La belle dame sans merci

Non so chi mi disse che il giovane, l’avevano ammazzato proprio a quell’angolo.

Uno dei morti militanti più dimenticati di tutti gli anni Settanta, tant’è che nemmeno io mi ricordo il nome o la data precisa, e non ho voluto controllare prima di scrivere questo post.

Ci passavo davanti tutti i giorni: pensionati in bicicletta, il verde dei giardini, le macchine parcheggiate.

Poi, un giorno, scaricavo la legna da un furgone, assieme a un mio amico, che aveva vissuto una vita assai movimentata. In carcere, aveva conosciuto l’assassino di quel giovane.

E così mi raccontò la storia a modo suo, e io ve la giro come me la ricordo.

Il giovane senza nome era segretario del Fronte della Gioventù in quella cittadina oggi paciosamente diessina, ma ai tempi certo più rossa. In fondo, nemmeno tanti anni prima, i braccianti e gli scariolanti dei fossi eran soliti arrivare a migliaia nella cittadina, e quando la polizia caricava, rispondevano lanciando sassi.

Erano così, i romagnoli, una volta, prima che dessero loro il sedativo.

Una notte, mentre il segretario del Fronte era fermo in macchina, qualcuno gli sparò e lo uccise.

Se ci pensate, le notizie che ci arrivano dai paesi lontani sono sempre così.

Sono lineari, ci sembra di capire subito come siano andate le cose, e scagliamo immediatamente il nostro giudizio onnipotente.

In questo caso, sarebbe stato, "estremisti di sinistra uccidono giovane di destra in un agguato". Da aggiungere ai dieci milioni, o sessanta milioni, o centoventi milioni di Vittime del Comunismo (le cifre sono liberamente intercambiabili).

Tanto, dopo la prima versione, i titoli si fanno piccoli piccoli, e dei fatti non sappiamo altro.

Ma poi arrestano l’assassino del giovane, e si scopre che anche lui è un militante del Fronte della Gioventù.

Anche qui, è possibile un secondo livello di falsa chiarezza, quello complottistico: "ah, è una faida tra fasci". "Eh si vede che volevano farsi un martire e gli è andata male".

Tanto, si sa, i fascisti sono fatti così, all’epoca era una spiegazione sufficiente per molti, come oggi dire, "ha ammazzato una donna? Ah, era albanese il tipo, allora ho capito".

Ma il mio amico mi racconta il terzo livello della storia.

Innanzitutto, una cosa curiosa: il giovane ucciso era ebreo. Non so cosa voglia dire questa parola – se era un ebreo convinto di esserlo, oppure se si trattava di una lontana origine, che stuzzicava la fantasia dei suoi seguaci.

Oggi, avrebbero titolato, "omicidio antisemita", ma allora eravamo negli anni Settanta.

Il suo assassino è un giovane immigrato dal sud. Che si è innamorato della ragazza del segretario del Fronte.

La bella romagnola riscopre un’idea molto antica. Dice al giovane meridionale, "se mi ami davvero, uccidilo".

Lei prende un appuntamento con il suo fidanzato, o ex-fidanzato. Al posto di lei, ci va lui, con la pistola.

Gli disse "Portami domani"
gli disse "portami domani
il cuore di tua madre
per i miei cani".

Non so che fine abbia fatto lei.

Me la immagino accanto a me, mentre aspetto l’autobus – tanto potrebbe essere qui, come potrebbe essere ovunque.

Di mezza età, con la ricrescita bianca tra i capelli colorati, una borsa della spesa e un pesante cappotto grigio, a maledire la pioggia.

Ma magari è morta di droga, o ha sposato un miliardario nei Caraibi.

Però la storia non finisce nemmeno qui.

Perché l’assassino, un ragazzo timido e sconvolto, entra in carcere.

E lì conosce una transessuale, in galera per non so cosa.

Non ne nasce semplicemente una relazione.

Ne nasce una grande storia d’amore, rivendicata pubblicamente e vissuta con fierezza.

 Allora e anche dopo.

"Ma lei fu presa da sgomento
quando lo vide morir contento.
Morir contento e innamorato
quando a lei niente era restato
non il suo amore, non il suo bene
ma solo il sangue secco delle sue vene."

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12 Responses to La belle dame sans merci

  1. …stupendo De Andrè, quanto drammatica (quanto una tragedia greca) la storia…

    …ieri ho vissuto una vera odissea per una ragazza dello stesso calibro e se non ci fosse stato con me il mio miglior amico credo che la mia sanità mentale sarebbe andata a farsi benedire…sarò breve:

    La scorsa estate vado a Bologna (guarda un po’…è ambientata lì la storia vero Miguel?) per vedere questa ragazza, raccontando ai miei un bel po di palle…

    Durante i giorni prima decidiamo assieme, partenza, treni e tutto il resto…

    La sera prima della partenza la chiamo per un’ultima chiacchierata per sapere se tutto fosse ok…non risponde…

    Parto comunque il giorno dopo…lei continua a non rispondere…arrivo a Bologna e resto lì a cercarla per 3 giorni, solo…Ti lascio immaginare il dramma di non poter nemmeno sapere cosa fosse successo…

    Si rifà viva dopo 4 mesi raccontandomi una storiella assurda che non mi ha mai convinto veramente ma le ho voluto dare la facoltà del dubbio…

    L’altro ieri mi dice che sta venendo nella mia città…per una specie di concorso…Ridecidiamo d vederci…

    Alloggia con suo padre in un Bed&Breakfast di cui “non conosce il nome” (così dice) in una certa zona…prendiamo appuntamento per ieri mattina in una certa piazza in zona ma la cosa non mi convince…così mi giro tutti i B&B della zona finchè non trovo una gentilissima signora in una reception che mi conferma il suo cognome…Bingo!…mi piazzo nei pressi dell’entrata con il mio amico manco fossimo due detective…

    Lei avrebbe dovuto fare il suo concorso, poi tornare, venire alla piazza in cui avevamo appuntamento, pranzare con me e ripartire…

    Stavolta almeno il telefono le funziona…”si, ho finito…ora arrivo, aspettami…”

    “sono sotto il tuo B&B t’ho trovata…heehhe!” le dico…

    A questo punto “Dramma!”

    Suo padre (mi scrive via mess) ha già preso i bagagli quella mattina stessa e va a prenderla con un taxi appena uscita dal palazzo di questo concorso perchè vuole andare subito (ovviamente lei non ha detto a suo padre di me)

    Mi dice disperata che sta andando all’aereoporto (dall’altra parte della città)…

    Guardo il mio amico e gli faccio “Claudio! All’aereoporto!di corsa!cazzo!”…

    Fermo un taxi e gli dico di correre…il loro aereo sarebbe partito fra un ora…Claudio è sempre più sconvolto, bagnato e affamato perchè ormai è tardi…lei intanto mi manda messaggi dicendomi di correre verso l’aereoporto…

    Arrivo lì…ho lo stomaco e i reni che m fanno malissimo per la tensione…un’attesa che si protrae…lei che mi scrive d’esser bloccata nel traffico…passano le ore…il suo aereo se ne va…lei mi dice d’essere ancora bloccata in taxi nel traffico…..

    Poi mi racconta che suo padre ha chiesto al tassista di andare fino a Roma in taxi (che verrebbe intorno alle 300 euro) per poi prendere un aereo lì quindi, oh quanto mi dispiace, oh quanto sono triste…non potremo vederci nemmeno stavolta…..

    Fine della storia….

    anzi no…tornando ripasso davanti al B&B più abbattuto di un albero da bruciare; la gentilissima signora che della reception mi riconosce e mi fa : “accidenti, la ragazza che cercava è andata via proprio poco fa…è tornata dopo 5 minuti che lei è fuggito via come un pazzo (verso l’aereoporto)…le ho anche detto che un ragazzo l’ha cercata ma ha detto di non conoscere nessuno in città…di non aspettare nessuno…se avesse aspettato altri 5 minuti…..”

    Chiedo scusa al mio amico per averlo trascinato in questa follia…

    Ci avviamo verso casa…la pioggia battente copre le sue bestemmie che io nemmeno ascolto…

    Mi è rimasto il pupazzetto che avevo preso per lei…e non so che diavolo farmene…..beh basta forse mi sono davvero dilungato troppo…scusa Miguel ma quando l’aver letto il tuo post mi sono sentito toccato dentro…

    di questo passo a 40 anni diventerò come lo sciroccato che ha creato questo sito –>

    http://www.maschio100x100.com/

    RaF

  2. utente anonimo says:

    Beh, in occasione dell’8 marzo non ci fai fare bella figura, miguel! ;-)

    RaF,

    guarda che di pazze furiose ce ne sono tante. E non si sa come mai, ai maschietti (almeno a quelli molto giovani…) piacciono assai.

    la timida donzella

  3. utente anonimo says:

    “La scorsa estate vado a Bologna (guarda un po’…è ambientata lì la storia vero Miguel?)”

    beh Miguel parla di una cittadina abitata da romagnoli, mentre Bologna, per le proporzioni italiane, è una città, ed è in Emilia.

    Paolo

    PS

    RaF, lascia perdere le contapalle croniche!

    Maschio che conta palle inverosimili= commedia, femmina che conta palle=tragedia, sarà sbagliato però lo schema dei racconti di solito è questo, e noi viviamo in un racconto (nostro, di altri…) e io preferisco le commedie…

  4. utente anonimo says:

    #2

    ognuno ha avuto la/le sue ;)

    chissà poi perchè, una specie di iniziazione: dev’essere uno di quei ruoli codificati che spettavano d’ufficio solo ad alcune nell’antichità, collettivamente preposte… sacerdotesse, vestali… che da noi diventano le pazze, le stronze, le anoressiche… e si bruciano poi in varie patologie, la noia, la vecchiaia, la solitudine

    boh, chi ci ha mai capito niente ;)

    le ricordo tutte con affetto cmq., senza rancore, anzi

    diego

  5. utente anonimo says:

    #Paolo:

    Maschio che conta palle inverosimili= commedia, femmina che conta palle=tragedia

    *applauso* ;)

    diego

  6. Sanjilops says:

    Prima di giudicare dovremmo vedere una foto della ragazza in questione ;-D

    Complimenti, davvero un bel post (un po’ forzata la citazione di De André, anche se la canzone è splendida). Hai ragione quando dici che “ebreo” significa poco o nulla – così come “cattolico”, “musulmano”, “fascista”, “comunista”…

  7. utente anonimo says:

    Concordo una tantum con la timida donzella sul fatto che non sia il post appropriato per l’8 marzo. Ma ormai la furia iconoclasta:-) di MM verso i bieki riti borghesi non si può più fermare (anche se l’8 marzo ha origini kompagnesche!).

    Buon 8 marzo a tutte le donne del blog, dunque!

    Ciao

    Ritvan (che avrebbe anche lui tante da raccontare sulla stronzaggine femminile, ma preferisce farlo in altra data:-) ).

  8. x la timida donzella: sento d’essere il più grande catalizzatore di pazze furiose…il problema è che mi rendo conto di aver a che fare con una STRONZA (diamo i nomi alle cose) dopo aver subito una stronzata…

    x Paolo: sei un mito…:D

    x diego: beh…ricordare con affetto…fino a un certo punto…..a me viene da ridere ripensando a quanto sono stato coglione certe volte….

    cmq…x la cronaca: ho chiamato la stronza che si è scusata in ogni modo giurando di non avermi mai mentito…che le cose sono andate come dice lei…..che lei al B & B non c’è tornata….boh…

    uno di noi due dev’esser psicopatico…

  9. @RaF

    L’hai chiamata?! Io l’avrei cancellata da tutte le memorie, interne ed esterne (telefonino, email etc). Se non e’ una stronza e’ una bugiarda patologica. Ma propenderei per la prima.

    @Paolo #5 e Diego #7

    Purtroppo ci sono anche maschi contapalle le cui prodezze finiscono in tragedia, o almeno in qualcosa che non somiglia affatto a una commedia; lo dico per esperienza personale.

    Quanto al fatto che il post non sia da 8 marzo… io abolirei l’8 marzo! :P

    upuaut

  10. utente anonimo says:

    RaF,

    un giorno, mentre l’anima mi si torceva dal dolore dopo che la virago di turno aveva usato il mio cuore per una partita di buskashi, incontro un vecchio cinese, dall’aria profondamente saggia, che mi fa con voce cantilenante:

    “ricordati, mio giovane amico, la donna non puo causare nessun dolore non possa essere lenito da una bella birretta con gli amici ed una partita a calcetto”

    ed è vero! su! corri a prendere parastinchi e apribottiglia

    :-)

    roberto

  11. utente anonimo says:

    Sembra già di stare intorno ad un tavolo con la birretta tra le mani.

    Sono belle queste storie, recano conforto, ci ripescano dalle nostre psicopatie.

    Eppure mi strugge ancora il ricorda di una stronza bugiarda di 20 anni fa.

    Tommy

  12. utente anonimo says:

    “Eppure mi strugge ancora il ricorda di una stronza bugiarda di 20 anni fa.

    Tommy”

    Mmazza che memoria che cc’hai, io non mi ricordo cosa ho mangiato a cena! :-)

    “…che sospirava alle canzoni mie/ e m’arintontoniva de bucìe!”

    Paolo

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