Il fantasma di legittimazione

Segnalo uno splendido post di Dacia sulla situazione della democrazia in Italia.

Dacia – come anch’io alcuni giorni fa – ha scelto di usare come spunto il caso di un gruppo molto piccolo di persone che sembra aver scelto la lotta armata.

Un caso politicamente irrilevante, ma interessante perché fa da cartina di tornasole, obbligandoci – se siamo in buona fede – a chiederci quale alternativa concreta e possibilmente vincente possiamo contrapporre alla loro scelta.

Quando si usano gli esempi forti, come questo, la gente tende a fissarsi sul dito e non sulla Luna, per poi scendere in un pantano inestricabile di moralismi.

Per cui ribadisco il punto fondamentale: ciò di cui stiamo discutendo è la ricerca di una risposta alla domanda posta dai cento e passa mila manifestanti di Vicenza (nonché dal 70% degli abitanti della stessa città), da un’intera società precarizzata (e non mi riferisco solo ai precari "ufficiali"), dagli abitanti della Val di Susa, dai due terzi degli italiani che si sono espressi nei sondaggi contro la spedizione in Afghanistan.

Tutte queste persone hanno espresso in modo netto il proprio punto di vista.

E i governanti che loro stessi hanno eletto, hanno risposto, magari con un’intervista a un quotidiano indiano di cui nessuno aveva mai sentito parlare prima, che il governo se ne frega di ciò che pensano, perché quando si arriva alle cose importanti, l’Italia non è governata dal popolo, bensì da trattati segreti, da incontri tra professionisti della politica, militari e potenti finanzieri a cui noi non siamo ammessi, da enti con sigle strane, dalla forza ineluttabile del "mercato globale" a cui dobbiamo tutti obbedire.

Persino gli spazi simbolici vengono espropriati.

Infatti, pur avendo la certezza che il 99% dei parlamentari italiani, eletti dal popolo, avrebbe scelto contro il popolo e a favore del governo, il governo ha lanciato una campagna durissima per privare il popolo anche della rappresentanza simbolica di due o tre parlamentari che proponevano timidamente di votare contro la spedizione afghana.

Credo che alcune delle cose più chiare e semplici le abbia detto in merito Costanzo Preve.

Ecco qualche citazione dal suo libro, Il popolo al potere. Il problema della democrazia nei suoi aspetti storici e filosofici (Arianna Editrice, Casalecchio, 2006):

"In casi come questi è meglio rischiare l’unilateralità assertiva ed essere radicali: semplicemente, non viviamo in una democrazia. La democrazia oggi è un fantasma di legittimazione, così come, a mio avviso, erano fantasmi di legittimazione il carattere cristiano della societas christiana del Medioevo europeo o il riferimento al pensiero di Karl Marx del comunismo storico novecentesco."

"Il potere del popolo, o meglio il potere al popolo, presuppone un insieme di cittadini consapevoli, informati e soprattutto sovrani del contenuto della propria decisione politica. Oggi il presunto ‘cittadino’ è suddito di due imponenti forze di espropriazione: il gigantesco circo mediatico, il cui compito è appunto la disinformazione pianificata e programmata attraverso una peculiare tecnica di saturazione apparentemente ‘informativa’ – si tratta di un vero e proprio mondo alla rovescia – e la presenza di mercati finanziari sottratti a qualsiasi sovranità statale e comunitaria."

"La conoscenza è espropriata dalla sapiente saturazione del ‘circo mediatico’ – che solo gli illusi e i faziosi ritengono seriamente diviso in sinistra, centro e destra – mentre la decisione lo è dalla macchina, apparentemente anonima, fatale e impersonale dei cosiddetti ‘mercati finanziari’ (per cui le nazioni diventano aziende, e la nazione italiana diventa ‘Azienda Italia’)."

"Viviamo in un’oligarchia o, più esattamente, in un sistema oligarchico controllato congiuntamente da un circo mediatico e da una rete di mercati finanziari; un sistema di potere periodicamente legittimato da referendum elettorali di facciata, che ha incorporato residui costituzionali della tradizione liberale classica, fondati sulla tutela, anche giuridica, della libertà di opinione e di organizzazione del cittadino (cittadino, peraltro, inteso come atomo portatore di libertà originaria, non come membro attivo di una comunità in divenire)."

"Se il nostro prodotto politico occidentale di esportazione è una oligarchia, malamente travestita da inesistente democrazia, è del tutto falso e illegittimo far passare questo prodotto avariato per un diritto umano universalistico primario come la penicillina o le benemerite tecniche di potabilizzazione delle acque".

"I caroselli domenicali di tifosi politici con il clacson schiacciato e lo sventolio di bandiere di partito, non sono un’alternativa alla tribù qualunquistica dei borbottatori di caffè, che manderebbero tutto il ceto politico a lavorare nelle miniere di sale, ma ne sono solo l’opposto complementare."

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83 Responses to Il fantasma di legittimazione

  1. Ucalcabari says:

    Si.

    Oramai c’è da chiedersi se dissentire pacificamente nei confronti di chi “in ogni caso” ha deciso di non ascoltarti, serva davvero a qualcosa.

    Mi sorge il dubbio che il Potere abbia fatto un salto di qualità nei confronti di chi gli si oppone… Non ha più bisogno della violenza, perchè in qualche modo è lui stesso che è riuscito a “formare” la sua opposizione. Questo è un processo che si è completato nel tempo, che ha sfruttato tutti i mezzi a cominciare da quelli culturali.

    Il potere è infatti contento che la manifestazione si sia svolta in modo pacifico, si è parlato di senso di civiltà… e se invece dietro a questo politichese il vero pensiero del sistema sia una cosa tipo “Bene. Siamo riusciti nel nostro intento, abbiamo fatto in modo che i nostri oppositori applicassero quel pacifismo che gli abbiamo imposto noi dall’alto”…?

    Un pacifismo che fa comodo.

  2. utente anonimo says:

    Caro Miguel,

    credo che i tuoi affezionati lettori abbiano già risposto a queste (scusami) fesserie qualunquistiche.

    Sospetto si tratti del famigerato Complesso di Pannella: siccome nessuno mi ascolta, e di certo io ho ragione, allora il sistema è truccato. E via di fantasiose analisi sul perchè la democrazia non è democratica o sui mercati finanziari internazionali che espropriano gli stati della loro sovranità.

    Citerò Travaglio: la scomparsa dei fatti.

    Francesco

    PS trovo molto irritante che ti lamenti per un preciso fatto: agli ultimi ludi cartacei la “Sinistra Radicale” ha ottenuto un clamoroso successo, che sta influenzando pesantemente e negativamente le azioni del governo, che pure già partiva con pessime premesse (una per tutte, Romano Prodi). Eppure tu non sei soddisfatto e vuoi tutto e subito!

    PPS io darei la colpa agli italiani: i sondaggi (tu quoque fulminato sulla via di Manheimer?) davano il pacifismo in grande maggioranza anche tra gli elettori di destra, che ciononostante hanno votato massicciamente il guerrafondaio Belrusconi. A questo punto cosa vuoi farci?

  3. kelebek says:

    Per Francesco n. 2,

    E’ chiaro che siamo lontani :-))

    Non credo che i critici di destra della guerra abbiano fatto particolarmente male a votare Berlusconi: avrebbero avuto la guerra ugualmente anche se avessero votato Prodi, come possiamo vedere oggi.

    Forse non la spedizione in Iraq, ma tutto il resto sì.

    O magari avrebbero avuto anche la spedizione in Iraq, con un contorno maggiore di “motivazioni umanitarie”.

    Miguel Martinez

  4. utente anonimo says:

    Mi sembra utile copincollare qui il commento di Ricchiuti * allo “splendido post di Dacia” (anche perché viene menzionato il nostro MM):

    Ciao

    Ritvan

    * Ricchiuti è stato “vice Dacia” per un po’ di tempo, gestendo il suo blog in sua assenza. Dopo questa risposta, però, temo che sarà democraticamente definito “nemico del popolo” e spedito in Siberia:-).

    Giusto un paio di cose.

    Che il Parlamento non rappresenti la volontà popolare mi pare grossa. Probabilmente è vero invece che Parlamento e mass media non incontrino i gusti dei Miguel Martinez e che quella sarebbe l’unica affermazione di profonda onestà intellettuale da fare.

    Non nascondendosi dietro fantomatiche ripulse popolari, la gente et similia.

    No, dicendolo a chiare lettere, “A me Dacia Valent, a me Pinco, a me Pallino fa schifo questo sistema nella sua complessità e vorrei vederlo saltare in aria per piazzarci quello che piace a me”. No, perchè già dirlo e accorgersi, riducendolo a desiderata individuale, che probabilmente la cosa è un pò meno apocalittica e un pò più da non integrata aiuterebbe a ridimensionare il “dissenso escatologico” a un mal di pancia esistenziale.

    Secondo, non capisco chi siete. Chi sareste questi voi che non avete alternative ? Che tipo di progetto alternativo alla democrazia ed alla decadenza avreste ?

    Ne avete uno condiviso ? Ne avete uno ? Cosa vi fa credere di avere il diritto di parlare di opzioni da considerare neanche foste effettivamente un gruppo, un programma, una idea, qualcosa di definito ?

    A mio avviso, è solo uno stato d’animo, un bisogno di azione. Come il punk. Rischiate di fare dibattiti romantici su idee romantiche di voi stessi. E ve lo avviso, a me il mondo che vorreste, figlio dello stupro di ciò che non vi piace che vorreste fare, con tutti questi refoli di stato etico (al solo pensare cosa ne fareste della Tivvù di stato, vien la pelle d’oca), fa schifo sin da ora. Sai che paese plumbeo, tutte formichine operose, a solidarizzare per legge, a sorreggere famiglie, usi locali, sagre, una carezza al dì, tornereste alla “tera”, altro che inglese ripeschiamo il ladino, brr.

    Ne dovreste fare di lavoro per “convertire” al Bene una comunità come quella italiana.

    Un altro che aveva il bisogno d’azione disse che governare l’Italia era inutile.

    E dimenticò d’aggiungere, meno male.

    Ricchiuti

  5. kelebek says:

    Per Ritvan n. 4

    Il commento di Ricchiuti non riguarda direttamente il mio tema.

    Non ho parlato della questione di convincere gli italiani di qualcosa, ma di cose di cui gli italiani, o quelli direttamente interessati, sono già convinti, ma che non trovano alcuna espressione politica.

    Rileggere l’elenco – del tutto parziale – di istanze non espresse e non esprimibili in questo sistema.

    Miguel Martinez

  6. utente anonimo says:

    tu e dacia fate, secondo me, lo stesso errore ovvero quello di credere che esista un diritto alla partecipazione del quale siete stati espropriati (dai media, dalla finanza, dal sistema, dal mercato, dai militari).

    il diritto di partecipazione esiste per tutti quelli che vogliono partecipare e ne sono espropriati solo quelli che rinunciano.

    tu citi gli esempi di vicenza e val di susa che potrebbero in apparenza darti ragione: in realtà partecipare implica una presa di coscienza che non siamo soli al mondo e che il nostro giardino non è il centro dell’universo, a meno che per partecipare non si intenda imporre agli altri le *mie* idee e le *mie* esigenze. in questo caso devo ammettere che abbiamo un’idea piuttosto diversa di “partecipazione”

    che il 70% degli abitanti di una modesta cittadina di provincia voglia decidere della politica nazionale di difesa mi pare che sia un qualcosa che non ha nulla a che vedere con la democrazia e la partecipazione (mentre le domande su impatto ambientale e cose simili sono assolutamente legittime e lì, si, il 70% dei vicentini deve essere ascoltato)

    idem per la val di susa: che 1000 valligiani pretendano di voler bloccare un progetto che riguarda qualcosa in più che la loro valle mi pare fuori dal mondo. una specie di principio di sussidiarietà alla rovescia: decisioni a livello nazionale, anzi europeo, prese in val di susa…

    il problema drammatico è che quando uno vuole partecipare senza avere una mezza idea di cosa voglia dire saltano fuori delle cose tipo panzino alle primarie (per me è stata una ferita dolorosa e un momento chiave per capire i nostri tempi: un momento altissimo di democrazia, alla quale pure “il candidato senza nome” può partecipare e quella sciagurata e gli amici suoi la sprecano facendo un programma di tre righe che manco un bambino delle elementari avrebbe sognato di proporre…)

    roberto

  7. kelebek says:

    Aggiungo che è del tutto impreciso parlare di “volontà popolare”.

    C’è indubbiamente una scelta popolare tra due liste di candidati, espressione di alcune decine di tecnici della politica.

    Miguel Martinez

  8. utente anonimo says:

    avevo dimenticato l’afganistan;

    li sì, se i due terzi degli italiani fossero contrari avresti ragione da vendere. il fatto è che quelli della metà che ha vinto hanno votato per un programma che non prevede il ritiro dall’afganistan. quelli della metà che ha perso pure.

    quelli che sono contrari alla presenza in afganistan, i vari franca rame, diliberto ecc. dovrebbero semplicemente essere coerenti e lasciar affondare il governo, e sperare che al prossimo giro la loro coerenza paghi

    roberto

  9. kelebek says:

    Per Roberto n. 6,

    Qui cadi, se permetti, in un classico errore. Confondi la questione dell’impossibilità di partecipare alle decisioni che ci riguardano, con il giudizio morale su tali decisioni.

    E’ evidente che alcune decisioni possono essere astrattamente “giuste” o “sbagliate”.

    Ad esempio, la grande maggioranza vuole una politica automobilistica suicida, che produce migliaia di morti l’anno e che distrugge sistematicamente il paese, nonché l’ambiente.

    E’ una scelta profondamente errata dal punto di vista morale, forse la più grave di tutte, in cui però gli interessi dominanti e quelli individuali dei dominati coincidono.

    Il punto però è, chi si può porre al di sopra del popolo, per decidere che il popolo sbaglia?

    Lo possono fare, e lo fanno regolarmente, oggi più che mai, gli imprenditori della politica.

    Che non sono attori neutrali, detentori di una saggezza e un equilibrio morale maggiore di quello della casalinga di Voghera.

    Sono persone che sono arrivate a posizioni di controllo, dopo una spietata lotta a base di pugnalate alle spalle e prontezza a vendersi all’acquirente giusto al momento giusto.

    Gli imprenditori della politica, nel prendere le proprie decisioni, agiscono di concerto con gli imprenditori dell’economia e della sfera militare, persone a loro volta con enormi interessi personali.

    Il tutto viene raccordato dai “tecnici”, cioè da persone, spesso veramente esperte, ma che devono semplicemente realizzare gli interessi dei propri committenti.

    Miguel Martinez

  10. kelebek says:

    Per Roberto n. 8,

    devo ritrovare il sondaggio che dava i due terzi contrari.

    Intanto, da fonte decisamente non sospetta – si chiama http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=122 :

    ROMA – Il centrosinistra è ancora alle prese con malumori, mal di pancia e faticosi tentativi di mediazione, ma sulla possibilità di riportare a casa le truppe impegnate in Afghanistan gli italiani sembrano avere le idee molto chiare: sono nettamente favorevoli. Stando a un sondaggio telefonico condotto da Ipr Marketing per conto di Repubblica.it su un campione di mille persone ritenute rappresentative dell’intera popolazione nazionale, il 56% degli intervistati è propenso a concludere la missione a Kabul, mentre i contrari sono il 37%. Un 7% è invece senza opinione.

    La percentuale diventa addirittura schiacciante se ci si limita ad analizzare le opinioni espresse da chi si dice elettore dell’Unione. In questo caso i favorevoli al ritiro salgono al 64% a fronte di un 34% di contrari. Spaccato invece il popolo di centrodestra, dove i contrari al ritiro delle forze armate italiane dall’Afghanistan con il 48% prevalgono, ma di misura, sui contrari che raccolgono il 45% delle preferenze.

    Il sondaggio scende poi ancor più nei dettagli, analizzando gli orientamenti delle due diverse componenti dell’Unione. A sorpresa, favorevole al ritiro, è anche la maggioranza di chi si dice “riformista”, con il 56% a fronte di un 42% dei contrari. Prevedibile invece la nettissima maggioranza dei favorevoli al ritiro (85%) tra chi si definisce vicino alla sinistra radicale. Le percentuali si ribaltano in partiti come Sdi, Udeur, Lista Di Pietro e Radicali. Tutte partiti dove la maggioranza è nettamente schierata per la permanenza delle truppe in Afghanistan

    fonte: http://www.repubblica.it

  11. kelebek says:

    e ancora per Roberto n. 8

    su quello che dovrebbero fare Franca Rame, ecc., pienamente d’accordo con te.

    Miguel Martinez

  12. utente anonimo says:

    Miguel,

    mi pare che tu stia ignorando le questioni di merito per ribadire una tesi abbastanza demolita.

    Sulla politica estera, è chiaro che gli imprenditori della politica mostrano una capacità di vedere al di là del loro naso maggiore degli elettori, e ancora più chiaro che presto i primi andranno al traino dei secondi (sapendo che fanno la cosa sbagliata).

    La dialettica tra la pancia del popolo e la testa dei politici è vecchia quanto i parlamenti.

    Pensa quanto sono vicino a te io, elettore di un Berlusconi che i professionisti della politica considerano ancora un pericoloso errore di un popolo rincoglionito dalla TV!

    Ciao

    Francesco

  13. utente anonimo says:

    non sono d’accordo col tuo giudizio sul commento 6:

    lì è posto un problema di “livello corretto a cui decidere”, non di merito del problema.

    mi pare del tutto evidente che nè i vicentini nè i valsusini siano il livello corretto a cui decidere la politica militare e la politica nazionale delle infrastrutture, anche se sono i più colpiti. Cosa rispondi a questa obiezione?

    Sugli italici pacifisti: se la domanda del sondaggio avesse messo in chiaro le coneseguenze del ritiro unilaterale dall’Afganistan (anche solo quelle politiche nei rapporti con NATO ed ONU), credo che avremmo visto risultati diversi.

    In ogni caso, alle elezioni si poteva votare per partiti radicalmente anti-guerra, se non lo si è fatto mica si può rompere le scatole DOPO.

    Ciao

    Francesco

  14. utente anonimo says:

    francesco (13) mi ha preceduto di un minuto e quoto integralmente il suo messaggio.

    aggiungo solo una cosa ovvero che sul “giudizio morale” ci vado molto cauto per il motivo che il *mio* giudizio morale non lo considero parametro decisivo per misurare il mondo (qui credo che né tu né francesco sarete d’accordo)

    roberto

  15. Galdo says:

    La Storia è chiara, e non solo quella. Siamo ostaggi di quelle belle bandierine colorate.. sembra sia un problema insormontabile.. vogliamo contrapporci a un potere subdolo che non solo ci sta ammazzando con un modello nazista ma ci sta ammazzando proprio alla luce del giorno, con le armi. Che forse lo Stato quando si deve difendere da un attacco tira fuori le bandierine e bella ciao siamo tutti fratelli?? No. Tira fuori i manganelli, poi i lacrimogeni poi i blindati, poi le armi, i missili e quant’altro. Ho detto quando lo Stato si deve difendere da un attacco. Visto che l’attuale modello capitalista dell’occidente ci sta AMMAZZANDO e questo non si può negare, non è opinione politica, è un fatto, allora, perchè io cittadino non dovrei sentirmi in diritto di rispondere con le armi alle loro armi?? E non venitemi a ripetere il solito ritornello che guerra porta guerra etc. etc. E allora?? Ripeto: ci stanno ammazzando, ci stanno togliendo ogni libertà, stanno assassinando il pianeta in cui noi viviamo, non possiamo nemmeno più respirare per COLPA loro. Ben venga la guerra. E’ sempre stato così nella Storia e sempre lo sarà, non è possibile riacquistare un cencio di libertà senza versare del sangue. Se non si capisce questo concetto è inutile perdere tempo.. Come scritto in questo post, quando la gente perde tempo a fissarsi sul dito e non vede la luna, scende in un pantano inestricabile di moralismi e lo prende in quel posto, come sempre. E gli assassini al potere se la ridono tutti soddisfatti. Se solo la gente capisse davvero un minimo di quello che stanno facendo alle nostre spalle venderebbe tutto comprerebbe le armi e inizierebbe a sparare, è un atto dovuto, è un atto d’Amore.

    Non dimentichiamoci che quel medico argentino che tanti “rivoluzionari” portano stampato sulla maglietta, la rivoluzione non l’ha fatta con le margheritine e gli arcobaleni, l’ha fatta con le armi. E’ legittima difesa, nessun terrorismo.. legittima difesa. Saluti Rivoluzionari a tutti…

  16. utente anonimo says:

    >Per Ritvan n. 4 Il commento di Ricchiuti non riguarda direttamente il mio tema.<
    Mica ho detto che lo riguardi “direttamente”. Ma visto che hai citato “lo splendido post di Dacia” mi sembrava utile proporre una critica ad esso, proveniente da un – indubbio – amico di Dacia. Tutto qui.

    Ciao

    Ritvan

  17. kelebek says:

    Per Francesco n. 13,

    1) Indubbiamente un esperto ne sa di più del “popolo”, di qualunque questione.

    Se la domanda è, come ridurre il rumore prodotto dalla base, un tecnico ci capisce certamente di più del “popolo”.

    Ma la questione, “permettere o no agli Stati Uniti di condurre le loro guerre sul suolo italiano”, non è una domanda meramente tecnica.

    Un tecnico stradale potrebbe ad esempio suggerire che il modo migliore per far svoltare l’industria delle discoteche a Roma sarebbe trasformare San Pietro in una discoteca. E potrebbe avere perfettamente ragione tecnicamente.

    La domanda a monte, però, è una domanda di tipo politico.

    2) Alle elezioni non si poteva votare per alcun partito radicalmente pacifista.

    Credo che in alcune zone, ci fossero liste indipendenti del Partito Umanista, ma per gli elettori di sinistra, ogni voto a un simile partito sarebbe stato un voto “regalato a Berlusconi”.

    Miguel Martinez

  18. utente anonimo says:

    Ahò Robè,

    e allora quale è il parametro decisivo?

    Il giudizio morale (cioè di valore) di qualcun altro? Tiri una monetina? Fai scegliere a Oscar Luigi Scalfaro?

    Ciao

    Francesco

  19. utente anonimo says:

    x Miguel 17

    1) certo che è di tipo politico al questione, per questo non può essere decisa dal voto dei vicentini.

    2) scommettiamo che un bel tricolore RC-PDCI-Verdi avrebbe ritirato pure i soldati dall’Afghanistan? è colpa di quelli come me che non li hanno votati. ma è tutto perfettamente democratico, così come lo è l’irrilevanza degli Umanisti.

    3) “Visto che l’attuale modello capitalista dell’occidente ci sta AMMAZZANDO e questo non si può negare, non è opinione politica, è un fatto”: strano, io questo fatto non lo vedo, anzi, per la precisione più che un’opinione politica parlerei di una ossessione nevrotica. Strano il mondo, vero?

    Francesco

    PS il mio commento 3 non è affatto uno scherzo.

  20. kelebek says:

    Per Francesco n. 19,

    Veramente i tre partiti che menzioni non erano una coalizione, ma parte di un’altra coalizione, con liste blindate e senza possibilità di esprimere preferenze.

    Forse mi dirai che era meglio così, ma non mi dire allora che si sarebbe potuto far vincere una coalizione come quella che descrivi.

    Miguel Martinez

  21. utente anonimo says:

    > Un tecnico stradale potrebbe ad esempio suggerire che il modo migliore

    > per far svoltare l’industria delle discoteche a Roma sarebbe trasformare San Pietro

    > in una discoteca.

    Dove si firma?

    AnDrEa

  22. utente anonimo says:

    voglio dire francesco,

    pur non essendo omosessuale, non ho nessuna obbiezione a che due omosessuali si facciano la loro famiglia;

    pur cercando di limitare al minimo gli spostamenti in auto, sono profondamente contrario ai vari divieti di circolazione, targhe alterne;

    pur considerando la religione alla stregua di una buffa superstizione, non propongo di distruggere chiese moschee e sinagoghe (e nemmeno di mandare in manicomio chi crede);

    cose così insomma.

    finchè non sarò imperatore del mondo, il mio giudizio morale non è parametro da imporre agli altri (forse detta così è più chiaro)

    roberto

  23. utente anonimo says:

    ecco,

    non trasformerei san pietro in una discoteca….

    roberto

  24. kelebek says:

    Non leggo quasi mai Beppe Grillo, ma lui riassume – a modo suo – la questione del conflitto tra democrazia e governo (copio da una mailing list):

    http://www.beppegrillo.it/2007/02/i_marchesi_del_grillo.html

    i_prodi_del_grillo.jpg

    La Tav si fa. La Base 2 di Vicenza si fa. In Libano ci siamo. A Kabul ci

    rimaniamo. Il conflitto di interessi non interessa. La legge elettorale sta

    bene com’è. Le leggi ad personam servono anche a sinistra e non si

    cancellano. L’indulto è servito anche a sinistra e per questo è stato

    votato.

    Il Governo ascolta. E’ sempre in ascolto. E’ un governo buono. Fa cose che

    non piacciono neppure ai suoi ministri. Che non piacciono agli italiani. Ma

    che piacciono molto agli americani, ai banchieri, agli pseudoindustriali,

    agli pseudogiornalisti, alla casa circondariale della libertà.

    Il Prodi Marchese del Grillo non sa cosa dire, spesso sta in silenzio,

    qualche volta alza la voce, ma solo con sua moglie. Il messaggio che manda

    alla Nazione, forte e chiaro, è sempre quello:

    “Mi dispiace, ma noi siamo noi e voi non siete un c…o!”.

    Per essere eletto sindaco in Italia devi essere un ex sindacalista o un

    miliardario. Il risultato non cambia. L’arroganza di sindaci e assessori

    testimoniata ogni giorno in questo blog è smisurata.

    La Broni-Mortara costa 900 milioni di euro, le aziende sul territorio sono

    contrarie, gli abitanti pure. Ma si farà. I milanesi non vogliono lo scempio

    della zona Fiera sepolta da tonnellate di cemento. Ma si farà. I cittadini

    di Serre non vogliono che una megadiscarica distrugga un’oasi faunistica. Ma

    si farà. La Tav in Val di Susa costerà 13MILIARDIDIEURO, non serve, lo

    dicono gli esperti, docenti universitari, la Valle è in rivolta. Ma si farà.

    E’ iniziata da poco la mia tournèe e ancora prima che arrivi in un comune i

    sindaci e gli assessori dichiarano che non vogliono incontrarmi. Anche se io

    non l’ho chiesto.

    Gli amministratori locali e i politici dovrebbero rappresentare i cittadini.

    Sono qualche migliaio di persone rispetto a 58 milioni di italiani che non

    contano un c…o qualunque cosa facciano. A voi sembra una cosa normale?

    Quanto può durare?

  25. utente anonimo says:

    Miguel,

    come sai non sono venuto a Vicenza, e ovviamente me ne pento, contento d’essermi – come al solito ;) – sbagliato.

    Ma vedi, quest’affermazione

    >>>1) certo che è di tipo politico la questione, per questo non può essere decisa dal voto dei vicentini.

    di Francesco è chiara: per quelli come lui qualsiasi sforzo di “cattura della visibilità” come ultimo tentativo di recuperare quelle pratiche realmente democratiche -bypassando i canali rappresentativi ostruiti dalla tecnica politica e dai finanziatori di questa – risulta essere addirittura illegittima.

    Ovvero, l’unica questione politica degna di questo nome è quella del vertice: può chiamarsi democrazia o fascismo o comunismo o monarchia, quel che conta è la delega delle decisioni, il pastore (i pastori) e le pecore. E qualsiasi pastore sarà “buon” pastore solo per il fatto di essere tale. Punto. La questione “democratica” non appartiene affatto al discorso di Francesco, sta là come scenografia, non so se mi spiego: le parti da recitare sono già assegnate e saranno sempre quelle.

    Adesso, uso questa brutale semplificazione solo per illustrare il dubbio mio che resta, su Vicenza et similia: di fronte ad un Francesco, ai tanti Franceschi d’occidente (e non) che credono nella validità (o giudicano sano) un sistema che per reggersi ha bisogno di creare dei confini che sono automaticamente fronti di guerra adottando contemporaneamente una retorica di pace e giustizia pubblica e privata, di fronte ai tanti Franceschi che, quando la notano, credono che questa contraddizione sia giusta o “un male necessario” o addirittura strumentalmente utile (a chi? di certo non a loro), a che serve continuare sulla strada della visibilità e della chiacchiera nel mondo della visibilità/chiacchiera monopolizzata*? Nel senso, arriva un punto in cui la prova di forza va misurata in quanto tale, ma come si fa?

    E se anche io, personalmente, sapessi come, sarei disposto – o pronto – ad assumermene la responsabilità?

    Non sono più certo di saper rispondere affermativamente alla seconda domanda.

    Ma mi farebbe piacere sapere se, secondo te, sul “metodo” i miei siano o meno dubbi infondati.

    diego

    *monopolizzata a partire dai mezzi e da chi ne detiene la proprietà: contro Troia il cavallo fu costruito, non preso in prestito (o affittato) dai troiani stessi.

  26. kelebek says:

    Nuovo sondaggio di Repubblica sul ritiro delle truppe dall’Afghanistan.

    Calano leggermente i ritiranti (dal 56% al 54%), ma ancora di più gli spedizionisti (dal 37% al 32%), mentre raddoppiano gli incerti (da 7% a 14%).

    http://www.repubblica.it/speciale/2006/sondaggi_governo/politica_estera_governo.html

    Addirittura tra gli elettori di centrodestra, i favorevoli al ritiro sono il 46%, alla spedizione militare il 47%… un solo punto di differenza.

    Miguel Martinez

  27. utente anonimo says:

    Mai fatto un sondaggio su quanti si sentano presi per il culo dai governi in carica???

    Pare che il governo Prodi sia in coma irreversibile…………

  28. utente anonimo says:

    se vogliamo essere amici Miguel non citare *mai più* l’insetto parlante se discuti con me

    ;-)

    roberto

  29. kelebek says:

    Per roberto n. 28,

    non capisco.

    Nel senso che si può trovare sgradevole la personalità di Beppe Grillo, e mi va bene.

    Sì può essere in profondo disaccordo con alcune sue cose – a me succede quando lui tratta argomenti come la medicina “alternativa”.

    Si può essere in disaccordo con la sua accusa contro alcuni settori industriali, come se i capitali fossero la stessa cosa dei luoghi in cui si insediano temporaneamente.

    Qui Beppe Grillo elenca una serie di situazioni in cui c’è un contrasto forte tra interessi popolari e decisioni governative.

    Come la Broni-Mortara, una strada che dovrebbe servire solo una popolazione locale, che la rifiuta unanimamente (non c’è nemmeno il discorso internazionale della Val di Susa).

    Se non altro, Beppe Grillo ha il dono della chiarezza e della semplicità.

    Miguel Martinez

  30. moltitudini says:

    scusa…ti rispondo qua…

    :)

    ma sono d’accordisssimo..nessun livore particolare verso Prodi: mica mi stupisco (basta che leggi che scrivevo un anno fa) di come governa un vecchio democristiano boiardo di stato durante il pentapartito.

    Diciamo che scrivo a…uso e consumo di chi pensava chissache.

  31. utente anonimo says:

    Beh, mia moglie è andata ad una riunione contro i grattaceli in zona Fiera ed io mi sono fatto un giro si Internet, partendo dalla documentazione che ha portato.

    Posso dire poche cose:

    1) il livello delle obiezioni è degno delle mail che ti diverti a postare ogni tanto

    2) affermare che gli abitanti della zona sono contrari solo perchè alcuni di loro lo sono è scorretto

    3) l’area è proprieta privata e sono perplesso sul fatto che altri si sentano in diritto di dire la loro.

    Quindi, su ciò che conosco, Grillo toppa.

    Il resto non lo conosco, certo che le sue critiche alla TAV sono miserabili.

    x Miguel: puoi tradurmi quello che scrive Diego? non ho capito, e mi spiace.

    I nostri tre partiti avrebbero potuto presentarsi da soli alle elezioni, correndo il rischio di vincere e fare la loro politica o di perdere e non farla; ESSI LORO hanno deciso di entrare in una coalizione e di non poter dare seguito alle proprie dichiarazioni politiche. Non è colpa del sistema o dei mercati finanziari internazionali o della Cia: è una loro scelta.

    E non vale rispondermi che avrebbero fatto vincere Berlusconi, perchè prima delle elezioni il risultato era aperto: se non erano in grado di convincere almeno una maggioranza relativa di elettori erano loro in difetto, non il grado di democrazia del paese.

    Francesco

  32. kelebek says:

    Per diego n. 25,

    Se c’è una cosa positiva nella gente di destra, è la diffidenza verso i politici di sinistra: anche se non condivido tutto ciò che scrive Ritvan, ad esempio, ha ragione nel sostenere che un politico di sinistra ha i suoi interessi e traffici, che non coincidono affatto necessariamente con gli interessi di chi lo vota.

    Invece, Francesco sembra accettare con uguale rispetto la superiorità morale dei politici, di qualunque tendenza siano.

    Il fatto che abbiano il potere sembra che costituisca di per sé un indizio che siano persone disinteressate.

    Purché ciò avvenga dentro un paese “occidentale”: gli imprenditori politici cubani, o iraniani, o del fu URSS, non credo che godano ai suoi occhi della stessa infallibilità.

    Miguel Martinez

  33. kelebek says:

    Per moltitudini n. 30,

    in effetti il mio commento (fatto sul tuo blog) era un po’ avventato, avrei dovuto controllare meglio ciò che avevi scritto in passato prima di giudicare.

    Miguel Martinez

  34. utente anonimo says:

    Caro Miguel,

    io che mi sono sentito dare del populista adesso divento uno che crede alla superiorità morale dei politici!

    Devo proprio essere incapace di esprimermi per averti indotto in questa convinzione.

    Poss affermare che non credo nella democrazia diretta del tipo “referendum sulla guerra al Messico”, perchè è fin troppo facile agitare l’opinione pubblica in un senso o nell’altro (vedi il truce predominio dell’antiamericanismo più bieco sia tra gli elettori di sinstra sia di desta :).

    Credo invece che il popolo elettore sia un buon giudice dei politici, migliore degli intellettuali e dei saggi. Con pochissime eccezioni, e sempre restie a far votare di nuovo il popolo.

    Il popolo sceglie bene nel lungo periodo.

    Nel breve, i politici sono più distaccati, scafati, hanno più pelo sullo stomaco e, se Dio vuole, più capacità di prevedere le conseguenze.

    Quindi il sistema della rappresentanza va bene.

    Sul pacifismo senza partiti: devo ripeterti che non puoi avere tutto e subito? che devi prendere esempio dal Bossi e dalla sua operosa pazienza? Almeno spiegami perchè non ci credi!

    Grazie

    Francesco

  35. kelebek says:

    Per Francesco n. 34

    una tesi esposta in maniera chiara.

    Ti ringrazio.

    Proprio per questo, non ti rispondo, perché meriterebbe un’analisi veramente attenta.

    Credo che la differenza fondamentale stia nell’assenza del concetto di conflitto reale nella tua visione.

    Mentre il conflitto, vero, spesso mortale e comunque sempre devastante, non è l’eccezione nell’uso del potere, ma, nella mia esperienza, la regola.

    Miguel Martinez

  36. kelebek says:

    Sempre per Francesco n. 34,

    Per quanto riguarda Bossi – ricordiamo che è “nato” e si è affermato in epoca di sistema elettorale proporzionale.

    Dove era possibile costruire piano piano su piccole vittorie.

    Oggi non sarebbe mai potuto emergere.

    Infatti, i movimenti politici che emergono oggi, gli innumerevoli partititini, sono tutte frammentazioni delle due coalizioni, spostamenti di posizione tra professionisti della politica che sono già “sistemati” e che non escono mai dall’ambito del sistema.

    Miguel Martinez

  37. falecius says:

    - Io concordo con i giuristi musulmani del Medioevo: la lotta armata è sbagliata per ragioni, oltre che tattiche (che tu, Miguel, mi sembra condividi) e morali, anche politiche; il rischio della FITNA, della distruzione del corpo sociale (che se in astratto può sembrare un bella cosa, in concreto significa sempre morte e sofferenza) che ogni opzione armata, nel contesto dato, comporta.

    L’opposizione tra despota e tiranno, così frequente nelle elaboirazioni politiche del passato, ha ancora un senso: siamo di fronte ad un despota (un sistema politico autocratico – in quanto autoreferenziale – pur dipendente da un certo grado di consenso, e legittimo) e non ad un tiranno ( che è sempre dispotico, a anche illegittimo e inoltre oppressivo).

    Non credo che gli italiani, per quanti problemi abbiamo, e ne abbiamo, possano dirsi oppressi.

    - Nel dissenso, affermo la mia più alta stima per Francesco

  38. utente anonimo says:

    >Non dimentichiamoci che quel medico argentino che tanti “rivoluzionari” portano stampato sulla maglietta, la rivoluzione non l’ha fatta con le margheritine e gli arcobaleni, l’ha fatta con le armi. E’ legittima difesa, nessun terrorismo.. legittima difesa. Saluti Rivoluzionari a tutti…

    Galdo<
    Eh sì, el Che la revolucion l’ha fatta con le armi. E ha avuto un successo enorme: a Cuba arrivano frotte di zattere da tutto il mondo, piene di proletari desiderosi di sfuggire ai bieki borghesi che li stanno ammazzando e di lavorare per la revolucion!:-)

    Saluti rivoluzionari anke a te, kompagno!

    Ritvan

  39. utente anonimo says:

    Martinez, la Valent: non li sfiora nemmeno il pensiero che forse i loro argomenti incontrano un consenso quasi nullo perchè sono delle inquietanti baggianate…

    I loro referenti politici (PdCI- PRC – Verdi) pensano di poter ottenere in piazza, con i loro picciotti fumati da centro sociale, ciò che non riescono ad ottenere alle politiche. Hanno lo stesso concetto di democrazia di alcuni di quei capibastone sudamericani che non a caso apprezzano tanto, ne condividono anche la mentalità e i modi: il consenso mediatico plebiscitario dei predicatori come Beppe Grillo è fasullo come quello politico di un Fidel Castro. Mi auguro che la caduta del governo Prodi sia utile almeno affinchè la sinistra democratica e socialista possa allontanarsi definitivamente dalla sinistra radicale. Basta coi Marco Rizzo, i Beppe Grillo, i Travaglio, etc… basta.

    jcm

  40. involuzione says:

    Napolitano (21/02/07):

    “La piazza e’ importante, ma le decisioni le prendono le istituzioni”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che oggi e’ a Bologna. “Per quanto legittimi e importanti siano anche i canali del conflitto sociale e delle manifestazioni di massa e di piazza, e’ fuorviante la tendenza a farne la forma suprema della partecipazione e, retoricamente, il sale della democrazia”, ha detto capo dello Stato. “Qualunque tema e problema – ha ammonito – deve trovare la sua misura nelle istituzioni elettive e nelle relative sedi di decisione democratica perche’ solo cosi’ si rispetta l’essenza della democrazia come governo della maggioranza”

    D’Alema (21/02/07):

    (…) La politica estera italiana attuale è nella continuità con la tradizione migliore della politica estera dell’Italia repubblicana. Abbiamo praticato nei fatti la priorità del multilateralismo, un riferimento per noi obbligato, tra l’altro alla luce del dettato della Costituzione repubblicana che ho citato all’inizio della mia esposizione: rifiuto della guerra, ma anche coraggioso riferimento ad una possibile limitazione della sovranità, nel nome di un impegno della comunità internazionale

    Credo che questa azione sia coerente e mi sono sforzato di dimostrarlo con il programma con il quale la maggioranza di Governo si è presentata agli elettori.(…)

    lampante esempio di quanto i governanti se ne freghino del popolo direi … d’alema è fin troppo chiaro (stralcio preso dal discorso di oggi al senato).

    Buone cose

  41. utente anonimo says:

    Perfette le parole di Napolitano: l’abc della democrazia. Prendano appunti quelli che credono che si governi in piazza (a patto che a riempirla siano PdCI, PRC e Verdi grazie ai centri sociali naturalmente, quando il centrodestra portò due milioni d’italiani a manifestare contro la finanziaria, non ricordo appelli ad “ascoltare la piazza” da parte dei dirigenti della sinistra radicale, guarda un po’).

    jcm

  42. bel post…complimenti…

    orso

  43. utente anonimo says:

    Eh sì, el Che la revolucion l’ha fatta con le armi. E ha avuto un successo enorme: a Cuba arrivano frotte di zattere da tutto il mondo, piene di proletari desiderosi di sfuggire ai bieki borghesi che li stanno ammazzando e di lavorare per la revolucion!:-)

    maria

    ritvan, non buttarla in farsa in questo modo per cortesia; Cuba ha molti problemi, non ha un sistema democratico, ma certamente i cubani hanno condizioni di vita, imparagonabili a quelle occidentali, ma assai migliori di paesi geograficamente analoghi,come, tanto per fare un esempio, Santo Domingo.

    Non banalizzare troppo.

    Cuba è una cosa seria, più di quanto tu non creda.

  44. utente anonimo says:
  45. utente anonimo says:

    >ritvan, non buttarla in farsa in questo modo per cortesia;<
    Che, per caso Fidel ha presso di te lo stesso ascendente che il profeta Maometto ha su un buon musulmano?:-). Ma non s’era detto che nosotros, compresi i trinariciuti, eravamo a favore del diritto di satira?

    >Cuba ha molti problemi, non ha un sistema democratico, ma certamente i cubani hanno condizioni di vita, imparagonabili a quelle occidentali, ma assai migliori di paesi geograficamente analoghi,come, tanto per fare un esempio, Santo Domingo.<
    Mia dolce Maria le statistiche che vi propinano nella “Casa del Popolo” sono assolutamente false nella parte che riguarda Cuba. Proprio in virtù dell’assenza di democrazia in quel paese non è possibile avere altre cifre riguardanti il “benessere” della popolazione oltre quelle che lo stesso Fidel decide di divulgare.

    Comunque, visto che nessuno scappa dalla Repubblica Domenicana per andare a cercare miglior vita a Cuba, ma viceversa, la tua affermazione lascia il tempo che trova.

    >Non banalizzare troppo.

    Cuba è una cosa seria, più di quanto tu non creda.<
    Che vor dì, che è un po come Maometto per i musulmani?:-)

    Ciao

    Ritvan

  46. utente anonimo says:

    P.S. al commento 45.

    All’inizio degli anni ’80 l’Albania ricevette in Messico un premio dalle Nazioni Unite per l’ottima nutrizione dei suoi abitanti. Ovviamente, le cifre all’ONU gliele aveva fornite…Enver Hoxha in persona:-). La stampa di regime, invece di tenere pudicamente nascosta la megagalattica castroneria ai servi della gleba, la strombazzò per giorni. E i poveri albanesi, costretti a svegliarsi a mezzanotte e far la fila fino alle 7 del mattino, quando aprivano le latterie per comprare non più di 1 litro di latte abbondantemente annacquato per famiglia (indipendentemente dal numero dei figli) si sentivano non solo bastonati dal regime ma fatti anche cornuti con la benedizione dell’ONU.

  47. kelebek says:

    Per jcm n. 39

    Legittime le tue opinioni :-)

    Voglio solo precisare che la frase,

    “I loro referenti politici (PdCI- PRC – Verdi)”

    è assolutamente sbagliata, se riferita a me.

    Io alle ultime elezioni non ho votato.

    Miguel Martinez

  48. utente anonimo says:

    Involuzione,

    il passo che ti sembra esprimere disprezzo e disinteresse per il popolo:

    – rifiuto della guerra, ma anche coraggioso riferimento ad una possibile limitazione della sovranità, nel nome di un impegno della comunità internazionale —

    non è una trovata di D’Alema. E’ l’art. 11 della costituzione.

    Naturalmente si può comunque ritenere che la costituzione sia una carta offensiva e piena di disprezzo per i cittadini. Ma dovremmo incolparne De Gasperi e Terracini, più che D’Alema :-)

    Quanto a ciò che ha detto Napolitano, mi sembra ineccepibile. Forse la grande manifestazione a Roma contro la finanziaria – con tanto di “Prodi boia Luxuria la tua troia”, slogan fascisti e altro che non ripeto per rispetto al padrone di casa – era da considerarsi forma suprema della partecipazione democratica? magari addirittura sale della democrazia??

    A meno di non affermare che le manifestazioni di piazza sono “sale della democrazia” nella misura in cui piacciono a noi

    Z.

  49. Per Z n. 48

    1) No, la parola “coraggioso” non si trova nella Costituzione, credo.

    2) Per quanto riguarda la manifestazione della destra contro il governo: io credo che i comportamenti da stadio siano leciti in qualunque manifestazione, e se trovo ridicolo condannare chi brucia bandiere statunitensi, trovo anche ridicolo giudicare una manifestazione di destra in base a slogan goliardici.

    La manifestazione della destra contro Prodi fu una manifestazione veramente imponente. E anche significativa, visto che a destra non si ha l’abitudine di manifestare.

    Questo ci porta a un punto importante: il valore da dare alle manifestazioni, rispetto ai semplici sondaggi, sia quelli senza valore legale, sia quelli con valore legale che si chiamano “elezioni”.

    La democrazia non è solo una questione di numeri, ma anche di coscienza e di partecipazione; e di partecipazione collettiva e non solo individuale.

    Si può lanciare una monetina a caso e scegliere di votare per questo o quel partito, in segreto.

    “Scendere in piazza”, partecipare a un’assemblea, organizzarsi attivamente ha molto più significato.

    Questo non vuol dire che le manifestazioni debbano avere un potere vincolante; ma vuol dire che hanno un loro peso, da qualunque parte provengano.

    Miguel Martinez

  50. Comunque l’articolo 11 della costituzione non parla di schierare truppe da questa o quella parte in guerre in terre remote, né di aprire le porte di casa a eserciti stranieri perché conducano le loro guerre a partire dal nostro suolo.

    Dice precisamente:

    L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

  51. utente anonimo says:

    Miguel,

    sull’insetto parlante il fatto è che su ogni cosa della quale mi intendo un pochino dice delle enormi fesserie e racconta delle palle stratosferiche.

    il che mi porta a sospettare che quando parla della mortara – broni dicendo che “serve solo agli abitanti e loro sono contrari” (che non so nemmeno dove sia) sia l’ennesima boutade.

    roberto

  52. utente anonimo says:

    sulla vicenda di ieri, risponde alla domanda “cosa bisogna fare per farci ascoltare”: basta eleggere due senatori.

    ne approfitto per esprimere un desiderio: si torni a votare e che il nano di arcore ci tolga dalle scatole e per sempre santoro e le sue sciaquette

    roberto

  53. utente anonimo says:

    anche per me napolitano dice una cosa ineccepibile.

    su dalema curioso l’attaccamento miguelesco all’aggettivo “coraggioso”.

    ma è vero, non c’è nella costituzione.

    la prossima volta si limiti a dire “limitazione della sovranità” senza qualificarla e tutto andrà bene

    :-)

    roberto

  54. utente anonimo says:

    >su dalema curioso l’attaccamento miguelesco all’aggettivo “coraggioso”. roberto< Miguel a volte – come stavolta – viene preso da una sindrome ritvanizzante peggiorativa:-).
    Ciao

    Ritvan

  55. utente anonimo says:

    ne approfitto per esprimere un desiderio: si torni a votare e che il nano di arcore ci tolga dalle scatole e per sempre santoro e le sue sciaquette

    maria

    ma come roberto anche la principessina Borromeo, compagnuccia di complemento?:-))

  56. utente anonimo says:

    LA POLITICA

    Ner modo de pensà c’è un gran divario:

    mi’ padre è democratico cristiano,

    e, siccome è impiegato ar Vaticano,

    tutte le sere recita er rosario;

    de tre fratelli, Giggi ch’è er più anziano

    è socialista rivoluzzionario;

    io invece so’ monarchico, ar contrario

    de Ludovico ch’è repubblicano.

    Prima de cena liticamo spesso

    pe’ via de ’sti princìpi benedetti:

    chi vo’ qua, chi vo’ là… Pare un congresso!

    Famo l’ira de Dio! Ma appena mamma

    ce dice che so’ cotti li spaghetti

    semo tutti d’accordo ner programma.

    Trilussa

    Citato da Ritvan

  57. Caro Martinez,

    sono sostanzialmente d’accordo con l’analisi della democrazia attuale che si torva nel suo post. Per quanto riguarda l’alternativa concreta e vincente alla lotta armata di cui scrive nel secondo paragrafo io penso che questa non possa consistere che in un lungo e arido e solitario (di piccoli gruppi) lavoro di costruzione e organizzazione. Vi sono momenti storici in cui lo studio e la salvaguardia di una tradizione sono piú importanti e piú utili della guerra. Prenda per esempio il lavoro d salvaguardia svolto dai monaci irlandesi dell’epoca merovingia e carolingia per tramandare la cultura classica. Schloterdijk ha scritto da qualce parte che l’umanesimo é una lettera scritta dai greci agli uomini del futuro e conservata per i posteri dalle successive generazioni. Mi sembra che questo sia uno di quei momenti storici. Si potrebbe dire quasi il momento di una forma di gnosi. L’imperialismo si mostra con il suo volto piú feroce, in Libano, Afghanistan, Iraq e presto ancora piúferoce in Iran. Il Mediterraneio culla cadaveri di persone annegate dopo lunghi viaggi disperati, ma questo non risulta insopportabile per l’opinione pubblica. Che ha trangugiato senza problemi il bombardamento di Belgrado! A Roma la pietas di Virgilio conviveva con i ludi gladiatorii! Quale altra puó essere l’aternativa vincente se non l’integritá intellettuale, la luciditá, lo studio, l’attenzione e la pietá per la vita che ci è affidata?

    Engels da qualche parte ha scritto che l’ultima bandiera che sará innalzata contro l’umanitá sará quella della Democrazia. E poi ci sono le teorie di Lenin sul miglior involucro. Il fatto é che la classe proletaria che entrambi desideravano interprete del’interesse generale dell’umanitá ha dimostrato di non essere tale. Adesso non c’è una classe generale e quindi tutta la baracca della democrazia è destinata a perpetuare il suo patetico spettacolo di corruzione, di approssimazione intellettuale, di disprezzo della veritá, etc, ma non ci sono nemeno scorciatoie armate o disarmate, pacifiste o guerriste e guerraiole. Se unimmagine dell’uomo si va dissolvendo, vale la pena di tramandare alcuni valori che forse potranno fecondare il futuro.

    Con stima

    genseki

  58. utente anonimo says:

    Blaterate su democrazia e valori “alti” ma forse è meglio che vi mettiate in mano un giornaletto da shampista.

    AVETE votato il 9 e 10 aprile 06 senza usare un neurone,perchè se ci fosse stato vi sareste accorti del sistema elettorale tipo Chàvez(senza contare il broglio Telecom!).

    AVETE fatto il modo,votando Mortadella,che salisse al Colle Napolitano,un comunistoide antidemocratico che pochi giorni fa ha distrutto la parola DEMOCRAZIA,alla faccia della Magna Grecia.

    AVETE fatto il modo che Berluscones(le cui origini finanziarie vanno ricercate nelle casse di Provenzano) vada nuovamente al governo.

    Ancora per cinque-dico cinque-anni.

    L’ultimo numero di Novella 9000 è uscito,correte dal vostro edicolante di fiducia.

    Lasciate perdere Micromega o Limes,sarebbe tempo e vista sprecata.

    MACS

  59. utente anonimo says:

    >>> Schloterdijk ha scritto da qualce parte che l’umanesimo é una lettera scritta dai greci agli uomini del futuro e conservata per i posteri dalle successive generazioni.

    “Regole per il parco umano”, aut aut, n° 301-302, 2001, p. 132 (ora in “non siamo ancora stati salvati”, Bompiani 2004

    diego

  60. utente anonimo says:

    >Il Mediterraneio culla cadaveri di persone annegate dopo lunghi viaggi disperati, ma questo non risulta insopportabile per l’opinione pubblica. genseki< E che dovrebbe fare la Biekissima et Insensibilissima Opinione Pubblica, secondo l’Illuminato Umanismo Di Antiche Radici Elleniche, per dimostrare la propria “insopportabilità” verso tali nefandezze? Rotolarsi per terra strappandosi i capelli e graffiandosi la faccia come le antiche lamentatrici greche ai funerali? Affittare gomoni e organizzare – simili ad antichi Cavalieri Ospedalieri in terrasanta – ronde eque e solidali solcanti il Mediterraneo nella nobile missione di portare a bordo e far approdare in tutta comodità in Italia i disgraziati passeggeri delle miserabili carrette di mare? Oppure, come c’insegna il Nobile Bossi, piazzarsi sulla spiaggia di Lampedusa con bazooka in mano e fare a pezzi il primo barcone che tenta di sbarcare, così le immagini trasmesse da Al Jazeera in mondovisione scoraggeranno gli altri disgraziati candidati a carne da barcone? Illuminaci, ti prego! >Che ha trangugiato senza problemi il bombardamento di Belgrado!< Uffa, che rottura di coglioni ‘sto bombardamento di Belgrado che ritorna ciclicamente qui, però! Allora fate pace col cervello, cari pacifinti (sic), e dimostratemi – se ci riuscite – che delle manifestazioni eque e solidali bardate di bandiere arcobaleno per le vie di Roma – come Gloriosa Testimonianza della Sensibilità dell’Opinione Pubblica Italica, of course – avrebbero ipso facto fermato l’ignobile e sanguinosa pulizia etnica di Milosevic in Kosovo. Ciao
    Ritvan

  61. utente anonimo says:

    >ma come roberto anche la principessina Borromeo, compagnuccia di complemento?:-)) maria<
    Io credo che Roberto si riferisse SOPRATTUTTO a quella, definita dal povero e sbigottito prof universitario (e non da Travaglio o Brunetta) in un fuori onda “gnocca senza testa”:-).

    Ciao

    Ritvan

  62. kelebek says:

    Per MACS,

    Non c’è bisogno di leggere né Limes né Novella x000.

    Basta leggere il mio blog per sapere che io non ho votato.

    Ricomincia daccapo, grazie.

    Miguel Martinez

    Miguel Martinez

  63. utente anonimo says:

    ritvan mi conosce bene.

    :-)

    roberto

  64. utente anonimo says:

    …e, mentre “il gigantesco circo mediatico” ci sta rincitrullendo, i “mercati finanziari”, la unica e vera oligarchia, sta facendo gli affari suoi, che poi pagheremo noi!

    Dai miei amati cani sciolti di oggi:

    La guerra all’ultimo sangue per il controllo di CapitaliaAmpio risalto sui giornali economici stranieri sulle vicende relative Capitalia. Il Financial Times, con una finestra in prima pagina richiama tre servizi di cui un commento nella ‘Lex Column’, dal titolo “Guerra civile in Capitalia”. Il ‘Wall Street Journal’ usa invece nel titolo la parola “spaccatura”. Nella ‘Lex Column’, il giornale londinese evidenzia la divergenza di posizioni tra Matteo Arpe e Cesare Geronzi, il primo disposto alla cessione o a intese, per esempio con Monte dei Paschi, il secondo propenso “ad una soluzione tradizionale in cui il controllo non venga ceduto”.

    Tra le teorie Ft Geronzi vorrebbe raggiungere un’intesa con Mediobanca, di cui Capitalia detiene il 9%. “Questa teoria è supportata dalle recente notizie secondo le quali Vincent Bolloré e Santander, entrambi azionisti di Mediobanca, hanno costruito – scrive Ft – una piccola posizione in Capitalia”. Arpe “determinato a non dimettersi”, se non può fare riferimento ad Abn, il maggior membro del patto che nel passato ha supportato Geronzi, “può conquistarsi sostenitori tra gli altri 15 membri”.

    Questa una delle “tre linnee di difesa”, alle quali si aggiungono i dubbi sulla indipendenza dei membri del board che resteranno e sul fatto che “la quotazione del titolo di Capitalia che quasi certamente cadrà se Arpe verrà congedato”. Nello spazio ‘European view’, sempre ‘Ft’ titola : “Geronzi sta preparando un colpo contro i mercati?”. Nel pezzo si mette in risalto che “Geronzi potrebbe mostrare un totale non riguardo nei confronti degli investitori internazionali”.

    Rimuovere Arpe per tempo significa evitare che l’a.d. parli agli investitori venerdì, considerato che “sono attesi buoni risultati che confermerebbero il ruolo di Arpe nel far rivivere le fortune della banca italiana”. Per Ft ora gli occhi sono puntati su Abn per vedere se supporterà ancor Geronzi, “tornando al Medio Evo” o se ‘cogliera’ l’opportunità d’oro di redimersi dicendo a Geronzi che questa volta è andato troppo lontano”.

    Scusa la lunghezza, ma c’è dentro (quasi) tutto.

    Silviu’

  65. utente anonimo says:

    >Blaterate su democrazia e valori “alti” ma forse è meglio che vi mettiate in mano un giornaletto da shampista.MACS< Dici che dai giornaletti da shampista la democrazia e i “valori alti” s’imparano meglio?:-) >AVETE votato il 9 e 10 aprile 06 senza usare un neurone,perchè se ci fosse stato vi sareste accorti del sistema elettorale tipo Chàvez(senza contare il broglio Telecom!).< Il sistema elettorale era quel che era (il suo stesso “inventore”, l’ineffabile Calderoli l’ha definito oxfordianamente “una porcata”) ma non vedo quali potevano essere le alternative. Non votare non cambiava nulla, non essendo previsto un quorum per le elezioni politiche. O suggerisci che la prossima volta si dovrebbe votare per qualche minuscolo partitino estremista di destra? In questo caso temo che non sia possibile: l’Italia ha già dato nel 1922 e un bis mi pare francamente improponibile:-). >AVETE fatto il modo,votando Mortadella,che salisse al Colle Napolitano,un comunistoide antidemocratico che pochi giorni fa ha distrutto la parola DEMOCRAZIA,alla faccia della Magna Grecia.< Ullallà, che paroloni! E lasciamo perdere la Grecia che magna, che in quanto a magnà i politici italici – dall’estrema destra all’estrema sinistra, passando per Mastellik – non sono secondi a nessuno:-). >AVETE fatto il modo che Berluscones(le cui origini finanziarie vanno ricercate nelle casse di Provenzano) vada nuovamente al governo.< Azzz…adesso ho capito perché la polizia ha aspettato che Berlusconi perdesse le elezioni per far irruzione nella capanna di zio Provenzano! Temevano che il Nano di Arcore, memore del vecchi debituccio, lo prendesse sotto la sua ala protettrice e lo facesse fuggire alle Kayman:-). >Ancora per cinque-dico cinque-anni.< E che problema c’è? La Magna Grecia sarà sempre lì anche dopo 5 anni, no?:-) >L’ultimo numero di Novella 9000 è uscito,correte dal vostro edicolante di fiducia. Lasciate perdere Micromega o Limes,sarebbe tempo e vista sprecata.< Ah, ‘mbè, se tu ti abbeveri a Microsega (sic), allora chapeau!:-) Ciao
    Ritvan

  66. kelebek says:

    Per Silviu’ n. 64

    Sembra molto interessante.

    Purtroppo si tratta di una notizia per addetti ai lavori, nel senso che dà per scontate tutte una serie di conoscenze.

    Potresti elaborare un po’?

    Miguel Martinez

  67. utente anonimo says:

    Caro Miguel,

    cosa intendi per conflitto reale?

    Chi sono i contendenti? e cosa si contendono?

    Non ne sono certissimo ma credo di ricordare che la Lega passò dal nulla a percentuali elettorali che la avrebbero fatta entrare in Parlamento anche con la legge attuale.

    Ed ai tuoi fini anche un proporzionale senza sbarramento mi pare inutile: cosa cambierebbe nel Parlamento con 2 o 3 eletti del MLU?

    Scusate ma la gnocca senza testa era un’altra, tale Rula quacosa di La7, invero assai gnocca.

    Le sciacquette di Santoro sono solo sciacquette (e ci metto pure le figlie minori di Silvio, che paiono sulla stessa traiettoria).

    Francesco

  68. Per Ritvan,

    io non sono pacifista! Quello che volevo dire é che per una serie di ragioni che non si possono, credo disctere dettagliatamente qui, vengono accettati, in qualche modo metabolizzati, ridotti dentro la sfera della normalitá fatti che dalpunto di vista esistenziale reintrano in quella dell’orrore. Io non sono nemmeno un umanista post ellenico o un cultore fanatico della clutura classica; io portavo un esempio di come ci siano state lunghissime epoche in cui l’orrore quotidiano era accettato come normalitá (vedi l’impero romano), eppure gruppi di persone hanno saputo agire culturalmente e no perché potessero sopravvivere, essere trasmessi alle generazioni alcuni valori spirituali, o se vuole un modo di intendere l’uomo e la vita che non fosse solo nel segno del potere e della forza. Stavo rispondendo a una domanda che era cosa fare concretamente etc.? Non a una domanda sui pacifismi e sulla dialettica destra sinistra. Io penso che quando appare il pacifismo di massa allora la guerra è certa.

    cordialmente. Il bombardamento di Belgrado è stato tanto ben metabolizzato che una grande parte dei pacifisti ha votato per una coalizione di cui D,Alema era un elemento fondamentale.

    genseki

  69. utente anonimo says:

    Silviù, a proposito di burattinai che muovono i burattini da dietro un velo scuro, che fine ha fatto il burattinaio di Prodi, il potentissimo e fetentissimo Bazoli?

    Lui pesa assai di più di Geronzi, dicono.

    Francesco

  70. utente anonimo says:

    Miguel, non è facile. Semplificando si può dire che, anche in questo caso, il medium è il messaggio.

    Il F.T. sta a Londra e ci sta dietro, grossomodo’, una certa oligarchia finanziaria storica europea ma con addentellati USA. Il WSJ, sta a Nuovaiorche e ci stan dietro, sempre grossomodo’, Goldman & S. + compagnia bella. In Italia i giochi bancari (i giochi economici tout-court) si son quasi fatti con Prodi, Draghi e Padoa schioppa della scuderia americana. Ma restan fuori outsiders come, appunto, Capitalia e Monte dei Paschi che son comunque grossi e appetibili. Poi c’è la terza incomoda la Generali che ha doppio passaporto italo francese.

    Insomma noi baccagliamo come polli e intanto Renzo Tramaglino ci porta a farci tirare il collo.

    Scusa ma nelle mie condizioni non riesco a far di meglio. Ciao

    Silviu

  71. utente anonimo says:

    per Francesco# 69

    Bazoli è da sempre, e se ti dico sempre vuol dire sempre, uomo dell’oltre Tevere. Se mi chiedi con chi stanno da quelle parti comincia a partirmi l’emicrania. Quello che vedo, l’ultraterreno non è alla mia portata, l’ho messo nella risposta a Miguel.

    Silviu

  72. utente anonimo says:

    Genseki, non c’ho capito ‘na mazza del tuo commento 68. Pazienza, sopravviverò lo stesso, credo.

    Volevo commentare l’unica cosa che mi pare d’aver capito più de ‘na mazza:-):

    >Il bombardamento di Belgrado è stato tanto ben metabolizzato che una grande parte dei pacifisti ha votato per una coalizione di cui D,Alema era un elemento fondamentale.< Scusa, se i pacifisti votavano per l’altra coalizione (c’era una terza scelta non favorente il bieko servo degli amerikani Nano di Arcore, oltre quella di starsene a casa? Non mi pare) era forse meglio?:-) Ciao
    Ritvan (a cui Baffino di Ferro sta simpatico, ritenendolo il mejo figo del bigoncio sinistrorso, a prescindere dall’opera meritoria sua in Kosovo)

  73. utente anonimo says:

    Martinez:

    se Lei non ha votato per il motivo di cui sotto ha guadagnato 2 punti!!!

    X Ritvan:

    durante la sfilata di Vicenza contro i kattivi amerikani konquistatori s’è smarrito un pezzo di cervello di suino…sarà il suo?

    MACS

  74. utente anonimo says:

    Cazzo, ma Oltretevere non hanno di meglio da scegliere di uno che, alla fine, è un maneggione della sinistra DC, che gli porta in Parlmento Luxuria e le leggi sui DICO?

    O io non so nulla, o non capisco.

    C’hanno in corso una guerra contro gli USA anche Oltetevere, oltre che qui a Kelebek?

    Francesco

  75. utente anonimo says:

    Io credo che Roberto si riferisse SOPRATTUTTO a quella, definita dal povero e sbigottito prof universitario (e non da Travaglio o Brunetta) in un fuori onda “gnocca senza testa”:-).

    Ciao

    maria

    io mi riferivo invece alla principessina che non diceva pappa:-),

    Ma santoro ha mangiato la foglia e ha messo due belle figliole, si sa l’occhio vuole la sua parte:-) specialmente alla televisione…

  76. utente anonimo says:

    Per Ritvan,

    ¡Qué va tío, qué va! Effettivamente il 68 mi è usciyo un po’ schifosello, sembra scritto con una tastiera cirillica usata in una stanza senza luce. Per lei “tiene un morrazo que se lo pisa” come dicono qui, chë a parte tutto si capisce e se no si tace. O si domandano ragguagli esplicativi, chiarimenti, delucidazioni o altro ancora.

    Cordialmente

    genseki

  77. utente anonimo says:

    >X Ritvan: durante la sfilata di Vicenza contro i kattivi amerikani konquistatori s’è smarrito un pezzo di cervello di suino…sarà il suo?

    MACS< Ovviamente no, visto che io a Vicenza non c’andavo manco da morto. Pertanto, per quel che mi riguarda, puoi tranquillamente ficcartelo nel culo: avremo così cervello di maiale in culo d’asino, una combinazione vincente!
    Ciao

    Ritvan

  78. utente anonimo says:

    >Non ne sono certissimo ma credo di ricordare che la Lega passò dal nulla a percentuali elettorali che la avrebbero fatta entrare in Parlamento anche con la legge attuale. Francesco<
    Anzi, con la legge di adesso per il Bieko Nano di Arcore sarebbe stato OBBLIGATORIO far entrare la lega in parlamento (offrendole posti succulenti nelle liste bloccate) pur di non perdere i suoi voti. Infatti, a Berlusconi, dopo la sconfitta, venne duramente contestato dai suoi per non aver stretto alleanza con dei partitini da zero virgola qualcosa (tipo pensionati di Fatuzzo) e averli lasciati allearsi con l’Unione. La differenza, ricordiamocelo, fu di soli 24 000 voti! Pertanto, o Miguel non sa quello che dice, oppure lo sa benissimo ma gli conviene dire così (e io propendo per la seconda ipotesi:-) ).

    >Ed ai tuoi fini anche un proporzionale senza sbarramento mi pare inutile: cosa cambierebbe nel Parlamento con 2 o 3 eletti del MLU?<
    Ci sarebbero, appunto, 2-3 eletti del MLU. Come dicevo prima, fra di essi molto probabilmente anche Miguel:-).

    >Scusate ma la gnocca senza testa era un’altra, tale Rula quacosa di La7, invero assai gnocca.<
    No, è stato appurato che era la Borromeo. Della Jebreal tutto si può dire tranne che non abbia testa.

    >Le sciacquette di Santoro sono solo sciacquette (e ci metto pure le figlie minori di Silvio, che paiono sulla stessa traiettoria).<
    Mah, non credo che siano decerebrate, solo che non c’hanno un cazzo da fa’. Secondo me il Berluska le dovrebbe far laura’ nell’azienda di famiglia, come Marina e Piersilvio, invece di lasciarle cazzeggiare a briglia sciolta in giro. E dovrebbe far laura’ anche la sora Veronica. L’ozio – e noto -è il padre dei vizi:-).

    Ciao

    Ritvan

  79. utente anonimo says:

    x genseki (n.76)

    Più ti leggo e meno ti capisco. E ti assicuro che non è colpa dei refusi da tastiera cirillica (coi quali, peraltro ho fatto pace da tempo). Le spiegazioni – anzi, UNA spiegazione – te l’ho chiesti nel mio n.72. Sto ancora aspettando una risposta, possibilmente intelligibile.

    Ciao

    Ritvan

  80. Per Ritvan

    Risposta al n. 72.No, non c’era un’alternativa o una terza scelta. Si, era meglio starsene a casa. Io sono stato a casa. Ma questo era appunto la questione del post commentato: che fare se i professionisti della politica “espropriano persino gli spazi simbolici”? Certamente, credo, non votare per gli uni o per gli altri membri dell’oligarchia. Forse, credo, attrezzarsi per una guerra culturale di larghissimo respiro e di esito che definire incerto sarebbe ottimistico.

    Forse mi é riuscito meno cirillico questa volta.

    Hasta luego.

    genseki al-Mursi

  81. utente anonimo says:

    Genseki,

    ma se RifCom e simili avessero ottenuto ancora più voti, non credi che l’azione di governo sarebbe stata ancora più a sinistra?

    A me sembra che abbiano ottenuto risultati di rilievo, tenendo conto che erano la minoranza del CSX.

    Pessimi risultati, of course, ma ampiamente sottovalutati da voi commentatori “rossi”.

    Francesco

  82. utente anonimo says:

    Genseki, stavolta sei stato “cristallino” (come dice Tom Cruise in “Codice d’onore”). Però non mi convinci lo stesso e io quoto il commento 81 di Francesco. Anzi, rilancio, ipotizzando che nel caso RC e PdCI, Gloriosi Portatori Sani di Antiamerikanismo, grazie ai voti di vosotros (che invece siete andati allegramente al mare:-) ) avessero ottenuto un bel pacchetto di voti il governo poteva diventare tutto “de Sinistra” mandando al diavolo il “centro”. E, di conseguenza, poteva gridare compatto “Yankee Go Home”. Così non è stato. Per colpa vostra. Andate a nascondervi!:-).

    Ciao

    Ritvan

  83. Ritvanarium says:

    x Genseki:

    Contro il MuShin d’ OltreOtranto di Ritvan non c’ è pezza ! … Ma c’ è Dialogo. Benvenuto nel Ritvan-no-Jidai .

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