L’oppio e il tè (II)

A Venezia, si sono riuniti i ministri degli interni del G6 (Germania, Spagna, Francia, Italia, Polonia e Regno Unito), uno di quei tanti misteriosi organismi che decidono delle nostre sorti, senza che noi possiamo decidere delle loro.

Ovviamente, tali organismi decidono in senso relativo: sono il prodotto a loro volta di innumerevoli pressioni di ogni sorta, nonché del lavoro di migliaia di piccoli funzionari.

Al vertice hanno partecipato anche il Vicepresidente della Commissione UE, Franco Frattini, e fin qui va bene.

Ma, a dimostrazione della libertà di cui gode l’Europa, c’era anche un extracomunitario, nemmeno immigrato in questo continente: il Segretario alla Sicurezza interna (Homeland Security) degli Stati Uniti, Michael Chertoff.

Michael Chertoff dirige l’immenso sistema della Homeland Security dal 2005.

Qui apro una piccola parentesi, perché certe cose ci danno una misura dei nostri tempi.

Michael Chertoff gestisce (nel bilancio del 2007) la somma di 42,7 miliardi di dollari – cosa se ne faccia non è molto chiaro, visto che il manto della "sicurezza" permette di fare più o meno ciò che si vuole.

Chertoff proviene dalla combattiva cerchia della Federalist Society: in una società in cui le decisioni dei tribunali determinano la realtà politica e sociale molto più che da noi, questa organizzazione di 25.000 avvocati e laureandi in diritto lavora per ricostruire la società statunitense .

La Federalist Society è uno degli innumerevoli think tank, operanti in tutti i campi, prodotti da Irving e William Kristol, i padri del movimento neocon, e si impegna in tutti i campi – per salvaguardare le grandi aziende dai consumatori, per abolire i controlli sull’inquinamento, per legalizzare la tortura, per giustificare l’invasione dell’Iraq e – persino – per negare l’esistenza dell’effetto serra  (infatti, la FS riceve un piccolo finanziamento dalla Exxon).

Dobbiamo alla Federalist Society il famoso Patriot Act, di cui si dice che Michael Chertoff sia l’autore.

Pochi mesi fa, Michael Chertoff, parlando proprio davanti alla Federalist Society, si è lanciato in una denuncia del pericolo posto dal diritto internazionale e dalla diffusione di una "filosofia del diritto militante, di sinistra e  persino elitaria" che pretenderebbe la sottomissione degli Stati Uniti a "presunte norme universali"; Chertoff ha attaccato, in particolare, certe politiche europee, tra cui quelle a tutela della privacy.

Questo, insomma, è il signore che viene invitato a partecipare al convegno dei ministri degli interni europei.

Dal convegno scaturisce il progetto dichiarato di procedere a una "mappatura europea" dei luoghi di culto islamico. Che i servizi monitorino il monitorabile è ovvio: è nella natura di qualunque organismo burocratico moltiplicare all’infinito le proprie funzioni, se non altro perché così può chiedere fondi infiniti.

Ciò che è discutibile è che questa mappatura costituisca il risultato principale di una riunione di vertice dei ministri che si occupano, per definizione, di pericoli pubblici e di criminalità.

La mappatura non cerca eventuali depositi di tritolo nascosti sotto i tappeti o tra gli scaffali per le scarpe, ma si occupa del modo di essere delle persone:

"Uno degli aspetti della mappatura europea riguarderà proprio il ruolo degli Imam, il loro livello di formazione, la loro capacità di comprendere e di esprimersi nella lingua del paese dove predicano, i flussi di finanziamento che arrivano alle moschee", comunica alla stampa Frattini.

In più, il summit ha lavorato sul modo per abolire fastidiose interferenze della magistratura.

E’ stato citato esplicitamente il caso dell’imam Abulkair Fall Mamour, espulso dall’Italia con decreto arbitrario del ministero degli interni (nonostante  fosse residente in Italia da sedici anni e  sposato con un’italiana e avesse dei figli in Italia).

L’imam è stato riammesso con una sentenza del TAR del Lazio, che andrebbe letta tutta per cogliere quali siano i metodi usati dai governi europei nella "lotta al terrorismo". 

Davanti al TAR, come prova della pericolosità del vivace Fall Mamour, il governo italiano ha dovuto presentare le prove, raccolte in anni di sotterraneo lavoro dei servizi segreti: una collezione di ritagli di giornale.

Ora, come fare per evitare che la magistratura ristabilisca il diritto violato?

Frattini, affiancato dal ministro italiano Amato, dichiara che per evitare la ripetizione del caso Fall Mamour (cioè la ripetizione della riammissione, non  dell’espulsione), le espulsioni arbitrarie di persone sgradite devono valere a livello europeo.

I principi elencati nella "mappatura" sono significativi.

Il discorso sui "flussi di finanziamenti", che all’inizio potrebbe colpire la fantasia, si rivela in tutta la sua ipocrisia se pensiamo che si trovi perfettamente normale che la Moschea di Roma sia gestita, apertamente, dagli stati saudita, marocchino ed egiziano; o che i servizi segreti italiani si coordinino regolarmente con quelli dei paesi mediorientali per controllare e terrorizzare i migranti, che rischiano in ogni momento di essere rispediti in patria e torturati dietro vaghe segnalazioni di qualche ente di qualche regime dittatoriale.

Notevole poi è il concetto linguistico: il luogo di culto sarebbe un posto in cui un marocchino che predica a dei marocchini dovrebbe parlare in italiano per facilitare il lavoro di chi ha riempito lo stesso luogo di culto di cimici.

E’ dai tempi delle persecuzioni fasciste contro sloveni e sudtirolesi che non si sentiva una cosa del genere.

Certo, ci sarà chi dice, "ma siamo in Italia e si devono adeguare". Un’affermazione che contiene due errori.

Prima di tutto, il migrante economico non è in Italia perché ammira quelle opere d’arte di cui il novanta percento degli italiani se ne frega, o per imparare i congiuntivi che la scuola sta dimenticando.

Anzi, non è nemmeno "in Italia": è inserito in un nodo che collega – tanto per dire – materia prima cinese e un cliente in Uruguay; un nodo che per motivi chiari solo al flusso globale, si trova in questo momento a Treviso, ma potrebbe anche trovarsi domani a Timisoara.

Lo stesso flusso globale spinge il frustrato sessuale romano in Tailandia, o lo spacciatore di piastrelle emiliane ad Abu Dhabi.

Ma nessuno chiede al frustrato sessuale romano o al piastrellista emiliano di farsi tailandese o abudhabese. E nemmeno di imparare come si fa a dire "buongiorno" nella lingua locale.

Alla chiesa cattolica di Phuket, ammesso e non concesso che esista e che ci vadano i viveur italici, non è obbligatoria la predica in lingua thai.

Né il ministero degli interni di Bangkok pretende di controllare il "livello di formazione" del ministro di culto che vi opera.

Ma non succede nemmeno in Italia, visto che ogni domenica nella Chiesa di Santa Susanna a Roma  si predica in lingua inglese, e in quella di San Nicola da Tolentino in armeno (lingua ben più ostica dell’arabo).

Dietro la mappatura dei ministeri degli interni, è palese il bastone dell’espulsione.

Pensiamo cosa significhi per persone che magari hanno espresso critiche nei confronti dei governi dei paesi da cui provengono, ma che sono state attentissime a non violare alcuna legge italiana: l’espulsione, infatti, colpisce tipicamente chi non può essere processato, perché non ha commesso nessun reato.

Stiamo parlando di persone che vivono qui da molti anni, che hanno lavorato per pagare un mutuo, che hanno messo in piedi magari una piccola ditta, che hanno cresciuto qui i figli.

Trovarsi la polizia in casa alle 4 di mattina, per essere caricati su un aereo che li porterà verso un paese che non ha nulla da invidiare, come metodi, al Cile di Pinochet.

Questo incubo, sempre presente, significa che i migranti che provengono da paesi mediorientali vivono in una condizione perenne di terrore.

Al bastone, però, si accompagna la carota. Le agenzie dicono:

""Abbiamo anche dei progetti pilota di finanziamento degli Imam", ha precisato il vicepresidente dell’esecutivo Ue, annunciando che all’inizio della settimana prossima sarà a Bruxelles, insieme al presidente della Commissione José Manuel Barroso, dove incontrerà i leader delle comunità religiose, non solo musulmane, rappresentate e operanti a livello europeo. […]  Uno dei temi sarà come accrescere la promozione di un messaggio di tolleranza e rifiuto della violenza"."

Frattini

"ha poi spiegato che nel corso del vertice ha illustrato un progetto già in corso da 10 mesi in Olanda, finanziato dall’Ue, che si chiama ‘progetto di Rotterdam’: si tratta di corsi di formazione per gli imam che predicano in lingua olandese. Amato — ha detto Frattini — si è detto interessato a questo progetto“.

Chi sa cosa direbbe il Vaticano, se il governo indiano – ad esempio – facesse una "mappatura" dei preti cattolici, minacciando di espulsione quelli che non hanno un’ottima conoscenza dell’hindi, li obbligasse a predicare sempre nella lingua locale e poi finanziasse la formazione di preti indiani scelti in base al grado di conformità con il governo dell’India.

Direte, "ma in effetti ci sono stati attentati da parte di gruppi che si dichiarano islamici".

E’ vero, ce ne sono stati, anche in Europa, e con esiti tragici: il numero dei morti, compressi negli affollati spazi delle metropolitane di Londra e di Madrid, ci fa dimenticare che quegli attentati sono stati però pochissimo di numero.

Io tutti i giorni salgo su un autobus affollato con il mio zaino, passo per strade affollate, potrei entrare in ristoranti e bar affollati.

Sono entrato anche alla questura con il mio zaino.

Insomma, se ne avessi voglia, potrei fare tranquillamente una strage, nonostante tutte le "misure antiterrorismo" di cui si parla. E lo stesso vale per i milioni e milioni di musulmani che vivono in Europa.

Eppure, quasi nessuno di loro ha approfittato di questa possibilità. Non solo: non ci sono state nemmeno risse islamiche, molotov islamici, schiamazzi islamici.

Ecco perché il cosiddetto "terrorismo islamico" non è un problema sociale.

Non solo. C’è anche una questione di principio. Dire che gli attentati di Londra e di Madrid giustificano l’accantonamento delle regole di base della democrazia liberale, è come dire che le norme che regolano il traffico valgono fino al primo tamponamento grave sull’A1.

Dopo, la polizia stradale ha il diritto di aprire il fuoco sugli automobilisti sospettati di volersi bere una birra al prossimo autogrill.

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64 Responses to L’oppio e il tè (II)

  1. utente anonimo says:

    Leggermente esagerato, il che è un notevole miglioramento.

    Io, in ogni caso, al metropolitana la prendo.

    Però se vendessi piastrelle ti denuncerei :)

    Francesco

  2. utente anonimo says:

    E se invece fosse più come dare il diritto alla polizia di fermare gli automobilisti sospetti e fargli il palloncino?

    Francesco

  3. utente anonimo says:

    Gli automobilisti sospetti sono quelli che guidano a zig-zag, no quelli che parlano arabo.

    Paolo

  4. utente anonimo says:

    Michael Chertoff gestisce (nel bilancio del 2007) la somma di 42,7 miliardi di dollari – cosa se ne faccia non è molto chiaro, visto che il manto della “sicurezza” permette di fare più o meno ciò che si vuole.

    Mediamente con quei soldi assumee mantiene una masnada di imbecilli che fanno figurare un cerciopiteco come un mostro di efficienza ed acume.

    Penso che questo lo possa confermare chiunque abbia avuto a che fare con la Homeland Security per visti, permessi di lavoro ed alltre amenità

    Andrea

  5. kelebek says:

    Per Andrea n. 4

    Non mi sorprende. Infatti, credo che gran parte del sistema attuale funzioni come dici tu.

    Miguel Martinez

  6. utente anonimo says:

    Interessante articolo…

    Vorrei far conoscere, però, dei dati di fatto importanti che riguardano proprio agli attentati del 2005 a Londra: si tratta dell’unica testimonianza diretta e attendibile rilasciata da uno scampato alle bombe sulla metro, l’inglese Bruce Lait, che ha affermato di non aver visto nessun giovane con zainetti nel punto dell’esplosione, e, anzi, di aver sentito una forte scossa elettrica prima dell’esplosione. Quando è rinvenuto, gli altri passeggeri intorno a lui erano morti e feriti. Al momento di uscire dalla carrozza, ha visto chiaramente un buco nel pavimento, con i bordi squarciati verso l’alto, come se la bomba fosse stata collocata sotto il pavimento della carrozza.

    L’articolo è ancora on line sul sito “Cambridge Evening News” e rappresenta l’unica testimonianza diretta di un sopravvissuto all’esplosione:

    http://www.cambridge-news.co.uk/news/region_wide/2005/07/11/83e33146-09af-4421-b2f4-1779a86926f9.lpf

    E con questo, la versione degli attentati fornita dal governo Blair appare scandalosamente falsa.

    Rita.

  7. utente anonimo says:

    >Mediamente con quei soldi assumee mantiene una masnada di imbecilli che fanno figurare un cerciopiteco come un mostro di efficienza ed acume. Penso che questo lo possa confermare chiunque abbia avuto a che fare con la Homeland Security per visti, permessi di lavoro ed alltre amenità Andrea< Sospetto fortemente anch’io che sia così: è una tentazione troppo ghiotta avere in tasca qualche decina di miliardoni di dollaroni da distribuire senza dover dar conto a chicchessia (mi ricorda vagamente un personaggio italico molto pio che quando gli chiesero cosa ne aveva fatto dei fondi segreti riservati ai segrettissimi servizi italici rispose inkazzato “Io non ci sto!”) e, ovviamente, il primo pensiero va ad amici, amici degli amici, amanti, mariti delle amanti, compagnucci delle elementari, nani, ballerine e chi più ne ha più ne metta.
    Fossi in te, però, Miguel, non solleverei troppo polverone su questo. Sia mai che l’ edificante:-) esempio si propaghi a macchia d’olio anche al resto dell’ efficiente amministrazione usana, facendola diventare così una copia di quella italica:-). In tal caso si saranno fottuti con le loro stesse mani e a vosotros non rimarrà che cogliere l’agognato frutto…marcio:-).

    Ciao

    Ritvan

  8. utente anonimo says:

    PS: Ecco qui le parti salienti della testimonianza di Bruce Lait:

    “I remember an Asian guy, there was a white guy with tracksuit trousers and a baseball cap, and there were two old ladies sitting opposite me,” he said.

    “We’d been on there for a minute at most and then something happened. It was like a huge electricity surge which knocked us out and burst our eardrums. I can still hear that sound now,” he said.

    […]

    As they made their way out, a policeman pointed out where the bomb had been. “The policeman said ‘mind that hole, that’s where the bomb was’. The metal was pushed upwards as if the bomb was underneath the train. They seem to think the bomb was left in a bag, but I don’t remember anybody being where the bomb was, or any bag,” he said.

    Rita.

  9. utente anonimo says:

    >E con questo, la versione degli attentati fornita dal governo Blair appare scandalosamente falsa. Rita.<
    Certo che è falsa. Lo sanno tutti che l’attentato di Londra (ma anche quello di Madrid e anche quello del WTC) l’ha fatto la CIA in combutta col Mossad:-)

    Ciao

    Ritvan

  10. utente anonimo says:

    >Chi sa cosa direbbe il Vaticano, se il governo indiano – ad esempio – facesse una “mappatura” dei preti cattolici, minacciando di espulsione quelli che non hanno un’ottima conoscenza dell’hindi, li obbligasse a predicare sempre nella lingua locale e poi finanziasse la formazione di preti indiani scelti in base al grado di conformità con il governo dell’India. MM< Miguel il paragone non regge. I musulmani non hanno un “Vaticano”. Se lo avessero, ogni governo si metterebbe d’accordo con quello e tutto filerebbe liscio. Siccome non ce l’hanno, ogni paragone col Vaticano è… improprio (scusa, stavo per dire ad minchiam:-) ma il rispetto dovuto al “padrone di casa” mi ha trattenuto ).
    Ciao

    Ritvan

  11. utente anonimo says:

    Però scusa

    allora perchè il Vaticano non si mette d’accordo con la Cina?

    Paolo

  12. utente anonimo says:

    >Trovarsi la polizia in casa alle 4 di mattina, per essere caricati su un aereo che li porterà verso un paese che non ha nulla da invidiare, come metodi, al Cile di Pinochet. MM< Abbi pazienza, Miguel, ma qui un richiamo alla par condicio:-) è d’obbligo. Riporto dall’altrovelodato “Lavoratori di tutto il mondo ridete!” di Moni Ovadia:
    Mosca (URSS). Sono le tre del mattino e fa un freddo boia. Bussano alla porta dell’ebreo Šapiro.

    - Ki è?

    - Il postino – risponde una voce beffarda.

    Šapiro apre e vede una dozzina di agenti del KGB con impermeabili neri e aria truce che lo guardano in cagnesco.

    - Šapiro, dite, qual è il Paese più grande e più bello del mondo?

    Šapiro risponde sicuro: – Nostra Grande Patria Sovietica.

    - Bene! E qual’è il sistema politico più progressista e che fa vivere meglio gli esseri umani?

    - Ma il socialismo, s’intende, compagni!

    - E dite, Šapiro, qual è il Paese in cui gli uomini vivono più liberi?

    - Nostra meravigliosa Unione Sovietica, naturalmente.

    - Giusto, Šapiro – conclude il capo del drappello del KGB – ma allora spiegateci perché avete fatto richiesta di emigrare in Israele.

    - Be’, per uno solo picola ragione. Mi hanno detto ke lì i postini non svegliano citadini a le tre di notte…

    Ritvan

    P.S. Linguaggio sgrammaticato dell’ebreo così in originale.

  13. utente anonimo says:

    >Però scusa allora perchè il Vaticano non si mette d’accordo con la Cina? Paolo<
    Perché evidentemente sono i mandarini kapitalokomunisti cinesi che non vogliono mettersi d’accordo col Vaticano.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Ai tempi dell’Impero ottomano il clero cattolico albanese (specie francescani e gesuiti) la messa la recitavan in latino, ma le omelie le faceva in albanese. Con grande – ma impotente – inkazzatura del governo turco che non ammetteva l’esistenza di un’etnia albanese. Anche per questo gli albanesi di qualsiasi religione o atei sono grati al Vaticano.

  14. utente anonimo says:

    Piccolo quiz:

    Indovinate chi è stato uno dei primi imam ad introdurre in Albania – in pieno impero ottomano del XIX secolo – il sermone del venerdì in moschea in lingua albanese?:-)

    Ritvan

  15. kelebek says:

    Per Ritvan n. 14

    Fammi indovinare :-)

    Comunque qui non si sta parlando di un albanese che fa una predica in albanese a degli albanesi in Albania, bensì di un arabo che fa una predica in arabo a degli arabi in Italia. Ah, dimenticavo il poliziotto italiano tra il pubblico.

    Miguel Martinez

  16. utente anonimo says:

    >Indovinate chi è stato uno dei primi imam ad introdurre in Albania – in pieno impero ottomano del XIX secolo – il sermone del venerdì in moschea in lingua albanese?<
    qualcosa mi dice che è stata la felice memoria del tuo bisnonno. vero? ;)

    saluti

    A

  17. utente anonimo says:

    >Lo stesso flusso globale spinge il frustrato sessuale romano in Tailandia, o lo spacciatore di piastrelle emiliane ad Abu Dhabi.

    Ma nessuno chiede al frustrato sessuale romano o al piastrellista emiliano di farsi tailandese o abudhabese. E nemmeno di imparare come si fa a dire “buongiorno” nella lingua locale. MM< Tu quoque, Miguel, ad invocare la famigerata “reciprocità alle vongole”?:-)
    Ciao

    Ritvan

    P.S. Ti ricordo che in Italia ci sono circa (ma il dato è da prendersi con le molle) 50 000 cittadini italiani di nascita convertiti all’islam. Allora, delle due l’una: o si obbligano costoro ad imparare l’arabo, oppure i marocchini frequentatori di moschee dovrebbero essere in grado di capire un sermone in italiano. Ovviamente:-) tu opti per la prima soluzione e altrettanto ovviamente:-) io per la seconda. Eh, decisamente qui ci manca il “minimum set comune” di rosalucsemburghese memoria…Però, pensandoci bene…una soluzione ci sarebbe: sermone in arabo con traduzione simultanea in italiano..o viceversa. Gioisci Miguel (poi, per il copyright dell’idea ci mettiamo d’accordo, eh!), tanti posti di lavoro per la rete tlaxcala!:-).

  18. utente anonimo says:

    x A. (#15)

    Risposta esattaaaa! Allegriaaaa!:-)

    Ciao

    Ritvan

  19. utente anonimo says:

    a proposito di migranti, ma avete visto il cingalese coinvolto nella vicenda di rignano che è transitato , in un battibaleno, dalla galera a un ctp, ha perso il lavoro alla pompa di benzina e ora rischia di essere espulso?

    maria

  20. kelebek says:

    Per Maria n. 19

    Stiamo cercando di fare qualcosa per il suo caso.

    Miguel Martinez

  21. utente anonimo says:

    >Fammi indovinare :-) MM<
    Sì, ma sei arrivato secondo. I miei quiz sono come il palio di Siena:-): vince solo il primo.

    >Comunque qui non si sta parlando di un albanese che fa una predica in albanese a degli albanesi in Albania,<
    Non volevo fare un paragone, ma l’occasione di fare un po’ di “promozione” alle mie “radici” era troppo ghiotta:-)

    >bensì di un arabo che fa una predica in arabo a degli arabi in Italia. Ah, dimenticavo il poliziotto italiano tra il pubblico.<
    Già. Magari debitamente munito di registratore ultrasensibile, con nastro da sbobinare poi a cura di Magdi Allam:-).

    Così, se la polizia volesse incastrare l’imam jihadista lo potrebbe fare agevolmente. D’altro canto, concepire i luoghi di preghiera islamici in Italia non come un luogo accessibile a TUTTI i musulmani che vivono in Italia (albanesi compresi!) ma come una sorta di “servizio sociale” ad esclusivo uso e consumo di maghrebini analfabeti mi lascia un po’ perplesso. Ma non s’era detto che non è bene autoghettizzarsi? Ah, già, dimenticavo, la cosa vale solo per gli ebrei:-).

    Ciao

    Ritvan

  22. utente anonimo says:

    >a proposito di migranti, ma avete visto il cingalese coinvolto nella vicenda di rignano che è transitato , in un battibaleno, dalla galera a un ctp, ha perso il lavoro alla pompa di benzina e ora rischia di essere espulso? maria< Forse è bene precisare che non si tratta di una perfida vendetta trasversale dell’AGERIF:-). Il buon benzinaio cingalese s’è scordato di rinnovare il suo permesso di soggiorno, pertanto il sui passaggio al cpt era d’obbligo per la burocrazia kafkiana del Belpaese. Non credo che lo espellano, però: resta sempre indagato e non credo che vogliano spingere il kafkismo fino a chedere poi l’estradizione allo Sri Lanka per poterlo processare in Italia:-). Anche se non si sa mai:-).
    Ciao

    Ritvan

  23. utente anonimo says:

    Ieri sera all’ “otto e mezzo” di quel ciccione di Ferrara, senza voler entrare nel merito delo specifico, il “pensatore” italiano ha usato diverse volte il termine “insediamenti islamici in europa”.

    Cito questo termine usato da Ferrara per dire(specialmente a te Miguel) che le autorità politiche europee, pur sapendo che il flusso migratorio dal mondo islamico verso l’europa è parte integrante del quadro più generale che vede un flusso di migrazione dai paesi poveri verso l’occidente, né più né meno rispetto al flusso asiatico o a quello africano, essi (tutti, destra, sinistra , cani e porci) seguono in realtà un disegno più vasto: la guerra attuale che cercano con inganno adebitare alla fantomatica “dichiarzione di guerra” fatto dall’Islam all’Occidente, in verità è una vera dichiarazione di guerra occidentale all’Islam.

    Essi sanno che molti immigrati che vivono a lavorano qui non sono per niente dei praticanti ma ciò che vogliono fare è impedire che possono prendere coscienza che nei loro paesi d’origine tuttora sotto il colonialismo occidentale, l’Islam lotta per la libertà da questo e quindi, vogliono stabilire leggi ancor prima che gli immigrati musulmani siano capaci di conoscere i loro diritti/doveri secondo l’attuale sistema giuridico occidentale.

    Lo stesso metodo machiavelico è stato usato per impedire che l’Islam possa diventare europeo; chi fine ha fatto la Bosnia musulmana ? e chi fine farà la Turchia che è(almeno per 2/3 ) europeo ma che è un paese a maggioranza islamica ?

    Dunque il problema per l’occidente è l’Islam e quindi, gli immigrati musulmani e non solo, anche i musulmani con passaporto di un paese occidentale e quelli di terza generazione, vengono tutti schedati e controllati ma, giorno per giorno, i loro diritti vengono sempre più calpestati anche se stanno in regola coi loro doveri.

    Infine, non mi risulta che le leggi fatti recentemente contro l’incitamento all’odio razziale e religiosa, siano intesi per leggi da rispettare anche nei confronti dell’Islam e dei musulmani perché qualsiasi, adetto ai mass media e politico in qualsiasi momento può dire ciò che li piace contro , sia l’Islam che i musulmani, senza che si muova una foglia.

    reza

  24. utente anonimo says:

    ritvan,

    lo so che era un passo obbligato ma volevo mettere in luce, ammesso che ce ne fosse bisogno, la condizione ultraprecaria e in certi casi tragica di molti migranti, visti come il fumo negli occhi; questa loro condizione è poi, come sempre ,moltiplicativa di ingiustizie e disagi a non finire.

    E meno male che Vespa lo ha intervistato senza peraltro pronunciare una sola parola politica e di solidarietà umana.

    maria

  25. utente anonimo says:

    Reza

    il giorno che i poveri musulmani di terza generazione non si faranno esplodere nel flusso di pendolari, il problema sparirà.

    credo che gli italiani di terza generazione combattessero con la divisa dell’esercito USA e parlassero inglese.

    Francesco

  26. utente anonimo says:

    Francesco,

    noi siamo cattivi nel sangue ;D

    Suri

  27. utente anonimo says:

    A me pare che verso i musulmani si possa fare cose allo scoperto che più copertamente si stano introducendo per tutti. Il modello irakeno di democrazia è sempre più di moda.p

  28. kelebek says:

    Per Francesco n. 25

    sottovaluti una cosa molto semplice: gli Stati Uniti erano – e per molti versi sono ancora – al centro di attrazione del flusso.

    L’Italia è un paese marginale, che campa di “immagine”, di discoteche e di chiacchiere.

    Per cui credo che il suo futuro sia un futuro necessariamente di disgregazione, in cui le identità, vere o presunte, saranno catalizzatrici di conflitti.

    Miguel Martinez

  29. Miguel leggo solo adesso che tempo fa, ma molto, avevi scritto un articolo per un altro sito riferito all’assalto dei comunisti alla Casa Pound. Io mi chiedo anche se gli inquilini hanno fatto sventolare delle bandiere Tricolori e croci celtiche che male hanno fatto a quelle bestie??? Ti ricordo che anche loro avevano un bandierone rosso alla testa dei manifestanti, diciamo che sono stati loro a voler fare un po’ di casino…mi sembra più giusto e una cosa migliore.

    N.B= scusa se mi sono spostato su un altro argomento, ma non avevo altro modo per rivolgermi a te…

    Aspetto tua risposta.

    ciao

  30. utente anonimo says:

    “il giorno che i poveri musulmani di terza generazione non si faranno esplodere nel flusso di pendolari, il problema sparirà.” Franceso

    I musulmani che si fanno esplodere,uccidendo gli innocenti saranno uguali ai cristiani che buttano tonnellate di bombe sulla testa dei civili, iccidendoli e uguali agli ebrei che ammazzano a sangue freddo i palestinesi, possiamo aggiungere a loro anche tutti gli altri incazzati, uni dagli altri e poi ?

    No. non credo che niente ormai sparirà, per ora sono i musulmani nel mirino ma i tempi si restrigono per tutti quelli che sanno dire NO al sistema, a differnza di Bush l’idiota ora, il sistema ha un Sarkozy quindi, al mio(ormai) vecchio termine di neonazifascimo possiamo ora aggiungere il terribile sciovinismo francese, poi stiamo tutti apposto.

    reza

  31. utente anonimo says:

    Francesco,

    dalle mie parti chi è ostile verso i maruchein in genere lo è – esattamente come sette anni fa – perché li considera delinquenti comuni, spacciatori e causa del degrado dei quartieri.

    Il che non stupisce. Che la mia città annoveri parecchi tunni e rumeni che delinquono è un indiscutibile dato di fatto. E chi è portato a ragionare poco e a razzistare in fretta fa presto ad attribuire loro pressoché tutti i reati comuni commessi in città.

    Nota però che i pregiudizi investono tunni e rumeni sostanzialmente in egual misura. Nessuno, neanche tra i più beceri razzisti, sostiene che bisogna cacciare via i tunni perché “sono tutti terroristi”. Anche perché nessuno lo starebbe a sentire.

    Casomai, questo sì, sostiene che bisogna cacciare via i tunni perché “sono tutti spacciatori”, e i rumeni perché “sono tutti magnaccia”. E a pensarla così purtroppo ce n’è, così come ce n’erano dieci anni fa – quanto ad essere “tutti magnaccia” non erano i tunni ma gli albanesi :-)

    Z.

  32. utente anonimo says:

    MM,

    la sentenza del TAR non mi pare dimostri in alcun modo la supposta cialtroneria dei governi europei. Dimostra, questo sì, l’indiscussa cialtroneria del governo Berlusconi – della quale, peraltro, non si potrebbe dubitare :-))

    Non tutti i governi europei fanno strame del diritto, così come non tutti musulmani praticano il terrorismo :-)

    Z.

    p.s.: indecente piuttosto la pagina web di Altalex, che contiene un errore persino nel TITOLO!! :-))

  33. utente anonimo says:

    Io mica ho detto che tutti i musulmani sono terroristi. Neanche lo ho mai pensato, nel caso interessasse.

    Solo che è ipocrita rimuovere i terroristi di religione islamica dal quadro dei rapporti tra “europei di lunga data” ed “europei recenti”.

    Esclusa Rita, tutti credono che gli attentatori suicidi di Londra fossero inglesi musulmani che agivano su base “religiosa”.

    E tutti possiamo leggere Reza.

    Saluti

    Francesco

    PS quindi, Miguel, il futuro italiano è di inevitabile stampo libanese. Giusto? E l’unica via per la pace civile è il più bieco razzismo antiimmigrati, con espulsione di milioni di persone con cui non potremmo vivere in pace, stante la debolezza della nostra pseudidentità. O ho capito male?

  34. utente anonimo says:

    >credo che gli italiani di terza generazione combattessero con la divisa dell’esercito USA e parlassero inglese. Francesco< Ehm…mi pare che un certo Alberto Capone, dagli amici detto Al, facesse anche altre cosette, mio caro The Patriot:-). Oddio, non è che ammazzasse per fanatismo religioso, questo no, ma dubito che le sue vittime apprezzassero la differenza:-).
    Ciao

    Ritvan

    P.S. Ti raccomando di nuovo di leggere il libro del kompagno Gian Antonio Stella “L’orda-quando gli albanesi eravamo noi”. Forse, però, occorrerebbe ormai – visto che al mio gommone non ci fa più caso nessuno – una seconda edizione riveduta e ampliata dal titolo “L’orda- quando i cammellari eravamo noi”.

  35. utente anonimo says:

    >I musulmani che si fanno esplodere,uccidendo gli innocenti saranno uguali ai cristiani che buttano tonnellate di bombe sulla testa dei civili, uccidendoli …reza<
    Hmmmm…fratello, ma tu sei sicuro che fra quei piloti ameregani bombaroli non ci sia anche qualche buddista, zoroastriano, induista o magari semplicemente ateo? E dei musulmani che mettono bombe nelle moschee e nei bazar irakeni e ammazzano altri musulmani, fra cui donne e bambini, che mi dici?

    >e uguali agli ebrei che ammazzano a sangue freddo i palestinesi,…<
    Una delle ragioni per cui mi piaci è proprio questa, che tu non ti nascondi dietro pudibondi eufemismi come “israeliani”, “sionisti” e simili. Dici “ebrei” e basta:-).

    Ciao

    Ritvan

  36. utente anonimo says:

    Quoto integralisticamente.-) il # 31 di Z. L’italico medio non è fesso: è la delinquenza comune che lo spaventa, non il fantasmagorico terrorista autoesplodente.

    Ritvan

    P.S. C’è anche un altro fattore che fa inkazzare de brutto l’italico medio. Siccome fondamentalmente è uno molto attaccato alle mammelle di mamma Stato, vede tutti ‘sti “invasori” (musulmani o cristiani, poco importa) come concorrenti nel succhiare le mammelle sempre più avvizzite dello Stato. E non gli piace per niente. A me non piace che a lui non piaccia:-), ma lo capisco.

  37. kelebek says:

    Per Aquilatricolore n. 29

    Nessun problema a spostare l’argomento, ma non sono sicuro di aver capito la tua domanda.

    Miguel Martinez

  38. utente anonimo says:

    A me, parlando di immigrati stranieri, da più fastidio il terrorismo della delinquenza comune.

    Nel senso che della seconda ne abbiamo in abbondanza di nostrana, mentre di bombaroli italici non siamo così ricchi. Ops, non è vero. Anche se da qualche anno stanno calmi.

    Però spero di sbagliarmi nel prevedere che l’incendio che così fragorosamente è scoppiato a NY nel 2001 non sia finito nel nulla.

    Aspetterò e pregherò di sbagliarmi.

    Francesco

  39. utente anonimo says:

    >A me, parlando di immigrati stranieri, da più fastidio il terrorismo della delinquenza comune. Francesco< Perché probabilmente tu non sei un italiano medio, come io non sono un extracomunitario medio:-). (e forse per questo c’intendiamo).
    Ciao

    Ritvan

  40. utente anonimo says:

    >quindi, Miguel, il futuro italiano è di inevitabile stampo libanese. Giusto? E l’unica via per la pace civile è il più bieco razzismo antiimmigrati, con espulsione di milioni di persone con cui non potremmo vivere in pace, stante la debolezza della nostra pseudidentità. O ho capito male? Francesco<
    Mah, più che di “pseudoidentità” io parlerei di pseudolegalità, pseudocarità e pseudoumanità. Purtroppo il Belpaese – per una serie di ragioni che non sto qui ad elencare – non è in grado di dare all’extracomunitario giorno per giorno un segnale forte del tipo:”Qui ci sono delle regole: valgono per noi e devono valere anche per voi. Chi sgarra sarà punito senza fallo, ma chi si comporta bene sarà premiato”.

    Proseguendo quest’andazzo e qualora le circostanze diventino “esplosive”, si potrebbero ipotizzare pure dei “pogrom” a danno degli “alieni”. Ma mi sembra piuttosto improbabile: l’italiano non sarà quella “brava gente” della leggenda, ma nella sua Storia ha dimostrato – diversamente da altri popoli – che non è propenso al pogrom.

    Ciao

    Ritvan

  41. utente anonimo says:

    >A me, parlando di immigrati stranieri, da più fastidio il terrorismo della delinquenza comune. Francesco< maria
    a me la delinquenza comune dà poco o punto fastidio, forse perchè è comune doppiamente, nel senso che anche quella italiana non scherza, io sono stata borseggiata tre volte, una volta nella mia adorata napoli:-) la seconda in ufficio e la terza al mercato mentre frugolavo senza accortezza su un banco di roba usata… al terrorismo non ci penso mai, salvo per un istante quando prendo la metro….

  42. utente anonimo says:

    >l’italiano non sarà quella “brava gente” della leggenda, ma nella sua Storia ha dimostrato – diversamente da altri popoli – che non è propenso al pogrom.< Ritvan Da straniero a straniero; io però credo che l’italiano è brava gente anzi, spesso vorrei tanto che non ci fosso tutto questo casino nel mondo per poter vedere la gente viaggiare per imparare, gli iraniani in Italia per vedere (fino a poco prima dell’apparizione nella società italiana di lega nord e di berlusca) come gli italiani sono tolleranti di fronte alle cose e di come, alla fine, prendono molte cose che sembrano pesanti con filosofia e , gli italiani in Iran per vedere come si può tirar fuori l’orgoglio, senza intraprendere la strada che finisce, prima o poi, con istallazione dei pogrom.
    A me è sempre sembrato che i due popoli; quello iraniano e quello italiano, siano “complementari” l’uno verso l’altro, tu che dici?

    reza

  43. utente anonimo says:

    OT (ma neanche tanto):

    articolo di Repubblica da incorniciare in qualità di miglior indicatore di flusso.

    I ragazzi intervistati dicono che i dirottatori – pardon, “banditi” – del bus “fra loro parlavano in romeno o albanese”, essendo nota a tutti la straordinaria affinità fra le due lingue, proprio quelle due lingue (vero Ritvan?).

    Stesso tema, articolo successivo, da incorniciare in qualità di miglior indicatore di oppio, o di popoli, o di tè freddo in bottiglia di plastica: “In casa di uno dei dirottatori, Ali Muka che vive ad Alessandria, è stato trovato materiale dal contenuto satanico in particolare un indirizzario di siti (mica ci stai pure tu Miguel?) internet, riviste e videoccassette”.

    Insomma, la summa del nostro zeitgeist in un solo fatto di cronaca! enjoy!

    diego

  44. eh eh…bel post…

    e in italia c’è sempre stata questa “vicinanza” con il cile di pinochet…era un’opzione validissima tempo fa…

    ora la usano a livello mondiale per colpire i musulmani “ribelli” (ed ancora qualche ribelle di sinistra)…

    mentre useranno ungere i “bravi” arabi alla magdi….

    ciao miguel

    orso

  45. Miguel ho chiesto che bisogno c’era di fare tutto quel casino??? Solo per il fatto che gli inquilini di casa pound avessero aperto bandiere di quel genere non vedo il motivo per fermarsi e fare tutto quel rumore per niente…

    ciao

  46. utente anonimo says:

    La seguente frase del post di Kelebek mi lascia perplesso:

    Ma, a dimostrazione della libertà di cui gode l’Europa, c’era anche un extracomunitario, nemmeno immigrato in questo continente: il Segretario alla Sicurezza interna (Homeland Security) degli Stati Uniti, Michael Chertoff.

    Il G6 comprende Francia, Germania, Giappone, Regno Unito, Italia e… Stati Uniti.

    Se si fa una riunione del G6, perchè non dovrebbe quindi parteciparvi un rappresentante statunitense?

    Fosse una riunione dei paesi dell’Unione Europea e basta la presenza di un americano potrebbe sì fare pensare ad un’ingerenza, o ad una scarsa voglia di autonomia dei governanti europei. Ma visto che il G6 comprende anche gli USA…

    Che poi il momentaneo recarsi di Chertoff in Europa per un convegno ne faccia un “extracomunitario nemmeno immigrato” alla lettera è vero, ma è rilevante farlo notare?

    Anche un italiano che sulle orme di Bruce Chatwin va a farsi una vacanza in Argentina sarebbe alla lettera, per quel paese, un “extracomunitario nemmeno immigrato”, ma una definizione come, che so, ospite, non sarebbe più corretta? Il discorso vale secondo me anche per Chertoff.

    Stradivari

  47. utente anonimo says:

    >I ragazzi intervistati dicono che i dirottatori – pardon, “banditi” – del bus “fra loro parlavano in romeno o albanese”, essendo nota a tutti la straordinaria affinità fra le due lingue, proprio quelle due lingue (vero Ritvan?). diego<
    Mah, accontentiamoci che non abbiano detto “parlavano slavo”:-).

    Comunque hanno indovinato: i tre fetentoni sono albanesi. Balordi. O strafatti.

    Ciao

    Ritvan

  48. utente anonimo says:

    >a me la delinquenza comune dà poco o punto fastidio, forse perchè è comune doppiamente, nel senso che anche quella italiana non scherza, io sono stata borseggiata tre volte, una volta nella mia adorata napoli:-) la seconda in ufficio e la terza al mercato mentre frugolavo senza accortezza su un banco di roba usata…< Un ladro giovane ed aitante entra in casa di una signora che, spaventata fa per gridare. Lui le intima:”Stai zitta che vengo lì e ti trombo, eh!”. Lei ammutolisce di colpo.
    Finita la razzia dei preziosi di casa il ladro esce e si dà alla fuga. La signora si affaccia alla finestra e urla indicandolo:”Al ladro, al ladro, fermatelo, mi ha derubata, è un ladro….e pure un maledetto bugiardo”:-).

    Ciao

    Ritvan

  49. kelebek says:

    Per Stradivari n. 46

    Dal sito del governo italiano:

    “Oggi e domani si svolge a Venezia, sull’isola di San Clemente, la riunione dei Ministri dell’interno del G6 di Germania, Spagna, Francia, Italia, Polonia e Regno Unito, coordinata dal Ministro dell’Interno italiano Giuliano Amato.

    http://www.italia.gov.it/servlet/ContentServer?pagename=e-Italia/news3&id=1178868229243

    Ho battuto sul tempo Ritvan!

    Miguel Martinez

  50. utente anonimo says:

    >A me è sempre sembrato che i due popoli; quello iraniano e quello italiano, siano “complementari” l’uno verso l’altro, tu che dici? reza<
    Mah, che ti devo dire, credo di conoscere ormai abbastanza bene gli italiani, nel senso di “italiano medio” ma non posso dire la stessa cosa degli iraniani. Pertanto non mi sbilancio:-).

    Ciao

    Ritvan

  51. utente anonimo says:

    Per Kelebek,

    Ti ringrazio per la precisazione.

    Beh, se le cose stanno così allora mi sembra perfettamente legittimo considerare Chertoff una cariatide non gradita.

    Comunque con G6 si intendono di solito gli Stati Uniti, il Giappone, la Germania, il Regno Unito, la Francia e l’Italia.

    Leggere per credere: http://it.wikipedia.org/wiki/G8_%28politica%29

    Ti suggerisco di specificare nel tuo post i nomi dei paesi partecipanti a *quello* specifico G6 “vigilato” da Chertoff cui fai riferimento.

    I suggerimenti sono anche fatti per non essere seguiti.

    Stradivari

  52. utente anonimo says:

    >a me la delinquenza comune dà poco o punto fastidio, forse perchè è comune doppiamente, nel senso che anche quella italiana non scherza, io sono stata borseggiata tre volte, una volta nella mia adorata napoli:-) la seconda in ufficio e la terza al mercato mentre frugolavo senza accortezza su un banco di roba usata… al terrorismo non ci penso mai, salvo per un istante quando prendo la metro….maria<
    Dunque,sei stata borseggiata 3 volte e questo non ti ha dato fastidio.Brava,è così che si fa,mai indignarsi,mai incazzarsi, anche quando bisognerebbe farlo,subire e tacere.Bah.

    La criminalità comune è un grave problema,e la criminalità immigrata lo ha peggiorato notevolmente invadendo anche le un tempo tranquille cittadine del centronord e impadronendosi delle periferie(in vero squallidine anche prima)delle grandi città.

    L’arrogante aggressività di questi delinquenti importati la imputo però sopratutto ai nostri garantisti terzomondisti centrisocialisti e cattocomunisti,sempre pronti a difendere i delinquenti perchè “poverini han sofferto tanto e la pubblicità e le minigonne e non trovano casa…”

    Insomma con la totale mancanza di deterrenza dovuta all’indecente impunità di cui può godere,nel nostro paese la delinquenza comune si fa e si farà sempre più aggressiva.

    Franz

  53. kelebek says:

    Per Stradivari n. 51

    Consiglio eseguito.

    Miguel Martinez

  54. utente anonimo says:

    Beh Franz

    a giudicare dalla percentuale di ospiti delle patrie galere che sono “cittadini extracounitari” ho qualche dubbio sul loro godere di impunità.

    Credo che tu non abbia capito Maria che non ha capito me: io intendevo dire che avevamo abbastanza criminali comuni italiani, lei anche, però pensava di contraddirmi.

    x Ritvan 40: per una volta mi associo al coro: sono più interessato alla risposta di Miguel ;)

    Ciao

    Francesco

  55. utente anonimo says:

    Credo che tu non abbia capito Maria che non ha capito me: io intendevo dire che avevamo abbastanza criminali comuni italiani, lei anche, però pensava di contraddirmi.

    maria

    francesco, no, questa volta non pensavo di contraddirti, esprimevo quello che dicevi tu aggiungendo delle note personali ovviamente mariesche:-)

    @franz

    anch’io mi dolgo della criminalità comune ma se mi sfilano il portafogli al mercato, non ne faccio una questione di stato, e se a napoli un napoletano mi borseggia perchè nel gruppetto di amici, sembravo ed ero la più svagolata, peggio per me, da quel giorno sono stata più attenta.

    In ufficio invece fu una cosa strana, si trattò sicuramente di un collega.

    Nessun extracomunitario in ogni modo.

  56. utente anonimo says:

    Per il # 33: l’asserzione che “tutti credono” siano stati i musulmani “religiosi” a compiere gli attentati di Londra è più che discutibile.

    Anzitutto, perché non si capisce a quali fonti tu ti riferisca; forse a te e a quelli come te, non certo al mondo dell’informazione indipendente, e neppure, soprattutto, all’unico testimone oculare sopravvissuto, un inglese bianco, 30enne, maestro di danza, quindi si presume attendibile anche per “l’uomo della strada”. Che ha rilasciato la sua intervista al quotidiano locale della sua città, Cambridge, e non a fonti irrintracciabili.

    http://www.cambridge-news.co.uk/news/region_wide/2005/07/11/83e33146-09af-4421-b2f4-1779a86926f9.lpf

    Dal che si ricava:

    1. L’unico testimone sopravvissuto ha dichiarato che non c’erano “giovani musulmani” con zainetti. Non c’erano nemmeno zainetti né, peraltro, borse tout court. L’esplosione in quanto tale non fu avvertita, perché il testimone svenne a causa di una forte scossa elettrica nel vagone (dalla quale si può presumere che la detonazione sia stata attivata elettricamente).

    2. Il testimone viene ritenuto attendibile, ma guarda caso, la sua intervista non viene passata dal “Cambridge Evening News” sui grossi media internazionali. Chissà perché…

    3. La sua testimonianza ovviamente non passa inosservata a chi si occupa seriamente di osservare i fatti e la galassia del cosiddetto “terrorismo”, nelle sue manifestazioni fattuali e non preconcette. Certo, masticare fatti puri, non lavorati dai confezionatori mediatici, può risultare difficile a chi li vuole già precotti, come per es. Francesco, ma non per altri, per es. qui:

    http://julyseventh.co.uk/index.html

    4. Il presunto (e presuntuoso) “tutti credono” è dunque smentito proprio dalla blogosfera indipendente anglosassone, da siti per es. come questo.

    Stupisce tristemente, poi, vedere una tale amnesia storica in in paese che ha conosciuto sulla propria pelle la strategia della tensione…. ma evidentemente il conformismo mediatico contemporaneo è vincente, in fatto di numeri.

    E questo spiega l’asserzione di Francesco, che evidentemente si sentirà riconfortato dal conformismo vincente.

    Rita.

  57. utente anonimo says:

    >Comunque con G6 si intendono di solito gli Stati Uniti, il Giappone, la Germania, il Regno Unito, la Francia e l’Italia.

    Leggere per credere: http://it.wikipedia.org/wiki/G8_%28politica%29 Stradivari< >”Oggi e domani si svolge a Venezia, sull’isola di San Clemente, la riunione dei Ministri dell’interno del G6 di Germania, Spagna, Francia, Italia, Polonia e Regno Unito, coordinata dal Ministro dell’Interno italiano Giuliano Amato.”

    http://www.italia.gov.it/servlet/ContentServer?pagename=e-Italia/news3&id=1178868229243

    Ho battuto sul tempo Ritvan!

    Miguel Martinez< Ehm, Ritvan preferisce che gli altri facciano il “lavoro sporco”:-) per poter poi fare lui la chiosa finale:-). Che è questa:
    - Il G6 con ameregani dentro non s’usa più: è stato trasformato in G8. E comunque il G8 (prima G6) è riunione a livello di capi di stato/governo.

    - L’unico G6 oggi è quello descritto da MM, a livello di ministri degli interni dei suddetti 6 paesi europei. Gli ameregani ufficialmente non ci sono, ha ragione MM. Però, possono sempre essere invitati, come è stato invitato Frattini, no?

    Ciao

    Ritvan il Sintetizzatore

  58. utente anonimo says:

    >Stupisce tristemente, poi, vedere una tale amnesia storica in in paese che ha conosciuto sulla propria pelle la strategia della tensione…. ma evidentemente il conformismo mediatico contemporaneo è vincente, in fatto di numeri…. Rita< Sì, sì, dai, dammi la strategia della tensione, i FODRIA (Forze Oscure Della Reazione In Agguato), i Servizi Segreti Deviati, lo Scotland Yard Traviato! E’ una goduria!:-)
    Ciao

    Ritvan

  59. utente anonimo says:

    Allora

    devo ipotizzare che i SS deviati inglesi, anzi britannici, forse usani o sionisti, abbiano organizzato così alla cavolo un bel finto attentato?

    neppure quattro zainetti lasciati in metropolitana per evitare che qualsiasi sbirro pirla, neppur bisogno che fosse un CSI, notasse il buco di una esplosione da sotto?

    e questo DOPO tutte le polemiche post 11 settembre e i fantasiosi complotti giudeo-capitalisti?

    e infine non hanno neppure saputo isolare i fili e quasi fulminavano i passeggeri?

    ma questi li ha addestrati il commissario Basettoni?

    Saluti

    Francesco il conformista

  60. utente anonimo says:

    Ritvan

    che bello il SYD! Un’invenzione da sceneggiatore.

    Adesso aggiungici un clone di Blair messo lì dalla Casa Bianca ed hai un best seller pronto pronto.

    Ciao

    Francesco

  61. utente anonimo says:

    Ops

    ho ricontrollato ed ho visto che il tuo è il SYT e non il SYD!

    Scusa

    Francesco

  62. utente anonimo says:

    Caro miguel,

    il G6, G8, G 8+ 1 e cosivvia, non solo non è misterioso, ma non è neppure un vero e proprio organismo, visto che si tratta di una riunione informale di capi di stato e di governo (o come in questo caso di ministri).

    essendo una riunione di capi di stato e di governo, si può facilmente decidere delle sorti dei vari G andando a votare

    roberto

  63. utente anonimo says:

    >Ops ho ricontrollato ed ho visto che il tuo è il SYT e non il SYD! Scusa. Francesco<
    Ma figurati. Ho pensato che “traviato” suoni meglio, sai gli dà quel tocco di melodramma verdiano che in questi casi non guasta:-).

    Ciao

    Ritvan

  64. ImamFall says:

    Vorrei precisare che le espulsioni come la mia valgono GIA’ a livello europeo; io non avrei potuto entrare in nessun Paese dell’Unione per un periodo di 10 anni. Una volta vinto il ricorso al Tar, invece, è possibile richiedere il visto per entrare in qualsiasi Paese, Italia compresa. Ma non si tratta di una “riammissione automatica”, ossia non ti restituiscono il vecchio permesso di soggiorno. Nel mio caso, nonostante il Tribunale abbia dichiarato che il ministro ha abusato del suo potere, se io un giorno volessi rientrare avrei bisogno di ottenere un visto. Per far questo – come qualsiasi altro senegalese – avrei bisogno di una persona che mi “invitasse” per motivi turistici; oppure di un contratto di lavoro; altrimenti potrei chiedere il ricongiungimento familiare, se avessi in Italia qualche parente stretto. In tutti i casi, il visto può essere concesso oppure rifiutato, abbastanza arbitrariamente.

    Perciò, mappatura a parte, forse è meglio che questi politici si studino la loro stessa legislazione… minacciano ogni giorno qualche fratello di espulsione, ogni tanto ne esiliano uno, ma non sanno neanche come funziona!

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