Il risveglio del medievista

"Quando Gregor Samsa si risvegliò una mattina da sogni tormentosi, si ritrovò nel suo letto trasformato in un Insetto gigantesco."

In realtà, il tedesco dice, "Als Gregor Samsa eines Morgens aus unruhigen Träumen erwachte, fand er sich in seinem Bett zu einem ungeheueren Ungeziefer verwandelt," dove Ungeziefer non è un insetto, ma qualcosa di indefinito, orrido e da schiacciare.

Mi chiedono di commentare il libro di Ariel Toaff, Pasque di sangue. Ebrei d’Europa e omicidi rituali, pubblicato dal Mulino.

Non posso, per il semplice motivo che è uscito giovedì scorso, e quando sono andato in libreria venerdì mattina, avevano già finito le copie.

L’ho prenotato, ma intanto sento dire che anche l’editore l’ha esaurito.

Un mio amico di Roma ha sentito un suo amico di Gorizia, che ha effettivamente letto le prime pagine del libro, e mi riferisce che si tratta di un testo molto complesso sull’interazione di cristiani e di ebrei nel Medioevo. So che questo resoconto di terza mano conta poco, ma sono convinto che valga un po’ di più di tutti i resoconti dove la mano, o il libro, non c’è proprio.

Sulle misteriose pagine di questo testo, è passato un improbabile uragano di furia virtuale.

Se cerco "Ariel Toaff" su Google, mi trovo sommerso dai detriti mediatici, per cui non è facile capirci granché.

Ma la faccenda è intrigante, proprio perché il signore finito sotto quei detriti è uno dei personaggi meno mediatici dei nostri tempi.

Su Google, si intravedono solo i suoi libri, i suoi interventi a convegni, la rivista di studi storici Zakhor che lui dirige da anni senza apparenti conflitti.

Non ho trovato nemmeno articoli suoi: immagino, senza poterlo dire con certezza, perché i suoi non sono testi che si leggono con un clic e via.

Mai – a quanto pare – un’intervista, una presenza a un talk show, un salott-dance da Vespa o da Costanzo.

Trovo solo una dichiarazione di oltre tre anni fa, presumibilmente estorta per telefono da un giornalista israeliano. E’ una frase breve, e parla essa stessa di silenzio:

«Sono molto lontano da Fini e dal suo partito, non ho interesse ad incontrarlo».

Un’idea della sua non-immagine, la dà un postatore su it.cultura.ebraica, che in tempi non sospetti (cioè qualunque momento prima delle otto di mattina circa del 6 febbraio 2007) scrive:

"Per quanto riguarda gli ebrei d’Italia ti segnalo un libro di storia, con il quale potrai approfondire le differenze interne alle varie cucine degli ebrei italiani: A. Toaff. Mangiare alla giudia, Mulino.

Approfondisce anche le differenza tra la cucina di area adriatica (dove si fa largo impiego di grasso d’oca) e quella di area tirrena (dove invece si usa olio). Ariel Toaff per scrivere il suo libro si è spulciato tutti i ricettari e libri di cucina ebraici italiani editi, o anche solo manoscritti, negli ultuimi quattro secoli. E’ senz’altro la persona più indicata per aiutare la tua ricerca."

Sempre su it.cultura.ebraica, e sempre prima del 6 febbraio, un altro postatore scrive:

"Esiste anche una straordinaria rivista ”aperiodica” edita da Giuntina.

E’ diretta da Ariel Toaff e coordinata da Bice Migliau. Vanta un comitato scientifico di grande livello. Si intitola ”Zakhor” "

Se si cercano su Google immagini di Ariel Toaff, si trovano solo alcune copertine dei suoi libri.

Chi mai avrebbe potuto sospettare che l’uragano mediatico potesse travolgere una mattina, all’ora della lettura dei quotidiani, un signore che dirige una rivista "aperiodica" (splendido aggettivo). Un signore arrivato, presumo, ai sessant’anni circa, spulciando ricettari ebraici manoscritti di quattro secoli fa. E che non ha mai pensato di mettere la sua migliore immagine a disposizione, nemmeno su un proprio blog.

Tutto quello c’è da dire sull’Ariel Toaff reale, lo dice il dignitoso comunicato dell’università Bar-Ilan, che condanna "ogni tentativo di giustificare le orribili calunnie del sangue contro gli ebrei", ma precisa anche che:

"Il professor Ariel Toaff è uno dei maggiori ricercatori in Israele e nel mondo sul tema delle comunità ebraiche medievali e della comunità ebraica italiana.

Fino [al ritorno di Ariel Toaff in Israele]  crediamo che sia il nostro dovere astenerci dal fare affidamento su resoconti infondati che sono stati smentiti dallo stesso prof. Toaff e che, a quanto pare, non hanno alcun rapporto con la ricerca stessa."

Eppure, il kafkiano caso del risveglio di Ariel Toaff è affascinante e merita di essere approfondito.

Proprio perché è lo specchio di questi tempi.

In una mattina qualunque di una lunga e silenziosa vita, a svegliarci non è la solita vecchia sveglia ancora meccanica, ma un inatteso jingle pubblicitario, un suono di adolescenziale esuberanza.

Apriamo lentamente gli occhi, e vediamo miloni e milioni di specchi.

E in ciascuno di loro, c’è il nostro stesso volto, trasformato in quello di un ungeheueres Ungeziefer.

Print Friendly
This entry was posted in Uncategorized and tagged , , , , , . Bookmark the permalink.

71 Responses to Il risveglio del medievista

  1. utente anonimo says:

    Wunderbar!

    C.

  2. utente anonimo says:

    Però, anche spulciando i ricettari di quattro secoli fa, e anche con la miglior preparazione e le migliori intenzioni del mondo, si può prendere un abbaglio.

    Solo che se l’abbaglio, vero o presunto, riguarda i ricettari si agita solo il piccolo mondo degli altri studiosi di ricette.

    da quel poco che si è capito (e mi è stato utile devo dire Introvigne, non che mi sia anche simpatico) io credo (beninteso, credo, non “sono convinto” perchè il libro non l’ho letto) che Toaff abbia preso davvero un abbaglio, se sostiene la veridicità dell’ “accusa del sangue” anche nel modo limitato e circoscritto in cui parebbe sostenerla.

    Peccato che il libro, potenzialmente interessante come polemica tra studiosi, finirà sputtanato e declassato dalle polemiche politico-religioso-forumistiche- giornalistiche.

    ma poi, saranno proprio queste, maligna qualcuno, quelle che interessavano a Toaff?

    Ero tentato di crederlo (e quindi di dare una lettura tutto sommato molto negativa della sua iniziativa) finché ho letto il ritratto che ne fa Miguel, che mostra una persona che non vuole, anzi forse rifugge, la notorietà; quindi io credo che la tesi che sostiene sia stata abbracciata genuinamente.

    Ma a ‘sto punto, che importa?

    Leggersi il Vangelo di Giuda o quello di Tommaso può essere interessante a patto di interessarsi di letteratura protocristiana o gnostica o di linguistica copta o altro;

    leggerseli per Dan Brown, è una minchiata.

    Paolo

  3. Potrà anche essersi preso un abbaglio, il medievalista, potrà aver esagerato, commesso gravi errori di metodo, eccetera, ma non capisco in nessun modo come questo possa giustificare il fatto che negli ultimi tre giorni ho letto il nome di questo Toaff almeno ventina di volte…

  4. calmansi says:

    Bellissimo post, Miguel. La differenza tra Ariel Toaff e Ratzinger a Ratisbonna è che Toaff non fa il Papa, quindi dovrebbe avere diritto di rivendicare di non essere semplificato dai media.

    Buona gita a Vicenza: stavo proprio guardando foto del Teatro Olimpico l’altro giorno: eccone una stupenda, come avangusto.

    Ciao

  5. utente anonimo says:

    Un’intervista televisiva ad Ariel Toaff l’ho vista, probabilmente nella rubrica culturale Mizar, RAI2. Secondo lui e i documenti consultati, vi furono effettivamente uccisioni da parte di alcuni ebrei che agivano al di fuori da qualsiasi legge e il cui operato fu duramente condannato dalle stesse autorità religiose ebraiche. Non ho ben capito le motivazioni di tali uccisioni, A.Toaff parlava di persone esasperate, mi pare una sorta di vendetta. Comunque di un libro di storia trattasi, già criticato da chi non l’ha letto.

    gian carlo

  6. utente anonimo says:

    Era disponibile un’intervista radiofonica ad Ariel Toaff (la linkava Rosalucsenburg* in un post dell’8.2.07) ma purtroppo ora quel link** non porta più direttamente all’intervista, che deve esser stata archiviata e non so se sia recuperabile.

    Ste65

    *

    http://rosalucsemblog.blogspot.com/

    **

    http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/index.cfm

  7. utente anonimo says:

    Boh….qui a Parma, città reietta per arrivi librari, il libro ancora si trova ancora……mi riprometto di comprarlo.

    Se proprio non ce la fai a trovarlo,Miguel, e non ti fa schifo acquistare in internet, prova su ibs o su unilibro, o direttamente a Il Mulino.

    Io ho sentito una frase a Mizar, venerdì scorso, su rai 2: Toaff sosteneva che un suo amico storico, non ebreo, a scrivere libri come “Pasque di sangue”, avrebbe rischiato una sonora accusa di antigiudaismo e antisemitismo, che non sono proprio la stessa cosa, ma che nella vulgata si confondono.

    Io il libro non l’ ho ancora letto, ma mi riprometto, come ho già detto, di leggerlo al più presto, e non solo per le polemiche che sembra abbia suscitato. Ho reale interesse per la materia, avendo letto già “Battesimi forzati”, di Marina Caffiero, bel libro edito nel 2004 da Viella.

    Io ho l’impressione che molti polemizzino con Toaff senza aver nemmeno letto il libro: magari l’hanno solo sfogliato, o ne hanno solo orecchiata la materia vagamente scabrosa del sacrificio umano.

    E spesso un libro non basta leggerlo; un libro, specie di questa complessità, ha bisogno di essere meditato, compreso nelle intenzioni profonde dell’ autore e, non ultimo, bisognerebbe sapere vagliarne l’ attendibilità delle fonti storiche.

    Un saggio storico si regge su un duplice, delicato equilibrio: quello della bontà euristica che spesso corrobora anche tesi controverse.

    Detto semplicemente: Toaff (come ogni storico) per me può scrivere qualsiasi cosa, purché essa sia sostenuta da solidi riscontri documentari. Poi, l’ideologia, gli ideologismi…..quelli vengono dopo, e sinceramente non mi interessano più di tanto. E non perché lo storico non debba essere schierato: in certi casi, lo storico ha il diritto-dovere di premettere le sue credenziali ideologiche e politiche. E’ la ricerca che deve sempre attenersi al massimo di onestà intellettuale possibile, sapendo che, anche involontariamente, possono esserci sviste o omissioni involontarie.

    Ho grande rispetto per gli storici: una delle persone fondamentali per la mia formazione culturale è stata (e continua ad essere) una grande storica della Riforma e della Controriforma, e dell’ età moderna in genere. So, per esperienza personale, quanto sia difficile fare ricerca, rivedere i risultati dei propri sforzi e infine pubblicarli. E so anche che nella collana storica de “Il Mulino”, non mi è MAI capitato di trovare libri “fatti male” in termini euristici o editoriali, pur non condividendone sempre -com ‘è ovvio- i contenuti.

    Però sono contenta che questa polemica abbia riacceso, anche se per vie un po’ tortuose, l’interesse verso la storia -e in particolare, verso la storia moderna- spesso confinato nel chiuso dei convegni o delle aule universitarie.

    Roseau

  8. utente anonimo says:

    sabato scorso c’era un lungo commento sulle pagine culturali di repubblica al libro di toaff: tanto mi basta per togliermi ogni voglia di leggerlo.

    per eugenio e le altre verginelle che si fanno le domande di eugenio, immaginatevi se ci fosse un politologo che si chiama, chessò, magdi abu allam el allamù, e che scriva un libro su “la guerra santa come missione di ogni buon musulmano”. come sarebbe accolto?

    oppure immaginatevi il figlio della regina degli zingari che scriva un saggio su “il rapimento dei bambini nella cultura rom”, facendo notare che in effetti si, nel 1473 un rom ha confessato (sotto minaccia di tortura, ma queste sono pinzillacchere) di aver rapito un bambino (per venderlo al rabbino magari). che ci scriverebbe il nostro buon Miguel su questo storico?

    infine qualche giorno fa rosalucsemblog aveva fatto qui qualche considerazione interessante su come si dovrebbe vivere in una piccola comunità esposta a venti e maree.

    roberto

  9. utente anonimo says:

    Quoto il post di Roberto.

    maria

  10. kelebek says:

    Per Roberto n. 8,

    Il punto è che non si tratta di un magdiallam.

    Piuttosto, è come se a scrivere ciò fosse stato (mischiando vivi e morti, per semplificare il discorso), un Bausani, un Gabrieli o uno Scarcia.

    Se io domani sentissi che Leonardo Piasere avesse scritto un lungo e documentato testo sul tema “adozione e introduzione nella cultura Rom”, e qualche urlante antirazzista avesse gridato, “Piasere dice che nel Quattrocento gli zingari rubavano i bambini!!!!”…. beh, io aspetterei di leggere il suo testo, e lo leggerei con interesse.

    Perché nemmeno Piasere è un Magdiallam.

    Miguel Martinez

    Miguel Martinez

  11. utente anonimo says:

    miguel,

    prova a leggere queste recensioni di storici che presumo abbiano letto il libro.

    se ne hai letta qualcuna di meno critica che soddifsi le stesse condizioni (ie: “storici che si presume abbiano letto il libro) ti prego di segnalarmela che non mi è capitato di vederne.

    http://www.informazionecorretta.it/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=19382

    roberto

  12. utente anonimo says:

    la mia sfiga è che sono un banale occidentale bianco che non appartiene a nessuna minoranza e non ha un ruolo in nessuna religione.

    altrimenti avrei qualche ideuzza per diventare ricco e famoso

    :-)

    (forse potrei scrivere un libro fortemente antieuropeista incentrato sul fancazzismo degli eurocrati… vedremo)

    roberto

  13. falecius says:

    Io Toaff non sapevo assolutamente chi cazzo fosse prima di leggere questo post. Dipenderà dal non aver ela TV a casa?

  14. utente anonimo says:

    Veramente io ho appreso la notizia dalla carta stampata…

    maria

  15. georgiamada says:

    Non so se già qalcuno lo ha segnalato (non o letto i commenti), ma è interessante questo articolo uscito oggi sul Corriere da cui si vede che l’università di Tel Aviv è molto più libera di molte altre (delle nostre manco parlarne)

    DAVIDE FRATTINI, Tel Aviv. L’università difende Ariel Toaff, Corriere della sera, 14 febbraio 2007, p. 49

  16. utente anonimo says:

    http://www.informazionecorretta.it/

    ahahahahahahahahahahahahahahahaahha!

    caro roberto, e un sito che soddisfi le condizioni di “presumibile dignità umana” no eh?

    ;)

    diego

  17. kelebek says:

    Per Falecius n. 13,

    Credo che Toaff non sia mai comparso in televisione, prima dell’Uragano Mediatico.

    Io Toaff l’ho conosciuto (cartaceamente) girando per librerie bolognesi, dove ho scoperto la rivista Zakhor (che è veramente bella).

    Miguel Martinez

  18. Non è detto che chi è ignoto voglia restarlo, e ti posso garantire che uno storico ebreo che riesumi la calunnia del sangue è destinato alla notorietà e lo sa bene, quanto un genetista afroamericano che pubblichi una ricerca sulle minori capacità intellettive degli africani sub-sahariani. Sono altresì certa che un paginone centrale sul NYT su un poderoso studio genetico durato 7 anni intorno alla stupidità dei negri o alla loro tendenza allo stupro, non verrebbe accolto da quella comunità con maggiore sobrietà e silenziosa attesa di “leggere il libro per giudicarlo”. A questo proposito, tu che sei (insieme alle moltitudini) tra i fautori del “bisogna leggere il libro”, hai gli strumenti per giudicare – ad esempio – le clamorose omissioni riguardo al contesto storico operate da Toaff, e messe in evidenza dallo storico dell’ebraismo Giulio Busi sul sole 24 ore di domenica scorsa? Tu te ne saresti accorto? Io no! E – altra domanda – ritieni che la pioggia non di scomuniche, ma di argomentate stroncature della comunità accademica sia dipesa da qualche fenomeno stravagante che nulla a che vedere con la pochezza storica del libro di Toaff? E se è questo quello che pensi, mi puoi articolare perchè lo pensi?

  19. ah, ero rosalux (mi scordo sempre di firmare)

  20. utente anonimo says:

    diego,

    se sprecassi due minuti del tuo prezioso tempo per degnarti di seguire quel link, ti accorgeresti, fra una risata e l’altra, che si tratta di una raccolta di articoli su toaff pubblicati su repubblica, corriere , unità, ecc.

    raccolta che immagino parziale (ed è per questo che chiedevo a miguel se conosceva altre recensioni), ma che ti consiglierei di leggere prima di spendere i tuoi soldi con toaff

    roberto

  21. kelebek says:

    Per Rosa n. 18

    Nel prossimo post spero di scrivere qualcosa di più dettagliato, quindi commento solo una delle cose che dici.

    Esistono molti studi che mostrano che il QI medio degli afroamericani è molto più basso di quelli dei bianchi, dei nativi americani, degli “asiatici” (indiani e cinesi, anche di recente immigrazione).

    La differenza è tale da escludere un semplice errore statistico.

    Questo è un dato di fatto da cui si deve partire, non qualcosa da nascondere.

    Il problema è il senso da dare a questo dato.

    Una prima interpretazione possibile è, “i negri sono più stupidi dei bianchi”. Un’interpretazione che, curiosamente, piace a molti bianchi particolarmente stupidi.

    Una seconda interpretazione, come quella che fa Stephen Jay Gould nel Mismeasure of Man, consiste nell’analisi, per nulla scontata, del concetto stesso di “intelligenza”, il suo stretto rapporto con i ruoli sociali in un sistema capitalistico, l’applicabilità o meno della statistica quantitativa a fattori qualitativi, e così via.

    E’ evidente che la prima lettura è più facile e immediata, e quindi ogni volta che esce un altro studio con gli stessi risultati, i razzisti esultano.

    Lo stesso succede, in maniera ancora più clamorosa, con gli studi sul “crimine” negli Stati Uniti: là dove per “crimine” si intende chi finisce in carcere, per il tipo di reato per cui si finisce in carcere.

    Cioè per rapine, scippi, omicidi, stupri e spaccio al dettaglio.

    Anche qui è possibile:

    1) esultare da razzisti

    2) nascondere i dati per non far esultare i razzisti

    3) analizzare i meccanismi sociali che condannano una specifica comunità a una vita di illegalità.

    Io opto per la terza soluzione.

    Miguel Martinez

  22. kelebek says:

    P.S. Come avrai capito, sono un appassionato di Gould.

    Miguel Martinez

  23. georgiamada says:

    scusa roberto, a parte che solo entrare nel sito dell’ossimoro informazione corretta a me fa venire le bollicine (come entrare da blondet), però se tu ti degnassi di leggere almeno il link che ho lasciato io non aggrediresti diego con quella sicumera, perchè non è vero che tutti gli storici, al momento stroncano il lavoro di Toaff. Toaff si limita a studiare un minuscolo settore e quindi inutile urlare alla lesa maestà come stanno facendo i cretini.

    La storia non è propaganda, e non può essere imposta (ma solo studiata) anche se ammetto che l’argomento si presta a strumentalizzazioni (ma questo non riguarda gli storici).

    I comunisti mangiano i bambini è stato, dal 1918, un luogo comune abbastanza in voga. E’ chiaro che era platamente falso, ma non per questo bisognerebbe strillare come galline ogni volta che gli storici studiano i fenomeni di cannibalismo avvenuti durante la rivoluzione russa. Chiaro erano solo esseri umani impazziti dalla fame, dall’isolamento e dalla carestia e non certo comunisti, ma la diceria aveva un fondo storico. Gli episodi studiati da toaff non offendono una religione e una comunità e tanto meno uno stato ma semmai solo un gruppetto di degenrati forse impazzito. Toaff non è un bravo storico? può essere, ma almeno aspettiamo di studiare con altrettanta attenzione i documenti da lui usati.

    geo

  24. utente anonimo says:

    x roberto

    t’avevo risposto ma ho sbagliato a postare ;)

    cmq. è qui

    diego

  25. utente anonimo says:

    qui… uff

  26. utente anonimo says:

    ok ragazzi,

    vi spiego come sono arrivato al sito di informazione corretta che (liberi di crederci) fino a stamattina non conoscevo e del quale conosco solo la pagina linkata.

    mi ricordavo di aver letto sabato un articolo interessante su toaff su repubblica, una recenzione critica di uno storico, ma non mi ricordavo il nome dello storico.

    allora ho scritto su gugol “toaff repubblica” e mi è saltato fuori quel link.

    il link contiene altre stroncature e mi sono detto :”ma guarda ci sono solo storici che stroncano. vabbé proviamo a chiedere in giro se ci sono critiche positive”

    ed eccoci qua.

    uno mi sghignazza perché cito l’orrido infomazione corretta e l’altra mi fa il pippardone sui comunisti cannibali….

    roberto

  27. georgiamada says:

    errato: i comunisti NON sono cannibali e gli ebrei NON fanno riti di sangue. le pippionate sono tua esclusiva ;-)

    geo

  28. utente anonimo says:

    >uno mi sghignazza perché cito l’orrido infomazione corretta…

    e che vuoi farci, sono stupidamente maligno o malignamente stupido, scegli tu.

    Comunque – ribadisco – ti avevo ripsosto qui, qualcosa in più di una sghignazzata – ma altrettanto inutile, aggiungerei.

    diego

  29. utente anonimo says:

    lo so benissimo anch’io che esiste quella relazione. E’ precisamente per quello che ti ho proposto il caso. Così come gli storici sapevano che nel caso di Simonino gli ebrei “confessarono”. Se uno studioso sostenesse, con un tomo di 400 pagine, che quella relazione è dimostrabile (nonostante gli studi e le critiche che tu hai correttamente elencato) e il NYT lo scrivesse nel paginone centrale, con toni esultanti da “grande scoperta”, venendo poi spernacchiato dall’intera comunità scientifica, sai chi resterebbe a sostenere che si vuole “mettere la musacchia alla scienza”?

    Un’altra cosa: del tuo post le cose che meno mi piacciono sono le TAG. Cosa c’entra il “sionismo”, il “dominio”, la “censura” con questa storia? E perchè “giornalisti cialtroni”? Ti riferisci al cialtrone che ha fatto il paginone, o a Giulio Busi e ai medioevalisti mondiali che hanno stroncato?

  30. utente anonimo says:

    ero, naturalmente, sempre rosa.

  31. utente anonimo says:

    a proposito di “Informazione corretta”. Al di là di quello che si può pensare del sito, e dei suoi commenti, lì si trovano articoli riportati pari pari. Usare quindi come fonte “informazione corretta” mi pare ineccepibile: è (se si escludono i commenti) un “contenitore”. E’ come criticare una scatola, un atteggiamento devo dire piuttosto bizzarro.

    sempre rosa

  32. kelebek says:

    Per Rosa n. 29,

    sui tag non hai tutti i torti, e quindi preciso che non vanno interpretati in senso ideologico, ma per associazione.

    La questione dell’eventuale uso rituale del sangue nel Medioevo non ha un rapporto diretto con il sionismo (no, i sionisti non bevono il sangue :-) ).

    L’attuale tumulto mediatico ha a che fare però con un complesso di associazioni, e molta della stessa gente che per un motivo o per un altro si interessa al sionismo, si interessa anche a questa questione.

    Per capirci, se avessi già avuto un tag sul tema “trentino”, ce lo avrei messo, perché esiste un’associazione Toaff-Simonino-Trentino.

    Sugli altri tag, e in particolare sui giornalisti, ti rimando ai post che spero di scrivere ancora sul tema; comunque è evidente il passaggio dal campo della storiografia a quello del circo mediatico.

    Miguel Martinez

  33. utente anonimo says:

    #31

    strana pretesa – per una scatola – chiamarsi “informazione corretta“.

    diego

  34. utente anonimo says:

    per curiosità, quale di questi due articoli è definibile “circo mediatico”? Quale, nasce per “solleticare appetiti” e quale da una pacata analisi storica?

    Questo di Sergio Luzzatto

    http://snipurl.com/1a4gc

    o questo di Giorgio Busi, riportato in calce al post? (in rete non l’ho trovato)

    http://snipurl.com/1a4gq

    rosa

  35. utente anonimo says:

    diego,

    “ma altrettanto inutile, aggiungerei”

    non vorei essere maligno ma in effetti hai ragione.

    e ripeto:

    1. se il sito di repubblica avesse un archivio come dio comanda vi avrei indirizzati lì

    2. siccome non ho più 12 anni e penso di non essere un lettore totalmente sprovveduto ho chiesto se conoscevate critiche positive al libro.

    prendo atto che solo giorgia ha risposto (adesso vado a vedere il libro), sennò ci si è incagliati su informazione corretta del quale non me ne po’ fregà de meno

    roberto

  36. utente anonimo says:

    non riesco ad aprire il link di giorgia (sarà la parola tel aviv che fa scattare un filtro antisionista?)

    :-)

    roberto

  37. utente anonimo says:

    > non vorei essere maligno ma in effetti hai ragione

    non lo sei, affatto ;)

    diego

  38. georgiamada says:

    Beh intanto mi chiamo gEorgia (ma credo sia inutile dirtelo perchè penso tu lo faccia apposta) forse non riesci ad aprire i pdf della rassegna stampa camera, capita a molti, si vede che hai ancora un programma vecchio, ad ogni modo

    riprovo.

    L’articolo è presente anche QUI sulla rassegna stampa dell’università di Pisa.

  39. utente anonimo says:

    e perchè mai dovrei chiamarti apposta giorgia?

    è che oltre ad avere un computer vecchio sono un po’ cecato e distratto…

    l’articolo è interessante, solo che non è esattamente quello che chiedevo.

    io ho chiesto se ci sono delle recensioni positive di storici (vedi il post 11).

    l’articolo che citi si limita a dirci che l’università di tel aviv non licenzierà toaff in nome della libertà accademica.

    è una notizia certamente interessante (e positiva secondo me) ma come vedi non è una recensione

    roberto

  40. georgiamada says:

    infatti io non postavo il link per te (per lo meno la prima volta, ora invece sì) :-).

    Per fare una recensione storica decente (ma direi ogni recensione decente) ci vuole tempo, per farne una a comando-propaganda, alla jo boja, bastano poche ore :-).

    Quindi, se mai ce ne saranno, dovrai pazientare non credo basti chiederlo perentoriamente in un blog :-). E poi anche pazientare non basterà, una volta finito il polverone nessuno si occuperà più del libro.

    Intanto i professori di Tel Aviv (alcuni) si dimostrano, come io dico sempre, molto più liberi di altri nel mondo, basta leggersi Ilan Pappe e Tanya Reinhart per capirlo.

    Le nostre (ma non solo) accademie sono sempre più realiste del re ;-)

    geo

  41. georgiamada says:

    roberto ti ho risposto ma non è arrivato il commento, boh chissà che fine ha fatto :-)

  42. utente anonimo says:

    sacrificando una verginella a una potente divintià azteca ho fatto riapparire il messaggio di Georgia.

    preciso solo che non ero affatto perentorio nel mio ormai celebre messaggio 11 (ho scitto a miguel “ti prego di” non “brutto addestratore di milizie dimmi subito”)

    roberto

  43. utente anonimo says:

    Ma come, Miguel è anche brutto?

    Francesco :)

  44. Per Roberto: mi risulta che esistano tonnellate di libri, dai testi scolastici ai “saggi” di autoproclamati esperti, in cui si sostiene che il dovere dei musulmani è di fare la jihad, ovvero la guerra santa, per espandere il dar al-islam e massacrare gli infedeli. Ma nessuno di questi è stato stroncato a ripetizione da tutti i giornali italiani (su la Repubblica ho visoto almeno tre trafiletti, in proposito, nel giro di due giorni). E, come ha fatto notare Miguel, è pieno il mondo di studi che dicono che il QI eurobianco è superiore alla media. Durante le scorse olimpiadi, in seguito alla vittoria dei cento metri di un atleta bianco americano, c’è stata persino una certa polemica, negli States, sul tema “ma i negri, sono più veloci o no?”. Qualcuno ha parlato di razzismo, qualcun altro di razzismo al contrario, e la cosa è morta lì.

    Niente di paragonabile a un simile compiaciuto linciaggio… O forse sono io che sono verginello, boh.

  45. falecius says:

    Sono andato su Informazionecorretta (sob), mi pare che pubblichino solo glia rticoli che demoliscono Toaff, affiancandoli a commenti in cui dicono che altri articoli (pro-Toaff, per così dire) lì non sono pubblicati.

  46. utente anonimo says:

    eugenio,

    tutto ciò si spiega con:

    - il fatto che il mondo della cultura italiana e l’informazione sono in mano ai perfidi ebr…, ehm, sionisti….?

    - il fatto che lo storico in questione sia il figlio di tal Elio Toaff?

    - altre spiegazioni?

    roberto

  47. utente anonimo says:

    Roberto, cosa c’entra essere “figlio di…”?

    Notoriamente, per uno storico, ricordarlo soltanto in virtù delle sue parentele illustri è il modo migliore per svilirne l’ opera.

    Io penso che dopo l’ 11 settembre siano cambiate tutte le percezioni di appartenenza politica e culturale.

    Esse si sono esasperate ed estremizzate.

    Non si può discutere serenamente di un’ opera di uno storico senza ricordarne la storia personale, la formazione e il credo politico o religioso e considerarli dirimenti ai fini di una valutazione.

    E gli ebrei -come spesso è accaduto nella loro storia millenaria- e come dice anche l’etimologia “ivrì” allusiva ad un “passaggio”, si trovano su una china particolarmente difficile.

    Ti sei mai chiesto se tutti quelli che oggi si attendono all’ endiadi “amici di Israele, amici degli ebrei”, riducendo metonimicamente una cultura millenaria e complessissima ad un’ entità politica statuale che esiste solo da sessant’ anni, dieci anni fa si sarebbero scaldati tanto per il libro di Toaff?

    Le cose sono molto più difficili da risolvere e rischiano di affogare nella schiuma dei commenti dei giornali, nel parlarsi addosso delle trasmissioni televisive.

    Ti ricordo che Otto Weininger era ebreo e antifemminista, scientificamente antiebraico quindi antisemita. SENSAZIONE! Ma prendiamo in esame il contesto cuturale in cui ha vissuto, che cosa fosse la Mitteleuropa Kakanica e pervicacemente antiebraica e cattolica di cento anni fa. Non a caso era diventato protestante…

  48. kelebek says:

    Per anonimo n. 47

    E se lasciassimo da parte “gli ebrei”, che sono degli individui umani e quindi irrilevanti, e ci mettessimo il “fantasma degli ebrei”, nel senso del complesso insieme di cose che il termine “ebrei” evoca per i motivi più diversi?

    Occorre sempre distinguere tra la realtà reale e la realtà che assumono le proiezioni immaginarie.

    Miguel Martinez

  49. utente anonimo says:

    anonimo 47,

    devo confessarti in tutta sincerità che non ho proprio capito il tuo post

    roberto

  50. georgiamada says:

    anch’io ho capito poco dell’anonimo 47, ho solo capito che si è incavolato per la tua (di roberto) ipotesi che ariel toaff fosse attaccato come figlio del rabbino toaff :-) forse l’anonimo non ha capito che volevi solo far notare che essere il figlio di una persona eccezionale come Elio Toaff vuol dire trovarsi automaticamente tanti nemici e non solo … fra i nemici :-).

    Però 47 se n’è andato un po’ per la tangente :-)))

    geo

  51. “eugenio,

    tutto ciò si spiega con:

    - il fatto che il mondo della cultura italiana e l’informazione sono in mano ai perfidi ebr…, ehm, sionisti….?

    - il fatto che lo storico in questione sia il figlio di tal Elio Toaff?

    - altre spiegazioni? ”

    C’è il caso che su certi temi l’opinione pubblica sia molto più sensibile, a livello pagologico, che su altri. E la tua spiegazione, quale sarebbe? Dato che mi pare chiarito che quella che hai fornito qualche commento addietro non regge, o almeno a me non sembra reggere, ecco…

  52. Quello era un “patologico”, eh!

  53. utente anonimo says:

    >Beh intanto mi chiamo gEorgia (ma credo sia inutile dirtelo perchè penso tu lo faccia apposta)< Toh, anche tu arrivata sul gommone, sorella?:-)
    Ciao

    Ritvan

  54. utente anonimo says:

    >l’articolo che citi si limita a dirci che l’università di tel aviv non licenzierà toaff in nome della libertà accademica. roberto< Come dire “excusatio non petita…”:-) (ovvero, tradotto in volgare “ha scritto sì una castroneria, ma visto che nosotros siamo di larghe vedute mica lo cacciamo per questo”)
    Ciao

    Ritvan

  55. utente anonimo says:

    >Beh intanto mi chiamo gEorgia< Scusa l’indiscrezione, ma chi ti mise quel nome era affezionato allo stato ameregano dove ha la sua sede centrale la Coca Cola, un ammiratore di Virgilio (nel senso di poeta latino, non di portale Internet:-) ) oppure lo fece per commemorare il luogo di nascita di un certo Josif Visarionovic Dzugasvili? Cosi a naso direi la terza:-).
    Ciao

    Ritvan

  56. kelebek says:

    Mi serve un troll titoista serbo, con un bagaglio di luoghi comuni contro gli albanesi.

    Qualcuno mi aiuta a trovarlo, grazie?

    Miguel Martinez

  57. utente anonimo says:

    Miguel, l’ anonimo 47 sono io…..mi sono dimenticata di firmare.

    Comunque, Ariel Toaff ha chiesto all’ editore Il Mulino di sospendere la pubblicazione del suo libro per permettergli di riscrivere alcuni passi tacciabili di fomentare l’antisemitismo. Ora, non avendo letto il libro in prima versione, non riesco a dare un’ opinione su questa operazione.

    Ma credo che abbiate tutti sentitoil tg2 di stasera: “Il professor Ariel toaff ha chiesto il ritiro del suo libro dopo le accuse di fomentare l’antisemitismo. Punto.”

    Quella di Toaff potrà forse essere autocensura, ma quella del tg 2 e pura malafede.

    Roseau

    P.S. D’accordissimo sul discorso dei fantasmi della realtà.

  58. utente anonimo says:

    errata corrige:è pura malafede

    Toaff, non “toaff”

  59. utente anonimo says:

    >Mi serve un troll titoista serbo, con un bagaglio di luoghi comuni contro gli albanesi. Qualcuno mi aiuta a trovarlo, grazie? Miguel Martinez<
    Ti aiuto io. E’ uno che ha dimostrato in modo incontrovertibile di conoscere minuziosamente tutte le cazzate antialbanesi che ha sfornato la cucina di Belgrado. Si chiama “Anima Gemella Di Miguel Martinez” o, se preferisci “Innominato Hidalgo Terrore Degli Esseri Striscianti Che Hanno Venduto Il Culo Agli Yankees”. Ultimamente, però non sta scrivendo qui. Probabilmente è in missione per reperire a poco prezzo bandiere ameregane e israeliane da bruciare in quel di Vicenza (lo so che Israele c’entra na cippa, ma vogliamo approffittare dell’occasione?:-) ).

    Ciao

    Ritvan

  60. utente anonimo says:

    >Ma credo che abbiate tutti sentitoil tg2 di stasera: “Il professor Ariel toaff ha chiesto il ritiro del suo libro dopo le accuse di fomentare l’antisemitismo. Punto.”

    Quella di Toaff potrà forse essere autocensura, ma quella del tg 2 e pura malafede. Roseau<
    Se veramente lo speaker del Tg2 ha pronunciato le frasi virgolettate, più che di malafede io parlerei di pubblicità occulta alla FIAT:-)

    Ciao

    Ritvan Lo Sterminatore Di Refusi Contro Cui Nessun “errata corrige” Basta Mai:-)

  61. utente anonimo says:

    “insetto” copre abbastanza bene il campo semantico di “ungeziefer”, che precisamente sta per “insetti nocivi, parassiti”. da qui a “qualcosa di indefinito, orrido e da schiacciare” ce ne passa parecchio. alla fine scrivi “…trasformato in quello di ungeheurer Ungeziefer”. peccato che il sostantivo Ungeziefer sia neutro, quindi si dice “ungeheures Ungeziefer”. lascia stare di atteggiarti a grande erudito e intellettuale con citazioni colte, ci rimedi solo figure di merda. sei noto nel web, al pari della tua amica dacia, come gran conoscitore di lingue, traduttore ed ermeneuta. se conosci l’arabo come il tedesco stiamo messi bene.

    Adriano Heinrich Brannenkemper.

  62. utente anonimo says:

    >(Miguel) sei noto nel web, al pari della tua amica dacia, come gran conoscitore di lingue, traduttore ed ermeneuta. se conosci l’arabo come il tedesco stiamo messi bene.

    Adriano Heinrich Brannenkemper.< Mein Fuhrer, che è ‘sto timore che esprimi nei confronti delle devastanti conseguenze per l’Umanità che la presunta deficiente erudizione di MM in materia arabistica potrebbe causare? Hai forse paura che il tuo grazioso attrezzo per cucinare i felafel prodotto in Arabia Saudita e le cui istruzioni sono state debitamente tradotte da MM dietro regolare compenso dell’importatore potrebbe scoppiarti in mano?:-)
    Sieg heil

    Ritvan von Hohenstaufen

  63. kelebek says:

    Per n. 61,

    Ho già scritto qui come il mio sia un tedesco molto arrangiato, e non pretendo assolutamente di scrivere in tedesco.

    “Ungeheurer” è un refuso – se ci fai caso i miei testi ne sono pieni. Grazie per averlo segnalato, correggo subito.

    Per il resto, quello che volevo segnalare era che “Ungeziefer”, per quello che ne so io – che è ovviamente meno di quello che ne sai tu – porta con sé una carica negativa che non porta il semplice termine “insetto”.

    Comunque, ti ringrazio delle precisazioni.

    Miguel Martinez

  64. georgiamada says:

    il caso del professor toaff, fatte le debite proporzioni, mi ricorda il caso Spinoza ;-) minacciato di essere buttato fuori dalle comunità ebraiche olandesi per quello che scriveva … be Spinoza ne uscì, o meglio, dopo essere stato sottoposto ad interrogatorio, venne espulso dalla Sinagoga per gravi eresie, Il grande Baruch continuerà ad essere “eretico” ma Baruch era appunto un grande ancora vivo e vegeto oggi:-)

    geo

  65. georgiamada says:

    due link sul caso toaff

    Burgio intervista Giacomo Todeschini (sul manifesto) sul libro di Toaff.

    Articolo sul Corriere sul ritiro del libro

    geo

  66. georgiamada says:

    due articoli sulla Repubblica

    QUI e QUI.

    geo

  67. utente anonimo says:

    grazie gio

    roberto

  68. utente anonimo says:

    geo, scusami

    :-)

    roerto

  69. il libro Pasque di Sangue di Ariel Toaff è “disponibile” al seguente link:

    http://www.vho.org/aaargh/fran/livres7/PasquediSangue.pdf

    Buona lettura

    dmonax

  70. kelebek says:

    Per dmonax n. 69,

    piccolo particolare…. nella versione che segnali tu, mancano i capitolo 14 e 15.

    Miguel Martinez

  71. phiberoptic says:

    Sono dmonax, del #69

    oh, caspita!

    non l’avevo notato perché non l’ho finito di leggere.

    ma a cosa è dovuta questa mancanza?

    una svista?

    ciao

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>