Dâr Fûr (IV)

La Repubblica Centrafricana è il Sudan del Sudan: si trova, infatti, al 172esimo posto su 177 nell’indice del Human Development Report.

Nella guerra civile in corso lì – ma non sui vostri schermi – veniamo a sapere che nel nord del paese, 450 bambini muoiono al giorno per denutrizione, il 15% delle donne sono state stuprate,  centinaia di villaggi sono stati rasi al suolo, 300.000 profughi sono in fuga davanti ai “ribelli” e ai “governativi”.

Oppure, i profughi sono 150.000cioè la metà.

Questo ci porta alla natura assolutamente aleatoria di tutte le statistiche riguardanti i conflitti dell’area.

Difficile immaginarsi dei giovani in giacca e cravatta che vanno in giro per la savana, schivando i proiettili, a chiedere, “scusi signora, lei è stata stuprata durante i recenti combattenti?”

E’ un po’ come la storia della mutilazione genitale femminile o infibulazione. Come è noto, si tratta di un’orrenda e arcaica pratica: gli archeologi hanno scoperto mummie egizie mutilate, ne parla anche Erodoto e pare che venisse praticato anche dai romani con le proprie schiave, nonché in tempi più recenti da medici statunitensi.

Comunque, essa unisce ecumenicamente musulmani, cristiani, ebrei e “animisti” e viene applicata, ci dicono tutte le fonti, sul 90% delle donne sudanesi.

Ora, la mutilazione genitale femminile è fuorilegge in Sudan dal 1946, una legge ribadita e inasprita nel 1974; e il Sudan, poi, non ha certamente la cultura del Grande Fratello in materia di fatti privati: un’eccellente ricerca  ci ricorda che non è possibile sapere quante ragazze muoiono durante la procedura (una su dieci? una su tre?), perché la tradizione vieta di parlare dei bambini morti.

Se pensiamo che nel Sudan operano contemporaneamente ben trenta diversi eserciti antigovernativi, che non esiste un sistema credibile di trasporti nel paese, che la situazione sanitaria è tragica, viene da chiedersi, ma c’è veramente qualche call center che chiama, “buongiorno, parlo con la signora Amina? Volevamo sapere se lei ha fatto circoncidere le sue figlie violando la legge? Sì? Complimenti, lei fa parte della maggioranza”.

Sento il lettore che freme: “ma vuoi forse negare che esista l’infibulazione? Sei pagato dalla lobby degli infibulatori?”

No. Dire che questa statistica sia di pura fantasia, non vuol dire che la percentuale di donne infibulate sia in realtà inferiore. Potrebbe anche essere più del 90%; sicuramente è altissima; voglio solo ricordare che è incalcolabile.

E poi, 90% di cosa? L’ultimo censimento – quella pratica inventata dai romani per scovare i renitenti alle armi – nel Sudan risale al 1993, quindi in piena guerra civile.

Nel 1982, io sono stato censito nel comune di Siracusa.

Non ho conservato gli articoli di giornale che ne parlavano, ma mi ricordo benissimo come, alcuni mesi dopo, si sia scoperto che i censiti nel comune erano circa 60.000, mentre all’anagrafe risultava una popolazione attorno ai 120.000, cioè il doppio.

Il censimento italiano era stato fatto in modo eccellente, in condizioni di pace (anche se ho conosciuto qualche giovane censore che non ha osato mettere piede nel quartiere di San Cristoforo a Catania) e non implicava particolari interessi di parte; infine, è stato possibile correggere l’errore con l’aiuto delle risultanze anagrafiche.

In altre circostanze, può succedere di tutto.

Prima o poi, in seguito agli accordi di pacificazione riguardanti il Sudan meridionale, ci sarà un censimento nazionale per decidere l’allocazione delle risorse.

Non saremmo sorpresi se dovesse succedere ciò che è avvenuto in Nigeria, un paese abitato da qualcosa tra i 120 e 150 milioni di persone.

I nigeriani della relativamente ricca zona costiera denunciano  come il desertico nord, incalzato dalla miseria e dall’emigrazione, registri, nelle statistiche, un’incredibile densità di popolazione: si stima (non si sa bene in base a cosa) che nell’ultimo censimento, i fantasiosi censiti abbiano inventato di sana pianta circa 20 milioni di nigeriani in più, in una gara ad aumentare l’assegnazione di risorse e di seggi ai propri distretti.

Lo stesso è successo in Cecenia. Facciamo, infatti, un po’ di matematica:

popolazione della Cecenia, censimento del 1989: 1.100.000 abitanti

sottraiamo qualcosa come 750.000 profughi durante i recenti conflitti

sottraiamo ancora 100.000 morti negli stessi conflitti…

e guardiamo cosa ci dice il censimento del 2002: la Cecenia ha 1.088.000 abitanti. E infatti, dal censimento dipendeva l’assegnazione di aiuti, alimentari e non, a ciascun distretto.

E nel Darfur? Con apodittica certezza, “Savedarfur” ci parla di 2,5 milioni di sfollati; Italian blogs for Darfur parla di 2 milioni di sfollati, 200 mila rifugiati e 300.000 morti.

Eric Reeves, un docente statunitense che si è messo alla testa della campagna mondiale per chiedere un’invasione “umanitaria” del Sudan, forte della sua esperienza di ben due settimane nel paese (pur non conoscendo alcuna lingua locale), parla invece di “oltre 450.000 morti“.

Morti e sfollati vanno sottratti a qualcosa, ma a che cosa precisamente? Una vaga stima della popolazione di tutto il Darfur darebbe  7,4 milioni di abitanti secondo alcuni, appena 4 milioni secondo altri.

Ma abbiamo anche una stima del Ministero della Salute del 1999 per il solo Darfur Occidentale, cioè la parte del Darfur coinvolta negli attuali scontri, di appena 1.697.276 abitanti: un po’ dificile sottrarne 2,5 milioni.

Non dubito che l’ONU abbia statistiche precise sul numero di profughi che ospita e nutre nei campi che organizza. Ma questi sono una minima parte del numero complessivo di vittime del conflitto.

E gli stessi siti che ci raccontano il numero di profughi, di morti e di sfollati (ricordiamo che questi ultimi in genere restano all’interno del Darfur) si lamentano degli ostacoli che il governo sudanese pone a ogni tentativo di sapere cosa succede dentro il Darfur e della violenza che impedisce ogni ricerca indipendente.

Ecco che le voci possono facilmente sostituire i fatti.

Freedom House è un think tank statunitense, attivo da decenni nella diffusione di informazioni su, o meglio contro, il Sudan, finanziato dal governo statunitense.

Ai tempi della guerra civile nel Sudan meridionale, Freedom House accusò l’esercito sudanese di aver ucciso “da due a tre mila civili sudanesi” nei villaggi di Liang, Dengaji, Kawaji e Yawaji nel mese di aprile 2002.

In quel caso, fu inivato sul posto il Civilian Protection Monitoring Team (CPMT), un organismo composto quasi interamente da ex-militari statunitensi, finanziato sempre dal governo statunitense e difficilmente accusabile quindi di essere costituito da apologeti dell’islam radicale.

Fecero le loro indagini, trovarono una decina di cadaveri e stimarono che i morti avrebbero potuto essere una ventina in tutto.

Scoprirono anche la causa della strage: una faccenda di razzie di bestiame.

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17 Responses to Dâr Fûr (IV)

  1. utente anonimo says:

    La solita difficoltà a reperire e manipolazione da ciò permessa di cui la propaganda si avvale riguardo le cifre, i dati. Sarebbe sempre da tener conto di questo aspetto dei conti. Sul censimento, a roma stabiliva anche, aspetto importantissimo, i tributi fiscali da pagare allo stato.

    C’è un passo di lattanzio sul censimento tenuto da galerio che è interessantissimo. Bisogna però tener conto che lattanzio era cristiano e ce l’aveva a morte con galerio che li aveva perseguitati, e che galerio era pure d’origine barbara: trace di madre della dacia. Sicché arriva a dire che la maniera brutale di censire la province e le città dell’impero era la rivincita che un oriundo dace faceva sul censimento tenuto da traiano contro costoro! Ciò detto, e preso tutto con beneficio d’inventario, la cosa è a dir poco impressionante.

    Ma ecco una pubblica calamità, un lutto comune a tutti: il censimento che si decise di fare una volta nelle province e nelle città. I censitori, mandati dappertutto e che tutto sottoponevano a rigida inchiesta, davano l’impressione che incombesse il tumulto della guerra e un’intollerabile prigionia. I campi venivano misurati zolla per zolla, si contavano le viti e le piante, si prendeva nota degli animali di ogni specie, si segnavano i nomi delle persone, nelle città si radunava la popolazione urbana e quella contadina, tutte le piazze erano piene di famiglie attruppate come greggi; ciascuno era presente con i figli e con gli schiavi; strumenti di tortura e bastoni erano continuamente in azione, i figli venivano appesi per le braccia perché testimoniassero contro i padri; i servi più fedeli venivano torturati perché deponessero contro i padroni, le mogli contro i mariti. Se per questa via non si riusciva a nulla, i proprietari venivano torturati perché deponessero contro se stessi e quando il dolore fisico li sopraffaceva venivano iscritti a loro carico beni che non possedevano. L’età, lo stato di salute, non valevano come scuse. Erano obbligati a presentarsi i malati e i deboli, si valutava l’età di ciascuno, aggiungendo anni ai piccoli e togliendone ai vecchi. Tutto era pieno di dolore e di afflizione profonda. Quello che gli antichi avevano fatto ai vinti in virtù del diritto di guerra, anch’egli [galerio] osò fare contro i Romani e i sudditi dei Romani, perché i maggiori suoi erano stati costretti al censimento che Traiano vincitore aveva imposto come punizione ai Daci che continuamente rinnovavano la guerra. Fatto il censimento, si pagava per le teste: si versava una somma per aver salva la vita. Tuttavia non ci si fidava dei medesimi censitori, ma se ne mandavano incessantemente altri dopo altri, come se potessero trovare di più, e anche se non trovavano niente le tasse venivano sempre raddoppiate, così come piaceva ai funzionari che rincaravano la dose perché non sembrasse che fossero stati mandati invano. Intanto gli animali diminuivano di numero e gli uomini morivano e ciononostante si pagavano i tributi per i morti così che non era più lecito né vivere né morire gratis. Restavano soltanto i mendicanti, da cui non si poteva cavare niente: la miseria e l’infelicità li avevano messi al sicuro da ogni genere di sopruso. Eppure quell’uomo pio [galerio] ebbe pietà di loro, che non dovesse loro mancare niente. Li fece radunare tutti e, caricatili su navi, li affogò in mare. A tal punto misericordioso da provvedere affinché non ci fosse sotto il suo impero nessun povero! Volendo dunque evitare che qualcuno si sottraesse al censimento fingendosi mendicante, uccise una moltitudine di veri poveri e ciò fece contro ogni legge di umanità. (De mortibus persecutorum, 23)

    p

  2. Ciao Miguel ti leggo sempre con molta attenzione, ho postato sul mio blog qualcosa che ti puo’ interessare…io comincio una settimana di lutto e silenzio contro la vergogna delle “MORTI BIANCHE”… la mia sinistra al governo è la piu’ grossa delusione degli ultimi tempi…francia e spagna purche’ se magna…la situazione non cambia…un saluto, linda!

  3. Miguel, volevo aggiungere che io sono una pacifista convinta…le parole al posto delle armi, tante parole, tante voci, tanti silenzi.

  4. utente anonimo says:

    Le morti bianche, un vero scandalo che viene da lontano e andrà molto lontano, destra e sinistra sulle questioni ESSENZIALI si differenziano poco, per non dire punto!

    Si discute di cose marginali, ici, tre o quattro euro al mese di aumento per i cosiddeti sgravi fiscali, se fare o non fare i reality, come è stato cattivo berlusconi che ha cacciato la sacra triade dalla tv, che palle!, ma i veri sfruttati restano tali, tra questi gli operai, muoiono ogni giorno, qualche lacrimuccia di coccodrillo eppoi tutto come prima, è la prima volta che si fa uno sciopero di 24 ore, e non a caso sono i portuali di genova, normalmente ci si ferma per un solo quarto d’ora, tanto chi se ne frega, del resto la sinistra ha tra i suoi elettori tutti meno quelli che dovrebbe avere, basti guardare la tipologia di chi la vota.

    Sono troppo impegnati a scrivere i loro libriccini , e a scimmiottare i grandi gesti, che ripetuti sono grotteschi, si guardi fassino che andrà a inginocchiarsi sui gulag, recidendo ogni legame anche tragico con certi avvenimenti del Novecento che hanno avuto una loro grandezza, seppur terribile, appunto.

    Sono disgustata!

    maria

  5. D’accordo con te Maria, disgustati è dire poco…sono tragedie di cui non frega niente a nessuno.

  6. utente anonimo says:

    Scusate ragazze se interrompo il vostro dolce idillio lacrimevole di stretta osservanza marxista, ma cosa dovrebbe fare il bieko governo di centrosinistra per debellare la piaga delle “morti bianche”? Assegnare un ispettore del lavoro ad ogni operaio edile, che si accerti che l’operaio c’ha il casco, che le scale non siano sdrucciolevoli, che le assi dei ponteggi non siano marce, ecc., ecc.? Va bene, ci saranno migliaia e migliaia di nuovi posti di lavoro da ispettore del lavoro, ovviamente pagati coi soldi di chi lavora veramente. Un’altra stangata fiscale vi farebbe comodo? Si vede che guadagnate troppo:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Fassino fa benissimo ad andare a inginocchiarsi nei gulag staliniani, nei quali non mi risulta ci fossero efficaci misure di protezione della vita dei “lavoratori”. Solo che è in ritardo di almeno 17 anni.

  7. Ritvan…la Russia è stata ed è una grande potenza…studiavamo nel secolo scorso nei libri scolastici di storia che questo costo’ molto sangue…certo che la delusione di una sconfitta del comunismo per chi ci ha creduto è una brutta cosa…ma non mi sembra che il capitalismo trionfi in pace e prosperita’ per tutti…e allora mi chiedo che senso a parlare al passato, visto che i morti non ritornano, mi chiedo perche’ i Fassino e compagnia non si danno da fare per togliere ai privilegiati ( tre milioni e mezzo di impiegati pubblici…un milione di esuberi tra di loro? io penso di si) e dare finalmente un po’ di tranquillita’ sotto forma di ammortizzatori sociali a sostegno della flessibilita’ che oramai è diventata una piaga sociale, che fa rimanere una intera generazione nel precariato e nella incertezza continua e perenne? non so se hai sentito Bombassei ( vicepresidente confindustria) che ha lanciato l’idea al Ministro del lavoro Cesare Damiano …a usare gli esuberi del pubblico impiego, prepararli con corso di sei mesi un anno, e si manda poi a fare ispezioni fatte veramente bene?

    ma io mi chiedo se Bombassei sa che i sindacati non permettono di spostare uno del pubblico impiego manco da un piano all’altro di un ufficio? la verita’ che questo dramma si perpetra da anni e anni, e non solo da noi, ma in tutta Europa…pero’ qualcosa si puo’ fare perlomeno in quelle aziende a cui per esempio i comuni e la regione appaltano i lavori…che a loro volta subappaltano…dovrebbero avere severi controlli e farle chiudere se non in regola…invece non accade mai…girnano mazzette per far chiudere occhi bocche e penne.

    Poi certamente accade tutti i giorni che gente senza scrupoli, piccoli imprenditori delinquenti, tipo quello che diede fuoco all’operaio rumeno che voleva essere messo in regola, e per sfregio alla protesta gli diede fuoco, uccidendolo…e finalmente qualcuno fini in galera, pero’ il rumeno al camposanto.

  8. utente anonimo says:

    Assegnare un ispettore del lavoro ad ogni operaio edile, che si accerti che l’operaio c’ha il casco, che le scale non siano sdrucciolevoli, che le assi dei ponteggi non siano marce, ecc., ecc.?

    maria

    scusa caro ritvan tu cosa proponi?

    perchè ironizzi su ponteggi insicuri, assenza di caschi e di altre misure protettive, sapendo che si tratta anche di questo?

    Tre morti al giorno non credo siano inevitabili, per non parlare di quelli che si ammalano per le condizioni poco igieniche, a dir poco, in cui sono costretti a lavorare, certo curare un cane o espletare una pratica in comune o in regione non comporta alcun rischio, certo non pretendo che le vedove vengano elette in parlamento , o che ci siano i funerali di stato , ma cambiare musica sì, anche con gli ispettori, magari spostando persone in esubero nella PA, riqualificarle per nuove mansioni , e ESIGERE la sicurezza nei cantieri, e sorvegliare e e punire chi non lo fa, a suon di m ilioni,, questo si può fare non ti pare? O tutto deve rimanere così perchè cercare di cambiare costa troppo?

    Quoto poi la risposta di linda soprattutto a riguardo della pubblica amministrazione, che a volte si configura come una vera e propria casta, intoccabile!

    Riguardo a Fassino che fa il verso a Willy Brandt mi sono già pronunciata, e non ho voglia di banalizzare un’altra volta, l’ennesima, le grandi vicende del Novecento.

  9. parlare del passato per non affrontare il presente? io credo che studiare serva a conoscere la storia del passato, ma ognuno potrebbe fare di meglio proprio in base alle esperienze passate, invece si ripetono gli stessi errori, da ben duemila anni…sono sempre gli stessi a comandare? questa domanda che mi faccio mi fa impazzire, non trovo la risposta.

  10. ulivegreche says:

    Ma questo non era un post sul Darfur?

  11. utente anonimo says:

    Non sul Darfur

    era un post per dire che in Dar Fur non succede niente, se succede non si può sapere quanto è grave, se è grave sono fatti tra nero-arabi-musulmai tutti uguali e non se ne può dedurre niente.

    Tanto meno che il governo di Kartoum sia brutto, cattivo e islamico.

    Il che magari è vero, alla fin fine, ma dal post vien da pensare il contrario.

    Francesco

  12. ulivegreche says:

    Francesco, io vedo citate molte fonti. E più fonti vedo citate meno un articolo o un post mi sembrano scritti a fini propagandistici. Al contrario le tue affermazioni mi pare vadano esattamente in quella direzione.

  13. utente anonimo says:

    UG,

    citare fonti è un modo sofisticato per fare confusione, a volte.

    Ancora un pò è dovrò ringraziare la mia prof di italiano e le sue insopportabili lezioni su Umberto Eco e la decostruzione del testo.

    In ogni caso, il fatto che non possa sapere quanti tedeschi sono morti a Dresda sotto il bombardamento alleato non mi impedisce di sapere che quel bombardamento c’è stato e che ha sterminato un elevatissimo numero di civili tedeschi.

    Volendo smentire le mie parole, basterebbe chi ha rilevato che da anni la guerra tra il Nord e i vari movimenti del Sud (“cristiani e/o animisti”) è finita. Poi si potrebbe approfondire, anche la guerra tra Germania e Polonia finì ad un certo momento.

    Francesco

  14. Per Francesco n. 12

    Non ho la minima simpatia per un regime che ha venduto “Carlos” Ilich Ramirez Sanchez alla Francia.

    Quindi sei completamente fuori strada quando pensi che ci sia da parte mia qualche difesa del governo di Khartum.

    O di quello della Repubblica Centrafricana, o di quello del Ciad, cioè le altre parti coinvolte in questa vicenda, che per qualche motivo si tendono a dimenticare.

    Miguel Martinez

  15. utente anonimo says:

    Anch’io trovo spregevole farsi dare del denaro per compiere atti di giustizia.

    Però mi sembra che quello che hai accuratamente omesso è la politica “sabauda” praticata dal governo sudanese nei confronti del Sud e del Dar Fur. Tutto il fumo che spargi in mezzo che altro scopo ha?

    Certo che in Dar Fur non sono cristiani (ma sono arabi negri o viceversa) ma quello è il punto? Non scherziamo.

    Ciao

    Francesco

  16. utente anonimo says:

    >Non ho la minima simpatia per un regime che ha venduto “Carlos” Ilich Ramirez Sanchez alla Francia. MM< Urka, la Francia compra quella roba lì? E si può sapere se eventualmente la vende anche? Sai, nel caso avrei un’ ideuzza per un piccolo bizinesse. A me risulta che la Francia ospiti un centinaio di terroristi italici. Ecco, se qualche compagno bazzicante il blog mi potesse mettere in contatto – ovviamente dietro percentuale sull’affare da concordare – col kompagno Amato mi potrei offrire come…ehm…mediatore d’affari per proporre al governo della Republique di comprare all’ingrosso per conto del governo italico tutti e 100 i piccolo ramirez sanchez ilic alle vongole che infestano la Douce France. Trattative segretissime beninteso, e acqua in bocca ad aeternum, come impone il Kanun (mica sono quel quaquaraqua di Gino Strada che dopo un paio d’anni spiffera tutto, io!) e solo una modesta commissione del 3% sul prezzo totale (senza IVA, eh, non cominciamo a fregare il povero mediatore albanese!).
    Ciao

    Ritvan

    P.S. Spero solo che qualche kompagno non mi rubi l’idea e si precipiti lui stesso da Amato: sai, quando ci sono di mezzo gli sghei i kompagni di solito non guardano in faccia a nessuno:-)

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