Operatrici e operatori dell’occulto

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera che la Federazione Maghi e Cartomanti Anticomunisti d’Italia ha inviato a Michele Santoro per complimentarsi con lui per il coraggio con cui ha superato antiche discriminazioni, invitando la signora Adriana Bolchini – casalinga, ex barista e attualmente operatrice dell’occultoin arte Maga Lisistrata – a intervenire ad Anno Zero come esperta di problematiche dell’immigrazione.

A nome della Federazione Maghi e Cartomanti Anticomunisti d’Italia ci complimentiamo con la vostra trasmissione per aver finalmente dato spazio a un’eminente esponente della nostra categoria, la signora Adriana Bolchini,  Rettore dell’Istituto di Parapsicologia e Astrologia e autrice di testi indispensabili quali la "La Guida pratica alla magia bianca" e "Il manuale del Perfetto cartomante", oltre che insignita di prestigiosi premi quali "Il Charlie Chaplin d’Oro".

Ci attendiamo che alla prossima trasmissione venga ospitato, possibilmente come esperto sull’economia, il nostro riverito collega, il Mago Otelma.

Telepaticamente vostro,
Per la Federazione Maghi e Cartomanti Anticomunisti d’Italia
il Mago Messicano
(in arte Miguel Martinez)

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37 Responses to Operatrici e operatori dell’occulto

  1. utente anonimo says:

    .In un paese dove la Parietti fa parte della “Giuria di qualità”, penso che anche il Mago Otelma poterebbe benissimo essere ospite come esperto d’economia.

    fenice

  2. rubimasco says:

    Credo che Otelma sia laureato in scienze politiche e storia. In fondo è uno che si paga l’ affitto facendo spettacolo, più che vendendo cartomanzie varie. Ho sempre avuto l’ impressione che fosse meno scemo di quello che si pensa.

    elettronicamente vostro

    Rubimasco

  3. ..a questo proposito vorei sottoporre alla vostra attenzione una petizione per la liberazione di wanna marchi e per la sua promozione pubblica ad analista politica, allo stesso titolo con cui fa l’analista politico adriano sofri. Il mondo ha bisogno di loro.

    Cloro

  4. utente anonimo says:

    Il Mago Messicano…hmmm…visto il successo del mago esotico Do Nascimento e la fiducia che in genere la fauna teledipendente italica accorda al primo “mago” extracomunitario che sbarca in video (mentre, invece, si stringe forte al petto la borsetta se il vicino di sedile sulla metro è un pochino “abbronzato”:-) ), non sarebbe il caso che tu ti faccia un pensierino sul serio?:-)

    Ciao

    Ritvan

  5. utente anonimo says:

    in parziale difesa del divino otelma: il simpaticone nella sua vita è stato anche politicante modesto (a credere alla wikipedia) svariando nell’arco costituzionale (la natura inquieta del divino). poi si è dovuto riclicare come gli veniva meglio. un piccolo bondi che non ha avuto la fortuna di essere folgorato dalla Veronica e si è dovuto arrangiare con la credulità popolare nel campo magico-religioso.

  6. utente anonimo says:

    cloro,

    va bene che non sopporti adriano sofri ma paragonarlo a vanna marchi non depone a tuo favore, questo è certo.

    maria

  7. utente anonimo says:

    Ho visto la trasmissione di santoro che hA urtato anche me, in particolare l’aggressivo incalzare della giornalista dei miei stivali che ha messo in difficoltà la giovane donna musulmana per nulla, voglio dire senza cercare di capire davvero la sua condizione , e non ho capito chi fosse la maga lisistrata, qual’era?

    maria

  8. utente anonimo says:

    mi sono dimenticato di firmare, vale postfirmarsi?

    ruus

  9. utente anonimo says:

    Non hai tutti i torti, Maria. Paragonare Sofri alla Marchi è cosa ingiusta.

    La Marchi è una teleimbonitrice che ha subito un processo mediatico, in cui alle presunte vittime è stato consentito di insultare l’imputata strillando in aula. E che si è concluso con una sentenza di dodici anni di reclusione, roba che manco ad uno stupratore seriale di bambini disabili.

    Sofri è un assassino che ha avuto il raro beneficio di dieci processi dieci – uno dei quali presso la Corte Europea – e che nonostante questo viene presentato come una vittima della magistratura politicizzata dalla rivoltante lobby degli ex di LC (a proposito, la storia dei “magistrati politicizzati” mi ricorda qualcosa…)

    Sofri oltretutto si permette di insegnare la non violenza ai noglobbal, dall’alto del suo esempio morale. Eh già. Lui si che ne ha titolo :-)

    Paragonarlo a Wanna Marchi mi sembra a dir poco offensivo per la mia illustre concittadina.

    Z.

  10. utente anonimo says:

    Comunque, direi che con la maga Lisistrata il Santoro ha perso ormai quel briciolo di credibilità che ancora qualcuno gli attribuiva.

    Z.

  11. utente anonimo says:

    ahi ahi zeta mi cogli nel mio punto debole nel ricordare la dimensione sociale di vanna marchi, il suo essere donna popolare, sanguigna, miliardaria, ma NON DI POTERE, ma miliardaria dicevo a suon di truffe verso dei poveracci che forse se le meritavano in quanto grulli, ma se uno pensa che un braccialettino guarisce il cancro, e lo paga centinaia di euro, che si fa, gli si dice, cazzi tuoi brutto deficiente! Non credo.

    Riguardo a Sofri hai ragione tu in merito alla lobby che lo sostiene, anche se io credo che non sia stato lui ad uccidere calabresi, o perlomeno non ci sono le prove, ma il fatto è , potrei sbagliarmi, che molte delle antipatie che sofri si attira, non dico che sia così anche per te, riguardano non solo la sua vicenda giudiziaria e il sostegno trasversale che la sostiene, ma la sua collocazione politica su israele, è ritenuto un filo sionista di ferro e questo non gli viene perdonato al di là delle sue vicissitudini processuali.

    In ogni modo come una volta ho già detto io non ho mai infierito sullo sfigato marino, in libertà, ma disprezzato dal ceto intellettuale che sostiene sofri, dimenticando un sacco di cose, tra cui quella classe con cui ci spaccavano i c. a non finire negli anni settanta.

    Ma tornando a Vanna Marchi , il suo processo , è stato mediatico, soltanto perchè apparso nella bellissima trasmissione, un giorno in pretura, presumo con il suo consenso, e se ha incontrato tanto curiosità ciò è dovuto non solo alla stampa e al protagonismo di alcuni giudici o pm, ma alla sua enorme popolarità che l’ha fatta diventare merce, come i suoi braccialettini, e le sue polverine.

    Riguardo alla consistenza della pena, hai ragione 12 anni, sono moltissimi, esagerati credo e spero , ma davvero,

    che la sua pena sia ridotta nel processo definitivo. Anzi fosse per me la metterei anche fuori, facendole restituire il mal tolto. maria

  12. utente anonimo says:

    http://ripensaremarx.splinder.com/

    OT

    Su ripensare marx c’è la cronaca dell’odissea che gianfranco la grassa sta subendo a proposito di collegamento telecom.

    Da leggere.

    maria

  13. Vabbe. Se sofri fa l’analista politico, la bolchini l’osservatrice del diritto internazionale, perchè la marchi deve stare in galera 12 anni?

    mettiamola cosi se vi piace di piu.

    La sostanza nn cambia.

    A proposito di marchi sofri ecc..

    sono curiosa di vedere come finisce la storia di cogne eh…

    Che alla musulmana della trasm di santoro ( a me ha sempre fatto cagare santoro) le han tolto il figlio e alla sciura de cogne no.

    vogliamo parlare di parità di diritti tra individui?

    Cloro

  14. utente anonimo says:

    >Credo che Otelma sia laureato in scienze politiche e storia. In fondo è uno che si paga l’ affitto facendo spettacolo, più che vendendo cartomanzie varie. Ho sempre avuto l’ impressione che fosse meno scemo di quello che si pensa.

    elettronicamente vostro Rubimasco

    Ma chi pensa che i maghi (anticomunisti o filocomunisti che siano:-) ) siano scemi???!!! lo vorrei proprio conoscere!:-)

    Scemi sono quelli che si fanno spillare patrimoni dai maghi, semmai.

    Ciao

    Ritvan

  15. utente anonimo says:

    >mi sono dimenticato di firmare, vale postfirmarsi?

    ruus<
    Sì, ma solo se indichi anche il numero del commento che vorresti “postfirmare”, altrimenti solo aumenti la confusione:-)

    Ciao

    Ritvan Autonominatosi Guardiano ed Emendatore del CPK (alias “fattore C”)

  16. utente anonimo says:

    per ritvan #15,

    ma vale anche nel caso in cui quello fosse lunico commento nonfirmato? ok che è nickfirmato e quindi meno meritevole, ma pensavo fosse superfluo aggiungere e aumentasse solo la pressione burocratica. forse sto prendendo troppo seriamente la “filosofia del blog” nella sua sezione “firme” e poco seriamente nella sezione “cose davvero importanti”.

    ruus

  17. utente anonimo says:

    una domanda magari scema: io conosco per sentito dire quella gente che “collabora” con la signora bolchini (fait, sbai, buffa, palazzi etc). e il sentito dire è essenzialmente le parole di miguel e qualche volta qualcosa di dacia. siccome mi sono perso santoro, la signora bolchini è stata presentata come “esperta del mondo islamico” o di “immigrazione”? in quel caso la “legittimità” dell’ospite come esperto da cosa è data? me spiego meglio, li invitano sapendo che non sono rappresentativi perche hanno cmq interesse ad avere gente che dice determinate cose in tv o perchè questi sono spinti da qualche potentato per potare avanti certe battaglie?

    ruus

  18. utente anonimo says:

    Maria,

    -se uno pensa che un braccialettino guarisce il cancro, e lo paga centinaia di euro, che si fa, gli si dice, cazzi tuoi brutto deficiente!-

    Beh, non esageriamo! Diciamo che secondo me bisognerebbe rispondergli “eh, sei stato improvvido, mi dispiace”. Mi sembrerebbe davvero eccessivo ingabbiare ad uno ad uno tutti i maghi d’Italia! :-)

    -Riguardo a Sofri hai ragione tu in merito alla lobby che lo sostiene, anche se io credo che non sia stato lui ad uccidere calabresi, o perlomeno non ci sono le prove-

    Maria, ognuno la pensa come crede. Anch’io ho le miei idee, giuste o sbagliate che siano. Ma che non ci siano le prove ho qualche dubbio, a seguito di dieci decisioni – una dei quali in sede europea – che non sono bastate per scagionarlo.

    - ma il fatto è, potrei sbagliarmi, che molte delle antipatie che sofri si attira (…) riguardano (…) la sua collocazione politica su israele, è ritenuto un filo sionista di ferro e questo non gli viene perdonato al di là delle sue vicissitudini processuali.-

    Alcune posizioni di Sofri mi trovano d’accordo, altre meno: nello specifico, non quali siano le idee di Sofri sul Medio Oriente. E’ evidente che ha tutto il diritto di esprimerle. Ma se anche le sue idee fossero perfettamente obiettive e inoppugnabili, un assassino resta un assassino, e invitarlo ai convegni di partito resta quanto mai inopportuno.

    -Ma tornando a Vanna Marchi , il suo processo , è stato mediatico, soltanto perchè apparso nella bellissima trasmissione, un giorno in pretura-

    Mi riferivo al fatto che il processo così sbilanciato verso l’accusa (testimoni che aggrediscono a ruota libera, difensore regolarmente silenziato) e la sentenza così vistosamente esagerata si spiegano solo, secondo me, con la mediatizzazione dell’intera vicenda (non del processo in particolare).

    Z.

  19. utente anonimo says:

    “a seguito di dieci decisioni – una dei quali in sede europea”

    ti ringrazio per la fiducia Z.

    temo tuttavia che ogni tanto qualche cazzata (e non mi referisco al caso specifico, ma più in generale) scappa pure a noi eurocrati e i colleghi di strasburgo non sono da meno

    :-)

    roberto

  20. utente anonimo says:

    Non c’entra molto

    però la Gazzetta di Parma, infame fogliaccio che ha dalla sua solo l’antichità e la “pagina dei morti” (che poi è il vero motivo per cui continua ad essere comprata da decenni) continua la sua linea editoriale di vice-Corriere e adesso comincia a magnificare la Sbai e il suo entourage;

    non mancano mai, inoltre, articoli di un certo Pino Agnetti, tema fisso: la presenza militare italiana in Iraq prima, e in Afghanistan adesso, magnificata come civilizzatrice e ben accetta a tutti, nessun problema e sorrisoni con gli abitanti del posto, una descrizione tanto priva non solo di ombre, ma addirittura di sfumature, da risultare risibile

    (descrizione che riesce nell’intento di far incazzare due gruppi diversi e non comunicanti di miei conoscenti, gli universitari pacifisti e gli ex o non-ex militari, uniti dalla consapevolezza- basta un po’ di buon senso- che i militari italiani all’estero si sono portati il mitra perchè gli serve).

    La Gazzetta è sempre quella che è riuscita a non dare per un mese e passa nessuna notizia dei fatti della Parmalat, di cui tutti parlavano in città e in tutt’Italia, perchè non sia mai che qualche sponsor fosse dispiaciuto (dei piccoli investitori inculati, alla Gazzetta non importa niente, a meno che non finiscano nella pagina dei morti).

    Questo a proposito dell’onestà intellettuale del “partito pro-Sbai” o “pro-Allam” che sia.

    Non che non possa dire cosa ragionevoli, eh? Tipo che battere la mogliera è una cosa brutta.

    Ma se l’approfondimento si ferma qua, allora propongo il bar davanti a casa mia come vivaio di ospiti televisivi.

    ma quello che mi stupisce è che, dietro questa gente, ci sia tutto un movimento che spinge per dargli visibilità e credibilità, e che evidentemente coordina le mosse-

    ma perchè?

    A questi che gli viene in tasca di rendere credibili le Sabi, le Bolchini e i Pini Agnetti?

    Paolo

  21. utente anonimo says:

    Miguel, se segui il consiglio di ritvan, ti suggerisco un grandissimo nome d’arte estratto dalla mia raffinatissima cultura: l’egizio-messicano “el morisco”.p

    http://it.wikipedia.org/wiki/El_Morisco

  22. utente anonimo says:

    Grande!

    Anch’io voto per El Morisco!

    :-)

    Paolo

  23. utente anonimo says:

    Bel nome!

    Convincente e poi anche il popolo sospetta che El sia un termine messicano (no, il popolo non ha idea che in Messico si parli spagnolo e ne rimarrebbe molto stupito), pur non ricordando dove sia il Messico.

    Francesco

    PS hai anche braccialetti contro i dolori reumatici e amuleti portafortuna contro squadre tedesche dal fondoschiena gigantesco?

  24. kelebek says:

    Per Paolo n. 20

    Grazie della splendida – o tragica – descrizione del giornale di Parma.

    E’ spaventoso, se ci si pensa…

    Miguel Martinez

  25. utente anonimo says:

    -ti ringrazio per la fiducia Z.

    temo tuttavia che ogni tanto qualche cazzata (e non mi referisco al caso specifico, ma più in generale) scappa pure a noi eurocrati e i colleghi di strasburgo non sono da meno-

    Beh, se voi eurocrati foste truci robottoni infallibili comincerei a preoccuparmi seriamente :-) Il senso era – tante decisioni diverse prese da tanti giudici diversi, italiani e non, mi fanno pensare non solo che Sofri non abbia subito processi-farsa come la lobby di LC vuol dare a intendere. Mi fa anche pensare che abbia anche avuto più possibilità di difendersi della gran massa dei comuni mortali.

    Se poi le ha usate per fare il fenomeno in aula, beh, chi è causa del suo mal…

    Z.

  26. utente anonimo says:

    ‘sta storia di Sofri torna ciclicamente qui, come un dejà vu:-): scommetto che adesso spunterà fuori anche la gentile signora/signorina che contesterà in tutto o in parte quel che sto per scrivere:-).

    1. Nessuno qui mi pare di aver detto che i processi a Sofri erano farseschi.

    2. Non tutti quei processi si son conclusi con la condanna di Sofri come “mandante” dell’omicidio Calabresi, pertanto – a meno che i giudici che non lo hanno condannato siano dichiarati ufficialmente “incapaci d’intendere e di volere” – a me, comune cittadino, un dubbio sulla reale (non “ufficiale”, quella ci sta tutta) colpevolezza di Sofri rimane.

    3. La “prova provata” della colpevolezza di Sofri è – in buona sostanza – la dichiarazione del pentito Marino, uno degli esecutori materiali dell’omicidio Calabresi, il quale riferisce che l’ordine di ammazzare Calabresi non gli fu dato da Sofri, ma che lui, a quell’epoca vantando amicizia e confidenza con Sofri – a quel tempo esponente di spicco della congrega estremosinistrorsa che decise ed eseguì l’assassinio di calabresi – gli chiese un consiglio “da amico” se lo doveva fare (l’omicida) o no.

    4. La risposta di Sofri fù laconica:”Ma se i tuoi capi t’han detto di andare e fare una certa cosa, tu vai e la fai, no?”.

    5. Io credo totalmente alla versione di Marino. Molto meno all’opportunità e logicità di considerare Sofri, in virtù di quella risposta E SOLO DI QUELLA RISPOSTA, come “mandante” dell’omicidio Calabresi.

    6. La vicenda somiglia un po’ all’ipotesi di un mio amico barbuto e intabarrato che dicesse a me – discendente di cotanto illuminato imam albanese – che gli è apparso in sogno il Profeta Maometto, il quale gli ha ordinato di imbottirsi di tritolo e farsi esplodere in mezzo ai “cani infedeli” e chiedendomi un consiglio in merito.

    Orbene, conoscendomi come mi conoscete, scommetto che buona parte di vosotros scommetterebbero palle/ovaie che la mia risposta, accompagnata da un ghigno beffardo-pietoso, sarebbe un secco e conclusivo:”Eh, ‘mbè, se te l’ha ordinato il Profeta in persona, allora che ci vieni a fare da me?”.

    Ebbene, cari amici e care amiche, mi dispiace ma avete perso palle e ovaie:-). Io sono sì beffardo, ma a differenza del Sofri di allora non sono un coglione, pertanto nella malaugurata ipotesi cercherei in ogni modo di sconsigliare l’energumeno fanatico dal porre in atto l’insano gesto. Ma anche qualora non lo facessi, sfido chiunque a trovare una logica nel considerare me – nell’impossibilità di poter processare quel mattacchione che, travestito da Profeta Maometto, s’intrufola nei sogni della gente per istigarla a far cazzate – come “mandante” della strage esplosiva commessa dall’invasato energumeno.

    7. In virtù dei punti 4 e 6, emerge chiaramente che il Sofri di allora era un coglione, ideologicamente traviato, un pallone gonfiato, tronfio e arrogantemente sarcastico (sarcasmo che conserva ancora oggi). Che considerava la vita umana una bazzecola in confronto al Luminoso Sol dell’Avvenir.

    Ma se la giustizia di uno Stato di Diritto dovesse mandare in galera tutti quelli vissuti dal 1945 ad oggi rispondenti a simili caratteristiche, tutte le galere del mondo non basterebbero a contenerli.

    8. In conclusione, io penso che molto probabilmente Sofri abbia una qualche respinsabilità GIURIDICAMENTE RILEVANTE, nella vicenda Calabresi, anche se prove o testimonianze in tal senso non ci sono (e te credo, mica i kompagni dirigenti di quella congrega di assassini tenevano verbali delle riunioni in carta da bollo:-) ). Ma da qui a qualificarlo come “mandante”, solo – ripeto – per quella frase cogliona detta a Marino – mi sembra decisamente esagerato.

    Pertanto, siccome membri di quelle congreghe losche e spesso sanguinarie riempiono i mass media in percentuali bulgare, o si mandano aff…lo e a zappare la terra tutti, oppure accanirsi solo ed esclusivamente su Sofri ha poco senso.

    Ciao

    Ritvan

  27. utente anonimo says:

    Ritvan

    ma tu non sei il capo della congrega del barbuto che sente le voci, Sofri lo era all’epoca.

    Francesco

  28. utente anonimo says:

    ritvan,

    sul caso sofri hai fatto un intervento articolato e piuttosto intelligente perchè hai saputo cogliere la complessità politica di tutta quella storia e forse l’impossibilità di venirne a capo anche giuridicamente.

    Sorvolo su quell’accenno ai kompagni presi in toto e non meglio identificati, perchè te l’ho detto mille volte che di kompagni ce n’erano di diverse specie.

    D’altra parte non si può avere tutto da un commento:-)

    maria

    Di kompagni in italia, dal 1945 in poi, ce ne sono stati tanti,….

  29. utente anonimo says:

    Otelma è l’inverso di Amleto, per chi non se ne fosse accorto.

    A volte non è altrettanto semplice accorgersi di avere a che fare con un truffatore, uno che si spolvera la parvenza di coscienza sghignazzando ( eheheh) sulla scemenza degli “scemi”.

    Un anziano a Milano, così almeno ha riportato la cronaca, subito dopo essersi reso conto di essere stato truffato , si è buttato dalla finestra : non deve avere sopportato di essersi scoperto ” vecchio rimbambito”.

    Aurora.

    Aurora.

  30. utente anonimo says:

    >Ritvan ma tu non sei il capo della congrega del barbuto che sente le voci, Sofri lo era all’epoca.Francesco<
    Sbagliato, fratello. Non era il capo della congrega, era il capo del settore “ideologia”, non di quello “operativo” (quello che sparava, per intendersi). E’ da presumersi – vista l’omertà che praticano i vari “dissociati” di quella congrega, compreso Sofri stesso, che la decisione su chi, come e quando accoppare un “nemico del Proletariato Mondiale” venisse presa dal Plenum dei Capi Mand…pardon:-) Sezione. Con voto democratico (sull’omicidio i compagni avevano idee assai democratiche:-) ). Probabilmente, se era presente, Sofri avrà votato contro l’ignobile assassinio, ecco perché si accanisce tanto per anni a definirsi “innocente”, invece di fare la solita italica “e vabbuo’ chi ha avuto-avuto-avuto…scurdammuce ‘o passato”:-).

    Per quanto sopra, dunque, la mia sostanziale equiparazione di Sofri ideologo con il Ritvan discendente di imam-alim, non mi sembra poi ‘sta grande eresia.

    Ciao

    Ritvan

  31. utente anonimo says:

    >ritvan, sul caso sofri hai fatto un intervento articolato e piuttosto intelligente maria<
    Grazie, mary.

    >perchè hai saputo cogliere la complessità politica di tutta quella storia<
    Beh, veramente della componente politica (lobby pro e contro Sofri, ipotetiche decisioni “politiche” dei giudici, ecc.) io non me ne sono occupato affatto, mi pare.

    >e forse l’impossibilità di venirne a capo anche giuridicamente.<
    Giuridicamente si è venuti a capo. Ad minchiam, ma si e venuti. Ma tu intendi “la Verità”? Beh, quella forse verrà fuori quando non ci saranno più interessi e motivi di ricatti in gioco.

    >Sorvolo su quell’accenno ai kompagni presi in toto e non meglio identificati,<
    Beh, ti consiglio di usare un buon binocolo durante i tuoi sorvoli:-), visto che i kompagni erano menzionati solo in una frase, che riporto:“…mica i kompagni dirigenti di quella congrega di assassini tenevano verbali delle riunioni in carta da bollo”.. Per non incorrere nelle tue ire di kompagna piccista ferita nell’onore:-), sarebbe stato sufficiente precisare che tali compagni non si chiamavano Togliatti, Longo, Berlinguer, Pajetta, Napolitano, oppure dovevo incollare l’elenco completo di tutti i membri del Politburò del PCI, dal 1921 ad oggi?:-).

    >perchè te l’ho detto mille volte che di kompagni ce n’erano di diverse specie.<
    E avrai letto anche mille volte che la “congrega” di cui sofri era uno degli esponenti di spicco, si chiamava LC e non PCI. Volevi forse che io lo sottolineassi per la 1001-esima volta, a beneficio dei “diversamente colti ed intelligenti”:-) ?

    >D’altra parte non si può avere tutto da un commento:-)<
    Appunto. Era solo un commento sulla “colpevolezza” di Sofri, non la voce “Adriano Sofri” su Wikipedia, o kompagna che non sbaglia mai!:-)

    Ciao

    Ritvan

  32. utente anonimo says:

    Ritvan,

    parlando di complessità politica mi riferivo al rapporto tra parole e azione politica effettiva, la frase di sofri, riportata da marino, se vera,mi ha fatto venire in mente, appunto, le parole brucia ragazzo brucia, che se raccolta dal ragazzo in questione non coinvolge più di tanto chi l’ha pronunciata, ma ha lo stesso una certa carica di responsabilità, nel bene e nel male, anche se senza conseguenze giuridiche.

    E’ un discorso molto complicato, chi fa rischia, chi non fa ma incita a fare, se la cava e casca da ritto.

    In azioni singole è ovvio, perchè un’analisi politica può essere anche molto violenta, ma in generale, deve riferirsi a una lotta di tante persone.

    In altre parole voglio dire che se sofri avesse davvero pronunciato quella frase, non sarebbe tanto il mandante vero e proprio, visto che la “sentenza” non l’aveva pronunciata lui, ma sarebbe tuttavia moralmente responsabile e pur difendendosi , come è normale, dovrebbe ammetterlo. Ma l’avrà pronunciata?

    maria

  33. utente anonimo says:

    >In altre parole voglio dire che se sofri avesse davvero pronunciato quella frase, non sarebbe tanto il mandante vero e proprio, visto che la “sentenza” non l’aveva pronunciata lui, ma sarebbe tuttavia moralmente responsabile e pur difendendosi , come è normale, dovrebbe ammetterlo. Ma l’avrà pronunciata? maria< Su quella frase si gioca tutto. Marino sostiene che era un ordine esplicito di uccidere, Sofri, pur non negando di aver parlato con marino della vicenda, sostiene di non avergli dato alcun ordine (e non poteva dargliene, visto che Marino non dipendeva “gerarchicamente” da Sofri, secondo le regole della rigida disciplina di quella congrega).
    La memoria umana è labile, magari entrambi sono in buonafede sulla propria interpretazione. La Verità la sa solo Dio.

    Io credo che abbia ragione Sofri. Come ho già detto l’altra volta, conoscendo io la sua verve sarcastica, la frase rivolta a Marino, un verme che prima ammazza e poi si pente, aveva questo “sottotitolo” ironico:

    “E’ perfettamente inutile che tu ti faccia le pippe mentali con me, bello mio: questa non è una questione ideologica, di cui io sono esperto, è una questione della tua coscienza di uomo. Perché hai solo due possibilità: o vai e uccidi, oppure non vai e ti costituisci alla polizia, spifferando tutto e invocando la sua protezione. Disubbidire all’ordine che hai ricevuto, facendo finta di nulla e continuando a Lottare Continuamente Per Il Proletariato è un’opzione che non esiste.”

    Abbi pazienza, mary, ma che gli doveva dire? Vai e denunciaci tutti? O non andare e aspetta serenamente il kompagno incaricato di farti saltare il cervello per aver disubbidito? Su, siamo seri, giuridicamente parlando, i mandanti dell’omicidio Calabresi sono quelli che nella famigerata riunione hanno votato “pollice verso”. Nessun altro. E Sofri è solo un capro espiatorio. Che debba espiare le altre sue colpe, d’accordo, ma appioppargli anche questo, no.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Nel 2000, dopo l’ennesima sentenza di condanna per Sofri,

    l’avvocato Gianfranco Maris, difensore di Leonardo Marino, rilascia ai giornalisti questa dichiarazione: “Non escludo che Sofri sia intimamente convinto della sua innocenza, forse il via libera che diede a Marino per l’esecuzione dell’omicidio Calabresi scaturisce da un equivoco”.

  34. utente anonimo says:

    Ritvan, è sensato quello che dici, ma mi viene da osservare che Marino poteva benissimo non uccidere, non sarebbe stato ammazzato a sua volta per questo, lotta continua non era la mafia eh, penso anche che marino aveva un rapporto specialissimo con Sofri, lo venerava quasi, il suo primo figlio lo aveva chiamato come lui, Adriano, e quindi probabilmente la domanda ,se fu posta ,fu posta per un consiglio autentico. Ma non so bene quali fossero i loro rapporti in quel momento e nemmeno i rapporti di sofri con coloro che avevavo deciso di far fuori calabresi e che non sono mai stati individuati.

    Più in generale non è mai emerso , che io sappia, un contrasto tra i dirigenti di lotta continua a proposito dell’uccisione di calabresi come invece successe tra i brigatisti per l’assassinio di Moro. Erano tutti d’accordo, o qualcuno non sapeva? o invece Lotta continua non c’entrava una mazza, malgrado la campagna martellante contro il commissario, nelle settimane che precedettero la sua morte?

    maria

  35. utente anonimo says:

    >Ritvan, è sensato quello che dici, ma mi viene da osservare…maria<
    E te pareva che non osservavi!:-)

    >che Marino poteva benissimo non uccidere, non sarebbe stato ammazzato a sua volta per questo,<
    Ah, no? Dici che lo avrebbero direttamente prepensionato o si sarebbero limitati a decurtargli qualche punto dalla tessera di partito?:-). Magari se la cavava con un’autocritica bolscevica, che dici?

    >lotta continua non era la mafia eh,<
    Solo perche mancavano i legami “di famiglia”.

    >penso anche che marino aveva un rapporto specialissimo con Sofri, lo venerava quasi, il suo primo figlio lo aveva chiamato come lui, Adriano, e quindi probabilmente la domanda ,se fu posta ,fu posta per un consiglio autentico.<
    E il consiglio fu per l’appunto autentico. Ma fu un consiglio, non un ordine. Pertanto Sofri non può essere considerato “mandante”.

    >Ma non so bene quali fossero i loro rapporti in quel momento e nemmeno i rapporti di sofri con coloro che avevavo deciso di far fuori calabresi e che non sono mai stati individuati.<
    Beh, uno di loro, Pietrostefani, sì. Ma non parla, il fetentone.

    >Più in generale non è mai emerso , che io sappia, un contrasto tra i dirigenti di lotta continua a proposito dell’uccisione di calabresi come invece successe tra i brigatisti per l’assassinio di Moro.<
    Sicuramente quelli di LC sono più omertosi.

    >Erano tutti d’accordo, o qualcuno non sapeva? o invece Lotta continua non c’entrava una mazza, malgrado la campagna martellante contro il commissario, nelle settimane che precedettero la sua morte?<
    Non cominciamo di nuovo ad accusare la CIA, eh, per favore!:-)

    Ciao

    Ritvan

  36. utente anonimo says:

    Ritvan,

    sei assolutamente certo che, stando agli atti del processo, Sofri avrebbe fatto soltanto questo e nient’altro?

    Te lo chiedo perché, di norma, un conto è ciò che scrivono i giornalisti di ogni risma e altro quanto è scritto negli atti. Purtroppo.

    Del resto, basti vedere l’esemplare affare Battisti, e l’esemplare tranvata che si sono presi gli “intellettuali” che lo difendono di fronte alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo…

    Z.

  37. utente anonimo says:

    Caro Z. io sono certo di una cosa sola: che prima o poi tutti dobbiamo morire. E neanche di questi sono certo “assolutamente”, visto che – popperianamente parlando – da qualche parte nel mondo ci potrebbe essere un Higlander immortale e noi non ne sappiamo un cazzo:-).

    Detto questo, della cosa di Sofri sono “ragionevolmente” sicuro. Sai, in quell’ambiente non s’usava stilare le “sentenze” di morte su carta da bollo e poi firmarle col sangue. Per me è una condanna basata su un mezzo equivoco semantico-psicologico.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Detto questo, a me Sofri sta sui cosiddetti e non solo per il suo passato da estremista di sinistra.

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