Appartamenti vacanti e think tank vacui

Non so, visto l’argomento che tratta, se sia giusto definire Italiani scostumati un bel blog: interessante, però, lo è.

Oggi c’è il seguito della storia della signora Elisabetta Spitz in Follini, nominata da Visco per svendere il demanio, approvata da Berlusconi e riapprovata da Prodi.

I giornalisti del Secolo XIX si informano sull’appartamento a Roma dove hanno la loro sede tutte le società della signora Spitz. E scoprono che la signora è scomparsa nel nulla.

Al posto delle società della Spitz, ci trovano una cosa dal vacuo nome, “Nuova Economia Nuova Società”.

Che altro non è che il think tank privato del ministro dell’economia, Pierluigi Bersani e – sorpresa – del viceministro dell’economia, Vincenzo Visco. Proprio lui.

La signora Elisabetta Spitz dice che lei non c’entra niente; ma i giornalisti scoprono che l’appartamento è di proprietà di una certa Alessandra Spitz, cioè della sorella di Elisabetta.

Allora chiamano il viceministro Visco, che grida, «Non permettetevi più di scrivere di questa storia, piantatela con questa roba», minaccia querele e poi mette giù il telefono.

Ora, in genere in questi casi, ti dicono, "beh, se non c’è niente di illegale, con che diritto te ne occupi?" E se poi ci fosse davvero qualcosa di illegale (ma non credo, in questo caso), ti dicono, "deciderà la magistratura, con che diritto te ne occupi?"

Il diritto che ci prendiamo è semplicemente quello che ci spetta: di sapere come è fatta l’oligarchia trasversale che decide i nostri destini. E questo episodio, certo piccolo, ce ne offre un quadro davvero significativo.

E’ giusto dire che l’inchiesta del Secolo XIX è fatta bene ed evita di scadere nelle beghe tra destri e sinistri sul ruolo di Follini in tutto ciò.

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6 Responses to Appartamenti vacanti e think tank vacui

  1. ulivegreche says:

    Sono ansioso di scoprire qual è il ruolo di Andreotti in questa vicenda, perché c’è sempre un ruolo di Andreotti in ogni vicenda.

  2. talib says:

    Ah avevo visto che sul Secolo parlavano della Spitz e mi ero messa in testa che qualche redattore leggesse il tuo blog Miguel!

  3. Non ho capito bene una cosa, però.

    Ci sono tecnici e funzionari (tipo Spitz o Biagi) che lavorano su questioni fondamentali per il paese senza che l’opinione pubblica li conosca bene (o addirittura li possa scegliere con il voto), e che rimangono al loro posto anche quando i governi cambiano.

    Ma questa oligarchia lavora per proprio conto o per conto di qualcuno (e in questo caso, chi) ?

    conte oliver

  4. utente anonimo says:

    Anche i pompini di Clinton nella sala Orale (sic) non avevano di per sè nulla d’illegale. Eppure Clinton, eletto e legittimato dall’intero popolo amerikano, rischiò seriamente la poltrona. Non per i pompini – i quali per nulla incidevano sulle tasche del contribuente – bensì per aver tentato di fare in modo che non se ne parlasse. Ovviamente ai kompagni Visco, Bersani, Spitz & Co non sarà torto un capello almeno per le loro intimidazioni similmafiose. E questa è la differenza fra il centro dell’impero e la sua squallida ed ipocrita provincia in mezzo al mediterraneo.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Talib, ma tu leggi Il Secolo d’Italia, bieka fascistona che non sei altro?:-)

  5. utente anonimo says:

    Ritiro il P.S. del commento 4. Confusione fra “Secolo d’Italia” e “Secolo XIX” fu.

    Ciao

    Ritvan

  6. talib says:

    Secolo XIX, la sera da nonna ma spesso il giorno dopo. Non è male come quotidiano.

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