpi nudi si levavano fumi»; alcuni erano ancora chiusi nelle loro celle. I morti furono 27.

Nel gennaio 1917, 200 donne messicane s’erano ribellate all’orrendo bagno obbligatorio, innescando una rivolta che costrinse a mandare l’esercito ai due lati del confine.

Probabilmente per questi  precedenti, l’adozione del Zyklon B apparve più sicura.

Si tratta, spiegava The El Paso Herald in un articolo del 1920, «di gas cianidrico, il più potente veleno conosciuto, più letale dei gas usati nei campi di battaglia europei (1914-18)».

Unito ad acido solforico, il Zyklon B era usato specificamente per fumigare gli abiti degli immigrati.

Ovviamente, la sostanza è mortale quando messa a contatto della pelle, in concentrazione di 50 parti per milione.

Quanti messicani morirono dopo essersi rivestiti?

Non si sa.

David Dorado Romo, lo storico che ha rievocato questa vicenda (2), ammette: «Ho solo racconti orali sugli effetti del trattamento. I parenti e discendenti dei messicani immigrati parlano di morti strane, di nascite difettose, di tumori. Ma nessun documento ufficiale, e ciò è incredibile».

C’è olocausto e olocausto.

C’è «memoria» obbligatoria e smemoratezza coltivata.

Ci sono colpe collettive inestinguibili, e felici auto-assoluzioni.

Eppure, l’esperimento americano in corpore vili ispirò l’uso del Zyklon B nei lager dei Reich.

Un direttore della tedesca DEGESCH, Gerhard Peters, propose l’uso del preparato nelle camere di disinfestazione (Desinfektionskammers) dei campi di concentramento.

Il suo articolo apparve su una rivista specializzata, «Anzeiger fuer Schadlingskunde»: Peters lo illustrò con foto delle camere di fumigazione allestite ad El Paso per volontà del sindaco Lea.

En passant, Peters fu processato a Norimberga e condannato a cinque anni.

Fece ricorso, e nel 1955 fu dichiarato non colpevole.

Il Zyklon B non impedì che nel 1918 una tremenda epidemia si propagasse tra Messico ed USA, ma al contrario.

La «spagnola», il cui primo caso fu rilevato nella contea di Haskell in Kansas, raggiunse il Texas e ad El Paso fece strage di messicani, almeno 10 mila.

Gli americani, naturalmente, pensarono che fossero gli immigrati ad importare il male: e intensificarono i «bagni preventivi», con acido solforico e cianidrico.

Maurizio Blondet

Note

1) Alexander Cockburn, «Zyklon B on the US border», Counterpunch, 23 giugno 2007.

2) David Dorado Romo,  «Ringside Seat to a Revolution: An underground history of El Paso and Juárez: 1893-1923», Cinco Puntos Press, El Paso.

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95 Responses to Bellezze, squali e impiccati (XV)

  1. utente anonimo says:

    per una volta sono d’accordo con blondet che scrive “C’è olocausto e olocausto”:

    in un caso “non si sa quanti messicani morirono dopo essersi rivestiti” (e quindi se ci fu “olocausto”).

    nell’altro si sa con una certa precisione, *centinaia di migliaia* di porti in più o in meno.

    in un caso parliamo di un crimine al quale era facilissimo sottrarsi: bastava non emigrare negli usa*.

    nell’altro parliamo di un crimine al quale era quasi impossibile sottrarsi.

    roberto

    *con l’orrenda eccezione di chihuahita che blondet fa bee a ricordare

  2. audace12 says:

    Blondet e Martìnez : due bambocci!

    Audace12

  3. utente anonimo says:

    in un caso parliamo di un crimine al quale era facilissimo sottrarsi: bastava non emigrare negli usa*.

    nell’altro parliamo di un crimine al quale era quasi impossibile sottrarsi.

    roberto

    *con l’orrenda eccezione di chihuahita che blondet fa bee a ricordare

    maria

    quoto

  4. utente anonimo says:

    L’ho letto ieri il pezzo di Blondet, e il mio primo pensiero è stato di correre qui a segnalartelo.

    Poi mi sono bloccata, per via che Blondet si legge, ma non si dice…

    la timida donzella

  5. utente anonimo says:

    Martinez, definire l’11 settembre “legittimo” come i bombardamenti degli aerei dell’imperialismo occidentale significa accettare le “regole” del gioco, legittimare la guerra e fare il tifo per uno dei due contendenti. E’ vero che tifare per il più debole è in qualche modo un passettino più avanzato di tifare per l’Impero, ma questo “più debole” non si pone certo come alternativa al capitalismo e all’imperialismo.

    E’ solo una questione di “quantità” di forza, piuttosto che di “qualità”.

    Se tra qualche decennio la Cina dominerà al mondo al posto degli USA tu appoggerai questi ultimi, bombardati da aerei cinesi?

    Questo “gioco del tifo” ti intrappola all’interno delle logiche dell’imperialismo.

    L’unico modo reale per vincere e far finire per sempre la “partita” della spartizione del mondo è superare il capitalismo. Solo l’internazionalismo può unire gli uomini di tutte le nazioni, oggi strumentalizzati dal potere e ridotti a carne da cannone.

    Non gioisco nel vedere morire cittadini americani, come di qualunque altra nazionalità. Sono tutte vittime dello stesso mostro, un mostro a piu teste che si combattono tra loro usando le nostre menti, le nostre vite come armi.

    Sostituire la supremazia di una “testa” con un altra non uccide il mostro, uccide solo i poveracci che nemmeno si rendono conto per cosa stanno combattendo (o tifando).

    con stima,

    Marco.

  6. utente anonimo says:

    “in un caso parliamo di un crimine al quale era facilissimo sottrarsi: bastava non emigrare negli usa*.

    nell’altro parliamo di un crimine al quale era quasi impossibile sottrarsi.

    roberto ”

    Oddio

    che vuol dire “bastava non emigrare negli USA”?!

    E le persone che già c’erano emigrate?

    Non sarebbe più corretto “bastava non essere emigrati negli USA”?

    Solo che è un assurdo: se sono già emigrato, e “disinfettabile”, non posso essere contemporaneamente anche non emigrato.

    Perciò, perdonami, ma il tuo ragionamento mi sembra del tipo che finisce per assolvere i colpevoli, e criminalizzare le vittime.

    “Bastava essere fuggiti prima che Hitler prendesse il potere”, una roba del genere.

    So che non intendi questo- l’effetto però finisce per essere simile.

    Fosse stato così semplice sottrarsi, si sarebbero sottratti, ti pare?

    Paolo

  7. utente anonimo says:

    Caro Roberto, i due casi sono simili: in uno bastava non emigrare negli USA, nell’altro bastava emigrare negli USA ;-)

    Barbara

  8. ikalaseppia says:

    Il problema è che certe fonti, riveletesi in passato poco attendibili (non entro nel merito della “buona” fede), risultano difficilmente credibili, anche quando dicono il vero. Di qui una compresibile prudenza nel citarle.

    Rispetto a quel che dici, una cosa mi dà da pensare: la correlazione tra l’essere cattolici e le posizioni di Blodet (e non mi riferisco all’11 settembre). Credo di capire quel che dici, ma è davvero una posizione claustrofobica, in fondo ci sono buoni cattolici che la pensano in modo assai diverso, ad esempio su Guénon e l’Adelphi…

  9. kelebek says:

    Per roberto n. 1

    E poi pensa che gli zyklonati messicani avevano tutti la medaglietta della Virgen de Guadalupe al collo.

    I lumi non hanno perso nulla, insomma…

    Miguel Martinez

  10. kelebek says:

    Per Ikalaseppia n. 8

    Mi ero dimenticato di aggiungere la faccenda degli Adelphi, poi…

    Hai ragione.

    Blondet sviluppa una delle diverse possibilità insite nell’essere cattolici – a mio avviso la più coerente, quindi anche la più lontana da me.

    Miguel Martinez

  11. utente anonimo says:

    Caro Roberto, i due casi sono simili: in uno bastava non emigrare negli USA, nell’altro bastava emigrare negli USA ;-)

    Barbara

    maria

    la “battuta” di roberto è debole ma giusta, i messicani che transitavano verso gli stati uniti lo avevano scelto, certo sono quelle scelte “obbligate” dei migranti di ogni epoca, purtroppo, ma comunque scelte; viceversa perchè persone nate e residenti da generaziuoni su territori europei , dove oltretutto si trovavano bene, dovevano scegliere di lasciare il proprio paese? Tra l’altro molti lo fecero, altri no, perchè non avrebbero mai immaginato che si sarebbe giunti al punto in cui si giunse…è brutto fare graduatorie su questioni così terribili ma se si fanno bisognerà pur vederne le differenze.senza per questo trascurare la memoria di nessuno, infatti, detto questo, io credo che Blondet abbia giustamente ricordato o raccontato quella vicenda che molti non conoscevano..

  12. utente anonimo says:

    “la “battuta” di roberto è debole ma giusta, i messicani che transitavano verso gli stati uniti lo avevano scelto

    maria”

    No Maria;

    i messicani avranno scelto di emigrare negli USA, certo non di farsi “pulire” con sostanze tossiche e potenzialmente letali per compiancere le paranoie della classe dominante.

    In ogni caso, anche io vivo in Italia perchè scelgo di restarci: se domani qualche governante decidesse di disinfettarmi da malattie che non ho, con lo spiacevole effetto collaterale della mia morte, sarebbe perciò scusato?

    Come a tutti, a Blondet, quando ha ragione, gli va data: e la conferma è proprio quello che scrive Roberto, da cui parrebbe che una scusa per gli olocausti di serie B (per dimensione, ma per notorietà più che altro) si trovi sempre.

    Ma non ci è stato ripetuto che una vita è una vita è una vita?

    Invece, sempre a fare graduatorie- ma quelli erano meno, ma quelli erano più scuri, ma quelli se la sono cercata…

    Paolo

  13. utente anonimo says:

    non so che dirvi ragazzi,

    se per voi l’olocausto dei messicani è paragonabile a quello degli ebrei in europa, amen, non sarò certo io a convincervi del contrario.

    io non capisco proprio perchè blondet nel ricordare una tragedia messicana debba uscirsene con frasi di questo tipo

    “C’è olocausto e olocausto.

    C’è «memoria» obbligatoria e smemoratezza coltivata.

    Ci sono colpe collettive inestinguibili, e felici auto-assoluzioni”

    …come se di memoria ce ne fosse una quantità limitata e guarda caso tutta assorbita da certi cattivoni col naso adunco

    roberto

  14. utente anonimo says:

    Paolo,

    lo dico sommessamente:

    NON STO CERCANDO, CAZZO, UNA SCUSA PER UN UN OLOCAUSTO DI SERIE B, VORREI CAPIRE COSA MINCHIA C’ENTRANO I 6.000.000 DI MORTI *IN EUROPA* CON QUEI DISGRAZIATI MESSICANI.

    -fine della sommessità, scusate-

    roberto

  15. utente anonimo says:

    Non vedo perchè tu debba essere così “sommesso”.

    Se non stai cercando una scusa per giustificare quelle che a me, in fondo in fondo, sembrano delle morti, mi fa molto piacere; del resto, credo di averlo scritto, neanche sommessamente, che quella secondo me era l’impressione che davi, e che non credevo tu stessi davvero cercando uan scusa.

    Però l’impressione è sempre quella: altrimenti perchè uscirtene (tu, non Blondet) con la frase riguardo ai messicani che avrebbero potuto così facilmente sottrarsi?

    Scemi loro che non si sono sottratti?

    Non dirmi che la pensi così!

    (visto che non credo che tu la pensi così, gentilmente, evita di essere ancora “sommesso”. Grazie.)

    Cosa c’entrano le morti europee con quelle messicane?

    Ah, io non lo so proprio.

    Fosse per caso che si tratta di morti?

    Paolo

  16. utente anonimo says:

    Riassumendo:

    credo che, se ti va di dimostrare che il paragone di Blondet è fatto “ad minchiam”, potresti trovare un modo migliore di farlo.

    Paolo

  17. utente anonimo says:

    “se ti va di dimostrare che il paragone di Blondet è fatto “ad minchiam”, potresti trovare un modo migliore di farlo”.

    ok, sul “modo migliore” ti do atto che hai ragione.

    non mi va nemmeno di dimostrare che il paragone non è fatto bene perchè contesto radicalmente l’idea di fare il paragone (forse in questo senso il mio post sommesso è più chiaro del n.1)

    io continuo a non capire perchè blodet, nel ricordarci una storia terribile, debba per forza tirare in ballo altri orrori che non c’entrano niente.

    si è parlato molto di più degli armeni, dei tutsi, dei somali massacrati dagli italiani, che dei messicani, eppure il paragone in certe teste è sempre uno solo: “l’olocausto”.

    roberto

  18. ikalaseppia says:

    Bisogna ammettere che una liason, diciamo biopolitica, tra i due eventi c’è. In fondo i diversi regimi moderni sono parenti anche se, come in tutte le buone famiglie, ci sono i più simpatici e i meno simpatici, i dissoluti e i paranoici ecc… detto questo il termine olocausto -holos “completo” e kaustos “rogo”- mi sembra improprio i questo caso, come prova il fatto che lo spagnolo sta diventando lingua maggioitaria…insomma se rogo ci fu, e non mi sogno di dubitarne, non fu completo. Ma questo lo rende forse meno odioso?

  19. utente anonimo says:

    Comunque quando si parla di deportazioni naziste con conseguenti decessi (impropriamente chiamate “olocausto”) naturalmente non si può parlare solo di ebrei. Altrimenti sembra quasi chele vite degli altri deportati valessero di meno ….

    Barbara

  20. utente anonimo says:

    Ma in questo ti do pienamente ragione:

    e non sto certo qua a difendere il come, e forse meno ancora il perché, dei paragoni di Blondet.

    Il quale mi sembra insomma la vittima dello stesso sistema a cui si oppone: definendo l’Olocausto come solo argomento tabù, il solo a cui niente può essere paragonato, lo si trasforma alla fine al contrario nel solo paragone possibile, perchè il solo significativo nel discorso.

    La Hitler card perfetta, insomma.

    Paolo

  21. utente anonimo says:

    Ops

    rispondevo a Roberto, ma già altri avevano inserito altre risposte.

    :-)

    Paolo

  22. utente anonimo says:

    “la “battuta” di roberto è debole ma giusta, i messicani che transitavano verso gli stati uniti lo avevano scelto

    maria

    paolo perchè quoti soltanto una parte del mio post cambiando il suo significato, come se io volessi giustificare quello che è stato fatto ai migranti messicani?

    Mi sembra di essere stata molto chiara e di non avere stabilito graduatorie di sorta, casomai le graduatorie le stai facendo tu o chi come pietra di paragone prende sempre la shoah, come se ci fosse bisogno appunto di una retrocessione, eppure di massacri non mancano nella storia umana degli ultimi secoli.

    Non ho bisogno che tu mi ricordi che una vita è una vita, perchè lo so benissimo , io non ho disconosciuto il valore di quelle vite, ho solo ricordato le condizioni in cui quelle persecuzioni furono svolte, sollecitata più che dalle parole di roberto, dalla bizzarra replica di barbara, apprezzando tra l’altro il ricordo di Blondet, quindi per cortesia non attribuirmi pensieri che non ho e che non ho mai avuto.

    Trovo particolarmente irritante poi nella tua replica la frase, quelli se la sono cercata, concetto che io nè roberto, di cui ho quotato le parole, abbiamo espresso.

  23. utente anonimo says:

    Comunque quando si parla di deportazioni naziste con conseguenti decessi (impropriamente chiamate “olocausto”) naturalmente non si può parlare solo di ebrei. Altrimenti sembra quasi chele vite degli altri deportati valessero di meno ….

    maria

    conseguenti decessi? Vorrai dire decessi procurati attivamente, non morivano perchè deportati, morivano perchè assassinati o perchè sottoposti a condizioni di vita terribili e insostenibili.

    Vorrei anche osservare che quando si parla di deportazioni naziste si ricordano anche , e come potrebbe essere diversamente, gli zingari, gli omosessualie, gli intellettuali.

    Su una cosa hai ragione, sul termine olocausto, meglio usare la parola sterminio.

  24. utente anonimo says:

    Scusate

    ma far crepare malamente alcuni immigrati (e cittadini USA di origine messicana, mi apre) come effetto collaterale bellamente ignorato di misure “igeniche” ha qualsiasi cosa a che fare con organizzare lo sterminio di una decina di milioni di civili?

    Io non ci vedo nesso SIGNIFICATIVO, pur essendo italiano, e quindi conoscendo la durezza dell’emigrazione, anche negli USA (sai poi che libidine restarsene a casa).

    Francesco

    PS io ho capito che di morti, messicani, ce ne furono “pochi”, e se una morte è una morte, un milione di morti sono di più. Che cavolo.

  25. utente anonimo says:

    “maria

    paolo perchè quoti soltanto una parte del mio post cambiando il suo significato, come se io volessi giustificare quello che è stato fatto ai migranti messicani? ”

    probabilmente perché ho letto male e capito peggio.

    Scusa.

    “casomai le graduatorie le stai facendo tu o chi come pietra di paragone prende sempre la shoah”

    Non credo sia l’unico paragone possibile, ma non credo neppure debba essere l’unico paragone che non si può fare.

    Ciao! :-)

    Paolo

  26. utente anonimo says:

    Visto che tempo fa facemmo un’altra chiacchierata su Blondet – ed io ribadivo la mia stima per lui e l’interesse per molti suoi articoli – bene questo è il tipico caso in cui, a un certo punto dell’articolo tiro una bella linea e rifiuto la linea del discorso_

    Ed esattamente è quel punto in cui infila forzatamente il paragone con la persecuzione del Reich contro gli Ebrei_

    Diciamo che Blondet a volte forza o piega il discorso verso direzioni del tutto arbitrarie e che concordino con la sua visione dell’Universo_

    In questo caso il paragone non ha alcun senso – poteva evitarlo e non sarebbe cambiata di una virgola lacoerenza dell’articolo_

    L’unica cosa che si può dire, forse, è che la Shoa è stata anche troppo rivelata, perfino sovraesposta e commercializzata a fini politici – mentre quella pratica contro i messicani, CVD, non solo non è stata indagata a dovere, ma non sarà nemmeno sul più banale libro di storia_

    A parte questo possibile collegamento molto “teleferico” – e il tipo di gas usato – i due casi non hanno nessun altro punto di contatto reale, nemmeno minimo_

    L.M.

  27. kelebek says:

    Un po’ per tutti…

    Quello che sfugge, mi sembra, a molti commentatori, è il fatto di cui parla Blondet, che poi è il motivo per cui l’ho pubblicato qui.

    Miguel Martinez

  28. utente anonimo says:

    Mentre invece sono abbastanza d’accordo con la tesi di Lindqvist accettata da Miguel_

    La colpa principale di Hitler, che gli è costata l’attacco, non è molto lontana da quella di Saddam, Khomeini, o Sukarno, e forse anche Kennedy, Rabin, etc_ Cioè rompere determinate regole – e aver rivolto contro il proprio lato del mondo quelle pratiche e obiettivi che una parte del mondo ha sempre considerato legittimi se rivolti invece verso “gli altri”_

    Resto personalmente convinto che se Hitler e Mussolini si fossero limitati a perseguitare i Comunisti, a espellere e imprigionare Ebrei senza molta pubblicità, e a fare affari con il ersto del mondo, nessuno li avrebbe toccati per decenni_

    Certo va detto che c’è anche una differenza di metodo_ Il metodo applicato da “noi” contro “gli altri” è molto meno rumoroso e rapido – ma è ugualmente preciso ed efficace_

    L.M.

  29. kelebek says:

    Credo inoltre che sia importante il passaggio tra l’eugenetica statunitense, la cultura del controllo chimico-sanitario delle masse inferiori comunque economicamente utili, per capire le direttrici di fondo del tentativo nazista di fare un nuovo imperialismo, rivale di quelli inglese e statunitense.

    Se però a qualcuno interessa unicamente continuare il gioco del “quello è più cattivo perché ne ha ammazzati di più”….

    Domanda: Hitler è stato più cattivo del sindaco di El Paso?

    Risposta: Sì, Hitler è stato più cattivo. E siccome lo sapevamo già, e siccome Hitler è morto, vuol dire che viviamo nel migliore dei mondi possibili.

    Che bello!

    Miguel Martinez

  30. utente anonimo says:

    >L’ho letto ieri il pezzo di Blondet, e il mio primo pensiero è stato di correre qui a segnalartelo.

    Poi mi sono bloccata, per via che Blondet si legge, ma non si dice…

    la timida donzella< Come dicono i francessi “timidesse:-) oblige”:-).
    Ciao

    Ritvan

    P.S. Però, cavolo, in questo caso non era un Blondet qualsiasi, era Blondet che discettava su quanto kattiva è stata una metà di Miguel con l’altra metà, insomma era un servizio al gestore del blog, mica ti si poteva accusare di fare propaganda al bieko Blondet così, a vanvera!:-)

  31. utente anonimo says:

    >Resto personalmente convinto che se Hitler e Mussolini si fossero limitati a perseguitare i Comunisti, a espellere e imprigionare Ebrei senza molta pubblicità, e a fare affari con il ersto del mondo, nessuno li avrebbe toccati per decenni_ LM< Ricordo sommessamente che Hitler non avrebbe dovuto toccare neanche la Polonia. O no?
    Ciao

    Ritvan

  32. utente anonimo says:

    Ah, mi meraviglio che nessuno dei legulei bazzicanti qui:-) menzioni il fatto che ogni paragone del comportamento delle autorità sanitarie usane con sterminatori e genocidi di mezzo mondo risulta sommamente ad minchiamo non solo per l’enorme sproporzione delle vittime, ma soprattutto per la RADICALE DIFFERENZA DELLE INTENZIONI. Insomma, parlando in leguleiese alle vongole, i morti messicani da disinfezione sono dovuti a negligenza, imperizia, ovvero sono da considerarsi omicidi COLPOSI, fino a prova contraria. Viceversa, quelli “altri” (shoah inclusa) furono OMICIDI PREMEDITATI O VOLONTARI, toh, in alcuni casi solo PRETERINTENZIONALI, va.

    Non mi sembra una differenza da poco.

    Ritvan

    P.S. Se uno prendesse in mano una Storia della Medicina, si accorgerebbe di quante vittime siano state fatte in perfetta buonafede al fine di proteggere i cittadini dalla diffusione delle epidemie. A cominciare – per la grande gioia di Blondet:-) – dai pogrom antiebraici del 1300 in Europa scatenati dal pregiudizio che gli ebrei fossero gli “untori” della Peste Nera.

  33. utente anonimo says:

    Ritvan #31

    Sull’invasione della Polonia ad essere proprio sinceri ci si potrebbe fare, e ne sono stati fatti, volumi di saggi – per arrivare comunque a una chiarezza sui fatti non sufficiente_

    Eppure è anche una questione “semplice” – la possiamo mantenere sul terreno della semplificazione senza che le nostre analisi abbiano problemi_

    Comunque, quando Hitler entrò in Polonia, aveva già cominciato a rompere le regole, cioè a disegnare e intraprendere una strategia imperialista, e quell’azione fu proprio una di quelle “marachelle”_

    L.M.

    Quando Hitler

  34. utente anonimo says:

    Dall’ interessante articolo di Blondet ,emerge che solo grazie alla rivolta di duecento donne venne sostituito al bagno in benzina, aceto e carbone, il Zyclon B.

    Di quest’ ultimo prodotto, già considerato pericolosissimo nel 1920, non si sa quali effetti abbia provocato, cioè non si sa quanti siano stati i morti dovuti al suo utilizzo .( Non sono i 28 accertati nel rogo dei detenuti, determinato dalla presenza di benzina nella mistura del bagno)

    Non si hanno numeri, da quanto ho capito, ed è quindi impossibile fare un paragone con lo sterminio nazista.

    Blondet in ogni caso riporta come vi sia stata , tra Stati Uniti e Germania, una comune idea di ” selezione” genetica e sociale” ( non so se sono i termini giusti) : ammalati, deboli, prostitute, poligami ecc. sono considerati ” inferiori”.

    Inoltre dimostra una sorta di ” scambio reciproco” nello sfruttamento delle scoperte scientifiche : la società tedesca produttrice dello Zyclon B vendeva agli Stati Uniti il prodotto, e proprio dagli Stati Uniti ha tratto lo spunto per il suo l’utilizzo nei lager.

    Il concetto comune è che, per difendere la propria salute, la propria ” razza” , si trasmettono veleni addosso agli altri, o negli ambienti di altri, senza scrupoli, tanto sono ” inferiori” ( pidocchi ?).

    Aurora.

  35. AbdelQader says:

    Nel nome di Allah Il Clemente Il Misericordioso.

    Quando vivevo a Città del Messico, un tale che viveva nella mia via nei pressi della delegazione del quartiere di Iztacalco mi aveva parlato di qualcosa di simile, ma molti nella zona pensavano che gli yankees non potessero arrivare ad un similelivello di abiezione. Mi , anzi ci sbagliavamo. Inoltre vorrei ricordare ad A12, che sotiene il “bastava non emigrare” se ha mai fatto un giro per il Messico, non quello turistico borghese e/o alternativo, se ha mai visto un bambino con la pancia piena di vermi, o un altro morire per le amebe che hanno proliferato a causa della malnutrizione. Queste cose accadono anche oggi e non sono infrequenti. Per questo A12, scusa se per una volta abbandono la mia “verve” islamica, e mi permetto di augurarti di soffrire come quelle persone che ho incontrato. Che Allah (SWT) ti ritorca contro tutta l’abiezione, la cattiveria, la superficialità e l’ignoranza che trasudano da ogni tua azione. Scusate tutti per lo sfogo.

  36. utente anonimo says:

    Vabbe’

    Ma sulle “affinità elettive”, anzi sui quasi amori passionali che ci sono sempre stati fra Suprematismo tedesco e Suprematismo anglo-americano non c’è mica nessun segreto_

    È una passione sbandierata ai 4 veniti e consumata carnalmente in ogni sede pubblica possibile_

    Ma poi, sono secoli che la nobiltà e la dirigenza inglese sono tedesche, almeno a metà se non di più_

    L.M.

  37. kelebek says:

    Per Abdel Qader n. 35

    Infatti. Il punto è che alcune persone non hanno idea che esistano altri mondi.

    Forse, ne hanno anche sentito, letto, si sono informati.

    Ma non ne hanno coscienza reale, e quindi non possono che continuare a ripetere gli stessi meccanismi.

    Non sono nemmeno colpevoli.

    Miguel Martinez

  38. ulivegreche says:

    L’invasione della Polonia… ultimamente mi sono soffermato molto a riflettere su questa “invasione”. All’epoca un gran pezzo di quella Polonia era ex-Prussia e la stessa Danzica era una “città libera” nella quale si parlava tedesco. In una certa ottica era l’atto “meno imperialista” tra quelli compiuti dalla Germania all’epoca. Io credo che si sia stabilito che quello era l’inizio della II guerra mondiale più per convenzione che per altro. Piuttosto mi chiedo cosa avesse l’invasione della Cecoslovacchia di meno grave, visto che da essa non era scaturita nessuna guerra mondiale. Talvolta ho avuto la sensazione che fino a che un certo dittatore non ha palesato la sua alleanza con un certo altro, le potenze democratiche & liberali chiudevano un occhio ben volentieri…

    P.S. Leggasi questo commento per quello che è: l’elucubrazione di un bovero ignorande.

  39. bloggoanchio says:

    Citare Blondet come fonte degna di nota si presta a critiche anche ragionate.

    Rimanendo all’interno di questo articolo un autore che scrive “Fu usato dal 1929 negli Stati Uniti, dall’autorità sanitaria (US Public Health Service) alla frontiera col Messico, per spidocchiare gli immigranti messicani che transitavano da Juarez a El Paso. (1)” e in chiusura scrive in maniera roboante “Il Zyklon B non impedì che nel 1918 una tremenda epidemia si propagasse tra Messico ed USA, ma al contrario.” ovvero ben 11 anni prima, semplicemente è un pessimo autore che rivela ancora una volta scarse capacità.

    I perché risedono in un atteggiamento a tesi paranoide che gli fa usare paranoici come Cockburn come fonte e che gli fa stravolgere, dando peso a considerazioni minori in ossequio alla sua paranoia, libri di grande interesse [invito alla lettura della recensione di «Ringside Seat to a Revolution: An underground history of El Paso and Juárez: 1893-1923» su La Rivista Anarchica http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/323/10.htm

    E nel ricordarti che Hitler non se la prese indistintamente con l’Occidente ma, anche lui paranoicamente, con determinate razze [ebrei, zingari, slavi] e umanità [comunisti, omosessuali, diversamente abili] e incroci vari…torno a lurkare incuriosito.

    MMAX

  40. utente anonimo says:

    Effedieffe, eh? Ci fossero stati dubbi su di te…

  41. utente anonimo says:

    >Inoltre vorrei ricordare ad A12, che sotiene il “bastava non emigrare” se ha mai fatto un giro per il Messico, non quello turistico borghese e/o alternativo, se ha mai visto un bambino con la pancia piena di vermi, o un altro morire per le amebe che hanno proliferato a causa della malnutrizione. Queste cose accadono anche oggi e non sono infrequenti. Per questo A12, scusa se per una volta abbandono la mia “verve” islamica, e mi permetto di augurarti di soffrire come quelle persone che ho incontrato. Che Allah (SWT) ti ritorca contro tutta l’abiezione, la cattiveria, la superficialità e l’ignoranza che trasudano da ogni tua azione. Scusate tutti per lo sfogo.AbdelQader< Ehmmm…caro AbdelQader, io lo sfogo te lo scuso volentieri, ma corre l’obbligo di dirti che la tua mitragliatrice del logo ha fatto il cosiddetto “fuoco amico”:-): infatti, non mi risulta fra i commenti di questo post altro commento del biekissimo A12 se non quello n. 2 che così recita: “Blondet e Martìnez : due bambocci! Audace12″

    Vabbe’, insultare così il nostro gentile padrone di casa è da stronzi (Blondet il Paranoide, invece, se lo merita), ma da qui ad augurargli la ritorsione di Allah, mi sembra esagerato: Martinez non è un Profeta dell’Islam, fino a prova contraria:-).

    Ciao

    Ritvan (Siempre Più Pignolo)

  42. bloggoanchio says:

    @Aurora #34

    Blondet non ci ricorda nulla di nuovo. L’eugenetica fu un male che, con sfumature diverse, affligge l’Europa dalla seconda metà dell’ottocento ai nostri giorni [immagina all’uso selettivo che alcuni vorrebbero fare degli studi del DNA] . Nello specifico “migrante del tempo” era prassi per gli USA disinfettare la manodopera proletaria in arrivo. A Ellis Island anche gli emigranti europei erano messi in quarantena e sottoposti a passagi identici a quelli patiti dai messicani…eppure Blondet questo non gli passa per la testa..la cosa che lo emozione è l’uso di un comune [per l’epoca] antiparassitario [peraltro inventato da un premio nobel ebreo] successivamente usato per lo sterminio di ebrei e zingari. Lo trova, impropriamente, una chiusura di un circolo ideologico e politico. Poi ribadisco…sono certo che Miguel non sia d’accordo con lui su quasi tutti i principi ispiratori e risultanze della produzione blondettiana…resta però ai miei occhi un po’ un mistero perché Miguel non consideri gli aspetti psicotici di Blondet oltre che quelli dei suoi critici..dato che le sue manie ossessive mi sembrano evidenti.

  43. bloggoanchio says:

    ps. Mi scuso per i refusi ma con questa finestrella di splinder non mi ci ritrovo molto

  44. utente anonimo says:

    >L’invasione della Polonia… ultimamente mi sono soffermato molto a riflettere su questa “invasione”. ulivegreche<
    Non capisco l’uso delle virgolette. Vabbè che ormai il revisionismo storico è di moda, vabbè che Baffone non invase la Polonia orientale:-), bensì mandò semplicemente l’Armata Rossa a prendersi cura delle popolazioni ex sovietiche in territorio polacco che pativano – poverette – a causa del tracollo dello Stato polacco sotto i colpi di Baffetto, ma da qui a virgolettare pure l’invasione tedesca….

    >All’epoca un gran pezzo di quella Polonia era ex-Prussia e la stessa Danzica era una “città libera” nella quale si parlava tedesco. In una certa ottica era l’atto “meno imperialista” tra quelli compiuti dalla Germania all’epoca.<
    Può anche darsi, ma fu la classica goccia che fa traboccare il vaso.

    >Io credo che si sia stabilito che quello era l’inizio della II guerra mondiale più per convenzione che per altro.<
    Beh, se accantoniamo quella visione storiografica che vede un’unica guerra mondiale, dal 1914 al 1945, con una tregua armata dal 1918 al 1939 (e con Giappone e Italia che fanno il salto della quaglia), la data più credibile per l’inizio della II GM è il 1° settembre 1939, che due giorni dopo provocò la dichiarazione di guerra alla Germania da parte di Gran Bretagna, Francia, Australia e subito dopo del Canada. Non è una semplice convenzione, dunque, come lo è p.es. la scoperta dell’America per la fine del medioevo.

    >Piuttosto mi chiedo cosa avesse l’invasione della Cecoslovacchia di meno grave, visto che da essa non era scaturita nessuna guerra mondiale.<
    Niente di meno grave. Solo che il pavido Chamberlain si illuse che offrendo a Monaco la Cecoslovacchia a Hitler avrebbe soddisfatto il di lui appetito. La Polonia dimostrò che si sbagliava: a quel punto dovette – ma ancora obtorto collo – dichiarare guerra alla Germania, visto che la Gran Bretagna aveva firmato con la Polonia un Trattato di Difesa reciproca appena una settimana prima dell’attacco, quasi in contemporanea del patto Molotov-Ribentropp.

    >Talvolta ho avuto la sensazione che fino a che un certo dittatore non ha palesato la sua alleanza con un certo altro, le potenze democratiche & liberali chiudevano un occhio ben volentieri…<
    Ma quale sensazione e sensazione, l’avrai letto nella “Storia del PC (b) dell’URSS”:-). Ripeto, dichiarare guerra alla Germania fu un atto dovuto, visto il trattato stipulato con la Polonia. E poi gli anglo-francesi stettero immobili (la cosiddetta “drole de guerre”), finché non fu Hitler ad attaccarli nel 1940.

    Ciao

    Ritvan

  45. utente anonimo says:

    MMax, ringrazio per le delucidazioni, è evidente che io sono un tantinello ignorante, sono la prima a riconoscerlo.

    Tuttavia, proprio perché sono ignorante, ho trovato interessante l’articolo di Blondet , in cui si parla anche della Cyanamid, che ha ancora oggi vita e in Italia, a Catania , una filiale. Non sapevo che avesse una così secolare importanza e tradizione : dunque opera nel campo sanitario , farmaceutico e chirurgico almeno dai primi del ‘900.

    Ora tu mi dici che Blondet ( ho capito bene? ) non riferisce nulla di nuovo, limitandosi a sue interpretazioni faziose, con cui associa l’ “olocausto” di non si sa quante centinaia, migliaia, o milioni di immigrati a trattamenti altamente tossici, anzi mortali, anche se a effetto differito, a quello degli ebrei.

    Tu, e mi pare tanti altri, vedete in questa associazione dell’ ” antisionismo”.

    Io non ho mai letto Blondet, quindi è solo da quanto riportano i commenti in questo blog che ho inteso sia un acceso antisionista.

    Io però non la vedo così, almeno da questo articolo : concordo sul fatto che per lo più la gente ricorda solo quello che le viene ripetuto e straripetuto e, anche se non le interessasse per niente, è costretta a ricordarselo. E’ invece veloce a dimenticare anche quello che pensa sia interessante , se non le viene ripetuto più volte e periodicamente .

    Come dire, la gente non ritiene, non apprende , le centomila informazioni sovrastano le precedenti, le fanno scivolare nel mai sentito, mai udito, mai letto.

    Per questo Blondet fa bene a parlare di episodi come questi , poco noti : un ebreo ha creato lo Zyclon B ( notizia tua) ; lo Zyclon è stato utilizzato dagli americani per la prima volta ” contro” esseri umani anziché contro i pidocchi; lo Zyclon, boomerang della sorte, sull’idea generata dai ” maestri utilizzatori ” americani, è approdato nei lager tedeschi.

    Blondet attira la mia attenzione : mi ha fatto fare un giro di tempo e di spazio e di mente .

    Non ritengo verosimile che lui volesse far coincidere i due fatti ( ” olocausti”) , ma solo far capire- anche accennando ad alcuni tratti comuni- che ci sono, da un lato, ricordi reiterati e, dall’altro lato, dimenticanze totali.

    Aurora.

  46. utente anonimo says:

    “…immigrati sottoposti a trattamenti..”

    Aurora.

  47. utente anonimo says:

    x MMax

    Io però la vorrei mettere anche sotto quest’altro angolo, se permesso, per far capire meglio tanta strana e obliqua ammirazione per il paranoico Blondet_

    Se la stampa o la TV italiane dedicassero ampi spazi a un vero dibattito aperto sulle questioni sollevate da Blondet, ma anche da Kelebek o altri siti, solo per rimanere nella provincialotta, neo-feudale e godereccia Italia, e a volte diffondessero un po’ di più notizie che nell’Europa evoluta non snobbano, come queste:

    http://www.guardian.co.uk/frontpage/story/0,,2101676,00.html

    http://www.geocities.com/alabasters_archive/zionist_plan.html.

    http://www.berlinerumschau.com/index.php?set_language=de&cccpage=27102006ArtikelPolitik3

    tradotto in francese qui

    http://www.tlaxcala.es/pp.asp?reference=1457&lg=fr.

    «Pakistani prime minister under FBI lens in stock scam», TIMES OF INDIA, 29 maggio 2007.

    BRUNO PHILIP, «Les scandales sur les produits Made in China suscitent de l’inquietide», LE MONDE, 28 maggio 2007.

    MICHAEL T. KLARE, «The wars that oil the Pentagon’s engine», ASIA TIMES, 16 giugno 2007.

    solo per spulciare alcuni articoli dell’ultimo mese – uno non si dovrebbe rompere i’bballe a filtrare tutta la paranoia dagli articoli di Blondet o il fanatismo dalla redazione di Effedieffe, perché magari se li cercherebbe commentati con maggior lucidità su organi più affidabili_

    Ma forse va meglio così – perché ai tempi di oggi non si sa più quanto davvero affidabili siano certi “organi affidabili” – meglio leggerli in bocca a chiunque abbia il coraggio di parlarne e poi fare la tara, fare il lavoro di sgrossatura dei semi dall’erbaccia da soli, a mano, senza nemmeno una trebbiatrice tascabile a pile_

    Del ’68 si possono trovare tutti i difetti che ha proiettato nell’attualità, e io sono il primo a non negarli, ma in quell’epoca almeno c’era molto più dibattito, confronto, e molta meno paura di idee e opinioni scomode_ E infatti lo si è notato concretamente dall’avanzamento che ha avuto la società_

    x Ritvan #44

    Infatti questa tua giusta analisi

    >Solo che il pavido Chamberlain si illuse che offrendo a Monaco la Cecoslovacchia a Hitler avrebbe soddisfatto il di lui appetito. La Polonia dimostrò che si sbagliava: a quel punto dovette – ma ancora obtorto collo – dichiarare guerra alla Germania, visto che la Gran Bretagna aveva firmato con la Polonia un Trattato di Difesa reciproca appena una settimana prima dell’attacco, < dimostra che non esiste mai “il pazzo cattivo che deve essere fermato ad ogni costo, per difendere i poveretti nella di lui mercè, e a tal uopo meglio chiamare Capitan America” – ma esistono sempre ragioni di stato, strategie, obiettivi geopolitici da perseguire_ Cioè, se Hitler fosse stato più “furbo”, o se se lo fosse potuto permettere, sarebbe stato lasciato campare un po’ di più, e meglio_ È essenzialmente per questo che mi rifiuto sempre di accettare spiegazioni fumettistiche per gli attacchi all’Afghanistan e all’Iraq, e per le minacce all’Iran_ E le uniche strategie che ad oggi ci posso incontrare non le approvo minimamente, mi rifiuto di farne parte, le critico e criticherò sempre e non ne accetto la corresponsabilità, ma al contrario ribadisco la mia scelta di piena responsabilità nel contrastarle_ Non so se è chiaro il punto e i motivi per cui rifiuto anche di essere catalogato come kompagno di merende o pacifista o antiamericano tout court_
    Leonardo M.

  48. utente anonimo says:

    Blondet non è “antisionista” (avvero contro lo stato d’Israele), bensì antigiudaico (ovvero è contro TUTTI gli ebrei).

    Che lo Zyklon B sia stato usato dagli amerikani per la prima volta contro esseri umani anziché contro i pidocchi è un abominevole falso.

    Ritvan

  49. utente anonimo says:

    Blondet: no, non sono antisemita

    http://www.effedieffe.com/rx.php?id=590 &chiave=non sono antisemita

    Blondet: ebrei antisionisti

    http://www.effedieffe.com/rx.php?id=414 &chiave=ebrei antisionisti

    Informatore

  50. utente anonimo says:

    Dunque, allora non sì è capito il concetto fondamentale che volevo spiegare e che mi è sembrato il punto più importate dell’articolo di Blondet : troppa memoria da un lato, nessuna memoria dall’ altro.

    Dicevo bene che bisogna ripetere.

    Di Blondet in questo blog si è detto in passato che è un antisionista. Sono sicura.

    E stato p ( pietro) a ribattere che Blondet non è un antisionista , ma caso mai è contro tutti gli ebrei.

    Essendo Blondet un cattolico, ritengo, se ho ben inteso il commento dell’epoca di p, che la sua avversione non sia riferita agli ebrei come “razza” , ma alla loro religione.

    Il contrasto , mi rispiego, scaturisce dalle diversa religione, non da “razzismo”.

    Aurora.

  51. utente anonimo says:

    Hitler semplicemente non poteva ritardare l’invasione della Polonia, visto che aveva costruito i suoi piani quadriennali sul debito pubblico. E in ogni caso aveva già pianificato la guerra per il 1942.

    Solo che, per sua sfortuna, gli Alleati occidentali hanno deciso di dichiarargli guerra tre anni prima del previsto.

    E meno male :-)

    Z.

  52. utente anonimo says:

    Aurora

    io il tuo punto l’ho capito – vedi mio post #26_

    + + + + + + + + + + + + + +

    Blondet non è Antisemita nel senso razzista moderno euro-americano, per niente – ma è sì un Antisemita di quella categoria che ha radici esattamene nel tradizionalismo Cattolico fondamentalista_

    Che poi lo dipinga e lo colori con mille chiaroscuri per giustificarsi o spiegarsi, e lo consideri una lotta contro il Suprematismo Ebraico, che comunque esiste, anche se limitato e irrealista come tutti i suprematismi, è del tutto accessorio_

    Nonostante tutti gli insegnamenti che si possono trarre da Blondet, specialmente uno come me molto più giovane e che ha alla base un ambiente culturale diverso, va detto che ha questo tratto quasi di “odio”, che rivolge abbastanza arbitrariamente contro chi gli fa comodo – e va detto anche che spesso ripiega e spezza gli argomenti solo verso i propri risultati, e che perfino a volte nel farlo commette svarioni impensabili, come quella volta che trattò da donna un certo Ira Silverman, giornalista NBC, parlandone come se la conoscesse benissimo_

    questo il link dell’articolo

    http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1910&parametro=esteri

    questo il link che spiega chi è Ira Silverman

    http://www.ithaca.edu/rhp/depts/journalism/guestspeakers/silverman/

    Tanto per chiarire al meglio almeno il mio giudizio_

    L.M.

  53. utente anonimo says:

    Il post di Z. #51 mi fa venire in mente certe domande ricorrenti_

    1 – il problema di Hitler che lo spingeva verso l’imperialismo era principalmente economico, come tutti i regimi tendenti all’autarchia_ Ma nulla vieta che anche un regime totalitario possa sviluppare la propria economia, se inserito in un sistema sufficientemente produttivo di scambi commerciali con altri paesi_

    Per esempio non ci sono prove materiali che l’economia cubana sarebbe stata così dissestata senza l’embargo_ E forse una Cuba economicamente più sana avrebbe potuto favorire la propria democratizzazione, o al limite una maggior solidità di critica anche interna verso Castro_

    In fin dei conti, il Castrismo anche dal punto di vista economico non è altro che l’immagine speculare delle dittature militari latinoamericane_

    Il primo amputa parte dello sviluppo negando la libera impresa – le seconde lo amputarono bloccando ogni possibilità di mobilità o distribuzione sociale_

    Ma il trattamento che hanno ricevuto sui palchi ufficiali è stato quasi opposto_

    2 – Perché quando si parla di Hitler è difficilissimo che vengano fuori riflessioni serie sulle condizioni sociali e di politica internazionale che hanno favorito la sua base popolare??

    3 – E perché è ancora più difficile che vengano fuori analisi dettagliate su chi l’ha davvero appoggiato in tutte le fasi del suo potere, a partire dall’élite industriale e finanziaria tedesca, fino a quelle anglo-americane, ma invece si punta sempre a ritrarlo come “il pazzo autocircondatosi di pazzi” per eccellenza??

    Per esempio, ricordo che il Conte Volpi di Misurata, cui è intitolata la Coppa Volpi, era “padrone” della SADE, una delle compagnie elettriche italiane precedenti all’ENEL, e fu ministro con Mussolini, nonché ovviamente fiero partecipante del Fascismo – dopo la guerra si rifugiò credo in Svizzera e tornò, “ripulito”, per fare carriera politica con la DC_ Perché quindi nessuno parla mai di questi personaggi?? Così come nei paesi dell’ex blocco comunista nessuno parlerà, m’immagino, di dve sono finiti i vecchi gerarchi di partito, e qua in America Latina, di questo sono sicuro, si fa una fatica boia a indicare e responsabilizare i partecipanti attivi delle dittature_ Il massimo che sembra siamo riusciti a fare è attribuire una strana generica colpa collettiva al popolo tedesco, o alla cultura germanica, o pangermanica, pretendendone un’espiazione culturale, che in parte è anche avvenuta_ Ma da un punto di vista strettamente culturale il pangermanesimo, per esempio, non era poi diverso dal panfastfoodismo o dal panchipsandbaywatchand..

    ..theboldandbeautifulism_

    L.M.

  54. kelebek says:

    Credo che questa serie di commenti andrebbe incorniciata, come risposta a chi dice che non è facile trovare un denominatore comune per “l’Occidente”.

    L’autoreferenzialità totale, l’impossibilità strutturale di uscire dalla contemplazione del proprio ombelico, il vedere se stesso riflesso in ogni specchio, direi.

    Ti lascia un senso di desolazione.

    Miguel Martinez

  55. utente anonimo says:

    Bon, io per stemperare un po’ l’atmosfera avrei un bel raccontino terzomondista notturno – questa volta breve e in vaga salsa thrilling, a metà fra Wes Craven e il Tarantino più squallido_

    A volte ho accennato che vivo in un quartiere più che problematico, all’estrema periferia sud di Santiago_ In realtà è tutta “la comuna” che è da sempre una della più povere e la più popolosa del Cile – la Santiago metropolitana è divisa in una trentina di “comunas” che anticamente erano divise e lontane dalla città, ovvero dal centro, e piano piano si sono inglobate in essa – un po’ com’è successo ovunque, come Sesto San Giovanni o Cantù per esempio_

    Pensate: ci sono alcuni amici di mia moglie, qua a Puente Alto, che hanno vinto borse di studio per università prestigiose, come la Cattolica o la Universidad de Chile, dove hanno fatto amicizia con molti compagni figli della classe dirigente che vivono nei quartieri alti_ Questi loro compagni non mettono piede a Puente nemmeno in auto e nemmeno per venirli a prendere per uscire la sera, per esempio, dalla pessima fama che ha la comuna_

    Ora, io mi vanto di essere nato e cresciuto nel Bronx di Firenze, in piena invasione di “terroni” – sull’altro lato di Via Canova, davanti alla mia finestra, si estendeva una lingua di nuovi palazzi, lungo tutto il corso dell’Argingrosso, affidati alle Case Popolari e abitati da affollate famiglie appena arrivate dal sud_ Occupazione scarsa e mal retribuita, basse condizioni sociali e culturali, violenze e disagi intrafamiliari, nessun legame_ Tutti i loro figli venivano a scuola con me – alcuni di loro sono stati miei grandissimi amici d’infanzia, altri, dato che avevo la sfortuna di avere già i baffi a 12 anni, mi minacciavano di morte, sbeffeggiavano e prendevano a calci in culo quasi tutti i giorni – e questo moltiplicato per tutti i fratelli della famiglia, da quelli che a 19 anni stavano ancora in 3ª media, ai miei coetanei, ai fratellini piccoli che venivano allenati sul glorioso cammino della stirpe_

    Naturalmente ho finito per conoscere di nome e di faccia tutti i delinquenti della mia zona – e sapere bene quale fosse la specializzazione di ognuno: chi spaccia, chi vende merce rubata di ogni tipo, chi può minacciare o dare lezioni_ Fra parentsi, un paio sono anche riusciti non so come a entrare in Polizia_

    Quindi, con questa meravigliosa scuola di strada sulle spalle sono arrivato in una periferia sudamericana, senza pensarci troppo in realtà, ero innamorato, e senza avere un’idea di cosa potessi trovare né preoccupazioni di sorta_

    L’effetto iniziale devo dire che è stato abbastanza scioccante – i delinquenti della mia gioventù in confronto sembrano solo lattanti bizzosi, e il mio quartierino sembra le Mauritius_ Però dopo l’impressione iniziale ho capito che gli accorgimenti che puoi usare quando stai in una certa periferia di Parigi servono anche qui allo stesso modo – solo che qui le probabilità di trovarti nel punto sbagliato al momento sbagliato sono molte di più_

    E dire che il Cile è forse il paese più tranquillo e sicuro del continente_ Ho visto personalmente Lima fino ai meandri con 2 amici di là, qua ho conosciuto immigrati di Buenos Aires, Sao Paulo, Medellín, e nei loro racconti si riesce a immaginare l’inferno_ Mi immagino che le periferie metropolitane statunitensi non devono essere da meno_ E non mi riesco nemmeno a immaginare le metropoli africane_

    [ CONTINUA .. ]

  56. utente anonimo says:

    [ .. SEGUE ]

    Qua la comuna è divisa in villas, poblaciones, e poi campamientos, tomas e mediaguas_ Las villas sono tutte quelle che, in varie politiche edilizie scaglionate nel tempo, sono nate come funghi su terreni vuoti_ Ognuna è caratterizzata da serie di costruzioni, mono-bifamiliari o palazzine, che noi chiameremmo “a schiera” – in genere abbastanza economiche ma costruite solo con il minimo indispensabile della qualità_ Sono state destinate ad accogliere la crescita demografica della classe media e medio bassa, ma occupata_ Tutti quelli che pur stagnando nei fanghi delle retribuzioni minime potevano ricevere comunque un mutuo dalle banche_ Oppure sono nate per edilizia pubblica, specialmente dopo il ritorno alla democrazia con i governi socialdemocristiani_ Con il passare del tempo alcune villas, qua a Puente Alto pochissime, si sono trasformate in ottimi quartieri residenziali, del tutto simili ai nostri e molto tranquilli – però sfortunatamente circondati dalla giungla_

    Las poblaciones invece sono parcellizzazioni in piccoli terreni venduti anticamente a prezzi minimi, quando questa era campagna, e dove le famiglie con problemi di sicurezza sociale – occupazione saltuaria, senza garanzie, sottoccupazione marginale, disgregazione e violenza intrafamiliare, alcolismo – hanno tirato su in qualche modo ognuna la sua casetta di legno o mattoni, a mano, tantissimi anni fa, e senza un piano o permessi pubblici_ Poi sono state talmente inglobate nella città da integrarsi nelle reti elettrica, telefonica, idrica_ Il gas no – qua non arriva – andiamo a bombole_

    Los campamientos e las tomas sono gruppi di costruzioni di legno o cartongesso nati come cespugli sparsi, e uniti da una certa solidarietà fra emarginati, su terreni “occupati illegalmente” – dove poi in alcuni casi è arrivato qualche allacciamento, in altri si sono semplicemente autoallacciati a nero, e le amministrazioni e le imprese tollerano per buona pace_ Là sono pochissimi quelli che hanno un lavoro, e meno quelli che lo hanno fisso_ Si vive di espedienti, vendendo di tutto il possibile nei mercatini di strada rionali (las ferias), di raccolta cartoni, lattine, ferro, rame, di produzione industriale di copie di film e musica pirata, o di spaccio e delinquenza_

    Las mediaguas infine sono semplicemente baracche isolate, anche di cartone, in genere sulle rive di un fiume o di un canale, senza nessun allacciamento_

    Più il settore sociale è basso, più le famiglie tendono ad essere numerose – e nelle famiglie dove magari lavorano solo 2 uomini su un totale di 10 o più membri, inclusi i bambini, si fa in modo di vivere tutti insieme, anche dividendo 50, 60, 70 mq. massimo fra tutti, perché tutti possano usufruire delle entrate_

    Bene, perché racconto tutto questo?? A quanto pare noi viviamo in una villa, una delle più vecchie, tipo anni ’50/60_ Non ho mai capito bene se è una villa o una pobla (población) – mia suocera pretende che sia una villa, per non dire nemmeno per scherzo che vive in una pobla_ Si dà il caso però che a 2 isolati da qui inizi davvero un pobla, la mitologica San Gerónimo – una delle tante mitologiche sparse nell’oceano metropolitano, come la San Gregorio, El Castillo, La Legua_ E si dà il caso che almeno una notte e mezzo alla settimana, di media, si ascoltino serie di spari, di notte, se per esempio faccio fatica ad addormentarmi_

    In genere ho sempre sentito spari secchi, di piccolo calibro, tipo revolvers, automatiche o al massimo carabine_ Ma proprio domenica notte mi è capitato di sentire una raffica ben diversa: potente, corposa, grave, 7 o 8 colpi veloci di seguito – mi ricordo che ci ho fatto caso e li ho contati_ Lì per lì ho pensato “ma questo non è normale, sembra un kalashnikov”_

    Oggi dicono al TG che c’è stato un assalto alla sede di una catena alberghiera di lusso, dove si sono portati via tutte le paghe – e dalle immagini delle telecamere di sicurezza hanno stabilito che alcuni rapinatori avevano degli M-16_

    Mmmmm_ Se il mio fiuto non m’inganna…

    (Hercule) L.M. (Poirot)

  57. utente anonimo says:

    miguel (35) e AbdelQader (37),

    vista la citazione della frase incriminata “bastava non emigrare”

    state evidentemente (stra)parlando di me e non di aiace12, dico bene?

    se dico bene, allora vi pregeherei:

    1. di non confondere MAI PIÙ me con aiace12con il quale non ho e non voglio avere nulla a che spartire

    2. prima di dare giudizi su *persone* che non conoscete minimamente di pensarci trentatré volte.

    una cosa è criticare quello che diciamo, facciamo o scriviamo una cosa è parlare di “abiezione, cattiveria, superficialità e ignoranza che trasudano da ogni tua azione” (quale poi? abdelqader, sicuro di conoscere ogni mia azione?)

    3. di andare a cagare

    scusate tutti per lo sfogo*

    roberto

    *uso anche io la “sfogo card” che da licenza di insulatre senza conseguenze

  58. kelebek says:

    Per roberto n. 57

    Parlo per me.

    Non ti ho confuso con A12.

    Non ti ho mandato a cagare.

    Il mio commento si riferiva a un’antropologia generale, anche fuori da questa particolare discussione, non a una persona particolare.

    Nessun problema, comunque, per lo sfogo.

    Miguel Martinez

  59. bloggoanchio says:

    @Miguel…che la narrazione di fatti avvenuti in un preciso contesto vengano “isolati” e forzati da un Blondet qualunque per creare parallelismi impropri…non è una vacca sacra/pippotto ombellicare che se confutata deve ingenerarti un senso di desolazione

    Sai benissimo che di Blondet potrei dire molto altro e chiudere il discorso in tre secondi netti. Ma di Blondet, mi si perdoni l’eufemismo, me ne batto la ciolla perché lo ritengo uno psicopatico. Parallelamente ritengo che sia veramente un peccato trattare un argomento, un tema interessante, con un esempio sbagliato. Mi limito solo ad osservare,quindi, che caratterizzare in maniera peculiare/polticizzata dei fenomeni laddove invece fanno parte di un contesto generale [ovvero l’eugenetica nel mondo industrializzato di inizio secolo scorso] inevitabilmente corrompe il senso di quello che ci racconti. Tutto qui..dopodiché quanto avvenuto ai migranti messicani è per me di grande interesse…ed è parimenti sostenibile nella prospettiva che vuoi dare con fonti diverse e, queste si’ qualificate. Insomma non voglio “sottrarre nulla ma dare un contributo. Tutto qui.

  60. utente anonimo says:

    Ciao Miguel, se leggi. Accanto alla Mamma che non partorirà (Palestina 2001) e alla Nonna che decise di andare (Palestina 2006), metterò questo Nonno afghano di Shawal, in Waziristan

    http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&idart=8227

    su Blondet la penso “quasi” come te. Sui commenti al tuo post, proprio come te.

    Ciao

    Silviu’

  61. utente anonimo says:

    P.S. Per Hercule Poirot (con o senza baffi?).

    Grazie per la tua cronaca. Esemplare. E complimenti al tuo fiuto (anche se con gli M16 di mezzo…). Non hai per caso un blog??

    Grazie ancora e ciao

    Silviu’

  62. kelebek says:

    Il Muro di Gomma

    [..] Dopo il post e i commenti di ieri, mi è venuta voglia di chiudere questo blog. "Voglia" non indica una decisione, ma solo un sentimento irrazionale, a cui non ho intenzione di cedere. Questo lo preciso, perché esiste una diffusa [..]

  63. utente anonimo says:

    Non comprendo pienamente il raffronto tra germania nazista ed un’amministrazione locale di una cittadina USA della prima metà del secolo scorso.

    La sostanza utilizzata nelle camere di disinfestazione di El Paso e quella usata nei lager nazisti sembrerebbe identica: lo ziklon B. Fin qui tutto chiaro.

    Il sindaco di El Paso era (forse) mosso da intenti razzisti. Anche i nazisti lo erano. Siamo ancora su strade parallele.

    Da qui, però le strade si allontanano.

    Il sindaco di El Paso ha costruito delle camere di disinfestazione da micororganismi potenzialmente letali che -a torto o a ragione, non si sa- a suo avviso avrebbero potuto essere veicolati da immigrati. Di queste persone si sapeva poco o niente e, sicuramente, non viaggiavano muniti di cartelle cliniche.

    Nel prendere questa iniziativa, il sindaco ha criminalmente accettato l’eventualità che alcuni sogetti sottoposti al trattamento perdessero la vita. O nell’immediato o nei giorni immediatamente successivi.

    In questo, mi pare, che il sindaco sia paragonabile ad un direttore di una fabbrica che sottopone gli operai ai rischi di una lavorazione pericolosa. Nei 200 anni che precedono queste righe, una simile prassi si è avuta in ogni latitudine ed indipendentemente dall’ideologia dominante.

    I nazisti, invece, hanno utilizzato dosi ben più elevate di ziklon B per sterminare persone la cui unica colpa era stata quella di essere ebrei, zingari, omosessuali o hanicappati.

    A diverse finalità, corrispondono diversi dosaggi.

    Mi permetto di osservare, infine, che il tentativo di associare le camere a gas alle camere di disinfestazione è un tipico espediente dei negazionisti.

    Questo post, quindi, rischia di ribaltare la tesi dei negazionisti: non ci sarebbe differenza tra le camere di disinfestazione e le camere a gas.

    Sebastiano

  64. daciavalent says:

    e infatti no ce n’è di differenza. econdo te, il sindaco di el paso davvero voleva disinfestare i messicani dai pidocchi?

    mi sembra davvero surreale la forza con cui si vuole unicizzare un avvenimento. nulla diq uello è mai successo prima e nula di questo succederà mai poi.

    invece, fattene una ragione, sebastiano. la volontà di stermianare i propri nemici è insita nel gene umano.

    dacia valent

  65. bloggoanchio says:

    @dacia

    Ridurre tutto a chi ce l’ha piu’ morto trovo che sia orribile anche per quanto ha postato Miguel li’ sopra. E’ una strumentalizzazione inaccettabile in qualsiasi senso.

    Il piano da affrontare a mio avviso è assolutamente chiaro e vede come conseguenze sia le morti a seguito dei trattamenti dei migrante che lo sterminio nei campi.

    Poi motivazioni e pesi sono indiscutibilmente diversi…ma in questo hic et nunc NON rilevano.

    Il fenomeno da approcciare, se si vuole realmente capire, se si vuole realmente “crescere su un tema”, è comune e si chiama eugenetica.

    Questo non vuol dire ridurre la gravità delle conseguenze in nessuna direzione.

    Ma per la miseria trovo veramente “cattivo e ingiusto” verso il padrone di casa blondettizzare o faitizzare la discussione.

    Quello che vorrei dire è che cio’ che ha causato le vittime messicane e quelle nei campi hanno una matrice comune…una matrice che ha una base positivista definiamola “corretta” ma degenerata a seguire da teorie scientificamente immotivate che vanno dalla falsa scienza della Blavatsky a quella dei medicastri yanqui, da scienziati della razza improvvisati agli scienziati nazisti.

    Per la miseria..una volta non si puo’ evitare dic adere nella auto-trappola del particolarismo?

  66. utente anonimo says:

    Miguel

    premesso che non ho capito affatto dove volevi andare a parare e dove non ti ha seguito quasi nessuno, provocandoti l’effetto Muro di gomma, la tua tesi rimane in piedi anche se è vero che allo stesso trattamento dei messicani erano sottoposti gli immigranti da altri paesi, Europa compresa?

    Francesco

    PS e se riflettessi sul fatto che gli scampati alla disinfestazione entravano nel sistema USA, tanti potenziali Fiorello La Guardia, e non ad Auschwitz?

  67. utente anonimo says:

    Francesco

    se posso permettermi di dire la mia (noto che, significativamente per la tesi di Miguel sull’Occidente autoreferenziale, i commenti a questo post continuano a crescere mentre quelli al Muro di Gomma sono per ora fermi a due)

    credo che il fatto che le differenze tra Auschwitz e El Paso siano tantissime sia sempre stato fuori discussione.

    Il fatto è che però anche le differenze tra El Paso e qualunque altra uccisione (Armeni? Bhopal? Gas italiani in Etiopia? Inglesi che bombardano villaggi iracheni o, di nuovo, italiani che mitragliano villaggi libici? Campi di concentramento per boeri?) sono comunque tantissime.

    per forza, ogni caso fa casa per conto suo.

    Solo che, più o meno, tantissimi altri esempi si sarebbero potuti fare, pour parler, senza scatenare la stessa reazione che scatena il richiamo al Massacro per eccellenza.

    Causando, nell’assoluta e un po’ eccessiva volontà di rimarcarne le differenze, l’effetto un po’ paradossale di nascondere i legami (banalmente, il Zyklon B e le aziende che lo producevano) come se fosse osceno nominarli.

    Credo, tanto per fare un esempio chiaramente finto, che se Miguel avesse detto che gli Hutu hanno sterminato i Tusti con lo stesso fucile con cui i Giapponesi hanno compiuto il massacro di Nanchino (lo so, è falsissimo, è solo un esempio) la reazione sarebbe stata al massimo “ma dai, che caso curioso” o “che criminali i fabbricanti d’armi”.

    La menzione del Zyklon B invece scatena prima di tutto la famosa selva dei distinguo.

    Paolo

  68. utente anonimo says:

    1) Hitler —> Il Cattivissimo (premessa maior indiscussa)

    accosto le sue azioni a quelle di Tizio (implicito ma evidente: —> Tizio è almeno quasi Cattivissimo).

    Chiaro che devo spiegare perchè parlando di Tizio a degli italiania mi è venuto in mente proprio Lui e non un altro dei moltissimi casi nefandi della storia umana.

    2) Allora, per fare funzionare la macchina dello sterminio nazista sono stati usati computer, gas, filo spinato, treni … questo ha un significato?

    A miei occhi significa solo che i tedeschi erano un popolo tecnologicamente evoluto.

    Francesco

  69. kelebek says:

    Per MMax n. 65

    Grazie, hai colto il problema.

    Miguel Martinez

  70. utente anonimo says:

    x Dacia

    Che tristezza ispira il tuo commento.

    Ne emerge una personalità capace di vedere sempre, comunque e dovunque solo odio.

    Il dubbio che il sindaco di El Paso fosse un figlio del suo tempo non ti sfiora neanche.

    Il dubbio che tra la seconda metà del XIX secolo e l’inizio del XX si sia diffuso uno “scientismo”, figlio degenere del positivismo, non ti coglie.

    Eppure è proprio da quello scientismo che nasce l’antisemitismo da cui spesso trai la forza per andare avanti; almeno questa è l’impressione che si ricava leggendo il tuo blog.

    Il sindaco di El Paso ha semplicemente recepito due istanze del suo tempo: il razzismo e la cura maniacale dell’igiene.

    Dopo secoli in cui il razzismo trovava solo motivazione religiose (sia all’ombra della croce, che all’ombra della mezza luna), lo scientismo offriva motivazioni “tecniche” per considerare il diverso un’entità estranea e pericolosa.

    Dopo secoli di credenze che inducevano a rifuggere dalla cura dell’igiene, la scienza dimostrava il contrario e lo scientismo portava ad estremizzare il tutto.

    Mi chiedo, comunque, se sia possibile quantificare il numero di vite umane salvate dallo ziklon B, correttamente usato come disinfestante, contro germi ed insetti.

    In fondo, se ci si pensa anche l’acqua, che è la base della vita, può essere usata per dissetare gli assetati o per annegare gli indesiderati.

    SeBastiano

  71. utente anonimo says:

    # 71 Hercule Poirot

    Anch’io come te. E nessuna intenzione. Ma fa piacere incontrare qualcuno (e per me è assai raro)m che “senti” che ti è prossimo. E, in questo caso, mi fa piacere dirlo.

    Ciao, Silviu’

  72. utente anonimo says:

    x Silviu’ #61

    ringrazio per l’apprezzamento_

    no ho un blog e non ho intenzione né voglia di farmelo_

    te ce l’hai??

    se sì, mi piacerebbe farci due passi – mi daresti l’indirizzo??

    L.M.

  73. utente anonimo says:

    Il tema vero è l’eugenetica?

    ditelo prima, vi do l’indirizzo Internet del Foglio, hanno approfondito benissimo l’argomento.

    Francesco

    ;)

  74. utente anonimo says:

    >Blondet: no, non sono antisemita

    http://www.effedieffe.com/rx.php?id=590 &chiave=non sono antisemita. Informatore< Dall’articolo di Blodet da te linkato: “..Dovremmo aiutarli a parlare e a denunciare l’ebraismo talmudico,..”

    Antigiudaico (come ho chiamato io Blondet, non “antisemita”) è proprio quello a cui prude “denunciare l’ebraismo talmudico”.

    Informati, caro Informatore, prima di informare.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. A ‘sto punto gioco la Hitler card:-): Molto probabilmente se il Fuhrer resuscitasse e qualcuno gli chiedesse:”Lei è antisemita?” lui risponderebbe:”Assolutamente no. Sono, invece, gli ebrei che rompono il cazzo”:-).

  75. utente anonimo says:

    >#54 04:38, 27 giugno, 2007

    Credo che questa serie di commenti andrebbe incorniciata, come risposta a chi dice che non è facile trovare un denominatore comune per “l’Occidente”.

    L’autoreferenzialità totale, l’impossibilità strutturale di uscire dalla contemplazione del proprio ombelico, il vedere se stesso riflesso in ogni specchio, direi.

    Ti lascia un senso di desolazione.

    Miguel Martinez< Ma come, quelli del tuo blog non erano commenti di “altissimo, purissimo, levissimo”:-) livello??!!
    Miguel, ti consiglio bonariamente di valutare i nostri commenti in un’ora più decente:-)

    Ciao

    Ritvan

  76. utente anonimo says:

    >secondo te, il sindaco di el paso davvero voleva disinfestare i messicani dai pidocchi? daciavalent< Nooo, ma quando mai, li voleva far fuori, il fetentone razzista e xenofobo, o come minimo voleva far venire loro un cancher qualche tempo dopo, of course. Non solo, per compiere la sua nefandezza ha usato lo stesso gas usato da Hitler, in modo tale da consentire – anni dopo – a Blondet di fare il felice:-) accostamento:amerikani=nazisti.
    Ciao

    Ritvan

    P.S. Certamente chi ha riempito di amianto treni, uffici, scuole, fabbriche e quant’altro voleva sterminare il buon popolo italico, facendolo crepare di cancro: dovremmo scovarlo e portarlo a far compagnia a Priebke.

    Anche la radio Vaticana p.es. mica è stata costruita per diffondere il Vangelo nell’etere, ma quando mai! E stata costruita dai diabolici pretacci per diffondere la leucemia nei bambini del territorio intorno alle antenne, così crepavano senza peccato e andavano direttamente in paradiso:-).

  77. utente anonimo says:

    >”abiezione, cattiveria, superficialità e ignoranza che trasudano da ogni tua azione” (quale poi? abdelqader, sicuro di conoscere ogni mia azione?) roberto< Ehm…come già detto (cfr. mio #41) il buon AbdelQader ti ha confuso con A12 e, pertanto, credeva si sparare i suoi anatemi su di lui.
    Visto che è indubbio il fatto – lo dice il Corano! – che Allah non ama chi eccede, io temo fortemente che se AbdelQader non ti chiede scusa, per questo motivo si troverà – quando verrà il suo momento e il più tardi possibile, beninteso – a convivere, sì, con le ben note 72 vergini, ma saranno tutte cloni di Rosy Bindi:-).

    Ciao

    Ritvan

  78. utente anonimo says:

    >1 – il problema di Hitler che lo spingeva verso l’imperialismo era principalmente economico, come tutti i regimi tendenti all’autarchia_ LM<
    Guarda che da quando è nato lo Stato tutti gli stati fanno le guerre per guadagnarci, mica per rimetterci. E’ lapalissiano. E non vedo perché le guerre di hitler dovevano essere “diverse”.

    >Ma nulla vieta che anche un regime totalitario possa sviluppare la propria economia, se inserito in un sistema sufficientemente produttivo di scambi commerciali con altri paesi_<
    Uno fascista sì. Uno comunista no. I nordcoreani stanno morendo di fame e non c’è nessun embargo amerikano nei confronti della Corea del Nord:-).

    >Per esempio non ci sono prove materiali che l’economia cubana sarebbe stata così dissestata senza l’embargo_ <
    Come possono esserci “prove materiali” di una cosa che non c’è?:-).

    Senti amico, se ricominci anche tu (il tema – come al solito:-) – è stato trattato qui da kompagni vari) co’ ‘sta palla del bieko embargo ameregano che avrebbe strangolato l’eccellente economia castrista, taepandole le ali, poi non ti lamentare se ti si dà del “kompagno”, con merende o senza:-).

    Cuba non ha scambi commerciali SOLO CON GLI USA, mentre può averne quanto gli pare e piace CON TUTTI GLI ALTRI PAESI DEL MONDO. E questo tu hai il coraggio di chiamarmelo “embargo”??!!

    >E forse una Cuba economicamente più sana avrebbe potuto favorire la propria democratizzazione, o al limite una maggior solidità di critica anche interna verso Castro_ <
    Ne dubito fortemente. Intanto una maggiore floridezza economica avrebbe semplicemente ingrossato la “torta” a disposizione di Fidel e non è detto che lui l’avrebbe distribuito il “surplus” equamente e non facendo avere la parte del leone ai suoi scagnozzi (esattamente come fa tuttora con la magra “torta” a disposizione). Ma, supponendo – per assurdo – che Fidel distribuisse più o meno equamente il surplus, se uno a Cuba ha la pancia piena e gli viene il prurito di criticare Fidel, in genere riflette su quel che sicuramente perderà se parla e così sta zitto.

    >In fin dei conti, il Castrismo anche dal punto di vista economico non è altro che l’immagine speculare delle dittature militari latinoamericane_

    Il primo amputa parte dello sviluppo negando la libera impresa – le seconde lo amputarono bloccando ogni possibilità di mobilità o distribuzione sociale_

    Ma il trattamento che hanno ricevuto sui palchi ufficiali è stato quasi opposto_ <
    Con la non disprezzabile differenza – come ho già detto qui ormai infinite volte – che nelle altre dittature latinoamericane nessuno ti spara alle spalle se tenti di andartene. E’ la differenza fra “schiavo” e “servo”. Chi non lo è mai stato ovviamente non la sa apprezzare questa differenza. Chi “schiavo” lo è stato, come il sottoscritto, sì.

    >2 – Perché quando si parla di Hitler è difficilissimo che vengano fuori riflessioni serie sulle condizioni sociali e di politica internazionale che hanno favorito la sua base popolare??<
    Perchè evidentemente tu hai avuto la disgrazia di porre il quesito a persone poco serie:-).

    Ormai è opinione quasi unanime degli storici seri che le onerosissime condizioni imposte ai tedeschi nel Trattato di Versailles e l’ingordigia francese furono fra le cause principali (l’altra fu la crisi finanziaria internazionale del 1929) della miseria che si abbatté sulla giovane Repubblica di Weimar, portando consenso all’ “Uomo della Provvidenza” dai baffetti & ciuffetto.

    Dopo la II GM gli Alleati (visto che comandavano gli USA:-)) non commisero poù lo stesso errore e, invece di dissanguare i vinti si ebbe il Piano Marshall.

    >3 – E perché è ancora più difficile che vengano fuori analisi dettagliate su chi l’ha davvero appoggiato in tutte le fasi del suo potere, a partire dall’élite industriale e finanziaria tedesca, fino a quelle anglo-americane, ma invece si punta sempre a ritrarlo come “il pazzo autocircondatosi di pazzi” per eccellenza??<
    Senti, caro “kompagno di merende”:-), nessuno ha negato quel che tu dici, vai in qualsiasi biblioteca pubblica e troverai montegne di volumi scritti sull’argomento.

    Tutto ciò non ha alcun legame col fatto che Hitler fosse indubbiamente un pazzoide isterico.

    >Per esempio, ricordo che il Conte Volpi di Misurata, cui è intitolata la Coppa Volpi, era “padrone” della SADE, una delle compagnie elettriche italiane precedenti all’ENEL, e fu ministro con Mussolini, nonché ovviamente fiero partecipante del Fascismo – dopo la guerra si rifugiò credo in Svizzera e tornò, “ripulito”, per fare carriera politica con la DC_ Perché quindi nessuno parla mai di questi personaggi??<
    Forse perché chi ne dovrebbe parlare, come p.es. Giorgio Bocca ed Eugenio Scalfari a quel tempo tessevano gli elogi della politica razziale fascista sui giornali di regime. E il premio Nobel Dario Fo, oggi Gran Fustigator di Bieki Kapitalisto-Imperialisti fu un repubblichino di Salò. Fra compari non ci si azzanna, ekkekkakkio!:-)

    >Così come nei paesi dell’ex blocco comunista nessuno parlerà, m’immagino, di dve sono finiti i vecchi gerarchi di partito,<
    Immagini bene, almeno per quanto riguarda l’Albania. Quasi tutti sono diventati – riciclando in regime di monopolio i soldi del partito affidati loro in ottemperanza ai dettami gorbaceviani di Katowice – dei businessmen di successo. E i figli dei più sanguinari criminali della Sigurimi (la polizia politica del regime) hanno ottenuto asilo politico negli USA, presentando documenti perfettamente “regolari”, con tanto di timbri e firme ufficiali, sui quali c’era scritto che erano stati perseguitati dal regime dei loro padri!!! E i cretini usani si son bevuto tutto, senza fiatare!

    >e qua in America Latina, di questo sono sicuro, si fa una fatica boia a indicare e responsabilizare i partecipanti attivi delle dittature_ <
    Beh, Pinochet è morto, mi pare, ancora non siete contenti?:-)

    >Il massimo che sembra siamo riusciti a fare è attribuire una strana generica colpa collettiva al popolo tedesco, o alla cultura germanica, o pangermanica, pretendendone un’espiazione culturale, che in parte è anche avvenuta_<
    Personalmente mai preteso questo. E neanche gli albanesi in genere (figuriamoci poi, a che titolo lo potrebbero fare gli italiani, dopo le “adunate oceaniche” e le leggi razziali). Personalmente ho visto luccicare gli occhi dell’Ambasciatore tedesco a Tirana in un ricevimento nel 1991 quando mi chiese cosa pensassero in Albania dei tedeschi. Io gli risposi:”Non so che ne pensano tutti. Personalmente mi ricordo un episodio raccontatomi da mio nonno. Era il 27 novembre 1944: due giorni dopo le truppe tedesche in ritirata avrebbero evacuato la città di Scutari, l’ultima città albanese ancora nelle loro mani. Mio nonno si stava recando al suo negozio, passando davanti alla sede del Comando militare tedesco. Con sua grande meraviglia vide un graduato tedesco che stava piantando dei fiori nelle aiuole davanti all’edificio. Mio nonn o si fermò, lo salutò e gli chiese (parlava un discreto tedesco):”Mi scusi, tutti noi qui in città sappiamo che vi state preparando a partire per sempre: allora perché sta piantando questi fiori?” Lui rispose imperturbabile:”Serviranno a chi verrà dopo di noi” “.

    >Ma da un punto di vista strettamente culturale il pangermanesimo, per esempio, non era poi diverso dal panfastfoodismo o dal panchipsandbaywatchand..

    ..theboldandbeautifulism_<
    Sì e anche il sindaco di El Paso col suo Zyklon B non era poi tanto diverso da Hitler:-) :-).

    Ciao

    Ritvan

  79. utente anonimo says:

    Ritvan – sì, il mio post non voleva essere niente di più che un giudizio generico e più che discutibile, in questo caso_

    E le tue obiezioni sono più che sensate_

    A parte queste due che segnalo sotto – ma perché è così difficile che tu conceda e ti rilassi, e invece è così facile che ti irrigidisca ribattendo anche giudizi più granitici e chiusi della discutibilità degli argomenti che contesti??

    >Con la non disprezzabile differenza – come ho già detto qui ormai infinite volte – che nelle altre dittature latinoamericane nessuno ti spara alle spalle se tenti di andartene.< Però nelle dittature militari ti perseguitavano e ammazzavano_ Ancora di più se criticavi e mettevi il naso fuori_
    Quindi, sinceramente, dov’è tutta quella differenza??

    Comunque posso accettare la distinzione ‘schiavo’-‘servo’, ma come sfumatura_

    >Sì e anche il sindaco di El Paso col suo Zyklon B non era poi tanto diverso da Hitler:-) :-).< Dai, questa però no, per favore Ritvan_
    Il pangermanesimo, come il panarabismo, intesi come movimenti culturali, non sono necessariamente corridoi verso la dittatura_ Come non lo è nemmeno il pantheboldandthebeautifulism_

    Infatti il pangermanesimo NON si può dire coincida con il Nazismo_

    Però sono tutti movimenti ideologizzanti e tendenti all’autolegittimazione e alla totalitarizzazione culturale – e in questo si assomigliano molto_

    Non ti pare?

    L.M.

  80. utente anonimo says:

    Caro LM, quella sul pangermanesimo era chiaramente una battuta(ccia), come si vede dalle faccine. E’ chiaro che il pangermanesimo (come il panarabismo, da te citato, o il panslavismo – che a me sta sulleb al, per ragioni storiche – ecc.) non è equiparabile al nazismo. E io mica ho detto che lo sia, anche se dal pangermanismo la dottrina nazista ha attinto a piene mani.

    L’altra, sulla differenza FONDAMENTALE che io trovo fra totalitarismi di destra e di sinistra, non è una battuta. E’ la verità. E la distinzione fonda le radici non in arzigogolate disquisizioni metafilosofeggianti, bensì nell’etologia. Che è quella scienza che studia il comportamento degli animali, di cui noi siamo solo la versione più evoluta, ma che in fondo conserviamo – come psicologi, psicanalisti e psichiatri di tutte le scuole non si stancano di ripetere – tutti gli istinti primordiali animaleschi sotto la nostra coltre filosofeggiante-ideologizzante.

    Per farla breve, anche gli etologi concordano con Miguel:-) nel dividere gli animali della stessa specie (o di specie differenti, purché una non serva da cibo all’altra) in DOMINANTI e DOMINATI.

    In natura, quando un animale dominato si trova di fronte ad un animale dominante, ha 3 possibilità:

    a) combattere

    b) sottomettersi

    c) fuggire

    A volte il dominato sceglie la b) o la c) dopo aver combattuto e perso, altre volte sceglie lo stesso una delle due senza combattere.

    Nella società totalitaria, la scelta a) dell’individuo “dominato” di fronte al regime “dominante” è – a differenza di quanto avviene nel mondo animale – assai azzardata. Infatti, nei combattimenti animali la morte dei combattenti è un fatto assai raro: nella stragrande maggioranza dei casi il perdente ne esce un po’ malcincui, ma niente di più. Nella società totalitaria, invece, chi sceglie di combattere spesso finisce stecchito. Allora rimangono sostanzialmente al povero “dominato” solo due vie istintive da scegliere: sottomissione o fuga.

    Il totalitarismo rosso (almeno quello che abbiamo conosciuto finora) ti proibisce anche la fuga, pena la morte. Ti resta UNA SOLA SCELTA. Che è “scelta” per modo di dire, visto che è unica: sottometterti e diventare “schiavo” del regime, senza possibilità di sottrarti a tale destino obbligato.

    Ni totalitarismi neri, invece, la via di fuga rimane quasi sempre aperta, pertanto, se resti, sei solo un “servo”, ovvero hai sempre un’altra scelta: andartene.

    Ecco, supponendo parità di schifezza nel destino di “sottomesso” fra un regime che sostanzialmente ti dà UNA sola possibilità (ossia sottometterti) e uno che te ne dà DUE, ovvero anche fuggire, l’animale che è in me sceglierebbe di corsa il secondo. Il filosofo rossastro che è in te, liberissimo di scegliere il primo:-).

    Ciao

    Ritvan

  81. utente anonimo says:

    Caro Ritvan – non te lo avrei mai voluto dire, anche solo per ripicca, ma mi ha davvero quasi convinto, su quella comparazione etologica_

    Da bambino volevo fare l’etologo, ed esattamente studiare i punti di contatto e le differenze incolmabili fra comportamento umano e animale – per fortuna ci ho rinunciato, sai che palle_

    In realtà ho voluto fare anche il tassista, il ballerino classico, poi per fortuna è arrivato il mondo reale a soffiare via quelle briciole_

    Oggi come oggi, sulla sovrapposizione fra comportamento umano e animale avrei da discettare per 3 o 4 secoli buoni_

    Io comunque forse forse, in entrambe le situazioni sarei potuto anche arrivare a farmi saltare in aria dentro un posto di polizia – o forse lo dico solo perché attraverso un periodo “critico”_ Boh_

    L.M. – può darsi rossastro, se proprio vuoi darmi una mano di pittura, ma non da infammazione_

  82. utente anonimo says:

    >Caro Ritvan – non te lo avrei mai voluto dire, anche solo per ripicca, ma mi ha davvero quasi convinto, su quella comparazione etologica_ LM<
    Non lo metto in dubbio. Quello è uno dei miei “pezzi forti” – biekamente aiutato in questo dalla mia cultura professionale – e tu sei una persona intelligente.

    >Da bambino volevo fare l’etologo, ed esattamente studiare i punti di contatto e le differenze incolmabili fra comportamento umano e animale<
    Mah, a ben vedere tanto grandi ‘ste differenze poi non sono. Noi siamo solo più avidi e non ci accontentiamo solo di mangiare a sazietà, trombare e allevare la prole. Mogliamo di più, sempre di più, molto di più. Questo a volte è un bene, ma a volte diventa un male….Specie se si possiede altro che un paio di corna (vere, non metaforiche:-) ) o di zanne, come mezzo per ottenerlo.

    >- per fortuna ci ho rinunciato, sai che palle_<
    Lo dici adesso, ma se avessi proseguito ci avresti adesso inondato di appassionati e altrettanto logorroici papiri sulle abitudini sessuali del gurzo della foresta tropicale del Borneo Meridionale:-).

    >Oggi come oggi, sulla sovrapposizione fra comportamento umano e animale avrei da discettare per 3 o 4 secoli buoni_ <
    Noooo, per pietà!:-)

    >Io comunque forse forse, in entrambe le situazioni sarei potuto anche arrivare a farmi saltare in aria dentro un posto di polizia – o forse lo dico solo perché attraverso un periodo “critico”_ Boh_<
    Nel caso di una dittatura comunista te lo avrei vivamente sconsigliato, a meno che tu non fossi stato allevato in un orfanotrofio. In caso contrario, te ne saresti andato nell’aldilà (o nel nulla, a seconda) portandoti appresso la certezza matematica che i tuo anziani genitori sarebbeo morti di stenti di lì a pochi giorni in un orribile lager e le tue giovani e belle sorelle sarebbero state date in pasto sessuale ai carnefici del Sigurimi. Solo tua moglie si sarebbe forse salvata dichiarando pubblicamente di non averti mai amato, di averti tradito tutte le volte che aveva potuto e che i figli in realtà non erano figli tuoi ma dell’idraulico e del panettiere, impegnandosi inoltre ad allevarli con l’aiuto del Partito come leali cittadini della Patria Socialista, nel totale disprezzo del Nemico del Popolo prezzolato dagli imperialisto-revisionisti che aveva osato compiere una sì orrenda strage di bravi poliziotti Difensori del Popolo. *

    >L.M. – può darsi rossastro, se proprio vuoi darmi una mano di pittura, ma non da infammazione_<
    No, solo ideologicamente parlando. Ma – devo riconoscerlo – non di quelli che portano il cervello all’ammasso del Partito.

    Ciao

    Ritvan

    * La tua candida idea di farti esplodere in una stazione di polizia di un regime comunista è l’ennesima dimostrazione di come spesso parliamo senza conoscere bene ciò di cui parliamo. L’idea era irrealizzabile, a meno che tu non fossi un magazziniere di miniera o di deposito di munizioni dell’esercito – unici luoghi in cui ci si poteva procurare della dinamite – e, credimi, il regime sceglieva accuratamente per quei posti di lavoro gente ultrafidata che si sarebbe piuttosto fatta esplodere senza pensarci due volte davanti alla Casa Bianca o al Cremlino:-).

  83. utente anonimo says:

    Ritvan

    mi vuoi sposare?

    Francesco

    PS per la moglie: schezavo! (nun zi za mai con le tonne)

  84. utente anonimo says:

    x Francesco (# 83)

    Non sarebbe una cattiva idea: peccato che siamo entrambi etero (e in più tu pure cattolico:-) ).

    Come pare dicesse Prezzolini: “Più conosco le donne e più invidio gli omosessuali”.

    Ciao

    Ritvan ‘O Misogino

  85. utente anonimo says:

    Coraggio Messicano ;-)

    by

    Ritvanarium

  86. utente anonimo says:

    Great Khali : 2,21 mt

    Rey Mysterio: 1,68 mt

    by

    Ritvanarium

  87. utente anonimo says:

    Lo stramitico “Don Camillo Messicano” ;-) che per avere i soldi per aiutare i bambini di un orfanotrofio mise la propria prestanza fisica fuori dal comune al servizio dello spettacolo della Lucha Libre

    Possa l’ Unico Dio averlo in Gloria !!!

    CLICAR TODOS AQUI ‘ ;-)

    By Ritvanarium

  88. utente anonimo says:

    Onore a Don Sergio Guitierrez, detto “Fray Tormenta”

    Per la gioia dei bambini addirittura serviva la messa in maschera !

    by

    Ritvanarium

  89. utente anonimo says:

  90. utente anonimo says:
  91. utente anonimo says:

    Capito mi hai, Ritty

    tuo Francesco

  92. utente anonimo says:

    x Ritvan 84

    il tuo commento presenta gli estremi della discriminazione su base di orientamento sessuale e religioso, minimo ti meriti dieci anni di campo di rieducazione!

    Francesco

  93. ZanShin says:

    L’ ho sempre detto io che la lucha libre aveva una profondità culturale e spirituale nonché un senso dell’ onore impensabili nel wrestling statunitense … La segnalazione di Ritvanarium su Don Sergio Guitierrez, detto “Fray Tormenta” è fenomenale !

    Un sentitissimo “muchas gracias”

    ;-) !

  94. ZanShin says:

    C’ è anche un’ intervista su Youtube

    C L I C K

  95. utente anonimo says:

    Onore a Fray Tormenta, che ha reso tanti bambini degli uomini migliori — Cristero Honoris Causa !

    By

    RITVANARIUM

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