Hodie mihi cras tibi

Chi l’avrebbe mai detto.

Ho due cose in comune con Adriana Bolchini, meglio nota come Maga Lisistrata.

Siamo stati entrambi presi di mira dallo stesso giornalista.

E siamo stati entrambi attaccati sul quotidiano Libero.

Andrea Morigi, un militante di Alleanza Cattolica, ha scritto alcuni anni fa un articolo in cui affermava che il sottoscritto avrebbe "addestrato miliziani argentini in Messico".

Su Libero, oggi, invece scrive, a proposito della trasmissione Annozero che ha preso di mira gli immigrati in Italia:

"Ci sono profili perfino comici, messi in rilievo ironicamente sui blog dei musulmani italiani.

Fra tutti, la presenza alla trasmissione del 29 marzo di cosiddetti esperti come la Adriana Bolchini Gaigher, parapsicologa e cartomante. Alle critiche degli infedeli, anche dure, i seguaci di Maometto ormai hanno fatto il callo. Ma non sopportano di essere messi sullo stesso piano delle maghe".

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38 Responses to Hodie mihi cras tibi

  1. utente anonimo says:

    Eh, l’ho notato anch’io il passaggio. Devo dire che Feltri è uno che aborre maghi, maghesse, cartomanti e cialtroneria simile. In più, stavolta l’attacco ai bieki barbuti intabarrati sul cammello veniva sferrato dalla bestia nera di Feltri, dal kompagno Santoro, a cui la suddetta maga ha fatto – consapevole o meno – da truppa cammellata.

    E così si compie il miracolo di Feltri che “difende” i barbuti dall’attaco magocomunista!:-)

    L’Italia è un paese troppo divertente!:-)

    Ciao

    Ritvan

  2. daciavalent says:

    Tutto merito della potentissima lobby islamica, braccio secolare del Consiglio dei Savi Anziani di Zagazig. Il mondo sarà nostro.

    Dacia, in versione protocollare

  3. utente anonimo says:

    >Tutto merito della potentissima lobby islamica, braccio secolare del Consiglio dei Savi Anziani di Zagazig. Il mondo sarà nostro.

    Dacia, in versione protocollare< Vade retro, cani infedeli! Noi rispolvereremo le Gloriose Radici di Poitiers, Lepanto e Vienna e vi respingeremo di nuovo! Ritvan
    In Versione Giovin Cialtrone

  4. utente anonimo says:

    In effetti, Ritvan, a volte vorrei essere straniero per guardare certe cose italiche con più distacco e riderne di gran gusto :-)

    Z.

  5. utente anonimo says:

    Miguel mi riesce molto difficile credere che tu possa essere un addestratore di miliziani argentini in Messico, penso, semplicemente, che non ne avresti il tempo. Però, se permetti, una persona molto intelligente che va in giro a dire che fa il traduttore di manuali tecnici, genera qualche sospetto! Perché per la gente piccola il valore di una persona si misura dal denaro e dalle apparizioni in tv, come esperto, che riesce a fare, non per quello che dice. Se poi uno, come te, ha il candore (intellettuale) di affermare che l’imperatore è nudo, pur non avendone l’età, diventa, per la gente piccola, uno scomodo personaggio da favola e come col grillo parlante, ogni tanto, qualcuno di loro si leva una scarpa con l’intento di spedirti nel mondo di Biancaneve. Se poi c’è di mezzo un grande potere che vuole ficcarti in testa che con un randello in mano devi andare liberare un terra da nonsochecosa e tu continui a dire, a tutti noi, che l’imperatore è nudo!

    Ma vedi noi piccola gente, a suo tempo, siamo già andati a bastonare i nostri fratelli per liberare una terra danonsochecosa e i nostri fratelli sono già venuti a bastonarci, a loro volta, con la scusa che eravamo ripetenti in matematica (la prima, a caso, che mi è venuta in mente)… Quindi non ci caschiamo più e tu per loro sei un (onorevole) rappresentante di questa piccola gente che, anziché andare a rifare le guerresante, vuole stare in pigiama, su un divano a dialogare con i propri fratelli e che ogni tanto forma delle carovane (parlo anch’io l’arabo!) per andare a dire alla gente piccola che il binomio randello-democrazia vale, al massimo, se si deve comporre un ossimoro!…

    Sardina

    Buona Pasqua a voi, tutti.

  6. Santaruina says:

    Χριστος Ανεστη!

    Buona Paqua a tutti, anche agli addestratori di miliziani argentini in Messico. :-)

    Blessed be

  7. Santaruina says:

    …e ovviamente “Buona Paqua” è il refuso di uno che ha dormito poco, non il modo originale in cui gli ortodossi augurano una buona Pasqua :-)

    Blessed be

  8. utente anonimo says:

    Questo è un blog di strampalati, ma – farò questo sacrificio per voi- anch’io auguro buona pasqua a tutti.

    Aurora.

  9. utente anonimo says:

    Miguel, scusa, vado un po’ di corsa, ma non mi sembra aver visto un tuo post né un link su cos’è successo a Chianciano – a parte il bellissimo racconto del ritorno_

    Su qualche sito uscirà una sintesi della conferenza?

    Ci saranno pubblicazioni in vendita?

    Quanta gente c’era?

    Che conclusioni avete tratto?

    Scusa se importuno, non so se si può avere risposta a queste domande_

    Per il momento buon lavoro, o buone vacanze_

    Alla prossima_

    Leonardo Migliarini

  10. utente anonimo says:

    Ecco, se ne sono andati via tutti un’altra volta. La Pasqua italiana dura una settimana. Sardine e Sgombri, Squali senza denti e Salmoni, Sogliole e Stoccafissi, tutti che cambiano aria e acqua, se ne vanno in vacanza , a girare chi di qua e chi di là.

    Io sola nuoto in questa vaschetta di vetro, in compagnia di Lisistrata.

    Va bene, le maghe mi sarebbero simpatiche, ma non quando hanno questa capacità di stazionare nel blog, di bloccarlo, in un fenomeno di sedazione, più che di seduzione.

    Però lo so che mi finirà come ad Adriana Bolchini da Santoro, che è apparsa senza apparire ai più, che forse ha anche parlato, senza essere udita dai più. Nessuno sa che interventi abbia fatto, nessuno li ha riportati. E’ scivolata sullo schermo televisivo, convitata di vetro, trasparente.

    Mah, che silenzio.

    Aurora.

  11. utente anonimo says:

    Cara Aurora io ci sono! Trascorro le vacanze in Sardegna, sai mi trovo bene e ci “torno” tutti gli anni. In questo periodo fioriscono anche le orchidee selvatiche che hanno un soave profumo…

    Io il mio post qui l’avevo già scritto, per quanto riguarda la maga lisistrata ho fatto una segnalazione al Telefono Antiplagio, non so più di così…

    Sai ogni tanto mi viene in mente la tua battuta su un certo faro e rido da sola… Per me il concetto è chiaro…

    Ciao Sardina

  12. utente anonimo says:

    “Strani amori che vanno e vengono”

    Di questa bella canzone di laura pausini ho scoperto in questi giorni anche un’eccellente interpretazione maschile. Se vai a questo indirizzo di youtube scoprirai renato russo.p

    http://www.youtube.com/watch?v=KVTiDJYpmSk

    ps: era un artista brasiliano, al di là del nome d’arte.

  13. utente anonimo says:

    Se permettete vorrei aggiungere un paio di cose_

    Primo: se qualcuno di voi era od è un lettore di Linus, vorrei dividere con lui un pensiero per Johnny Hart, scomparso in questi giorni_

    Infine – Benigni faceva notare una cosa comunemente acquisita, cioè che la musica è la sola arte che “colpisce” direttamte l’intimo perché non descrive o rappresenta niente di materiale, noi poi possiamo aggiungere che non passa nemmeno attraverso nessun filtro semantico, fosse linguistico o iconografico_

    Se questo è vero, come sembra proprio, si può capire sempre meglio i motivi per cui il linguaggio poetico sia molto più diretto nel percorso verso l’anima e le emozioni – e perché di conseguenza la poesia possa essere raggiunta da chiunque, senza molta tecnica o struttura_

    Ed è perciò che spero di farvi un regalo senza tracce di retorica, con questa sorprendente poesia di due poeti cinesi disperati e persi_

    «Nostri fratelli e sorelle non

    ————–sentitevi giù per noi. ]

    Non sappiamo come fare con

    —————l’epatite di Zebiao ]

    (…)

    Non siamo bravi, scusate.

    Noi due non ci separiamo, stiamo

    ————–insieme per sempre. ]

    Il fiume è la nostra casa».

  14. utente anonimo says:

    Ci sono, ci sono anch’io !!!

    Sai com’è ma quella “seduta spiritica” era diventata un vero tedio. Qui nel mare “sardonico” allegramente guizziamo senza stoccafissi da evocare.

    “Passavamo leggeri sulla terra come l’acqua, come l’acqua che scorre, salta, tutta la conca della fonte scivola e serpeggia tra muschi e felci, fino alle radici dei sugheri e dei mandorli o scende scivolando sulle pietre, per i monti e i colli fino al piano, dai torrenti al fiume, a farsi lenta verso le paludi e il mare, chiamata in vapore dal sole, a diventare nube dominata dai venti e pioggia benedetta.” [Sergio Atzeni “Passavamo sulla terra leggeri” ed. Ilisso]

    SGOMBRO

  15. utente anonimo says:

    Scusate, mi permetto di riscrivere il mio commento precedente, perché preferisco che esca editato in modo corretto_

    ” Se permettete vorrei aggiungere un paio di cose_

    Primo: se qualcuno di voi era od è un lettore di Linus, vorrei dividere con lui un pensiero per Johnny Hart, scomparso in questi giorni_

    Infine – Benigni faceva notare una cosa comunemente acquisita, cioè che la musica è la sola arte che “colpisce” direttamte l’intimo perché non descrive o rappresenta niente di materiale, noi poi possiamo aggiungere che non passa nemmeno attraverso nessun filtro semantico, fosse linguistico o iconografico_

    Se questo è vero, come sembra proprio, si può capire sempre meglio i motivi per cui il linguaggio poetico sia molto più diretto nel percorso verso l’anima e le emozioni – e perché di conseguenza la poesia possa essere raggiunta da chiunque, senza molta tecnica o struttura_

    Ed è perciò che spero di farvi un regalo senza tracce di retorica, con questa sorprendente poesia di due poeti cinesi disperati e persi_

    « Nostri fratelli e sorelle non sentitevi giù per noi.

    Non sappiamo come fare con l’epatite di Zebiao

    (…)

    Non siamo bravi, scusate.

    Noi due non ci separiamo, stiamo insieme per sempre.

    Il fiume è la nostra casa ».

  16. utente anonimo says:

    Lo so, lo so – sono un testone – ma la verità è che sono imbranato totale con il formato di Splinder, quindi perdo pezzi per strada_

    il commento #15 è mio

    Leonardo Migliarini

  17. utente anonimo says:

    Sardina, beata te .

    Io sono stata una volta dalle parti di Olbia, nel golfo degli aranci, e ho trovato che il mare fosse non solo bello ma anche comodo : nessun problema di traffico o di parcheggio: casa, spiaggia e mare tutto vicino. Niente fila di ombrelloni e cabine, niente bolgia, niente meduse, niente alghe, soprattutto niente afa, quell’afa che ti attanaglia spesso quando parti per l’esotico ma anche quando resti in continente : temperatura giusta con giusta ventilazione.

    Respira i profumi, beviti un cicinin di mirto , passeggia sulla riva , rivitalizzati , ché un poco mi sto sentendo meglio anche io, al solo pensiero di quel paesaggio. In primavera deve essere ancora più bello che in estate.

    Aurora.

    P.s. : in effetti quella del faro è piaciuta molto anche a me, ma dobbiamo fare attenzione, dobbiamo evitare di far sapere a Ritvan dove si trova, altrimenti viene e lo seziona, con le virgolette, sposta la luce e la mette sotto lo scoglio, come la lucerna sotto il moggio.

  18. utente anonimo says:

    p, l’acqua si è movimentata, sono arrivati Leonardo, con i pesci del fiume giallo, e Sgombro guizzante, annoiato dalla seduta spiritica, ambedue sulla scia della poesia

    Io ho seguito il tuo suggerimento : strani amori, vanno e vengono..vediamo se mi capita d’attorno qualche squama fluorescente..

    La voce di Renato Russo mi ricorda quella, altrettanto calda, di Roberto Carlos, ma magari faccio confusione.

    Dimmi, c’è un motivo particolare per cui ti ascolti proprio questa canzone e questo cantante ?

    Se per caso hai abbandonato qualcuno di recente, ti approvo : hai fatto benissimo, fai tabula rasa, elimina, elimina..

    Se invece sei stato abbandonato, momentaneamente s’intende, non ti vedo proprio a disperarti : gli stragisti di cuore si riprendono alla svelta. Certo, tra ballerini e danzatori e pattinatori sul ghiaccio, cri- cri, ogni tanto c’è una fratturina.

    Aurora.

  19. kelebek says:

    Per Leonardo Migliarini n. 9

    Su Chianciano, ho scritto solo quella riflessione che dici tu.

    Poi sul sito del Campo Antimperialista, potrai trovare varie dichiarazioni:

    http://www.antiimperialista.org/

    Vi farò sapere quando esce poi il DVD con il filmato del convegno.

    A presto

    Miguel Martinez

  20. utente anonimo says:

    Grazie Miguel

    e bravo, facci sapere del DVD

    Leonardo Migliarini

  21. utente anonimo says:

    ci sono pure io e ringrazio leonardo per aver ricordato johnny hart

    roberto

  22. utente anonimo says:

    parole sante Z. (4).

    per di più da italiano all’estero il legittimo divertimento altrui diventa spesso scuorno per me…bah…

    roberto

  23. utente anonimo says:

    Beh, no, aurora, non è così personale la cosa. Passando per la pausini, la curiosità m’ha spinto a sentire un cantante “italiano” che il brasiliano che ha caricato il video sembrava conoscere benissimo e io neppure avevo sentito nominare. Possibile? Possibilissimo, perché la terra e la storia interessantissima di renato russo era tutt’altra.

    Io vado per rimandi e incroci. Così l’atteggiamento a volte implorante di russo m’ha ricordato un atteggiamento simile di allen ginsberg che ricordavo in una vecchia fotografia del poeta beat. L’ho ripescata e ho ripescato il testo in cui era inserita e mi sono imbattuto in questo verso d’un suo poemetto: “l’urlo”:

    Ho visto le migliori menti della mia generazione […]



    Che si squarciavano cervelli al cielo sotto la elevated e vedevano angeli Maomettani illuminati barcollanti su tetti di casermette.

    Mi sono sorpreso a pensare che la maga convitata di vetro, che bella metafora della sua fragilità all’infuori dei toni muscolosi che usa, fosse più simile al visionario ribelle amico di allen innamorato del corano che al compassato giornalista di libero di cui si crede dalla stessa parte. Chissà se se rende conto. Mah! Siamo tutti “muslimmi” di qualcun altro più “civilizzato” e “ammodo” di noi. E così il magone della maga mugugnata dall’amato m’ha rimandato a questi versi di “strani amori”, per chiudere il cerchio:

    Strani amori mettono nei guai/ma in realtà siamo noi

    ps: Interessantissima è la versione spagnola di questi due versi per adattarli alla scansione musicale:

    son amores problematicos/como tu como yo

    Quel “problematicos” è una mezza genialata. Un p in cazzeggio filologico

  24. utente anonimo says:

    p, sto tornando dal poemetto : un urlo dilatato, mi sono persa on the road by night tra i beati drogati allucinati e le loro allucinazioni, per finire con Solomon in manicomio (che sia lui l’amico amante del Corano) ?

    Non c’è dubbio, con il tuo filologico mi sto facendo una cultura , non sapevo nulla di quest’altro artista ebreo ( mi ricorda Mieli), anche se penso che, a “stupefarmi” tanto quanto lui, potrei furoreggiare in visioni e in poemi .

    Certo , alla fine, c’è sempre qualcuno che è meglio, che è più , in qualunque cosa o pensiero, di noi : inutile competere ad oltranza, si è perdenti in partenza.

    Per fortuna però il risultato non è sempre prevedibile , a volte si vince per combinazione ( Lisistrata saprà il valore delle strane pozioni ), qualunque sia la “problematica” certi elementi naturali- sono loro i vincenti- si amalgamano.

    Comunque , a mio parere, se la canzone ha tanto successo è perché la maggior parte delle persone è convinta di vivere amori strani, anzi problematici, e mi sa che, specie alla lunga, risulta anche che non era neppure amore, ma una fissazione.

    Aurora.

  25. utente anonimo says:

    aurora, ma gli amori non sono fissazioni?

    maria

  26. utente anonimo says:

    Sì, in un certo senso, Maria, è una fissazione.

    Ma tra i sinonimi o significati di “fissazione” non trovo la voce “amore”.

    Altrimenti sarebbe bene chiamare le cose con il loro nome : strane fissazioni ( strani amori) , matrimoni per fissazione ( matrimoni per amore) , figli della fissazione ( figli dell’amore),ecc.

    La fissazione infatti sarebbe una idea fissa, in forza della quale si vuole ad ogni costo ottenere qualcosa e da cui non ci si riesce a liberare . Direi che quando si parla di ” amore criminale” si manifesta l’apice della fissazione : tu vuoi che la persona sia corrispondente all’ immagine da te fissata nella tua mente, non tolleri che sia diversa, e non accetti il “dinamismo” , la contrarietà, la possibilità di cambiamento.

    A questo punto però lascerei volentieri la parola a chi se ne intende ( nessuno), ma di altri argomenti dibattono gli altri, con più interesse, più sopra.

    Aurora.

  27. utente anonimo says:

    L’urlo per me è il racconto epico d’una fuga e una rotta; a suo modo un segmento di poema cavalleresco e a me ricorda il finale dei “cinque canti” d’ariosto, segmento di poema mai integrato nel poema principale e lasciato incompiuto sopra questa terribile rotta dei franchi e i suoi alleati:

    75

    …………………………….

    ……………………………….

    ……………………………….

    ……………………………….

    Venner, continuando il lor viaggio,

    su ‘n monte onde vedean giù ne la valle

    la pugna che Sassoni, Ungari e Traci

    facean crudel contra i Francesi audaci:

    76

    e gli aveano a tal termine condotti,

    per esser tre, come io dicea, contr’uno;

    e sì gli avean ne l’antiguardia rotti,

    che senza volger volto fuggia ognuno:

    né per fermargli i capitani dotti

    de la milizia avean riparo alcuno;

    anzi, i primi che ‘n fuga erano volti,

    i secondi e i terzi ordini avean sciolti.

    77

    L’ardite donne, con Guidone, e ‘nsieme

    gli altri venuti seco a questa via,

    sul monte si fermar che da l’estreme

    rive d’intorno tutto il pian scopria:

    dove sì Carlo e li suoi Franchi preme

    la gente di Sansogna e d’Ungheria,

    e l’altre varie nazioni miste,

    barbare e greche, ch’a pena resiste.

    78

    Con gran cavalleria russa e polacca,

    l’esercito di Slesia e di Sansogna

    guida Gordamo; e sì fiero s’attacca

    con la gente di Fiandra e di Borgogna,

    e sì l’ha rotta, tempestata e fiacca

    al primo incontro, che fuggir bisogna;

    né può Olivier fermargli, ch’è lor guida,

    e prega invano e ‘nvan minaccia e grida.

    79

    Or, mentre questo et or quell’altro prende

    ne le spalle, nel collo e ne le braccia,

    volge per forza l’un, l’altro riprende,

    che ‘l nemico veder non voglia in faccia;

    Gordamo di traverso a lui si stende,

    e s’un corsier ch’a tutta briglia caccia

    sì con l’urto il percuote e sì l’afferra

    con la gross’asta, che lo stende in terra.

    80

    Non lunge da Olivier era un Gherardo

    et un Anselmo: il primo è di sua schiatta,

    ché di don Buovo nacque, ma bastardo

    (però avea il nome del vecchio da Fratta);

    il secondo fiamingo, il cui stendardo

    seguia una schiera in sue contrade fatta:

    restar questi dui soli alle difese,

    fuggendo gli altri, del gentil marchese.

    81

    Gherardo col caval d’Olivier venne,

    e si volea accostar perché montassi;

    et Anselmo, menando una bipenne,

    gli andava innanzi e disgombrava i passi:

    quando Gordamo alzò la spada, e fenne

    con un gran colpo i lor disegni cassi:

    ché da la fronte agli occhi a quello Anselmo

    divise il capo, e non li valse l’elmo.

    82

    Tutto ad un tempo, o con poco intervallo,

    con la spada a due man menò Baraffa,

    venuto quivi con Gordamo, et hallo

    accompagnato il dì sempre alla staffa;

    e le gambe troncò dietro al cavallo

    de l’altro sì, che parve una giraffa:

    ch’alto dinanzi e basso a dietro resta.

    Sopra Gherardo ognun picchia e tempesta;

    83

    e tanto gli ne dàn che l’hanno morto

    prima ch’aiutar possa il suo parente.

    Dolse a Olivier vederli far quel torto,

    ma vendicar non lo potea altrimente;

    perché, da terra a gran pena risorto,

    avea da contrastar con troppa gente;

    pur, quanto lungo il braccio era e la spada,

    dovunque andasse si facea far strada.

    84

    E se non fosser stati sì lontani

    da lui suoi cavallieri in fuga volti,

    che fuggian come il cervo inanzi a’ cani

    o la perdice alli sparvieri sciolti;

    tra lor per forza de piedi e di mani

    saria tornato, e gli avria ancor rivolti:

    ma che speme può aver perché contenda

    che forza è ch’egli muoia o che s’arrenda?

    85

    Ecco Gordamo, senza alcun rispetto

    ch’egli a cavallo e ch’Olivier sia a piede,

    arresta un’altra lancia, e ‘n mezzo il petto

    a tutta briglia il Paladino fiede;

    e lo riversa sì, che de l’elmetto

    una percossa grande al terren diede.

    Tosto ch’in terra fu, sentì levarsi

    l’elmo dal capo, e non potere aitarsi:

    86

    ché li son più di venti adosso a un tratto,

    su le gambe, sul petto e su le braccia;

    e più di mille un cerchio gli hanno fatto:

    altri il percuote et altri lo minaccia;

    chi la spada di mano, chi gli ha tratto

    dal collo il scudo, e chi l’altre arme slaccia.

    Al duca di Sansogna al fin si rende,

    che lo manda prigione alle sue tende.

    87

    Se non tenea Olivier, quando avea ancora

    l’arme e la spada, la sua gente in schiera,

    come fermarla e come volgerl’ora

    potrà, che disarmato e prigion era?

    Fuggesi l’antiguardia, et apre e fora

    l’altra battaglia, e l’urta in tal maniera

    che, confondendo ogn’ordine, ogni metro,

    seco la volge e seco porta indietro.

    88

    E perché Praga è lor dopo le spalle,

    i fiumi a canto e gli Alemanni a fronte,

    non sanno ove trovar sicuro calle

    se non a destra, ov’era fatto il ponte;

    e però a quella via sgombran la valle

    con li pedoni i cavallieri a monte;

    ma non riesce, perché già re Carlo

    preso avea il passo e non volea lor darlo.

    89

    Carlo, che vede scompigliata e sciolta

    venir sua gente in fuga manifesta,

    la via del ponte gli ha sùbito tolta,

    perché ritorni, o ch’ivi faccia testa;

    né vi può far però ripar, ché molta

    l’arme abbandona e di fuggir non resta;

    e qualche un, per la tema che l’affretta,

    lascia la ripa e nel fiume si getta.

    90

    Altri s’affoga, altri nuotando passa,

    altri il corso de l’acqua in giro mena;

    chi salta in una barca e ‘l caval lassa,

    chi lo fa nuotar dietro alla carena;

    o dove un legno appare, ivi s’ammassa

    la folta sì, che, di soverchio piena,

    o non si può levar se non si scarca,

    o nel fondo tra via cade la barca.

    91

    Non era minor calca in su l’entrata

    del ponte, che da Carlo era difesa;

    e sì cresce la gente spaventata,

    a cui più d’ogni biasmo il morir pesa,

    che ‘l re non pur, con tutta quella armata

    che seco avea, ne perde la contesa,

    ma, con molt’altri uomini e bestie a monte,

    nel fiume è rovesciato giù del ponte.

    92

    Carlo ne l’acqua giù dal ponte cade,

    e non è chi si fermi a darli aiuto;

    che sì a ciascun per sé da fare accade,

    che poco conto d’altri ivi è tenuto:

    quivi la cortesia, la caritade,

    amor, rispetto, beneficio avuto,

    o s’altro si può dire, è tutto messo

    da parte, e sol ciascun pensa a se stesso.

    93

    Se si trovava sotto altro destriero

    Carlo, che quel che si trovò quel giorno,

    restar potea ne l’acqua di leggiero,

    né mai più in Francia bella far ritorno.

    Bianco era il buon caval, fuor ch’alcun nero

    pelo, che parean mosche, avea d’intorno

    il collo e i fianchi fin presso alla coda:

    da questo al fin fu ricondotto a proda.

    Altro che evasione e riflusso negli anni ’80. Si era a rotta di collo in fuga già dal 1956! Hanno confuso lo sparpagliamento che segue allo sbandamento come inizio della fuga invece che sua naturale continuazione! Il cavalier del buco mieli era già uno sparpagliato e la sua fuga fu una pazza corsa avanti.p

    ps: i trattati medici odierni non leggono più i trattati medici medievali e fanno male. L’amor heroes era una malattia damore che nasceva dal fissarsi dell’immagine amata nella “immaginativa” (la parte mentale preposta alla fantasia) che ne veniva stravolta, e che nei casi più gravi sconvolgeva anche l'”estimativa” (la mente preposta ai giudizi), ciò che portava alla pazzia completa. L'”orlando furioso” può essere visto com la “descrizione” d’un caso di paziente affetto da “amor heroes” nella sua più grave patologia.p

  28. utente anonimo says:

    p, finalmente ho capito perché ” passa un giorno, passa l’altro, più non torna il prode Anselmo ” : Gordamo ariostesco , al tempo, “alzò la spada e gli divise il capo e l’elmo”.

    Una scena strepitosa, questa dell’ Ariosto, e che, a differenza di quella di Allen, non riuscirei a imitare neanche mangiandomi cus-cus al sugo di coca, o di ero, o di heroes ( scusa, sai che dirotto)

    Hai detto bene : Mieli è il cavaliere del buco, quello che ha attraversato con il tunnel che l’ha portato alla fine ( metafora del suicidio) . E cavaliere del buco ( in senso di siringa) mi sembra anche Ginsberg. Mentre la scena dell’ Ariosto descrive cavalieri in fuga per la salvezza, tra valli e fiumi, che si sparpagliano e sciolgono in ampi spazi naturali, di per sé maestosi, i due moderni si coagulano in spazi angusti, in quadretti isolati, in tanti flash di artificiale euforia e depressione, in un “galleggiamento onirico” (direbbe Kel) di squallore che porta all’autodistruzione.

    Persino il manicomio, tragico, diventa l’occasione per un ipocrita, ripetuto : “sono con te!” mentre invece non è così, quello è solo, in quelle stanze, in quei corridoi, dietro la porta chiusa.

    Insomma, sarà pure un gran poeta, Ginsberg, ma a me non piace.

    Invece mi piace leggere te, e quindi ti vorrei far notare che un critico, certo Celati, ha fatto un bel commento sul poema dell’Ariosto : “.. lo schema paradossale della mania , dove il desiderio non può mai raggiungere la cosa inseguita, tiene in piedi tutte le trame del poema, senza eccezioni.. “.

    Di fonte in fonte,

    Aurora.

  29. utente anonimo says:

    Continuate così, fratelli e sorelle! Come dice il proverbio:”Un poemetto al giorno toglie Ritvan di torno”:-)

    Ciao

    Ritvan

  30. utente anonimo says:

    Noi ci proviamo ritvan, ma mica ci riusciamo. Spero che almeno ariosto tu l’abbia gradito.

    Una descrizione moderna dell'”amor heroes” medievale (che riprendeva testi medici arabi, detto en passant) può essere “nuova ossessione” dei subsonica, che sono pure di torino, ‘na volta tanto. http://www.youtube.com/watch?v=0QoFga4gksA

    Ha gran ragione celati. L’unico desiderio che contaddice la regola del poema, bradamante e ruggiero sposi è il compimento del destino di morte del guerriero. L’olimpica serenità di messer lodovico è una leggenda ampiamente superata da una lettura più attenta di questo straordinario poema, e di ciò che non poté entrarci perché troppo densa era l’ombra che avrebbe fatto sull’opera.p

  31. utente anonimo says:

    >Noi ci proviamo ritvan, ma mica ci riusciamo. Spero che almeno ariosto tu l’abbia gradito….p.<
    Veramente, da bieco venale e materialista (non dialettico:-)) quale sono, avrei gradito di più l’arrosto:-).

    Ciao

    Ritvan

  32. utente anonimo says:

    Vortex Vertigo.

    Ero rotta costante con la mia direzione/ quando incrocio casualmente un occhio da ciclone/ riconosco immediatamente il fisso del serpente/ attivo la bianca protezione/ma il radar mi segnala/ che mi cala a picco la pressione.

    Non so dove sono/ ma so dove mi dirigo/ e con i venti vado in girate taglienti/ in pupille stringenti/ tempesta di vertigo.

    Aurora.

  33. utente anonimo says:

    E tu e tu e tu

    se vedi la luna laggiù

    che fai vai e la prendi

    oppure volgi le spalle

    o passi indifferente

    e niente niente niente;

    perché ti tappi le orecchie?

    p

  34. utente anonimo says:

    Dammi solo la luna che porta fortuna / prendila nel pozzo in campo pazzo / nel secchio che mi fa da specchio/ dividine uno spicchio / il pallido per me il rosso per te/.

    C’era dello zucchero sul tavolo.

    Aurora.

  35. utente anonimo says:

    aurora ma di chià questa splendida poesia?

    maria

  36. utente anonimo says:

    La poesia è mia, Maria ( tutto fa rima).

    Ma ho preso spunto dalla sfida di p, il pozzo senza fondo, e dalle canzoni ( la luna, la luna, mi porterà fortuna/ tu pallida luna perché non fai che torni da me/ la luna rossa mi parla di te) e forse da qualche fiaba ( la luna nel secchio ?)

    Aurora.

  37. utente anonimo says:

    accidenti , aurora, come sei stata brava:-)

    maria

  38. kelebek says:

    Per Maria n. 37,

    lo so che Aurora è brava. Sono orgogliosissimo di averla su questo blog.

    Miguel Martinez

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