L’oppio e il tè (I)

L’Occidente postindustriale non è territorio, non è stato, non è nemmeno classe.

E’ incessante flusso di acido corrosivo, che aumenta in ogni istante la propria velocità e muove in ogni direzione.

E’ flusso il denaro, innanzitutto; flusso sono i container, la corrente elettrica, il petrolio, flusso il cicaleccio nelle onde radio e le immagini evanescenti.

Flusso gli uomini in giacca e cravatta che si infilano a centinaia di migliaia, a milioni ogni giorno sugli aerei per fare affari, cioè per generare nuovo flusso, con le sue infinite conseguenze su tutti gli esseri viventi.

Sono flusso coloro che chiamiamo, specificamente, "migranti". Anzi, li definiamo "flusso migratorio", come se tutto il resto non fosse un incessante migrare.

Nel grande flusso planetario, si creano buchi, vortici, vuoti che risucchiano umanità.

Per cogliere i pomodori che permettono di ottenere sussidi comunitari ai padroni, per pulire i gabinetti dei ristoranti che gli italiani affollano, per offrire sesso di ogni genere agli sfigati, per rifornire di cocaina i buontemponi, per costruire gli alberghi con cui si sfigurano le coste, per cambiare i pannoloni alle nonne.

I flussi umani hanno dei beni intangibili propri, che li rendono poco digeribili: l’ideale sarebbe poter affrontare ogni individuo, isola a sé, con tutta la potenza del sistema.

Tra questi beni intangibili, c’è quella potente ambiguità che chiamiamo "religione". Conosciamo tutti la frase di Marx, "oppio del popolo", e la sua conclusione, "eliminare la religione in quanto illusoria felicità del popolo vuol dire esigere la felicità reale."

Ma non molti, forse, conoscono la ricchezza del contesto:

"la miseria religiosa è da una parte l’espressione della miseria reale e dall’altra la protesta, contro la miseria reale. La religione è il sospiro della creatura oppressa, il cuore di un mondo spietato, come è lo spirito di una condizione senza spirito." [1]

Non voglio toccare qui la dimensione interiore della religione, che non poteva che sfuggire a Marx (nato troppo tempo dopo i mistici e troppo tempo prima di Freud o di Jung); ma sul piano sociale aveva certamente detto una grande verità.

Che va completata con la certezza che la religione è anche il tè dei popoli, che nell’orrore, risveglia, permette la lucidità, dona coraggio e solidarietà e ci salva dall’adorazione degli idoli passeggeri.

Gran parte dei flussi umani, degli umani fluttuanti, sono cattolici; alla fine basta telefonare al vescovo per renderli innocui.

Un’altra parte è evangelica. La natura del tutto asociale di questa fede, che parla solo di salvezza personale, la rende conciliabile con ogni forma di sfruttamento.

Resta l’Islam, molto più difficile da castrare.

I princìpi reggono, finché fanno comodo.

Quando si tratta però di trasformare, alchemicamente, l’Islam da tè in oppio, duecento anni di retorica sulla tolleranza, sul rispetto delle diversità, sull’autonomia della sfera spirituale dell’uomo, sulla parità di trattamento, sulla non interferenza dello stato nelle questioni religiose, vengono buttati allegramente a mare. 

Lo stesso Stato italiano che ascolta umilmente i vescovi, infatti, prende come modello per l’Islam, la tanto vituperata Cina, dove i cattolici sono costretti a far parte della "Associazione Patriottica Cattolica Cinese", che ha come obiettivo la creazione di un "cattolicesimo nazionale".

Con una differenza fondamentale: l’Occidente è uno stato ipnotico della mente, ma non è un’ideologia. Il flusso corrosivo spazza via anche le certezze razionali su cui si basavano lo scientismo, la scuola pubblica, il culto dello stato, i monumenti agli eroi.

La religione viene quindi, in un certo senso, liberata: qualunque affermazione immaginifica e suscitatrice di emozioni, dalla pubblicità alla telenovela alla religione, vale l’altra, a patto che faccia "sentire bene".

Non si esige quindi la cristallizzazione di una dottrina, ma la sua fluidificazione, la trasformazione della religiosità in bolla privata fluttuante che non ostacoli, con i suoi angoli spigolosi, lo scorrere generale.

Per ottenere questo, si ricorre, come vedremo, alle tecniche di sempre: il bastone e la carota, o, per chiamare le cose con il loro nome, il terrore e la corruzione.

[1] Karl Marx, Per la Critica della Filosofia del Diritto di Hegel, 1843

 

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143 Responses to L’oppio e il tè (I)

  1. Santaruina says:

    Credo che tu abbia colto un aspetto importante: quello che si chiede alla religione è il “non interferire” con quel flusso che ben descrivi.

    Vi sono poi religioni che con quel flusso sono in simbiosi, come il credo degli evangelici, ed altre che lo sono un po’ meno.

    In tutto questo non dimenticherei la vera nuova religione, quella che prende un po’ di qua e un po’ di là, che richiama a nuove spiritualità ma sa essere profonda come una pozza di fango.

    La vera religione funzionale a questo sistema, non a caso la più propagandata, mentre le religioni tradizionali, come il cristianesimo e l’islam, divengono facili capri espiatori.

    Blessed be

  2. kelebek says:

    Per Santaruina n. 1

    Poni una questione molto interessante.

    Mi sembra di constatare, piuttosto, una diversificazione di mercato: lo pseudospiritualismo a cui fai cenno serve soprattutto a un’élite di funzionari del sistema; mentre per le masse restano cristianesimi (ma anche islam) riciclati e adattati.

    Miguel Martinez

  3. utente anonimo says:

    >In tutto questo non dimenticherei la vera nuova religione…Santaruina< Quale sarebbe, di grazia?
    Ciao

    Ritvan

  4. utente anonimo says:

    Diciamo che se nessuno si facesse esplodere in mezzo al flusso dei pendolari dichiarando di farlo in nome dell’Islam questo renderebbe più facilmente gestibile i migranti di cultura islamica.

    Ti amo per come censuri la realtà per renderla poetica.

    Francesco

  5. ikalaseppia says:

    per l’Islam la sua determinatezza a non accettare altra servitù se non quella in Dio comporta che la CONTROTRADIZIONE prenda necessariamente la forma esteriore dell’ortodossia. Di qui, mescolando olismo a modernismo, l’lincubo totalitario.

    per il Cattolicesimo, data la sua gerarchica, se fossi stato il maligno, diciamo un millanio fa, avrei iniziato una guerra interna e mi sarei impossessato dei vertici…

    da qui dialetticamente il sorgere “rivoluzionario” di eretici, libertini e protestanti

    Mi piace il té dei popoli, non esiste migliore critica dell’esistente di quella tradizionale, se ben compresa…

    Marx, bella testa, niente da dire, ma la burocratizzazione, i sistemi di programmazione e controllo (oggi usati in economia aziendale), erano stati da lui immaginati come buona cosa per lo Stato (mica è tutta colpa dei russi) e poi quest’illusione di libertà: altro che oppio, METADONE. Nel riflettere acutamente sulla guerra dell’oppio del resto, in fondo, in fondo, pensava fosse una buona cosa in vista della “rivoluzione a venire”. Vanità e crudeltà del progressisismo profano, quanti martiri, profeti o semplici credenti di una religione di serie “B” metadonizzati hai prodotto?

    Per concludere: Froid non ci aveva capito proprio nulla di spiritualità, in compenso aveva capito molto sulla guerra…

    saluti

  6. in questo periodo mi sento troppo anti-cattolico…

    sono riusciti a riaccendere in me l’odio versao i prelati tutti, soprattutto graduati…

    ciao miguel

    orso

  7. utente anonimo says:

    Voler vedere nella religione una funzione diversa da quella che ogni religione può (o non può) dichiarare, mi sembra sempre abbastanza offensivo per chi nelle religioni crede.

    Uno deve sentirsi libero di essere cristiano per liberarsi dal peccato originale, o musulmano per servire Dio, o “normale” (spiegherei perchè dico normale, ma mi sembra evidente) per continuare il quotidiano rapporto con le stagioni, gli dèi ecc.

    e non “ah, sei cristiano, un povero oppresso allora”.

    Certo gli integralisti, i teocom teodem teoquelchetipare, quellichelafamigliaèdavveroimportante ecc., sì, sono pesi come il piombo e insopportabili e beghini e non dovrebbero occuparsi dello Stato. E ipocriti.

    Però, c’è qualcosa, in una persona genuinamente religiosa, che me la fa preferire allo snobismo facile, e ormai anh’esso noiosissimo, del “a i preti di tutte le religioni mi fanno schifo uguale” e “io a certe cose non ci credo, sono troppo sveglio”.

    Paolo

  8. senza religione si vive bene lo stesso…l’educazione dell’uomo non deve avvenire con la paura della punizione ma da una buona educazione familiare e scolastica…dalla fine delle ingiustizie…ma visto come siamo messi (la fame in giro per il mondo)con le tre religioni monoteiste…sarebbe bene aprire un dialogo perenne e costante…offrire del te’ e sperare che la gente assuma sempre meno *OPPIO*per vedere *CHIARO*…

    Ciao Miguel.

  9. utente anonimo says:

    >Diciamo che se nessuno si facesse esplodere in mezzo al flusso dei pendolari dichiarando di farlo in nome dell’Islam questo renderebbe più facilmente gestibile i migranti di cultura islamica. Francesco<
    Ne dubito fortemente. Troverebbero di sicuro un altro motivo per considerarli “ingestibili”. Vedi alla voce “cinesi”, di cui nessuno s’è sognato mai di farsi esplodere, anzi se proprio a un cinese “italico” prudono le mani ammazza sempre un altro cinese. Non mi dirai che i cinesi sono per questo considerati “più gestibili”, eh?:-)

    >Ti amo per come censuri la realtà per renderla poetica.<
    Ma no, che censura, è che MM vede nel bicchiere riempito fino a metà solo un bicchiere “mezzo vuoto” e nosotros un bicchiere “mezzo pieno”. Tutto qui.

    Ciao

    Ritvan

  10. utente anonimo says:

    >senza religione si vive bene lo stesso…vogliopartire<
    Certamente. E ci si sente anche – pissicologicamente parlando – più liberi di combinar porcate:-). Però non si muore bene lo stesso: difatti la stragrande maggioranza degli anticlericali più impuniti – a cominciare da un certo Camillo Benso Conte di Cavour – prima di morire ha cercato sempre un prete. Chissà perché….:-)

    Ciao

    Ritvan

  11. utente anonimo says:

    Come (quasi) sempre mi accade, concordo col # 7 di Paolo.

    Ritvan

  12. Ritavan-…le peggio porcate in Italia sono avvenute proprio da persone educate e cresciute nell’ambito della Chiesa. PUNTO.

    P.S: cio’ non toglie che ci siano preti tipo Don Ciotti che poi non ti fanno odiare la religione e il Vaticano, ma certo riflettendo si fa fatica a vedere quanta miseria potrebbe essere risolta con tutti i possedimenti e le ricchezze della chiesa. PUNTO

  13. utente anonimo says:

    Ritvan,

    francamente non mi sembra che i credenti, in linea di massima, tendano a mostrare maggiori remore a commettere porcate :-)

    Però è vero che molti non credenti – di ogni classe e ceto sociale – cercano spesso conforto nella fede quando comincia a farsi sera.

    Z.

  14. Z..si puo’ essere credenti di un qualcosa di impalpabile e non volere tra i piedi nessuno.

  15. utente anonimo says:

    “Come (quasi) sempre mi accade, concordo col # 7 di Paolo.

    Ritvan”

    beh, Ritvan, anch’io sono quasi sempre d’accordo con te… forse la frequentazione virtuale ci ha reso più simili di quanto fossimo in partenza :-)))

    Paolo

  16. Però è vero che molti non credenti – di ogni classe e ceto sociale – cercano spesso conforto nella fede quando comincia a farsi sera.

    ————————–

    Mi viene in mente il pittore GUTTUSO comunista e ateo, quando fu colpito dalla malattia che lo ha portato alla morte frequentava il cardinale Angelini e Andreotti…

    come dire i falchi che aspettano la preda indebolita e impaurita!

  17. Santaruina says:

    Per Ritvan: la nuova religione di cui parlavo è quello “psudospiritualismo”, per dirla alla Miguel, che io personalmente identifico in quel vasto fenomeno che per brevità potremo chiamare “new age”, con tutti i suoi filoni.

    Blessed be

  18. utente anonimo says:

    >ma certo riflettendo si fa fatica a vedere quanta miseria potrebbe essere risolta con tutti i possedimenti e le ricchezze della chiesa. PUNTO vogliopartire<
    Questa è la sublimazione del luogocomunismo. PUNTO.:-)

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Dopo che i poveri, disgraziati e derelitti della Terra si saranno allegramente magnati, bevuti, cagati e pisciati tutti i beni del Vaticano e ne chiederanno altri, dici che dovremo metter mano anche alle cupole d’oro delle moschee?:-)

  19. utente anonimo says:

    >>”ah, sei cristiano, un povero oppresso allora”.

    Oppresso no, ma oppressore magari un pochino sì.

    O, più spesso, complice di oppressori varii (magari per semplice silenzio e/o passività).

    Mr.XYZ

  20. Ritvan…inutile risponderti, una perdita di tempo, è il tempo è prezioso.

  21. Ehehe attento che fai il materialista che vede la religione frutto di un’esigenza sociale e psicologica?

    La religione(quella autentica ;-) ) è vera perchè data da Dio :-p

    Io avrei però una visione “leggermente” diversa dalla tua

    innanzitutto distinguerei non attribuirei all’Occidente (??) il ruolo di manipolatore della religione più di quanto lo attribuire ad ogni “Potere” nella storia dell’uomo.

    La spoliazione del tratto identitario di una religione , credo, sia questione poi di interesse del potere: nel senso che in qualunque epoca l’interesse a conservare il potere attraverso la religione del luogo nè ha fatto elemento sociale, quando questo Potere (commercio o espansione imperiale) non era più interessato ad interessato alla religione , ne ha vi via diluito l’importanza sociale

    In secondo luogo parlando delle religioni attuali farei vari distinguo.

    Nel senso che ogni nucleo religioso ha un carattere di nonriducibilità all’attuale Sistema né , praticamente, a qualunque altro. L’uomo cristiano e l’uomo islamico che agissero secondo i principi della propria dottrina religiosa sarebbero difficilmente inseribili in questo mondo. Egualmente contrari alla logica del profitto come motore degli uomini quindi.

    Sono tra l’altro in profondo disaccordo che l’Evangelismo sia tra le varie religioni quella a presentare maggiore adattabilità allo sfruttamento, anzi…. per il suo NON DELEGARE , il suo richiamo all’individuo è quella che potrebbe essere maggiormente d’ostacolo.

    Altra cosa è l’organizzazione delle società cristiane ed islamiche.

    Le prime(cristiane) da molto tempo hanno perso il loro carattere patriarcale/feudale per un sistema liberalcapitalista. Le seconde lo stanno facendo.

    Nel mondo islamico gli attuali fenomeni politici di reazione al mondo liberalcapitalista , a mio avviso, sono di due generi : uno totalitario assimilabile al totalitarismo mussoliniano e l’altro dittatoriale assimilabile alla dittatura franchista.

    Il primo espresso dall’Iran , Hamas e compagnia bella

    Il secondo espresso dalle oligarchie filooccidentali.

    Come accadde per il fascismo, non credo esso sia fenomeno che si possa seriamente prendere in considerazione per contrapporlo ai difetti della società liberalcapitalista poiché ha mali più profondi.

    E per quanto riguarda il secondo (le dittature di Destre stile Franco, Pinochet) hanno la tendenza a finire in un sistema liberalcapitalista (anche se con molti difetti di elitarismo) ,forse un po’ perchè scomode per l’opinione internazionale, un po’ per la formazione di una società aperta nel settore economico

    Naturalmente i paragoni storici reggono fino ad un certo punto poiché si rischia di fare la fine del tacchino a cui portavano il pasto ogni giorno alla stessa ora… fino a che non arrivò Pasqua.

    Comunque alla fine di tutto, ed è forse questa la divisione più grande tra come percepiamo la situazione medioorientale, per quanto mi riguarda l’appoggio a formazioni “reazionarie” porta quasi sempre da un lato ad un abbattimento del tenore di vita della popolazione locale (specie se questa è in presenza di un embrione di democrazia: Libano, Turchia) e dall’altro non ostacola il capitalismo totalizzante (sai cosa intendo) ma semplicemente lo ritarda in quel luogo favorendo tuttavia l’accrescersi del suo potere in maniera generalizzata tramite appoggi dei reazionari a Stati nondemocratici e sempre più ultracapitalisti (ad esempio: la Cina non democratica è più organica al capitalismo totalizante di quanto non lo siano gli USA con la cultura dei diritti individuali). Detto con un esempio: per me è estremamente più interessante Israele come bastione anticapitalismo totalizzante che l’Iran

    Ciao

    p.s.

    Hai letto : “L’Islam visto di J.Evola” di Mutti?

    p.p.s.

    Sono stato OT?

  22. scusate lo stile, spero si capisca lo stesso…

    è da oggi che mi sento stonato… direi quasi ipnotizzato :-)

  23. rezarez says:

    Senza dubbio Marx si riferiva alle nozioni volgarizzate della religione e a quelle erronee di quei predicatori che consideravano l’oltretomba ; una forma di compnesazione delle mancanze economiche/materiali di questo mondo mentre, dal punto di vista della filosofia religiosa, l’oltretomba è considerata una continuazione logica ed intelligibile della vita eterna.

    Io non so perché Marx (considerato un filosofo)abbia voluto (intenzionalmente) ripetere le idee di Feuerbach riguardo la religione ma bisogna vedere se esiste qualcosa di nuovo nella posizone di Marx rispetto all’ “umanesimo ateo” di Feuerbach!?!

    Comunque a mio avviso, identificare il ruolo del clero cristiano nel medioevo con Gesù nella Palestina di duemila anni fa è, se non un atteggiamento tendenzioso, un chiaro indice di totale ignoranza.

    Marx non intraprende una discussione filosofica o un’inchiesta scientifica, quando attacca la religione, si limita invece al ruolo storico dei religiosi e quindi, identifica la religione coi religiosi”

    E’ possibile che Marx non sapesse che i liberi pensatori cristiani , nella lotta contro gli abusi del celro e della chiesa,hanno fatto grandi sacrifici ?

    I 300.000 uomini massacrati(nella guerra dei cent’anni) a Barcelona erano tutti cristiani, o no?

    E’ perché Marx cerca di combattere l’Islam citando le infamie del Califfato (come del resto hanno fatto e fanno molti preti, per ultimo Benedict XVI°), forse anche in questo caso, i primi e più importanti esponenti della religione islamica non erano tra le vittime del Califfato?

    Seguendo i passi di Marx in questa sua mistificazione anti-cristiana ed anti-islamica, cosa di cui sarebbe stato capace solamente uno ebreo, i valori morali e le virtù spirituali che la religione ha sempre difeso vengono proclamati con fervore proprio da Marx !!!

    “i valori spirituali sono più importanti del pane”, questo riesce a dire Marx mentre infanga e calpesta senza riserve la religione (altrui).

    reza

  24. utente anonimo says:

    Caro Ritvan,

    sono del tutto in disaccordo.

    I cinesi danno (e hanno) i normali probelmi connessi all’immigrazione. Come gli albanesi o i nigeriani.

    Problemi assai pesanti, tra l’altro.

    Per l’Islam si aggiunge il problema dell’Islamismo “combattente”, che da qualche parte dovrà anche reclutare e rifornire di armi i “combattenti”. Non siamo alle solite paranoie da indigeni contro immigrati ma a qualcosa di assai concreto. Certo non generale.

    Francesco

  25. utente anonimo says:

    “Oppresso no, ma oppressore magari un pochino sì.

    O, più spesso, complice di oppressori varii (magari per semplice silenzio e/o passività).

    Mr.XYZ”

    Beh

    io intendevo “oppresso dall’oppio”, tu intendi solo “venditore di oppio allo scopo di opprimere”.

    E sì, i cristiani (ma anche altre religioni, siamo giusti) sono stati e sono anche queste cose.

    Ma esiste anche la gente davvero religiosa, che non mi sentirei di definire scema o “drogata” solo perchè crede (anzi, di solito trovo antipatico chi si prende gioco delle credenze degli altri, quando poi ha ragioni più risibili di quelle dei credenti lo trovo anche supponente) e non la si può certo incolpare di appoggio alle dittature o qualunque altro crimine a scelta, solo perchè va in chiesa-moschea-sinagoga-tempio indù ecc. ecc.

    Insomma, dire che mia nonna che andava in chiesa appoggiava Pinochet mi sembra se possibile ancora più assurdo di dire che mio nonno che votava PCI era compagno di merende di Stalin.

    Mi sembrano entrambi ormai discorsi da luogo comune:

    c’è una lista di cose che sono ammesse e non discutibili, perchè costituiscono il “minum set” :-) per non passare come orchi, psicopatici o “oppiati”:

    la Chiesa cattolica può parlare, purchè faccia ammenda degli errori del passato (e hanno ragione i cattolici: e basta co’ ‘ste ammende, non se ne può più!), la sinistra può parlare, purchè faccia ammenda (idem), ecc. ecc.

    Solo che tutte ‘ste ammende non servono a purificare il dibattito, ma a castrarlo.

    Metti che il cattolico alzi la voce: voila, beccati Galileo e Gordano Bruno, davanti a questo non si discute.

    Se quello di sinistra è un po’ troppo di sinistra, ecco pronto Pol Pot.

    Poi ovviamente ci sono Franco e Mussolini e il mullah di Gerusalemme (pensa se era il mullah di Roncocampocanneto: non se lo filava nessuno!).

    Qua in Italia, dopo il fascismo, per paura di sembrare fascisti abbiamo castrato il patriottismo e l’amor di patria, che magari un po’ faceva anche bene. Adesso ne siamo liberi, evviva, del resto il patriottismo è una cosa da sottosviluppati, no? Noi siamo troppo esperti per cascarci.

    Peccato che poi tutti i nostri modelli inarrivabili (che vorrei sapere chi li ha scelti e perchè) siano così “sottosviluppati”, sotto questo aspetto. Ma noi dobbiamo fare ammenda.

    Adesso, tutta la gente per bene va a difendere lo stato laico, mentre altra gente per bene va a difendere la famiglia, e a dire il vero anche i froci (posso dirlo, sono tesserato ArciGay, c’ho il Ghetto-pass) sembrano per bene anche loro, che palle!

    Poi arriverà qualcuno per male e ce lo metterà in der posto.

    Paolo

  26. utente anonimo says:

    >Ritvan…inutile risponderti, una perdita di tempo, è il tempo è prezioso. vogliopartire<
    Urka! Se il tuo tempo è così prezioso potresti venderlo – visto che i bieki pretacci non hanno la minima intenzione di vendere ai giapponesi i tesori dei musei Vaticani – e col ricavato sfamare mezzo mondo:-).

    Ciao

    Ritvan

  27. utente anonimo says:

    Paolo #7,

    Voler vedere nella religione una funzione diversa da quella che ogni religione può (o non può) dichiarare, mi sembra sempre abbastanza offensivo per chi nelle religioni crede.

    Oddio, e questa bomba al plastico contro le Scienze delle Religioni in ogni loro possibile declinazione dall’Ottocento in qua (esclusa quella ermeneutica)?

    Con tutto che concordo pienamente con l’ultima tua osservazione, e anzi ritengo il sentimento religioso quello “più umano” (e quindi “più alto” secondo la mia personale classifica), ‘sta cosa che hai detto mi pare eccessiva.

    Si può dire “le religioni hanno anche determinate caratteristiche non-puramente-religiose” senza dire necessariamente “le religioni sono tutte stronzate”, come mi sembra abbia fatto Miguel, no?

    Erika

  28. utente anonimo says:

    >ma certo riflettendo si fa fatica a vedere quanta miseria potrebbe essere risolta con tutti i possedimenti e le ricchezze della chiesa. PUNTO vogliopartire<
    Questa è la sublimazione del luogocomunismo . Ritvan

    maria

    ritvan , cortesemente, smettila di attribuire tutte le c…te ai comunisti.

    Per esempio io quoto il tuo post, tutto!!

  29. utente anonimo says:

    >Ritavan-…le peggio porcate in Italia sono avvenute proprio da persone educate e cresciute nell’ambito della Chiesa. PUNTO. vogliopartire<
    Ehm, vogliopartire, ti stai “radicalizzando” troppo mi pare e stai sfornando luoghi comuni a un ritmo impressionante (IL LUOGO COMUNE E’ L’OVVIO DEI POPOLI:-) ). E mi storpi anche il nome. C’è da far incazzare anche un carmelitano scalzo:-).

    E’ ovvio e statisticamente obbligatorio:-) che la maggior parte delle porcate in Italia debbano essere commesse da cattolici e non da buddisti, animisti, atei, musulmani et similia, visto che la stragrande maggioranza della popolazione italica è formata da “da persone educate e cresciute nell’ambito della Chiesa”.

    Ciò vuol dire solo che nel caso dei “porcari” la Chiesa ha fallito – per molti e disparati motivi che non sto ad elencare – la sua missione educativa, non che la Chiesa sia una fabbrica di porcari.

    Ciao

    Ritvan

  30. kelebek says:

    Per Filomeno n. 21

    1) Ho letto poco di Evola, e quel poco mi è bastato per considerarlo un nemico, per quanto colto e intelligente.

    Leggere commenti alle sue opere non mi interessa.

    2) Non dimenticare la manipolazione più pericolosa dell’Islam, che è quella turca; dove esprime la spinta di quegli imprenditori che hanno fatto crescere del 170% il PIL in pochi anni e che puntano all’Europa, con conseguente smantellamento dello stato nazionale/nazionalista turco, in nome del mercato globale e delle privatizzazioni.

    Miguel Martinez

  31. Non ne capisco nulla di religione…

    ma sono cresciuta bene lo stesso…mi arrendo Ritvan…PUNTO E VIRGOLA!!!!

  32. utente anonimo says:

    >ritvan , cortesemente, smettila di attribuire tutte le c…te ai comunisti.

    Per esempio io quoto il tuo post, tutto!! maria< O Dolce Mary che vedere la parola “comunismo” all’interno di un’altra parola ti fa l’effetto della muleta sul toro:-), forse ti è sfuggito che non stavo parlando di “comunismo”, bensì di “luogocomunismo”. Un flagello che infesta i popoli trasversalmente, a prescindere dalla tessera.
    Infatti la cazzata “Se il Vaticano liquida tutto e distribuisce il ricavato ai poveri della terra, si risolve il problema della fame nel mondo” l’ho sentita “ecumenicamente” da gente di destra, sinistra e centro.

    Ciao

    Ritvan

  33. utente anonimo says:

    #Erika n.27

    vabbè, non mi sembra di essere così esplosivo.

    Io so’ ignorante, ahò, ma se la scienza delle religioni dice che tu credi in Brahma perchè in realtà c’hai bisogno di questo e di quest’altro, e non eprchè, insomma, credi in Brahma, non dico che la scienza delle religioni sia serva di Freud e/o Marx, però magari se so’ brahmino me ‘ncazzo un attimo.

    Paolo

  34. utente anonimo says:

    Però, sì, rileggendo mi pare eccesivo anche a me.

    Però, che vuoi, io vedo che i cattolici- parlo di loro perchè li conosco meglio- mica fanno mistero delle caratteristiche non puarmente religiose della loro religione, anzi le studano pure, io per esempio al mio misero esame di letterattura cristiana antica le ho studiate.

    Poi esce il genio, quello che le religioni sono tutte stronzate, e le rinfaccia neppure al cattolico, ma a me (!), come se fossero grandi scoperte, e per di più sue.

    E allora, come il brahmino, me’ncazzo un attimo anch’io, e sì che non sono neanche cattolico.

    Per il resto, c’hai ragione, la frase era eccessiva e da contestualizzare.

    Paolo

  35. utente anonimo says:

    >Non ne capisco nulla di religione…

    ma sono cresciuta bene lo stesso…mi arrendo Ritvan…PUNTO E VIRGOLA!!!!vogliopartire < Massì, abbondiamo, anche DUE PUNTI, anzi, DUE PUNTI E DUE VIRGOLE:-) come diceva Totò. Anch’io sono cresciuto in un paese ateo, anzi, nell’unico paese al mondo che aveva nella Costituzione l’ateismo di Stato. Anch’io credo di essere cresciuto bene (anche se qualche signorina non sarà d’accordo, ma chissenefrega!), ma non posso dire lo stesso di molti miei compatrioti. Che hanno riempito i marciapiedi italici di giovani donne, loro “sorelle” rapite o ingannate e schiavizzate.
    Io lo imputo all’ateismo di stato, i razzisti italici alla natura intrinsecamente malvagia della “razza” albanese. Tu pensa un po’ come ti pare.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Io penso che l’ateismo sia un lusso che si possano permettere – senza diventare dei farabutti – solo persone dalla volontà e moralità ferree. Però, visto che persone in possesso dei seguenti requisiti sono in genere una trascurabile minoranza, la religione come “oppiaceo” non può che far bene.

  36. utente anonimo says:

    ERRATA CORRIGE #35

    “suddetti requisiti” al posto di “seguenti requisiti”.

    Ritvan

  37. Ritvan

    P.S. Io penso che l’ateismo sia un lusso che si possano permettere – senza diventare dei farabutti – solo persone dalla volontà e moralità ferree. Però, visto che persone in possesso dei seguenti requisiti sono in genere una trascurabile minoranza, la religione come “oppiaceo” non può che far bene.

    —————————–

    Non credo che l’essere un farabutto possa dipendere dall’essere cresciuti in un paese ateo…i farabutti sono dappertutto…anche noi ne abbiamo parecchi.

  38. utente anonimo says:

    “Io lo imputo all’ateismo di stato, i razzisti italici alla natura intrinsecamente malvagia della “razza” albanese. Tu pensa un po’ come ti pare.

    Ciao

    Ritvan”

    Eh Ritvan io ho sentito razzisti italici appoggiare entrambe le teorie, alternativamente. :-)

    “P.S. Io penso che l’ateismo sia un lusso che si possano permettere – senza diventare dei farabutti – solo persone dalla volontà e moralità ferree.”

    Un po’ lo penso anch’io.

    Non che sia credente- e non ho neanche volontà e moralità ferrea!

    Sto messo proprio male! Ma almeno lo so! :-)

    Paolo

  39. utente anonimo says:

    >il mullah di Gerusalemme (pensa se era il mullah di Roncocampocanneto: non se lo filava nessuno!). Paolo<
    Veramente era il “muftì”. Mullah era p.es. il rapitore di Mastrogiacomo, Dadullah, che grazie ad Allah adesso sta beato fra le donne nell’aldillah e non può più rompere nell’aldiquah:-).

    >Qua in Italia, dopo il fascismo, per paura di sembrare fascisti abbiamo castrato il patriottismo e l’amor di patria, che magari un po’ faceva anche bene. Adesso ne siamo liberi, evviva, del resto il patriottismo è una cosa da sottosviluppati, no? Noi siamo troppo esperti per cascarci.< A proposito di patriottismo, qualche “luogo comune”:-). “Che cos’è mai il patriottismo, se non la vostra convinzione che un Paese è superiore a tutti gli altri per il semplice fatto che ci siete nati voi?” (George Bernard Shaw) «Il patriottismo è quando l’amore per la tua gente viene per primo; nazionalismo quando l’odio per quelli non della tua gente viene per primo.» (Charles De Gaulle) “Il patriottismo è l’ultimo rifugio di un farabutto.” (Samuel Johnson) «Patriottismo, nazionalismo e razzismo stanno fra di loro come la salute, la nevrosi e la pazzia.» (Umberto Saba) “Il patriottismo è la volontà di uccidere ed essere uccisi per bazzecole.” (Bertrand Russell) “Poche persone riescono a essere felici senza odiare qualche altra persona, nazione o credo.” (siempre Bertrand Russell) Ciao
    Ritvan

  40. utente anonimo says:

    >Eh Ritvan io ho sentito razzisti italici appoggiare entrambe le teorie, alternativamente. :-) Paolo< Porca miseria, nemmeno razzisti come si deve si riesce a trovare in Italia!:-). Dì loro che se vogliono essere razzisti comme il faut devono sostenere esclusivamente l’ipotesi della natura intrinsecamente malvagia dell’albanese!:-).
    Ciao

    Ritvan

  41. utente anonimo says:

    Miguel

    mi stai dicendo che esistono degli imprenditori musulmani?

    allora sarebbe vero che il conflitto di civiltà si può evitare, mi conforti

    Francesco

  42. utente anonimo says:

    Ok Miguel_

    con questo post, intellettualmente, mi sono sentito come un ragnetto catturato e rinchiuso in una scatola di stimoli, visioni, pensiero_

    mi metterò a tessere un po’ nella speranza di trovare i fori per l’aria_

    + + + + + + + + + + + + + + +

    primi ricami d’istinto, forse banali – ma mi piace partire dalla banalità, è così solido e sicuro_

    - molto bella l’immagine del “flusso” – uno si potrebbe concentrare a osservarla, e partire con pagine e pagine di germogli, poi foglie, poi fiori, frutti

    - quel “far sentire bene” è una delle monete con cui ti pagano – cercano di pagarti, o come dici te ipnotizzarti, su piani immediati: un po’ di denaro, godimento a basso costo, fast food dell’anima, perché tu non alzi la testa e ti distragga, e non ti accorga che potresti avere molto di più, che c’è molto di più intorno a te_

    - il bastone e la carota sono un’invenzione impressionante – il mezzo di controllo della massa più efficiente e solido sul piano costi-benefici-equilibri – ti dà quasi i massimo del profitto con quasi il minimo del costo_

    - quel passaggio che dici te da “esigere una cristallizzazione” a “esigere una fluidità”, è l’esatto corrispondente del passaggio fra metodo di produzione idustriale e metodo post-indutriale, fra catena di montaggio e rete – la rete è più efficiente, più veloce, e ti permette un controllo, anche se non al 100%, più esteso – invece di controllare 300 untà al 98% ne controlli 5000 al 70%, e questo anche solo in termini economici è un avanzamento impressionante – inolte è più elastica, puoi isolare meglio le falle – e così via – in praticac’ha un sacco di vantaggi, per chi sta al posto di comando_

    Leonardo Migliarini

  43. utente anonimo says:

    Francesco #4

    quello che dici è un fatto reale

    ma non credo affatto sia in opposizione con il post di Miguel – casomai ne è parte_

    ed è anche un problema che, preso a sé, andrebbe senza dubbio risolto_

    Leonardo Migliarini

  44. utente anonimo says:

    QUOTO al 100%

    questo pezzo di Paolo #7

    >Però, c’è qualcosa, in una persona genuinamente religiosa, che me la fa preferire allo snobismo facile, e ormai anh’esso noiosissimo, del “a i preti di tutte le religioni mi fanno schifo uguale” e “io a certe cose non ci credo, sono troppo sveglio”.< Leonardo M.

  45. utente anonimo says:

    Voglio Partire #20

    sono quasi sicuro che quella di Ritvan #18 era una battuta_

    soprattuto perché mi ha fatto ridere_

    Ehi, Rit – ma lo sai che a volte mi fai schiantare – mi fai quasi altrettanto bene di Peter Sellers – very thanks_

    comunque, sulla sublimazione del luogocomunismo – hai ragione finché si parla di “beni” – ma quando si parla di “produzione di ricchezza” secondo me ha più ragione Voglio Partire_

    ma la battuta era proprio bella_

    Leonardo M.

  46. utente anonimo says:

    x Filomenoviscido 21

    credo che l’accostamento Mussolini, Iran, fosse un esempio per sintetizzare, perché sviluppandolo non torna molto – con Hamas non torna per niente_

    invece mi piacerebbe capire meglio il ruolo di Israele com bastione anticapitalista – ovviamente era una provocazione ad effetto, ma se me la spiegassi accresceresti il mio bagaglio culturale del 95%_

    thanks_

    + + + + + + + + + + +

    per Rezarez

    ho una risposta facile a un tuo dubbio

    la Storiografia marxista era completamete artificiale, talmente materiale da diventare ascientifica, e non aveva niente a che vedere con la vera ricerca storica_

    io, fra l’Estetica, la Sociologia, la Politica e la Storiografia di Marx, direi che la Storiogirafia e la Politica sono le discipline che proprio si possono buttare in discarica_

    Leonardo M.

  47. utente anonimo says:

    davvero bella la chiacchierata che state facendo oggi_

    me la sono copiata intera_

    Leonardo M.

    + + + + + + + + + + + + +

    Ritvan, ti devo qualche risata_

    beccati queste:

    “Non andrei mai a vedere un film dove l’eroe ha il petto più grande dell’eroina”

    sul Vietnam

    “Credo che dovremmo tirarci fuori – che è quello che avrebbe dovuto fare anche il babbo di Nixon”

    Groucho

  48. utente anonimo says:

    Caro Leonardo

    la seconda battuta non mi fa ridere.

    Tanto per dirlo.

    Francesco

  49. utente anonimo says:

    France’

    ma allora te ami Nixon come Togliatti amava Stalin_

    in questo caso, scusami se la battuta ti ha offeso_

    Leonardo M.

  50. utente anonimo says:

    >uno totalitario assimilabile al totalitarismo mussoliniano…filomenoviscido< Ma totalitario sarà il “tuo”:-) Stalin! Il regime di Mussolini era semplicemente AUTORITARIO. Non era totalitario perché non controllava TOTALMENTE la Chiesa e la monarchia.
    Antifascisti va bene, ma con un po’ di giudizio ekkkekkazzz!

    Ciao

    Ritvan

  51. utente anonimo says:

    >Voglio Partire #20 sono quasi sicuro che quella di Ritvan #18 era una battuta_ Leonardo<
    La mia sì. Purtroppo quella di vogliopartire non era una battuta:-)

    >soprattuto perché mi ha fatto ridere_ Ehi, Rit – ma lo sai che a volte mi fai schiantare – mi fai quasi altrettanto bene di Peter Sellers – very thanks_<
    Not at all. La vita è una cosa che non va presa troppo sul serio, poichè in ogni caso non se ne esce vivi:-).

    Ciao

    Ritvan ‘O Filosofo Alle Vongole

  52. utente anonimo says:

    >comunque, sulla sublimazione del luogocomunismo – hai ragione finché si parla di “beni” – ma quando si parla di “produzione di ricchezza” secondo me ha più ragione Voglio Partire_ Leonardo< In che senso, caro, (ti ricordo che si parlava del contributo pecuniario della Chiesa alla lotta contro la fame nel mondo) che non bisogna vendere il contenuto dei musei vaticani, bensì spostare i suddetti musei chessò, in Biafra, cosi i turisti vanno a vederli là e producono ricchezza sul posto?:-)
    Ciao

    Ritvan il Tuo Peter Sellers Di Fiducia

  53. hafiz says:

    Nel Nome di Dio

    Hai posta ;)

    Rumi

  54. utente anonimo says:

    Caro Ritvan, sono del tutto in disaccordo…..Per l’Islam si aggiunge il problema dell’Islamismo “combattente”, che da qualche parte dovrà anche reclutare e rifornire di armi i “combattenti”. Non siamo alle solite paranoie da indigeni contro immigrati ma a qualcosa di assai concreto. Certo non generale. Francesco<
    Beh, non saranno “le solite” ma un po’ paranoiche lo sono. Anche i vietkong combattevano gli ameregani (come i jihadisti di oggi in Iraq e Afghanistan) in nome del comunismo ma non credo che i vietkong abbiano vinto grazie alle collette in denaro fra gli esuli o ai reclutamenti fatti dai loro “cavalli di troia” in occidente.

    Se gli ameregani sono tanto imbecilli da mandare solo 50 000 soldati laddove ne occorrerebbero per lo meno 500 000 (stime di istituti strategici occidentali, non di aljazeera) non è colpa di Ahmed il kebabbaro dei navigli.

    Ciao

    Ritvan

  55. utente anonimo says:

    >Seguendo i passi di Marx in questa sua mistificazione anti-cristiana ed anti-islamica, cosa di cui sarebbe stato capace solamente uno ebreo…reza< Bentornato caro reza! Ma perché mi devi sempre guastare il piacere di leggere il tuo papiro sulle corbellerie antireligiose di Marx, mettendomi il solito in cauda venenum sui bieki ebrei? Marx era, sì, di origini ebraiche, ma suo padre si converti al cristianesimo. E del resto non è che Marx avesse degli ebrei una buona opinione. Senti qui: ” Sappiamo che dietro ogni tiranno c’è un ebreo (.). L’utilità delle guerre promosse dai capitalisti cesserebbe, se non fosse per gli ebrei che rubano i tesori dell’umanità (.). Gli usurai contemporanei che stanno dietro i

    tiranni e le tirannie, per la maggioranza sono ebrei. Il fatto che gli ebrei siano diventati tanto forti da mettere in pericolo la vita del mondo, ci induce a svelare la loro organizzazione, i loro scopi, affinché il loro lezzo possa risvegliare i lavoratori del mondo a combatterli e ad eliminare un simile cancro”

    ( Karl Marx, Lettera del 2 dicembre 1863 a Friedrich Engels, in Marx e

    Engels, Werke, Berlin, Dietz Verlag, 1974, Vol.XXX, p.376; CFR Richard

    Wurmbrand, L’altra faccia di Carlo Marx, Editrice Uomini Nuovi, Marchirolo

    ( Varese ) 1984, trad. italiana, pp.39-40 ).

    Gli ebrei addirittura “un cancro”! Mi sembra di sentir parlare il buon Ahmadinejad:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Però, non mi girare la frittata e metterti a parlar bene di Marx dopo questa citazione, eh!:-)

  56. utente anonimo says:

    >Ritvan, francamente non mi sembra che i credenti, in linea di massima, tendano a mostrare maggiori remore a commettere porcate :-) Z.< Questo è un altro luogo comune:-).
    Bisogna mettersi d’accordo su cosa intendere per “credenti”. Perché vedi, caro Z., ‘sta facenda dei credenti che fan porcate somiglia un po’ a quell’altra dei “kompagni che sbagliano”. Nel senso che quando un comunista fa porcate gli altri si affrettano a dichiarare che quello non è affatto un “vero” comunista, poiché i “veri” comunisti son solo loro:-)

    Ciao

    Ritvan

  57. utente anonimo says:

    In effetti Ritvan ha ragione. Nemmeno un vero totalitarismo come si deve siamo stati capaci di avere, noi italiani.

    Il fatto è che partiamo animati dalle migliori intenzioni. Ma poi si sa, i costi, l’inflazione, e poi ci sono i parenti e gli amici da sistemare… e così si è lasciato tutto a metà.

    Poi ci abbiamo riprovato nel ’43, ma ormai era tardi…

    Persino come fascisti siamo poco seri… e dire che il fascismo l’abbiamo inventato noi! :-))

    Z.

  58. utente anonimo says:

    Ritvan,

    – Bisogna mettersi d’accordo su cosa intendere per “credenti”. Perché vedi, caro Z., ‘sta facenda dei credenti che fan porcate somiglia un po’ a quell’altra dei “kompagni che sbagliano”. —

    Beh, se ritieni che uno che fa porcate cessi ipso facto di essere un credente allora è come dici. Del resto per alcuni il “kompagno che sbaglia” cessa ipso facto di essere un kompagno e diventa “di destra”. E d’altronde Lidia Ravera scriveva su l’Unità che le donne che si comportano in modo abusivo verso gli altri cessano di essere “vere donne” e diventano sostanzialmente uomini.

    Ora, forse sbaglierò… ma a me questo sembra un viatico piuttosto comodo per sbadilare addosso agli altri la propria merda :-) Per come la vedo io, il kompagno che fa porcate resta non di meno di sinistra, la donna che si comporta in modo abusivo e stronzo resta a pieno titolo una donna, e il musulmano terorista (o il prete pedofilo) non cessa di essere musulmano (o cattolico).

    Sotto questa prospettiva non mi pare che i credenti abbiano mostrato, nella storia, d’essere più “buoni” dei non credenti…

    Z.

  59. utente anonimo says:

    Che poi, rileggendo meglio il tuo commento, a me sembra che stiamo dicendo la stessa cosa, e criticando allo stesso modo la pretesa di distinguere in modo arbitrario il “vero credente” dal “falso credente”.

    Oppure non ci ho capito un piffero??… boh, sarà l’ora, meglio che vada a lettto :-))

    Z.

  60. kelebek says:

    Per Francesco n. 41

    Presumo che la tua sia una battuta, non me lo starai chiedendo sul serio.

    In un certo senso, l’Islam è una religione di imprenditori.

    Miguel Martinez

  61. Dico io, modesta donna di 60 anni che ama la cultura, ma non mi influenza e ragiono poi con la mia testa…si possono ripetere per anni e anni e ancora anni quello che diceva il tal de tali…Marx, Lenin, Stalin, Hitler, Mussolini, e ancora ancora ancora…ma facciamola finita di rifarci al passato, se non per evitare di ripetere gli errori e le catastrofi…qua’ il mondo lo comandano in pochi…e va piuttosto male…è chiaro che l’America avendo il suo PIL legato al 75% ai SERVIZI…cioe’ aria fritta …ci fa’ fare a tutti i camerieri…CI FA’ CORRERE CORRERE, una fatica immane, travolgendo anche la nostra natura, la cosa grave è che vogliono dettare legge…imporsi con il sorriso durbans, se non ubbidisci ti marchiano come un animale al pascolo, se esci dal recinto sono guai…usano il laccio e ti riacchiappano se non ti fanno secco.

    Insomma c’è chi ci prova gusto da secoli a dividere la gente, con la politica e con la religione, la vera novita’ sarebbe…una pacifica lotta planetaria contro chi ci vuole a tutti i costi far comprare uno scolapasta quadrato se c’è lo abbiamo rotondo e puo’ essere utile rotondo ancora per anni e anni…è il CONSUMISMO… LA vera tragedia…be’ ragazzi adesso è la Cina in via di consumismo…altro che religioni…è il consumismo fino a se stesso che inquina, distrugge, e rovina i popoli.

    L’OPPIO moderno è il consumismo e la pubblicita’…AVERE X ESSERE…senza freni, una pubblicita’ che oramai occupa tutti gli spazi di una intera giornata…tutto cio’ che tocchi e guardi è pieno di PUBBLICITA’…L’OPPIO MODERNO…e lo spaccio dell’oppio vero, naturalmente.

    Ho divagato parecchio, ma non ho scomodato MARX; Lenin, Stalin Hitler…lasciamoli in pace…ne hanno fatti di guai, ma siamo sicuri? io non c’ero… mentre ora io ci sono, e per esempio quello che fa’ Berlusconi o Prodi lo tocco con mano…questo mi interessa!

    Ritvan…mai fatto ridere assai pure a me…smack!

  62. utente anonimo says:

    la Storiografia marxista era completamete artificiale, talmente materiale da diventare ascientifica, e non aveva niente a che vedere con la vera ricerca storica

    maria

    leonardo, tanto per mettere un po’ a fuoco questa tua affermazione, potresti citare qualcosa di preciso, autori, libri, saggi….

  63. trovo curiosamente contraddittorio amare la liminarità e odiare il flusso. Tutto ciò che è sul confine è perchè fa parte di un flusso: le razze – ad esempio – non esistono proprio perchè i geni sono flusso.

    Flusso è il fiume, e flussi sono i cicli, che combinano ciò che è fermo a ciò che si muove. I flussi sono sempre esistiti e sono natura, e non è l’occidente filosofico ad averne aumentato vertiginosamente la rapidità, ma la tecnologia: e ha iniziato a farlo molto tempo fa, e non sempre in occidente. Quei flussi che esistono in se’, oggi si muovono su aerei e in internet e sul satellite. Non so se tutto questo sia da odiare, sicuramente è pericoloso e affascinante, e non mi pare se l’odio, il tuo odio per tutto questo ti favorisca una comprensione serena. Io credo un occhio più neutrale, meno carico di disgusto per il brodo in cui nuotiamo (che non vuol dire partecipe o compiacente, eh) possa anche essere un occhio più acuto.

    rosa

    ps. ma toglimi una curiosità: tu pensi sul serio che ci sia una elite che favorisce le religioni new-age e allontana dalla religiosità “ferma” per far sì che i flussi – soprattutto quello di denaro – circolino più agevolmente? E come mai allora ovunque, in Italia, in America, nell’Islam, oggi il potere detesta i sincretismi e accende i ceri alle identità “ferme”, proprio come fai tu? Come mai nel nostro paese si è combattuto per inserire nella costituzione Europea la “pietra” ferma dell’identità giudaico-cristiana, in “risposta” alla “ferma” identità islamica? Non ti pare piuttosto contraddittorio? Il tuo essere contro il “laicismo” e contro i sincretismi non è affatto qualcosa che è inviso al potere, anzi: la piazza di San Giovanni era sicuramente con te.

    rosa

  64. utente anonimo says:

    x 50

    da dove proviene la parola “totalitario”?

    La parola fa la sua prima apparizione politica nell’enunciato mussoliniano del discorso all’Augusteo, la sera del 22 giugno 1925, discorso che rappresenta un fondamentale punto di riferimento per gli storici fascisti, come Gioacchino Volpe.

    “Abbiamo portato la lotta su un terreno così netto che bisogna essere di qua o di là. Non solo, ma quella meta che vide definitiva la nostra feroce VOLONTA’ TOTALITARIA, sarà perseguita con ancora maggiore ferocia”.

    Il fascismo “riprende la marcia della Rivoluzione, deciso alla conquista piena, totalitaria, inesorabile, di tutti i poteri dello stato” (Il Popolo d’Italia, 23 giugno 1925).

    “La stessa affermazione totalitaria del fascista è incomprensibile ai nostri nemici” (L’Idea Nazionale, 23 giugno 1925).

    Per la prima volta compare dunque il “linguaggio totalitario” con il suo principale neologismo, in ambito politico.

    Gli storici tedeschi più rigorosi in questo campo attribuiscono giustamente a Mussolini la trasposizione nell’ambito politico del termine che Egli ha trovato nelle società per azioni: si chiamava infatti “totalitaria” una seduta in cui il quorum veniva rispettato.

    “E’ Mussolini che ha coniato il concetto di “totalità” statale” (Karl Bracher).

    Il suffisso -ario rientra nelle forme significative di certe opposizioni fondamentali nella lingua italiana. “Totalit-ario” è morfologicamente analogo e semanticamente opposto a “framment-ario”, come la “totalitarietà” si oppone alla “frammentarietà”. Alla concezione mussoliniana dello stato, Giovanni Gentile opporrà cinque giorni dopo la “frammentarietà” dello stato liberale e del sindacalismo libero. Gioacchino Volpe oppone lo stato forte allo “stato liberale, frammentario, slegato…insomma agnostico”.

    Nel 1933 Mussolini pronuncia un discorso, “Per lo stato corporativo”, in cui rende ufficiale la congiunzione fra attributo e nome: “per fare il corporativismo pieno, completo, integrale, rivoluzionario (…), dopo il partito unico ci vuole lo stato totalitario”.

    Nello stesso periodo il termine venne ripreso dal Fuhrer, “totaler Staat”.

    Carl Schmitt: “Totale nel senso della qualità e dell’energia, al modo per cui lo stato italiano si chiama “stato totalitario”, che vuol dire anzitutto che i nuovi strumenti di potenza appartengono esclusivamente allo stato e servono all’aumento della sua potenza”.

    “Totaler Staat” traduce lo “stato totalitario” di Mussolini e Gentile.

    Successivamente “total” viene soppiantato dal neologismo di origine francese, con la desinenza in -ar: “totalitar” (a finale con la dieresi).

    (adesso devo andare, ma chi vuole approfondire può leggersi gli autori che ho citato)

    ciao Piero

  65. non rileggiamo sempre cerchiamo di *inventare* …e soprattutto cerchiamo di leggere il nostro *CUORE* se ancora esiste il *CUORE* CHE GENERA AMORE…ma voi che sapete tutto, è vero che l’amore parte dal cuore? e magari non dal cervello?

    Almadinejad genera amore? eppure quella lettera senza risposta scritta a Bush mi ha affascinato parecchio.

    Bush genera amore? No il suo cuore va a petrolio è nero.

    Blair ha generato amore? il cuore di Blair genera sterline nell’Inghilterra dei Lord e i Lord so Lord amano la caccia alla volpe…e le volpi se le cercano da cacciare in continuazione.

    Berlusconi genera amore?…Craxi lo ha condannato a diventare ricco, lui poverino ha subito e si è adeguato a diventare sempre piu’ ricco, poi pero’ deve ridistribuire ai suoi spingitori di cavalieri…e qualche mollica casca e va a favore del popolino servo e sciocco.

    Prodi…fa politica perlomeno da 30 anni, ma non ha un partito, genera amore? No genera ricchezza per se, la ridistrbuisce ai suoi figli, ama succhiare il sangue al popolo per fare bella figura con i suoi *PADRONI*, esegue ordini come un cameriere, non ha un cuore, se non per la famiglia, da cui dipende in toto, la moglie lo segue e gli mette i calzini e le mutande ogni mattina.

  66. utente anonimo says:

    Allora,

    1) paragonare Nixon a Stalin è empio, anche più che paragonare me a Togliatti.

    In ogni caso pensavo al destino del popolo vietnamita e non a quello del presidente USA.

    2) Per il capo: questa dell’Islam come religione di imprenditori mi è del tutto nuova. Quel poco che sapevo è che a fare girare i soldi (escluse le tasse) ci pensassero le minoranze (armeni, greci, ebrei). Del resto non ho mai sentito parlare di borghesia islamica, massimo di qualcuno ammanicato col detentore del potere politico che si fa concedere una rendita (in senso lato). Erudiscimi e sarò felice di ampliare le mie limitatissime conoscenze.

    Però qualcosa sul rapporto tra capitalismo, certezza delle leggi e assolutismo islamico mi par di ricordare.

    3) * Z. credo che tu confonda più buoni con menio cattivi. e questo fa una bella differenza.

    4) lo scontro tra capitalismo e cattolicesimo è impersonato benissimo da questo Papa. Credo si tratti di un equivoco motivato da un’invasione di campo del capitalismo, o da una sua ideologizzazione ed estremizzazione, più che di vera incompatibilità, ma lo scontro c’è. Invece tutte le identità deboli vanno benissimo all’economia di mercato e ai profeti della sua valenza totale. Poi si trovano musulmani in casa (non in Iraq, in casa) e quelli sono sottomessi ad Allah e il giochino minaccia di non funzionare più.

    Ciao

    Francesco

  67. utente anonimo says:

    Quando il cuore va da una parte e il cervello dall’altra, il risultato è sia catastrifico sia imbarazzante.

    Francesco il Tomista

  68. kelebek says:

    Per rosa n. 63

    Trovo sempre una tremenda difficoltà a discutere con te, perché le cose che mi contesti non hanno in genere la minima attinenza con ciò che penso.

    Ad esempio, constatare che viviamo in una situazione di flusso corrosivo e di accelerazione dei tempi non è un giudizio: giudicarlo sarebbe come cercare di giudicare il fatto che d’inverno fa freddo.

    Noto che questo flusso tende a risucchiare i migranti; e noto che a questo risucchio, i migranti pongono forme di resistenza diversa.

    Poi dici una cosa stranissima:

    “tu pensi sul serio che ci sia una elite che favorisce le religioni new-age e allontana dalla religiosità “ferma” per far sì che i flussi – soprattutto quello di denaro – circolino più agevolmente?

    Ora, quando chiedi, “tu pensi seriamente”, tu sottintendi che io abbia detto qualcosa del genere.

    Intanto, io credo che siano le circostanze, il flusso appunto a fare la storia, e non le élite: anzi, da qualche parte, mi sembra che tu mi abbia detto che la pensi al contrario di me proprio su questo, mentre adesso mi attribuisci una posizione simile alla tua.

    Io ho detto che certe forme che possiamo vagamente definire “new age” (e da cui provengo io stesso, in qualche misura) potrebbero servire a una “elite di funzionari”: ma solo nel senso di un gruppo di persone coinvolte anch’esse nel flusso. Elite solo nel senso di gruppo ristretto, ma sempre funzionari e quindi oggetto del flusso anche loro.

    Mi sembra evidente che la cultura new age nel senso più ampio (soprattutto nella variante next age, potenziale umano, l’idealismo magico del culto del successo, ecc.) sia molto forte tra i funzionari del flusso – basta vedere qualunque corso di formazione aziendale.

    Ma ho detto anche che il sistema “prevede” (scusa la personalizzazione) “cristianesimi e islam riciclati per le masse”.

    E qui si gioca proprio sulla creazione di identitarismi vari, tra cui quella dei “cristianisti”.

    Forse sono stato poco chiaro nell’esprimermi, ma sono anni che dico queste cose, in centinaia di post e articoli sul mio sito, per cui dovrebbe essere chiaro il discorso.

    E invece, evidentemente, no :-((

    Miguel Martinez

  69. Che vuol dire: “risucchiare i migranti”? Qual è il migrante “risucchiato”, il filippino che viene qui a farsi il culo, lasciando tutto a casa figli compresi, per aprire chissà quando un’attività nelle Filippine, ma che non diventerà mai Italiano? O mr Obama senior, immigrato africano padre dell’americano forse futuro presidente USA? Sono – questi due esempi di “migrazioni” diverse – davvero qualcosa che tu osservi con neutralità, con occhio da entomologo? Senza giudizio? Piuttosto, mi dispiace che tu ti sia “fermato” sull’aspetto irritante delle mie ipotesi sul tuo pensiero e non abbia invece commentato i miei argomenti: ovvero che il flusso esiste, che è natura, e che non una ideologia ma lo sviluppo tecnologico li rende semplicemente molto più veloci.

    Ah: le contaminazioni new age dei corsi aziendali sono oriente che contamina occidente, non viceversa.

    Naturalmente non ci trovo nulla di scandaloso: tu sì?.

    rosa

  70. Scusa, eh, ma in questa frase:

    “Per ottenere questo, si ricorre, come vedremo, alle tecniche di sempre: il bastone e la carota, o, per chiamare le cose con il loro nome, il terrore e la corruzione.”

    non mi pare che si parli di “flussi”, mi pare che ci si riferisca a dei precisi “attori” con precise intenzionalità.

    E quando parli di “terrore” e di “corruzione” osservi neutralmente?

    rosa

  71. kelebek says:

    Per rosa n. 69:

    Piuttosto, mi dispiace che tu […] non abbia commentato i miei argomenti: ovvero che il flusso esiste, che è natura, e che non una ideologia ma lo sviluppo tecnologico li rende semplicemente molto più veloci.”

    Boh, a me sembra non solo di aver commentato, ma detto esattamente la stessa cosa: giudicare il flusso, ho detto “sarebbe come cercare di giudicare il fatto che d’inverno fa freddo.”

    “le contaminazioni new age dei corsi aziendali sono oriente che contamina occidente, non viceversa.”

    Su questo non sono assolutamente d’accordo. Lo dico a ragion veduta, nel senso che ho una certa conoscenza delle “filosofie orientali” e una buona conoscenza della cultura aziendal/New Age.

    Quel poco che di finto Oriente che c’è in quei corsi fa parte del saccheggio imperiale generale, come le cineserie del Settecento, o i negozi di “coloniali” in Italia.

    D’altronde lo spirito dell’idealismo magico euroamericano – “volere è potere”, “la materia si piega a chi veramente desidera”, “tutta l’esistenza deve essere finalizzata alla vittoria”, “il mondo è femmina e il leader è maschio”, “il fallimento è peccato” – è qualcosa di totalmente occidentale, e si chiama, semplicemente, spirito del capitalismo, che si aggancia (e non sempre) a una mistificazione esotica.

    So benissimo che in ciò che scrivo, non c’è l’atteggiamento dell’entomologo.

    Lo spirito del capitalismo mi fa sicuramente orrore e lo dico; ma questo è un giudizio estetico, interiore, non un giudizio storico.

    Un conto è riconoscere la realtà, cioè che il più cattivo vince sempre, un altro conto è farsene intimamente complice, goderne.

    Non posso però pretendere di convincere chi ha una sensibilità opposta, ovviamente.

    Miguel Martinez

  72. kelebek says:

    Per rosa n. 70,

    non pretendo di essere neutrale.

    Il flusso premia chi vi si adatta, in questo senso premia i più passivi: il grafico pubblicitario che coglie la debolezza latente nell’essere umano, ad esempio, non è realmente uno che agisce, ma casomai è uno che subisce con più disponibilità di altri.

    Proprio come in un regime totalitario, dove il più servile fa più carriera.

    Ma immedesimandosi totalmente nel meccanismo, l’ “uomo di successo” adopera ogni mezzo per promuovere il meccanismo, e lì entra anche un barlume di coscienza nell’abbinare terrore e corruzione; però il risultato finale è semplicemente che aumenta l’efficacia del meccanismo nel suo insieme.

    Agisce in maniera apparentemente volontaria; però, se si elimina quella persona, che sembra fare scelte sue, troverai subito un’altra che ne prende il posto e fa quasi le stesse scelte.

    Miguel Martinez

  73. utente anonimo says:

    Miguel,

    ‘sta cosa del flusso e dei funzionari inizia a somigliare al “comunismo metafisico” di p.

    Potresti chiarire come vedi il funzionamento della Storia umana?

    E magari mi precisi la tua definizionedi capitalismo? per me è il regime economico in cui vige la libertà di impresa, con l’unico vincolo delle leggi e senza diritto dello Stato/comunità di interferire. Ma credo che per te sia altro.

    Grazie

    Francesco

  74. scusa, ma la vipassana nelle carceri/manicomi/aziende è “saccheggio imperiale” e la laicità in Turchia pure? Il tuo universo non prevede l’osmosi? Come puoi dire di amare il “confine”, quando poi ogni contaminazione ti indigna di per se’, a prescindere dal merito?

    rosa

  75. utente anonimo says:

    Aver contestualizato la famosa frase di marx ripetuta a pappagallo fino alla nausea , ricaricandola, di fatto, di significato storico da discutere OGGI, riconferma il valore culturale e politico di questo blog e di Miguel, indipendentemente dal fatto che si possa essere più o meno d’accordo con lui.

    Un altro punto che mi ha colpito è quello che indica la pretesa inaccettabile di confinare la religiosità in una bolla privata, che non interferisca con nessuno e nulla.

    E tuttavia le due manifestazioni romane mi sono sembrate entrambe una roba del passato, collegate appunto in modo speculare al concetto di religione, oppio dei popoli, che impedirebbe da un lato lo sviluppo di nuove aggregazioni umane e dall’altro la tutela di un’istituzione storica, la famiglia, come riflesso del creato.

    Per me la religione è qualcosa di più profondo, qualcosa che si oppone a una secolarizzazione estrema, che considera come merce la vita , la nascita e la morte, ma non in astratto, delle persone.

    Trovo stucchevole la discussione sulle famiglie, e l’ossessione del matrimonio dei gay,non trovai stucchevole la discussione ben più difficoltosa che fu fatta in occasione della legge sulla procreazione medicalmente assistita.

    maria

  76. kelebek says:

    Per Maria n. 75

    a parte la premessa del tuo commento :-) , condivido, come spesso accade.

    Miguel Martinez

  77. kelebek says:

    Per rosa n. 74

    Ovviamente esistono osmosi, passaggio, scambio… ne parlo spesso nei miei post.

    Le due questioni che proponi sono completamente diverse.

    Se domani, una multinazionale dovesse brevettare il nome “Freud” e dire che Freud insegnava come guadagnare un milione di dollari in una settimana, sarebbe un saccheggio, anche se fosse un pro-nipote di Sigmund Freud a farlo; ed è ciò che è successo con tante “filosofie” e “pratiche” non solo indiane e cinesi, ma anche dei nativi americani.

    Nel caso della Turchia – già nazione liminale dalla nascita – abbiamo la liberazione armata dagli imperialismi, grazie anche all’acquisizione di due categorie gemelle di origine europea, il nazionalismo e la laicità.

    E mi sorprende come i radicali di Piazza Navona che esaltavano i “fratelli turchi” non notino come nazionalismo e laicità, nel contesto turco, siano la stessa cosa.

    Tu invece, come vedo dai commenti al tuo blog, te ne sei accorta.

    Miguel Martinez

  78. utente anonimo says:

    risposta al commento 55.

    O Ritvane, dicevo degli ebrei perché, a mio avviso , tra quelli che hanno deviato la religione a proprio piacere, distruggendo il messaggio originale della profezia su cui si basa la loro religione, essi sono i primi.

    Certo le deviazioni interne ad ogni religione sono anche esse tante ma, io intendo deviazione da quella linea di continuità che dovrebbe esserci tra le religioni abramiche, l’esempio più clamoroso di questo è la mancanza di riconosicmento ufficiale e quindi, la negazione di Gesù come Messia da parte delgi ebrei.

    So che Marx fu cresciuto con un padre convertito al protestantesimo ed è comprensibile che qualcuno voglia criticare fortemente l’operato del clero o di chi sulla religione ci marcia ma, Marx non fa una eccezione per l’essenza della religione anzi, cerca di attaccare proprio questa, basandosi però sulle questioni, direi non-religiose ma che hanno invece a che fare con la strumentalizzazione di questa.

    reza

  79. utente anonimo says:

    Lo zen e questo, lo zen e quest’altro.

    Spesso appioppiati a cose che con il buddhismo zen non c’entrano niente.

    Al punto che ho conosciuto diverse persone che, al primo approccio in un monastero zen, hanno chiesto: ma allora lo zen è QUESTO??

    Scandalizzati dall’essere accolti proprio secondo la tradizione zen, e non da un facsimile del maestro Miyagi di Karate Kid.

    E infatti molti hanno poi mantenuto la loro convinzione: lo zen non poteva essere “quella roba lì”, ma doveva assolutamente essere quello del loro libro sullo zen e l’arredamento da ufficio, e soprattutto l’abate del tempio non poteva assolutamente avere quel carattere lì (!) ma doveva essere una controfigura di Dalai Lama sotto canna che diceva cose innocue, allora sì che sarebbe stato “vero”.

    Va bene la contaminazione, Rosa: ma, credente o meno che tu sia, non ti incazzeresti un attimo a leggere “l’ebraismo e la cucina salutare” (magari poi esiste, anzi è probabile), che poi lo leggi e vedi che con l’ebraismo manco c’entra, e che il primo coglione che viene a fare il turista in sinagoga si metta a sindacare su come deve parlare il rabbino, non perchè magari gli sta sulle palle (sentimento umano e rispettabilissimo) ma per dargli, LUI, una patente di autenticità???

    La presunta lontananza, fisica e culturale, ha trasformato il buddhismo in territorio di caccia libera.

    Come i nativi americani, anche i buddhisti sono diventati d’ufficio “buoni”, a patto di non essere mai più veri, e come tali DEVONO adeguarsi al minimum set preparato per loro.

    Ci si aspetta che siano sostenitori della laicità; della piscanalisi; della famiglia allargata; del giardinaggio; dei film di Almodovar; del fatto che la vita in città è tanto stressante; della salute e della moderata attività fisica; dell’indignazione per i buddha di Bamiyan fatti saltare in aria (poverini, chissà quanto hanno sofferto); ecc. ecc.

    In mezzo a tutto questo, ci sono anche dei biddhisti veri, miracolo.

    Interessante però che l’integrazione tra buddhisti (per carità “ortodossissimi) e con tutte le carte in regola) occidentali (ma con maestro orientale), e comunità orientali, era scarsissima, non so per colpa di chi. E neanche se le cose siano molto cambiate (ma non credo).

    Però io mi ricordo che in America sono entrato in qualche chiesa cattolica, e ho avuto una fortissima impressione di falso e non autentico, e se fossi stato credente non so se ci avrei fatto i sacramenti.

    Era la costa est, chiese di irlandesi, c’era la fotografia del vescovo con una mitra ridicola, piccolissima, sembrava un costume di carnevale. Eppure erano cattolici veri. Ma la mitra proprio non mi andava giù. E secondo me questo è il primo motivo per cui i buddhisti orientali non si integrano con quelli nostrani.

    Il secondo è lo scopo per cui si pratica una religione, insomma, non credo che il lavoratore cingalese voglia avere niente a che fare con l’importatore taiwanese di mobili finto-antichi, ma spacciati per antichi; figuriamoci con l’imprenditore brianzolo “tanto stressato”.

    Paolo

  80. utente anonimo says:

    Ricordo che il Dalai Lama aveva detto qualcosa del tipo: “ognuno si tenga la spiritualità della propria cultura, invece di far finta di capire quella di una cultura agli antipodi”.

    In effetti fa piuttosto ridere leggere di come questa o quella troietta di Mediaset dice di aver scoperto il buddismo – e faccio fatica a trattenere facili battute da caserma al riguardo :-))

    Z.

  81. utente anonimo says:

    Rif. 81

    Zeta veramente l’hai già fatta!…

    Ciao Sardina

  82. utente anonimo says:

    >Un conto è riconoscere la realtà, cioè che il più cattivo vince sempre, un altro conto è farsene intimamente complice, goderne.MM< Il kattivo vince sempre perché ha corrotto l’arbitro. Tu vorresti, invece di licenziare l’arbitro, proibire il gioco. Come dire, se ho la cefalea a grappolo è meglio che mi tagli la testa.
    Ciao

    Ritvan

    P.S. Lo so che mi dirai che sei solo un modesto traduttore di manuali tecnici:-), ma io reitero imperterrito: con che cosa si dovrebbe sostituire l’orripilante e nauseabondo kapitalismo?

  83. utente anonimo says:

    >Che poi, rileggendo meglio il tuo commento, a me sembra che stiamo dicendo la stessa cosa, e criticando allo stesso modo la pretesa di distinguere in modo arbitrario il “vero credente” dal “falso credente”. Oppure non ci ho capito un piffero??… boh, sarà l’ora, meglio che vada a lettto :-)) Z.< Mah, probabilmente sono stato io ad essere criptico. Quello che volevo dire è che – diversamente dall’agone politico, dove chiunque può spacciarsi per più comunista di Marx – nella fede ci sono dei canoni stabiliti da tempo. Se uno crede che Dio abbia dato i 10 Comandamenti e poi fa lo stesso i suoi porci comodi in flagrante contrasto con essi o fa finta di credere o crede ma se ne strafotte. Però, logicamente parlando è molto più plausibile la prima. Ecco perchè dico che – in linea puramente teorica – credere dovrebbere metter freno alla voglia di far porcate.
    I preti pedofili che i cari atei ci sbattono in faccia ad ogni pie’ sospinto, ovviamente non credono. Hanno fatto i preti come avrebbero fatto gli impiegati del catasto, solo che gli impiegati del catasto devono farsi un mazzo tanto per vincere il concorso, i preti no, vista anche la crisi delle vocazioni:-).

    E – sempre per rispondere agli atei che saltan sempre su come Mimì metallurgico ferito nell’onore – non ho detto che esser atei è sinonimo di esser farabutti. Uno la morale non la prende solo in chiesa o in moschea o in sinagoga o in pagoda o in qualsiasi altro tempio, ma anche in famiglia. Inoltre, ci sono fior di studi scientifici che dimostrano che anche la propensione a infrangere o meno le regole del vivere civile abbia un alto tasso di ereditarietà, ovvero una base genetica.

    Però, sempre empiricamente e logicamente parlando, data uguale propensione genetica, uguale educazione e uguali tentazioni, porca miseria, uno che crede che tale cosa non va fatta perché Dio in cui crede lo punirà, secondo il mio immodesto avviso ha minore probabilità di fare quella porcata, rispetto all’altro che a Dio non crede o se ne infischia. E se anche solo un uomo si fosse fermato per timor religioso prima di commettere un crimine, la religione sarebbe una cosa lodevole. Per tacer dell’effetto “consolatorio” (che il buon Marx scambiava per ottundimento oppiaceo) che può offrire a tutti gli sfigati e disgraziati in questo porco mondo.

    Spero di essermi spiegato.

    Ciao

    Ritvan

  84. utente anonimo says:

    Inoltre, ci sono fior di studi scientifici che dimostrano che anche la propensione a infrangere o meno le regole del vivere civile abbia un alto tasso di ereditarietà, ovvero una base genetica.

    maria

    fior di studi scientifici?

  85. utente anonimo says:

    A proposito di evangelicalismo, è morto il Reverendo Jerry Falwell.

    Ne sto leggendo proprio ora il necrologio suila stampa americana online.

    Stradivari

  86. utente anonimo says:

    >fior di studi scientifici? maria<
    Sì. Come la predisposizione a beccarsi un tumore, a diventare tabagisti, alcoolisti o sniffatori, matematici, musicisti, buoni parlatori o imbranati e chi più ne ha più ne metta, anche la propensione a infrangere le regole della società ha una base genetica.

    Ovviamente ogni kompagna che si rispetti preferirebbe essere fotografata nel giardino di Berlusconi, mano nella mano di lui:-) piuttosto che ammetterlo, ma io non ci posso far nulla…

    Ciao

    Ritvan

  87. utente anonimo says:

    —–In effetti fa piuttosto ridere leggere di come questa o quella troietta di Mediaset dice di aver scoperto il buddismo – e faccio fatica a trattenere facili battute da caserma al riguardo :-)) Z.——

    >Rif. 81

    Zeta veramente l’hai già fatta!…

    Ciao Sardina< Come Rif.81??? Che fai, l’autoreferenziale?:-)
    E poi, dove starebbe la battuta, che vorrei ridere anch’io?

    Ciao

    Ritvan

  88. utente anonimo says:

    Rif. 83

    ” … sempre empiricamente e logicamente parlando (meno male!…), data uguale propensione genetica (propensione g e n e t i c a?), uguale educazione e uguali tentazioni (quelle che fanno l’uomo ladro? Le scollature troppo scollate?), porca miseria (ci vuole eccheccavolo!), uno che crede che tale cosa non va fatta perchè Dio in cui crede lo punirà … ha minore probabilità di fare quella porcata (aripor.. miseria!)…”

    Ben detto! Così pure se pensa che gliel’abbia detto Dio di fare quelle p…. stai sicuro che partirà, lancia in resta, ancora più motivato! (Bush non dice che Dio è con lui quando mette a posto le cose nel mondo?).

    Ben detto Ritvàn, sono proprio d’accordo con te, anzi piùcchedaccordo!…

    Ciao Sardina

  89. utente anonimo says:

    >Certo le deviazioni interne ad ogni religione sono anche esse tante ma, io intendo deviazione da quella linea di continuità che dovrebbe esserci tra le religioni abramiche, l’esempio più clamoroso di questo è la mancanza di riconosicmento ufficiale e quindi, la negazione di Gesù come Messia da parte delgi ebrei. reza< A parte il fatto che la questione del Messia o non Messia gli ebrei del tempo la decisero democraticamente con un referendum:-), – cosa che non può non essere apprezzata da un sincero democratico come te – ma mi sembra che nemmeno i cristiani riconoscano Maometto come profeta. Pertanto, di sporki deviazionisti:-) in giro ce ne stanno parecchi, perché prendersela solo con gli ebrei? Perché son stati i primi? Ma che vor dì, se uno scippa una vecchietta la mattina e un altro ruba una macchina nel pomeriggio, mica il PM si può mettere a dire:”Ragazzi, becchiamo solo quello scippatore della mattina, tanto lui era il primo, il ladro d’auto è venuto dopo, lasciamolo stare”:-)
    Ciao

    Ritvan

  90. utente anonimo says:

    Miguel

    ti ho umilmente chiesto di spiegarmi perchè l’Islam sarebbe una religione di imprenditori e nisba.

    ti ho umilmente chiesto quale sia lo spirito del capitalismo e nisba.

    ti ho chiesto se il sistema sia agito e voluto da qualcuno o solo agito da inconsapevoli funzionari del male e nisba.

    non è che un pò ti sto antipatico? :)

    Francesco

  91. utente anonimo says:

    Rif. 88

    Ritty se hai intenzione di rispondermi sappi che oggi sto male, quindi leggerò una colonna di risposta alta fino a otto, massimo, dieci centimetri, poi non leggo più!…

    Ciao Saddina bolto, bolto abbalata…

  92. utente anonimo says:

    >Ben detto! Così pure se pensa che gliel’abbia detto Dio di fare quelle p…. stai sicuro che partirà, lancia in resta, ancora più motivato! (Bush non dice che Dio è con lui quando mette a posto le cose nel mondo?). Sardina<
    Certo, ma anche il mullah Dadullah diceva che Allah era con lui. La differenza è che Bush è vivo e Dadullah no, Si vede che Allah si sarà distratto un attimo e non ha visto il missile partire, guidato dalla mano invisibile del Dio degli Eserciti di Bush:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Come (quasi) tutte le altre cose di questo porco mondo, anche la religione ha il suo rovescio della medaglia. Solo che a un porco, per far le sue brave porcate non serve certo la “benedizione” di Dio. Chiedere conferma a un certo Josif Dzugasvili, in arte Stalin, che lo scoprì quando feceva il seminarista:-).

  93. utente anonimo says:

    >Rif. 88 Ritty se hai intenzione di rispondermi sappi che oggi sto male, quindi leggerò una colonna di risposta alta fino a otto, massimo, dieci centimetri, poi non leggo più!… Ciao Saddina bolto, bolto abbalata…<
    A signo’ er mio # 92 c’ha giusto 8 cm. Che famo, lasciamo?:-)

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Auguri di pronta guarigione!

  94. utente anonimo says:

    >Miguel ti ho umilmente chiesto di spiegarmi perchè l’Islam sarebbe una religione di imprenditori e nisba. Francesco < Perchè è così. La Mecca era una città di operosi mercanti, mica di impiegati del catasto e guardie forestali calabresi (quelli, semmai son venuti dopo, quando il califfato cominciò ad impinguarsi). Lo stesso Profeta era una specie di Amministratore Unico della ditta individuale della vedova Khadigia e dopo essere andato al potere mica prese a frustate i poveri mercanti, lui!:-). E poi, mi pare:-) che una delle “correzioni” che il Corano fa ai Libri precedenti, è su quella faccenda della cruna dell’ago, che pare sia stata una corruzione del Sacro testo infilata surrettiziamente nei Vangeli da uno scriba appartenente alla pericolosa setta dei cattocomunisti:-).
    La concezione islamica dell’imprenditoria – interesse bancario escluso – è molto più simile a quella protestante che a quella cattolica. Ossia, la fortuna negli affari è segno della benevolenza di Dio. Con un accento più marcato sulla beneficienza nel caso dell’islam.

    Ciao

    Ritvan Vice Miguel Per Gli Affari Islamici (per quelli imperialistiko-kapitalistici so che MM se la sbriga benissimo da solo).

  95. utente anonimo says:

    Ma vabbe’, bastava ricordare che la famiglia bin laden è una famiglia d’imprenditori fortunata negli affari.p

  96. utente anonimo says:

    Rif. 92 93

    E no Dio è Dio, che si chiami Dio, Allah o Shandan. Non vorrai dirmi che c’è un dio minore?

    Sicuramente qualcuno (che non sono io…) ha deciso che il mullah Dadullah doveva essere ricordato e venerato come martire (sennò dove li metti tutti i martiri cristiani? Dio, per loro, dov’era?).

    Con tutti i porci che hai citato ne PS del commento 92 mi sembrava di essere ad Ariccia!…

    Il PS del commento 93 lo prendo come un’inaspettata gentilezza: grazie caro! Etciù

    ‘Notte Sardina

  97. utente anonimo says:

    Però io di grandi imprenditori o commercianti islamici non ne conosco, neppure nel periodo aureo del Califatto di Bagdad o del Sultanato di Istanbul. Semplice ignoranza?

    Su come fanno gli affari gli amici della famiglia reale saudita …

    PS se anche l’Ammerica fosse così davvero (mi aspetterei questa come obiezione) staremmo tutti a studiare Karl il Profeta.

    Francesco

  98. utente anonimo says:

    >i Lord so Lord amano la caccia alla volpe…e le volpi se le cercano da cacciare in continuazione…. vogliopartire< Ehm…mia dolce Linda, la tua prosa è sempre tanto commovente…Comunque, mi asciugo le lacrime e ti dico che la caccia alla volpe è una antica tradizione feudale. In quei tempi, le signore volpi si intrufolavano nei pollai dei villici e facevano strage (da qui nacque il detto per definire i cosiddetti “liberisti selvaggi”: “Libera volpe in libero pollaio”). I nostri villici, per ovviare a tale bieko sfruttamento &alienazione da parte delle volpi kapitaliste si rivolsero ai Lord, pregando lorsignori nobili di dar la caccia alle bieke sfruttatrici del proletariato pollaiolo. Detto fatto, i nobili cavalieri partirono in quarta per difendere gli sfruttati e sterminare quelle schifose borghesi-kapitaliste impellicciate…se non che, nella foga, tagliarono in mezzo ai campi coltivati dei villici. E l’intero raccolto fu rovinato. Da allora se vai a proporre ai villici&proletari inglesi di difenderli da qualsiasi sfruttamento, ti guardano male:-). Però, i nobili cavalieri trovarono la caccia alla volpe un modo molto nobile di farsi i comodacci propri, in nome e per conto della difesa dei deboli & oppressi. E continuano tuttora…
    Ciao

    Ritvan

  99. utente anonimo says:

    >Sicuramente qualcuno (che non sono io…) ha deciso che il mullah Dadullah doveva essere ricordato e venerato come martire..Sardina< Ehm…speriamo che quel qualcuno decida che anche i molto onorevoli compagni di Dadullah meritino questo alto onore al più presto:-). Così sia noi che loro saremo felici e contenti:-)
    Ciao

    Ritvan

  100. utente anonimo says:

    Rif. 99

    Ritvàn, siccome sei tu che invochi sempre la par condicio, va da sè che i martiri servono dall’una e dall’altra parte… Che qualcuno si prepari. Io no perchè sono sarda… (non c’entra niente ma fa lo stesso!).

    Notevole il commento 98 sulla caccia alla volpe, davvero! “…schifose, borghesi, kapitaliste impellicciate…” splendido! A momenti mi andava di traverso l’aspirina dalle risate…

    Ciao Sardina

  101. utente anonimo says:

    E come li fanno gli affari? Investendo i soldi guadagnati col petrolio. Per lo più in america e inghilterra, peraltro. Anche se qualcuno vorrebbe deviare quei flussi di denaro… Ma poi quella testa finissima di yamani, l’ex capo dell’opec e ora richiestissimo consulente di grandi multinazionali dove lo metti? Di lui a noi cinquanta rubagalline del pollaio di marx ci piace citare una sua formidabile battuta: l’età della pietra non è finita per mancanza di pietre, quella del petrolio non finirà per mancanza di petrolio. Che se è un po’ troppo sbrigativa verso i problemi energetici, di cui la possibile scarsità d’energia è solo un sintomo, però sottende una grande verità: che l’uomo agendo cambia anche le condizioni del suo agire, e ciò che sembra impossibile oggi, può essere possibile domani.p

  102. utente anonimo says:

    x Piero (# 64)

    Il problema è che non si stava disquisendo sulle IDEE di Mussolini sullo Stato fascista, bensì sulla natura REALE dello STATO di Mussolini. Se dovessimo dar credito alle idee di Mussolini, le 8 milioni di baionette italiche avrebbero spezzato le reni alla Grecia e il Mediterraneo sarebbe diventato “mare Vostrum”. Ma si sa che fra “volere” e “potere” c’è di mezzo – come dicono i baresi – “nu mere”:-).

    La definizione “autoritario” e non “totalitario” del regime istaurato da Mussolini non è mia. E’ di un certo Renzo De Felice, di professione storico.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. x Z. (n.57) E meno male che almeno in quell’occasione i vizi italici funsero da virtù:-). Meno peggio essere sfotticchiati per il fascismo e i suoi confinati a Ponza che essere guardati con orrore e diffidenza per il nazismo e i suoi milioni di morti fatti passare pei camini.

  103. utente anonimo says:

    Un po’ divagante, ma non troppo. Ma nessuno ha visto quell’incredibile servizio del tg5 in cui un giornalista sviolinava il pinocchio d’egitto che sviolinava israele? L’avessero fatta in un ristorante i due “tzigani” avrebbero avuto un po’ di mancia dalle coppiette ai tavoli; per pietà più che altro, che erano musicisti piuttosto scadenti.p

  104. utente anonimo says:

    Ritv. #83,

    ci sono fior di studi scientifici che dimostrano che anche la propensione a infrangere o meno le regole del vivere civile abbia un alto tasso di ereditarietà, ovvero una base genetica

    Tipo?

    Se mi convinci (e poi persuadi Berlusconi) la foto me la faccio

    Erika

  105. utente anonimo says:

    >Tipo? Se mi convinci (e poi persuadi Berlusconi) la foto me la faccio Erika< Come dice saggiamente il nostro p., non si può convincere se non chi è gia intimamente un po’ convinto di suo. Conoscendoti un pochino:-) ho il forte sospetto che se anche cercassi e ti riportassi gli articoli scientifici (che ho letto!) tu mi diresti che sono stati finanziati dal Ku Klux Klan o dalla Lega Nord:-), e pertanto non sono attendibili. E saremmo in capo a dodici. Con in più la mia inkazzatura per il tempo perso nel cercare i papiri.
    Così io mi risparmio l’inkazzatura e tu ti tieni la soddisfazione di aver avuto ragione senza dover diffamare i poveri scienziati:-). Tutti felici e contenti, dunque.

    Ciao

    Ritvan

  106. utente anonimo says:

    “come li fanno gli affari? Investendo i soldi guadagnati col petrolio.”

    Appunto, carissimo p., questo non è quello che io definirei sviluppo economico capitalistico.

    Anche perchè dopo 30 e passa anni questi investimenti sono ancora tutt’altro che produttivi.

    Guardate che io sono effettivamente interessato a comprendere l’economia nel Medio Oriente islamico, compresi paesi quali Siria, Egitto, Yemen che di petrolio non ne hanno.

    Yamani non ha ben valutato le conseguenze di quello che dice: l’età della pietra finì grazie allo sviluppo tecnologico che permise di utilizzare i metalli, e chi aveva le cave di pietra divenne irrilevante …

    Francesco

  107. utente anonimo says:

    pensi davvero che basti telefonare al vescovo per rendere innocui i cattolici? cos’è una trovatina tipo l’islamico con il pugno chiuso? i cattolici non sono rappresentabili da Casini vari.Anche Ratzinger nei suoi aspetti migliori non abbaia ma morde (l’esatto contrario di bertinotti).Se hai voglia di fottere i sionisti-e forse è molto più facile di quello che potrebbe sembrare,guarda a chi ti può dare una mano.

  108. utente anonimo says:

    Ritvan #105,

    ma che razza di risposta è?!

    Mah. Prendo atto che hai chiuso il discorso, anche se il modo in cui l’hai fatto mi pare vagamente surreale. ^^

    Erika

  109. utente anonimo says:

    Se qualcuno vuole davvero scoprire cosa è in realtà l’imprenditoria islamica, il consiglio che posso dare è di farci un viaggetto in Iran, sembrerà di stare in israel perché, almeno io, ero convinto che erano gli ebrei i più bravi negli affri è invece anche gli iraniani sono moto attivi.

    Ad esempio; la differenza tra mio figlio tredicenne ed il suo cugino coetaneo, nel conoscere il valore dei soldi, è abissale, il mio sa che per comprare le cose li servono i soldi ma se ci sto io con lui, non vuole nemmeno averli in tasca è invece il cugino iraniano becca al volo ogni soldo, accumula e conta e quando compra tratta.

    In uno dei viaggi ho potuto osservare mio filgio, il cugino iraniano e l’altro cugino americano, ed il loro approccio con il denaro; l’iraniano e l’americano erano uguali, il diverso era mio figlio italiano.

    So che adesso Ritvane butterà giù le sue solite battute ma, battute di Ritvan a parte, sto cercando di dire qualcosa sull’argomento “imprenditoria islamica” basandomi sulle esperienze personali accumulate con il contatto con i mieie famigliari in Iran.

    Parlando degli adulti è la stessa cosa, sono tutti degli imprenditori e trattano per ogni cosa ed è èer questo che dico che mi sembrano ebrei, a parte il fatto che con gli ebrei , gli iraniani in generale hanno moltissimo in comune.

    reza

  110. utente anonimo says:

    Ritvan,

    – Però, sempre empiricamente e logicamente parlando, data uguale propensione genetica, uguale educazione e uguali tentazioni, porca miseria, uno che crede che tale cosa non va fatta perché Dio in cui crede lo punirà, secondo il mio immodesto avviso ha minore probabilità di fare quella porcata, rispetto all’altro che a Dio non crede o se ne infischia. —

    Oddio, io non sono un credente e forse mi sbaglio. Ma penso che siano davvero in pochissimi a fare il bene (o a non fare il mare) per paura del fuoco eterno. Penso che anche i credenti che si comportano in modo del tutto onesto in genere lo facciano perché ritengono giusto e doveroso comportarsi in quel modo – o al più perché temono sanzioni molto terrene. Non tanto perché temano conseguenze ultraterrene :-)

    Contrariamente a quanto sostenevano i Romani, secondo me ognuno trova spesso un’ottima eccezione per assolversi davanti al tribunale della propria coscienza: talché il fuoco eterno, in genere, tocca soprattutto agli altri :-)

    Anche di fronte al tribunale della coscienza ci vorrebbe la separazione delle carriere, mi sa :-)

    Z.

  111. utente anonimo says:

    Rif. 105 108

    “ma che razza di risposta è?!” Erika

    La risposta di uno che si sta arrampicando sugli specchi, o che dorme sugli allori, o che fa il pesce in barile, o che nasconde la mano dopo che ha tirato il sasso…

    Ricordo che una volta misero fuori degli studi legati alla fisionomia, ai tratti del viso di una persona in relazione alle tendenze criminali. Lasciarono perdere quando qualcuno notò che la saponificatrice di Correggio rassomigliava molto a Maria Montessori…

    Ciao Sardina

  112. utente anonimo says:

    Pensare che l’inclinazione a delinquere sia favorita dalla genetica familiare, come succede purtroppo con il tumore, mi sembra piuttosto ridicolo, non avevo mai sentito simile tesi.

    Gli studi ci saranno anche, ma dubito che siano il fior fiore…

    maria

  113. utente anonimo says:

    >Yamani non ha ben valutato le conseguenze di quello che dice: l’età della pietra finì grazie allo sviluppo tecnologico che permise di utilizzare i metalli, e chi aveva le cave di pietra divenne irrilevante … francesco<
    Yamani valutò benissimo le conseguenze delle sue parole.

    Infatti la sua famosa frase era rivolta ai paesi OPEC che a quei tempi,anni ’70,stavano tirando un pò troppo la corda,cosìcche si può intendere la frase come un avvertimento del tipo:attenti a non esagerare o i nostri clienti potrebbero sviluppare nuove fonti di energia che gli permetteranno di far a meno del nostro petrolio e siccome non abbiamo nessun’altra fonte di reddito,ci toccherà di tornare a fare i beduini nel deserto.

    Franz

  114. kelebek says:

    Mi sembra che Ritvan non intenda mostrare le sue carte.

    Il problema comunque potrebbe risiedere nel concetto di “violare le regole del vivere civile”: qualunque gruppo ha le proprie regole, le avevano anche, e rigorose, i soldati di Attila.

    Presumo che qui Ritvan intendesse

    “delinquere”, cioè compiere una di quelle azioni diversissime che casualmente vanno contro un mutevole codice penale.

    E lì possono benissimi esserci dei fattori genetici di qualche tipo.

    Ad esempio, è possibile che a parità di tutti gli altri reati, le persone con il gene

  115. utente anonimo says:

    Rif. 114 per Miguel

    Le persone con il gene? Continua, per favore, le persone con il gene?… Ma lo state facendo apposta tu e Ritty? Ci volete prendere per stanchezza?

    Ciao Sardina

  116. utente anonimo says:

    Infatti IMHO il problema sta sia, come dice Miguel, nel concetto di vivere civile – a meno che esista un gene del tipo “cerca nella tua memoria ciò che è classificato come regole del vivere civile all’interno del tuo gruppo e violale”, idea piuttosto curiosa (o a meno che abbiano fatto in tempo a prender piede geni specifici: “falsifica il bilancio”, tipo);

    sia ereditarietà “ovvero” base genetica, perché se il fior fiore di studi dimostra chessò, che il 60% dei delinquenti aveva il padre delinquente non ha dimostrato, di per sé, nessuna “base genetica”.

    Se invece il discorso era qualcosa del tipo “esiste una base genetica per la maggiore o minor propensione a reagire con violenza”, a parità di altri fattori, ci può anche stare, ma in via del tutto astratta, visto che la “parità di fattori” è irrealizzabile e quindi la teoria indimostrabile.

    Erika

  117. kelebek says:

    Per Sardina n. 115

    Boh, è successo qualcosa di strano… comunque, per quanto mi ricordi, volevo dire una cosa del tipo:

    1) forse esiste un gene che abbassa lievemente l’attenzione la soglia di tolleranza quando qualcuno ti dice “ma tu sei albanese?”, e a parità di tutti gli altri fattori, quel gene ti fa dare un pugno in faccio a chi te lo chiede

    2) sicuramente esistono gruppi etnici le cui forme di delinquenza sono più esposte ad arresti (vedi neri americani), per tutta una serie di motivi sociali. E i neri americani hanno in linea di massima dei geni vagamente in comune.

    Miguel Martinez

  118. utente anonimo says:

    >Mi sembra che Ritvan non intenda mostrare le sue carte. MM<
    No, Ritvan è solo un pochino stufo di farsi il mazzo di cercare “carte” per poi sentire il branco equo & solidale sghignazzare. Ma pensino pure quel che hanno letto sull’Unità, ovvero che è tutta colpa del bieki sfruttamento kapitalistiko, chissenefrega…

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Per Sardina (#111): Infilare oggi Lombroso in un discorso scientifico è un po come infilare Pol Pot nella giunta sarda di sinistra:-). La prossima volta mi comporterò di conseguenza:-)

  119. utente anonimo says:

    >Gli studi ci saranno anche, ma dubito che siano il fior fiore… maria< Cosa dicevo io al # 105? Ecco, non siamo ancora agli studi finanziati dal Ku Klux Klan, ma ci manca poco.
    Conosco i miei kompagnucci, io!:-)

    Ciao

    Ritvan

  120. utente anonimo says:

    Per Ritvàn 118

    Non volevo che te la prendessi, davvero! Volevo solo provocarti e farti uscire allo scoperto, per questo ho infilato una serie di luoghi comuni, ti chiedo scusa.

    Ciao Sardina

    PS Rif. 117 Il commento sugli albanesi me lo potresti spiegare? Perchè se albanese lo metti vicino a malvivente, come sardo lo metti vicino a sequestratore non ho dubbi che ti venga da dare un pugno in faccia a chi ha fatto l’accostamento. Es. sai per caso di che regione o città erano i rapitori di quella ragazza figlia di un imprenditore? Se fossero stati sardi l’avrebbero detto senza dubbio.

  121. utente anonimo says:

    Rif. 117 per Miguel

    Secondo me esistono gruppi etnici, come i neri americani, esposti a forme di razzismo e di indigenza, che non ti permettono di pagare l’avvocato giusto, più di altri.

    Ciao Sardina

  122. utente anonimo says:

    >..perché se il fior fiore di studi dimostra chessò, che il 60% dei delinquenti aveva il padre delinquente non ha dimostrato, di per sé, nessuna “base genetica”. Erika<
    Erika, ma tu pensi che quelli che mettono su questi studi fino al giorno prima pascolavano le pecore?: -)

    Ciao

    Ritvan

  123. utente anonimo says:

    >Secondo me esistono gruppi etnici, come i neri americani, esposti a forme di razzismo e di indigenza, che non ti permettono di pagare l’avvocato giusto, più di altri. Sardina< Certo che le condizioni sociali e l’educazione ricevuta sono importanti perché la tendenza delinquenziale si manifesti, ma ciò non vuol dire che non esista una base genetica. Che magari sarà del tipo “allentamento dei freni inibitori della socialità”, come dice Miguel. Da non confondersi, però col temperamento (collerico o placido o altro, come nell’esempio ad minchiam di quello che dà un pugno in faccia perché gli chiedono “tu sei albanese?”:-)), visto che i “veri” delinquenti raramente agiscono d’impulso, bensì quasi sempre con premeditazione.
    Ciao

    Ritvan

    P.S. Quello che dico io non ha nulla a che vedere con beceri tentativi razzistoidi di “dimostrare” che se i negri amerikani hanno un tasso di delinquenza superiore a quello dei bianchi, la razza nera è più “predisposta” in toto alla delinquenza. Gli stessi studi seri che menzionavo precedentemente hanno dimostrato che dividendo le popolazioni in gruppi omogenei per condizioni sociali, il tasso di delinquenza dei gruppo omologhi (ovvero gruppo di bianchi scolaeizzati e impiegati versus gruppo di negri scolarizzati ed impiegati, gruppo di operai bianchi versus gruppo di operai bianchi, ecc.) non presenta differenze statisticamente significative.

    Nel mio piccolo:-) e senza essere uno scienziato di Harward:-), la stessa cosa ho fatto anch’io qualche giorno fa sul blog di Sherif, in risposta al solito italico che sventolava i dati sulla delinquenza degli stranieri in Italia e che conosce la scienza statistica allo stesso modo in cui io conosco l’arabo: per sentito dire:-).

    Per chi è interessato (ultimo commento del post):

    http://www.haloscan.com/comments/sceriffopoli/2919368431003749978/

  124. utente anonimo says:

    ERRATA CORRIGE #123

    Ovviamente:-) nella riga 7 del PS, leggasi”operai negri versus operai bianchi”.

    Ritvan

  125. utente anonimo says:

    Sui “reati commessi dagli extracomunitari”, al di là della sociologia o della scarsa serietà di certe rilevazioni (che ricordano molto le statistiche fantasma sulle donne infibulate nel Darfur) va considerato anche qualche dato meramente formale.

    Uno in particolare: le statistiche si basano sulle denunce, non sulle sentenze passate in giudicato.

    Questo implica che:

    - ai fini della rilevazione vengono trattati come “reati commessi da extracomunitari” anche reati che poi si scoprono commessi da italiani (il viceversa, come si può intuire, è molto più infrequente) o che si scoprono non essere mai stati commessi. Quando poi si inventa un reato di sana pianta o si tenta di accusare qualcun altro di averlo commesso, spesso e volentieri si dà la colpa ad un extracomunitario (talvolta anche specificamente indicato, com’è successo in un caso di finto stupro dalle mie parti: e il sindaco aveva già organizzato una fiaccolata assieme alla Lega Nord…);

    - inoltre, vengono rilevati solo i reati effettivamente scoperti e denunciati. E i reati tipicamente commessi dagli extra (spaccio, scippi, furti, risse) sono più facili da rilevare e più frequentemente denunciati di molti altri commessi tipicamente da indigeni.

    Infine ci sono reati che possono essere commessi solo dagli extracomunitari: un cittadino europeo, infatti, non è soggetto al famigerato art. 14 della Turcossi – Finolitano. E siccome una parte tutt’altro che trascurabile dei processi nei confronti di extracomunitari è costituita proprio dagli art. 14, è facile immaginare quanto ciò possa incidere su certe statistiche della domenica.

    Z.

  126. utente anonimo says:

    Ritv. #122,

    acqua? Accidenti.

    Ritento: c7.

    (Sardina, cerca di sbirciare!)

    Eri.

  127. utente anonimo says:

    Per Ritvàn

    Insomma le vuoi citare le fonti dove ti sei documentato sulla ereditarietà alla propensione a infrangere le regole del vivere civile, così andiamo a vederle e se non altro la smetteranno Erika, Maria e Sardina di fare le petulanti?!

    Ciao Sardina in incognito…

    PS Erika sbircio ma non vedo nulla, tu distrailo che io ci riprovo!…

  128. utente anonimo says:

    Eh già, anch’io sto aspettando, ma ritvan, stranamente tace….

    maria

  129. utente anonimo says:

    Rif, 126 127 128

    Io direi che l’arbitro può contare fino a dieci e dichiarare, per Ritty, il kappaò!

    Oppure è un abbandono di campo?…

    O è stato spaventato da una così manifesta superiorità numerica?…

    Intanto inizio a leggere “Armi, acciaio e malattie” di Jared Diamond pertinente all’argomento.

    Ciao Sardina

    PS Sarà mica andato a fare la foto con Berlusconi?…

  130. utente anonimo says:

    X Sardina#129

    Che c’entra “ARMI ACCIAIO MALATTIE”?

    In quel libro Diamond cercava di spiegare perchè certe popolazioni sono più ricche,avanzate e potenti di altre.Ritvan invece parlava di individui.

    E la sua affermazione non dovrebbe sconvolgere più di tanto poichè se si dà per scontato che un bambino possa ereditare dai genitori determinate caratteristiche psicologiche come timidezza,estroversione,propensione allo studio,pigrizia o veri e propri disturbi come manie o depressione(quante volte per queste o simili caratteristiche avete sentito dire o avete detto voi stessi:ha preso dal padre/dalla madre?)perchè tra queste caratteristiche non dovrebbe esserci la propensione alla violenza?

    Franz

  131. utente anonimo says:

    Franz,

    – poichè se si dà per scontato che un bambino possa ereditare dai genitori determinate caratteristiche psicologiche come timidezza,estroversione,propensione allo studio,pigrizia o veri e propri disturbi come manie o depressione —

    Oddio, io francamente non do la cosa per scontata.

    Non dico che non sia vero (né avrei la competenza per pronunciarmi in merito), dico solo che ho sentito – oltre ad opinioni in questo stesso senso – anche precisi pareri professionali di segno opposto.

    Sicché non ho un’opinione precisa in merito, e la documentazione di Ritvan mi interesserebbe per imparare qualcosa al riguardo.

    Z.

  132. utente anonimo says:

    Franz #130,

    - Chi lo dà per scontato? Io no.

    - Le “caratteristiche psicologiche”, comunque, non sono caratteristiche comportamentali (“infrangere le regole del vivere civile”).

    - Se è per questo, per queste o simili caratteristiche, ho anche sentito dire e persino detto io stessa è “beh, ma è dello Scorpione”.

    - Un conto è cazzeggiare come stiamo facendo noi, un conto è sostenere che esista in merito un’indiscutibile verità scientifica – di cui però noi non siamo degni in quanto “kompagni” (mah?).

    Erika

  133. utente anonimo says:

    >Un conto è cazzeggiare come stiamo facendo noi, un conto è sostenere che esista in merito un’indiscutibile verità scientifica – di cui però noi non siamo degni in quanto “kompagni” (mah?). Erika< >Sicché non ho un’opinione precisa in merito, e la documentazione di Ritvan mi interesserebbe per imparare qualcosa al riguardo. Z.< E piantatela kompagni:-)! Non ho detto che non ne siete degni, ho detto che non ho sottomano i riferimenti precisi e cercarli mi costerebbe tempo e fatica. E so per cetrto che se proseguissi nella discussione sarei costretto a cercarli visto che i kompagni mai e poi mai crederebbero sulla parola uno che dice tali cose orripilanti in flagrante contraddizione col Sacro Dogma della criminalità come esclusiva conseguenza della bieka e schifosa società kapitalistika:-).
    Siccome non mi va di perder tempo per tornare in capo a dodici, tronco qui.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Se v’interessa, vado a memoria , ma a vostro rischio e pericolo: non accetto rischieste di URL, bibliografia et similia.

    Sono stati fatti sia studi retrospettivi (su eventi passati e da dati statistici) che prospettivi (principalmente su gemelli monozigoti e non. Tutti hanno evidenziato una buona correlazione statistica fra comportamento (criminale compreso) ed eredità.

    Ne ricordo uno: due gruppi, uno composto da gemelli monozigoti, l’altro da gemelli eterozigoti. Cresciuti ed edicati allo stesso identico modo (all’interno della coppia) e similarmente all’interno dei due gruppi, come epistemologia della ricerca comanda. Poi separati e viventi ognuno per conto proprio, ma in ambienti simili.

    Ebbene, è stato statisticamente dimostrato che i gemelli monozigoti avevano comportamenti molto più simili (criminogeni compresi) fra di loro, rispetto ai gemelli eterozigoti.

    Questa non è una Verità Assoluta, ma una verità statistica. E alla scienza questo basta. All’ideologia kompagnesca non saprei.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Non ogni verità statistica viene accettata ipso facto dalla comunità scientifica. Uno dei motivi è quando manca la cosiddetta “plausibilità biologica”. P.es. uno studio statistico metodologicamente ineccepibile dimostrò la correlazione nientepopodimenoché fra il tumore al colon e la presenza di yogurt nella dieta! Ovviamente nessuno si sognò di dare l’allarme, visto che manca qualsiasi plausibilità biologica all’ipotesi che lo yogurt possa causare il cancro del colon. Insomma, neanche la statistica va considerata a mo’ di Dogma:-). Nel nostro caso, però, come osserva acutamente Franz, la plausibilità biologica esiste eccome.

    Un altro motivo di correlazioni fasulle è quando non si rispetta scrupolosamente la metodologia della ricerca. Un articolo recensivo pubblicato qualche tempo fa in una prestigiosa rivista lamentava come quasi la metà degli articoli scientifici pubblicati negli ultimi 5 anni nelle più prestigiose riviste scientifiche (quella in cui veniva pubblicato l’articolo compresa!) presentassero più o meno vistosi difetti metodologici e/o elaborativi.

    E, ultimo, non è affatto escluso che gli scienziati in questione (nell’esperimento coi gemelli) non fossero al soldo del famigerato FODRIA (Forze Oscure Della Reazione In Agguato):-).

  134. utente anonimo says:

    Per Franz 130

    Tutto il discorso, dal quale ormai si è estraniato l’attore principale e non capisco perché, parte dal commento 83 che era una risposta al commento 59 di Zeta. Nel commento 83 si parla di “base genetica” che, immagino, riguardi chiunque provvisto di DNA. Quindi popoli, nazioni e per questo credo che sia pertinente la lettura di Armi acciaio e malattie.

    Tu mi dici che non c’entra niente e ne prendo atto, ma non credo per il motivo da te addotto. Però ormai ce l’ho e lo leggerò lo stesso, casomai, dopo, ti saprò dire.

    In ogni caso sappi che non mi fido molto di persone che più o meno cent’anni fa ci curavano con le sanguisughe, che fasciavano i neonati come mummie e che anni ancora più addietro disquisivano sul fatto se la donna potesse avere o no un’anima…

    E ogni volta dicono: “Ma la scienza è in continuo progresso!”…

    Ciao Sardina

  135. utente anonimo says:

    Per Ritvàn 133

    Eccoti qua, mentre io scrivevo e cercavo di vedere come questa discussione fosse nata, sei ricomparso!

    Ogni volta tiri fuori questi kompagni, anche se devo dire che se i compagni sono Zeta, Maria ed Erika sono in buona kompagnia, ma questo non c’entra un fico secco!

    Ritty: ragioniamo!

    Se io avessi detto, cercando di rimanere seria, che c’è stato uno studio secondo il quale i sardi, geneticamente, saranno portati a metterla in c… al resto degli italiani, tu, indipendentemente dal fatto che io possa essere stata d’accordo o no con questa “verità statistica”, non mi saresti stato col fiato sul collo finchè non avessi rivelato la fonte che citavo? Oltre a tutte le allusioni sul danno al cervello che mi provocano gli abissi marini…

    Devo poi dire che l’esempio che citi mi fa rizzare i capelli in testa. Perchè capisco se un medico o uno scienziato volessero studiare la rara malattia di mio figlio per tentare una cura, allora, forse, mi piegherei alle loro richieste. Ma separare due gemelli che hanno sempre vissuto insieme, in famiglia come tu dici, per metterli in ambienti simili (simili alla famiglia?), se permetti col cavolo, io genitore, che l’avrei permesso!

    Una delle poche verità statistiche che accetto senza discutere è quella che leggo su L’Unione Sarda tutte le mattine: morti 8 nati 11!… Per il resto tu sai meglio di me che molto dipende dal metodo con cui si conducono, le statistiche. In effetti non avevo mai sentito dire “verità statistiche”…

    E lo yogourt col tumore al colon è già un’altra cosa, per me, rispetto alla genetica e al comportamento che infrange le regole.

    Non so se leggerai il mio commento, dici che non vuoi perdere tempo, non so ne abbiamo perso anche in stupidate, forse non ne hai voglia, rispetterò il tuo volere. Mi lasci forse scelta?

    Ciao Sardina

  136. utente anonimo says:

    Ritvan,

    eccheccevoleva!

    Comunque, che sia messo agli atti, la mia pregiudiziale negativa (che ovviamente c’è) non è dovuta al mio essere kompagna in quanto alla mia kompagnosità s’akkompagna un moderato pessimismo antropologico. E’ dovuta invece al mio filopsicoanalismo spinto, oltre che in accordo con l’opinione di un mio ex-terapeuta, molto preparato, freudiano ma anche darwinista ultraradicale, secondo cui “il 90% è ambiente” (e nessuno vive nello stesso ambiente).

    :)

    Erika

  137. utente anonimo says:

    Pochi forse danno per scontato che i figli di genitori timidi,estroversi,pigri o “disturbati” diverranno per forza come i loro genitori,ma se lo diventeranno,molti lo faranno e quelle persone un po inibite dall’ ideologia del politicamente e socialmente corretto,a parole non lo ammetteranno mai,ma di sicuro ci faranno un pensierino.

    Franz

  138. utente anonimo says:

    E la sua affermazione non dovrebbe sconvolgere più di tanto poichè se si dà per scontato che un bambino possa ereditare dai genitori determinate caratteristiche psicologiche come timidezza,estroversione,propensione allo studio,pigrizia o veri e propri disturbi come manie o depressione(quante volte per queste o simili caratteristiche avete sentito dire o avete detto voi stessi:ha preso dal padre/dalla madre?)perchè tra queste caratteristiche non dovrebbe esserci la propensione alla violenza?

    maria

    e chi lo dà per scontato, io no davvero, proprio come il mio conterraneo Z , sardina ed erika.

  139. utente anonimo says:

    >Ritvan, eccheccevoleva!

    Comunque, che sia messo agli atti, la mia pregiudiziale negativa (che ovviamente c’è) non è dovuta al mio essere kompagna in quanto alla mia kompagnosità s’akkompagna un moderato pessimismo antropologico. E’ dovuta invece al mio filopsicoanalismo spinto, oltre che in accordo con l’opinione di un mio ex-terapeuta, molto preparato, freudiano ma anche darwinista ultraradicale, secondo cui “il 90% è ambiente” (e nessuno vive nello stesso ambiente). :) Erika< Hai fatto bene a cambiare terapeuta: è un asino!:-). Non esiste percentuale fissa in queste faccende: ci sono caratteristiche psico-fisiche che risultano a alto (70-90 %), medio (40-70%) e basso (10-40%) tasso di ereditarietà.
    Ciao

    Ritvan

    P.S. Il tuo ex terapeuta ha un piccolo conflitto d’interessi: sostenendo che il 90% di tutto viene determinato dall’ambiente lascia sottintendere che lui, in quanto “ambiente” lo può cambiare. Ovviamente dietro congruo compenso:-).

  140. utente anonimo says:

    >Per Ritvàn 133 Eccoti qua, mentre io scrivevo e cercavo di vedere come questa discussione fosse nata, sei ricomparso! Sardina<
    A volte ritornano..:-)

    >Ogni volta tiri fuori questi kompagni, anche se devo dire che se i compagni sono Zeta, Maria ed Erika sono in buona kompagnia, ma questo non c’entra un fico secco!<
    C’entra, c’entra. Fin dai tempi di un certo Lysenko che fece diventare tabù la stessa parola “genetica2 nell’URSS. Ma queste faccende non ve le insegnano nella progressistissima scuola italica, scommetto.

    Dalla Sacra Wikipedia a esclusivo uso e consumo tuo e di tutti i tuoi kompagni:-):

    Trofim Denisovich Lysenko (Karliwka (Ucraina), 29 settembre 1898 – Kiev, 20 novembre 1976) fu un biologo sovietico. Fu a lungo presidente della Accademia delle scienze agricole dell’Unione Sovietica, dal 1938 al 1959 e dal 1961 al 1962.

    Durante gli anni trenta fu il principale propugnatore di una visione politicizzata della biologia che durò in URSS fino agli anni sessanta. Furono celebri le sue battaglie contro la scienza accademica, i principi classici della Genetica e le leggi di Mendel. Sosteneva, con l’appoggio di Stalin, una teoria neolamarckista derivata da Mičurin, secondo la quale l’eredità dei caratteri sarebbe influenzata da fattori ambientali. Alcuni scienziati sovietici, che si opposero alle sue teorie ed alla loro impostazione ideologica, furono incriminati e condannati. L’illustre botanico e genetista Nikolai Vavilov, condannato a morte, ebbe la pena sospesa ma morì di malnutrizione nel carcere di Saratov nel 1943. Analoga sorte subirono altri studiosi quali Georgii Karpechenko (1899-1941) e N. Tulaikov.

    Le sue teorie, oggi completamente screditate, applicate all’agricoltura sovietica, causarono risultati fallimentari.

    >Ritty: ragioniamo!<
    E ragioniamo. Ma tieni sempre presente il kompagno Lysenko:-)

    >Se io avessi detto, cercando di rimanere seria, che c’è stato uno studio secondo il quale i sardi, geneticamente, saranno portati a metterla in c… al resto degli italiani, tu, indipendentemente dal fatto che io possa essere stata d’accordo o no con questa “verità statistica”, non mi saresti stato col fiato sul collo finchè non avessi rivelato la fonte che citavo?<
    Ma manco per idea. Ti avrei creduto sulla parola, poiché la cosa mi pare biologicamente plausibile:-) :-). Ovviamente, il resto d’Italia ha la stessa tendenza nei confronti dei sardi. Insomma, qui le mutande di ghisa si sprecano:-).

    >Oltre a tutte le allusioni sul danno al cervello che mi provocano gli abissi marini…<
    Sì, la vita da sardina non è tanto facile.-).

    >Devo poi dire che l’esempio che citi mi fa rizzare i capelli in testa.<
    Ti fa accapponare i capelli (come dicono a “Striscia”)?:-).

    >Perchè capisco se un medico o uno scienziato volessero studiare la rara malattia di mio figlio per tentare una cura, allora, forse, mi piegherei alle loro richieste. Ma separare due gemelli che hanno sempre vissuto insieme, in famiglia come tu dici, per metterli in ambienti simili (simili alla famiglia?), se permetti col cavolo, io genitore, che l’avrei permesso!<
    O grazioso esemplare della fauna ittica:-), non mi vorrai dire che auspichi che anche negli altri paesi del mondo i figli (gemelli o meno) restino sotto le sottane di mammà fino all’età pensionabile, vero?:-)

    Su, siamo seri. Non mi è facile spiegare a chi non ha la più pallida idea della metodologia della ricerca scientifica il come e il perché di certe cose. Schematizzando al massimo si potrebbe descrivere così:

    Ci sono due gruppi di gemelli: uno di gemelli monozigoti e uno di gemelli eterozigoti. Crescono tutti nelle rispettive famiglie dove ricevono le stesse influenze ambientali (modello paterno/materno, educazione e quant’altro). Poi non è il dr. Mengele:-) che li separa, bensì la vita. Il loro comportamento viene costantemente (e discretamente) monitorato.

    Da tale monitoraggio e relativa elaborazione statistica è emerso che – pur essendo separati – i gemelli monozigoti tendono a comportarsi in maniera molto più simile di quanto non facciano quelli eterozigoti. E questo depone a favore di una base genetica del comportamento umano.

    >Una delle poche verità statistiche che accetto senza discutere è quella che leggo su L’Unione Sarda tutte le mattine: morti 8 nati 11!…<
    Quella non è statistica, è cronaca.

    >Per il resto tu sai meglio di me che molto dipende dal metodo con cui si conducono, le statistiche.<
    Il metodo te l’ho descritto sopra. Hai delle obiezioni da fare?:-)

    >In effetti non avevo mai sentito dire “verità statistiche”…<
    E’ gergo da iniziati:-). E io, molto immodestamente:-) lo sono.

    >E lo yogourt col tumore al colon è già un’altra cosa, per me, rispetto alla genetica e al comportamento che infrange le regole.<
    Statisticamente parlando è la stessa cosa.

    >Non so se leggerai il mio commento,<
    Ma come ti vengono in mente certe idee!

    >dici che non vuoi perdere tempo,<
    Tu non sai com’è messo il mio archivio cartaceo: al confronto gli abissi marini che tu frequanti abitualmente:-) sono una passeggiata de salute:-).

    >non so ne abbiamo perso anche in stupidate, forse non ne hai voglia, rispetterò il tuo volere. Mi lasci forse scelta?<
    No, sei tu che non hai voglia di fidarti della mia parola. Io so molto più di quel che posso documentare in modo pignolesco e a richiesta di donzelle compagne o scettiche.

    Tieni presente anche un’altra cosa: queste ricerche vengono di solito condotte in modo quasi “clandestino”. Anche in USA il politically correct tende a soffocare ricerche di questo tipo, chi se ne occupa ha enormi difficoltà a reperire i fondi, poiché i mecenati non vogliono passare per “razzisti”. E le maggiori riviste scientifiche non ne vogliono sapere di pubblicare i risultati.

    Ciao

    Ritvan

  141. utente anonimo says:

    Rif. 140

    Ritvàn te lo dico chiaro e tondo: avrei voluto che citassi la fonte su cui ti sei documentato perché altrimenti devo fare le mie critiche su di te, perché in questo caso e come se queste cose le stessi dicendo tu e, anche se le condividi, non mi va di farle. Non so se hai capito il mio ragionamento un po’ contorto…

    Mi fido anche troppo della tua parola…Siccome sono una signora mi costa molto dirti quello che ti devo dire. Te lo dico con le mutande di ghisa: questa Verità Statistica mi pare proprio un’i……a!

    Per cui sono disposta ad accettare, geneticamente, solo statistiche positive tipo: “Gli albanesi sono, geneticamente, portati per le lingue.” Questa è una mia statistica in quanto conobbi trenta albanesi e tutti (t u t t i) conoscevano l’italiano perchè, mi dissero, guardavano raiuno.

    Non chiamarmi grazioso esemplare della fauna ittica perché so benissimo che quando mi chiami così è perché vuoi fare come il gatto col topo!

    Per gli studi che ho fatto so cos’è una statistica! Morti 8, nati 11 è un dato fornito dall’anagrafe del comune e fa parte di una statistica che rileva i decessi e le nascite per periodo, giusto?

    Ciao Sardina

    Senti ma da quale inferno sei uscito fuori? Dici che vi hanno fatto studiare un certo Lysenko non certo alla scuola steineriana…

  142. utente anonimo says:

    >Ritvàn te lo dico chiaro e tondo: avrei voluto che citassi la fonte su cui ti sei documentato Sardina<
    L’erba voglio non cresce nemmeno nei giardini del re, figuriamoci nei banchi di plancton che frequenti tu:-).

    >perché altrimenti devo fare le mie critiche su di te, perché in questo caso e come se queste cose le stessi dicendo tu e, anche se le condividi, non mi va di farle.<
    Ma no, accomodati pure.

    >Non so se hai capito il mio ragionamento un po’ contorto…<
    “Un po’ contorto” è un gentile eufemismo in questo caso:-).

    Mi fido anche troppo della tua parola…Siccome sono una signora mi costa molto dirti quello che ti devo dire. Te lo dico con le mutande di ghisa: questa Verità Statistica mi pare proprio un’i……a!

    Idiozia?:-).

    >Per cui sono disposta ad accettare, geneticamente, solo statistiche positive tipo: “Gli albanesi sono, geneticamente, portati per le lingue.”<
    Tutte uguali voi donne!:-( Deliziose creature irrazionali e capricciose, disposte ad accettare solo quel che vi fa comodo.

    >Questa è una mia statistica in quanto conobbi trenta albanesi e tutti (t u t t i) conoscevano l’italiano perchè, mi dissero, guardavano raiuno.<
    Ecco, questo è il classico caso della statistica fatta ad minchiam, come sarebbe stata – come temeva Erika – una statistica sulla delinquenza imputando all’ereditarietà genetica il fatto che il figlio del ladro ha molte più probabilità di diventare un ladro rispetto al figlio di un impiegato.

    E’ vero che gli albanesi imparano volentieri le lingue, ma ciò è dovuto esclusivamente al fatto che con l’albanese non ti fai capire da nessuna parte all’infuori di quella minuscola terra di 28 000 kmq. E’ un po’ la stessa ragione per cui inglesi e amerikani sono poco portati per le lingue:-).

    >Non chiamarmi grazioso esemplare della fauna ittica<
    Ma perché, la Sardina forse non lo è?

    >perché so benissimo che quando mi chiami così è perché vuoi fare come il gatto col topo!<
    Semmai come il gatto con la topa:-)

    >Per gli studi che ho fatto so cos’è una statistica!<
    No’ quello è un DATO STATISTICO. La Statistica è tutt’altra cosa. E’ un po’ come se uno, sapendo solo cos’è il cuore e a che serve pretendesse di fare il cardiochirurgo:-).

    >Morti 8, nati 11 è un dato fornito dall’anagrafe del comune e fa parte di una statistica che rileva i decessi e le nascite per periodo, giusto?<
    Giusto. E anche il cuore ha due atri e due ventricoli, ma con questo siamo ancora lontani dall’operare su di esso col bisturi:-).

    >Senti ma da quale inferno sei uscito fuori?<
    Dall’inferno di Enver Hoxha, te l’ho detto.

    >Dici che vi hanno fatto studiare un certo Lysenko non certo alla scuola steineriana…<
    Già. Mio zio materno (laureatosi in medicina a Torino all’inizio della IIGM) alla fine degli anni ’50 rischiò seriamente la galera per aver menzionato – primo autere albanese a osare – i termini “genetica”, “DNA” e “leggi di Mendel” nel testo della Pediatria, di cui era titolare di cattedra alla Facoltà di Medicina di Tirana. Il fatto che fosse una specie di genio, nonché il Pediatra di Corte del tiranno rosso (i gerarchi a quel tempo avevano tutti un mucchio di marmocchi) probabilmente lo salvò. Come dire con Sting:”The albanian companions loves their children too”:-).

    Ovviamente dopo la rottura coi russi Lysenko fu buttato – come si meritava – nella pattumiera e fu tutto un tripudio di Watson & Crick e compagnia bella (e mio zio divenne l’unico medico membro dell’Accademia albanese delle Scienze, composta per il 99% da emeriti studiosi del…marxismo-leninismo trionfante:-)). Ma il pregiudizio sull’influenza della genetica sul comportamento sociale rimase. Come per tutti i kompagni di tutte le parti del mondo:-).

    Ciao

    Ritvan La Spia Che Venne Dal Freddo:-)

  143. utente anonimo says:

    Rif. 142 Ovvero compiti per le vacanze…

    >Questa è una mia statistica in quanto conobbi trenta albanesi e tutti (t u t t i) conoscevano l’italiano perchè, mi dissero, guardavano raiuno.<
    Ecco, questo è il classico caso della statistica fatta ad minchiam…

    Ritvan io lo so perfettamente che la mia statistica è fatta ad minchiam, ma tu della tua lo sai?…

    >perché so benissimo che quando mi chiami così è perché vuoi fare come il gatto col topo!<
    Semmai come il gatto con la topa:-)>

    Non so in Albania o a Roma, ma se lo trasformi così non ha più il significato iniziale, che fai ritiri o rilanci? Anzi qui si dice: ci stai provando?…

    Per gli studi che ho fatto so cos’è una statistica!<
    No’ quello è un DATO STATISTICO. La Statistica è tutt’altra cosa.

    Ecco, non te la prendere (troppo), ma confondi una statistica con la Statistica… (aiutooo – vocina flebile- auitooo…)

    Mio zio materno… il fatto che fosse una specie di genio…

    Mi stai dicendo, tra le righe, che anche l’intelligenza è ereditaria? Che strano! Com’è che sei riuscito a non scrivere: “…il fatto che anche lui fosse una specie di genio…” Un rigurgito di modestia?

    A parte gli scherzi che storiaccia quella di tuo zio.

    Ma quale Spia Che Venne dal Freddo se l’Albania ha più o meno lo stesso parallelo della Sardegna ed oggi, ad esempio si muore dal caldo!

    Hai notato che come isole etnolinguistiche ci sono da una parte i baschi, dall’altra gli albanesi e in mezzo i sardi, vuoi fare qualche statistica?

    Ciao Sardina guizzantina…

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