Messico tra Conquista e Cristeros (VIII)

Alla prima parte

 

Non tutti, su questo pianeta, ritengono che il mondo sia nato con la Seconda guerra mondiale.

Altri hanno altre storie.

I turchi, ad esempio, hanno le vicende legate alla personalità di Kemal Atatürk.

I messicani hanno qualcosa che si chiama la Revolución, un termine che si riferisce correttamente solo al periodo 1910-1920, ma che nell’immaginario messicano è il culmine di un movimento che inizia nel lontano 1808, e termina più verso il 1930 che verso il 1920.

Fanno centovent’anni di rivoluzione, che non è poco.

Vedo ancora le sgranate figure a colori nei libri di scuola, che ritraevano gli Eroi della Revolución in pose drammatiche, mentre fissano con sguardo severo il cielo, seguiti da masse anonime di indios armati.

La mia tata, Concepción detta Concha, si ricordava la Revolución per diretta esperienza.

Io ero molto piccolo e lei aveva già più di mezzo secolo.

Ricordarla fa bruciare la ferita della distanza di razza e di classe (basta essere piccolo ceto medio per appartenere a un altro mondo): non so se Concha abbia mai avuto figli, o se vi avesse dovuto rinunciare per sempre per essere la madre-non-madre dei bianchi.

Non so nemmeno quando o dove sia morta.

E nessuno ha raccolto le innumerevoli storie che avrebbe avuto da raccontare. Sarà stata bella come Luz Marina Bautista?

Nata in un anno che non sapeva nemmeno lei, verso l’inizio del Novecento, in un villaggio dello stato di Oaxaca, analfabeta, carica dell’improbabile e misterioso cognome di Franklin, mi raccontava di come vedeva arrivare gli uomini di Carranza, di Huerta, di Pancho Villa.

Ogni volta, i vincitori di turno apparivano a cavallo, si fermavano e regalavano denaro ai contadini. Solo che quel denaro non valeva, ovviamente, nulla, fuori dalla cerchia della fazione che per qualche giorno predominava.

Mi raccontò anche di una festa in un’hacienda in cui ai commensali fu distribuita carne che si seppe dopo essere umana.

La Revolución, intesa nel senso ampio del secolo e passa di sconvolgimenti che hanno colpito il Messico, viene presentata come un racconto molto chiaro.

C’erano le grandi civiltà precolombiane.

Sono arrivati gli spagnoli, che hanno schiacciato i messicani, coadiuvati dal clero.

Una fila solidale di grandi uomini – Hidalgo, Morelos, Juárez, Madero, Carranza, Villa, Zapata e altri – ispirati da ideali che potremmo definire vicini a quelli della rivoluzione francese, hanno liberato dalle loro catene i mestizos, sconfitto le trame della reazione, portato la ragione dove regnava l’ignoranza, distribuito la ricchezza e fatto del Messico una grande nazione.

Gli Eroi hanno creato uno Stato Giardiniere, laico e sociale, votato in maniera intransigente alla giustizia, al federalismo e all’educazione.

E’ un mito solido come le innumerevoli statue del paese, su cui si insediano i piccioni.

Certo, oggi cade a pezzi, come tutti i miti illuministi, perché non ci può essere Stato Giardiniere in tempi così liquidi, in cui il capitale corrode tutto.

Però questo mito ci metterà ancora anni a morire.

Permette di inquadrare ogni evento in un comodo schema, dove la luce della rivoluzione si scontra con le tenebre dell’oscurantismo, di solito con gran dispendio di vite umane.

Non è un brutto mito: la sua retorica parla del diritto del contadino alla terra e dei lavoratori alla salute e all’istruzione.

E’ che ti guardi attorno, prima nel presente.

E vedi che il prodotto ultimo della Revolución è una società a capitalismo feroce, nervoso e assediato: ville che farebbero morire d’invidia Berlusconi, guardie armate, ospedali pubblici che sono cimiteri e cliniche private bellissime. E innumerevoli milioni di persone che si svegliano la mattina e cercano di trovare con l’astuzia la maniera di assicurarsi il pasto giornaliero.

Vedi che dopo un secolo di retorica sull’Educazione e sul Campesino, chiamano istruttori da Cuba per alfabetizzare le campagne; campagne da cui chi può fugge verso la metropoli o verso l’estero.

Poi guardi nel passato.

E scopri che la lunga fila di eroi solidali hanno passato gran parte del loro tempo a farsi la guerra a vicenda, o più sbrigativamente ad assassinarsi.

Che i migliori sono morti come Hidalgo, la testa esposta in una gabbia; e i peggiori sono fuggiti con la cassa.

E per quanto riguarda le loro idee e le loro motivazioni, non è mai esistito quel percorso giacobino e progressista che si è voluto attribuire loro: se i peggiori erano motivati dalla semplice sete di rapina, i migliori si rifacevano a idee e visioni molto diverse da quelle dei liberaldemocratici d’Occidente.

(continua)

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62 Responses to Messico tra Conquista e Cristeros (VIII)

  1. utente anonimo says:

    Non ho capito se intendi che il cognome Franklin sia misterioso in senso assoluto o in senso stretto (cioè come cognome della tua balia che, essendo messicana, ci si aspetta abbia un cognome spagnolo).

    Bellissimo l’aneddoto sul pranzo a base di carne umana.

    Stradivari

  2. utente anonimo says:

    bello il ricordo di Concha che hai tratto dall’oblio…..

    maria

  3. utente anonimo says:

    Una cosa che ho scoperto studiando economia.

    Anche per gli Stati Uniti la storia non è cominciata con la seconda guerra mondiale.

    Nonostante l’importanza della narrazione in cui loro sono il Baluardo della democrazia contro il nazismo e il comunismo, la loro storia non conosce cesure. La seconda spedizione in Europa è solo il completare il lavoro iniziato con la prima.

    Forse la cesura pìù condivisa è quella della Grande Depressione-New Deal, pur con giudizi diversi.

    Francesco

  4. utente anonimo says:

    Bello il capitolo 8 – il ricordo della tata, qua la chiamano “nana”, l’episodio della carne umana, dello strano valore relativo del denaro, e un bel po’ di altri aspetti_

    Un appunto sintetico sui cognomi “strani”, qui dicono “raros” – oppure dicono “de cuico” che vuol dire “da figlio di papà”,”da alto borghese pezzo di mer..”_

    Tenendo però presente che il Cile ha una storia di immigrazione europea massiccia abbastanza particolare, direi unica in tutta America Latina_

    Io conosco almeno 2 motivi per cui una persona ha un cognome che al cittadino medio suona “raro”_

    Primo motivo possibile_

    La madre di mia suocera, la abuela Lucy, ha 10 figli_ Di cognome fa Carvajal, e suo marito, el tata Zorro (volpe), fa Plaza_ Mia suocera è uno dei 2 figli di sua madre avuti fuori dal matrimonio, ma riconosciuti dal rispettivo padre che però, appena dato il cognome, ovviamente è scomparso_ Infatti mia suocera di cognome fa Rivera Carvajal – e ha vissuto sempre con sua nonna, anche se i fratelli hanno un ottimo rapporto con lei e il tata Zorro la accetta come parte della famiglia_ Suo fratello Carlos, l’altro “illegittimo”, fa Becerra Carvajal_ Tutti gli altri ovviamente Plaza Carvajal_

    Poi mia suocera ai suoi 22 anni circa – non dice l’età vera a nessuno – è rimasta incinta di un tedesco che passava di qua_ Poteva essere un turista, un tecnico di qualche ditta europea in missione di 6 mesi, o un figlio di papi di una famiglia tedesca dei quartieri alti, non si sa_ Infatti la mia prima cognata, che ha un anno meno di me, di sognome fa Klenner Rivera – mentre tutti gli altri 5 figli di mia suocera e mio suocero fanno Silva Rivera_

    Per raccontarvi la storia di che tipo era mio suocero e della famiglia che ha messo su ci vorrebbero 12 volumi enciclopedici, quindi ve la siete risparmiata_

    La mia prima cognata, a sua volta, ha avuto la prima figlia a 16 anni, con un marito alcolizzato e di famiglia benestante che l’ha picchiata fino ancora ad oggi che sono separati, agendo aggressivamente anche con i figli, 3 in totale – la seconda cognata ha avuto il suo unico figlio a 15 da un coetaneo che, come da copione, dopo avergli dato il cognome è scomparso_

    Fra parentesi, le uniche attività che crescono produttivamente e funzionano sempre anche nei quartieri più problematici sono: la panetteria-pasticceria-locale che ti vende sandwich, empanadas, patatine fritte e birra a prezzi economici – o la botillería, ovvero il negozio che vende qualsiasi merce imbottigliata, succhi, bibite, ma soprattutto tanta tanta birra, tanto vino in tetrapack e alcolici di origine improbabile_ Las botillerías sono di gran lunga i locali più attaccati a scopo di rapina_ Voi direte, che ci vuole a metterne su una?? È che le licenze di vendita alcolici sono municipali, in tutta la metropoli di Santiago ci sono più di 20 “comunas”, e sono a numero chiuso: ne daranno 5 all’anno su centinaia di richieste in attesa_ Oppure la puoi comprare da uno che venda la propria attività, ma poca gente vende perché si guadagna parecchio, e i prezzi sono abbastanza fuori mercato_

    Il bastardo marito di mia cognata è di famiglia benestante perché da generazioni gestiscono una delle più grandi botillerías del loro quartiere_ Sto pensando seriamente di pagare un 5 o 6 disperati e dargli una lezioncina in puro stile palermitano – tanto per fargli capire con chi ha a che fare_ Magari dargli fuoco alle parti basse e avvisarlo “all’italiana” che da oggi in poi ogni volta che si comporta male gli asportiamo gentilmente un dito_

    [ CONTINUA .. ]

  5. utente anonimo says:

    [ .. SEGUE ]

    Secondo motivo possibile_

    Vi rimando a 2 miei posts (32 e 33) nel capitolo 6 di questa bella serie_

    Ma vi lascio una piccola indicazione statistica_

    Il Condottiero dell’indipendenza cilena (ufficialmente 1810):

    Generale Bernardo O’Higgins, “El Libertador” – figlio illegittimo di un irlandese al servizio della corte di Spagna – e chiamato sempre spregiativamente dai suoi nemici politici “huacho”, ovvero “bastardino”_

    Il più importante conduttore, autore, produttore di TV è Don Francisco, alias Mario Kreutzberger – ha perfino una stella con le sue impronte ad Hollywood perché è uno dei maggiori promotori della TV di lingua spagnola negli USA – vive a Miami_

    La sola Miss Universo cilena è Cecilia Bolocco, poi andata in sposa nientemeno che a Carlos Menem, dal quale ha un figlio di 3 anni, Máximo (ebbene sì, sono il principe del gossip..)_

    Il giudice a capo della Commissione sugli Abusi ai Diritti Umani del Regime Pinochet si chiama Raúl Rettig_

    Tre nomi di famosissimi registi cinematografici cileni:

    Alejandro Jodorowski

    Andrés Woods

    Boris Quercia

    Gli ultimi 8 presidenti del Cile:

    Jorge Alessandri (figlio di Arturo Alessandri, presidente degli anni ’20)

    Eduardo Frei Montalva (morto in esilio a Washigton durante il regime Pinochet, con forti sospetti di assassinio – naturalmente ancora non si sa la verità, perché quando per qualcuno è importante nascondere, ci mancherebbe altro che sfoderiamo tutta la nostra brillante retorica antiterrorista)

    Salvador Allende

    Augusto Pinochet (ironicamente l’unico con la faccia da indio – e una buffissima voce da castrato, o da zitella)

    Patricio Aylwin (famoso per avere un sorriso paralitico eterno sulla faccia)

    Eduardo Frei Ruiz-Tagle (figlio di Eduardo Frei Montalva)

    Ricardo Lagos

    Michelle Bachelet (detta amorevolmente e popolarmente “la gordi” (cicciotta), o “la michelle”, i cileni lo pronunciano “miccièl” )

    Leonardo Migliarini

  6. utente anonimo says:

    C’è molta diferenza tra lo spagnolo che si parla in Spagna (parlo del castigliano, non del catalano) e quello che si parla in America Latina?

    E c’è molta differenza tra lo spagnolo che si parla in una nazione o l’altra dell’America ispanofona (Cile, Argentina, Messico, etc.)?

    Nei paesi dove si parla spagnolo, esistono i dialetti? Ad esempio, a Madrid esiste un dialetto differente da quello di Salamanca? Oppure, a Buenos Aires c’è un dialetto diverso da quello di Mar del Plata?

    Ovviamente non sto chiedendo se ognuno parli il suo dialetto e non esista uno spagnolo omogeneo per tutta la Spagna o l’Argentina. In Italia l’italiano c’è, ma di fianco ad esso ci sono anche i dialetti e il retrogusto di cui informano l’italiano. Quello che chiedo è se sia così anche nei paesi ispanofoni.

    La differenza che divide lo spagnolo che si parla in Spagna e quello che si parla in America Latina, e quello del paese X e di quello Y dell’America Latina, è più grande o più piccola di quella che intercorre tra UK English e US English?

    Stradivari (curioso)

  7. falecius says:

    Allora: in Spagna esistono ovviamente vari dialetti regionali, meno diversi tra loro che quelli italiani, però. Tanto che ad esempio puoi trovare una versione di Wikipedia in dialetto asturiano. Altri dialetti come il leonese, il navarro e l’aragonese hanno una qualche tradizione scritta.

    Lo standard era il dialetto della Castiglia del nord, non so se adesso sia diventato quello di Madrid. E naturalmente, a differenza dell’Italia, la Spagna è un paese plurilingue nel vero senso della parola: anche il catalano ed il basco (del gallego non so nulla) hanno dialetti diversi al loro interno (ad esempio nelle Baleari si parla un catalano diverso da Barcellona).

    Inoltre in Spagna esistono minoranze linguistiche provenzali (aranese) e portoghesi (che parlano un dialetto portoghese diverso da quello del Portogallo). Ed arabofone a Ceuta e Melilla.

    Credo che nel complesso la differenza tra i diversi spagnoli (castgliani) delle Americhe e il “peninsular” sia a livello di British/US English, grosso modo. Forse un po’ di più. Va notato che la parlata delle Canarie per alcuni aspetti è più simile alle varianti americane che a quelle della penisola iberica.

    Non so quanto siano diversi tra loro ad esempio messicano ed argentino. Però so che conoscendo solo il castigliano di Spagna, io l’argentino fatico un po’ a capirlo.

  8. utente anonimo says:

    Boh!

    Per me risultava più semplice capire un ragazzo boliviano che conoscevo negli USA, e vari altri ispanofoni in cui non è difficile imbattersi là, rispetto agli spagnoli di Spagna.

    Credo che la pronuncia latinoamericana, e probabilmente il lessico (ma non ci giurerei) abbia qualche tratto arcaizzante.

    Comunque, Dio benedica la diffusione dello spagnolo negli USA!

    Una vera mano santa per quegli italiani, come me, non sempre a loro agio nella comprensione dell’american english (per dirla eufemisticamente).

    Paolo

  9. falecius says:

    Sì, lo spagnolo d’America è arcaizzante.

  10. utente anonimo says:

    Però ho anche sentito venezuelani, per quanto residenti alle Canarie, dire cose come “està full” o “en el closet“.

    Erika che non ha mai studiato lo spagnolo, capisce abbastanza i peninsulares però quel poco che parla è circa herreño (bruttino anziché no)

    (sì, vado a studiare…)

  11. falecius says:

    Sì, anche io.

  12. utente anonimo says:

    Io a parte il cileno e lo spagnolo turistico, capisco abbastanza bene l’argentino e il peruviano_

    In America Latina, a parte variazioni lessicali dovute a “slangs” locali e a commistioni con le lingue indigene – per esempio in Perù hanno alcune parole di origine quechue, in Cile di origine da lingue del sud – una grandissima differenza è anche nelle cadenze_ Per esempio come sentire un italiano corretto parlato da un torinese o da un siciliano_

    Io mi inca…avo i primi 2 anni perché non riuscivo mai a capire da dove venisse uno straniero per la cadenza_ Mentre mia moglie lo capiva subito_

    Ora finalmente ho imparato_

    Il cileno è di gran lunga il dialetto latinoamericano più “strano”, particolare, sguaiato e se vogliamo proprio brutto_ I più belli secondo me sono il peruviano e il colombiano, ma anche il messicano, che è una specie di standard perché diffusissimo dalla Tv e dal cine_

    Le cadenze caraibiche sono le più difficili da capire – io ci ho messo 1 anno a capire le parole delle canzoni di Silvio Rodrigueze ancora mi costa un po’ capire i cubani quando parlano veloce_

    Comunque non credo che le varianti dello spagnolo nel mondo abbiano vere differenze o uscite dalla strttura linguistico-semantica – mentre fra un friulano, un sardo e un catanese le diferenze arivano anche a questo livello_

    Leonardo M.

  13. falecius says:

    Infatti friulano e sardo non sono dialetti ma vere e proprie lingue, appartenenti a ceppi diversi della famiglia neolatina.

  14. rezarez says:

    Un saluto a tutti quelli di ieri.

  15. Ritvanarium says:

    SEMPLICI NOTE LINGUISTICHE

    –Infatti friulano e sardo non sono dialetti ma vere e proprie lingue, —

    ** Distinzione assai problematica, tutt’altro che scontata, di tipo sociolinguistico che alla fine tutto ha di sociologico e nulla di linguistico°°

    appartenenti a ceppi diversi della famiglia neolatina.

    °° Falso. Assolutamente falso. Anzi: il Sardo è, assieme al Romeno, talmente neolatino da essere più simile al Latino Classico che a qualunque Latino “Vulgare”.

    Il Friulano non è assolutamente una Lingua Slava, sono nativo dialettofono dell’ Emilia e a volte capisco il Friulano meglio del Ferrarese °°°

  16. Santaruina says:

    Sempre più interessanti questi appunti di Miguel.

    Per quanto riguarda la questione “linguistica”a conferma di quanto detto da ritvanarium sul sardo, un piccolo frammento di una preghiera della Sardegna meridionale:

    nos sistentas cum gratia indefectibile, nos refrenas cum pena, et cum dolore

    E’ davvero sardo, ed è difficile immaginarsi qualcosa più simile al latino.

    Blessed be

  17. utente anonimo says:

    comunque in America Latina – in Spagna non so – la materia che studiano si chiama “castellano” e i ragazzi la chiamano “castellano” – dicono “tengo tarea de castellano”_

    L.M.

  18. utente anonimo says:

    E comunque in questi casi ha un’importanza cruciale anche il medium_

    Io per quel poco che capisco, capisco molto meglio uno yankee, e meglio uno yankee californiano che di NY, che un inglese_ Per via dei film_ Per capire un po’ meglio gli inglesi ho cominciato ad ascoltare la BBC on line_

    Qua in Cile le teleseries, cioè delle specie di teleromanzi, ma molto molto migliori delle tipiche telenovelas venezuelane o brasiliane, parlano in cileno puro – la TV in genere parla un cileno edulcorato, standardizzato, quello che ti pretendono sul lavoro per intendersi – e i film non arrivano mai dopiati da spagnoli, ma, credo, da équipes di doppiatori che pronunciano e parlano un “ispanico latinoamericano standard”_

    La letteratura invece, salvo casi rarissimi, è sempre stata storicamente in castellano_

    Qua ci sono anche un paio di giornali che parlano cileno stretto – uno è “La cuarta” – gossip mezzo erotomane, diretto al mercato dei vecchietti un po’ arrapati e pettegoli, o agli operai, o alle cantine, etc..

    link

    http://www.lacuarta.cl

    tanto per farvi un’idea della lingua, chi conosce lo spagnolo

    l’altro è il mitico “The clinic”,

    una specie di “Vernacoliere” o “Cuore” o “Il male” cileno – assolutamente fantastico, di livello top_

    link

    http://www.theclinic.cl

    sempre per farvi un’idea del linguaggio_

    L.M.

  19. utente anonimo says:

    Per Stradivari.

    Premesso che non penso di riuscire a mettere in fila due frasi in spagnolo senza infarcirle di comicissimi errori, posso pero’ dire sulla scorta di conversazioni con molti nostri amici -di me e di mia moglie (lei si’ fluente in spagnolo)- qui a Tucson (Messicani per lo piu’, ma anche panamesi,cubani, peruviani, colombiani, cileni) che:

    C’è molta diferenza tra lo spagnolo che si parla in Spagna (parlo del castigliano, non del catalano) e quello che si parla in America Latina?

    Grammaticalmente non lo so, come pronuncia uno spagnolo non lo puoi non identificare.Cosi’ come ti accorgerai che la pronuncia di un cubano e’ diversa da quella di un messicano.

    E c’è molta differenza tra lo spagnolo che si parla in una nazione o l’altra dell’America ispanofona (Cile, Argentina, Messico, etc.)?

    Certamente ognuno ha i suoi modi di dire, di intercalare, e le sue stesse parole che possono assumere significati diversi.

    Poi arriviamo qui sul confine (ma ormai un po’ in tutti gli USA) allo Spanglish che, probabilmente non e’ piu’ neppure spagnolo (“Rentar el carro” per “affittare la macchina”). O anche “te voi a llamar patras” come translitterazione di “I’ll call you back” ecc.

    Andrea

  20. utente anonimo says:

    “appartenenti a ceppi diversi della famiglia neolatina.

    °° Falso. Assolutamente falso. Anzi: il Sardo è, assieme al Romeno, talmente neolatino da essere più simile al Latino Classico che a qualunque Latino “Vulgare”.

    Ritvanarium”

    Davide credo che tu abbia equivocato le parole di Falecius:

    non credo proprio che volesse dire che sardo e friulano non appartengono al gruppo neolatino;

    ma probabilmente che, all’interno di questo gruppo, appartengono a un ceppo diverso rispetto al toscano (o anche ai dialetti emiliani, visto che li citi).

    Ciao!

    Paolo

  21. utente anonimo says:

    In ogni caso io trovo abbastanza difficile imparare “bene” lo spagnolo, sia ortograficamente che linguisticamente_

    Più del Francese o di quel poco che so di Inglese_

    È come se, partendo dall’italiano, la mente non riuscisse a distinguerli nettamente e non potesse creare un “metodo”, una “stanza di apprendimento”, separati, finendo spesso con mescolare i due e italianizzarlo_

    Errore tipico mio: usare “sal” al maschile – per esempio_

    L.M.

  22. utente anonimo says:

    Partendo dallo spagnolo, credo che il problema nell’apprendere l’italiano sia più o meno lo stesso: da un lato è difficile separare nettamente i due “sistemi”, nella mente di chi li usa;

    dall’altro, visto che la comprensione risulta semplice, ci vuole un motivo pressante (lavoro, università, fissazione personale) per mettersi ad mparare l’altra lingua come si deve e non accontentarsi di essere capiti.

    C’è per esempio la madre andalusa di una mia amica che sta in Italia da più di trent’anni e ancora parla l’italiano malissimo, cioè, parla un suo personale miscuglio ispano-italiano che suona spagnolo per noi e italiano per i suoi parenti di là.

    Al contrario sua figlia ha sposato un ragazzo olandese che in un annetto di studio intenso e full-immersion (si è trasferito qua e lavora qua) ha imparato l’italiano perfettamente.

    Paolo

  23. utente anonimo says:

    hai ragione Paolo

    mio babbo aveva un amico palestinese che si chiamava Samir e studiava geologia da noi – parlava uno dei migliori italiani che abbia ascoltato_

    L.M.

  24. utente anonimo says:

    OK – per lasciarvi una osmosi di sogni meravigliosi, e con la clemenza dell’editore – qualche bellezza latinoamericana assoluta_

    L.M.

  25. utente anonimo says:

    il Grande Padre Aconcagua

  26. utente anonimo says:

  27. utente anonimo says:

    Il Dio Popocatepetl

  28. utente anonimo says:

    il Misti

  29. utente anonimo says:

    lo Huascarán

  30. utente anonimo says:

    le foto sono venute una schifezza

    mi scuso

    l’Aconcagua non è nemmeno venuto, peccato, era bellissimo_

    meglio vada a nanna_

    L.M.

  31. utente anonimo says:

    per chi lo voglia vedere

    il Link era questo

    http://es.wikipedia.org/wiki/Imagen:Aconcagua_from_base.jpg

  32. falecius says:

    Per RItvanarium 15. Non hai capito. Ho scritto ceppi DELLA famiglia neolatina. Che significa appartenenti ALLA famiglia neolatina, entro la quale esistono diversi sottogruppi. Friulano, sardo ed italiano appartengono a sottogruppi diversi (mentre ad esempio non il siciliano e l’italiano).

    E’ un po’ oltraggioso per l’intellligenza dei lettori di questo blog pensare che potessero credere che il friulano sia una lingua slava. :)

  33. utente anonimo says:

    grazie a lorenzo per le bellissime foto.

    per stradivari,

    sui vari “spagnoli” posso aggiungere che a livello di interpreti nelle istituzioni europee (che lavorano solo nella loro lingua madre), un sudamericano ha mille difficoltà in più a farsi assumere, perchè gli spagnoli considerano un accento sudamericano come “inaccettabile”

    roberto

  34. utente anonimo says:

    Kel

    visto che sei mezzo usano, ci racconti di prima mano le elezioni usane del 1952?

    mi sa che sono un pezzo di mondo non esattamente nato durante la seconda guerra mondiale ma interessante, la prima vittoria repubblicana dopo il … 1932 credo. Utile anche a rivalutare l’istituto delle elezioni, che mi pare in ribasso tra i pensatori di questo blog.

    Sai, quelle cose che uno ha sempre dato per scontate, poi ripensa che per lui i democratici sono il partito di Carter e i repubblicani quello di Reagan, ma il mondo non è nato negli 1976 … anche se io sono del 1968.

    Ciao

    Francesco

  35. utente anonimo says:

    per commento #10

    Lo spagnolo parlato in venezuela ha svariate infuenze inglesi derivanti dai rapporti con gli stati uniti (specialmente miami), alcune locuzioni sono prese in prestito (il FULL da te citato o il brother per dire amigo) alcuni sostantivi sono proprio sostituiti :

    pizo = apartamiento

    coche = carro

    mobil = cellular

    saluti

    sandro

  36. Ritvanarium says:

    http://www.classebm.com.pt/pagebase.asp?s=51&id_000Padre=51

    …Scusate, come si hyperlinka nei commenti ?

    Ad ogni modo, al link, i ceppi dei “Dialetti” Italiani …

    —La scelta del Portoghese NON è casuale:

    in termini sempre di “Spannometria Linguistica” ;-) è interessante come il Portoghese sia molto facile per noi Italici ;-) da capire “allo scritto”, addirittura anche più dello Spagnolo, ma “all’ orale”, specie nella versione del Portogallo ancor più che Brasilera, è davvero arduo !!! … I fonemi sono come “distorti” …

    A chi ne sa qualcosa di più l’ Onore e l’ Onore di proseguire ___

  37. Ritvanarium says:

    Errata Corrige:

    l’ Onore e l’ Onere

  38. Ritvanarium says:

    Notare le cosiddette “Isole Linguistiche” Gallo-Italiche autoctone (+ o -) in Meridione …

  39. utente anonimo says:

    Un piccolo fuori programma causato dalle allegre – allergiche – stupidaggini dei blog dessinistra sull’argomento.

    Il fenomeno mediatico di paris hilton sarebbe interessante da studiare, e certamente il battage della sua incarcerazione rientra in questa condizione più generale d’una vita sotto i riflettori. Stupidi sinistri ironizzano (e prendono parte per la bestia, gli stupidi) sulla situazione della ricca e oca ereditiera finita in galera. A me altro viene in mente.

    In un paese con oltre due milioni di carcerati invece di ridurre all’essenziale la prigione si sbatte facilmente dentro senza nessuna necessità di farlo.

    Neppure la venerazione del denaro che una tantum aveva fatto usare allo sceriffo un po’ di comprendonio nel decidere è bastato alla stolidità del meccanismo statale. Eppure qui si poteva utilmente applicare la tanto decantata disuguaglianza. Sei più ricca? Paghi di più (anche molto di più) la conversione in soldi di quaranta inutili giorni da scontare in prigione. Troppo poco stupido e feroce. Invece hanno inscenato una squallida commedia con gente vera del tipo anche i ricchi piangono. E i sinistri rimbecilliti a battere le mani.

    Io la morale che ne ho tratto è che il leviatano è stolidamente feroce anche quando non ha alcuna necessità di esserlo. Ne terremo conto.p

  40. utente anonimo says:

    scusa p.

    premesso che sulla questione non ho opinioni perché mi sembra davvero difficile averne – mi sembra tutto talmente show business, talmente gossip, talmente virtuale e irreale..

    ma non capisco il tuo branding “sinistri”_

    non ti sembra che un qualsiasi tuo interlocutore “sinistro” potrebbe risponderti:

    Io questi “(ad)destrati” non li capisco – se un messicano ruba una gallina lo marchierebbero a fuoco e lo rimanderebbero a Nogales cementato vivo, ma se una barbie multimiliardaria ereditiera si deve fare 40 giorni di carcere si inteneriscono come paraghi al vapore_

    e poi perché parli di “ferocia”??

    mi sembra, per quel poco che ho letto, che avesse un trattamento di favore – al posto suo avrei approfittato dei 40 giorni per decontaminarmi fisicamente, fare esercizio e meditazione, leggere e studiare un po’_

    non vedo cosa ci sia di feroce_

    comunque, da qualunque lato la veda, sembra una puttanata che non vale nemmeno il tempo di leggere il titolo – uno dei pochi casi in cui preferisco cambiare canale e guardare la pubblicità, se ben fatta_

    L.M.

  41. utente anonimo says:

    Sentite, tanto per fare un intervallo, vi racconto una piccola avventura_

    Cioè, non è proprio un’avventura – è una pseudoavventura da autosuggestione, lontana e mancata_

    Io ho sempre amato fin da piccolo il trekking_ Dagli anni del liceo ad oggi mi sono girato tutto l’Appennino che va dalla Val di Vara a Colfiorito, con puntate fino al Gran Sasso_ E mi è sempre piaciuto anche andare felpato, appostarmi, e aspettare la sera per vedere qualche animale selvatico: cervi, volpi, scoiattoli, istrici (non è piacevole trovarsi troppo vicini a una coppia di istrici più alte di 1 metro), una volta ai piedi del Corno Grande abbiamo visto un’aquila reale uscire proprio sopra le nostre teste a controllare chi cazzo eravamo_

    Da quando sono arrivato qua in Cile, ho passato le prime 2 estati a cercare di capire come potevo fare per fare trekking e a familiarizzarmi con certe valli e crinali_ Ma è difficilissimo, primo perché lungo le strade di montagna intorno a Santiago quasi tutte le terre sono private e chiuse, recintate, senza sentieri – e anche a infilarsi dentro così a caso si rischia di farsi sparare o di incontrare i cani del proprietario sciolti_ Gli unici settori adibiti ufficialmente al trekking sono in luoghi turistici e costano prezzi “turistici”, da turisti occidentali, per entrare_

    Poi altri fattori su cui bisogna stare attenti sono la presenza costante qua, in tutta la città, specialmente nei quartieri popolari, di cani randagi dovunque – e nonostante abbiano con gli uomini un rapporto di amicizia e rispetto, ho sempre avuto un po’ di timore di trovarmi davanti un branco di cani durante una camminata, potrebbero risultare pericolosi_ Inoltre puoi sempre trovare un paio di disperati del luogo che magari sono andati a sbronzarsi nel bosco, e se li incontri in un posto isolato da tutto possono anche “ripulirti” senza battere ciglio_ A meno che uno non vada a fare trekking armato, ma ancora non mi sono così metabolizzato con l’ambiente da far west_

    Ho conosciuto anche un elettricista e un “tuttofare” che avevo incaricato per certi lavori di casa e entrambi a volte andavano, in gruppo con amici, prima dell’alba, a caccia di lepri qui vicino_ Oppure se avevano soldi a disposizione a caccia di cinghiali o di vigogne, nonostante queste ultime siano protette_

    Nei quartieri alti invece molte famiglie benestanti passano il fine settimana in mountain bike o a cavallo_

    Alla fine ho scoperto una decina scarsa di luoghi dove potermi mettere dentro la natura ed esplorare un po’_ Alcuni di questi anche nei quartieri alti, oltre i limiti nord-est della metropoli, abbarbicati alle pendici delle Ande, dove ci sono ville e villette regali immerse in una calma da sogno_ Lassù ci sono alcune strade o quartieri nuovi che finiscono nel nulla e da dove si può partire a camminare sui dorsi delle montagne_ In un paio di casi si devono attraversare i terreni di maneggi immensi, ma chiedendo permesso non fanno nessun problema_ Tra l’altro in quelle zone il sabato e la domenica è anche pieno di gruppi di ragazzini o di papà 50enni giovanili in bicicletta_

    Ma in alcune occasioni mi è capitato di andare in giorni feriali e di trovarmi completamente solo per tutta la giornata, inoltrandomi parecchio – dalle 3 alle 6 ore e passa fra andata e ritorno, secondo che cerchi relax o che esplori_ Arrivo a un certo punto, metto giù il plaid, e godo, o leggo, che è lo stesso, in assoluta solitudine e isolamento dai rumori della città_ Ovviamente non mi sono mai fermato fino a sera, primo perché non ho nessuna familiarità con il luogo, poi perché non ho materiale per accampare e non sarebbe nemmeno sicuro, poi perché mi muovo con i mezzi pubblici e se faccio troppo tardi non saprei come tornare_

    Ieri il TG ha annunciato che proprio in alcuni dei posti dove sono stato ci sono stati avvistamenti di vari esemplari di puma_ Miiinchia_ Io mai mi sarei immaginato che arrivassero così vicini alla città – tantopiù che sono una specie in calo_ Però che morte valorosa, onorevole, orribile e anche bella, esteticamente, per essere così selvaggia e naturale – avrebbe potuto essere_ Morire per nutrire un altro essere vivente_

    Ora sinceramente mi viene il dubbio se tornare a camminare – mi è venuto una specie di brivido_

    Ci avevo pensato perché anche d’inverno la Cordillera è così attraente: sfumata, nebbiosa, evanescente, dai toni biancastri ai grigi e turchesi metallici_

    Leonardo M.

  42. utente anonimo says:

    “si sbatte facilmente dentro senza nessuna necessità di farlo”

    p., in linea di massima sarei anche d’accordo, ma non quando parli di condotte che mettono in pericolo la vita degli altri.

    stiamo parlando di una tizia che

    - guida ubriaca

    - si becca una multa colossale e le ritirano la patente

    - guida ubriaca.

    siccome colpirla nel portafogli non ha senso, una piccola punzione come la privazione della libertà per *quaranta* giorni (e prova a pensare se la disgraziata investe qualcuno rompendogli una gamba. l’infortunato quanti giorni di ospedale si deve fare?*) non mi pare così scandalosa

    roberto

    * te lo dico: per un incidente del genere (ubriaco recidivo e senza patentea 50 all’ora investe il mio amico) un mio amico si è fatto 6 mesi di gesso, non so quante operazioni, ha smesso di giocare a basket (e giocava in serie c) e a tre anni di distanza zoppica. forse se il tizio avesse avuto dopo il primo avvertimento 40 giorni di prigione ci avrebbe pensato due volte prima di rimettersi al volante

  43. utente anonimo says:

    Ora sinceramente mi viene il dubbio se tornare a camminare – mi è venuto una specie di brivido_

    maria

    occhio leonardo, altrimenti a noi chi ce lo racconta il Cile?:-)

  44. utente anonimo says:

    sono assolutamente d’accordo anche con Roberto (44)_

    se uno gli vuol “far capire qualcosa” – a una come lei una cauzione milionaria non gli fa né caldo né freddo – mentre un mesetto di prigione la può far riflettere un po’ di più – tanto più che effettivamente ha fatto qualcosa di abbastanza pericoloso_

    L.M.

  45. utente anonimo says:

    Ma che significa? Che un ricco debba comunque andare in galera visto che di portafogli soffre poco? Si applichino multe più salate, per quel che vale, ma è l’unica cosa si possa fare in questi casi.

    Quanto all’esperienza, può darsi sia utile alla farfallina, il che non cambia la stolidezza della decisione, ma, ed è la cosa che m’interessava mettere in rilievo, è inutile alla stupidaggine politica, che tale tutta rimane, dei commenti a sinistra. Alle volte una notiziola sa metterla in luce meglio di fatti “epocali”.p

  46. utente anonimo says:

    “ma è l’unica cosa SENSATA si possa fare”.

    M’era sfuggito questo aggettivo determinante.p

  47. Ritvanarium says:

    INTERESSANTISSIMA LA REFER LIST … AVREI DOVUTO METTERLA MOLTO PRIMA

    [..] INTERESSANTISSIMA LA REFERR LIST … AVREI DOVUTO METTERLA MOLTO PRIMA … CERTE "CHICCHE" : kelebek.splinder.com 4 http://www.splinder.com/myblog/toolbar/353095/post [..]

  48. utente anonimo says:

    scusa p.,

    ma sono tardo e non capisco. perchè è “l’unica cosa SENSATA si possa fare”?

    che senso c’è nel dare una multa da 10 milioni di dollari ad una persona che può permettersi di non dare nessun valore al denaro?

    qual è la funzione educativa di una multa siderale? semplicemente dici a paris che qualsiasi porcata la può pagare (metti a rischio la vita altrui? e che male c’è basta pagare! guidi senza patente? e che male c’è paghiamo la multina…)

    che senso c’è in questo?

    roberto

  49. utente anonimo says:

    Scusate per la refer list, l’ ho copincollata come post e adesso anche togliendo i link “mi scappa in automatico” dappertutto … che devo fare ?

    RITVANARIUM

  50. Ritvanarium says:

    gli “hyper”link, dicevo …

  51. utente anonimo says:

    Forse non cogli il nesso tra quaranta giorni di carcere e due milioni di carcerati, che se l’america è sempre stato un paese violento, mai ha avuto tanti carcerati. Magari su counterpunch una sinistra decente del posto invece dell’indecente nostrana qualcosa saprebbe dirti di questo nesso. Del resto non lo coglie nemmeno christian rocca, che ho letto sul blog di ricchiuti, il quale giustamente prendendosela con quella carcerazione inutile (una di chissà quante, per intenderci), non sa fare di meglio che applicare lo schema italiota del giudice protagonista anche agli stati uniti. Indecente anche la destra. Ma di ciò non dubitavo. Anche se meno becera in questo caso. Sullo stato d’ubriachezza, sarà bene dire che il tasso alcolico equivaleva più o meno a una birra. Ormai anche di questo la decisione è burocratica e guai a obiettare. Della ricchezza ho già risposto.p

  52. utente anonimo says:

    p. (47)

    non c’è dubbio che la stupidità produca serie di commenti stupidi – è tautologico_

    e in genere i più stupidi, i pochi che davvero hanno carenze di sviluppo intellettivo, sono quelli che più di tutti si interrano nelle topaie strette, profonde e attorcigliate del Verbo rivelato_

    quindi è davvero più facile che sporgano la testa fuori e si mostrino per quello che sono su terreni apparentemente più sicuri, come l’opinionologia socio-politico-kitsch al gossip della domenica_

    in questo senso hai ragione – ma non credo sia una specie presente solo nei “sinistri” o negli “(ad).. destrati” – mi sa che si accoppia e infesta un po’ dappertutto_

    Leonardo M.

  53. utente anonimo says:

    vabbé che sono tardo p., ma il nesso lo colgo.

    tant’é che nel mio primo post avevo scritto “in linea di massima sarei anche d’accordo (con te)”.

    quello che non colgo è perché in quel caso specifico (la tizia guida senza patente perché ha già messo a repentaglio la vita altrui ma se ne frega della sanzione amministrativa considerandosi intoccabile), una multa sarebbe “l’unica cosa SENSATA si possa fare”.

    non ti piace la galere?

    benissimo, 60 giorni di servizio sociale a prendersi cura di paraplegici vittime di incidenti stradali?

    120 giorni a lavorare su un’ambulanza?

    basta che trovi una cosa che faccia capire alla stellina che giocare con la vita degli altri è brutto.

    se una persona ha tanti soldi da non considerare il denaro una cosa imortante, a me sembra che l’unica cosa sensata sia toglierle qualcosa che sia importante (le feste, il dolce far niente ecc.)

    roberto

  54. utente anonimo says:

    ps. a voler essere pignoli, la punizione non cade nemmeno perché guidava ubriaca ma perché se ne fotte di una prima sentenza che la obbliga a

    “- 3 years of probation

    - mandatory attendance at an alcohol education program,

    - pay fines of $1,500″.

    bastava semplicemente che per tre anni non facesse altre cavolate (come guidare con la patente sospesa di notte a fari spenti a 70 miglia all’ora in una strada dove si deve andare a 35) e si iscrivesse al suo corsetto su “alcol al volante”.

    roberto

    http://news.findlaw.com/hdocs/docs/ent/cahilton43007mot.html

  55. utente anonimo says:

    quello che non colgo è perché in quel caso specifico (la tizia guida senza patente perché ha già messo a repentaglio la vita altrui ma se ne frega della sanzione amministrativa considerandosi intoccabile), una multa sarebbe “l’unica cosa SENSATA si possa fare”.

    non ti piace la galere?

    benissimo, 60 giorni di servizio sociale a prendersi cura di paraplegici vittime di incidenti stradali?

    120 giorni a lavorare su un’ambulanza?

    basta che trovi una cosa che faccia capire alla stellina che giocare con la vita degli altri è brutto.

    maria

    detesto la galera e no n gioisco quando qualcuno ci capita, indipendetemente dalla classe di appartenenza e dal reddito, p. come vedi non tutti a “sinistra” sono forcaioli e moralisti come tu sembri pensare, tuttavia non capisco perchè per alcuni reati l’unica alternativa debba essere una multa salata, che i meno ricchi non potrebbero pagare, spero che tu non mi trovi astiosa verso chi ha molto:-); per questo sono d’accordo con Roberto che indica alcune pene alternative alla galera, per esempio, in ambito di servizi socialmente utili…

    maria

  56. utente anonimo says:

    Dimenticate un attimo paris. Questa notizia, insieme ad altre che fanno meno chiasso, diciamo così, indica un’interferenza sempre più grande negli stati uniti nella vita delle persone di apparati statali. Il fronte di lotta esterno sta creando anche un fronte di lotta interno, che in parte è visibile in queste disavventure in cui è caduta anche la stellina. È il modello iraqueno di democrazia che sta man mano conquistando il paese che l’ha esportato.p

  57. utente anonimo says:

    >Dimenticate un attimo paris. Questa notizia, insieme ad altre che fanno meno chiasso, diciamo così, indica un’interferenza sempre più grande negli stati uniti nella vita delle persone di apparati statali. Il fronte di lotta esterno sta creando anche un fronte di lotta interno, che in parte è visibile in queste disavventure in cui è caduta anche la stellina. È il modello iraqueno di democrazia che sta man mano conquistando il paese che l’ha esportato.p< Caro p., mi sa che ti stai arrampicando sugli specchi, buttandola in politica. Che minchia c’entra “l’interferenza dello Stato” e soprattutto l’Iraq con la pena da applicare a una ragazzotta viziata che mette in pericolo l’incolumità altrui? Guarda che mica l’hanno condannata perché reclutava mujadeddin:-).
    Sono d’accordo con Roberto e Maria. Nel caso dei ricchi le multe non servono a nulla, sono un “lusso” che si possono permettere tranquillamente.

    Ciao

    Ritvan

  58. utente anonimo says:

    Anzi peggio.

    La galera, come il voto e la scuola elementare, è uno dei pochi campi in cui il peso del denaro dovrebbe essere ridotto al minimo, solo perchè è impossibile cancellarlo.

    Il mio voto pesa quanto quello di Romano P. Evviva!

    E se finisco in galera, ho la stessa uniforme e lo stesso spazio vitale di Paris H.

    A me sembra giusto e opportuno.

    Francesco

  59. utente anonimo says:

    Però sono stati cattivi a condannare Paris. E’ tanto bellina e io le voglio tanto bene! :-))

    Z.

  60. utente anonimo says:

    >Però sono stati cattivi a condannare Paris. E’ tanto bellina e io le voglio tanto bene! :-)) Z.< Sarebbe un’idea proporre come pena alternativa – ovviamente a scelta, ci mancherebbe altro – il “volontariato sessuale”, a beneficio di candidati scelti a discrezione del giudice. Certo che tu, come collega del giudice, saresti superfavorito:-).
    Ciao

    Ritvan Nelle Solite Vesti Di Umorista Da Barzelletta Che Non Fa Ridere

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