Prima di affogare, Prodi salva l’Italia

Il governo Prodi se ne va (per ora), ma prima di chiudere la porta, salva Sanremo, nel senso che il Servizio Pubblico potrà pagare anche più di 272 mila euro a testa per l’acquisto di alcuni pezzi di carne umana.

Uno di destra starebbe a pensare solo alla propria sopravvivenza politica, in un momento in questo.

Invece, è questo senso di responsabilità verso le vere esigenze dei cittadini, anche in un frangente così difficile, che distingue un governo di sinistra.

Non so se la pastasciutta sia di sinistra o no.

Diciamo che è di sinistra la mamma che si è rotta due costole, ma prima di andare in ospedale, insiste lo stesso a stirare i vestiti del figlio prima che lui vada in discoteca.

ROMA – Il Festival di Sanremo è salvo. Il ministro per le Riforme, Luigi Nicolais, ha firmato oggi la circolare che elimina il tetto ai compensi per le star della Rai, previsto dall’ultima Finanziaria. Niente più limite di 272 mila euro, quindi, per i presentatori Pippo Baudo e Michelle Hunzinker, i cui contratti al momento non sono stati ancora firmati. A pochi giorni dal via, la circolare salverebbe anche la partecipazione di una superospite del calibro di Penelope Cruz.

L’eventuale applicazione del tetto previsto dalla Finanziaria – è scritto nella circolare firmata dal ministro Nicolais – “altererebbe il normale esplicarsi del confronto aziendale ponendo la società a prevalente partecipazione pubblica in una situazione di svantaggio alterando significativamente le regole del mercato della concorrenza“.

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26 Responses to Prima di affogare, Prodi salva l’Italia

  1. ulivegreche says:

    Le riforme importanti non si possono fermare, nemmeno in un momento come questo!!

  2. utente anonimo says:

    “il Servizio Pubblico potrà pagare anche più di 272 mila euro a testa per l’acquisto di alcuni pezzi di carne umana”

    Ma 272mila euri a testa vuol dire che i pezzi di carne poi li paga(va)no a parte?

    broccoli

  3. kelebek says:

    No, le teste sono comprese nei pezzi di carne umana.

    Insieme ai parrucchini e alle tette siliconate.

    Miguel Martinez

  4. daciavalent says:

    Certo che tutto si può dire sulla politica estera del governo Prodi, ma sfido chiunque ad insinuare che non abbiano a cuore i diritti dei lavoratori sanremesi, poffare…

    Omaggi, Dacia

  5. utente anonimo says:

    Non capisco perchè il decreto lo abbia firmato il ministro per le riforme.

    Sarò prevenuto perchè la Hunziker non mi arrapa neppure con le tette.

    Condivido il disgusto per l’italica stirpe che emerge tra le righe, per una volta in extremismo stat virtus.

    Saluti

    Francesco (molto felice della dipartita di Prodi)

  6. nemmeno sanremo volevi?

    farà da colonna sonora al

    governo che verrà…

    a presto

    orso

  7. utente anonimo says:

    OT

    si scrive poffarre, mi pare.

    Francesco

  8. utente anonimo says:

    Senti francesco, dacia fa ottime letture: legge Zi nisciuno e trova “chi mai – poffàre? – ‘O zì nisciuno!”. Legge verdi e trova addirittura “Toh! Toh! Poffare il mondo! Che tempone!” (la forza del destino). Inutile dire che anch’io sto dalla parte di zi nisciuno alias bordiga.p

    Ps: comunque anche quell’ignorantone del correttore di word mi segnala “poffare” come un errore. Ma da quando bill gates conosce l’italiano?

  9. utente anonimo says:

    […] Dodici punti non negoziabili. Approvati in poco più di un’ora da tutti i leader del centrosinistra riuniti con Prodi a Palazzo Chigi. C’è la politica estera con la missione in Afghanistan e la fedeltà alla Ue e alla Nato; non ci sono i Dico (che diventano materia parlamentare) e c’è la Tav […]

    Hai visto MM? subitosubito, senza se e senza ma, in una botta sola via qualsiasi dubbio su usa-afghanistan-israele-pacs-tav… se non ha del geniale questo ;)

    rimane allora valida la domanda che ti facevo qui: a fronte di questi risultati, che apparentemente (e sottolineo apparentemente, ma questo che io posso sottolineare come apparenza è per molti l’effetto reale di una causa reale) sono “pilotati” e/o “spinti” da eventi tipo Vicenza, è lecito avere dei dubbi sul “metodo” manifestazione/presenza/dissenso opposto al tentativo di creazione di una forza che si misuri con la forza (ovvero: lungi dall’essere pacifica-ista)?

    diego

    [PS: potrebbe, magari, essere semplicemente un’enorme “botta di culo” per tutta la c.d. maggioranza… tanto a cambiare la legge elettorale manco a parlarne… il tredicesimo punto magari… eheheh]

  10. utente anonimo says:

    [in merito al #9:

    ovviamente scherzo, e soprattutto lungi da me la violenza, ma io resto atterrito veramente.

    Mi consolano i dettagli, a margine: oggi m’è capitato di dare uno strappo al prof. Bartolomeo Pirone… un personaggio eccezionale, di quelli che in televisione non vedrete mai… era appena tornato da Gerusalemme, di questa storia – il voto al senato e “conseguenze” annesse – non sapeva assolutamente nulla… immaginava, non ha fatto commenti… il mondo alla fine è sempre grande… e chi ne conserva le tracce aiuta a non far perdere la testa, con le meschinità, la violenza, la volgarità con cui vogliono pubblicamente trattarci ed esimerci dal tenere le briglie di una – chiamiamola, una buona volta – morale. diego]

  11. kelebek says:

    Per diego n. 9,

    In questa vicenda non escludo qualche forma di trappola, forse per arrivare proprio ai “punti non negoziabili” di cui parli.

    Infatti, questo è il tipo di complotto che esiste veramente.

    Non grandiose trame che attraversano le storia (tipo templari), né operazioni che richiedono il silenzio di migliaia di persone (tipo i complotti paventati dai dietrologi).

    No, piccole furbate che vengono combinate da un gruppo di deputati molto navigati, come magari potrebbero essere stati Andreotti o Cossiga.

    Bisogna sentirsi in colpa, perché votando contro la guerra, due senatori pacifisti hanno contribuito all’esito di questo complotto, che consiste nel divieto del pacifismo?

    No.

    Imaginiamo di trovarci nell’Alabama degli anni Cinquanta. Una signora nera si siede sulla parte di un autobus riservata ai bianchi.

    L’unico risultato di questa ipotetica azione è che il governo locale decide di formalizzare il divieto ai neri, che finora era solo una consuetudine.

    Perciò, le organizzazione dei neri se la prendono con la signora: “hai visto, per colpa tua, adesso hanno messo per iscritto che i neri non possono salire sulla parte dell’autobus per bianchi”.

    E’ una sciocchezza: la signora nera, sedendosi nella zona vietata, ha semplicemente portato alla luce il divieto, che c’era prima e ci sarebbe stato dopo.

    Miguel Martinez

  12. kelebek says:

    Ho trovato i “dodici punti non negoziabili” sul sito di Sinistra Critica (il movimento di Turigliatto). Riporto anche il commento iniziale.

    Il vertice dell’Unione di stasera si è chiuso con il rilancio di un programma di governo incredibile: niente a che vedere con il programma dello scorso anno e un potere assoluto concesso al presidente del Consiglio, al limite del bonapartismo. Come si vedrà si tratta dell’avallo alle missioni internazionale, del sostegno alla TAV (!!!), della costruzione dei rigassificatori, della riforma delle pensioni. I Pacs scompaiono e vengono sostituiti da politiche per la famiglia. Un modo del tutto sbagliato per uscire dalla crisi e un ulteriore indebolimento dell’attuale maggioranza.

    Salvatore Cannavò

    Ecco di seguito, comunque i 12 punti di Prodi:

    1. ‘Rispetto degli impegni internazionali e di pace. Sostegno costante alle iniziative di politica estera e di difesa stabilite in ambito Onu ed ai nostri impegni internazionali, derivanti dall’appartenenza all’Unione Europea e all’Alleanza Atlantica, con riferimento anche al nostro attuale impegno nella missione in Afghanistan. Una incisiva azione per il sostegno e la valorizzazione del patrimonio rappresentato dalle comunita’ italiane all’estero’.

    2. ‘Impegno forte per la cultura, scuola, universita’, ricerca e innovazione’.

    3. ‘Rapida attuazione del piano infrastrutturale e in particolare ai corridoi europei (compresa la Torino-Lione).

    Impegno sulla mobilita’ sostenibile’.

    4. ‘Programma per l’efficienza e la diversificazione delle fonti energetiche: fonti rinnovabili e localizzazione e realizzazione rigassificatori’.

    5. ‘Prosecuzione dell’azione di liberalizzazioni e di tutela del cittadino consumatore nell’ambito dei servizi e delle professioni’.

    6. ‘Attenzione permanente e impegno concreto a favore del Mezzogiorno, a partire dalla sicurezza’.

    7. ‘Azione concreta e immediata di riduzione significativa della spesa pubblica e della spesa legata alle attivita’ politiche e istituzionali (costi della politica)’.

    8. ‘Riordino del sistema previdenziale con grande attenzione alle compatibilita’ finanziarie e privilegiando le pensioni basse e i giovani. Con l’impegno a reperire una quota delle risorse necessarie attraverso una razionalizzazione della spesa che passa attraverso anche l’unificazione degli enti previdenziali’.

    9. ‘Rilancio delle politiche a sostegno della famiglia attraverso l’estensione universale di assegni familiari piu’ corposi e un piano concreto di aumento significativo degli asili nido’.

    10. ‘Rapida soluzione della incompatibilita’ tra incarichi, di governo e parlamentari, secondo le modalita’ gia’ concordate’.

    11. ‘Il portavoce del presidente, al fine di dare maggiore coerenza alla comunicazione, assume il ruolo di portavoce dell’esecutivo’.

    12. ‘In coerenza con tale principio, per assicurare piena efficacia all’azione di governo, al presidente del Consiglio e’ riconosciuta l’autorita’ di esprimere in maniera unitaria la posizione del governo stesso in caso di contrasto’. (ANSA).

  13. utente anonimo says:

    fantastico il punto 2…

    a parte che una frase così generica non significa un fico secco, notate anche com’è sgrammaticata:

    ‘Impegno forte per la cultura, scuola, universita’, ricerca e innovazione’.

    tre alternative corrette:

    1) ‘Impegno forte per la cultura, la scuola, l’universita’, la ricerca e l’innovazione’.

    2) ‘Impegno forte per cultura, scuola, universita’, ricerca e innovazione’.

    3) ‘Impegno forte per la cultura: scuola, universita’, ricerca e innovazione’.

    eh sì, dei veri e propri uomini di cultura che la cultura l’han messa tra i primi punti del programma

    del resto già santoro, a rockpolitik, aveva detto piazzato lì un “viva la cultura!”, seguito da un messaggio per i suoi: “si preparassero”

    Stradivari

  14. utente anonimo says:

    Miguel, rispetto alla tua richiesta sul potere finanziario dedica 3 minuti a questo:

    http://luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1700

    l’altro M.M. scrive molto meglio di me e il succo c’è quasi tutto.

    per approfondimenti (ma lì ci vuole tempo e tanta pazienza) il La Grassa di ripensaremarx.

    ciao

    Silviu’

  15. GLI EDITORIALI DI ANTONELLO DE PIERRO DIRETTORE DI ITALYMEDIA.IT

    Finalmente liberi!

    di Antonello De Pierro

    Era ora! La legge che pone fine all’obbligatorietà del servizio di leva è finalmente una realtà. Termina così la girandola di amarezze e delusioni che la stragrande maggioranza dei nostri giovani, chiamati ad assolvere gli obblighi di leva, è stata da sempre costretta ad incassare, perdendone abbondantemente il conto. Il festival dell’ingiustizia, delle assegnazioni e dei trasferimenti incredibili, decisi al tavolo delle raccomandazioni e dei clientelismi, senza nessuna logica o pudore di sorta: soldati spediti da Palermo a Udine, braccia “rapite” dallo Stato a famiglie bisognose, e rampolli privilegiati, parcheggiati nell’ufficio dietro casa. Il Rubicone della vergogna, attraversato sfacciatamente dai burattinai degli uffici di leva e delle caserme, muovendo inesorabilmente i fili del destino di ragazzi impotenti, spesso sacrificati sull’altare di frustrazioni personali dei superiori, finalmente sta per prosciugarsi. La “pacchia” dei graduati, abilissimi nel sottomettere giovani inermi, facendosi scudo con le opinabilissime leggi militari, che schiacciano, marciandoci sopra con i cingoli, la loro dignità, inizia a intravedere il tramonto. Chi pulirà le caserme, i “cessi” putridi e puzzolenti, le stanze e gli uffici degli ufficiali e dei “marescialloni” spocchiosi? Chi spazzerà i cortili per ore, spettacolo preferito dalle pupille dei graduati, attenti affinché venisse raccolta anche la “cicca” più minuscola (ottimo esercizio per chi avesse voluto impiegarsi come operatore ecologico al termine del servizio di leva, ma perfettamente inutile per la formazione di un soldato)?Chi impartirà lezioni gratuite di latino, greco, matematica o fisica ai figli “somari” di colonnelli e generali, quando il ragazzo laureato preferirà affrettassi a trovare qualche spiraglio nel muro di gomma del mondo del lavoro, piuttosto che seppellire un anno della sua vita nello squallido grigiore di una caserma? Particolarmente difficile appare in questi giorni penetrare quel guscio di riservatezza, che protegge come un’armatura l’universo militare dal mondo dei civili. Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha dribblato con sorprendente abilità la richiesta di un’intervista da parte del nostro giornale. Ma noi, che non amiamo assolutamente mettere il morso alla nostra inarrestabile voglia di verità, non possiamo sorvolare su gravi episodi legati alla moritura “naja”, nutrendoci al banco della nostra esperienza diretta, dove troviamo ricordi che ancora passeggiano vivi nella nostra memoria. Come possiamo non toglierci il sassolino dalla scarpa, foderandoci gli occhi con il prosciutto, di fronte alla verità che preme per scivolare tra le righe di un foglio provvisorio di giornale? Per ognuno un film lungo un anno e con all’incirca lo stesso copione, fatto di angherie, soprusi, arbitrarie privazioni della libertà personale. Un anno trascorso vivendo di nulla ai margini del nulla, con la rassegnazione pronta a spegnere immediatamente qualsivoglia ruggito di vitalità. Finalmente si volta pagina. Agli occhi di chi scrive la memoria mette a fuoco fotogrammi spaventosi. Ragazzi avviluppati dalla spirale del sistema militare, privati della volontà, della dignità stessa di esseri umani, ridotte a puro sussurro. Costretti a subire turpiloqui e ingiurie a più non posso, senza la possibilità di reagire; a mangiare con le mani e ad elemosinare un bicchiere d’acqua nella desolazione dell’Ospedale Militare di Firenze; a dormire con cinque coperte e cinque maglioni in gelide camerate senza riscaldamento (naturalmente nelle camere confortevoli degli ufficiali il caldo era insopportabile); a subire incredibili atti di “nonnismo”, a fare flessioni sulle braccia, portando il naso a due dita da una nauseante quantità di “merda”, troneggiante in bella mostra sul biancore di una “turca”. E molto altro congelato nei file mnemonici degli sventurati protagonisti. Spesso qualcuno più debole non ha retto e ha deciso di chiudere i conti con la vita prima del congedo. Con sorprendente rapidità, sugli scandali sanguinolenti, è sceso sempre puntualmente il velo del silenzio e dell’omertà.

    Tutto ciò sarà presto finito. Finalmente!

    http://www.italymedia.it

  16. utente anonimo says:

    se non c’è altro da aggiungere sull’appossionante questione del cachet della hunziker, vorrei proporre un gioco, se miguel è d’accordo naturalmente.

    qui trovate il resoconto stenografico della seduta faditica con il discorso di dalema, che, come potete vedere, non riguarda solo l’afghanistan ma in generale la politica estera (la parte su vicenza viene in fondo nelle risposte).

    proviamo a vedere cosa non vi piace e perchè (magari copiaincollando le frasi sennò restiamo sul vago)?

    http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=15&id=253523

    roberto

  17. utente anonimo says:

    >>>Bisogna sentirsi in colpa, perché votando contro la guerra, due senatori pacifisti hanno contribuito all’esito di questo complotto, che consiste nel divieto del pacifismo?

    No MM e chi l’ha mai detto né pensato. Sentirsi in colpa mai, sulla coerenza; il problema – come sollevasti anche tu altrove, più volte – è l’efficacia: i tempi dell’Alabama sono lontani; siamo davvero sicuri che basta ancora “sedersi” per “portare alla luce” una contraddizione, o addirittura che questa, una volta portata alla luce, possa influenzare sensibilità già sature di tutta la gamma di realtà abilmente fictionalizzate?

    Cioè, si portano alla luce cose che la gente pretende di conoscere, di vedere o di aver visto a di aver, addirittura, vissuto solo in virtù di quello che costantemente viene narrato loro per conto terzi, nei modi che conosci. Come sai la forma migliore di censura è la saturazione – anche perchè è impossibile da qualificare/quantificare “scientificamente”.

    In quanti hanno l’opportunità di vedere “dal vivo” quali sono gli effetti reali della nostra (intesa come connivente) “politica estera”, compresa quella del mercato dell’aiuto umanitario? Eppure la loro – di tutti me compreso, ovviamente – immersione nella geopolitica da avanspettacolo è totale, a tal punto da risultare credibile come realtà (i conflitti di religione, l’oriente/occidente, le necessità di difesa). Sedersi, così come manifestare (cosa che ho ripreso a fare fino all’ultima manifestazione di Roma, fino all’ultima “questione” pigliata coi giornalisti, pezzi di merda alcuni dei quali anche mie vecchie conoscenze), dal punto di vista dell’efficacia è ben poca cosa. E qui come altrove: manifestazione a Bil’ain, vicino Ramallah, estate 2005. Manifestazione contro l’edificazione della “barriera di sicurezza”: il cordone è formato da qualche internazionale, qulache israeliano pacifista, tanti palestinesi del luogo. Arriviamo sul posto dopo 500 metri e 10 min. circa di corteo. Arriva Tsahal e decide di caricarci dopo circa 30-40 secondi di coordinamento. Noi internazionali ce la caviamo (non tutti gli israeliani), i tafferugli continuano tra l’IDF e i palestinesi. Noi sappiamo che, andandocene la sera, la gente di Bil’ain subirà una rappresaglia in termini ben diversi dai semplici lacrimogeni che forse, senza quella manifestazione inutile/inoffensiva, non avrebbero subito.

    Adesso con questo non voglio dire Bil’ain=Roma=Vicenza, però quando la base sarà pronta-allargata, i vicentini “dissidenti” si terranno, insieme alla coerenza, anche la beffa della solidarietà.

    diego

  18. Santaruina says:

    Viva la democrazia, roba per palati fini.

    Blessed be

  19. utente anonimo says:

    x p.

    errore mio, QUESTA VOLTA Bill è innocente.

    Francesco

  20. utente anonimo says:

    Prodi ha la faccia da gerarchetto di provincia, in effetti.

    Dopo 5 anni di cura Follini, mi sento quasi solidale con il punto 12.

    Ma io sono presidenzialista da sempre :)

    Francesco

  21. Ciao Miguel, spero tu ieri sera abbia visto Ballarò…

    era presente anche il Sen.Rossi…

    spettacolare Floris :)

    Cmq hai davvero un blog fantastico…ogni articolo più interessante di un altro!

    Sei meglio del blog di beppe grillo ehheeh….a presto

    http://illungoaddio.giovani.it

  22. kelebek says:

    Per il Lungoaddio, grazie della visita e dei complimenti, fanno piacere quando invece di lavorare come dovrei, sto a leggermi i commenti :-)

    Miguel Martinez

  23. utente anonimo says:

    Domandina ina ina. In uno stato di Diritto può una circolare ministeriale annullare quanto prescrive una legge dello Stato, debitamente approvata dal Parlamento? Io credo proprio di no. Ecco, kari kompagni, questi sono i veri attacchi in stile sovietiko alle regole democratiche, altro che “tradimento della volontà sondaggistica degli elettori”.

    Ciao

    Ritvan

  24. utente anonimo says:

    Ritvan

    l’articolo 113bis della Costituzione prevede esplicitamente che “Sanremo viene prima” delle altre fonti giudidiche.

    E studia, brutto albanese col gommone!

    Francesco ;)

  25. utente anonimo says:

    >Ritvan l’articolo 113bis della Costituzione prevede esplicitamente che “Sanremo viene prima” delle altre fonti giudidiche. E studia, brutto albanese col gommone!

    Francesco ;)< Francesco il Kompagno Per l’Occasione?:-)
    Ciao

    Ritvan il Gommonista

  26. utente anonimo says:

    Hai kolto, kompagno.

    Tovarish Francesco

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