Il Premio Summerlin

Il Premio Darwin viene concesso a quelle persone che compiono qualche gesto clamorosamente autolesionista, tale da impedire loro di diffondere i propri geni nel mondo.

Per intuibili motivi, il premio viene concesso quasi sempre postumo.

Manca però un premio per i piccoli cialtroni che non muoiono e che rimangono sempre a galla, però riescono a darsi da soli delle mazzate abbastanza divertenti.

Proponiamo, quindi di istituire il premio William T. Summerlin, in onore di un noto immunologo statunitense, sorpreso la notte del 27 marzo 1974, nel suo laboratorio, mentre dipingeva una macchia bianca sul dorso di un topolino nero, per dimostrare una sua originale tesi in materia di genetica.

Il vincitore per quest’anno del Premio Summerlin è sicuramente il micro-giornalista Dario Dimitri Buffa, le cui avventure seguiamo da quando pubblicò tre articoli identici su La Padania, Libero e L’Opinione, in cui affermava che il sottoscritto si apprestava a mettere a ferro e fuoco Firenze.

Per saperne di più, potete seguire qui il tag Torchiaro, dove troverete anche alcune notevoli foto del micro-giornalista in questione.

Dario Dimitri Buffa sul suo blog si presenta così:

"Tennista, laziale e sionista. Ma anche arabista e islamista. Però nemico di ogni terrorista. Il dialogo che suggerisco con quella gentaglia è quello spiritico: dopo averli ammazzati grazie a un intervento americano uno li evoca con un medium e ci dialoga dall’oltretomba."

Ha anche una precisa ambizione:

"Sono Dimitri Buffa, consideratemi il Simon Wiesenthal dei cattivi maestri che predicano l’odio contro Israele nelle scuole o che disinformano sui giornali. Chiunque di voi sia testimone diretto o indiretto, ma sempre attendibile con date, orari, nomi e cognomi e prove dei delitti, può conttarmi con una mail da spedire a dariodimitri.buffa@fastwebnet.it

Poi sarà mia cura ricontattarvi per telefono qualora me lo spediate"

Comunque, la sua specialità sono brevi aforismi.

Prendiamo ad esempio questo post che riportiamo per intero. Ha almeno il pregio di essere molto più breve di quelli che scrivo io:

"A Marco basta di fare il kamikaze de Prodi e il kagakaze di Capezzone, fai il contrario che è meglio"

Dario Dimitri Buffa si confessa:

"Fare il giornalista è un mestiere del cazzo, fai 30 anni di gavetta e poi è grasso che cola se alzi 2 mila euro al mese. In giornali di terz’ordine.

[…] Se un giorno mi ucciderò non sarà per amore."

Siamo d’accordo che Dario Dimitri Buffa scriva su giornali di terz’ordine, ma se guadagna duemila euro al mese, li deve spendere tutti subito.

Infatti, si lamenta perennemente della mancanza di fondi, motivo per cui questo blog ha anche partecipato, a modo suo, a una raccolta di fondi per il suo gatto.

Ora, il personaggio è quello che è.

Ma non mi sarei mai immaginato che potesse fare un’azione che gli meritasse direttamente il Premio Summerlin.

Premessa: in rete, gira una truffa piuttosto nota.

Lo spammatore di turno ti scrive, ad esempio da Londra, per chiederti di fare da mediatore per un importo, poniamo, di 280 Euro, da girare a qualcun altro: tu potrai tenerti il 5% (14 Euro) come commissione.

Non si capisce bene perché il mittente, anziché dare i soldi direttamente al ricevente, dovrebbe passare per un perfetto sconosciuto, rimettendoci pure il 5%, ma questi sono dettagli.

Nel caso (circa uno su un milione) che tu sia abbastanza cretino da accettare, ti trovi sul conto, non 280 Euro, ma ben 2.800.

Lo spammatore allora ti scrive, scusandosi dell’errore e pregandoti di rimandargli la differenza – in questo caso, 2.520 Euro. Nel caso in cui tu sia ulteriormente idiota (un caso su dieci milioni), tu prendi e gli mandi 2.520 Euro.

Siccome le banche hanno i loro tempi secolari, è solo qualche settimana, o addirittura mese, dopo, che la tua banca ti avvisa che ti avevano accreditato le 2.800 Euro solo temporaneamente, in attesa di controllare la validità dell’assegno.

L’assegno di 2.800 Euro che ti avevano mandato da Londra era, ovviamente, a vuoto. Mentre i 2.520 Euro che tu hai mandato a Londra erano, altrettanto ovviamente, soldi veri.

Ora, Dimitri Buffa ha abboccato.

Ma non ha solo abboccato, un caso su un milione.

Non ha solo "restituito" i soldi in eccedenza, un caso su dieci milioni ("A quel punto mi spavento" ammette il Wiesenthal dei poveri).

Non solo ha restituito pure i soldi che teoricamente gli spettavano, mandando ben 2.800 Euro ai truffatori, un caso su cento milioni.

Ma se ne vanta pure sul suo blog, sotto il titolo "Come fare soldi con internet navigando tra imbroglioni e siti strani". Un caso su un miliardo.

Per la documentazione della giuria del premio Summerlin, riportiamo qui per intero il post di Buffa, evidentemente scritto prima che gli arrivasse una telefonata, cortese ma ferma, dalla sua banca.

dario dimitri buffa

Dario Dimitri Buffa si presenta così sul forum del Partito Radicale

 Dal blog di dimitribuffa (491) – Domenica, 18 Febbraio 2007 – 7:16pm

COME FARE SOLDI CON INTERNET

NAVIGANDO TRA IMBROGLIONI E SITI STRANI

Questa è una storia contemporanea. Che insegna come si possano fare soldi con internet a patto di correre qualche rischio. E di non avere troppi scrupoli morali.

Come quello di rispondere “ok” a una delle tante e mail di spam che vengono da sedicenti operatori  finanziari. Con tanto di sito internet registrato all’estero. Gente che ti propone di fare da tramite per passaggi di soldi che quasi sempre nascondono truffe, esportazioni di capitali o peggio ancora riciclaggio di denaro contante. Chi scrive, allettato da una propria curiosità personale felina che spesso, come d’altronde quella dei gatti veri e propri, lo porta a un passo dal rimetterci le penne, un bel giorno decise proprio di rispondere “ok” alla profferta di una delle tante mail di spam che giungono ogni giorno nella posta di tutti. La società era London based e chiedeva a chi fosse interessato da un lavoro part time che presupponeva di stare qualche ora al giorno su intenet per non meglio specificate intermediazioni finanziarie di mandare nome e cognome per essere ricontattati. Passa qualche settimana e arriva una nuova mail: la società A. chiede di sapere se si sarebbe disposti a fornire un numero di conto corrente per fare transitare bonifici da due, tre mila euro a botta che poi dovevano essere girati a nominativi che sarebbero stati forniti in un secondo momento. Decido di spingermi oltre per vedere dove mi può portare un’inchiesta giornalistica iniziata quasi per caso. E per gioco. E poi mi dico: ma quelli mica saranno tanto scemi da mandarmi i soldi? D’altronde con  quei dati passivi di conto corrente non si corre il rischio di venire rapinati a diffonderli su internet.

Lo fanno anche le mignotte virtuali per farsi pagare quando chatti con loro su internet. Più che ricevere denato non si può. Ma mi sembrava impossibile che delle persone normali potessero mandare un bonifico a uno sconosciuto senza alcuna garanzia.

Ma è invece proprio quello che mi succede, circa due mesi dopo l’ultimo scambio di e mail con la A. London based. Con la quale avevo fatto finta di stare al gioco fornendo le coordinate del mio conto. Una sera mentre vado a constatare la cronica “rossitudine” del mio conto da giornalista pressochè sempre sottopagato dai propri committenti spesso anche con ritardo,
trovo una sorpresa che per poco non mi viene un colpo: da ignota mano erano stati in effetti accreditati sul mio conto ben 2800 e rotti euri. Oddio, mi sono detto, e adesso che faccio?

Per qualche giorno cerco di capire se non sia uno sbaglio, ma così non è: il bonifico è all’ordine del mio nominativo.

Poi prevale la tentazione di stare lì a vedere che succede: tra me e me penso che alle brutte mi tengo il danaro e offro la cena a tutti gli amici e poi ne scrivo.

Arrivano però alcune e mail da quella società che mi chiedono se è arrivato detto bonifico e le istruzioni su come trasferirlo e a chi detraendo un 5% per me. In realtà la e mail di istruzioni non è mai arrivata nè mai arriverà. A quel punto mi spavento e chiedo lumi a un amico avvocato che mi dice: ti conviene restituire i soldi al mittente del bonifico prima di fare il tuo articolo. Quella potrebbe essere gente che non scherza. E magari ha sul collo il fiato di qualche polizia postale anti frode e anti riciclaggio britannica su internet.

Detto fatto, il giorno dopo mi sono recato alla mia banca per rispedire al mittente il bonifico, con il pensiero del mio diavolo custode che invece sosteneva che “qualcosa che cade dal cielo non si restituisce mai, per principio”.

L’istinto dell’angelo custode però mi fa obbedire più al senso civico instillatomi dal mio avvocato che alla tentazione che fa l’uomo ladro, specie se vagamente avido.

Ora so che ho fatto la cosa giusta e ho potuto scrivere questo articolo in maniera più distaccata e in pace con me stesso e la società. Magari se fossi stato meno pavido e moralista avrei trattenuto i soldi. Però come diceva anche il filosofo Kant, di cui si ricordano le manie che caratterizzarono i suoi ultimi giorni poco prima che morisse nel fondamentale libro “Gli ultimi giorni di Immanuel Kant” del grande Thomas De Quincey, “la legge morale dentro di me e il cielo stellato sopra di me” rimangono, nonostante tutto, i principi guida per i borghesi come me. L’avventura su internet non fa per noi.

Dimitri Buffa

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53 Responses to Il Premio Summerlin

  1. utente anonimo says:

    per il fascio-matinez: ma c’è bisogno che posti quella foto ogni volta che c’è di mezzo Dimitri Buffa?? ma quanto sei ‘nfame!!

  2. AndreaYGHPSA says:

    #1: per la serie: come non si capisce chi è l’autore del commento..

    Tornando all’articolo, certe cose possono succedere solo a questi cialtroni o solo a questi cialtroni possono succedere certe cose?

    3umar andrea

  3. utente anonimo says:

    e hai capito male mullah umar andrea, non sono Buffa, non c’è mica bisogno di esserlo per dare dell’infame al fascio-martinez, quella è una cosa che viene naturale, piuttosto stai attento perchè ti teniamo d’occhio

    collettivo autonomo ‘Bandierarossa’

  4. utente anonimo says:

    Oddio comunisti antifascisti. La più ridicola combinazione esistente, che neppure il buffo buffa.p

  5. Santaruina says:

    Dimitri Buffa semplicemente straordinario.

  6. kelebek says:

    Caro collettivo atonomo “Bandierarossa”, oltre a tenere d’occhio i fasci, prova a tenere d’occhio il tuo conto.

    Per tua fortuna, il governo ha varato una modifica in tuo favore sugli interessi da pagare per i conti in rosso.

    Miguel Martinez

  7. utente anonimo says:

    Certo, che hai delle conoscenze molto scurrili.

    P.S. Hai risolto il problema della posta?

    fenice

  8. utente anonimo says:

    in realtà kant diceva “la legge morale dentro di me, il cielo stellato sopra di me e un buon avvocato vicin’ammé” e mi pare che da questo punto di vista il tuo amico dovrebbe affidarsi a qualcuno un po’ più sveglio

    roberto

  9. utente anonimo says:

    (Roberto #3)

    Che era quel che pensavo anch’io.

    Voglio dire, Preite perlomeno ciaveva l’avv. on. Carlo Taormina. Per quanto.

    Erika

  10. utente anonimo says:

    [roberto #8, volevo dire]

    Erika

  11. forte il tipo, non c’è che dire….

    ha provato anche a farla passare per un’ indagine giornalistica…ha anche del “coraggio”…

    ciao miguel

    orso

  12. utente anonimo says:

    OT per Miguel,

    a proposito di una vecchia discussione sulla conferenza di pace per l’afghanistan, e con chi farla

    http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=64451

    roberto

  13. utente anonimo says:

    Dice il preg.mo Stiffoni (Lega Nord):

    – Aprire ai talebani la conferenza di pace è come una riedizione dei patti di Monaco del ’38. Si fidarono di Hitler e dopo tre giorni la Cecoslovacchia fu occupata —

    Ora, è vero che io sono un leguleio becero e ignorante, ma a me pareva di ricordare che Boemia e Moravia fossero state occupate nel ’39, non nel ’38. E che la Slovacchia, peraltro, sarebbe rimasta indipendente (e riconosciuta pressoché da tutti come tale, Ungheria a parte).

    Ma si sa che le scuole emiliane non reggono il paragone con quelle lombarde :D

    Z.

    p.s.: e bravo Fassino :-)

  14. utente anonimo says:

    Erika,

    non so chi sia Preite, ma di certo poteva scegliersi un avvocato migliore :-)

    Z.

  15. Ha ragione il collettivo “bandiera rossa”: postare quella foto di NUDO è veramente un atto fascista, ma che dico: nazista.

    Se vuoi ti spedisco un nudo di David Beckham per darti modo, o fascio-martinez, di prendere le distanze, nonchè fare autocritica rispetto a quest’ obbrobrio da te pubblicato, che offende la rappresentazione estetica e ideologica di ogni “vera antifascista”.

    Cloro.

  16. ulivegreche says:

    Applausi per Buffa!

  17. kelebek says:

    Per fenice n. 7

    qualcosa comincia a funzionare, ma ancora non mi convince.

    Provate a scrivermi, se vi rispondo vuol dire che funziona in tutti e due i sensi.

    Miguel Martinez

  18. kelebek says:

    Per Cloro n. 15,

    non so se il tuo commento è ironico, comunque tutti somigliamo (più o meno) al tizio nella foto.

    Ma non tutti decidiamo di presentarci pubblicamente così, in forum politici, usando tale foto come santino elettorale per invitare a votarci.

    Se Berlusconi decide di presentarsi sui muri d’Italia con un casco in testa e le parole “presidente operaio”, beh, il problema è suo se quella foto poi gira.

    Idem per il candidato radicale Dario Dimitri Buffa, che ha deciso di farsi la micro-campagna elettorale vestito in quel modo.

    Miguel Martinez

  19. x Miguel: certo ke era ironico (come del resto il tuo “è buona” detto di Lisistrata sul mioblog). Per il resto: ti do’ perfettamente ragione, anche se negli anni 70 il nudo ha avuto la sua storia, come strumento di lotta, oggi è un po’ fuori luogo, e soprattutto, devi potertelo permettere. In effetti c’è una cosa su cu nn sono d’accordo con te e cioè quando scrivi:

    “tutti somigliamo (più o meno) al tizio nella foto.”

    Permettimi di dissentire, empiricamente parlando:

    http://img63.imageshack.us/my.php?image=davidbeckhamyz6.jpg

    I cattolici/che di questo topic NON guardino . Ciao

    Cloro

  20. utente anonimo says:

    Non essendo cattolico, ho guardato: ma è un falso bello e buono!

    (beh, sì, in tutti i sensi).

    In ogni caso, Cloro, che commento “maschilista” il tuo!

    :-)

    Paolo

  21. utente anonimo says:

    >In ogni caso, Cloro, che commento “maschilista” il tuo!

    :-) Paolo< Ma quale maschilista e maschilista: commento di femmina buongustaia fu (e m’ immagino Clorabella divorando con gli occhi la foto – fotomontaggio o meno che sia – nella ben nota posa del Fantozzi con la lingua penzoloni all’angolo della bocca:-) ).
    Ciao

    Ritvan

    P.S. C’ho da qualche parte nel PC la foto di un negro nudo – speditami da un’amica buongustaia:-) – la cui appendice riproduttiva farebbe sentire letteralmente un verme quella del vero/falso Beckham. Interessa a qualcuno?:-)

  22. utente anonimo says:

    x Z. (n.13)

    No probabilmente è il calendario padano che ha una lunghezza del “giorno” differente da quella di nosotros:-)

    Comunque, nella scala della Storia umana 3 giorni o 6 mesi non credo faccia molta differenza. La sostanza del discorso del bieko leghista la trovo sostanzialmente corretta. Con gente come Hitler o come i talebani (che hanno già dimostrato di cosa son capaci) non si può far pace: vanno sterminati e basta.

    Ciao

    Ritvan Bieko Albanese Sterminatore.

  23. utente anonimo says:

    Ritvan,

    – Comunque, nella scala della Storia umana 3 giorni o 6 mesi non credo faccia molta differenza. La sostanza del discorso del bieko leghista la trovo sostanzialmente corretta. —

    Nella scala della storia umana da Adamo ed Eva a Britney Spears decisamente no… ma nella scala degli anni ’30 un po’ sì, dai!! :-))

    – Con gente come Hitler o come i talebani (che hanno già dimostrato di cosa son capaci) non si può far pace: vanno sterminati e basta. —

    Mah, queste reductiones ad Hitlerum nei confronti dei talibbàni mi lasciano sempre perplesso. Sì, o’ so, non l’hai fatta tu, l’ha fatta un personaggio che deve presumersi presquanalfabeta… ma mi lascia perplesso ugualmente. Non è quindi una risposta a te in senso stretto, è più che altro una serie di riflessioni che colgo l’occasione per *rifilare* a tutti :-))

    Innanzitutto, non so cosa possano fare i talebani (a parte distruggere i Budda nella roccia) ma dubito che siano lontanamente paragonabili alla Wehrmacht. Non credo che ne riuscirebbero ad imitarne le gesta – ad es., chessò, sottomettere il Pakistan, coventrizzare il nord dell’India e infine tentare una riedizione di Barbarossa contro la Cina :-)

    Detto questo, le trattative con la Germania hitleriana ci furono eccome, durante la guerra! Sicuramente ricorderai delle vicende ungheresi che portarono Himmler a perdere la fiducia di Adolfo. Si ritiene che Roosevelt avrebbe fatto meglio a seguire quella strada, anziché costringere la Germania ad un’inutile ma strenua resistenza. Diversamente, forse, sarebbe stato possibile salvare parecchi ebrei deportati – come quasi si giunse a fare in Ungheria, se non fosse stato per l’intervento del Fiurrer – e far fuori Hitler un anno prima (salvando, contestualmente, molti altri deportati).

    Del resto, se proprio vogliamo assimilare fascisti e talebani, è pur vero che gli Alleati trattarono anche con l’Italia fascista. E riuscirono a dividere il regime, e alla fine a conquistarlo. L’idea ha funzionato, insomma. Potrebbe funzionare ancora.

    Per finire, nonostante la tenacia dell’esercito tedesco e la differenza qualitativa e quantitativa tra la Wehrmacht e la Talemacht, per i tedeschi nel marzo ’45 la sconfitta era solo questione di tempo (a ben vedere lo era anche nel marzo ’44). Non si può dire lo stesso, temo, per quanto riguarda i talebanos nel marzo 2007. Sicché, per chi sostiene l’intervento in Afghanistan – e io sono tra questi, perché all’inizio (quanto meno) l’ho sostenuto – il paragone con la Germania nazista dovrebbe risultare piuttosto imbarazzante, oltre che un pochino arbitrario :-)

    A maggior ragione per questa difficoltà che la coalizione sta incontrando in Afghanistan, forse è ancora più sensato porsi il problema delle trattative coi talibbàni…

    Z.

  24. utente anonimo says:

    P.S. C’ho da qualche parte nel PC la foto di un negro nudo – speditami da un’amica buongustaia:-) – la cui appendice riproduttiva farebbe sentire letteralmente un verme quella del vero/falso Beckham. Interessa a qualcuno?:-)

    mariA

    a me no di certo:-) gli uomini nudi mi dicono poco o nulla, del resto è noto che la sessualità femminile è diversa da quella maschile e una delle differenze è proprio quella del guardare; non a caso i calendari di maschi nudi non hanno la stessa diffusione di quelli femminili.

  25. utente anonimo says:

    Ho letto che i calendari di maschi nudi più che dalle donne vengono apprezzati dai busoni…

    C’è gnente da fare. Omo o eterosessuali cambia poco: ci facciamo sempre riconoscere :-))

    Z.

  26. utente anonimo says:

    Un mio amico gay apprezza molto il calendario dei rugbysti francesi, nel caso interessasse a qualcuno :-)

    Paolo

  27. utente anonimo says:

    >gli uomini nudi mi dicono poco o nulla, del resto è noto che la sessualità femminile è diversa da quella maschile e una delle differenze è proprio quella del guardare; non a caso i calendari di maschi nudi non hanno la stessa diffusione di quelli femminili. maria< Sì, sì, lo so, conosco la leggenda metropolitana secondo cui a vosotros non interessa quel bieco e caduco involucro che è il corpaccio maschile, ma v’interessa che il partner sia intelligente, colto, brillante e che sappia farvi ridere.
    C’è a questo proposito un interessante esperimento fatto da Enrico Lucci delle “Iene”.

    Lucci – che non è certo un Adone – raccoglie dalla cronaca dichiarazioni di attrici, attricette e velinume vario, dichiarazioni – che sembravano stese con la fotocopiatrice – del tenore da me sopradescritto.

    Poi, ne tampina le autrici, ingaggia con loro una brillante e colta discussione, le fa ridere a crepapelle con gustose battute e storielle e alla fine chiede loro con nonchalance se gradiscono un invito a cena da parte sua. Gelo improvviso e sguardo glaciale rivolto a Lucci dalla attrice/attricetta/velina/letterina/letteronza di turno che si poteva chiaramente tradurre in “ma ti sei guardato allo specchio?”:-)

    Ciao

    Ritvan Il Bieko Demolitore Dei Miti Femminili

  28. utente anonimo says:

    Ritvan #28,

    ma non è mica un mito!

    Il mito è che sia così perché siamo esseri più sensibili più profondi di più elevata moralità e insomma più fighi rispetto a voi maschi.

    La verità è che è così perché, per beceri motivi di selezione naturale, l’intelligenza, la cultura e la brillantaggine ci eccitano tendenzialmente più della bellezza fisica.

    Ca vulimm fa’.

    Erika

    Erika

  29. utente anonimo says:

    >La verità è che è così perché, per beceri motivi di selezione naturale, l’intelligenza, la cultura e la brillantaggine ci eccitano tendenzialmente più della bellezza fisica. Erika< Già, vallo a dire a Enrico Lucci!:-)
    Ciao

    Ritvan

    P.S. Certo che anche Briatore dovrebbe essere proprio un mostro di intelligenza, cultura e spirito!:-)

  30. utente anonimo says:

    x Erika (serio)

    Recenti studi di psicologi ed antropologi – va da sè, ameregani – hanno appurato che le donne – sempre per bieki motivi darwinistici – vogliono che il padre dei loro figli sia il selvatico e belloccio Brad Pitt, ma che ad allevarli in coppia con loro sia il pacioso e rassicurante Tom Hanks. Come dire, la versione scientifica di “botte piena e…marito ubriaco”.

    Ciao

    Ritvan

  31. utente anonimo says:

    Ritvan #30-31,

    i soldi non c’erano, nella classifica. :)

    E’ chiaro che pure quelli rientrano nelle cose che ispirano, ovvero, insieme a cultura etc. (l’intelligenza IMHO è borderline) rientrano tra i fattori ‘arrapanti in quanto [possibile] risorsa materiale per la sopravvivenza dei futuri figli’ – mentre la bellezza rientra nei fattori ‘arrapanti in quanto indice di buon patrimonio genetico’.

    I maschi la prima categoria di arrapamento ce l’hanno pochissimo, in quanto non biologicamente costretti a seguire la strategia del ‘puntare tutto su pochi figli per volta e quindi fare di tutto per farli sopravvivere al meglio’, potendo invece puntare più sulla quantità.

    E’ chiaro quindi che siccome i fattori di arrapamento categoria a. e categoria b. tendono a non coincidere nella stessa persona la soluzione ottimale (giudizio di efficacia e non di valore, eh) per le femmine sia quella che dici tu (mica ci servivano gli americani per arrivarci).

    Avendo appena giustificato evoluzionisticamente il postulato della donna zoccola, per non fare la solita maschilista aggiungo che la strategia più efficace per i maschi consiste evidentemente nell’inseminazione-e-fuga, che permette di delegare l’eventuale investimento di risorse per intero alla femmina. Per cui le donne sono zoccole, ma gli uomini sono stronzi.

    Erika (in ricaduta dawkinsiana)

  32. utente anonimo says:

    Aggiungo:

    - l’eventuale obiezione per cui anche i fattori quali ricchezza cultura etc. s’inseriscono nella scelta del patrimonio genetico in quanto specchio di doti genetiche si risolve IMHO nella considerazione che ‘può anche darsi ma si gira in tondo dacché sicuramente arrapano anche in quanto risorse indipendentemente dalla loro origine';

    - ribadisco comunque la priorità dei fattori della categoria a. in quanto, in mancanza della disponibilità congiunta di marito ricco e amante bono, è più efficace puntare sul primo, almeno in attesa del secondo;

    - si può obiettare che la bellezza non necessariamente rispecchia buone qualità genetiche e/o che si tratta di qualità inutili nel contesto odierno e/o è un costrutto culturale; tuttavia già il fatto che sia accettata come criterio dalla maggioranza della popolazione implica che anche il figlio sarà considerato bello ed avrà quindi maggiori possibilità di accoppiarsi/di scegliersi il partner, ergo diffonderà i nostri geni;

    - non c’entra molto ma lo dico uguale: c’è caso che i comportamenti ‘autodistruttivi’ che attirano a volte noi femmine (alcoolismo delinquenza etc.) siano molto parzialmente spiegabili con la ‘teoria della coda di pavone’ altresì detta ‘se nonostante tutto ancora campa deve avere un patrimonio genetico della madonna’.

    Ciò non confligge con la storia delle risorse spendibili per i figli in quanto se si mettono con noi passando alla versione ‘marito’ devono tassativamente smettere di autodistruggersi o quantomeno lo facciamo in quest’ottica.

    Erika

  33. utente anonimo says:

    Riaggiungo:

    tuttavia il mio scopo nella vita è emanciparmi da questa robaccia (cioè il darwinismo).

    Non con teorie antievoluzioniste più o meno ragionevoli bensì cercando di aggirarlo o accantonarlo o disinnescarlo con tutte le scappatoie psicologiche, filosofiche, religiose, mitiche o magiche che troverò.

    Oppure morirò nel tentativo.

    E a quel punto mi meriterò di brutto il Darwin Award.

    Erika

  34. utente anonimo says:

    Sì, Erika, quelli da te descritti sono i comportamenti atavici subconsci che gli scienziati individuano mediante test più o meno scientifici. Ma l’uomo (e spero:-) anche la donna) dovrebbero essere in grado di sottrarsi al “richiamo della foresta”, ragionandovi sopra.

    Ciao

    Ritvan

  35. utente anonimo says:

    P.S. x Erika

    Dimenticavo, forse sarebbe il caso che vosotros combattiate la pulsione di fare la buona samaritana con ubriaconi e tossici. Recenti studi ameregani hanno portato alla conclusione molto politicamente scorretta che la tendenza a bere e ad assumere droghe ha un coefficiente di ereditabilità molto alto. Insomma, oltre a rischiare di essere riempita di botte, ci sono ottime:-) probabilità di mettere al mondo figli con gli stessi problemi.

    Ciao

    Ritvan

  36. utente anonimo says:

    Ma come mai a voi sinistri radicali di kelebek fa così orrore la teoria di Darwin? c’è qualcosa che mi sfugge?

    Z.

  37. utente anonimo says:

    Eh, caro Z., se ci pensi un po’ ci arrivi:-).

    Ciao

    Ritvan

  38. utente anonimo says:

    Nah, ci ho già provato da solo e non ci arrivo. Su, non tenermi sulle spine :-)

    Z.

  39. utente anonimo says:

    Ma è semplice, caro Z! Capiscono – o meglio intuiscono – cosa diverrebbe la loro Gloriosa Società del Sol dell’Avvenir se la teoria darwiniana fosse giusta (e lo è, perbacco se lo è!). Una volta “estinto” lo Stato, il solo garante (bene o male) del cosiddetto “contratto sociale”, l’unica “legge” a governare la società sarebbe per l’appunto quella “naturale”, ovvero darwiniana. Sopravvivenza del più forte e in culo agli altri!:-). Una prospettiva non molto piacevole pei nostri sinistri. Così, meglio buttare sir Charles nel cesso e tirare lo sciacquone:-).

    Ciao

    Ritvan ‘O Nottambulo

  40. kelebek says:

    Per Z n. 37

    “E come mai tu, Z, odi tanto i vietnamiti?”

    Se ti facessi una domanda simile, penso che rimaresti un po’ sorpreso, perché non credo che tu abbia mai fatto una critica ai vietnamiti sul mio blog.

    La tua domanda non è, “cosa ne pensi della teoria di Darwin?”

    No, tu dai per scontato che io sia contrario, e pure “tanto”, mica in modo moderato, alla teoria di Darwin.

    E così l’unica domanda che poni

    è “perché”?

    E Ritvan ti risponde pure, in uno dei suoi momenti di massimo ottenebramento mentale :-((((

    Ti sembra un modo corretto di procedere?

    Miguel Martinez

  41. utente anonimo says:

    Ritvan,

    grazie per aver spiegato alla platea ciò che intuiamo (“capire”, come da te giustamente sottolineato, sarebbe un overstatement).

    Comunque non ti preoccupare, non aboliremo lo Stato, anzi introdurremo la Polizia per il Sottrarsi al Richiamo della Foresta Ragionandoci Sopra.

    Miguel,

    non credo dicessero di/a/per te.

    Quand’è che sei mai stato di sinistra? :)

    Erika

  42. utente anonimo says:

    x MM (n.41)

    Ti ha già risposto Erika, con abbondante vasellina:-): io ti rispondo senza, visto che anche tu la risparmi a me:-). Hai preso un bel po’ di fischi per fiaschi, caro Miguel, altro che “massimo ottenebramento mentale” mio. Evidentemente hai ancora qualche problema con l’italiano:-) se presumi che il zetiano “voi sinistri radicali di kelebek” includesse anche te e non fosse, invece, indirizzato alla pletora di kompagni “duri e puri” che scrivono sul tuo blog, senza che per questo tu – notoriamente di altra “parrocchia” – ne condivida neccessariamente le idee e ti senta, pertanto, coinvolto nell’invettiva zetesca.

    Ciao

    Ritvan

  43. kelebek says:

    Per Ritvan n. 43

    tu casomai hai dei problemi con gli standard minimi di cortesia.

    “Kelebek” non è un collettivo, ma un blog individuale.

    Se io dicessi, “voi anticlericali radicali di Angeli e demoni”, il riferimento sarebbe a Dan Brown.

    Salvo che scrivessi, “voi lettori anticlericali radicali di Angeli e demoni, che la pensate diversamente da Dan Brown”.

    Miguel Martinez

  44. utente anonimo says:

    >Ritvan, grazie per aver spiegato alla platea ciò che intuiamo (“capire”, come da te giustamente sottolineato, sarebbe un overstatement). Erika<
    Hmmm…stai “facendo le pulci” alle mie parole. Ben mi sta: la legge del contrappasso:-). Comunque, non c’era alcun intento offensivo: mi riferivo soprattutto alle lezioni di marxismo di p., – con cui su questo aspetto sono d’accordo – secondo cui il marxismo si intuisce piuttosto che capirne le complicatissime e dottissime argomentazioni.

    >Comunque non ti preoccupare, non aboliremo lo Stato,<
    Miscredente!:-). Nel marxismo non si parla di “abolizione”, bensì di “estinzione”. Più o meno “naturale” (m’immagino i burocrati che si estinguono dolcemente e non vengono rimpiazzati dai loro figliuoli:-) ). Ma se tu vuoi tenere in piedi lo Stato – bieko strumento klassista – allora che razza di marxista sei?

    >anzi introdurremo la Polizia per il Sottrarsi al Richiamo della Foresta Ragionandoci Sopra.<
    Sì, magari anche la “Lotteria Proletaria del Sesso”: il maschietto che vince – anche se guercio, zoppo, sottosviluppato sopra e sotto:-) e butterato dal vaiolo – passa un weekend di fuoco con Angelina Jolie, alla quale la prestazione verrà conteggiata come “servizio civile volontario obbligatorio (non gridare all’ossimoro, kompagna, nel Sol dell’Avvenir “obbligatorio” e “volontario” sono pressoché sinonimi:-) ) a benficio del Proletariato”. Idem per la zitellona ultraracchia vincitrice del Brad Pitt messo in palio come volontario/obbligatorio nella sezione femminile della lotteria. L’invocazione del “mal di testa” da parte dei “volontari”, ovviamente, sarà considerato “tradimento della causa del Proletariato” e punito con 15 anni di cintura di castità:-).

    Ciao

    Ritvan (in veste di Lubrico Bracciante Emiliano-Romagnolo, come da definizione migueliana:-))

  45. utente anonimo says:

    >Per Ritvan n. 43 tu casomai hai dei problemi con gli standard minimi di cortesia. Miguel Martinez<
    Sì, effettivamente mi stanno un po’ sulle bal, perché di solito vengono evocati da chi ha torto nella sostanza e, in assenza di argomenti, vuole rigirare la frittata e “segnare qualche punto” in suo favore. Specie se prima ha dato – in perfetta osservanza degli Standard Minimi Di Cortesia:-) – di punto in bianco e senza alcuna provocazione al “poco cortese” interlocutore dell” “ottenebrato mentale”:-)

    >”Kelebek” non è un collettivo, ma un blog individuale.<
    Frequentato, però, da un “collettivo” che commenta lì, nel blog “Kelebek”, mica nello Spazio Siderale:-). Altrimenti, se hai questa ultraipersensibilità, fai come MMax e chiudi la sezione “commenti”:-)

    “Se io dicessi, “voi anticlericali radicali di Angeli e demoni”, il riferimento sarebbe a Dan Brown.”

    Il paragone è evidentemente ad minchiam:-): il libro “Angeli e Demoni” non include una sezione “commenti dei lettori”.

    >Salvo che scrivessi, “voi lettori anticlericali radicali di Angeli e demoni, che la pensate diversamente da Dan Brown”.<
    Vedi sopra.

    Ciao

    Ritvan

  46. utente anonimo says:

    Ritvan #45,

    ma io mica sono marxista. Io ragiono per categorie morali, quindi non deterministiche, e logiche dualistiche, cioè non dialettiche.

    E questo – te lo può confermare anche p – è antimarxista anziché no.

    Mi accontento di essere comunista. Sarà che sono femmina.

    Erika

  47. utente anonimo says:

    Be’, ovvio che comunismo è marxismo non coincidono. E non solo perché non si usano le categorie di marx. Conosco gente che le usa tutte e arriva a conclusioni diametralmente opposte alle mie. E siamo tutti e due sia comunisti che marxisti. L’inghippo è il termine comunismo, che è qualcosa di ben più vasto d’una teoria del comunismo.p

  48. utente anonimo says:

    Volevo dire “comunismo e marxismo” . La “e” senza accento naturalmente. Lapsus froidiano, magari. Negavo davanti e affermavo di dietro. Ma al di là della mia “cattiva coscienza” la “e” non va accentata.p

  49. utente anonimo says:

    >Ritvan #45, ma io mica sono marxista. Io ragiono per categorie morali, quindi non deterministiche, e logiche dualistiche, cioè non dialettiche.

    E questo – te lo può confermare anche p – è antimarxista anziché no. Mi accontento di essere comunista. Sarà che sono femmina. Erika< A maggior ragione il mio assunto (ovvero quello di p.) dovrebbe valere anche per i “comunisti-non-marxisti”, i quali, non avendo – a diferenza dei “comunisti-marxisti” – un c..zo di riferimento scientifico (o pseudotale) non possono che affidarsi all’intuito. E se si tratta di “comunista-non-marxista-ma-fimmena” il sullodato assunto prende un valore quasi assoluto:-).
    Ciao

    Ritvan

  50. utente anonimo says:

    Mi sto pisciando addosso dalle risate! Ringrazio Manuel per il blog e Dio per aver creato barzellette viventi come Buffa.

  51. utente anonimo says:

    Ops, ho contratto miguel e martinez in manuel scusate ma sto ancora ridendo..

  52. Dai te lo sei inventato uno cosi imbecille non esiste …

    E’ un personaggio all’Ato Gradimento ..tipo Max Vinella ed il generale Buttiglione

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