I sassi e la sapienza

E’ interessante questa storia dei Moderati e degli Estremisti.

I primi, in sostanza, sono quelli che accettano le cose così come sono, gli altri quelli che vi si oppongono.

Solo che i due termini hanno anche valenze caratteriali: i Moderati dovrebbero essere persone tranquille e ragionevoli. Gli Estremisti sono per definizioni pochi (su un Estremo non è che si possa stare in tanti) e sono degli esagitati.

Insomma, è una definizione psichiatrica della questione: se sei una persona equilibrata, ti sta bene il mondo com’è. E se no, sei disturbato. E tu, che tipo sei?

In realtà, un intero sistema sociale può fare o volere delle cose estreme.

Se vogliamo, possiamo definire l’intera società azteca, concentrata sui sacrifici umani come noi siamo concentrati sulle automobili, come una società estremista. E anche quella società probabilmente aveva i suoi moderati – cioè le persone che sostenevano qualcosa di estremo come i sacrifici umani – e i suoi estremisti, cioè una minoranza di persone che sostenevano qualcosa di più ragionevole.

In realtà, tutte le società, viste da dentro, sono ovvie. Ovvia la Roma pagana, ovvio lo Stato Pontificio, ovvia la monarchia sabauda, ovvio il fascismo, ovvia la Repubblica [1].

Le società sono sempre normali, perché dettano le norme della nostra vita. Sono come l’acqua in cui nuota un pesce. E in genere i pesci, finché non capita loro di trovarsi sulla terraferma, non capiscono nemmeno cosa voglia dire la parola "acqua".

Quindi non spetta a noi dire se la nostra società sia ragionevole o esagitata.

Spetterà agli storici e agli antropologi del futuro, gli stessi che studiano come l’Antica Roma si fondasse sulle strade, la schiavitù e la guerra; o come certe società nomadi si fondassero sulla razzia e sulla devastazione ambientale a forza di pascolare pecore.

E’ comunque un sano esercizio guardare alla società in cui viviamo con occhio disincantato. Ad esempio, usando la classica immagine del treno che corre a velocità sempre crescente verso una destinazione sconosciuta, forse l’abisso, mentre i passeggeri si massacrano tra di loro per avere i posti di prima classe. Non spiega tutto, ma è utile guardare le cose da prospettive insolite, senza dare per ovvio o normale nulla.

Insomma, anche la nostra società potrebbe essere qualcosa di follemente irrazionale, ben più distruttiva di tutte le pecore dei kirghisi o degli squarciacuore di Tlaltelolco.

Ma la divisione psicologica tra "moderati" ed "estremisti" ha comunque qualche valore?

Secondo me, sì.

In effetti, chi accetta questa società è in genere più tranquillo di chi non l’accetta, almeno fino al momento in cui la sua visione delle cose viene messa in dubbio. Lì si scatenano emozioni viscerali incredibili, come quelle che riscontriamo tra i fallaciani, ma anche tra quelli per cui chi non sostiene Prodi, traditore è.

La necessità di stroncare, o meglio linciare, ogni opposizione assume forme psicopatiche di notevole interesse.

L’oppositore ha invece una personalità più complessa. Parlo dell’oppositore qui da noi, perché le cose sono ben diverse viste da Caracas o dal Cairo, dove l’opposizione al Modello Unico e Ovvio del Mondo è a sua volta cosa istintiva, ovvia e naturale: strani sono quelli che accettano di subire il dominio.

Ogni società ha diverse cose che la tengono insieme: fattori emotivi e simbolici, comportamenti concreti, interessi.

Però non è mai prima esistita una società in cui la produzione culturale fosse così monopolizzata, con l’ingresso della televisione in tutte le case. Non ci sono più tanti preti, comunque diversi tra di loro, che ti fanno la predica la domenica, mentre per il resto della settimana ogni gruppo sociale fa affidamento su un proprio mondo culturale.

No. Oggi i vari mondi culturali sono stati quasi completamente distrutti, e un prete prodotto in serie fa le stesse prediche a tutti, sette giorni la settimana, nel salotto di casa. E le fa anche in modo simpatico e seducente, per cui non ti puoi nemmeno arrabbiare.

Quindi, l’opposizione diventa estremamente difficile, proprio dal punto di vista psicologico.

L’opposizione si sostiene su qualcosa di irriducibile nelle persone.

Può trattarsi di una profonda saggezza, come di un’estrema ottusità; di forza di carattere o di fissazioni indistruttibili, o di una combinazione di tutto ciò.

Ma ci vuole sempre un nucleo di sumùd, un meraviglioso termine arabo che indica impenetrabilità, resistenza, radicamento, qualcosa che la pioggia non bagna e il fuoco non arde.[2]

Prendiamo i due poli tra cui oscillano quasi tutti gli oppositori.

La profonda saggezza nasce, in genere, dal fatto di aver avuto molte esperienze – concrete o comunque mentali – che hanno portato a vedere che altri mondi sono possibili: tra gli esempi che mi vengono in mente, Theodor Adorno o Roberto Giammanco, ma anche personalità meno apparentemente politiche, come William Dalrymple o Jean Bricmont.

Non basta ovviamente viaggiare, o vedere molte cose: occorre essere disposti in ogni momento a ricredersi, a fare coscienza di tutto ciò che si viene ad apprendere.

Al polo opposto, c’è la fissazione, in senso letterale e non negativo: qualcosa di fermo e solido, in un mondo in cui tutto è flusso e virtualità. Una specie di sasso, insomma.

Il Sasso si forma in genere attorno a qualcosa di estraneo alla Middle Mind, la "mente media" e conformista del nostro mondo.

Siccome viviamo in un mondo in cui tutto cambia a velocità crescente, si tratta in genere di una fedeltà a qualche novità di un’era geologica passata: al cristianesimo, al marxismo, al moralismo sessuale, al fascismo, all’ecologismo, a una cultura locale, alla mentalità hippy, al giudaismo ortodosso, al valore salvifico delle canne, all’ufologia.

Molto spesso, le fissazioni positive si accompagnano a fissazioni negative, per cui l’avversario globale sono i fascisti, Bush, l’industria del petrolio, i comunisti, Berlusconi, i massoni, i proibizionisti, Satana, il monoteismo, l’Islam e così via.

La fissazione è spesso irrazionale, perché deve essere impermeabile alla violenza, alla seduzione, ma anche alla logica. Mentre la saggezza profonda è necessariamente razionale.

Non solo: la mia fissazione non è uguale alla tua, anzi, è molto spesso in antagonismo totale. Ecco che è facile creare ogni sorta di divisione tra chi si oppone.

Eppure la fissazione ha degli aspetti positivi. Resiste a qualunque numero di ore di televisione (o meglio, spegne direttamente il televisore). E’ impenetrabile da ogni forma di retorica politicamente corretta.

Ora, chi si pone all’opposizione, si trova di fronte a un immenso problema.

Da una parte, il conformismo, il mondo dei Moderati, è tremendamente compatto e uniforme; anzi, la falsa dialettica destra-sinistra riesce ad assorbire le divisioni interne, e quindi unisce ancora di più, proprio come il tifo per la Roma o la Lazio unisce nell’obbedienza all’industria del calcio.

Dall’altra, non può esistere un’unica opposizione.

Perché le saggezze, come le fissazioni, sono necessariamente tante. Ogni granello di saggezza che si acquista, è qualcosa che ci individua, ci distingue, perché è solo nostra.

Ma anche le fissazioni, come i sassi, già non si fanno sciogliere dal diluvio universale, figuriamoci se vanno a fondersi con altri sassi.

Però sono i sassi, alla fine, per quanto vituperati, insultati, ridicolizzati, accusati di essere paranoici complottisti o fanatici, trasformati in capri espiatori da tutto il sistema, che resistono.

Non ci può essere opposizione, senza rispetto per i sassi.

Ma non ci può essere movimento, senza che la sassosità si trasformi, lentamente, difficilmente, in coscienza.

Note:

[1] Sì, lo so, c’è un po’ di confusione qui tra regimi politici e società, ma il concetto mi sembra chiaro.

[2] Bhagavad Gita, II, 23-24: "L’anima [enam] non può essere ferita dalle armi; non può essere bruciata dal fuoco; non può essere bagnata dall’acqua; non può essere seccata dal vento.

L’anima non può essere tagliata né bruciata, né bagnata né seccata. L’anima é immortale, onnipervadente, sempre calma e immutabile, eternamente la stessa."

Ma qui, forse, il Sasso è quasi il contrario dell’anima.

 

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30 Responses to I sassi e la sapienza

  1. Ritvanarium says:

    Ma ci vuole sempre un nucleo di sumùd, un meraviglioso termine arabo che indica impenetrabilità, resistenza, radicamento, qualcosa che la pioggia non bagna e il fuoco non arde.[2]

    **Pura Segnallazione Socio-Linguistica**

    Meglio “MuShin”,Lo Spirito Vuoto del Samurai nell’ Etica Bushido [Vedi “Il Libro dei Cinque Anelli” di Miyamoto Musashi] che si rifa direttamente al WuWei Taoista. Ritvan ne è un Ottimo Esempio….Non a caso “Polemica” deriva da “Polemos”, Guerra.

    ***

  2. kelebek says:

    Per Ritvanarium n. 1

    Qui credo che il Sumud abbia due aspetti: il polo della saggezza e quello della sassosità.

    Forse – ma non pretendo di saperne abbastanza – ciò a cui ti riferisci riguarda più il polo della saggezza.

    Anche se Ritvan qualcosa di sassoso ce l’ha, in effetti.

    Miguel Martinez

  3. utente anonimo says:

    «Mosè dunque prese il bastone che era davanti al Signore, come il Signore gli aveva ordinato. Mosè e Aronne convocarono la comunità

    davanti alla roccia e Mosè disse loro: «Ascoltate, o ribelli: vi faremo

    noi forse uscire acqua da questa roccia?». Mosè alzò la mano, percosse la roccia con il bastone due volte e ne uscì acqua in abbbondanza; ne bevvero la comunità e tutto il bestiame». Numeri, 20

    Questa è una delle immagini mitiche usate da jung per rappresentare

    l’individuazione, cioè la formazione del “sé”. Un blocco solido e un cuore liquido.

    È vero chi si oppone, esperienza personale. è spesso ottuso; c’è un

    bellissimo post di “cospirazione delle colombe” sulle “tare”

    psicologiche che portano a una scelta “estremista”. Lo condivido in

    pieno. Ma che dire dell’ottusità dei moderati, tanto più subdola perché

    ammantata di buon senso? Ecco un bell’esempio di sfruttamento cinico

    dell’ottusità moderata. Sui fatti noti di questi giorni così commentava

    ieri a una manifestazione d’alema.

    «Abbiamo bisogno del Partito democratico, perché questa sinistra non va bene, non serve al Paese, ce l’avevano insegnato già nel Pci».

    Eccerto che glie l’avevano insegnato nel pci che i troschisti erano inutili e come trattarli. Affermazione nel più puro stile stalinista; e gli astanti l’hanno applaudita freneticamente come argomento della necessità del partito democratico! Mi tengo le mie tare psicologiche che fanno di me un estremista.p

  4. utente anonimo says:

    Credo che il buon senso sia molto spesso il contrario dell’intelligenza.

    Del resto, normalmente il profeta è spesso “pazzo”, poichè vede l’assurdità della società in cui si trova (e quindi è a sua volta assurdo per i buonsensisti difensori della società).

    Poi può propugnare una scoietà altrettanto assurda, comunque.

    Un missionario cristiano, per esempio, che tenti di sradicare un innocuo culto pagano (ce n’erano tanti, di innocui) per sostituirlo con la sua visione repressiva di quello cristiano. O anche che tenti di sradicare un culto pagano non innocuo, per metterci il suo cristianesimo altrettanto non innocuo

    (sì, vabbè, Francesco, non venirmi a parlare della Leggenda Nera).

    O anche il rifugio di tanti nell’Islam in chiave anti-schifosa-società-occidentale (e il viceversa).

    Certo, verrebbe fuori qualcosa di meglio facendo scannare (a parole!) Fallaci e Abu Omar piuttosto che d’Alema e Casini.

    Poi io vorrei un governo con Blondet e Beppe Grillo, anche se non sono d’accordo con nessuno dei due- e già che ci sono ci metto anche AquilaTricolore, tie’!

    Paolo

  5. kelebek says:

    Per p. n. 3,

    Cito sempre da cospirazione delle colombe:



    “Poi uno si stupisce quando Prodi dice: La manifestazione è stata legittima e importante, ma noi continuiamo a fare quello che ci ordinano gli USA.

    E’ delirante, se ci penso. E non è neanche la prima volta, ultimamente, che sento un discorso del genere: le manifestazioni sono importanti e legittime, perché la gente esprime il proprio parere ed è giusto che lo faccia. Ma mica perché poi debba essere preso in considerazione in qualche modo: no, così. Come se io gestissi gli schiavi di una piantagione di cotone, e tutte le domeniche li autorizzassi a sfilare mezz’ora per il cortile dietro allo striscione: Un’altra piantagione è possibile. Lo striscione glielo potrei anche fornire io. Ricamare, magari. Col cotone. Potrebbero dire che sarebbe meglio, se solo il campo a ovest fosse coltivato a granturco. Potrebbero persino gridare slogan auspicando che la gestione passi da me a mia sorella piccola. Poi direi che la sfilata è stata un atto legittimo e importante, perché è giusto che gli schiavi facciano sentire la propria opinione.

    Ovviamente non cambierebbe niente, ma ovviamente loro non se l’aspetterebbero. E direbbero, sì, ma pensate che ci sono piantagioni in cui gli striscioni e gli slogan sono vietati, noi invece siamo una piantagione civile.”

  6. kelebek says:

    Dimenticavo l’URL di Cospirazione delle colombe:

    http://cospirazionedellecolombe.iobloggo.com/

    Mettetelo subito tra i preferiti, grazie.

    Miguel Martinez

  7. kelebek says:

    Per Paolo n. 4,

    beh, è facile per un missionario che appartiene alla societa “A” trovare assurdi i riti della società “B”.

    Dicesi, trave e pagliuzza e si fa tutti i giorni.

    Interessanti sono quelli nati nella società “A” che hanno qualcosa da ridire sulla società “A”.

    Miguel Martinez

  8. utente anonimo says:

    Beh sì però se io sono un italiano e divento musulmano?

    E musulmano “estremista”?

    O sono un algerino e odio l’Islam?

    Paolo

  9. utente anonimo says:

    Perchè per esempio ho un amico kurdo iracheno che l’Islam non lo può soffrire proprio.

    Paolo

  10. kelebek says:

    Per Paolo n. 8-9,

    allora si tratta di persona appartenente alla società “A” che critica la società “A”, no?

    Il punto però è interessante, perché l’Islam è un termine ben definito, che in realtà costituisce un fantasma di legittimazione di innumerevoli società diverse.

    La “nostra società” è un ente molto ben riconoscibile, ma che non ha alcun nome preciso: al limite ha un proprio fantasma di legittimazione – come dice Preve – nella parola “democrazia”.

    E quindi il rifiuto di questa società e il rifiuto dell’Islam implicano cose abbastanza diverse.

    Miguel Martinez

  11. utente anonimo says:

    secondo la nostra casalinga non ce il comlotto di forze oscure ma:

    «Io, casalinga ho sconfitto Prodi»

    la leader dei movimenti di vicenza

    Cinzia Bottene: «Questa è la democrazia. Il Governo non ha rispettato il programma»

    dal nostro inviato

    FERRUCCIO SANSA

    Vicenza. «Giuro, mi dispiace quasi. Non avrei mai immaginato di mettere in difficoltà il governo». In un Paese che non riesce proprio a essere “normale”, può succedere anche questo: una casalinga che mette in crisi il Premier. Cinzia Bottene ha 50 anni, un marito imprenditore e un figlio ventenne. Ma soprattutto è la guida dei comitati vicentini che hanno organizzato la grande manifestazione contro il governo e hanno dato la prima spallata a Prodi.

    È lei, Cinzia, che di fronte a centomila persone si è improvvisata arringatore di folle e ha lanciato la sfida al presidente del Consiglio: «Prodi, guarda. Tu puoi continuare a dire “sì” alla base americana, ma noi diremo sempre “no”», ha detto Bottene. Dopo quattro giorni il governo è caduto.

    Signora, si rende conto di quello che è successo?

    «Questa è la democrazia», sorride Cinzia. Subito aggiunge: «Mi stupisco di me stessa. Mi sembra incredibile. Comunque le garantisco che non è questo che volevamo. Il nostro desiderio era soltanto protestare contro la nuova base americana di Dal Molin».

    E invece quella folla oceanica è stata il primo passo verso la crisi di Governo…

    «Guardi che la spallata Prodi se l’è data da solo, noi c’entriamo fino a un certo punto. Il centrosinistra ha mostrato una scarsissima coerenza tra quanto sostenuto nel programma elettorale e le effettive decisioni. Non solo: il governo ha sottovalutato moltissimo la nostra protesta. Ha pensato di poterci ignorare e di decidere senza consultare minimamente la popolazione di Vicenza. La manifestazione di sabato ha dato visibilità alle contraddizioni della maggioranza che prima o poi sarebbero esplose».

    Adesso qualcuno dirà che avete lavorato per gli avversari del governo.

    «Noi non vogliamo essere strumentalizzati. Siamo un movimento trasversale. Ci unisce la voglia della gente di uscire da un letargo e di occuparsi finalmente delle questioni della propria vita».

    Insomma, volete colmare una lacuna della politica?

    «Nessuno si è preso veramente a cuore la difesa del nostro territorio. Nessuno, dal governo di centrosinistra al sindaco di Vicenza che è di centrodestra. Nel nostro movimento ci sono persone di tutti gli orientamenti politici». Ieri sera era in programma una manifestazione a suon di pentole contro il sindaco Enrico Hullweck».

    Certo che salire su quel palco e parlare davanti a centomila persone non deve essere stato facile. Era la prima volta?

    «Non avevo mai parlato in pubblico. Neanche davanti a dieci persone. Figurarsi centomila».

    Quanti giorni ci ha messo per prepararsi il discorso?

    «Neanche un minuto, giuro. Mi hanno detto di salire sul palco e sono andata. Ho parlato a braccio. E dire che io ero timida e invece adesso…».

    Si è guadagnata un applauso di un minuto. Qual è il trucco?

    «Non saprei. Immagino che sia aver usato le stesse parole che uso parlando con le mie amiche. E poi… quando credi davvero in quello che fai trovi dentro di te delle risorse che nemmeno immaginavi di avere. Non so da dove mi vengono tutte queste energie, sto in piedi quattordici ore al giorno per organizzare le manifestazioni».

    Com’è cambiata la sua vita dalla nascita dei comitati?

    «È tutto diverso. C’è chi mi guarda con simpatia, ma molti hanno idee differenti dalle nostre. E poi ci sono gli invidiosi. Sì, essere “famosi” cambia le cose, in peggio. Io avrei preferito che si parlasse della base americana piuttosto che di me».

    E suo marito come ha preso la novità di trovarsi una moglie leader?

    «Lui e mio figlio hanno una pazienza infinita. In questo periodo come casalinga sono molto latitante».

    Adesso che ha fatto cadere Prodi avrà di nuovo più tempo per la casa…

    «La nostra lotta contro la costruzione della base americana non è finita. Anzi», sorride Cinzia al telefono. E sullo sfondo si sente un rumore di pentole.

    Sta preparando la cena o una manifestazione?

    «La pastasciutta, giuro. Le pentole per la manifestazione sono nell’armadio, pronte per il prossimo corteo».

    banu

  12. utente anonimo says:

    Per Miguel #10:

    sinceramente non saprei, l’Islam, come ogni altra istituzione umana (uso istituzione nel senso più vago), mi sembra che finisca per essere un’entità vaghissima e non definita.

    Voglio dire, per il mio amico kurdo (che vuole addirittura cambiare nome, perchè il suo è “troppo islamico”) l’Islam non rappresenta, che ne so, una particolare religione o una scuola di pensiero o uno stile di comportamento, o anche una corrente politica, ma la summa di tutto ciò che non gli piace, l’idea della società da cui se ne è andato e nella quale non vuole tornare.

    Almeno questa è l’idea che me ne sono fatto io.

    In questo non mi sembra diverso da mia nonna parmigiana, che si rifiutava di parlare il dialetto di Parma, città da lei lasciata senza rimpianti.

    Ad essere rifiutata, in entrambi i casi, è un’idea di società;

    e in entrambi i casi, le motivazioni addotte mi hanno lasciato la sensazione che in realtà, per quanto ragionevoli, non spiegassero la totalità del rifiuto, che andava ricercato più profondamente, anche più oscuramente, in quello che giustamente definisci “sasso”.

    Paolo

  13. utente anonimo says:

    “i primi, in sostanza, sono quelli che accettano le cose così come sono, gli altri quelli che vi si oppongono”

    e uno che non accetta le cose così come sono e che vorrebbe cambiarle, ma che pensa che la sola via per un cambiamento reale e durevole sia cambiare le cose un pochino alla volta, cos’è estremista o moderato (o solo un po’ cretino)?

    roberto

  14. georgiamada says:

    l’apologia del sasso :-)

    Bhe anche i sassi vanno a fondo e sono modellati dal mare e … volente o nolente è sempre il mare a comandare sia che sopra ci sia un transatlantico che un singolo in pagoda (la pagoda però si rovescia più facilmente in alto mare), ecco perchè devi conoscere a fondo tutte le modalità del mare per difendertene … altrimenti affoghi cantando (se sei stoico) imprecando se sei normale, ma certo non te ne puoi neppure lamentare :-).

    Se ti ostini a passeggiare sopra il mare invece di imparare a nuotare … beh o sei l’unto dal signore o un kretino.

    E io, sarò tera tera, ma in giro vedo molti presunti unti dal signore e molti cretini non presunti… altro non vedo … ah sì vedo anche alcuni che vorrebbero mandarmi da sola in alto mare con i pattini, ma … io sono laica e loro non sono stati unti anche se sono untuosi.

    Io personalmente credo che la democrazia parlamentare sia imperfetta e faticosa da accettare, ma penso anche che per ora non sia stato formulato niente di meglio, quindi me la tengo stretta … poi si vedrà

    geo

  15. utente anonimo says:

    In pagoda???

    Paolo

  16. utente anonimo says:

    forse avrà voluto dire piroga:-))

    maria

  17. georgiamada says:

    certo maria :-) era piroga, però … siccome i lapsus non sono mai del tutto casuali … e siccome se uno può camminare sull’aqua può anche andare in pagoda …quasi quasi preferisco pagoda … un singolo cavaliere in pa-goda in altomare e che pure se la goda … rende ancora meglio quello che volevo dire :-))))

    geo

  18. utente anonimo says:

    e uno che non accetta le cose così come sono e che vorrebbe cambiarle, ma che pensa che la sola via per un cambiamento reale e durevole sia cambiare le cose un pochino alla volta, cos’è estremista o moderato (o solo un po’ cretino)?

    maria

    no roberto, nessuna delle tre cose , forse soltanto una persona perbene che si ostina a nutrire una certa fiducia nel prossimo. Ce ne sono, io ne conosco:-)

  19. utente anonimo says:

    Credo che “cospirazione delle colombe” abbia lettori “d’alto bordo”. Non può che aver preso spunto dagli schiavi dimostranti di quell’apologo questa perla (taccio l’altra sull’afganistan o il bagliore ci accecherebbe) del segretario ds:

    «Se qualcuno dissente su un punto, ha modo di dirlo senza votare contro. Si può alzare in Senato, esprimere il suo dissenso e (poi votare) a favore per lealtà».

    Benvenuti nella piantagione parlamento.p

  20. utente anonimo says:

    in effetti p.,

    se gli ideali di qualcuno hanno un prezzo così basso da barattarli per un posto al senato insieme ad una una coalizione che gli fa schifo è giusto che dissenta e poi faccia come gli viene ordinato.

    roberto

  21. utente anonimo says:

    ok maria,

    era un modo gentile per dire un po’ cretino :-)

    roberto

  22. kelebek says:

    Per roberto n. 20,

    infatti, per quello io non voto e non mi lamento. E senza fare propaganda astensionista, mi auguro comunque che un numero sempre crescente di persone che non hanno un “prezzo basso” faccia così.

    Rimane il problema di un sistema che non rappresenta, nemmeno con un unico parlamentare, tutti quelli che non hanno un prezzo basso.

    Miguel Martinez

  23. utente anonimo says:

    Su un punto hai ragione Roberto: l’“entrismo” troschista di turigliatto vale il “c’entrismo” democristiano di follini. Salvo che il secondo non lo teorizza, per sua fortuna. E può usarlo efficacemente nella lotta parlamentare. Detto questo, il turi non era in senato per caso. Nella lista è stato messo per acchiappare una parte di voti tra certi strati politicizzati che potevano non andare a votare. A giocare ambiguo sono stati in due, e turigliatto è stato messo lì proprio perché era turigliatto, e non perché li ha fregati nascondendo chi era. Io stesso, ne avevo parlato in un vecchio commento, ho assistito a un agguato elettorale di marco rizzo per cooptare galoppini e voti da una certa area antagonista. Sarà bene dircelo, a parte il giudizio che si abbia sul comportamento del senatore dissenziente, che questa maggioranza è frutto d’una certa politica elettorale scientemente perseguita da prodi e i partiti che gli han fatto corona. Non possono venirci a raccontare adesso che dei cattivoni gli hanno fatto proditoriamente lo sgambetto.p

  24. Sono d’accordo con p.

    La sinistra “estrema” e’ stata volutamente corteggiata – attraverso alcuni candidati che ne potevano rappresentare le istanze – in sede di campagna elettorale, per intercettare quanti piu’ voti anche da quel lato; per poi scaricarli, quando c’e’ da dare la colpa a qualcuno e si comincia a far gli occhi dolci al centro.

    upuaut

  25. kelebek says:

    per p n. 23,

    Credo che tu abbia colto molto bene la questione.

    Turigliatto, come tutti i trotzkisti, pensa che bisogna infilarsi nei partiti di sinistra, per condurli gentilmente verso sinistra. Che poi alla fine si traduce, in pratica, in una sorta di riformismo.

    Bertinotti e Giordano, come tutti gli opportunisti, sono invece desiderosi di farsi infiltrare da chiunque, pur di raccattare votame.

    Poi, come tutti gli stalinisti, sono pronti a tagliare la gola agli infiltrati quando non servono più.

    Miguel Martinez

  26. bel post…come sempre…

    anche se ad essere pignoli (come ha fatto qualcun altro), anche i sassi subiscono cambiamenti…ciaoo

    orso

  27. utente anonimo says:

    Caro p.

    e si i trotzkisti tenessero duro?

    Se al prossimo voto dicessero chiaro e tondo che voteranno Sì solo alle loro condizioni?

    Chi li ha messi in lista perchè aveva bisogno dei “loro” voti non ne avrà meno bisogno, e quindi dovrebbe finire per piegarsi …

    E la vulgata del “anything but Zilvio” non durerà in eterno.

    Francesco

  28. utente anonimo says:

    Non lo so che faranno rossi e turigliatto. A me l’entrismo non piace proprio. Lo trovo stupido e inconcludente da posizioni estreme. Altro i casi d’un de gregorio o d’un follini, che possono entrare e uscire da uno schieramento all’altro senza troppi problemi, per via d’una visione generale abbastanza comune al bipartitismo unico. Io voglio solo far notare agli scandalizzati del csx che non possono fare certe campagne elettorali e far finta che il giorno dopo le elezioni quelle scelte ambigue, miracolosamente, per cinque anni non verranno più a galla. Chi sarebbero i realisti, loro, che addirittura pretendono che le decisioni del passato recente non debbano influire sul presente? Mi facciano il piacere! A parte quel certo articoletto della costituzione democratica e antifascista a cui tanto tengono, che dà diritto a ogni deputato di prendere le posizioni che vuole, e che poco si concilia con la foga stalinista di denigrazione dei “traditori” ai quali sconciamente ci stanno facendo assistere.p

  29. utente anonimo says:

    Neanche a mi piace l’entrismo.

    Stessero fuori, loro e i loro voti, e lasciassero governare Berlusconi!

    Invece niente, ad ogni elezione qualche anima pia porta in dote al cocco del Corsera di turno una quota dei voti delle anime perse dell’estremismo e io mi trovo governato dalla sinistra.

    Vorrei fare il facchino napoletano, ogni tanto, così non me la prenderei tanto!

    Ciao

    Francesco

  30. utente anonimo says:

    >era piroga, però … siccome i lapsus non sono mai del tutto casuali … e siccome se uno può camminare sull’aqua può anche andare in pagoda …quasi quasi preferisco pagoda … un singolo cavaliere in pa-goda in altomare e che pure se la goda … rende ancora meglio quello che volevo dire :-))))

    geo< Sì, volevi dire che ti piace arrampicarti sugli specchi:-).
    Ciao

    Ritvan

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