“Anime di atavici” e pelli di topo

A un certo punto, vanno fuori di testa.

Tutta l’Italia si ricorda di Cossiga; qualcuno segue anche le esilaranti vicende di Paolo Guzzanti – che ha sorpassato la prole per senso (involontario) di umorismo, da quando ha deciso di aprire un blog.

Poi c’è Geminello Alvi.

In realtà, di Geminello Alvi so poco: è un economista, scrive ed è un seguace di quel mite, polimorfo, geniale e delirante visionario che fu Rudolf Steiner [1].

So che, Geminello Alvi, assieme a un giovane di nome Filippo Pretolani, dirige qualcosa che si chiama l’Istituto Kaspar Hauser per gli Studi Economici, e una rivista che si chiama Surplus, pubblicata dal Gruppo Espresso-Repubblica.

Una volta provai a leggere un suo libro (di cui non ricordo nemmeno il titolo): ho un vago ricordo di un testo scintillante e un po’ confuso. Comunque era ancora incomprensibile e quindi serio.

Adesso sembra che sia diventato comprensibile, anche se sempre confuso.

Leggo, ad esempio, che secondo Geminello Alvi, l’inquinamento sarebbe colpa 

«del ministro Pecoraro Scanio, dei comunisti e dei no global che approvano ogni volta le leggi per far venire più immigrati in Italia; e però si vorrebbero ecologisti. Per assecondare i loro terzomondismi peggiorano invece, incoerenti, il carico vitale, e inquinante, dell’Italia già pessimo». [2]

Poi leggo che definisce Rifondazione comunista “una forza del male puro" che “educa alla falsità generazioni di giovani sulla rivoluzione russa o su quel finto eroe di Che Guevara“.

Però, quando la gente va fuori di testa, anche se scende molto in basso, spesso comincia a dire cose vere.

Di fuffa sulle Vittime e i Vittimi dell’Afghanistan, ne sentiamo fin troppa.

Invece, Geminello Alvi dice le cose come stanno, a rischio di scandalizzare qualche buonista che in questi giorni sta votando dolorosamente a favore della spedizione afghana "così non torna Berlusconi".

A parte le imbecillità su "Luxuria che batte i piedi",  Alvi spiega correttamente la politica da applicare (e che viene applicata) per schiacciare gli afghani e portare a casa un buon bottino.

Ovviamente, ha ragione solo se lo scopo  è di schiacciare gli afghani e portare a casa un buon bottino, o almeno di farsi dare una pacca sulle spalle per avervi contributo, come nel caso del governo italiano.

Per chi ha scopi diversi, questo articolo spiega perfettamente perché è un sacrosanto diritto degli afghani resistere. Con ogni mezzo.

"Su Kabul lezione dalla storia

di Geminello Alvi – giovedì 08 marzo 2007, 07:00
Il ministro D’Alema dedica sguardi sufficienti al suo prossimo, che deve parergli ogni volta incapace di capire quanto lui invece comunque capirebbe. Anche riguardo ai casi afghani, quando col suo tono più saputo dice «sciocco strumentalizzare».

Ma intanto quel contorno di furbi e travestiti di ogni sorta ormai al governo, nonché comunisti falliti, si sgomenta e gli resiste. Ed eccoli i governativi più molesti con Luxuria battere i piedi, ormai in tormento isterico, mentre il povero Prodi si dispera, e D’Alema ammaestra alla pace una Nato già in guerra.

Predica tanto più ridicola, tra l’altro considerando i molti tagliagole con cui si ha a che fare in Afghanistan. Come se quelle anime di atavici, [3] aduse a scannarsi tra di loro appena non scannano bastanti russi, indiani o inglesi, fossero da trattare coi Pacs.

E dire che presso gli afghani gli italiani potrebbero vantare, dall’Ottocento, fama ben altrimenti utile, grazie al napoletano generale Paolo Avitabile. Il cui nome ancora pare sia usato dagli abitanti di Peshawar come minaccia per i bambini.

Nato il 25 ottobre del 1791 egli era stato artigliere di Murat; e alle miserie della sconfitta aveva cercato rimedi nei commerci.

Finiti male però, tra naufragi e pesti che lo decisero ad andare in Oriente. Là dove il re di Persia reclutava i reduci delle guerre napoleoniche. Rimase al suo servizio per sei anni: e riuscì a domare le tribù ribelli della frontiera. Ma per convincerli non usò metodi congeniali all’onorevole Luxuria. Adoprò piuttosto ecatombi e terrore. Gli guadagnarono di venir chiamato «eletto della Cristianità» dallo Scià, e insignito della decorazione della Corona e del Leone e del Sole.

Una fama di spietatezza lo precedette a Kabul e fin nel Punjab, dove il maharaja Ranjit Singh, riconobbe i suoi talenti sanguinari. Lo assunse, gli affidò l’artiglieria e una provincia. Prima di arrivare a Peshavar il nostro mandò avanti dei carri coi pali di legno che fece piantare davanti alla città, tra le risa di scherno degli abitanti. Ma nessuno rise allorché il giorno dopo vi pendevano impiccati cinquanta ribelli. A bugiardi e spie fece poi tagliare la lingua e quando arrivò un santone, che protestava, la tagliò pure a lui.

Il nostro malommo e generale era del resto di carattere tale che volle la sua guardia del corpo fatta dai parenti di afghani o khiberiti fatti squartare o impiccati per suo ordine.

Tuttavia proprio per questi suoi talenti piacque agli afghani, come del resto agli inglesi. Un loro tenente lo descrisse uomo robusto, e alto, piacevole, barba lunga, in splendida veste verde con lacci e i bottoni d’oro, e la sciabola di un principe.

Pare fosse ospitale per quant’era spietato. Inoltre salvò gli inglesi in ritirata da Kabul. Ma lo prese la nostalgia di godersi i frutti sanguinolenti delle sue ruberie. A Londra venne onorato con un solenne banchetto alla East India House. E finì rovinato dai buoni sentimenti: nel suo Paese, dove era tornato, avvelenato forse dall’amante della giovane moglie ch’aveva preferito agli harem. Ora non dico che Avitabile possa o debba imitarsi.

Ma il ricordarsene è auspicabile. Perché in quelle valli desolate ben poco è cambiato. E i talenti effeminati di questo governo sono non meno perniciosi. La sua viltà avrà l’esito di attirare gli attentati sui nostri alpini; intanto già ne è sortito un rapimento. "

Note:

[1] Il chiaroveggente Rudolf Steiner, ex-dirigente della società teosofica tedesca, che vantava un accesso diretto agli Archivi Akashici  in cui sarebbe registrata la totalità dell’esperienza del mondo, ha lasciato diversi segni nel mondo, ed è certamente uno dei pochi fondatori di simili movimenti che non sia mai stato accusato di scorrettezze, molestie o sfruttamento.

Se prendete un tram dal centro di Basilea, potete visitare un incredibile villaggio chiaamato il Goetheanum, dove anche le cabine della corrente seguono le strane (ma belle) linee ondulatorie scelte dal fondatore.
 
Rudolf Steiner si è occupato di mille cose diverse, e molti suoi seguaci sono seguaci settoriali, interessati a un unico aspetto del suo insegnamento: si pensi alla rete delle famose scuole Waldorf (600 in 32 paesi, con 120,000 studenti), o ai diffusissimi prodotti della Weleda.

[2] Nello stesso articolo, Geminello Alvi dice che i comunisti della Germania dell’est «distrussero le coltivazioni biologiche impiantate secondo i metodi di Rudolf Steiner», confondendo allegramente le "coltivazioni biologiche" con la biodinamica di Steiner, le cui regole sono derivate dalle visioni personali del chiaroveggente:

«Nel periodo in cui Venere  si trova nel segno dello Scorpione, ci procuriamo la pelle di questo topo e la bruciamo, prendendo accuratamente ciò che si sviluppa tramite la combustione, cioè quello che rimane – (…) In ciò che è stato distrutto dal fuoco, resta soltanto la forza negativa nei confronti della forza riproduttiva del topo di campagna. Se quindi la sostanza ricavata in questo modo (…) viene sparsa sul campo, se è stato passato per il fuoco nel modo giusto al momento della massima congiunzione di Venere e dello Scorpione, si otterrà il mezzo che terrà lontani i topi da quel campo.»

Una curiosità storica: le coltivazioni biodinamiche erano state diffuse da Walther Darré, ministro dell’agricoltura sotto Hitler, uno spirito comunque molto indipendente che passò gli ultimi anni della guerra agli arresti domiciliari.

In seguito, si dedicò esclusivamente alla biodinamica, peraltro senza sposare la filosofia di Steiner. Si consiglia la lettura del libro di Anna Bramwell, Ecologia e societa nella Germania nazista : Walther Darre e il partito dei verdi di Hitler – Reverdito – 1988.

[3] L’espressione, in bocca a un seguace delle complesse teorie di Steiner sulle reincarnazioni collettive (Steiner ad esempio sosteneva che gli statunitensi fossero la reincarnazione degli antichi egizi), non è casuale.

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40 Responses to “Anime di atavici” e pelli di topo

  1. Di Alvi ho letto “Il secolo americano”, libro che traccia una storia di tutte quelle operazioni economiche che hanno portato gli USA a sorpassare e poi dominare l’Europa. Scritto in quella sua prosa ellittica e barocca, che da’ sui nervi, e’ comunque un libro molto interessante.

  2. kelebek says:

    Ringrazio mnz86, proprietario di un blog estremamente interessante

    http://mnz86.splinder.com/

    per avermi segnalato l’articolo di Alvi.

    Miguel Martinez

  3. utente anonimo says:

    L’inconcludente articolo di Alvi si basa, semplificata la sua prosa “ellittica e baricca” (come giustamente dice IdiotaIgnorante), su una presunta cattiva (o utile, come dice lui) fama “storica” degli italiani presso gli afgani derivante dalle malefatte del gen. napoletano Avitabile.

    Il suddetto, tuttavia, era conosciuto colà come Abu Tabela (ed è questo il nome che viene fatto ai bambini per spaventarli).

    Credo che (salvo smentita da parte di qualche afgano all’ascolto …) sia difficile pensare che a distanza di oltre un secolo e mezzo il nome possa richiamare l’italianità (ma l’Italia non c’era ancora, tra l’altro) del despota.

    Inconcludente, insomma.

    Fripp

  4. utente anonimo says:

    Scusa l’OT Miguel, OT, ma volevo segnalati questa notizia:

    http://www.arabnews.com/?page=4&section=0&article=93340&d=9&m=3&y=2007

    Saluti,

    Raskolnikov

  5. utente anonimo says:

    x Raskolnikov (n.4)

    Sicuro dell’URL, fratello? A me dà errore.

    Ciao

    Ritvan

  6. utente anonimo says:

    Per Rivan (n.5)

    Confermo, a me funziona.

    Comunque:

    http://tinyurl.com/3dbuvw

    Ciao,

    Raskolnikov

  7. questo Geminello (?) Alvi è aberrante…

    e pensare che personaggi come lui sono considerati “eminenti”, “esperti” o altre cazzate simili..

    le sue parole trasudano razzismo puro…

    sempre viva la resistenza dei popoli oppressi….

    alla prossima

    ciao

    orso

  8. Per questo individuo schifoso folle assassino e fascista la Costituzione non esiste…..la Convezione di Ginevra? Carta Straccia! Diritti Civili, Reati contro l’umanità, Genocidio…nemmeno…..

    Perchè allora fare giri di parole dicendo di “ESPORTARE DEMOCRAZIA” (come sta facendo il buon Bush con questo nuovo viaggio in Sud America)?? Perchè raccontare cazzate?

    Perchè le menti bacate di destra non dicono le cose come stanno?

    Noi andiamo lì perchè vogliamo CONQUISTARE, SCHIACCIARE la popolazione locale, SOTTOMETTERE, DEPREDARE…andiamo lì ad AMMAZZARE…senza se e senza ma….

    Invece no…

    Noi esportiamo democrazia…qualche morto, ahinoi, poi ci può scappare…

    Bello davvero il paradosso di questo decennio…esportare democrazia ispirandosi a gente come Paolo Avitabile…

    RaF

  9. utente anonimo says:

    Beh, mi pare che Alvi ci proponga di fare nostro il metodo dei talebani per mantenere l’ordine in Afghanistan. Loro ci riuscirono.

    Cosa che potrebbe anche essere di interesse solo per qualche donzella di buon cuore, se veramento OBL fosse una finzione. Di quelle che si dispiacciono per il trattamento di donne e bambine per mano dei talebani in tempo di pace, niente a che vedere col nostro MM.

    Io, essendo più capitalista, inizierei a tagliare i fondi abbattendo con ogni mezzo necessario il valore dell’oppio.

    Poi vediamo chi comprare e chi sparare, sempre che OBL esista.

    Sennò opto per un kissingeriano disinteresse, lasciando il paese in balia del Mullah Omar e del Chirurgo Strada.

    Francesco

  10. Mnz86 says:

    Un particolare interessante: l’articolo è stato segnalato nella rassegna stampa della Camera, cioè quel servizio con cui i parlamentari vengono imboccati ad una panoramica giornaliera sui quotidiani italiani. Tra l’altro stava nei 5 articoli di affari esteri del giorno (5 su 120, a dimostrazione dell’interesse e della competenza dei nostri governanti per la comprensione di ciò che ci sta attorno).

    Sarebbe interessante sapere con quale spirito l’articolo è stato inserito nella rassegna..

  11. utente anonimo says:

    Di Alvi ne ha paralto qualche mese fa Carlo Gambescia nel suo blog.

    Visto che è un blog linkato da Miguel, mi sembrava giusto segnalarlo.

    Camillo

  12. kelebek says:

    Per Camillo n. 11

    Se riesci a trovare il link al post specifico di Carlo Gambescia, potresti postarlo in lista, sarebbe interessante leggerlo.

    Miguel Martinez

  13. kelebek says:

    Ho notato una cosa curiosa: che quando scrivo, mi interessano particolarmente alcuni elementi, mentre ai commentatori interessano altri.

    Ad esempio, nella storia della Belle dame sans mercie, mi avevano colpito sopra tutto le due figure maschili, il fascista ebreo e il fascista che rivendica il proprio rapporto con una trans.

    Invece, giustamente, i commentatori hanno notato soprattutto la figura femminile, associandola anche all’8 marzo, data di cui mi ero beceramente dimenticato.

    E lì sono venuto fuori riflessioni e storie molto interessanti, che non mi sarei mai aspettato.

    Nel post di oggi, invece, avevo riflettuto molto sulla figura di Rudolf Steiner, che non è stato commentata.

    E’ interessante e anche bello, perché dimostra come sia proprio vero che le cose che scriviamo poi prendono le proprie strade.

    Miguel Martinez

  14. utente anonimo says:

    Io, Kel, ho letto alcuni libri di Rudolf Steiner,non ricordo pià esattamente i titoli. Uno , mi pare, era ” L’ iniziazione” .

    Mi sembrava di leggere fantascienza, nei suoi racconti così dettagliati , come se veramente avesse visto le origini dei mondi, dei pianeti. Li leggevo, pagina dopo pagina, – tra masse infuocate, anime che in germe già vi vivevano incoscienti,, la trasformazione in solidi incandescenti, i raffreddamenti,- incredula e affascinata, mi dicevo che era un mattone, complicato, inverosimile, e intanto andavo avanti, incuriosita.

    Secondo me, il brano che hai pubblicato, sulla biodinamica, lo fa sembrare uno stregone. Non gli rende merito e giustizia.

    Nel libro autobiografico ” La mia vita”, racconta del suo vedere l’altra dimensione, quella invisibile, delle difficoltà di adattarsi alla realtà visibile, del disagio di non potere confidare a nessuno questa sua singolarità, questa sua esperienza costante. Ha raccontato di avere dato lezioni private ad un bambino diremmo oggi handicappato, ritardato. Di avere capito allora l’importanza della musica, della pittura, delle emozioni, del vivere la dimensione spirituale, cui i bambini sono più vicini, nello sviluppo della personalità, e nella “cura” di certe “deficienze”.

    Narra dei suoi studi universitari, delle sue ricerche scientifiche , se non sbaglio, sulla luce. Non ricordo più se questi studi lo avessero avvicinato agli scritti di Goethe, e da lì a tutta l’ opera del poeta, che non era solo un poeta, ma anche uno studioso della realtà fisica e di ciò che vi stava dietro.

    Mi ha sorpreso sentire dire di recente che su Marte si è scoperta l’acqua. Steiner l’aveva data per certa, quando era unanimamente considerata una ipotesi inverosimile.

    Vorrei aggiungere che tanti ” malati psichiatrici” sembrano trarre oggi beneficio proprio dalla musica, dalla pittura, dalla poesia, dal contatto con gli animali e la natura in genere. Quelli che vengono definiti ” malati di mente” sarebbero quindi spesso , secondo me, persone con una sensibilità diversa dalla nostra, che non ha potuto trovare corrispondenza, sfogo , protezione, nella famiglia e nella società. In certe situazioni o si diventa Steiner o si viene imbottiti di farmaci, quando non relegati in centri psichiatrici.

    Capire la necessità che l’essere umano ha di sviluppare anche la parte spirituale, creativa, emotiva, dovrebbe essere uno dei compiti degli educatori.

    Aurora.

  15. kelebek says:

    Per Aurora n. 14,

    guarda che sono più d’accordo con te di quello che pensi, e mi dispiace se la mia descrizione ha dato un’impressione troppo negativa.

    Nell’autobiografia di Steiner, si coglie una cultura vera e profonda, molto diversa da quella della maggior parte dei teosofi, e infatti non si riesce a capire il passaggio da filosofo e studioso di Goethe a qualcos’altro.

    Altri testi, come quelli suoi sull’antico Egitto, mi piacciono decisamente meno: si sente in pieno i luoghi comuni di certi ambienti, storicamente del tutto errati, trasformati in “verità” incontestabili.

    Anche perché se qualcuno ti dice che sa qualcosa perché l’ha visto nell’Akasha, o ci vai anche tu, o accetti per fede.

    Credo poi che i metodi scolastici e di lavoro con gli invalidi di Steiner abbiano una grande validità.

    Non perché siano “veri”, ma semplicemente perché portano in primo piano alcune cose semplici e umane, come la comunicazione, la creatività, la curiosità, il rispetto.

    Inoltre, non ho mai sentito parlare di “sette” steineriane, nel senso di gruppi chiusi dediti allo sfruttamento.

    Miguel Martinez

  16. kelebek says:

    Aggiungo, però, che è importante la distinzione tra “agricoltura biologica” e “agricoltura biodinamica”:

    Nel senso che la seconda è un’agricoltura certamente biologica, ma che di suo aggiunge tutta una serie di cose che derivano esclusivamente dalle affermazioni apodittiche e incontestabili di Rudolf Steiner.

    Miguel Martinez

  17. Ci son stato, al Goetheanum, è un posto un po’ strampalato ma carino… non conoscevo i retroscena, a dirla tutta.

    Per Francesco #9: qualche suggerimento su come abbattere il valore dell’oppio?

  18. utente anonimo says:

    per Miguel (13),

    pensa un po’ che la cosa che mi aveva colpito di più del blog è stata

    “Comunque era ancora incomprensibile e quindi serio”

    volevo postarti un pippardone sul mio pregiudizio sulla scarsa serietà delle cose incomprensibili, poi mi sono detto “per una volta non fare il rompiballe su una cosa del tutto marginale…”

    :-)

    roberto

  19. utente anonimo says:

    “Il suddetto, tuttavia, era conosciuto colà come Abu Tabela (ed è questo il nome che viene fatto ai bambini per spaventarli).

    Credo che (salvo smentita da parte di qualche afgano all’ascolto …) sia difficile pensare che a distanza di oltre un secolo e mezzo il nome possa richiamare l’italianità (ma l’Italia non c’era ancora, tra l’altro) del despota.

    Inconcludente, insomma.

    Fripp”

    Non sono mica tanto d’accordo.

    Se si volesse ascoltare Alvi, basterebbe fare un volantino nelle lingue locali, o girare con l’altoparlante (per gli analfabeti) e dire:

    “Abu Tabela era italiano. Firmato, il comando italiano. Chi ha orecchie per intendere…”

    Questo per chiarezza, non perchè condivida i sistemi che propone.

    Però mi rimane una curiosità:

    quali sarebbero gli “atavici” le cui anime albergano negli afghani?

    Paolo

  20. Geminello e’ incommentabile.

    Pero':

    1: ho scoperto di avere un burrocacao steineriano;

    2: che fine ha fatto l’Archivio?

    uppe

  21. utente anonimo says:

    >Per questo individuo schifoso folle assassino e fascista la Costituzione non esiste…..la Convezione di Ginevra? Carta Straccia! Diritti Civili, Reati contro l’umanità, Genocidio…nemmeno….. RaF< Hmmm…veramente a me risulta che si chiamino CRIMINI contro l’Umanità. Non vorrei che i biechi fascisti se la prendessero a male vedendosi declassare al rango di gentaglia qualunque che commette banali reati, tipo espropri proletari e roba del genere:-).
    Ciao

    Ritvan

    P.S. Va bene, abbiamo capito che per tali pendagli da forca la convenzione di Ginevra probabilmente significa convincere una zoccolona, tale Ginevra, detta Bocca di Rosa, a fargli un pompino:-), ma tu sei sicuro, fratello, che mullah Omar, mullah Dadullah e compagnia salmodiante a raffiche di kalashnikov abbiano della suddetta Convenzione un’idea un pochino diversa?

  22. utente anonimo says:

    >Aggiungo, però, che è importante la distinzione tra “agricoltura biologica” e “agricoltura biodinamica”… Miguel Martinez< Di biodinamica nin zo. Ma l’agricoltura cosiddetta biologica mi risulta si suddivida in 4 categorie. Per esemplificare, faccio l’esempio di una mela:
    La mela “tradizionale” è il tipico prodotto kapitalistiko di massa, sporko e puzzolente, coltivata senza rispetto per l’ambiente, inquinando coi biekissimi pesticidi. Ma è bella da vedere, saporita, costa poco e se ben lavata (eh, già e il konsumo planetario dell’acqua? Mah, uno dice che si potrebbe risparmiare tirando lo sciacquone del bagno solo ogni 8 marzo, così la mugghiera è contenta) di bieke schifezze chimiche addosso le resta ben poco.

    La mela “biologica, invece:

    1. La mela biologica del primo tipo, detta anche “verace”, è itterica, pare ‘no scorfano, sa di cacca, c’ha il verme dentro e costa il triplo. Ma fa tanto figo farsi vedere dagli amici mentre la si azzanna, dicendo a bocca piena (e trattenendo a stento il vomito): “Io mangio solo roba biologica, niente schifezze chimiche”.

    2. La “mela biologica” del secondo tipo, detta anche “mela fantasma” o in alcune località anche “araba fenice”. E’ identica d’aspetto a quella kapitalista, ha tutti i suoi pregi, ma è stata coltivata senza pesticidi. E non ha nessuno dei difetti della mela biologica del primo tipo. nessuno sa quanto costa, poiché nessuno l’ha mai vista (da qui il nome). Sfido io, quando il contadino la individua in mezzo a 5 tonnellate di scorfani di primo tipo si butta a pesce, la prende e la dà da mangiare ai su’ figlioli, tanto di fetenti da vendere al prezzo triplo ai gonzi ce n’ha a tonnellate.

    3. La mela biologica del terzo tipo, chiamata anche “la (ri)battezzata” somiglia come due gocce d’acqua a quella kapitalista. Sfido io, son cresciute sullo stesso albero! Però, siccome il kompagno coltivatore diretto è stato gratificato dalla COOP rossa locale dello speciale privilegio di rifornire la suddetta COOP di un paio di chili di mele biologiche al dì (non di più, altrimenti si arricchisce troppo, s’imborghesisce e va di notte a succhiare il sangua al proletariato), il kompagno ogni santo giorno mette in scena una piccola commedia che unisce l’utile (le mele “biologiche” costano il triplo) al dileggevole (sic9 ovvero, si intabarra di una coperta nera e poi, separate dal mucchi delle mele kapitaliste quelle che avranno il privilegio di diventare “biologiche” le cosparge d’acqua mormorando:”Ego te baptezzo “mela biologica”, in nomine Fassino, Unipol e Coop. Amen”.

    4. La mela biologica del quarto tipo sarebbe…già, uso il condizionale, visto che questa non l’ha ancora vista nessuno. E temo nessuno la vedrà per un pezzo. Perché il suo nome è “mela biologica OGM”. Che sta per “organismo geneticamente modificato”. Ovvero, a cui sono stati inseriti/attivati in laboratorio geni che la proteggono dalle malattie senza bisogno di pesticidi e schifezze chimiche varie. Cose che la stessa natura fa, ma mooolto lentamente, che gli stessi agricoltori fanno da tempo, mediante selezioni ed innesti, ma con forti spese, risultati incerti e spesso deludenti. Più “bio” di così si muore. Ma in Italia chiamare una mela OGM è come chiamare Lenin il nipotino di Berlusconi o Luxuria la nipotina di Buttiglione. Vade retro! Evviva l’ideologia, abbasso la genetica!

    Ciao

    Ritvan

  23. utente anonimo says:

    >Per Francesco #9: qualche suggerimento su come abbattere il valore dell’oppio?< P.es. spargere artatamente la voce (facendo recapitare la notizia in busta segrettissima a Giulietto Chiesa e Maurizio Blondet, su carta intestata della CIA al primo e del Mossad al secondo) che Bin Laden ha ricevito dalla CIA – di cui è notoriamente agente – un megacarico di semi di papavero d’oppio geneticamente modificato dalla Monsanto, che ha dato a suo tempo – in cambio dell’ospitalità – al mullah Omar per coltivarlo. Vedrai che appena si sparge la voce, tutti i kompagni smettono di farsi (ekkekkakkio gli OGM fanno male, quelli della Monsanto poi, non ne parliamo, mica si scherza con la salute!), la domanda crolla e crolla pure il prezzo dell’oppio. Semplice come l’uovo di Colombo, no?
    Ciao

    Ritvan Il Vice Francesco

    P.S. Miguel, conoscendo ormai il tuo vizietto censorio nei confronti di chi risponde al posto di un altro:-) ne ho fatto una copia. Vediamo chi si stanca prima:-)

    P.S.2 Temo che ci siano solo due vie per stroncare l’immondo commercio:

    1. Cospargere sistematicamente di napalm migliaia di kmq coltivati a piante narcotifere.

    2. Liberalizzare il consumo di droga nei paesi occidentali.

    Ovviamente, nessuna delle due sarà mai praticata. Ci sono migliaia (se non decine di migliaia) di persone solo in Italia che campano da signori con la commedia della caccia, arresto, processo, detenzione, liberazione, di nuovo caccia, arresto…e così via del pusher. Sarebbero costretti ad andare a dirigere il traffico. O a zappare.

  24. kelebek says:

    Per Ritvan

    post n. 22, bellissimo

    post n. 23, una scorrettezza. Per il tuo quarto compleanno, ti spiegherò perché.

    Chiedo scusa a Francesco ed Eugenio, è che quando Ritvan vede una domanda indirizzata a qualcun altro, comincia a urlare “è mia! è mia!” e non la pianta più.

    Miguel Martinez

  25. kelebek says:

    Del tutto OT (e un po’ per roberto),

    visto che si parlava qui di Beppe Grillo, tempo fa….

    scopro che Beppe Grillo, o chi per lui, censura i commenti (a meno che non si tratti di un disguido tecnico di qualche tipo).

    Non censura le parolacce, le imbecillità razziste, eccetera che pullulano sul suo blog.

    No.

    Grillo ha scritto uno dei suoi sfoghi confusi contro la Chiesa cattolica.

    Gli ha risposto Piccolo Zaccheo, persona di grande cultura e che sicuramente non avrebbe offeso nessuno.

    Risposta (a quanto pare) censurata, proprio perché sicuramente ben argomentata.

    http://piccolozaccheo.splinder.com/post/11273545/l%27asino+in+cattedra

    Miguel Martinez

  26. utente anonimo says:

    sul biologico, c’è una sentenza veramente sfiziosa della corte di giustizia (causa darbo C-465/98 del 4 aprile 2000).

    è la storia di un tizio austriaco che si vede denunciare da un’associazione di consumatori perchè mette in commercio una marmellata con l’etichetta “naturrein” (cioè “naturalmente pura”) nonostante nella marmellata si trovino tracce di cadmio, piombo e altre schifezze (in quantità veramente piccole, e molto al di sotto dei valori massimi tollerati per legge ma ci sono).

    il tizio si difende dicendo che lui usa tutti i dettami della produzione biologica, ma evidentemente pioggia e vento gli portano le schifezze da chissà dove sul suo campo.

    la Corte gli da ragione sostenendo che è ormai pacifico che la natura stessa non è naturale, e qualsiasi consumatore mediamente avvertito ne dovrebbe essere consapevole:

    “27.(…) E’ pacifico che l’ambiente *naturale* comporti la presenza di piombo e di cadmio per effetto, segnatamente, dell’inquinamento ambientale dell’aria e dell’acqua, (…). I frutti di giardino, essendo coltivati in tale ambiente, sono inevitabilmente esposti agli agenti inquinanti ivi presenti”.

    http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:61998J0465:IT:HTML

    roberto

  27. utente anonimo says:

    miguel (25)

    grazie! bello il blog di piccolo zaccheo

    roberto

  28. utente anonimo says:

    Beppe Grillo è diventato una specie di guru a buon mercato ormai, censurare il piccolo zaccheo poi ,è cosa incredibile, vista l’intelligenza e la mitezza che lo contraddistingue, non lo conoscevo e proprio grazie a questo blog l’ho scoperto.

    Riguardo agli attacchi alla Chiesa confusi se così vogliamo chiamarli , ricordo un’altra simpatia di Roberto, mi riferisco a santoro nella cui ultima trasmissione per sostenere la giusta battaglia dei DICO si è costruita una serata di attacco incredibile alla Chiesa appunto, con travaglio che ha letto per circa mezzora un elenco di preti pedofili statunitensi e non solo.

    Evidentemente se i preti fossero tutti virtuosi avrebbe ragione la Chiesa a non volere i DICO.

    Sarebbe come mostrare, in un dibattito sulla pena di more, i corpi straziati delle vittime.

    Voglio dire che quando si discute di principi che toccano da vicino le persone, i diritti, la sfera personale ed etica, bisognerebbe dibattere in modo più misurato e fuori dallo scandalismo facile.

    la trasmissione di santoro non ha aiutato certamente la battaglia per i DICO.

    Comincia poi ad essere insopportabile quel suo vittimismo, che vorrebbe alimentare, anche adesso, con il richiamo ad eventuali censure che puntualmnete arrivano facendo il suo gioco.

    Santoro non è un martire, è stato escluso dalla rai, ha fatto l’eurodeputato, è tornato in rai, insomma storie di ordinaria amministrazione, molti perdono il lavoro e non sempre giustificatamente e senza gli aghi di cui ha goduto santoro

    Del resto anche Massimo Fini, di cui non condivido alcune idee, in particolare quelle sulle donne, per esempio, è stato estromesso dalla televisione eppure nessuno se ne è curato più di tanto, con il solito sistema, forse ineliminabile, dei due pesi e due misure.

    Ma Santoro dovrebbe smetterla di fare il martire e cercare di essere un po’ meno becero.

    maria

  29. utente anonimo says:

    Concordo in pieno con Maria nel giudizio su Santoro e su Beppe Grillo.

    Grillo poi, oltre a documentarsi un po’ meglio su storia e datazione dei Vangeli canonici, dovrebbe smetterla con questo mito fuori tempo massimo della Chiesa che occulterebbe chissà quali verità nascoste nei Vangeli apocrifi e in altri scritti non canonici.

    Non se ne può più, ormai è diventato un luogo comune che l'”uomo della strada” ripete a pappagallo-quindi c’è poco da scaldarsi, Grillo!- e quel che è peggio è che, come tutti i luoghi comuni, è una grossolana deformazione della realtà.

    Poi non sopporto questo uso buonista di Gesù Cristo: una persona di cui non si discute “l’altissimo valore morale” (ma stiamo parlando di Gesù Cristo, mica di un senatore a vita qualsiasi!) ma i cui insegnamenti sarebbero stati “forzatamente alterati”.

    Che palle.

    Perchè non ci dice qualcosa di nuovo, o almeno qualcosa di un minimo, ma proprio minino, coraggioso, tipo “a me degli insegnamenti di Gesù Cristo non me ne frega niente?”

    Lo apprezzerei di più.

    Paolo

  30. utente anonimo says:

    >Per Ritvan post n. 22, bellissimo MM<
    Grazie, lo so:-).

    >post n. 23, una scorrettezza.<
    Però – bieka deviazione dai dettami del CPK a parte – a me pare bellissimo pure isso. O mi sbaglio?

    >Per il tuo quarto compleanno, ti spiegherò perché.<
    Ma non c’è nessun bisogno, per chi conosce il CPK. Però, vedi, certe volte trasgredire una tantum le regole (purché nessuno si faccia male, eh! Un po’ come vosotros birichini quando bruciate le bandiere ameregane:-)) dà quel certo brivido che ti fa sentire vivo. Anche a 104 anni.

    Ciao

    Ritvan

  31. utente anonimo says:

    L’osservazione di Grillo secondo cui alcuni prodotti conterrebbero “ferro, cromo e nichel e quindi acciaio” è semplicemente fenomenale.

    Grillo è sempre stato il mio comico preferito. Solo che ora la sua comicità è involontaria…

    Z.

  32. Ritvan: ovviamente, delle tue ricette contro l’oppio, solo la prima è praticabile (nonchè preferibile; non è il caso che facciamo estinguere un papavero solo perchè in molti ne fanno un brutto uso. E poi l’oppio, di per sè, è una bella cosa! E lo stesso vale con gli OGM, naturalmente. Posto che non sappiamo quali possono essere, a lungo termine, le conseguenze delle mutazioni – e succede lo stesso anche con le specie selezionate, tanto che alcuni hanno ipotizzato che il morbo celiaco si sia diffuso a causa di una varietà di mais sviluppata qualche decennio fa -, le bieke piante mutate kapitalistikamente rischiano di fare sfaceli della cosiddetta “biodiversità”. Che gli ogm siano deputati a svolgere, in botanica, il solito lavoro che l’Europa sta facendo da diversi secoli in quasi tutti gli altri campi?).

    La domanda era provocatoriamente rivolta a Francesco, perchè immagino che non gradirebbe quella che è, credo, la soluzione più semplice e immediata.

  33. utente anonimo says:

    Io non sono così contrario alla legalizzazione delle droghe, se pensi a quello, mr. Cazziddu.

    Anche se lo farei per bieche ragioni imperialistiche, soprattutto.

    Francesco

  34. utente anonimo says:

    >Ritvan: ovviamente, delle tue ricette contro l’oppio, solo la prima è praticabile<
    La “prima” quale sarebbe, quella di spargere la voce sul papavero OGM? Ma dai che scherzavo! O era quella contrassegnata col n.1? Ma quella era col bieko napalm! Mi sa che hai fatto un po’ di confusione:-).

    >(nonchè preferibile; non è il caso che facciamo estinguere un papavero solo perchè in molti ne fanno un brutto uso. E poi l’oppio, di per sè, è una bella cosa!<
    Ah, allora Marx, quando definiva la religione “oppio dei popoli” intendeva farle un complimento?:-)

    >E lo stesso vale con gli OGM, naturalmente.<
    “Lo stesso” vuol dire che anche gli OGM sono una bella cosa?:-)

    >Posto che non sappiamo quali possono essere, a lungo termine, le conseguenze delle mutazioni<
    Ma non sappiamo neanche quali possono essere a lungo termine le conseguenze della trombata che abbiamo fatto ieri sera! Per esempio, dalla trombata fatta più di un secolo fa da una certa sig.ra Maria Sciklgruber in un villaggio austriaco naque un certo Adolfo, do you know?:-). E allora, forse per questo dobbiamo tutti smettere di trombare?:-).

    >- e succede lo stesso anche con le specie selezionate,<
    E allora dobbiamo forse smettere anche di selezionare?

    >tanto che alcuni hanno ipotizzato che il morbo celiaco si sia diffuso a causa di una varietà di mais sviluppata qualche decennio fa<
    Sì, e anche il virus HIV è stato prodotto in laboratorio dalla CIA:-).

    >le bieke piante mutate kapitalistikamente rischiano di fare sfaceli della cosiddetta “biodiversità”.<
    Ohi, ohi, che dolor!:-).

    >Che gli ogm siano deputati a svolgere, in botanica, il solito lavoro che l’Europa sta facendo da diversi secoli in quasi tutti gli altri campi?).<
    Mio caro, tu confondi le specie botaniche coltivate dall’uomo, con quelle selvatiche. Le seconde nessuno si sogna di modificarle geneticamente, pertanto esse possono sfoggiare tutta la “biodiversità” che a te garba. Senza parlare del fatto che anche quelle coltivate e geneticamente modificate possono esser concepite “biodiverse” fra loro: mica sono per concedere alla Monsanto il monopolio di produrre e diffondere sull’intero pianeta un solo tipo di mais, io, tipo le Trabant dell’ex campo socialista:-).

    >La domanda era provocatoriamente rivolta a Francesco, perchè immagino che non gradirebbe quella che è, credo, la soluzione più semplice e immediata.<
    Beh, dalla successiva risposta di Francesco deduco che tu sei per la liberalizzazzione della droga. Purtroppo, il buonsenso si scontra con cavilli pseudoetici, nonché con fortissimi interessi economici non molto chiari, come ho già accennato.

    Ciao

    Ritvan

  35. utente anonimo says:

    Dottor Ritvan, quella che ho citato è un’ipotesi scientifica piuttosto seria, avanzata con tutti i riguardi del caso da un gruppo di medici. Non è roba da disinformazione.com :)

    Quanto alla questione degli OGM: da quanto ne so esiste un certo rischio che le specie modificate, più resistenti e produttive, soppiantino in tempi relativamente brevi qualunque concorrente “naturale”. Me lo sono inventato?

    X Francesco: ok, allora pensavo male io!

    E.C. che non gli va di loggare

  36. utente anonimo says:

    >Dottor Ritvan, quella che ho citato è un’ipotesi scientifica piuttosto seria, avanzata con tutti i riguardi del caso da un gruppo di medici. Non è roba da disinformazione.com :) Eugenio Cazzidui<
    Se credi che i medici quando formulano le loro astruse ipotesi si chiudano i loro bagagli ideologici nel caveau di una banca, mi sa che sei pure tu un OGM:-). Come diceva il bieko Popper, se dovessimo contare sull’imparzialità degli scienziati le scienze stesse non esisterebbero, nemmeno quelle naturali! Pertanto, quando e qualmente i sullodati avranno le prove di ciò che ipotizzano, se ne riparla.

    >Quanto alla questione degli OGM: da quanto ne so esiste un certo rischio che le specie modificate, più resistenti e produttive, soppiantino in tempi relativamente brevi qualunque concorrente “naturale”. Me lo sono inventato?<
    No, ma probabilmente l’avrai sentita nella riunione settimanale alla “Casa del Popolo”:-). Si chiama “spauracchio Frankenstein”: funziona sui bambini e sui comunistoidi:-).

    La storia della Natura c’insegna che le specie viventi, per quanto potenti, resistenti e produttive, alla lunga innescano nel sistema ecologico dei meccanismi che limitano una loro predominanza assoluta: spuntano nuove malattie che falcidiano i “prepotenti”, le altre specie “concorrenti” affinano meccanismi di difesa ecc., ecc. Non vedo perché lo stesso principio non debba valere per gli OGM. Ma queste cose non ve le insegnano al corcolo ARCI?:-)

    Ciao

    Ritvan

  37. Niente ARCI :) , si tratta di un mio caro amico, che casualmente si chiama Eugenio Cazzidui, e che si occupa da qualche anno di biotecnologie. Dato che io non mi occupo di biotecnologie, appena lo incontro mi farò una chiacchierata per chiarirmi le idee.

  38. utente anonimo says:

    Ma che, adesso si clonano pure gli Eugenio Cazzidui!!:-)

    Ciao

    Ritvan Che Non Sa Più Con Chi Sta Parlando

  39. paniscus says:

    Braccia rubate all’antroposofia

    [..] Non ho capito se a denigrare la scuola pubblica ci sia una gara deliberata, a chi infila più bordate tutte insieme in questi ultimi giorni prima dell’inizio delle lezioni. Per poi dimenticarsela all’istante a partire dalle otto in punto del 15 s [..]

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