Dâr Fûr (VIII)

Stasera, mi dicono, faranno vedere L’incubo di Darwin su Sky alle ore 21, nel programma che si chiama Cinema Mania.

Non ho Sky (né intendo averlo), ma mi hanno detto che è un film molto importante per capire la questione africana, di cui quella del Darfur è solo un frammento.

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33 Responses to Dâr Fûr (VIII)

  1. neanche io ho sky(nè intendo averlo) …. quindi attenderò pazientemente che lo trasmettano per RAITRE 3 o RETE 4 … a meno che non mi decida a commettere reato e scaricarlo tramite emule (cosa improbabile, perchè come tutti gli abitatanti “sanniti della Magna Grecia” il rispetto della Legge è il mio primo e più forte pensiero e farei la fine di Kant sull’isola che affonda per Essa :-p )

    a giudicare dalle recensioni mi pare buono ma non “molto importante”

    qui quella di mymovies:

    http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=43678

    qui quella del Corriere:

    http://www.corriere.it/Rubriche/Cinema/2006/03_Marzo/10/darwin.shtml

    qui il sito del film/documentario:

    http://www.darwinsnightmare.com/

    per gli amanti del genere, aggiungerei anche :

    The constant gardner (che NON è documentario)

    http://www.film.it/articoli/2005/09/10/the_constant_gardner_.631522.php

    saluti

  2. p.s.

    the constant gardner è un film…. ma il meme è probabilmente frutto della realtà:

    http://www.monde-diplomatique.it/LeMonde-archivio/Giugno-2005/0605lm16.01.html

  3. Io ho Sky ma solo l’abbonamento base, quindi niente film, poi sotto casa c’è un ragazzo africano che mi rifornisce di film taroccati che si vedono abbastanza bene…preferisco dare 5 auro al ragazzo africano che 7 euro al cinema…non dovrei farlo? chissenefrega io lo faccio.

  4. utente anonimo says:

    il film, scusate la mia scurrile volgarità, lo scaricherò dal Muletto_

    io a squola, al liceum, ho preso 4 all’esame di storia per l’Immaturità eterna – che mi è stata comunque regolarmente assegnata – classe 1990_ Capirete, non assistevo alle lezioni di matematica da un anno per manifesta robotizzazione della profe e per nausea da trigonometria – ma presi un seinoemezzo allo scritto per risolvere un problema da derivate con l’analitica_ All’orale non portai filosofia perché era uscita storia, ma il prof era lo stesso, io lo adoravo e portai storia – e gli feci fare e feci con lui una figura penosa di cui ancora mi vergogno – era presente, era “membro interno”, io mi sarei volentieri ucciso buttandomi da uno scoglio a Calafuria piuttosto_ Mi salvarono la mia passione per Rimbaud, Flauber, Céline, Maupassant, Sartre, a francese – e un tema pallosissimo su Gioberti_

    Ma mi ricordo che fin da allora proclamavo e rivendicavo ovunque che la storia che ci insegnavano non serviva a niente per capire il mondo_ Quadrimestri interi sui Carolingi, sul gossip pornografico del Seicento fra famiglie romane in odor di Papa, sulle scaramucce fra francesi, olandesi, inglesi e spagnoli, e così via_

    Io continuavo a incazzarmi perché non capivo un cazzo della fame in Africa, del Medio Oriente – e sbraitavo che per capire la nostra attualità sarebbe stato molto più importante studiare la storia del medio Oriente, dell’America Latina, dell’Africa – e oggi direi anche la storia dell’economia, della politica occidentale e della strategia militare_

    Uno studia 10, 13 anni – se va all’università anche 18, 20, senza capire ancora una sega – io ne conosco tanti che sono pieni di titoli e non mi sanno spiegare nulla, non sanno ripondere a domande terra terra, da semplicione curioso e appassionato_ Voi no?

  5. utente anonimo says:

    scusate mi sono accorto che mi è scappata la “t” finale di Flaubert nella battitura – nel mio commento #4 –

    Leonardo Migliarini

  6. hai ragione Leonardo…non è che una laurea è un attestato di cultura a 360 gradi…qua’ tocca leggere assai assai per sapere le cose…io leggo tantissimo ma poi ricordo poco, ricordo solo le cose che mi colpiscono, queste brutte guerre che ci sono in giro…una cerca di capire perche’…e allora dai a leggere leggere leggere…

  7. Aragonbiz says:

    Nel mio ultimo post ho parlato del tuo blog e dei tuoi post sul Darfur.

  8. utente anonimo says:

    f

  9. ulivegreche says:

    Porc… l’ho scaricato da poco e devo ancora vederlo. Comunque anche a me hanno parlato molto bene di questo film. In particolare sembra si parli molto dei danni provocati dalla cooperazione in Africa.

  10. utente anonimo says:

    Si parla sopratutto come ogni carestia e ogni guerra gonfia le tasche delle comunità europea.

    Consiglio caldamente!

    fenice

  11. utente anonimo says:

    Mi sa che la cooperazione in africa sia prima di tutto buona per chi la fa:(

    Pensiamo alla fao per esempio, quali sono i suoi risultati? Credo nessuno, se non per chi vi lavora che certamente prende lauti stipendi.

    Ma anche cose più modeste, le due simone, non volontarie come si era detto , erano lì regolarmente stipendiate, ma, a insegnare cosa, che non potessero fare gli iracheni?

    A volte sembra di assistere a una sorta di carità, a meno di non parlare di organizzazioni come emergency o medici senza frontiere ,che con i loro ospedali fanno davvero un lavoro prezioso….

    maria

  12. utente anonimo says:

    per ulivegreche

    Un villaggio nelle rive del Lago Vittoria.

    Un Lago che una volta ospitava centinaia tipi di pesci, dove pero adesso esiste solo una. Il Persico del Nilo.

    Una Razza gigante e molto aggressiva, che ha eliminato qualsiasi forma di vita nell’acqua. Il sistema biologico del Lago e crollato, e non c’è più lavoro per i pescatori tradizionali del posto. Unica struttura che ha dei benefici di questa situazione e la fabbrica di pesce, che trasforma il persico in filetti per il mercato europeo.

    Ogni giorni partono aerei (compagnia russa) verso Europa con la prelibatezza. ..E ogni giorno arrivano in cambi aerei pieni d’armi per tutte le guerre d’Africa.

    La popolazione locale, non ha più da mangiare e consuma gli scarti dalla fabbrica. Gran parte delle persone sono a malati per causa di infezioni, varie malattia alimentari e dell’HIV. Tante donne sono costrette a prostituirsi..e i bambini vivono come cani per strada. Tutto questo grazie agli aiuti della banca mondiale e delle comunità EU ( che nel documentario erano molto felici per la pulizia nell’interno della fabbrica). Con loro finanziamento e nato la fabbrica ..e mentre la gente muore di fame per le strade , la fabbrica (finanziato da noi) produce cibo per Europa.

    Scusa il mio italiano

    fenice

  13. utente anonimo says:

    scusa fenice,

    vorrei capire.

    i pescatori tradizionali del villaggio non possono pescare il persico?

    e nella fabbrica di filetti di pesce chi ci lavora?

    roberto

  14. ulivegreche says:

    fenice questa storia già la sapevo. Ti potrei parlare anche di certi allevamenti ittici nel Burkina Faso, in una zona dove tra l’altro manco mangiano il pesce. Per farli hanno deviato un corso d’acqua, causato erosione e impoverimento del suolo ed in più il progetto è stato abbandonato dopo circa un anno. E ne ho sentite dire ancora di peggio.

  15. utente anonimo says:

    Roberto, sicuramente qualche pescatore cercherà di “rubare” un pesce un pesce che pesa fino a 230 kg

    Penso pero, che possiamo esseri sicuri, che l’azienda sa difendere la loro proprietà.

    Con i soldi spesi per “garantire” lavoro per alcune persone , possiamo mandare tutto il villaggio in vacanza nelle Maledive per le prossime 200 anni . Secondo te hanno aperto quella fabrica per portare lavoro alla popolazione?. ..

    Per farti una idea , consiglio di vedere prima il film. Anche io ho visto e sentito una marea di cose incredibilmente assurde e ingiuste. Pero questo documentario fa vedere una tristezza di rara autenticità.

    fenice

  16. utente anonimo says:

    In ognuna di queste cazzo di metropoli latinoamericane ci sono sempre un 3, 4, 500 kmq. assolutamente simili ai quartieri residenziali di ogni città europea, dove vivono asserragliati e nelle mani di vigilantes privati gli unici abitanti del paese che non abbiano problemi economici_ Ora, in Cile la situazione non è proprio così estremizzata perché al momento è un paese abbastanza ricco e ben sviluppato, in proporzione agli altri paesi della regione, ma fate conto comunque che Napoli, al confronto, è un paesino danese_

    In questi 500 kmq, chiamati “quartieri alti” – vedi “Las casitas del barrio alto” di Victor Jara – la gente, in rapporto al costo della vita medio del paese, sta così bene che non ha nessun problema a regalarsi lussi di qualsiasi tipo – lussi che la nostra classe media a volte se li sogna_ Né ha problemi a farsi spennare come polli da qualche vispo commerciante_ È così quindi che si incontrano librerie come la “Ulises”, libreria molto fifí chicchettona nel quartiere, o comune, di Providencia, zona altamente commerciale di medio-alto livello_

    Di norma sono pelato, quindi mi raso, con 2 basette molto curate e raffinate, e assomiglio a un contractor australiano – ma da febbraio ho smesso di radermi del tutto e assomiglio a un lemure con la barba da velista solitario – quindi vi potete immaginare la faccia del padrone e del commesso quando mi hanno visto entrare_

    Piena di edizioni che non si vedono da altre parti, pregiate, ottima rilegatura – non come i tascabili economici a volte usati che sono abituato a frequentare io – ma a prezzi improponibili_ Per la prima volta nella mia vita capisco cosa provano certe signorine quando trovano in un negozio un paio di stivali o una giacchetta alla moda di cui si innamorano, ma al di fuori da ogni loro possibilità finanziaria_

    In particolare, fra scritti minori di Orwell, poesie di Carver e altre primizie, mi innamoro di questo testo:

    “Tigre la sed, antología de poesia mexicana contemporánea 1950-2005″ Ed. Hiperión, Madrid, credo 2006_

    Dato che Miguel è l’unico messicano che conosco ad oggi, anche se virtualmente, penso subito a lui_

    Il libro costa 29’000 pesos cileni (41-43 €) – so’ pazzi, normalmente un libro caro qua costa 15’000 pesos, a esagerare_ Ma tornato a casa scopro subito che il libro si trova anche in rete, a questo link

    http://www.libreria-al-andalus.net/modules.php?name=News&file=article&sid=4501

    della libreria Al-Andalus

    http://www.libreria-al-andalus.net/index.php

    a 22 € – lo dico per chiunque fosse interessato_

    Per questo continuo a pensare che i riccaccioni di qua sono mezzi pazzi_

    + + + + + + + + + + + + + + + + + + + + + + + + + + + + + + +

    sempre per chi fosse interessato, il film “L’incubo di Darwin” io l’ho incontrato in spagnolo “La pesadilla de Darwin” – in questo momento non ho installato ‘o ciuccio ma un programma P2P che usano molti qua in America Latina dove non l’ho trovato né in italiano né in inglese_

    + + + + + + + + + + + + + + + + + + + + + + + + + + + + + + +

    caro Miguel, non ti immagineresti mai qual è il messcano più adorato e famoso in Cile oggi – dopo Don Ramón, Cantinflas, el Chavo del Ocho, el Quico y la Chilindrina – che però sono classici di vai anni fa_

    Leonardo Migliarini

    E visto che ormai parlavamo di Messico, vi voglio salutare con uno dei padri fondanti della letteratura Latinoamericana, ma in terzine dantesche_

    MEDIODÍA

    Un quieto resplandor me inunda y ciega,

    un deslumbrado círculo vacío,

    porque a la misma luz su luz la niega.

    Cierro los ojos y a mi sombra fío

    esta inasible gloria, este minuto,

    y a su voraz eternidad me alío.

    Dentro de mí palpita, flor y fruto,

    la aprisionada luz, ruina quemante,

    vivo carbón, pues lo encendido enluto.

    Ya entraña temblorosa su diamante,

    en mí se funde el día calcinado,

    braza interior, coral agonizante.

    En mi párpado late, traspasado,

    el resplandor del mundo y sus espinas

    me ciegan, paraíso clausurado.

    Sombras del mundo, cálidas ruinas,

    sueñan bajo mi piel, y su latido

    anega, sordo, mis desiertas minas.

    Lento y tenaz, el día sumergido

    es una sombra trémula y caliente,

    un negro mar que avanza sin sonido,

    ojo que gira ciego y que presiente

    formas que ya no ve y a las que llega

    por mi tacto, disuelto en mi corriente.

    Cuerpo adentro la sangre nos anega

    y ya no hay cuerpo más, sino un deshielo,

    una onda, vibración que se disgrega.

    Medianoche del cuerpo, toda cielo,

    bosque de pulsaciones y espesura,

    nocturno mediodía del subsuelo,

    ¿este caer en una entraña oscura

    es de la misma luz del mediodía

    que erige lo que toca en escultura?

    - El cuerpo es infinito y melodía.

    Octavio Paz

  17. utente anonimo says:

    scusa fenice,

    non avevo capito che parlavi del film.

    comunque, no, sicuramente la fabbrica non è stata fatta lì *per* portare lavoro, ma la conseguenza è che porta lavoro alla popolazione (almeno come regola generale, poi quella sarà una fabbrica speciale che non porta niente…)

    roberto

    ps da dove vieni, se non sono indiscreto?

  18. utente anonimo says:

    vengo dalle cenere della città eterna del oriente…!? Hai indovinato?

  19. utente anonimo says:

    >Pensiamo alla fao per esempio, quali sono i suoi risultati? Credo nessuno, se non per chi vi lavora che certamente prende lauti stipendi. maria< Ecco, in questo caso il nostro amico Reza potrebbe darti senza esitazione della “qualunquista”:-). Ciao
    Ritvan

    P.S. Mi avevi invitato tu a segnalarti i tuoi accessi di qualunquismo, eh!:-)

  20. Pensiamo alla fao per esempio, quali sono i suoi risultati? Credo nessuno, se non per chi vi lavora che certamente prende lauti stipendi. maria

    __________________________

    pienamente d’accordo con te Maria…guadagnano un sacco di soldi, hanno uno spaccio interno dove comprano ogni ben di Dio a quattro soldi…della fame nel mondo se ne fregano, ci lavora gente che conosco benissimo.

  21. utente anonimo says:

    Reza, le nazifasciocomunistosionistoqualunquiste:-) ti stanno diffamando. Non è che devo sempre io prendere le tue difese, eh!:-)

    Ciao

    Ritvan

  22. utente anonimo says:

    —–scusa fenice, vorrei capire.

    i pescatori tradizionali del villaggio non possono pescare il persico? roberto—–

    >Roberto, sicuramente qualche pescatore cercherà di “rubare” un pesce un pesce che pesa fino a 230 kg Penso pero, che possiamo esseri sicuri, che l’azienda sa difendere la loro proprietà. fenice< Abbi pazienza, fenice mia, ma io, diversamente da roberto, sono un po’ tardo di comprendonio. Vuoi forse dire che il lago Victoria è stato privatizzato e nessun altro, tranne gli scagnozzi della fabbrica vi può pescare? E, nel caso fosse così, il governo del paese africano che dice, che dice?
    Ciao

    Ritvan il Malinformato

  23. utente anonimo says:

    sì ritvan,

    ma ti avevo anche detto che rischiavi di fare un buco nell’acqua:-), o credi che le istituzioni internazionali di questo tipo incidano REALMENTE sul problema fame?

    maria

  24. utente anonimo says:

    Non credo sia possibile impedire a chichessia di pescare nel lago Vittoria,anche perchè è diviso fra 3 nazioni,Tanzania,Kenia e Uganda.

    Sull’argomento ebbe grande successo,qualche anno fa,anche per lo stile ironico e mai pedante dell’autore, il libro del biologo evoluzionista olandese Tijs Goldschmidt “LO STRANO CASO DEL LAGO VITTORIA”

    in cui è narrata la vicenda dell’introduzione del persico del Nilo che causò la quasi totale estinzione dei ciclidi,”furu” in lingua locale,piccoli pesci differenziatisi in poche migliaia di anni in centinaia di specie ultraspecializzate.

    In particolare,la scomparsa delle specie che si nutrivano di larve d’insetti,zanzare comprese,causò un enorme aumento dei casi di malaria.

    L’autore comunque sottolineava che, dal punto di vista economico,la popolazione,o perlomeno parte di essa, guadadagnò parecchio con l’introduzione del persico.

    Ma il libro è del ’93.

    Franz

  25. utente anonimo says:

    >sì ritvan, ma ti avevo anche detto che rischiavi di fare un buco nell’acqua:-), o credi che le istituzioni internazionali di questo tipo incidano REALMENTE sul problema fame? maria<
    Aspettiamo la risposta del fratel Reza, sorella:-), prima di fare dei buchi nel lago Vittoria, senno le bieke multinazionali s’inkazzano:-)

    Ciao

    Ritvan

  26. utente anonimo says:

    bene – ho appena finito di vedere il documentario – una versione di 51′, mentre sto scaricando una versione di 1h45’_

    dopo, apri il sito Ansa, e leggi che il solito pseudoesperto amatoriale ha scoperto la casa dov’è nata Monna Lisa a Firenze, e pensi:

    “che meraviglia essere nato in cima alla piramide cannibale umana, puoi sivetirti con un sacco di piacevoli giocattolini”

    se fosse un film sarebbe bellissimo: reale, suggestivo, nudo_

    Degno di Rossellini o del mai realizzato documentario di Pasolini sull’India_

    per essere un documentario, specialmente in funzione di grande divulgazione, gli mancano un po’ di commento e di spiegazioni – ma se uno ha un’infarinatura di cos’è l’Africa oggi lo capisce già benissimo_

    la cosa più chiara è chi ci guadagna, e quanto_

    noi che siamo in cima alla piramide cannibale ci guadagnamo varie volte_

    ci guadagna l’industria che sfrutta le risorse africane, come il Lago Vittoria_

    ci guadagnano quelli che trasportano le merci in Europa_

    ci guadagna l’industria degli armamenti che vende agli Africani_

    ci guadagna il consumatore appollaiato in cima alla sua piramide perché i prodotti gli costano poco_

    ci guadagnano le ONG e gli organi della collaborazione mondiale perché hanno un sacco di lavoro pagato dalle proprie istituzioni_

    così di getto non me ne vengono in mente altri, ma mi sa che ce ne sono_

    forse ci guadagnano anche alcuni cittadini locali_

    Ma non vorrei che qui l’analisi scadesse nel pecoreccio semplificato_

    Com’erano le società in Africa prima del 1800?

    Si può dire che ora ci guadagnano rispetto ad allora?

    Se la situazione in Italia fosse di miseria, corruzione e assenza istituzionale come in Georgia o Kazakhstan, e per vivere le vostre bambine dovessero fare filmini porno e i vostri bambini entrare in miniera o arruolarsi per essere mandati al macello in una guerra contro i Tagiki, potreste dire che almeno state guadagnando qualcosa?

    Non lo so – ma a me continuano a non tornare i conti_

    Leonardo Migliarini

  27. utente anonimo says:

    nel mio commento #26

    ho completamente smarronato una parola:

    (…), e pensi:

    “che meraviglia essere nato in cima alla piramide cannibale umana, puoi DIVERTIRTI con un sacco di piacevoli giocattolini”

    + + + + + +

    poi volevo aggiungere

    - ci guadagnano anche i governi ultracorrotti dei paesi locali e i loro stretti cortigiani_

  28. utente anonimo says:

    un’ultima cosa, poi me ne vado, giuro_

    il documentario si apre con un’ossevazione di un ex professore di un villaggio locale, che dice:

    “il buon Dio ha fatto un mondo con una quantità di risorse limitate, quindi la gente combatte per accedere a queste risorse, e come nella Legge della Giungla vince sempre e solo il più forte”

    da qui, credo, il titolo dell’intero documentario_

    ma secondo me l’affermazione che il mondo abbia risorse limitate rispetto ai suoi abitanti attuali è molto relativa e tutta da dimostrare – anzi in molti, inclusi alcuni economisti, dicono esattamente il contrario_

    E comunque dipende da cosa uno intende per risorse – se tutti volessero un elicottero privato e mangiare filetti di vitella coi porcini o salmone a pranzo e cena ogni giorno, allora sì, sono moooolto limitate_

    Ma per vivere degnamente non ne sarei affatto sicuro_

    leonardo Migliarini

  29. utente anonimo says:

    >ma secondo me l’affermazione che il mondo abbia risorse limitate rispetto ai suoi abitanti attuali è molto relativa e tutta da dimostrare – anzi in molti, inclusi alcuni economisti, dicono esattamente il contrario.Leonardo Migliarini<
    Come disse qualcuno,chi predica lo sviluppo illimitato in un mondo fatto di risorse limitate,o è un pazzo,o è un economista.

    Franz

  30. utente anonimo says:

    Mio caro Franz, esperti dell’ONU dicono – da qualche parte nella Sacra Wikipedia – che, nelle condizioni attuali, il pianeta ha risorse alimentari per mantenere in condizioni di buona salute fino a 20 miliardi di persone. Cifra che ben difficilmente si potrà raggiungere nel prossimo futuro (diciamo in questo secolo).

    Poi, come dice argutamente Migliarini, se uno volesse che tutti gli abitanti della Terra avessero la villa di Arcore, l’elicottero privato e pasteggiare a caviale e champaigne (nonché 5 graziose fanciulle da tenere per mano nel megagiardino della villa:-) ) allora sì che sarebbe un’utopia perfino peggiore di quella marxista:-)

    Ciao

    Ritvan

  31. utente anonimo says:

    Guarda Franz, vorrei chiarirti bene bene la mia posizione_

    Io sono uno di quelli d’accordo con Massimo Fini che non esista “sviluppo sostenibile” al ritmo occidentale_

    Per esempio, ai consumi occidentali di acqua potabile dalle falde finiremmo presto anche quella_

    Così come i combustibili fossili, la carta e forse anche l’uranio_

    Ma credo che per assicurare un livello medio garantito di sopravvivenza e addirittura dignità all’umanità oggi esistente, più qualche virgola, le risorse ci siano – distribuendole meglio e incentivando o pubblicizzando un cambio drastico di cultura_

    Per il resto, per i settori in cui le risorse già hanno superato il peak o cominciano proprio a scarseggiare, credo anche che uno sforzo enorme, volontario, mirato, verso nuove tecnologie possa trovare alcune importanti soluzioni – però abbandonando per un bel pezzo, come in un’emergenza, i dettami delle leggi di mercato – proprio come le società umane hanno sempre fatto quando il Buon Senso aveva ancora un valore nelle comunità e l’Ideologia odierna non l’aveva soffocato, Ideologia alla quale potresti dare una serie di nomi, a tua scelta_

    La certezza ovviamente non la posso avere – come non la può avere nemmeno chi dice che il mondo finirà domattina_ Anzi, ti dirò di più, se dovessi scommettere dei soldi direi che l’umanità si estinguerà entro 300 anni, ma non per mancanza di risorse, piuttosto per cecità ideologica, incapacità e disorganizzazione_

    Però sono convinto si debba provare lo stesso a fare qualcosa_

    Ora, c’è un altro problema da tenere presente_

    Secondo me molti, in particolare nelle società ricche e nei posti di comando, sono convinti che da un collasso climatico o da una crisi economica sistemica verrebbe sterminato soprattutto qualche miliardo di “emarginati”, “inutili”, e che dopo resterebbero più risorse e possibilità per chi sopravviverà, in particolare noi e loro che stiamo ai posti più alti_ In fin dei conti per il sistema attuale milioni di emarginati non servono a niente: non servono per produrre perché creare lavoro per loro costa troppo, non apportano nessun contributo come consumatori, sono solo a carico della società globale e consumano risorse – al limite una parte, si calcola da un 6 a un 15/20% di disoccupati marginali, serve come pressione sulla popolazione occupata, intesa come facile e rapida intercambiabilità a basso costo della forza lavoro mantenendo così il valore del lavoro costantemente basso_ Ma gli altri vengono considerati più un peso e un costo che un “bene” – e sono tantini_

    Ora, io personalmente a questo modo di pensare ho varie obiezioni: 1. credo che una società squilibrata sia improduttiva e pericolosa, e questo anche a livello globale – 2. non credo nel Darwinismo Sociale né credo che l’Uomo sia un animale, ma credo che come vari esempi nella Storia dimostrano, l’Uomo abbia una forte spinta interiore verso le proprie qualità e aspirazioni “umane” – 3. o se vogliamo, purtroppo sono tuttora anche un po’ razionalista e credo in una possibile miglior strategia “razionale” di azione – 4. inoltre, capisco che in un mondo in parte nietzschiano e ormai completamente utilitarista sia una bestemmia, ma ho anche degli enormi vincoli morali contro questo modo di pensare_

    Forse potrei continuare con altre decine di punti, ma per ora mi fermo qui_

    Quindi, dato che mi sembra evidente che in certi ambienti di élite esista anche quest’ottica, mi piacerebbe che chi la adotta smettesse di propinare al pubblico la solita pappina ipocrita sentimentale e la dichiarasse apertamente_ Visto tra l’altro che questi ci credono sul serio e la considerano una strategia “vincente” – almeno potrebbero verificare quanto sia davvero “vincente”, in senso politico, proponendola al proprio pubblico per farsi appoggiare in modo più attivo_ Per esempio potrebbero dire: “visto che noi uomini siamo per natura tutti animali, egoisti e individualisti, sappiate che noi Occidentali uccidiamo gli abitanti dei paesi inferiori per mantenere i nostri standard di vita e privilegi, quindi, cari concittadini, siete pregati vivamente di non scassare, approvare e collaborare”_ Se i loro calcoli sono esatti, avrebbero tutto il fronte delle popolazioni occidentali compatto con loro_

    Ma, per finire, torno a 3 o 4 capoversi più su_ Io la certezza che le risorse siano davvero sufficienti, diciamo per 10 miliardi di abitanti, non ce l’ho_ Riconosco che questo campo è ancora molto ma molto confuso e dibattuto, e anche oggetto di battaglia sempre ideologica disinformativa dai due estremi_

    Ti dirò che io non mi sono mai iscritto all’università, per vari motivi – ma ho sempre cercato di mantenermi un po’ di spazio per frequentare vari corsi su materie che mi appassionavano_ In alcuni di questi mi sono incontrato con studi e articoli di demografi, economisti, sociologi, che calcolavano l’esistenza sulla Terra di sufficienti risorse per più di 10 miliardi di abitanti_ Allora non avevo quasi accesso al web – il materiale che ho consultato sono riviste scientifiche, pubblicazioni accademiche, dispense – ma ora vivo in Cile e quel materiale, se l’ho ancora, sarà in Italia da qualche parte_

    Mi piacerebbe però mantenere la discussione aperta sul tema, che ritengo centrale, e forse un giorno potrei ritrovare qualcosa per basarci su dati più specifici e concreti_

    Spero comunque di essermi spiegato abbastanza compiutamente_

    Leonardo Migliarini

  32. utente anonimo says:

    ERRATA CORRIGE

    Beh, purtroppo non erano 20 i miliardi di umani a cui le risorse alimentari terracque possono assicurare sostentamento, bensì solo 12: mi cospargo il capo di cenere e mi prostro ai piedi della Sacra Wikipedia, chiedendole umilmente perdono per averla citata ad memoriam ed ad minchiam:-).

    Scrive infatti il Sacro Testo Telematico (http://it.wikipedia.org/wiki/Fame):

    “Il problema della fame del mondo non é dovuto, come si pensa normalemente, alla carenza della produzione alimentare mondiale. In effetti, secondo la FAO, questa potrebbe permettere di nutrire più di 12 miliardi di persone. Il problema fondamentale resta la ripartizione del potere di acquisto a livello mondiale che resta fortemente asimmetrica.”

    Ciao

    Ritvan

  33. utente anonimo says:

    x chiunque fosse interessato all’acquisto, io l’ho preso oggi, edizione Feltrinelli Real Cinema, con in allegato un libretto di una cinquantina di pagine, costo 17 euro (pagato 12 euro perchè alla Fnac c’è lo sconto del 30% su tutta la collana).

    Non l’ho ancora visto nè ho letto il libercolo, per cui non vi so dire altro.



    Mercks

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