Vita quotidiana

"O Mikeli come stai?"

"Benissimo".

Sicuramente meglio dei miei amici. Ci vuole poco.

L’amica Rom continua.

"Sai che mio fratello ha rubato tutti i nostri soldi? Mio marito aveva lavorato in nero per mesi, avevamo seimila euro, noi non beviamo, ti ricordi, siamo musulmani, io non fumo più, sai che ho smesso, lo giuro su Dio. E mia madre si è messa d’accordo con mio fratello, è entrata in casa quando eravamo fuori, ci ha preso tutto… i soldi, i tappeti, la radio, sai quanto mi piace la musica, quella della Macedonia e quella della Turchia, che mi faceva piangere".

"Ma perché tuo fratello ti ha fatto questo?"

"Ha perso il lavoro, ma perché è scemo, faceva i debiti per farsi la macchina bella come gli italiani, ha perso la casa, che era uno schifo, la moglie stava lì, ma grassa grassa, con tutti i bambini a giocare nello sporco, lo sai quanto ci tengo alla pulizia. Ha chiesto anche i soldi a YYY, quella che ci faceva ridere perché credeva alle carte".

YYY è una nostra amica che crede al Reiki, ai tarocchi, agli oroscopi e a D’Alema, con ferrea certezza, e che si fa sfruttare all’osso dalle cooperative per cui lavora da badante. Le avevano anche venduto un corso per insegnare il Reiki, ma lei si rifiuta di praticarlo a pagamento.

"E i suoi figli come fanno?"

Il fratello, mi ricordavo, ne aveva cinque o sei, ma ho perso il conto.

"Lui ha fatto chiudere la moglie così non fa più figli, ma poi ha fatto un figlio con un’italiana".

"Un’italiana?"

"Sì, sai di quelle che si drogano, solo quelle ci vanno con gli stranieri come noi. E adesso l’assistente sociale gli ha detto che gli toglieva i figli, allora mi ha rubato tutti i soldi e così ha pagato il deposito per un nuovo appartamento".

"Secondo me, li finisce presto i tuoi soldi".

"Sì, sai che lui prende anche la cocaina, si dice così quella roba bianca?"

"Allora li ha già finiti".

"E voglio che stia male, ma tanto male, giuro se muore sono contenta, no se muore, perché Dio non vuole, ma male sì.

E tu lo sai quanto io volevo bene alla mia famiglia, ci pensavo sempre. E quando ho chiesto a mia madre, ma perché mi hai rubato tutti i soldi, quella ha gridato che mi avrebbe picchiato, lo ha fatto davvero una volta, davanti al mio bambino, da quando mio padre è malato lei e mio fratello fanno come vogliono".

"E adesso come fai?"

"Sono stata in ospedale, non sapevano cosa avevo, ero come morta, e il mio bambino non mangiava. Mi hanno tagliato il gas e la luce, ma l’assistente sociale è stata brava, non come quell’altra che mi voleva togliere mio figlio, giuravo, mi ammazzo se lo fanno. Ho una macchina piccola, e allora la domenica vado a XXX a fare mangela [chiedere l’elemosina]".

"Perché vai a XXX?"

"Così l’assistente sociale non viene a sapere che faccio quella cosa lì, ma tu sei mio fratello più di quello schifo di mio fratello, a te lo dico, ti ho mai nascosto niente?"

"Ma non hai paura a volte, sai che gli italiani dicono sempre che i Rom rubano i bambini, ti potrebbero accusare di chissà che cosa".

"No, a me mi conoscono e mi vogliono bene".

"E tua sorella?"

"E’ uscita di casa qualche mese fa, che faceva tanto freddo, l’hanno vista i pakistani che girava per il parco a piedi nudi, ma quella è matta, si è messa con un delinquente adesso, uno straniero, io ho telefonato loro, hanno detto che se cercavo mia sorella mi ammazzavano".

"Ma come fai?"

"Adesso sono riuscita a pagare le bollette, poi noi mangiamo poco".

"E con tuo marito, come va?"

"Dice che ti saluta e che ti faccio spendere troppi soldi al telefono! Mikeli, tu lo sai come sono, non sono di quelle che accettano che gli uomini comandano e dicono fai questo fai quello, dimmi, sono dieci anni che sto con mio marito e cinque che siamo sposati, mi sono mai lamentata?"

"No, mai".

"Mio marito adesso cerca lavoro, poi sta a casa o alla moschea. Perché lui è molto musulmano, prega crede solo in Dio, in Allah, non come mio fratello, che quello non crede a niente ma proprio niente, non è un musulmano, fa solo schifo".

"Dai, ti dobbiamo andare a trovare, ci ospitate per una notte con la bambina, così conosco anche tuo marito."

"Non per una notte, per sempre, c’è posto, poi nella stanza di mio bambino ci sono le lenzuola che sono veramente pulite, tu dici cosa vuoi, ti faccio da mangiare."

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53 Responses to Vita quotidiana

  1. utente anonimo says:

    Quanto può raccogliere in media in una giornata una zingara che chiede l’elemosina? Me lo chiedo da sempre…..

    Stradivari

  2. kelebek says:

    Probabilmente dipende dai metodi.

    La mia amica sta lì, sorride e aspetta. Quando va bene, prende 10-20 Euro.

    Non è facile capire, perché i numeri le creano un po’ di confusione.

    Miguel Martinez

  3. utente anonimo says:

    miguel,

    probabilmente lo conosci già,

    ma provo a segnalarti un sito interessante.

    interessante non solo per l’argomento, ma perchè corrisponde al modo di fare politica (mente lucida, orecchie aperte, cuore tenero) di cui parlavo ieri.

    http://www.errc.org

  4. utente anonimo says:

    ero io

    roberto

  5. kelebek says:

    L’ERRC è una cosa molto particolare.

    Soros ha dato delle somme veramente notevoli di denaro a un gruppo di Gagè (non Rom) che mi sembrano persone oneste e abbastanza capaci.

    Fanno una serie di iniziative pratiche assolutamente lodevoli-

    Il vincolo è che devono assecondare gli interessi politici del banchiere ungherese-americano.

    Godono di moltissima autonomia, il conto politico viene chiesto poche volte l’anno, ma quando arriva, tocca pagare.

    Anche perché senza i soldi di Soros, non ci sarebbe alcuna ERRC.

    D’altra parte, i soldi che la Germania dà in riparazioni ai Rom hanno fatto la stessa fine che hanno fatto i soldi che la Germania dà in riparazioni agli ebrei: sono stati intascati da un giro appositamente costituito di imprenditori politici.

    Miguel Martinez

  6. utente anonimo says:

    in cosa consiste precisamente il conto politico che soros chiede agli zingari (spero mi si conceda questo termine che per me non ha alcuna connotazione di disprezzo) in cambio dei suoi soldi?

    Stradivari

  7. Skeight says:

    Storie di ordinaria convivenza…

  8. kelebek says:

    Nel caso dell’ERRC, ho visto presentare il conto in due campi diversi.

    Soros è fortemente impegnato nel promuovere i “suoi” partiti politici nei paesi dell’est. Ecco una visione critica delle sue attività da quelle parti:

    http://www.mindfully.org/WTO/2003/George-Soros-Statesman2jun03.htm

    comunque non è nulla di segreto.

    La cosa più clamorosa che ho visto io è stata nel 2001, quando alcuni Rom di un campo che conosco io si sono trovati improvvisamente mandati alla conferenza sul razzismo a Durban, tutto spesato, alberghi di lusso (e addirittura senza topi!).

    Poi, proprio mentre iniziavano a divertirsi come “rappresentanti del popolo Rom”, arriva il delegato di Soros e li rimette tutti sull’aereo e li rispedisce ai campi di provenienza.

    Nei media il giorno dopo si poteva leggere, “i Rom abbandonano Durban per protesta contro la condanna del sionismo” :-))

    Miguel Martinez

  9. utente anonimo says:

    vorrei capire meglio il tuo punto di vista: il fatto che l’errc prenda soldi da soros rende in qualche modo meno lodevoli/opportune/interessanti le loro iniziative pratiche?

    voglio dire, facendo un bilancio dell’attività dell’errc, mettendo soros nel passivo e le pratiche lodevoli nell’attivo, l’errc è “bene” o è “male”.

    non conoscevo l’origine del finanziamento dell’errc, ne conosco solo una parte dell’azione (patrocini davanti alla corte europea dei diritti dell’uomo e attività lobbystica a bruxelles)…beh, se per svolgere queste operazioni sono costretti a scendere a compromessi come quello di durban (*), fanno solo bene.

    questa è politica: scelgo cosa è per me vittoria (chessò la lotta alle discriminazione dei rom), mi do i mezzi per raggiungerla, lotto *seriamente* per raggiungere il mio obbiettivo (per dire, guarda alle vacancies, non cercano manifestanti, bruciatori di bandiere, esperti in comunicazione, scrittori di poesie, costruttori di aquiloni, aspiranti rivoluzionari, ma avvocati con un profilo piuttosto particolare. un po’ di tempo fa cercavano un fund riser)

    roberto

    *durban era quel posto dove durante la conferenza sul razzismo vendevano i protocolli dei savi di sion, n’est pas?

  10. kelebek says:

    Per Roberto,

    Durban anche è il posto in cui il 22 febbraio del 1998, un tailandese non ha pagato il conto all’albergo.

    Non uso il termine “lodevole” in politica.

    L’ERRC è un organismo che probabilmente fa bene le varie cose a cui è deputato.

    Migliora diverse situazioni concrete di varie comunità Rom dell’Europa orientale.

    Fa bene gli interessi strategici di Soros.

    Mica che una cosa sia inconciliabile con l’altra.

    Miguel Martinez

  11. utente anonimo says:

    “”Ha perso il lavoro, ma perché è scemo, faceva i debiti per farsi la macchina bella come gli italiani, ha perso la casa, che era uno schifo, la moglie stava lì, ma grassa grassa…”

    Prendo questo passo- ma andrebbero bene tutti- come dimostrazione che la strategia delle BR vecchie e nuove (non sono intervenuto nell’altro post) non potrebbe mai funzionare ed è una stronzata.

    Perchè io voglio la macchina bella, e c’ho il vicino di Taranto che ascolta Gigi d’Alessio e la vicina moldava che ascolta la musica turca (mi sono sempre chiesto perchè), e quelli c’hanno una che si chiama Amarilli, e insomma esiste il mondo.

    E Vicenza invece no.

    Paolo

    PS

    Mi dispiace ma più chiaro di così non riesco a essere, neanche dentro di me.

  12. kelebek says:

    Per roberto,

    Quello che si dimentica facilmente è che c’è stato qualcuno che ha risolto sul serio la questione Rom.

    Si tratta dei paesi del “socialismo reale” dell’Est Europa.

    Non è una difesa generica di quei regimi, che hanno avuto aspetti allucinanti, che erano destinati a fallire.

    Ma con i Rom ci sono riusciti.

    Ci sono riusciti in modo molto semplice.

    Poniamo che ci siano dieci famiglie in un villaggio, di cui una Rom.

    Se ci sono nove posti di lavori, il disoccupato sarà Rom.

    Se ci sono nove case, il senza tetto sarà Rom.

    Ci sono tutta una serie di meccanismi per cui non può che essere così.

    Se crei dieci posti di lavoro e dieci case per dieci persone, anche il Rom avrà casa e lavoro.

    Quando quei regimi sono crollati, e c’erano pochi posti di lavoro e poche case, tutti i Rom sono stati espulsi in blocco dalla società.

    Non a caso, i Rom sono tutti filosovietici, filo-Tito e filo-Hoxha.

    Miguel Martinez

  13. kelebek says:

    Per Paolo, n. 11

    Hai assolutamente ragione, e condivido la tua riflessione sulle Br: per questo non mi considero comunista.

    Da aggiungere, però, che è esattamente questo il motivo per cui nessuno potrà fermare la cementificazione, l’inquinamento, la motorizzazione, la “civiltà del petrolio” e tutto il resto.

    Si potranno solo rallentare leggermente simili fenomeni in alcuni paesi, mentre esplodono senza freni altrove.

    Miguel Martinez

  14. utente anonimo says:

    “La cosa più clamorosa che ho visto io è stata nel 2001, quando alcuni Rom di un campo che conosco io si sono trovati improvvisamente mandati alla conferenza sul razzismo a Durban, tutto spesato, alberghi di lusso (e addirittura senza topi!).

    Poi, proprio mentre iniziavano a divertirsi come “rappresentanti del popolo Rom”, arriva il delegato di Soros e li rimette tutti sull’aereo e li rispedisce ai campi di provenienza.

    Nei media il giorno dopo si poteva leggere, “i Rom abbandonano Durban per protesta contro la condanna del sionismo” :-))”

    *mitico*

    Un mio caro amico rumeno, persona veramente speciale venuto qui per un master in studi storico-religiosi, ebbe problemi col permesso di soggiorno (perchè si iscrisse al master – pagando e tutto – senza passare prima per l’ambasciata, problemi che – in teoria – da quest’anno i rumeni nn dovrebbero più avere comunque) e decise quindi di accettare una borsa soros alla quale avrebbe volentieri rinunciato pur di continuare a studiare in Italia.

    Adesso è un allegro borsista CEU in Bulgaria e ogni tanto mi scrive, chiede, m’informa. La struttura possiede archivi incredibili, accesso online gratuito a tutte le riviste scientifiche internazionali e altra fantascienza simile.

    Sembra tipo una favola ma è lui stesso a non esserne molto convinto a causa di alcune situazioni “ambigue” – ad esempio (premesso che il soggetto si occupa di storia del cristianesimo pre-niceno) la vulgata imperante relativamente al gesù storico è quella del “partyman”, e consimili “linee interpretative” influiscono un po’ su tutto il resto, oltre ad una richiesta “performativa” che li vuole tipo macchine. Poi (ma sempre x telefono) m’ha sempre parlato di una forma di continuo controllo, come se fossero sempre sotto esame. Da quando ha il sospetto che gli controllino le email nn mi scrive più.

    Queste le prime cose che mi scrisse quando partì:

    […] Ancora mi sono adattando a questo sistema..Non lo so si te lo scritto ( sto dimenticando velocissimo l’italiano) ma devo cambiare il mio programma di ricerca..Qui e highly ‘requested to chose’ una problema picolissima..non si accetanno speculazioni generali..tutto deve essere molto precisso, limitato ad un certo intervallo di tempo..deve essere qualcosa mai fatto ed per il quale si richiede mostrare tutte le surse…Questa e il problema piu grande..Ho alcune idee ma mi mancano le surse..quindi devo trovare prima surse mai conosciute, poi definire il mio programa..Questo e il sistema americano..

    poi dopo la prima settimana:

    […] Purtoppo qui il programma e molto stressante… non mi piace questo sistema americano. E molto diverso di quello romeno.. Non c’e tempo di riposo..il sistema di” deadline”.. Ogni giorno c’e un ” deadline” per qualcosa..Adesso dobbiamo preparare un materiale per un escursione. preferisco di non andare che scrivere i saggi riquesti..poi abbiamo un corso intitolato ‘ academic writing’..ogni settimana dobbiamo scrivere 4 saggi (essay) su cose molto diverse..loro vogliono che impariamo un inglese perfetto..bastardi!!! Poi sono le lezioni..ci sono tropo molte..e non rimane molto per il progetto di studio..Si puo dire che il problemma principale qui e ” time management

    fatto sta che voleva lasciar perdere, ma nn poteva: andandosene avrebbe dovuto pagare l’intero importo della borsa (più una tassa x nn mi ricordo cosa)!

    quindi è rimasto intrappolato lì, ma fra un po’ dovrebbe finire ;)

    diego

  15. utente anonimo says:

    Miguel, il tuo commento n.12 temo dia adito al solito equivoco. Io che vengo da un paese del “socialismo reale” capisco cosa vuoi dire, ma un altro potrebbe credere che quel discorso dei 9 posti di lavoro si riferisse a quei paesi.

    Nel distretto di Fier, in Albania, c’è un intero villaggio composto da zingari. Si chiama Levan. Il regime diede loro una casa e li fece lavorare nel sovkhos in salsa albanese. Oggi che i sovkhos non ci sono più, si sono divisi la terra e fanno i coltivatori diretti in proprio. E vivono bene, sono rispettati e anche temuti (durante i tumulti del 1997 una banda di razziatori proveniente da Valona tentò di entrare nel villaggio per rapinarlo: fu accolta a colpi di kalashnikov e sterminata fino all’ultimo uomo. Chapeau!).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Abbi pazienza, ma con questo post mi sa che vuoi far andare fuori dai gangheri il nostro JZ:-)

  16. kelebek says:

    Per Ritvan n. 15

    Interessante la storia. Mi fa piacere che tu abbia capito che il mio non era un discorso generico di difesa dei sistemi di “socialismo reale”.

    Miguel Martinez

  17. utente anonimo says:

    “loro vogliono che impariamo un inglese perfetto..bastardi!!! diego”

    Bieki sfruttatori!:-)

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Si vede che il tuo amico rumeno è un seguace della scuola del facchino napoletano descritto da p.:-)

  18. utente anonimo says:

    >Mi fa piacere che tu abbia capito che il mio non era un discorso generico di difesa dei sistemi di “socialismo reale”. Miguel Martinez<
    E ci mancherebbe altro: altrimenti sarei un imbecille:-). La perfetta integrazione degli zingari nella società albanese è una delle cose positive di quel regime. Ce n’erano anche altre. Le uniche cose inaccettabili in modo perentorio ed assoluto – dal mio punto di vista, ovviamente – erano il terrore politico e l’impossibilità di lasciare il paese.

    Ciao

    Ritvan

  19. utente anonimo says:

    Ah, Miguel, dimenticavo, qualche mese fa, in TV (non mi ricordo che trasmissione era) intervistavano un simpatico zingaro che con la sua famigliola (moglie e due figli) viveva praticamente nella sua fiammante auto. La moglie sosteneva che il Comune le aveva dato una casa, ma loro non l’avevano accettata perché al secondo piano e con balconi e i loro vivacissimi zingarelli (che durante tutta l’intervista entravano e uscivano dai finestrini dell’auto!) potevano farsi male, pertanto o gli davano una casa al pianterreno o nisba!

    Inoltre, il simpatico capofamiglia sosteneva – non so se era vero o era la solita vanteria zingaresca per non passare da accattone o da ladro – che l’INPS gli passava un assegno mensile di 1000 euri, per non fa’ ‘n cazzo. Sfido io che poi gli italici che vedono tali interviste diventano razzisti!:-)

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Temo che a ‘sto punto JZ sarà preso da una voglia irrefrenabile di andare a piazzare una bomba nella sede INPS più vicina:-).

  20. utente anonimo says:

    capisco Miguel (12),

    e fai bene a ricordarlo.

    il mio punto però è questo: ora che i sistemi non sono più quelli di una volta e che hoxa tito e l’urss non ci sono più, che famo?

    ci strappiamo i capelli torturandoci nel rimpianto? bruciamo le bandiere americane? ci ritiriamo sull’aventino disgustati da questa società? ritorniamo indietro? spariamo ad ichino?

    oppure ci rimbocchiamo le maniche e cerchiamo con buona volontà di rimediare alla situazione, magari sfruttando gli strumenti della nuova realtà (anche se questo vuol dire prendere soldi da soros*)?

    roberto

    * che tra parentesi a me non è che stia un granché simpatico, soprattutto nel ruolo di fomentatore di rivoluzioni variamente colorate

  21. utente anonimo says:

    si buonanotte,

    un assegno da 1000 euro dell’impese, manco se fosse la pensione del presidente della repubblica

    :-)

    roberto

  22. utente anonimo says:

    mi incuriosisce il post di diego perchè tutti i miei colleghi dei paesi dell’est lavorano come dei pazzi.

    non riesco a darmi una spiegazione.

    caso vuole che mettono insieme trenta stakanovisti?

    voglia di dimostrare qualcosa?

    assenza della cultura del 18 politico?

    tutti sorosiani :-)?

    roberto

  23. kelebek says:

    Per roberto n. 20,

    Prima di tutto, io cerco di evitare di buttare lì le classiche immagini esagerate che inquinano così spesso i nostri discorsi.

    Io non parlo del centrodestra dicendo “le tette della Mussolini e i soldi della All Iberian”, non dico a chiunque sia favorevole al rifinanziamento della spedizione in Afghanistan, “voi che volete far mangiare hamburgher e chewing gum agli afghani”.

    Ti pregherei di evitare di usare l’equivalente di destra di simili espressioni: già qui hai tirato in ballo i “protocolli in vendita a Durban”, “bruciare bandiere americane” e “sparare a Ichino”.

    Tu dovresti sapere che non è facile discutere tra persone che sostengono posizioni diverse; ma nulla rende più difficile una discussione che l’utilizzo di caricature, falsificazioni, esempi estremi insignificanti, che già dispongono male l’altro.

    Miguel Martinez

  24. utente anonimo says:

    Per Ritvan n.19

    vabbè, ma pure nel comune vicino a qua, ma nell’altra provincia, c’è un italico barbone senzatetto a cui è stata data una casa, e lui rifiuta di andarci, e solo di recente lo hanno convinto a dormirci.

    E lui ci dorme, ma con i piedi in strada

    (per fortuna la sua è a pianterreno).

    Davvero.

    Per Miguel n.13

    io credo che chi protesta a Vicenza, in fondo, faccia bene.

    Però ho paura che tutto poi venga fatto rientrare, nella visione comune, nel solito “ah vabbè, ma un po’ di protesta è giusto che ci sia”- cioè, la protesta come elemento necessario di tutto l’ambaradàn, come l’ottavino nell’orchestra. Ci vuole.

    è che secondo me le ragioni di chi si mette contro questa società, le sue ingiustizie e le sue democrazie che funzionano poco, passano poco.

    E credo che passino poco non tanto per colpa dei media, quanto per la natura di chi manda il messaggio, di quella del suo destinatario presunto (tutti, la società) e di quella del suo destinatario reale (l'”informato” che non ha particolari problemi, e protesta perchè è giusto, vale a dire perchè gli va- e io sono pigro- o quello che un problema reale, magari piccolo, e difficilmente riesce ad astrarre- e nessna di questa due figure sa davvero cosa fare per cambiare le cose a un livello che non sia ultralocale o ultrapersonale.)

    E intanto fuori la vita continua con la sua evidenza…

    voglio dire, se nessuno mi strappa dalla vita “normale”, io da solo non ci vado via.

    E le giustissime ragioni di chi protesta non riescono a strapparmi.

    Poi, guarda, io sono l’uomo della strada, anzi meno, sono il consumatore “suggestivo”, quello che compra il prodotto per via della pubblicità.

    Fatemi una bella pubblicità, allora; ma soprattutto, di cosa?

    Paolo

  25. utente anonimo says:

    Ma non sono caricature Miguel !!!

    Ascolta, provo a rispiegarmi perché è una questione *politica* che mi sta particolarmente a cuore.

    Limitiamo il discorso ai rom? Bene.

    Credo che abbiamo tutti e due un obbiettivo comune, ovvero far si che la tua amica e la sua famiglia possano vivere la vita che loro scelgono di vivere.

    Ora, di fronte al fatto che la realtà è diversa, e che la tua amica in tutta evidenza si scontra a difficoltà che io e te non vorremmo che esistessero, ci sono varie reazioni possibili:

    la mia preferita è rimboccarsi le maniche, ognuno come può e come vuole (per dire, io ho fatto metà del servizio civile in un campo nomadi a bologna; tizio difende i rom davanti alla corte europea dei diritti dell’uomo; tu dimostri solidarietà ed amicizia; caio dà soldi; l’errc fa lobbying a Bruxelles perché la comunità europea adotti certe disposizioni; sempronio da una monetina al semaforo…).

    a questa reazione regolarmente si oppone non solo l’oggettiva difficoltà di agire (l’azione è faticosa, richiede tempo, sforzi, denari), ma un muro di scherno e derisione.

    Già, infatti c’è sempre qualcuno pronto a dire:

    1. valà, è tutto inutile, è il sistema che va cambiato alla radice

    2. qualsiasi cosa farai farà del male perché il sistema è sbagliato

    3. prendere i soldi da soros non fa altro che peggiorare le cose

    4. sbagli obbiettivo: non devi aiutare gli zingari devi combattere il sistema

    5. la società fa schifo, non si può far altro che rivoltarla

    6. il sistema fa talmente schifo che non puoi corromperti a toccarlo.

    Ecco questo muro di scherno e derisione, questo spettro di disperazione e impotenza che viene agitato costantemente davanti a qualsiasi azione che non sia “rivoluzionaria” è una logica che per me è rivoltante.

    Il ritirarsi sull’aventino perché è “tutto inutile”, “tutto è corrotto”, “il nemico è troppo grande e noi non possiamo farci niente”, “con il sistema non si discute e non si scende a compromessi” è una scusa bella e buona per essere semplici spettatori, e tirare le monetine in campo.

    Quanto a “sparare ad ichino”, hai ragione, non c’entra niente con il discorso sui rom e soros, l’avevo scritto solo per ricollegarmi al post di ieri. Però a me sembra che sia l’esatta (estrema) conseguenza di questa filosofia del “il sistema è il nemico, con il sistema non si discute, il sistema va demolito”

    roberto

  26. utente anonimo says:

    A me soros non dispiace, e a scritto libri anche parecchio interessanti sulla nuova, vecchia per noi, struttura del capitalismo globale. Poi non ho la stupidaggine di predendere che i suoi soldi li spenda in iniziative comuniste.p

    Ps: Guarda ritvan che il facchino napoletano lavora e anche duramente, visto il lavoro. È lo spirito con cui lavora che è diverso. Nulla a che vedere con chi frega i soldi del lavoro altrui. Questi, a livelli ben più alti e legalizzati, li trovi per esempio tra i fancazzisti dei politici democratici.

  27. utente anonimo says:

    OT

    MM e voi tutti,

    vi segnalo un articolo allucinante uscito oggi su La Stampa. Un articolo che si chiude con un “Domani si sguinzaglierà un mondo buio” riferendosi alla manifestazione di Vicenza.

    Ditemi voi chi è che fa terrorismo.

    diego

  28. kelebek says:

    Per Roberto n. 25,

    Veramente non c’era solo la battuta su Ichino… non credo ad esempio che basti il fatto che un fotografo solerte abbia trovato da qualche parte della città di Durban uno con i Protocolli sia la fine di ogni discussione sul rapporto tra sionismo e razzismo.

    Ma quando eviti questo tipo di brutture, dici cose molte interessanti, come in questo tuo commento.

    Io cerco, per quanto mi sia dato, di vivere con una doppia visione.

    Da una parte, agendo come dici tu, perché no?

    Dall’altra però, mentre si rincorre l’assistente sociale perché aiuti la mia amica, non devo dimenticare alcune cose.

    - Che questa gente aveva, una volta, casa e lavoro, e che i media da noi si stanno ancora vantando della vittoria sul sistema che ha dato loro casa e lavoro

    - Che se la mia amica e i suoi parenti stanno qui, è perché l’Italia ha partecipato a una guerra che ha condotto alla loro cacciata di casa

    - che viviamo in un sistema economico che privilegia sempre di più la “qualità”, la “professionalità” e così via, contro le garanzie sociali e contro i lavori elementari e di massa.

    Hai voglia a fare corsi comunali di cucito, o cose simili (che vanno benissimo ovviamente), il fatto che qualunque senegalese passerà davanti al più bravo dei Rom

    - che tutti i figli del fratello della mia amica stanno per entrare a far parte del giro dei delinquenti italiani, che ha un rapporto simbiotico con le leggi proibizioniste sulle sostanze stupefacenti

    - che una società come la nostra, strutturata interamente attorno all’individuo cittadino / consumatore , portatore unico di diritti, eccetera, potrà salvare un Rom, o una Rom, ma lo potrà fare solo spezzando il nucleo stesso dell’identità Rom, cioè la famiglia: la salvezza dei Rom sta nell’eliminazione dei Rom.

    Sono solo alcuni esempi delle cose che bisogna tenere in mente, proprio mentre si cerca di fare le cose che dici tu.

    Io sono arrivato a ospitare fino a dieci Rom in casa contemporaneamente, quindi capisco quello che vuoi dire e lo condivido, almeno per la parte costruttiva.

    Non dimenticare il quadro generale non ha nulla a che fare con bruciare bandiere americane, ti assicuro.

    Miguel Martinez

  29. kelebek says:

    Sempre per Roberto,

    dimenticavo la cosa più importante.

    Credo che lo scopo principale dell’ERRC si possa riassumere nel tentativo di creare una nazione Rom transeuropea.

    Come tutte le invenzioni di nazioni, si basa sulla creazione di una lingua e di un mito di origine, in grado di sostituire e quindi eliminare una pratica di vita.

    Infatti, la caratteristica più importante dei Rom è che effettivamente vivono diversamente da noi, spontaneamente e senza bisogno di alcuna ideologia scritta.

    La cosa curiosa è che il neo-nazionalismo Rom viene innestato da fuori, cioè da un piccolo gruppo di Gagè che lavorano sulla creazione di un’unica lingua – da imporre poi a scuola; sulla ricerca storica delle origini indiane e “ariane”, cosa storicamente forse vera, ma del tutto irrilevante per i Rom oggi.

    E sulla trasformazione del massacro dei Rom durante la Seconda guerra mondiale in “memoria storica”, simile a quella ebraica.

    Anche questo non ha senso in una cultura che ha sempre rimosso i propri morti, che non ha martiri, ma ha figli.

    Probabilmente il nazionalismo alimenta la solidarietà e l’orgoglio di gruppo, e quindi anche la situazione concreta dei singoli Rom viene migliorata.

    Allo stesso tempo, non so se il mondo ha proprio bisogno di un nuovo nazionalismo balcanico, in particolare quando gli stessi Rom sembrano poco interessati a goderne.

    Miguel Martinez

  30. utente anonimo says:

    un pò di domande, scusate l’ignoranza:

    perchè i rom tendono a rimuovere i propri morti/martiri?

    ma il porajmos…..cioè l’olocausto degli zingari è una cosa che quindi loro ignorano e che è più che altro conosciuta da chi dall’esterno studia l’argomento?

    chi sono i gagè?

    quando QUI si parla di ‘rom’ si usa tale termine in modo interscambiale con la parola ‘zingari’….comprendendo quindi anche i SINTI……o qui i intendono solo i rom propriamente detti?

    comunque fino a che punto sussiste ancora oggi una cultura rom/zingara? cioè, gli zingari “dovrebbero” essere i nomadi per eccellenza, ma tranne sballottamenti vari causa guerre, non mi sembra lo siano più……mi sembra facciano pressochè la stessa vita di tutti poveracci di questo mondo

    kelebek ha riportato questa frase: “quella che ci faceva ridere perché credeva alle carte”…..posto che l’invenzione dei tarocchi non è da porsi nella cultura zingara (e nemmeno in quella ebraica o egizia), come tanti pseudo-storiografi dell’argomento vorrebbero, tra gli zingari e la cartomanzia c’è una relazione privilegiata o il loro interesse per tale pratica non è poi più diffuso di quello dell’italiano medio? che gli zingari siano i cartomanti per eccellenza è una cosa ampiamente creduta…..c’è anche un libro di papus, peraltro uno dei migliori sui tarocchi, che s’intitola “tarot of the bohemians”…..cioè “il tarocco degli zingari”!

    Stradivari

  31. utente anonimo says:

    “c’è anche un libro di papus, peraltro uno dei migliori sui tarocchi, che s’intitola “tarot of the bohemians”…..cioè “il tarocco degli zingari”! ”

    Vabbè se è per questo c’è anche

    El Manual del baratero, o el arte de manejar la navaja, el cuchillo y las tijeras de gitanos

    (carino, belle illustrazioni) ma io personalmente non conosco zingari che tirino di scherma con le forbici :-)

    Paolo

  32. kelebek says:

    Bellissime le tue domande, Stradivari…

    La ziganologia, a quanto ho capito funziona così.

    C’è un tizio (immaginario) a Padova che ha frequentato i Rom musulmani per sei mesi e si proclama esperto, litigando furiosamente con un tizio a Budapest, che ha frequentato un gruppo di Rom pentecostali, ed entrambi sono in totale disaccordo con un tizio che ha avuto un cugino che ha conosciuto i Rom calabresi e si è così fatto la nomea di Grande Esperto :-)))

    Per le considerazioni generali, rimando a quello che ho scritto qui:

    http://www.kelebekler.com/occ/lecco01.htm

    Il termine Rom include tutti gli “zingari”, compresi i Sinti del nord Italia; a cui in genere si contrappongono però tutti gli altri Rom italiani come “i Rom”. Se non è chiaro a te, non è nemmeno chiaro agli studiosi :-)

    Io sono d’accordo con quelli che non considerano i Rom “nomadi”: per me la migliore definizione è quella di “fuoricasta”, un concetto diverso da poveraccio – anche i “poveri” storicamente sono dentro il sistema castale, i Rom ne sono fuori e al di sotto.

    Una definizione bruttina, ma tecnicamente corretta, è anche quella di gruppo “parassitario”, nel senso che dipende interamente dalle nicchie che la società “normale” lascia loro di volta in volta.

    La cultura Rom è un modo di organizzare i rapporti familiari per la sopravvivenza di nicchia, cioè esattamente quello che ci vuole ai tempi del capitalismo uragano.

    Quindi non mi sembra che sia in via di estinzione.

    Ho una bellissima foto di una mia amica italiana che fa i tarocchi a una mia amica Rom. La Romnì si è bevuta tutto, e ne ha parlato per giorni.

    Miguel Martinez

  33. kelebek says:

    Dimenticavo… gagè (plurale di gagiò) vuol dire uno che non è Rom.

    E poi non dimentichiamo una cosa cruciale: chi non ha nulla, né soldi, né stato, né casa, può almeno comprarsi una donna, o meglio farsela comprare dal padre.

    Da cui l’elemento cruciale del dominio maschile nella cultura Rom, con aspetti che a volte ti sconvolgono.

    Assieme alla rivalsa delle suocere sulle povere disgraziate che diventano loro nuore, magari a 13 anni.

    Miguel Martinez

  34. utente anonimo says:

    >si buonanotte,

    un assegno da 1000 euro dell’impese, manco se fosse la pensione del presidente della repubblica :-) roberto< Dici che i bieki gagè dell’INPS gli danno troppo poco? Sì, forse hai ragione, porca miseria Kossiga prende un po’ di più:-). Si dovrebbe indire una manifestazione equa e solidale di protesta:-)
    Ciao

    Ritvan

  35. utente anonimo says:

    Miguel, ti sei dimenticato di rispondere a una delle domande di stradivari, ovvero “perchè i rom tendono a rimuovere i propri morti/martiri?”.

    Io so che la causa è il loro nomadismo: i rom non usa(va)no avere cimiteri e nemmeno metter lapidi sulle tombe. Anzi, proprio per non creare legami con il luogo temporaneo di soggiorno, ai familiari dei morti era proibito sapere dove veniva seppellito il loro caro, lavoro che facevano altri del clan. sarà una leggenda come quella dei “rapitori di bambini”? Non credo, ma questo contrasta con la tua apodittica affermazione secondo cui i rom non sono nomadi.

    In quanto a “zingari” versus “rom” io penso che le cose stiano in questi termini: “zingari” è come li chiamano i gagè (ovvero nosotros) e “rom” come si autodefiniscono loro. Un po’ come “esquimesi” e “inuit”:-)

    Ciao

    Ritvan PseudoEsperto Albanese Di Zingarologia:-)

  36. Boh, sara’ banale, ma a me quello che ha colpito di piu’ del post e’ stato il finale. Questa donna che ha appena perso tutto il poco che aveva, che chiede l’elemosina, che probabilmente fa fatica a mettere insieme il cibo quotidiano per la sua famiglia, e che pero’ dice a Miguel, che le chiede di ospitarlo per una notte: “Non per una notte, per sempre, c’è posto, poi nella stanza di mio bambino ci sono le lenzuola che sono veramente pulite, tu dici cosa vuoi, ti faccio da mangiare.”

    Proprio un altro mondo. Purtroppo.

    upuaut

  37. kelebek says:

    Per Upuaut,

    grazie, mi fa piacere poi che tu ti sia soffermata su un aspetto umano di questa vicenda.

    Finora la discussione (molto interessante) è stata soprattutto sul lato antropologico, ma non esiste antropologia senza… antropi e antrope :-)

    Miguel Martinez

  38. Eh gia’.

    A guardare il mondo troppo dall’alto in effetti c’e’ il rischio di perdere di vista gli individui, unificati in masse piu’ o meno informi (ma dotate di cartellini segnaletici: buono, no buono, lavoratore, pigro, vittima, carnefice e via dicendo). Si, e’ interessante e stimolante, ma ogni tanto (e parlo per me) c’e’ bisogno di cambiare prospettiva e di guardare quel puntolino li’, per scoprire magari che e’ diverso, che per lui/lei le categorie non funzionano. Secondo me e’ un processo salutare.

    upuaut

    p.s. grazie del link, tra i “saggi” poi… :D

    /me si pavoneggia un po’

  39. Santaruina says:

    In passato quasi tutte le culture, anche quelle che li disprezzavano, hanno riconosciuto ai Rom una sorta di “aura” particolare, quasi che avessero un rapporto particolare con Dio.

    Di miti orientali che raccontano di questa loro vicinanza con la divinità ve ne sono parecchi, a cominciare da quelli che li vorrebbe gli ultimi abitanti del leggendario Agarthi…

    E’ una storia che parte da lontano, forse dalla predilezione mostrata da Dio per il nomade Abele a discapito di Caino l’agricoltore sedentario.

    Blessed be

  40. utente anonimo says:

    “Ma quando eviti questo tipo di brutture, dici cose molte interessanti, come in questo tuo commento”

    ti ringrazio.

    a proposito delle brutture, quella di ichino te l’ho spiegata, quella delle bantiere era oggettivamente superflua.

    sui protocolli volevo solo farti notare (ma ammetto che è stato stupido da parte mia mettere troppe cose insieme) che si, certo i rom sono partiti da durban eu ordine di soros, ma che tutto sommato le altre delegazioni non hanno fatto una gran bella figura a rimanere in una conferenza sul razzismo dove ong accreditate vendevano i protocolli (e non era un giornalista che fotografava chissà dove, erano proprio lì alla world conference on racism)

    comunque per una volta che si parla di rom, volevo appunto parlare di rom, e ti lascio l’ultima battuta su durban

    roberto

  41. utente anonimo says:

    le osservazioni sul “nazionalismo” rom eterodiretto sono interessanti (in effetti mi sembra corrrispondere ai metodi sorosiani delle varie rivoluzioni colorate nell’ex impero sovietico…)

    roberto

  42. ma perché è scemo, faceva i debiti per farsi la macchina bella come gli italiani

    Solita frase di chi non sa cosa dire ed è povera, non credo nemmeno se vedo che se questa avrebbe il suo paese ricco direbbe ste cose, anzi direbbe mi piace fare la bella vita come gli italiani ed avere tutte le cazzate che hanno loro. Non farli passare ogni volta come le vittime che se fossero come noi la bella vita la tirerebbero su come fanno a vendere la roba bianca e noi italiani che facciamo gli idioti che la compriamo per fare vivere loro…

  43. utente anonimo says:

    o Mikeli dove sei:-)?

    Eppure a Vicenza è andato tutto liscio come l’olio…

    maria

  44. utente anonimo says:

    Mi piace ciò che scrive upuait…in entrambi i commenti.

    Credo che le categorie siano frutto del bisogno di semplificare poiché la complessità delle cose e delle persone è troppo grande per poter essere colta e trattenuta.

    Il bisogno di definire, di circoscrivere, prende il sopravvento, e quando si affaccia con la sua prepotenza esclude, limita, chiude, impedisce di cogliere tutto il carico di significati che ruotano intorno alla condivisione di un’arancia gustosa sbucciata da alcuni con un coltellino da brigante dell’Aspromonte e assaporata da altri che quel “sapore” non hanno mai smesso di cercare.

    Chi ha smesso di cercare difficilmente potrà capire come una persona che a stento recupera i soldi per nutrirsi, provi e manifesti il senso di ospitalità che la porta ad invitare Miguel a casa propria non per un giorno ma per sempre.

    Qualcuno dirà che la proposta si sarebbe rivelata irrealizzabile e che l’ospite lo sapesse in partenza, ma l’emozione che ti fa dire determinate cose e non altre, è un fatto, che, o lo percepisci o non lo percepisci.

    Confrontiamola con quest’altra ipotetica risposta, direi molto diffusa tra i gagé.

    “Sarei contenta. Tu sei sempre stato molto gentile. Vieni quando vuoi. L’importante è che ci mettiamo d’accordo prima. Sai, la casa è piccola e non posso ospitarti né all’improvviso e neanche a lungo poiché siamo tutti a lavoro”.

    Cocco

  45. utente anonimo says:

    quoterei Cocco ma non credo si possa ridurre ad emozione l’offerta fatta a Miguel.

    è qualcosa di più profondo, radicato, duraturo, non uno stato d’animo effimero che potrebbe anche non esserci.

    quel tipo di persona non potrebbe non far quell’offerta, e la sua eventuale irrealizzabilità pratica non incide sul valore di “sei uno di famiglia” che mi sembra sottendere.

    Francesco

  46. utente anonimo says:

    < quoterei Cocco ma non credo si possa ridurre ad emozione l'offerta fatta a Miguel. - Francesco >

    Infatti non si può. E non è ciò che ho scritto nel commento.

    Non mi quotare, Francesco. :-)

    Cocco

  47. utente anonimo says:

    >Infatti non si può. E non è ciò che ho scritto nel commento. Non mi quotare, Francesco. :-) Cocco< E la “dignità” di Francesco, in questo caso che fine fa?:-)
    Ciao

    Ritvan

  48. utente anonimo says:

    >o Mikeli dove sei:-)? Eppure a Vicenza è andato tutto liscio come l’olio… maria<
    Porca miseria, nemmeno una bandiera yankee bruciata!:-)

    Miguel tarda perchè c’è anche il “dopofestival”:-). Mi sono accorto stamane, quando la Cotral (l’azienda di trasporti per albanesi e bulli brufolosi fumatori) ha fatto saltare due corse mattiniere a diatanza di 1 ora una dall’altra, cosa mai successa. I vecchietti italici non patentati si son fatti 2,5 ore d’attesa (meno male che non pioveva) bestemmiando come turchi. Inutile dire che al primo bus utile mancavano solo i passeggeri sul tetto e le sporte di galline per essere un degno compare dei bus africani. Ovviamente i kompagni autisti del Cotral hanno partecipato in massa (con gli autobus del Cotral?) alla transumanza dei kompagneros in quel di Vicenza.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Ovviamente se tenti di chiedere spiegazioni del perché saltano due corse successive ti scontri con un’omertà che al confronto provenzano è un logorroico:-). L’autista del bus trasformato in scatola di sardine non sa mai un beneamato cazzo. Se telefoni al deposito o scquilla e non risponde nessuno o mettono occupato. Giustamente, come si può avere l’insana pretesa di disturbare lo scopone scientifico di onesti proletari del bus?!:-)

    P.S.2 scusate, ma con qualcuno mi dovevo sfogare:-)

    P.S.2 A proposito di manifestazione vicentina, che minchia c’entrano i bieki basisti ameregani con i kompagni “ingiustamente” ingabbiati, di cui una parte dei manifestanti chiedeva l’immediata liberazione? Non è che chi ha fatto la soffiata (si dice che nelle nuove BR c’era una talpa che ha spifferato tutto) era come al solito:-) un agente CIA?

  49. utente anonimo says:

    X Francesco

    Nell’ipotesi che il mio commento ti abbia fatto lo stesso effetto che ha fatto a Ritvan, tieni presente che non avevo nessuna intenzione di offenderti. Volevo semplicemente dire che poiché il significato che avevi dato al mio commento non era esattamente quello che intendevo io, non era il caso mi quotassi.

    Sono, semmai più d’accordo con te riguardo alle altre frasi che hai scritto, però sembrano voler indicare un percorso mentale in antitesi al mio! Non era così.

    Cocco

    ps X Ritvan

    Era venuta a te quella che hai definito “sindrome di Tirana”?

    O volevi sapere a che punto del copione saremmo?

    Ah! A Vicenza, i manganelli non me l’hanno deturpato il volto. :-)

  50. utente anonimo says:

    >Era venuta a te quella che hai definito “sindrome di Tirana”?<
    No, ma visto che i kompagni fankazzisti della Cotral si nascondono meglio dei “kompagni che sbagliano”, con (o su?:-) )qualcuno dovevo pur sfogarmi, no?:-)

    >O volevi sapere a che punto del copione saremmo?

    Ah! A Vicenza, i manganelli non me l’hanno deturpato il volto. :-)<
    Perché siete andati a viso scoperto e non avete devastato e saccheggiato (e non avete nemmeno bruciato una bandiera ameregana! Vergogna!:-) ). Se tu esere buona con celerini, celerini esere buoni con te!:-)

    Ciao

    Ritvan

  51. kelebek says:

    Per tutti,

    A Vicenza non è successo niente, ma appena sono tornato a casa sono stato assalito violentemente dal lavoro.

    Sto cercando di difendermi come posso.

    Miguel Martinez

  52. utente anonimo says:

    Cara Cocco,

    a me pareva che fossimo d’accordo.

    Tranne sul termine emozione, cui forse diamo significati diversi.

    E invece no?

    No, non mi sono offeso, sui blog ho rivelato un animo mite al limite del masochismo :)

    Caro Miguel, vi prego di insistere contro la base per

    1) farla mettere in un posto più acconcio, se fosse il caso

    2) far cadere questo governo, che è il caso di sicuro

    Francesco

  53. utente anonimo says:

    Scusa Francesco, io non lo so se siamo d’accordo sul termine “emozione”.

    A me è sembrato che tu avessi stabilito che il mio commento mirasse a vedere nella reazione dell’amica di Miguel un semplice “effimero stato d’animo” (parole tue).

    “Quoterei ……ma……ridurre….”

    Ti scrivevo che non era quello il contenuto del commento, con il quale ho inteso invece mettere, a mio modo, in evidenza il significato culturale del gesto.

    Niente di preoccupante, comunque. Tu ed io raramente ci siamo intesi. Anzi, stavolta direi che siamo un po’ più d’accordo del solito. :-)

    Cocco

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