Pericoli

La Repubblica oggi ci presenta un interessante servizio di Curzio Maltese su Reggio Calabria:

"La mafia più ricca del mondo domina senza oppositori la regione più povera d’Europa.

Si legge in ‘Fratelli di sangue’, grande inchiesta sulla ‘ndrangheta firmata dal magistrato Nicola Gratteri e dallo scrittore Antonio Nicaso: ‘Nel rapporto tra affiliati ai clan e alla popolazione, la densità criminale in Calabria è pari al 27 per cento, contro il 12 della Campania, il 10 della Sicilia, il 2 della Puglia’.

A Reggio Calabria siamo al 50 per cento, significa che una persona su due è coinvolta, a vario titolo, in attività criminali.

La ‘ndrangheta era fino a quindici o vent’anni fa ancora una mafia rurale, specialista nei sequestri di persona. Oggi controlla 40 miliardi di euro all’anno, il 3,5 per cento del Pil italiano (Eurispes) e quasi tutta la cocaina d’Europa, possiede quartieri di città a Bruxelles e Toronto, a San Pietroburgo come ad Adelaide, da Reggio ad Aosta; siede nei consigli di amministrazione di innumerevoli multinazionali. Secondo la polizia tedesca, è il principale investitore italiano nella Borsa di Francoforte e controlla una quota rilevante del colosso energetico russo Gazprom."

Lascia perplessi la precisione delle cifre, ma presumo che sia sostanzialmente corretto il quadro generale.

Roba che, per i danni che fa al resto del mondo, dovrebbe meritarci un’invasione da parte della NATO, o almeno una solenne dichiarazione di status di failed state.

E che fa lo Stato italiano?

"Sei anni fa, il pool antimafia reggino di Salvatore Boemi, che aveva indagato su 64 cosche e portato a 400 ergastoli, fu smantellato pezzo per pezzo, con i magistrati distaccati sul fronte della guerra al terrorismo islamico".

Avete capito bene.

Hanno deciso che in Calabria, con esattamente zero attentati, il "terrorismo islamico" era un problema più grave della ‘ndrangheta.

Poi uno si chiede a chi fa comodo l’islamofobia.

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132 Responses to Pericoli

  1. Caro Miguel, ho letto Curzio Maltese per anni e anni, lui EUgenio Scalfari, Piero Ottone, Bocca, Guzzanti poi passato al nemico, insomma sono troppi anni che parlano delle stesse cose, malaffare, droga, mafia, camorra, ma mi spieghi come mai un giornale che sta gomito a gomito con i politici e quindi con quelli che dovrebbero risolvere queste perenni vergogne, non riesce a fare nulla? non riescono a smuovere nessuna coscienza? il libro di Saviano sulla Camorra è sembrata una bomba a cielo aperto, ma sai quanti avevano scritto quasi le stesse cose ma non sono mai arrivati a questa popolarita’? a questa promozione editoriale mondadori? non riesco piu ad entusiarmarmi per gli articoli di un quotidiano finanziato dallo Stato…preferisco leggere i Blog.

    Ciao Miguel. linda

    P.S: http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1928&parametro=esteri

    leggilo è interessante.

  2. Lo posto direttamente.

    ___________________

    L’Europol ha reso pubblico il suo primo rapporto sul terrorismo in Europa, il «Terrorism Situation and Trend Report» (TE-SAT 2007 ).

    Nel 2006, in tutti i Paesi europei, gli atti o attentati di tipo terroristico sono stati 486. (1)

    Attentati islamici?

    No.

    Il gruppo terroristico più attivo è stata l’ETA basca, con 136 attentati; i baschi sono anche colpevoli dei soli attentati omicidi, due uccisi a Madrid.

    Segue per virulenza il terrorismo separatista-mafioso corso.

    Ciò spiega perché oltre metà degli attentati (294) sono avvenuti in Francia e oltre un terzo (145) in Spagna.

    Sempre nella categoria del terrorismo separatista ed etnico (ma non islamico) si sono avuti fermi e arresti in relazione ad attività del PKK, il partito comunista kurdo.

    Altri 55 attentati in Europa sono stati messi a segno – no, non dai musulmani, abbiate pazienza – da gruppi di estrema sinistra o con etichetta anarchica, soprattutto in Grecia con 25 attentati, Germania con 13 e Italia (dov’è indicato fra i gruppi più attivi la Federazione Anarchica Informale, FAI) con 11.

    Pochi danni e nessuna vittima, in ogni caso.

    Quanto agli attentati con matrice di estrema destra, il tremendo terrorismo nero, ha fatto registrare un solo attacco, in Polonia.

    Ora veniamo agli islamici.

    Citazione del rapporto: «Non c’è stato alcun attentato islamista portato a termine nel 2006, anche se in Germania ha avuto luogo un attacco fallito, che mirava a un massacro».

    Si tratta del caso dei due studenti libanesi che hanno piazzato due valige-bomba su due treni alla stazione di Colonia il 31 luglio 2006.

    I due arrestati sono stati motivati, viene detto, «dalla pubblicazione delle vignette danesi contro Maometto».

    Il rapporto segnala, su indicazione delle autorità britanniche, anche «gli arresti avvenuti in Gran Bretagna in relazione a un presunto preparativo di attentato suicida nell’agosto 2006».

    Qui, si tratta del molto reclamizzato progetto in cui passeggeri islamici di cittadinanza inglese avrebbero dovuto portare a bordo di aerei di linea le componenti di esplosivo, mescolarle chimicamente nella toilette e farsi saltare con gli apparecchi e i passeggeri.

    Il rapporto aggiunge tuttavia che la Gran Bretagna «non è stata in grado di fornire dati completi per ragioni legali».

    Per esempio, nessun particolare sui sospetti arrestati è stato comunicato [ad Europol] perché la Gran Bretagna non fornisce statistiche sui «detenuti in attesa di giudizio».

    Un attentato islamico parimenti sventato (sette arrestati che cercavano di procurarsi materiali per sintetizzare nitrato d’ammonio) è registrato in Danimarca: lo stato dov’è avvenuta la provocazione delle vignette anti-islamiche.

    In breve, nessun grande giornale ha parlato del rapporto Europol, benchè almeno metà del testo sia occupato dall’esame del «terrorismo islamico».

    Ciò perché di fatto, il terrorismo islamico non ha eseguito con successo alcun attentato.

    Si provi solo a pensare se 136 attentati, di cui uno omicida, fossero stati messi a segno da islamisti anziché dall’ETA, basca e forse persino cattolica, il solo movimento omicida europeo.

    Gli attentati dei corsi, alcuni dei quali sanguinosi, non hanno suscitato un allarme sociale generale; come in Italia non ne suscitano gli ammazzamenti quotidiani della camorra napoletana.

    Ma se non s’è verificato alcun attentato islamico, oltre la metà dei 706 arrestati per tutti gli atti terroristici in tutta Europa sono musulmani.

    Insomma gli islamici come gruppo non spiccano per attività terroristica, ma sono i più inclini ad essere arrestati come «sospetti».

    E di ognuno di questi arresti abbiamo avuto ampie e risonanti notizie sui media; nulla sui baschi e i corsi, o gli anarchici arrestati, se non sui giornali locali.

    Maurizio Blondet

    ——————————————————————————–

    Note

    1) Al sito di Europol, http://www.europol.europa.eu/publications/TESAT/TESAT2007.pdf

    Copyright © – EFFEDIEFFE – all rights reserved.

  3. vorrei aggiungere una osservazione al testo di Blondet e cioè che ho la quasi certezza sul fatto che le aggressioni di estrema destra, anche e soprattutto in italia, non vengono denunciate come tali, nella stragrande maggioranza dei casi risultano come comuni aggressioni per futili motivi, incidenti….

    alla prossima

    orso

  4. utente anonimo says:

    Tre brevi riflessioni scaturite dai pochi ma significativi dati riportati sul post sulla ‘ndrangheta.

    Di questo fiume d’oro in calabria arrivano solo le briciole. Che costano carissime, perché sono pagate con la dipendenza del territorio dai clan mafiosi locali. Dove invece c’è gran parte del vantaggio economico non c’è lo svantaggio sociale. Sarà difficile smantellare la ‘ndrangheta “calabrese” in quei posti.

    I magistrati falliscono in queste azioni perché si comportano secondo la logica dei brigatisti. Si colpiscono i “gestori” senza poter intaccare il meccanismo che crea la gestione. Chi ha giocato a “doom” sa che l’ultimo quadro finisce quando si abbatte l‘icona diabolica che genera continuamente i mostri, non uccidendo inutilmente quanti più mostri possibile.

    La cialtronaggine infinita di questa classe politica che sottrae forze che se non altro in loco potrebbero contrastare la dipendenza sociale dalle cosche mafiose per squallide operazioni d’allarmismo ideologico.p

  5. utente anonimo says:

    due osservazioni su blondet (che dimentica il caso degli arresti danesi analogo di quelli tedeschi ma passons):

    1. perchè scegliere il 2006 come orizzonte temporale?

    vogliamo prendere dal 2004 e vedere chi ha fatto più morti?

    oppure il 2006 è significativo perchè le varie polizie europee hanno avuto un paio di botte di culo che hanno impedito stragi varie?

    2. il fatto che ci siano stati tanti arresti fra gli aspiranti terroristi islamisti, non aiuta a spiegare di per se i pochi (ma terribilmente sanguinosi) attentati di matrice islamista?

    roberto

    ps su baschi e i corsi i giornali francesi sono pieni di notizie, e non ci vuole un genio a capire che se uno spara una fucilata sulla prefettura di ajaccio i giornali italiani se ne strafegano (come i francesi dell’omicidio n. 12354 a scampia)

  6. utente anonimo says:

    >…ho la quasi certezza sul fatto che le aggressioni di estrema destra, anche e soprattutto in italia, non vengono denunciate come tali, nella stragrande maggioranza dei casi risultano come comuni aggressioni per futili motivi…orso< Ma perché, tu hai qualche dubbio sul fatto che i “motivi” dell’estrema destra siano più che futili?:-)
    Ciao

    Ritvan

  7. utente anonimo says:

    Quoto il #5 di roberto. Con un piccolo commento:

    Roberto: perchè scegliere il 2006 come orizzonte temporale?

    vogliamo prendere dal 2004 e vedere chi ha fatto più morti?

    No che non lo vogliamo prendere! C’è o non c’è libertà giornalistica?!:-) :-).

    Ciao

    Ritvan

  8. utente anonimo says:

    >I magistrati falliscono in queste azioni perché si comportano secondo la logica dei brigatisti. Si colpiscono i “gestori” senza poter intaccare il meccanismo che crea la gestione. Chi ha giocato a “doom” sa che l’ultimo quadro finisce quando si abbatte l‘icona diabolica che genera continuamente i mostri, non uccidendo inutilmente quanti più mostri possibile. p.< Se nel tuo metaforico-ludico “abbattimento dell’icona” io ci vedo maliziosamente una certa cosetta, mi accuserai di nuovo di avere IO in testa la Rivoluzione?:-) Ciao
    Ritvan

  9. utente anonimo says:

    qualcuno saprebbe spiegarmi come abbia fatto una misera “mafia rurale” a trasformarsi in 15-20 anni (non in uno o due secoli) in una holding da 40 miliardi di euro all’anno, il 3,5 per cento del Pil italiano (Eurispes), il principale investitore italiano nella Borsa di Francoforte, etcetc ? (senza controlli non solo dei “bieki” politici italiani ma anche di quelli tedeschi, belgi, russi, della CE etc.) – non sarà il contrario, e cioè che Francoforte, la Gazprom, i traffici di mezzo mondo hanno trovato nella ndrangheta un’utile filiale di copertura per sbrigare affari che vanno oltre e sopra qualsiasi Stato territoriale? la “mafia rurale” non c’entra nulla (se non per raccattare i picciotti e distribuire l’elemosina) e infatti ai calabresi vanno le “briciole” (ovviamente per briciole si possono intendere i ristoranti, gli hotels, i villaggi turistici). Lo Stato italiano si limita a sussidiare questa economia, mantenendo qualche decina di migliaia di nullafacenti negli impieghi pubblici (ufici, ospedali, forestali), in sostanza lo Stato è complementare e non antagonista della ndrangheta, esercita una “sovranità limitata” e patteggiata…

    luciano

  10. utente anonimo says:

    >…in sostanza lo Stato è complementare e non antagonista della ndrangheta, esercita una “sovranità limitata” e patteggiata… luciano< Ergo?:-) Ciao
    Ritvan

    P.S. Se qualcuno insinua ancora che io mi riferisca alla GRP che ha fatto il nido nella mia testa, tiro fuori il kalashnikov e gli sparo:-)

  11. visito il blog di Martinez da poco, credo che sia stato tu Miguel ad entrare nel mio…be’ posso dire che non ne conosco uno piu’ bello e intenso di questo, ogni commento postato è una testimonianza di cose , fatti e opinioni personali vere e sincere buttate giu’ con passione…parlando poi dei problemi del mondo…be’ ragazzi, vi assicuro che quello della Torre di Babele del giornalista Pino Scaccia da cui sono stata bannata e sono stata bannata pure da quello di Ruotolo e Santoro…guai a dire il proprio pensiero in maniera chiara e sincera, e cioe’ che la Rai è una azienda di privilegiati dove i vari Santoro Biagi e compagnia bella guadagnano miliardi per dare notizie embeded, in studi con scenografie costosissime, metri e metri di schermo che consumano l’ira di Dio e magari parlano di ecologia…

    Complimenti a tutti, ora me ne vado a vedere quante cazzo di chiavi hanno buttato dentro quel contenitore di Emergency…a P.zza Farnese…per me è tutta una cazzata il fatto delle chiavi, ma ora si *comunica* non piu’ con le parole ma con queste forme idiote di comunicazione!

    P.S: Miguel io stampo il tutto e lo leggo poi con calma…c’è molto da riflettere.

  12. utente anonimo says:

    errata corrige (5): effettivamente blondet parla della danimarca e io ho bisogno di un paio di occhiali

    roberto

  13. utente anonimo says:

    In effetti sono convinto che se esiste una emergenza – e a mio avviso esiste eccome – è proprio quella mafiosa.

    Dubito che interverrà la NATO come in Kosovo, ma certamente se i governi italiani di ogni colore non affronteranno il problema, qualcun altro lo dovrà fare al posto loro.

    Z.

    (p.s.: no, non parlo del Punitore!)

  14. utente anonimo says:

    >errata corrige (5): effettivamente blondet parla della danimarca e io ho bisogno di un paio di occhiali

    roberto<
    Fratello dalla Stato Non Vero:-), è inutile tentare di “beccare” Blondet sulle notizie e i fatti: il tizio sa il mestiere suo. E’ sull’interpretazione, poi, che lui gioca le sue carte migliori, ovvero con la calata in scena del deus ex machina, il Grande Complotto Demo-Pluto-Paperino-Masson-Giudaico, contro cui nulla si può tentare, poiché è un Dogma di Fede.

    Ciao

    Ritvan

  15. utente anonimo says:

    >Dubito che interverrà la NATO come in Kosovo…Z.< Ahimè, meglio che lo ricordi io prima che si scateni il solito kompagno/kamerata fallocefalo.
    Il Dogma di Fede, in questo caso, sostiene che l’intervento della NATO in Kosovo mirava proprio a questo, ossia a creare un altro “paradiso mafioso” (visto che evidentemente la Calabria e la Sicilia non bastavano a tutti i Kapitali Globali desiderosi di un bel bagno :-) ) gestito da quel popolo sottosviluppato e intrinsecamente mafioso che sono i kosovari (ovviamente albanesi e musulmani), sottraendolo al paterno, democratico e antimafioso controllo dell’Illuminato e Superore Popolo Civile (e Cristiano, non dimentichiamocelo!) Serbo, degnamente rappresentato da quel Inarrivabile Campione che fu Slobodan Milosevic.

    Ciao

    Ritvan Delle Tigri di Arkan:-)

  16. utente anonimo says:

    x smantellare la mafia: è tutto inutile se non si capicse che non è solo un crimineorganizzato, ma è sopratutto una CULTURA.

    Bel post MIGHE

  17. utente anonimo says:

    Oltre ad essere protette per le ricche mazzette che coi loro giganteschi giri d’affari sono in grado di elargire generosamente,le varie mafie del nostro paese sono protette anche da quella mentalità secondo cui col crimine non si può usare il pugno di ferro,bisogna invece “capire il disagio”,intervenire a livello “sociale e culturale”, e quei pochi delinquenti arrestati non devono essere puniti per le loro bestialità,guai solo a pensarlo,devono invece essere “riabilitati”.

    Mentalità che è continuamente ribadita da media e associazioni,e in certi casi dai picchiatori dei centri sociali, che sembrano godere nel vedere intere città e regioni nelle mani di una criminalità sempre più aggressiva.

    Franz

  18. utente anonimo says:

    Io credo che il proliferare delle mafie italiche sia dovuto – come quasi tutte le vicende umane – ad un mix di fattori, di cui cerco di fare un succinto elenco, ovviamente incompleto:

    1. La storia (perché non c’è una mafia laziale o molisana o sarda?)

    2. L’arretratezza del sud (ma non spega il fatto che veneti e friulani, in passato morti di fame peggio dei napoletani non si son sognati di far delle mafie).

    3. La cultura mafiosa. Frutto di processi storici. E’ indispensabile, ma non sufficiente.

    4. La democrazia debole e la libera circolazione dei capitali. Agevolano l’estensione, ma non spiegano la nascita.

    5. Il cattolicesimo. Sì, lo so che altri paesi cattolicissimi non hanno mafie e anche il vaticano c’entra ‘na cippa. Ma una religione che dice che basta che ti confessi sul letto di morte, baci la croce e sei a posto con Dio, pure se hai sciolto dei bambini innocenti nell’acido di certo non aiuta alla contenzione dei fenomeni mafiosi in terre ad altissimo tasso di religiosità.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. La par condicio è d’obbligo, altrimenti mi si materializza il solito/a troll/a fallocefalo/a.

    Si straparla fra giornalisti cialtroni italici di “mafia albanese”. E’ una stronzata. Ma non perché gli albanesi siano “brava gente”. Tutt’altro. Anzi, per il motivo opposto. Perché non sono abbastanza “brava gente”. Nel senso che vogliono tutti (i delinquenti, intendo, non le persone perbene che sono la maggioranza) fare i “don”. Ovvero, tutti vogliono che gli si baci la mano, ma nessuno (o quasi) vuole baciare la mano a chicchessia. Pertanto la massima estensione che possa avere la delinquenza organizzata albanese si e no a livello di banda. Insomma, manca proprio la storia e la cultura radicata. La ferocia non basta a costruire una mafia.

  19. utente anonimo says:

    Franz, anch’io penso che i singoli debbano essere riabilitati.

    E’ la società di cui sono parte che a mio avviso dovrebbe essere disintegrata. Questo significa, tra le altre cose, piallare quartieri e “incoraggiare” gli abitanti a disperdersi altrove – detto brutalmente, annientare artificialmente un intero tessuto sociale. E’ lì che sta il problema, non è che i reggini siano mafiosi per genetica.

    Tra l’altro questo si accorda perfettamente con la riabilitazione di cui si parlava: es., se ai ragazzi condannati al minorile troviamo un lavoro a Bolzano o a Trieste, con obbligo di dimora nel comune, è verosimile che smettano di spacciare a Palermo [1].

    Purtroppo sono problemi difficili da affrontare in uno stato democratico: chi ti vota se prometti di distruggere un intero tessuto sociale? Credo sarebbe necessaria un’intesa come vi è stata in altri tempi non meno eccezionali, ma allora l’emergenza era più visibile, mentre oggi se c’è intesa c’è nel senso opposto…

    Z.

    [1] Sembra una banalità ma non fa mai male ribadire il concetto. Ricordo ancora un’intervista di dieci anni fa ad un ragazzino di Napoli presentatosi a La Spezia per i tre giorni. Tutto entusiasta della città che lo ospitava diceva al giornalista “Roba da non crederci, sa? Ho visto due file di motorini senza catena, avevano solo il bloccasterzo, e nessuno tentava di rubarli!”.

  20. utente anonimo says:

    …laddove per “piallare” non si intende necessariamente “demolire fisicamente”. Anche in senso metaforico, digiamo :-)

    Z.

  21. utente anonimo says:

    scusate, ma LA MAFIA come concetto da dove vieni? Arabo? Toscano?

  22. utente anonimo says:

    >scusate, ma LA MAFIA come concetto da dove vieni? Arabo? Toscano?<
    Scusa, fratello/sorella, ma perché non ti firmi? Ah, già, dato l’argomento…:-)

    La Sacra Wikipedia e Il Sacro Dizionario Etimologico del Piangiani così ci dicono:

    Il termine mafia ha diverse possibili origini etimologiche, più o meno verificabili o realistiche:

    1. Derivazione dalla parola araba Mā Hias, “spacconeria”, che sta in relazione con la spavalderia mostrata dagli appartenenti a tale organizzazione.

    2. Derivazione dall’espressione dell’arabo parlato, e non di quello letterario, mā fī-ha significante “non c’è” o “non esiste”.

    3. Derivazione della parola dalla lingua araba mu’afak, “protezione dei deboli”, o maha, “cava di pietra”.

    4. Derivazione dalla parola araba (sempre loro, maledetti invasori musulmani:-)-ndr) maehfil, “adunanza, luogo di riunione”.

    5. Derivazione della parola dialettale toscana maffia significante “miseria” oppure “ostentazione vistosa, spocchia”.

    6. Derivazione dai Vespri Siciliani ed adottato come sigla per Morte Ai Francesi (Angioini) Indipendenza Anela, o anche Italia Avanti (lo storico Santi Correnti ritiene però che il termine sia precedente alla dominazione angioina).

    7. Un’altra ricostruzione, connessa all’andata in Sicilia di Mazzini alla vigilia dell’Unità, è quella fatta nel 1897 dallo storico Ch. William Heckethorn. Anche se ritenuta non condivisibile, considera il termine Mafia come acronimo di Mazzini Autorizza Furti Incendi Avvelenamenti. Tale appello sarebbe stato rivolto alle organizzazioni segrete che nascevano sull’isola.

    8. Tradizionalmente si narra che un soldato francese chiamato Droetto violentò una giovane. La madre terrorizzata per quanto accaduto alla figlia corse per le strade, urlando «Ma – ffia, Ma – ffia!» ovvero «mia figlia, mia figlia». Il grido della madre fu ripetuto da altri, e da Palermo il termine si diffuse in tutta la Sicilia. Il termine mafia che diventò così parola d’ordine del movimento di resistenza, ebbe quindi genesi dalla lotta dei siciliani

    Nel caso in cui il termine derivasse dal toscano, sarebbe entrato nell’uso popolare in Sicilia subito dopo l’Unità d’Italia nel 1862, subendo il fenomeno dell’affievolimento fonetico, come altre parole toscane entrate nell’uso siciliano, per cui “macchina” diventa màchina, “malattia” malatìa, e “mattino” màtina; e servì ad indicare sia l’organizzazione segreta delle classi popolari, che proprio nella “mafia” di allora trovavano la difesa contro lo strapotere delle classi dominanti; sia la braveria e l’ostentazione vistosa, tipica dei “mafiosi” di allora.

    Ed ancor oggi, in Sicilia, l’aggettivo qualificativo “mafiusu” viene utilizzato anche per indicare qualcosa di incredibilmente vistoso o costoso: un vestito elegante o un’auto prestigiosa sono “un vistitu mafiusu, ‘na màchina mafiusa”, perché anticamente il popolo vedeva nel mafioso d’allora il suo difensore poiché accomunava l’idea di giustizia sociale con quella dell’avvenenza e della prestanza fisica.

    Ciao

    Ritvan ‘O Semiologo alle Vongole

  23. utente anonimo says:

    Rif. 15

    Senti Tigre di Arkan e invece?

    No, perché io aderisco al Dogma di Fede (le casalinghe sono autorizzate ad essere mammole!) esclusa la tiratina all’acqua del tuo mulino bianco, in difesa dei futuri abitanti (che non hanno alcun bisogno di essere difesi…) della Grande Albania.

    Lo chiedo a te e invece?

    Ciao Sardina

    “…mi spiega che penso e bevimmo’ o caffè…”

  24. utente anonimo says:

    >Senti Tigre di Arkan e invece?

    No, perché io aderisco al Dogma di Fede (le casalinghe sono autorizzate ad essere mammole!) Sardina<
    No tu non aderisci al Dogma di Fede in quanto casalinga, aderisci in quanto antiimperialista. Pure la religione antiimperialista non tollera che si rinunci anche ad un solo singolo dogma compreso nella catechesi:-).

    > esclusa la tiratina all’acqua del tuo mulino bianco, in difesa dei futuri abitanti (che non hanno alcun bisogno di essere difesi…) della Grande Albania.<
    Ah, hai fatto bene a ricordarmelo, anche la “Grande Albania” (detta da quei quattro gatti di sciovinisti geriatrici albanesi “Albania Etnica”) fa parte del Sacro Dogma Del Kaxxo Delle Tigri Antiimperialiste Di Arkan.

    La stragrande maggioranza degli albanesi d’Albania e di quelli del Kosovo NON VOGLIONO l’unificazione. La ragione principale è “siamo, sì, fratelli, ma è meglio che sia ognuno padrone a casa sua” e lo slogan è:”Se in Europa ci sono due stati di etnia e lingua tedesca (Germania ed Austria), perché non ci debbano essere due anche di etnia e lingua albanese?”.

    >Lo chiedo a te e invece?<
    L’ “invece l’ho già spiegato dettagliatamente quando tu nuotavi col tuo banco in altre acque:-). Ti faccio un breve sunto per simmi capi:

    1. La strategia geopolitica ameregana mira nel lungo periodo a contenere l’inevitabile espansionismo russo in Europa (anche un cercopiteco “diversamente intelligente” capirebbe che i russi, appena smettono di avere fame – anzi, hanno già smesso – rivolgeranno sguardi vogliosi agli ex paesi “fratelli”).

    2. Il paese più “fratello” di tutti è – per note ragioni storico-etnico-religiose – la Serbia.

    3. Ogni indebolimento della Serbia equivale ad un indebolimento della futura Russia neozarista e rivale degli USA.

    4. Gli argomenti di cui sopra, la piccola ma abbastanza agguerrita lobby albanese negli USA (ricordiamoci che il direttore della CIA dell’epoca, George Tenet, era di origini albanesi, orgogliosamente rivendicate) ha saputo farli presente all’amministrazione Clinton.

    5. Non è escluso (anzi, è più che probabile) che l’UCK sia stata una “creatura” della CIA, come unico mezzo per provocare Milosevic a fare quei bei bagni di sangue etnico e solidale che tanto piacciono ai cetnico-comunisti serbi.

    6. Milosevic c’è cascato come un pollo (magari tratto in inganno dalle “decorazioni” ricevute a Dayton) e ha risposto alle provocazioni delle doppiette arruginite dell’UCK in Kosovo con carriarmati, artiglieria pesante e aviazione, nonché coi soliti stupri & massacri etnici commessi dalle milizie paramilitari serbe (protette dai sullodati carriarmati, ecc., ecc.) che non vedevano l’ora di tornare a “divertirsi” un po’ che dal tempo di Dayton stavano lì a far muffa.

    7. A quel punto il quadro era maturo: un feroce dittatore (ex) comunista, nel cuore dell’Europa civile e dopo gli orrori della Bosnia, stava di nuovo tentando genocidio e pulizia etnica.

    8. Al feroce dittatore fu data una chance di ritiro incruento dal Kosovo, coi negoziati di Rambouillet, ma con una banale scusa (la presenza di truppe NATO in Serbia previste dalla bozza del trattato, altamente offensiva:-) dell’Onore Serbo) i rappresentanti serbi ai negoziati presero cappello – senza nemmeno chiedere “scusi, ma di ‘sti soldati NATO messi ad minchiam in Serbia al difuori del Kosovo, se ne potrebbe discutere?” – e se ne andarono.

    9. A quel punto, falliti i negoziati – per colpa dei serbi – l’attacco della NATO era d’obbligo.

    10. Il resto è storia nota.

    Ciao

    Ritvan

  25. utente anonimo says:

    Sardina # 23

    La citazione del Faber è talmente giusta da essere fulminante. Grazie!

    Silviu’

  26. utente anonimo says:

    Rif. 24

    Tigrotto di Ar(stra)kan ti devo un caffè!…

    Ciao Sardina

    PS Un’altra gomena è passata nella cruna dell’ago…

  27. utente anonimo says:

    >1. La strategia geopolitica ameregana mira nel lungo periodo a contenere l’inevitabile espansionismo russo in Europa (anche un cercopiteco “diversamente intelligente” capirebbe che i russi, appena smettono di avere fame – anzi, hanno già smesso – rivolgeranno sguardi vogliosi agli ex paesi “fratelli”).ritvan<
    Emmanuel todd,nel suo “DOPO L’IMPERO” sostiene che la Russia,stante la sua popolazione in netto declino demografico e la sua indipendenza dalle importazioni non dovrebbe più costituire una minaccia in quanto le mancano i presupposti per una espansione imperialistica,che sono appunto popolazione in espansione demografica e dipendenza dalle importazioni,2 fattori che caratterizzano invece gli USA.

    La strategia americana è dettata dalla follia neocon che pretende di eliminare tutto ciò che percepisce come minaccia ai suoi psicotici progetti di supremazia.

    >2. Il paese più “fratello” di tutti è – per note ragioni storico-etnico-religiose – la Serbia.

    3. Ogni indebolimento della Serbia equivale ad un indebolimento della futura Russia neozarista e rivale degli USA. <
    Attualmente certo i russi considerano la Serbia come il “paese più fratello” ma non dimenticare che fino ai primi anni del xx sec. tale ruolo era appannaggio della Bulgaria che poi passò “sull’altra sponda”,e,se parliamo di alleati davvero affidabili,gli unici per la Russia sono attualmente Mongolia e Armenia.

    Franz

  28. utente anonimo says:

    >Emmanuel todd,nel suo “DOPO L’IMPERO” sostiene che la Russia,stante la sua popolazione in netto declino demografico e la sua indipendenza dalle importazioni non dovrebbe più costituire una minaccia in quanto le mancano i presupposti per una espansione imperialistica,che sono appunto popolazione in espansione demografica e dipendenza dalle importazioni,2 fattori che caratterizzano invece gli USA. Franz<
    Intanto dai tempi del libro di Todd le cose stanno un po’ cambiando. Ho letto che lo zar Putin sta introducendo dei “bonus bebé” da far impallidire Berlusconi e Prodi. E non è detto che quando i russi cominceranno ad avere un po’ di grasso sotto la pelle, bonus o non bonus, non cominceranno a figliare come Santa Madre Russia Ortodossa comanda:-).

    Vedi, Franz, come ti ho già detto innumerevoli volte, le analisi dei sociologi kompagni hanno sempre il difetto di ignorare volutamente i fattori psicologici della società e concentrarsi – come Marx comanda – solo ed esclusivamente su quelli materiali. Ecco perché spesso e volentieri le loro analisi si rivelano errate nel lungo periodo.

    Gli imperi, oggi come ieri, non si fanno solo per ciucciare materie prime o mandare i poveri a fare i coloni. Si fanno anche quando si crede (per missione divina o altro) di esserne in un certo senso predestinati.

    >La strategia americana è dettata dalla follia neocon che pretende di eliminare tutto ciò che percepisce come minaccia ai suoi psicotici progetti di supremazia.<
    Ma non mi risulta che Clinton e la Albright – che decisero la spedizone contro la Serbi, di cui, ti ricordo, stavamo parlando – abbiano fatto o facciano parte dello schieramento neocon.

    >Attualmente certo i russi considerano la Serbia come il “paese più fratello” ma non dimenticare che fino ai primi anni del xx sec. tale ruolo era appannaggio della Bulgaria che poi passò “sull’altra sponda”,e,se parliamo di alleati davvero affidabili,gli unici per la Russia sono attualmente Mongolia e Armenia.<
    Beh, indebolire la Mongolia sarebbe come sparare sulla croce rossa:-). La serbia è tutt’altra faccenda. Ricordiamoci che la Serbia fu il casus belli della più sanguinosa guerra che la storia dell’umanità abbia mai conosciuto, quella del 1914-1945 (con una tregua dal 1918 al 1939). La Storia non è acqua e chi ne fa solo ed esclusivamente una questione di danaro si sbaglia. Oltre il danaro c’è il potere, la gloria, la/le religione/i, e non ultimo Sua Maestà Il Caso.

    Ciao

    Ritvan

  29. utente anonimo says:

    >Tigrotto di Ar(stra)kan ti devo un caffè!…

    Ciao Sardina<
    Ooooh, finalmente una donna che intende come si deve la parità fra i sessi!:-)

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Chi ha orecchie per intendere intenda (e tutti gli altri…nella roulotte:-) )

  30. utente anonimo says:

    P.S.2 del #29.

    Perché, in attesa, del caffè non ci racconti qualcosa delle aspirazioni dell’irredentismo sardo?

    Ciao

    Ritvan

  31. utente anonimo says:

    Come molti contribuenti italiani, anzi continentali, sono un grandissimo fan dell’irredentismo sardo.

    E anche di quello siculo ;)

    Francesco

  32. utente anonimo says:

    rif. 28

    Ritvan Shehi – checché ne dica una signora il cui nick ricorda una cosa che serve a sbiancar i panni (parlo così perché Miguel ci ha imposto il veto), il tuo nome mi fa venire in mente un eroe non russo ma turco di verniana memoria (1) – , dicevo, Ritty ti devo due caffè! Dek però altrimenti ti ecciti troppo… (nei discorsi, cosa hai capito!).

    Per ciò che concerne l’Irredentismo Sardo (lo voglio tutto maiuscolo!), siccome so già che ridurrai tutto a una questione di lana caprina, mi necessita una consulenza specializzata di un servo pastore.

    Vado, mi documento e torno!…

    Adiosu! Sardina

    (Arrivederci)

    (1) Ora, non quando ci siamo conosciuti…

    PS Un caffè anche a Franz naturalmente!

  33. ikalaseppia says:

    linkato, ed era un po’ che ci pensavo…saluti

  34. utente anonimo says:

    >Ritvan Shehi…. il tuo nome mi fa venire in mente un eroe non russo ma turco di verniana memoria…Sardina< Kéraban il testardo:-), per caso? >Per ciò che concerne l’Irredentismo Sardo (lo voglio tutto maiuscolo!),<
    Beh, se la grammatica sarda lo accetta, perché no? Quella italica, però, dubito che lo faccia e, siccome il vocabolo “irredentismo” è stato introdotto (e poi adottato così anche in altre lingue) da un italiano, forse è il caso di seguire l’ortografia italica. Ti concedo, però, in barba all’ortografia italica, il “Sardo” con l’iniziale maiuscola. Cuntent?:-)

    >siccome so già che ridurrai tutto a una questione di lana caprina, mi necessita una consulenza specializzata di un servo pastore.<
    Excusatio non petita accusatio manifesta, come dicevano qualche migliaio di anni fa i pastori della Barbagia:-). Ovvero, se hai questo sospetto, non è che per caso un bel po’ di lana caprina in quelle rivendicazioni ci possa essere?

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Grazie dei caffè virtuali:-) e di tutto il resto.

    P.S.2. “Ritvan” è nome arabo e ha più o meno il significato di “giardini dell’Eden” (comprese le 80 vergini hurì in dotazione:-), immagino) e “Shehi”, ugualmente arabo, significa “sceicco”.

  35. utente anonimo says:

    Allora:

    1) in Somalia le coorti islamiche rialzano la testa e combattono gli invasori etiopi asserviti all’imperialismo usano

    2) in Iraq spirano fortissimi venti di sconfitta usana

    3) in Afganistan va poco poco meglio

    4) le altre Potenze si organizzano per metterlo in quel posto all’Impero (Russia e Cina in primis)

    e Miguel tace?

    Non è che teme le conseguenze della vittoria dei Buoni, sapendo quanto poco assomiglino a certi scenari mulinobiancheschi che descrisse?

    Francesco

  36. utente anonimo says:

    Kéraban il testardo:-), per caso?

    MARIA

    sarà sicuramente quello:-)

  37. utente anonimo says:

    RITVAN

    Kéraban il testardo:-), per caso?

    MARIA

    sarà sicuramente quello:-)

    Perché, tu conosci TUTTI i personaggi di quel libro?:-). Che ne sai che non ce ne sia uno più “appropriato”, chessò Ritabàn Lo Strapazzafemmine ?:-)

    Ciao

    Ritvan

  38. utente anonimo says:

    >…in Somalia le coorti islamiche rialzano la testa…Francesco< Stringiamci a coorte
    Siam pronti alla morte

    Siam pronti alla morte

    Somalia chiamò?:-)

    Ciao

    Ritvan

  39. utente anonimo says:

    Cogli pure i sottintesi travestiti da errori di battitura, gommista diabolico!

    In effetti la deriva localista del Martinez mi delude.

    E l’ingresso della mafia nel grande complotto anti-islamico e imperialista anche.

    Francesco

  40. utente anonimo says:

    >Cogli pure i sottintesi travestiti da errori di battitura, gommista diabolico! Francesco<
    Ma no, voleva solo essere una battuta scherzosa.

    >In effetti la deriva localista del Martinez mi delude.<
    Perché non conosci il poderoso tomo sulla “disinformacion” in uso presso gli addestratori..ecc., ecc…:-).

    Quella che tu chiami “deriva localistica”, nel gergo pugilistico si chiama “lavorare ai fianchi”:-). Infatti, gli adepti devono essere resi debitamente edotti che se i “servi dell’imperialismo”, nella fattispecie inquirenti e media, pasticciano in quel modo tanto plateale su un fatto accaduto a Rignano Flaminio, un paesetto accessibile a tutti, in cui si parla italiano, vuoi scommettere che ci raccontano un sacco di balle colossali anche sui “resistenti” in paesi lontani e tutto il resto del cucuzzaro?:-)

    >E l’ingresso della mafia nel grande complotto anti-islamico e imperialista anche.<
    Eh, nel dare addoso al bieko imperialismo è sempre melius abundare quam deficere:-). E se permetti, nosotros albanesi abbiamo la precedenza sui calabresi in quanto “utili servi” dell’Imperialismo Globale, visto che per compiacerci il suddetto Imperialismo Globale non esitò a bombardare l’integerrimo Milosevic che ostacolava i nostri loschi affari:-)

    Ciao

    Ritvan

  41. Sanjilops says:

    Mi sono permesso di segnalare questo post sul mio blog. Ciao!

  42. utente anonimo says:

    Rif. 30

    Ritvan eccomi di ritorno.

    Mi avevi chiesto di parlarti dell’Irredentismo Sardo e sono qui per questo.

    Sono stata dal servo pastore il quale mi ha chiarito dei punti sugli aspetti della questione. Innanzi tutto bisognerebbe conoscere un po’ di storia della Sardegna e so che, se non l’hai già fatto, colmerai a breve questa lacuna, ti consiglierei di servirti non del Bossi-Fini ma del Carta Raspi, io no, ma il mio consulente se l’è letto tutto.

    Prima di venire al dunque faccio delle premesse.

    Se per costante resistenziale sarda di cui parla G. Lilliu (ed. Ilisso pagg. 450), che vorrebbe il sardo refrattario alle forme della cosiddetta civilizzazione, si intende che il sardo è piuttosto recalcitrante a fare la ola nei corsi (o i corsi) di multi-level marketing o a zampettare sui carboni ardenti ai convegni di training aziendale, sono perfettamente d’accordo: esiste una costante resistenziale sarda.

    In tempi di globalizzazione, poi, noi che per ogni paese o cittadina abbiamo un diverso costume tradizionale, passo di danza, variante della lingua – se sei di Cagliari e ti sposti a Cuglieri (OR) non ci capisci nulla -, un modo diverso di confezionare il pane e persino una propria versione dell’Ave Maria o del rosario, dimmi tu se non andiamo contro corrente! E non credo sia solo un aspetto folkloristico, ma che corrisponda a un modo profondo di intendere la vita e di voler essere diversi gli uni dagli altri, rimanendo curiosi e attenti a quel che succede al di fuori.

    Ci rifacciamo alla città stato e ci sentiamo prigionieri dell’attuale stato nazione concepito in età romantica (cito il mio consulente). Poi se uno vuole va da un clan all’altro per lavoro, per amore o perché si sente di farlo e sarà ben accetto (o quasi, come ho già detto di imbecilli ne abbiamo anche qui).

    Da noi c’è un detto: “Centu concas centu berrittas!” cento teste cento cappelli e sotto ogni cappello c’è una testa con un cervello che vuole pensare a modo suo in bene e in male.

    Va da sé che ora ti parlerò dell’Irredentismo Sardo citando, non le fonti ufficiali, ma il mio pensiero personale e, forse, di qualche altro dei quattro gatti che compongono il mio clan.

    Per me la questione è molto semplice: non si combatterà, di certo, con i mitra, le bombe o la pattadese e poi contro chi? Contro Aurora della quale ho stima e che al massimo potrei invitare da noi per onorare la mitica, eppure vera, ospitalità sarda? Contro l’esercito che è composto da gente nostra? O contro p. che se anche riuscissi, con i pochi elementi che ho,a stanarlo mi direbbe: ” ? ” facendomi passare ogni velleità?

    Ci si deve impegnare su altri fronti.

    Quando ero ragazzina lessi il libro, Black Boy, di Richard Wright in cui egli narra la sua storia di nipote di uno schiavo nero che impara a scrivere e a leggere acquisendo, così, una diversa consapevolezza della propria condizione, entrando in un’altra dimensione di vita possibile e di riscatto.

    Quindi l’imperativo è educarci ed educare i nostri figli come se avessimo a che fare con dei futuri judikessa Eleonora o suo padre Mariano, Grazia Deledda o Emilio Lussu e, mi spingerò oltre (!), rifacendoci a tutti gli altri grandi italiani e grandi donne e uomini senza distinzione di confini.

    Quindi si tratta di un irredentismo minuscolo, avevi ragione tu e non importa se poi il figlio diventerà un semplice confezionatore di cestini è la forma mentale che deve cambiare!

    Perché quello che differenziava Maria Giacobbe (Diario di una maestrina) dalle sue allieve è che lei non solo aveva ricevuto un’istruzione ma con essa la consapevolezza di essere e di cosa voler diventare.

    Così questi nostri figli (e noi stessi) andranno a rimpiazzare la corte spagnola (ora come prima…) nostrana, che manteniamo all’assemblea della regione, della quale, per carità ci assumiamo tutto il merito!…

    Così saremo in grado, pur salvaguardando il nostro modo di essere, di confrontarci alla pari e nel rispetto di e con chiunque.

    Demagogia? Utopia? Non mi pare io lo sto già facendo a casa mia! E ne ho la conferma quando vedo mio padre, ottuagenario, con la licenza elementare, navigare su internet, che, come me, si stupisce per le cose belle o brutte che ci trova.

    Le ultime parole le dedicherò al mio consulente nel quale mi rispecchio:

    “Qual è la direzione

    nessuno me lo imparò. (1)

    Qual è il mio vero nome

    ancora non lo so.”

    (Canto del servo pastore)

    Ciao e grazie, Sardina.

    (1) De Andrè si riferisce al termine sardo imparau che indica sia l’atto dell’imparare che dell’insegnare. Non è forse vero che nell’insegnare si impara sempre qualcosa e viceversa?

  43. utente anonimo says:

    Cara sardina, figurati se mi passa per la mente di dire a qualcuno in quale fronte debba impegnarsi. Tanto più che la parola fronte uno come me la può dire solo immaginando, non avendone uno sottomano, di stringere forte un potentissimo cornetto napoletano. La direzione non la impara (nel doppio significato sardo) nessuno. Amo moltissimo anch’io quella canzone di faber, e mi piace terribilmente questo suo verso: l’amore delle case l’amore bianco vestito / io non l’ho mai saputo e non l’ho mai tradito. Come il bandito di franziska ho i miei occhi che sono “come due cani”. È bene che sia così, anche se sono spesso fuori dal mio controllo, quando scorrazzano.p

    notte notte notte sola sola come il mio fuoco

    piega la testa sul mio cuore e spegnilo poco a poco.

  44. utente anonimo says:

    Sardina, l’accoglienza dei sardi mi è stranota.

    Però a me ” colpiscono” i contrasti, e a proposito di accoglienza, mi ricordo quando sono arrivata a Orgosolo.

    Il cartello all’ inizio del paese , abbastanza grande, ” Benvenuti ad Orgosolo” era pieno di grossi fori perfettamente tondi : buchi di “schioppettate”.

    Questo particolare mi è rimasto più impresso dei murales nel paese : infatti quel cartello, che avrebbe potuto facilmente essere sostituito, rimaneva lì , quasi a monito : ” Benvenuti, ma sappiatevi regolare su con chi avete a che fare”.

    La natura circostante del posto mi è anche piaciuta molto, ” selvaggia e magica” : percorrere lunghi tratti di strade di notte senza illuminazione artificiale, eccetto quella dei fari, nel silenzio quasi totale, è stata per me una esperienza nuova.

    Mi sembrava di vivere per la prima volta come doveva essere una volta la notte, una notte originale, genuina, di tornare indietro nel tempo, al primitivo.

    Siccome sono convinta che la natura del paesaggio incida sulla natura umana, diverso deve essere l’animo di chi è abituato a vedere notti completamente buie, o illuminate solo dalla luna, a riconoscere le sagome delle enormi pietre, a camminare solissimo , da quello di chi si districa tra semafori e palazzi di cemento, nella protezione dei lampioni e della gente, disabituato a guardare in su, verso l’alto , dove tu, anche con la mente, miri, senza mitra.

    Aurora.

  45. utente anonimo says:

    Mi sembrava di vivere per la prima volta come doveva essere una volta la notte, una notte originale, genuina, di tornare indietro nel tempo, al primitivo.

    maria

    in sardegna, a volte, ci sono degli scenari così silenziosi, inabitati, e antichi , da farmi pensare che le prime terre emerse fossero proprio come quelle

  46. utente anonimo says:

    x Sardina (n.42)

    Ho letto con attenzione il tuo papiro e mi sento di farti le seguenti osservazioni:

    1. Non ho capito bene nemmeno adesso a cosa esattamente mira l’irredentismo sardo, se all’autonomia (ma non è già regione a statuto speciale?), a una repubblica federata all’Italia, all’indipendenza o all’annessione dell’Italia:-).

    2. Irredentismo sardo, ti prego, scrivilo con l’iniziale minuscola. Almeno in italiano:-)

    3. Per “colmare la lacuna” storica non mi son servito né del Turco-Napolitano e né del Carta-Raspi. Basta il Sacro Wikipedia ed è pure aggratise.

    4. Sulla resistenza costante attuale, cosi chiosa sinteticamente il Sacro testo:

    Nel secondo dopoguerra l’autonomia regionale è stata spesso messa in discussione per le sue carenze ed il fallimento dei più importanti progetti di riforma economica e sociale (Piani di Rinascita; industrializzazione calata dall’alto). Oggi la lotta contro le basi militari, contro la prevaricazione coloniale dei gruppi economici italiani ed esteri, contro la distruzione dell’identità nazionale sono nuove tappe di questo processo di resistenza del popolo sardo.

    5. Ho trovato impressionanti somiglianze fra storia e cultura sarda e albanese:

    a) anche l’albanese ha avuto nei secoli la sua costante resistenziale. Purtroppo, lo spitato regime di Hoxha l’ha cancellata a suon di spaventosi bagni di sangue e sterminando la famiglia e i parenti a chi resisteva. Quel fetentissimo albanese (ma i nazionalisti albanesi sostengono che la madre aveva messo le corna al marito rincoglionito col comandante turco della guarnigione: in effetti, ho visto i ritratti, era sputato il turco!) ha fatto in soli 50 anni quello che lo straniero Impero Ottomano non è riuscito a fare in 500. Come dire che il peggior male spesso ce lo infliggiamo da soli. Sicura sorella di volere l’indipendenza? Non è che poi se spunta un tiranno sardo simile a Hoxha implorerete il Bush di turno di bombardarlo?:-)

    b) Anche nosotros avevamo costumi, dialetti e quant’altro diversi anche da villaggio a villaggio. Purtroppo il sullodato fetente ha collettivizzato e unificato tutto. Non so se sia stato un bene o un male, ma visto che l’ha fatto lui sospetto fortemente che tanto bene non è.

    c) In compenso, nosotros abbiamo 3 religioni (4 contando anche la miscredenza.-) ) e vosotros solo una. Come dice Z. “Gné-gné-gné”:-)

    d) Al tuo detto “centu concas…” io rispondo col detto (piuttosto invidiosetto) albanese:

    Dy italianë ndërtojnë një urë

    Dy gjermanë mbajnë një front

    Dy shqiptarë s’i gjen n’një mendje.

    Due italiani costruiscono un ponte

    Due tedeschi tengono un fronte

    Due albanesi mai della stessa opinione

    6. Delizioso quel:

    “O contro p. che se anche riuscissi, con i pochi elementi che ho,a stanarlo mi direbbe: ” ? ” facendomi passare ogni velleità?”

    D’accordo per p., ma se il mio e tuo compatriota Antonio Gramsci resuscitasse e lo metteste a capo della Novella Repubblica Socialista Popolare della Sardinia, altro che gommoni: a nuoto arriverebbero i sardi in Italia:-)

    7. (e ultimo). Se è solo un “irredentismo mentale-culturale” – come m’è parso di capire – a me sta più che bene. A Francesco, che plaudiva supponendo l’indipendenza totale sarda – temo un po’ meno, visto che sarà sempre lui a dover pagare:-).

    8. Ti prego, spiega ad Aurora – fortunata discendente di sudditi di Maria Teresa amministrati dalla pignola burocrazia asburgica – che il cartello di Orgosolo non è rimasto così bucherellato per mettere paura ai foresti, visto che i “veri” sardi (escludendo i banditi e i malfattori) – come gli albanesi – molto probabilmente si ammazzano allegramente fra loro, ma non torcerebbero un capello a un “ospite”. Alla gentile Aurora forse sfugge il pragmatico ragionamento dell’amministratore locale:”Sì, potrei cambiarlo, ma poi, chi mi assicura che l’indomani non lo trovo di nuovo bucherellato? E che c’ho il tesoro di Fort Knox a cambiar cartelli ogni mattina,, io. Ahiò!”.

    Ciao

    Ritvan

  47. utente anonimo says:

    P.S. al #46.

    Dimenticavo, anche in albanese “imparo” e “insegno” si esprimono con lo stesso vocabolo “mësoj”. Decisamente siamo cuggini:-). Solo che noi (ovvero, la maggioranza degli albanesi) vorremmo federarci con l’Italia, ma è l’Italia che non ci vuole. Facciamo a cambio?:-).

    Ciao

    Ritvan

  48. utente anonimo says:

    Per Ritvan,

    Quindi è vera la storia che l’Albania è ormai una sorta di ventunesima regione italiana?

    Stradivari

  49. utente anonimo says:

    >Per Ritvan, Quindi è vera la storia che l’Albania è ormai una sorta di ventunesima regione italiana? Stradivari<
    Magari!:-)

    Ciao

    Ritvan

  50. utente anonimo says:

    Rif. 43

    p. voglia tu scusarmi se ho interpretato male la risposta che ti ho fatto dare : ” ? ” ispirandomi ai fumetti di B.C.. Cosa avresti voluto dire invece?

    Come dissi ad Aurora, qualche post fa, tu sei falco ed i tuoi occhi, non da cane, certe volte, guardano talmente lontano che io non riesco a capire dove…

    Infine volevo dirti che, credo, che De Andrè sapesse benissimo che la direzione non si impara, se ha scritto così un motivo ci sarà stato!…

    O non crederai, per caso, che io… non crederai… per caso… che… io?…

    Ciao Sardina

  51. utente anonimo says:

    Rif. 44

    Aurora se avessi osservato meglio avresti notato che la maggior parte dei cartelli è impallinata, immagino che quello che hai visto tu, in quanto grande, sia stato un bersaglio più facile per il più ubriaco in una serata tra allegri imbecilli dei quali abbiamo una discreta produzione. E’ vero di contraddizioni ce ne sono tante, ma credo che questo sia un caso di mancanza di rispetto per la cosa pubblica.

    Il cielo!… Mi stupisco, guardiamo la stessa cosa!

    Mi vengono in mente due piccoli fatti.

    Uno è stato quando sono andata nel paese dove vivevano i miei nonni, ho portato degli amici di notte su un’altura, sotto si vedeva la sagoma nera, a volte luccicante, del fiume e al di sopra di noi c’era il cielo stellato che dava la sensazione di essere proiettati nell’infinito. Una mia amica si sentì male come se fosse stata colpita dalla sindrome di Stendhal.

    L’altro fatto mi è capitato in una notte senza luna a Ferragosto di alcuni anni fa. Eravamo saliti in auto, il mio boy ed io, al passo di Tascussì vicino al Gennargentu per vedere, appunto, le stelle. Mi ha salvato il mio, quasi, infallibile senso dell’odorato, perchè, uscendo dall’auto, stavo per mettere i piedi su delle cacche enormi, a tappeto, lasciate dal bestiame di passaggio!…

    Per ciò che mi hai detto grazie, ciao Sardina

  52. utente anonimo says:

    Rif. 45

    Maria non vorrei che questo parlare della mia terra possa essere inteso come se la ritenessi migliore è più bella di tutte, perchè non è così. Di solito mi aspetto uno scambio cioè che il mio interlocutore mi parli a sua volta della propria terra.

    In effetti la Toscana e la Sardegna sono simili, soprattutto le campagne. Solo che qui da noi non esistono serpenti velenosi come le vipere, se le saranno, per caso, mangiate tutte le donne sarde?

    Ciao, con stima, Sardina

  53. utente anonimo says:

    x # 50, 51, 52

    Sono le 18, 10. Aspetto socraticamente la mia dose di veleno viperino:-)

    Ciao

    Ritvan

  54. utente anonimo says:

    Rif. 46 47

    Ritvaneddu, già provo soddisfazione (come per gli altri) per il fatto che abbia letto su miu paperi figuriamoci se non sono contenta se mi fai pure delle osservazioni!

    Cercherò di essere breve perchè ho il PC guasto ed ora sono ospite di un altro PC e perché devo correre ad una festa con canti e balli in piazza!

    Voglio ribattere su alcuni dei tuoi punti.

    P. 2. Mon capitain irredentismo sardo con le iniziali minuscole come vuoi tu e la lingua italiana. Ma se leggi bene su paperi, dopo quella che considero una smargiassata da simpatica isolana, convengo con te che irredentismo va scritto minuscolo parbleuosca! (quanto ho riso, per questo termine, grazie!)

    P. 5 Ti sembrerà strano ma la specie del Tirannosardo non l’abbiamo mai conosciuta in tutta la storia della Sardegna!

    P. 5 b Anche a noi cittadini è capitata una sorta di livellamento, ma al momento oportuno abbiamo tolto tutto dalle cassapanche e molto stiamo togliendo fuori dalla mente e dal cuore…

    P. 6 Ti prego lascia stare Gramsci che è stata una brava persona e (se) qualsiasi cosa possa aver fatto l’ha espiata.

    P. 7 Lo dico alla suocera così lo sente pure la nuora (Francesco). Moratti, Sir Forte e tanti altri hanno società che guadagnano milioni di euro sfruttando il territorio (15% del petrolio raffinato in Italia), le risorse e le bellezze della nostra isola. Queste società hanno sede e domicilio fiscale nel nord Italia. Quindi se una parte di queste imposte torna indietro da noi si chiama redistribuzione, se così non fosse sarebbe COLONIALISMO!

    47 Se voi albanesi vorreste federarvi all’Italia non mi sento di dire niente. E’ come se io sconsigliassi la futura moglie del mio ex marito di sposarlo! Magari il matrimonio con lei riuscirebbe no? No?

    Ciao da Sardina in salsa vellutata di polemica.

  55. utente anonimo says:

    Sardina,

    non mi sarò accorta di altri impallinamenti, del resto non ho girato tanto.

    Quanto ai due fatti che mi narri, mi fa sorridere il secondo : il boy che ti vuole portare alle stelle e s’installa invece proprio nel letame.

    Solo per questa coincidenza, avrei “fiutato”- in sosta riflessiva- che presto la storia sarebbe finita. Ma forse mi sarei sbagliata.

    Per aspera ad astra,

    Aurora.

  56. utente anonimo says:

    >il boy che ti vuole portare alle stelle e s’installa invece proprio nel letame.<
    Citazione mancata Aurora! “Dalle stelle alle stalle”:-) (vabbè, le stalle non c’erano, ma fai uno sforzo di originale fantasia, collegamenti mentali ipertestuali, insomma quella roba lì:-) )

    Ciao

    Ritvan

  57. utente anonimo says:

    x P7

    e allora cosa meglio della libertà?

    io a tutti quelli che frignano contro lo sfruttamento gliela darei obbligatori, non restituibile nè gratis nè pagando, la responsabilità del proprio destino.

    almeno diventano come Ritvan, che ama l’Albania ma ricorda che dovette fuggirne in gommone per colpa di altri albanesi.

    Francesco il Ricardiano

  58. utente anonimo says:

    Che sarebbe il P7 , mio buon Ricardiano?? Una nuova loggia massonica?:-). Il commento n.7 è mio, ma che c’entra?

    Ciao

    Ritvan il Perplesso

  59. utente anonimo says:

    Ehm…. sempre a proposito del # 57

    Non vorrei che la nostra dolce Aurora mi accusasse di nuovo di volermi circondare di un’aura di romanticismo al…gommone, al bieko e lubrico scopo di irretire giovani ed ingenue fanciulle italiche coi racconti di romantiche e temerarie avventure inventate. E magari facesse fare al suo detective privato di fiducia un’indagine approfondita in questura, da cui risulterebbe subitio il mio banale e poco romantico ingresso REGOLARE nel Belpaese, con mio sommo sputtanamento bloggaiolo:-)

    Quando ogni tanto faccio accenno al mio caro vecchio gommone parcheggiato sotto casa, è da intendersi in senso puramente metaforico. La mia temerarietà non si spingeva fino a tal punto da farmi rischiare la mia vita – e soprattutto quella della mia famiglia – in mezzo al canale di Otranto, in una piccola barca con un ex galeotto come capitano e un ex teppistello fancazzista come timoniere e macchinista.

    Sono arrivato in Italia molto banalmente e poco romanticamente in un modo assai poco originale: a bordo di un traghetto della società “Adriatica”, insieme alla famiglia. Avevamo un visto di lunga permanenza (1 anno) per motivi di studio (mio). L’Ambascita Italiana a Tirana – in un insolito slancio di generosità e probabilmente a seguito del fatto che la nostra Università fu saccheggiata e data alle fiamme dalle “bestie” scese dalle montagne – ne diede uno a tutti i prof della mia Facoltà e, siccome tale tipo di visto permette di portarsi dietro anche la famiglia, ne approffitai molto biekamente e poco romanticamente, visto che i ricongiungimenti familiari a posteriori hanno tempi a dir poco biblici ed esiti assai aleatori.

    Spero di aver chiarito la cosa una volta per tutte.

    E d’ora in poi a chi mi dice che son arrivato sul gommone gli risponderò in modo equo nonché solidale:”Ma sul gommone sarà arrivato tuo nonno!”:-) :-). State in campana!:-).

    Ciao

    Ritvan

  60. utente anonimo says:

    Anch’io ieri, sardina, ho avuto il mio da fare. Lascia stare quel “voglia tu” troppo formale. Naturalmente hai ragione a dire che io non m’impegnerei per l’irredentismo di qualunque terra, non solo quella sarda. Ma non mi sognerei mai di dire agli irredentisti che sbagliano. In cosa, poi, nel perseguire uno scopo che non è il mio? Noi non dimostriamo mai. Esponiamo secche secche le nostre tesi. Chi ne avrà “voglia”, avrà tempo di leggere anche le dimostrazioni. Chi no, è inutile per lui e per noi dimostrare alcunché. Abbiamo pochissima fiducia nella ragione. Anzitutto nella nostra. Siamo lontani mille miglia da ogni posizione illuministica. Per questo la condizione del philosophe che insegna c’è del tutto estranea.p

  61. utente anonimo says:

    x il traghettato perplesso

    P7 è contenuto nel commento 54

    ed è un vero obbrobrio logico ed economico, oltre ad essere un luogo comune di irredentisti, guerriglieri, ribelli, rivoluzionari e chiunque ha meno voglia di lavorare che di approfittare del lavoro altrui.

    saluti

    Francesco Wolfowitz

  62. utente anonimo says:

    x il Wolfowitz de Noantri (# 61).

    Beh, così in linea di principio non mi sembra tanto male il P7. Però, si sa che il diavolo si nasconde nei particolari. In particolare, bisogne vedere se il plusvalore ciucciato da Moratti e compagnia trivellante, più quello ciucciato dai bieki sfruttatori delle bellezze naturali sarde sia minore, uguale o maggiore della pecunia che riceve di ritorno la Sardegna dal “colonizzatore” Stato italico.

    Così, anche gli irredentisti sardi non interessati alle poltrone aggiunte (che quelli interessati non ci sentiranno mai da quell’orecchio:-) )si potrebbero fare du’ conti con cognizione di causa e vedere se la seccessione conviene o meno in termini puramente pecuniario.

    Ciao

    Ritvan

  63. utente anonimo says:

    No carissimo,

    se io mi compro mezza Sardegna per quattro pecore (e il contratto è stipulato senza costrizione ai danni del latifondista sardo), poi ci investo e ci faccio dei bei residence, e affittandoli guadagno vagonate di fantastiliardi, quei soldi sono MIEI e li porto dove voglio.

    Al massimo il sardo può accampare pretese sulla destinazione della mia Irpef.

    Ecchecavolo, io faccio tutto il lavoro e i selvaggi (!) vogliono anche metter becco nei miei affari? La terra ce l’avevano anche prima, solo che la usavano per le pecore. Contenti loro …

    Francesco o’ Smith

  64. utente anonimo says:

    io sulle ville sarde metterei una ici ALTISSIMA.

    maria

  65. utente anonimo says:

    >io sulle ville sarde metterei una ici ALTISSIMA. maria< Giusto, le pecore vanno tosate, siamo o non siamo in Sardegna?:-)
    Ciao

    Ritvan

  66. legalizzazione di tutte le sostanza = mafie senza una lira = mafie battibili.

  67. utente anonimo says:

    x # 66

    Le mafie sono gia senza una lira: le hanno convertite tutte in euri:-).

    Sul concetto sono d’accordo. Purtroppo, l’ipocrisia perbenista (specie quella di matrice cattolica) e il fatto che dal proibizionismo non ci guadagnano solo i mafiosi (ci siamo capiti?:-) ) fa sì che non si pensi affatto ad adottare tale misura di buonsenso.

    Ciao

    Ritvan

  68. utente anonimo says:

    Cara Maria

    ha valutato come questo influirebbe sulla costruzione di altre ville in Sardegna, che sarebbero fonte di altre entrate fiscali?

    E se i ricchi si mettono a farsi le ville in Tunisia o in Calabria, cosa fanno i comuni sardi, mettono l’ICI sugli stazzi?

    Francesco o’ common sense

  69. utente anonimo says:

    Cara Maria

    ha valutato come questo influirebbe sulla costruzione di altre ville in Sardegna, che sarebbero fonte di altre entrate fiscali? Francesco

    maria

    e perchè mai i ricchi e i poveri, prevalentemente NON sardi, dovrebbero, per le loro vacanze, continuare a edificare ville e casine a schiera in sardegna, che ne è già piena zeppa, e per di più pagando una miseria?

    La proposta di maggiorare l’ici, come si deve, per le SECONDE case in sardegna, è stata avanzata dal presidente di quella regione, che rappresenta la maggioranza degli elettori.

    A differenza di te, trovo la cosa politicamente sensata, e se i possessori di seconde case non vogliono pagare simile tassa potranno sempre vendere i loro piccoli o grandi tesori.

    Qualcuno comprerà di certo.

  70. utente anonimo says:

    “Qualcuno comprerà di certo” … posso chiosare che il comunismo è l’oppio dei blogghisti?

    Io rinnovo la proposta di dare l’indipendenza alla Sardegna, come a tutti quelli che si lamentano.

    Francesco

  71. utente anonimo says:

    Francesco,

    penso che il comunismo c’entri ben poco con la questione dell’ici sulle seconde case in sardegna ,e con la speranza politica che quella terra non venga cementificata ulteriormente con la scusa dello sviluppo turistico.

    maria

  72. utente anonimo says:

    Pensi male, a mio modesto giudizio.

    Il comunismo non può essere compreso se ridotto al solo pensiero di Carlo e successive estensioni, è un modo di vedere il mondo rancoroso, impiccione, moralista, spiccio nei giudizi e nelle esecuzioni quanto approssimativo nella comprensione, vittimistico, infruttuoso ma da questo rafforzato.

    Francesco

  73. utente anonimo says:

    PS la sicumera serve a giustificare la fretta con cui scrivo, in verità non sono così pessimo :)

    Francesco

  74. utente anonimo says:

    # 73

    Lo spero vivamente!…

    Sardina

  75. utente anonimo says:

    Il comunismo non può essere compreso se ridotto al solo pensiero di Carlo e successive estensioni, è un modo di vedere il mondo rancoroso, impiccione, moralista, spiccio nei giudizi e nelle esecuzioni quanto approssimativo nella comprensione, vittimistico, infruttuoso ma da questo rafforzato

    francesco

    MARIA

    mah non saprei sinceramente cosa dirti a proposito di rancore, moralismo, grossonalità di giudizi ecc ecc., sono carattertistiche che esistono certamente, e anche qui, ma il comunismo credo c’entri ben poco, anche tu ,che non lo sei per nulla, spesso sembri possederle in discreta quantità…

    maria

  76. utente anonimo says:

    Maria

    la Sardegna ciuccia soldi dallo Stato e non si sviluppa;

    la Sardegna ha uno statuto autonomo che, per esempio, la Lombardia si sogna;

    la Sardegna non vuole investire sullo sviluppo turistico (quando mai, un’isola nel mediterraneo, semideserta, bellissime spiagge, sole, natura, sarebbe un’idea idiota);

    la Sardegna vuole discriminare che ha investito in Sardegna costruendosi la casa vacanze lì (giusto! a Sesto Calende dovevano farle!);

    i sardi si lamentano.

    questo per me è già essere comunisti

    Francesco

  77. utente anonimo says:

    >posso chiosare che il comunismo è l’oppio dei blogghisti? Francesco< Diciamo piuttosto che il comunismo è l’ovvio dei blogghisti:-).
    Ciao

    Ritvan

  78. utente anonimo says:

    x Sardina La Sarda

    >la specie del Tirannosardo non l’abbiamo mai conosciuta in tutta la storia della Sardegna! Sardina<
    Neanche nosotros, se per questo, prima del fetente Hoxha. Ma ci può essere sempre una prima volta per tutti, pertanto state in campana:-).

    >Ti prego lascia stare Gramsci che è stata una brava persona e (se) qualsiasi cosa possa aver fatto l’ha espiata.<
    Va bene, lascio stare Gramsci, ma avete partorito pure Longo e Berlinguer (e senza la collaborazione albanese:-) ). Io dico che non vi conviene l’indipendenza: il rischio del Tirannosardo Rosso è troppo alto:-).

    >Se voi albanesi vorreste federarvi all’Italia non mi sento di dire niente. E’ come se io sconsigliassi la futura moglie del mio ex marito di sposarlo! Magari il matrimonio con lei riuscirebbe no? No?<
    Certo che funzionerebbe, ma i politici italici sono troppo vigliacchi per proporlo, temono che si gridi al Duce:-).

    Un referendum in Albania darebbe senza dubbio esito positivo. Su quello in Italia avrei qualche dubbio.

    So per certo che all’inizio degli anni ’90 il governo italiano chiese alla propria ambascita in Italia se fosse il caso di togliere l’obbligo del visto d’ingresso per i cittadini albanesi. L’ovvia risposta (ovvia perché il personale consolare italico coi visti ci vive, la procura di Frosinone sta ancora indagando con comodo:-) ) fu che non era il caso, altrimenti 3,5 milioni di albanesi (ovvero tutta la popolazione) si sarebbero riversati in Italia. Era una spudorata menzogna, ma tant’è. Comunque, godetevi d’ora in poi qualche milione di rumeni e qualche centinaio di migliaia di rom rumeni: come al solito 12 pesi e 350 misure:-).

    Ciao

    Ritvan

  79. utente anonimo says:

    x Francesco e Maria

    Il patron di Tiscali ha anche escogitato nel 2006 uno speciale balzello sulle barche di lunghezza superiore ai 14 metri che attraccano nei moli sardi. Risultato? Nei mesi giugno e luglio del 2006 hanno attraccato nei porti sardi 237 yacht, rispetto ai 438 del 2005. Quasi la metà. E i porti stranieri ringraziano:-).

    Questa mentalità dello “spennapollo” e tipica di chi vuol fare un bel gruzzoletto senza troppa fatica. Filosofia del facchino napoletano di p., direi:-). Anche in Albania s’è vista dopo la caduta del comunismo: gente che si faceva l’hotelino sulla spiaggia (coi soldi della canna o della passera, ovviamente) e poi sparava certi prezzi che nemmeno in Sardegna. Ovviamente, l’hotelino rimaneva vuoto e il proprietario doveva riprendere lo scafo:-).

    Non si fa così. Bisognerebbe avere l’umiltà di fare prezzi più bassi e lavorare sodo per acquisire la clientela. Ma ovviamente albanesi e sardi non ci sentono da quell’orecchio. Peccato, è l’unica via per svilupparsi.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. E’ ben nota la barza che descrive in modo molto efficace questo “state of mind”.

    In un paesello arriva uno straniero nell’unica locanda disponibile. Chiede di mangiare 2 uova al tegamino. Finito, chiede il conto. “30 euro” gli spara il ristoratore. “30 euro?” – si meraviglia lo straniero “Ma sono così rare le galline da queste parti?”. “No, signore” risponde il mariuolo “non sono le galline ad essere rare, bensì i turisti foresti”.

  80. utente anonimo says:

    Rif. 78

    Per Ritvan lo Shqiptari.

    Grazie per il consiglio staremo in campana, ma se di quella morte dovremo morire sempre meglio un Tirannosardo però, no?

    Longo? Luigi? Nato a Fubine nel Monferrato? Provincia di Alessandria? (grande italiano!) Però se vuoi ci accolliamo lui e ti rendiamo Sgarbi!…

    Berlinguer? Luigi? Enrico? Magari ci fosse ancora Enrico che Indro Montanelli definì: “Un uomo introverso e malinconico, di immacolata onestà e sempre alle prese con una coscienza esigente, solitario, di abitudini spontanee, più turbato che allettato dalla prospettiva del potere e in perfetta buona fede.” (un grande italiano!)

    Insisti ancora con l’annessione dell’Albania all’Italia? Magari se riesce la secessione sarda (anche se sai come la penso) a qualcuno servirebbe un’altra regione con cui prendersela (al quale dire: “Va’ a lavurà barbun!), ti consiglierei, allora, di non alzare troppo la cresta e di iniziare a vestire i panni del buon selvaggio (in senso antropologico), quindi zitto e mosca!…

    Ciao Sardina

  81. utente anonimo says:

    Rif. 79

    Maria scusa se intervengo in qualità di C, ma mi fa molto ridere questo Robin Hood all’incontrario!…

    Ma Ritvan, nel caso, perchè non lasci che siano loro a lamentarsi? Parlo di quelli veramente ricchi per i quali mille o quindicimila euro non sono nulla, non di Flavietto e velin cantanti (sai quanto costa una consumazione nel locale di Flavietto?). Parlo di persone che sono talmente snob (e non lo dico in senso dispregiativo) che mai farebbero comunella col proprio ristoratore e che magari vorrebbero certi posti liberi da certe presenze!…

    Ciao Sardina

    PS Forse stavo meglio quando avevo il PC guasto, anche perchè ne ho approfittato per comprare e iniziare a leggere “Passavamo sulla terra leggeri” di S. Atzeni: che meraviglia!

  82. utente anonimo says:

    Quoto il secondo capoverso del post di sardina, e attendo fiduciosa l’intervento di Ritvan:-)

    maria

  83. utente anonimo says:

    A me pare che siano i sardi a lamentarsi, figuratevi chi se ne cale delle dichiarazioni di Briatore!

    Ribadisco, sentire lamenti sapendo dello statuto speciale e dei trasferimenti qui in Lombardia provoca reazioni “di pancia”.

    Certo, anche sentire la Provincia di Milano che si oppone a nuove autostrade, ma almeno lasciate che ci diamo le martellate sugli zebedei da soli!

    Saluti

    Francesco

  84. utente anonimo says:

    Sardina,

    non conosco Atzeni, ho fatto una giratina in rete per saperne di più e credo che ora cercherò il libro che hai citato.

    Ho letto che è morto nelle acque dell’isola di S. Pietro, luogo bellissmo, stupendo, ci sono stata molti anni fa …

    Maria

  85. utente anonimo says:

    Rif. 85 per Maria.

    Maria, non so se ho capito bene, cercherai quel libro per poi leggerlo?

    Se così fosse mi farebbe davvero piacere e ci terrei a conoscere la tua opinione.

    Sai mentre leggo, soprattutto in una giornata come questa di forte vento, non posso fare a meno di pensare a Sergio Atzeni, alla sua morte.

    Dicono che, durante una violenta mareggiata, si sia spinto troppo oltre sul molo e che sia stato trascinato via da un’onda più alta di tutte le altre.

    Cento e cento più onde si erano infrante, ma quella è stata più alta di tutte…

    Dicono fosse un buon nuotatore ma che, in quel mare, fu sopraffatto e che prima di essere vinto e ucciso abbia fatto un cenno di saluto a coloro che lo stavano guardando disperati.

    Così pur morendo di una morte stupida – forse voluta? – ha, con quel gesto, annullato e al tempo stesso moltiplicato all’infinito la distanza che dalla morte separa.

    Così non posso fare a meno di pensarci e a volte, quando leggo il suo e mio libro, di piangere.

    Ciao Sardina

  86. utente anonimo says:

    >Grazie per il consiglio staremo in campana, ma se di quella morte dovremo morire sempre meglio un Tirannosardo però, no? Sardina<
    No. La mia esperienza me lo sconsiglia: nessuno straniero ha fatto tanto scempio del popolo albanese di quanto ne fece ol tiranno albanese(?) Hoxha. Poi, vosotros fate un po’ come vi pare….

    >Longo? Luigi? Nato a Fubine nel Monferrato? Provincia di Alessandria? (grande italiano!)<
    Eppure c’avrei giurato che avesse origini sarde…

    >Però se vuoi ci accolliamo lui e ti rendiamo Sgarbi!…<
    Nel senso che manderesti Sgarbi in Albania?:-). Non sarebbe una cattiva idea:-).

    >Berlinguer? Luigi? Enrico? Magari ci fosse ancora Enrico che Indro Montanelli definì: “Un uomo introverso e malinconico, di immacolata onestà e sempre alle prese con una coscienza esigente, solitario, di abitudini spontanee, più turbato che allettato dalla prospettiva del potere e in perfetta buona fede.” (un grande italiano!)<
    Enrico. Lasciamo perdere Montanelli. Fu un conoscitore di uomini piuttosto superficiale e, a mio modesto avviso, la sua fama di “Principe dei giornalisti italiani” è piuttosto usurpata. Conservo il suo articolo pubblicato in occasione della morte di Enver Hoxha. Un’accozzaglia di castronerie!

    >Insisti ancora con l’annessione dell’Albania all’Italia?<
    Sì, ovviamente dopo referendum.

    >Magari se riesce la secessione sarda (anche se sai come la penso) a qualcuno servirebbe un’altra regione con cui prendersela (al quale dire: “Va’ a lavurà barbun!), ti consiglierei, allora, di non alzare troppo la cresta e di iniziare a vestire i panni del buon selvaggio (in senso antropologico), quindi zitto e mosca!…<
    “Mosca” lo dici a tuo cuggino Berlinguer!:-) (e anche a Longo, sono convinto che avesse origini sarde).

    Se per quello, a dire “va a laura’ barbun”, anche dopo la dipartita della Sardinia e la mancata annessione dell’Albania, ci si potrebbe sbizzarrire su campani, siculi, calabresi e altri:-). Ti faccio umilmente:-) osservare, però, che in quanto albanese “godo” appieno del trattamento verbale “barbunesco”, senza avere almeno anche l’altra faccia della medaglia, ovvero un passaporto accettato di buon grado in ogni paese del mondo, nonché fondate speranze di scambiare il voto della mia famiglia (cfr. “Report” di domenica scorsa) con un comodo posto da usciere museale o guardia forestale.

    >Ma Ritvan, nel caso, perchè non lasci che siano loro a lamentarsi?<
    Già la metà dei proprietari di yacht si sono “lamentati”, come ti ho già detto. Hanno attraccato altrove. Contenti voi….

    >Parlo di quelli veramente ricchi per i quali mille o quindicimila euro non sono nulla<
    Sì, il sultano del Brunei e Bill Gates daranno da mangiare a tutta la Sardegna:-). Si vede che non hai mai conosciuto da vicino un “vero” ricco in vita tua!

    >non di Flavietto e velin cantanti (sai quanto costa una consumazione nel locale di Flavietto?). Parlo di persone che sono talmente snob (e non lo dico in senso dispregiativo) che mai farebbero comunella col proprio ristoratore e che magari vorrebbero certi posti liberi da certe presenze!…<
    E’ una pia illusione. Ma anche se fosse applicata con tenacia teutonica, sareste lo stesso in braghe di tela. Il turismo degli snob non ha mai arricchito nessuno. E nemmeno quello “mordi e fuggi” di giovani squattrinati col sacco a pelo. In media stat virtus. L’unico modo per arricchire la Sardegna col turismo è farla diventare luogo turistico comodo ed accogliente per la classe media, al massimo medio-alta, va.

    Ciao

    Ritvan

  87. utente anonimo says:

    Rif. 86

    Ritvàn, allora (Enrico) così lo definisco IO e che questo ti basti.

    Sardina in salsa peperina.

    A proposito di guardie forestali, magari la Regione Sarda (l’ente intendo) avrà bisogno di capaci veterinari, chissà se ti accontenteresti di uno stipendio, per quanto alto, rispetto ai guadagni di un libero professionista? Però, bel lavoro curare la fauna sarda, no? Perchè non inizi col metterti a dieta, da cosa nasce cosa…

  88. utente anonimo says:

    Rif. 86

    Dimenticavo! Vorrei leggere quell’articolo di Montanelli sulla morte del Tirannoenver dove potrei trovarlo?

    Grazie, ciao Sardina

  89. utente anonimo says:

    Rif. 86

    Scusa Ritty, lo so che secondo le tue regole dovrei lasciarti sempre l’ultima parola ma ora non ci riesco!

    Secondo me il turismo in Sardegna va diversificato (non so se sia la parola esatta) nel senso che ormai tutto il costruibile è stato costruito, che il paesaggio ci permetterebbe di avere posti molto d’élite e al tempo stesso un’organizzazione ricettiva coordinata sui modelli del Sud Tirolo e dell’albergo diffuso che, in effetti, sarebbero in grado di far guadagnare sia le grandi compagnie che l’indigeno. Oltre a questo, a differenza del Sud Tirolo si hanno periodi morti, in inverno e autunno durante i quali molte strutture rimangono chiuse.

    Vedo poi come un grosso errore puntare tutto o molto sul turismo che in effetti non è, come dire, un bene di consumo ma di lusso e che, in tempi di ristrettezze, o per moda può rappresentare una incognita variabile.

    Mi butterei più sull’agricoltura, l’allevamento e l’artigianato perchè sono più legati a dei bisogni primari e, facendo leva sulla varietà infinita di prodotti (non produciamo solo il pecorino! ^__^) espandersi in un mercato che richiede cibi genuini dal sapore unico e manufatti originali.

    A proposito, dovesse interessarti ho degli amici che hanno un B&B nel capoluogo di regione…

    Ciao Sardina

  90. utente anonimo says:

    Cara Sardina

    se tu leggessi bene le fonti nogglobbal, sapresti che nell’era della globalizzazione i ricchi diventano sempre più schifosamente ricchi, in America come in Cina, in India come in Brasile, ecc. ecc.

    Quindi altro che beni salario per gli immigrati romeni, resort di super-lusso per riccastri.

    I quali odiano pagare le tasse ma sono disponibili a farsi spennare per essere serviti e riveriti.

    Non in alberghetti familiari stile TAAST, però.

    Sennò, correre dietro a pecora e godere aria purissima.

    Saluti

    Francesco il gassato padano

  91. utente anonimo says:

    Rif. 90

    Caro Francesco finalmente ti rivolgi a me in maniera diretta ed io direttamente ti rispondo.

    Ti fa specie parlare con una che come nick ha Sardina? Ma è solo un nome! Cosè un nome? Anche Ritvàn se non si chiamasse così avrebbe sempre il suo soave profumo!…

    Sapevo della cosiddetta forbice, anche perchè hai presente la soglia di povertà? In un periodo nero della mia vita sono arrivata ad essere lo zerbino di quella soglia. Mi sono caparbiamente rifiutata di prendere quel traghetto non perchè non avessi voglia di lavorare, ho fatto di tutto purchè onesto, credimi, ma chiamala costante resistenziale sarda, non mi pareva giusto andare via da questo paradiso terrestre, che volendo darebbe da mangiare altro che a un milione, circa, di sardi! Mi sono data un’altra occasione e pian, piano ne sto uscendo fuori.

    Quando ho letto i tuoi post ho come avuto l’impressione che tu non abbia voluto o potuto cogliere il senso del mio pensiero personale, che mai è stato una esigenza di secessionismo, che considera il governo nazionale, casomai, come una concausa al determinarsi di questa situazione creata in gran parte , in massima parte, dalla corte spagnola nostrana che dovrebbe ammisitrarci più che bene grazie anche, come hai detto tu, al fatto che siamo una regione con statuto speciale e non so dove tu abbia colto il senso del fringare e del lamentarsi. Quindi quando ho letto certi tuoi commenti sono rimasta molto perplessa e un po’ amareggiata. Perchè vedi può darsi che tutta la gente di Sardegna sia così, può darsi, ma io non lo sono e non voglio esserlo e tantomeno devo giustificarmi per cose che non commetto e che non condivido. Allo stesso modo in cui Aurora, per esempio, non dovrebbe giustificarsi con me se andando a Milano o dintorni dovessi trovare sui muri una scritta sui terroni etc. (per non parlare di certi comportamenti quando riconoscono l’accento…) perchè lei leghista non è, pertanto non la sfiorerebbe minimamente l’idea di giustificare se stessa per un comportamento altrui e voglio che per me sia la stessa cosa.

    Detto questo ti chiedo di spiegare meglio la frase: “… altro che beni salario per immigrati romeni…” che non sono riuscita a capire a cosa, detto nel caso da me, ti riferissi. Non ho capito nemmeno la frase: “…in alberghetti familiari stile TAAST.

    Ho come l’impressione che siamo un pò lontani, tu ed io, dall’essere in sintonia. Vorrei così confrontarmi con te in termini civili.

    Se in futuro, poi ti venisse in mente di correre dietro ad una pecora sappi che, normalmente, un gregge è controllato da cani pastore fonnesi, bianchi, piccoli come le pecore e con denti molto, ma molto aguzzi.

    Coperta e tè, grazie! Sardina.

  92. utente anonimo says:

    Ho sbagliato: cos’è con l’apostrofo. Se ci sono altri errori li correggo domani adesso vado in tana.

    ‘notte! Sardina

  93. utente anonimo says:

    Sardina, sicuramente faresti bene a non imputare a me le ( da me mai notate) scritte anti-terroni a Milano, anche perché, come ho scritto qui già in passato, io per prima sono parzialmente di estrazione siciliana.

    So che sei stata deviata circa le mie origini dal solito mischiatore – improvvisatore- di carte, che mi ha attribuito ascendenti austro-ungarici : può darsi ne abbia, ma al momento non mi sono noti, anche se una volta a Vienna uno mi ha detto che ricordavo la principessa Sissi…non sembrava ubriaco, ma sicuramente doveva avere qualche disturbo psico-fisico.

    Quanto alle scritte sui muri milanesi , mi ricordo questa in prossimità della scala mobile di uscita da una stazione metropolitana :

    ” Vorrei essere una farfalla/ e poggiarmi sulla tua spalla/ non per gelosia/ ma per farti compagnia”.

    Dedicata , in questo caso, a Kel(ebeK)

    Aurora.

  94. utente anonimo says:

    Rif. 93

    Aurora mi fa sorridere il fatto che dopo giorni dall’uscita del post, noi stiamo qui a chiaccherare come quando ad una festa vanno via tutti e rimangono gli affezionati, come voi, e l’atmosfera si fa, se mi passi questo termine, più intima!…

    Proprio l’anno scorso sono tornata in Sicilia e precisamente a Palermo. “Come mai vai a Palermo hai dei parenti?” ahi! Ho pensato e a chiedermelo è stata una siciliana, ho risposto semplicemente: “Perchè è bella, dicono che sia molto bella.”

    “Si, è vero.” mi ha risposto lei capendo il senso della mia risposta.

    Quando poi parlavo delle scritte sui muri ti ho citato solo per fare un esempio, perchè mi sei venuta in mente per via di quel cartello visto ad Orgosolo, depistata da un simpatico deviatore e per mettere in chiaro che non mi volevo accollare il complesso di colpa che, si dice, abbiano i sardi.

    In effetti quando sono fuori e a casa mia anche io cerco di cogliere il bello delle cose.

    Credo che dopo questa dichiarazione sulla tua somiglianza con la principessa Sissi (origini normanne immagino?) avrai un codazzo di ammiratori che vorranno sicuramente conoscerti. Kel stai in campana, non vorrei che ti volasse via questa farfalla!…

    Che strano il mondo, se vai sul blog di Dacia c’è un post, del suo supplente, ziogiorgio che dice di odiare le farlalle, boh!…

    Ciao e siccome mi leggerai questa sera bentornata a casa tua, Sardina.

    PS Ti ricordi il boy del cielo stellato e del letame sullo sterrato? L’ho sposato!…

    Tutto finì in una risata e ci spostammo altrove, sai a volte certi odori non sono così intollerabili, anche perchè se passi dopo un po’ ci trovi dei fiori o dell’erba fresca o niente affatto. Odori più sopportabili di certi miasmi mentali che spargono in giro certe persone che ti avvelenano l’aria…

  95. utente anonimo says:

    >Sardina, sicuramente faresti bene a non imputare a me le ( da me mai notate) scritte anti-terroni a Milano,<
    Beh, sì, che una giovane avvocatessa romantica e rampante (ricordiamoci che ha steso al tappeto vecchie volpi leguleie al servizio delle bieke multinazionali, eh!) si aggiri furtivamente di notte per le strade meneghine con bomboletta spray per scrivere sui muri “Terun, andate a ca”!” mi sembra piuttosto improbabile. Però, avvocato, mi confessi (sai anche noi veterinari abbiamo il dovere del segreto professionale:-) ) che ultimamente a volte sente l’irrestibile impulso di comprare una bomboletta e scriverci sopra tutti i muri di Milano la breve poesiola rimata: “Albanesi tutti appesi”:-).

    >anche perché, come ho scritto qui già in passato, io per prima sono parzialmente di estrazione siciliana.<
    Anche Bossi si vanta di avere una moglie siciliana. Comodo, come la ruota di scorta:-).

    >So che sei stata deviata circa le mie origini dal solito mischiatore – improvvisatore- di carte, che mi ha attribuito ascendenti austro-ungarici:<
    Il “solito mischiatore – improvvisatore- di carte” ti dice che o la tua ferrea memoria sta andando a donne di facili costumi, oppure menti sapendo di mentire. Ho detto “sudditi”, non “consanguinei” di Maria Teresa d’Austria. O non ti risulta che la Lombardia sia stata (ben) governata dall’efficiente amministrazione asburgica fino al 1859, prima di passare al neonato Regno d’Italia?

    >può darsi ne abbia, ma al momento non mi sono noti, anche se una volta a Vienna uno mi ha detto che ricordavo la principessa Sissi…non sembrava ubriaco, ma sicuramente doveva avere qualche disturbo psico-fisico.<
    Tipo cataratta bilaterale?:-)

    Ciao

    Ritvan In Versione Calciatore

  96. utente anonimo says:

    >Che strano il mondo, se vai sul blog di Dacia c’è un post, del suo supplente, ziogiorgio che dice di odiare le farlalle, boh!…Sardina<
    E’ linguaggio esopico, cara. Leggi quel pezzo con molta più attenzione e tieni presenta anche che ziogiorgio è ebreo sionista.

    Ciao

    Ritvan

  97. utente anonimo says:

    Cara Sardina,

    non sono molto esperto in pastorizia, mi immaginavo il buon pastore che insegue una sventata pecorella che cerca di cadere in un burrone. Mi ero dimenticato le battutacce sugli usi e costumi dei pastori & delle pecore.

    Da bravo marxista, divido i beni in beni di lusso e beni salario; avendo tu in disdegno il turismo come bene di lusso è giocoforza che ti restino solo i beni salario, destinati al proletariato, la cui frangia estrema sono gli immigrati poveri. Da bravo economista, ti avverto che a questi poveretti non gli vendi neppure una frazione dei beni che ti comprerebbero i riccastri.

    E tra i beni di lusso preferito dalle Paris Hilton & c. ci sono gli alberghi di lusso. Invece in Trentino ecc. ecc. ci sono un sacco di costosissimi alberghetti e appartamenti, tutto a conduzione familiare, ma inadatti a spennare i ricconi.

    Insomma, o turismo o morte, è la mia terribile sentenza :)

    Ricordati che sono un uomo insensibile, quindi metà delle cattiverie che scrivo sono senza intenzione.

    Tranne forse quando discuto che alcune comuniste ;)

    O quando cerco invano di stanare il padrone di casa dalle sue cortine fumogene :(

    Francesco

  98. utente anonimo says:

    Ritvan, mi sembri ossessionato da me , dalla mia professione : abbiamo capito, sei il più grande avvocato d’ Europa: l’avvocato mancato. Ora però smettila di volerlo dimostrare, fai venire il sospetto che sei complessato : chi non è vuole continuamente di dimostrare quanto sarebbe stato bravo se .., e chi “è ” non ha bisogno di dimostrare.

    Inoltre t’ ho già detto che non mi piaci, dovresti capire che non mi piace neppure discutere con te, ti rispondo per un ‘ ultima volta, spero esaurientemente, poi evita di nominarmi, di chiamarmi, di invocarmi, che oltretutto mi fai perdere tempo in boiate.

    Non ho nessuna tentazione di imbrattare i muri nazionali con i tuoi slogan albanesi, sono una patriotta ,io, e ci tengo all’estetica dei luoghi in cui vivo.

    Quanto al resto del tuo commento,- compreso l’accompagnamento senza faccetta della sottoscrizione -, se come avvocato sei sicuramente mancato, come s-calciatore , invece, la natura ti asseconda ed io, è vero, non ti stimo, non mi voglio adeguare a te, non intendo integrarmi con te : sguazzi , sgrugnisci e szampi , spargi insulti che la tua formazione , o istinto naturale, riesce a raspare nel tuo più putrido fangume. Caso Cloro docet.

    Forse è il risultato dell’essere tu un pessimo ” suddito” di borgate romane o un residuo periferico malefico di paludi laziali bonificate, allo stesso modo in cui io sarei ” suddita” , secondo te, dell’impero austro-ungarico solo perché oggi vivo a Milano.

    O forse, che ne so, è la tua eredità, quel che ti rimane della storia dell’ imam e la testa di maiale.

    Karma, karma..( gioco di parole con il romanesco di ” calma”), adesso non ti strusciare frenetico e iracondo , non sgrugnire impulsivamente , rimettiti allo specchio, in meditazione zen, come sai fare tu : guarda la pozza..

    E se fosse vera la faccenda della reincarnazione ,veterinario ? Medita : dal tuo bisnonno a quando hai lavorato in Albania , proprio specializzandoti sui suini, questo animale percorre la storia della tua stirpe, si ripropone nella tua professione .

    Una s-porca coincidenza ?

    Una moderata sporcizia, bada, a mio parere serve a sviluppare anticorpi, ma il tuo eccesso è troppo inquinante, insalubre, con te si va di peggio in strapeggio.

    Infatti, tentato invano di ” bonificarti”, sono arrivata alla conclusione che anche se tu ti mettessi fiori in bocca ,- come da te ipotizzato e subito scartato- , l’alito del tuo animo ( che metafora !) li farebbe marcire immediatamente. Emanerebbe da te così il fetore simile a quello degli ormai inutili e tristi e sfibrati e spetalati e semirinsecchiti fiori e gambi abbandonati nell’ acqua giallo-verdastra di vasi ormai opachi, un fetore cimiteriale. (Chi non vuole cambiare, chi non vuole migliorare , è già morto, scrive Kel).

    Devo essere anche io moribonda : non ho nessuna intenzione di cambiare, tagliandomi corti i capelli . Ma il mio è un semplice rinvio : a settant’anni lo faccio, un bel taglio alla Mia Farrow.

    Di fuor dalla nuvola nera nera , di fuor dalla nuvola bigia bigia che in cielo si pigia pigia…

    Aurora.

  99. utente anonimo says:

    Non so di chi sia, ma non è mia, la poesia ” di fuor dalla nuvola nera…”

    Aurora

  100. utente anonimo says:

    Aurora,

    temo di doverti spiegare che la prolisità non è una virtù ma uno dei peggiori difetti dell’avvocatura italiana.

    A noi, risparmiaci.

    Ad abbassarti l’esagerata autostima ci penserà l’albanese navigante.

    Francesco

  101. utente anonimo says:

    Forse è meglio se mi compro un altro libro di Sergio Atezeni e così vado a svernare per un pò nel Fantabosco.

    Questi toni non fanno parte del mio vivere, sono una buonista? Ma credevo che il mio anonimato mi avrebbe consentito di mostrarmi per quella che sono…

    Ho la spiacevole impressione, a volte che certi attacchi siano gratuiti e mi dispiace e non mi riferisco a nessuno in particolare.

    Che seratina, Sardina…

  102. utente anonimo says:

    Francesco devo dire che, come Rtivan per altri motivi, anche tu mi costi fatica! ^__^

    La battuttaccia sugli usi e costumi dei pastori, perchè le pecore casomai hanno abitudini istintive, voleva essere solamente una frase scherzosa.

    Il fatto che divido i beni in consumo e di lusso è una conseguenza dei miei studi ragioneristici. Si faceva, normalmente, questa distinzione per valutare il target cui un prodotto è indirizzato, il marxismo non c’entra nulla.

    Ti ricordo per l’ennesima volta che il frutto dello spennamento dei ricconi non va ai sardi e questo contrasta con la tua smania di essere allegerito come contribuente continentale.

    Visto che ci sei mandami la quota irpef che vi siete incamerati trattenendo tutta o quasi l’irpef pagata in Sardegna negli anni scorsi. Dagli numero degli abitanti italiani togli il numero degli abitanti sardi e dividi per il restante. Ti risparmio di fare il conteggio dell’interesse composto.

    Se sei un uomo insensibile e dici cattiverie senza accorgertene sappi che sei in una di quelle categorie che detesto, oltre i noiosi e gli avari, quindi forse è meglio se ci salutiamo qui, senza rancore, non credi?

    A atrus annus Sardina

  103. utente anonimo says:

    Sardina, se ti sei stancata ti capisco.

    Anche io fra poco sloggio.

    Aurora.

  104. utente anonimo says:

    Francesco, cuore economico, il fatto è che Ritvan a litigare con me si diverte.

    Aurora.

  105. utente anonimo says:

    sardina ciao,

    sono corsa subito a vedere il tuo commento, sì voglio leggere il libro di Atzeni, la sua morte nelle onde e il suo cenno di saluto, forso non dato, ma immaginato soltanto , è lo stesso un gesto che colpisce al cuore.

    Con amicizia

    maria

  106. utente anonimo says:

    Francesco, cuore economico

    maria

    aurora, complimenti, davvero….

  107. utente anonimo says:

    >Ritvan, mi sembri ossessionato da me, Aurora<
    Mania di persecuzione? Non ti montare la testa, avvocato, dedico a te lo stesso spazio riservato anche ad altri/e. Magari ti sembra così perché scrivi più stronzate di altri/e.

    >dalla mia professione : abbiamo capito, sei il più grande avvocato d’ Europa:<
    Beh, veramente preferirei essere definito il più grande avvocato d’Amerika: sai guadagnano molto di più:-).

    >l’avvocato mancato.<
    Dio mi scampi e liberi! Avrei voluto fare il medico “umano”. O il ricercatore. Le leggi cerco di conoscerle, perché governano (o almeno dovrebbero:-) ) il presente. Come cerco di conoscere la Storia, perché è maestra di vita (tié, beccati un altro luogo comune!:-) ). E ringrazio Dio (e il Partito:-) ) di non avermi fatto laureare in giurisprudenza che qui in Italia (ma anche in altri paesi occidentali) con quella laurea sarei morto di fame.

    Come al solito, non c’hai capito ‘na mazza di me.

    >Ora però smettila di volerlo dimostrare, fai venire il sospetto che sei complessato:<
    Gia, per certe donne chi è bravo e cerca di dimostrarlo è “complessato”. Tipico “ragionamento” ovarico.

    >chi non è vuole continuamente di dimostrare quanto sarebbe stato bravo se .., e chi “è ” non ha bisogno di dimostrare.<
    Già, carta canta e villana dorme:-). Per la serie “lei non sa chi sono io”, vero?

    >Inoltre t’ ho già detto che non mi piaci,<
    E chissenefraga non ce lo mettiamo?

    >dovresti capire che non mi piace neppure discutere con te,<
    Nessuno ti obbliga:-).

    >ti rispondo per un ‘ ultima volta,<
    Però, mi raccomando, tieni fede all’impegno, eh!:-)

    >spero esaurientemente,<
    Nel senso di farmi venire un esaurimento nervoso? Non ci sperare, i miei nervi sono cavi d’acciaio:-).

    >poi evita di nominarmi, di chiamarmi, di invocarmi, che oltretutto mi fai perdere tempo in boiate.<
    Eh, già, il tuo preziosissimo tempo va centellinato per poter offrire alla Nobile Platea Preziose Gocce Di Delicati Valori E Ideali Romantici.

    >Non ho nessuna tentazione di imbrattare i muri nazionali con i tuoi slogan albanesi,<
    Lo slogan non era albanese, era di pura razza italica. Era..ehmm..”l’oggetto” dello slogan (“Albanesi tutti appesi”) ad essere albanese. Cerchiamo di non scrivere minchiate, per favore!

    >sono una patriotta ,io, e ci tengo all’estetica dei luoghi in cui vivo.<
    Beh, lo potresti scrivere in modo “altamente estetico”, allora, sai ci sono delle mascherine con lettere pretagliate molto comode:-).

    >Quanto al resto del tuo commento,- compreso l’accompagnamento senza faccetta della sottoscrizione -, se come avvocato sei sicuramente mancato, come s-calciatore , invece, la natura ti asseconda<
    Com’è bieka e perfida questa natura!

    >ed io, è vero, non ti stimo,<
    E stikazzi non ce lo mettiamo? Della stima di una come te non saprei che farmene. Sarebbe un po’ come quella della sciura Pina che dice a Fantozzi “Io ti stimo moltissimo, Ugo”:-).

    >non mi voglio adeguare a te,<
    Sarebbe un po’ difficile. Ti mancano sia i neuroni che il contenuto dei neuroni.

    >non intendo integrarmi con te:<
    E chi ti ha chiesto di “integrarti” con me? Siete vosotros che ci state facendo du’ maroni così perché ci integriamo, ma poi se ci integriamo troppo:-) non vi va bene lo stesso. Ekkkekkkakio, datevi ‘na regolata!

    >sguazzi , sgrugnisci e szampi , spargi insulti che la tua formazione , o istinto naturale, riesce a raspare nel tuo più putrido fangume. Caso Cloro docet.<
    A insulti rispondo con insulti. Da qualsiasi parte provengano. E il putrido fangume materiale cercatelo a casa tua che ce ne dovrebbe essere in abbondanza e le tue crisi isteriche da zitellona canemunita va a sfogarle altrove!

    >Forse è il risultato dell’essere tu un pessimo ” suddito” di borgate romane o un residuo periferico malefico di paludi laziali bonificate, allo stesso modo in cui io sarei ” suddita” , secondo te, dell’impero austro-ungarico solo perché oggi vivo a Milano.<
    No, tu sei suddita delle tue ovaie che usi al posto dei neuroni. Ho scritto a suo tempo che i tuoi antenati – se milanesi – erano stati sudditi austroungarici, non tu. Ed era un complimento, se ancora la tua enorme vescica biliare ti consente di distinguerne uno.

    >O forse, che ne so, è la tua eredità, quel che ti rimane della storia dell’ imam e la testa di maiale.<
    Tutti abbiamo la nostra eredità. E probabilmente mi devo ricredere sulla tua austroungarica. Probabilmente sia tu che quell’altra a cui fai da avvocato non chiamato avete ricevuto un’eredità direttamente dalla Suburra romana.

    >Karma, karma..( gioco di parole con il romanesco di ” calma”), adesso non ti strusciare frenetico e iracondo , non sgrugnire impulsivamente , rimettiti allo specchio, in meditazione zen, come sai fare tu : guarda la pozza.. <
    Beh, quando uno sente te abbaiare alla luna come una cagna in calore è difficile che non sgrugnisca

    >E se fosse vera la faccenda della reincarnazione ,veterinario ? Medita : dal tuo bisnonno a quando hai lavorato in Albania , proprio specializzandoti sui suini, questo animale percorre la storia della tua stirpe, si ripropone nella tua professione.<
    Già, e la cagna e il piranha nella tua vita e nella tua professione.

    >Una s-porca coincidenza ?<
    Pircagna, animale chimerico, bieko organismo OGM?

    >Una moderata sporcizia, bada, a mio parere serve a sviluppare anticorpi, ma il tuo eccesso è troppo inquinante, insalubre, con te si va di peggio in strapeggio.<
    Già, un avvocato che dà lezioni di pulizia..ahahahahahah!

    >Infatti, tentato invano di ” bonificarti”, sono arrivata alla conclusione che anche se tu ti mettessi fiori in bocca ,- come da te ipotizzato e subito scartato- , l’alito del tuo animo ( che metafora !) li farebbe marcire immediatamente. Emanerebbe da te così il fetore simile a quello degli ormai inutili e tristi e sfibrati e spetalati e semirinsecchiti fiori e gambi abbandonati nell’ acqua giallo-verdastra di vasi ormai opachi, un fetore cimiteriale. (Chi non vuole cambiare, chi non vuole migliorare , è già morto, scrive Kel).

    Oh, un avvocato dall’animo delicato che gli fuoriesce anche dalle orecchie, Fulgido Esempio e Faro Di Virtù Morali e Civiche Che Illumina Nosotros Poveri Mortali. Ma vaffanculo, avvocato dei miei stivali!

    >Devo essere anche io moribonda:<
    No, stai tranquilla, l’erba cattiva non muore mai, come sentenzia l’Antica Cultura Italica. O come dice più brutalmente (ovviamente, l’eredità non è acqua:-)) quella Albanese: “S’bie rrufé në halé” (il fulmine non cade nel cesso).

    Non ti dico “ciao” altrimenti, come al solito, mi accusi di ipocrisia:-)

    Ritvan

  108. utente anonimo says:

    Potpourrì di sardine:-)

    >Francesco devo dire che, come Rtivan per altri motivi, anche tu mi costi fatica! ^__^ Sardina<
    Eh, non per niente questo blog è stato universalmento definito come di altissimo spessore intellettuale (detto senza ironia di sorta, eh). Se uno/una vuol conversare senza affaticare il cervello si reca rispettivamente al “Bar Sport” o da “Peppiniello, coiffeur pour dames”:-)

    E ricordati sorella, io mi chiamo Ritvan, non Rtivan, non mi far mettere mano al kanun e chiamarti, chessò, Sartina:-).

    >La battuttaccia sugli usi e costumi dei pastori, perchè le pecore casomai hanno abitudini istintive, voleva essere solamente una frase scherzosa.<
    E la battuta di Francesco anche, trovo io. Non si stava parlando di come sfogare gli appetiti sessuali, si stava parlando di come far crescere l’economia. E Francesco – giusto o sbagliato che sia – sosteneva che se non fate come dice lui col turismo sarete destinati a correre eternamente dietro le pecore, ma per mantenervi, non per altro e VOI, non LUI: sarà anche una metafora un po’ brusca, ma non la trovo affatto offensiva. E, di conseguenza, la tua replica sui cani feroci che fanno la guardia alle pecore la trovo assurda, visto che nessun cane morde il proprio pastore se questi va dietro le sue pecore.

    >Il fatto che divido i beni in consumo e di lusso è una conseguenza dei miei studi ragioneristici. Si faceva, normalmente, questa distinzione per valutare il target cui un prodotto è indirizzato, il marxismo non c’entra nulla.

    Vabbè, a parte il fatto che il buon Francesco condivide con me e con Berlusconi:-) lo stesso difetto, ossia che vede spesso e volentieri marxisti dappertutto (però nella stragrande maggioranza lui ci azzecca:-) ), mi sa che qui vi state avvitando inutilmente, sostenendo la stessa cosa.

    Infatti, m’è parso di capire che tu sostieni la scelta “strategica” di Soru & co. di “ripulire” la Sardegna dalla vil plebaglia vacanziera:-) a colpi di tasse e balzelli insostenibili per il turista medio, in modo da attirare soprattutto i ricconi. Francesco mi pare che approvi tale – per me – scellerata strategia, solo che vorrebbe degli alberghi di gran classe in Sardegna, alttrimenti ci vorrebbe una megavilla per ogni riccastro e non è che le coste sarde siano infinite per poter concedere a tanti riccastri megaville vista mare.

    Io, invece, sostengo che vi sbagliate entrambi e Soru pure. I riccastri non portano posti di lavoro, o ne portano pochi. La media borghesia, invece, ne porta tanti di più e fa girare meglio l’economia locale. Per dirlo in termini terra-terra, il riccastro porta la sua servitù e le sue body guard e poi si porta tutto l’occorrente da fuori con lo yacht o l’elicottero personale. La borghesia no, si fa servire da gente del posto e compra i prodotti del posto. Non so se mi spiego.

    >Ti ricordo per l’ennesima volta che il frutto dello spennamento dei ricconi non va ai sardi<
    Ma è una tassa regionale, a chi va allora? Non mi dire che se lo intasca il Soru e lo invia direttamente nel suo conto personale in Isvizzera!:-).

    >e questo contrasta con la tua smania di essere allegerito come contribuente continentale.<
    Beh, se dici che i soldi estorti ai riccastri dal Soru vanno a Milano, beh, dici una frescaccia!

    >Visto che ci sei mandami la quota irpef che vi siete incamerati trattenendo tutta o quasi l’irpef pagata in Sardegna negli anni scorsi. Dagli numero degli abitanti italiani togli il numero degli abitanti sardi e dividi per il restante. Ti risparmio di fare il conteggio dell’interesse composto.<
    Beh, io non conosco le statistiche della pecunia italica, pertanto qualche cifra sia da parte del Dr. Commerc. Francesco che dal Rag. Sardina sarebbe gradita per poter parlare con un minimo di cognizione di causa e non a mo’ di rissa al bar sport.

    Leggo però oggi sul mio solito bieko fogliaccio (ovvero “Libero”) la lettera di un certo Giovanni Schiavin (dal cognome lo presumo veneto), il quale informa che secondo uno studio del Cgia di Mestre (quella che fa i famigerati “studi di settore”) il Trentino Alto Adige (regione a statuto speciale) versa allo Stato 3995 euri all’anno per abitante e ne riceve dallo Stato, sempre annualmente e pro capite 5714. Per il Veneto (regione a statuto “normale”) le cifre sono, invece, rispettivamente 3915 e 995 !

    Si può trovare tale studio e vedere come stanno le cifre sarde? Così almeno la smettete di litigare su aria fritta e corsa con pecore?

    >Se sei un uomo insensibile e dici cattiverie senza accorgertene sappi che sei in una di quelle categorie che detesto,<
    Era detto ovviamente in senso ironico, cara, un po’ come il mio gommone:-). Francesco – per quanto lo conosco sul blog – è una persona sensibile, quando c’è da essere sensibili, però. E sulle questioni pecuniarie troppa “sensibilità” è deleteria. Ti fa passar per fesso.

    >oltre i noiosi e gli avari,<
    Eh, che gusti difficili che c’hai: e i noiosi ti annoiano e i Ritvan ti affaticano:-) e probabilmente chi ti offre un modesto spumante italico invece di una Veuve Clicquot d’annata è un avaraccio?:-).

    >quindi forse è meglio se ci salutiamo qui, senza rancore, non credi?

    A me, invece, non piace principalmente la gente che vorrebbe discutere SOLO con persone di cui condivide le idee. E poi detesto visceralmente (così faccio anch’io coming out) la parte di costoro che, accortisi di non essere in grado di argomentare le proprie tetragone castronerie si scagliano sull’interlocutore con offese personali.

    >A proposito di guardie forestali, magari la Regione Sarda (l’ente intendo) avrà bisogno di capaci veterinari,<
    Muahahahahahahahahah un ente regionale italico che ha bisogno di gente “capace”…muahahahahahah, Sardina, ti prego non farmi più di questi scherzi, ci potrei restare secco!:-)

    >chissà se ti accontenteresti di uno stipendio, per quanto alto, rispetto ai guadagni di un libero professionista?<
    Guarda che hai un’idea molto astrusa sui guadagni dei medici veterinari liberi professionisti. Ho avuto modo di conoscere da vicino il settore, ma fa veramente pena. Io, personalmente non mi lamento, ma i colleghi veterinari che lavorano all’AUSL prendono quasi il doppio di me! Vedi bene che un tal posto il politico “di riferimento” dell’AUSL, Regione e quant’altro non è che si possa permettere il lusso di regalarglielo al primo albanese arrivato col gommone, che per di più non vota neanche! Per non parlar del fatto che il primo requisito di ogni bando di concorso per posti pubblici, anche per bidelli, è…tatatà…squillo di trombe…”la cittadinanza italiana”, è ovvio. (mi pare però che i kompagni Amato e Ferrero vogliano fare un articolo della legge che vieti questo requisito. Secondo me è una delle ragioni dell’inkazzatura del dipendente quirinalizio e dell’inusitato spazio concessogli dagli ipocriti kompagni di “Repubblica”: all’italico medio se gli affianchi altri nella speranza di ciucciare le grasse mammelle di Mamma Stato diventa una bestia:-) )

    >Però, bel lavoro curare la fauna sarda, no?<
    Bellissimo. E soprattutto sicuro e ben remunerato. Per questo è una follia solo pensarci. Anche se passa la lodevole intenzione Amato Ferrero (se non ci ripensano dopo il pippone di “Repubblica”), ma benedetta pesciolina, ancora credi all’onestà ed imparzialità dei concorsi italici? Allora dì che credi anche a Babbo Natale!:-)

    >Perchè non inizi col metterti a dieta, da cosa nasce cosa…<
    Guarda che non funziona come nella pubblicità dell’ Amaro Montenegro, sai:-). Sono le guardie forestali o zoofile o quel che cacchio è a sorvegliare e, nel caso, catturare la selvaggina da sottoporre poi a controllo veterinario, mica va perennemente il veterinario a zonzo per valli e crepacci col fucile anestetizzante a tracolla.

    A questo proposito, mi viene in mente un aneddoto che mi pare si riferisse al maresciallo francese Foch. Durante la I Guerra Mondiale i francesi se stavano prendendo di santa ragione dai tedeschi. Il governo francese chiama come consulenti vecchi generali ormai in pensione, fra i quali Foch, per destinarli a compiti operativi. Foch chiede un’automobile con autista, per poter ispezionare il fronte. Il governo gliela nega. Allora Foch scrive un biglietto al Primo Ministro in questi termini:”Se non vi serve la mia testa ma le mie gambe, allora credo che fareste meglio a non fare affidamento su di me”. L’indomani gli diedero l’automobile. E nel 1918 fu lui che dettò le condizioni della resa ai tedeschi nel famoso vagone ferroviario.

    >Dimenticavo! Vorrei leggere quell’articolo di Montanelli sulla morte del Tirannoenver dove potrei trovarlo?<
    Mi spiace, ho fatto una ricerca in rete con le parole chiave “Montanelli+Enver+Hoxha” e non è uscito nulla. Io ce l’ho in versione cartacea da qualche parte nel mio arruffato archivio, era su “Il Giornale”, che in un anniversario di Montanelli, 4 o 5 anni fa pubblicò dei necrologi di persone famose scritti da Montanelli, fra cui quello appunto di Enver Hoxha.

    Era una schifezza, perché gratificava il tirannosauro di una laurea francese, quando anche le sue (di Hoxha) più agiografiche biografie dicono che interrupe gli studi al primo anno perché il governo albanese gli tolse la borsa di studio “per attività comuniste”. Lo stesso governo, però, lo assunse subito quel pericoloso sovversivo:-) come segretario nel consolato belga:-) :-) (ho sempre ammirato l’estasi mistica con cui i kompagni in Albania si bevevano ‘sta megagalattica panzana senza collegare il cervello:-) ). Un’altra castroneria montanelliana era che secondo lui Hoxha aveva “unificato il paese”. Unificato un corno, era già unito dal 1913! E aveva anche unificato il popolo albanese, che prima – secondo…

  109. utente anonimo says:

    SEGUITO E FINE DEL COMMENTO 108 (bieko splinder, non mi freghi, io salvo, tié!:-) )

    E aveva anche unificato il popolo albanese, che prima – secondo l’ineffabile Indro – era diviso in toschi e gheghi. Già, unì toschi e gheghi, mischiò il tutto e poi lo divise in “nemici del popolo” e “amici del popolo”, sterminando e incarcerando i primi fino alla terza generazione. Ma mi faccia il piacere! C’erano anche un sacco di altre corbellerie che adesso non mi vengono in mente e quella che mi provocò più disgusta era il disprezzo per il popolo albanese che trasudava fra le righe: della serie “Se lo meritavano e, pertanto, l’hanno avuto”. Iniziai a scrivere un “contronecrologio”, ma fortunatamente la mia autostima non è talmente ipertrofica da non accorgersi che nemmeno il bollettino delle “Brigate Rosse”:-) in Italia avrebbe acconsentito a pubblicare uno sputtanamento di Montanelli, soprattutto da parte di uno arrivato col gommone. Pertanto lasciai perdere.

    >Secondo me il turismo in Sardegna va diversificato (non so se sia la parola esatta)<
    Sì, è la parola esatta. Ma il sorupensiero mi sembra che sia lontano mille miglia da questa logica.

    >nel senso che ormai tutto il costruibile è stato costruito,<
    E chi lo ha detto??!!

    >che il paesaggio ci permetterebbe di avere posti molto d’élite e al tempo stesso un’organizzazione ricettiva coordinata sui modelli del Sud Tirolo e dell’albergo diffuso che, in effetti, sarebbero in grado di far guadagnare sia le grandi compagnie che l’indigeno.<
    Ripeto, Soru non pare la pensi così, sta inventandosi balzelli su balzelli per allontanare quelli che non sono ricchi sfondati. Mal gliene incoglierà. Anzi, mal gliene incoglierà ai sardi, che al patron di Tiscali di ‘ste bazzecole gliene frega ‘na cippa.

    >Oltre a questo, a differenza del Sud Tirolo si hanno periodi morti, in inverno e autunno durante i quali molte strutture rimangono chiuse.<
    Eh, non si può avere tutto dalla vita:-). Ma è così per tutte le località marine.

    >Vedo poi come un grosso errore puntare tutto o molto sul turismo che in effetti non è, come dire, un bene di consumo ma di lusso<
    Hai una concezione distorta della faccenda. Ormai la gente rinuncia al pane, ma non al “lusso”. Ammesso e non concesso che 2-3 settimane di vacanze all’anno siano un “lusso”.

    Nel cosiddetto “lusso” ci sono margini di guadagno che i produttori di beni “di consumo” se li sognano. Ma se i sardi vogliono piantare lì acciaierie a produrre tondini e far concorrenza ai bresciani, si accomodino pure, eh!:-). Poi, sai, da cosa nasce cosa, si potrebbero fare anche i piani quinquennali e trovare pure uno Stachanoveddu:-)

    >e che, in tempi di ristrettezze, o per moda può rappresentare una incognita variabile.<
    No, se fidelizzi la clientela. Certo, se la tratti a pesci in faccia, tanto chissenefrega, l’anno prossimo verranno altri:-) (mentalità dei ristoratori turistici albanesi!) allora sì, forse è meglio iniziare a costruire le acciaierie:-).

    >Mi butterei più sull’agricoltura, l’allevamento e l’artigianato perchè sono più legati a dei bisogni primari e, facendo leva sulla varietà infinita di prodotti (non produciamo solo il pecorino! ^__^) espandersi in un mercato che richiede cibi genuini dal sapore unico e manufatti originali.<
    Mah, artigianato…di paccottiglia “etnica” dei vuccumprà son pieni i marciapiedi, non credo che sia un mercato che tiri tanto.

    Agricoltura? Mah, non sono un esperto ma in Europa non vedo tutto ‘sto rifiorir dell’agricoltura, anzi, se non fossero gli aiuti di Bruxelles (buona Roberto, non ce l’ho con Bruxelles, per me può fare tutto quel che cavolo le pare:-) ) sarebbe già in mutande.

    Resta l’allevamento, ma non mi pare che le pecore vi facciano difetto:-). Altre specie da allevare? Mah….

    >A proposito, dovesse interessarti ho degli amici che hanno un B&B nel capoluogo di regione…<
    Grazie, me lo segno, nel caso dovessi andarci. Però, che dico loro “Mi manda Sardina?”:-).

    Ciao

    Ritvan l’Omnicomprensivo

  110. utente anonimo says:

    P.S. del # 109 (meglio abbondare:-) ) sempre per Sardina.

    Sempre sul bieko fogliaccio di oggi c’è la lettera del sig. Ignazio Fanni da Villacidro (Medio Campidano) (a ‘ndo’ stà?:-) ) il quale cosi verga:

    “Conviene evitare la Sardegna

    Leggo che il giovane lettore A.V. ha deciso di non “migrare” e trascorrere le sue vacanze in Italia. Saggia decisione, ma altrettanto saggiamente escluda la Sardegna dal suo itinerario. Nella nostra Regione la giunta regionale ogni giorno ne studia una per punire i turisti che, venendo nella nostra meravigliosa isola, turberebbero la quiete del nostro presidente che si riposa, dopo tali pensate, nella sua lussuosa villa in riva al mare.”

    Ciao

    Ritvan

  111. utente anonimo says:

    >nel senso che ormai tutto il costruibile è stato costruito,< E chi lo ha detto??!! maria
    come chi l’ha detto, ritvan, ma sei stato in sardegna?

    Evidentemente no se pensi che ancora si possa costruire senza danno per l’ambiente e il paesaggio…

  112. utente anonimo says:

    Rif. 108 109

    Ciao Ritvàn, mi sono lamentata che mi stavi trascurando ma ora troppagraziaasantantonio! Per leggerti e risponderti mi sono messa in aspettativa e rischio il divorzio! ^__^

    Il tuo nome ora lo scrivo pure con l’accento giusto e non approfittare dei refusi che faccio per distrazione o quando sono stanca… (o sto male).

    Non so virgolettare cito l’inizio delle relative frasi.

    “Francesco devo dire…”

    Adesso doppia fatica perchè tu intendi, quello che dico, in un modo e lui in un altro…

    “La battutaccia…”

    Credevo che Francesco stesse definendo così la mia… Io gli ho risposto, per scherzare, se a lui venisse in mente di correre dietro una pecorella per mangiarsela! (che cavolo avete capito?!)

    Se vuoi prendere le sue difese leggi bene quello che ho scritto e poi anche io voglio qualcuno che mi difenda: Mariaaa, dove sei?!

    “Infatti, m’è parso di capire…”

    Non sostengo la scelta ma credo che chi va in certi porti e abbia certi natanti certe spese se le può permettere eccome! Inoltre io sono d’accordo su quello che dici tu sulla media borghesia e condivido e aggiungo il modello del Sud Tirolo e l’albergo diffuso.

    “Ti ricordo per l’ennesima …”

    Io parlavo dello spennamento del turista negli alberghi di lusso in mano a grosse società non sarde, quindi quello che dico non è una frescaccia, scumpudìu! (scostumato).

    “Visto che ci sei…”

    Soru è intervenuto a Ballarò proprio per questo (perchè alla Sicilia si?), c’era Giovanardi che si arrampicava sugli specchi…

    “Se sei un uomo insensibile…”

    Se Francesco è sensibile con me non è stato così. Felice di sbagliarmi in futuro!…

    “Oltre i noiosi…”

    Sono di gusti molto semplici! A te piacciono le donne noiose? Le donne insensibili? Le donne incapaci di concedersi?

    “Quindi forse è meglio…”

    L’ho detto perchè se due non si capiscono è meglio non insistere. Non voglio rischiare di offendere ne’ di litigare con nessuno. Non voglio che tutti siano d’accordo con me ma che ognuno si sforzi di capire le mie motivazioni.

    “A proposito di guardie…”

    Si! Io conosco una persona (e più di una) che ha vinto un concorso pubblico senza appoggi (se vuoi nome e cognome), solo per le proprie capacità.

    “Chissà se tiaccontentassi…”

    Se è tuo desiderio rimanere in Italia e prima o poi arriva la cittadinanza e sei una bravo veterinario, come dici, ti sfido (con affetto) a metterti alla prova!

    “Perchè non inizi col…”

    Ma lo so cosa fanno all’ente forestale, quando lavoravo li incontravo un giorno si e uno no. L’ho detto perchè ti vorrei senza ciccia e brufoli bellino, bellino! (che non vuol dire quello che pensi tu, eh!)

    Vedrai che l’articolo su Hoxha me lo procurerà il servo pastore al quale ho chiesto!

    “Tutto il costruibile…”

    Ti assicuro, inoltre, che c’è anche molto, ma molto abusivismo da parte di ricchi, medi e non! Chiedi a Paolo Villaggio perchè ha la casa in Corsica e non in Sardegna!

    I balzelli di Soru sulle case dei non residenti, ad esempio, possono essere evitati se uno cambia la residenza (e quindi fa la dichiarazione Irpef e paga qui) chi ha orecchie per intendere…

    Abbiamo tanti stachanoveddus che ora non sanno che pesci pigliare visto che hanno chiuso e stanno chiudendo le famose cattedrali nel deserto!… (non so se sai a cosa mi riferisco?).

    Il nostro artigianato non è paccottiglia! I nostri prodotti alimentari sono, nel loro genere, unici al mondo! L’allevamento va solo razionalizzato! Credo fermamente che siano anche queste strade da percorrere! (Avevamo la canna da pesca e sapevamo pescare! Capisci?)

    Se ti dovesse interessare visitare Cagliari e bellissimi dintorni me lo dici, ti do l’indirizzo del B&B e vengo pure a prenderti al porto, scioccone! (Come garanzia di serietà devi presentarti con tua moglie altrimenti non mi faccio vedere! Non si sa mai, queste conoscenze su internet!…

    Rif. 110 Ad articolo contro posso risponderti con articolo a favore, fino all’infinito?…

    Ciao da Sardina e buona Domenica!

  113. utente anonimo says:

    maria

    >come chi l’ha detto, ritvan, ma sei stato in sardegna?

    Evidentemente no se pensi che ancora si possa costruire senza danno per l’ambiente e il paesaggio…maria< O Maria la Verde come il cocomero (ossia verde fuori e…rossa dentro:-) ) il tuo è semplicemente un Dogma di Fede. Irrazionale. E per accorgertene basta che tu ti faccia una semplice domanda: quando finisce “il costruibile buono”, “innocuo per l’ambiente&paesaggio” e comincia “il costruibile kattivo” e “dannoso per l’ambiente&paesaggio”? Ovvero, quali sono i parametri OGGETTIVI che costituiscono la linea di demarcazione fra i due?
    Ciao

    Ritvan

    P.S. Ti concedo la facoltà di chiedere l’aiuto di Pecoraro Scanio per rispondere alla mia domanda:-)

  114. utente anonimo says:

    x Sardina e Francesco, in modo da poter litigare:-) con cognizione di causa.

    (e vergognatevi:-) che devo venire io sul gommone a sciorinarvi questi dati !)

    Ciao

    Ritvan Er Più Bravo, Er Più Bello, Er Più Bbono, Er Mejo Figo Del Bigoncio tié!:-)

    FEDERALISMO: CGIA, VALLE D’AOSTA LA PIU’ AVVANTAGGIATA (13/04/2007 16:44)

    (ANSA) – VENEZIA, 13 APR -

    Esaminando il saldo finanziario (A-B) che esprime la differenza tra le principali imposte che i cittadini di ciascuna regione pagano allo Stato centrale e i benefici che ritornano sul territorio sotto forma di trasferimenti statali alle amministrazioni locali, emerge, secondo una elaborazione della Cgia di Mestre, che la Lombardia é la più svantaggiata mentre la Valle d’Aosta ha il vantaggio maggiore. Queste le tabelle elaborate dall’Ufficio studi della stessa Cgia(Elaborazione Ufficio Studi Cgia Mestre su dati di Ragioneria Generale dello Stato e Ministero Economia e Finanze-Dip. Politiche fiscali. (ANSA) ).

    (A) Principali tributi (*) versati allo Stato centrale (Dati in euro procapite, anno 2004)

    Lombardia 6.894

    Umbria 2.957

    Marche 2.815

    Lazio 6.651

    Abruzzo 2.359

    Piemonte 5.006

    Sardegna 1.861

    Valle d’Aosta 4.868

    Molise 1.534

    Emilia Romagna 4.667

    Sicilia 1.494

    Trentino-Alto Adige 4.391

    Campania 1.492

    Veneto 4.166

    Puglia 1.485

    Friuli-Venezia Giulia 4.065

    Basilicata 1.391

    Liguria 3.808

    Calabria 1.167

    Toscana 3.621

    Media Italia 3.892

    (*) Si tratta di Irpef, Iva e Irpeg.

    (B) Trasferimenti statali (**) alle Amministrazioni locali (Dati in euro procapite, anno 2004)

    Valle d’Aosta 8.066

    Campania 1.708

    Trentino-Alto Adige 6.850

    Abruzzo 1.612

    Basilicata 2.872

    Lazio 1.591

    Sardegna 2.839

    Puglia 1.576

    Sicilia 2.793

    Toscana 1.468

    Friuli-Venezia Giulia 2.287

    Piemonte 1.297

    Molise 2.030

    Emilia Romagna 1.289

    Calabria 1.976

    Marche 1.272

    Liguria 1.773

    Veneto 1.133

    Umbria 1.744

    Lombardia 1.006

    Media Italia 1.704

    (**) Trasferimenti correnti e per investimenti a Regioni, Province e Comuni.

    Saldo finanziario (A-B) (Dati in euro procapite, anno 2004)

    Lombardia 5.889

    Abruzzo 747

    Lazio 5.060

    Puglia -91

    Piemonte 3.709

    Campania -215

    Emilia Romagna 3.378

    Molise -496

    Veneto 3.033

    Calabria -809

    Toscana 2.153

    Sardegna -978

    Liguria 2.035

    Sicilia -1.299

    Friuli-Venezia Giulia 1.778 Basilicata -1.481

    Marche 1.543

    Trentino-Alto Adige -2.459

    Umbria 1.213

    Valle d’Aosta -3.918

    Media Italia 2.188

  115. utente anonimo says:

    O Maria la Verde come il cocomero (ossia verde fuori e…rossa dentro:-) ) il tuo è semplicemente un Dogma di Fede. Irrazionale. E per accorgertene basta che tu ti faccia una semplice domanda: quando finisce “il costruibile buono”, “innocuo per l’ambiente&paesaggio” e comincia “il costruibile kattivo” e “dannoso per l’ambiente&paesaggio”? Ovvero, quali sono i parametri OGGETTIVI che costituiscono la linea di demarcazione fra i due?

    maria

    ma che razza di domanda mi fai, i parametri oggettivi esistono eccome, ma di certo non posso enumerarteli così in astratto, essi si trovano, all’interno delle leggi urbanistiche, dei piani regolatori, dei regolamenti comunali, dei piani di commercio, riguardano il numero dei residenti, la conformazione del suolo, e più in generale il tipo di sviluppo economico e culturale che si vuole promuovere…..

    Tali parametri dovranno comunque impedire che si costruisca lungo i litorali e le coste, in aree tutelate ,in parchi naturali, che si moltiplichino paesi in modo selvaggio, cosa che si è fatta e si sta facendo tanto poi ci sono i condoni, ma ti ripeto fatti un giretto in sardegna oppure fattelo in rete….sai quanta roba trovi!

  116. utente anonimo says:

    Allora, facciamo un ragionamento economico banale e semplice.

    Se la Sardegna ha 100 posti-turista e vuole guadagnarci, è meglio che ci vengano della Paris Hilton o dei Franceschi? Non credo che non lo sappiate, però ve lo dico lo stesso, delle Paris Hilton.

    Se volete far soldi coi turisti medi, dovete ammucchiarne tanti, come fanno a Rimini.

    Ribadisco un punto: se un forestiero investe in Sardegna, o in Nigeria, PAGA per acquistare o affittare il terreno in cui investe, paga le tasse locali (se ci sono) e i cocci sono suoi. E chi avanza pretese su quei soldi, a casa mia, è un ladro. Discorso etico, non economico.

    Grazie Ritvan, non è che hai anche la serie storica? E magari le spese dello Stato centrale per regione? Così i poveri laziali scoprono il loro vero saldo …

    Sardina, credo che metà delle offese che ti ho arrecato fossero involontarie … epperò come ti secchi facilmente! Sarò un cattivo umorista ma un veterinario albanese mi capisce 99 volte su 100!

    Francesco

    PS l’artigianato si distingue in artigianato di sussitenza (sono troppo povero per comprare i prodotti industriali), paccottiglia per turisti americani, beni di lusso.

    PPS si vede che Ritvan a disquisire con Aurora, come con le altre donzelle si diverte. Anch’io, per altro.

  117. utente anonimo says:

    Se la Sardegna ha 100 posti-turista e vuole guadagnarci, è meglio che ci vengano della Paris Hilton o dei Franceschi? Non credo che non lo sappiate, però ve lo dico lo stesso, delle Paris Hilton

    maria

    e perchè mai dei franceschi o delle marie dovrebbero andare a rimini?

    Me lo spieghi, oppure per te la bellezza deve per forza essere collegata alla grande ricchezza?

    Io per esempio a Rimini non ci sono mai andata, ho fatto sempre le mie vacanze in posti molto più attraenti, non avrò mica rovinato economicamente gli arcipelaghi e le isole maggiori del nostro paese?

    Riguardo poi all’avanzare pretese verso chi ha investito in sardegna con belle case, tu chiami così, e cioè pretesa o ladrocicnio, un’ici diversificata? Avevamo cominciato da qui e poi ci eravamo allargati a come si dovesse, da qui in avanti, tutelare il mare, e gli spazi della sardegna.

  118. utente anonimo says:

    >i parametri oggettivi esistono eccome, ma di certo non posso enumerarteli così in astratto, essi si trovano, all’interno delle leggi urbanistiche, dei piani regolatori, dei regolamenti comunali, dei piani di commercio…maria< Muahahahahahahahahah:-) :-), ma allora anche il Diavolo esiste, si trova nel catechismo! Arimuahahahahahahahah:-) :-)

    Vabbè, lasciamo perdere:-)

    Ciao

    Ritvan

  119. utente anonimo says:

    Rif. 117

    Francesco ben vengano le Paris Hilton, anche se per un po’ non si vedrà in giro (non so se hai saputo…), ma affidare il destino del turismo sardo a un cliente tipo, ubriacone, viziato e, sicuramente, stracciato come Parisetta mi crea desolazione!

    Quindi ben venga Maria e le persone come lei che, sono sicura, visita i posti con altre aspettative, magari cerca una struttura gestita da persone del luogo, se vuole fa amicizia con loro, consuma e riporta a casa i prodotti locali e se rimane soddisfatta passa parola a chi conosce. Insomma crea legami e, soprattutto, un turismo che alla Sardegna non può che far che bene.

    Nessuno, credo, avanza pretese sui soldi dei forestieri che investono in Sardegna, si parlava di imposte im-pos-te! ^__^

    Dì pure che Ritty ti capisce cento volte su cento, mi sa che siete due santi costruiti con lo stesso legno!… (Meno male, non de coccio!…)

    Avete gli stessi circuiti logici mentali… (Ti ricorda niente questa frase?)

    A proposito non hai niente da dire sulla sua prolissità, eh?

    Poi vorrei essere edotta sull’altra metà delle offese che dici di avermi arrecato volontariamente, le altre te le condono…

    Non confondere i pesci io sono SARDINA non sono donzella!…

    PPS Ritvàn a disquisire con Aurora si diverte? Ma hai letto bene che cosa gli ha scritto? Ma sono capitata in un posto davvero strano!… A Ritvàn piace disquisire con Aurora, boh…

  120. utente anonimo says:

    Rif. 119

    Ho sbagliato: volevo dire im-pos-tiè! ^__^

    Ciao Sardina

  121. utente anonimo says:

    Sardina

    dirlo ad un pesce con le tue abitudini è difficile ma ci provo lo stesso: quanti turisti normali ci vogliono per fare i soldi che garantisce un solo riccone?

    E dove li metti a dormire se hai in schifo l’edilizia?

    E dove li prendono i soldi se le imposte sul turismo volano?

    Qui è questione di avere i circuiti logici o non averli, non del tipo di circuiti …

    Francesco

  122. utente anonimo says:

    >PPS Ritvàn a disquisire con Aurora si diverte? Ma hai letto bene che cosa gli ha scritto? Ma sono capitata in un posto davvero strano!… A Ritvàn piace disquisire con Aurora, boh… Sardina<
    No, hai ragione tu Sardina, non mi piace più. Con le altre donzelle, sì, però:-).

    Ciao

    Ritvan

  123. utente anonimo says:

    E dove li metti a dormire se hai in schifo l’edilizia?

    E dove li prendono i soldi se le imposte sul turismo volano?

    maria

    ma insomma, qui non si è affermato in modo generico che fa schifo l’edilizia ma che fa schifo edificare in modo abusivo o selvaggio e cioè senza rispettare l’ambiente, senza tenere di conto che un territorio ha dei LIMITI, anche di SPAZIO.

  124. utente anonimo says:

    >i parametri oggettivi esistono eccome, ma di certo non posso enumerarteli così in astratto, essi si trovano, all’interno delle leggi urbanistiche, dei piani regolatori, dei regolamenti comunali, dei piani di commercio…maria< Muahahahahahahahahah:-) :-), ma allora anche il Diavolo esiste, si trova nel catechismo! Arimuahahahahahahahah:-) :-)

    Vabbè, lasciamo perdere:-)

    maria

    ovviamente caro ritvan le leggi sono basate su delle idee politiche e culturali, le fanno gli uomini, per cui la loro oggettività è sempre relativa, ma non sempre, perchè non credo che fare dei casermoni a ridosso delle spiagge sia deprecabile soltanto soggettivamente, non credo che si possano ammassare migliaia e migliaia di persone in spiagge, paesi, montagne, guidati soltanto da ragioni economiche e senza ledere in modo a volte definitivo la bellezza e l’equilibrio naturale di quei luoghi.

    Il turismo può essere distruttivo, lo è già stato, ha travolto culture, popolazioni, territori, ci vogliono leggi adatte a contenerlo, a regolarlo, e comunque sia non può essere guidato soltanto dal criterio del profitto e del mercato, però ora non replicare facendo della scontata ironia su questi due termini, potrei forse sorridere, ma la discussione non se ne gioverebbe.

  125. utente anonimo says:

    Quoto (si dice così?) in tutto e per tutto il commento 124 di Maria che si può applicare, per così dire, alla Toscana, al Lazio e perfino (!) alla Lombardia! Ma dai! Eh sì.. Grazie Maria!…

    E ribadisco quello che ho detto a Ritvàn, a Francesco e come mi sono espressa nei confronti di Maria.

    E non sono donzella sono Sardina!

    Il fatto che sia ancora da queste parti mi sta impedendo di buttarmi, a corpo morto, nella discussione sull’oppio e il tè.

    Chissà questo pomeriggio…

    Salute a tutti, Sardina.

  126. utente anonimo says:

    Maria, Sardina

    la decisione di quanto territorio investire e quante risorse e quali tasse porre sul turismo spetta, naturalmente, al popolo della Sardegna.

    Solo, dopo aver preso questa decisione, non si possono fare due cose.

    Uno, prendersela con chi ha investito bene e guadagna.

    Due, lamentarsi perchè le conseguenze delle proprie scelte sono diverse dalle attese e chiedere soldi a Roma.

    Parrò paranoico ma sono un fedele contribuente, e in quanto tale ho un interesse assoluto a come vengono spesi i soldi delle mie tasse.

    Saluti

    Francesco

  127. utente anonimo says:

    Francesco ti prego di credermi ma io sono interessata ai tuoi e miei contributi forse più di te!…

    Ciao Sardina

  128. utente anonimo says:

    >Il turismo può essere distruttivo, lo è già stato, ha travolto culture, popolazioni, territori, ci vogliono leggi adatte a contenerlo, a regolarlo, e comunque sia non può essere guidato soltanto dal criterio del profitto e del mercato, però ora non replicare facendo della scontata ironia su questi due termini, potrei forse sorridere, ma la discussione non se ne gioverebbe. maria< No, oggi mi va di esser serio (sarò ciclotimico?:-). Pertanto ti chideo sommessamente di nominarmi un paio di posti – im italia e/o all’estero – dove il turismo sia stato “distruttivo”. Cifre alla mano, eh, non fuffa verde alla Pecoraro Scanio.
    Ciao

    Ritvan

  129. utente anonimo says:

    Ritvan,

    gli esempi possono essere grandi o piccoli, per esempio l’abbandono della pesca e dell’agricoltura a favore di attività turistiche con moltiplicazione di casette da dare in affitto in alcuni territori isolani o meno, stravolgimento dei centri storici delle città che sono diventati giganteschi mercati a cielo aperto di cianfrusaglie inutili e tutte uguali e conseguente espulsione dei residenti a favore di ultraricchi o poveracci, cementificazione e dislocazione di attrrezzature turistiche che non migliorano affatto il tenore di vita delle popolazioni in certi paesi dell’asia o dell’africa e che servono solo agli occidentali, l’ultimo esempio lo tsunami che avrebbe fatto meno vittime se gli umani fossero vissuti ad un’altitudine maggiore, l’arroganza degli occidentali che vanno nei paesi poveri pretendendo di trovare le condizioni di vita che hanno lasciato solo per 15 giorni, in oasi artificiali dunque, che non incidono più di tanto sulla struttura economica dei paesi ma che portano anzi prostituzione, e stravolgimento forzoso di abitudini e costumi in pochi anni; ma sul

    cambiamento che a livello antropologico ha prodotto il turismo di massa, che è strettamente collegato al consumismo dissennato, hanno scritto in molti a cominciare da Pasolini.

    Intendiamoci non voglio tornare all’ottocento, ai viaggi in Italia degli aristocratici, tutti hanno il diritto di viaggiare, basta soltanto sapere il carattere che oggi hanno la stragrande maggioranza delle trasferte turistiche e pensarci un po’ su.

    Signora, mi domandò un famigliola, padre, madre, due figli e forse una cognata, dove si trova il corso?

    Eravamo sulla riva sinistra dell’arno e io risposi, signora via del corso è…preparandomi a dare le opportune indicazioni , loro, no sgnora , vogliamo dire il corso dove ci sono i negozi:-) :-(

    Allora capii e niente affatto scandalizzata, li indirizzai laddove intendevano, sulla riva destra dell’arno dove tutto è bottega per i turisti come dappertutto!!

    Erano a un passo di chiese splendide, di vecchie strade affascinanti, di palazzi storici strepitosi, e senza attraversare il fiume ma……intendiamoci nessun giudizio supponente, anzi, mi fecero molta simpatia, li immaginai con il naso in su a vedere il campanile di Giotto e il Duomo e a curiosare tra le bancarelle di piazza della republica augurandomi i con tutto il cuore che comprassero dai ragazzi neri che lì stazionano, qualche borsetta falsa ,ovviamente, alla faccia degli orridi stilisti:-)))

    maria

    maria

  130. utente anonimo says:

    maria

    non è turismo, è coglionaggine

    contro cui non valgono nè le misura repressive nè l’educazione ma solo la infinita pazienza di Dio.

    Francesco

  131. utente anonimo says:

    x maria (#130)

    Grazie dell’ottima ed abbondante fuffa verde alla Pecoraro Scanio. Con te essere facili profeti è un gioco:-).

    Ciao

    Ritvan

  132. utente anonimo says:

    ERRATA CORRIGE

    Nel mio131 il rifermento s’intenda al #129 e non al #130.

    Ritvan

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